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COOP26 : UN ULTIMA POSSIBILITA’ PER IL

PIANETA
A novembre il Regno Unito, insieme all’Italia, ospiterà un evento che molti ritengono essere la migliore,
nonché ultima, opportunità del mondo per tenere sotto controllo le conseguenze devastanti dei
cambiamenti climatici. Quest’anno si terrà infatti il 26eismo vertice annuale, di qui il nome COP26. La
COP26 sarà presieduta dal Regno Unito che la ospiterà a Glasgow.

In vista della COP26 il Regno Unito sta lavorando con ciascun Paese per raggiungere un accordo su come
affrontare i cambiamenti climatici. I leader mondiali attesi in Scozia saranno più di 190. Ad essi si uniranno
decine di migliaia di negoziatori, rappresentanti di governo, imprese e cittadini per dodici giorni di
negoziati. Presiedere la COP26 sarà un compito impegnativo, perché questo non sarà un qualsiasi vertice
internazionale. Ma perché è così importante ?

Per capirlo, bisogno guardare indietro, precisamente nel 2015, quando, a Parigi, si svolse la Coop21. Per la
prima volta successe qualcosa di epocale: tutti i Paesi accettarono di collaborare per limitare l’aumento
della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi, puntando a limitarlo a 1,5 gradi. Inoltre i Paesi
s’impegnarono ad adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici e a mobilitare i fondi necessari per
raggiungere questi obiettivi. Ecco che nasceva l’Accordo di Parigi. L’impegno di puntare a limitare
l’aumento delle temperature a 1,5 gradi è importante perché ogni decimale di grado di riscaldamento
causerà la perdita di molte altre vite umane e altri danni ai nostri mezzi di sussistenza. Nel quadro
dell’Accordo di Parigi ciascun Paese si è impegnato a creare un piano nazionale indicante la misura della
riduzione delle proprie emissioni, detto Nationally Determined Contribution (NDC) o “contributo
determinato a livello nazionale”. I Paesi concordarono che ogni cinque anni avrebbero presentato un piano
aggiornato che rifletteva la loro massima ambizione possibile in quel momento.

Ma quali sono gli obbiettivi della Coop26? Il primo obiettivo è incentrato sulla mitigazione, ovvero
perseguire principalmente le indicazioni previste dall’Accordo di Parigi, una stipulazione firmata nel 2015
dai paesi membri dell’UNFCC riguardo alla riduzione dell’emissione dei gas serra a partire dal 2020. Infatti,
secondo questo primo obiettivo, è necessario dimezzare le emissioni entro il 2030 e azzerare le emissioni
nette di carbonio entro il 2050.

Il secondo importante obiettivo della conferenza si basa principalmente sulla protezione e il ripristino degli
ecosistemi naturali e sulla costruzione di difese, infrastrutture ed agricolture più resilienti agli inevitabili
cambiamenti climatici. Lo scopo di questo obiettivo è fondamentalmente contrastare la perdita delle
abitazioni, dei mezzi di sussistenza e persino delle vite umane che costantemente sono messe in pericolo
dalla crisi climatica. La COP26 precisa che per raggiungere questi primi due obiettivi, i Paesi più sviluppati e
industrializzati devono impegnarsi e mantenere la loro promessa di stanziare almeno 100 miliardi di dollari
in finanziamenti per il clima ogni anno.

Il terzo obiettivo mette al centro il sistema e le istituzioni finanziarie internazionali, che devono fare la loro
parte per contrastare la crisi climatica che stiamo vivendo. Lo scopo, secondo questo obiettivo, è fare in
modo che ogni decisione finanziaria nel mondo contenga anche una motivazione ambientale. Infine hanno
finalizzato in modo dettagliato il “Libro delle Regole” di Parigi, ovvero tutte le regole necessarie per rendere
operativo al 100% il precedente Accordo di Parigi. L’obiettivo della collaborazione è volto principalmente a
rafforzare ed accelerare tutte le attività sviluppate da governi, imprese e singoli cittadini per affrontare la
crisi climatica.

BAIANO GINO 2AG

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