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Periodico del Circolo del Partito Democratico di Treviso Anno I n°. 3-4

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E d i t o r i a l i La fattoria degli animali in
E
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i
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l
i
La fattoria degli animali in salsa padana!
Giovanni Manildo Coordinatore Pd Treviso
La nostra “fattoria degli animali”. C’era una
volta un partito che gridava “Roma ladrona”,
“politici corrotti”. Che ha costruito il suo con-
senso facendosi portavoce di un dilagante
sentimento popolare di fastidio verso i signori
della politica della Prima Repubblica, un par-
tito che, almeno con gli slogan, incarnava la
lotta ai sistemi di potere dei vecchi partiti. Ora
quel partito è da anni al governo nazionale,
regionale, provinciale e del nostro comune.
Ma la situazione che diceva di combattere è,
se non peggiorata, rimasta identica. Ora quel
partito, miracolo del trasformismo, è diventato
quello che agli albori combatteva: un ramifica-
to “centro di potere”, un vero partito conserva-
tore. La nuova Lega si è trasformata via via in
un partito vecchio, diventando così protagoni-
sta di quel sistema che a parole loro andava
abbattuto. Ora accade che il figlio del capo,
senza particolari meriti, quasi per investitura
dinastica diventi consigliere regionale: che il
federalismo è più annunciato che perseguito;
che la Lega pur essendo al Governo, non ha
fatto nulla per riformare i patti di stabilità che
strozzano le amministrazioni ed ha votato i
provvedimenti dello Stato con i quali si conti-
nuano a tagliare i fondi per le amministrazioni
locali. Ora accade che, in un periodo in cui si
denunciano gli intollerabili costi della politica,
la
Lega ha sostituito un sistema di potere con il
proprio, identico al precedente (proprio come
accade nel libro di Orwell, la fattoria degli
animali). Treviso ne è un chiaro esempio: la
Lega utilizza le partecipate per collocare per-
sone vicine a sé, i propri esponenti colleziona-
mo doppi, tripli incarichi. Più di qualcuno ha
già denunciato l’esistenza di una “Casta Pada-
na”, ma non sembra ci sia stato sinora modo
di
arrestarne l’avanzata. È giunto il momento
di
mobilitarci tutti per far emergere questa con-
traddizione intollerabile: intanto pubblichiamo
una mappa (sul retro di copertina) della galas-
sia di partecipate con nomine di carattere po-
litico. Poi ci organizzeremo mobilitandoci sul
territorio. D’accordo con il nostro Candidato
alla Presidenza della Provincia, Floriana Casel-
lato, faremo quindi un’azione politica per de-
nunciare gli sprechi della Lega nella Gestione
della Provincia, e per denunciare, come è stato
detto anche da altri, l’utilizzo delle partecipate
come “tesoretto degli amministratori leghisti”.
È il momento di sottolineare che:
la Lega non fa quello che dice, anzi non fa
quello per cui è nata.
Editore: Partito Democratico
Circolo di Treviso
Direttore Responsabile: Roberto
Grigoletto
Grafica e Impaginazione:
Giacomo Scarpa
Direttore: Giovanni Manildo
Red. : Francesco
Berra, Stefano Pelloni, Giacomo Scarpa
Reg.Tribunale di
Treviso N°1080/2010
Reg. Stampa N° 1903/2010
BASTA PRIVILEGI AI POLITICI IL PD TREVIGIANO CHIAMA A RACCOLTA I CITTADINI Roberto Grigoletto E’sempre
BASTA PRIVILEGI AI POLITICI
IL PD TREVIGIANO CHIAMA A RACCOLTA I CITTADINI
Roberto Grigoletto
E’sempre più marcata la distanza tra citta-
dini e mondo della politica. E i politici, dal
canto loro, sono i primi a dolersene. A parole,
almeno. Certamente lo sbocco dell’astensioni-
smo e quello dell’antipolitica preoccupano tutti
coloro che hanno a cuore il bene del Paese. E
allora urgono rimedi.
Il coordinamento del Pd trevigiano prova a
una legislatura. Per i deputati eletti prima del
1996 resta valida la normativa in vigore pri-
ma della riforma, secondo la quale si ha di-
ritto al vitalizio all’età di 60 anni, riducibili a
50 utilizzando tutti gli anni di mandato accu-
mulati oltre i cinque minimi richiesti. Con oltre
tre legislature (20 anni di contributi) si può
andare in pensione addirittura sotto i 50 anni.
dare un contributo con una raccolta di firme
(iniziata il 30 ottobre scorso) a sostegno di
una petizione da inviare al segretario Bersa-
ni, ai Capigruppo parlamentari Franceschini e
Finocchiaro, alla capogruppo in Regione, Pup-
pato. Lo scopo: sollecitare l’impegno del par-
tito in Parlamento e in Regione a presentare
urgentemente una delibera od eventualmente
Per quanto riguarda i senatori, gli eletti a parti-
re dalla XIV legislatura del 2001 hanno diritto
alla pensione solo a 65 anni e a condizione
di aver svolto un mandato di cinque anni. Ma
con tutte le deroghe del caso: coloro che han-
no conquistato lo scranno prima del 2001,
un disegno di legge finalizzati ad abolire il vi-
talizio pensionistico di fine mandato. Il motivo
oltre che da ragioni di tipo economico (oltre
150 milioni di euro sarebbero risparmiati nel
bilancio di Camera e Senato), sta sopratutto in
una concezione della politica come servizio e
non come fonte di reddito, prebende e benefi-
ci alla quale si chiede di porre fine.
per i quali rimane il diritto di riscuotere il vita-
lizio a 60 anni con una legislatura, a 55 con
due e addirittura a 50 anni dopo tre mandati.
A partire dal 1996, con la riforma Dini, è
stato archiviato il metodo retributivo per pas-
sare a quello contributivo, in base al quale
l’ammontare della pensione è legato al valore
dei versamenti effettuati nell’arco dell’intera
Si tratta di pensioni che vanno da 3 a 10 mila
euro al mese corrisposte con soli cinque anni
carriera. Per deputati e senatori il vitalizio è
calcolato sulla base dell’indennità lorda (12
mila 434 euro) e degli anni di contribuzione.
di mandato ed erogate al raggiungimento dei
A ciascun anno è legata una percentuale: per
50 anni. Il vitalizio per deputati e senatori si
cumula con tutti i redditi
cinque anni di mandato si ha diritto al 25 per
cento dell’indennità (pari a 3 mila 109 euro
lordi di vitalizio); per 10 al 38 per cento (pari
Si inviteranno inoltre il segretario nazionale e
a 4 mila 725 euro); per 20 al 68 per cento
il presidente del partito, nonché la segretaria
regionale Filippin e il presidente dell’Assem-
blea regionale Casson di garantire il rispet-
to, senza deroghe, del limite massimo di due
mandati per le cariche elettive (parlamentari,
consiglieri regionali, provinciali, comunali) an-
che questo è un modo per tentare di ritornare
ad una politica come servizio , politica che
non può essere più vissuta come professione.
(8 mila 455 euro); fino ad arrivare all’80 per
cento dell’indennità per i 30 anni e oltre (9
mila 947 euro).
Per i deputati è in vigore un regolamento ap-
provato con una riforma dall’Ufficio di presi-
denza nel luglio del 1997, in base al quale i
parlamentari il cui mandato sia iniziato suc-
cessivamente alla XIII legislatura del 1996
conseguono il diritto alla pensione al raggiun-
gimento dei 65 anni. L’unico vincolo è la con-
tribuzione: devono essere stati fatti versamenti
per almeno cinque anni, l’arco di tempo di
Una seconda iniziativa consiste in una richie-
sta da sottoscrivere anch’essa con la quale si
inviteranno il segretario nazionale e il presi-
dente del partito, nonché la segretaria regio-
nale Filippin e il presidente dell’Assemblea re-
gionale Casson di garantire il rispetto, senza
deroghe, del limite massimo di due mandati
per le cariche elettive (parlamentari, consiglie-
ri regionali, provinciali, comunali) anche que-
sto è un modo per tentare di ritornare ad una
politica come servizio , politica che non può
essere più vissuta come professione.
Per contributi
rivolgersi a trevisodemocratica.pd@gmail.com
“UNITARIETA’, PARTECIPAZIONE,CONCRETEZZA” Giovanni Manildo Segretario Pd Treviso
“UNITARIETA’, PARTECIPAZIONE,CONCRETEZZA”
Giovanni Manildo
Segretario Pd Treviso

ln questo momento indubbiamente difficile, in cui è in crisi un sistema, in cui il populismo appare l’unica forma capace di generare con- senso, affrontare un congresso Comunale del PD assume il contorno di una provocazione

che ci offre la possibilità di procedere ad una “Revisione” del nostro impegno, la possibilità

di un controllo “in itinere” delle motivazioni

che ci spingono a fare politica, in particolare

mazione di un gruppo, di un circolo e di un Partito Democratico del Comune di Treviso uni- tario e con un’identità.

- Solidarietà, uguaglianza, diritti, legalità sono alcune delle parole guida per ricreare un profi- lo identitario comune. - L’aspirazione di tutti noi è di un Partito con una faccia riconosciuta e riconoscibile. Capace di

.
.

nel Partito Democratico e la possibilità di una

riflessione sull’efficacia della nostra azione po- litica nel Comune. Che partito dobbiamo esse - re? Come possiamo essere più concreti? Quali temi vogliamo sviluppare? con quali iniziative? Come possiamo comunicare le nostre iniziative

e le nostre idee? Che visione abbiamo della

nostra Città? Questo congresso è un’occasione per “Rimoti-

varci” e “Ricaricarci”, registrare gli obiettivi del-

la nostra azione politica per incidere in modo

“concreto” nella nostra realtà, rilanciando il PD come potenziale forza di governo della Città. Perché la candidatura?

La ragione essenzialmente sta nella sensazio-

ne che il lavoro è solo all’inizio, che si è impo- stato un percorso in cui si stanno muovendo i primi passi: abbiamo iniziato una maratona

da affrontare con metodo e continuità, ma la

strada è lunga. - E’ necessario continuare nell’impegno di for-

comprendere la realtà e di formulare proposte, su tutto! Nelle nostre aspirazioni il Partito De- mocratico Trevigiano deve essere così: avere la consapevolezza che può incidere nella realtà territoriale e riuscire a trasmetterla ai cittadini. d)Un Partito che ha relazioni con le categorie produttive e capace di PROPORRE soluzioni, idee e prospettive, non limitandosi a dire solo NO. Metodo e Motivazioni E’ necessario rida- re un senso a qualche principio Come agire? 1) Politica come servizio. Frase talmente abusa- ta da aver perso quasi credibilità intrinseca e significato. Ridiamoglielo! Questo è per noi l’elemento motore di un im- pegno civico: fare politica come servizio verso la comunità e non come treno per raggiungere obiettivi personali. 2) PD trevigiano unitario. Gruppo Dirigente re- sponsabile e credibile. Il consolidamento di un gruppo è assolutamen-

te

una priorità. Gli elettori ed

politica:”tanto i politici sono

ca

l’idea che “la politica può

i

simpatizzanti sono stanchi

tutti uguali!”. Non è così. Se

essere un’occupazione seria!”

di

personalismi e di manovre

vince ancora questa convin-

e

che noi siamo in grado di es-

interne con fini differenti da

zione e non facciamo nulla

serne interpreti altrettanto seri

quelli apparenti. Cosa vuol dire unitarietà? Non omologa-

per sconfiggerla non abbia- mo futuro. La nostra priorità

e

credibili

zione acritica, ma responsabi-

è cercare di contribuire a co-

4) Partecipazione ed apertura.

le

sintesi unitaria verso obietti-

struire un’opinione pubblica

Il

Partito Democratico Trevigia-

vi

comuni, il primo passo per

informata che non si accon-

no

deve promuovere la parte-

la

creazione di un partito e di

tenta di slogan.

cipazione, deve essere un par-

un Gruppo Dirigente Respon-

Coltiviamo le differenze dal

tito

aperto ed inclusivo capace

sabile e credibile senza perso-

Leghismo e dal Berlusconi-

di

solleticare la rinascita di

nalismi o logiche di corrente. Non Berlusconizziamoci! Non lasciamoci suadere da ten- tazioni leaderiste, più che di capi abbiamo bisogno di idee condivise e condivisibili. Non

smo come “costume politico” combattiamo un certo modo di fare politica e presentia- moci credibili. Oltre al con- tenuto delle proposte, come PD, dobbiamo riacquisire

una voglia di “impegno civi- co” in ogni cittadino, per com- battere un “nuovo qualunqui- smo” ed una rassegnazione dilagante che sono terreno di cultura dell’astensionismo e di

abbiamo bisogno di leader au- toreferenziati, ma dobbiamo responsabilmente creare un gruppo che crede in un’azio-

credibilità, nel metodo, nelle motivazioni, e nel Gruppo Dirigente, smettiamola di li- tigare sul nulla, su posizio-

movimenti populisti ; un Partito per questo capace di dialoga- re su progetti e temi concreti anche con altre forze politiche

ne politica unitaria, efficace e condivisa, di un gruppo che si muove in un’unica direzione 3) “Non siamo tutti uguali”. Dobbiamo vincere il luogo comune, più devastante in

namenti personali che non fanno altro che scavare un divario tra noi e gli elettori. Ripensiamo come priorità l’impegno di ricominciare ad instillare nell’opinione pubbli-

e

associazioni.

(“Estratto della relazione programmatica del segretario comunale, Giovanni Manildo, al congresso comunale di ottobre”)

Giovanni Manildo, al congresso comunale di ottobre”) Foto Congresso Comunale di ottobre, Sala Conferenze Cà del

Foto Congresso Comunale di ottobre, Sala Conferenze Cà del Galletto

PROVINCIA : ENTE (IN)UTILE ? Donata Demattè ,Luigi Zoccarato Consiglieri Provinciali PD
PROVINCIA : ENTE (IN)UTILE ?
Donata Demattè ,Luigi Zoccarato
Consiglieri Provinciali PD
Donata Demattè ,Luigi Zoccarato Consiglieri Provinciali PD N el nostro Paese esistono due livelli legislati- vi:

Nel nostro Paese esistono due livelli legislati- vi: lo Stato e le Regioni; e due livelli amministra- tivi: i Comuni e le Province.

Il livello territoriale di area vasta è rappresenta- to dalla Provincia, ente-cerniera tra Regione e Comuni, alla quale spetta il compito di coordi-

nare le politiche territoriali, assicurare i servizi

a rete, intervenire a sostegno dei comuni stessi.

La Provincia è , inoltre, storicamente, la dimen- sione organizzata delle molteplici attività ammi-

nistrative non solo delle istituzioni democratiche ma anche della società civile: le associazioni,

le categorie, il sindacato, il volontariato etc. si

strutturano su un’articolazione provinciale. Fra le deleghe fondamentali delle quali la Pro- vincia deve occuparsi rientra la difesa del suo- lo e la difesa dell’ambiente che, dal marzo di quest’anno, per la Provincia di Treviso significa occuparsi direttamente dell’Urbanistica e della pianificazione territoriale. Sarà alla Provincia che i comuni dovranno far capo per l’appro- vazione del loro PAT o dei loro PATI. Potrebbe essere un’occasione storica di riqualificazione del nostro territorio, a partire dal PTCP che abbiamo seguito fino alla sua approvazione ( contribuendo a definire i criteri omogenei per la pianificazione, lo sviluppo, la tutela e la sal- vaguardia, le delimitazioni delle aree di pre- gio, l’attenzione alle caratteristiche storiche e morfologiche del nostro territorio ,etc) Altro ambito di intervento della Provincia ri- guarda l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti: Nonostante gli alti livelli di raccolta dif-

ferenziata raggiunti dalla nostra Provincia rite- niamo sia necessaria una politica di ulteriore attenzione che riduca, riusi e ricicli il rifiuto mini- mizzando la frazione da conferire in discarica. Riteniamo che il contenimento dei costi potreb- be avvenire con un gestore unico ( oggi sono otto società con altrettanti consigli di ammini- strazione!). Un terzo ambito di competenze è quello della viabilità : le opere maggiori come la Pedemon- tana, il IV^ lotto della Tangenziale di Treviso, la realizzazione della cosi detta “Autostrada del mare” saranno realtà che si confronteranno con la vivibilità dei territori interessati con tutti i pro- blemi di gestione, interconnessione, adduzione ed accesso correlati. Le decisioni progettuali, durante questa Amministrazione, sono state de- mandate a Veneto Strade che ha assunto un ruolo di decisione che non le compete. La no- stra posizione a riguardo è sempre stata forte- mente critica. Strettamente connesso alla viabilità , di diretta competenza della Provincia è il trasporto pub- blico locale: anche qui, come per la gestione dei rifiuti, si è tentato di mantenere la situazione immutata con quattro società ( e quattro con- sigli di amministrazione!) che si occupano di trasporto pubblico, nonostante i vani tentativi di una fusione ed il fatto che a breve il servizio dovrà essere assegnato con gara pubblica eu- ropea. Tra le altre deleghe appaiono fondamentali quelle che riguardano l’istruzione secondaria

di

secondo grado ed artistica, la formazione professionale e l’edilizia scolastica.

In

particolare per la formazione professionale, abbiamo assistito alla dismissione progressiva

della formazione di base con la concentrazione in soli due centri ( Lancenigo e Vittorio V.to) dei

corsi in diritto-dovere a favore di corsi di Formazione superiore per adulti in formazione continua.

La

Provincia si occupa anche di sostegno alle aziende, di corsi di riqualificazione professionale e

di

stage formativi coordinati e proposti dal Centro per l’Impiego.

Data la nuova contingenza di crisi economica, lavorativa ed occupazionale, a nostro parere,

l’Ente dovrebbe porre maggiore attenzione oltre che al singolo individuo-lavoratore, anche al disagio delle famiglie e alle nuove povertà, coordinando interventi con altri enti, istituzioni, enti

di

credito etc.

Ci

sembra, dunque, che la Provincia abbia una propria specificità e una sua ragione d’essere : il

vero problema è la sua gestione e le scelte che, all’interno delle sue non irrilevanti competenze, vengono attuate. Pensiamo inoltre che, senza partire da posizioni ideologiche o da pregiudizi, sia necessaria una

riforma che, tenuto conto dei livelli legislativi ( Stato-Regioni) ed amministrativi ( Province –Comuni)

ne definisca le vere competenze senza sovrapposizioni o sprechi. Partendo da una visione orga-

nica di sviluppo locale che sappia mettere in relazione i diversi soggetti ed ottimizzare le risorse, riconduciamo in capo alla Provincia tutte quelle funzioni di governo del territorio che sono state ,

negli anni, demandate ai vari enti intermedi.

?

sono state , negli anni, demandate ai vari enti intermedi. ? Che fine sta facendo la
Che fine sta facendo la nostra TREVISO ? Andrea Cagnin
Che fine sta facendo
la nostra TREVISO ?
Andrea Cagnin

Leggendo i quotidiani locali non si posso- no non notare notizie riguardanti “conteni- tori vuoti in città” oppure “pedonalizzazio- ne a zone” e così discorrendo fino a singoli progetti riguardanti singoli quartieri. Una domanda sorge quindi spontanea: esiste un singolo progetto per la nostra città? E di conseguenza si insinua il dubbio se re-

almente ai trevigiani interessi la loro città.

La prima, per nostra sfortuna, sembra una que-

stione con un’ovvia risposta: no. Un’amministra- zione che delibera 39 varianti al PRG vigente dimostra di non avere un disegno globale per

il nostro territorio e di come vada gestito.Le

ore che passiamo in coda ogni giorno per rag- giungere luoghi di lavoro o per tornare a casa

ed il numero sempre crescente di case sfitte o

in vendita ne sono la dimostrazione pratica.

Il dubbio riguardante i trevigiani non è proprio

di così semplice trattazione. Giancarlo Zuliani

con il suo incontro a S. Giuseppe ha dimostra-

to che la cittadinanza, residente in un territorio

compromesso,se resa partecipe della proget-

tazione dello stesso, si interessa e si carica dei problemi cercando di risolverli facendo comu- nità e non come singolo individuo. Ma i restan- ti cittadini?Appaiono disinteressati, quasi pas- sivi nelle scelte dell’amministrazione o almeno questa è l’impressione che gli stessi danno. Del resto le cattive abitudini si faticano a per- dere e sperare che chi è abituato a muover-

si esclusivamente in auto, costruire ovunque

case e capannoni o semplicemente non dif-

ferenziare la spazzatura, se ne renda con-

to autonomamente è oramai utopico. “Solo

quando l’acqua arriva alla gola si impara

a nuotare” insegna la saggezza popolare.

Spero non si arrivi a tanto…un tentativo di so- luzione sarebbe già stata presentata al con- gresso comunale, sottolineando la volontà di girare peri i quartieri della città. Sembra un ot- timo proposito per il 2011, speriamo solo non siano solo i 7 consiglieri comunali a frequen- tare questi incontri ma tutto il circolo cittadino.

F o c u s

E c o n o m i a L a v o r o LA
E c o n o m i a
L a v o r o
LA CISL DA SESSANT’ANNI
A TREVISO :
intervista al segretario
Franco Lorenzon

Segretario, nei giorni scorsi la Cisl trevigia- na ha festeggiato il sessantesimo anniversario della sua fondazione. Quali sono stati i mo- menti più importanti in tutto questo tempo? “Sono stati diversi i momenti cruciali di queste

sei decadi, tutti collocati nei cambi di fase in

cui si è reso necessario assumersi delle respon-

sabilità precise con una contrattazione inno- vativa. Penso alla decisione presa nel 1952

di avviare la contrattazione aziendale in un

periodo storico in cui esistevano solo contrat- ti nazionali generalisti. Ma penso anche allo Statuto dei lavoratori del 1970, alla scala mo- bile del 1984 e alla concertazione del 1993. Altri passi fondamentali sono stati il Patto per l’Italia firmato nel 2002 e l’accordo del 2009 per la Riforma del sistema contrattuale”.

Diamo i numeri della Cisl in provincia di Treviso.

“Il numero dei nostri iscritti, nella Marca tre-

vigiana, è in aumento: siamo passati dai 69 mila del 2005 agli oltre 77 mila con cui chiu- diamo il 2010. In Veneto gli iscritti sono 430 mila. La Cisl, infine, a livello nazionale, conta oltre 4 milioni e mezzo di iscritti”.

Quali sono stati e quali rimangono i principi ispiratori irrinunciabili della Cisl? “Prima di tutto la centralità del vincolo asso- ciativo, mediante il quale persone ‘libere e forti’ si mettono assieme con una scelta espli- cita d’impegno, e non perché fanno passiva- mente parte del movimento operaio. In secon- do luogo l’affermazione del pluralismo, quel principio che ci consente di stare assieme nel rispetto reciproco, rifiutando ogni egemonia

che si basi sulla pretesa ideologica di avere sempre le risposte giuste. Il terzo principio ir- rinunciabile della Cisl è l’autonomia, un valo-

re mai completamente realizzato, ma che da

sempre costituisce un preciso metro di giudizio del nostro impegno sindacale. Infine l’utilizzo dello strumento contrattuale, strumento che è in grado di rispondere meglio e con maggiore tempestività rispetto all’intervento legislativo ai cambiamenti economici e sociali”.

Che tipo di rapporti intrattiene il suo sindacato con le altre sigle?

“I rapporti unitari a Treviso sono positivi e

funzionano bene finché si fanno accordi. Di- versamente, il sindacato, unitario o meno, non avrebbe senso di esistere. Nella Marca si fanno accordi perché la Cgil trevigiana non è ‘sotto scopa’ della Fiom e decide sulla base di valutazioni sindacali”.

L’unità sindacale è definitivamente tramontata?

“Assolutamente no. Basta fare sindacato e non politica né ‘agitazione e propaganda’”.

Alla Cisl si muove, da parte di qualcuno, l’accusa di essere filo-governativa. Come risponde?

“Al sindacato si dovrebbe domandare se fa accordi utili per i lavoratori. Altrimenti non si fa sindacato, ma un’altra cosa. Chi vuole cam- biare i Governi, s’impegni in politica, non nel sindacato”.

Con il mondo della politica e dei partiti come si rapporta la sua confederazione? “La Cisl non sta né sopra né sotto la politica, ma di fronte ad essa, facendo la propria parte

di associazione di rappresentanza, assumen-

dosi le responsabilità conseguenti, ricordando alla politica che in una società complessa la pretesa di essere autosufficienti conduce a un vicolo cieco e all’incapacità di governare e di fare riforme efficaci”.

Ma oggi del sindacato c’è ancora bisogno come un tempo? “Quando c’è ingiustizia, c’è sempre bisogno del sindacato. E oggi ce n’è più di un tempo”.

Ci sono persone che s’impegnano ancora nell’at-

tività sindacale?Che sentono la chiamata a questo tipo di servizio?

“Se non ci fossero, il sindacato non esistereb- be. Certo, non ci s’impegna nel sindacato per interesse, ma per le forti motivazioni ideali”.

A un giovane che volesse accostarsi all’impegno

nel sindacato cosa consiglierebbe?

“Di provare a venire a lavorare alla Cisl. Sco- prirà un mondo sconosciuto che lo sorprende-

rà positivamente”.

Roberto Grigoletto
Roberto Grigoletto
DIBATTITO SULL’ECONOMIA DEL TREVIGIANO Andrea Michielan
DIBATTITO SULL’ECONOMIA DEL TREVIGIANO
Andrea Michielan

Il gruppo tematico “Economia e lavoro” del Circolo di Treviso del Partito Democratico ha organizzato, la sera di martedì 14 dicembre, una tavola rotonda riguardante l’analisi e le prospettive dell’economia del trevigiano. L’in-

tento è stato quello di promuovere un confronto su un modello di sviluppo in grado di attivare

e valorizzare le risorse presenti nel nostro ter- ritorio. Consapevoli della difficile situazione

economica ma con la volontà di ragionare sulle possibili risposte, è stato scelto il titolo “La Crisi Economica nel Trevigiano: i Rischi e le Risorse per Superarla - Verso un Nuovo Modello per Uscirne più Competitivi”. I relatori sono stati scelti tra i soggetti che, per competenza e per ruolo, fossero significativi nel promuovere un nuovo modello per la nostro ter- ritorio: il prof. Ferruccio Bresolin, noto economi- sta, per molti anni docente presso l’Università Ca’ Foscari, Paolino Barbiero, segretario pro- vinciale della Cgil, Franco Lorenzon, segretario provinciale della Cisl, e l’ing. Giorgio Zanchet- ta, vice -Presidente Unindustria Treviso. L’introduzione è stata curata dal capogruppo del PD in Consiglio Comunale a Treviso, Roberto Grigoletto, che ha sottolineato l’impegno degli amministratori su queste tematiche, in particola- re per alleggerire i vincoli per il Comune dettati dal Patto di Stabilità. Nella sua relazione, il prof. Bresolin ha evi- denziato come gli squilibri economici abbiano avuto origine dalla finanza, che ha trovato, in particolare nell’economia americana, ampi spa- zi per politiche speculative. In Europa, invece, abbiamo subito la rigida politica “monetarista” scelta dalle autorità che stabiliscono la politica monetaria in Europa, non creando così uno sti- molo per la ripresa. Stanno infatti emergendo dati preoccupanti che riguardano l’aprirsi della forbice tra le famiglie più ricche e le famiglie più povere, con un concentrarsi della ricchezza che mina fortemente la coesione e la giustizia sociale. L’impoverimento del ceto medio, oltre a causare disagio, riduce quella che è la compo- nente più importante del reddito di un paese: i consumi. Emerge così la proposta di un “patto” tra “sala- rio” e “profitto” (vale a dire tra le categorie le- gate al lavoro) per acquisire maggiore sostegno

e favore rispetto alla “rendita”.

Un’altra proposta è quella della responsabiliz- zazione dei soggetti protagonisti dell’economia,

con forme partecipative che possano consentire una maggiore distribuzione della ricchezza. Si osservano,in numerosi casi di Cassa inte- grazione, guadagni che sfociano in situazio- ne di difficoltà aziendale irreversibile; questo conferma l’importanza di un trattamento fiscale

privilegiato per chi lavora, sostiene Lorenzon. Un richiamo alla necessità di interventi a livello normativo nazionale proviene invece da Bar- biero, che denuncia le numerose carenze della politica locale in ambiti rilevanti per il nostro territorio: trasporti, rifiuti e acqua.

Le nostre imprese hanno visto una diminuzione

del volume di vendita notevole, dovuto ai cam- biamenti legati alla globalizzazione ed un calo generale della domanda. Gli sforzi per offrire

prodotti nuovi sono legati ad uno sforzo per l’in- novazione ma per questo sono necessarie delle risorse che attualmente non sono facilmente re- peribili. Un aumento della produttività potreb- be giovare al recupero dei capitali necessari, sostiene Zanchetta, precisando che i risultati legati alla ricerca innovativa arrivano nell’arco

di alcuni anni.

Nel dibattito è stata più volte presa in causa la politica, che deve necessariamente governare alcune scelte della collettività. Il Partito Demo- cratico, da maggior partito di opposizione in- tende diventare forza governativa e per questo pone al centro del dibattito il lavoro. Questa tavola rotonda è una tappa del percor-

so per definire l’economia che vogliamo per il nostro territorio, un percorso che ci porti al con- fronto con le categorie economiche. Essendo il lavoro un valore di riferimento, ci sono dei dati che ci preoccupano, primo tra tutti il continuo ridursi dell’occupazione, che causa disagio ed innesca dinamiche negative nelle al- tre variabili economiche. Si deve inoltre notare come i nuovi posti di lavoro siano in gran par-

te nell’ambito del lavoro precario. L’attenzione

deve essere rivolta anche ai lavoratori poco

qualificati, attualmente più esposti alla possibi- lità di venire emarginati dal mondo del lavoro. Questi dati segnalano il rischio di aumentare differenze sociali e la necessità di intervenire.

Le tematiche economiche talvolta non sono di

facile comprensione ma appare del tutto evi- dente come tali questioni ci coinvolgano quoti- dianamente. Promuovere il valore del lavoro e sostenere un’economia che riduca le differenze, oltre che assicurare maggiore equità sociale, torna a vantaggio di tutti.

Giancarlo Zuliani consigliere comunale

DALLE “PERIFERIE” PER FARE “CENTRO”
DALLE “PERIFERIE” PER FARE
“CENTRO”
u n a l e DALLE “PERIFERIE” PER FARE “CENTRO” I l titolo è una “variazione”

Il titolo è una “variazione” del tema “ Le peri- ferie al centro”recentemente apparso su “Per-

ne, l’assuefazione, ecc. bisogna moltiplicare queste occasioni in ogni quartiere.

ché si – perché no”.

La

nostra città, poi, è per un decimo nel centro

E

non poteva che essere così, dal momento

storico e i restanti nove decimi si trovano nelle

che certe mie convinzioni sono antiche e pro- fonde. Se vogliamo fare “centro”,cioè se vogliamo

periferie. Dicendo ciò, sappiamo bene che la presenza nel territorio non è tutto.

effettuare il sorpasso alle prossime elezioni co- munali, i due anni che ci attendono dovranno essere strutturati fin da subito. Perciò, senza tanti preamboli – a freddo – chiedo che al più presto si programmi una giornata di lavoro di tutto il circolo, allargata ad altri amici.

San Giuseppe – che i residenti hanno so-

prannominato “il lazzaretto” per il grave pro- blema del traffico e non solo – quella sera i cittadini, di loro iniziativa, si sono mobilitati e circa 60 persone, una settimana dopo l’as- semblea, si sono presentate in Consiglio Co- munale a mostrare la faccia in modo signorile

A

Se

vogliamo essere scelti dalla gente, bisogna

ed eloquente. Tutti portavano al petto un’asola

farsi conoscere e apprezzare: dobbiamo ave-

gialla. Il colore della bandiera posta sulle navi

re

idee, essere propositivi, prospettare soluzio-

per segnalare la peste a bordo.

ni

ai problemi della città e mostrare esempi

possibili e realizzabili.

La critica a certe situazioni è doverosa ma non

basta.

E l’anonimato o qualche sporadico gazebo

conta si, ma poco. Ognuno di noi sa quanto è importante il rap- porto personale. La conoscenza e lo stile di vita delle perso- ne convincono ben più di un messaggio pur importante di un partito, di una sigla, di un simbolo, di uno slogan.

Quel giorno poi – 24 novembre – in Consiglio Comunale si discuteva delle piscine da rea- lizzare a Selvana, e alcuni di noi Consiglieri del Partito Democratico siamo intervenuti nel dibattito. Abbiamo esposto alcune critiche, a cominciare dai tempi biblici di attesa per un impianto sportivo progettato venti anni fa, ma

soprattutto per la posizione sbagliata in cui la piscina verrà realizzata non considerando i grossi cambiamenti che si annunciano in quel-

la parte di città. E nell’elencare una serie di

Un giorno di lavoro tra noi servirà a conoscer-

aree che cambieranno enormemente la nostra

ci

un po’ di più; specie nel momento convi-

città (tra le molte, l’ex campo sportivo Eolo,

viale. Perchè noi non dobbiamo impostare na-

l’ex scalo Motta, l’ex mulini Mandelli, la Reste-

scostamente una “rivoluzione” ma camminare

ra

) ci siamo detti convinti che presto i quartieri

insieme ad altri. Poi, dopo aver individuato

di

Fiera e Selvana, sotto la spinta e l’aiuto di

una strada, occorre essere visibili, riconoscibili

molti democratici del luogo, si organizzeranno

e

in ascolto delle persone.

per una importante, significativa pubblica as-

E

quale ambito è più favorevole se non quello

semblea, ricca di proposte e iniziative.

in

cui si vive e si opera ?

Magari in Consiglio Comunale con un’asola

Questa impostazione, come dicevo all’inizio,

di

altro colore

è frutto di esperienze.

E’

il momento di Fiera e Selvana.

A san Giuseppe, il 18 novembre scorso, si è

tenuto un annuale appuntamento di dialogo e ascolto dei cittadini di quel quartiere-parroc- chia da noi promosso. 156 persone non sono poca cosa: e tre ore di immagini e idee hanno

certamente contribuito a rendere i cittadini più consapevoli e protagonisti.

Se

uno dei difetti della nostra attuale conviven-

za

è il “ no vao combàtar “,o la rassegnazio-

Se uno dei difetti della nostra attuale conviven- za è il “ no vao combàtar “,o
F i l o D i r e t t o c o n i
F i l o
D i r e t t o
c o n
i
l
G r u p p o
C o n s i l i a r e
RIQUALIFICARE E RILANCIARE IL CENTRO STORICO
Maria Antonella Tocchetto
Consigliere Comunale
I consiglieri comunali del par-
tito democratico hanno raccol-
to le proteste dei commercian-
ti di Treviso presenti in modo
numeroso all’ultimo consiglio
comunale di Treviso del 24 no-
vembre 2010 i quali da tempo
denunciano una notevole ridu-
zione della capacità attrattiva
del centro storico dovuta alla
dislocazione fuori le mura del-
la città di molti uffici pubblici
insediati nella nuova zona
all’Appiani.
Nel dibattito e nel confronto
sulle trasformazioni del cen-
tro storico di Treviso l’obiettivo
della riqualificazione e del ri-
lancio è unanimemente condi-
viso a parole ma nei fatti an-
cora nessuna proposta è stata
concretizzata da chi governa
la città.
Questa è una delle leve sul-
le quali occorre cominciare
pleto di merci e servizi;
5.Svolgere una analisi tecni-
a lavorare per il rilancio del
centro storico con un proget-
to
di attrazione dei turisti che
al
tempo stesso renda anche
più fruibile la città ai trevigia-
ni.
Il centro storico di Treviso è un
Centro Commerciale natura-
ca rigorosa sui punti di forza
e di debolezza (pregi e caren-
ze) del centro storico di Treviso
per precisarne la potenzialità
promuovendo una relazione
più stretta fra cultura ed eco-
nomia, turismo e commercio
le che può benissimo essere
competitivo con i centri com-
merciali artificiali che sono
sorti nei comuni limitrofi.
Per fare questo bisogna pun-
tare su alcuni chiari
contenuti:
1.Migliorare l’accessibili-
tà del Centro storico con un
migliore uso dei parcheggi
6.Promuovere una “cabina di
regia” per coordinare gli inter-
venti da realizzare anche con
una strategia di comunicazio-
ne che promuova con regola-
rità l’immagine del centro di
Treviso
Per tutte queste ragioni il grup-
po del partito democratico si
sta facendo promotore di un
Consiglio Comunale tematico
e con più mezzi pubblici di
collegamento tra parcheggi e
centro storico;
Il nostro impegno è quindi di
cercare una soluzione per il
rilancio del centro storico sia
in chiave turistica che commer-
ciale
Treviso è una bellissima città,
capoluogo di provincia, ha un
proprio aeroporto, è vicina a
Venezia, è quindi in una po-
sizione strategica per essere
un polo di attrazione turistica.
2.Assicurare un maggiore
impulso alle politiche di valo-
rizzazione delle piazze;
3.Il centro storico deve punta-
con la presenza dell’associa-
zione dei commercianti, incon-
tro finalizzato ad affrontare le
problematiche del centro stori-
co di Treviso, sopra elencate,
con l’obiettivo realisticamente
conseguibile di
re sulla qualità delle merci e
dei servizi offerti promuoven-
do un progetto specifico per
il piccolo artigianato locale;
4.Allargare l’offerta merce-
ologica nel senso di tendere
ad offrire un ventaglio com-
avviare un confronto aperto
nelle sedi istituzionali per un
nuovo patto fra istituzioni,
strutture economiche, cittadini
che unanimemente condivi-
dono la necessità del rilancio
della città di Treviso.
D e m o c r a t i c i I n F e
D e m o c r a t i c i
I n
F e s t a
Ivan Celotti

La Festa Democratica Provinciale di settembre

è stata una bella Festa! Questa volta la ragio-

nevolezza ha superato il pessimismo. C’erano mille motivi per non lanciarsi in que- sta avventura perché … erano vent’anni che non si faceva più una Festa di partito, non avevamo esperienza, era troppo tardi per co- minciare, non c’erano i volontari, ci saremmo

trovati sempre i soliti quattro gatti a tirare la carretta … e così via de-motivando. Eppure … eppure c’erano questi due fatti che

Eppure … eppure c’erano questi due fatti che via via emergevano; gli iscritti comunicavano la propria

via via emergevano; gli iscritti comunicavano

la propria disponibilità a dare una mano in

ci

interpellavano: il primo la richiesta presen-

cucina, a tavola, al bar; i simpatizzanti, ad-

te

ed incalzante: “ Ma tu Partito Democratico,

dirittura durante la Festa, chiedevano se c’era

che sei il nostro partito, dove sei?”; il secondo

bisogno di una mano e con simpatica disin-

la

voce degli iscritti che, se gliene fosse stata

voltura indossavano il grembiule per servire in

data l’occasione, si sarebbe fatta sentire.

tavola. C’erano anche coloro che per turno ed

E così è accaduto.

Le riflessioni su questa festa riguardano i con- tenuti e l’organizzazione. Poiché l’obiettivo della Festa era creare un’oc- casione di dibattito culturale e di approfondi- mento sui temi politici del lavoro, della legali- tà, della cittadinanza e dei diritti alla salute, ogni giornata era caratterizzata dall’incontro con l’autore di una pubblicazione e dalla trat- tazione di un tema: si sono alternati incontri pubblici con parlamentari del Partito e con al- tre forze dell’ambiente sociale. Particolare in- teresse hanno suscitato gli spettacoli proposti, partecipati sia dal punto di vista numerico che per la qualità degli interventi, che prolungava-

no le serate in un dibattito diretto tra il pubbli- co e i relatori. Una serata è stata dedicata ai vari gruppi mu- sicali giovanili, presenti in città, manifestazio-

ne che ha avuto un notevole successo, compre-

sa l’assegnazione di un premio per la miglior esibizione. L’organizzazione ha saputo mettere insieme la partecipazione di consiglieri e quadri di Partito, con l’ appassionata adesione di tanti iscritti e simpatizzanti. Tutti hanno collaborato inserendosi in diversi ruoli e adattandosi alle diverse necessità: non ultima la guardiania notturna. I sindaci ed assessori del Partito Democratico dei vari comuni della provincia garantivano la loro presenza per risolvere i problemi che na- scevano in corso d’opera; i circoli del territorio aiutavano alla soluzione delle difficoltà che

orari non vedevamo: gli invisibili. Alcuni si fer- mavano durante la notte per presidiare l’am- biente; altri giungevano al mattino per prov- vedere alle pulizie; altri ancora arrivavano a mezzogiorno per ricevere i fornitori; infine la squadra d’assalto che dal pomeriggio in poi gestiva la serata.

E’ stato questo insieme di politici, amministra-

tori, dirigenti e volontari a generare il clima di accoglienza per tutti gli 11 giorni della Festa, con allegra e briosa passione. Oltre 136 sono state le persone coinvolte nella gestione diretta dell’evento. La loro, ha potuto essere una gene- rosa ed efficace partecipazione sia per 5 ore che per 50, sia per 1 giorno come per tutti i giorni della Festa, perché era stata prevista an- zitempo una creativa pianificazione dei turni

di lavoro.

Questa Festa Democratica Provinciale è stata una decisione del Partito, che ha mostrato ca- pacità nell’individuare gli obiettivi, competen- za organizzativa, presenza nel territorio, abi- lità gestionale e coinvolgimento degli iscritti.

obiettivi, competen- za organizzativa, presenza nel territorio, abi- lità gestionale e coinvolgimento degli iscritti. 12
RIVOLUZIONE COGNITIVA Doretta Carli direttivo PD Treviso
RIVOLUZIONE COGNITIVA
Doretta Carli
direttivo PD Treviso

Sul quotidiano La Repubblica di domenica 29 settembre 2010 il sociologo francese Alain Touraine sostiene che a livello europeo stiamo vivendo tre crisi. Dopo la crisi finanziaria culminata nel 2008 col tracollo della banca Lehman Brothers a New York che ha colpito duramente Stati Uni- ti , Gran Bretagna e non solo, è esplosa nel 2010 una crisi economica e di bilancio, so- prattutto europea : la Grecia è stata sull’orlo del fallimento, ma la catastrofe rischiava di

estendersi anche in altri paesi. La terza crisi dell’Occidente, afferma Touraine,è l’assenza di un progetto di società. Gli stati europei sembrano incapaci di proporre una politica che contemperi ge- stione economica,riduzione della spesa pubblica,miglioramento del gettito fiscale e la ripresa della crescita senza la quale nessun ri- sanamento dei bilanci è possibile. “L’Europa si trova senza un modello di svilup- po, senza un progetto per il futuro”. Eppure le priorità del XXI secolo sono note:

convergenza dei diritti dell’economia con quelli della natura, integrazione, pari opportunità,diritti delle minoranze. Questi nodi cruciali influenzano la convivenza sul pianeta e possono metterne in pericolo la sopravvivenza. Questa premessa mi pare necessaria prima di passare ad alcune considerazione sulla poli- tica di casa nostra e in particolare su quella del PD. Si rimprovera spesso al PD di non avere finali-

tà chiare, di non sapere proporre un modello

politico che dovrebbe tradursi in cambiamenti

di mentalità, stili di vita, eticità, giustizia, re-

distribuzione della ricchezza. Non è solo re- sponsabilità del nostro partito , né del mancato carisma del suo leader e/o dei suoi dirigenti. Il fatto è che i problemi da affrontare, quelli di cui la politica deve necessariamente occuparsi

, sono ineludibili: il “ busillis” è come affrontar-

li, con quali mezzi, con quali strategie e con

quali finalità. Poiché viviamo in una società complessa bisogna predisporre molteplici pos- sibilità di soluzione.

In un periodo di crisi l’imponderabilità degli

eventi deve farci consapevoli che non può esistere una sola strada da percorrere e che

quindi per poter governare l’imprevisto e arri- vare ad una soluzione soddisfacente per tutti è necessario un alto tasso cognitivo sia individuale che collettivo.

E’ necessaria una rivoluzione cognitiva: il sapere

è diventato un dovere. Per essere all’altezza del- le sfide della post-modernità bisogna conoscere, ma questo sapere deve essere etico e impegna- tivo. A livello individuale saper governare il pro- prio destino presuppone una conoscenza che nasce dall’esperienza delle sconfitte, dalla sof- ferenza, dal dolore, ma in una “società liquida”, per governare la nave nella tempesta, nel mare delle correnti occorre il massimo della fortezza morale sorretta da regole e leggi valide per tutti.

Per reggere l’imponderabile è necessario darsi delle regole, ma per reggere l’incessante muta- mento che caratterizza la nostra epoca ci vuole il massimo della flessibilità. Quindi massima fortezza e massima flessibilità, nel rispetto di norme giuste e condivise. Si sente dire frequentemente che non ci sono più ideologie: credo non sia vero. Non ci sono

più le grandi ideologie totalizzanti che preten- devano di spiegare e governare il mondo, ma

ci sono tante ideologie parziali e limitate, frutto

di un conformismo massificato che ci induce a desiderare solo ciò che vuole il consumismo di mercato . E’ triste pensare che, un tempo, il mo- dello di grandezza della società era l’eroe, ora per incarnare “un’utopia di successo” basta una velina.

Rivoluzione ? Si, ma etica e cognitiva

era l’eroe, ora per incarnare “un’utopia di successo” basta una velina. Rivoluzione ? Si, ma etica

F i l o

D i r e t t o c o n i l G r u
D i r e t t o
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G r u p p o
C o n s i l i a r e
IL
BILANCIO
DI TREVISO CITTA’
Giovanni Tonella Consigliere Comunale
Giovanni Tonella
Consigliere Comunale
Treviso, il che ci permetterà anche di motiva-

Treviso, il che ci permetterà anche di motiva-

re

meglio le proposte del Partito Democrati-

co

di Treviso che si sono concretizzate anche

quest’anno in molti emendamenti al bilancio. Andiamo con ordine:

1) vi è una notevole contrazione del bilan- cio, – una accentuata contrazione sia sul lato

delle entrate che su quello delle spese. Infat-

vi è una riduzione sul lato delle entrate di 24.685.453,14 euro, in gran parte derivanti

ti

Il 22 dicembre il consiglio comunale di Trevi-

da

un minor introito dal titolo IV, relativo alle en-

so

ha approvato il bilancio previsionale 2011.

trate derivanti da alienazioni, trasferimento ca-

tro nei bilanci di questi ultimi anni, e la cifra

Il

bilancio è sempre il documento più impor-

pitale e da riscossione crediti (13.917.136,91

tante per comprendere l’identità e le finalità dell’azione politica di una Giunta. L’analisi del processo di formazione del bilancio, della sua composizione, dei rapporti interni delle varie funzioni descrivono il modo di vedere la città, l’idea di città che l’amministrazione ha

davanti a sé e motiva le sue scelte, le finalità dell’azione politica della giunta comunale e del sindaco in primo luogo, il peso politico delle varie componenti della giunta. Insomma

euro), e dal titolo II, concernente le entrate da contributi e trasferimenti (4.672.487,34 euro), ove si può misurare l’effetto Tremonti di ridu- zione dei trasferimenti da parte dello Stato, ben meno 4.160.048,19 euro. Infine c’è da segnalare una notevole diminuzione delle en- trate extratributarie di ben 6.049.494,48 euro, entrate in genere sempre sottostimate peral-

zero per il titolo V accensione prestiti. Sul lato

bilancio è una fonte privilegiata per com- prendere la politica e la fase politica.

il

della spesa abbiamo una riduzione molto si- gnificativa delle spese in conto capitale, ossia delle spese di investimento: una diminuzione

Ovviamente il bilancio non ci dà solo informa-

di

22.560.479,13 euro. D’altro canto è pale-

zioni preziose sul profilo dell’azione politica

se

l’arresto della macchina delle opere pub-

di

chi governa (nel caso di Treviso della Lega

bliche finanziata dall’espansione edilizia. Si

soprattutto le funzioni di gestione del territorio

e

dei suoi alleati – in consiglio comunale il PDL

comprende bene come questa diminuzione in-

e l’IDV sui generis di Cianci), ma ci fa com- prendere – in questa fase di avvicinamento al così tanto decantato federalismo fiscale – il peso del’azione del Governo centrale e della

cida sullo sviluppo cittadino in termini negativi. Inoltre sulle spese correnti vi è un arretramento nella spesa di ben 6.281.864,73, che colpisce

Regione (e della provincia ma in maniera mi-

e dell’ambiente, dell’amministrazione generale

nore) sulle scelte del Comune. Pertanto si deve

, e in misura minore le funzioni dell’istruzione

essere consapevoli della centralità di questo passaggio. Partendo da questa consapevolezza possiamo evidenziare tre caratteristiche del bilancio di

pubblica e del settore sociale. 2) In un quadro di riduzione e contrazione del bilancio, si tratta di segnalare delle insuf- ficienze da un lato prodotte dalla tendenza

incrementale del bilancio e dalla fase di “ristrettezze delle finanze degli enti locali”, ma dall’altro certamente prodotte

da un profilo culturale, mi rife- risco ad esempio alla scarsa incidenza di spese di qualità sul lato ambientale, in parti- colare per quanto riguarda il tema fondamentale del rispar- mio energetico. Nel mondo si stanno moltipli- cando le esperienze di cittadi-

ne e città che stanno investen-

do ingenti risorse, anche in termini di capitale sociale di

cittadinanza attiva, nella dire- zione di una transizione verso un’economia verde. Nell’insieme poi il bilancio non mostra una grande azio- ne strategica, né in termini

di quantità né in termini di

qualità, per quanto concerne le funzioni della cultura e so-

prattutto del turismo e delle at- tività economiche; inoltre sulla spesa sociale ci sono ancora margini di miglioramento e manca l’istituzione di un fondo speciale anticrisi. Infine, come abbiamo spesso notato, con- siderando lo storico avanzo che ogni esercizio produce, è diminuibile l’addizionale irpef comunale. 3) Infine si può sottolineare la mancanza a) di un lavoro di affiancamento ai tradizionali documenti del bilancio, alme-

no in termini parziali o speri-

mentali di forme di rendicon- tazione innovative sociali, di genere o ambientali e l’as- senza

b) di forme di costruzione del bilancio partecipate, e/o di e-democracy e cittadinanza digitale. Su questi aspetti è evidente che serve anche operare in termini di investi- menti, ma è fondamentale, soprattutto, il mutamento del-

la cultura politica.

Passiamo agli emendamen- ti: il gruppo del PD anche quest’anno, come negli anni precedenti, ha sviluppato una proposta di emendamenti per orientare la spesa maggior-

mente in termini sociali, cultu- rali e ambientali. Quest’anno sono stati depositati 6 emen- damenti sottoscritti dai consi- glieri Caldato e Grigoletto,

e 34 dal consigliere Tonella.

Sono stati ammessi 7 di que- sti ultimi emendamenti, e 3 sono stati approvati dal Con- siglio comunale (pronta ac- coglienza donne, contributo all’asilo nido, acquisto libro per le scuole elementari). Purtroppo non sono stati ac- colti gli emendamenti am- messi sulla bonifica siti, sulla tutela del territorio, sugli inter- venti in favore dei senzatetto, e dell’Ipab Appiani, senza considerare i rimanenti emen-

damenti non ammessi, tutti

improntati da un profilo a fa- vore dell’intervento per miglio- rare la qualità della vita e aiu- tare le fasce sociali più deboli (sostegno ai fitti equo canone, manutenzione scuola elemen- tare, assistenza scuola elemen- tare, erogazione minimo vita- le, sussidi e borse di studio, contributo scuola materna, concorso rette centro infanzia, spesa per nidi integrati, trasfe-

rimento per mantenimento mi- nori, spesa per ricoveri, spesa per assistenza domiciliare, as- sistenza domiciliare, progetto trasporto gratuito per anziani, borse di studio per detenuti, manutenzione canali e fossati, fondo miglioramento pattuglia notturna, incremento raccolte biblioteca, contributi associa- zioni sportive, contributi per risparmio energetico).

Gli emendamenti e le propo- ste del Partito Democratico te- stimoniano un impegno mosso da una idea moderna, sociale ed ecologica della città di Tre- viso. Un impegno che continua e che è e sarà il nocciolo della proposta politica del centrosi- nistra per migliorare la città e che può mobilitare tutte quelle forze sociali e sensibilità cul- turali che vogliono giustizia, innovazione e qualità.

Provinciale

Congresso provinciale UN PD ADULTO !
Congresso provinciale
UN PD ADULTO !
Roberto Grigoletto
Roberto Grigoletto

Un partito unito. Un Pd più forte. E’ quello uscito dal percorso congressuale provinciale,

conclusosi il 24 ottobre scorso con il rinnovo

di tutti i coordinamenti di circolo, la nomina

dell’Assemblea provinciale e la riconferma di Enrico Quarello alla segreteria provinciale. La

mozione Innovazione, merito, solidarietà ha ottenuto l’83% del consenso degli iscritti. In- negabile il riconoscimento al lavoro svolto dal segretario uscente in questi primi due anni e mezzo di vita del Partito democratico a Trevi- so: un tempo non esente da difficoltà, fatiche

e sfide ma nello stesso tempo ricco anche di conquiste, piccole e grandi.

Il risultato congressuale traccia ora un percor-

so preciso e ambizioso, attraverso il quale si

andranno a declinare le tre parole chiave: in- novazione merito solidarietà. Saranno questi i

principi guida ai quali informare linea politica

e programmi amministrativi. In particolare sa-

ranno messi al centro: una continua e puntua-

le

conoscenza dei bisogni e dei comportamen-

ti

delle persone; un’efficiente organizzazione

del partito; una classe dirigente e dei candi-

dati validi; una strutturale predisposizione alla concretezza; una progettualità che rispecchi

le reali aspettative della gente e che si con-

cretizzi in un programma politico misurato e attuabile.

Il lavoro, nei prossimi quattro anni, non man-

cherà e il nostro Circolo saprà offrire il pro- prio contributo anche per la responsabilità alla quale è stato chiamato nel governo del partito a livello provinciale: sedici iscritti al Pd comunale sono stati eletti nell’Assemblea

iscritti al Pd comunale sono stati eletti nell’Assemblea Enrico Quarello Segretairo Provinciale provinciale (Walter
Enrico Quarello Segretairo Provinciale
Enrico Quarello
Segretairo Provinciale

provinciale (Walter Agnolin, Valentina Comin, Doretta Carli, Fabrizia Franco, Eugenio Galli- na, Roberto Grigoletto, Liana Manfio, Giovan- ni Manildo, Cristina Meli, Marilisa Meneghel, Ombretta Toldo, Antonella Tocchetto, Giovan- ni Tonella, Marco Zabai, Guerrino Zanini, Lui- gi Zoccarato).

Quattro sono stati poi nominati nella Direzione provinciale del partito: il nostro segretario co- munale Giovanni Manildo, insieme a Fabrizia Franco, Antonella Tocchetto e Guerrino Zanini, oltre ai membri di diritto (Stefano Pelloni, se- gretario provinciale dei Giovani democratici e Roberto Grigoletto, capogruppo nel Comune capoluogo).

Ora l’obiettivo immediato sono le elezioni provinciali: il Pd si dovrà impegnare in una campagna elettorale serrata e all’ultimo voto in ciascuno dei ventotto collegi in cui è stato suddiviso il territorio provinciale, tre nel nostro Comune. Al nostro circolo spetta il compito di far guadagnare al Partito democratico il più ampio consenso, mettendo in campo, nelle scelte politiche e amministrative locali- come recita la mozione congressuale – “il coraggio della radicalità e dell’innovazione, per defini- re proposte di intervento su temi oggi priorita- ri, quali: il sostegno ai consumi e in favore dei prodotti locali; il supporto alle piccole e medie imprese e all’innovazione del sistema produtti- vo locale; il supporto al lavoro, in particolare quello giovanile, con interventi di sostegno ala flessibilità e riduzione della precarietà, nonché per la riduzione dell’impatto sociale della cri- si; l’aiuto al risparmio e al credito per aziende

S ì n o i p o s s i a m o ! c
S ì
n o i
p o s s i a m o
!
c o n g r e s s o
c o m u n a l e
G d
Tr e v i s o
Francesco Berra Segretario Gd Comunale

Cari democratici e care demo-

dall’amministrazione leghista.

credo infatti che si possa parla-

lavorare.

cratiche,

Che la Lega non faccia della

E poi se noi, fin da oggi, ci im-

oggi mi trovo ad iniziare questa nuova esperienza, mi trovo ad essere il vostro nuovo segretario. Il segretario è una figura molto

cultura una delle colonne por- tanti del suo programma credo sia riconosciuto da tutti. Non

pegneremo, lavoreremo, dedi- cheremo parte del nostro tempo libero, sicuramente saremo in grado di far nascere qualcosa.

importante nella nostra giova-

re

di cultura con delle persone,

A questo proposito voglio leg-

“Quando abbiamo superato

anche figure istituzionali, che

gervi le parole di una persona

nile. E’ un punto di riferimento, una sorta di guida fisica e mo-

rale per tutto il gruppo. E’ quella persona che si prende la respon- sabilità del successo o meno della nostra realtà; allo stesso tempo però è espressione di tutti

invocano la pulizia etnica nei confronti di “culatoni” e stranie- ri. E’ un dato di fatto. Allo stes- so tempo però è sconvolgente che la Lega non abbia per lo meno finto di interessarsi della

che ha fatto del sogno e della speranza le basi della sua espe- rienza politica:

delle prove apparentemente

noi, di quello che facciamo, è un “primus inter pares”, non un

cultura, come si è visto nel risi- ko immobiliare che ha coinvol-

insuperabili; quando ci hanno detto che non eravamo pronti

“princeps”.

to

la città in questi ultimi mesi,

o

che non dovevamo provare o

Tutto questo per dire che, da

dove non c’è stato non dico

che non potevamo, generazioni

parte mia, non c’è e non ci sarà

un edificio, ma nemmeno una

di

americani hanno risposto

mai alcuna intenzione di decide- re arbitramente linee politiche o

stanza destinata alla “cultura” o a noi giovani.

con una semplice frase che rias- sume lo spirito di un popolo.

iniziative relative ai Gd, poiché

A

noi quindi spetta il compito

Sì, noi possiamo.

non fa parte dello stile né dei

di

rilanciare la nostra città, di

Questa frase era scritta nei do-

È

stata mormorata dagli schiavi

Giovani Democratici né tanto meno del Partito Democratico stesso. Il bellissimo aggettivo democratico che caratterizza

promuovere eventi culturali de- stinati a tutta la cittadinanza, ma soprattutto ai giovani, cosa che non sarà tanto facile, con-

cumenti fondatori che dichiara- vano il destino di un paese. Sì, noi possiamo.

il nome del nostro partito deve

essere rispettato in ogni nostra singola azione, dalle più bana-

li alle più complesse, cosa che qualcuno di dimentica troppo spesso.

A questo punto che cosa voglia-

mo fare concretamente nella no- stra città? Quali sono i nostri obiettivi?

Treviso è una città d’arte. Non

è solo la roccaforte della lega.

E’ anche un importante polo culturale, che vanta monumen- ti, chiese, palazzi invidiati da tutte le altre città italiane. E’ un ambiente culturale che esprime figure del calibro di Marco Pa- olini e Marco Goldin, che per ragioni ben ovvie non possono lavorare in casa. Nostro obbiettivo sarà quindi di rilanciare questa nostra bellissi- ma città, di riportarla ai “tempi d’oro”, cancellati e dimenticati

siderando che avremo di fronte due grandi ostacoli:

-un primo, rappresentato dagli

stessi giovani, ovviamente non dai ragazzi che oggi sono pre- senti qui, ma da tutti quelli che fanno parte della generazione

della piazza, dello spritz, che fanno dell’apatia e del disin- teresse uno stile di vita. Dovre- mo aprirci a loro, dovremo far amare la politica a loro!

-un secondo, rappresentato dall’amministrazione comuna- le, che sottolineo essere leghi-

sta. In questi anni abbiamo avuto la prova di come non abbiano in alcun modo incen- tivato alcun progetto culturale, tanto meno se proposto da noi. Con questa analisi non voglio essere pessimista, ma sempli- cemente realista, in quanto trovo estremamente necessario comprendere il contesto cultu- rale nel quale ci troveremo a

e dagli abolizionisti, aprendo

uno spiraglio di luce verso la libertà nella notte più buia. Sì, noi possiamo.

Lo hanno cantato i migranti

che lasciavano terre lontane e i

pionieri che progredivano verso ovest nonostante una natura spietata. Sì, noi possiamo.

È

che si organizzavano in sinda- cati; delle donne che lottavano

per il diritto di voto; di un presi- dente che ha fatto della Luna la nostra nuova frontiera; e di un

re che ci ha portato in cima alla

montagna e ci ha mostrato la strada verso la Terra promessa. Sì, noi possiamo avere giustizia

e uguaglianza. Sì, noi possia-

mo avere possibilità e prospe- rità. Sì, noi possiamo guarire questa nazione. Sì, noi possia- mo riparare questo mondo.”

stato l’appello degli operai

A ROMA , con l’ ITALIA CHE VUOLE CAMBIARE Giovanni Pistolato Gd treviso
A ROMA , con l’ ITALIA
CHE VUOLE CAMBIARE
Giovanni Pistolato Gd treviso

Qui a Treviso noi giovani del Pd ci sentiamo spesso isolati, inutile negarlo, perché l’ambiente non ci è certo favorevole, anzi, siamo nella pro- vincia più leghista d’Italia. A volte è deprimente pensare a come siamo percepiti dalla maggior parte della gente di qui. Stando solo a Treviso, si potrebbe fare il terribile errore di credere che sia così dappertutto. Andare a Roma è stato di forte incoraggiamento anche per questo motivo. Per noi giovani, la manifestazione nazionale dell’11 dicembre è stata infatti un’eccellente oc- casione per toccare con mano che non siamo soli, e quanto sia sentito dalla gente il bisogno di dare una svolta all’attuale modo di fare politica.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche han- no il dovere di adempierle con disciplina ed onore Ecco, penso che tutte le persone che stava- no in piazza con noi l’11 dicembre fossero mosse principalmente dal bisogno di ribadi- re questo concetto. A forza di sembrare no- iosi e scontati, ma sono convinto che un gior- no potremmo dire con orgoglio di non essere stati complici, anche solo col voto, di questo vuoto culturale e morale che ci sta screditan- do anche al di fuori dei confini nazionali.

Spesso si associa alle manifestazioni l’idea del disordine, della violenza, del teppismo, e bene

Foto di Luca Grespan
Foto di Luca Grespan

Quello che sconsola dell’attuale classe dirigen- te e di questa maggioranza non è in realtà la diversa appartenenza politica, anzi; magari ci fosse lo spazio per un dibattito su idee differenti. Quello che sconforta è la pressoché totale man- canza di un’etica pubblica, il disconoscimento delle basi morali sulle quali dovrebbe fondarsi l’azione politica, e spesso anche il mancato ri- spetto di valori che fino a non molto tempo fa non sarebbero mai stati messi in discussione. La nostra Costituzione all’art 54 dice:

che vada, quando tutto ciò manca, si parla di fannulloni che non avevano null’altro da fare quel giorno che scendere in piazza. Ebbene, io che ero a Roma l’11 dicembre posso dire che non solo si è vista una folla ordinata e pacifica, ma si è anche avuto di modo di assistere a una grande espressione di impegno civile. E’ vero, scendere in piazza a manifestare non forse è la più nobile tra le forme di impegno civile, tant’è che a molti fa comodo dipingerla come rozza:

è comunque un modo importante e significativo

Foto di Luca Grespan
Foto di Luca Grespan

per esprimersi, per far sentire la propria presen- za. Ce n’è bisogno, specie in questo periodo, dove ormai la gente sembra assuefatta dall’at- tuale stato di cose e l’indifferenza regna sovrana.

La giornata dell’11 dicembre non è stata però solo un’occasione per mostrare disappunto

e dissenso o per cercare di dare una spallata

dalla piazza al governo che pochi giorni dopo avrebbe chiesto la fiducia della Camera. Infat-

ti, nel discorso del segretario Pierluigi Bersani in piazza San Giovanni abbiamo ascoltato molti propositi e proposte per rilanciare il Pa- ese, a partire dall’aumento dalla tassazione delle transazione finanziare: oggi in Italia le transazioni finanziarie sono tassate al 12,5%, quando invece l’aliquota più bassa dell’Irpef

è al 23%. Tutto questo è assurdo. Il reddito

da lavoro non può essere tassato più di una qualsiasi transazione finanziaria, e soprattutto, come ha affermato giustamente Bersani “quello che ha provocato la finanza lo paghi la finan- za e non lo si scarichi per anni e anni su chi

non c’entra nulla e sulle nuove generazioni”.

E ancora, sempre sul lavoro: “a parità di costo

per l’impresa un’ora di lavoro precario non co- sti meno di un’ora di lavoro stabile e per chi non è coperto dalla contrattazione ci sia un salario minimo per legge”. Molto apprezza- bili poi le valutazioni sulla necessità di tenere unito il Paese, di non aumentare il già ampio divarico tra nord e sud, realizzando un “fede- ralismo responsabile congegnato per unire”, così come il proposito di diminuire il costo della

politica, “portandolo alla media europea”, e di costruire finalmente un sistema giudiziario effi- ciente e rapido per tutti i cittadini, e non solo congeniale o comodo per un’unica persona.

I numeri della manifestazione? Non li conosco, del resto il partito non li ha resi pubblici, e ha scelto bene, evitando la solita sterile polemica con la Questura. Quel che è certo è che piazza San Giovanni era piena, uno spettacolo davvero emozionante. Un incentivo per andare avanti, e per continuare la nostra attività di giovani demo- cratici anche qui, a Treviso.

Un incentivo per andare avanti, e per continuare la nostra attività di giovani demo- cratici anche