Sei sulla pagina 1di 2

8 settembre 1943: la mancata difesa di Civitavecchia e la battaglia per Roma di Paolo Di Giacomantonio La giornata dell8 settembre rappresenta un momento

particolarmente importante per ricordare una giornata grande e tragica della storia nazionale. Sessantaquattro anni fa, alle ore 19:45, Pietro Badoglio annunciava alla radio larmistizio con gli Alleati: ci che avrebbe dovuto rappresentare la fine della guerra degli italiani. Ma i nostri ex alleati tedeschi non avrebbero accettato di perdere la penisola cos facilmente. Appena appresa la notizia dalla radio i tedeschi facevano scattare le operazioni Alarich e Student, che prevedevano loccupazione dellItalia e la cattura del governo e del re. A difesa di Roma era stato creato un embrionale schieramento difensivo basato su postazioni fortificate e su sette divisioni che avrebbero dovuto coprire tutte le vie daccesso alla capitale. La citt di Civitavecchia rappresentava, per cos dire, il fianco nord-occidentale delle difese della capitale. In citt erano state costruite fortificazioni che sbarravano le rotabili e la ferrovia in tutti gli accessi alla citt. Le difese erano guarnite con sufficienti truppe che, pur non rappresentando quanto di meglio possedesse lesercito, sarebbero state sufficienti per ostacolare qualsiasi nemico. La notte dell8 settembre le truppe tedesche della 3a divisione Panzergrenadier scendevano dallalto Lazio dove erano dislocate e la mattina del 9 entravano a Civitavecchia non incontrando alcuna opposizione da parte italiana. I soldati italiani erano stanchi della guerra e non volevano pi combattere contro chiunque fosse. In migliaia lasciarono le proprie postazioni e gettarono le divise. In queste condizioni non si poteva tentare alcuna difesa. Eppure cera chi non si arrendeva. Il Colonnello Ciancabilla, comandante del 152 Reggimento Costiero aveva raccolto attorno a se un gruppo di uomini pronti a resistere e cominci a ripiegare alle spalle della citt, sulle Colline dellArgento. Da qui decideva di spostarsi a Santa Marinella, da dove erano giunte notizie di una qualche resistenza. Infatti a Santa Marinella i tedeschi non erano passati. Un coraggioso ufficiale del Colonnello Ciancabilla aveva fatto saltare il ponte sul fiume Marangone, sbarrando la strada ai mezzi tedeschi. Impossibilitata a proseguire, la colonna tedesca tornava sui propri passi e tentava di raggiungere la capitale passando per Vetralla e percorrendo la Via Cassia. Altri due coraggiosi ufficiali, questa volta del Battaglione S. Marco, avevano organizzato dei posti blocco agli ingressi del paese: uno allaltezza dellattuale parco del Maiorca e laltro ai margini meridionali di P.za Civitavecchia. Centinaia di soldati tedeschi provenienti da Civitavecchia furono fatti prigionieri mentre unintera colonna di automezzi, che era senza scorta blindata, era stata bloccata ai margini meridionali del paese. Sebbene si trattasse di una debole resistenza, organizzata con pochi mezzi, a livello locale e frutto delliniziativa di singoli ufficiali, va comunque registrato che la difesa del litorale settentrionale di Roma continu fino al 12 settembre. A Roma fino al 10 settembre si erano svolti furiosi combattimenti tra italiani e tedeschi, culminati con la celebre difesa di Porta S. Paolo. Se la difesa organizzata sul litorale non avesse retto, la colonna tedesca che avanzava sulla Via Aurelia avrebbe potuto schiacciare i difensori di Porta S. Paolo e fare una carneficina. Le truppe tedesche erano riuscite ad aver ragione della resistenza italiana tra Cerveteri e Santa Marinella solo due giorni dopo la resa di Roma, prendendone le difese alle spalle. Questo capitolo di storia attualmente oggetto di studio da parte del Centro Nazionale di Studi Storici e Militari. Il centro studi sta documentando e raccogliendo decine di

testimonianze per ricostruire quegli avvenimenti, come la resistenza di pochi e risoluti difensori nei confronti di un nemico meglio organizzato, motivato e meglio armato. Poche pagine luminose in uno dei capitoli pi bui della storia nazionale. Coloro che volessero collaborare possono contattare il Centro Nazionale di Studi Storici e Militari allindirizzo e-mail: centrostudistoricimilitari@hotmail.it o telefonare la numero 3404111401.