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LA STORIA DEL GRUPPO NEL NOVEMBRE 2002, IN OCCASIONE DI UN COMIZIO CONTRO LISLAMIZZAZIONE DELLA SOCIETA TENUTOSI A MILANO, LEURODEPUTATO

ON. MARIO BORGHEZIO PROPOSE A MATTEO CASTAGNA E ABBONDIO DAL BON DI CREARE UN GRUPPO CATTOLICO FEDELE ALLA TRADIZIONE CHE AVVICINASSE I LEGHISTI ALLA FEDE. NACQUE AVANGUARDIA SCALIGERA, CHE, INIZIALMENTE, SI COLLOCO COME LA COSTOLA LEGHISTA DEL GRUPPO CIVITAS CHRISTIANA DI VERONA. NEL LUGLIO 2003, DOPO AVER RACCOLTO I FRUTTI DI UN INTENSO APOSTOLATO, FATTO DI ATTIVITA PUBBLICHE (BANCHETTI, VOLANTINAGGI, PARTECIPAZIONI A PROGRAMMI TELEVISIVI ED UN CONVEGNO CONTRO LABORTO) E APPROFONDIMENTO DELLE TEMATICHE RELIGIOSE, NACQUERO NUMEROSE PERPLESSITA SULLIMPOSTAZIONE DOTTRINALE E POLITICA DI CIVITAS CHRISTIANA E NUMEROSI CONTRASTI RELATIVI ALLE MODALITA GESTIONALI (CHE CI APPARIVANO ALQUANTO SETTARIE) ED ALLE PRATICHE DI COMPORTAMENTO. LA LETTURA DEI TESTI SE UN CIECO GUIDA UN ALTRO CIECO IN CUI TALE GRUPPO VIENE ADDIRITTURA CITATO, DEL DOSSIER JOIEUX SULLA T.F.P. (TRADIZIONE, FAMIGLIA, PROPRIETA GRUPPO SEDICENTE CATTOLICO NATO IN BRASILE E FONDATO DAL DOTT. PLINIO CORREA DE OLIVEIRA, ISPIRATORE DI CIVITAS CHRISTIANA) E LE TESTIMONIANZE DIRETTE DEI MILITANTI VERONESI DI VECCHIA DATA AVVALORARONO MAGGIORMENTE LE NOSTRE IMPRESSIONI NEGATIVE. COSI NEL SETTEMBRE DEL 2003 SI SCIOLSE AVANGUARDIA SCALIGERA, CHE ERA COLLEGATA A QUEL GRUPPO, E NACQUE TRADIZIONE & IDENTITA COME GRUPPO AUTONOMO COLLEGATO AL PROGETTO PADANIA CRISTIANA DI MARIO BORGHEZIO. SUCCESSIVAMENTE, INIZIARONO I CONTATTI COI SACERDOTI DELLA FRATERNITA S.PIO X, CHE VENIVANO A VERONA A CELEBRARE LA MESSA UNA VOLTA AL MESE GIA DA 8 ANNI, TRAMITE LASSOCIAZIONE S.MARCO EVANGELISTA, FONDATA DA UN ALTRO STORICO FUORIUSCITO VERONESE. NEL MESE DI NOVEMBRE 2003, A SEGUITO DELLA FUORIUSCITA DI TUTTO IL GRUPPO CHE SEGUIVA IL CORSO DI FORMAZIONE (R.C.R.), CIVITAS CHRISTIANA IMPOSE UN GIURAMENTO DI FEDELTA ARTICOLATO IN PIU PUNTI AI SUOI MILITANTI. GRAN PARTE DI ESSI NON ACCETTARONO, RICONOSCENDONE LEVIDENTE INVALIDITA E, CONSIGLIATI DA UN SACERDOTE CHE BEN CONOSCEVA IL GRUPPO VERONESE, FUORI USCIRONO, RIDUCENDO IL GRUPPO AD UNA MANCIATA DI PERSONE. NEL DICEMBRE DEL 2003 NACQUE UN GRUPPO FORMATO DA QUESTI FUORIUSCITI: UNA VOX, COMITATO DI VERONA, PER LA SALVAGUARDIA DELLA LITURGIA LATINO-GREGORIANA ED INIZIO A FREQUENTARE LA MESSA CELEBRATA UNA VOLTA AL MESE DALLA FRATERNITA A VERONA. NELLA PRIMAVERA DEL 2004 LE TRE ASSOCIAZIONI DECISERO DI FEDERARSI ALLINTERNO DEL COORDINAMENTO SAN PIETRO MARTIRE.

Intervista rilasciata dal responsabile del Coordinamento S. Pietro Martire per la rivista Triskel: Da tre anni siete un gruppo autonomo. Lei anche responsabile Federale di Padania Cristiana. Abbiamo letto la storia del gruppo, Le facciamo questa intervista per chiarire le posizioni ai nostri lettori. Lalbero buono si vede dai suoi frutti. Cosa ci pu dire a proposito del suo gruppo?

M. Castagna: Se debbo considerare la quantit straordinaria di Grazie e di risultati ottenuti in questi tre anni, non posso che definire provvidenziale e certamente ispirata da Dio la scissione da Civitas Christiana, che, colpevolmente non abbiamo fatto prima. Allinizio, n io n Abbondio pensavamo di raggiungere certi obiettivi in cos breve tempo. Certamente non pensavamo che si sarebbe costituito un gruppo militante a Verona cos numeroso in pochi mesi ed una serie di simpatizzanti cos variegato allinterno dellarea. Di sicuro, non era nelle previsioni ottenere il credito ed il rispetto che abbiamo negli ambienti tradizionalisti, in certe realt politiche, ed in alcuni casi, anche mediatiche, essendo noi giovani e avendo alle spalle relativamente pochi anni di attivit. Devo ammettere che non stato solo merito nostro. In questambito ci ha messo molto del suo anche il sig. Ruggiero, che il presunto capo di Civitas Christiana: molti si sono avvicinati a noi in netta reazione a lui ed a quello che dice, capendo che la Tradizione Cattolica unaltra cosa. Per questo, in un certo senso riteniamo che faccia un danno allambiente quando esprime le sue idee personali in pubblico, ma in un altro senso lo ringraziamo delle sue esibizioni: pi parla, pi si palesa e pi ci mette in braccio le persone. Senza volerlo certamente il nostro sponsor pi produttivo. Le pongo una domanda provocatoria. Se un domani il Sig. Maurizio Ruggiero venisse da lei a chiederle di riconciliarsi e condurre la battaglia tradizionalista assieme, come si comporterebbe? Bella domanda. Pur ritenendo la cosa assai difficile, penso che gli chiederei, innanzitutto, di diventare cattolico fino in fondo. Certamente dovrebbe raddrizzare le deviazioni dottrinali, abiurando le teorie e la prassi della T.F.P. anche sottomettendosi benevolmente ai sacerdoti fedeli alla Tradizione. Poi dovrebbe ammettere gli errori politici pi gravi e anche quelli commessi nei confronti delle persone e delle famiglie che coordina/va. Dovrebbe, infine, equilibrare i deliri di onnipotenza, smettendo di sopravvalutarsi perch la nostra esistenza e la nostra permanenza palesano il suo fallimento. Poi lo aiuterei a trovare un lavoro normale e lo inviterei a cercarsi una moglie. Se accettasse sinceramente queste clausole, lo prenderei con me domani mattina, perch una persona comunque intelligente, preparata, esperta e dalla buona dialettica. Oltre ai frutti quantitativi del suo gruppo, ce ne sono altri? Certo. Nel Settembre 2003, quando nacque Tradizione & Identit abbiamo posto gli obiettivi. Volevamo aumentare lapostolato, incrementare lattivit, far comprendere la Tradizione Cattolica, anche mettendo in evidenza le deviazioni dellambiente, volevamo una sede, un sito internet, una struttura logistica ed una chiesa. Abbiamo ottenuto tutto questo in breve tempo. Anche grazie alla generosit di chi ci ha aiutato: ai sacerdoti della Fraternit, alla Lega, a Borghezio, a Flavio Tosi, ad alcuni sacerdoti diocesani, a semplici amici e conoscenti. In tre anni le Messe a Verona sono aumentate da una a due volte al mese e tra pochi giorni diventeranno tre, lasciando scoperta solo la seconda domenica del mese. E presto ci sar una piacevole sorpresa Quale sorpresa? C il progetto di aprire un Centro Messe a Verona. E lobiettivo pi difficile da realizzare, anche in termini economici. Con laiuto del Signore e lintercessione di S. Pietro Martire raggiungeremo la meta. A Verona, ma dove? E che sorpresa sarebbe? Ma vi prometto che sarete i primi a saperlo.

Lei sostiene fatti che sono evidenti a tutti e conosciuti in Lega. Cosa dice la Curia veronese? Nellambiente gira voce che abbiate soppiantato il vecchio gruppo, che lo abbiate ridotto al lumicino e labbiate chiuso allinterno dellarco conciliare. La vostra esistenza li ha gettati ancor di pi al cosiddetto centro Certamente. Quando ci fu la scissione fummo ricevuti in Curia. Ci vennero chieste le motivazioni. Abbiamo avuto modo di spiegare. Come ovvio esiste un verbale, redatto da un sacerdote della diocesi, che contiene le nostre testimonianze ed una valutazione da parte di quel prete. Debbo dire che gi sapevano molto bene con chi avevano a che fare nella Rettoria di S. Toscana Ma, incredibilmente per chi sinceramente cattolico e sa cosa significhi lesercizio dellAutorit da parte dellOrdinario diocesano, piuttosto che chiudergli tutti gli spazi, ritengono pi opportuno relegarli in una sorta di ghetto di fatto, appunto a S. Toscana, ove tutto gli ufficiosamente concesso, ma non attraverso lufficialit di una amministrazione apostolica personale, per evitare problemi di altra natura e grattacapi ulteriori. Anche questo fa parte dello stile curiale degli anni della crisi. E pensi che al decesso del vecchio rettore, la Curia voleva farli fuori utilizzando noi come gruppo che avrebbe ricevuto lassegnazione qualora avessimo accettato lindulto per la Messa, il Vaticano II e la riforma liturgica al posto loro! Il gioco non valeva la candela. Noi non abbiamo accettato di apostatare per togliere la chiesa dal loro controllo. Infatti noi abbiamo gi oggettivamente sconfitto quel gruppo, evidenziando i suoi errori e contraddizioni, non certo indietreggiando sulla Dottrina. Possiamo aggiungere che la nostra esistenza in quanto fedeli che assistono alla Messa Tridentina celebrata ed assistita senza concessioni li conferma ulteriormente nellarco conciliare come una sorta di carisma latino-gregoriano, che attraverso lindulto, accetta il Concilio e la riforma liturgica. La nostra esistenza come militanti cattolici, cio persone che conducono attivit pubblica e non si limitano ad andare a Messa, ha costretto, evidentemente, il loro capo a dedicarsi alla telepredicazione costante per mantenere viva la sua visibilit e la piccola cellula rimastagli fedele a dover essere impostata per rincorrerci, con le conseguenze negative di immagine che questo comporta. Voi non usate il mezzo televisivo per far sentire la vostra voce? S. I media sono effettivamente il veicolo di massa pi efficace per far conoscere le proprie ragioni. Ma vanno usati a piccole dosi e mirate nelle tematiche, perch sono gestiti da persone che hanno lordine di ridicolizzare o di impostare le trasmissioni in modo tale da mettere in cattiva luce il cattolicesimo, specialmente nella sua accezione pi tradizionale. Io e Abbondio, che generalmente rappresentiamo il gruppo in TV o sui giornali, rifiutiamo spesso gli inviti se valutiamo che limpostazione del programma potrebbe fare pi male che bene alla causa. Ho letto recentemente un articolo di Giampaolo Pansa (che certo non cattolico!) che paragonava ironicamente la smania di apparire in TV alla tossicodipendenza. Noi non vogliamo n rischiare di intossicarci, n far del male allambiente che in quei momenti rappresentiamo. Ci vuole l equilibrio che non ha chi continua a sopravvalutarsi nonostante le batoste degli ultimi anni. Anche latteggiamento, deve essere sobrio, serio e puntuale, calmo e deciso, non arrogante, prepotente e presuntuoso. In ogni contesto occorre parlare con carit, sebbene ci voglia chiarezza, fermezza e coraggio. Si spieghi meglio. Di che argomenti parla? Mi sembra evidente che in una televisione impostata, ad esempio, sulla sfrenata libert sessuale, chi difende giustamente il senso cattolico della vita sessuale, venga messo in ridicolo. Pare che certi conduttori vogliano dividere il mondo tra cattolici bacchettoni ed amanti della vita e delle passioni.

E alla gente si fa confusione. In tal caso meglio stare a casa, altrimenti si fa la figura dei pagliacci. O meglio che di certe cose parlino i sacerdoti, la cui autorevolezza, data la veste che portano, li mette al riparo quantomeno dal volgare sfott. Chi si arroga il diritto di rappresentare larea cosiddetta tradizionalista non pu andare a parlare in favore dei neocon e dellAmerica di Bush perch automaticamente non pi cattolico ed rappresentativo di una esigua minoranza dellambiente, sulla cui fedelt alla Tradizione Cattolica ho pesanti dubbi Lultima trasmissione che ha rifiutato? Volevano mettermi come unico invitato cattolico anti-mondialista in una trasmissione per immigrati, con altri ospiti immigrazionisti e terzomondisti. Ho ritenuto che si sarebbe creata solo confusione e che il taglio della trasmissione mi avrebbe identificato come il razzista, lo xenofobo che non sono. In queste circostanze labilit dialettica e la preparazione non sarebbero risultate armi vincenti. E ho rifiutato, anche per il bene di chi rappresento. La Verit va sempre detta, ma con prudenza e accortezza, nei momenti e nei luoghi opportuni. Altrimenti si danno le perle ai porci Se un giornalista a carattere nazionale la invitasse, da chi rifiuterebbe categoricamente di andare e da chi no? Certamente rifiuterei una serata da Maurizio Costanzo, che imposta le trasmissioni definendo il male bene e il bene male. Accetterei linvito da Vespa, ma solo se il tema ne valesse la pena, ma soprattutto perch lascia parlare i suoi ospiti. E le TV locali? Quanto alle TV locali mi riservo di accettare da chi andare sulla base della tematica e dellimpostazione generale, ma non ho pregiudiziali nei confronti di nessuno.

In alcuni ambienti tradizionalisti e politici che non frequentano le cappelle della Fraternit pare che verso di voi, ed in particolare verso di lei, aleggi di un po di invidia per quello che fate e rappresentate

Io ho degli ottimi collaboratori. In quattro facciamo un gran lavoro di squadra, coinvolgendo e valorizzando gli altri secondo le loro capacit e attitudini. Si ottengono buoni risultati ma ci sono anche difficolt inevitabili. Non tutto rose e fiori e solo gli ipocriti fanno parere che non esistano mai problemi e tutto fili sempre liscio. Linvidia un grave peccato, anche se umano errare. Io sono giovane e so di dover essere umile. Lesperienza veronese passata insegna come reagisce Dio nei confronti di chi si esalta e Lo sfida! Ma alcuni a cui fa riferimento lei possono avere solo volont demulazione, si possono tirare fuori cose buone, se non sfocia nello spirito di rivalsa. Lesempio dellinvidiato pu divenire un incentivo di non poco valore per indurre a fare di pi e meglio chi non ne diviene accecato. Devo aggiungere che in alcuni casi certe persone, forse, si sono sentite mancare la terra sotto i piedi per colpa degli ultimi arrivati. Lo capisco. Ma va accettato evangelicamente che il Signore si serva delle persone che sceglie, secondo i Suoi criteri. Va accettato il Mistero di queste parole. Poi, c da dire che, in effetti noi non sentiamo problemi di visibilit, forse altri s. Lapostolato migliore si fa col contatto diretto con le persone. Grazie al cielo, il mio carattere mi aiuta a non bruciarmi in tutti gli ambienti. Da due anni stiamo girando lItalia, conosciamo gente, cerchiamo di condizionarla con i temi cattolici. Alcuni fanno un passo ulteriore e aderiscono al gruppo, altri no. Il

cammino che porta a Cristo difficile. Noi esistiamo per mantenere viva la Tradizione Cattolica in epoca di grave crisi. E devo dire che totalmente falso chi ritiene che presentarsi agli altri con il biglietto da visita della Fraternit sia una limitazione. Anzi. E una limitazione solo per chi usa i mali della Chiesa (in tal caso la cosiddetta scomunica) per i propri fini personali, creando pregiudizi che non esistono. Dico di pi. Il sacerdote fedele alla Tradizione, in talare, giovane, socievole e preparato fa una gran bella impressione ai fedeli disorientati del terzo millennio! Nel Vostro contesto dove si colloca Padania Cristiana? E il Coordinamento S. Pietro Martire? Padania Cristiana il contenitore dei militanti e simpatizzanti della Lega Nord che intendono fare politica in maniera autenticamente cattolica. E un movimento identitario che appartiene alla Lega di lotta. Il Coordinamento S. Pietro Martire il contenitore dei fedeli della Tradizione che oltre alla politica si occupano di liturgia, di dottrina e di storia. Interessante. Come definisce la politica? Noi riteniamo che la politica sia il servizio che gli uomini di intelletto e di buona volont fanno alla comunit per il raggiungimento del Bene Comune, ordinato da Dio attraverso il Magistero di S. Madre Chiesa, Cattolica, Apostolica e Romana. La politica lapplicazione nella sfera temporale della Dottrina Sociale della Chiesa. La sua legittimit deriva in senso verticistico dallAlto (Dio) verso il basso (il popolo). Perci la politica deve essere sottomessa alla Religione, cio sottomessa alla Verit e per questo deve servire e tutelare la Chiesa Cattolica. Rigettiamo qualsiasi gallicanismo fuorviante di questordine. Quando si sente il termine romana a noi vengono i brividi E fate bene. Se per Roma si intende quella attuale, cio il simbolo del centralismo, della burocrazia, delle clientele, di un Vaticano occupato da tanti e troppi ecclesiastici corrotti, allora gridiamo con voi Roma ladrona! Ma se per Roma intendiamo la Roma Eterna, cio la citt scelta da Ges Cristo come sede apostolica, caput mundi e faro della Civilt Cristiana del passato, che torner ad essere tale dopo la restaurazione cattolica, allora proclamiamo: Viva Roma del Papa Re! Anzi, antistorico affermare il contrario ed eretico chi pensa di sostituirla con altri luoghi. A certi leghisti andrebbe spiegato che i Celti hanno perso e non mezzo vinto e che la conversione al Cristianesimo dellImpero Romano stata la scintilla che ha prodotto la Civilt Cristiana medievale. Lei ha parlato di Lega di lotta, che pare oggi soppiantata da una Lega di governo Io sono nato politicamente con la Lega. Mi iscrissi allet di 16 anni. La Lega una realt complessa e variegata che ho imparato a conoscere molto bene nei successivi 13 anni, che mi ha insegnato labc della politica attraverso lallora Movimento Giovanile, che mi ha fatto capire limportanza della militanza attraverso le Camice Verdi, che mi ha fatto fare esperienza amministrativa come consigliere, capogruppo e presidente della commissione edilizia in Circoscrizione a Verona. E, sempre la Lega devo ringraziare se sono diventato cattolico perch fu, attraverso di essa che mi riavvicinai alla Fede, capendo in ritardo gli insegnamenti di mio padre. Per me stato il mezzo pi importante per giungere a capire cose che alla Lega sono per la maggior parte estranee. Ammetto anche che la Lega ha per me un valore affettivo. Chiamatemi pure sentimentale Ci mancherebbe, siamo fatti anche di cuore, non solo di intelletto. Lega di lotta e Lega di governo: come le vedi oggi?

Oggi esiste una Lega di lotta, formata da tutte quelle associazioni e quei singoli che condividono una battaglia di tipo identitario e che non vogliono scendere a compromessi con altri; i pi si dichiarano ancora secessionisti, noi preferiamo definirci Pre-unitaristi. Esiste poi una Lega di governo, che personalmente non mi piace, che costretta a cedere e trattare anche su argomenti importanti (politica estera, sociale, immigrazione, leggi ad personam, reati dopinione ecc.) rimanendo spesso schiacciata dalle pretese dei papponi, dei nani e delle ballerine della politica romana. E poi in essa ci sono i liberali Allinterno della Lega di lotta, non tutti i gruppi parlano lo stesso linguaggio. Ci sono gruppi cattolici fedeli alla tradizione, identitari, corporativisti e controrivoluzionari soprattutto in Veneto (noi, Identit e Tradizione di Riva del Garda ecc) e in Lombardia (LInsorgente, il Cinghiale Corazzato, i fedeli dellIMBC). Ma esistono anche associazioni neo-pagane, celtiste (vicine a G. Oneto soprattutto, Terra Insubre ecc.) o addirittura di stampo evoliano. Tutte queste persone sono unite dal SENSO IDENTITARIO dellappartenenza politico-sociale anche se tra loro non sono daccordo su molti argomenti. Esistono correnti di pensiero secondo le quali voi cattolici tradizionalisti non dovreste identificarvi con partiti politici o associazioni ad essi collegate in quanto i partiti attuali non fanno professione di confessionalit. Esistono nel nostro mondo persone che sostengono questa sorta di non expedit partitico. Io li rispetto ed in un certo senso condivido alcune loro proposizioni, soprattutto quando sostengono di non voler farsi contaminare dalle logiche dei partiti. Padania Cristiana un mezzo per legittimare lapostolato in area leghista. Chi ne fa parte considera la Lega come lattuale movimento che, pi di altri, rappresenta i valori propri del Cattolicesimo (tutela della vita, lotta alla droga, tutela della legalit, fisco equo, economia a misura duomo, opposizione al mondialismo, difesa della Tradizione) e con la tutela della nostra Identit. In questo non c nulla di male. E anzi un atto di realismo e di carit che si contrappone allintelletualismo di chi per non schierarsi rischia di tenere i piedi in pi scarpe. Ma il Coordinamento S. Pietro Martire, di cui Padania Cristiana non fa parte, assolutamente apartitico. Non mi resta che augurarle in bocca al lupo per il futuro. Viva Cristo Re.