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Nazione mediterranea

di Gabriele Marzocco

Come se non fossero bastati i lunghi anni in cui la nostra vita stata decisa e determinata dalle scelte fatte a Torino, poi a Firenze, quindi a Roma, ma in realt sempre in quella che Nicola Zitara chiama efficacemente paludania, non riusciranno mai a convincerci che giusto, necessario e conveniente che i nostri destini, i destini della nostra Nazione Napoletana, devono essere decisi nelle brumose terre nordiche dove hanno sede gli organismi dellUnione Europea: Bruxelles, Strasburgo, Francoforte. La bocciatura della Costituzione europea da parte dei francesi e degli olandesi, come limpoverimento di tutti noi a causa della stolta introduzione delleuro, stanno a dimostrare che i popoli europei non sono per niente entusiasti del modo come vorrebbero imporci unUnione europea a tutto vantaggio dei ceti parassitari dellalta finanza e della politica politicante. Se avessimo una classe politica cosciente degli interessi e del ruolo che uno Stato delle Due Sicilie (pienamente autonomo o federato con altri Stati della penisola italiana) pu svolgere nel Mediterraneo, non staremmo ad elemosinare interventi dal governo centrale, ma imporremmo le nostre scelte e la tutela dei nostri interessi. E dopo 144 anni di sciagurata unit dItalia non pi una bestemmia parlare di autonomia delle Due Sicilie, se si considera che la penisola iberica, la penisola scandinava e quella balcanica sono tutte frazionate in diversi Stati, senza che sia arrivata la fine del mondo. I governatori delle Regioni del Sud dicono di voler sviluppare una politica estera comune sul Mediterraneo, di voler chiedere pi consistenti fondi europei per investire in linee ferroviarie pi veloci, nella portualit, nelle autostrade del mare nei collegamenti aerei, per creare rotte dirette dal Sud verso gli undici Paesi del bacino del Mediterraneo. Lo stesso presidente Carlo Azeglio Ciampi ha chiesto che lazione congiunta di Italia, Portogallo e Spagna restituisca centralit al Mediterraneo. Belle parole; contraddette poi dalla ribadita volont di accettare la logica del mercato unico, che vorrebbe imporci il nostro assoggettamento agli interessi ed alle scelte fatte dai Paesi e dai poteri forti del Nord. Fra laltro Bassolino e suoi colleghi governatori del Sud dimenticano che oggi non sono pi determinanti (eppure sono indispensabili!) solo le infrastrutture che a noi sono state negate dalla politica nazionale, ma anche le tecnologie della comunicazione: telecomunicazioni, energia (il petrolio col suo prezzo giunto sta a dimostrarlo) e sapere. A Napoli concentrato il 60 % delle compagnie di navigazione di tutta lItalia; e questo nonostante i colpi che ci sono stati inflitti negli ultimi 145 anni, per favorire le compagnie, i cantieri ed i porti del Centro-Nord! Noi nel Mediterraneo ci siamo, circondati per tre lati dalla sua acqua salata; e nel Mediterraneo dobbiamo assicurarci una presenza da protagonisti, non vivere a rimorchio di Paesi che hanno altrove i loro veri interessi!!! Gabriele Marzocco