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Corso di formazione neoassunti 2006/2007

Casiraghi luca MINEO 039

Relazioni tra docenti e dirigenti La palestra contesa

I protagonisti della vicenda in questione sono Giovanna, una docente con 16 anni di servizio, particolarmente attiva e sempre propensa al voler promuovere iniziative innovative, stimata dalle famiglie ma come spesso accade contrastata a volte da colleghi. Il "gruppetto" di docenti che durante il collegio quasi si diverte intrattenendosi con "sorrisetti e battutine" . Il dirigente scolastico, preoccupato di non riuscire a sorreggere la quantit di lavoro imposto da tutte le trasformazioni della riforma scolastica. Un docente che, nostalgico probabilmente di una scuola intesa solo come "passaggio di informazioni", si agita e si abbandona a frasi che appartengono a un altro momento del mondo scolastico. Il sindaco e il presidente della Fortitudo. Elenco: 1) il dirigente scolastico, per tutte le strategie adottate al caso. 2) Il sindaco, a mantenere la disponibilit di collaborazione con la scuola, purch riconoscesse il diritto della Fortitudo a svolgere il corso con le modalit ed i tempi gi programmati. 3) Il presidente della Fortitudo, nel richiedere la convocazione del comitato dei genitori per discutere la questione. 4) Giovanna, per aver avuto una reazione esagerata durante i vari passaggi. 5) il collegio docenti che, in questa occasione, non offre una buona immagine di s perch appare frettoloso nel progetto. 6) il gruppo dei docenti che partecipano all'attivit (che, a mio parere, commette l'errore di schierarsi senza valutare qualche opportunit d'intervento)

Breve commento. Dopo aver analizzato il caso proposto della "Palestra contesa" alla base di tutto prevale in me subito il pensiero dell'importanza della relazione che deve esistere tra la scuola e il mondo esterno con cui dialogare cercando di creare relazioni serene che possano favorire l'organizzazione generale della scuola.

Alcuni dirigenti e alcuni docenti che lavorano presso una stessa scuola oltre un certo periodo, percepiscono lo spazio scolastico come qualcosa di propria appartenenza, pretendendone anche a volte la "dovuta" gestione. L'idea di Giovanna con tutti i limiti dovuti, apprezzabile perch comunque ha anche lo scopo di creare il gruppo mettendo in relazione gli insegnanti in modo differente. Quello che sicuramente subito si contrapposto a ci che poteva essere un obbiettivo positivo, stato l'atteggiamento particolarmente reattivo durante il primo inconveniente di percorso. Trovo equilibrata e ponderata la scelta fatta dal dirigente scolastico che ha giustamente cercato un punto di incontro delle parti, mediando in modo sereno ma determinato. Un altra carenza poi data anche dal disagio che nasce spesso dalla disinformazione delle famiglie nei confronti della scuola, sulle sue scelte e sulle possibilit di relazione con il territorio; alcune di loro per completa mancanza di interesse, altre perch inserite in un contesto che vede, per motivazioni concrete, sia la madre che il padre impegnati in orari di lavoro che impediscono l'instaurarsi di un rapporto di comunicazione continuo, come quello che sarebbe auspicabile per collaborare al raggiungimento del successo scolastico del figlio. Il Presidente della Fortitudo, tra l'altro genitore coinvolto nella scuola, sembra disposto a dialogare (se ne fosse stata data l'opportunit), ma si lascia trascinare nel conflitto, pur partendo da una richiesta seria e motivata rivolta al recupero dei ragazzi a rischio. Premessa la difficolt di risanare il conflitto, credo che l'unico atteggiamento positivo da parte di tutti i protagonisti della vicenda potrebbe essere quello di cercare soluzioni che possano promuovere ambedue le attivit e contemporaneamente migliorare i rapporti all'interno del team docenti, incrementando sempre di pi rapporti proficui con il mondo esterno. Inoltre, ci che io aggiungerei alla ipotetica soluzione potrebbe essere sintetizzato in questi punti: creare un calendario visibile delle attivit facilmente aggiornabile; relazionarsi stabilmente con le realt territoriali; chiedere ai responsabili del territorio (nel nostro caso il Sindaco) di avere considerazione ma soprattutto grande comprensione per la complessa vita nel mondo della scuola; invitare i Dirigenti a saper difendere l'operato dei docenti; valorizzare le figure obiettivo guardando a loro come elementi di unione nella vita della scuola e infine recuperare il valore del dialogo all'interno del collegio docenti, quale strumento indispensabile e fondamentale di crescita comune.