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Conferenze I9J8-I9J9

In Eschilo il conflitto simboleggia la fondazione delle citt, e al coro placato delle Eumenidi alla fine della trilogia fa fronte un altro coro dove la citt si riassume intera, felice di aver accolto e di serbare in custodia la giustizia che la fonda. In Sofocle il conflitto oppone. bens le anime degli uomini, ma affinch la U~pl ceda alla E.\lOfLLCX, l'individuo alla legge superiore, di cui portatore. Esso cos il simbolo della vita della citt, mentre in Euripide non oppone pi che il poeta a se stesso. Euripide, il primo vero letterato, pronto per essere letto. Giudicato da gente che non leggeva. Cos si spiegano i suoi insuccessi da vivo e i suoi successi postumi. Quando era in vita, questo lettore, questo solitario, poteva essere apprezzato solo dall' esiguo numero di quelli che leggono e che sono soli nella citt: Socrate e i suoi amici-nemici, i sofisti. La citt dove il pensiero non si distingue dall' azione in comune ha rinnegato se stessa le cinque volte in cui l'ha incoronato. E l'ultima volta Euripide era morto: presagio di tutte le corone che 1'attendevano oltre la tomba, sulla sua testa o su quella di Racine; al confine di due et, con tutto il corpo in quella, con tutto lo spirito in questa: s, il primo letterato. N soldato, n oratore, n buon padre, n buon marito, al suo posto solo nel pensatoio dove lo mette Aristofane, al riparo dalla folla degli uomini, l dove tutto si gioca tra il papiro e lui. Pi individuo ancora di Socrate o dei sofisti in quanto non ha bisogno di discepoli. Che cosa appunto potrebbe trasmetter loro? N ricette per vincere come i sofisti, poich non sa vincere, n verit come Socrate, visto che non ha mai potuto trovare in s la propria verit. Un uomo solo, col bisogno di esprimere quello che porta nelle tenebre del cuore, e che lo oppone a tutti, in attesa che tutti abbiano tratto profitto dal messaggio che trasmette loro, ecco la definizione di Euripide. Ed anche, gi, la definizione dello scrittore, di fronte al mondo, fuori dal mondo. I tempi sono finiti, il limite segnato. Con Euripide nasce la letteratura.

Hitler e l'Ordine teutonico


di Georges Bataille

I Marted, 24 gennaio

1939

alquanto singolare che negli scritti di Bataille, editi o inediti che siano, nulla si riferisca a questo argomento. In una lettera a Caillois del 17 dicembre 1938 in cui definisce il calendario del Collegio per il resto del secondo anno, Bataille d una breve descrizione di ci che ha in mente: 25 [sic] gennaio. lo, su Rider e l'Ordine teutonico. il seguito di quello che ho detto l'altro giorno. Si tratta di partire dall'opposizione costruita da gente con propensione per l'occultismo tra l'Ordine teutonico e il Tempio, di riconoscere che l'affiliazione di Rider all'Ordine teutonico probabilmente "rnitica", ma che mitica non l'istituzione degli Ordensburgen, scuole di Fuhrer costruite e istituite con uno spirito in ogni caso vicino a quello degli ordini militari; che gli Ordensburgen esigono una risposta da parte di coloro che rifiutano di subire il dominio di un potere che non riconoscono ecc. (G. Bataille, Lettres Roger Caillois (4 aot I935 - 4 fvrier I959), a cura di J-P. Le Bouler, Romill 1987). Pierre Prvost ricorda anch'egli le discussioni sulla nozione di ordine e la possibilit di fondarne uno nel mondo moderno. Tali discussioni gettano una luce preziosa su ci che Bataille pu aver detto nel corso di questa riunione: Gli esempi che essi [Bataille e Caillois] citavano vertevano perlopi sulla Compagnia di Ges o sui cavalieri teutonici, Questi ultimi in particolare suscitavano la loro attenzione poich ispirandosi ai loro metodi (trascurando, ovviamente, ogni formazione propriamente religiosa) che gli hitleriani avrebbero, secondo alcuni, formato, in modo pi o meno clandestino, una parte dei loro quadri. Per questo si sarebbero avvalsi di antiche commende e di castelli appartenuti all'Ordine. Bataille mi mostr persino delle fotografie. Ma eravamo scettici, tanto pi che noi tutti provavamo disgusto per tutto ci che poteva venire dall'hitlerismo. A scandalizzarci in questo movimento era, tra l'altro, l'accaparramento della croce ncinata che evoca l'idea di sacralizzazione. Questo simbolo solare, Bataille lo avrebbe adottato volentieri, per il significato eracliteo che gli riconosceva. Ma il movimento hitleriano nella sua totalit era giudicato da lui e da noi tutti come un mostruoso tentativo schiavista, mirante a una ricomposi-

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zione "monocefala" della societ (P. Prvost, Pierre Prvost rencontre Georges Bataille, Paris 1987, pp. 26 sg.). Prvost torna sull'argomento a proposito di una discussione sulle societ segrete: Nelle enumerazioni fatte tanto da Caillois quanto da Bataille, notai strane dimenticanze, come quella dei templari (tanto pi sorprendente, questa, in quanto i cavalieri teutonici erano stati menzionati pi volte). A proposito di questi ultimi, riparlammo di quelle foto che Bataille mi aveva mostrato una volta, riguardanti un'antica commenda dove, a quanto pare, venivano formati i giovani quadri del partito nazista. Ci siamo allora chiesti se il partito non fungesse in qualche modo da copertura a un'organizzazione chiusa, segreta, i cui membri avrebbero formato i quadri effettivi del movimento hitleriano! La dimenticanza dell'Ordine del Tempio mi stup tanto pi che al Collegio si parlava degli assassini, che con i templari avevano avuto continui rapporti, ora amichevoli, ora ostili. Bataille (stando a quel che mi disse) aveva tempo addietro redatto all'cole des chartes una memoria sulle origini della cavalleria. L'esistenza dei monaci-cavalieri, il cui ruolo e la cui potenza sono stati considerevoli, cos come considerevole stato il loro agire, talora strano, per non dire misterioso, avrebbe dovuto verosimilmente suscitare il suo interesse. Alla mia osservazione, replic con un ampio gesto della mano! (ibid., p. 47). Tornando sulla questione una terza volta, Prvost insiste sulla divergenza di vedute tra Bataille e Caillois: A mio avviso, Caillois confondeva i generi, giacch quale rapporto pu esserci tra la Compagnia di Ges e il Ku-KIux-Klan? N si vedeva bene dove volesse arrivare. Viceversa con Georges Bataille eravamo d'acordo sul principio di una comunit "eletti va" fortemente strutturata. Esempio lampante: l'ordine di Cluny, animato dallo spirito benedettino, era stato nei secoli XI e XII il fermento di una nuova civilt in Francia. Le vedute di Bataille differivano dunque sensibilmente da quelle di Caillois tibid., p. 55). A questi ricordi aggiunger alcune osservazioni sulle connotazioni che rivestela nozione di ordine nel Collegio. il concetto varuniano per eccellenza, attorno al quale ruota il Collegio stesso. L'ordine non un fatto, ma al tempo stesso un valore da imporre al reale e lo strumento mediante cui imporlo. Insieme idea imperativa e organizzazione imperialista. L 'ordre et l'empire il titolo di uno dei testi riuniti da Caillois in Le Mythe et l'homme. E infatti ordine e impero procedono di pari passo. d'altronde uno dei temi nei quali si riconoscono molti gruppi d'avanguardia dell'epoca (cfr. in particolare L'Ordre nouveau): opporre a una concezione difensiva dell'ordine da salvaguardare contro tutto la concezione dinamica di un ordine in grado di attirare a s e d'integrare finanche il disordine. L'ordine sarebbe creatore e non pi conservatore: pi che rafforzare il passato, conquisterebbe l'avvenire. peraltro evidente che le connotazioni religiose del termine (l'ordinazione) non potevano dissuadere il Collegio dal ricorrervi. Bataille, in quanto allievo dell'Ecole nationale des chartes, aveva curato la pubblicazione del poema medievale L'Ordre de chevalerie ecc. Nella premessa a L'Esprit des sectes [trad. it. Lo spirito delle sette, in Istinti e societ, Parma 1983], Caillois, prima di rievocare il Collegio di Sociologia, elenca

diverse opere letterarie contemporanee nelle quali traspariva la nostalgia di un ordine: Recherche d'une glise di Jules Romains, dove uno dei personaggi, ossessionato dalle sette, evoca gli ordini monastici e militari, i templ ari e i cavalieri teutonici, giannizzeri e assassini, gesuiti e framassoni (p. 50). Quindi un testo di Montherlant, pubblicato sulla Nouvelle Revue Franaise del gennaio I 94 I, Les Chevaliers (apre la raccolta Le Solstice de juin) , dove viene detto che anche la cavalleria una societ (il volume riporta la formula di vestizione: Te in nostro collegio accipio). Si tratta di un libro di memorie in cui Montherlant rievoca tra l'altro una sorta di ordine che egli aveva fondato con alcuni compagni di collegio alla fine dell'altra guerra, e che in tutta semplicit aveva battezzato L'Ordine. Infine, poco prima della comparsa del Collegio di Sociologia, aillois cita La Gerbe des forces (Nouvelle Allemagne) di Alphonse de Chteaubriant (finito di stampare il 15 giugno 1937): Si rilegga infine La Gerbe des forces di Alphonse de Chteaubriant. stato sottolineato quante preziose simpatie quest' opera conquist alla nuova Germania tra i quadri dell' esercito francese. E chiaro che lo scrittore, invitato di proposito a visitare il Terzo Reich, fu prima di tutto affascinato da un certo tentativo, allora attivamente sostenuto, di ricostituire gli antichi ordini cavallereschi. In effetti, in qualche fortezza sperduta nel cuore della Foresta nera e della Curlandia, ci si sforzava di preparare al ruolo supremo di dirigenti della nazione, quindi del mondo promesso alla sua conquista, una lite di giovani capi, puri e implacabili. Il tentativo, a quanto pare, non ebbe vero seguito (... ). Ma l'impresa infiamm pi di una fantasia. Ci avveniva fra noi in particolare che avevamo fondato il Collegio di Sociologia ... (ibid., p. 52 e Approches de l'imaginaire, Paris 1974, p. 92). Il capitolo del saggio di Chteaubriant che descrive tali istituzioni (Les Ordensburgs) esordisce come segue: Questa imponente creazione umana trova il suo coronamento in un'istituzione che si pu chiamare" La Scuola dei Fihrer", istituzione che, lungi dallo smentire lo spirito dei maestri dell'Ordine teutonico, porta a compimento in modo grandioso l'organizzazione primitiva (p. 273). L'organizzazione primitiva qui menzionata costituisce l'argomento del precedente capitolo del libro, il Fihrerismo o Fbrerprinzip, tramite cui il nazionalsocialismo ha trionfato in Germania e ovunque nel mondo trionfer sul bolscevismo internazionale. Per dare un'idea di quello che il tono del libro, ne cito alcuni passi. Innanzi tutto una meditazione di fronte all'imponente massa di castelli in cui la razza si viene migliorando: Mi libero qui della mia spoglia di francese stanco, stanco delle insulse ripetizioni di un pensiero morto, per sprofondarmi nella contemplazione di quest' abbazia di guerrieri, destinata a formare i gerarchi di un regime imperiale. Ma contemplare non vuoI dire qui cercare di registrare, nel pallore dell' aria, il 'color grigio dei muri o la nitidezza tagliente e rigida dei contorni, significa invece vedere il lato "popolo superiore" di una concezione, di una creazione che ha in s qualcosa di una fortezza, di una gigantesca solitudine da templare, di una scuola per "eroi invincibili", simile a quelli che si trovano

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nei poemi cavallereschi: e significa vedere il lato spirituale dell' architettura, il pensiero che, similmente a quello che concep i meravigliosi spigoli convergenti delle piramidi egizie, cementa tale costruzione (p. 278). Pi avanti: Un legame forte, non ancora minato, tuttora durevole, sembra unire quei borghi merlati e fortificati dell'epoca dell'antico Ordine teutonico a questi solidi Ordensburgen ancorati alla terra come tante piattaforme ove possano poggiare i piedi gli uomini forti di cui, non solo la Germania, ma il mondo intero oggi ha bisogno (p. 286). In questo libro dove, una volta dissipato il denso fumo delle pipe romantiche, tutti gli occhi si rivelano azzurri, si pu vedere Hitler tendere un'invisibile mano a colui che si chiama Dio, mentre l'altra mano (bisogna forse immaginarlo monco?) tiene saldamente le radici della razza. Vi si trova parimenti denunciato il patto del Palais-Bourbon con il Mefistofele moscovita. Si assiste a strane confessioni, come quella di un tedesco doppiamente convertito: Non credevo pi in Dio e Hitler mi ci ha fatto credere nuovamente. Mille estasi sussurrate si chiudono con misteriosi nessuna spiegazione ... non chiedete spiegazioni. Il fascio delle forze si metamorfosa e diventa fascio di preghiere che si installa solidamente sulla predella della razza: non basta essere in tanti, bisogna essere omogenei. Giacch se il gruppo non puro e gli individui si diversificano per la natura del loro spirito, per interessi di cuore e forme di fede, ogni uomo si isoler e la grande forza della preghiera andr perduta. Il razzismo hitleriano affonda dunque le sue radici organiche nell'acqua generosa del profondo lago cristiano. Ragion per cui esso il solo a poter fronteggiare, non il marxismo, ma una societ fondata, come dall' esterno, su una interpretazione del marxismo ad opera di pensatori di origine israelita, cinese, lettone, tartara. Pensatori che nella loro epoca hanno tutti osteggiato, per l'appunto, i cavalieri teutonici. Drieu la Rochelle evoca a sua volta una di queste scuole per capi installata in Pomerania (csu questa terra ripresa agli slavi dai cavalieri dell'Ordine teutonico) che anch'egli aveva visitato, ma in termini la cui religiosit, rispetto ,li quelli usati da Chteaubriant, sa meno di sagrestia e pi di sociologia sacra. E questo proprio uno di quei siti intatti, riposanti, dove le religioni e le politiche pi forti, strettamente mescolate, hanno sempre accolto il pensiero, non perch esso si distenda, ma al contrario perch esso si ripieghi su se stesso e si slanci in un solo getto con la passione, sua gemella, dalla quale non pu essere separato senza pericolo mortale. Si ritrovano qui i tratti essenziali della grande vita greca e della grande vita medievale: Acropoli e Abbazia (l'articolo, apparso su Marianne il 24 giugno 1936, citato in P. Andreu e F. Glover, Drieu la Rochelle, Paris 1979, pp. 374 sg.). Sotto molti aspetti, la conferenza di Hans Mayer sulle societ degli uomini della Germania romantica confermer la comunicazione di Bataille su Hitler e l'Ordine teutonico: essa mostrer che le societ segrete antinapoleoniche - quali 1'.Ordine tedesco organizzato dai discepoli di Fichte - si ispirano ai ricordi del-

l'Ordine teutonico (cfr. pp. 354 e 360). Vi in questi ordini qualcosa che evoca l'igienismo a cui Bataille era particolarmente allergico nel neopaganesimo nazista. Ragion per cui la retorica di uno Chteaubriant, confusa e sentimentale, il suo razzismo da aristocratico regionalista preso dal panico dinanzi a ci che egli chiama la spersonalizzazione della societ democratica non troveranno la bench minima eco in Bataille. Ci poteva, invece, solo rafforzare il giudizio espresso, gi nel 1936, nella Rparation Nietzscbe di Acphale: Il quadro di ci che nella Germania di Hitler riconducibile a un entusiasmo libero, anticristiano, un entusiasmo che si veste di parvenza nietzscheana, si conclude C .. ) in modo vergognoso. Di fatto, mentre Bataille immaginava un ordine che avrebbe tradotto in realt il suo sogno di una comunit elettiva, Chteaubriant guardava all'ordine come all'ultima possibilit di salvezza delle comunit tradizionali. Tenuto conto di queste differenze, la conferenza di Bataille nondimeno quella nel corso della quale il Collegio si forse maggiormente avvicinato a una tematica nazista.