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Interventi del Consigliere Comunale dott.

Daniele Tagliabue di Sevesoviva


al Consiglio Comunale del 29 Settembre 2008 sul punto all’Ordine del Giorno
“Approvazione delle linee programmatiche dell’azione di governo”

Domanda
.
Nella prima bozza di programma, quella che ci avete consegnato il 30/6, l’Assessore Galli aveva
scritto un impegno molto importante: "Sarà rimarcata la ferma opposizione alla realizzazione di
sottopassi veicolari e ciclopedonali che sono, per definizione, contenitori di insicurezza".
Il gruppo Lega Nord, con le osservazioni depositate il 31.07.2008, non solo ha ribadito
l’importanza di questa frase nel programma ma ha giustamente sottolineato la necessità che il
programma non contenga altre frasi equivoche su questo tema.

Noi condividiamo questa preoccupazione tanto che il nostro Comitato tecnico ha motivato con dieci
osservazioni, esposte in venti pagine di ricorso depositato da 106 cittadini di Seveso al TAR di
Milano, i motivi per i quali il sottopasso sud sarà un danno per la viabilità di Corso Isonzo, Via
Cascina Rossa, Via don Sturzo, Via Mezzera, Corso Garibaldi, Via Cavour.

Il sottopasso sud sarà inoltre un danno sicuro per l’interramento sia come tempi di realizzazione che
come problemi di cantiere.

Purtroppo invece questa frase è scomparsa nel programma che ci proponete di approvare stasera e
sono comparse altre frase equivoche.

Io chiedo all’Amministrazione di motivare perchè questa frase è stata tolta


e chiedo ai consiglieri della maggioranza se intendono emendare o no il programma reintroducendo
questa frase.
Osservazioni al programma

Chiedo che l’intervento venga messo a verbale integralmente


Le nostre osservazioni non sono state consegnate entro il 31/7 perchè dopo aver assaggiato la
qualità del dialogo che ci avete offerto il 1/7 ci sembrava giusto leggerle in Consiglio.
Il Gruppo della Lega ha giustamente scritto nelle sue osservazioni che vuole assoluta chiarezza sul
no ai sottopassi. Invece l’amministrazione ci ha consegnato un programma nel quale è stata tolta la
frase di ferma opposizione alla realizzazione di sottopassi che avevano messo nella prima bozza.
Figuratevi cosa potevano valere le nostre osservazioni.
Le mozioni che abbiamo presentato a Giugno contenevano già degli spunti di programma, come la
sincronizzazione dei semafori di Via Adua e Via De Gasperi o la predisposizione di un sistema
proprietario per la raccolta sistematica dei tempi sui passaggi a livelli.
Non li avete colti perché, evidentemente, preferite copiare il vostro programma da altri.

Ma veniamo alle osservazioni. Le nostre partono dal tema delle risorse.


E’ un tema fondamentale. Infatti nel vostro programma c'è un ritornello: “compatibilmente con le
risorse disponibili”.

L’avevo già detto in occasione della discussione del Bilancio consuntivo:


serve un piano che riduca la dipendenza del nostro bilancio dalle concessioni edilizie.
Oggi quasi il 50% delle spese correnti iscritte nel nostro bilancio è pagato con denaro che arriva
dalle concessioni edilizie: stiamo vendendo la terra per pagare il personale.
E’ incredibile che in questo programma non vi sia alcun piano dell’Amministrazione per ridurre
questa dipendenza.

Ma è ancora più incredibile che il Comune di Seveso regali la sua risorsa più preziosa: il territorio.
Noi regaliamo a Fondazione Lombardia uno dei pochi territori comunali di pregio per averne in
ritorno, forse tra 60 anni (superficie di 2000 mq costruita per 1200 mq data in diritto di superficie
fino al 31/12/2062 – a estinzione l’edificio diventa di proprietà comunale), un rudere da rifare. E per
farci cosa ?
Un archivio-biblioteca, un archivio che viene venduto ai cittadini come fosse un centro di ricerca.

Mentre Regione Lombardia approva una deroga per costruire una autostrada nel Bosco delle
querce, accanto alle vasche, con un impatto notevole in termini di vibrazioni, noi abbiamo una
amministrazione talmente annullata che non è neppure capace di rivendicare che questo archivio
venga costruito nel luogo ideale deputato ad accoglierlo, cioè l’area già cementata a parcheggio
interna al Bosco delle Querce.
Sevesoviva non discute dell’opportunità di accogliere l’archivio della Fondazione, anche se oggi
l’informazione scientifica usa internet.
Noi mettiamo in discussione il sito che è stato scelto per costruirlo: il parcheggio Schwarzenbach è
una delle poche aree che ha un valore particolare per le casse comunali.

Il territorio di Seveso è fra i più densamente popolati d’Europa e noi crediamo che sia venuto il
momento di verificare seriamente le regole che stanno determinando l’utilizzo di questa risorsa a
scopo edilizio.
La verifica delle regole con un nuovo PGT richiede un serio lavoro di confronto ma nel frattempo il
territorio non deve essere alla mercè degli appetiti speculativi delle imprese edili.
Per questo, noi chiediamo una moratoria immediata sull’uso di aree ancora libere, cioè non coperte
da fabbricati, e che vengono concesse per la realizzazione di nuovi edifici. Una moratoria fino
all’approvazione del nuovo PGT che dovrebbe rispondere a criteri di saggezza che ultimamente si
sono persi. Altrimenti arriveremo ad un Piano di Governo del Territorio senza territorio.

Il territorio è una delle principali risorse dell’ente pubblico


e la sua gestione richiede principi da perseguire con decisione.
Uno di questi principi è che le strade e le aree pubbliche non sono box privati.
Occorre scardinare questo fenomeno crescente.
Oggi si preferisce lasciare l’auto in strada perché la strada costa meno.
Disincentivare la strada come box privato favorisce la creazione e l’uso di aree attrezzate per la
sosta a pagamento, a tariffe normali per chi parcheggia l’auto per tutto il giorno, come i pendolari, e
a tariffe ridotte per i residenti.
Disincentivare la strada come box privato significa liberare spazi per i marciapiedi, significa
permettere una sosta gratuita solo se breve e questo è indispensabile per tutto il terziario.
Significa anche incentivare la costruzione di box, un argomento interessante anche per le decine di
immobiliari che sono i principali negozi di Seveso.

La seconda risorsa sono i recuperi di efficienza che si ottengono solo migliorando la produttività dei
nostri dipendenti.
Vi faccio solo un esempio: Sevesoviva e il PD hanno chiesto e ottenuto di accedere al protocollo
comunale da un terminale che mostra data e oggetto dei documenti protocollati.
A questo terminale, l’Amministrazione ha voluto togliere la possibilità di vedere i documenti.
Quindi se un Consigliere comunale che ha diritto di accesso, per legge, a tutti i documenti
comunali, vuole esercitare il suo diritto deve muovere almeno 3 segretarie che dopo vari giri
burocratici e circa una settimana gli forniscono una fotocopia del documento che vuole visionare.
Capisco la necessità di fare ostruzione all’opposizione ma è chiaro che, in questo tipo di
organizzazione, il personale non basta mai.
Allora capisco perchè, nell’era di internet, mentre in comuni simili al nostro, come Cavriago, i
cittadini possono richiedere i certificati con una mail o un fax o una telefonata e il certificato viene
consegnato direttamente a casa senza costi aggiuntivi a Seveso, si mette in programma di
potenziare la pianta organica, assumere nuovo personale, e rivedere la dislocazione degli uffici.
Io lavorerei per razionalizzare le procedure e fare un sito comunale con i servizi che servono ai
cittadini. Un sito internet con più servizi e meno propaganda.

Il secondo tema fondamentale sono le opere. Urbanistica, lavori pubblici e grandi opere
I progetti pubblici spesso falliscono perchè c’è una bassa considerazione dei cittadini. Un’alta
considerazione di chi progetta e una bassa considerazione di chi dovrà usare le opere pubbliche.
Provate a chiedere ai cittadini quanto sia importante per loro la realizzazione dell’archivio della
Fondazione. Nell’indagine che abbiamo fatto prima delle elezioni, su 400 questionari restituiti
compilati, non ce n’era uno che la citava.
E questo nonostante i ripetuti annunci fatti da Galbiati per anni.
Quell’edificio soddisfa qualche bisogno personale, qualche bisogno politico, non i bisogni della
popolazione. I bisogni della popolazione sono mobilità, sicurezza, pulizia, assistenza, educazione.
E guardate che gli abitanti di un territorio vedono molto più lontano dei propri amministratori.
Quando nel ’77 gli abitanti di Seveso hanno bloccato la Superstrada per evitare la costruzione
dell’inceneritore a Seveso avevano visto lontano. Oggi le ricerche dicono che la strada maestra per
il trattamento dei rifiuti non è l’incenerimento ma il riciclo perchè l’incenerimento produce diossine
cioè problemi di salute. Non avevano ancora in mano la ricerca di Plos Medicine che certifica uno e
uno solo dei problemi creati dalla diossina. Eppure i cittadini di Seveso nel ‘77 hanno fatto la scelta
giusta. Tanto che li avete messi addirittura sui pannelli del Bosco delle Querce mentre manifestano
vivacemente in piazza Duomo.
Oggi invece chi alza la voce per chiedere scelte lungimiranti viene tacciato di inciviltà.
I nostri cittadini sono la prima e più grande risorsa della nostra città.
La loro unità di popolo è la prima grande forza dell’Amministrazione.
E’ per questo che non possiamo prenderli in giro approvando un programma di 3 righe su
Pedemontana.

Il progetto preliminare di Pedemontana ha tutti i problemi che ci avete impedito di illustrare al


consiglio comunale di Luglio:
1. ci saranno due soli ingressi alla viabilità veloce sui quali si concentreranno flussi oggi
distribuiti su sei ingressi, e uno di questi in Via Vignazzola sul territorio di Seveso. Pensate
che per distrarre l’attenzione dal problema sono arrivati addirittura a chiamarlo svincolo di
Meda.
2. ci sarà un grave scadimento nel collegamento con Milano per l’abbassamento a raso degli
incroci della strada sostitutiva di Superstrada: una operazione opposta a quella in atto sulla
Novedratese dove si creano incroci su piani separati a fronte di un uguale flusso di 30.000
veicoli/giorno. Uno scadimento che porterà alla migrazione di traffico su strade intercomunali
come la vecchia comasina.
3. ci saranno 3 km di galleria tra Meda e Bovisio soggetti a code frequenti per la congestione di
Superstrada nel tratto rimanente tra Bovisio e Milano
4. una carenza di capacità di Superstrada, nel tratto tra Bovisio e Milano, a fronte di un
incremento di veicoli che la useranno per quello che Pedemontana stessa definisce effetto
spugna; nè la progettata Rho-Monza sarà in grado di ovviare a questi problemi.
5. ci saranno gravi problemi di cantierizzazione per i lavori di scavo superficiale previsti per
costruire le gallerie di Pedemontana nel tratto tra Meda e Bovisio; 5 anni e 5 milioni di mc di
terra da spostare tutta della zona B;
6. a opera finita ci sarà un grave incremento dell’inquinamento atmosferico e acustico;
7. e l’impossibilità tecnica di realizzare l’interramento ferroviario della Seregno-Saronno a
Baruccana di Seveso per l’interferenza con le gallerie di Pedemontana

Questa opera l’hanno approvata i vostri partiti più Marzorati, e l’hanno promossa sui giornali nel
2004 con il famoso titolo “Pedemontana a noi conviene” senza averne capite le conseguenze.

Oggi su questo tema scrivete 3 righe nelle quali chiedete di allargare Superstrada a 3 corsie.
E’ una soluzione che non condividiamo per molti motivi:
1. ci si avvicina troppo alle case alcune delle quali dovrebbero essere rimosse;
2. si muovono almeno 100 mila metri quadri di terreni carichi di diossina, e lo dimostrano le
ricerche fatte da Pedemontana;
3. si autorizza un traffico in superficie che porta un fiume di polveri sottili triplo di quello che
esiste oggi, un inquinamento acustico continuo che coprirà una fascia di almeno 200 metri
dall’asse stradale, anche se mettete barriere acustiche di 5 metri. E a 200 metri, da un lato
c’è il centro di Baruccana e dall’altro il Bosco delle querce. Di quali azioni di tutela della
salute volete parlare ai nostri cittadinni quando consentite un aerosol eterno di questo
livello?
4. non si risolvono i problemi connessi alla carenza di ricettività di Superstrada verso Milano
per cui andare a Milano diventerà un incubo molto più di quanto lo è oggi;
5. si aggravano i problemi di Via Vignazzola.

Poi ci sono i motivi per i quali quest’idea non è accettabile da Pedemontana e da Cesano Maderno.
Sono motivi sui quali è inutile dilungarsi perchè ricordiamolo, che in 9 mesi da quando è stata
lanciata dal vostro amico Della Frera, le 3 corsie sono rimaste un’idea non giustificata da alcuna
documentazione seria.

Dovreste presentare progetti credibili per Pedemontana


e dovreste presentare progetti credibili per l’interramento.

Il Sindaco ci ha detto che intedete usare la maieutica, cioè far tirar fuori i progetti dagli altri.
Signori, quando Ferrovie nord tirerà fuori i suoi progetti, lo farà per giustificare i suoi interessi
ed il suo interesse principale è quello di restare in superficie.
Il primo passo in questa direzione Regione Lombardia lo ha già fatto: a Ottobre 2007 ha affidato a
Ferrovienord i nostri centromila euro per uno studio comparato tra interramento e sottopassi:
altro che progetto preliminare per l’interramento !
Le conclusioni dello studio ve le anticipo: dirà che l’interramento è la scelta strategica ma che i
sottopassi sono la scelta urgente. E’ il piano delle Nord che mandato dopo mandato trova sempre
nuovi interpreti. Prima Galbiati e Marzorati oggi voi.
E così mentre a Busto Arsizio con 15 milioni di euro versati dal Comune su un totale di 40 milioni
hanno interrato i binari di Ferrovie Nord mentre a Ferrara un interramento uguale al nostro lo stanno
facendo con 42 milioni di euro e in terreni con falda freatica affiorante, a Seveso aspettiamo la
maieutica.

Nel programma amministrativo non serve la filosofia, dovevate scrivere i passi che servono per
raggiungere l’obiettivo dell’interramento. E poiché i passi in questo programma non ci sono,
significa che l’obiettivo lo state già mancando.
Come avete mancato la revoca del sottopasso: una promessa strumentale fatta agli elettori solo per
ottenere un voto che non state rispettatando.
La prima cosa che dovete fare non è creare un gruppo di lavoro, come ha chiesto la Signora Belotti
a Ferrovienord. La prima cosa che dovete fare è individuare una società di ingegneria ferroviaria
che vi garantisca le competenze tecniche necessarie per poter parlare a pari dignità con Ferrovie
Nord. E con questa sviluppare un progetto.
Dovete progettare voi quello che volete per Seveso.
Dovete approfondire voi i problemi.
Dovete lavorare voi sulle ipotesi di finanziamento.
E per trovare i soldi, ci vuole prima un progetto, come hanno fatto a Busto Arsizio e come hanno
fatto a Ferrara.
Su Pedemontana, è dal 10 Luglio che abbiamo pronta una proposta che consentirebbe di ottenere
grandissimi vantaggi
1. vantaggi di tipo viabilistico e funzionale
2. vantaggi di tipo costruttivo
3. una riduzione di costo del tratto B2 di circa 100 milioni di euro
4. una riduzione nell’uso di territorio di oltre 200 mila metri quadri
5. un risparmio per l'utenza di 25 milioni di euro di carburanti ogni anno
6. l’immissione di 15.000 tonnellate di Co2 in meno ogni anno
7. il superamento di tutti i problemi legati alla movimentazione dei terreni inquinati.
Se vi interessa fatecelo sapere, perché quando volevamo esporla nel convegno programmato per il
10 luglio, ci avete incolpato di intralciare le vostre trattative segrete!
Abbiamo avuto la pazienza di rimandarlo.
Ma quello che abbiamo letto in questo programma oggi non vi rende più credibili.

E ora parliamo del Commercio, che gode o soffre della capacità di gestione dell’urbanistica.
La ricchezza di una città è sempre stata proporzionale ai suoi traffici. E’ una regola decretata dalla
storia. Il commercio tende a stabilirsi dove c’è passaggio: il commercio è alimentato dai passaggi e
alimenta questi passaggi. Togliete i passaggi ammazzerete il commercio.

Limitate i passaggi al solo passaggio pedonale e ammazzerete il commercio.


Un passaggio pedonale talmente ricco da alimentare un'area commerciale si realizza solo se esiste
una tale concentrazione di persone e di servizi di trasporto pubblico che si può rinunciare al
trasporto privato: stiamo parlando di casi che si contano sulle dita di una mano in Italia.
E non è certamente il caso di Seveso.
Seveso, in centro, ha molti più edifici istituzionali che commerciali.
Ha un'urbanistica più distribuita che concentrata. Ha una molteplicità di centri.

Osservate dove ha resistito quel poco commercio che ancora esiste.


Ha resistito sulle arterie di flusso. Il flusso pedonale che dal parcheggio Schwarzenbach va alla
stazione, i flussi veicolari che dal centro vanno verso la Superstrada attraverso Via Borromeo, Via
Manzoni e Via San Martino. Il flusso di Via Cacciatori delle Alpi.
Senza passaggio non c'è commercio.
Invece il concetto di commercio che prevale in questa Amministrazione, come nella precedente, è
che il commercio è arredo urbano, vetrine disegnate sui muri.
Il commercio è l’unico modo per accorciare le distanze che ciascuno deve fare per soddisfare i suoi
bisogni.

I negozi non sono trompe l'œil. Il commercio sono imprese. Sopravvivere nel commercio è una
sfida continua. E vi parlo per esperienza. Con la mia famiglia abbiamo sempre combattuto
credendo sempre nella possibilità che Seveso potesse non rinascere ma almeno resistere.
Abbiamo sempre investito sulla città. Anche quando piazza Confalonieri è rimasta per anni un
luogo spettrale, simbolo di un fallimento totale.

E' per questo che se pensate di ricostruire una vitalità commerciale basandovi su eventi
estemporanei avete già fallito: gli eventi aiutano la promozione di una città, non c’è dubbio, ma un
terziario vivace c’è solo in una città ben organizzata, accessibile, sicura, ricca di servizi per chi si
sposta.
O si è realisti nel riconoscere la vocazione della propria città o si applicano modelli che non hanno
senso. Come il modello della pedonalizzazione.

Non possiamo fare i difficili su quale tipo di flusso è necessario per la sopravvivenza del commerio
a Seveso ma alcune, poche regole devono essere chiare, ben applicate e in modo deciso.
E' da bandire il flusso di automezzi pesanti. Non ci si spiega come possa ancora esserci un flusso
continuo di attraversamento fatto da betoniere e camion di alcune cave della zona che attraversano
regolarmente in centro. Questi flussi non ammazzano il commercio, ammazzano le persone,
ammazzano i nostri figli che vanno a scuola e che non possono andarci in bicicletta perchè
sarebbero matti i genitori che li lasciano andare. La tecnologia per filtrare questi attraversamenti
impropri esiste: si chiamano rilevatori automatici di targhe.
Basta usare qualche ingegnere in più e qualche dirigente in meno.
Volete favorire realmente il commercio locale ? Riorganizzate il sistema dei parcheggi concependo
Seveso come un sistema unico che va da Corso Garibaldi a Via Ortles con regole semplici e chiare:
sosta gratis massimo 1 ora, soste a pagamento per tempi lunghi come quelli dei pendolari.
E poi non si capisce perchè mentre chi usa i mezzi pubblici per andare a lavorare può fare
chilometri a piedi, i nostri bancari pretendano di parcheggiare gratis davanti alle loro agenzie.
Parcheggi gratis a tempo lungo solo in zone molto periferiche. E controllateli.
Oggi invece ereditiamo un sistema assurdo che fa pagare la sosta breve e finge di non vedere la
sosta lunga.
E ancora: volete favorire realmente il commercio locale ? Cominciate a tassare seriamente la
distribuzione dei giornali commerciali dei grandi gruppi che inondano le nostre cassette postali.
Ne avrà un vantaggio il commercio locale, i cittadini e anche le casse comunali.

Infine un appunto sul capitolo Salute e Ambiente: per avere un ambiente sano occorre incenerire il
meno possibile, cioè occorre raccogliere il più possibile in modo differenziato. Oppure, come
stanno facendo dove la tecnologia sanno usarela, occorre raccogliere in modo indifferenziato e
avere impianti di separazione.
Noi invece andiamo verso il raddoppio dell’inceneritore di Desio.
Abbiamo una raccolta differenziata intorno al 60% . Abbiamo una incidenza di 2 milioni di euro
su un bilancio di circa 12 milioni di euro che è circa il 15%. Abbiamo esternalizzato il servizio ad
Aspes e così non abbiamo neanche i parametri utili per una valutazione di efficienza.
Mi aspettavo qualcosa di più serio nel programma su questo tema visto che abbiamo velleità a
candidarci come sede dell’assessorato provinciale all’ambiente.

Concludo con un appunto di metodo


Il dialogo può nascere se si riconosce una irripetibilità, un originalità in ogni persona.
Il dialogo nasce quando si è aperti a chi si ha di fronte.
Il dialogo nasce se chi parla ha qualcosa di interessante da dire.
Senza questo riconoscimento reciproco non esiste dialogo e non esiste sussidiarietà.
Esiste solo lo sfruttamento reciproco: io ti do i soldi tu mi garantisci il consenso.
Io ti garantisco la gestione di un servizio tu mi garantisci il consenso.
A questo, spesso, è stata ridotta la sussidiarietà a Seveso.
La cartina di tornasole del vostro concetto di sussidiarietà è il confronto politico: qui la sussidiarietà
è un termine insensato e il dialogo inesistente.
Quello che Formigoni, Alemanno e tutti i vostri alfieri della sussidiarietà proclamano come
principio di rapporto, viene comunemente ridotto alla strumentalizzazione dell’altro per mantenere
il proprio potere.
La vera sussidiarietà è fondata su una libertà che non potete accordare a chi non vi garantisce il
consenso.
Non potete ammettere la libertà di una informazione fatta di dati.
Per questo non pubblicate i Bilanci, nonostante vi sia un obbligo di legge.
Non potete ammettere la libertà di far conoscere quello che dicono o non dicono i consiglieri
comunali.
Per questo non pubblicate i verbali e li riducete a delle sintesi incomprensibili.
Volete che la realtà che arriva al cittadino sia quella rappresentata dall'informatore comunale.
E' quello che fecero Galbiati e Marzorati.
E in effetti voi rappresentate una tale continuità con questo modo di far politica che il Presidente
Vaccarino, dimenticando di avere un ruolo istituzionale, lo ha affermato chiaramente sui giornali:
«Siamo la continuazione di quella politica che è stata portata avanti in questi dieci anni».

I cittadini invece rivendicano quegli strumenti di sovranità popolare che la costituzione gli
attribuisce, che la Vostra politica sta negando e che con questo programma non avete intenzione di
dare.
Dichiarazione di voto

I Consiglieri di maggioranza stanno per approvare un programma che gli toglie qualsiasi possibilità
di opporsi ai sottopassi.

Stanno dando alla Giunta il potere di fare quello che vuole su questo tema.

Stanno approvando uno scenario di questo tipo: tra un mese Ferrovie nord presenterà un piano di
interramento da Seveso a Mariano Comense con un preventivo tra i 250 e i 300 milioni di euro.
Regione Lombardia dirà che in futuro si farà l’interramento, ma che adesso non ci sono i soldi.
La Giunta toglierà la sospensiva al sottopasso sud.
E Marzorati avrà realizzato il suo programma.

Io voterò contro questo programma.