Sei sulla pagina 1di 7

FACOLTA DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI

CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI CULTURALI


LABORATORIO DEI MATERIALI DI ORIGINE ORGANICA

MATERIALI ORGANICI CORSO DI CONSERVAZIONE E RESTAURO DI MANUFATTI TESSILI ANNO ACCADEMICO 2010 2011 LEZIONE 1 - INTRODUZIONE AL RESTAURO DEI MANUFATTI TESSILI ANTICHI

Lopera darte e le osservazioni preliminari Ci siamo mai chiesti perch un manufatto diviene opera darte? Cosa ha di cos particolare? Ebbene loggetto darte qualunque esso sia, dal dipinto, al tessile, alla scultura, ha dei valori e dei contenuti che lo rendono unico nel suo genere, e che si trasmettono attraverso i secoli, facendone la sua storia. Questi valori talvolta vengono modificati da cause accidentali, come ad esempio la cattiva conservazione o da interventi invasivi effettuati da persone poco competenti nel settore. A questo punto, entra in gioco la figura dello storico e quella del conservatore che hanno lo scopo di capire questi valori, facendo un atto critico di lettura dellopera e solo successivamente si potr procedere allatto pratico. In virt dellunicit dellopera, si cerca di conservala tutelandola in ogni sua parte, in modo tale da offrire la sua fruizione nel tempo, cercando di evitare eventuali alterazioni o deterioramenti. La conservazione pu essere accompagnata da un intervento di restauro, effettuato solamente quando necessario e seguendo una metodologia di base. Quando si restaura si deve tenere conto che non deve essere un intervento standard perch ogni pezzo deve essere trattato singolarmente, per i problemi che presenta. Altra peculiarit del restauro la reversibilit. Infatti, se necessario, si deve avere la possibilit di effettuare lo smontaggio del nostro intervento in qualsiasi momento, anche in virt del fatto che pu essere sostituito da un provvedimento pi idoneo. Un tasto dolente riguarda le integrazioni. I tessili possono presentare lacerazioni, buchi, strappi, che determinano una perdita di contenuti nellopera. In genere si preferisce evitare lintegrazione, perch si possono creare tensioni tra il materiale antico e quello nuovo, malgrado abbiano delle caratteristiche simili tra loro. Tuttavia anche se sconsigliata, a volte viene comunque effettuata. Oltre al problema delle tensioni, vi da considerare che un integrazione fatta bene, ma effettuata su zone abbastanza estese pu dare luogo ad una falsificazione Il restauro di un manufatto tessile un intervento molto delicato che presuppone dei preliminari fondamentali per la scelta di un eventuale procedimento di restauro. Le informazioni fondamentali da raccogliere sono il tipo e le dimensioni, la natura e lestensione dei degradi, eventuali rammendi, alterazioni passate e se possibile risalire alla storia dellopera in esame. Questa serie di osservazioni prende il nome di stato di conservazione e pu essere corredata da documentazioni grafiche dove si rilevano tutte le varie problematiche del manufatto. Inoltre bene accompagnare ogni intervento da una scheda di restauro. Questa fase preliminare in genere caratterizzata da un attenta osservazione visiva effettuata, se possibile, anche tramite apparecchi ingranditori come i microscopi stereoscopici. La fase successiva a questo studio la documentazione fotografica che si effettua
Tel. 091 6398684 Cell. 3289162706 email alombardo@unipa.it Web unipa.it/restauro.laurea

prima durante e dopo il restauro. In genere si includono anche dei particolari. A seconda dei committenti si devono realizzare delle fotografie in formato diapositiva sia in bianco e nero sia a colori. Ad esempio lo standard richiesto dalla Soprintendenza il bianco e il nero e il formato delle diapositive di 6x6 o ancora di 24x24 o 13x18 tutto in triplice copia, sia prima che durante e a fine intervento. La pulitura Lo sporco, le macchie e la polvere sono i principali agenti di degrado dei manufatti tessili La pulitura pu rappresentare un delicato momento in cui si stabilizza lo stato di conservazione dei tessili antichi. Tuttavia la pulitura deve essere fatta con una certa cura per ottenere dei buoni risultati sia estetici che conservativi e soprattutto deve essere tale da sottoporre il meno possibile lopera darte allo stress dellintervento. Quindi condizione necessaria la consapevolezza che lintervento di pulitura giover alla sopravvivenza del tessuto. Prima di procedere con lintervento di pulitura necessario conoscere la tipologia di fibra che caratterizza il tessuto, perch a seconda dellorigine si hanno delle reazioni differenti a contatto con lacqua, il calore ed eventuali solventi. Inoltre uno tra i principali problemi della pulitura la stabilit dei coloranti sulle fibre. Infatti alcuni talvolta possono essere solubili con solventi come lacqua o altro.

Principali tipologie di sporco definito sporco del materiale fuori posto che si trova aderente al tessuto. Nei tessuti antichi bisogna stare molto attenti a rimuovere lo sporco, perch nel tempo pu diventare unevidenza storica. Un esempio possono essere i disegni preparatori dei ricami. Detto questo importante sottolineare come alcune tipologie di sporco possono essere trattate in maniera diversa. Ad esempio lo sporco particellare che aderisce al tessuto per elettrostaticit pu essere rimosso tramite apparecchiature che sfruttano laria, come il macro e il miscroaspiratore. Talvolta lo sporco solubile solo con acqua o altri solventi. il caso, ad esempio, di macchie di sudore, di colla, di amido e quanto altro. Invece per quanto riguarda il sangue, i depositi proteici, i prodotti di decomposizione del corpo, possono essere trattati con enzimi che digeriscono la macchia. Tuttavia bisogna stare molto attenti perch sia la seta sia la lana sono di natura proteica e sono facilmente attaccabili dagli enzimi. Alcune macchie come la ruggine possono essere trattate con acidi riducenti, mentre le macchie dinchiostro si possono trattare con acidi ossidanti. Tuttavia bisogna essere consapevoli del fatto che si utilizzano degli acidi su fibre e tessuti con un determinato stato di conservazione. Per finire da sottolineare che ci sono alcune tipologie di sporco resistenti a qualsiasi trattamento. LA PULITURA AD ARIA. Premessa difficile, anche dopo anni di esperienza, riconoscere le tipologie di macchie. Tuttavia si pu risalire alla categoria di appartenenza: sostanza di natura grassa, oleosa, zuccherina, salina e materie coloranti. Una prima ipotesi di individuazione si ha gi nelle osservazioni preliminari e lintervento pi idoneo da seguire losservazione al microscopio. E fondamentale nel restauro effettuare il minimo intervento valutando lo stato di conservazione del tessuto.
2 Tel. 091 6398684 Cell. 3289162706 email alombardo@unipa.it Web unipa.it/restauro.laurea

La pulitura ad aria si effettua con particolari apparecchiature: il macro e il microaspiratore che sfruttano lazione aspirante. Fisicamente laria sbatte sullo sporco particellare del tessuto determinando uno spostamento delle particelle aderenti allopera. Questo tipo di intervento in genere la fase preliminare dei successivi trattamenti, perch rimuove lo strato superficiale dello sporco. da considerarsi un ottimo metodo di manutenzione per tessuti soggetti alla polvere: il caso delle tappezzerie, delle poltrone e dei tappeti. LA PULITURA CHIMICA La pulitura chimica un intervento che permette di solubilizzare lo sporco tramite solventi. Il grado di solubilizzazione dello sporco dipende dalla forza di adesione tra lo sporco e il tessile e la forza di coesione tra le molecole del tessuto e quelle del solvente. Ad esempio, lo sporco debolmente legato al tessuto che ha una buona coesione pi facile da rimuovere senza danneggiare eccessivamente il manufatto. I solventi adoperati nel restauro dei tessili sono pochissimi, di origine organica e in soluzione acquosa. I procedimenti di pulitura sono molto simili. La rimozione di sporco si pu avere tramite solubilizzazione, ammorbidimento, emulsione, sospensione e trascinamento di depositi indesiderati. Lazione dei solventi dovuta alla capillarit dei liquidi che consente loro di penetrare nelle fibre dove vi lo sporco. Lacqua, a differenza dei solventi organici, fa rigonfiare le fibre. Ad esempio il lavaggio di un tessile in una soluzione detergente acquosa spesso pi efficace rispetto ad altri solventi, perch si ha un rilassamento e un rigonfiamento delle fibre con una fuoriuscita delle particelle di sporco e la solubilizzazione del materiale estraneo. Tuttavia questo trattamento va usato con cautela poich pu essere la causa di solubilizzazioni di tinture e appretti e variazioni dimensionali, che possono compromettere seriamente la stabilit di un tessuto. Esistono dei tessuti di cui a priori andrebbe evitato il lavaggio, come, ad esempio, stoffe che hanno la presenza di filati membranacei (la cui accia pu essere di carta), la seta non ritorta, dipinti a tempera o acquerello, elementi fissati con colle solubili in acqua, velluti, i ricami con imbottiture sensibili allacqua, tessuti il cui stato di conservazione non permette un immersione in acqua, materiali sensibili allacqua (carta, cuoio, pelle, cartone ecc) opere costituite da pi tessuti che hanno reazioni differenti nel bagno, soprattutto se fissati da cuciture. La pulitura con solventi organici non indicata poich poco efficace con gli zuccheri, sali e per le corrosioni metalliche. La sbiancatura, il trattamento con enzimi le macchie causate dallumidit richiedono il trattamento in soluzione acquosa. Nei casi in cui sono necessari entrambi gli interventi, preferibile fare un trattamento con solventi e poi quello in soluzione acquosa, in modo tale da rimuovere eventuali residui di solventi e ripristinare quel tasso di idratazione che le fibre in parte perdono con i solventi. IL LAVAGGIO IN SOLUZIONE ACQUOSA. Il lavaggio un processo chimico-fisico dinamico rappresentato dallequilibrio: tessuto sporco + acqua tessuto + soluzione acquosa contenente sporco.

Lacqua un solvente che riesce a solubilizzare, ammorbidire e gonfiare alcune sostanze organiche come gli zuccheri, i sali, gli amidi, le gelatine e molte sostanze coloranti. Lacqua adoperata in conservazione deve risultare purificata e si pu realizzare in due modi: la distillazione o la deionizzazione, perch in origine lacqua di presenta dura ovvero ha quantit rilevanti di ioni di
3 Tel. 091 6398684 Cell. 3289162706 email alombardo@unipa.it Web unipa.it/restauro.laurea

calcio, magnesio, cloro CO , HCO. Lacqua trattata in questo modo non d origine a depositi insolubili col sapone perch i sali di sodio sono solubili; parte dei sali tuttavia pu ridepositarsi sul tessuto nel corso dellasciugatura. Una tra le principali caratteristiche di una soluzione lavante quella di bagnare il tessuto e lo sporco. Se lacqua non in grado di farlo, occorre unaltra sostanza. In tal caso i detergenti sono dei prodotti che aumentano lazione del liquido pulente. I detergenti, conosciuti anche come saponi, abbassano la resistenza interfacciale tra il liquido e la superficie. Si tratta di un processo che pone a stretto contatto due superfici e che comporta una riduzione della forza intermolecolare (coesione) di una soluzione lavante e la diffusione della soluzione sulla superficie tessile. Quindi la prima fase quella di bagnare il tessuto, dopo di che vi la penetrazione della soluzione detergente tra il tessuto e lo sporco. Quando si effettua una immersione in acqua, con o senza tensioattivi, bisogna valutare a priori lo stato di conservazione del manufatto e se permette un simile trattamento. E necessario studiare anche la tipologia del tessile perch alcuni componenti, come ad esempio filati metallici membranacei possono ulteriormente degradarsi a contatto con lacqua. Un altro aspetto da non sottovalutare anche quello di porre attenzione a zone particolarmente fragili che durante il lavaggio possono staccarsi dalla loro sede originaria. In questi casi bisogna bloccare temporaneamente queste zone con particolari tessuti. Ultimo fattore, ma non meno importante, laccortezza da porre quando si adoperano solventi o tensioattivi nel bagno. Occorre valutarne la quantit necessaria e soprattutto effettuare dei risciacqui a fondo sullopera perch eventuali residui di queste sostanze sui tessili possono degradare ulteriormente le fibre. La smacchiatura Ci sono dei casi in cui possibile intervenire con trattamenti locali senza fare uso di un lavaggio vero e proprio, sono tutte quelle situazioni in cui si presentano delle macchie. Se si interviene con un solvente bisogna accertarsi di farlo evaporare prima di adoperarne eventualmente un altro. E importante che la smacchiatura sia effettuata prima di un eventuale immersione in acqua del manufatto, poich lo sporco si accumula nei bordi della zona trattata. Il tavolo a depressione che riesce ad ovviare al problema solo in parte. Le macchie pi frequentemente presenti sui tessili sono: a) gore prodotte da acqua; b) macchie derivate da materie coloranti come tinture e inchiostri; c) sostanze che contengono elementi corrosivi che possono degradare la fibra, come ad esempio la ruggine; d) depositi solidi. I primi tre gruppi richiedono di essere trattati con acqua e qualche additivo o sbiancante particolare. Tra le macchie pi ricorrenti vi sono anche la macchie di colla, in genere ad occhio nudo o tramite microscopio. Se le colle sono di origine naturale, di norma non sono solubilizzabili in maniera totale, ma possono essere trattate con solventi come lacqua che ammorbidiscono la colla che poi pu essere rimossa meccanicamente tramite bisturi. Tuttavia ci sono casi in cui lamido e la colla vecchia possono richiedere dei trattamenti speciali come luso di enzimi. Le colle sintetiche sono molto difficili da rimuovere e lintervento da realizzare in genere di tipo meccanico, valutando lo stato di conservazione del tessuto. Intervento tramite enzimi
4 Tel. 091 6398684 Cell. 3289162706 email alombardo@unipa.it Web unipa.it/restauro.laurea

Lintervento con enzimi una possibilit ulteriore per rimuovere depositi di sostanze organiche, vegetali e animali che hanno impregnato tessuti di lino e cotone. Con i tessuti in lana, seta e lino degradato vanno utilizzati con molta accortezza. Gli enzimi adoperati nel restauro possono essere classificati in tre categorie: a) gli amilasi, che rimuovono colle di pasta e di amido; b) le proteinasi, utili per rimuovere macchie di latte, colle animali e depositi di sangue; c) i lipasi, che rimuovono macchie di origine grassa, importante sottolineare che alcuni di questi enzimi sono pi efficaci in ambiente alcalino, altri in ambiente basico e altri in ambiente neutrale. Quindi prima di procedere con un trattamento tramite enzimi necessario valutare attentamente il tipo di fibra, la natura del deposito e lo stato di conservazione del manufatto tessile, in modo tale da non danneggiarlo. La sbiancatura I tessuti bianchi e in maniera particolare i merletti, possono presentare una situazione di ingiallimento pur con un precedente intervento di pulitura. Lingiallimento dei merletti in genere dovuto allinvecchiamento della fibra cellulosica, ma non si certi sui processi che provocano una simile reazione. I trattamenti di sbiancatura attualmente utilizzati sono di due tipi: per riduzione o per ossidazione. Nel primo caso si tratta di sfruttare lossigeno nascente di alcuni solventi come ad esempio lacqua ossigenata. Nel secondo caso la sbiancatura per riduzione pu essere utile quando ad esempio ci sono macchie di ruggine. I solventi che si possono utilizzare sono: lacido ossalico che ha linconveniente di essere molto lento come reazione oppure lacido fluoridrico. Lazione sbiancante un trattamento da effettuare con la massima cautela perch non prolunga la vita del manufatto tessile, ma rivolto pi che altro a migliorarne laspetto estetico. La pulitura dei filati metallici Nei tessili antichi frequente trovare luso di filati metallici usati come trame. In genere il filato metallico costituito da una o pi leghe. Lo strato pi nobile, ovvero quello superficiale, costituito da un lega di oro e argento che si pu perdere con lintervento di pulitura. La pulitura dei filati metallici molto rischiosa e spesso si realizza per un aspetto prettamente estetico. Ogni intervento realizzato sul filato metallico si ripercuote sul tessuto, quindi la pulitura dei filati metallici tra gli interventi pi difficili. I sistemi pi frequenti di pulitura sono di tre tipi: chimico e fisico. Il sistema chimico prevede di trattare i fili con particolari sostanze come lacqua distillata, oppure soluzioni diluite di ammoniaca o acide di Thiourea. Ci sono stati dei casi in cui le sostanze organiche o i lavaggi hanno permesso una discreta pulitura di filati corrosi. Il metodo fisico prevede luso di strumenti che effettuano unazione abrasiva sul filo metallico. Questo tipo di intervento se pur efficace pu essere deleterio sotto un altro aspetto, e cio che lazione meccanica degli strumenti pu rimuovere oltre alla corrosione anche lo strato pi esterno della lamina metallica.

IL CONSOLIDAMENTO
5 Tel. 091 6398684 Cell. 3289162706 email alombardo@unipa.it Web unipa.it/restauro.laurea

Il consolidamento tende a recuperare la robustezza e la solidit del tessuto. importante che la solidit recuperata sia del tessuto pi che del sistema espositivo, poich questo potrebbe essere rimosso per questioni di studio, di emergenza o altro. Inoltre bisogna valutare i sistemi espositivi perch possono danneggiare ulteriormente i tessili come nel caso del vetro e dei materiali chimicamente inerti. Il consolidamento pu essere di tre tipi a seconda dello stato di conservazione e del tessuto: ad ago, tramite resine, a pressione. Il consolidamento ad ago un intervento di restauro riservato a tessili in buono stato di conservazione, e prevede la riapplicazione di elementi decorativi e parti staccate come ad esempio lancoraggio di fili metallici e trame slegate o fissate in maniera precaria. Il contatto prolungato dei tessili con atmosfera inquinata causa soprattutto nelle cuciture un decadimento maggiore. Ad esempio negli arazzi gli stacchi di cotone o di seta sono quelli che si spezzano con pi facilit e questo pu degenerare se non si provvede al consolidamento. Il consolidamento ad ago tramite supporto. Esistono delle situazioni in cui lo stato di conservazione del tessile necessita dellapplicazione di un supporto. il caso di lacune pi o meno estese, di zone particolarmente indebolite e quanto altro. In questi casi si pu scegliere di applicare al manufatto antico un supporto che pu essere parziale o totale a seconda del degrado dellopera. Lapplicazione di questi supporti pu essere effettuata in vari modi che dipendono dal grado di decadimento molecolare delle fibre, dal livello di integrit del manufatto, dal tipo e dalle dimensioni delloggetto e dalla futura collocazione e utilizzazione. A seconda del degrado meccanico dellopera il restauratore pu decidere di procedere con lapplicazione di un supporto a cucito o tramite adesivi. Lapplicazione di supporti a cucito ha lo scopo di ristabilire lequilibrio compromesso dai degradi. La condizione affinch possa essere attuato un intervento di consolidamento ad ago una buona resistenza meccanica da parte del tessile, in modo tale da sostenere lapplicazione del supporto. Inoltre il materiale degradato deve essere in grado di mantenere il cucito. Come per la pulitura, anche per il consolidamento si deve seguire la teoria del minimo intervento. In genere i supporti adoperati sono parziali. Diventano totali quando si pu compromettere la stabilit dellopera, oppure loggetto deve essere rimontato in tensione. Inoltre i supporti parziali hanno la funzione di ricostituire lequilibrio interrotto dai degradi, mentre con il supporto totale la reazione ad ogni sollecitazione si delega al supporto stesso. Tecnicamente il tessuto una struttura ortogonale e ad intervento ultimato le tensioni si trasferiscono attraverso i punti di cucitura al supporto e viceversa. E per questo motivo che nella scelta dei supporti si tiene conto dellarmatura e della tipologia di tessile. La relazione tra i due strati deve essere tale da tenere conto dellortogonalit, ovvero gli orditi devono essere allineati con gli orditi e le trame con le trame. Lesecuzione dei punti di fermatura deve essere fatta in maniera regolare, e dove effettivamente necessaria. Laspetto positivo di un intervento a cucito la sua reversibilit tuttavia ha delle controindicazioni con la flessibilit del tessuto, la quale si riduce in maniera direttamente proporzionale alla rigidit del supporto, al numero dei punti e alla tensione conferita al filato.. .

Supporti temporanei a sandwich


6 Tel. 091 6398684 Cell. 3289162706 email alombardo@unipa.it Web unipa.it/restauro.laurea

Col supporto a sandwich il tessile degradato viene posto tra due strati di tessuto, uno dei quali trasparente, di un colore simile a quello del tessuto degradato, fissati da cuciture lungo i bordi esterni e nei degradi. Lunico neo di questo particolare procedimento che la parte protetta da questo supporto pu essere poco visibile soprattutto a luce radente. Ed poco consigliabile per opere tridimensionali perch non si pu avere una buona adesione tra i due strati. Questo tipo di intervento utile quando bisogna fare degli interventi temporanei, ad esempio per immagazzinare, oppure anche per fissare zone particolarmente degradate, come ad esempio i bordi di un frammento in casi di immersione in acqua. Supporti con resine Lintervento con resine risulta essere una buona alternativa, se non lunica, nel caso in cui il degrado molecolare tale da non permettere la supportazione e la fermatura a cucito. In questo caso la supportazione si effettua con materiali estremamente leggeri, facendoli aderire sul retro del manufatto con resine, o tessuti gi resinati, sfruttando la pressione o il calore. Laspetto positivo di questo intervento il tempo di realizzazione, molto pi rapido rispetto ad un normale consolidamento ad ago; in contrapposizione a questo, si deve considerare che la resina pur essendo un materiale reversibile, ha una penetrazione pi o meno parziale sulle fibre e ci potrebbe rendere difficile un eventuale rimozione nel futuro, nonch una perdita di flessibilit nel manufatto. Supporto a pressione Il supporto a pressione adoperato nei casi in cui il tessile ha uno stato di conservazione tale da non poter permettere il suo trasporto e presenta una vulnerabilit in caso di emergenza. Il supporto a pressione consiste nel porre il tessuto in leggera pressione tra due superfici fermate perimetralmente da graffette. Le superfici in questione possono essere in vetro o in plexiglas. Il manufatto tessile visibile sia sul fronte sia sul retro, ed facilmente trasportabile. Lunico neo di questo intervento che non pu essere adoperato per opere tridimensionali: ricami, tessuti di grandi dimensioni, perch difficile mantenere la pressione e poi si pu compromettere il rilievo del tessile. Il supporto a pressione deve essere posto in ambienti dove vi un continuo controllo dei parametri climatici, perch in caso contrario si potrebbero sviluppare microrganismi

7 Tel. 091 6398684 Cell. 3289162706 email alombardo@unipa.it Web unipa.it/restauro.laurea