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LISOLA - Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno IX - n 11 1/15 dicembre 2007

Chi dugnu chi sugnu!

Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno IX - n 11 - 1/15 dicembre 2007
Ed. Responsabile: Francesco Paolo Catania - Bvd. De Dixmude 40/bte 5 - (B) 1000 Bruxelles - Tel/Fax: 0032 2 2174831 - 0032 475810756

Un pezzo di Natale
Pagina 2

Pagina 3

Videogiochi
pericolosi
Pagine 3-4

POKER PETROLIFERO:

LENI cala le braghe!


LALTRA SICILIA PROMUOVE LA "CONFEDERAZIONE DEI GIORNALISTI E DEI MEDIA SICILIANI NEL MONDO" Pagina 8

Gli avvoltoi di carne fresca: Bazoli, Profumo & Geronzi

OCCHIO ALLA BANCA SCIACALLO SCIACALLO

Pagine 9 & 10

La moneta illusoria
Moneta legale, moneta-debito e false cambiali: monetaquasi sempre la realt supera la fantasia...
Pagina 11

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LISOLA - Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno IX - n 11 1/15 dicembre 2007

Un pezzo di Natale
ra scintillio di luci e lampioni, nelle atmosfere di citt vestite a festa, negli angoli di vetrine e strade colorate, mentre avanza la fredda stagione e guadagna al tempo nebbie e piogge da venire, sfilano inesorabili le ore che ci avvicinano alle cerimonie del dicembre. Riviviamo cosi' il mito del nostro ritorno, anche se ormai favole e incantesimi hanno lasciato il posto al freddo cinismo dell'uomo e alle leggi implacabili della realt. Ma ancora la festa, il rito dell'incontro, con vecchia madre e amato genitore ed amici perduti al limitare dell'oblio, e i rumori della festa, i suoi sapori e certo la tradizione dell'abete del Natale che da sempre ci riporta al giorno del vestito nuovo, alla frenesia di quel giorno. Ma un oggetto alla fine che rimane pur sempre la rappresentazione di un'albero in mezzo ad una foresta di abeti che ha bisogno di essere rischiarato con luci e colori. Dalla parte del siciliano c' sempre un viaggio nella memoria come dalla parte dell'uomo c' sempre una grotta in mezzo alla foresta. E se intorno il buio e il rumore della notte fa tremare il cuore, all'interno gli strilli del Bambino adorato dallo sguardo della madre e del padre, la stalla rischiarata

dalla luce di candele e il calore del bue e dell'asinello vincono tenebre e paure, come sorriso di madre e battito di cuore al ritornare di figlio lontano. Allora noi, gente distratta, possiamo soltanto rallentare la nostra corsa quotidiana davanti allo scintillio di un albero addobbato di luci ma ci fermiamo assorti quando vediamo la grotta, quando ci accorgiamo del bisogno di stare insieme, del bisogno di una famiglia per vincere la notte, dell'amore per ridare calore al bimbo infreddolito, del battito del passo di fronte alle magie di antica Morgana. Non si ferma certo il passo dall'andare incerto quando davanti a noi si apre al viaggio lo stretto di Messina, lo stretto obbligato del passaggio, vera metafora del viaggio a ritroso nei meandri dell'esistere. Ascoltiamo allora il battito dell'onda su antica chiglia di legno scrostato dai marosi. Infinita vela diventata la Sicilia, non pi perfetta nell'isolamento, ma ricca di frantumi di pietre, di civilt, di lingue. Ora vecchio stretto obbligato si come allargato, stretto diventato pi estremo rispetto ad un centro sempre pi lontano e perduto. E continuiamo il nostro viaggio nonostante il tempo, l'et e gli affanni .

Eugenio Preta

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Campagna per una nuova politica del lavoro in Sicilia
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LISOLA - Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno IX - n 11 1/15 dicembre 2007

Videogiochi pericolosi

a storia della Sicilia (o meglio del Regno di Sicilia) si studia praticamente ovunque nel mondo: nelle scuole superiori di tutti i paesi musulmani, in Grecia, in Spagna ed in tutte le universit del vecchio e del nuovo mondo. L'unico posto dove la storia della Sicilia non si studia la Sicilia (il resto d'Italia neanche lo prendiamo in considerazione).

POKER PETROLIFERO: LENI cala le braghe!


a partita per l'accaparramento delle risorse energetiche riveste un ruolo di primo piano nel nuovo assetto geopolitico mondiale. Ma il mondo delle compagnie petrolifere un mondo chiuso ed opaco, fatto di attori sia pubblici che privati che tendono a salvaguardare gelosamente i loro segreti scientifici ed economici. Il gioco dei contratti, delle alleanze, degli accordi con i governi proprietari delle risorse vede quindi i contendenti puntare spesso quasi al buio, rilanciare sulle offerte altrui e bluffare sulle proprie forze sperando che il proprio gioco non sia scoperto. Un duello fatto pi di sguardi e smorfie ad un tavolo al quale difficilissimo essere ammessi e dal quale non ci si alza se non quando si perso tutto. L'Eni sin dai tempi di Enrico Mattei sempre stata uno dei giocatori pi scaltri a sedere al tavolo non proprio verde di questo poker petrolifero. Partendo quasi da zero Mattei ha messo l'Italia all'altezza delle grandi compagnie petrolifere: un manager geniale e con pochi peli sullo stomaco che perseguiva i suoi obiettivi con diabolica pervicacia. Ma Mattei passato come tanti altri personaggi che hanno contribuito a portare il nord Italia nel club della politica mondiale. Solo che lass non si sono ancora rassegnati e continuano a tentare colpi a effetto per ritornare su quelle cime che difficilmente potranno nuovamente toccare. L'ENI negli ultimi anni ha veramente puntato grosso, cercando di trasformare i suoi possedimenti mediterranei (leggi Sicilia e Puglia) in un hub energetico destinato a convogliare idrocarburi da est e da sud verso l'Europa. Ma siccome capita che niusciunu fissa, il suo gioco stato scoperto prima ancora di cominciare la mano e la sua tattica smontata pezzo per pezzo (leggi art. pag.4), tanto che ora il colosso energetico italiano costretto alla difesa. Il segnale pi evidente di questa difficolt, nonch delle paure che attanagliano la Padania, si avuta in questi giorni con la firma dell'accordo per la costruzione del GALSI (il Gasdotto AlgeriaSardegna-Italia), un'opera dai costi esorbitanti e dall'apparente inutilit strategica. Poggiare una tubatura sul fondo del mare ha dei costi elevatissimi rispetto all'interramento in superficie. I tratti in mare sono in genere brevi e si scelgono solo per una oggettiva mancanza di alternative: sarebbe impossibile fare arrivare il gas in Italia se non si attraversasse lo stretto di Messina. Certo, si sono costruiti tratti estesi nei mari asiatici interni e si sta costruendo una nuova tubatura sul fondo del Mar Baltico, ma le profondit di questi bacini hanno poco a vedere con i fondali mediterranei. Tanto per fare un confronto, il GALSI (110 milioni si metri cubi al giorno, 2 miliardi di Euro di costi complessivi per 900 km di lunghezza) verr a costare circa 3.3 milioni di dollari al km. In questi stessi giorni Iran e Turchia hanno raggiunto un accordo (http://www.ilsole24ore.

Al contrario di quello che dicono i nostri professoroni universitari, la storia del Regno di Sicilia e cos dirompente e l'immagine della Sicilia cos forte nell'immaginario comune da essere usata persino nei videogiochi. E con un tale livello di enfatizzazione da poter far venire il paradossale dubbio ad un genitore su cosa sia la cosa migliore da fare: mandare i figli a scuola, o piazzarli davanti appunto ad un videogioco. Ed il videogioco in questione si chiama Medieval II: Total War. In esso il giocatore assume il controllo di una fazione all'interno di un contesto storico reale (compreso tra l'anno 1000 ed il 1500 d.c.), partecipando alla simulazione di eventi bellici reali, studiandone lo svolgimento e possibilmente influenzandone l'esito con le sue decisioni. Pi in generale ogni giocatore ha la possibilit di costruire una vera e propria civilt, sviluppando le risorse naturali del suo regno, costruendo infrastrutture e assoldando nell'esercito i sudditi, che chiaramente meglio si nutrono a casa, pi energie hanno a disposizione sul campo. Svolgendosi come detto tra l'anno 1000 ed il 1500, non poteva mancare tra le parti in gioco il Regno di Sicilia, uno dei maggiori protagonisti degli eventi di quegli anni, anche se oggi cancellato dai libri di storia di mezza Europa. Anzi, sfogliando il sito ufficiale del gioco (http://www.totalwar.com/) si scopre che per pubblicizzarlo come esempi delle principali fazioni (cliccare prima su Game Info e poi su Factions), accanto a Russia, Impero Bizantino, Turchia ed Inghilterra troviamo la Trinacria Siciliana. Chi ha sviluppato il gioco la storia l'ha studiata bene. Anzi benissimo, visto che sa anche quanto sia odiato dagli europei questo maledetto Regno di Sicilia. Al punto che se andiamo a cliccare sulle bandierine delle lingue spagnola, francese, tedesca e soprattutto italiana, notiamo che andando a cercare sulle stesse pagine il Regno di Sicilia scomparso! (troviamo i bizantini, il papato, l'Inghilterra e l'Egitto). Come d'altronde scompare la dizione Regno di Sicilia dalla pagina italiana di wikipedia (http://it. wikipedia.org/wiki/Medieval_II:_Total_War) che descrive il gioco (ma in quella in lingua inglese citato correttamente - http://en. wikipedia.org/wiki/Medieval_II:_Total_War) sostituita da un algido siciliani che controllerebbero le regioni (!!?!) di Palermo e Napoli. Altra cosa curiosa che sbirciando nei vari forum ho notato che molti utenti che si ponevano al comando del Regno di Sicilia notavano un strana e persistente irritabilit del Papa nei loro confronti. Anche questo un dettaglio dovuto alle conoscenze storiche degli sviluppatori? Allora a Natale facciamo un regalo poco poco pi intelligente ai nostri figli (scusate il messaggio promozionale: vi giuro che non mi danno niente...) e permettiamo almeno a loro di imparare la Storia, quella vera con la S maiuscola! Vedi anche: Sicily against the Moors (http://www.youtube.com/watch?v=pqt6yhfuN9g).

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LISOLA - Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno IX - n 11 1/15 dicembre 2007
com/art/SoleOnLine4/Mondo/2007/11/intesa-italia-algeriacontratti-gas.shtml?uuid=8a99e6de-934a-11dc-957300000e251029&DocRulesView=Libero&area=box04b) per un gasdotto di portata 5 volte superiore, ma lungo ben 2577 km interamente sulla terraferma: costo totale 5 miliardi di dollari. Costo al km: 2 milioni di dollari. Una bella differenza: sarebbe stato molto pi conveniente costruire l'ennesima condotta attraverso la nostra isola! Un tale sperpero di soldi (in buona parte pubblici) ha senso solo se vi sono delle precise motivazioni strategiche: mancanza di fiducia nella disponibilit dei siciliani a continuare a collaborare a costo zero? Strani sono anche i termini del contratto: per ottenere la partecipazione della Sonatrach (l'azienda di stato algerina) al progetto e per assicurarsi il gas necessario a riempire il tubo gli italiani hanno spalancato le porte del mercato interno agli algerini e degli 8 miliardi di metri cubi annui che arriveranno in Italia, 3 potranno essere gestiti direttamente sui mercati italiani dai nordafricani. Praticamente l'ENI (o forse sarebbe meglio dire l'Italia) sta pagando per calarsi le braghe. Cosa alla quale ultimamente pare si stia abituando parecchio: nel giugno 2006 un accordo simile era stato raggiunto con la Russia (http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/esteri/italiarussia/italia-russia/italia-russia.html) (e spacciato qui come a noi favorevolissimo, quasi che Putin fosse babbo...), mentre pochi giorni fa un contratto con la Libia stato degradato di categoria (http://www.paginedidifesa.it/2007/croce_071019.html) (dai libici, ovviamente). La cosa pi tragica che tutti questi stati (Russia, Algeria, Libia, Turchia, Iran) sembrano intendersela parecchio bene tra di loro mentre trasformano l'Europa in una immensa camera a gas dove stanno per morire asfissiati i sogni di potere di padani e liberali. Basterebbe che la Sicilia si allontanasse da Villa di qualche altro millimetro che le braghe non riuscirebbero ad alzarsele pi. Ilconsiglio.blogspot.com

leggermente diversa: lo spettro di una Italia senza energia viene infatti agitato a comando solo per "fare" opinione pubblica contro coloro i quali non "calano le corna" immediatamente quando i satrapi delle grosse aziende produttrici di energia decidono di condannare il futuro loro e dei loro figli. In realt pi e pi volte si (tra le righe) ribadito, da parte dell'ENI come da parte dell'Autorit per l'Energia, che l'obiettivo fare dell'Italia l'hub del gas per l'Europa. Il progetto ha in s un senso economico notevole: Italia hub del gas significa una fonte di valuta pregiata immensa, con la quale (ad esempio) un Moratti qualunque potrebbe coccolarsi con altre 3 o 4 squadre come l'Inter. E chiaramente tutta l'economia Italiana ne potrebbe giovare (ne potrebbe...). E' per tutto da vedere quanto questo sia realizzabile. Per concretizzare la cosa i Tosco-Padani dovranno mettercela tutta. Dovrebbero in pratica fare una vera e propria magia per riuscire a fare della regione padana, una delle regioni pi merginali al mondo, separata dal centro dell'Europa dalle Alpi, lontana dal centro del Mediterraneo, lontanissima dai paesi produttori a sud (Libia, Algeria, Nigeria) e ad est (Turchia, Medio-oriente, Russia), un hub. Dovrebbero non solo riuscire a mantenere intatto l'attuale regime segregazionista nel Sud della penisola e specialmente in Sicilia (e recenti indizi indicano come tutt'altro che certa la cosa), ma addirittura riuscire ad estenderlo a parte del Balcani (per impedire la costruzione di un gasdotto che giunga dalla Grecia al centro dell'Europa attraverso di essi, molto pi economico del passaggio in Puglia) ed intercettare i flussi russi (cosa in pratica gi fallita poich i tedeschi si stanno costruendo un gasdotto allo scopo sotto il Baltico). Certo hanno la carta dei rigassificatori e del contratto per il gas nigeriano, ma anche l la cosa non molto convincente, poich un paio delle suddette strutture nella penisola Iberica ridimensionerebbero il tutto rendendo il trasporto di gran lunga pi economico. Se in pi ci mettiamo il fatto che gli altri paesi europei non hanno sicuramente questa gran voglia di dipendere da una nazione instabile e corrotta come l'Italia, ci possiamo rendere conto di come il progetto sia tutt'altro che sicuro di avere il successo sperato. E poi c' da fare una ulteriore considerazione: visto che in fondo tutta l'economia italiana ne POTREBBE giovare, perch cercare di nascondere la realt? Non si potrebbe semplicemente spiegare ai cittadini i benefici che ne deriverebbero per tutti? E gi, per tutti... In effetti un sospetto viene: ENI ed ENEL (le societ che dovrebbero costruire e gestire la gran parte di queste strutture) non sono pi aziende statali (pubbliche), essendo state da tempo privatizzate. Ci significa che gli introiti sono solo in parte pubblici (diciamo tra il 30 ed il 40%, ma nel prossimo futuro potrebbe essere molto meno), il resto va ad investitori privati. Per le opere invece pagheranno tutti gli italiani (e solo gli italiani) tramite le bollette. Ora, se queste opere venissero usate per portare gas alle imprese italiane un conto, ma se invece vengono poi utilizzate per rivendere il gas in Europa ed ottenere un profitto prevalentemente privato (se non esclusivamente: si sa, siamo in Italia...), beh! Forse neanche gli stessi tosco-padani sarebbero tanto contenti di vedersi confiscato il terreno (e l'aria) per questa malintesa "pubblica utilit"...

GAS: interesse privato in atto pubblico?


e grandi manovre sul gas in Italia sono gi iniziate da qualche tempo, ma ultimamente hanno subito un'inpennata:raddoppiamento della rete di collegamento nord-sud, il via al progetto del GALSI (Gasdotto AlgeriaSardegna-Italia), nuovo gasdotto Taranto-Bologna (preludio al collegamento Puglia-Grecia), nuovi depositi di stoccaggio del gas e ben 6 rigassificatori, mentre in tutta Europa la domanda complessiva di metano diminuisce. L'Italia consuma 85 mld di metri cubi di gas, di cui 73 importati. Con il completamento delle infrastrutture previste potremo raddoppiare (o anche quadruplicare, visto che di recente la notizia di una nuova tecnologia per comprimere il gas lungo le tubature esistenti fino al doppio del valore attuale) la quantit di metano che in ogni dato momento attraversa il paese, per proiezioni di consumi anche 3 o 4 volte quelli attuali. A questo possiamo anche aggiungere che l'Italia ha la pi alta percentuale di energia sul totale consumato prodotta attraverso il metano (44%), e stiamo costruendo anche centrali a carbone. Dove vogliamo arrivare? Davvero tutti questi investimenti servono solo ad assicurarsi il gas necessario al nostro sviluppo per i prossimi 20-25 anni? Non c' poi bisogno di fare molta strada per capire che la verit

Energia, gas e petrolio siciliani sono NOSTRI!

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A quanti non labbiano ancora capito...


Rocco Chinnici, il magistrato palermitano assassinato dalla mafia il 29-07-1983, che dichiaratamente non nutriva sentimenti di simpatia verso l'indipendentismo siciliano, nella sua relazione sulla mafia tenuta nell'incontro di studio per magistrati organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura a Grottaferrata il 03-07-1978 cos ebbe testualmente a scrivere e ad esprimersi: Riprendendo le fila del nostro discorso, prima di occuparci della mafia del periodo che va dall'unificazione del Regno d'Italia alla prima guerra mondiale e all'avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell'unificazione, non era mai esistita in Sicilia , e pi oltre aggiunge: "La mafia ... nasce e si sviluppa subito dopo l'unificazione del Regno d'Italia". Dunque l'annessione della Sicilia al Piemonte e poi al Regno d'Italia cre le premesse e le condizioni favorevoli per la nascita e lo sviluppo della mafia.

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LISOLA - Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno IX - n 11 1/15 dicembre 2007 LA POSTA LETTORI. LA POSTA LETTORI. LA POSTA

Delucidazioni
esideravo avere delle delucidazioni in merito alla esattoria Siciliana sino al 1982 arricchiva poche famiglie dette i baroni del 10%.Di cosa si tratta veramente? Grazie, A.Ortolano

D U

na ricostruzione dettagliata di quei torbidi anni richiederebbe una vera e propria ricerca storica documentata. Il punto sostanziale che la riscossione delle imposte in Sicilia era affidata ad una societ controllata dai cugini Salvo, del trapanese, la quale era poi in realt prestanome o comunque fortemente integrata al potere di Cosa Nostra, a sua volta legato a doppio filo a quello dei partiti italiani in Sicilia di allora e, soprattutto, della Democrazia Cristiana (che qualcuno ha anche il coraggio di rimpiangere).

Questa societ poco a poco riusc a farsi dare l'appalto delle imposte in 7 province su 9, e il 10 %, se la memoria non ci inganna, era il favoloso aggio sulle imposte che restava nelle mani degli esattori. Non ci vuole molto a immaginare che a sua volta questo aggio restasse solo in parte nelle mani dei potentissimi cugini mentre il resto veniva spartito a tutto il sistema di potere che consentiva questa ruberia alla luce del sole. Il sistema esplose nel 1982, i Salvo travolti dagli scandali, arrestati, poi morti, e la riscossione delle imposte fu da allora appaltata a societ bancarie che lucrano l'aggio altrettanto alla luce del sole. Prima fu la Montepaschi Serit, poi la Serit Sicilia spa, ma questa cronaca di anni recenti. E' singolare che la Sicilia, privata di un sistema bancario proprio, debba affidarsi a quello italico per la riscossione delle proprie imposte che, quindi, vanno indirettamente a ingrassare conti economici che non ci appartengono. Ma l'era dei Salvo era - se possibile - ancora peggiore, con due signori e la mafia dietro (tanto per dare la colpa alla sola mafia) a spartirsi una quota ingentissima del prelievo tributario sui cittadini siciliani. Massimo Costa

Mafia e padrini
a buon siciliano all'estero che soffre vedendo la propria terra logorata e maltrattata dalla mafia, ho appreso con molta gioia l'arresto di un altro grande padrino; ma a questo punto mi chiedo: quanti sono questi padrini e quando finiranno per sempre? Sembra che un padrino va e un altro viene e morto un padrino ce n' un altro pronto a subentrare, un po' come i papi. Non le sembra che si sia quasi giunti a un paradosso in Sicilia dove c' quasi una necessit di avere padrini che controllano e regolano il territorio? Io mi chiedo: il giorno in cui si riuscir a strappare la Sicilia al controllo della mafia, chi avr la capacit, l'autorit, gli strumenti e le cognizioni per regolare

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DEI LETTORI. LA POSTA DEI LETTORI. LA POSTA DEI LETTORI. LA POSTA DEI LETTORI. LA POSTA
la vita pubblica e privata siciliana? Pino Arlacchi dice: la mafia una delle organizzazioni sociali pi efficienti al mondo, purtroppo la forza coercitiva delle sue regole si basa sul delitto e sulla morte, comunque il suo sistema non fa una piega e tutti obbediscono perch sanno che se si sbaglia si paga con la vita. Se notiamo bene nelle manifestazioni antimafia sono sempre i ragazzi a marciare e a urlare la Sicilia siamo noi, ma gli adulti, dai quarantenni in su, non si vedono, non marciano e non prendono posizione: perch? Perch in fondo sono tutti rassegnati e in un certo senso sono anche semi-contenti. Non vogliamo forse arrivare a condividere la frase detta da un famoso cardinale milanese, il quale a proposito della mafia disse: un'invenzione dei settentrionali. Secondo me tra l'arresto di un Fiorani o un Ricucci e un Lo Piccolo o Provenzano, non c' alcuna differenza. Non si tratta di una vittoria dello Stato su un sistema illegale e cancerogeno, ma si tratta semplicemente di un cambiamento di equilibrio di poteri e di soggetti; nessuno vince e nessuno perde, il sistema rimane inalterato ma alcuni soggetti deboli vengono probabilmente rimpiazzati da altri piu forti, meglio connessi e meglio protetti. A mio avviso questa l'Italia dal nord al sud, con la sola differenza che al sud questa anomalia si chiama mafia. Cordialmente, Ludovico Torrisi rigassificatore, che ricordiamo fu uno dei cavalli di battaglia di molti canditati, dallattuale sindaco ad assessori della sua stessa giunta, divenuto un argomento scomodo da trattare. Al silenzio dei politici, si aggiunge latteggiamento di molti organi di informazione, i quali evitano accuratamente di diffondere notizie e merito allargomento o, ancor peggio, si limitano a pubblicare dichiarazioni e comunicati solo di quanti sono favorevoli allimpianto industriale. Accade sempre pi spesso che i cittadini di Agrigento, chiedano ai componenti del nostro Comitato come mai sia cessata la nostra attivit. Appare evidente, come il silenzio a noi imposto, induca lopinione pubblica a fantasticare sulle ragioni che possano aver indotto il Comitato Pro-Referendum Norigassificatore a disinteressarsi dellargomento. Vogliamo rassicurare gli agrigentini, che da parte del Comitato non vi disinteresse alcuno e che la nostra attivit continua sotto il profilo burocratico, posto che sotto laspetto dellinformazione e della sensibilizzazione, subiamo la censura da parte di chi preferisce diffondere solo notizie favorevoli alla realizzazione dellopera. La condizione di voluto isolamento, che stata creata attorno al Comitato da parte del mondo politico e con la palese complicit di alcuni mass-media, nellimpedire ogni attivit di informazione, espone i nostri rappresentanti a maggiori rischi. Vista la censura impostaci, la popolazione che desidera essere informata sullargomento, potr farlo consultando i siti: www. lavalledeitempli.net e www.norigassificatore.org . Per chiunque avesse necessit di maggiori delucidazioni o volesse aderire al Comitato, potr contattare Gian J Morici al 333 4641390. Confidiamo sulla sensibilit di quanti avendo a cuore la sorte della Valle dei Templi, ci aiuteranno a superare questo isolamento, consentendoci di dare ai cittadini uninformazione diversa da quella imposta dal potere politico ed economico. Per il Comitato Gian Joseph Morici (Comitato ProReferendum Norigassificatore: Davide Tedesco, Toti Cinque, Gian Joseph Morici, Associazione Free, Associazione Askeo, Associazione Italiana Cultura Sport + 2000 cittadini che hanno firmato la propria adesione).

Comitato Pro-Referendum Norigassificatore (Agrigento)

Lettera aperta ai cittadini


grandi interessi che stanno dietro la vicenda del rigassificatore di Porto Empedocle, unitamente ad una volont politica che non tiene in considerazione alcuna n le peculiarit del territorio, n la necessit di coinvolgere la popolazione su scelte che determineranno il futuro della nostra provincia, fanno si che sia stata imposto il silenzio sulla vicenda ed in particolar modo sulle iniziative del nostro Comitato, sia in materia di informazione, sia sugli atti prodotti dallo stesso affinch venga impedito lo scempio della Valle dei Templi. Finita la competizione elettorale ad Agrigento, il no al

La Sicilia ha bisogno di uomini forti di quella sicilianit a tal punto da stravolgere le regole del gioco, a tal punto da essere disposti a rinunciare o rinnegare i vecchi legami politici ma soprattutto abbandonare quelle logiche del potere politico siciliano, ancora attuali, che certamente hanno contribuito e contribuiscono al mantenimento delle cose.

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LISOLA LISOLAPOESIA

"Quando le persone intelligenti si arrendono, lasciano il mondo nelle mani dei cretini." Saggio cinese

Giuseppina Spadaro
iuseppina Spadaro ha iniziato a prendere parte a concorsi letterari dal 1976. Ha poi partecipato anche ad altri concorsi musicali e di pittura, conseguendo numerosi riconoscimenti. Ha sempre primeggiato nei concorsi di poesia, dove si sempre classificata tra i primi tre. Ha inoltre collaborato all'edizione del vocabolario siciliano edito dall'Universit di Catania. Ha scritto delle bellissime poesie, molte delle quali dedicate alla sua citt di provenienza che Messina.

LALTRA SICILIA PROMUOVE LA "CONFEDERAZIONE DEI GIORNALISTI E DEI MEDIA SICILIANI NEL MONDO"

l Comitato Direttivo de L'Altra Sicilia, al servizio della Sicilia e dei Siciliani della Diaspora, determinato a voler esaminare i problemi di attualit e le esigenze che affliggono le comunit siciliane all'estero, si riunito per via telematica ed ha ritenuto opportuno puntualizzare una serie di interventi necessari a ridare dignit al Popolo Siciliano della Diaspora. Innanzitutto, i membri del Comitato Direttivo de L'Altra Sicilia, hanno ritenuto importante sottolineare come i siciliani siano la pi numerosa comunit che vive e opera all'estero, contrariamente ai fumosi personaggi del Parlamento Siciliano che non hanno mai sentito la necessit di proporre una qualsiasi politica d'avanguardia nel settore dell'emigrazione non considerando i siciliani della diaspora come corregionali a tutti gli effetti ma solamente un'occasione per offrirsi viaggi intorno al mondo sperperando cosi' ingenti somme che potrebbero invece servire, se altrimenti utilizzate, allo sviluppo economico e civile della nostra Isola. Esaminando quindi il successo sempre crescente del Made in Italy, il Direttivo ha ritenuto che gran parte di questo sedicente Made in Italy sia frutto del lavoro di questa comunit siciliana senza che, peraltro, essa ne ottenga il seppur minimo riconoscimento, costretta invece a diluire la propria identit specifica in quella italiana pi generica, oggi come in ogni epoca, a vantaggio di avventurieri occupati a saccheggiare, come lanzichenecchi, i tesori della nostra piccola Patria che non siano gi stati stati svenduti o distrutti. In un mondo in cui le notizie viaggiano in tempo reale, il Direttivo del parere che un'informazione la pi dettagliata possibile sia necessaria per riannodare il filo dell'identit e dell'appartenenza di queste comunit alla Madre Terra e, alla luce delle numerose testate e organi di informazione esistenti nel mondo riconducibili a nostri corregionali, sottolineando l'assenza di un coordinamento tra questi mezzi di informazione, vera forma di aggregazione del Popolo Siciliano della Diaspora, ritiene che senza voce e senza unit questo popolo, costretto da una patria matrigna ad emigrare, non avr mai autorevolezza n esatta cognizione del suo valore. Il Direttivo ritiene quindi necessario che L'Altra Sicilia , al servizio della Sicilia e dei Siciliani della Diaspora, si faccia promotrice di una "Confederazione dei giornalisti e dei media siciliani nel mondo" come risposta a tutti i tentativi delle burocrazie consolari italiane e di sedicenti associazioni siciliane che operano all'estero di irreggimentare e asservire le voci libere dei siciliani emigrati e come mezzo idoneo a ridare alle comunit siciliane nel mondo la dignit e l'orgoglio dell'appartenza ad un popolo che non sa di esserlo. Per la Sicilia , solo per amore della Sicilia .

SICILIA AMATA
Sicilia bedda e amata cantata e disprizzata ... tu si la terra di li cosi ntichi ... tu tanti nomi avisti nta la storia e fusti sempri centru di la gloria. Centru di li pueti e di li ciuri tu fusti sempri giardinu dill'amuri ... Sicilia cara terra di lu suli e di lu sali ... U suli chi riscadda tutti i cori U sali chi li pinseri fa divintari amari ... A luna arreti i nuvuli si mmuccia e cianci puru ... pi li cosi brutti chi succedunu oggi nta sta terra puru si ancra cca non c' la guerra ... E sta terra ch'era stidda di lu mari di li svinturi Diu l'havi a scansari ...

Per informazioni: laltrasicilia-antudo@skynet.be

LISOLA
Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana

Giuseppina Spadaro

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Direttore responsabile Francesco Paolo Catania


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ECONOMIA

Occhio alla banca-sciacallo bancaC'era una volta il direttore di banca.


uando un artigiano, commerciante o impresa chiedeva un fido, andava a vedere di persona le gru, i capannoni, i magazzini del potenziale debitore. Era un personaggio ben inserito nella realt economica locale. I profitti della banca venivano in parte notevole da questa attivit. E non erano piccoli: dopotutto, ricavava interessi da denaro che per il 90% era creato dal nulla, e per il 10% apparteneva non alla banca ma ai depositanti, che di interessi non ne vedevano. Oggi non pi. Come spiega un doloroso articolo su Libero Mercato (1), il bancario deve vendere a qualunque malcapitato entri in banca assicurazioni, prodotti finanziari che puzzano, derivati e strutturati col trucco, e di cui il cliente non ha bisogno. Vuoi il fido? Allora beccati anche questo swap dollaroyen, o questa quota di hege fund con portafoglio colmo di azioni di Pechino. Non ti occorre? Ma la banca, per darti il fido, ti chiede di contribuire ai profitti dell'istituto, che oggi si fanno cos. Altrimenti niente credito. I risultati sono quelli raccontati spesso dalla Gabanelli e da Libero stesso: negozi ben avviati portati al fallimento dalla leva negativa di quegli strutturati, su cui bisogna pagare margini che superano i fatturati; prestiti-ponte per pagare quei debiti improvvisi; colossali indebitamenti occulti di Comuni Province e Regioni. Non colpa dei bancari. E' che il loro status stato cambiato: parte del loro stipendio oggi dipende dai risultati, ossia da quali schifezze e truffe hanno rifilati ai clienti. Ridotti a promotori finanziari senza preparazione specifica, assillati dagli ufficimarketing che dettano quale cliente chiamare, a quale ora e per quale prodotto e dalla telefonata del capo-area che vuole

Mario Draghi risultati, altrimenti niente incentivi e premio annuale. La condizione dei bancari quella delle prostitute albanesi nelle grinfie del racket, e come tali devono comportarsi. E i vecchi direttori hanno perso la delega: non sono pi loro a dire se quell'artigiano o impresa meritano di essere affidati, ma processi automatizzati, decisi da lontani computer con software irreali, made in USA. Processi di vendita massificati, dice Libero, non serve pensare: tutto pianificato dagli arroganti neo-banchieri che imitano Wall Street. Dice Libero: tra i risultati, c' che crescono le perdite delle grandi banche sui crediti di piccola dimensione. E che i clienti, non trovando pi il direttore che li conosceva da anni, ripiegano sulle piccole banche locali, che tengono e crescono nonostante l'arretratezza tecnologica, e che erano state date per spacciate perch non hanno le dimensioni. Ma non questo il punto. La vera tragedia che la banca, prima, era almeno una ausiliaria dell'economia reale, dell'industria e del commercio. Oggi ne il parassita distruttore. Gli avvoltoi, almeno, mangiano cadaveri gi putrefatti. Le nuove banche divorano imprese vive e vegete, rifilando loro prodotti fallimentari, str ut tur at i in com pr ens ibil i ch e aggraveranno i conti fino alla bancarotta. Libero Mercato, che il miglior giornale economico in circolazione per il fatto che meno colluso dei grandi (peccato solo che Oscar Giannino, cos chiaro quando parla,

non scriva benissimo), se n' accorto e denuncia. Fra un anno o due - magari - se ne accorger anche il genio, il venerato maestro Mario Draghi, lo dir con parole criptiche nella relazione annuale; rimproverer le banche col ditino alzato, non si fa cos. E i Profumo, Bazoli, Geronzi ed altri avvoltoi di carne fresca assentiranno. E tutti gli ipocriti di 24 Ore, Repubblica e Corriere saranno in estasi: come ha ragione! Che genio Draghi! Ha ragione, non si fa cos. Cos si fa invece, sull'esempio e il modello della speculazione purissima, di Wall Street, degli hedge fund, che per almeno hanno a che fare con multinazionali, mica con artigiani e negozi di calzature. E' il dogma del liberismo senza freni n controlli: profitti finanziari comunque ottenuti, anche a prezzo della morte della pecora da tosare. E' un cambiamento di cultura, come si dice: dal credito come ausiliario al creditomarketing predatorio. Fra due anni, quando Draghi parler, magari non ci saranno pi piccole imprese da salvare dai predatori. Invece urgentissimo cambiare subito quella cultura, magari con punizioni esemplari e penali. Perch ora viene la recessione, le occasioni di profitti finanziari diminuiscono, e gli avvoltoi speculativi hanno preso di mira l'ultimo settore dell'economia reale: l'agricoltura, quella che ci d da mangiare, che soddisfa i primari bisogni umani. Di colpo, gli investitori [leggi: speculatori] sono interessati pi al rame e al minerale di ferro che ai derivati sul credito, leggo sul Telegraph (2). E il Credit Suisse ha stilato uno studio eccellente sulle opportunit offerte dai mercati agricoli. Il settore schifato per decenni (i crediti ai coltivatori non rendono niente, meglio l'hi tech e l'ingengneria finanziaria) diventa di colpo appetibile alla speculazione. Il trasporto delle derrate dall'altra parte del

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mondo costa sempre pi (caro-petrolio, mancanza di offerta di flotte), sicch l'autarchia agricola pu ridiventare conveniente. Anche in recessione, la gente deve mangiare. I cinesi cominciano a mangiare pi carne. Parte delle preziose granaglie sono consumate per il demente sogno del biocarburante, e sottratte all'alimentazione umana e animale. Soprattutto, la domanda superiore all'offerta, e tale rester per decenni. Occorrer che la produzione globale di cibo cresca del 3,3% l'anno, ha scoperto lo studio del Credit Suisse: in tempi di recessione, di economia a crescita negativa, una pacchia per la speculazione. I prezzi cresceranno per decenni, perch i terreni agricoli non sono sufficienti, anche la rimessa a cultura delle terre che la UE ha voluto lasciare incolte dando incentivi alla non-coltura (sovrapproduzione, sancivano gli oligarchi di Bruxelles) aggiunger solo l'1% annuo alla terra arabile. Naturalmente, la speculazione vede subito l'affare in questo modo: investire direttamente in queste materie prima attraverso exchange traded funds, ossia altri strumenti finanziari esoticamente strutturati. Ma ci sono altri modi di profittare della imminente rivoluzione agricola, e molti sono meno volatili dei mercati della soia e del frumento, dice il Telegraph. Per esempio, si profitter del fatto che saranno i Paesi produttori a tenere per le palle i Paesi consumatori. E non sia mai che i produttori ci guadagnino, dopo aver coltivato. Investire subito nelle vaste tenute del Brasile, come gi fa la Bunge - una delle sei sorelle del Cartello del Grano - che vende soya brasiliana alla Cina, ed il massimo esportatore. I coltivatori brasiliani sono tenuti per le palle dalla Bunge: vuoi crediti? Ti compriamo la soya in erba. Naturalmente con uno sconto Un altro modo gradito agli avvoltoi investire nel credito bancario, nelle banche che finanziano il settore agricolo. Pi di un terzo dei prestiti del Banco do Brasil sono fatti agli agricoltori: presto, portarglieli via, prendiamoceli noi, i genii della finanza globale. Altre aree che attrarranno nuovi investimenti sono quelle della genetica: imprese come Tyson in USA, Genus in

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credito al contadino, il nuovo subprime! Con questa cultura dominante, non ausiliaria ma predatoria, questi affameranno il mondo. Esattamente come le banche italiote hanno gi fatto portare i libri in tribunale a piccole imprese prospere, cos faranno a quelli che ci stanno dando da mangiare. Perch l'agricoltura, anche la pi efficiente, non si presta ai profitti rapidi e monetari richiesti. Gli avvoltoi di carne fresca: Bazoli, Profumo & Geronzi Nessuna tecnologia, nessun alimento gonfiato o ormonizzato, indurr una mucca ad Inghilterra, Nutreco e Monsanto che sono all'avanguardia nello sforzo di aumentare le accelerare il parto del vitello - richieder sempre dieci mesi. rese. Il che significa che tutta la finanza sar a Nessun fertilizzante Monsanto aumenter spingere, con la sua nota potenza, per i cibi del 30-40% la produzione di granaglie. geneticamente modificati: non soddisfare Il segreto dell'agricoltura risparmiare un bisogno umano che le interessa, ma il investimenti al minimo necessario per la produzione naturale, non aumentarli a profitto finanziario, l'ultima riga del bilancio. dismisura e a credito. Certo, gli avvoltoi vedono bene che conviene investire in irrigazione, Quelli renderanno sterili terre, e infrastrutture, macchinari, fertilizzanti, strozzeranno contadini, per accalappiare un perch l'irrigazione aumenta la produzione profitto semestrale da mostrare a Wall del 30%, e la Cina ha solo il 2,8% di terre Street. irrigate modernamente, contro il 100% di Quelli stanno mettendo i loro becchi dentro l'ultimo, cruciale settore dell'economia reale; Germania e di Israele. Bisogna dunque comprare azioni delle e in piena recessione. aziende che operano in questi settori. Draghi se ne accorger due anni dopo. Ma, ancora una volta, con quella A lui, il cibo non mancher. cosiddetta cultura trionfante nel mercato Di quella cultura maggiordomo, per libero globale. quello l'hanno messo dov'. Non serve, dice il Telegraph, studiare quelle Maurizio Blondet aziende, andare a vedere le loro fabbriche, www.effedieffe.com pensare dove e perch sia meglio investire. Troppo difficile. La soluzione pagare - Jack Free, Il vecchio bancario? Condannato a qualcun altro per farlo. morte, Libero Mercato, 13 novembre 2007. Per esempio rivolgersi al CF Eclectica - Tom Stevenson, Backing agriculture could reap Agricolture Fund britannico, che gi investe a rich harvest, Telegraph, 13 novembre 2007. in queste opportunit, ed aperto a investitori al dettaglio. Ancora una volta, vogliono i vostri soldi: e vi fanno balenare il sogno di fare profitti stando in poltrona, mentre milioni nel mondo faticano sulla terra strozzati dal credito, e altri milioni chiedono di mangiare. Naturalmente il solito inganno. Vogliono rifilarvi un altro prodotto strutturato, un altro derivato, un incomprensibile bond o future dell'Eclectica Fund. Beccatevi questo prodotto, c' dentro il

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La moneta illusoria
Moneta legale, moneta-debito e false cambiali: monetaquasi sempre la realt supera la fantasia..
Dato che: Le banconote (o biglietti) sono lesempio tipico di moneta-segno: rappresentano un debito della banca centrale (da cui sono emesse) e possono essere convertibili in moneta-merce (come in passato) o non convertibili (come oggi).

Pochi italiani sanno che la Banca dItalia

privata - un vero Stato nello Stato, avente come azionista altre banche, tutte private - essa e dato che: risponde solo alla Banca centrale europea, che Sono definite moneta legale poich la legge conferisce ai debiti della a sua volta dipende dalla Banca Mondiale, banca centrale potere liberatorio. quindi alla fine non deve rendere conto n al e considerando che: governo nazionale, n tanto meno al Un altro tipo di moneta sono i depositi bancari, utilizzabili attraverso parlamento. Le conseguenze sono facilmente strumenti tecnici quali lassegno, il giroconto, ecc. I depositi sono immaginabili: controllare la politica monetaria passivit delle banche e non hanno potere liberatorio legale; di uno Stato vuol dire esserne i veri padroni.
e per finire: il debito di una banca pu essere accettato come pagamento solo se il prenditore confida nella convertibilit di questo debito in un altro tipo di debito che ha pieno potere liberatorio: la moneta legale. Per questa ragione si parla di moneta fiduciaria. possiamo giungere alla conclusione che: lintero Sistema Monetario, Economico e Finanziario Mondiale una truffa, in quanto emette pochissima moneta-legale ("legale" grazie all'arbitrio di uno Stato-complice de I Grassi Banchieri, che applica il "corso forzoso" a pezzi di carta emessi da una struttura privata, come Bankitalia S.p.A. che vi esercita pure un "diritto di signoraggio" indegno) e in quanto ci inganna (a noi-Popolino) facendoci credere di essere in possesso di "vera moneta" (ad esempio quando guardiamo, pi o meno delusi, i nostri estratti conto) quando in realt siamo in possesso del NULLA, o peggio, dell'evaporazione del frutto del nostro sudato lavoro, evaporazione verso un NULLA NUMERICO COMPUTERIZZATO, ossia i conti elettronici gestiti dai computers dei banchieri usurai. Se fosse "fisica", per i nostri soldi si parlerebbe di passaggio da uno stato reale a uno stato illusorio, da uno stato di diritto a uno stato di schiavit. "..solo se il prenditore confida nella convertibilit.." ergo: solo lillusione che ogni euro-moneta-fiduciaria possa essere convertita in euromoneta-legale, e quindi in una cartamoneta nota come banconota, regge il Sistema. Ma dato che le banconote, anche grazie alla "riserva frazionaria", sono meno del 2% di tutta la "moneta" in circolazione, viene da s che il 98% del "denaro" oggi in circolazione FASULLO. Depositi, conti correnti, mutui, prestiti, ipoteche, swap, azioni, effetto leva, SIM, SPREAD, switching.. tutto FUFFA. Sar un brusco risveglio, non credete? Come sempre, attendo smentite.. .

Sandro Pascucci

Nel tempo dell'inganno universale dire la verit un atto rivoluzionario. George Orwell
Che cos' una rapina in banca a confronto della fondazione di una banca? [Bertolt Brecht] E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema comprenda bancario e monetario, perch se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina. [Henry Ford]
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Vieni in Sicilia...
Una veduta in inverno di Agira, in provincia di Enna

te ne innamorerai !

Una veduta di Collesano, in provincia di Palermo

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