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Book Reviews Maddalena Tirabassi./ motori della memoria: Le piemontes! in Argentina. Torino Rosenberg & Sellier, 2010. Pp. 227. Degli oltre 2 milioni di italiani che si stabilirono in Argentina trail 1876 e i 1925 ben 353.474 provenivano dal Piemonte, la regione che ha offerto il maggiore apporto quantitative all’cmigrazione italiana verso questa nazione sudamericana nel petiodo dell’esodo transoceanico di massa dalla penisola. Tuttavia, nelle numerose ricostruzioni della presenca italiana in Argentina la dimensione regionalee la pro- spettiva di genere sono state generalmente trascurate a beneficio di un'ottica nazio- nale omogeneizzante ed estremamente distratta nei confronti della valorizzazione dell'apporto femminile, come emerge dalla recente, e per altri aspetti, autorevole sintest di Femando J. Devoto, Storia degli italiani in Argentina (Roma: Donzelli, 2006) ‘Un contributo per colmare in parte questa lacuna giunge dall’originale mono- srafia di Maddalena Tirabassi sulle donne piemontesi in Argentina, rutto di una lunga e appassionata ricerca condotta dal Centro Alteitalie sulle Migeazioni lalia- ne, Lo studio si basa sullelaborazione delle 835 risposte a un questionario, diffuso su Intemet e atraverso il Foro delle Donne Piemontesi in Argentina, e su una serie di successive interviste di approfondimento. Combinando prospettiva di genere, memoria, storia orale eanalisi quantitativa,I'aurice offre una ricostruzione afasci- nante dell'esperienza delle argentine di origine o di ascendenza piemontese, sulla base di un campione costituto in larga maggioranza da immigrate di terza o di 4quarta generazione. Nel libro le frequent trascrizioni di ampi brani delle testimo- nianze raccolte consentono un quanto mai opportuno recupero della dimensione individuale di un fenomeno quale emigrazione che viene, invece, i solito app sentato attraverso Te sue manifestazioni collettive Dopoaver passato in rassegna I'emigrazione dimassa perragioni economiche tra la fine dell"Otcocento cil primo dapoguerra e quella — molto pid contenuta — per cause politiche provocata dal regime fascista con particolare riferimento alle cconseguenze delle leggi razziali del 1938, la trattazione giunge fino ai nostri giomi con! esposizione sia delle drammatiche vicende di aleune vittime della repression sotto la giunta militar insediatasi a Buenos Aires con il golpe del 1976, sia dei casi ccontemporanei delle piemontesi trasferitesi in Argentina per interessi cultural o per ‘motivi sentimentali. Unattenzione specifica riceve il problema dell’inserimento nella societéd’adozione e 'importanza dell opera dimediazione svolta dalla comu- nti etnica per faciltare questo processo, soprattutto nel periodo del!"immigrazione «di massa. Né sono trascurate tematiche tipicamente femminili come la valutazione data dalle informatrici sulla condizione della donna in Talia in Argentina, Ricco di dati quantitativi socio-demogratici, i volume non presenta soltanto un taglio descrittivo, ma si caratterizza anche per una forte connotazione analitica. In particolare, le conclusion’ a cui giunge Tirabassi smentiscono l'applicabilit alle donne piemontesi del paradigma del crisol de raza, la versione argentina del model- 232 Book REVIEWS 233 lo del melting pot statunitense. I dati socio-demografici ricavati dalle risposte al 4questionario ei ricordi delle informatrici evidenziano, infati la persistenza o la riscoperta dell'identitA piemontese attraverso l'endogamia, Muso del dialeto, la ccucina regionale, la coltivazione delle tradizioni regionali, la fruizione dei media in ingua italian, ilrecupero della cittadinanza di nonni c antenati i viaggi nel pac- se d'origine, la promozione dei gemellaggi tra citta argentine e piemontesi, la vita associativaall'interno delle organizzazioni etniche e l'esercizio del voto per corti- spondenza nelle elevioni politiche italiane. La piemontesita risulta, pero, vissuta ‘molto spesso in un contesto di pluralismo identitari in cui, pitt che dare origine a forme di meticeiato culturale, 'auto-percezione regionale convive in un rapporto di interazione simbiotica tanto con il senso dell'appartenenza all’ Argentina quanto con latlaceamento alle radci italiane e perfino paesane, secondo il paradigma del “glocalismo” elaborato da Piero Bassetti (Italic: 11 possibile futuro di una commu- nity globale. (Lugano: Casagrande, 2008) | risultati dello studio sono soggetti a un possibile fattore di distorsione deri- vante dal prineipale canale di acquisizione delle informazioni, il Foro delle Donne Piemontesi in Argentina, sna struttura di coordinamento trae diverse organizzazio- ni femminili legate a questa regione che operano nel paese. II fatto che le informa- trici gravitino nellarea dell'associazionismo regionale piemontese comporta,infat- 1i, che le fonti della ricerea non siano state trate dalla pitt vasta comunitaitalo-at- ‘gentina, bensi da un suo sottoinsieme nel quale & proprio lidentita piemontese a rappresentare I’clemento caratterizzante. Diventa, pertanto, difficile generalizzare la tesi della sopravvivenza del senso della piemontesitaall"intero complesso delle donne originarie di questa regione. Sarebbe stato anche utile se il testo del questio- nario impiegato fosse stato riportato in appendice al libro. ‘Nondimenola ricerca di Tirabassi offre elementi significativiper unarivaluta- zione dell’esperienza femminile piemontese in Argentina. Particolarmente illumi- ‘nanti per I'attualitarisultano le pagine su voto nelle elezioni politiche italiane e sul recupero della cittedinanza italiana. Dalle prime emerge la perplessita delle stesse italo-ergentine a concorrere alla formazione del parlamento ¢ del governo della nazione ancestrale in quanto i provvedimenti che entrambi emanano non influisco- no direttamente su chi rsiede in Argentina nonch¢ la tendenza a considerate i rap- presentanti della cireoserizione estero come una sorta di lobby degli italiani nel ‘mondo, Dalle seconde traspare 'impiego talvolta strumentale della cittadinanza italiana come un mezzo per assicurare ai propri figli e nipoti un avvenire piit pro- -mettente attraverso la possibiliti di usufiuire di un accesso facilitate al mercato del lavoro europeo, specialmente quello spagnolo, qual cittadini di un paese dell! Unio- ne, Quest’ultimo dato conferma dalla prospettiva argentina le conclusioni di prece- nti indagini sullimmigrazione transoceanica di ritomn (eft. ad esempio, Guido Timtori, Fardelli d'Italia: Conseguenze nazionali e transnazionali delle politiche di cittadinanza italiane. |Roma: Carocei, 2009)) L'unica nota un po” stonata del volume appare la postfazione di Laura Moro, a “Presidente” del Foro delle Donne Piemontesi in Argentina, soprattutto la dove si sostiene che le donne avrebbero avuto un “ruola passive” nell'ernigrazione per- 234 Book REVIEWS. ché costrette a “seguir il marito” oppure “ad aspettarlo” a casa (200). Oltreaessere smentita da un'ampia leteratura seientifica che ha messo da tempo in evidenza ‘come le decision’ di espatrare fossero i rutto di articolate strategie familiar rispet- toalla cui elaborazione ed esecuzione le donne svolsero prevalentemente una fun- one tut altro che passive, tale affermazione non trova riscontro neppure in aleane testimonianze incluse nel volume, che presentano I"emigrazione come una scelta ‘comune dei coniugi (pp. 102 e 145). ‘STEFANO LUCONt Universiti di Padova Luigi Fontanella, Controfigura. Venezia: Marsilio 2009, Pp. 176, Spiraun’ariadi felice e quasi anacronistica classicita novecentesca nel roman- 20 Controfigura di Luigi Fontanella, La fittatrama di riferimenti culturali che, co- ‘me un riepilogo di saperi, accompagna il percorso c i pensieri de! protagonista — dal surrealismo di De Chitico e Breton al grande cinema di Fellini e Resnais, dai tichiami all'opera di Svevo fino a quelli al corpus della psicoanalisi — sembra in- fatti definire non tanto la mera individualita del personaggio quanto, pit zeneral- ‘mente, il ruolo che la quéte intellettuale ha rivestito per la generazione che atraver- sal"inguieto panorama degli anni Sessanta e Settanta,I1ziepilogo memoriale eauto- biografice che costituisce il nucleo del romyanzo delinea la storia di Lucio Grimaldi anche come vicenda emblematica e generazionale di una formazione umana e intel- Tetuale, che alla cultura assegnava il ruolo di formidabile strumento esistenziae. Un primo merito del romanzo di Fontanella¢allora i icordare la centralité che il sapere ha avuto nella storia del secolo trascorso, 'Non a caso il tema di fondo della narrazione & proprio lo sguardo rivolte al ppassato, alluso dal topos saviniano del cannocchiale rovesciato, In analogia col pa- radigma della Coscienza di Zeno, un doppio modulo temporale consente al narrato- edi ipercorrere gli anni della propria giovinezza muovendo dalla consapevolezza del proprio presente, in un meticoloso esercizio della memoria che, lungi dal ripro-