Sei sulla pagina 1di 3

SOCIOLOGIA

Concetto di societ nei secoli

Pensiero greco: Non esiste il termine societ. Il concetto implicitamente contenuto in quello di polis, realt che del resto costituiva l'orizzonte dei rapporti sociali. Inizialmente, poich la polis non che un insieme di trib e clan, la societ sembra costituirsi come parte dell'ordine naturale. Solo successivamente si comincia a considerare la societ come un elemento autoprodotto o comunque non prodotto dalla natura. Pensiero latino: Nasce il termine SOCIETAS. Il termine implica una concezione di base contrattuale e volontaria della societ: sebbene la famiglia sia considerata dalla cultura latina come la prima cellula naturale di societ, in termini relativi vi un distacco dal naturalismo greco. Medioevo: Tommaso d'Aquino e la Scolastica raffinano la visione naturalistica: la societ composta di elementi vincolati da legami naturali finalizzati al bene comune. Rinascimento: Prevale visione naturalistica ed organicistica della societ. Prima modernit, a partire dal periodo 1600-1700: Thomas Hobbes: ritorno in auge di una visione contrattualistica (i cui germi gi erano contenuti nella cultura romana). Nascita di una contrapposizione con la visione naturalistica: l'uomo preesiste infatti alla societ, in una condizione naturale anarchica regolata dalla legge del pi forte: homo homini lupus. La condizione naturale dell'uomo quindi ferina ed all'uomo urge emanciparsene. La societ nasce da un atto volontario di tipo contrattuale per mezzo del quale gli individui concedono ad un'entit terza il monopolio dell'uso della forza per il mantenimento dell'ordine e della sicurezza. Illuminismo: Permane la visione contrattualistica della societ.

Nasce la semantica della cosiddetta Societ Civile: si tratta di quella componente economicamente attivz della societ che si identifica con la borghesia (commercianti, artigiani, fabbricanti). Questo concetto si sviluppa in seno all'illuminismo a partire da Adam Ferguson (saggio sulla societ civile del 1767) e passando per il pensiero di Adam Smith, Claude Henri de Saint-Simon, Auguste Comte: il concetto di societ si identifica con quello di intrapresa privata, quindi con quello di borghesia; si consideri che per Comte la societ composta soltanto da individui produttivi: gli altri ne sono esclusi. Nel frattempo comincia a delinearsi il concetto di terzo stato (borghesia), vale a dire coloro che no fanno parte di clero e nobilt, che come componente produttiva della societ cominciano a condividere un vero e proprio sentimento di classe. Hegel: Visione di societ intesa come sintesi dinamica dell'aspetto contrattuale con quello organicistico: tesi FAMIGLIA societ naturale sintesi allo stesso tempo comunitaria e contrattuale, con carattere religioso, in quanto incarnazione delle finalit ultime dell'uomo. antitesi MERCATO societ artificiale

SOCIET

Marx: Materialismo storico di tipo dialettico (stravolgimento della sintesi hegeliana): eliminazione del fattore trascendente: la realt puramente materiale (cio economica). visione dialettica: contrasto tra coloro che producono ma non possiedono i mezzi di produzione, e coloro che possiedono i mezzi ma non producono; la lotta di classe una necessit storica, elemento fondamentale del processo che condurr la societ ad una condizione naturalistica originale (comunismo finale o reale). Seconda modernit, a partire dagli ultimi decenni del 1800: Weber, Durkheim, Pareto, Simmel: messo in crisi l'approccio allo studio della societ per grandi narrazioni: la societ ha preso coscienza di s nella prima modernit narrando la storia del suo rapporto, conflittuale i riconciliativo, con natura. Questa visione ora de-costruita.

Si abbandona la visione utopica/teleologia, ed al contempo la pretesa di analizzare la societ a linee generali come se fosse un unico personaggio storico: la societ studiata nella sua puntualit e specificit (fatto sociale per Durkheim, relazione sociale per Simmel e Weber, sistema sociale per Pareto). Complessificazione della semantica della societ: A livello della stessa nozione di societ, che viene considerata: contingenza storica (realt artificiale) e non necessit storica (naturale o logicodeterministica); eterogenea e frutto delle relazioni a pi livelli tra diverse dimensioni; frutto di tali relazioni differenziate, in particolare dei diversi rapporti tra forze morfogenetiche e forze morfostatiche. A livello di applicazione del concetto di societ ad ambiti differenziati: semplificazione dell'approccio sociologico tramite l'identificazione di diverse societ (societ politica, societ economica, societ globale etc...); conseguente rischio di frammentazione della stessa idea di societ. Oggi: Dibattito metodologico tra olismo ed individualismo: Attualmente la complessificazione del concetto di societ e la specializzazione dello studio sociologico affrontano il problema (in realt annoso, ma oggi emergente) del cosiddetto rapporto agente/struttura. Vale a dire, del ruolo che hanno il libero arbitrio del singolo e le strutture sociali nella determinazione dei fatti sociali. La societ fatta di individui o invece fa gli individui (o per lo meno vive ed esiste indipendentemente dalle loro azioni?). La questione h dato vita a due posizioni di rilevanza storica, che si sono fino ad oggi scontrate senza pervenire a risposte esaustive: Olismo: alle relazioni sociali viene attribuita un'autonomia in s: la realt fatta di strutture sociali che si impongono agli individui e che li influenzano fortemente. Individualismo: la societ vista come proiezione ed emanazione pi o meno diretta delle scelte e delle caratteristiche degli individui.

Tale dibattito non ha ad oggi prodotto risposte esaurienti alla domanda sulla natura della societ.