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Commissione per i principi contabili

CONSIGLI NAZIONALI DOTTORI COMMERCIALISTI E RAGIONIERI

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RELAZIONE SULLA GESTIONE DELLE IMPRESE MERCANTILI, INDUSTRIALI E DI SERVIZI ___________________


(Art. 2428 Cod. Civ. come modificato dal Dlgs 2/2/2007 N 32 di attuazione della Direttiva 2003/51/UE del Parlamento Europeo)

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Consiglieri delegati Antonio Ciuffa
CNDC

Luciano Aldo Ferrari


CNRPC

Presidente Flavio Dezzani

Vice Presidente Alfonso Trivoli

Componenti Stefano Adamo Paolo Azzolini Sebastiano Baudo Ubaldo Cacciamani Matteo Caratozzolo Giuseppe Verna

Alessio Iannucci Laura Pedicini Matteo Pozzoli Elisa Sartori

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SOMMARIO
1. 2. 3. 4. 5. PREMESSA E FINALIT DEL DOCUMENTO DESTINATARI DEL DOCUMENTO RIFERIMENTI NORMATIVI ENTRATA IN VIGORE IL CONTENUTO DELLA RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI 5.1. 5.2. 1 2 4 7 8

8 PREMESSA LANALISI DELLA SITUAZIONE DELLA SOCIET (O DEL GRUPPO), DELLANDAMENTO E DEL RISULTATO DELLA GESTIONE 9 10 5.3. I NUOVI ELEMENTI SPECIFICI DELLA RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI GLI INDICATORI DI RISULTATO 6.1. GLI INDICATORI FINANZIARI DI RISULTATO 6.1.1. Premessa 6.1.2. Indicatori economici 6.1.3. Indicatori patrimoniali (o di solidit) 6.1.4. Indicatori di liquidit 6.2. GLI INDICATORI NON FINANZIARI DI RISULTATO 6.2.1. Premessa 6.2.2. Le caratteristiche degli indicatori non finanziari 6.2.3. La scelta degli indicatori non finanziari 11 12 12 12 14 15 17 17 17 18 24 24 24 26 26 28 28 29 29 31 31 31 35 40 41 41 42 43 44

6.

7.

LE INFORMAZIONI SUI PRINCIPALI RISCHI ED INCERTEZZE 7.1. PREMESSA 7.2. DEFINIZIONE DI RISCHIO E CLASSIFICAZIONE 7.3. INFORMAZIONI DA FORNIRE NELLA RELAZIONE 7.3.1. I rischi finanziari 7.3.2. I rischi non finanziari 7.3.2.1. Analisi dei rischi 7.3.2.2. Le politiche di risposta e di riduzione dei rischi 7.3.2.3. Alcuni esempi

8.

LE INFORMAZIONI RELATIVE ALLE RELAZIONI CON LAMBIENTE 8.1. 8.2. PREMESSE INFORMAZIONI DA FORNIRE NELLA RELAZIONE

9.

LE INFORMAZIONI RELATIVE ALLE RELAZIONI CON IL PERSONALE

APPENDICE APPENDICE A: INDICATORI FINANZIARI DI RISULTATO Indicatori economici Indicatori patrimoniali (o di solidit) Indicatori di liquidit e di rotazione APPENDICE B: INDICATORI NON FINANZIARI DI RISULTATO

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1. Premessa e finalit del documento


Il Decreto Legislativo 2 febbraio 2007 n. 32 ha recepito la Direttiva del Parlamento Europeo 2003/51/UE introducendo modifiche: al codice civile per i bilanci delle imprese mercantili, industriali e di servizi; al D. Lgs. 9 aprile 1991 n. 127 per i bilanci consolidati delle stesse; al D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 in materia di intermediazione finanziaria; al D.Lgs. 27 gennaio 1992 n. 87 per le banche e gli istituti finanziari; al D. Lgs. 7 settembre n. 209 per le imprese di assicurazione.

Le modifiche riguardano principalmente la relazione sulla gestione, la relazione del revisore ed il bilancio consolidato. Nel presente documento vengono analizzate le novit ed i contenuti della relazione sulla gestione delle imprese mercantili, industriali e di servizi. Si tratta di un primo documento di studio e di analisi, volto a promuovere il confronto con gli studiosi delle materie aziendali e con la prassi contabile. Salvo quando diversamente indicato, il documento fa riferimento sia alla relazione prevista dallart. 2428 c.c., sia alla relazione prevista dallart. 40 del D.Lgs. 127/91, poich, le novit introdotte nei due articoli di legge possono ritenersi pressoch identiche.

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2. Destinatari del documento


Il documento rivolto prevalentemente alle imprese italiane obbligate a redigere il bilancio di esercizio ed il bilancio consolidato rispettivamente con le disposizioni degli artt. 2423 e seguenti del codice civile e con gli artt. 25 e seguenti del D.Lgs 9 aprile 1991, n. 127. In sostanza si rivolge alle societ che svolgono attivit industriale, mercantile o di servizi non quotate in mercati regolamentati, e quindi normalmente di piccole e medie dimensioni, o, con una compagine sociale ristretta. Pur non essendo indirizzato alle societ tenute allapplicazione integrale dei principi contabili internazionali (IAS-IFRS) - le quali redigono i bilanci con losservanza di quei principi e non delle disposizioni del codice civile, n dei principi contabili nazionali - il documento riguarda anche queste imprese per le disposizioni del diritto nazionale che rimangono applicabili. La Commissione Europea, nelle Osservazioni riguardanti taluni articoli del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, specifica che Alcune disposizioni del diritto nazionale che attuano le direttive contabili disciplinano questioni che esulano dal campo di applicazione del regolamento IAS e continuano pertanto ad applicarsi ad esempio le disposizioni relative alla relazione annuale (quarta direttiva, articolo 46). [omissis]. Ne consegue che le informazioni supplementari che sono contenute nella relazione annuale (e nella relazione annuale consolidata) o che la accompagnano esulano dal campo di applicazione del regolamento IAS. Ed ancora al paragrafo 3.3 precisa che una societ che tenuta a redigere conti annuali e che soggetta al regolamento IAS a seguito dellapplicazione dellarticolo 5 del regolamento IAS, deve altres rispettare le disposizioni del diritto nazionale che recepiscono gli articoli della quarta e della settima direttiva riguardanti la revisione dei conti, la relazione sulla gestione e taluni obblighi di pubblicit che vanno oltre gli IAS.. Successivamente la CONSOB nel documento di consultazione Principi contabili internazionali: schemi di bilancio per le imprese - Informazione societaria del 10 marzo 2006 ha ribadito e precisato che La Commissione Europea nel documento redatto nel novembre 2003 (omissis) ha richiamato l'attenzione sull'applicabilit di alcune norme della quarta e settima direttiva contabile nel caso di imprese che adottino gli IAS/IFRS. Tra queste presentano rilevanza le seguenti norme: nella nota integrativa [omissis] nella relazione sulla gestione art. 2428 c.c comma 1 e comma 2 da n. 1 a n. 6 e art. 40 del D.Lgs.127/91 (informazioni su attivit di ricerca e sviluppo; rapporti con imprese del gruppo, numero azioni proprie, i fatti di

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rilievo ed evoluzione prevedibile della gestione).1. In materia creditizia la Banca dItalia intervenuta con un proprio documento del 14 febbraio 2006 in cui ha ribadito che la relazione sulla gestione si compone anche di tutte quelle informazioni richieste dallart. 2428 c.c.. Non si ritengono, invece, applicabili alle imprese che utilizzano i principi contabili internazionali il comma 6 bis dellart. 2428 c.c. ed il comma 2 punto d-bis) dellart. 40 del D.Lgs 9/4/1991 n. 127, relativi ai rischi finanziari, in quanto esistono appositi principi internazionali (IAS 32 e IFRS 7 che in parte lo sostituisce) che regolano in modo specifico la materia e richiedono dettagliate informazioni al riguardo.

Si veda a questo proposito anche OIC Organismo Italiano Contabilit, Guida 2, aprile 2007, 21 e ss.
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3. Riferimenti normativi
Si riporta il testo dellart. 2428 codice civile e dellart. 40 D.Lgs N 127/91 che specificamente regolano la materia ricordando che altri articoli del codice civile ed altre fonti legislative prevedono obblighi in capo agli amministratori in sede di redazione della relazione sulla gestione (ad esempio il D. Lgs 30/6/2003 n. 196 che impone specifiche indicazioni in materia di privacy). Lart. 2428 del codice civile, cos come modificato dal D.Lgs 2 febbraio 2007 n. 32 di attuazione della la direttiva 2003/51/UE del Parlamento Europeo, stabilisce quanto segue: Art. 2428. (Relazione sulla gestione). Il bilancio deve essere corredato da una relazione degli amministratori contenente unanalisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della societ e dellandamento e del risultato della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, anche attraverso imprese controllate, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti, nonch una descrizione dei principali rischi e incertezze cui la societ esposta. Lanalisi di cui al primo comma coerente con lentit e la complessit degli affari della societ e contiene, nella misura necessaria alla comprensione della situazione della societ e dellandamento e del risultato della gestione, gli indicatori di risultato finanziari e, se del caso, quelli non finanziari pertinenti allattivit specifica della societ, comprese le informazioni attinenti allambiente e al personale. Lanalisi contiene, ove opportuno, riferimenti agli importi riportati nel bilancio e chiarimenti aggiuntivi su di essi. Dalla relazione devono in ogni caso risultare: 1) le attivit di ricerca e di sviluppo; 2) i rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime; 3) il numero e il valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di societ controllanti possedute dalla societ, anche per tramite di societ fiduciaria o per interposta persona, con lindicazione della parte di capitale corrispondente; 4) il numero e il valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di societ controllanti acquistate o alienate dalla societ, nel corso dellesercizio, anche per tramite di societ fiduciaria o per interposta persona, con lindicazione della corrispondente parte di capitale, dei corrispettivi e dei motivi degli acquisti e delle alienazioni; 5) i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dellesercizio; 6) levoluzione prevedibile della gestione;

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6-bis) in relazione alluso da parte della societ di strumenti finanziari e se rilevanti per la valutazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dellesercizio: a) gli obiettivi e le politiche della societ in materia di gestione del rischio finanziario, compresa la politica di copertura per ciascuna principale categoria di operazioni previste; b) lesposizione della societ al rischio di prezzo, al rischio di credito, al rischio di liquidit e al rischio di variazione dei flussi finanziari. Entro tre mesi dalla fine del primo semestre dell'esercizio gli amministratori delle societ con azioni quotate in mercati regolamentati devono trasmettere al collegio sindacale una relazione sull'andamento della gestione, redatta secondo i criteri stabiliti dalla Commissione nazionale per le societ e la borsa con regolamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. La relazione deve essere pubblicata nei modi e nei termini stabiliti dalla Commissione stessa con il regolamento anzidetto. Dalla relazione deve inoltre risultare l'elenco delle sedi secondarie della societ.. Per quanto riguarda il bilancio consolidato, lart. 40 del D Lgs 127/91 prevede: Art. 40 D.Lgs 09-04-1991, n. 127 (Relazione sulla gestione). 1. Il bilancio consolidato deve essere corredato da una relazione degli amministratori contenente unanalisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione dellinsieme delle imprese incluse nel consolidamento e dellandamento e del risultato della gestione nel suo insieme e nei vari settori, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti, nonch una descrizione dei principali rischi e incertezze cui le imprese incluse nel consolidamento sono esposte. 1-bis. Lanalisi di cui al comma 1 coerente con lentit e la complessit degli affari dellinsieme delle imprese incluse nel bilancio consolidato e contiene, nella misura necessaria alla comprensione della situazione dellinsieme delle imprese incluse nel consolidamento e dellandamento e del risultato della loro gestione, gli indicatori di risultato finanziari e, se del caso, non finanziari pertinenti alle attivit specifiche delle imprese, comprese le informazioni attinenti allambiente e al personale. Lanalisi contiene, ove opportuno, riferimenti agli importi riportati nel bilancio consolidato e chiarimenti aggiuntivi su di essi. 2. Dalla relazione devono in ogni caso risultare: a) le attivit di ricerca e di sviluppo; b) i fatti di rilievo avvenuti dopo la data di riferimento del bilancio consolidato; c) levoluzione prevedibile della gestione;

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d) il numero e il valore nominale delle azioni o quote dellimpresa controllante possedute dalla essa o da imprese controllate, anche per il tramite di societ fiduciarie o per interposta persona, con lindicazione della quota di capitale corrispondente; d-bis) in relazione alluso da parte delle imprese incluse nel bilancio consolidato di strumenti finanziari e se rilevanti per la valutazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dellesercizio complessivi: 1) gli obiettivi e le politiche delle imprese in materia di gestione del rischio finanziario, comprese le loro politiche di copertura per ciascuna principale categoria di operazioni previste; b) lesposizione delle imprese al rischio di prezzo, al rischio di credito, al rischio di liquidit e al rischio di variazione dei flussi finanziari. 2 bis) La relazione di cui al comma 1 e la relazione di cui allart. 2428 del codice civile possono essere presentate in un unico documento, dando maggiore rilievo, ove opportuno, alle questioni che sono rilevanti per le imprese incluse nel consolidamento nel loro complesso..

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4. Entrata in vigore
Larticolo 5 del Decreto Legislativo stabilisce che le nuove disposizioni si applicano ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dalla data successiva a quella della sua entrata in vigore. In sostanza, per la maggior parte delle societ (quelle con esercizio che termina il 31 dicembre di ogni anno) le nuove disposizioni si applicano a partire dai bilanci del 2008, da approvare nei primi mesi del 2009. Considerato, per, che le nuove disposizioni introducono nuove e pi complete informazioni a favore dei lettori del bilancio, si ritiene che nulla osti ad anticipare lintroduzione delle nuove disposizioni, per quelle societ gi in grado di adempiere.

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5. Il contenuto della relazione degli amministratori


5.1. Premessa

Le nuove formulazioni dellart. 2428 del codice civile e dellart. 40 del d. Lgs 127/91 richiedono che il bilancio di esercizio ed il bilancio consolidato siano corredati da una relazione dellorgano di amministrazione contenente: unanalisi della situazione della societ o del gruppo e dellandamento e del risultato della gestione con particolare riguardo ai costi, ai ricavi ed agli investimenti, e una descrizione dei principali rischi ed incertezze cui la societ o il gruppo sono esposti. Lanalisi della situazione e dellandamento della societ o del gruppo effettuata, nel suo complesso e nei vari settori in cui opera, mediante indicatori di risultato finanziari e non finanziari appropriati ad esprimere le condizioni in cui lattivit esercitata, comprese, ove necessario, informazioni relative agli aspetti ambientali ed al personale. Oltre a questi vengono confermati i precedenti obblighi di informativa riferiti allattivit di ricerca e sviluppo, ai rapporti con le societ del gruppo, alle azioni proprie, ai fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dellesercizio, allevoluzione prevedibile della gestione, alla gestione degli strumenti finanziari ed alle sedi secondarie. Occorre in via preliminare specificare che per i destinatari del presente documento2, ovvero le societ non quotate in mercati regolamentati, e quindi essenzialmente le aziende di piccole o medie dimensioni o, se di grandi dimensioni, con una compagine sociale ristretta, si ritiene che le informazioni da riportare nella relazione possano riguardare prevalentemente i risultati ottenuti, piuttosto che il quadro prospettico. Questo non esclude che gli amministratori debbano comunque fornire informazioni sugli obiettivi e sulle strategie di breve, medio e lungo periodo, anche se il focus pu essere orientato ai risultati ottenuti, soprattutto in quelle entit, come le piccole e medie imprese, dove spesso non esistono funzioni di controllo sviluppate e gli obiettivi e le strategie non sono formalizzate, ma risentono delle capacit e della visione degli amministratori-soci. Il presente documento, coerentemente con questa impostazione, propone pertanto unanalisi basata prevalentemente sui risultati ottenuti.

Cfr capitolo 2.
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5.2. Lanalisi

della situazione della societ dellandamento e del risultato della gestione

(o

del

gruppo),

Il comma 1 dellart. 2428 c.c. ed il comma 1 dellart. 40 del d.Lgs. 127/91 stabiliscono che la relazione contenga unanalisi dettagliata, fedele, equilibrata, completa e comprensibile dellandamento e del risultato della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui ha operato la societ o il gruppo. Per le singole societ si deve fare riferimento anche ai risultati ottenuti attraverso eventuali societ controllate, che possono aver influito sui risultati dellimpresa e che possono essere utili al lettore del bilancio per comprendere landamento dellattivit nel suo complesso. Nel descrivere landamento della gestione della societ, gli amministratori devono tenere conto del mercato o dei mercati in cui limpresa opera, della gamma di prodotti e servizi offerti, delle caratteristiche della societ in generale (e del contributo apportato dalle imprese controllate), descrivendone contesto, apporti e risultati. Allo stesso modo nella relazione al bilancio di gruppo si dovr tenere conto del mercato in cui opera linsieme delle imprese incluse nellarea di consolidamento, dellintera gamma di prodotti e servizi e delle caratteristiche del gruppo in generale. In questo contesto non possibile definire regole precise circa le informazioni che devono essere riportate nella relazione, ma ci si deve limitare a fornire principi ed indicazioni di carattere generale. Si pu comunque affermare che, anche se le informazioni da fornire variano a seconda della societ/del gruppo, delle aree di business, dei mercati di riferimento, ecc., la relazione deve spiegare e motivare landamento economico ed i pi significativi cambiamenti intervenuti nella posizione patrimoniale, finanziaria e di liquidit, evidenziandone anche trend e prospettive, con indicazione, se significative, delle informazioni per area geografica e per mercato. Gli amministratori devono provvedere a rappresentare lo stato patrimoniale ed il conto economico nella forma che ritengono pi utile per analizzare landamento della societ o del gruppo. Le modalit di presentazione dei dati ed il loro livello di dettaglio sono lasciati alla discrezionalit del redattore, tenuto conto delle caratteristiche dellattivit svolta. Le analisi devono prendere in esame lesercizio oggetto della relazione ed almeno il precedente, anche se per maggiore informativa si raccomanda di mettere a raffronto tre bilanci (quello a cui si riferisce la relazione ed i due precedenti). In caso di eventi straordinari che non rendono confrontabili tra di loro i diversi bilanci gli amministratori devono provvedere, per quanto possibile, a riclassificare i bilanci presi in considerazione e devono evidenziare le voci che comunque non sono confrontabili.

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5.3. I nuovi elementi specifici della relazione degli amministratori

I nuovi elementi di informativa introdotti dal d.Lgs 2 febbraio 2007 n. 32 vengono analizzati nei successivi capitoli e precisamente: indicatori finanziari e non finanziari di risultato, trattati nel capitolo 6; informazioni su rischi ed incertezze, trattati nel capitolo 7; informazioni relative alle relazioni con lambiente, trattati nel capitolo 8; informazioni relative alle relazioni con il personale, trattati nel capitolo 9.

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6. Gli indicatori di risultato


Gli indicatori di risultato (KPIs Key performance indicators) consentono di comprendere la situazione di unentit e landamento ed il risultato di gestione della medesima. Gli indicatori di risultato possono essere: indicatori finanziari di risultato; indicatori non finanziari di risultato.

Sono misure quantitative che riflettono i fattori critici di successo di una societ o di un gruppo e misurano i progressi relativi ad uno o pi obiettivi. La relazione: deve fornire una chiara descrizione degli indicatori presi in considerazione per controllare le performance in relazione agli obiettivi dichiarati; deve riportare per ciascun indicatore: la definizione ed il relativo metodo di calcolo; lobiettivo prefissato; la fonte dei dati e, dove rilevante, spiegarne i presupposti; deve fornire i valori storici (almeno il confronto con lesercizio precedente, consigliato con i due precedenti), per permettere un raffronto con gli anni precedenti e, nel caso in cui vi siano state delle modifiche nelle modalit di definizione o di calcolo, v opportunamente indicato, chiarendo anche il metodo di calcolo utilizzato per il confronto degli esercizi precedenti; nel caso in cui le informazioni contenute nel bilancio siano state rielaborate per essere incluse nella relazione sulla gestione, provvedere alla riconciliazione con il bilancio stesso; un adeguato commento dei risultati ottenuti ed unindicazione degli obiettivi prefissati per il futuro; deve fornire informazioni tali da permettere al destinatario della relazione di farsi unidea sullandamento dellentit; deve informare i lettori delle eventuali lacune presenti negli indicatori.

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6.1. Gli indicatori finanziari di risultato

6.1.1. Premessa Con il termine indicatori finanziari di risultato si definiscono gli indicatori di prestazione che vengono costruiti a partire dalle informazioni contenute nel bilancio di unentit, e possono essere suddivisi in: indicatori economici; indicatori patrimoniali (o di solidit); indicatori di liquidit. Ricordato che linterpretazione di tali indicatori deve avvenire seguendo una logica sistemica e nel contempo fondarsi su una necessaria contestualizzazione spazio-temporale dellentit, nei paragrafi seguenti viene sviluppata una breve analisi in riferimento ai pi comuni indicatori, mentre in appendice viene fornita unelencazione pi analitica, anche se non esaustiva, degli indicatori normalmente utilizzati, riportando anche significato e modalit di calcolo. Gli indicatori economici vanno riportati anche per settore di attivit/settore geografico, mentre gli indicatori patrimoniali e di liquidit possono essere indicati anche con riferimento allintera societ (gruppo). Gli indicatori finanziari hanno la caratteristica di essere sufficientemente standardizzati: la definizione di grandezze come lutile o il risultato operativo, infatti, basata su norme, proprio per la valenza esterna che hanno i documenti di bilancio alla base del loro calcolo. Tuttavia, dato che questa relativa standardizzazione non normalmente tale da permettere al lettore della relazione di calcolare i diversi indicatori in modo automatico, si raccomanda che la relazione riporti gli schemi di bilancio riclassificato dai quali provengono i calcoli degli indicatori finanziari o almeno fornisca spiegazioni sulle metodologie di calcolo e sui valori riportati. Occorre, infine, chiarire che la dottrina usualmente suddivide gli indicatori in margini (valori assoluti) e quozienti (valori relativi) ma, spesso, entrambe le tipologie di indicatori vengono comunemente definiti come indici; per facilit di comprensione, pertanto, anche in questo documento si fa riferimento ai termini utilizzati nel linguaggio comune. 6.1.2. Indicatori economici

La tabella riepiloga alcuni dei principali indicatori economici utilizzati per misurare le prestazioni economiche, che si raccomanda vengano riportati nella relazione sulla gestione, insieme con quelli relativi allo specifico settore in cui opera la societ o il gruppo, se esistono.
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Esercizio n ROE (Return on Equity) ROI (Return on Investment) ROS (Return on Sales) EBIT (earnings before interest and tax) EBITDA (earnings before interest, tax,

Esercizio n - 1

depreciation and amortization)

Lindicatore di sintesi della redditivit di unimpresa il ROE (Return on Equity), definito come: Risultato netto dellesercizio Patrimonio netto medio del periodo

e rappresenta la remunerazione percentuale del capitale di pertinenza degli azionisti (capitale proprio). E un indicatore della redditivit complessiva dellimpresa, risultante dallinsieme delle gestioni operativa, finanziaria, straordinaria e tributaria. Il ROI (Return on Investment), definito come: Risultato operativo Totale investimenti operativi medi del periodo

Rappresenta lindicatore della redditivit della gestione operativa: misura la capacit dellazienda di generare profitti nellattivit di trasformazione degli input in output. Il ROS (Return on Sales), definito come:

Risultato operativo Fatturato

E lindicatore pi utilizzato per analizzare la gestione operativa dellentit o del settore e

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rappresenta lincidenza percentuale del risultato operativo sul fatturato (o eventualmente sul valore della produzione). In sostanza indica lincidenza dei principali fattori produttivi (materiali, personale, ammortamenti, altri costi) sul fatturato. LEBIT (earnings before interest and tax), calcolato sommando allutile di esercizio il risultato della gestione finanziaria, di quella straordinaria e le imposte, esprime la redditivit della gestione operativa; in molti casi equivale al risultato operativo. LEBITDA (earnings before interest, tax, depreciation and amortization): si tratta, in sostanza, del Margine Operativo Lordo (MOL) ed esprime la capacit della gestione operativa di produrre reddito. Si calcola sommando allutile di esercizio gli ammortamenti, il risultato della gestione finanziaria, di quella straordinaria e le imposte; , quindi, un risultato intermedio non inquinato da eventuali politiche di bilancio legate alla gestione degli ammortamenti.

6.1.3. Indicatori patrimoniali (o di solidit)

Alcuni dei principali indicatori utilizzati nel mondo finanziario, ritenuti utili per analizzare la situazione patrimoniale:

Esercizio n Indice di autonomia patrimoniale Indice di copertura delle immobilizzazioni Patrimonio netto tangibile

Esercizio n 1

LIndice di autonomia patrimoniale (o di indipendenza finanziaria), un indicatore di composizione e si calcola attraverso il rapporto: Patrimonio netto Patrimonio netto + passivit correnti + passivit non correnti

Espresso in termini unitari, presenta un campo di variabilit ben definito, essendo compreso fra zero (assenza di capitale proprio) e uno (assenza di debiti). LIndice di copertura delle immobilizzazioni (o quoziente di struttura), si calcola con il rapporto di correlazione:
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Patrimonio netto + passivit non correnti Attivit immobilizzate

e tende a verificare lesistenza di un equilibrio strutturale fra fonti consolidate (capitale proprio e indebitamento a medio e lungo termine) e impieghi in attivit immobilizzate (materiali, immateriali e finanziarie). Espresso in termini unitari, lindice presenta un campo di variabilit che va da zero (assenza in fonti consolidate) a uno (parit fra fonti consolidate e attivit immobilizzate) e da uno in poi (fonti consolidate via via pi elevate delle attivit immobilizzate). Il Patrimonio netto tangibile, un indicatore di correlazione che si calcola con la differenza: Patrimonio netto attivit immateriali

e rappresenta in termini assoluti il patrimonio netto residuo dopo aver coperto le immobilizzazioni immateriali, in particolar modo marchi ed avviamento.

6.1.4. Indicatori di liquidit

Tra i pi utilizzati si segnalano:


Esercizio n Indice di liquidit primaria Indice di liquidit generale Posizione finanziaria netta Esercizio n 1

LIndice di liquidit primaria (o quick ratio o acid test), dato dal rapporto: Liquidit immediate + liquidit differite Passivit correnti

ed esprime lattitudine dellimpresa a svolgere la sua gestione in condizioni di adeguata liquidit.

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Il suo campo di variabilit va da zero (assenza di liquidit immediate e differite) a uno (liquidit immediate e differite pari alle passivit correnti) e da uno in poi (liquidit immediate e differite pi elevate delle passivit correnti). Il quoziente presenta notevoli attinenze con il margine di tesoreria. LIndice di liquidit generale (o indice di disponibilit), dato dal rapporto: Attivit correnti Passivit correnti

presenta collegamenti con il capitale circolante netto e segnala lattitudine dellimpresa a far fronte alle uscite future derivanti dallestinzione delle passivit correnti con i mezzi liquidi a disposizione e con le entrate future provenienti dal realizzo delle attivit correnti. Solitamente espresso in termini unitari, il suo campo di variabilit va da zero (assenza di attivit correnti) a uno (attivit correnti pari alle passivit correnti) e da uno in poi (attivit correnti pi elevate delle passivit correnti). La Posizione finanziaria netta rappresenta la situazione finanziaria della societ verso il mondo finanziario. Si calcola sottraendo algebricamente ai debiti finanziari di ogni tipo i depositi in cassa o presso banche e gli investimenti realizzabili entro un breve periodo di tempo (ad esempio titoli facilmente smobilizzabili). La composizione della posizione finanziaria netta pu essere sintetizzata attraverso levidenza dei seguenti aggregati, confrontati con i medesimi aggregati riferiti allesercizio precedente o, meglio, ai due esercizi precedenti3:

Raccomandazione del CESR 05-054/b del 10/5/2005 Raccomandazioni per lattuazione uniforme del regolamento della Commissione Europea sui prospetti informativi richiamata anche dalla CONSOB con la comunicazione del 28 luglio 2006 n. dem/6064293.
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A. Cassa B. Altre disponibilit liquide C. Titoli detenuti per la negoziazione D. Liquidit (A+B+C) E. Crediti finanziari correnti F. Debiti bancari correnti G. Parte corrente dellindebitamento non corrente H. Altri debiti finanziari correnti I. Indebitamento finanziario corrente (F+G+H) J. Indebitamento finanziario corrente netto(I-E-D) K. Debiti bancari non correnti L. Obbligazioni emesse M. Altri debiti non correnti N. Indebitamento finanziario non corrente (K+L+M) O. Indebitamento finanziario netto (J+N)

6.2. Gli indicatori non finanziari di risultato

6.2.1. Premessa Con il termine indicatori di risultato non finanziari si fa riferimento a misure di carattere quantitativo, ma non monetario, che hanno lobiettivo di analizzare pi approfonditamente landamento della gestione mediante il monitoraggio dei fattori che influenzano i risultati economico-finanziari4. Lanalisi degli indicatori non finanziari si basa sulla concezione che il valore economico dellimpresa deriva dalla sua capacit di ottenere migliori prestazioni con riguardo ai fattori critici di successo: monitorando levoluzione dellimpresa rispetto a questi fattori (attraverso indicatori non finanziari) possibile contribuire a spiegare la creazione di valore economico.

6.2.2. Le caratteristiche degli indicatori non finanziari Il principale vantaggio degli indicatori non finanziari rispetto a quelli finanziari rappresentato dalla loro capacit di segnalare le tendenze dei risultati economico-finanziario, anche e soprattutto in una prospettiva di lungo periodo. Gli indicatori non finanziari possono infatti costituire misure sintetiche dei vantaggi competitivi dellimpresa, a patto che vengano scelti in modo coerente con i
Gli indicatori non finanziari, insieme con gli indicatori finanziari e gli indicatori Value Based, costituiscono la base per costruire i cosiddetti cruscotti aziendali o Balanced Scorecard.
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suoi fattori critici di successo. Contrariamente a quanto avviene per gli indicatori finanziari, per i quali esistono determinati parametri comunemente accettati dal mercato, per gli indicatori non finanziari non esistono standards applicabili e regole precise nella scelta degli indicatori; essi devono essere scelti con riferimento alle caratteristiche dellimpresa, al tipo di business, ecc.. Gli indicatori non finanziari possono variare da azienda ad azienda per effetto di molteplici fattori, tra cui lattivit/le attivit esercitate, il mercato/mercati di riferimento, la dimensione, le caratteristiche dei prodotti, le caratteristiche produttive, ecc.. Inoltre, anche due aziende operanti nello stesso settore potrebbero avere necessit di indicatori non finanziari differenti per effetto, ad esempio di diverse strategie di prezzo o di diversi rapporti qualit/prezzo. Ad esempio, se il principale fattore critico di successo dellimpresa il basso costo, possibile verificare il mantenimento del vantaggio competitivo tenendo sotto controllo la quota di mercato e la produttivit; analogamente, se il fattore critico di successo il tempo di sviluppo di nuovi prodotti, sar possibile verificare la competitivit dellimpresa attraverso la rilevazione del time to market. Quindi, la stessa impresa pu, net tempo, richiedere indicatori differenti. In assenza di criteri generali pare, quindi, difficile definire o suggerire regole precise per lindividuazione degli indicatori non finanziari da riportare nella relazione sulla gestione. In tale contesto si corre il rischio, frequente in materia di reporting non-economico finanziario di assistere alla proliferazione ed alla scelta casuale di indicatori quantitativi scollegati tra di loro e nei confronti dei risultati economico-finanziari. La possibile conseguenza una relazione sulla gestione poco fedele, equilibrata ed esauriente, se non addirittura fuorviante. Il paragrafo che segue si pone lobiettivo di suggerire criteri di scelta.

6.2.3. La scelta degli indicatori non finanziari Se si parte dal presupposto che molti indicatori quantitativi riflettono fattori o variabili di gestione con un impatto prevalente sugli indicatori economici (misurati da ROI, ROS, EBIT, EBITDA, ecc.), e che il ROI forse il pi emblematico di questi, si pu tracciare un modello logico nella scelta degli indicatori non finanziari: 1. in prima linea potrebbero trovare posto alcuni indicatori rispettivamente di: sviluppo del fatturato (variamente classificato, a seconda dei settori/business); efficienza (o produttivit) di specifici fattori produttivi (a cominciare dal personale);
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2. in senso logico potrebbero poi essere inseriti alcuni indicatori di posizionamento competitivo (tipicamente la quota di mercato) che riflettono la capacit di appagare le attese dei clienti e sono particolarmente funzionali allo sviluppo dei ricavi futuri. In questa prospettiva, possono essere presi in considerazione anche gli indicatori strumentali alla customer satisfaction, attinenti a: attributi dei prodotti (es. qualit); rapporto con il cliente (servizio al cliente); immagine aziendale; 3. potrebbero poi essere introdotti un numero limitato di indicatori dei processi di gestione critici e monitorarne il livello con indicatori di efficacia (ad esempio: numero di nuovi prodotti lanciati sul mercato, se critico il processo di innovazione del prodotto). Una panoramica dei macro-processi aziendali, opportunamente raggruppati, la seguente5: gestione delle operations (produzione in senso stretto, acquisizione e gestione ordini dei clienti); gestione delle relazioni con i clienti (acquisizione dei clienti, fidelizzazione dei clienti); gestione dellinnovazione (progettazione e sviluppo di nuovi prodotti); 4. infine, necessario ricordare che allorigine delle performances vi sono risorse intangibles di vario tipo, a cominciare dal personale, i cui requisiti quali-quantitativi rientrano nel precedente ragionamento e che sono meglio esplicitati nel capitolo 9. Allo stesso modo potrebbe essere considerato un limitato numero di indicatori relativi allimpatto ambientale (si veda il capitolo 8). Se ne sottolinea, comunque, la collocazione logica nel presente schema, nel senso che essi rappresentano non tanto i determinanti dei risultati economico-finanziari, ma certi vincoli socio-ambientali, a cui soprattutto alcune imprese debbono prestare attenzione. Sulla base dello schema logico individuato in precedenza, pur con le limitazioni indicate, gli indicatori non finanziari si possono suddividere in alcune categorie: indicatori di sviluppo del fatturato; indicatori basati sullefficienza (o produttivit) di specifici fattori produttivi; indicatori di posizionamento competitivo;
In questo contesto non sono stati riportati quegli indicatori non funzionali alla rappresentazione della realt aziendale nella relazione sulla gestione, quali ad esempio gli indicatori riferiti ai processi di supporto e infrastrutturali (amministrazione, finanza, pianificazione e controllo, comunicazione, ecc.).
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indicatori basati sulla customer satisfaction (qualit, servizio offerto e immagine); indicatori basati sullefficienza delle operation (tempo e produttivit); indicatori basati sulle relazioni con i clienti; indicatori di gestione dellinnovazione. Il presente documento riporta una raccolta di alcuni indici di carattere generale che si ritengono utili per indirizzare la scelta degli indicatori non finanziari da riportare nella relazione sulla gestione; non pretende, quindi, di fornire una trattazione completa ed esaustiva sullargomento. Indicatori di sviluppo del fatturato
Significato Quantit vendute per marchio, area, ecc.. Numero punti vendita divisi per tipologia Numero camere Tasso di occupazione delle camere
Indica la crescita o la diminuzione del settore allinterno dellazienda. Indica lestensione dellazienda in termini di punti vendita. Nel settore alberghiero fornisce lidea della dimensione. Nel settore alberghiero una misura di efficienza che indica la media ponderata delle camere occupate sul totale

Modalit di calcolo
fatturato per segmentazione

numero camere
numero camere occupate per numero giorni / totale camere per numero giorni

Indicatori basati sullefficienza (o produttivit) di specifici fattori produttivi6


Significato Ricavi per dipendente Valore aggiunto per dipendente Misura la produttivit aziendale Misura la produttivit aziendale Modalit di calcolo
fatturato / numero medio dipendenti in un periodo valore aggiunto / numero medio dipendenti in un periodo

Rapporto delloutput sullinput o Indica la capacit dellimpresa di realizzare un dato 7 livello di output con una minore quantit di risorse. su un fattore di input Produttivit del lavoro Produttivit della forza vendita

output (in quantit) / q.t di uno o pi fattori di input output (in quantit) / Indica la capacit dellimpresa di realizzare un dato livello di output con un numero minore di addetti. numero medio di addetti in un periodo quantit vendute / Indica la capacit delle risorse di tradurre il lavoro in fatturato. Numero medio di addetti commerciali

Indicatori di posizionamento competitivo


Significato Quota di mercato (market share) Esprime i volumi dellattivit dimensione del mercato. sulla Modalit di calcolo fatturato / dimensione mercato

Le misure connesse alla produttivit possono essere espresse in termini di output o come rapporto tra output e input. Un miglioramento del rapporto output/input indica la capacit dellimpresa di realizzare un dato livello di output con una minore quantit di risorse: la produttivit costituisce quindi un driver di efficienza. 7 Per quanto riguarda i rapporti output/input, in generale, gli indicatori di produttivit parziale (in cui loutput viene rapportato a un singolo fattore produttivo) sono pi utilizzati rispetto agli indicatori di produttivit globale, in cui si utilizza una combinazione delle diverse risorse.
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Indicatori basati sulla customer satisfaction (qualit, servizio offerto e immagine)


Significato Tempo medio di consegna o di evasione dellordine Puntualit nelle consegne Numero di reclami Tasso difettosit prodotti (in percentuale sulle vendite) Numero di interventi di riparazione (in garanzia) N. clienti fedeli sul totale
Si applica soprattutto nelle consegne di prodotti a catalogo. E orientato a valutare la competitivit del sistema logistico. Si applica soprattutto nelle consegne di prodotti a catalogo. E orientato a valutare la competitivit del sistema logistico. E un indice di qualit esterno e misura la qualit del prodotto rispetto alle esigenze dei clienti. E un indice di qualit esterno e misura la qualit del prodotto rispetto alle esigenze dei clienti. E un indicatore della qualit ed indica gli interventi necessari per mantenere la qualit del proprio prodotto.

Modalit di calcolo somma dei tempi di consegna / numero consegne percentuale ordini evasi nei tempi numero reclami nel periodo numero prodotti difettosi / numero totale prodotti venduti numero di interventi di riparazione in un certo periodo
fatturato a clienti esistenti / fatturato

Indica il grado di fidelizzazione della clientela.


E un indicatore di immagine: indica la spesa relativa

Spese di marketing sul fatturato in marketing rapportando le spese di marketing al Spese pubblicitarie sul fatturato Spese per lassistenza alla clientela
volume di attivit. E un indicatore di immagine: indica le spese pubblicitarie rapportando le spese di pubblicit al volume di attivit. Indica lattenzione al servizio post-vendita.

spese di marketing / fatturato spese pubblicitarie / fatturato spese di un periodo dedicate allassistenza della clientela.

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Indicatori basati sullefficienza delle operation (tempo e produttivit)


Significato vedi nota
Esprime la velocit delle attivit operative interne, misurando il periodo che intercorre tra lordine di acquisto dei fattori (o la ricezione dei fattori) e la realizzazione del prodotto finito. Tale indice segnala lesistenza di vantaggi (o svantaggi) legati alla gestione pi efficiente di tutti i processi interni. Misura la velocit delle attivit operative interne limitatamente ai processi di produzione in senso stretto. Esprime il grado di efficienza dei processi interni non strettamente produttivi; tale indice tende a 1 al crescere dellefficienza e si fonda sul presupposto che il tempo non impiegato per la lavorazione produca costi senza determinare alcun incremento di valore per il cliente. Costituisce una misura delle possibili inefficienze indotte dalla permanenza dei prodotti allinterno dellimpresa. E un indicatore del vantaggio competitivo da differenziazione. Misura le attivit a non valore aggiunto.

Misura delloutput

Modalit di calcolo vedi nota somma dei tempi di lavorazione, di ispezione, di movimentazione, di attesa e di immagazzinamento somma dei tempi di lavorazione interna
tempo medio di lavorazione / tempo medio di ciclo o di attraversamento o tempo attivit a valore aggiunto/ tempo medio di ciclo o di attraversamento

Tempo medio di ciclo o di attraversamento (Throughouttime o manufacturing lead time) Tempo medio di lavorazione (Processing-time)

MCE - Manufacturing cycle effectiveness (o efficienza del tempo ciclo)

Tempo medio di set-up (attrezzaggio) Percentuale di scarti Percentuali di rilavorazioni Numero spedizioni per ora Capacit produttiva disponibile Grado di utilizzo della capacit produttiva

somma dei tempi di attrezzaggio / somma dei tempi di lavorazione

E un indicatore degli sprechi necessari numero pezzi scartati / numero totali pezzi prodotti in un periodo per mantenere la qualit. E un indicatore degli sprechi necessari numero pezzi rilavorati / numero totali pezzi prodotti in un periodo per mantenere la qualit. In unazienda di servizi di logistica o in unazienda di ad esempio n. colli spediti / distribuzione indica le performances di evasione ore di lavoro degli ordini.
Indica la capacit produttivit disponibile per varie sono le modalit di calcolo, ad lincremento della produzione, espresso in unit, ad esempio n. ore disponibili n. ore esempio ore o numero prodotti. prodotte Indica la capacit produttivit disponibile per varie sono le modalit di calcolo, ad lincremento della produzione, espresso in esempio n. ore prodotte / N. ore percentuale disponibili

Indicatori basati sulle relazioni con i clienti


Significato Tasso incremento vendite a clienti fedeli Percentuale fatturato da canali diretti
Indica il grado di fidelizzazione della clientela.
Indica la dipendenza dellimpresa da forze vendita esterne.

Modalit di calcolo
incremento fatturato a clienti esistenti / fatturato fatturato da canali diretti / fatturato

La misura delloutput in termini fisici semplice nel caso si faccia riferimento ad unimpresa monoprodotto; in questo caso, infatti, la misura pu essere espressa in termini di quantit prodotta. Cos, ad esempio, una societ che imbottiglia acqua minerale pu misurare il numero di bottiglie vendute in un periodo o la quantit di acqua imbottigliata. Nel caso, molto pi frequente, di impresa multiprodotto, occorre esprimere loutput come media pesata della produzione dei diversi codici. Due soluzioni sono possibili: i pesi fisici: ad esempio, nel settore tessile si pu fare riferimento ai metri di tessuto, nel cartario alle tonnellate di carta, nei semiconduttori ai centimetri quadrati prodotti; i pesi monetari, moltiplicando la quantit prodotta per il prezzo di ciascun codice, considerato rappresentativo dellimpegno di risorse per esso necessario. In questo modo, loutput viene espresso in termini di fatturato, utilizzando non dei prezzi effettivi ma dei prezzi standard, al fine di evitare effetti distorti dovuti a fluttuazioni di mercato.
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Indicatori di gestione dellinnovazione


Significato Tempo di introduzione di un nuovo prodotto (time to market) Tasso di novit di clienti e mercati Tasso di incidenza dei nuovi prodotti Modalit di calcolo

Indica la capacit innovativa dellazienda. Misura il tempo compreso tra il momento in cui viene tempo necessario per lo sviluppo di nuovi prodotti concepito un nuovo prodotto e la sua orientato, quindi, a valutare la competitivit del immissione sul mercato. processo di sviluppo del prodotto.

Si propone di esprimere innovativi dellazienda. Si propone di esprimere innovativi dellazienda. Si propone di esprimere Numero di brevetti innovativi dellazienda. Tasso di incidenza di prodotti di Si propone di esprimere propriet riservata innovativi dellazienda. Numero dei componenti presenti nel prodotto finale

i i i i

risultati

fatturato a nuovi clienti (o mercati) / fatturato.


fatturato

risultati fatturato dei prodotti entrati negli ultimi 2 anni / risultati numero di nuovi brevetti per periodo / investimenti in ricerca e sviluppo risultati percentuale di fatturato dovuta a prodotti protetti da brevetti.

Esprime lefficienza strutturale sul presupposto che sia lo sviluppo tecnologico sia lingegnerizzazione di prodotti e processi si traducano nella riduzione dei componenti (per la loro integrazione in componenti pi evoluti), con conseguente contenimento dei tempi e dei costi dei processi produttivi.

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7. Le informazioni sui principali rischi ed incertezze


7.1. Premessa
Il modello di governo dei rischi sta evolvendo nel tempo verso una pi attenta considerazione del controllo dei rischi stessi e sta diventando un elemento di governance, una delle leve a disposizione del management per mitigare lesposizione ai rischi. Gestire i rischi significa diffondere un sistema di governance basato sulla cultura della prevenzione dei fenomeni, accompagnata dallutilizzo di strumenti in grado di ridurre la probabilit di accadimento degli eventi rischiosi e di circoscrivere limpatto negativo ai danni della societ (o del gruppo). Lottimizzazione delle performance viene perseguita grazie alla percezione ed allanalisi dei principali fattori di rischio e di successo esistenti, alla traduzione degli stessi in indicatori significativi di performance da monitorare (KPI), nonch alle capacit e sensibilit manageriali sviluppate nel tempo dalle diverse componenti dellorganizzazione in relazione allintegrazione degli aspetti etici, sociali, ambientali ed economici. In questo contesto il Legislatore ha ritenuto, conformemente a quelli dei pi importanti Paesi Europei e non, di richiedere informazioni nella relazione degli amministratori sui principali rischi che gravano sullimpresa e sulle azioni intraprese per contrastarli. In particolare: una descrizione dei principali rischi ed incertezze a cui la societ (il gruppo) esposta; gli obiettivi e le politiche della societ (del gruppo) in materia di gestione del rischio finanziario e lesposizione della stessa ai rischi di prezzo, di credito, di liquidit e di variazione dei flussi finanziari.

7.2. Definizione di rischio e classificazione

I rischi, intesi come rischi puri, possono essere definiti come quegli eventi atti a produrre effetti negativi in ordine al perseguimento degli obiettivi aziendali, e che quindi ostacolano la creazione di valore. Allopposto, le opportunit di business sono quegli eventi idonei a generare riflessi positivi ai fini del raggiungimento degli obiettivi strategici, agevolando perci la produzione di ricchezza9.

In tal caso trattasi del concetto di rischio speculativo da cui possono derivare tanto effetti negativi quanto effetti positivi.
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La gestione dei rischi/opportunit costituisce un compito primario del management, rappresenta un elemento cardine della governance aziendale e, in base alle nuove disposizioni, oggetto di informativa nella relazione annuale. I rischi possono essere classificati in vari modi, tra i quali si ricordano quello scelto dal Legislatore che li suddivide in rischi finanziari e non finanziari e quello che li divide in base alla fonte di provenienza del rischio stesso. I rischi possono essere cos classificati in due macro-categorie: rischi di fonte interna e rischi di fonte esterna, a seconda che siano insiti nelle caratteristiche e nellarticolazione dei processi interni di gestione aziendale ovvero derivino da circostanze esterne rispetto alla realt aziendale: rischi di fonte interna: efficacia/efficienza dei processi: il caso in cui i processi aziendali non permettono di raggiungere gli obiettivi di economicit prefissati o comportano il sostenimento di costi pi elevati rispetto a quelli stimati o a quelli sostenuti dalla concorrenza; delega: se la struttura organizzativa non prevede una chiara definizione dei ruoli e delle responsabilit nellambito dei processi di gestione e di controllo; risorse umane: il rischio che si ha quando le risorse umane impegnate nella gestione o nel controllo dei processi aziendali non possiedono le competenze e lesperienza adeguata al raggiungimento degli obiettivi prefissati; integrit: si riferisce alla possibilit che si verifichino comportamenti irregolari da parte di dipendenti, agevolati da eventuali carenze nei processi di controllo per la salvaguardia del patrimonio aziendale (frodi, furti, ecc.), o alla possibilit di perdita di dati o informazioni; informativa: la possibilit che le informazioni utilizzate a supporto delle decisioni strategiche, operative e finanziarie non siano disponibili, complete, corrette, affidabili e tempestive; dipendenza: riguarda leventuale concentrazione della clientela (rischio di vendita) o la dipendenza dellazienda da pochi fornitori (rischio approvvigionamento); rischi di fonte esterna: mercato: si intende la possibilit che variazioni inattese di fattori di mercato (volume, prezzo, tassi di interesse, tassi di cambio, ecc.) determinino un effetto negativo sui risultati dellazienda; normativa: si verifica nel caso in cui le variazioni nella normativa nazionale o internazionale diminuiscono i vantaggi competitivi dellimpresa;

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eventi catastrofici: riguarda leventualit che lentit, in seguito al verificarsi di eventi catastrofici, incorra in gravi ritardi o perdite significative per ripristinare la normale operativit o non sia in grado di continuare lattivit;

concorrenza: attiene alla possibilit che nuovi concorrenti entrino nel mercato o che i principali concorrenti, intraprendendo determinate azioni, possano erodere quote di mercato allimpresa;

contesto politico-sociale: si riferisce allimpatto dellinstabilit politica, sociale e delle dinamiche congiunturale dei Paesi in cui opera lentit (rischio Paese).

7.3. Informazioni da fornire nella relazione

Come visto in precedenza il Legislatore ha diviso i rischi in finanziari e non finanziari ed ha richiesto diverse informazioni per ciascuna tipologia. 7.3.1. I rischi finanziari Le informazioni da fornire in merito ai rischi finanziari ed alle politiche di gestione dei rischi finanziari sono state analizzate nel principio contabile OIC 3 emesso dallOrganismo Italiano di Contabilit ed in uno specifico documento emesso da questa Commissione nel Febbraio del 2005. Anche se non costituisce una finalit di questo documento, per completezza, si riporta di seguito un breve quadro sinottico delle informazioni da fornire (in nota integrativa e nella relazione sulla gestione), rinviando ai documenti citati per una trattazione completa della materia.
INFORMAZIONI DA RIPORTARE NELLA NOTA INTEGRATIVA La nota integrativa deve contenere informazioni relative: ai contratti derivati di copertura; alle immobilizzazioni finanziarie iscritte ad un valore superiore al fair value. Con riferimento ai contratti derivati di copertura, nella nota integrativa si devono fornire informazioni sulle attivit/passivit oggetto di copertura e sulla verifica dellefficacia delle coperture stesse. Le informazioni vanno suddivise per categoria di strumenti finanziari derivati e riguardano: tipologia del contratto derivato; finalit (trading o copertura); valore nozionale; rischio finanziario sottostante (rischio di tasso di interesse, di cambio, creditizio, ecc.); fair value del contratto derivato; attivit o passivit coperta (per i contratti derivati di copertura); fair value dellattivit o passivit coperta se disponibile (per i contratti derivati di copertura). Con riferimento alle immobilizzazioni finanziarie iscritte in bilancio per un valore superiore al loro fair value, per effetto di quanto stabilito dallart. 2427-bis al primo comma punto 2), la nota integrativa deve evidenziare il valore contabile ed il fair value delle singole attivit, eventualmente raggruppate, oltre alle ragioni per le quali non si ritenuto di doverne ridurre il valore contabile. Queste disposizioni si applicano alle categorie di immobilizzazioni previste dalla voce B III dello schema di stato patrimoniale di cui allart. 2424, con esclusione delle partecipazioni detenute in societ controllate e collegate, nonch le partecipazioni in joint venture e, quindi, si riferisce alle partecipazioni in imprese controllanti od altre imprese, ai crediti verso imprese controllate collegate e controllanti, ai crediti verso altri, agli altri titoli ed alle azioni proprie.

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INFORMAZIONI DA RIPORTARE NELLA RELAZIONE SULLA GESTIONE La relazione deve riportare, con riferimento all'uso di strumenti finanziari, e se rilevanti per la valutazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dell'esercizio: a) gli obiettivi e le politiche in materia di gestione del rischio finanziario, compresa la politica di copertura per ciascuna principale categoria di operazioni previste; b) l'esposizione al rischio di prezzo, al rischio di credito, al rischio di liquidit e al rischio di variazione dei flussi finanziari. Le informazioni da indicare nella relazione sulla gestione sono di due tipi: informazioni qualitative: descrivono gli obiettivi, le politiche e i criteri utilizzati per fronteggiare i rischi informazioni quantitative: forniscono le indicazioni circa la dimensione (ampiezza) dellesposizione ai rischi da parte dellimpresa. In questottica, si deve: 1) raggruppare gli strumenti finanziari per classi; 2) determinare il grado di dettaglio di tali informazioni sulla base della rilevanza che gli strumenti finanziari hanno nella valutazione della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dellimpresa. In merito al punto 1, si devono raggruppare gli strumenti finanziari per classi pertinenti alla natura delle informazioni fornite e tenendo in considerazione le caratteristiche degli strumenti finanziari. Generalmente, le classi di strumenti finanziari sono determinate distinguendo tra strumenti valutati al costo ammortizzato e strumenti valutati al fair value 10 . In merito al punto 2, la determinazione del livello di dettaglio da fornire per particolari strumenti finanziari richiede un procedimento di valutazione in considerazione dellimportanza relativa di tali strumenti. LA NATURA E LA DIMENSIONE DEL RISCHIO DERIVANTE DAGLI STRUMENTI FINANZIARI Tipologie di rischi Unimpresa deve fornire nella relazione sulla gestione informazioni che permettano ai destinatari del bilancio di valutare la natura e lampiezza dei rischi derivanti dagli strumenti finanziari ai quali limpresa esposta durante lesercizio e alla data di bilancio. La relazione sulla gestione deve mettere in evidenza i rischi derivanti dagli strumenti finanziari posseduti ed il modo in cui essi sono fronteggiati. Questi rischi includono generalmente il rischio di credito, il rischio di liquidit ed il rischio di mercato. il rischio di credito, che il rischio che un partecipante a uno strumento finanziario non adempia a una obbligazione e causi una perdita finanziaria allaltro partecipante; il rischio di liquidit, che il rischio che limpresa abbia difficolt nel far fronte agli impegni derivanti da passivit finanziarie da estinguere; il rischio di mercato, che il rischio che il fair value o i futuri flussi finanziari di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni nei prezzi di mercato. Il rischio di mercato include tre tipi di rischio: o il rischio valutario il rischio che il fair value o i futuri flussi finanziari di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni dei cambi; o il rischio sui tassi di interesse il rischio che il fair value o i futuri flussi finanziari di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni dei tassi di interesse sul mercato; o laltro rischio di prezzo rappresenta il rischio che il fair value di uno strumento finanziario fluttui in seguito a variazioni nei prezzi di mercato (tranne quelli derivanti da variazioni nei tassi di interessi di mercato e nei cambi valutari), se tali variazioni derivano sia da fattori specifici relativi al singolo strumento finanziario o al suo emittente, sia da fattori che influenzano tutti gli strumenti finanziari negoziati sul mercato. Obiettivi, politiche di gestione e politiche di copertura dei rischi (informazioni qualitative) Per ciascun rischio derivante dagli strumenti finanziari utilizzati, si deve indicare: a) lesposizione al rischio e come originato; b) gli obiettivi, politiche e metodologie per fronteggiare il rischio e i criteri utilizzati per misurare il rischio; c) qualsiasi variazione avvenuta nei punti a) e b) rispetto allesercizio precedente.

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Il documento emesso da questa commissione nel febbraio del 2005 suggerisce di adottare lo schema previsto dallo IASB e precisamente:
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7.3.2. I rischi non finanziari 7.3.2.1. Analisi dei rischi La seguente tabella riepiloga le tipologie di rischio viste in precedenza indicando alcuni esempi per ognuna di esse:

Tipologia
Efficacia/efficienza dei processi

Esempi
Performances (sviluppo, produzione, acquisti, vendita e logistica) Rischi di liquidit Gamma prodotti Sistema di management e di controllo interno Organizzazione e management Reclutamento del personale dipendente Formazione del personale dipendente Turnover Risorse chiave Sviluppo ed industrializzazione dei prodotti Rischi di frodi e furto Rischi IT (sicurezza dei dati, rischi di blocco, rischi di perdita dei dati) Gestione delle informazioni Controllo di gestione Concentrazione della clientela Dipendenza da pochi fornitori Rischi di volume/prezzo Cambi, tassi di interesse, prezzo di mercato 11 strumenti finanziari Modifiche legislative Modifiche legislazione tributaria Catastrofi azioni dei concorrenti Guerre Accadimenti politici Rischi legati alleconomia

Delega Risorse umane

Integrit

Informativa Dipendenza Mercato

Normativa Eventi catastrofici Concorrenza Contesto politico-sociale (rischio Paese)

TIPOLOGIA DI STRUMENTI FINANZIARI Attivit finanziarie al fair value, con variazioni imputate al conto economico o Attivit finanziarie possedute per essere negoziate o Attivit finanziarie designate fin dalla rilevazione iniziale come attivit finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico Investimenti detenuti fino a scadenza Finanziamenti e crediti Attivit finanziarie disponibili per la vendita Passivit finanziarie al fair value con variazioni imputate al conto economico o Passivit finanziarie possedute per essere negoziate o Passivit finanziarie designate fin dalla rilevazione iniziale come passivit finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico
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Passivit finanziare valutate al costo ammortizzato

In questo caso trattasi di rischi finanziari, per i quali si rinvia al paragrafo 7.3.1.
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7.3.2.2. Le politiche di risposta e di riduzione dei rischi Gli amministratori, per ogni tipologia di rischio individuato, devono descrivere eventuali misure di riduzione dei rischi. In linea generale, le principali politiche di risposta al rischio possono essere individuate nelle seguenti categorie: eliminazione: il management evita di intraprendere le attivit considerate quali fattori di rischio eccessivo (vendita di un ramo di azienda dimostratosi poco remunerativo, rinuncia allespansione in una zona geografica in quanto politicamente instabile, ecc.); riduzione/prevenzione/protezione: le probabilit o gli impatti determinati da eventi di rischio vengono ridotte ricorrendo ad apposite decisioni ovvero allestendo adeguati strumenti di protezione (diversificazione dellofferta di prodotti e/o servizi, realizzazione di processi pi efficienti, ecc.); trasferimento: gli eventuali effetti derivanti dai rischi vengono trasferiti o ridotti condividendoli con terzi (polizza assicurative, gestione in outsourcing di alcune funzioni aziendali, realizzazione di operazioni di copertura); assunzione: accettare il rischio quando le probabilit e leventuale impatto si configurano gi entro i confini di risk tollerance stabiliti. Per le societ di piccole e medie dimensioni, che potrebbero non disporre di un appropriato e strutturato sistema di gestione dei rischi, si ritiene che gli amministratori possano limitarsi ad individuare i principali rischi in relazione allattivit esercitata, eventualmente suddividendoli per settore di attivit/settore geografico, ed indicando la durata prevista di ogni singolo rischio.

7.3.2.3.

Alcuni esempi

Di seguito si riportano alcuni esempi senza pretendere che siano esaustivi: una societ che produce componenti per il settore automotive per alcune grandi aziende automobilistiche o motociclistiche potrebbe riportare: Il principale rischio cui lazienda esposta rappresentato dalla presenza in un unico mercato, e con un fatturato concentrato su pochi clienti, con componenti che subisono in modo significativo la concorrenza dei produttori asiatici. Per ridurre tale fattore di rischio la societ sta agendo in due direzioni: da una parte cerca di sfruttare il proprio know-how e la propria capacit produttiva indirizzando lofferta anche in altri settori, quali componentistica per elettrodomestici, e dallaltra sta esplorando la possibilit di entrare nel mercato dellafter market; una societ manifatturiera con una produzione fortemente verticalizzata potrebbe
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riportare: Il principale rischio cui lazienda esposta lestrema verticalizzazione del processo produttivo, tale da avere una struttura che comporta un livello di costi fissi troppo elevato e, conseguentemente, un margine di sicurezza sul break even point che giudichiamo troppo rischioso per la Vostra societ. Al fine di ridurre tale rischio con linizio dellesercizio ____ stato ceduto il ramo di azienda riferito alle lavorazioni del e con il cessionario stato concluso un contratto di outsourcing per la durata di __ anni; una societ distributiva che dipende perlopi da un unico fornitore potrebbe riportare: Il principale rischio cui lazienda esposta la forte dipendenza da un unico fornitore. Al fine di ridurre il rischio stato concluso un contratto di fornitura in esclusiva per la durata di ___ anni, definendo anche il criterio per la determinazione dei prezzi di acquisto dei prodotti.

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8. Le informazioni relative alle relazioni con lambiente


8.1. Premesse

Le informazioni inerenti gli aspetti ambientali costituiscono una delle novit introdotte nella relazione sulla gestione dal Decreto Legislativo 32/2007. In particolare, il Legislatore richiede che lanalisi della situazione e dellandamento della gestione, oltre ad essere coerente con lentit e la complessit degli affari della societ, contenga anche nella misura necessaria alla comprensione della situazione della societ e dellandamento e del risultato della gestione, gli indicatori di risultato finanziari e, se del caso, quelli non finanziari pertinenti allattivit specifica della societ, comprese le informazioni attinenti allambiente e al personale (grassetto aggiunto). Analizzate le nuove disposizioni, si ritiene che le informazioni relative ai rapporti con lambiente debbano essere fornite solo ogni qual volta esistono impatti ambientali significativi, con possibili conseguenze patrimoniali e reddituali per la societ o per il gruppo. Lobbligo introdotto dal Legislatore si manifesta non attraverso un indicazione delle informazioni minime, ma attraverso lobbligo di valutazione degli amministratori sullopportunit di fornire le informazioni ed il contenuto delle stesse. Spetta, quindi, agli amministratori valutare se predisporre e diffondere specifiche analisi su temi ambientali, e se leventuale omissione comprometta il raggiungimento degli scopi di analisi fedele, equilibrata ed esauriente prevista dal codice civile.

8.2. Informazioni da fornire nella relazione

Precisato che compito degli amministratori valutare se predisporre e diffondere specifiche analisi su temi ambientali, si tratta di determinare linformativa da fornire sotto gli aspetti qualitativo e quantitativo. Alla luce delle finalit illustrate (che non sono quelle del bilancio sociale e ambientale), si ritiene che linformativa possa essere limitata alle criticit esistenti ed ai fattori rilevanti, oltre che agli sforzi effettuati per mitigare o prevenire i possibili effetti economici, finanziari e patrimoniali negativi legati a mancanze o inefficienze nella gestione delle variabili non strettamente economiche. Ci comporta unanalisi degli aspetti ambientali necessari per capire la situazione della societ o del gruppo, landamento, le prestazioni e la conseguente valutazione dellimpatto ambientale delle attivit poste in essere. Infatti, fornire un fedele resoconto della situazione della societ (o del gruppo), capire il suo andamento e le sue prestazioni, pu richiedere il rilevamento non soltanto
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degli impatti ambientali diretti generati dallattivit produttiva, ma anche di circostanze, e di responsabilit ambientali scaturenti, ad esempio, da particolari tipi di investimenti, partecipazioni o relazioni con altre aziende o enti. I rapporti della societ o del gruppo con lambiente in cui opera vanno analizzati con riferimento ai seguenti aspetti: politica aziendale; responsabilit; risultati e performances; scopi; contesti; politiche di investimento ambientali; impatto dei rischi e degli oneri ambientali sulla situazione economica e finanziaria della societ. Nel caso in cui la societ o il gruppo operino in diversi settori di attivit/geografici, se rilevanti, devono essere fornite le informazioni divise per ciascun settore. Le informazioni, comunicate tramite opportuni indicatori (qualitativi e quantitativi), dovrebbero permettere levidenza dei miglioramenti o dei peggioramenti delle condizioni in cui la societ o il gruppo realizzano la produzione di beni o servizi sotto i diversi aspetti dellimpatto ambientale che ne derivano (ad esempio: consumi di risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili, entit delle emissioni, dei rifiuti prodotti, impatto ambientale dei prodotti ottenuti, ecc.). Il presente lavoro, come pi volte indicato, non ha lo scopo di essere completo ed esaustivo, ma intende essere un documento di studio; conseguentemente sono stati riportate solo alcune indicazioni di carattere generale, rinviando in sede di applicazione pratica, la scelta degli indicatori in base alla significativit dellinformazione. Le informazioni ambientali possono in genere essere ricondotte alle seguenti classi: 1) informazioni inerenti lesplicitazione della specifiche linee comportamentali dellentit in materia di tutela dellambiente (politica ambientale) e, ove monitorati, i costi e gli investimenti ambientali, oltre ch la valutazione dellimpatto che ne derivato o si ritiene ne deriver. Le informazioni quantitative possono riguardare, a titolo esemplificativo, i seguenti aspetti:

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Spese ambientali correnti

Ambito di tutela Spese ambientali correnti: Materiali di consumo Servizi da terzi Ammortamenti Totale Protezione aria Protezione acqua Gestione rifiuti Protezione suolo Rumore Altri ambiti (specificare)

Investimenti ambientali

Ambito di tutela Investimenti ambientali: Immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni immateriali Protezione aria Protezione acqua Gestione rifiuti Protezione suolo Rumore Altri ambiti (specificare)

2)

informazioni sui risultati della gestione ambientale, che riguardano limpatto dellazienda sotto il profilo dei processi critici, dei prodotti, degli input e degli output, sempre ch siano significativi e critici. Per quanto riguarda gli input, ad esempio, se rilevanti, possono essere fornite indicazioni del grado di pericolosit, di tossicit e di potenziale impatto ambientale dei materiali utilizzati (Material use), dei consumi energetici (Energy consumption), dei consumi idrici (Water consumption), ecc.. Nellambito delle informazioni circa i processi critici, devono essere oggetto di analisi i rischi e gli eventuali danni arrecati, tenendo distinti e fornendo informazioni diversificate a seconda che si tratti di rischi e danni probabili o possibili. Cos, ad esempio, si possono fornire informazioni sui rischi ed i danni arrecati al territorio e successivamente rimediati (Land contamination and remediation), nonch le iniziative per ridurre gli impatti dei processi produttivi sulle zone circostanti (Habitats). Al fine di rendere esplicite le politiche ambientali realizzate sui prodotti (product

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stewardship), se del caso, pu essere riportata lindicazione dei miglioramenti ambientali derivanti dalla progettazione (life-cycle design), dal packaging, dalle modifiche di prodotto (product impact), lanalisi del carico inquinante che il prodotto realizzato porta con s al momento dellutilizzo, il rapporto e le attivit poste in essere insieme con i fornitori in funzione di parametri bilanciati (economici ed ecologici), ecc..

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9. Le informazioni relative alle relazioni con il personale


Le informazioni riguardo al personale dipendente costituiscono unaltra novit introdotta dal D.Lgs 2/2/2007 n. 32 in attuazione della Direttiva Europea 2003/51/UE. Levidente obiettivo quello di garantire al lettore del bilancio un compendio informativo che consenta unanalisi dei risultati della societ o del gruppo pi ampia rispetto alla tradizionale analisi patrimoniale, finanziaria ed economica. Le informazioni riguardanti il personale dovrebbero tendere a permettere la comprensione delle modalit con cui si esplica il rapporto tra la societ o il gruppo e le persone con cui collaborano (ad esempio: grado di turnover del personale, et media ed istruzione di dipendenti, ore di formazione dei medesimi nel periodo, ecc.). In questo senso, la relazione sulla gestione diventa lo strumento da cui deve essere possibile valutare, da un lato, alcuni elementi che caratterizzano la sostenibilit sociale dellazienda, e, dallaltro, la capacit di questultima di realizzare le condizioni di creazione di valori intangibili (intangibles) durevolmente ancorati ad essa. Con riferimento ai soggetti che in varie forme prestano la propria opera presso l'azienda, le informazioni quantitative e qualitative che possono garantire la lettura dello stato delle relazioni si possono riferire, in particolare, ai seguenti aspetti: 1) composizione del personale 2) turnover 3) formazione 4) modalit retributive 5) sicurezza e salute sul luogo di lavoro oltre ad eventuali informazioni relative allorganizzazione del lavoro, alle attivit sociali ed ai contesti. Composizione del personale Le informazioni quantitative possono riguardare, a titolo esemplificativo, i seguenti aspetti:

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Dirigenti Uomini (numero) Donne (numero)

Quadri

Impiegati

Operai

Altre tipologie

Dirigenti Et media

Quadri

Impiegati

Operai

Altre tipologie

Dirigenti Anzianit lavorativa < 2 anni Anzianit lavorativa 2 < 5 anni Anzianit lavorativa 6 < 12 anni Anzianit lavorativa > 12 anni

Quadri

Impiegati

Operai

Altre tipologie

Dirigenti Contratto a tempo indeterminato Contratto a tempo determinato Contratto a tempo parziale Altre tipologie

Quadri

Impiegati

Operai

Dirigenti Titolo di studio: Laurea Titolo di studio: Diploma Titolo di studio: Licenza media

Quadri

Impiegati

Operai

Altre tipologie

Ulteriori informazioni possono essere fornite per provenienza territoriale e nazionalit.

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Turnover Le informazioni quantitative possono riguardare, a titolo esemplificativo, i seguenti aspetti:

Dimissioni, Assunzioni e Situazione 1/1 incrementi cessazioni pensionamenti e categoria 31/12 Passaggi di Situazione

Contratto a tempo indeterminato Dirigenti Quadri Impiegati Operai Contratto a tempo determinato Dirigenti Quadri Impiegati Operai Contratto a tempo parziale Dirigenti Quadri Impiegati Operai Altri

Eventuali ulteriori dettagli possono essere fornite per sesso, et, nazionalit e Paese/Regione. E, inoltre, possibile indicare: la politica delle assunzioni adottata dallazienda; i benefit erogati ai dipendenti oltre a quelli stabiliti per legge (es.: contributi per la tutela della salute, disabilit, maternit, formazione e pensioni); descrizione di programmi a supporto dellimpiegabilit continua e della gestione alla fine delle carriere.

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Formazione Le informazioni, a livello qualitativo, riguardano le politiche ed i programmi specifici per la gestione delle competenze e lapprendimento continuo. Le informazioni quantitative possono riguardare, a titolo esemplificativo, i seguenti aspetti:

Dirigenti Ore di formazione contratto a tempo indeterminato Ore di formazione contratto a tempo determinato Ore di formazione contratto a tempo parziale Ore di formazione altre tipologie

Quadri

Impiegati

Operai

eventualmente suddivisi per area funzionale (tecnica, commerciale, produzione, amministrativa, ecc.).

Dirigenti Incidenza costi di formazione (spese in formazione / fatturato)

Quadri

Impiegati

Operai

Modalit retributive Le informazioni qualitative riguardano il sistema di remunerazione ed incentivazione, mentre le informazioni quantitative possono riguardare, a titolo esemplificativo, i seguenti aspetti:

Dirigenti Retribuzione media lorda contratto a tempo indeterminato Retribuzione media lorda contratto a tempo determinato Retribuzione media lorda contratto a tempo parziale Retribuzione tipologie media lorda altre

Quadri

Impiegati

Operai

Sicurezza e salute sul luogo di lavoro Le informazioni quantitative possono riguardare, a titolo esemplificativo, i seguenti aspetti:
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Malattia Contratto a tempo indeterminato Contratto a tempo determinato Contratto a tempo parziale Altre tipologie

Infortunio

Maternit

Altre cause

Uomini Indice di frequenza degl infortuni (numero infortunix1.000.000/totale ore lavorate Indice di gravit degl infortuni (giorni di assenzax1000/totale ore lavorate

Donne

Inoltre possono essere fornite informazioni e ragguagli in merito a: descrizione di comitati formali di sicurezza e salute comprendenti rappresentanti del management e dei lavoratori e proporzione della forza lavoro coperta da tali comitati; tassi di assenteismo; descrizione di accordi formali con sindacati ed altri rappresentanti dei lavoratori a tutela della sicurezza e salute sul luogo di lavoro e proporzione della forza lavoro tutelata da tali accordi.

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APPENDICE

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APPENDICE A: INDICATORI FINANZIARI DI RISULTATO


Viene di seguito fornita unelencazione analitica, anche se non esaustiva, dei principali indicatori (margini e quozienti) economici, patrimoniali (o di solidit) e di liquidit (e di rotazione), riportando anche significato e modalit di calcolo. Linterpretazione di tali indicatori deve avvenire seguendo una logica sistemica e nel contempo fondarsi su una necessaria contestualizzazione spazio-temporale dellazienda a cui ci si riferisce. Si ritiene utile ricordare che alcuni quozienti vanno calcolati tenendo conto di valori medi che di norma, per convenzione, si calcolano come semisomma del valore iniziale e del valore finale. Nei casi in cui, come ad esempio in presenza di attivit fortemente stagionale, luso della semisomma si dovesse rivelare fuorviante, il valore medio va calcolato tenendo conto delle peculiarit dellazienda a cui ci si riferisce.

Indicatori economici
Significato
Rappresenta la remunerazione percentuale del capitale di pertinenza degli azionisti (capitale proprio). E un indicatore della redditivit complessiva dellimpresa, risultante dallinsieme della gestione operativa, della gestione finanziaria, della gestione straordinaria e tributaria. Rappresenta lindicatore della redditivit della gestione operativa: misura la capacit dellazienda di generare profitti nellattivit di trasformazione degli input in output. Analizza la gestione operativa dellazienda o del settore e rappresenta lincidenza percentuale del risultato operativo sul fatturato (o eventualmente sul valore della produzione), cio la capacit remunerativa del flusso dei ricavi tipici dellazienda Indica quindi lincidenza dei principali fattori produttivi (materiali, personale, ammortamenti, altri costi) sul fatturato. Misura l'incremento di valore che si verifica nell'ambito della produzione e distribuzione di beni e servizi grazie all'intervento dei fattori produttivi: capitale e lavoro.

Modalit di calcolo risultato netto dellesercizio ---------------------------------------------patrimonio netto medio del periodo
risultato operativo ---------------------------------------------totale investimenti operativi medi del periodo

ROE (Return on Equity)

ROI (Return on Investment)

ROS (Return on Sales)

risultato operativo -------------------------fatturato

VALORE AGGIUNTO EBIT (earnings before interest and tax) EBITDA (earnings before interest, tax, depreciation and ammortization) Incidenza della gestione non caratteristica Onerosit del capitale di credito Incidenza oneri finanziari

Valore della produzione costi della produzione esclusi costi per il personale, ammortamenti, svalutazione ed accantonamenti Somma dellutile di esercizio, del risultato della Esprime il risultato operativo al lordo delle gestioni gestione finanziaria, di quella straordinaria e finanziaria, straordinaria e tributaria. delle imposte Esprime il risultato della gestione operativa o tipica dellutile di esercizio, degli dellimpresa e quindi non influenzato da Somma componenti di reddito relativi alle gestioni ammortamenti, del risultato delle gestioni finanziaria, straordinaria e tributaria ed al lordo di finanziaria, straordinaria e tributaria ammortamenti ed altri accantonamenti. Esprime indirettamente il peso esercitato dai risultato netto desercizio componenti di reddito non operativi (oneri finanziari, -------------------------------------------proventi e oneri straordinari, imposte sul reddito) risultato operativo globale (EBIT) sulla redditivit netta. oneri finanziari Pone in evidenza il tasso medio di rimunerazione del capitale di credito cio il costo medio dei ----------------------------finanziamenti di terzi. capitale di credito medio del periodo Mette in evidenza lincidenza degli oneri finanziari sul fatturato.

oneri finanziari ----------------------------Fatturato

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Indicatori patrimoniali (o di solidit)


Significato Indice di patrimoniale autonomia variabilit ben definito, essendo compreso fra zero
(assenza di capitale proprio) e uno (assenza di debiti). E il complemento del precedente ed indica il grado di dipendenza dellazienda dai terzi. Lindice pone in evidenza la proporzione esistente tra i debiti ed il capitale proprio. Normalmente espresso in termini unitari ed ha un campo di variabilit da zero (assenza di capitale di terzi) a uno (parit tra capitale di terzi e capitale proprio) e da uno in poi (capitale di terzi via via pi elevato rispetto al capitale proprio). Verifica lesistenza di un equilibrio strutturale fra fonti consolidate (capitale proprio e indebitamento a medio e lungo termine) e impieghi in attivit immobilizzate (materiali, immateriali e finanziarie) da cui promana la porzione pi cospicua del fabbisogno durevole di capitale. Espresso in termini unitari, presenta un campo di variabilit che va da zero (assenza in fonti consolidate) a uno (parit fra fonti consolidate e attivit immobilizzate) e da uno in poi (fonti consolidate via via pi elevate delle attivit immobilizzate). Rappresenta in termini assoluti il patrimonio netto residuo dopo aver coperto le immobilizzazioni immateriali, in particolar modo marchi ed avviamento. Evidenzia la struttura degli investimenti. E un rapporto che esprime il grado di elasticit degli impieghi. Pi elevato il risultato pi flessibile risulta la struttura degli investimenti. Questo si traduce in una minore onerosit del capitale. Evidenzia la struttura degli investimenti. Pi elevato il risultato meno flessibile la struttura degli investimenti e quindi maggiore lonerosit del capitale. Espresso in termini unitari, ha un campo di

Modalit di calcolo
patrimonio netto _____________________________ (patrimonio netto + passivit correnti + passivit non correnti) (passivit correnti + passivit non correnti) -------------------------------------------------------(patrimonio netto + passivit correnti + passivit non correnti)

Indice di indipendenza

Rapporto di indebitamento

(passivit correnti + passivit non correnti) -------------------------------------------------------patrimonio netto

Indice di copertura immobilizzazioni

delle

(patrimonio netto + passivit non correnti) -------------------------------------------------------attivit immobilizzate

Patrimonio netto tangibile

patrimonio netto attivit immateriali attivit correnti ---------------------------------------capitale investito (totale attivo) attivit immobilizzate -------------------------------------------capitale investito (totale attivo)

Elasticit dellattivo

Rigidit dellattivo

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Indicatori di liquidit e di rotazione


Significato
Il quoziente esprime lattitudine dellimpresa a svolgere la sua gestione in condizioni di adeguata liquidit. Il suo campo di variabilit va da zero (assenza di liquidit immediate e differite) a uno (liquidit immediate e differite pari alle passivit correnti) e da uno in poi (liquidit immediate e differite pi elevate delle passivit correnti). Segnala lattitudine dellimpresa a far fronte alle uscite future derivanti dallestinzione delle passivit correnti, con i mezzi liquidi a disposizione e con le entrate future provenienti dal realizzo delle attivit correnti. Solitamente espresso in termini unitari, il suo campo di variabilit va da zero (assenza di attivit correnti) a uno (attivit correnti pari alle passivit correnti) e da uno in poi (attivit correnti pi elevate delle passivit correnti).

Modalit di calcolo (liquidit immediate + liquidit differite) -----------------------------------------passivit correnti

Indice di liquidit primaria

Indice di liquidit generale (o di disponibilit)

attivit correnti --------------------------passivit correnti

Posizione finanziaria netta

Capitale circolante netto (margine di disponibilit)

Margine di tesoreria (margine di liquidit)

Rotazione del capitale investito nella gestione caratteristica

Rotazione del magazzino Periodo medio di copertura del magazzino Durata media commerciali Durata media commerciali dei dei crediti debiti

Durata del ciclo del capitale circolante

Somma algebrica dei debiti finanziari di ogni Posizione finanziaria netta: rappresenta la tipo, dei depositi in cassa o presso banche e situazione finanziaria della societ verso il mondo degli investimenti realizzabili entro un breve periodo di tempo (ad esempio titoli facilmente finanziario. smobilizzabili). Rappresenta la quota di impieghi in attivit correnti che pu ritenersi coperta da fonti consolidate. Un CCN negativo evidenzia la presenza di impieghi in immobilizzazioni che risultano coperti da passivit a liquidit immediate + liquidit differite breve termine, il che corrisponde ad un disequilibrio + magazzino passivit correnti patrimoniale che pu generare una situazione di insolvenza. E collegato allindice di liquidit generale. Esprime la capacit o lincapacit dellimpresa di fare fronte agli impegni finanziari di breve periodo attraverso le disponibilit liquide e sul ritorno in forma liquida dei crediti a breve termine. Se assume liquidit immediate + liquidit differite valori negativi significa che lazienda incapace di passivit correnti far fronte al rimborso dei debiti a breve con i mezzi ordinari. E collegato allindice di liquidit primaria. Esprime la velocit di rigiro del capitale impiegato fatturato nella produzione tipica. Indica il numero di volte ---------------------------------nellarco dellanno in cui il capitale investito nella totale investimenti operativi gestione caratteristica ritorna in forma liquida caratteristici medi del periodo attraverso le vendite nette. Fornisce indicazioni sulla velocit di rigiro annuale costo del venduto delle giacenze di magazzino. Esprime il numero di ------------------------------------------volte in cui il magazzino ritorna in forma liquida giacenze medie di magazzino attraverso le vendite. giacenze medie di magazzino Il quoziente esprime in giorni il tempo medio di --------------------------------------------------- x 360 giacenza delle scorte di magazzino. costo del venduto valore medio dei crediti verso clienti Esprime in giorni il tempo che mediamente intercorre fra il sorgere dei crediti e la loro effettiva ------------------------------------------------------ x 360 fatturato riscossione. valore medio dei debiti verso fornitori Esprime in giorni il tempo che mediamente intercorre fra il sorgere dei debiti in parola e il loro ------------------------------------------------------ x 360 acquisti di materie effettivo pagamento. Esprime il periodo nel quale il capitale circolante giacenza media del magazzino + durata ritorna in forma liquida. Pi breve la durata del media dei crediti commerciali - durata ciclo pi favorevole il giudizio sulla situazione di media dei debiti commerciali liquidit.

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APPENDICE B: INDICATORI NON FINANZIARI DI RISULTATO


Gli indicatori non finanziari di risultato sono misure a carattere quantitativo non monetario orientate al lungo periodo. Il valore economico dellimpresa deriva dalla sua capacit di ottenere migliori prestazioni rispetto a propri fattori critici di successo, rendendo cos difficile definire standards applicabili e regole precise nella scelta degli indicatori. Ci comporta che, contrariamente a quanto avviene per gli indicatori finanziari, per i quali esistono determinati parametri comunemente accettati dal mercato, gli indicatori non finanziari devono essere scelti con riferimento alle caratteristiche dellimpresa, alla gamma di prodotti venduti, ecc.. Tali indicatori possono variare da azienda ad azienda per effetto di molteplici fattori (attivit esercitate, mercato di riferimento, dimensione, caratteristiche dei prodotti, processo produttivo, ecc.) e non facile, quindi, definire regole per la loro corretta individuazione. Nel paragrafo 6.2.3 si comunque provveduto ad esporre un possibile modello logico per la scelta degli indicatori non finanziari. In questa appendice si cercato, per migliorare lesposizione e la comprensione, di fornire esempi, non esaustivi, di indicatori specifici riferiti ad alcuni settori. Come anticipato si tratta di indicazioni a puro titolo esemplificativo e come tali devono poi essere riscontrate ed adattate alla realt aziendale. Salvo che per gli indicatori pi complessi si ritenuto non necessario indicare il metodo di calcolo data la loro immediatezza o nel caso in cui la spiegazione sia gi stata fornita nel paragrafo 6.2.3.

Alberghiero
Numero camere Tasso di occupazione camere

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Alimentare
Quantit vendute per marchio Quota di mercato per marchio Spese di marketing sul fatturato Spese pubblicitarie sul fatturato

Automotive
Numero di veicoli venduti per area geografica Numero di veicoli venduti per marchio Quote di mercato per area geografica Quote di mercato per marchio Quantit di veicoli presso i rivenditori Time to market

Beni di consumo
Quantit vendute per marchio Quota di mercato per marchio Spese di marketing sul fatturato Spese pubblicitarie sul fatturato Percentuale dei ricavi di nuovi prodotti (commercializzati negli ultimi 2 anni) sul totale dei ricavi Time to market Misura delloutput

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Beni e servizi per lindustria


Ricavo per dipendente Misura delloutput Rapporto delloutput sullinput o su un fattore di input Tempo medio di ciclo o di attraversamento (througout time o manufacturing lead time) Tempo medio di lavorazione (processing-time) Tempo medio di set-up (attrezzaggio) Percentuale di scarti Percentuali di rilavorazione Capacit produttiva disponibile Grado di utilizzo della capacit produttiva Numero dei componenti presenti nel prodotto finale Spese per ricerca e sviluppo sul fatturato Spese per la qualit sul fatturato

Chimico
Misura delloutput

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Commissione per i principi contabili

Costruzioni e materiali edili


Mq costruiti Mq venduti Mq o mc di materiali costruiti o venduti

Distribuzione
Vendite annuali, mensili o settimanali per metro quadrato Numero punti vendita divisi per tipo Produttivit della forza vendita Tempo medio di consegna Puntualit nelle consegne Numero di reclami
12

Farmaceutico
Numero nuovi prodotti ad ogni stadio dello sviluppo

(valutazione iniziale, determinazione delle dosi e iniziale valutazione di efficacia e studio dei pazienti) Percentuale dei ricavi di nuovi prodotti (commercializzati negli ultimi 2 anni) sul totale dei ricavi

12

Ad esempio retail, cash & carry, ecc..


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Logistica
Tempo medio di consegna Puntualit nelle consegne Numero spedizioni per ora
13

Materiali di base
Misura delloutput

Ospedaliero
Tasso di occupazione dei letti Durata media dei ricoveri Costo per giorno di ricovero

Servizi finanziari
Numero prodotti venduti per cliente per segmentazione geografica

Tecnologico
Misura delloutput

13

ad esempio n. colli spediti per ora


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Telecomunicazioni
Numero di utenti per tecnologia utilizzata (network, DSL, wireless) Ricavo medio mensile per linea Totale traffico uscente per mese Totale traffico uscente ed entrante per mese Quota di mercato per tecnologia Numero accessi per tecnologia Percentuale di crescita della clientela Churn rate
14

Numero di dipendenti

Utility
Costi per unit prodotta su base annua Tempo medio di interruzione del servizio (minuti/anno) Affidabilit del sistema di trasporto (%)
15

Il churn rate per un certo periodo rappresenta il numero dei clienti cessati durante il periodo espresso in percentuale della consistenza media della clientela. 15 Nel settore dellenergia elettrica un indicatore della qualit del servizio: espresso in percentuale, rappresenta laffidabilit del sistema di trasporto.
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