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gio 11 ago 2011

SEDE: 00147 ROMA, VIA CRISTOFOROCOLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/49822923. SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO2004 - ROMA. CONCESSIONARIADI PUBBLICIT: A. MANZONI & C. MILANO- VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/574941. PREZZI DI VENDITAALL'ESTERO: AUSTRIA, BELGIO, FRANCIA, GERMANIA,
GRECIA, IRLANDA, LUSSEMBURGO, MALTA, MONACOP., OLANDA, PORTOGALLO, SLOVENIA, SPAGNA 2,00; CANADA$1; CROAZIAKN15; EGITTOEP16,50; REGNOUNITOLST 1,80; REPUBBLICACECACZK61; SLOVACCHIASKK80/2,66; SVIZZERAFR3,00 (CONDOIL VENERD FR3,30); TURCHIAYTL 4; UNGHERIAFT 495; U.S.A$ 1,50
Fondatore Eugenio Scalfari Direttore Ezio Mauro
CON TEX 7,90 1,00in Italia - Numero 190 Anno 36 gioved 11 agosto 2011
Lo sport
ENRICO CURR, MARCO
MENSURATI E GIANNI MURA
LItalia sorride
battuti a Bari
i campioni spagnoli
Il reportage
NICOLA
LOMBARDOZZI
NellUcraina
che va in piazza
per la Tymoshenko
La copertina
PAOLA COPPOLA
ELENA DUSI
Troppe medicine
il nostro corpo
si cura da solo
1 2 www.repubblica.it
Le voci su un downgrading francese e poi Wall Street affossano tutti i listini. Precipitano le banche. Sarkozy torna allEliseo: Entro il mese le misure
Borse a picco, paura per Parigi
Milano perde il 6,6%. Berlusconi: un decreto per le riforme entro il 18 agosto
Il governo ieri a confronto con le parti sociali
Spunta leuro-tassa sui redditi medi e alti
Patrimoniale, pensioni e una-tantum: molte le ipotesi allo studio. Letta: in 5 giorni tutto precipitato
ROMA Tra le ipotesi al vaglio
del governo per risanare i conti
spunta quella di uneuro-tassa
da applicare ai redditi superiori
ai 60mila euro. Gianni Letta: In
5 giorni tutto precipitato.
SERVIZI DA PAGINA 6
A PAGINA 9 MASSIMO GIANNINI
S
E QUELLO che si sta con-
sumando sotto i nostri oc-
chi in questo agosto di tre-
genda non fosse un vero dram-
ma, verrebbe da dire che siamo
ancora una volta alle comiche
finali.
SEGUE A PAGINA 31
IL RISVEGLIO
SUL TITANIC
NEW YORK
S
VANISCE subito leffimero
sollievo generato dallin-
tervento delle banche cen-
trali, nei mercati la paura risale
ai massimi: meno 6,6% Milano,
meno 5,5% Parigi, meno 5%
Francoforte, meno 4,6% il Dow
Jones. Leffetto-domino prose-
gue e il mercoled nero, 10 ago-
sto 2011, sar ricordato come il
giorno della Francia: voci di
downgrading, titoli bancari a
picco.
SEGUE ALLE PAGINE 2 E 3
SERVIZI ALLE PAGINE 4 E 5
LESCALATION
DEL PANICO
SIMONETTA AGNELLO HORNBY
I
MIEI trentanni di avvoca-
to a Brixton sono stati se-
gnati da moti nel 1981, nel
1985 e nel 1995. Allora folle
rabbiose si adunavano attor-
no alle questure e scoppiava-
no focolai di violenza. Soltan-
to la sera, quando la polizia si
ritirava, lira dei rivoltosi si ri-
volgeva contro negozi e super-
mercati. Questanno i rivolto-
si mirano a rubare invece di
confrontarsi con le forze del-
lordine.
SEGUE A PAGINA 12
LA SPESA
CON LE MOLOTOV
dal nostro corrispondente
FEDERICO RAMPINI
Linchiesta
MAURIZIO RICCI
N
ELLA giornata di mar-
ted, a far ruzzolare
Wall Street di 600 pun-
ti, ci sono state quasi un milio-
ne di transazioni su una sola
delle piattaforme online ame-
ricane, quella di Ameritrade.
Un record, raggiunto nel mese
di agosto, tradizionalmente il
pi fiacco per gli affari. un se-
gno della nuova dimensione
raggiunta dai mercati finan-
ziari, come della loro influen-
za.
SEGUE A PAGINA 11
Basta un sussurro
e il mercato gira
Tre morti a Birmingham
ALLE PAGINE 40 E 41
Londra blindata
ma rivolta
nelle altre citt
Il dizionario
della Grande crisi
ALLE PAGINE 12, 13 E 15
Vasco: io idiota geniale
Facebook il mio bar
Il nuovo ponte dacciaio
che divide Venezia
La polemica
Diario
S
TO bene, sto bene,
passata anche se
stata un po pesan-
te, Vasco Rossi tornato. E an-
che se non proprio in forma
smagliante, visto che a casa
convalescente e ancora prende
antidolorifici alla mattina e alla
sera, ha una enorme dose di
energia e la voglia di fare un sac-
co di cose. Ieri su Facebook ha
annunciato luscita per fine me-
se di un nuovo singolo, I soliti.
SEGUE A PAGINA 46
ERNESTO ASSANTE
VENEZIA
U
N PONTE fa tremare
la laguna. E i nervi la-
sciati scoperti dalla
tormentata vicenda di quello
realizzato da Santiago Cala-
trava sono nuovamente
scossi: spunta infatti un pro-
getto per sostituire sul Canal
Grande il ponte dellAccade-
mia, a pochi passi da San
Marco.
SEGUE A PAGINA 23
A PAGINA 18
Lite tra ragazzi
ucciso 18enne
Per una partita a carte
R2
dal nostro inviato
FRANCESCO ERBANI
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I mercati
ECONOMIA
I2
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
LA FEBBRE DEI MERCATI
Ondata di panico nelle Borse
Milano -6,6%, Wall Street a picco
ora spaventa il debito francese
Affondano le banche. LEuropa brucia 178 miliardi
(segue dalla prima pagina)
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
FEDERICO RAMPINI
NEW YORK
V
ACILLA la seconda economia delleurozona e quinta
economia mondiale. Nicolas Sarkozy costretto a in-
terrompere le vacanze, a stracciare le promesse simil-
berlusconiane fatte agli elettori (non alzer mai le tasse), de-
ve promettere lacrime e sangue perch ora il grosso bersaglio
nel mirino dei mercati proprio lui.
Una logica implacabile ieri ha guidato la nuova puntata nel-
lescalation del panico. LEuropa ha accennato (per poco) a un
timido rialzo etero-diretto: perch marted sera lindice Dow
Jones aveva irrazionalmente festeggiato le decisioni della Fe-
deral Reserve. Tasso zero fino al 2013, denaro a buon mercato,
Wall Street aveva voluto vedere il bicchiere mezzo pieno igno-
rando che in quellannuncio della banca centrale americana
era implicito larrivo di una nuova recessione o quantomeno la
crescita zero per altri due anni.
Nello spazio di poche ore unaltra emergenza ha avuto il so-
pravvento, fino a dominare la giornata di ieri. La logica ha ri-
preso il sopravvento, con questo interrogativo: come pu la
Francia, con le sue finanze pubbliche gi indebolite dalla crisi,
reggere il costo del salvataggio della Grecia, poi forse dellItalia
e della Spagna? Come possono sopravvivere le sue banche, che
detengono quote elevatissime di titoli italiani, spagnoli, por-
toghesi, greci? Ecco venir gi a precipizio Socit Gnrale:
meno 15%. Crdit Agricole: meno 12%. Bnp Paribas: meno
11%. Dietro di loro precipitano in Borsa le banche italiane e
spagnole, deboli ma relegate al ruolo di comprimarie. Gli ame-
ricani ricordano maliziosamente che la grande crisi del 2007-
2008 ebbe come antefatto un mini-crac con scandalo alla So-
cit Gnrale, la truffa del trader Jrome Kerviel, la prova che
quella banca non ha un controllo dei rischi esemplare, insi-
nua la rete tv finanziaria americana Cnbc. La giostra infernale
delle voci, ricordano sempre a Wall Street, fu quella capace
di abbattere a turno anche Bear Stearns e Lehman, le due gran-
di vittime del crac sistemico di tre anni fa.
Inutile prendersela con le forze oscure della speculazione,
quando basta lanalisi razionale dei fatti. Linterrogativo sul ca-
so-Francia era nellaria da giorni, almeno da venerd scorso
quando era apparsa sospetta la premura di Sarkozy nel con-
sultare Washington e Berlino sul caso Italia. Lattivismo del lea-
der francese nel commissariare il governo Berlusconi dintesa
con la Bce e la Merkel era sembrato fin troppo trasparente: un
atto di legittima difesa, dettato dalla paura. E questo il proble-
ma deflagrato ieri, costringendo le grandi agenzie di rating a
smentire che sia imminente il downgrading della Francia. In-
tanto il credit default swap, cio il costo per assicurarsi da un
rischio di bancarotta sovrana della Francia, raddoppiato ri-
spetto ai livelli di maggio: giudicando da quellindicatore la sol-
vibilit della Francia a met strada tra Polonia e Slovacchia.
La Francia meno solida del Per! Inaudito, improbabile, ma
i mercati hanno in mente uno scenario di tipo irlandese. Pa-
rigi non affondata da una crisi che ha la sua origine primaria
nelle finanze pubbliche: lo scenario-catastrofe invece quello
in cui Sarkozy debba dissanguare le casse dello Stato per sal-
vare i suoi colossi bancari, proprio come accaduto a Dublino.
Tutta la giornata di ieri si avvita attorno al caso francese. E alle
sue implicazioni sconvolgenti per leurozona. La teoria del do-
mino prevale: dopo il primo girone dei paesi piccoli e periferi-
ci (Grecia, Portogallo), dopo la seconda ondata di sfiducia che
ha colpito i mediterranei medio-grandi (Spagna, Italia), siamo
allattacco contro il pilastro francofono dellUnione europea:
Francia e Belgio. Per fortuna stato smentito ieri, ma tutti han-
no chiaro cosa vorrebbe dire un downgrading della Francia: sa-
rebbe di fatto il declassamento dello stesso fondo-salva euro
istituito per tamponare la crisi greca e le altre a venire. Quelli-
stituto speciale, enfaticamente battezzato come il Fondo mo-
netario europeo, vive di un cuore franco-tedesco. Dai tempi
del rapporto privilegiato Giscard-Schmidt, Mitterrand-Kohl,
lasse franco-tedesco il nocciolo duro, la linea Maginot, lul-
tima ridotta per resistere alla disgregazione centrifuga del-
lEuropa. Franois Mitterrand arriv a sacrificare i suoi pro-
grammi socialisti e il keynesismo in un paese solo, quando i
suoi consiglieri economici Jacques Delors e Jacques Attali gli
rivelarono che il prezzo da pagare era la rottura col rigore fi-
nanziario tedesco e luscita dal Sistema monetario europeo. E
Sarkozy che ora deve fare argine, come i suoi predecessori de-
ve difendere ad ogni costo lillusione del rapporto paritetico
Parigi-Berlino, sconquassato dalla tempesta perfetta della re-
cessione globale in arrivo. Il Wall Street Journal, da sempre coe-
rentemente euroscettico, preconizza la fuoriuscita dalleuro
di una mini-unione fatta dalla Germania e i suoi satelliti (Olan-
da, Lussemburgo, Danimarca), il ripristino del Deutsche-
mark. Fantapolitica, per adesso, ma forse irrealistico anche
Sarkozy quando annuncia ai mercati che decider una nuova
manovra di austerit (nuove tasse sugli alti redditi e alti patri-
moni, tagli alle spese) entro il 24 agosto. Il 24 agosto? E sicuro
che i mercati gli concederanno una tregua cos lunga? Da qui
al 24 i mercati avranno troppo tempo per esasperare le con-
traddizioni stridenti nei conti della Francia: lobiettivo di ri-
portare il rapporto deficit/Pil al 5,7% questanno e al 3% nel
2013 si fonda su una previsione di crescita del Pil pari al 2% que-
stanno, gi oggi totalmente irrealistica. Ecco che Parigi diven-
ta un caso da manuale, la sintesi di un dramma che attanaglia
tutto lOccidente, senza esclusioni. Per questo alla fine anche
Wall Street si avvita vorticosamente al ribasso, fino al tracollo
di 519 punti, e questa volta la Borsa di New York ad essere tra-
scinata dalla forza dellesempio europeo: de te fabula narratur,
la disgrazia della Francia in scala minore assai simile a quel-
la dellAmerica. Wall Street in poche ore capovolge lassurda
lettura ottimista del comunicato della Federal Reserve: quel
La giornata si avvitata attorno al caso
francese e alle sue implicazioni
sconvolgenti per lEurozona. Parigi ha
perso il 5,5%, Francoforte il 5% e
il Dow Jones ha chiuso in calo del 4,6%
stata capovolta lassurda lettura
ottimista del comunicato della Federal
Reserve di marted: lannuncio del
tasso zero fino al 2013 indica infatti
lincubo di altri due anni senza crescita
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I3
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
PER SAPERNE DI PI
www.nyse.com
www.stoxx.com
che conta in quellannuncio del tasso zero fino al 2013, lin-
cubo di altri due anni senza crescita che rendono irraggiungi-
bile a tutti la quadratura dei conti pubblici.
Si chiusa cos allinsegna di un altro tracollo drammatico
quella che poteva essere la giornata della riscossa delle banche
centrali. La Fed di Ben Bernanke promettendo denaro facile e
liquidit generosa era parsa in grado di fare il miracolo, ma so-
lo per poche ore. La Bce sotto la guida di Jean-Claude Trichet
ha proseguito il suo onesto lavoro di pompiere, con acquisti di
titoli pubblici italiani e spagnoli che hanno avuto la loro di-
screta efficacia. Ma per quanto? Sulle due sponde dellAtlanti-
co i mercati sono nella disperata attesa di un timoniere che in-
dichi una rotta nella tempesta perfetta. Quanto sia forte latte-
sa di interventi salvifichi lo ha dimostrato la breve pausa di ri-
presa del Dow Jones, che ieri ha temporaneamente limitato le
perdite quando si diffusa la notizia di un vertice demergen-
za convocato da Barack Obama alla Casa Bianca con il suo ban-
chiere centrale Bernanke e il segretario al Tesoro Tim Geithner.
Illusione breve perch da quel summit non uscito alcun an-
nuncio. I mercati odiano il vuoto: vuoto di prospettive, di vi-
sioni, di leadership, ma questa la situazione attuale sulle due
sponde dellAtlantico. Per diverse ragioni. Nelleurozona il
vuoto istituzionale, strutturale, codificato nei trattati: che
prevedono una banca centrale ma non un governo delleco-
nomia, e questa contraddizione insanabile senza un passo in
avanti (o indietro) nella costruzione della zona monetaria uni-
ca. In America il potere esecutivo forte, salvo che abbia con-
tro il Congresso: ed questa la sciagurata situazione di Obama
che tenter ben presto di varare manovre di sostegno alla cre-
scita ma dovr vedersela con il sistematico sabotaggio della de-
stra.
La giornata in cui la Francia ha concentrato le paure mon-
diali, ha dimostrato che la crisi entrata in una nuova fase. Il
primo capitolo, 2007-2008, ebbe il suo epicentro nelle banche
affondate dai mutui subprime, dalle speculazioni sui titoli
strutturati della finanza tossica. Il secondo capitolo tra il 2008
e il 2009: inizi a pagare leconomia reale piombando nella re-
cessione, mentre le finanze pubbliche venivano dissestate da
costosi salvataggi bancari come il Tarp o piano Paulson (700
miliardi). La terza fase in corso, quella in cui le finanze pub-
bliche sono dissanguate dal doppio-shock recessione e sal-
vataggi bancari. Ironia della sorte: i default sovrani, reali come
quello della Grecia o temuti come quello dellItalia e ora della
Francia, fanno come prima vittima le stesse banche che furo-
no il detonatore iniziale della crisi. Una crisi che ormai viene ri-
battezzata senza pudori come un ciclo lungo di deflazione e de-
pressione, termini che tre anni fa non si osavano pronunciare.
La crisi iniziata nel 2007-2008 con
i mutui subprime entrata in una nuova
fase in cui le finanze pubbliche degli
Stati sono dissanguate dal doppio shock:
recessione e salvataggi bancari
RIPRODUZIONE RISERVATA
MERCOLED NERO
Pesantissime perdite nelle
borse mondiali nella
giornata di ieri: da Piazza
Affari a Wall Street indici
negativi per tutti
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
ECONOMIA
I4
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
LA FEBBRE DEI MERCATI
LItalia
Sprofonda Piazza Affari
peggior calo dal crac Lehman
Bene lasta Bot ma non basta. Fiat perde un altro 8%
VITTORIA PULEDDA
MILANO Piazza Affari nel pa-
nico. La Borsa ignora i pochi
spunti positivi, volta le spalle al
successo dellasta Bot e ritorna
indietro ai minimi di oltre due an-
ni fa. Con il calo di ieri, del 6,65%,
gli indici sono ridiscesi al 20 mar-
zo 2009, ormai solo ad unincol-
latura di distanza da quel terribi-
le picco al ribasso segnato il 9
marzo dello stesso anno.
stata una giornata da brivido,
con le quotazioni che scendeva-
no ininterrottamente con il pas-
sare delle ore a partire grosso mo-
do da mezzogiorno e mezzo e poi
in modo pi deciso a dalle 14.30,
tra una raffica di sospensioni e di
titoli che si sgretolavano sotto la
mannaia delle vendite. Alla fine,
il bilancio delle perdite segna il
peggior risultato in un solo gior-
no dopo il crac Lehman: il 6 otto-
bre del 2008, Piazza Affari perse in
una sola seduta l8,24%, ieri si
fermata quando lindice Ftse Mib
era ormai sceso sotto quota 15
mila punti (14.676 per la precisio-
ne). In un solo giorno, la Borsa ha
bruciato 22,2 miliardi, conqui-
standosi la maglia nera nel Vec-
chio continente.
Il peggioramento degli umori
si rapidamente esteso ai titoli di
Stato, nonostante il successo del-
lasta dei Bot annuali, nella mat-
tinata, che ha visto il doppio del-
la domanda rispetto ai titoli of-
ferti (6,5 miliardi) e laltrettanto
netta riduzione dei rendimenti,
scesi di 0,711 punti rispetto alla-
sta del 12 luglio scorso e ormai
sotto il 3% (2,959%). Ma il diffe-
renziale di rendimento tra il Btp e
il Bund a fine giornata era torna-
to di nuovo a 291 punti base, do-
po essere sceso in mattinata fino
a 279 punti. Il Btp a dieci anni ha
chiuso la seduta con un rendi-
mento un soffio superiore al 5%,
ma la forchetta con il cugino te-
desco si riallargata perch il
Bund ha migliorato di molto le
posizioni, nonostante sul merca-
to continui a essere notata la pre-
senza della Bce a sostegno dei
bond dei paesi in difficolt.
Ma il listino azionario ieri a
essere inquietante: Intesa San-
paolo ha perso quasi il 14%, Uni-
credit non riuscita a tenere quo-
ta un euro, Fiat ha ceduto un altro
8% e dal 25 luglio ha lasciato per
strada il 37%. E ancora, Fonsai ha
perso il 9,5% e ormai ha bucato il
prezzo di emissione delle nuove
azioni in aumento di capitale,
mentre Ubi ha perso un po pi
del 10%, Mediolanum l8%, Buz-
zi Unicem il 9,5%. Se infatti i tito-
li finanziari sono nellocchio del
ciclone, anche le societ legate
alla congiuntura riflettono i ti-
mori per leconomia reale. Ieri,
solidamente controcorrente,
Tods ha guadagnato il 2,54%, ma
due giorni prima aveva perso
l8%; altrettanto bene andata
Parmalat (pi 2,06%) ma ora in
Borsa vale 1,584 euro mentre so-
lo un mese fa lOpa Lactalis era
stata a 2,6 euro.
La drammaticit della situa-
zione ha portato la Consob a riu-
nirsi, a prendere contatto con lE-
mea - la Consob europea - per va-
lutare iniziative concertate e as-
sicurare un regolare svolgimento
delle negoziazioni sulle piazze fi-
nanziarie; ovviamente ad accen-
tuare il monitoraggio sugli scam-
bi. Ma in contesti del genere, pa-
racadute semplici da aprire non
ne esistono; anche perch ad un
primo sguardo le vendite di que-
sti giorni sono vere. I dati rela-
tivi alle vendite allo scoperto, le
posizioni ribassiste della specu-
lazione, secondo la Consob sono
infatti confinate in limiti fisiolo-
gici: chi vende, insomma, lo fa
perch vuole scappare da Piazza
Affari.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo spread resta
sotto quota 300
Consob in campo:
poche le vendite
allo scoperto
ETTORE LIVINI
MILANO Piazza Affari soffre di
mal di banca. I sintomi sono evi-
denti: da inizio anno il listino ha
lasciato sul terreno il 27%. Ma il
grosso del passivo merito (si fa
per dire) dei giganti del credito di
casa nostra: a gennaio valevano
in Borsa 77 miliardi di euro. Oggi
si pu comprarli tutti quanti a
prezzi di saldo: 46 miliardi, gra-
zie a un maxi-sconto di 31 miliar-
di (il 41%) bruciati sullaltare del-
la crisi dei debiti sovrani. La Ca-
poretto non ha risparmiato nes-
suno: Unicredit ha perso il 37%,
il valore di IntesaSanpaolo crol-
lato da 30 a 18 miliardi. Ubi, Ban-
co Popolare e Bpm hanno di-
mezzato la loro capitalizzazione.
I non addetti ai lavori hanno
assistito alla dbacle con un po
di stupore. Tutto il mondo do-
po il caso Lehman aveva canta-
to le lodi delle banche italiane,
sfuggite alle sirene dei subprime
parcheggiando con prudenza la
loro liquidit in solidi Btp. Pecca-
to che quella scelta, oggi, rischi di
trasformarsi in un boomerang.
Inutile girarci attorno assicu-
ra Pietro Giuliani, presidente e
amministratore delegato di Azi-
mut il loro problema lespo-
sizione sui titoli di stato. Pi di
60 miliardi in portafoglio a Inte-
saSanpaolo, 40 in Unicredit. In
tutto un tesoretto da 230 miliar-
di che rischia ora di trasformarsi
in una bomba ad orologeria per i
conti del sistema.
I motivi sono due: il primo
che la bufera sui mercati ha fatto
crollare del 10% il valore di que-
ste obbligazioni, una perdita che
rischia prima o poi di dover esse-
re contabilizzata a bilancio. Il se-
condo, pi serio, che pi si al-
larga il differenziale di rendi-
mento sui Bund tedeschi, pi co-
stoso per le banche raccogliere
sul mercato i soldi da girare a fa-
miglie e imprese. Fino a poco
tempo queste operazioni di rifi-
nanziamento erano pure forma-
lit che andavano in porto con
interessi bassi. Oggi non pi co-
s. Il Btp oltre il 5% ha alzato la-
sticella. E molti dei finanziatori
di una volta (specie i grandi fon-
di monetari anglosassoni) han-
no chiuso i rubinetti. Non si fida-
no pi dellItalia e delle sue ban-
che. E se prestano soldi, chiedo-
no tassi altissimi. Morale: per
non strapagare il denaro, i big dei
nostri sportelli si rivolgono sem-
pre pi spesso alla Bce che ha ga-
rantito loro 31 miliardi in pochi
mesi.
Tesoro e Banca dItalia, come
ovvio, gettano acqua sul fuoco.
Certo gli istituti italiani soffrono
di uno storico gap di redditivit
rispetto ai rivali europei. Ma lo
dicono anche gli analisti sono
sani, solidi e hanno superato
senza problemi tutti gli stress te-
st di questo mondo. La capita-
lizzazione adeguata, landa-
mento dei ricavi positivo e i
margini di liquidit disponibili
sono ampi, ha garantito la scor-
sa settimana il Comitato di stabi-
lit.
Piazza Affari e la speculazione
ci credono meno. Fanno di tutta
lerba un fascio e vendono tutto
senza distinzioni. Un esempio?
Gli aumenti di capitale chiesti (e
ottenuti) al settore da Mario Dra-
ghi, prima di trasferirsi alla Bce
sono gi andati in fumo. Intesa
ha raccolto sul mercato 5 miliar-
di, Mps 2,1, Banco Popolare 2 e
Ubi 1. Ma servito a poco. LOr-
so si gi mangiato tutto questo
ben di Dio e ci ha gi aggiunto di
suo un po interessi. E ormai le
prime cinque banche italiane
capitalizzano, tutte insieme, 48
miliardi, la met di Hsbc, e non
molto di pi della sola Bnp Pari-
bas (43 miliardi).
Lassurdo, fanno notare molti
analisti, che a guardare i conti
del settore lorizzonte parrebbe
rosa: IntesaSanpaolo ha chiuso il
primo semestre con 1,4 miliardi
di utili (+29%) Unicredit li ha rad-
doppiati a 1,32. I profitti di siste-
ma, sono tutti daccordo, cresce-
ranno questanno con percen-
tuali a due cifre. Le banche, in-
somma, guadagnano. Chi ha i lo-
ro titoli in tasca (e perde a bocca
di barile) spera che prima o poi se
ne accorga anche la Borsa.
RIPRODUZIONE RISERVATA
I nostri istituti gi del 41% da gennaio: forte esposizione in titoli di Stato Il caso
Cos crollato il mito
delle banche invincibili
Troppi Btp nei forzieri
Dallinizio del
2011, i soggetti
finanziari hanno
volatilizzato
30 miliardi
Intesa e Unicredit
hanno semestrali
cariche di utili, ma
questo ai mercati
non basta
Repubblica.it
continua a segui-
re i mercati gior-
no e notte, 24
ore su 24 con le
analisi dei cor-
rispondenti e
degli inviati
REPUBBLICA.IT
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I5
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
PER SAPERNE DI PI
www.borsaitaliana.it
www.euronext.fr
Valery Giscard dEstaing, ex presidente della Repubblica: LEuropa ha bisogno di unautorit che vigili sul debito
Ce la faremo insieme allItalia
siamo grandi potenze industriali
DAL NOSTRO INVIATO
ANAIS GINORI
PARIGI Ma lo sa che ai miei
tempi la Francia non aveva debi-
to?. La voce pacata di Valery Gi-
scard dEstaing fa una pausa, co-
me per mettere a fuoco i ricordi.
Addirittura avevamo meno del
10% del debito estero continua
lex presidente francese Oggi
diverso, purtroppo. Negli ultimi
trentanni i governi hanno au-
mentato a dismisura il debito.
Tutti, nessuno escluso.
Mentre lEsecutivo di Parigi
costretto a smentire il declassa-
mento del suo debito, Giscard
dEstaing appare come un grande
vecchio legato a unepoca lonta-
na, lultimo presidente francese
ad aver chiuso un bilancio di Sta-
to in equilibrio. Ma aggiungo su-
bito che, nonostante le apparen-
ze, anche oggi non siamo messi
cos male. La Francia ha risorse fi-
nanziarie e bancarie sufficiente-
mente importanti per superare i
problemi legati al suo indebita-
mento, dice luomo che ha go-
vernato il Paese tra il 1974 e il 1981
e guid lo sfortunato tentativo di
varare una Costituzione europea
che assegnava a Bruxelles mag-
giori poteri dintervento. La pau-
ra di questi giorni osserva
viene anche dallassenza di una
visione chiara sul futuro dellEu-
ropa.
Presidente, leffetto-contagio
tocca il centro dellEurozona. La
Francia pu davvero stare tran-
quilla?
Non credo a una minaccia in-
combente. Allinizio ci siamo oc-
cupati della nostra moneta co-
mune, ora dobbiamo prenderci
cura dei nostri debiti, con un
coordinamento pi efficace tra
tutti gli Stati membri, cos come-
ra gi previsto nel Patto di Stabi-
lit.
Sar sufficiente applicare lac-
cordo del 21 luglio con il rafforza-
mento del fondo Salva-Stati?
Propongo anche di creare un
consiglio di sorveglianza del debi-
to nellEurozona, con un Segreta-
rio Generale che sarebbe allo stes-
so livello del Presidente della Bce.
Quando questo meccanismo sar
a punto, potremo emettere il no-
stro debito pubblico futuro sotto
forma di eurobond.
Niente sembra fermare il pani-
co dei mercati.
La crisi in Europa era di diffici-
le soluzione, ma stavamo andan-
do verso un rasserenamento. La
situazione nuovamente peggio-
rata per colpa del declassamento
del debito americano, un evento
esterno.
LItalia il primo anello debo-
le dellEurozona?
La speculazione non viene dai
cittadini, ma da istituzioni finan-
ziarie. Quando questi attori dei
mercati hanno capito che il piano
di salvataggio della Grecia avreb-
be ridotto le loro possibilit di
profitto, si sono cercati un altro
obiettivo. E vero che il debito
pubblico italiano importante.
Ma, rispetto alla Grecia, il vostro
Paese ha un grande sistema indu-
striale.
Pesa il deficit di credibilit del
governo Berlusconi?
E stato fatto un buon lavoro
dal ministro dellEconomia e da
Bankitalia. LItalia un Paese fon-
datore dellUnione europea e del-
lEurozona. E giusto proteggerlo
in ogni modo.
Con le loro dispute, Francia e
Germania hanno contribuito a
far perdere la fiducia sui mercati?
Ci sono stati pesanti contrasti
tra i due Paesi. Personalmente mi
trovo spesso daccordo con i tede-
schi. Ad esempio, credo che se de-
cidiamo di aiutare la Grecia, biso-
gna che il sacrificio sia condiviso
anche dalle istituzioni creditizie
private.
Quindi lei non crede alla fine
delleuro?
Questa non una crisi mone-
taria, ma bancaria. Ci troviamo in
questa situazione perch le ban-
che hanno fatto investimenti ri-
schiosi. Basta osservare la curva
delleuro nellultimo anno: ri-
masta stabile.
Grazie al ruolo della Bce?
Nella prima fase della crisi, i
dirigenti della Bce hanno fatto un
lavoro eccellente, poi per ci sono
stati errori di valutazione. Non
hanno voluto riconoscere che il
debito della Grecia non poteva es-
sere completamente rimborsato.
Ascoltando i timori delle banche,
volevano ad ogni costo evitare
una situazione di default anche
se parziale. Alla fine quello che si
verificato nellaccordo del 21 lu-
glio scorso.
Che cosa impareremo da que-
sta crisi?
Ognuno deve risolvere al pi
presto i suoi problemi. In questi
anni, si diffuso il mito della glo-
balizzazione finanziaria, unidea
pericolosa perch non esiste una
governance a livello mondiale.
Bisogna dunque subito dividere
la crisi delleuro da quella del dol-
laro. Noi dobbiamo gestire le dif-
ficolt della nostra moneta, occu-
pandoci dei debiti pubblici dei
singoli Stati. Se i dirigenti europei
lo faranno davvero, lEuropa tor-
ner ad apparire una zona di sta-
bilit e sicurezza monetaria,
com stata in un passato non
troppo lontano.
RIPRODUZIONE RISERVATA
La Francia
Alta tensione a Parigi, Sarkozy in campo
Tempesta su borsa e credito per lallarme rating. Il governo anticipa la manovra
DAL NOSTRO INVIATO
PARIGI Una rincorsa di noti-
zie allarmanti, alcune vere, altre
false oppure non ancora confer-
mate. Nicolas Sarkozy stato co-
stretto a tornare precipitosa-
mente dalle sue vacanze in Costa
Azzurra, convocando allEliseo
una riunione demergenza sulla
crisi in corso. Il presidente fran-
cese deve affrontare una tempe-
sta quasi perfetta. La Borsa di Pa-
rigi ha chiuso nuovamente in ri-
basso (5,45%), la peggiore in
Europa dopo Milano. Per un sof-
fio non stata abbattuta la soglia
psicologica dei 3000 punti. Negli
ultimi cinque giorni, la piazza
parigina ha bruciato 70 miliardi
della sua capitalizzazione.
Ad alimentare le paure non so-
no solo le voci su un possibile de-
classamento del debito francese
e lincertezza sul risanamento
dei conti pubblici con una ma-
novra 2012 che dovr tenere con-
to di una congiuntura economi-
ca in rapido peggioramento.
La tensione delle ultime ore
fomentata anche dai rumors su
un ulteriore sacrificio chiesto ai
creditori privati nel piano di sal-
vataggio della Grecia e dallinsta-
bilit della soluzione italiana.
Due fattori che chiamano diret-
tamente in causa le banche fran-
cesi.
Un cocktail micidiale che il go-
verno di Parigi ha tentato di neu-
tralizzare anticipando di un me-
se la presentazione della Legge
Finanziaria. Gi il 24 agosto le-
secutivo annuncer le misure
per tagliare il deficit, mentre
Sarkozy vuole far approvare la
regola doro per inserire nella
Costituzione lobbligo al pareg-
gio di bilancio.
Accanto a questi annunci, le-
secutivo ha dovuto aggiungere
una serie di smentite. Il ministe-
ro dellEconomia ha ribadito che
la tripla A sul debito pubblico
non in discussione, come con-
fermato da tutte le agenzie di ra-
ting. Loutlook sulla Francia
stabile, ha detto Standard &
Poors, seguita da Moodys e Fit-
ch. I titoli di Stato francesi conti-
nuano per a essere sotto tiro,
con lo spread sul Bund a quota 90
punti (era a 33 solo un anno fa), il
massimo storico.
Laltro segnale che ha allar-
mato gli investitori lipotesi un
ulteriore aggiustamento degli
aiuti europei alla Grecia, inclu-
dendo le obbligazioni con sca-
denza oltre il 2020. Un nuovo far-
dello per le banche francesi che
scontano anche lincertezza sul
risanamento sui conti pubblici
italiani. Secondo alcune stime, le
banche francesi sono esposte
per circa 410 miliardi di euro in
Italia. Il titolo che ha sofferto di
pi quello di Socit Gnrale,
che ha ceduto ieri oltre il 20%,
con voci su un possibile default,
poi smentito.
Alle notizie false o presunte, se
ne aggiungono altre vere. Ieri
stato comunicato dallInsee un
brusco calo della produzione in-
dustriale (1,6%), mentre do-
mani sar pubblicato il dato sul-
la crescita del Pil, inferiore alle
previsioni.
Intanto, Sarkozy moltiplica le
consultazioni su una crisi che lui
tiene a definire mondiale. Il
presidente francese vuole in-
contrare a breve Angela Merkel,
Barack Obama e Hu Jiantao. Con
la Cancelliera tedesca bisogner
preparare le proposte per una
guida politica dellEurozona e la
possibilit di emettere i nuovi
eurobond. Ma laccordo con
Berlino tuttaltro che fatto.
(a. g.)
RIPRODUZIONE RISERVATA
S&P, Moodys
e Fitch smentiscono
il declassamento
del debito
francese
Lintervista
I meriti di Draghi
Il ministro del
Tesoro e Bankitalia
hanno lavorato bene
Non si abbandona un
fondatore delleuro
DUE MANDATI ALLELISEO
Valry Giscard dEstaing
presidente dal 74 all81
NICOLAS SARKOZY
Presidente della Repubblica
francese
FRANCOIS FILLON
Primo ministro
francese
CHRISTIAN NOYER
Governatore della Banca
di Francia
IL VENERD: A ST. TROPEZ NON CE CRISI
Una minerale 10 euro, una caprese 45
Sul Venerd, un viaggio nella Costa
Azzurra che non conosce crisi
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
POLITICA INTERNA
I6
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
LA FEBBRE DEI MERCATI
LUISA GRION
ROMA Tutto cambiato,
tutto precipita, servono scelte
rapide, valutiamo tutte le possi-
bilit e tutte le ipotesi. E que-
sto il messaggio che ieri sera il
governo ha dato alle parti socia-
li convocate a Palazzo Chigi. Un
messaggio affidato alle parole
di Gianni Letta, sottosegretario
alla Presidenza, e dai toni mol-
to pi drammatici rispetto alle
dichiarazioni rilasciate dei
giorni scorsi.
Il vertice stato scarno nei
contenuti il governo non ha
detto praticamente nulla sugli
interventi che metter in atto
ma preciso su obiettivi e date. Il
ministro Tremonti ha infatti
ammesso che la manovra, oltre
che anticipata, va ristruttura-
ta. Non ha parlato di saldi (ma
le stime vanno dai 32 ai 36 mi-
liardi), ma ha invece precisato
che il rapporto deficit-Pil (che
questanno al 3,8 per cento)
dovr scendere, nel 2012, fra
l1,5 e l1,7 per cento, per arriva-
re al pareggio nel 2013.
Manterremo gli impegni
presi, faremo tutto, presto e be-
ne e in maniera inequivoca ha
detto il premier Berlusconi, an-
nunciando che il prossimo
Consiglio dei ministri si terr
entro il 18 agosto e forse anche
prima, il 16. Resta in piedi anche
la suggestiva possibilit di un
decreto di Ferragosto. Quanto
alla strade da intraprendere, le
uniche informazioni le ha date
ancora Letta: Nei prossimi
giorni partiranno due tavoli fra
governo e parti sociali su lavoro
e infrastrutture.
Questo e poco altro: in realt
dal vertice, a parte il calendario
e gli obiettivi, le parti sociali si
aspettavano qualcosa di pi
preciso sugli interventi da effet-
tuare e sulle risposte da dare al-
la Bce. Dettagli complessi da
fornire visto che, su una delle
misure pi pesanti, la previ-
denza, la maggioranza fatica a
trovare una sintesi: mentre una
parte del governo parlava a Pa-
lazzo Chigi, unaltra la Lega
faceva saper attraverso le pa-
role del suo leader, Bossi, che
le pensioni non si toccano.
Difficile dunque per le parti
sociali nascondere la delusione
per com andato lincontro.
Susanna Camusso lo ha detto
chiaro e tondo: E stato fumo-
so, non allaltezza dei problemi
e della trasparenza necessaria
per il momento di crisi che stia-
mo vivendo. Commento sec-
co anche per Confedir-Mit
(lassociazione dei dirigenti
pubblici e privati) che ha giudi-
cato il vertice una farsa. Pi
soft il giudizio che le parti socia-
li, nel loro complesso, hanno af-
fidato alle parole di Emma Mar-
cegaglia, che ha sintetizzato per
tutti: Il governo non ci ha anti-
cipato i contenuti del decreto
ha detto la leader degli indu-
striali Tutti abbiamo condi-
viso che devessere una mano-
vra di rigore e di equit, tutti ab-
biamo chiesto un chiaro taglio
ai costi della politica e a tutta
larticolazione complessa e co-
stosa dello Stato. Presti ha
precisato ci incontreremo
per discutere di lavoro, materia
che deve essere nella disponi-
bilit delle parti.
Delusione delle parti sociali
anche riguardo ai contenuti
della lettera che nei giorni scor-
si la Bce ha inviato al governo:
Ci aspettavamo che venissero
esplicitati ha ribadito durante
il vertice il portavoce di Rete
Imprese e leader della Cna Ivan
Malavasi. La lettera riservata
e i contenuti non possono esse-
re pubblicatiha risposto Gian-
ni Letta.
ROMA Il vertice fra il gover-
no e le parti sociali stato pre-
ceduto da due pre-vertici.
Uno ufficiale, laltro segreto.
Al primo, convocato in
mattinata negli uffici della
Confindustria in via Veneto,
hanno partecipato tutte le as-
sociazioni che - ai primi di
agosto - hanno inviato il do-
cumento comune a Palazzo
Chigi. Si parlato pi che altro
di questioni di metodo, una
regia sul cosa dire e come fa-
re allincontro con il governo.
Al secondo, tenutosi in
mattinata sullAurelia (si dice
alla Domus Mariae) ha invece
preso parte una parte del go-
verno e un ristretto gruppo di
associazioni di categoria. Da
una parte del tavolo sedevano
i tre Tremonti, Brunetta e Sac-
coni, ministri dellEconomia,
della Pubblica amministra-
zione e del Lavoro. Dallaltra
Emma Marcegaglia, Raffaele
Bonanni e Luigi Angeletti, lea-
der rispettivamente di Con-
findustria, Cisl e Uil.
Il tempo per bere un caff,
fare il punto sullo stato delle
cose e discutere delle tante
misure di cui in questi giorni si
parla per raggiungere il pareg-
gio di bilancio nel 2013 e per
far fronte alle richieste della
Banca Centrale Europea.
Niente di strano nellin-
contro a gruppi ristretti: la
convocazione per il vertice di
Palazzo Chigi arrivata a 36
associazioni. Difficile pensa-
re che questioni tanto com-
plesse si possano risolvere su
tavoli tanto affollati. Il fatto
che dal vertice segreto stata
esclusa sia Rete imprese - che
riunisce le sigle del commer-
cio, dellartigianato e quindi
il cuore delle piccole impre-
se, sia la Cgil. Il primo sinda-
cato dItalia, quello con il qua-
le da sempre il governo Berlu-
sconi - e il ministro del Lavoro
Sacconi in particolare - intrat-
tengono rapporti difficili.
Non la prima volta che il
sindacato oggi guidato da Su-
sanna Camusso non parteci-
pa a riunioni convocate di
notte o di prima mattina. Gi
ai tempi del suo predecessore
- Guglielmo Epifani - il pre-
mier Berlusconi aveva convo-
cato, per discutere di temi so-
ciali, solo Bonanni e Angelet-
ti, visti uscire poi di nascosto
dallincontro. La tradizione
continua.
LItalia
Precipita tutto, il 18 un decreto
ma il governo delude le parti sociali
Berlusconi: agire presto e bene. Marcegaglia: serve equit
Il caso
Lincontro alla Domus Mariae tra lesecutivo e le parti sociali
SullAurelia prevertice segreto
Sacconi esclude la Cgil
RIPRODUZIONE RISERVATA
PREMIER
Silvio Berlusconi
ieri ha incontrato Bossi
a Palazzo Grazioli
Ogni ipotesi
In questi cinque giorni
tutto cambiato, tutto
precipita. Servono scelte
rapide, valutiamo tutte
le ipotesi e possibilit
Ristrutturata
La manovra appena
varata deve essere
ristrutturata. Nel 2012
il deficit deve scendere
all1,5-1,7% del Pil
Non allaltezza
Lincontro non stato
allaltezza dei problemi
che abbiamo e della
trasparenza che sarebbe
necessaria in queste ore
Nessun dettaglio
sui provvedimenti.
No alla richiesta
di conoscere la
lettera della Bce
Allincontro
riservato
presenti anche
Tremonti e
Brunetta
Il ministro
Giulio Tremonti
La leader Cgil
Susanna Camusso
Il sottosegretario
Gianni Letta
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I7
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
PER SAPERNE DI PI
www.repubblica.it
www.governo.it
No anche da Bossi. Alfano: eppure un contributo ci vuole
Il retroscena
Vertice tesissimo a Palazzo Grazioli. Un ministro: La Bce chiede 30 miliardi entro Ferragosto
Patrimoniale, il premier in trincea
contro luna tantum di Tremonti
FRANCESCO BEI
ROMA Il Cavaliere resiste,
punta i piedi fino allultimo.
La mia faccia ripete a Tre-
monti e agli altri ministri del
Pdl non ce la metto su una
nuova tassa. Inventatevi qual-
cosaltro, anche Bossi dac-
cordo con me. Anche perch
la nuova tassa in questione
ha un sapore antico, nel Pdl
c gi chi lha ribattezzata
eurotassa. Proprio come
quella decisa dal governo di
Romano Prodi nel 1996, che
consent allItalia di ridurre in
corsa il deficit dello 0,6% e sa-
lire, per il rotto della cuffia, sul
treno delleuro. Lallora Forza
Italia fece fuoco e fiamme
contro Prodi, adesso la neme-
si impone a Berlusconi di met-
tere la sua firma sullo stesso
balzello. Oggi come allora, lI-
talia rischia grosso. Dobbia-
mo trovare 30 miliardi di euro
prima di ferragosto, riassu-
me terrorizzato un ministro
dopo la riunione serale con
Tremonti.
Cos, tra una riunione e lal-
tra, inizia il pressing per far ac-
cettare al premier linevitabi-
le. Non sar chiamata patri-
moniale, termine tab nel
centrodestra. Non colpir il
patrimonio ma il reddito (a
partire, sembra, da 60 mila eu-
ro), ma la sostanza politica
non cambia. Si tratta di unim-
posta una tantum. Di questo
contributo straordinario di
solidariet sui redditi medio-
alti si inizia a parlare gi allo-
ra di pranzo, al quinto piano di
Montecitorio, dove il segreta-
rio del Pdl Alfano incontra i ca-
pigruppo di Camera e Senato,
Fabrizio Cicchitto e Maurizio
Gasparri, insieme ai loro vice
Massimo Corsaro e Gaetano
Quagliariello. C anche Mau-
rizio Sacconi e parte una te-
lefonata con Tremonti per
sondare il terreno. La borsa
italiana nel frattempo sta an-
dando in picchiata, non c
pi tempo da perdere. Alfano,
di fronte ai presenti, alza le
braccia: inutile che ci giria-
mo intorno, alla fine qualcosa
il governo dovr fare, servir
un contributo una tantum per
non tagliare le pensioni, as-
solutamente inutile dividersi
tra noi sulla patrimoniale.
Un altro partecipante alla riu-
nione convinto che, alla fine,
anche il premier si convin-
cer: Visto che siamo di fron-
te a una crisi storica del capi-
talismo mondiale, se il gover-
no riuscir a raddrizzare i con-
ti Berlusconi sar considerato
come un salvatore della pa-
tria. E nessuno si ricorder pi
del prelievo straordinario.
Insomma, sembra ormai fat-
ta. Ma nello stesso Pdl hanno
sottovalutato la resistenza del
Cavaliere. Che inizia a dire di
no e poi no e ancora no.
Perch non si pu fare un
condono? Ne abbiamo fatti
tanti. Lo stallo totale. Del re-
sto anche nella Lega, che il
premier riceve in serata a pa-
lazzo Grazioli, ci sono analo-
ghe spaccature. Lala guidata
da Roberto Maroni ha digerito
lidea della patrimoniale (o
eurotassa), anzi la vede come
lunica alternativa a un inter-
vento tutto sbilanciato sulla
previdenza. Il sindaco di Ve-
rona, Flavio Tosi, maroniano
doc, a Repubblica lha detto
chiaro e tondo: Bisogna chie-
dere un sacrificio straordina-
rio, aggiuntivo e una tantum ai
titolari di grandi patrimoni e
di rendite, anche quelle finan-
ziarie. Reguzzoni e i compa-
gni del cerchio magico si op-
pongono invece al prelievo
con tutte le forze, mentre Um-
berto Bossi resta nel mezzo.
Non la vorrebbe, ma nemme-
no la esclude se dovesse servi-
re a non abolire le pensioni di
anzianit. Anche sulle pensio-
ni la posizione del Carroccio
pi flessibile di quanto appaia
allesterno dai toni stentorei
della Padania. Al Cavaliere i le-
ghisti sono andati a dire che
lunica, vera, trincea lhanno
scavata intorno alle pensioni
di anzianit, quelle che spet-
tano ai lavoratori del Nord
che hanno iniziato a versare
prestissimo i loro contributi.
Sullinnalzamento dellet
pensionabile, come pure sul
taglio drastico delle pensioni
di reversibilit, il Carroccio
invece disposto a discutere.
Anche Gianni Letta, racconta-
no, preferirebbe di gran lunga
una imposta straordinaria ri-
spetto al taglio delle pensioni.
Lhanno capito anche le parti
sociali, quando la Camusso a
palazzo Chigi ha tuonato con-
tro il governo che si appreste-
rebbe a colpire i ceti pi debo-
li. Caro segretario - le ha ri-
sposto Letta - le assicuro che le
sue preoccupazioni su chi col-
pire sono anche le nostre.
RIPRODUZIONE RISERVATA
UMBERTO BOSSI
Le pensioni non si
toccano, dice Bossi
Bocciata la patrimoniale
Il titolare del
Tesoro parla
di contributo
straordinario
di solidariet
Sulle pensioni
spiraglio della
Lega: Intoccabili
sono solo quelle
di anzianit
WSJ: SITUAZIONE GRAVE
Berlusconi ha dovuto
riconoscere la gravit della
situazione di bilancio scrive
il Wall Street Journal
FT: DEFICIT DI LEADERSHIP
LItalia soffre di un super
deficit di leadership
politica. Cos il Financial
Times
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
POLITICA INTERNA
I8
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
LA FEBBRE DEI MERCATI
ROBERTO PETRINI
ROMA Prelievo di solidariet
sui redditi medio-alti, stretta sul-
le pensioni, ticket sulle degenze
ospedaliere. E nuovamente cac-
cia ai 20-25 miliardi che servono
per anticipare e rafforzare la ma-
novra e per raggiungere il pareg-
gio di bilancio un anno prima, nel
2013. Bisogna ristrutturare la
manovra, ha detto ieri alle parti
sociali il ministro dellEconomia
Tremonti e questo significa che
quasi tutto da rifare. Nuovi tagli
da individuare, e nuove poste di
entrata da mettere in campo.
Senza escludere nulla, come ha
riconosciuto ieri il sottosegreta-
rio Gianni Letta. Compreso il ri-
corso a vecchi strumenti come
sanatorie e condoni fiscali e pre-
videnziali.
Confermato lintento di serra-
re il percorso verso il pareggio: il
deficit-Pil, secondo quanto an-
nunciato ieri da Tremonti, sar
del 3,8 per cento questanno,
scender all1,5-1,7 il prossimo e
arriver al pareggio nel 2013.
Nonostante il no di Bossi e del-
la Cgil la partita delle pensioni
quella sulla quale il governo e i
tecnici puntano maggiormente.
Lobiettivo sarebbe quella di
abolire le pensioni di anzianit,
salvaguardando soltanto luscita
di chi ha 40 anni di contributi. Og-
gi le norme prevedono che si pos-
sa andare in anzianit a quota 96
(max 61 anni) nel 2012 e a quota
97 (max 62 anni) dal 2013: la rifor-
ma sarebbe impostata in modo di
arrivare a quota 100 nel 2015
(65 anni pi 35 di contributi) at-
traverso un aumento della quota
di un punto lanno (97 nel 2012, 98
nel 2013 e 99 nel 2014). Risparmi
garantiti a regime: 3,5 miliardi.
Meglio i 58enni sotto il Teso-
ro, che gli invalidi in carrozzella,
si spiegava con un po di cinismo
nelle aule vuote degli uffici tecni-
ci, dove girano le simulazioni.
Ma il punto anche algebrico:
lanticipo dei tagli alla dellassi-
stenza-Inps, previsti dalla dele-
ga, per 25 miliardi considerato
impossibile. Al massimo, spiega-
no fonti autorevoli, da invalidit e
sostegni vari, si pu spremere un
miliardo.
E il resto? Dalla vecchia mano-
vra da 48 miliardi, entro il 18 ago-
sto, si cercher di spremere il
massimo: a cominciare dallanti-
cipazione di un anno di tutte le
misure, dal taglio ai ministeri, al-
la spending review, alla sanit
con laccelerazione dellentrata
in vigore dei costi standard e con
lidea ancora da confermare
dellintroduzione di un ticket sui
primi tre giorni di degenza in
ospedale.
Ma tutto ci non basta per re-
spingere lattacco dei mercati e
rispettare il diktat della Bce. Cos
si continua a girare attorno alla
patrimoniale: Berlusconi non la
vuole, i suoi uomini anche. Il le-
ghista Reguzzoni ieri lha peren-
toriamente esclusa. I tecnici tut-
tavia lhanno confezionata: 6-7
miliardi con una addizionale
speciale Ici sulla seconda casa.
Solo il ministro Calderoli ha una
opzione alternativa: una service
tax per i comuni, strumento in ve-
rit un po logorato dal dibattito
sul federalismo, che dovrebbe
accorpare varie tasse municipali
e fornire un gettito aggiuntivo ai
sindaci.
Tra le ipotesi al vaglio prende
per corpo quella di un contribu-
to di solidariet sui redditi me-
dio-alti. Lidea, che ricalca un po
leurotassa del primo governo
Prodi che consent allItalia di en-
trare nella moneta unica, sarebbe
quella di un prelievo straordina-
rio sui redditi al di sopra dei 60-
100mila euro.
Laumento dellIva di un pun-
to viene per ora tenuta nel casset-
to: eppure la misura da un cash
immediato di 9 miliardi. Confin-
dustria e Cisl si erano espressi fa-
vorevolmente. Ma la misura resta
in bilico, coltivando lillusione
che quelle risorse possano servi-
re il prossimo anno, a ridosso del-
le elezioni, per diminuire Irpef o
Irap.
Sembra invece confermata la
determinazione a mettere in
campo laumento della tassazio-
ne sulle rendite finanziarie: al
netto di Bot e Btp (che restereb-
bero al 12,5 per cento) si porte-
rebbero tutti gli altri strumenti fi-
nanziari al 20 per cento. Con lo-
biettivo di incassare 1 miliardo.
Solo lassalto ai costi della po-
litica sembra impossibile da fer-
mare: sotto lurgenza di agosto e
la pressione dei mercati si agir
sulle province. Tutte quella isti-
tuite e non operative saranno fer-
mate, ma nel mirino c anche la-
bolizione di quelle che hanno
meno di 300 mila abitanti. Senza
contare che ai politici locali ver-
ranno tolti molto dei loro giocat-
toli: saranno presenti nel decre-
to anche la privatizzazione dei
servizi pubblici locali, dallener-
gia ai trasporti allinformatica, e
le liberalizzazioni.
ROMA Siamo alla terza occa-
sione persa del governo. C il for-
te rischio di una quarta.
A che si riferisce onorevole
Rosi Bindi?
Se il ministro Tremonti sta-
mattina in commissione si pre-
senta con lo stesso indigesto me-
nu offerto alle parti sociali, il di-
scorso col Pd si chiude.
Direte di no al decreto legge
che il governo annuncia?
Capisco lurgenza ma poi che
fanno, pongono come al solito la
fiducia in aula? Ma, al di l dello
strumento, il governo non pu
chiedere collaborazione senza
uno straccio di proposta. Al con-
fronto siamo disposti ma tocca a
loro scoprire le carte.
Anche sulla lettera della Bce?
Palazzo Chigi sostiene che non
pu renderla pubblica, un do-
cumento riservato.
Il problema vero che fin
quando non sanno che risposta
dare alle richieste della Bce non
possono divulgare il contenuto.
E siccome la maggioranza spac-
cata....
E il motivo vero del silenzio
nel merito delle proposte?
Bossi non vuole toccare le
pensioni. Berlusconi non vuole
la patrimoniale. Divisi su tutto.
Spero che la notte porti consiglio.
Per le parole di Gianni Letta mi
son sembrate significative.
Quella battuta su tutto preci-
pita, il governo pronto ad ogni
ipotesi?
E come se finalmente qual-
cuno a Palazzo Chigi prendesse
coscienza della situazione. Non
mi metto a interpretare i pensieri
di Letta, ma quasi quasi mi sem-
brato come se, di fronte alle divi-
sioni fra Pdl e Lega, avvertisse che
se va avanti cos finisce che oc-
corrono sia la patrimoniale che il
mettere mano alle pensioni.
Il centrodestra accusa voi del
Pd di essere a corto di soluzioni.
Stanno nei nostri documenti.
Chiediamo che chi ha di pi deve
contribuire di pi al risanamen-
to. Vogliamo una vera lotta alle-
vasione fiscale. Crescita e lavoro.
La ristrutturazione della pubbli-
ca amministrazione. E sui costi
della politica un dimezzamento
dei parlamentari. Ma, nel detta-
glio, non scendiamo. Perch ap-
Lintervista
La presidente Rosy Bindi: il governo ha gi sprecato tre occasioni, temo che oggi in commissione sprecher la quarta
Men indigesto, cos il Pd chiude la porta
Allo
studio
3,5 mld
PENSIONI
A regime, 3,5 mld i risparmi
dalla riforma dellanzianit
7 mld
CASA
Laddizionale Ici sulla seconda
casa darebbe 6-7 miliardi
9 mld
IVA
Laumento dell1% dellIva
garantirebbe 9 miliardi
1 mld
RENDITE
Un miliardo dallaliquota al
20% sulle rendite finanziarie
RIPRODUZIONE RISERVATA
Le misure
Eurotassa sui redditi medio-alti
e ticket anche sui ricoveri
cos il governo cerca 25 miliardi
Pensioni danzianit, quota 100 gi nel 2015
Prelievo straordinario
Prende consistenza lipotesi di
un contributo straordinario di
solidariet sui redditi superiori
ai 60mila euro lanno
Tagli alla sanit
Accelerazione dellentrata in
vigore dei costi standard e
introduzione di un ticket sui
primi tre giorni di degenza
Il ritorno del condono
Tra le ipotesi al vaglio dei
tecnici del ministero del Tesoro
anche il varo di una sanatoria
fiscale-previdenziale
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I9
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
PER SAPERNE DI PI
www.repubblica.it
www.cgil.it
punto dovere del governo.
Il Pd da una parte chiede la te-
sta di Berlusconi e dallaltra vuol
discutere...
Il passo indietro del premier
indispensabile per riconquistare
credibilit sui mercati. Servono
le elezioni, ma abbiamo gi detto
di essere anche disponibili ad un
governo del Presidente. E come
atto di estrema responsabilit
pronti anche a discutere delle
misure anti-crisi.
(u.r.)
RIPRODUZIONE RISERVATA
300 mila
PROVINCE
Allo studio labolizione sotto
i 300mila abitanti
La polemica
Il Tg1 censura
la frase-shock
di Gianni Letta
ROMA Il Tg1 di
Minzolini censura an-
che Gianni Letta che
dice tutto precipi-
tato. Lo denuncia
Leoluca Orlando,
portavoce dellItalia
dei Valori, che ag-
giunge: Tutto pre-
cipitato proprio come
gli ascolti del Tg1 che
continuano a precipi-
tare insieme con la
credibilit del servizio
pubblico. Dopo
aver censurato per
mesi la voce dellop-
posizione rincara
la dose Orlando
Minzolini s supera-
to riuscendo a censu-
rare anche il braccio
destro di Berlusconi.
Forse la frase tutto
precipitato per lui
era troppo forte.
Augusto Minzolini
Repubblica.it
continua a
seguire
giorno e
notte, 24 ore
su 24,
l'andamento
dei mercati.
Le analisi dei
corrispondenti e
degli inviati, la
diretta minuto per
minuto
REPUBBLICA.IT
Cgil pronta allo sciopero generale
Sfida della Camusso. Pdl: antinazionale. Anche la Cisl contraria
MAURO FAVALE
ROMA Se il governo gioca an-
cora a carte coperte, la Cgil sco-
pre subito le sue e si prepara al-
lo sciopero generale. Al termine
di un incontro non allaltezza
dei problemi e della trasparenza
che sarebbe necessaria, Susan-
na Camusso, leader della Cgil, si
basa sullo schema della mano-
vra letto sui giornali e promette
battaglia per cambiarla. Senza
escludere lo sciopero generale.
Tempi e modi li decider lorga-
nizzazione. Un annuncio ac-
colto malissimo dal governo che
definisce la segretaria della Cgil
irresponsabile e lasciato ca-
dere, per ora, dalla Cisl di Raf-
faele Bonanni, convinto che
oggi, ai mercati, non si rispon-
de con uno sciopero generale.
Il problema, per, per la Ca-
musso la mancanza di risposte
da parte del governo e il rischio
che la manovra colpisca i soliti
noti. Devono pagare coloro che
nella manovra precedente non
lhanno fatto. Equit come
parola dordine, quindi, e no a
interventi che riguardano pen-
sioni, redditi da lavoro dipen-
dente, sanit e assistenza. N,
tantomeno, per la Cgil sono ac-
cettabili modifiche dellarticolo
18 dello statuto dei lavoratori,
simbolo di una battaglia vinta
dal sindacato gi nel 2002.
Se la Camusso si dice delusa
dallincontro con il governo,
Bonanni, invece non si aspetta-
va n di pi n di meno. Anche
per il leader della Cisl, limpor-
tante fare presto ma con
equit. Non raccoglie lannun-
cio dello sciopero generale, cos
come lo lascia cadere anche Lui-
gi Angeletti della Uil che invita il
governo a dare un segnale
chiaro sui costi della politica.
Poi aggiunge: Siamo sullorlo
del precipizio. La maggioran-
za, invece, si scaglia contro la
Camusso: Ci sono momenti
afferma il vicecapogruppo Pdl al
Senato, Gaetano Quagliariello
nei quali un atteggiamento di
responsabilit il minimo che ci
si possa aspettare. Quello della
Cgil pu classificarsi come un
atto anti-nazionale.
Il Pd, intanto, non commenta
lincontro con le parti sociali e
aspetta laudizione del ministro
Giulio Tremonti, questa matti-
na, a Montecitorio. Il segretario
Pierluigi Bersani chiede al go-
verno parole chiare sulle sue
intenzioni. Poi, se le proposte
non saranno soddisfacenti fare-
mo le nostre proposte alternati-
ve.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Rosy Bindi
ELLEKAPPA
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
ECONOMIA
I11
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
LA FEBBRE DEI MERCATI
PER SAPERNE DI PI
www.ecb.int
www.federalreserve.gov
Il dossier
(segue dalla prima pagina)
MAURIZIO RICCI
Q
UELLA del mondo in ma-
no ai mercati entit au-
tonoma, impersonale, in-
dipendente una vecchia uto-
pia. Il problema che lintelli-
genza collettiva della finanza
bassa e le emozioni sono forti e
volatili: la tempesta e il caos di
questi giorni ne sono una prova.
Oggi pi vero di ieri, come oggi,
pi di ieri, i movimenti dei mer-
cati sono diventati decisivi. An-
che perch sono cambiati i mer-
cati.
Soprattutto nei momenti di
ansia, sono dominati dalle voci. Il
rally di marted sera, che, allulti-
mo minuto aveva fatto recupera-
re Wall Street, nasceva dalla voce
che Goldman Sachs, mostro sa-
cro della finanza americana,
stesse comprando azioni a piene
mani, convinta che la Federal Re-
serve avrebbe ricominciato a
pompare soldi nelleconomia. Il
rally svaporato, ieri, insieme al-
la voce. Sostituita, subito, da
unaltra sullimminente crollo di
una banca francese. Quello che
conta, qui, loggetto di queste
voci, che mostra come siano
cambiati i mercati.
Wall Street ha smarrito il suo
obiettivo originario: creare capi-
tale per le aziende sostiene Mark
Cuban, imprenditore miliarda-
rio e padrone dei Dallas
Mavericks, una
grande squadra di basket. Wall
Street, oggi una piattaforma, da
sfruttare con ogni mezzo tecno-
logico e intellettuale possibile. Il
mercato, prosegue Cuban,
cambiato in pochi anni: Sta di-
ventando sempre pi difficile in-
vestire in unazienda in cui credi.
Nel mercato non si discute dei ri-
sultati di specifiche aziende, ma
di problemi macroeconomici
che toccano tutti i titoli, attraver-
so gli indici, i derivati, i fondi. E
un gioco matematico di scacchi,
in cui i singoli titoli sono diventa-
ti i pedoni. Il gioco quello delle
transazioni computerizzate, in
cui gli ordini di acquisto o di ven-
dita scattano in nanosecondi, se-
condo complessi algoritmi.
Siccome, per, gli algoritmi si
somigliano, gli ordini scattano
tutti insieme, imprimendo al
mercato violenti scossoni. Lim-
magine del gregge, tradizional-
mente applicata ai mercati, va
aggiornata: le pecore sono mec-
caniche.
Il mercato computerizzato
come una pistola puntata, con il
dito che tiene il grilletto premuto
a met. Ma, nel frattempo, nella
finanza globalizzata, il bersaglio
diventato pi complesso. Die-
tro il tornado di ieri sulle banche
francesi, c la decisione dei fon-
di monetari americani di tagliare
il pi possibile i loro investimen-
ti a breve termine, in larga misu-
ra concentrati sulle banche euro-
pee: la francese Bnp Paribas, da
sola, assorbe oltre il 4 per cento
dei finanziamenti dei fondi ame-
ricani. Anche il caricatore di-
ventato pi sofisticato: il boom
della nuova finanza, fra opzioni,
credit default swaps (scommesse
sulla bancarotta di un debitore) e
gli altri derivati, consente opera-
zioni massicce, impegnando re-
lativamente pochi soldi.
I quali, peraltro, non manca-
no: dopo la crisi del 2008, le ban-
che centrali hanno inondato di li-
quidit le economie dOcciden-
te, a tassi dinteresse, tuttora,
stracciati. In altre parole, in que-
sti anni, la potenza di fuoco dei
mercati si moltiplicata, con-
centrandosi sullandamento
complessivo delle economie,
mentre la crisi, la recessione, il ri-
stagno svuotavano sempre pi di
credibilit i governi.
Pi che sulle conferenze stam-
pa di Obama o sulle dichiarazio-
ni di Sarkozy, gli occhi dei merca-
ti sono oggi puntati sulle agenzie
di rating. Uscite ammaccate dal-
la crisi finanziaria del 2008, in cui
portano una pesante responsa-
bilit, per aver consentito e bene-
detto il bubbone dei subprime,
Standard&Poors, Moodys, Fit-
ch hanno riguadagnato il centro
della scena, applicando alle fi-
nanze statali i criteri e i parametri
utilizzati per le finanze aziendali.
Non tutti pensano che uno Stato
possa essere giudicato con i crite-
ri di unazienda e, in particolare,
che le possibilit di fallimento e
bancarotta siano analoghe. Ma le
agenzie di rating si sono dimo-
strate capaci di guidare i mercati,
cio di raggiungere quella situa-
zione, in cui tutti gli operatori
pensano che gli altri seguiranno
l e i ndi cazi oni di
Standard&Poors o di Moodys. Il
risultato che sono le agenzie di
rating, oggi, a dettare lagenda
politica di superpotenze come gli
Stati Uniti e lEuropa. Ci sono riu-
scite, riempiendo il vuoto lascia-
to dalla contemporanea paralisi
della politica a Washington e a
Bruxelles.
Negli Stati Uniti, lo scontro
frontale fra democratici e repub-
blicani sta impedendo la scelta
decisa di una politica, sia lauste-
rit, come vogliono i repubblica-
ni, sia lo stimolo alla ripresa, co-
me vogliono i democratici. In Eu-
ropa, lo scontro , piuttosto, na-
zionale: fra paesi dove lecono-
mia tira, come la Germania, e
quelli in cui ristagna, quasi tutti
mediterranei. Linterminabile
discussione sulle misure per sa-
nare i debiti pubblici ha prodotto
una serie di interventi allinsegna
del troppo poco, troppo tardi
che stanno prolungando la crisi.
Di qua e di l dellAtlantico, ad in-
tervenire sono state le banche
centrali, i cui strumenti, per so-
no limitati e, come dimostrano le
iniezioni di liquidit post-crisi,
hanno, a volte, effetti indesidera-
ti.
Sono queste fragilit a consen-
tire la corsa selvaggia dei mercati
di questi mesi. La speculazione,
spesso, le gonfia, a volte, le aggra-
va, fino a renderle insormontabi-
li, ma raramente le inventa. In
fondo, la funzione dei mercati
proprio quella di rivelarle. Con i
mercati ipetrofici e sotto steroidi
di oggi, per, un processo con
molti scossoni. E gli scossoni
possono fare molto male.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Politica e banche centrali disarmate
cos la speculazione governa il mondo
Cosa si muove dietro agli scossoni che scuotono i mercati
Le agenzie di
rating, nonostante
gli errori, hanno
riguadagnato il
centro della scena
Cuban: Wall Street
ha smarrito il suo
obiettivo origina-
rio. Creare capitale
per le aziende
Le
authority
Le
agenzie
FED
Guidata
da Ben
Bernanke,
la banca
centrale Usa
responsabile
della stabilit
monetaria
e finanziaria
BCE
Attua
la politica
monetaria
nei Paesi
dellarea
Euro.
La presiede
Jean-Claude
Trichet
STANDARD
& POORS
tra le maggiori
agenzie di rating.
Ha declassato
il debito
americano
MOODYS
La societ
di rating
di New York
ha confermato
la tripla A del
debito francese
FITCH
Con sede a New
York e Londra,
la societ
di rating che ha
dato la tripla B
al debito di Cipro
La caduta degli indici
Da maggio 2011 iniziato il crollo degli indici
delle Borse mondiali. Nei grafici sopra si vede
landamento degli ultimi sei mesi dell europeo
Stoxx 50 e del Dow Jones, lindice di Wall Street
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
MONDO
I12
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
RIVOLTA IN GRAN BRETAGNA
Gli scontri
50 km
REGNO UNITO
Mare
del Nord
Londra
Gloucester
Milton
Keynes
Nottingham
Leicester
Wolverhampton
Salford Liverpool
Manchester
West Bromwich
Birmingham
La mappa degli scontri
1.200
arresti
Birmingham
Tre uomini di 31, 30 e 21 anni sono stati uccisi,
investiti da unauto,
mentre proteggevano un edificio

Salford e Manchester
Assalti contro la polizia, edifici dati alle fiamme,
negozi saccheggiati
Liverpool
Incendi.
Un gruppo
di 200 giovani
ha saccheggiato
negozi
Wolverhampton
e West Bromwich
Auto bruciate
e negozi
saccheggiati
Nottingham
Attaccate
cinque stazioni
di polizia. Negozi
e automobili
danneggiati
Leicester,
Milton Keynes
e Gloucester
Attacchi a polizia
e negozi
Saccheggi e incendi a Manchester
la rivolta brucia tutta lInghilterra
I vandali devastano la citt. Tre morti a Birmingham
DAL NOSTRO INVIATO
GIAMPAOLO CADALANU
MANCHESTER La risposta di
Manchester ai saccheggiatori
il suono di un trapano a batte-
ria: quello del commesso di Jes-
sops photo che monta pannelli
di truciolato al posto delle vetri-
ne frantumate nella notte di
marted. il fruscio delle scope:
quelle di centinaia di volontari,
adunati via internet, pronti a
sfidare la pioggia per ripulire le
strade del centro. la scritta su
tante T-shirt: quelle dei cittadi-
ni, sfoggiate assieme alla ra-
mazza a Piccadilly Gardens per
segnalare la voglia di ricomin-
ciare, I love MCR. Ieri la citt
degli operai e dei tifosi si sve-
gliata incredula dopo che il
contagio dei disordini era arri-
vato a violare il suo cuore com-
merciale. Bambini di nove an-
ni devastano le strade del cen-
tro titolava il locale Evening
News, a rimarcare lincapacit
di comprendere.
Non centra nulla la spara-
toria di Londra, stata solo vo-
glia di saccheggio, dice un po-
liziotto con la giacca gialla fluo-
rescente davanti ai resti carbo-
nizzati del negozio di bianche-
ria femminile Miss Selfridge, su
Market Street. Sophie, 17 anni,
ci tiene a prendere le distanze
da certi coetanei. Sono qui
per ripulire. E per dire che noi
giovani di Manchester non ci
stiamo, a far la parte dei ladri.
Lincendio scaturito dal fo-
colaio londinese divampato
verso nord, la rivolta partita dal-
luccisione di un giovanissimo
nella capitale ha lanciato quella
che alcuni media britannici gi
chiamano lintifada dei ragaz-
zini. Giovanissimi incappuc-
ciati con poca decisione politi-
ca e molto senso di esclusione.
la voglia di rivalsa di chi le
Nikon di Jessops e i pizzi di Miss
Selfridge forse non li avr mai,
ma in ogni caso li pretende su-
bito, senza aspettare.
un esproprio proletario,
senza nessuno che si azzardi a
teorizzarlo: la pretesa che non
il pane sia dovuto, ma il tv color
a cristalli liquidi. Ed peggio per
chi prova a resistere, per chi ma-
gari cerca di salvare il salvabile
di unattivit commerciale co-
struita con il sacrificio di gene-
razioni. successo a Birmin-
gham, dove tre ragazzi di origi-
ne asiatica sono stati travolti e
uccisi da unauto. Intenzional-
mente, a quanto sembra dalle
prime indagini. Secondo i testi-
moni, i giovani facevano parte
di un gruppetto che dopo le pre-
ghiere del Ramadan aveva deci-
so di sorvegliare i negozi della
comunit. Si erano guadagnati
prima gli insulti, da parte di altri
ragazzi a bordo di unauto, poi
lattacco: la macchina, secondo
le ricostruzioni, piombata sul
marciapiede ad alta velocit,
abbattendo i giovani e prose-
guendo la corsa senza nemme-
no rallentare. Tutta la regione
delle West Midlands stata col-
pita dalla ventata di follia: oltre
a Birmingham negozi devasta-
ti, auto bruciate e aggressioni
sono segnalate anche a West
Bromwich e Wolverhampton. A
Nottingham, nelle East Mid-
lands, una quarantina di perso-
ne ha assalito con bottiglie mo-
lotov la sede della polizia, arre-
sti e atti di vandalismo sono se-
gnalati anche a Liverpool, Rea-
ding, Oxford e Milton Keynes.
Ma dopo la capitale, sono sta-
te proprio Manchester e la vici-
nissima Salford il centro degli
assalti e degli scontri pi duri,
con almeno 113 arresti. Il gior-
no dellinfamia, come dice la
stampa locale, uno dei peggio-
ri nella storia. Livelli di violen-
za eccezionali, mai registrati
negli ultimi 30 anni, dice Garry
Shewan, vice capo della polizia
di Manchester. E a spiegarli non
basta la presenza di un boss del-
la malavita locale, Dominic
Noonan, colto dalle telecamere
mentre incitava i minorenni.
Nahwaz, tassista di origine
pakistana, si indigna: Hanno
portato via persino le caramel-
le. Si sono fatti inquadrare dalle
telecamere a rubare, per pochi
penny. Ma se vedessi mio figlio
in quelle immagini, mi uccide-
rei. Anzi no, lo ucciderei. Grazie
a Dio adesso piove a dirotto,
servir a raffreddare i bollori.
Le grandi catene di super-
mercati come Tesco o Boots se
la sono cavata con danni mino-
ri, mentre il negozio del divo
pop Liam Gallagher stato de-
vastato e Vintage, specializ-
zato in capi firmati depoca,
sbarrato da tavole di legno con
su scritto: ci hanno gi svuotato.
Una battuta rimbalza su inter-
net: Una risposta illegittima
allalienazione non rende legit-
tima lalienazione. E ieri il
Daily Mail pubblicava le foto
dei ragazzini di Manchester im-
mortalati da una telecamera di
sorveglianza mentre rubavano
i liquori dal market Sainsburys
senza avere let per acquistarli
legalmente. Ridevano, non si
curavano di nascondere il vol-
to. Volevano esserci, anche lo-
ro, volevano vincere con la vio-
lenza lesclusione dellordine
sociale, che fosse la propriet o
le leggi sullalcol. Volevano en-
trare alla festa della modernit,
senza invito.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Un boss della
malavita colto dalle
telecamere mentre
incita minorenni
incappucciati
(segue dalla prima pagina)
P
er coloro che non possono
comprare telefonini, scarpe,
vestiti e tv al plasma invidiati
dai compagni, la spesa si fa di
notte con le Molotov e la scusa di es-
ser poveri.
I moti di questo agosto si differen-
ziano fondamentalmente da quelli
precedenti: non sono principalmen-
te contro la polizia, non c il razzi-
smo e nulla hanno di politico.
Hornby & Levy ha evitato che lufficio
fosse bruciato per un caso fortuito:
sei mesi fa, terminato il contratto di
locazione, ci siamo trasferiti altrove.
Il palazzo in cui ho lavorato per quin-
dici anni un nero guscio di cemen-
to e vetri rotti. I rivoltosi hanno scas-
sinato, saccheggiato e poi bruciato
Footlocker, un negozio di scarpe
sportive di moda per impadronirsi
della mercanzia. Tutta Londra bru-
cia. La rivolta sembra allargarsi al re-
sto della nazione, ed seguita sugli
schermi al plasma e sugli smartpho-
ne che sono stati appena rubati.
Come avvenuto? La risposta fa-
cile: gang di giovani, bianchi, neri,
maschi e femmine, attraverso il ser-
vizio Messenger dei Blackberry che
non lascia alcuna traccia, si danno
appuntamento negli shopping cen-
tre, per lebbrezza del saccheggio e la
cupidigia del possesso. Puntano sui
beni di lusso, di facile consumo e
vendibili rapidamente. Sui telefoni-
ni sono stati filmati dipendenti dei
negozi stessi, ancora in uniforme,
che derubano il datore di lavoro.
Ebay avr una quantit di offerte spe-
ciali di merce tuttora in scatola. Co-
me i governi del Medio Oriente, la
Gran Bretagna di Cameron non ha
capito che Twitter e Facebook con-
sentono comunicazione istantanea.
Le istituzioni stanno a guardare, pa-
ralizzate e non pi oggetto dellira dei
rivoltosi.
A Londra le case popolari sono co-
struite accanto a quelle dei milionari
e tutti i londinesi sono consci del-
limmensa ricchezza della City. I gio-
vani poveri vedono altri giovani, ric-
chi e abituati a ottenere quello che
desiderano e a desiderare tutto ci
che in mostra, dalla tecnologia al-
labbigliamento dalle fuoriserie alle
vacanze alla droga. Senza limiti. San-
no che la crisi della finanza ha impo-
verito lo Stato lasciando ingentissimi
bonus ai bancari responsabili della
crisi. Non hanno fiducia nello Stato e
nel sistema di giustizia che sembra
favorire i ricchi che possono impie-
gare avvocati di grido. Una minoran-
za di giovani senza impiego, molti
costretti a lasciare la scuola o a inde-
bitarsi per continuare gli studi, vuole
le cose dei ricchi, subito. Disperata-
mente egoisti, i giovani se la prendo-
no saccheggiando i negozi, pur sa-
pendo che potrebbero finire in pri-
gione. Questi furti di gruppo non so-
no imputabili soltanto alla violenza a
cui i giovani sono sottoposti dai me-
dia sempre stata parte integrale
della societ civile europea e dei gio-
chi o alla incapacit dei genitori.
Questa devianza minorile un aspet-
to del degrado della nostra societ
occidentale e della classe politica. La
corruzione dei deputati e delle per-
sone a capo delle istituzioni naziona-
li ha riempito le pagine dei tabloid e
le cronache giudiziarie, deludendo
un pubblico leale e nazionalistico.
Ma i britannici, bianchi e neri,
hanno un forte senso di gruppo, e mi
conforta sapere che usando gli stessi
mezzi di informazione dei riottosi, i
Bangladeshi sono accorsi a pulire e
controllare Brick Lane, i turchi pro-
teggono Stoke Newinglton e nella
mia amatissima Brixton sono venuti
talmente in tanti a pulire le strade da
bloccare il traffico, che stato neces-
sario lintervento della polizia.
RIPRODUZIONE RISERVATA
CHE DOLORE PER LA MIA BRIXTON
DISTRUTTA DA RAGAZZINI SENZA IDEALI
SIMONETTA AGNELLO HORNBY
LAUTRICE
Simonetta
Agnello Hornby
vive a Londra
GLI ARRESTI
La polizia ferma alcuni
manifestanti nel centro
di Manchester. Sotto, il
muro dei post-it contro la
rivolta a Peckham, Londra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I13
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
PER SAPERNE DI PI
www.guardian.co.uk
www.riotcleanup.com
Il reportage La sfida dei commercianti nella notte di Londra: Nessuno fa niente ma ora reagiremo alle gang
Ronde e bastoni contro i teppisti
Adesso ci difendiamo da soli
DAL NOSTRO INVIATO
DANIELE MASTROGIACOMO
LONDRA I bastoni di legno
chiaro sono lunica cosa che luc-
cica nel buio pesto che avvolge
Croydon. Il gruppo di commer-
cianti turchi li tiene stretti in ma-
no; qualcuno li fa roteare in aria e
lancia un grido che si perde tra le
vie silenziose e spazzate da raffi-
che di vento. Loro hanno le maz-
ze da baseball, noi abbiamo que-
sti, minaccia. Vi stiamo aspet-
tando. Grey, lautista del cab che
ha accettato di portarci nel cuore
del ghetto sconvolto dalle deva-
stazioni di luned sera, qui nel
profondo sud di Londra, ci frena
con un braccio. Avanza qualche
passo, spiega chi siamo. Ma quel
gruppo, formato da oltre venti uo-
mini, giovani e anziani, non si fi-
da. Da due giorni vive nel terrore.
Ha visto bruciare macchine, ne-
gozi, case. Ha subito gli assalti, le
minacce, le rapine. Si fidano dei
loro bastoni. Hanno deciso di pla-
care questo incubo a modo loro.
Si sono organizzati in squadre di
autodifesa. La polizia a duecen-
to metri: quattro furgoni carichi di
agenti spossati dalla battaglia vi-
gilano a distanza.
Grey cresciuto in questo
quartiere. notte fonda. Avanza
spedito nel buio sempre pi cupo.
Tira fuori una piccola torcia e illu-
mina con un fascio i resti di una
casa. uno scheletro annerito.
Ci abitavano tre famiglie, spie-
ga tirando dritto. Ci porta dietro
altri vicoli. Con la luce punteggia
le vetrine spaccate, i portoni di-
velti, i marciapiedi sventrati, le
serrande forzate e piegate. Scuote
la testa. Il razzismo non centra.
E solo una grande rabbia. Balordi
e gang. Gente che non ha nulla da
perdere. Ha gi perso tutto, non
ha futuro. Scende in strada, si ra-
duna e come un branco si prende
quello che non ha avuto e non
avr mai. Vestiti, scarpe, televiso-
ri, impianti stereo. S, anche cibo.
Di quello raffinato, di cui ti imma-
gini solo il gusto. E poi? Poi,
niente. Torni a casa. Ti piazzi il tuo
bel plasma e ti spari un film. Ma-
gari sgranocchiando quelle schi-
fezze che ti sei sognato per mesi.
Tutto gratis. Ti riprendi la vita.
Lautista raccoglie un bastone,
indica una macchina. ferma in
mezzo alla strada da 3 giorni. Ha
ancora le portiere aperte. Ecco,
David lo hanno trovato l. David?
S, il ragazzo ferito al petto con un
colpo di pistola. E morto dopo
due giorni di agonia. Non so chi
sia stato. Polizia, gang rivali, con-
ti da saldare. Magari solo per por-
targli via quello che aveva razzia-
to al centro commerciale. Impor-
ta poco. La gente arrabbiata. La
crisi qui ha colpito duro. Non sia-
mo a Piccadilly o Regent Street:
niente pi lavoro, niente sussidi,
assistenza finita. Anche il quartie-
re ne ha risentito. Non ci sono pi
borse di studio. Imparare un me-
stiere, lambizione di diventare
qualcuno. Fare i soldi. Zac! Un bel
taglio e la realt si affacciata con
prepotenza.
Lautista ha ragione. E saltato
tutto, persino la solidariet tra la
stessa gente del quartiere. Vec-
chiette derubate in casa da bande
di incappucciati, coppie di giova-
ni aggrediti per strada. Faceva im-
pressione vedere la foto del ragaz-
zino che veniva protetto da due
teppisti mentre un terzo gli apriva
lo zainetto e gli portava via quello
che aveva. E la legge della giun-
gla, sospira Grey. La gente, i gio-
vani soprattutto, erano abituati ai
soldi facili. Cera ricchezza in giro.
Ma era fittizia. Nessuno dispo-
sto a diventare povero. Non c
politica o simbologia in queste ri-
volte. Colpiscono i bancomat
perch l ci sono i contanti; assal-
tano i centri commerciali perch
possono razziare i prodotti che
vogliono. Per loro solo un gran-
de momento di libert. Dieci anni
di illusioni non possono svanire
di colpo. Il mondo ha raccontato
una bella favola: un futuro ricco e
felice. Ma la favola una mattina si
infranta. Questi ragazzi e ragaz-
ze, spesso bambini, non ci stan-
no. Se ne fregano: sono disposti a
tutto pur di continuare nel loro
sogno.
C un gruppo di persone in
fondo alla strada. Lautista del cab
lancia un grido, gli rispondono.
Sono le prime ronde che fanno il
giro del quartiere. Sempre stra-
nieri: turchi, soprattutto, ma an-
che molti asiatici. Gente emigrata
venti anni fa e che oggi fatica a re-
sistere. Conoscono i ragazzi con i
cappucci, anche se gli stessi geni-
tori non sanno dove sono finiti. La
polizia ha chiesto alle famiglie di
cercare i propri figli. Grey scuote
la testa: unassurdit. Tutti
sanno chi sono e dove abitano.
Nessuno fa niente. Il premier Ca-
meron dice che useranno i proiet-
tili di gomma, anche i cannoni ad
acqua. Grey sorride: Fa bene, c
bisogno di una reazione. E le ri-
volte continueranno? Il tassista
accelera il passo. Stasera non ac-
cade nulla. I quartieri si difendo-
no da soli. Ma non finita. Mi cre-
da: basta una scintilla scoppia
linferno.
RIPRODUZIONE RISERVATA
I giovani sono
abituati ai soldi
facili, nessuno
disposto a
diventare povero
Da cinque giorni
vivono nel terrore,
hanno visto
bruciare auto,
case e negozi
Il caso
Il premier: La linea dura ha pagato e continuer
Il pugno duro di Cameron
Useremo i cannoni ad acqua
LONDRA Linea dura e, se necessario, cannoni ad acqua contro i
rivoltosi. Il primo ministro inglese David Cameron passato al con-
trattacco, ieri, dopo aver incassato la prima notte tranquilla a Lon-
dra da quando esplosa la guerriglia urbana sabato scorso.
La linea dura ha pagato e la linea dura proseguir ha detto il pre-
mier al termine di un vertice con i Cobra, lunit di crisi del governo
britannico, al numero 10 di Downing Street, ricordando i 16mila
agenti della polizia schierati nelle strade della capitale. Riportare
lordine ad ogni costo in tutto il Paese, questa
la parola dordine. Per farlo la polizia auto-
rizzata a utilizzare ogni risorsa necessaria,
compresi proiettili di gomma e cannoni ad
acqua, come in Irlanda del Nord.
I criminali saranno identificati fotografia
dopo fotografia ha assicurato il primo mini-
stro, facendo riferimento alle immagini dei ri-
voltosi che Scotland Yard sta diffondendo.
Chiunque sar incriminato per disordini
violenti finir in prigione e non ci preoccuperemo di diritti umani
fasulli. Ha poi ammesso che la Gran Bretagna ha un problema con
le bande giovanili, anche se non rappresentano la stragrande mag-
gioranza dei giovani. Quando vediamo bambini di dodici, tredici
anni che saccheggiano e ridono, quando vediamo un giovane uomo
ferito e gente che finge di aiutarlo, ma lo stanno derubando, chia-
ro che ci sono cose profondamente sbagliate nella nostra societ.
La prova di forza di David Cameron sar sottoposta oggi allesa-
me del Parlamento, convocato durgenza in seduta straordinaria
proprio per discutere delle violenze.
Vertice dellUnit di
crisi del governo
britannico. Non ci
preoccupiamo dei
diritti umani fasulli
IL SIMBOLO
stata riconosciuta la protagonista della foto simbolo
della rivolta: si chiama Monika Konczyc, polacca, 32 anni.
Luned notte si lanciata dalla casa in fiamme a Croydon
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
MONDO
I15
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
RIVOLTA IN GRAN BRETAGNA
PER SAPERNE DI PI
www.guardian.co.uk
www.bbc.co.uk
I protagonisti
La chat dei cellulari per organizzare i saccheggi
DAL NOSTRO INVIATO
ROSALBA CASTELLETTI
LONDRA Una felpa con cap-
puccio la loro armatura e un
Blackberry in tasca la loro arma.
Con la prima si nascondono alle
telecamere a circuito chiuso
puntate sui negozi che depreda-
no perch non vengano identi-
ficati, con laltro si danno ap-
puntamento a ore precise e in
luoghi predeterminati per avere
la garanzia che, ovunque colpi-
ranno, avranno almeno la forza
che danno i numeri. Ma basta
sbirciare sotto i loro passamon-
tagna improvvisati perch li-
dentikit dei giovani che da saba-
to hanno messo a ferro e fuoco
lInghilterra si faccia pi confu-
so. Si scorgono volti di neri,
bianchi, asiatici. Bambini nep-
pure undicenni o giovani tren-
tenni. Uomini, ma anche mol-
tissime donne, rossetto scarlat-
to e gambe strette in una mini-
gonna.
Poveri? Alla Corte di High-
bury dove, marted notte, sono
giunti i primi incappucciati,
in attesa di giudizio accanto allo
studente quattordicenne mo-
dello, tutti Ottimo in pagella,
tra i disoccupati e i perditempo,
sedevano anche un designer e
un rivenditore di automobili.
Rivoltosi? Macch!, ti senti re-
plicare per le strade. Sono solo
in cerca di un diversivo. Rubano
per divertimento. Certo, e
qualcuno alla fine lo ammette,
quando svagarsi diventa fracas-
sare una vetrina, allora forse un
malessere c. Quando non puoi
permetterti di pagare le sempre
pi esose tasse universitarie e
non hai alcuna prospettiva di
trovare un lavoro o comprarti
una casa, quando in famiglia an-
che il rituale della cena tutti in-
sieme diventa una rarit, allora
quella felpa col cappuccio alla
Rocky Balboa non pi solo un
mezzo di difesa, ma anche unu-
niforme per rifugiarsi nellinvi-
sibilit e sfuggire al vuoto del
presente e allassenza di futuro.
La fedelt alla gang rimpiazza la
fedelt alla famiglia e i messaggi
istantanei del BlackBerry diven-
tano un codice. E non si scende
per strada solo per rabbia contro
le angherie della polizia o per
lingiustizia sociale, ma anche
per noia e disincanto.
Brian Kelly, padre irlandese,
punta lindice contro le fami-
glie. Le ha viste le immagini del-
la tv? Ha visto quanti bambini?
Io mi chiedo: ma doverano i lo-
ro genitori? Io non lascerei mai i
miei figli uscire di notte, n tan-
tomeno loro si sognerebbero di
prendere a calci la vetrina di un
negozio delettronica. Kelly
arrivato a Londra quando aveva
18 anni. Oggi fa il tassista. An-
chio ero disoccupato a quel-
let, ma ho provato a fare di tut-
to, dallo spazzino al cameriere,
prima di ottenere la licenza. Ai
miei tempi cera senso del dove-
re. Le dir di pi. Cera rispetto
per lautorit, che fosse linse-
gnante, il genitore o un poliziot-
to. Oggi sparito tutto. Ma non
colpa dei tagli. colpa dellas-
senza dei valori.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Lintervista
Il sociologo Anthony Giddens, inventore della Terza Via: Giovanissimi con una sola cosa in comune, nulla da perdere
la rivolta dei telefonini
lunico totem il consumismo
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA La rivolta dei telefo-
nini. Cos la battezza Anthony
Giddens, il sociologo inglese in-
ventore della Terza Via, la strada
riformista che a fine anni 90 port
al potere la sinistra in Gran Breta-
gna e in tutta Europa. I telefoni
cellulari sono larma e talvolta an-
che lobiettivo dei giovani inca-
pucciati scesi nelle strade di Lon-
dra, dice Giddens a Repubblica,
paragonando il fenomeno a
quanto avvenuto con Facebook
e Twitter nelle ribellioni democra-
tiche in Medio Oriente. Sebbene
nel caso della capitale britannica
sembra trattarsi di una protesta
priva di ideologia, il cui unico sco-
po fare shopping.
Professor Giddens, come giudi-
ca i disordini di questi giorni?
una rivolta urbana senza pre-
cedenti, per certi versi ricorda le-
splosione di rabbia nelle periferie
di Parigi qualche anno or sono, ma
qui manca una precisa identit et-
nica e unideologia riconoscibile.
Premetto che i protagonisti di pro-
teste e saccheggi non hanno anco-
ra parlato in modo chiaro, ci vorr
tempo per digerire questi fatti e
trarne una conclusione. Ma gi
possiamo dire che contengono
qualcosa di ordinario e straordina-
rio, di tradizionale e postmoder-
no.
In che senso?
Lordinario e il tradizionale il
panorama sullo sfondo: crisi eco-
nomica, tagli alla spesa pubblica,
incertezza sul futuro. Questi sono
stati anche in passato gli ingre-
dienti di esplosioni di rabbia urba-
na, nel Regno Unito e altrove. Pren-
diamo Tottenham, il quartiere do-
ve cominciata la violenza e dove
io stesso sono cresciuto: unisola
di povert e degrado, con alto livel-
lo di disoccupazione. Non c da
meravigliarsi che basti una scintil-
la per scatenare un incendio.
Lo straordinario e il postmo-
derno invece in cosa consistono?
Nella rapidit con cui la prote-
sta si diffusa, nel contagio del vi-
rus di saccheggi e disordini, per co-
minciare. E a favorire il contagio
sono le nuove tecnologie di comu-
nicazione: i telefonini. Il mezzo
con cui i giovani incappucciati co-
municano, con cui si passano pa-
rola e si danno appuntamento nei
luoghi scelti per provocare il caos.
Un mezzo che evoca immediata-
mente un paragone con quanto ac-
caduto in Tunisia, Egitto e altre
piazze arabe con la protesta demo-
cratica dei mesi scorsi, diffusa tra-
mite Facebook e Twitter, cio at-
traverso canali che sfuggono a cen-
sura, polizia, potere.
Ma il premier Cameron, nel ca-
so della rivolta di Londra, parla di
criminalit comune, da stron-
care severamente: nulla a che ve-
dere con il tam-tam democratico
del mondo arabo.
vero che sono azioni crimina-
li e che vanno fermate. Ma quando
migliaia di giovani in tutte le mag-
giori citt del paese saccheggiano e
incendiano sbagliato definirli
soltanto un movimento criminale.
un movimento senza ideologia
apparente, questo s. E senza uni-
dentit etnica uniforme. Ma un
movimento di giovani, anzi giova-
nissimi che hanno molte cose in
comune: nulla da perdere, nessu-
na speranza nel domani, un senso
di totale emarginazione.
Perch saccheggiano?
Perch il loro unico totem il
consumismo. I loro padri o nonni
potevano protestare per unideale,
loro protestano per andare a fare
shopping. E cosa rubano? Telefo-
nini. Televisori al plasma. Capi
dabbigliamento alla moda. A una
societ che eleva il denaro a dio,
che premia i banchieri con bonus
di milioni a dispetto dei danni che
hanno arrecato alleconomia, loro
rispondono dicendo: e noi faccia-
mo shopping, ci prendiamo, senza
pagare ovviamente, quello che ci
piace e ci serve.
Il consumismo, la recessione, i
banchieri rapaci, sono fenomeni
presenti in tutto lOccidente. Per-
ch la rivolta scoppiata proprio
in Inghilterra?
Qualcuno pensa che sia perch
qui c un gap ricchi-poveri pi ele-
vato e pi evidente che altrove. Ma
potrebbe non esserci una vera ra-
gione. Il punto, secondo me, non
tanto dove scoppiata la rivolta,
ma se verr imitata in altri paesi.
Ed certamente possibile, se non
probabile, che analoghe esplosio-
ni di rabbia giovanile si ripetano
anche in altre parti dEuropa o in
America.
Come dovrebbe rispondere il
governo?
A me pare ancora buono lo slo-
gan di Tony Blair: duri con il crimi-
ne e duri con le cause del crimine.
Ma pi facile a dirsi che a farsi,
specie in tempi in cui i governi non
hanno soldi da spendere.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Londra, il muro
dei post-it. Sul
nostro sito,
uno speciale
multimediale
REPUBBLICA.IT

,,
La tecnologia ha
moltiplicato la
diffusione della
protesta ma anche
il virus dei vandalismi

,,
Tottenham, il quartiere
dov cominciata la
violenza, unisola
di degrado con unalta
disoccupazione
Due rivoltosi con il volto coperto, a Londra

,,
una esplosione di
rabbia simile a quella
di Parigi, ma qui
mancano identit etnica
e ideologia
Anthony Giddens
Felpa, sciarpa e BlackBerry
le baby gang degli incappucciati
che sfidano Scotland Yard
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
MONDO
I16
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
PER SAPERNE DI PI
www.liberation.fr
english.aljazeera.net
La scrittrice siriana stata
arrestata cinque volte
dallinizio della rivolta. Del
sangue, delle torture contro i
giovani manifestanti, del
dolore nelle prigioni del suo
Paese, racconta dopo la
liberazione in questo testo
inedito
I
L PASSAGGIO era lungo, quasi
non riuscivo a vedere le segrete
da una parte e dallaltra, e fati-
cavo a percepire la realt del luogo.
No, non era uno spazio nato dal
mio cervello ossessionato dalla
scrittura. Era reale e concreto, que-
sto spazio dove a malapena riesco-
no ad avanzare due corpi saldati
insieme. intriso doscurit, fuo-
ri dal reale. Guardo dietro di me e
non vedo niente. Davanti a me, il
nero assoluto. Sono in mezzo a
questo corridoio senza inizio e
senza fine, sospeso sul nulla, e so-
no circondata da porte chiuse.
Luomo che si trova davanti a me
sta aprendo una delle porte.
Lo stridio acuto ha ceduto rapi-
damente il posto a un ritmo pi
lento, un suono triste che avevo
sentito un giorno in una taverna
greca. Luomo mi ha presa per il go-
mito e mi ha spinta bruscamente
dentro. La porta rimasta aperta,
lui mi teneva sempre per il braccio:
e l li ho visti La segreta basta-
va appena a contenere due o tre
uomini in piedi. Non posso essere
precisa, ma ho creduto di vedere
tre corpi appesi non so a cosa. Ero
in stato di shock, ho sentito che mi
mordevo la lingua, e ho sentito lo
stomaco che tremava. I corpi era-
no quasi nudi, una luce flebile fil-
trava da un luogo non meglio defi-
nito. Non so se cera unapertura
sul soffitto, ma la luce si trasfor-
mata in raggi fragili, sufficienti per
vederli. E ho visto dei ragazzi di non
pi di ventanni, il corpo nudo, i
tratti riconoscibili sotto il sangue,
appesi per le mani a delle manette
dacciaio, con i piedi che toccava-
no a malapena per terra Il san-
gue colava dal loro corpo: sangue
fresco mescolato a sangue secco.
Ferite profonde tracciavano sui lo-
ro corpi il disegno di un pennello
assurdo. Il viso afflosciato, erano
privi di sensi e sembravano degli
animali immolati.
Odore. Sono arretrata senza di-
re una parola, uno degli uomini mi
ha presa e mi ha risospinta dentro.
In quel momento, uno dei ragazzi
ha sollevato con grande fatica la te-
sta Riusciva appena ad alzarla.
Quel po di luce che cera mi ha
consentito di vedere il suo volto.
Non aveva pi volto: gli occhi era-
no sigillati, non ho visto la luce del
suo sguardo. Il naso non esisteva
pi, e nemmeno le labbra. Il suo
volto era una miniatura rossa, sen-
za linee, un rosso intrecciato nel
nero di un rosso invecchiato.
Lodore ha cominciato a diffon-
dersi, lodore del sangue, delluri-
na e delle feci. Lodore di ferro ar-
rugginito. Un odore di decomposi-
zione, di carne morta: s, era questo
lodore. Improvvisamente mi ha
fatto uscire da una segreta e ne ha
aperto unaltra. Da un luogo vicino
e lontano esploso il rumore delle
urla e della tortura: io tremavo.
Non ho mai sentito urla di dolore
come quelle, salivano dal pi
profondo della terra per avvitarsi
nel mio cuore. In queste segrete
strette e umide, dei ragazzi sono
trasformati in mucchi di carne
fredda. Ho detto a uno degli uomi-
ni che mi bendava il secondo oc-
chio: Sono i ragazzi delle manife-
stazioni?. Lui mi ha risposto sghi-
gnazzando: Sono i traditori delle
manifestazioni. Innervosito dalla
mia domanda, mi ha schiacciato
violentemente il gomito, credevo
che me lo avrebbe stritolato. Non
sapevo che cosa stessero rimugi-
nando, ma ho sentito di nuovo il
tremito allo stomaco.
Traditori. Ci siamo fermati,
mi hanno tolto la benda dagli oc-
chi Vedendolo seduto dietro
una scrivania curata, mi sono resa
conto che non ero in un incubo. Mi
ha guardata ironicamente e mi ha
detto: Allora, hai visto quei tradi-
tori dei tuoi compagni? Che cosa
ne pensi?. Ero in piedi e sono ca-
duta in ginocchio. Loro si sono ar-
rabbiati, lui si alzato dalla sua se-
dia e ha guardato costernato i suoi
mobili lussuosi insozzati, io ho
continuato a vomitare.
Poi la voce mi uscita flebile, ma
sono riuscita a sentirla dire: Sei tu
il traditore. So che mi ha sentita,
perch si chinato e mi ha colpita
violentemente. Sono caduta defi-
nitivamente per terra, tutto ha co-
minciato a vacillare, e prima di per-
dere completamente conoscenza
ho sentito dalla mia bocca aperta il
sangue che cominciava a sgorgare.
E ho capito quel modo di dire: Ti
far sputare sangue. Stavo im-
parando, e continuo ad imparare.
(Traduzione Fabio Galimberti.
Pubblicato in accordo con Castel-
vecchi Editore, Agenzia Letteraria
Marco Vigevani e Raya Agency
for Arabic litterature)
RIPRODUZIONE RISERVATA
IL VENERD
Nel numero del
Venerd, in edicola
domani, il reportage
dagli Usa su come
leconomia
dellabbastanza
cambier il mondo
LAUTRICE
La scrittrice e
giornalista
Samar
Yazbek
racconta gli
orrori che ha
vissuto nelle
prigioni
siriane
Ho visto ragazzi
di non pi di
ventanni appesi
per le mani a delle
manette dacciaio
Mai sentite urla di
dolore come quelle,
dal profondo della
terra si avvitavano
nel mio cuore
SAMAR YAZBEK
Ecco come Assad tortura i suoi nemici
Una scrittrice, riuscita a fuggire, racconta lorrore del carcere in Siria
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
MONDO
I17
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
PER SAPERNE DI PI
www.nyt.com
www.wtc.com
ANEMONA HARTOCOLLIS
NEW YORK Secondo le cifre snoc-
ciolate da tre programmi di ricerca sa-
nitaria compilati dalle autorit di
New York, almeno diecimila vigili del
fuoco, agenti di polizia e comuni cit-
tadini che vissero la traumatica espe-
rienza dellattentato terroristico al
World Trade Center soffrono di qual-
che disturbo da stress post-traumati-
co e molti di loro devono ancora ri-
prendersi da una sorta di lutto di mas-
sa.
Gli psicologi parlano di persone
che non riescono a dormire, rivedono
nella loro mente o negli incubi le im-
magini del disastro. Hanno problemi
di concentrazione. Sono nervosi e
reagiscono in modo spropositato agli
allarmi o a suoni molto forti. Si sento-
no indifesi, disperati, colpevoli ed
estranei alle persone loro vicine. Evi-
tano accuratamente tutto ci che ri-
corda loro quel terribile giorno.
Nei prossimi anni per la loro cura si
spenderanno milioni di dollari, gra-
zie alla legge nota come James Za-
droga act, approvata a dicembre per
mettere a disposizione 4,3 miliardi di
dollari per indennizzare e curare tut-
ti i newyorchesi colpiti da qualche
malattia riconducibile all11 settem-
bre. Tra di loro, chi partecip ai soc-
corsi, ma anche residenti, pendolari,
dipendenti degli uffici rimasti intrap-
polati dalla nuvola di polvere e perso-
ne che videro, semplicemente, quan-
to accadde.
Il dipartimento sanitario munici-
pale calcola che probabilmente
61mila dei 409mila civili presenti nel-
larea del disastro abbiano sofferto di
qualche sintomo da stress post trau-
matico nei primi sei anni intercorsi
dall11 settembre 2001. I programmi
sanitari varati dopo l11 settembre
hanno dato vita a un massiccio siste-
ma per selezionare i pazienti in fun-
zione delle loro necessit fisiche o psi-
cologiche. Anche gli ospedali pubbli-
ci hanno aperto le porte ai newyor-
chesi tramite manifesti affissi nella
metropolitana sui quali si leggeva:
Vivevate l? Lavoravate l? Meritate di
essere curati. Nessuno in grado di
dichiarare con precisione quante
persone siano state esposte agli at-
tentati, e quante potrebbero ancora
ammalarsi a livello fisico o psicologi-
co e quanti fondi serviranno per cu-
rarle.
Se il governo appurer un rapporto
diretto tra la polvere respirata l11 set-
tembre e i casi di tumore, si teme che
i fondi stanziati possano non essere
sufficienti, per quanto il fondo Zadro-
ga dovr essere una fonte secondaria
di risarcimento, destinato a coprire
ci che le assicurazioni e i risarcimen-
ti dei lavoratori non avranno gi co-
perto. Il dottor Howard, amministra-
tore sanitario federale dell11 settem-
bre, ha detto che il governo curer i
cittadini che si presenteranno, nella
misura del possibile.
I pazienti troveranno reparti at-
sia stato una sorta di catalizzatore di
ogni male assai comune. A giugno
Stanley Mieses, 58 anni, scrittore e re-
dattore freelance, durante una valu-
tazione clinica ha manifestato al mas-
simo tutti i sintomi da stress post trau-
matico. Mieses viveva a sei-sette iso-
lati di distanza dal Trade Center e ha
visto crollare le Torri. La polizia lo ave-
va fatto evacuare, ma era tornato a ca-
sa sua ogni pochi giorni a dar da man-
giare ai suoi gatti. Ricordando le ce-
neri sparse dal vento quel giorno, di-
ce: I morti sono entrati nel mio ap-
partamento dal davanzale della fine-
stra, perch il padrone di casa stato
troppo spilorcio per ripulirlo.
Holland ha 48 anni ed era un coor-
dinatore paramedico del North Sho-
re-Long Island Jewish Health System
quando rispose alle chiamate de-
mergenza dopo il crollo della secon-
da torre. Nei suoi sogni risente anco-
ra gli allarmi attaccati alle maschere
di ogni vigile del fuoco che indicava-
no quando smettevano di muoversi.
Cerano centinaia di allarmi che si
spegnevano dice afferrando un faz-
zoletto per asciugarsi le lacrime che
ancora gli rigano il volto mentre ricor-
da quel tragico giorno seduto in cuci-
na. Si ripreso a sufficienza da poter
sperare di tornare al lavoro, ma non
pi in prima linea. Non so se riuscir
ad andare al monumento comme-
morativo. Preferisco lasciarmi tutto
alle spalle.
The New York Times
La Repubblica
Traduzione di Anna Bissanti
RIPRODUZIONE RISERVATA
La dottoressa Dessau, unatletica
signora bionda giovanile, dagli occhi
verdi truccati di blu, vive ancora nello
stesso arioso loft sulla Greenwich,
pieno di souvenir raccolti in 35 anni di
viaggi fatti con il marito, il signor
Wheeler. La signora oggi ha 64 anni e
ascoltando le registrazioni delle sue
sedute ha superato per un po le pro-
prie paure. Nel 2009, per, stata tra-
volta nuovamente dalla tragedia
quando suo marito Bob Wheeler
morto dopo soli quattro mesi dalla
diagnosi di tumore ai polmoni. Il ma-
rito, un avvocato, non aveva mai fu-
mato e cos la dottoressa Dessau,
pneumologa, sospetta che il tumore
sia riconducibile allesposizione alla
polvere dei grattacieli crollati. La sua
morte cos veloce le ha fatto rivivere
tragicamente la sensazione di totale
impotenza che aveva provato osser-
vando la gente buttarsi gi dalle Tor-
ri. La dottoressa Dessau considera
l11 settembre e la morte del marito
come un tuttuno, strettamente cor-
relato, insieme alla fuga dei suoi geni-
tori dalla Germania nazista, al suici-
dio di un parente stretto e al tempo
trascorso da studentessa in Israele a
preparare bende per i feriti della guer-
ra arabo-israeliana del 1967. Tutto
ci aggrava il mio pessimismo. la
prova del male che esiste negli esseri
umani ha detto.
La sensazione che l11 settembre
trezzati di stanze nelle quali saranno
divisi in tre categorie al triage: verde
(senza necessit di ulteriori valuta-
zioni), gialla (potenzialmente sinto-
matici) e rossa (con sintomi cos gravi
da poter diventare soggetti con ten-
denze suicide). Gi a casa i newyor-
chesi riempiranno un questionario di
circa 11 pagine che chiede di indicare
quanto spesso si sentono tranquilli e
pacifici, di parlare di recenti espe-
rienze di vita come la perdita del po-
sto di lavoro o la rottura di un legame
affettivo. In una sezione che si intito-
la Reminders of 9/11, sar chiesto lo-
ro se hanno pensieri ricorrenti sullat-
tentato e se si sentono emotivamente
distaccati da quanti sono loro vicini
per vincoli di amicizia o parentela. In
seguito, parlando direttamente con
un operatore sanitario, si sentiranno
chiedere se pensano spesso che sa-
rebbe stato meglio morire, se si sen-
tono immeritevoli, se provano un
senso di colpa pur sapendo di non
meritarsi affatto di sentirsi cos.
Una volta appurato che questi pa-
zienti soffrono di disturbi da stress
post-traumatico, in genere ricevono
sedute di psicoterapia e pillole, nello
specifico antidepressivi e talvolta an-
che sonniferi. Molti di loro sono inco-
raggiati a tener vivi i loro ricordi o a
trascriverli fino a quando non perdo-
no di intensit, per la terapia delle-
sposizione.
IL RICORDO
Un uomo piange
davanti alle foto delle
vittime dellattacco alle
Torri Gemelle
Quei fantasmi dell11 Settembre
che perseguitano i sopravvissuti
Incubi e sensi di colpa, ancora 10 mila newyorkesi in cura dallo psicologo
Afghanistan
Strage dei Seals
Uccisi i Taliban
del commando
LONDRA Sono stati
uccisi i Taliban responsa-
bili dellabbattimento del-
lelicottero Usa che saba-
to scorso ha provocato la
morte di 38 soldati, di cui
22 Navy Seals Usa. Il co-
mandante della missione
Isaf, John Allen, ha comu-
nicato che nella notte il
gruppo di miliziani stato
attaccato con un caccia-
bombardiere mentre si
trovava nel distretto di
Chak, nellAfghanistan
centrale. Nelloperazione
sono rimasti uccisi anche
luomo che materialmen-
te caus labbattimento e
il Mullah Mohibullah, il co-
mandante del gruppo
che, secondo la Nato, si
stavano preparando a
lasciare il Paese per
sfuggire alla cattura.
Sogno ancora gli
allarmi attaccati alle
maschere di ogni
vigile del fuoco
Non so se riuscir ad
andare al monumento
commemorativo:
voglio dimenticare
Vedo i morti
entrare in casa
mia, dal davanzale
della finestra
Scontro sulla croce
a Ground Zero
Gli atei Usa criticano la croce,
composta da due travi
dacciaio trovate tra le macerie
delle Torri Gemelle ed esposta
nel museo di Ground Zero
come simbolo cristiano: Cos
non si rispetta - attaccano - la
libert religiosa
Il caso
2001-2011
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
CRONACA
I18
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
Rissa tra ragazzi durante partita a carte
diciottenne ucciso a colpi di bottiglia
Brianza, fermato minore sudamericano: gli ha tagliato la gola con un coccio
GABRIELE CEREDA
MASSIMO PISA
SOVICO Se non lo prendono,
stasera si va a caccia noi. La mi-
naccia degli amici di Lorenzo
Cenzato, sgozzato con un coccio
di bottiglia in un caldo e troppo
tranquillo pomeriggio brianzolo,
svanisce alle sette della sera.
Quando i carabinieri del nucleo
investigativo di Monza, guidati
dal colonnello Roberto Fabiani,
mettono le mani su L.V., ragaz-
zetto ecuadoriano di poco pi di
17 anni, scappato dai giardinetti
al centro di Sovico fino a casa sua
a Vedano al Lambro, 5 chilometri
pi in gi. In caserma, a Biassono,
con gli amici della vittima che lo
aspettano, ammette: Mi aveva
offeso. E finisce in carcere, accu-
sato per ora di omicidio preterin-
tenzionale aggravato, anche se la
procura dei minori valuta il vo-
lontario. Un carico troppo grosso
comunque, enorme per le spalle
di un minorenne come la reazio-
ne, quel colpo secco con la testa
della bottiglia rotta a squarciare
la carotide di Lorenzo. Spento
con i suoi 18 anni, con la sua pas-
sione per i pezzi di ricambio dei
motorini e la pesca, coi suoi sogni
semplici di iscritto ad Agraria.
Una lite da niente. Sono le
15.20, Lorenzo uscito di casa
unora e mezza prima e con lui c
Sasha, coetaneo moldavo. Non
raggiungono la compagnia con
cui si vedono ogni giorno dopo
pranzo, per tirare due calci al pal-
lone, ma vanno in centro, Per in-
gannare la prima calura estiva Sa-
sha prende tre birre allalimenta-
ri del padre, per strada si unisce
un conoscente cubano di Sasha,
poi arriva in scooter L.V., che non
conosce la vittima, e si aggrega.
Salgono una rampa di scale e si
siedono fuori dallex serra del
Parco Tagliabue, vestigia di no-
bilt industriali e di sangue del
posto. Ledificio ora sede degli
alpini e del Cai, di fronte al cen-
tro civico e alla biblioteca comu-
nale, dieci metri pi in l ci sono
municipio, comando dei vigili e
oratorio, un ponticello di legno
collega i due pezzi di prato, lul-
timo posto dove pensare a un
omicidio.
Forse una birra di troppo, in-
tanto i ragazzi tirano fuori un
mazzo di carte. La miccia della li-
te improvvisa, linnesco non an-
cora chiaro: una versione parla
delle stesse carte, unaltra mette
in mezzo una ragazza, anche se
non risultano fidanzate di Loren-
zo. Volano parole grosse, e una
pietra (pare) verso L.V.. Che im-
pugna una bottiglia vuota, fran-
tuma il fondo sul muretto di ce-
mento e la conficca nel collo del
contendente. Due colpi, Lorenzo
crolla in un lago di sangue. Il si-
lenzio rotto dal frinire delle ci-
cale e dal campanile della chiesa
di Cristo Re, che batte le tre e mez-
za.
Lecuadoriano scappa a bordo
del suo scooter, seguito a piedi
dallamico. Sasha, lamico del
18enne, a chiamare i soccorsi. Ar-
rivano unambulanza del 118 di
Monza, dallospedale SantAnna
di Como si alza lelisoccorso che
atterra pochi minuti dopo nel vi-
cino campo sportivo. I medici
tentano limpossibile: troppo
profonda la ferita. Cercano lo
stesso di far ripartire il cuore del
giovane. Solo trenta minuti pi
tardi si arrendono allevidenza.
Carabinieri e polizia locale tran-
sennano la zona, che si riempi di
amici della vittima. Al sindaco Al-
fredo Colombo (Siamo 8mila
abitanti e seicento immigrati che
lavorano, mai avuto problemi,
poteva capitare dovunque) toc-
ca di andare fino alla villetta di
pap Renato, un chilometro pi
in l. Mamma Carolina, assicura-
trice impegnata nel volontariato
con lAvis e con la parrocchia, ar-
river sotto braccio al marito ope-
raio a met pomeriggio, insieme
scavalcano le transenne. Piango-
no piano. Mara, la 24enne sorella
maggiore, viene avvertita in va-
canza.
Intorno si impastano le lacri-
me di incredulit e la rabbia degli
amici. meglio che lo prendano
i carabinieri. Se chi ha ucciso Lori
arrivasse nelle nostre mani fareb-
be una brutta fine, dicono Luca e
Stefano, compagni di scuola e se-
rate al pub con Lorenzo, Lele, Alex
e gli altri. Eravamo al Kilkenny
marted sera a chiacchierare... E
ora, anche se li prendono, che gli
fanno? Sono minorenni, quattro
giorni di carcere ed escono.
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La lite forse per una
donna contesa. Gli
amici della vittima
contro laggressore
Datelo a noi
Il caso
Polemica a Casal di Principe, patria dei casalesi. Il sindaco difende la scelta: Qui tutti hanno parenti camorristi
Indagato per voto di scambio mafioso
diventa assessore ai beni confiscati
Linchiesta
I pm alla Camera
Fateci acquisire
i tabulati di Papa
NAPOLI La giunta
per le autorizzazioni a
procedere della Ca-
mera dei deputati ha ri-
cevuto dalla Procura di
Napoli una richiesta di
acquisire i tabulati te-
lefonici del deputato
del Pdl Alfonso Papa.
La richiesta riguarda
nuove telefonate tra il
parlamentare e altri
personaggi dellin-
chiesta. Per il deputato
il Riesame ha accolto
lAppello della Procura
confermando laccusa
di associazione per de-
linquere. Papa avreb-
be avuto delle truppe
di informatori occulti.
RAFFAELE SARDO
CASERTA indagato per vo-
to di scambio politico mafioso,
in uno dei territori a pi alta den-
sit criminale: Casal di Principe,
roccaforte del clan di Francesco
Schiavone, detto Sandokan.
indagato, ma il sindaco lo nomi-
na assessore allIstruzione. E
non solo, per lui ci sono le dele-
ghe anche a settori delicatissimi
come la Programmazione di
opere pubbliche, lUrbanistica e
per finire i Beni confiscati.
Il neo assessore della giunta di
Casal di Principe Angelo Ferra-
ro, 38 anni, che nella vita fa lin-
segnante e dirige la scuola calcio
Real Casale, fratello del consi-
gliere provinciale Sebastiano
Ferraro e cugino di Nicola Ferra-
ro, ex consigliere regionale arre-
stato in passato per associazione
mafiosa.
L8 agosto Ferraro riceve le de-
leghe annunciando, sin da subi-
to, di voler agire seguendo le-
sempio e le idee di don Giuseppe
Diana, il parroco di Casal di Prin-
cipe ammazzato dalla camorra il
19 marzo del 1994. Ma il giorno
dopo, una cronista di un giorna-
le locale, Marilena Natale, pi
volte minacciata da esponenti
della camorra casalese, prende
carta e penna, solleva il caso scri-
vendo a numerose autorit pub-
bliche: normale che una per-
sona indagata per reati cos gravi
entri nellesecutivo di un paese,
con un tasso dinfiltrazione ma-
fiosa cos alto?.
Alla giornalista risponde di-
rettamente il neo assessore: Ri-
spetto il lavoro della giornalista
Marilena Natale, ma in questo
caso non posso condividere le
critiche contenute nella sua let-
tera. Certo, sono coinvolto in
unindagine, ma non ho ricevuto
alcuna condanna. Anzi ho chie-
sto pi volte di essere ascoltato
dai magistrati inquirenti. In rife-
rimento alle parentele, ho 75 cu-
gini tra primo e secondo grado. E
se qualcuno di questi sceglie la
strada dellillegalit, non certo
responsabilit mia. Io vorrei es-
sere giudicato sui fatti concreti.
A difendere il neo assessore
anche il sindaco Pasquale Marti-
nelli: Ho deciso con serenit di
fare entrare nella giunta Angelo
Ferraro, che conosco personal-
mente e del quale ho una profon-
da stima. una persona che de-
dica gran parte della giornata nel
sociale, occupandosi in partico-
lare delle attivit della scuola cal-
cio nella quale sono coinvolti 400
ragazzi sottratti cos alla strada.
Mettiamolo alla prova, e poi ve-
diamo. Martinelli insiste sulla
responsabi l i t personal e:
Ognuno risponde di persona
davanti alla legge e anche davan-
ti a Dio per la sua storia e non per
i rapporti di parentela. Altrimen-
ti, a Casal di Principe, assessori e
consiglieri dovremmo prenderli
da fuori perch chiunque nella
nostra citt, me compreso, ha
parenti camorristi. Una tesi che
non convince affatto il deputato
pd Luisa Bossa, membro della
Commissione antimafia: Un
sindaco deve stare pi attento al-
le sue scelte. Trincerarsi dietro la
legge non cancella le responsa-
bilit morali verso la cosa pub-
blica.
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AVEVA APPENA FATTO LA MATURIT
La vittima, Lorenzo Cenzato (foto grande), aveva appena
fatto la maturit e si era iscritto a un corso di Agraria
Sopra il luogo del delitto, sotto il corpo della vittima
LINCONTRO
Lorenzo Cenzato
e tre ragazzi si
ritrovano in
centro a Sovico
LA CATTURA
Laggressore, 17
anni, ecuadoregno,
viene preso a
Vedano al Lambro
LOMICIDIO
Tre birre, le carte,
la lite: L.V. spacca
una bottiglia e
uccide Lorenzo
Lasciandoci si avviato verso il magico
giardino dove Adamo, oggi misero, fu re.
Aldo Amoruso-Manzari
Forse una finzione di un Dio misericor-
dioso. Eppure non poco essere stati
felici, avere amato ed avere toccato per
un giorno almeno, il vivente giardino.
Egle Giovanna ed Andrea commossi
pregano quel Dio di concedere loro non
loblio, ma il ricordo del suo volto ogni
giorno.
La funzione religiosa avr luogo a Bari,
chiesa di San Ferdinando, venerd 12
agosto alle ore 10.
Roma, 11 agosto 2011
La Direzione e tutto il personale di Tota-
lErg, profondamente colpiti dalla tragi-
ca scomparsa di
Mario Cuomo
partecipano commossi al dolore della
moglie, Signora Angela, e dei figli Ales-
sandro ed Andrea.
Roma, 11 agosto 2011
Ad un anno dalla tragica e incolmabile
scomparsa di
Ferdinanda Cerignoli
alle 19.00 di oggi si celebrer la messa
commemorativa nella chiesa in p.zza
dei Giuochi Delfici in Roma.
Roma, 11 agosto 2011
11 agosto 1991 11 agosto 2011
La Fondazione Giorgio e Isa de Chirico,
nel ventennale della scomparsa, ricorda
riconoscente il cofondatore
Claudio Bruni Sakraischik
La sua opera, compendiata nellArchi-
vio e nel Catalogo generale, resta un
prezioso ed insostituibile strumento di
studio del maestro Giorgio de Chirico.
Roma, 11 agosto 2011
Gianfranco Zippel
Liliana e Giorgio Desideri con Carlo, Ma-
riolina e Francesco si uniscono al dolo-
re di Gloria e di quanti hanno amato e sti-
mato Gianfranco.
Oggi lo ricordiamo al cimitero di Tusca-
nia alle ore 17.00.
Roma, 11 agosto 2011
Le amiche Maril, Ida e Silvia sono vici-
ne a Maria, Carolina e Simone nel ricor-
do di
Giorgio
Milano, 11 agosto 2011
RINGRAZIAMENTO
La famiglia Fucarino ringrazia tutti per gli
attestati di affetto espressi nei confron-
ti del caro
Angelo
Palermo, 11 agosto 2011
Dio ama chi dona con gioia.
San Paolo
Nel ricordo del caro
Gianni Gallo
Isidoro, Francesca, Giuseppe, Milena e
Aldo Vaira.
Barolo, 11 agosto 2011
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
collutazione, si siede per terra
sullasfalto e racconta. Stavo
servendo una cliente quando
suonato il campanello. Ho
guardato fuori, cera un uomo
alto, corpulento. Ho aperto,
entrato mi ha chiesto qualcosa
e si messo ad aspettare. Intan-
to il campanello suonato di
nuovo: era un altro signore, ho
aperto anche a lui e mentre en-
trava, la cliente, con cui nel frat-
tempo avevo finito, uscita.
Fin qui il racconto chiaro.
Poi quando si arriva agli attimi
della tragedia le parole di Con-
ziano, che in serata, prima di
essere portato in caserma per la
deposizione ufficiale, stato
accompagnato allospedale
Mauriziano per un controllo
medico, diventano pi confu-
se. Si sono avvicinati al banco-
ne, mi hanno urlato qualcosa, l
ho capito che non erano clienti
normali. E ho schiacciato il pul-
sante sotto il banco che chiama
la polizia. Poi mi hanno aggre-
dito con violenza e io mi sono
difeso. stata legittima difesa,
la mia.
Sono momenti di panico con
i due malviventi che lo malme-
nano e lo minacciano con due
pistole, risultate poi armi gio-
cattolo: Come poteva ricono-
scerle per? - spiegano gli in-
quirenti - non avevano i tappi
rossi. Facile parlare dopo. Lui
tira fuori la sua, una pistola ve-
ra, una Beretta regolarmente
denunciata che tiene sempre
in una fondina sul fianco sini-
stro. Spara e colpisce uno dei
rapinatori tra la spalla e lavam-
braccio, il colpo recide larteria
omerale. Ho visto il sangue,
tanto e quei due che continua-
vano a minacciarmi di nuovo e
a urlare: ma questa volta dice-
vano apri, apri. Ho aperto le
due porte, loro sono scappati
fuori. Li ho seguiti e ho visto la
scia di sangue dietro a uno di lo-
ro. Poi siete subito arrivati voi.
E dopo poco lambulanza. Cos
ho capito cosa era successo.
(m.trab.)
CRONACA
I19
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
Gioielliere spara, rapinatore muore dissanguato
Torino, ha tentato il colpo con unarma giocattolo: letale la ferita al braccio. Preso il complice
Lorefice sotto shock: le pistole sembravano vere, dovevo reagire
Picchiato e minacciato
mi sono solo difeso
RIPRODUZIONE RISERVATA
TORINO No, non avevo ca-
pito che potevano essere peri-
colosi, mi erano sembrati
clienti normali dice Pier Ange-
lo Conziano. Non ancora pas-
sata unora dalla rapina e il
gioielliere torinese sotto
shock. Cerca di ricostruire con
i carabinieri quei pochi attimi
in cui si consumato tutto, ma
confuso. Con lui, davanti alla
porta del negozio dove i milita-
ri stanno facendo gli accerta-
menti di rito ci sono la compa-
gna e il figlio. Conziano ha la ca-
micia azzurra strappata dalla
ERICA DI BLASI
MARCO TRABUCCO
TORINO Si difeso sparando:
un colpo di pistola secco che ha
colpito il rapinatore alla spalla e
lo ha ucciso. successo a Torino
a due passi dal centro, nel quar-
tiere multietnico di San Salvario,
diventato tristemente famoso
qualche anno fa per i picchi di
reati che si verificavano. Oggi
per tra i pi tranquilli di Torino
e non a caso i protagonisti di que-
sta storia carnefici e vittime sono
tutti italiani, italianissimi. ita-
liano il gioielliere che si difeso,
Pier Angelo Conzano, 47 anni,
italiana la vittima, Francesco
Procopio, 35 anni, sposato e con
due figli. Italiano il complice, Ia-
ris Iacono, 31 anni, che stato su-
bito catturato e che adesso dovr
spiegare le ragioni di questo tra-
gico pomeriggio.
Lui Iacono che si lasciato cat-
turare perch, anzich scappare,
mettersi in salvo sulla Smart che
aveva parcheggiato a poche cen-
tinaia di metri dalla gioielleria
scelta per il colpo, quando ha
visto il complice crollare a terra
per strada, ha preferito rimanere
con lui per cercare di salvarlo.
Aiutatelo, aiutatelo avrebbe
ancora gridato Iacono ai carabi-
nieri che lo stavano arrestando.
Ma stato tutto inutile: anche i
medici del 118 non ce lhanno fat-
ta a salvarlo.
I due rapinatori, entrambi di-
soccupati, Iacono con qualche
precedente per reati contro il pa-
trimonio, mentre dietro Proco-
pio potrebbe esserci la storia dif-
ficile di chi ha perso il lavoro, pun-
tano unoreficeria non lontano
dal centro. Via Ormea, dove il
negozio, semideserta alle 17 di
questo pomeriggio di agosto. Ar-
rivano in zona e lasciano lauto, la
Smart di Iacono, a due isolati dal-
la gioielleria. Pronta per essere
utilizzata per la fuga. Si incammi-
nano per via Ormea, a passo deci-
so, fino alla vetrina dove sono
esposti ori e preziosi. Dentro c
una cliente, il titolare, Pier Ange-
lo Conzano, 47 anni, la sta ancora
servendo. Entra il primo rapina-
tore: laltro resta fuori a fare da
palo. Appena la donna esce dalla
gioielleria, il complice ne appro-
fitta per entrare. E scatta laggres-
sione: tirano fuori le due pistole
giocattolo, intimano al gioiellerie
di consegnare preziosi e denaro.
Dalle minacce si passa a una vio-
lenta colluttazione: il gioielliere
con un rapido gesto riesce per
ancora a tirar fuori la pistola, una
Beretta calibro 9x21 regolarmen-
te denunciata. Spara un colpo
che ferisce il rapinatore alla spal-
la: il proiettile, come sar confer-
mato poi dal medico legale, va a
recidere larteria omerale. Apri
la porta, apri la porta grida il
complice allorefice. I due im-
boccano luscita e fuggono a pie-
di. Procopio, ferito, per non ce la
fa a raggiungere la Smart: corre
per una cinquantina di metri dal-
laltro lato della via, lasciandosi
dietro una lunga scia di sangue.
Poi si accascia. Iacono potrebbe
scappare, ma non lo fa invece no:
toglie la maglietta al complice e
cerca di fermare lemorragia
stringendogliela intorno al brac-
cio. Intanto lorefice ha dato lal-
larme forse addirittura lo ha fatto
durante la rapina. Cos i Carabi-
nieri del nucleo Radiomobile ar-
rivano subito o quasi. Iaris Iaco-
no ancora l, sorregge la testa del
complice: Salvatelo, salvatelo, vi
prego. Ma lambulanza fa una
corsa a vuoto. Francesco muore
poco dopo, in strada, tra gli sguar-
di spaventati dei passanti.
Le indagini sono ora state affi-
date al nucleo investigativo,
coordinato dal colonnello Do-
menico Mascoli: i carabinieri
hanno gi provveduto ad acqui-
sire i filmati della telecamera a
circuito chiuso di cui era dotata la
gioielleria. Al momento si parla di
legittima difesa, ma sar il magi-
strato Marco Sanini, dopo aver
ascoltato le due versioni, quella di
Iacono e del gioielliere, a stabilire
definitivamente cosa successo.
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Il racconto
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Il bandito in fuga
cerca di fermare
lemorragia con la
maglietta ma dopo
cento metri crolla
Facile parlare
dopo, ma quei due
mi hanno aggredito
con violenza e ho
avuto paura
I precedenti
MILANO 2004
Giuseppe e Rocco
Maiocchi, gioiellieri,
sparano a un rapi-
natore in fuga: lui
muore, loro condan-
nati a 1 e 18 mesi
ROMA 2003
Il gioielliere Massimo
Mastrolorenzi spara
e uccide due rapina-
tori: a processo per
omicidio volontario,
nel 2009 si suicida
MILANO 2003
Giovanni Petrali,
tabaccaio, reagisce a
un tentativo di rapina
Uccide un 20enne e
ferisce il complice: in
appello sar assolto
DISPERATO
Pierangelo
Conzano,
il gioielliere
che ha
sparato
uccidendo
un rapinatore
A destra,
gli inquirenti
al lavoro
sul luogo
del delitto
in via Ormea
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

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LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
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la. ccn:um| da 4,9 a 4,I ||L||/I00 |m (c|c|c m|:Lc), em|::|cn| C0
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da II5 a I09 /|m. l|e:La. ccn:um| da 4,I a 7,I ||L||/I00 |m (c|c|c m|:Lc), em|::|cn| C0
2
da I07 a I29 /|m. le veLLu|e |n cLc pc::cnc ccnLene|e acce::c|| a paamenLc.
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
ATTUALIT
I21
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
La zanzara coreana
Nome: Aedes Koreicus
Caratteristiche
Prima
presenza europea
Belgio, 2008
Nel Bellunese
con piante tropicali importate
Malattie
trasmette encefalite
giapponese e filarosi

punge
di giorno
predilige
l'attacco
all'uomo
si sviluppa
in poca
acqua
vive
in climi
temperati
vive
10-15 giorni
si riproduce
tra primavera
e autunno

Linvasione della zanzara coreana
Attacca di giorno, rischio infezioni
La nuova specie apparsa in Veneto. Importata con le piante tropicali
MICHELE BOCCI
HA VIAGGIATO per giorni na-
scosta tra le piante da vivaio, si
riprodotta nei ristagni dacqua
ed infine uscita allo scoperto,
iniziando a pungere. C una
nuova zanzara in Italia, si chia-
ma aedes koreicus (volgarmen-
te detta coreana) e arriva da
lontano, dallAsia. Oltre che in
Corea, vive abitualmente in
Giappone, Cina e Russia orien-
tale. Come la sua cugina tigre
minaccia di colonizzare mezza
Italia e, soprattutto, di fare da
vettore a malattie come encefa-
liti e filariosi. Il primo avvista-
mento avvenuto a Feltre, dai
tecnici della Asl che erano a cac-
cia di altre zanzare. Quella spe-
cie non lavevano mai vista e
hanno interpellato Istituto zoo-
profilattico e Istituto superiore
di sanit, da dove arrivata la
conferma: un altro animale alie-
no ha raggiunto il nostro paese.
Questa notizia non mi sor-
prende. Ormai siamo ad un alto
livello di rimescolamento delle
faune, abbiamo avvistamenti
quasi giornalieri di organismi
portati qui dai vari mezzi di tra-
sporto. Pochi giorni fa nel Lazio
stato trovata una cimice au-
straliana diffusa in Sud America,
dove sta sugli eucalipti. A parla-
re Roberto Pantaleoni, ento-
mologo dellIse Cnr di Sassari,
grande esperto di zanzare. Non
una questione di clima ma
piuttosto di globalizzazione. Da
quando Colombo ha scoperto
lAmerica al 1870 da noi sono ar-
rivate in tutto tre bestie. Poi i tra-
sporti sono cambiati e aumen-
tati e abbiamo perso il conto de-
gli alieni.
La aedes koreicus simile alla
zanzara tigre. Come questa vi-
ve in Asia ma diffusa pi in
unarea pi a nord dice sem-
pre Pantaleoni Per questo
quando dinverno entrer in
stato di quiescenza resister
meglio alle basse temperature
della sua cugina. Credo co-
munque che nel sud dItalia non
arriver, non un caso che sia
stata trovata nel bellunese. In
Europa la coreana era stata se-
gnalata in Belgio nel 2008. Dalla
Asl di Belluno spiegano che pun-
ge di giorno, predilige lattacco
alluomo, vive negli ambienti
urbani dove depone le uova, si
sviluppa in contenitori con poca
acqua o in raccolte dacqua di
depositi di copertoni, non si tro-
va sui laghi o nelle grandi pozze.
Punture a parte, la capacit
della nuova zanzara di essere
vettore di malattie che fa stare in
allerta il sistema sanitario. La
stessa tigre nel 2007 provoc
una epidemia di Chikungunya
con 130 casi in Romagna. Il vi-
rus, che normalmente sta ai tro-
pici, venne portato da un uomo
di rientro da un viaggio e tra-
smesso ad altre persone dalle
zanzare. Nellimmediato que-
sta nuova specie non aggiunge
rischi, non bisogna allarmarsi
ma seguire il fenomeno dice
Giovanni Rezza, direttore delle
malattie infettive e parassitarie
dellIstituto superiore di sanit
Da alcuni anni ci troviamo di
fronte ad una sorta di globaliz-
zazione delle zanzare. I poten-
ziali vettori vanno osservati
sempre con attenzione, perch
se si moltiplicano le specie si
moltiplicano le possibilit di
trasmissione, ma in Italia abbia-
mo gi la tigre, che in grado di
trasportare molte malattie in-
fettive ed assai diffusa. DallI-
stituto superiore di sanit fanno
notare anche come la coreana
sia meno aggressiva della tigre.
Arriva dai Paesi
asiatici e come
la cugina tigre
minaccia
di colonizzarci
Spiegano gli
esperti: Non una
questione di clima
ma piuttosto
di globalizzazione
RIPRODUZIONE RISERVATA
Si apre voragine in strada
camion precipita, un morto
Napoli
NAPOLI Allimprovviso nella notte si
aperta una voragine lunga la strada a Casal-
nuovo di Napoli e il camion dei rifiuti, che
stava transitando in quel momento, stato
completamente inghiottito dalla terra. Inu-
tili i soccorsi per il conducente, morto sul
colpo. Gli altri due passeggeri sono rimasti
feriti: uno ricoverato in prognosi riservata,
l'altro stato medicato e guarir in sette gior-
ni. Venticinque famiglie sono state evacua-
te. Dai primi rilievi sembra che le infiltrazio-
ni d'acqua sarebbero la causa della voragine.
Le
altre
PUNTERUOLO
ROSSO
un coleottero
originario dellAsia
micidiale per le
palme di cui ha
fatto strage in Italia
ALGA KILLER
La Caulerpa
taxifolia australiana
ha infestato il
Mediterraneo di cui
danneggia la
vegetazione
MEDUSE
Nel Mediterraneo la
loro diffusione
aumentata. Con
rischi per luomo
ma anche per
lambiente
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

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LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
ATTUALIT
I22
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
ANNA CIRILLO
MILANO Il tetto del comples-
so di Brera, che copre Pinacoteca
e biblioteca Braidense, deve es-
sere rifatto da tempo ma finora i
soldi non sono mai arrivati. E co-
s bastato un forte temporale
l11 giugno per mettere a rischio
uno dei capolavori assoluti del-
larte, Lo sposalizio della Vergine
di Raffaello, conservato nella Pi-
nacoteca. Da una crepa lacqua a
fiotti si riversata anche sulla pa-
rete interna della sala XXIV dove
collocato il dipinto, denuncia la
Uil Beni e Attivit Culturali, che
ha documentato tutto con foto-
grafie e un filmato. Lennesima
emergenza ha indotto anche il
ministro dei Beni Culturali Gian-
carlo Galan a muoversi. Ha di-
sposto che al pi presto siano
trovati i finanziamenti necessari
per la messa in sicurezza del tet-
to ha riferito ieri il consigliere
Franco Miracco. Aggiungendo
lintenzione di portare a compi-
mento la Grande Brera.
Il quadro, che fortunatamente
non ha preso una goccia dacqua
visto che era sistemato su una
doppia parete a 40 centimetri di
distanza dal muro incriminato,
stato messo per una settimana in
un deposito, comunque visibile
al pubblico dietro ad una porta a
vetri, mentre la sovrintendente
di Brera, Sandrina Bandera, si at-
tivava per far riparare il canale di
scolo nel muro. Il problema sta-
to risolto e Lo sposalizio della
Vergine tornato al suo posto.
Non la prima volta che le in-
filtrazioni dacqua fanno penare
Brera, in pi riprese negli ultimi
anni intervenuta la Sovrinten-
denza ai Beni Architettonici per
risolvere i problemi dopo piogge
e temporali. La questione coin-
volge anche la prestigiosa biblio-
teca Braidense, nello stesso pa-
lazzo della Pinacoteca, la prima
biblioteca pubblica voluta da
Maria Teresa dAustria nel 1786,
che ha cercato di riparare le infil-
trazioni nel deposito libri con
fondi del Fai. La Uil nella sua de-
nuncia suggerisce un immedia-
to decreto ministeriale per isti-
Piove sui quadri di Brera
A rischio un Raffaello
Milano, infiltrazioni nel tetto. Servono pi fondi
LA PINACOTECA DI BRERA
grazie a Maria Teresa
dAustria che nel 1773
nasce il polo culturale di Brera
Parma
Parco Vianello torna a Falcone e Borsellino
marcia indietro del Comune dopo le polemiche
PARMA Il Comune di Parma fa retromarcia: som-
merso da una valanga di proteste per la decisione di
cancellare lintitolazione di un parco a Falcone e Bor-
sellino per poterlo dedicare a Sandra e Raimondo Via-
nello, ha deciso di soprassedere. Proporr alla com-
missione toponomastica l`abrogazione della delibe-
ra, ha detto ieri lassessore alla Toponomastica Fabio
Fecci, tentando di arginare le polemiche scatenate dai
cittadini e dalle associazioni antimafia e annunciando
che scriver una lettera ai familiari dei due magistrati
per spiegare loro come sono andati veramente i fatti.
tuire subito la Sovrintendenza
Speciale di Milano che com-
prenda la Pinacoteca di Brera e il
Cenacolo Vinciano. In questo
modo, cos come succede gi a
Firenze e a Venezia, il polo mu-
seale potrebbe tenere per s i
proventi dei biglietti che oggi so-
no, invece, versati allo Stato. Cir-
ca due milioni di euro con i quali
si potrebbe fare molto, visto che
dal Governo faticano ad arrivare
soldi e che la Pinacoteca, mentre
gli piove acqua dal tetto, ha pro-
blemi a pagare anche le bollette.
Su questa proposta dei sindacati
anche la Sovrintendente Bande-
ra daccordo.
Ma questultimo episodio ri-
propone anche il tema della
Grande Brera, ovvero della ri-
strutturazione che il palazzo at-
tende da anni, con lo sposta-
mento dellAccademia di Brera
in unaltra zona della citt e lal-
largamento della Pinacoteca.
Lex ministro della Cultura Bon-
di aveva nominato per questo il
manager Mario Resca Commis-
sario straordinario. Ma Resca da
mesi sfiduciato e dice: Sono
lunico commissario nominato e
poi lasciato senza soldi, inaudi-
to. Dei 150 milioni di euro che
servono non ne arrivato nep-
pure uno.
RIPRODUZIONE RISERVATA
LO SPOSALIZIO
DELLA VERGINE
Dipinto a olio su
tavola di Raffaello
Sanzio, datato 1504.
una delle opere pi
celebri dellartista e
chiude il periodo
giovanile
LISPIRAZIONE
DELLARTISTA
Per quest'opera
Raffaello si ispir a
un'analoga tavola
che proprio in quegli
anni Perugino stava
dipingendo per il
Duomo di Perugia
I due milioni di
euro provenienti
dai biglietti oggi
vengono riversati
allo Stato
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
ATTUALIT
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
PER SAPERNE DI PI
www.veneziasi.it/it/luoghi.../ponte-accademia.html
www.architetturaedesign.it/.../calatrava
(segue dalla prima pagina)
DAL NOSTRO INVIATO
FRANCESCO ERBANI
VENEZIA
E
D ECCO sollevarsi discus-
sioni, approvazioni e repri-
mende. Favorevoli il Co-
mune e la Soprintendenza, pru-
dente il ministero per i Beni cul-
turali, molto scettici architetti e
urbanisti.
Lopera dovrebbe sostituire il
ponte che attraversa il canale in
pieno centro storico, fra le spon-
de dove sorgono le Gallerie del-
lAccademia e Palazzo Franchet-
ti. La polemica invade i social
network, si mobilitano i comitati.
necessario rifare quel ponte? E,
se indispensabile, corretta la
procedura per intervenire in un
luogo tanto pregiato? Due anni fa
il Comune band un concorso,
che si chiuse senza esiti. Ma a giu-
gno scorso unimpresa di costru-
zioni bolognese, la Schiavina, e
unarchitetta veneziana, Giovan-
na Mar, che non vanta esperien-
ze in fatto di ponti, presentano un
progetto. Il Comune apprezza. Il
costo, 6 milioni, sarebbe a carico
dellimpresa e coperto da spon-
sor. Una specie di omaggio alla
citt. Ma quanto gratuito?
Il nuovo ponte del-
lAccademia si so-
vrapporr al l a
vecchia struttu-
ra realizzata in
l egno nel
1933, e im-
ma g i na t a
allora come
provvi so-
ria. Di fatto,
per, un
oggetto del
tutto diver-
so. I materia-
li sono lame
dacciaio, la-
stre metalliche
di zinco-titanio e
alluminio. Il proget-
to sta bruciando tutti i
passaggi: ha lapprovazione
della Soprintendente ai beni ar-
chitettonici, Renata Codello, e
lassessore ai lavori pubblici del
Comune, Alessandro Maggioni,
ha assicurato che la decisione av-
verr in settembre. Ma Franco
Miracco, consigliere del ministro
Giancarlo Galan, frena: im-
pensabile che la vicenda si risolva
in sede locale. Saggiamente il di-
rettore regionale dei Beni cultu-
rali ha inviato tutto al comitato di
settore del ministero, che esami-
ner il progetto.
Serve un nuovo ponte? Non
mi sembra, interviene Edoardo
Salzano, urbanista, ex preside
dellIuav (lIstituto universitario
di architettura). Ormai il ponte
diventato parte integrante del
paesaggio veneziano. La struttu-
ra intatta, infatti viene conser-
vata dal nuovo progetto. dac-
cordo Lidia Fersuoch, presidente
della sezione veneziana di Italia
Nostra: Quel ponte non pre-
giato, ma ha una sua dignit. Per-
ch non lo si restaura?. Secondo
lassessore Maggioni, invece, il
rifacimento indispensabile,
perch i costi di manutenzione
del legno sono insopportabili:
negli ultimi mesi si sono anche
verificati tre piccoli incendi. Ep-
pure, aggiunge Maggioni, non
esiste pericolo di crollo.
Gli interrogativi incalzano.
Che cosa dovr pagare la citt
per questopera?, insiste Sal-
zano. Certamente vender un
altro pezzo di se stessa, cancel-
lando con grandi pannelli pub-
blicitari parti della sua bellezza.
Il rapporto fra pubblico e privato
tocca un altro nervo scoperto:
brucia la vendita dellarea dellO-
spedale a Mare al Lido ceduta a
un fondo immobiliare che co-
struir case, alberghi e un porto.
Il tutto per realizzare il Palazzo
del Cinema. Che per non si far
pi.
Ma brucia anche la vicenda
Calatrava. Una perizia commis-
sionata dal Comune definisce il
contestato ponte dellarchitetto
spagnolo in prognosi riservata.
La questione non nuova: le
sponde su cui poggia si muovono
e la struttura ha bisogno di ma-
nutenzioni che fanno crescere i
SUL VENERD
Domani sul Venerd
uninchiesta su come
Venezia sfida lacqua alta
aspettando il Mose
Via il legno, solo lastre dacciaio
ma a Venezia gi battaglia
sul nuovo ponte dellAccademia
I23
costi. Costi che si aggiungono ai
15 milioni finora spesi (il ponte
nasceva anchesso come un re-
galo). Autore della perizia un
professore bolognese, Massimo
Majowiecki: lo stesso che firma il
progetto strutturale per lAcca-
demia.
Molte discussioni solleva il fat-
to che per il nuovo ponte non si
sia bandito un concorso. Se un
concorso va deserto, la legge con-
sente la trattativa privata sulla ba-
se di quel bando, replica lasses-
sore Maggioni. Obietta France-
sco Dal Co, storico dellarchitet-
tura allIuav e direttore di Casa-
bella: Il concorso fondamenta-
le per ogni opera pubblica. Ma lo
tanto pi a Venezia, in quel pun-
to del Canal Grande. Al primo
concorso per il ponte, negli anni
Trenta, partecip anche Carlo
Scarpa, racconta Dal Co. E negli
anni Ottanta immaginarono so-
luzioni gli architetti Robert Ven-
turi e Franco Purini. Per unope-
ra del genere si cimenterebbe il
meglio dellarchitettura interna-
zionale, insiste Dal Co. E invece?
E invece succede che chi mette i
soldi decide anche il nome del-
larchitetto. E questo, purtroppo,
al committente pubblico va be-
ne.
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Gli urbanisti contro il progetto: inutile e rovina il Canal Grande
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

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La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I26
ECONOMIA
GIOVED 11 AGOSTO 2011
FINANZA&MERCATI
laRepubblica
Titolo Pr. Rif FTSE MIB Var.%
Principali titoli del Mercato azionario
I peggiori
I migliori Ieri
FTSE MIB....................14676,04 (-6,65%)
FTSE IT ALL.................15398,42 (-6,07%)
FTSE IT STAR................9436,11 (-2,12%)
FTSE IT MID ................18310,57 (-4,27%)
COMIT.............................812 (-0,90%)
FUTURE.......................14776 (-5,43%)
A2A.............................................0,854 -5,48
Ansaldo Sts .................................5,540 -4,65
Atlantia .....................................10,680 -2,47
Autogrill ......................................7,935 -2,64
Azimut ........................................4,654 -5,94
Banca Generali ............................6,470 -5,06
Banco Popolare ...........................1,085 -9,36
Bca Pop.Milano ...........................1,319 -8,91
Bulgari ......................................12,170 -
Buzzi Unicem ..............................6,500 -9,47
Campari ......................................5,155 -1,34
Diasorin ....................................26,950 -3,41
Enel ............................................3,378 -6,37
Enel Green Pw.............................1,511 -2,70
Eni ............................................12,170 -5,73
Exor ..........................................15,540 -4,25
Fiat .............................................4,726 -8,23
Fiat Industr. .................................6,275 -8,26
Finmeccanica..............................4,824 -4,19
Fondiaria-Sai ..............................1,334 -9,56
Generali ....................................10,680 -7,37
Impregilo.....................................1,557 -6,54
Intesa Sanpaolo...........................1,132 -13,72
Lottomatica...............................11,340 -3,41
Luxottica...................................19,200 -0,26
Mediaset .....................................2,450 -5,41
Mediobanca ................................5,400 -4,59
Mediolanum................................2,248 -8,17
Monte Paschi Si...........................0,420 -9,78
Parmalat .....................................1,584 2,06
Pirelli & C.....................................5,235 -2,70
Prysmian.....................................9,650 -9,81
RCS Mediagroup .........................0,760 -0,52
Saipem.....................................27,840 -2,32
Snam Gas....................................3,536 -2,43
STMicroelectr..............................4,362 -6,95
Telecom IT ..................................0,802 -3,72
Tenaris .....................................11,450 -4,42
Terna ..........................................2,804 -2,84
Tods ........................................78,850 2,54
UBI Banca ...................................2,490 -10,17
Unicredit .....................................0,967 -9,37
Tods......................................................2,54
Parmalat.................................................2,06
Bulgari .........................................................-
Luxottica...............................................-0,26
RCS Mediagroup....................................-0,52
Intesa Sanpaolo...................................-13,72
UBI Banca ...........................................-10,17
Prysmian...............................................-9,81
Monte Paschi Si. ....................................-9,78
Fondiaria-Sai ........................................-9,56
Romani: Gi il prezzo della benzina
Governo contro la speculazione. Ferragosto coster 100 milioni. Rincara call center Alitalia
AGNESE ANANASSO
ROMA Ridurre i prezzi della
benzina. Si pu. Si deve. Lo sotto-
linea il ministro dello Sviluppo
Economico Paolo Romani allin-
domani dellinchiesta di Repub-
blica e delle proteste delle asso-
ciazioni di consumatori per la in-
significante riduzione del prezzo
dei carburanti, nonostante quel-
lo del petrolio sia sceso del 20%, a
80 dollari al barile (il livello pi
basso degli ultimi 16 mesi). E
inaccettabile che non si determi-
ni immediatamente una corri-
spondente riduzione dei prezzi
alla pompa per benzina e gaso-
lio, afferma Romani. In una
congiuntura economica come
lattuale a nessuno consentito
di speculare.
Intanto per il Ferragosto si av-
vicina e il Codacons calcola che il
mancato adeguamento dei prez-
zi alla pompa a quelli del greggio
(almeno 10 centesimi di euro al li-
tro) determiner nel fine setti-
mana un prelievo nelle tasche
degli italiani di cento milioni in
pi, solo per il pieno. Da parte sua
lUnione petrolifera assicura di
aver ridotto i prezzi interni men-
tre le singole compagnie attuano
sconti che consentiranno agli au-
tomobilisti di risparmiare anche
pi di 10 centesimi al litro.
Sconti non ne applicano alcu-
ni distributori di Dolo (Venezia).
Impongono un sovrapprezzo di
un euro ai clienti che pagano con
bancomat o carta per importi in-
feriori ai 20 euro. La assoconsu-
matori Adico chiama gli automo-
bilisti al boicottaggio.
In questo clima, una bella sor-
presa arriva per chi sceglie lae-
reo. Zitta zitta lAlitalia ha inviato
una e-mail a tutti i suoi clienti con
oggetto Nuovi numeri per tutte
le tue esigenze in cui si comuni-
ca che dal 23 agosto il vecchio nu-
mero del customer care a tarif-
fa urbana 06.2222 andr in
pensione, lasciando il posto al
ben pi caro 89.20.10, a tariffa
maggiorata. Sarebbe a dire 12
centesimi di euro alla risposta e
30 centesimi per ogni minuto di
conversazione, se si chiama da
fisso. Se invece si utilizza il cellu-
lare il conto ancora pi salato,
perch si pagano i 15 centesimi
alla riposta pi dai 48 ai 180 cen-
tesimi al minuto di conversazio-
ne, a secondo delloperatore. Ma
Alitalia chiede ai gestori telefoni-
ci di calmierare le tariffe a 49 cen-
tesimi al minuto (i 15 centesimi
alla risposta restano). Gi sul pie-
de di guerra le associazioni di
consumatori, che denunciano
come tali costi si aggiungano ai 6
euro di sovrapprezzo per lacqui-
sto del biglietto via telefono. So-
prattutto si chiedono chi vigiler
per impedire inutili attese al te-
lefono. Il servizio disponibile 24
ore su 24. Certo, ogni minuto va-
le oro.
RIPRODUZIONE RISERVATA
LINCHIESTA
Repubblica
ha scritto che
il greggio
in ribasso,
ma resta
stabile il
prezzo dei
carburanti
(a sinistra,
Romani)
Il caso
Dopo Rwe anche la prima utility del Paese ha annunciato un clamoroso crollo dei profitti
Germania, conto salato per laddio al nucleare
la E.on deve tagliare 11mila dipendenti
LUCA PAGNI
MILANO Londa lunga del-
lincidente nucleare di Fukushi-
ma colpisce i colossi tedeschi
dellenergia. Nel volgere di po-
che ore, sia E.on, il numero uno
del settore paragonabile alla no-
stra Enel, sia Rwe (nata dalla fu-
sione delle principali utility lo-
cali) hanno annunciato un cla-
moroso calo di margini e utili nel
primo semestre dellanno. Di
pi: E.on ha addirittura annun-
ciato un taglio di 11mila dipen-
denti, il 13% della forza lavoro
dellintero gruppo.
Tutta colpa delle decisione
del governo guidato dal cancel-
liere Angela Merkel che in scia al
pensiero prevalente nellopi-
nione pubblica tedesca, ha an-
nunciato alla fine della primave-
ra scorsa luscita dal nucleare e il
progressivo spegnimento delle
sue centrali (di cui sette sono gi
state fermate). Una decisione
che ha subito avuto contraccol-
pi nei bilanci delle due principa-
li utility della Germania, pro-
prietarie dei 17 impianti nuclea-
ri del paese che coprono oltre il
25% del fabbisogno energetico.
In particolare, stata E.on la
pi colpita, avendo visto lutile
netto crollare del 71%, sceso a
soli 948 milioni di euro, quan-
do soltanto un anno fa il seme-
stre si era chiuso con un guada-
gno di oltre 4 miliardi. A pesare
sui conti stato soprattutto lan-
damento del terzo trimestre,
chiuso in rosso per 382 milioni.
Ma il calo nei conti pesante an-
che per la rivale Rwe, i cui profit-
ti hanno perduto nel giro di un
anno il 39,3%, da oltre 6 miliardi
a poco pi di 4 miliardi e mezzo.
Ma solo la chiusura antici-
pata degli impianti pi obsoleti
non la sola grana cui deve far
fronte E.on. Cos come accade
alla maggioranza delle societ
dellEuropa occidentale, sia
E.on che Rwe soffrono per gli ac-
cordi a lungo termine che hanno
sottoscritto nellapprovvigio-
namento del gas. In particolare,
i contratti (cosiddetti take or
pay, perch paghi il metano an-
che se non lo ritiri) sottoscritti
con i russi di Gazprom. Contrat-
ti in corso di rinegoziazione: ma
le trattativa non hanno fatto
passi avanti, tanto che E.on ha
annunciato di aver fatto ricorso
a un arbitrato internazionale.
In questa situazione, le utility
tedesche sono corse ai ripari. In
due direzioni. la prima il cam-
bio di rotta negli investimenti,
che ora riguarderanno per la
maggior parte il campo delle
rinnovabili. Dallaltra, i vertici
delle due societ hanno annun-
ciato tagli consistenti per i pros-
simi anni. E.On ha annunciato
risparmi per almeno 1,5 miliar-
di entro il 2015, passando per
una semplificazione struttura-
le del gruppo. Un formula die-
tro cui si nasconde il taglio del
personale compreso tra 9mila e
11mila persone.
Del resto, le difficolt delle
grandi utility sono evidenti a tut-
ti i livelli. anche il caso di Suez-
Gaz de France, la seconda so-
ciet dellenergia al mondo do-
po i russi di Gazprom. Nono-
stante laumento dei margini
dell8% ha visto i suoi utili calare
nel semestre del 23% a 3,56 mi-
liardi. E per calare ulteriormen-
te dai 40 miliardi di debito netto,
ha annunciato che intenzio-
nata a vendere il 30% della sua
divisione Esplorazione & pro-
duzione ai cinesi di Cic, il fondo
sovrano pi grande del mondo,
per 2,3 miliardi.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Gdf Suez vende il
30% della divisione
esplorazione al
fondo sovrano della
Cina per 2 miliardi
Lincidente a Fukushima, origine dei problemi del settore
I prezzi
100 mln
A FERRAGOSTO
Li pagheremo in
pi se la benzina
non scender di
10 cent al litro
1,626
IL PREZZO
Il prezzo medio
pi basso (il 9 di
agosto) era alle
pompe dellEni
MINISTERO DELLA DIFESA
POLO DI MANTENIMENTO PESANTE SUD
SERVIZIO AMMINISTRATIVO - Sez. CONTRATTI
NOLA Via S. Paolo Belsito, 135
ESTRATTO AVVISO DI GARA
PROCEDURA RISTRETTA IN AMBITO NAZIONALE
AMMINISTRAZIONE AGGIUDICATRICE: Polo di Mantenimento Pesante Sud - 80035 Nola (NA) - via
S. Paolo Belsito, 135. C.F. 84005590637. OGGETTO: Fornitura di materiale elettrico, a quantit inde-
terminata, per stazioni denergia. CODICE CIG 30990801B8. LOTTO: UNICO. ENTIT DELLAPPAL-
TO: quantit indeterminata per un valore di 83.334,00 IVAesclusa. LUOGO DI CONSEGNA: Polo Man-
tenimento Pesante Sud - Nola. MODALIT DI AGGIUDICAZIONE: prezzo medio ponderato pi basso
cos come previsto dal capitolato tecnico. TERMINE SCADENZADOMANDE DI PARTECIPAZIONE: In
carta legale o resa legale entro e non oltre le ore 12,00 del 08/09/2011 con allegati le certificazioni di cui
al punto 1); 2); 3); 4); 5); 6); e 7) delle Prescrizioni particolari. PRESCRIZIONI PARTICOLARI: 1) Cer-
tificato o dichiarazione sostitutiva circa liscrizione alla CCIAA; 2) Certificato o dichiarazione sostitutiva di
assenza di procedure concorsuali; 3) dichiarazione attestante la regolarit contributiva e assicurativa; 4)
dichiarazione attestante la regolarit rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte; 5) dichia-
razione attestante lassenza di procedimenti che implicano lapplicazione di una delle misure di preven-
zione di cui allart. 3 della legge 1423/1956 o di una delle cause ostative previste dallart. 10 della legge
575/1965; 6) certificazione o dichiarazione attestante lassenza di sentenza di condanna passata in giu-
dicato per reati gravi in danno dello Stato o della Comunit, o per reati di partecipazione a unorganiz-
zazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio, quali definiti dagli atti comunitari citati allart. 45, par. 1,
Direttiva Ce 2004/18; 7) possesso certificazione ISO Serie 9001/2000 e/o successive. La mancanza di
uno dei documenti prescritti sar motivo di esclusione dallinvito alla partecipazione della pre-
sente gara. Per ulteriori informazioni le ditte possono contattare la Sezione Contratti di questo Ente (tel.
081/5105577 dr. Napolitano) o il Direttore lavori email corrado.messina@esercito.difesa.it o sul si-
to www.esercito.difesa.it/bandidigara/pagine/default.aspx.
IL DIRETTORE
- Brig. Gen. Gian Paolo SCENNA -
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I27
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica ORO EMONETE AUREE
VALUTE
EURIBOR BORSE INTERNAZIONALI BORSE EUROPEE
Paese/Indice 10-08 Var.%
DJ Stoxx Euro........................214,06 -4,85
Hong Kong HS...................19783,67 +2,34
Johannesburg ..................25808,41 -0,56
New York (S&P 500) ............1121,00 -4,42
New York (DJ Ind.).............10719,94 -4,62
Nasdaq Comp. ....................2381,00 -4,09
Singapore ST ......................2821,09 -2,18
Sydney (All Ords) .................4207,35 +2,70
Tokio (Nikkei)......................9038,74 +1,05
Paese/Indice 10-08 Var.%
Amsterdam (Aex) ..................277,27 -3,41
Bruxelles-Bel 20 .................2091,74 -2,92
Francoforte (Xet Dax)...........5613,42 -5,13
FTSE Eurotrack 100 ............1890,93 -4,38
Londra (FTSE 100)...............5007,16 -3,05
Madrid Ibex35.....................7966,00 -5,49
Oslo Top 25...........................316,48 -1,40
Parigi (Cac 40) ....................3002,99 -5,45
Vienna (Atx) ........................2093,45 -2,18
Zurigo (SMI) ........................4791,96 -4,12
10 AGOSTO MATTINO SERA
Oro Milano (Euro/gr.) - -
Oro Londra (usd/oncia) 1.753,75 1.772,00
Argento Milano (Euro/kg.) - -
Platino Milano (Euro/gr.) - -
Palladio Milano (Euro/gr.) - -
10 AGOSTO DENARO LETTERA
Sterlina (v.c) 260,29 292,83
Sterlina (n.c) 260,29 293,86
Sterlina (post.74) 260,29 293,86
Krugerrand 1.084,20 1.249,83
Marengo Italiano 205,03 234,99
SCADENZA TASSO 360 TASSO 365
1 mese 1,3800 1,3992
CORONA DK...............................7,4508 +0,015
CORONA N.................................7,8105 -0,243
CORONA S.................................9,2323 +0,213
DOLLARO AUS...........................1,3891 -0,708
DOLLARO CDN...........................1,4133 -0,071
DOLLARO USA...........................1,4367 +0,701
FRANCO CH...............................1,0451 -1,350
STERLINA UK.............................0,8843 +1,283
YEN J ....................................109,8400 -0,363
La guerra di Tripoli affonda Saras
rosso di 44 milioni, pesano i derivati
MILANO I derivati di copertura sul
greggio e la crisi libica pesano sui con-
ti della raffineria Saras, che tra aprile e
giugno chiude in netta perdita. Nel-
lintero primo semestre, invece, cre-
scono i ricavi (pi 31%) a 5,3 miliardi
di euro, e migliora il risultato netto
rettificato (da un rosso di 27,4 milioni
dello scorso anno a 4,9 milioni); al
contrario, i conti relativi al secondo
trimestre mostrano un risultato netto
rettificato in rosso per 44,3 milioni ri-
spetto allutile di 2,4 registrato un an-
no fa. Nel trimestre hanno pesato
strumenti derivati di copertura, che
hanno comportato una perdita per
circa 24 milioni contro un contributo
positivo pari a 17 milioni nel secondo
trimestre 2010. Nel primo trimestre
2011 le perdite su derivati - esclusiva-
mente di copertura, spiega la societ -
erano state pari a 38,3 milioni di euro.
Tornando al semestre, hanno pe-
sato sui conti lo stop ad alcuni im-
pianti per manutenzione - che par-
zialmente continueranno anche nel-
la seconda met dellanno - e la crisi
libica, che ha comportato per lintero
settore della raffinazione europea
una generalizzata contrazione dei
margini. Per Saras, nel primo seme-
stre - ha spiegato Gian Marco Morat-
ti, presidente del gruppo petrolifero -
gli effetti di questa crisi sono stati con-
tenuti con buon successo. Nella pre-
sentazione dei risultati alla comunit
finanziaria stato spiegato che la cri-
si libica potrebbe pesare sui margini
di raffinazione della Saras per un va-
lore compreso tra lo 0,3 e 0,5 dollari a
barile nel secondo semestre dellan-
no, per un impatto complessivo sti-
mabile di circa 20 milioni di dollari.
Da gennaio a giugno 2011, lEbitda
comparable stato pari a 188,5 mi-
lioni (+352%) mentre a fine giugno la
posizione finanziaria netta risultava
negativa per 527 milioni, in migliora-
mento dai 560 milioni di fine dicem-
bre 2010. Considerando invece il pe-
riodo aprile-giugno, i ricavi sono au-
mentati del 21% a 2,64 miliardi e l'E-
bitda comparable migliorato del
23% a 34,2 milioni.
Ieri in Borsa il titolo ha perso il
9,88%, un ribasso che porta a quasi il
50% il saldo negativo degli ultimi sei
mesi.
(vi.p.)
RIPRODUZIONE RISERVATA
Tempi duri per la raffineria della famiglia Moratti
Il retroscena
Detroit, Obama e Marchionne allo stabilimento Chrysler (2010)
Marchionne corregge la sua strategia: piano di investimenti anche in Russia
Gli Usa in crisi spaventano Fiat
Dobbiamo guardare alla Cina
SALVATORE TROPEA
TORINO La Cina e la Russia
tornano nel mirino di Sergio
Marchionne. La crisi america-
na, che tanti guai sta creando al
suo amico Barack Obama, im-
pone una rapida correzione di
rotta allamministratore dele-
gato di Fiat-Chrysler con una
accelerata alla ricerca di nuovi
accordi e nuovi mercati.
A convincerlo contribuisce la
situazione italiana ed europea
le cui prospettive sono tuttaltro
che rassicuranti. Senza contare
che da qualche giorno il Lingot-
to sullottovolante di una Bor-
sa fuori controllo: ieri Fiat spa ha
perduto l8,23 e Fiat Industrial
l8,26 per cento, lasciando sul
campo in una settimana 2 e 3
punti. Nel pieno dellestate
2011, lad deve rivedere la sua
strategia e adeguarla a una si-
tuazione che era fuori da ogni
previsione. Con qualche rica-
duta anche sui gi difficili rap-
porti con i sindacati italiani.
Ancora qualche settimana fa,
Marchionne aveva puntato sul-
lAmerica intesa come area del
Nafta (Usa, Canada e Messico)
con lapporto determinante dei
mercati del Sudamerica, Brasile
in testa. Dopo avere conquista-
to il 53% della societ di Auburn
Hills, il manager era convinto
che il successo americano aves-
se una vita pi lunga. O per lo
meno gli garantisse un margine
di tempo sufficiente per com-
pletare lintegrazione indu-
striale tra Torino e Detroit e stu-
diare le nuove tappe.
I numeri gli davano ragione.
Con meno di 40 mila dipenden-
ti sparsi dal Canada allArgenti-
na, Marchionne ha ottenuto nel
secondo trimestre del 2011 un
risultato di gran lunga migliore
di quello messo assieme in Italia
e nel resto dellEuropa, Polonia
e Turchia compresi, dove i di-
pendenti sono 46 mila di cui 34
mila nel nostro Paese. In un solo
mese, la controllata americana
ha realizzato un risultato netto
di 155 milioni contro i 175 che la
Fiat ha realizzato, ma in tre me-
si. Con queste premesse, Mar-
chionne poteva dire che que-
stanno lauto americana gua-
dagner pi di quella italiana.
Insomma il sorpasso della con-
trollata sulla controllante.
Sar sempre cos? Il peso di
Chrysler rispetto a Fiat desti-
nato ad aumentare, ma da qual-
che giorno quella prospettiva
non scontata come sembrava.
LAmerica nella bufera e quan-
do ne uscir nulla sar pi come
prima. Resiste sempre la grande
provincia sudamericana do-
minata dalla Fiat brasiliana do-
ve Marchionne ha piazzato uno
dei suoi quattro proconsoli (gli
altri tre sono in Europa, Usa e
Asia). Ma il mercato dellauto-
mobile Usa non sembra offrire
grandi sbocchi e gi da tempo
quello italiano ed europeo sten-
tano a uscire dalla crisi.
In Italia si va di male in peggio
anche perch la manovra del
governo ha picchiato sullauto
gelando i segnali peraltro incer-
ti di ripresa.
Ecco perch Marchionne,
ferma la sua predilezione per
lAmerica, sta pensando di riat-
tivare i canali con laltra faccia
del Pianeta facendo subito rotta
verso lAsia e la Russia, i cui mer-
cati, nel disastro generale, pro-
mettono di crescere. Il fatto che
i costruttori cinesi possano
esportare un rischio enorme
per europei e americani, anche
se si trattasse di un 10 per cento
della loro produzione, ha os-
servato. Ed ha aggiunto: Poich
i cinesi intendono passare da
una produzione per il mercato
interno allexport, non possia-
mo farci trovare impreparati.
Forte dellintegrazione con
Chrysler, ora Marchionne deve
assicurarsi che entro lanno di-
venti operativa la joint-venture
con i cinesi di Guangzhou che,
grazie a un investimento com-
plessivo di 400 milioni, prevede
la produzione di 140 mila vettu-
re lanno (si parte con il modello
Linea) e 220 mila motori. In Rus-
sia, dopo lo sfortunato fidanza-
mento con Severstal, Mar-
chionne ha espresso al governo
la disponibilit a creare un im-
pianto da 200 mila vetture al-
lanno. Ora deve premere per-
ch arrivi da Mosca la risposta. Il
pi presto possibile.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Negli Stati Uniti, il
manager centra in
un mese il risultato
netto che Torino ha
ottenuto in tre
Ma lo scenario sta
cambiando. Pronta
la Linea, modello
per i mercati
orientali
I numeri
4,9 mln
IL RISULTATO
Nel semestre
utili a 4,9 milioni
0,5 dlr
LA LIBIA
Pesa fino a 0,5
dollari per barile
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
ART. 11o ISPOSIZIONI IN MATLRIA
I PLBBLICAZIONL LGLI AVVISI L LI BANI
PR oJo1o in Guzzettu LIIiciule n.BB del 1oJ1Jo1o
1. Per quotidiuni u diIIusione nuzionule si intendono
quelli aventi una siuniIicutivu diIIusione, in termini di
venditu, in tutte le reuioni e destinati prevalentemente a
fornire contenuti inIormutivi di interesse uenerule; per
quotidiuni u diIIusione locule si intendono quelli aventi
una siuniIicutivu diIIusione, in termini di venditu, nel
territorio di riIerimento e destinati prevalentemente a
fornire contenuti inIormutivi di interesse uenerule
concernenti anche, in misura significativa, la cronucu lo-
cule; sono equiparati ai quotidiani a diffusione locale i perio-
dici, a diffusione locale, che abbiano almeno due uscite
settimanali e che abbiano il formato, l'impostazione grafica e
i contenuti redazionali tipici dei giornali quotidiani.
A.MANZONI & C. S.p.A.
Milano - Via Nervesa 21 - 20139
tel. 02.574941 - fax 02.57494860
COMUNE DI BASSANO
DEL GRAPPA (VI)
ESTRATTO BANDO DI GARA
PROCEDURA APERTA
Ente appaltante: Comune di Bassano del
Grappa Area 4^ LL.PP. via Matteotti, 39
36061 Bassano del Grappa (VI) Tel.
0424/519627 Fax 0424/519649. Criterio di
aggiudicazione: offerta economicamente pi
vantaggiosa ai sensi art. 83, comma 1 del D.to
Lgs n. 163/06 e art. 120 del D.P.R. n.
207/2010. Importo a base dasta: Euro
8.913.273,87 (di cui Euro 219.982,42.= per
oneri di sicurezza non soggetti a ribasso). Og-
getto dellappalto: LAVORI DI REALIZZA-
ZIONE DELPOLO CULTURALE MUSEALE
DI S. CHIARA. Classificazione del lavoro
prevalente: cat. OG1 per Euro
5.775.094,90; OS28 per Euro 1.738.257,01;
OS30 per Euro 1.399.921,96. Termine di ri-
cezione delle offerte: ore 12,15 del
10.10.2011. Pubblicazione Bando integrale
su: www.comune.bassano.vi.it
Bassano del Grappa, 26 luglio 2011
LA DIRIGENTE AREA LAVORI PUBBLICI
Ing. Bonato Federica
CONSIP S.p.A. Asocio unico
Via Isonzo, n. 19/E
00198 Roma
Avviso di gara
E indetta una gara a procedura aperta ai sensi
dellart. 54 del D.Lgs. n. 163/2006 per la fornitura di
carburanti per autotrazione e gasolio da
riscaldamento mediante consegna a domicilio e dei
servizi connessi per le Pubbliche Amministrazioni.
La gara effettuata secondo la procedura fissata dal
D.Lgs. n. 163/2006 e successive modificazioni ed
integrazioni ed aggiudicata secondo il criterio del
prezzo pi basso. La presente procedura si svolge,
ove non diversamente previsto dal Disciplinare di
gara, attraverso un sistema telematico conforme
allart. 77 del D. Lgs. n. 163/2006 come indicato nel
Disciplinare di gara.
Il bando di gara pubblicato sulle Gazzette Ufficiali
della U.E. e della Repubblica Italiana, alle quali
stato inviato il 29/07/2011, nonch sul profilo del
committente www.acquistinretepa.it.
La documentazione ufficiale di gara disponibile in
duplice formato: elettronico, firmato digitalmente,
scaricabile dai siti www.acquistinretepa.it,
www.consip.it, e www.mef.gov.it; cartaceo, ritirabile
presso la Consip S.p.A.. Si precisa che la versione in
formato elettronico firmata digitalmente costituisce
loriginale della documentazione di gara, mentre la
versione cartacea ne la copia conforme.
Le imprese interessate possono ritirare la
documentazione di gara in formato cartaceo
(Capitolato dOneri e relativi allegati) tutti i giorni
feriali, escluso il sabato, dalle ore 9.00 alle ore
12.00, entro le ore 12.00 del 27/09/2011, presso gli
uffici della Consip S.p.A., in Via Isonzo, 19/E, 00198
- Roma.
Si fa presente che gli uffici della Consip S.p.A.
resteranno chiusi dal giorno 08/08/2011 al giorno
19/08/2011.
Le offerte dovranno essere presentate entro il
termine perentorio delle ore 12.00 del 27/09/2011,
presso la sede di Consip S.p.A., in Via Isonzo, 19/E,
00198 - Roma.
Informazioni e/o chiarimenti sul Bando, Capitolato
dOneri, Capitolato Tecnico e sugli altri atti di gara,
potranno essere richiesti mediante fax al n.
06.85449288 o allindirizzo di posta elettronica
oil@acquistinretepa.it entro le ore 12.00 del
07/09/2011.
La procedura di aggiudicazione sar aperta alle ore
15.00 del 27/09/2011 presso Consip S.p.A., Via
Isonzo n. 19/E, 00198 Roma.
Dott. Domenico Casalino
LAmministratore Delegato
ESTRATTO BANDO DI GARA
Oggetto: Bando europeo per sistemi di accu-
mulo stazionario di energia elettrica - Electrical
Energy Storage (EES)
Procedura e Criterio di Aggiudicazione:
Offerta economicamente pi vantaggiosa
Denominazione conferita allappalto dal-
lente aggiudicatore: APR000043342
Tipo di appalto: Fornitura.
Luogo di consegna: Italia
CPV (vocabolario comune per gli appalti):
31400000
Divisione in lotti: Si 4 lotti indivisibili even-
tualmente cumulabili
Quantitativo o entit totale: n 4 installa-
zioni apparati di accumulo stazionario di ener-
gia con range di potenza -2 MVA ed energia
0,5- 2 MWh
Opzioni: No
Durata della fornitura: 18 mesi.
Tipo di procedura: Negoziata.
Termine per il ricevimento delle domande
di partecipazione: 21.09.2011 - ore 16:00.
Testo integrale del Bando: Il testo integrale
del Bando stato pubblicato sul supplemento
alla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea
(GU/S) del 03.08.2011 con il numero 2011/S
147 - 245057.
Il Responsabile DOAAPR-ACQ
Maurizio Mazzotti
Enel S.p.A. Viale Regina Margherita, 137
00198 Roma
COMUNITA MONTANA ALBURNI
Via Uliveto Controne (SA)
Tel. 0828/972210 Fax 0828/971368
AVVISO DI PUBBLICAZIONE DI ESITO DI GARA
OGGETTO: Appalto misto di fornitura e lavori relativo alla realiz-
zazione di un Sistema di videosorveglianza delle aree boschive
di pertinenza della Comunit Montana Alburni Area Nord e
Area Sud, finanziato nellambito del P.S.R. 2007/2013 Misura
226 azione c). PROCEDURA DI AGGIUDICAZIONE PRESCEL-
TA: Procedura aperta ai sensi dellart. 55, del D.Lgs. 163/06.
NATURA E QUANTITA DEI PRODOTTI FORNITI: Lappalto preve-
de la fornitura di impianti tecnici, per la realizzazione del sistema
di videosorveglianza, e la realizzazione di opere edili, per linstal-
lazione dei supporti delle postazioni di videosorveglianza. DATA
DI AGGIUDICAZIONE DELLAPPALTO: 09/05/2011. CRITERIO DI
AGGIUDICAZIONE DELLAPPALTO: Secondo il criterio delloffer-
ta economicamente pi vantaggiosa, valutata ai sensi dellart. 83
del D.Lgs. 163/2006. NUMERO DI OFFERTE RICEVUTE: Teletron
Euroriceche S.r.l Elmas (CA); DAB Sistemi Integrati S.r.l.
Roma; R.T.I. Elsag Datamat S.p.A Tech-Tron S.r.l. Genova;
I.R.T.E.T. S.r.l. Casagiove (CE); S.M.A. S.p.A. Firenze; S.E.T.I.
S.n.c. Scafati S.r.l.; R.T.I. I&SI Teorematica S.p.A. Aprilia
(LT); Alpitel S.p.A. Nucetto (CN). NOME E INDIRIZZO DEL-
LAGGIUDICATARIO: DAB Sistemi Integrati S.r.l. Via Tiburtina
1135 Roma. PREZZO DI AGGIUDICAZIONE: Euro 457.744,20.
DATA DI PUBBLICAZIONE DEL BANDO SULLA G.U.CE:
31/12/2010. Il presente avviso stato inviato allUfficio delle
Pubblicazioni Ufficiali delle Comunit Europee in data
04/08/2011 e ricevuto da parte del predetto ufficio in pari data.
Controne, 04/08/2011.
Il Responsabile dellArea Tecnica
geom. Luciano Cennamo
Azienda Ospedaliero Universitaria
POLICLINICO VITTORIO EMANUELE
CATANIA
I.1) Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Vittorio Emanuele via S. Soa 78, 95123 Catania
tel. 0957435762 fax 095317844 Codici identicativi gara: Lotto 1 CIG 30580617C3 contributo di
partecipazione per la ditta 140,00 Lotto 2 CIG 305813332F contributo di partecipazione per la ditta
00,00 Tutti i documenti sono disponibili sul sito dellAzienda www.policlinicovittorioemanuele.it Le offerte
vanno inviate al seguente indirizzo: via G. Clementi 36, 95126 Catania II.1.1) Gara a procedura aperta per la
fornitura a somministrazione continuata per tre anni di diagnostici, reagenti, calibratori, controlli, materiali
duso e relative attrezzature in regime di service occorrenti per lo screening dei donatori eseguiti presso
il Servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del P.O. Vittorio Emanuele, per un importo di
2.250.000,00 triennale iva esclusa da esperirsi mediante procedura aperta ai sensi dellart. 55 del D.L.vo
n. 163 del 12/04/2006 e s.m.i. II.1.2) Luogo di consegna: Presidio Vittorio Emanuele, via Plebiscito 628
Catania. III.1.1) Cauzioni e garanzie richieste: vedi bando pubblicato sul sito dellAzienda. IV.2.1) Criteri
di aggiudicazione: prezzo economicamente pi vantaggioso per il lotto 1 e prezzo pi basso per il lotto 2.
IV.3.7) Periodo durante il quale lofferente vincolato alla propria offerta: 180 giorni. IV, 3.8) Data ultima di
ricezione delle offerte ore 08,30 del 20 settembre 2011 Data di apertura delle offerte 20 settembre 2011 ore
09,30 Luogo vedi I.1 VI.5) Data di spedizione del bando alla GUCE 19 luglio 2011
F.TO IL DIRETTORE GENERALE (Dott. Armando Giacalone)
COMUNE DI CAPACI (PA)
Si comunica che con determina-
zione n. 514/2011 questa Ammi-
nistrazione ha indetto procedura
aperta per lafdamento della
fornitura di farmaci, parafarmaci
e servizi di tariffazione connessi,
nonch altri prodotti vendibili, per
la farmacia comunale.
Scadenza presentazione offerte
10.30 del 14/09/2011.
Tutti gli atti di gara sono disponi-
bili sul sito web
www.comune.capaci.pa.it
IL RESPONSABILE AREA I Romano
AVVISO
DI AGGIUDICAZIONE
LUniversit degli Stu-
di di Napoli Federico II
ha aggiudicato la gara
2/F/2011 Fornitura di gas
naturale per le strutture del-
lUniversit degli Studi di
Napoli Federico II alla so-
ciet UNO GAS ENERGIA
S.P.A., per un importo in
Euro / GJ di 7,37, oltre IVA,
pari ad un complessivo sti-
mato di Euro 1.280.000,00
oltre IVA.
Il Dirigente della Ripartizione
Attivit Contrattuale, Relazioni
con il Pubblico, Professori
e Ricercatori
D.ssa Carla Camerlingo
Napoli 8/07/2011
COMUNE DI CIANCIANA (AG)
AVVISO DI GARA
Si rende noto che il 22/08/11, alle ore 10, sar celebrata gara per pubblico incanto
riguardante i lavori: Intervento di mitigazione del rischio idrogeologico nel versante
ovest del centro urbano abitato interessato dal fenomeno franoso identicato con il
codice PAI 063-1C1-092-.
Importo complessivo dellappalto (compresi oneri per la sicurezza) 476.751,28.
Oneri per lattuazione dei piani della sicurezza 13.579,28. Cat. Prev. 0S21, class. II.
I requisiti specici sono indicati nellestratto del bando di gara pubblicato sulla GURS
n 29 del 22/07/11. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 9,00 del 22/08/11.
Arch. Paolo Sanzeri
MINISTERO DELLA DIFESA
POLO DI MANTENIMENTO PESANTE SUD
SERVIZIO AMMINISTRATIVO - Sez. CONTRATTI
NOLA Via S. Paolo Belsito, 135
ESTRATTO AVVISO DI GARA
PROCEDURA RISTRETTA IN AMBITO UE
ENTE APPALTANTE: Polo di Mantenimento Pesante Sud - 80035 Nola (NA) - via S. Paolo Belsito, 135. OG-
GETTO: Revisione generale Carri Leopard Soccorso e Pioniere. CODICE CIG 3063609A1D. LOTTO: UNICO.
IMPORTO BASE DASTA: 791.667,00 IVA esclusa. LUOGO DI ESECUZIONE: Polo Mantenimento Pesante
Sud - Nola. MODALITDI AGGIUDICAZIONE: prezzo pi basso cos come previsto dal capitolato tecnico. TER-
MINE SCADENZADOMANDE DI PARTECIPAZIONE: In carta legale o resa legale entro e non oltre le ore 12,00
del 19/09/2011 con allegati le certificazioni richieste nella sezione Prescrizioni particolari. PRESCRIZIONI PAR-
TICOLARI: 1) Certificato o dichiarazione sostitutiva circa liscrizione alla C.C.I.A.A.; 2) Certificato o dichiarazio-
ne sostitutiva di assenza di procedure concorsuali; 3) dichiarazione attestante la regolarit contributiva e assi-
curativa; 4) dichiarazione attestante la regolarit rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte; 5) di-
chiarazione attestante lassenza di procedimenti che implicano lapplicazione di una delle misure di prevenzio-
ne di cui allart. 3 della legge 1423/1956 o di una delle cause ostative previste dallart. 10 della legge 575/1965;
6) certificazione o dichiarazione attestante lassenza di sentenza di condanna passata in giudicato per reati gra-
vi in danno dello Stato o della Comunit, o per reati di partecipazione a unorganizzazione criminale, corruzio-
ne, frode, riciclaggio, quali definiti dagli atti comunitari citati allart. 45, par. 1, Direttiva Ce 2004/18. Capacit
economica e finanziaria: 1) Pregressa esecuzione nel triennio precedente di attivit di riparazione, grande ma-
nutenzione o revisione generale della linea carri Leopard 1 e derivati, il cui importo deve essere pari almeno
ad Euro 2.000.000,00, con lindicazione della tipologia di contratto, durata, valore ed ente committente, certifi-
cata mediante dichiarazione sottoscritta in conformit alle disposizioni del DPR 445/2000; 2) Solvibilit crediti-
zia attestante tramite dichiarazione di almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati ai sensi del dlgs 385/93.
Capacit tecnica: Certificazione o dichiarazione attestante il possesso dei seguenti requisiti: 1) autorizzazione
per la detenzione di veicoli da combattimento e materiale war-like; 2) possesso di apposite ed idonee aree cu-
stodita in sicurezza (recintata e sorvegliata) adibita alla ricezione, al parcheggio dei mezzi da combattimenti e/o
loro parti o dotazioni; 3) iscrizione al registro nazionale imprese (RN) per importazione, esportazione e transito
di materiali darmamento, in base alla legge 185/90; 4) certificazioni iso 9001/2008 per attivit oggetto del ban-
do di gara; 5) possesso di idonee autorizzazioni per la bonifica di parti contenenti amianto o in alternativa pos-
sesso di ambiente confinato ipobarico certificato ed idoneo; 6) possesso di idonee attrezzature, impianti e uten-
sili di officina da impiegare per il veicolo nel suo complesso o dei suoi complessivi, sottocomplessivi e parti ele-
mentari relativamente a: a) capacit di sollevamento e di movimentazione interna ed esterna; b) capacit spe-
cifica di smontaggio e manutenzione previsti dalla normativa tecnica di riferimento; c) vasca di decapaggio per
la sverniciatura, lo sgrassaggio e la pulizia; d) banchi dinamometrici per la prova, rodaggio e collaudo dei moto-
ri, in grado di rilevare e misurare i parametri fisici previsti dalla normativa tecnica di riferimento; e) banchi dina-
mometrici per prova e collaudo dei cambi, in grado di rilevare i parametri fisici previsti dalla normativa tecnica di
riferimento; f) banchi per la verifica della funzionalit e la misurazione delle grandezze e dei parametri forniti dai
complessivi, sottocomplessivi, e parti elettriche ed idrauliche; g) la completezza della documentazione tecnica
di riferimento (cataloghi, manuali tecnici, manuali di uso e manutenzione, normative specifiche e particolari) ema-
nata dai competenti organi tecnici del Ministero della difesa (MOT, TL, NT, TDV); h) capacit di saldatura effet-
tuata su acciai comuni, balistici, e leghe alluminio; i) capacit di verniciatura da effettuarsi in cabina con ambiente
ad atmosfera e temperatura controllata; l) capacit di lavorazioni meccaniche di alesatura, rettifica, fornitura; m)
capacit di lavorazioni a freddo e a caldo (carpenteria, imboccolatura, piegatura e raddrizzatura) di parti in la-
miera; 7) possesso di idonea pista di collaudo per prove di percorrenza fuori strada e di collaudo in terreno so-
lido per prova di velocit, frenatura, accelerazione e passaggi marce, dotata di rampa con pendenza pari a 60%
e trasversale al 30%, trincea con ampiezza pari a 3 metri, gradino con dislivello pari a 1,15 metri. 8) possesso
di idonea vasca guado di profondit massima pari a 2,25 metri. 9) disponibilit di maestranze dotati di adegua-
ta expertise maturata da almeno 5 anni: a) nel campo della revisione almeno dei complessivi motore e cambio;
b) delle abilitazioni alleffettuazione di saldature speciali certificati da enti tipo RINA o equivalenti; 10) disponibi-
lit di maestranze in possesso di idonei attestati di abilitazione alla guida di veicoli cingolati e blindati pesanti
(carri armati e blindo); 11) potenzialit produttiva mensile pari ad almeno 2500 ore. La mancanza di uno dei
documenti prescritti sar motivo di esclusione dallinvito alla partecipazione della presente gara. Per ul-
teriori informazioni le ditte possono contattare la Sezione Contratti di questo Ente (tel. 081/31221319 -
081/5105577 dr. Napolitano) o allindirizzo di posta elettronica corrado.messina@esercito.difesa.it o sul
sito www.esercito.difesa.it/bandidigara/pagine/default.aspx.
IL DIRETTORE
- Brig. Gen. Gian Paolo SCENNA -
GIOVED 11 AGOSTO 2011
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
IMPRESE&MERCATI
I29
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
A
A.S. Roma 0,640 -0,54 -39,38 0,640 1,256 86
A2A 0,854 -5,48 -18,51 0,879 1,467 2755
Acea 5,025 -4,83 -41,36 5,198 9,064 1107
Acegas-Aps 3,588 4,97 -1,09 3,436 4,630 190
Acotel Group 26,600 -1,44 -39,53 26,219 72,282 117
Acque Potabili 0,839 4,03 -41,53 0,781 1,947 32
Acsm-Agam 0,855 -4,95 -21,05 0,849 1,183 65
AdF-Aerop.Firenze 10,800 2,96 -0,28 9,945 14,309 98
Aedes 0,086 -3,93 -55,63 0,087 0,253 64
Aeffe 0,660 3,61 29,92 0,285 1,463 73
Aicon 0,130 -6,81 -26,51 0,134 0,349 15
Alerion 4,700 2,62 -11,07 4,553 6,357 201
Amplifon 3,776 -4,60 -0,11 2,889 4,532 863
Ansaldo Sts 5,540 -4,65 -39,65 5,710 11,002 799
Antichi Pell 0,415 0,07 -12,00 0,383 0,784 19
Apulia Pront 0,250 -6,26 -29,18 0,215 0,459 61
Arena 0,010 - -59,38 0,010 0,041 15
Arkimedica 0,091 -12,50 -79,89 0,098 0,741 8
Ascopiave 1,462 -1,22 -7,53 1,440 1,719 348
Astaldi 3,920 -2,10 -20,89 3,751 6,248 399
Atlantia 10,680 -2,47 -27,56 10,943 17,195 6913
Autogrill 7,935 -2,64 -25,49 7,920 10,956 2063
Autostrada To-Mi 6,890 -3,16 -32,52 6,987 11,489 631
Autostrade Mer. 19,300 2,06 -15,35 15,870 24,442 85
Azimut 4,654 -5,94 -31,11 4,824 9,624 691
B
B&CSpeakers 2,680 -0,59 -28,72 2,457 3,997 30
Banca Generali 6,470 -5,06 -29,37 6,286 11,529 748
Banca Ifis 4,300 -2,05 -18,71 4,320 5,913 232
Basicnet 2,000 -3,38 -28,57 1,915 3,302 123
Bastogi 1,250 -2,27 -18,57 1,188 2,219 22
BBBiotech 42,140 1,47 -13,29 39,936 55,079 -
Bca Carige 1,240 -6,06 -21,02 1,270 2,023 2058
Bca Carige r 2,070 - -25,41 2,070 2,990 361
Bca Finnat 0,390 -0,36 -21,29 0,380 0,619 141
Bca Intermobiliare 3,500 - -16,27 3,151 4,371 540
Bca P.Etruria e Lazio 1,543 -7,77 -49,41 1,619 4,198 122
Bca P.Milano 1,319 -8,91 -50,51 1,328 5,567 574
Bca P.Spoleto 2,252 0,99 -34,63 2,177 4,951 67
Bca Profilo 0,306 -1,45 -30,43 0,300 0,677 206
Bco Desio-Brianza 3,388 -4,56 -16,35 3,394 4,348 407
Bco Desio-Brianza rnc 2,900 -3,33 -21,89 2,912 4,127 38
Bco Popolare 1,085 -9,36 -55,98 1,139 3,973 2014
Bco Santander 5,900 -7,60 -25,13 6,281 12,059 -
Bco Sardegna rnc 6,720 -1,25 -28,89 6,928 10,903 46
Bee Team 0,410 2,40 2,09 0,351 0,555 26
Beghelli 0,451 -6,04 -34,35 0,461 0,760 94
Benetton Group 4,336 -4,75 -13,28 4,390 6,738 821
Beni Stabili 0,466 1,86 -27,24 0,450 0,764 890
Best Union Co. 1,311 - -5,00 1,062 1,600 12
Bialetti Industrie 0,247 3,51 -30,11 0,237 0,645 19
Biancamano 1,415 1,43 7,20 1,252 2,026 49
Biesse 3,012 -6,69 -44,01 3,135 7,879 87
Bioera 0,486 1,67 -51,98 0,468 1,709 14
Boero Bart. 21,000 - 5,00 19,000 21,500 91
Bolzoni 2,010 -0,30 -5,74 1,365 2,344 52
Bon.Ferraresi 20,770 -5,16 -29,43 20,726 35,352 122
Borgosesia 1,079 - -16,42 0,881 1,413 48
Borgosesia rnc 1,337 - -0,89 1,056 1,530 1
Brembo 6,240 -6,59 -20,46 4,446 10,258 441
Brioschi 0,120 -1,07 -13,85 0,121 0,240 95
Bulgari 12,170 - 48,96 5,372 12,322 4096
Buone Societ 0,328 4,13 -15,90 0,302 0,735 3
Buongiorno 1,021 -9,41 -12,29 0,783 1,455 116
Buzzi Unicem 6,500 -9,47 -25,16 6,838 12,034 1131
Buzzi Unicemrnc 3,620 -8,03 -33,58 3,801 7,651 155
C
CadIt 3,712 -1,80 -9,35 3,465 5,824 33
Cairo Comm. 2,490 -2,35 -8,20 2,164 3,275 203
Caleffi 1,270 0,79 9,77 0,946 1,414 16
Caltagirone 1,594 -0,31 -9,89 1,565 2,454 189
Caltagirone Ed. 1,330 -2,92 -22,63 1,331 2,172 167
Cam-Fin 0,277 -4,34 -25,73 0,239 0,430 198
Campari 5,155 -1,34 5,74 3,505 5,909 3041
Cape Live 0,140 -6,67 -44,33 0,135 0,428 7
Carraro 2,498 -1,65 -35,74 2,204 4,450 117
Cattolica As 15,830 -3,36 -17,34 15,183 24,257 881
CDC 1,348 2,98 -17,85 1,299 2,460 16
Cell Therap 0,739 -2,12 -33,90 0,757 5,057 -
Cembre 6,440 -2,35 3,70 4,398 8,731 113
Cementir Hold 1,710 -2,29 -19,05 1,674 3,354 277
Cent. Latte Torino 1,970 -2,38 -19,59 1,960 4,080 20
Ceram. Ricchetti 0,208 -8,05 -17,70 0,208 0,527 17
CHL 0,085 -1,51 -35,95 0,082 0,189 14
CIA 0,241 -2,82 -18,58 0,239 0,350 22
Ciccolella 0,476 -2,00 -26,87 0,483 1,033 87
Cir 1,372 -3,38 -0,07 1,330 1,929 1124
Class Editori 0,277 2,74 -38,49 0,266 0,695 29
Cobra 0,821 -3,01 -38,17 0,842 2,161 34
Cofide 0,650 -0,76 -3,49 0,592 0,790 464
Cogeme Set 0,102 -8,11 -72,36 0,100 0,954 7
Conafi Prestito 0,750 -4,64 -24,85 0,715 1,200 35
Cred. Artigiano 1,129 -3,09 -13,02 1,094 1,910 327
Cred. Bergamasco 22,000 -0,27 6,90 20,328 25,646 1349
Cred. Emiliano 2,622 -14,76 -43,88 2,795 5,714 929
Cred. Valtellinese 2,266 -6,13 -31,59 2,344 5,690 633
Crespi 0,046 -0,43 -52,22 0,045 0,221 7
Csp 0,880 -2,22 -18,22 0,754 1,295 30
D
DAmico 0,701 0,57 -29,05 0,705 1,386 106
Dada 1,983 -3,74 -59,45 2,021 6,134 33
Damiani 1,028 2,80 22,38 0,734 1,246 82
Danieli 15,280 -4,68 -36,86 13,854 24,692 658
Danieli rnc 7,990 -5,50 -39,33 7,650 13,658 335
Datalogic 6,000 1,87 -1,07 2,995 6,544 343
DeLonghi 6,710 -0,74 14,90 2,763 9,239 1032
Dea Capital 1,166 -15,51 1,39 1,107 1,594 394
Diasorin 26,950 -3,41 -14,58 23,514 35,892 1546
Digital Bros 0,937 -4,44 -38,79 0,932 2,334 13
Dmail Group 2,400 -1,40 -17,67 2,268 5,698 18
DMT 17,500 -4,32 13,78 11,536 23,286 204
E
Edison 0,742 -5,78 -14,28 0,744 1,156 3926
Edison r 0,882 -2,00 -27,81 0,889 1,566 99
EEMS 0,740 -1,46 -43,85 0,755 1,719 33
El.En. 10,000 -4,67 -21,01 10,217 15,099 50
Elica 0,994 -1,24 -31,01 0,991 1,996 64
Emak 3,140 -4,15 -28,88 3,228 4,562 89
Enel 3,378 -6,37 -10,52 3,442 4,828 32954
Enel Green Pw 1,511 -2,70 -3,88 1,497 2,050 7740
Enervit 1,970 -1,50 58,36 1,102 2,301 35
Engineering 20,510 -2,33 -4,56 18,948 27,750 258
Eni 12,170 -5,73 -25,88 12,646 18,634 50651
Erg 7,900 -6,95 -23,67 8,101 10,776 1218
Ergy Capital 0,322 -5,91 -33,92 0,324 1,162 32
Esprinet 3,222 3,27 -43,07 3,046 9,840 168
Eurotech 1,595 -1,42 -14,71 1,596 2,918 57
Eutelia 0,215 - - 0,100 0,396 14
Exor 15,540 -4,25 -37,67 10,937 25,701 2592
Exor priv 13,890 -2,80 -26,12 6,116 21,275 1119
Exor risp 11,060 -14,59 -40,86 8,215 20,231 114
Exprivia 0,720 -2,04 -24,49 0,716 1,267 37
F
Falck Renewables 0,860 -5,29 -48,65 0,887 2,986 258
Ferragamo 10,150 -0,49 2,01 9,715 13,586 1789
Fiat 4,726 -8,23 -32,73 3,337 8,084 5492
Fiat Ind. priv 3,000 -3,23 -52,00 3,138 7,304 324
Fiat Ind. risp 3,274 -9,31 -47,02 3,462 7,250 277
Fiat Industr. 6,275 -8,26 -30,28 6,630 10,443 7330
Fiat prv 3,008 -7,73 -43,14 2,218 6,418 336
Fiat rnc 3,072 -6,40 -41,87 2,375 6,399 263
Fidia 2,700 -2,88 -26,78 2,765 4,758 14
Fiera Milano 4,000 1,01 -8,05 3,780 5,030 171
Finarte C.Aste - - - - - -
Finmeccanica 4,824 -4,19 -43,97 4,939 11,359 2859
FNM 0,380 -4,62 -24,73 0,398 0,597 99
Fondiaria-Sai 1,334 -9,56 -63,49 1,405 7,016 516
Fondiaria-Sai rnc 0,830 -6,54 -67,80 0,857 5,316 109
Fullsix 1,660 - 50,91 1,054 3,240 18
G
Gabetti Pro.Sol. 0,067 -2,19 -69,54 0,065 0,424 17
Gas Plus 2,400 4,35 -39,24 2,250 6,472 109
Gefran 3,710 -0,64 -17,19 2,028 5,277 54
Gemina 0,596 -2,38 10,28 0,448 0,758 882
Gemina rnc 0,885 - -6,89 0,825 1,701 3
Generali 10,680 -7,37 -25,83 11,063 19,099 17224
Geox 2,900 -3,27 -15,76 2,954 5,316 778
Greenvision 4,750 -1,86 1,12 4,253 7,340 28
Gruppo Coin 6,470 -0,23 -16,84 3,997 7,866 926
Gruppo Ed.LEspresso 1,290 -3,08 -24,61 1,310 2,428 548
Gruppo Minerali M. 3,190 - -28,64 3,022 5,411 19
H
Hera 1,128 -6,70 -27,23 1,172 1,756 1307
I
I Grandi Viaggi 0,850 -3,95 3,72 0,776 1,085 38
IGD 1,089 4,41 -25,92 1,007 1,735 338
Il Sole 24 Ore 0,900 -3,17 -35,48 0,911 1,958 41
Ima 12,570 -6,19 -16,03 12,827 15,186 486
Immsi 0,604 -2,58 -27,23 0,597 0,954 205
Impregilo 1,557 -6,54 -27,41 1,607 2,605 647
Impregilo rnc 7,310 -2,01 -5,68 7,346 8,649 12
Indesit 4,714 -4,54 -42,48 4,724 10,303 553
Indesit rnc 5,300 -0,56 -23,02 5,144 8,491 3
Industria e Inn 2,400 - -0,62 1,724 2,800 54
Intek 0,345 2,07 -12,33 0,315 0,636 45
Intek r 0,735 5,08 7,30 0,586 0,965 4
Interpump 4,400 -2,00 -23,28 3,156 6,158 432
Intesa Sanpaolo 1,132 -13,72 -41,27 1,219 2,998 18890
Intesa Sanpaolo rnc 0,955 -10,54 -43,09 1,005 2,314 937
Invest e Sviluppo 0,566 -4,87 - 0,581 3,811 7
Irce 1,860 - 17,05 1,299 2,663 51
Iren 0,884 -6,16 -29,62 0,912 1,517 1078
Isagro 2,716 0,59 -21,90 2,346 4,005 49
IT WAY 1,330 -2,49 -48,33 1,313 3,586 10
Italcementi 4,630 -7,03 -29,85 4,825 10,280 870
Italcementi rnc 2,150 -5,78 -41,06 2,201 5,455 236
Italmobiliare 23,000 -2,21 -10,64 20,610 32,985 513
Italmobiliare rnc 13,870 -0,43 -22,47 13,939 23,365 229
Italy 1 Invest. 9,630 -1,63 7,30 8,768 9,950 144
J
Juventus FC 0,790 -0,19 -17,23 0,764 0,981 160
K
K.R.Energy 0,029 -5,54 -58,03 0,031 0,199 30
Kerself 1,348 -5,47 -61,24 1,411 9,128 25
Kinexia 1,450 1,97 -32,08 1,358 2,881 31
KMEGroup 0,264 0,19 -20,12 0,261 0,381 120
KMEGrouprnc 0,580 -0,85 -0,26 0,500 0,720 25
L
La Doria 1,569 0,58 -16,19 1,556 2,497 48
Landi Renzo 1,807 -2,85 -39,41 1,812 3,962 206
Lazio 0,474 -1,33 -37,78 0,301 1,478 32
Lottomatica 11,340 -3,41 20,51 9,002 15,381 2004
Luxottica 19,200 -0,26 -16,19 17,871 23,486 9043
M
M&C 0,205 -4,21 -8,48 0,130 0,230 100
Maire Tecnimont 0,805 -6,99 -76,10 0,834 3,591 269
Marcolin 4,210 1,35 -7,83 1,314 5,488 270
MARR 7,850 - -10,18 5,907 9,437 522
Mediacontech 1,700 -5,03 -27,66 1,675 3,348 32
Mediaset 2,450 -5,41 -46,09 2,508 6,487 2962
Mediobanca 5,400 -4,59 -20,12 5,510 8,827 4745
Mediolanum 2,248 -8,17 -28,12 2,360 4,568 1732
Meridiana Fly 0,050 -3,66 10,62 0,040 0,120 71
Meridie 0,137 -2,21 -59,91 0,141 0,600 7
MidIndustry Cap 9,500 - -5,00 9,342 15,490 36
Milano Ass. 0,239 -11,27 -68,65 0,250 1,388 486
Milano Ass. rnc 0,243 -4,89 -68,84 0,249 1,385 25
Mirato - - - - - -
Mittel 2,140 -1,38 -30,29 2,152 4,136 152
MolMed 0,401 -4,50 -2,08 0,319 1,298 86
Mondadori 1,945 -1,67 -27,83 1,965 3,228 484
Mondo HE 0,475 2,53 199,31 0,110 0,720 10
Mondo Tv 5,100 3,03 7,99 4,676 8,095 22
Monrif 0,345 -0,55 -14,05 0,345 0,481 53
Monte Paschi Si. 0,420 -9,78 -42,12 0,438 1,127 4749
Montefibre 0,122 -4,69 -19,15 0,119 0,206 16
Montefibre rnc 0,259 - -12,10 0,246 0,521 7
Monti Ascensori 0,240 0,50 -71,72 0,225 1,457 3
Mutuionline 4,100 -2,52 -16,84 4,100 5,980 163
N
Nice 2,754 -1,64 -9,48 2,503 3,394 321
Noemalife 5,570 - -12,83 5,380 6,752 24
Novare 1,090 - -6,84 1,090 1,190 15
O
Olidata 0,352 3,04 -41,75 0,335 0,931 12
P
Panariagroup 1,120 - -27,04 1,073 2,200 49
Parmalat 1,584 2,06 -23,48 1,522 2,638 2764
Piaggio 2,138 -8,00 -11,74 1,816 3,020 822
Pierrel 1,713 -7,41 -48,36 1,795 5,101 27
Pininfarina 2,894 -1,83 -24,83 1,635 7,378 91
Piquadro 1,925 4,17 -0,26 1,048 2,926 96
Pirelli &C. 5,235 -2,70 -14,67 3,780 7,654 2593
Pirelli &C. rnc 4,054 1,86 -28,88 3,983 6,274 50
Poligr. S.Faustino 6,310 -0,63 -30,54 6,318 12,321 8
Poligrafici Editoriale 0,400 -4,74 -18,28 0,407 0,542 54
Poltrona Frau 0,981 -0,15 1,24 0,676 1,451 142
Pop.Emilia Romagna 5,980 -8,70 -37,05 6,218 11,380 1577
Pop.Sondrio 4,982 -4,56 -19,65 5,028 7,604 1565
Pramac 0,760 1,33 -26,92 0,749 2,361 24
Prelios 0,221 -8,18 -51,48 0,234 0,586 197
Premafin Finanziaria 0,277 -3,52 -63,79 0,287 1,080 118
Premuda 0,620 3,33 -17,61 0,591 1,036 117
Prima Industrie 6,100 -2,56 -15,86 5,901 9,738 53
Prysmian 9,650 -9,81 -25,19 10,215 16,037 2190
R
R. De Medici 0,210 0,43 -11,48 0,172 0,273 77
R. Ginori 1735 0,320 - -8,57 0,291 1,096 14
Ratti 1,950 -4,41 -8,88 1,492 2,850 53
RCF 0,788 - -6,97 0,700 0,981 25
RCSMediagroup 0,760 -0,52 -27,48 0,774 1,419 567
RCSMediagrouprisp 0,644 -6,33 -11,29 0,605 0,880 19
RDB 0,425 -0,02 -79,07 0,420 2,298 20
Recordati 6,455 -1,53 -8,96 5,112 7,733 1371
Reply 17,000 -2,58 -14,01 14,721 21,402 159
Retelit 0,330 - -7,04 0,328 0,612 53
Risanamento 0,138 -8,00 -37,58 0,145 0,436 117
Rosss 1,000 - -28,16 0,656 1,839 12
S
Sabaf S.p.a. 15,900 -1,24 -37,13 15,264 26,756 185
Sadi 0,236 0,30 -28,74 0,236 0,509 22
Saes 6,270 2,79 -7,79 4,806 8,731 93
Saes rnc 4,400 -1,57 -11,11 3,795 6,106 33
Safilo Group 8,485 0,24 -38,16 6,110 13,700 491
Saipem 27,840 -2,32 -26,11 23,078 38,607 12652
Saipemrisp 37,800 - 3,56 23,000 39,250 5
Saras 1,031 -9,88 -35,56 1,092 2,311 1039
Sat 9,600 - -4,19 8,504 10,832 96
Save 6,830 -1,09 -9,78 5,755 8,129 381
Screen Service BT 0,467 0,86 -26,63 0,423 0,736 63
Seat PG 0,045 -3,62 -44,49 0,047 0,207 91
Seat PGr 1,200 - 46,34 0,725 1,750 1
Servizi Italia 5,045 2,96 -15,21 4,729 7,328 80
Seteco International 0,299 - - 0,297 0,299 8
SIAS 5,555 -2,37 -23,48 5,582 8,760 1300
Snai 2,200 -2,22 -16,82 2,178 3,116 256
SnamGas 3,536 -2,43 -4,88 3,218 4,285 12915
Sogefi 1,990 -1,68 -20,56 1,797 2,931 237
Sol 5,460 0,37 10,30 3,620 6,039 497
Sopaf 0,039 -2,27 -49,41 0,041 0,131 17
Sorin 1,667 3,09 -2,80 1,195 2,102 792
Stefanel 0,434 0,12 -11,47 0,422 7,776 36
Stefanel risp 166,700 - - 3,412 177,000 -
STMicroelectr. 4,362 -6,95 -45,75 4,545 9,596 -
T
Tamburi 1,440 -1,37 2,56 1,163 1,580 194
TAS 0,688 1,33 0,73 0,492 4,533 30
TelecomIT 0,802 -3,72 -18,30 0,827 1,144 11144
TelecomIT Media 0,166 -4,72 -30,62 0,169 0,528 251
TelecomIT Media rnc 0,280 - -13,18 0,280 0,780 2
TelecomIT rnc 0,719 -2,97 -12,48 0,714 1,014 4480
Tenaris 11,450 -4,42 -38,11 11,706 18,734 -
Terna 2,804 -2,84 -12,10 2,843 3,463 5742
TerniEnergia 2,656 -0,75 -27,23 1,707 4,863 76
Tesmec 0,410 -0,02 -36,68 0,428 0,708 46
Tiscali 0,048 -3,41 -39,83 0,049 0,187 91
Tods 78,850 2,54 6,74 43,470 96,373 2457
Toscana Fin 1,500 - 4,46 1,234 1,720 46
Trevi Fin.Ind. 7,170 -0,42 -33,98 6,992 13,152 473
TXT e-solution 8,200 2,89 51,85 5,065 9,533 22
U
UBI Banca 2,490 -10,17 -59,95 2,611 9,776 2355
Uni Land 0,504 - 1,61 0,476 0,950 80
Unicredit 0,967 -9,37 -38,95 1,009 2,336 19452
Unicredit risp 1,661 -2,24 -13,26 1,683 2,949 41
Unipol 0,285 -2,86 -39,17 0,290 0,862 614
Unipol pr 0,225 -5,02 -37,82 0,233 0,570 303
V
Valsoia 4,160 1,27 -0,42 3,800 4,789 43
Viaggi Ventaglio 0,138 - - 0,138 0,139 20
Vianini Industria 1,218 0,25 -7,31 1,156 1,501 37
Vianini Lavori 3,670 - -8,25 3,561 4,731 160
Vittoria Ass. 3,250 1,37 -9,34 3,139 4,113 218
Y
Yoox 9,530 0,32 -3,83 5,113 13,274 521
Yorkville Bhn 1,988 -8,13 -62,84 2,050 18,650 2
Z
Zignago Vetro 4,812 -1,11 -0,53 3,799 5,678 388
Zucchi 0,720 -4,07 55,90 0,389 1,509 18
Zucchi rnc 0,689 4,32 35,80 0,465 1,125 2
Rif
Var % Cap.
TITOLO
ieri
inizio 2009- 2010 in mil.
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IL PUNTO
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TITOLO
ieri
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ieri
inizio 2009- 2010 in mil.
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FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANI E LUSSEMBURGHESI DEL 9 AGOSTO 2011
Val. Val. Diff.%
TITOLI oggi ieri 12 mesi
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TITOLI oggi ieri 12 mesi
Val. Val. Diff.%
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TITOLI oggi ieri 12 mesi
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TITOLI oggi ieri 12 mesi
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TITOLI oggi ieri 12 mesi
MILANO Piazza Affari perde il 6,65% sul Ftse Mib, pari a 21,4
miliardi, e si riporta a 14.473 punti di fine marzo 2009. Lindice
il peggiore in Europa, comunque Spagna, Francia e Germania
perdono pi del 5%. Le vendite si concentrano sul comparto fi-
nanziario, in ambasce per i timori di un possibile default sovra-
no. Tra i bancari Intesa Sanpaolo cede il 13,72%, Ubi il 10,17%,
Mps il 9,78%, Unicredit il 9,37%, Banco popolare il 9,36%, e Me-
diobanca il 4,59%. Nelle polizze a picco Fonsai (-9,56%) e Gene-
rali (-7,37%). Male lenergia con Eni -5,73%, la controllata Sai-
pem -2,3%, Enel -6,37%. Pesanti gli industriali, a partire dalla
galassia Agnelli: Fiat -8,23%, Industrial -8,26%, Prysmian -
9,81%, Buzzi -9,47%. Pirelli resiste meglio (-2,7%), ma le uniche
blue chip positive sono Parmalat (+2,06%) e Tods (+2,54%).
Crolla Fonsai
male Enel ed Eni
In controtendenza
Tods e Parmalat
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AcomeA(EXL) ItalianOpportunity7,216 7,167 -16,83
AcomeA(ex L) Monetario .............5,960 5,953 -2,04
AcomeA(EXL) Obbligazionario....7,322 7,318 -3,81
AcomeA(EXL) Trend....................5,871 5,864 -2,75
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AcomeAAmerica A1..................10,340 9,941 -8,38
AcomeAAmerica A2..................10,386 9,986 -
AcomeAAsia Pac. A2...................3,095 3,131 -
AcomeAAsia PacificoA1 .............3,094 3,130 -7,25
AcomeABreve Term. A1............11,491 11,473 -0,10
AcomeABreve Term. A2............11,497 11,479 -
AcomeAEtf AttivoA1....................3,512 3,521 -
AcomeAEtf AttivoA2....................3,510 3,518 -
AcomeAEurobb. A1...................12,426 12,388 -3,58
AcomeAEurobb. A2...................12,434 12,396 -
AcomeAEuropa A1 ......................8,679 8,675 -15,43
AcomeAEuropa A2 ......................8,694 8,689 -
AcomeAGlobale A1......................7,371 7,231 -11,82
AcomeAGlobale A2......................7,391 7,251 -
AcomeAItalia A1........................13,320 13,218 -20,06
AcomeAItalia A2........................13,336 13,233 -
AcomeALiquidita A1 ...................7,737 7,749 -
AcomeALiquidita A2 ...................7,737 7,749 -
AcomeAObblig.Corp. A1.............6,288 6,289 -5,94
AcomeAObblig.Corp. A2.............6,296 6,298 -
AcomeAPaesi Em. A1..................5,610 5,725 -6,56
AcomeAPaesi Em. A2..................5,615 5,730 -
AcomeAPatr. Aggr. A2.................3,095 3,066 -
AcomeAPatr. Aggr.A1..................3,090 3,061 -12,19
AcomeAPatr. Dinam.A1...............4,147 4,124 -6,66
AcomeAPatr. Prud. A1.................4,885 4,878 -1,91
AcomeAPatr. Prud. A2.................4,889 4,882 -
AcomeAPerform. A1..................16,875 16,870 -3,46
AcomeAPerform. A2..................16,893 16,888 -
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ANMAmeriche .............................8,545 8,251 -1,20
ANMAnima America ....................3,766 3,591 -5,94
ANMAnima Asia...........................5,728 5,828 -6,39
ANMAnima Convertibile ..............6,004 5,972 -3,24
ANMAnima EmergingMkts .........9,197 9,389 -8,03
ANMAnima Europa......................3,542 3,486 -11,34
ANMAnima Fondattivo..............13,035 12,860 -4,95
ANMAnima Fondimpiego..........18,726 18,815 -6,94
ANMAnima FondoTrading........11,467 11,171 -9,24
ANMAnima Liquidit....................6,649 6,651 0,35
ANMAnima Obbl.Euro .................7,014 7,021 -2,08
ANMAnima ObiettivoRend..........5,776 5,816 -1,32
ANMAnima TragII 2016...............4,951 4,951 -
ANMAnima Traguardo2016........4,925 4,925 -
ANMAnima Traguardo2018........4,836 4,836 -
ANMCapitalePiComp.Az. .........4,212 4,155 -9,94
ANMCapitalePiComp.Bil.15.....5,144 5,141 -3,38
ANMCapitalePiComp.Bil.30.....4,804 4,808 -5,71
ANMCapitalePiComp.Obb. ......5,446 5,441 -0,91
ANMCorporate Bond...................7,220 7,273 -2,96
ANMEmergingMkts Bond...........6,581 6,644 2,64
ANMEmergingMkts Equity..........6,170 6,340 -14,13
ANMEuropa...............................11,514 11,406 -11,25
ANMIniziativa Europa ..................6,045 5,918 -11,82
ANMItalia...................................12,137 12,072 -20,71
ANMMonetario..........................11,958 11,955 -1,49
ANMPacifico................................4,463 4,553 -8,13
ANMPianeta ..............................10,060 10,091 0,55
ANMRisparmio ............................7,477 7,480 -1,23
ANMSforzesco.............................9,943 9,955 -1,82
ANMTesoreria..............................6,873 6,870 -0,48
ANMValore Globale...................17,714 17,346 -10,95
ANMVisconteo ..........................33,430 33,385 -4,84
tel.02-88981
Azimut Bil. ..................................21,777 21,777 -7,06
Azimut Garanzia.........................12,205 12,199 -0,80
Azimut RedditoEuro ..................15,375 15,392 -2,19
Azimut RedditoUsa......................5,661 5,682 -6,34
Azimut Scudo ...............................7,291 7,321 -5,83
Azimut Solidity..............................7,612 7,626 -3,80
Azimut Str. Trend..........................4,771 4,685 -7,00
Azimut Trend..............................17,805 17,473 -8,16
Azimut TrendAmerica ..................8,484 8,157 -3,82
Azimut TrendEuropa..................10,000 9,926 -17,50
Azimut TrendItalia......................11,908 11,794 -20,24
Azimut TrendPacifico...................5,917 6,013 -6,60
Azimut TrendTassi .......................8,733 8,748 -2,44
Formula 1Absolute.......................6,032 5,941 -6,97
Formula 1Conservative................6,173 6,166 -3,82
Formula 1Target 2013..................6,432 6,455 -3,04
Formula 1Target 2014..................6,019 6,044 -5,61
tel.02-88101
ECFocus CapPro12/14 ..............4,756 4,768 -6,58
EurizonAz. Asia Nuove Economie9,946 10,267 -6,28
EurizonAz. Finanza....................14,375 13,950 -19,36
EurizonAz. Int. Etico.....................5,166 5,061 -9,21
EurizonAz. Salute e Amb. ..........13,548 13,237 -6,88
EurizonAz. Tecn.Avanz................3,748 3,629 -2,80
EurizonAz.EnMatPrime................8,405 8,194 -5,72
EurizonAz.PMI Amer. ................19,358 18,167 -2,22
EurizonAz.PMI Europa.................7,473 7,306 -9,75
EurizonAz.PMI Italia.....................3,766 3,738 -17,23
EurizonAzioni America.................8,152 7,819 -3,30
EurizonAzioni Area Euro............21,030 20,954 -18,18
EurizonAzioni Europa...................7,265 7,193 -11,69
EurizonAzioni Internazionali .........6,643 6,483 -7,35
EurizonAzioni Italia.......................9,454 9,415 -19,68
EurizonAzioni Pacifico .................3,592 3,667 -7,11
EurizonAzioni Paesi Emergenti ....8,127 8,313 -10,32
EurizonBilan.EuroMultimanager33,420 33,591 -6,83
EurizonDiversEtico.......................7,771 7,758 -2,70
EurizonF. Garantito03/13............5,077 5,072 -2,18
EurizonF. Garantito06/12............5,099 5,087 -0,97
EurizonF. Garantito09/12............5,060 5,053 -1,40
EurizonF. Garantito12/12............5,056 5,052 -1,81
EurizonF. Garantito2sem06 ........5,221 5,220 -0,68
EurizonF. Garantito2tri07............5,093 5,090 -0,93
EurizonF. Garantito3tri07............4,954 4,947 -0,38
EurizonF. Garantito4tri07............5,132 5,136 -2,00
EurizonF. GarantitoItri07 .............5,113 5,118 -1,29
EurizonLiquidit cl. A....................7,289 7,282 0,14
EurizonLiquidit cl. B ...................7,488 7,481 0,42
EurizonOb. Internaz. ....................8,758 8,747 0,15
EurizonObb. EuroBreve T. ........15,052 15,041 -0,84
EurizonObb. EuroCorp. BreveT. .7,563 7,590 0,31
EurizonObb. EuroCorporate .......5,633 5,677 -1,19
EurizonObb. EuroHighYield .......7,336 7,416 -0,19
EurizonObblig. Etico ....................5,389 5,405 -2,57
EurizonObbligazioni Cedola ........5,990 5,997 -2,09
EurizonObbligazioni Emergenti .12,076 12,096 3,82
EurizonObbligazioni Euro..........13,987 13,983 -1,12
EurizonObiettivoRend.to.............8,002 8,002 -1,22
EurizonProfiloConservativo ........5,422 5,429 -0,84
EurizonProfiloDinamico ..............5,113 5,138 -3,24
EurizonProfiloModerato..............5,283 5,297 -1,25
EurizonRend. Assoluto2Anni......5,211 5,215 -0,57
EurizonRend. Assoluto3Anni......5,377 5,383 -1,90
EurizonRendita ............................5,853 5,841 -2,34
EurizonSoluzione 10 ....................6,723 6,731 -2,49
EurizonSoluzione 40 ....................5,830 5,862 -4,71
EurizonSoluzione 60..................22,210 22,427 -6,68
EurizonStrat.Protetta III trim20115,247 5,246 -0,96
EurizonTeam1.............................5,948 5,956 -0,88
EurizonTeam1Cl G .....................5,948 5,956 -0,88
EurizonTeam2.............................5,626 5,628 -1,33
EurizonTeam2Cl G .....................5,634 5,636 -1,09
EurizonTeam3.............................4,642 4,659 -2,87
EurizonTeam3Cl G .....................4,685 4,702 -2,46
EurizonTeam4.............................3,868 3,903 -3,54
EurizonTeam4Cl G .....................3,910 3,946 -3,05
EurizonTeam5.............................3,699 3,729 -4,17
EurizonTeam5Cl G .....................3,739 3,771 -3,73
EurizonTesoreria Dollaro...........11,713 11,741 -6,55
EurizonTesoreria Dollaro($).......16,658 16,658 -6,79
EurizonTesoreria EuroA ..............7,694 7,688 0,47
EurizonTesoreria EuroB ..............7,760 7,754 0,73
Passadore Monetario...................7,146 7,142 0,34
TeodoricoMonetario....................7,506 7,499 0,56
Unibanca AzionarioEuropa..........5,226 5,176 -14,51
Unibanca Monetario.....................5,757 5,750 0,45
Unibanca ObbligazionarioEuro....5,784 5,784 -1,16
tel.800-546961
FideuramBilanciato ...................11,443 11,379 -7,69
FideuramItalia............................17,779 17,687 -18,39
FideuramLiquidit .....................16,815 16,824 -0,18
FideuramMoneta.......................14,674 14,671 0,42
FideuramRendimento..................9,015 8,977 -4,47
FMS- Absolute Return .................8,739 8,858 -4,05
FMS- Eq.Glob.Resources.........10,057 10,400 -5,43
FMS- Equity Asia..........................7,943 7,998 -8,10
FMS- Equity Europe.....................7,810 8,081 -12,17
FMS- Equity Gl EmMkt .............11,249 11,533 -9,79
FMS- Equity NewWorld............14,673 14,798 -10,81
FMS- Equity Usa..........................7,378 7,420 -5,59
tel.800-551-552
Pion. Eur Gov BT(ex Mon.).........13,323 13,318 0,79
Pioneer Az. Crescita ..................10,550 10,557 -18,08
Pioneer Az Area Pacifico...............3,361 3,424 -6,72
Pioneer Az Valore Eur Dis..............6,159 6,106 -8,38
Pioneer Az. Am. ............................6,677 6,329 1,75
Pioneer Az. Europa.....................13,351 13,259 -7,75
Pioneer Az. Paesi Em. ...................9,810 9,949 -9,26
Pioneer Liquidita Euro..................5,102 5,099 0,71
Pioneer O.EuroC.Et. Dis...............4,697 4,734 -0,35
Pioneer Obb. EuroDis ..................6,610 6,641 0,81
Pioneer Obb. Paesi E. Dis.............9,717 9,789 1,96
Pioneer Obb. PiDis.....................8,238 8,259 0,63
Pioneer Target Controllo...............5,339 5,349 -1,06
Pioneer Target Equilibrio ..............5,285 5,298 -1,58
Pioneer Target Sviluppo.............22,177 22,187 -1,27
UniCredit Soluzione 20A...............4,926 4,909 -
UniCredit Soluzione 20B ..............4,920 4,903 -
UniCredit Soluzione 40A...............4,796 4,791 -
UniCredit Soluzione 40B ..............4,789 4,784 -
UniCredit Soluzione 70A...............4,617 4,578 -
UniCredit Soluzione 70B ..............4,611 4,572 -
UniCredit Soluzione BTA..............4,947 4,941 -
UniCredit Soluzione BTB..............4,941 4,936 -
tel.800-614614
BimAz. Small CapItalia................5,967 5,912 -13,50
BimAzionarioEuropa...................8,082 7,986 -17,62
BimAzionarioGlobale ..................3,419 3,365 -13,86
BimAzionarioItalia .......................5,579 5,549 -18,16
BimAzionarioUsa ........................5,262 5,046 -11,29
BimBilanciato ............................20,450 20,327 -8,30
BimCorporate Mix........................5,564 5,602 0,04
BimFlessibile................................3,630 3,662 -4,45
BimObblig. Breve Term................6,548 6,545 -0,17
BimObblig. Globale......................5,909 5,930 -1,40
BimObbligazionarioEuro.............6,947 6,952 -0,77
Symphonia MSAdagio.................5,674 5,701 -4,45
Symphonia MSAmerica...............3,505 3,546 -9,60
Symphonia MSAsia .....................4,951 5,003 -4,72
Symphonia MSEuropa.................4,798 4,892 -11,91
Symphonia MSLargo...................5,250 5,310 -7,33
Symphonia MSP. Emer. ............11,999 12,277 -6,53
Symphonia MSVivace..................4,626 4,726 -9,26
Symphonia SCAsia Flessibile ......5,615 5,683 -7,39
Symphonia SCAz. Euro ...............4,576 4,537 -19,19
Symphonia SCAz. Italia................8,548 8,499 -19,24
Symphonia SCBil. Equil. Italia......5,060 5,056 -6,50
Symphonia SCEuropa Flessibile .4,583 4,564 -7,04
Symphonia SCFortissimo............2,211 2,160 -17,47
Symphonia SCMonetario ............7,473 7,472 0,48
Symphonia SCObblig. Area Eur...9,513 9,545 -1,45
Symphonia SCPatrim.Glob.Redd.7,059 7,055 -0,58
Symphonia SCPatrim.Globale.....4,695 4,664 -10,04
Synergia Az. Europa .....................5,035 4,978 -17,96
Synergia Az. Globale ....................5,286 5,211 -14,59
Synergia Az. Italia..........................4,622 4,597 -20,01
Synergia Az. Sm.CapIt. ................4,700 4,658 -15,32
Synergia AzionarioUsa.................5,471 5,269 -12,21
Synergia Bilanciato15..................5,152 5,142 -3,65
Synergia Bilanciato30..................5,181 5,162 -6,26
Synergia Bilanciato50..................5,169 5,139 -9,70
Synergia Monetario ......................5,027 5,021 0,20
Synergia Obbl Corporate..............5,460 5,491 -0,02
Synergia Obbl. EuroBT ................5,042 5,037 -0,65
Synergia Obbl. EuroMT................5,189 5,195 -1,41
Synergia Tesoreria........................5,072 5,068 0,46
Synergia Total Return ...................5,083 5,080 -3,00
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
LETTERE,COMMENTI&IDEE
I30
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
S
econdo loracolo dArcore (hard corenel calembour
dun foglio inglese), lItalia sopporta meglio daltri
Paesi eminenti la congiuntura planetaria: in fondo,
stiamo bene; importa poco che il debito pubblico
sfondi ogni parametro e i Btp siano collocabili solo a tassi
esosi; le borse sono un orologio rotto, racconta gioved 4
agosto, visto come Piazza Affari accolga lo stupido discor-
so nelle Camere, applaudito dalla ciurma (il ministro degli
Esteri, viso impassibile da capovoga, batteva il ritmo a ma-
nate sul banco); en passant consiglia dinvestire in Media-
set. Un tedesco direbbe Galgenhumor, umorismo da pati-
bolo. Dopo otto anni sub divo Berluscone, i conti fanno spa-
vento. S arricchito da scoppiare, indifferente aglinteres-
si collettivi, senza la minima idea del cosa sia fare lo statista,
perch lunica sua abilit, formidabile, sta in affari penal-
mente rischiosi, donde la fobia dei tribunali: nel clownesco
contratto elettorale figuravano Stato leggero, fisco arren-
devole, vita comoda, soldi a palate, opere pubbliche farao-
niche; e passata la sbornia, i poveri contraenti vedono in
faccia la bancarotta. Lipotesi migliore una dura terapia in
lacrime e sudore, ma il danno genetico lascia segni perma-
nenti.
Nella crisi mordono fattori italiani. Il pi importante ha
un nome, corruzione: borsa nera dove infedeli addetti al-
la res publicavendono favori alterando i meccanismi selet-
tivi; un vorace fisco occulto; ventanni fa divorava dieci-
mila miliardi lanno in lire. L cade una classe politica baca-
ta, 1992. Sestingue la Dc, cerca identit lex Pci. In vacuo
emergono lantipolitica leghista e la pseudonovit berlu-
sconiana. Il beneficiario della tempesta giudiziaria lui, su-
premo corruttore (magnifico trasformismo): doveva sal-
varsi e sinora vi riuscito occupando lo Stato; ladopera di-
sinvolto, quasi fosse roba sua; in particolare, trucca la giu-
stizia mediante norme su misura, ubbidito da squadre par-
lamentari del cui ceffo non sera ancora visto leguale. Di-
ciannove testi promulgati sono il monumento duna
fraudolenta soperchieria. Il ventesimo, votato a Palazzo
Madama, gli offre il modo dallungare i dibattimenti por-
tando testimoni a migliaia, finch i delitti siano estinti dal
tempo; al quale fine sera ridotto i termini; e un altro capo-
lavoro in corso dopera decapita i processi imponendo li-
miti alla durata nei singoli stadi.
Il berlusconismo implica limpunit dei colletti bianchi.
La portava nelle insegne: documenti sonori dicono che
greppia fossero gli appalti gestiti dalla Protezione civile;
emergono una P3 e P4, ma il Protettore aborre questo ca-
nale investigativo, lunico efficace, e appena abbia mano li-
bera, lo spranga. Naturale il rigoglio malaffaristico. Gli ana-
listi quantificano lattuale prelievo in sessanta miliardi
deuro, dodici volte quello dallora, pari alla manovra che
doveva quadrare i conti. Nei materiali raccolti figura Denis
Verdini, triumviro forzaitaliota: marted 2 agosto Monteci-
torio dichiara tab le relative emissioni verbali; non mi la-
scer colpire dai giudici, afferma quel prode. Lindomani
lUnto viene nelle Camere a elogiarsi e gli eletti sciamano in
vacanza fino al 5 settembre: centosettanta parlamentari
andranno in Terrasanta, condotti dal templare Cl Maurizio
Lupi; accudisce le onorevoli anime monsignor Rino Fisi-
chella, arcivescovo evangelista (ogni tanto interloquiva in
senso governativo).
In proposito circola una dottrina. Il capostipite Licio
Gelli, venerabile maestro della P2: era idea sua il pubblico
ministero ubbidiente al governo (Piano di rinascita de-
mocratica, databile 1976), cos nessuno molesta i genti-
luomini ben visti da chi comanda; pochi anni dopo suona
musica analoga Bettino Craxi. Largomento tiene banco
nella commissione bicamerale dalemiana (5 febbraio
1997-9 giugno 1998), il cui quarto comitato studia le ga-
ranzie; lo presiede un verde dal passato camaleontico: ul-
tras cattolico, Lotta Continua, partito radicale, Psdi, Psi
modulo craxiano. Castigamatti antigiustizialista, lon.
Marco Boato vuole una magistratura ridotta a ordine pro-
fessionale, come gli avvocati o i dentisti et ceteri: un Consi-
glio superiore subordinato al parlamento; al diavolo lob-
bligo dagire; procure immobili finch non arrivino notitiae
criminisqualificate; e punto capitale, ubbidiscano al mini-
stro. Il Venerabile chiede spiritosamente i diritti dautore.
Dalla stessa matrice discendono i disegni berlusconiani
(nella P2 aveva il numero 1816). Altrettanto vi pescano chie-
rici duna scuola pseudoneutrale. Lultimo (E. Galli della
Loggia, Corriere della Sera, 31 luglio) rileva livelli spaven-
tosi dinquinamento, speriamo ancora reversibili: vero; e
dalle cronache non appare indenne la sinistra. Falso inve-
ce che il nodo scorsoio sia insolubile fin quando gli antago-
nisti non transigano sulle regole dellazione penale. Vale
lopposto: accordi transattivi implicano logiche illegalisti-
che, i cui canoni risalgono a Gelli, ricalcati nella Bicamera-
le; messeri dambo le parti ventilavano uno scioglimento
parlamentare delle pendenze penali berlusconiane. Can-
tori Pdl e finti neutrali salmodiano contro luso politico
della giustizia. In chiaro il discorso suona cos: vogliamo
un sistema dove le persone siano penalmente diseguali; al-
cune meritano riguardi fino allimpunit. La corruzione
delitto grave: quanto pesi, lo dicono i conti pubblici; ed esi-
ste un solo rimedio, punirla, qualunque sia il distintivo al-
locchiello; cosa impossibile dove un ministro comandi le
procure e i partners del commercio delittuoso parlino si-
curi al telefono, non ascoltabili. Al quale proposito spigo-
liamo una notizia (Corriere della Sera, 5 agosto). LOlonese
diagnostica il morbo italico: toghe invadenti tarpano la cre-
scita economica; e ha la terapia pronta. Eccola: fermare le
intercettazioni, farina del diavolo; sminuire la Consulta
affinch non dichiari invalide norme votate dal parlamen-
to; strigliare glirrispettosi. Non pi perdonabile fingere
che il caso penal-psichiatrico B. sia materia quasi innocua.
FRANCO CORDERO
COSA RESTA DOPO 8 ANNI
DI GOVERNO BERLUSCONI
Perch difendiamo
la legge 104
Lorenzo e Laura Nigro
lorenzo.nigro@uniroma1.it
COME genitori-lavoratori di un
bambino gravemente disabile
che solamente grazie alla ci-
vilissima legge 104 hanno potu-
to crescere bene, oltre a lui, altri
2 figli vogliamo segnalare che
accanto agli indegni abusi, giu-
stamente segnalati ieri da un
vostro lettore, ci sono infiniti
casi di lavoratori che hanno po-
tuto in minima parte fare fronte
alle mille difficolt della disabi-
lit proprio grazie a questa be-
nemerita legge, che distingue
lItalia da ogni altro paese al
mondo e che, almeno per la no-
stra famiglia, rimasta una del-
le poche ragioni per non trasfe-
rirsi altrove.
Vogliono sabotare
la giustizia tributaria
Carlo Alberto Menegatti
Giudice Tributario
FRA i provvedimenti contenuti
nel decreto legislativo 98 sta-
to inserito un articolo, il 39, che
sar determinante ai fini di una
progressiva paralisi della giu-
stizia tributaria. Attualmente la
giurisdizione tributaria la pi
efficiente nei nostri ordina-
menti processuali: una causa
tributaria dura mediamente
due anni e mezzo fra il primo ed
il secondo grado di giudizio,
contro i tempi lunghissimi di
altri processi. E che fa il nostro
Legislatore? Avvia una rifor-
ma che estromette un numero
di giudici tributari da un mini-
mo di 1.492 unit, ad un massi-
mo di 2.985, adducendo motivi
di incompatibilit, tutti da veri-
ficare, n potranno essere ad-
detti a tali udienze i 960 giudici,
che dovranno essere reclutati
con un concorso, che si com-
pleter per oggettivi motivi tec-
nici non prima della primavera
del 2012. La conseguenza sar
che dal 1 gennaio 2012, man-
cheranno oltre la met dei giu-
dici per udienze urgenti ed im-
pegnative. Mi sorge spontanea
una riflessione: o lestensore
dellarticolo 39 del decreto legi-
slativo 98/2011 non ha alcuna
competenza per riordinare,
oppure ha confuso tale riordi-
no con tale disarticolazione del
processo tributario. Ove invece
fosse competente in materia
tributaria, saremmo di fronte
ad un preciso disegno di rende-
re inefficace la giustizia tributa-
ria.
La finanza senza regole
e la flessibilit del lavoro
Cristiano Martorella
amenouzume@libero.it
HO cercato di capire in modo
preciso quali saranno i provve-
dimenti del governo per con-
trastare la crisi economica.
Sembrerebbe che ci siano in di-
scussione la riforma delle pen-
sioni e del lavoro. Praticamente
si intende rendere il mercato
del lavoro ancora pi flessibile,
e nello stesso tempo si vuole ri-
durre le erogazioni delle pen-
sioni eliminando anche parec-
chi vantaggi. Non so se colpen-
do i lavoratori si possa cambia-
re qualcosa. Infatti la crisi sta-
ta innescata dalla finanza, e il
mondo del lavoro la sta sempli-
cemente subendo passiva-
mente. Dove sono i provvedi-
menti per mettere delle regole
alla finanza?
Se gli sbagli dellInps
colpiscono i pi deboli
Fabio Venturieri
Piombino
SONO un operaio in mobilit
da due anni e vivo con un asse-
gno di 800 euro. Questo mese
aspettavo anche il conguaglio
Irpef di 201 euro, quindi avrei
ricevuto in tutto 1000 euro. Eb-
bene, con mia grande sorpresa,
nel conto corrente in cui mi vie-
ne accreditata la mobilit ho
trovato 600 euro. Le spiegazio-
ni dellInps di Piombino sono
state che, per un errore del
computer, a livello nazionale,
tutti gli importi di mobilit an-
zich aggiungere il conguaglio
Irpef, gli stato sottratto e lIn-
ps nel mese di agosto provve-
der a risolvere il problema.
Naturalmente, guarda caso,
stato colpito un settore debole,
con gente che aspetta quei po-
chi euro per mangiare.
Maternit surrogata
e famiglia tradizionale
Romolo Ricapito
Rosa Marina di Ostuni (BR)
MI ha colpito unintervista al-
lattrice Lucia Bos, 80 anni, ri-
lasciata a un settimanale. La
grande diva, dal fascino senza
et, approva il figlio Miguel, ce-
lebre cantante, che diventato
padre di due gemellini tramite
una donna, molto ben pagata,
che gli ha affittato il suo utero.
Secondo la cantante, Miguel se
la cava benissimo come padre,
anche senza laiuto di nessuno.
Ma Lucia Bos si reca ogni due
giorni a casa del figlio: dopo
aver capito che i neonati hanno
bisogno di una figura femmini-
le di riferimento ben precisa, ha
detto che lei sar la loro mam-
ma e non la nonna.
La statua di Tot
e i sindaci leghisti
Gianni Franco
Roma
IL sindaco leghista di Alassio ha
fatto rimuovere il busto di Tot
dai giardini pubblici per allog-
giarlo, coperto da un telo , in un
magazzino. Penso si possa dire
che anche a distanza di 44 anni
dalla sua morte , il grande atto-
re sia stato prevaricato dall'en-
nesimo caporale , senza nep-
pure aver avuto la possibilit di
metterlo al posto suo con una
delle sue folgoranti battute.
Cause e scuse per i ritardi
sulla direttrice Adriatica
Francesco Bovio
Ferrovie dello Stato
CARO direttore, con riferimen-
to alla lettera pubblicata il 2
agosto, teniamo precisare che i
disagi e i ritardi di luned 1 ago-
sto sulla direttrice Adriatica so-
no stati provocati dalloccupa-
zione dei binari e dellautostra-
da, nel nodo di Bari, da parte dei
richiedenti asilo, come ampia-
mente documentato da tutti i
media locali e nazionali. Ci scu-
siamo per la mancanza di infor-
mazioni precise. un processo
su cui da tempo abbiamo posto
attenzione e stiamo lavorando
per garantirle sempre pi effi-
caci, rapide e dettagliate.
Via Cristoforo Colombo, 90

00147 Roma

Fax: 06/49822923

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Direttore generale: Corrado Corradi
RIPRODUZIONE RISERVATA
I
l fenomeno della crisi finanziaria
simile all'andamento dei prezzi
della benzina: quando il prezzo del
petrolio va su, la benzina aumenta im-
mediatamente; quando il prezzo
scende, il prezzo della benzina non si
muove. Cos per la distribuzione del-
la ricchezza prodotta: quando c' cre-
scita, solo il 20% della popolazione in-
crementa il proprio reddito; quando
c' crisi, a pagare chiamato quel re-
stante 80% che si impoverisce sempre
di pi. Per affrontare la crisi economi-
ca e finanziaria di oggi, pagheranno i
pensionati, i lavoratori dipendenti, i
piccoli risparmiatori, le famiglie con
un unico reddito e i giovani precari;
mentre i ricchi sembrerebbero esen-
tati dai prelievi di denaro necessari
per far quadrare i conti del bilancio
statale. E gli scontri che stanno avve-
nendo a Londra vanno letti come una
reazione a tutto questo, e non come
semplici episodi di violenza. Se quei
ragazzi che stanno protestando aves-
sero un lavoro, un alloggio, la possibi-
lit di mangiare una pizza una volta al-
la settimana al ristorante, la possibi-
lit di un fine settimana in giro per il
paese una volta al mese e una settima-
na di vacanza all'anno per divertirsi,
forse non sarebbero per le strade a sfo-
gare la loro rabbia sociale. In Italia
questi episodi non sono ancora acca-
duti per la semplice ragione della no-
stra struttura familiare, che se vero
ha creato dei bamboccioni, ma ha an-
che protetto i nostri ragazzi dai disagi
economici e sociali che hanno in altre
societ. Ma la nostra struttura familia-
re, quanto ancora potr durare?
Bruno Mannocchi
bruno.mannocchi@alice.it
I
disordini inglesi hanno una con-
notazione particolare. Gli ingle-
si ribelli sono immigrati di se-
conda generazione, gente che na-
ta sullisola da genitori che a loro
volta non sono nati allestero e che
ha ottenuto da tempo la cittadinan-
za. Si sono resi conto che sar la lo-
ro generazione a dover pagare il
conto dei disastri finanziari, che
hanno fatto chiudere aziende e la-
sciato senza lavoro milioni di perso-
ne. Ci siamo forse dimenticati
quando un paio di anni fa ci fu la ri-
volta perch una societ italiana si
aggiudic una commessa per una
raffineria a Grimsby, sempre in In-
ghilterra? Comunque finir la tem-
pesta finanziaria occorre iniziare a
fare qualche conto, valutare quanto
coster alle nuove generazioni. I
giovani attuali iniziano a dire di no a
questo sistema e non sono disposti
a pagare questi debiti.
Mario Moreggi
moreggi@lycos.com
GLI INCUBI DEI GIOVANI DIETRO I FUOCHI DI LONDRA
La tiratura de la Repubblica di mercoled
10 agosto 2011 stata di 620.107 copie
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I31
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
D
al suo ufficio alla Sinagoga di Roma Riccar-
do Segni, il medico che guida come rabbino
capo la preghiera del Sabato per gli Ebrei ro-
mani, segue con apprensione i segnali del
Vaticano dal quale ha ricevuto a nome di Benedetto
XVI, come altri leader religiosi mondiali, linvito a
partecipare al nuovo summit inter-religioso di Assisi
in programma il 27 ottobre. Un gesto di papa Ratzin-
ger inatteso da molti, venticinque anni dopo la prima
Giornata di Preghiera delle religioni per la pace pre-
sieduta da papa Wojtyla presso la tomba di San Fran-
cesco. I biografi hanno gi spiegato le ragioni per cui
Ratzinger da cardinale aveva mantenuto delle riser-
ve su quelliniziativa considerata profetica da alcuni,
ma osteggiata dai tradizionalisti di Lefebvre e guar-
data per lo meno con freddezza dai custodi dellorto-
dossia cattolica come fonte di sincretismo e relativi-
smo.
A non persuadere del tutto Di Segni proprio las-
serito carattere inter-religioso dellincontro. Non il
solo, del resto, a ricevere limpressione che il nuovo
summit si sta preparando dalla Segreteria di Stato
piuttosto come una cerimonia vaticana commemo-
rativa dellevento del 1986, con molti invitati ad assi-
stere e a pregare per la pace mondiale, ma bassi livel-
li di partecipazione degli altri alla preparazione e ge-
stione di Assisi Due. Insomma, una cosa del Vaticano,
meno delle religioni: un gesto autoreferenziale. Al
punto che il rabbino stato a lungo incerto se aderire
allinvito, per quanto nutra per Ratzinger e i suoi me-
riti nel dialogo ebraico-cristiano una stima conside-
revole.
Le ragioni del dubbio emergono allaperto quando
sullOsservatore romano del 7 luglio un articolo del
cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consi-
glio per la Promozione dellUnit dei Cristiani, echeg-
gia tipici stereotipi delle visioni egemoniche del cri-
stianesimo sul terreno del dialogo con gli ebrei. La
lingua del dialogo deve essere comune gli risponde
il rabbino in una nota che il giornale vaticano pubbli-
ca nelledizione del 29 luglio, dopo 22 giorni, un in-
tervallo di tempo che lascia indovinare la complica-
zione di questa vicenda. Il fatto che il cardinale ha
toccato uno dei punti pi sensibili proprio nel dialo-
go fra cristiani ed ebrei, cio il valore identitario della
Croce di Ges per i cristiani sul terreno della riconci-
liazione con gli ebrei, quella croce che per secoli era
stata considerata un ostacolo a questa riconciliazio-
ne. La Croce si erge sopra di noi come il permanente
e universale Yom Kippur aveva scritto Koch, riferen-
dosi al giorno dellespiazione di istituzione biblica,
una data fondante del calendario liturgico ebraico.
Una traccia della vecchia teologia della sostituzione,
che il Concilio Vaticano II sembrava aver superato.
Un passaggio cui Di Segni reagisce: Temo che
queste parole, se non vengono spiegate meglio, pos-
sano denunciare i limiti di un certo modo di fare dia-
logo da parte cristiana. Nemmeno per il Rabbino il
dialogo inter-religioso potrebbe includere la rinun-
cia di uno dei partner alla identit della propria fede,
per un malinteso senso di rispetto nei confronti del-
laltro: Il dialogo presuppone la differenza. Ma il
punto che bisogna vedere cosa si fa con la differen-
za. nella fisiologia della cultura cristiana una im-
plicita idea di integrazione, se non di superamento
della fede ebraica: ma la propria differenza non pu
essere proposta allaltro come il modello da seguire
conclude Di Segni. In questo modo si supera un li-
mite che nel rapporto ebraico-cristiano pu sembra-
re sfumato ma deve essere invalicabile. Per lo meno
non un modo di dialogare che possa interessare gli
ebrei. come passare dallet-et allaut-aut. La lingua
del dialogo deve essere comune e il progetto deve es-
sere condiviso. Se i termini del discorso sono quelli di
indicare agli ebrei il cammino della Croce non si ca-
pisce il perch di un dialogo e il perch di Assisi.
Una conclusione severa, che il giornale vaticano
pubblica accanto alla replica del cardinale, secondo
il quale il suo articolo si rivolgeva ai lettori cristiani.
Ma rimasta sospesa da allora sul clima dellevento
la questione. Come sar Assisi Due? Un tentativo di
addomesticamento della frattura inter-religiosa
dell86, per facilitare la reintegrazione dei lefebvriani
nella pace cattolica? O una risposta collettiva del mul-
tiverso religioso mondiale alla strage di Oslo di un
fondamentalista cristiano e a qualsiasi altro uso
delle religioni per legittimare guerre, terrorismo e
violenza? Si teme che la paura del relativismo, un pe-
ricolo reale, possa generare posizioni ideologiche che
escludono la variet delle strade che portano alla ve-
rit. Tanto pi se avviene che i riferimenti alla propria
identit cristiana, ritenuta depositaria della totale e
unica verit, siano sfruttati per rafforzare le ragioni di
combattere lAltro, e legittimare lintolleranza, il di-
sprezzo per le altre fedi e per i loro seguaci. Resta tut-
tora aperta la domanda sul perch, soprattutto in Oc-
cidente, letica ebraico-cristiana dellalterit, la con-
cezione trinitaria di Dio con il suo impatto storico-so-
ciale nel cristianesimo, e le visioni profetiche di papi
come Giovanni XXIII (che gi nel 1963 riconosceva
nelle grandi civilt asiatiche le tracce indubbie del-
lantica Rivelazione), Paolo VI e Giovanni Paolo II si
siano di fatto rovesciati non di rado nel misconosci-
mento, anzi nella repressione e integrazione dellal-
terit.
La previsioni pi accreditate indicano che lim-
pronta principale di Assisi Due vuol essere escatolo-
gica. Una religione, se vissuta in modo autentico,
non pu che predicare e praticare la pace. Il tempo del
Gott mit uns sarebbe definitivamente alle spalle
della storia. Lappello alla realizzazione della pace al-
la fine dei tempi potrebbe favorire la convergenza di
tutte le fedi e fornire lorizzonte pi appropriato per
stimolare il loro servizio alla pace. In questa prefigu-
razione dellunit trascendente le fedi sarebbero fa-
cilitate a diventare pi consapevoli che la legge del
mondo che il posto dellAltro lunico punto di vi-
sta per giudicare con equit. A condizione, come di-
ceva Raimon Panikkar, che il cristianesimo faccia ca-
dere la maschera dellOccidente dal volto del Cristo
per renderlo meglio percepibile sia ai cristiani che ai
non cristiani.
Questo il senso conclusivo delle assicurazioni
moltiplicate dal cardinale Tauran, presidente del
Pontificio Consiglio per il dialogo inter-religioso, in
vista di Assisi Due: Nel mondo cos precario e pieno
di muri di separazione fisici e morali ha detto mi pa-
re pi che mai opportuno che le religioni, malgrado le
loro differenze, promuovano assieme la pace. Il dia-
logo tra le religioni sempre una chiamata di Dio a ri-
scoprire le proprie radici spirituali.
Come introduzione alla Giornata di Assisi, in pro-
gramma a Monaco di Baviera dall11 al 13 settembre
il meeting di SantEgidio e dellarchidiocesi religio-
ni e culture in dialogo, con una fitta locandina di in-
contri fra esponenti cristiani, ebrei e musulmani su
un ventaglio di temi che si impongono per la loro per-
tinenza storico-politica, quasi a fare da interfaccia al
fianco spirituale della giornata di Assisi: si affrontano
fra laltro le questioni della primavera araba, dellim-
migrazione, della globalizzazione e il suo impatto so-
ciale, dellincontro fra umanisti e credenti, della vio-
lenza diffusa, del nucleare civile dopo Fukushima,
dellIslam europeo e dei Rom, del conflitto arabo-
israeliano, dellecologia e della libert religiosa, della
nuova fase del dialogo islamo-cristiano. Al centro
dellagenda di Monaco, la memoria condivisa fra
esponenti di ogni religione dell11 settembre 2001,
nel decennale.
(segue dalla prima pagina)
U
n governo senza storia, guidato
da un premier senza vergogna,
insegue un obiettivo senza spe-
ranza. Ritrovare la forza di una
politica e la dignit di una leadership, per
imporre al Paese la cura dolorosa ma ne-
cessaria senza la quale c solo lApoca-
lisse. Questo tentativo, continuamente
inseguito e continuamente fallito, mar-
chia a fuoco la via crucis degli incontri tra
la risibile armata berlusconiana e le
parti sociali. Li rende ogni volta velleitari,
deludenti e dunque alla fine tragicamen-
te dannosi.
Negli ultimi cinque giorni tutto pre-
cipitato, sostiene preoccupato Gianni
Letta. Peccato che il governo non se ne sia
accorto. Leffetto della scoperta fatta
dal plenipotenziario del Cavaliere
quanto meno surreale. Ricorda il mini-
stro della Propaganda iracheno, che di-
ceva davanti alle telecamere We are in
controll mentre i tank americani sullo
sfondo varcavano le porte di Bagdad. Qui
la crisi ha varcato i confini dellItalia da al-
meno tre anni. E nessuno se n accorto,
se non i cittadini che hanno subito una
caduta dei redditi, dei consumi, delloc-
cupazione. Non se n accorto Berlusco-
ni, convinto da sempre che la nave va
perch gli italiani fanno la fila sulle auto-
strade nei weekend, riempiono i risto-
ranti la sera e comprano tanti cosmetici.
Analisi dotta, da statista e uomo da-
zienda, che dimostra di sapere bene co-
me funziona leconomia. Non se n ac-
corto Tremonti, che dopo aver intravisto
la tempesta perfetta allinizio del 2008,
invece di fronteggiarla si scansato, par-
lando a lungo di filosofia, salvo informar-
ci alcuni anni dopo che sul Titanic affon-
dano tutti, e non si salvano nemmeno i
passeggeri di prima classe. Analisi col-
ta, da commercialista e uomo di mondo,
che dimostra di sapere bene come si de-
prime uneconomia.
E adesso siamo qui. Con il presidente
del Consiglio che dichiara che bisogna
anticipare il pareggio di bilancio al 2013,
ma non sa dire perch siamo arrivati a
questo punto, come contiamo di uscire
dalla tormenta e chi pagher il conto fi-
nale. Con un ministro del Tesoro che an-
nuncia che la manovra va ristrutturata,
ma non sa spiegare alle parti sociali dove
era sbagliata quella vecchia e come cam-
bier quella nuova. Un raro esempio di
inettitudine, riscrivere una manovra fi-
nanziaria due settimane dopo averla va-
rata, e averci spiegato che erano ridicole
le critiche di chi lamentava il folle rinvio
del risanamento del deficit al biennio
elettorale 2013-2014, ed erano assurdi i
dubbi di chi temeva una risposta negati-
va dei mercati e una risposta perplessa
della Ue e della Bce. La manovra per-
fetta e strutturale, ed esattamente come
ce la chiede lEuropa: questo era il dog-
ma, alla fine di luglio. Si visto il risulta-
to. Governo italiano commissariato dal
direttorio Merkel-Sarkozy, lettera-ca-
pestro della Banca centrale europea sul-
le misure urgenti da varare subito, oltre
48 miliardi di aumento del costo del debi-
to come risultato dellimpennata degli
spread, quasi 80 miliardi bruciati in Bor-
sa come risultato della perdita di capita-
lizzazione delle nostre banche.
Questa improbabile coppia di fatto,
un premier sfiancato dagli scandali pri-
vati e dal discredito internazionale e un
ministro fiaccato dagli intrighi immobi-
liari e dai nemici interni, azzarda ora un
decreto straordinario per il 18 agosto.
Mossa disperata, ma purtroppo tardiva,
ambigua e poco credibile. Mossa tardiva,
perch era chiaro a tutti gi un mese fa
che la speculazione, dopo aver fatto le
prove generali su Irlanda e Grecia, affila-
va le armi per unestate di fuoco contro
Eurolandia e i suoi debiti sovrani, e dun-
que sarebbe stato necessario lanciare su-
bito, gi allora, un segnale immediato
sulla volont di accelerare il pareggio di
bilancio. Mossa ambigua, perch ora non
si capisce davvero dove il governo voglia
colpire. Berlusconi, ubriaco dei soliti fu-
mi ideologici, non vuole introdurre nes-
suna patrimoniale perch una cosa
di sinistra. Bossi, ebbro dei soliti vizi an-
tropologici, non vuole misure sulla previ-
denza perch le pensioni padane non si
toccano. Tremonti, isolato e insultato da
tutti, non sa pi cosa toccare, se non i so-
liti ticket sanitari a carico dei soliti noti del
ceto medio e basso. Tutti insieme, irre-
sponsabilmente, non sanno far altro che
aprire inutili tavoli. Un tavolo sul lavoro
affidato a Sacconi, un tavolo sulle infra-
strutture affidato a Matteoli, un tavolo
sulle privatizzazioni affidato a Romani.
Tutto precipita, intorno al Palazzo roma-
no, e loro si siedono a chiacchierare sen-
za dire nulla. Non unidea concreta sui
sostegni alla crescita economica, non
una parola pratica sul taglio draconiano
ai costi della politica.
Mossa non credibile, dunque, per tut-
te queste ragioni. E sia detto senza alcun
compiacimento, ma al contrario, con tut-
ta la preoccupazione imposta dalla fase.
Nessuno pu pi giocare al tanto peggio
tanto meglio. Lopposizione non deve
cedere alle derive sfasciste, la Cgil non
deve cedere alle pulsioni massimaliste
(delle lacrime di coccodrillo piante ades-
so dalla Cisl e dalla Uil non vale nemme-
no la pena di parlare, tanto stato peno-
so il collateralismo di Bonanni e Angelet-
ti in questi ultimi tre anni). Ma evidente
che questo governo non pu farcela. Non
mai stato allaltezza del compito in tem-
pi normali. Figuriamoci oggi, in tempi
emergenziali. Si obietta che una discon-
tinuit politica in questo momento sa-
rebbe troppo rischiosa. Ma anche que-
sto, ormai, tutto da dimostrare. E co-
munque oggi c in ballo molto di pi del
destino di un governo. In gioco, qui come
nel resto dEuropa, c il risparmio e il la-
voro delle famiglie, il mercato e gli inve-
stimenti delle imprese. La posta lIta-
lia. Una posta troppo alta e troppo im-
portante, per lasciarla ancora nelle mani
di Berlusconi, Bossi, Tremonti e Scilipo-
ti.
m.giannini@repubblica.it
GIANCARLO ZIZOLA
MASSIMO GIANNINI
IL DIFFICILE DIALOGO TRA RELIGIONI
IL RISVEGLIO SUL TITANIC
RIPRODUZIONE RISERVATA
RIPRODUZIONE RISERVATA
Esodo Estivo 2011. Questanno, lunghi tratti di Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria,
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Nelle giornate di esodo e nei weekend il traffico pu aumentare sensibilmente,
soprattutto nei tratti calabro-lucani ancora interessati dai lavori: per avere informa-
zioni, previsioni e consigli chiama il numero verde 800 290 092. E per la viabilit
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www.stradeanas.it
800 290 092
numero verde SA-RC
Info Anas.
Linformazione fa bene alle tue vacanze.
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
CRONACA
I32
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
LELM
a cura di Stefano Bartezzaghi
EDIP
O O
di
PER OGNI QUINQUENNIOO LUSTRO DELLA STORIA DELL'ITALIA UNITA, DAL 1861-1865 AL 2006-2010, ABBIAMO SCELTOIL PROTAGONISTADI UN EVENTO IN CAMPO STORICO,
POLITICO, SPORTIVO, CULTURALE, ECONOMICO O SOCIALE. IL SUO NOME RISULTA DAGLI INCROCI DEL CRUCIVERBA E ANCHE GLI ALTRI GIOCHI HANNO ATTINENZA CON IL
PERSONAGGIO O CON LA SUA EPOCA.
ORIZZONTALI:
1. Sono senza Dio. 4. Il Re Perso. 8. Istituto Mo-
biliare Italiano (sigla). 11. E' famosa per penne e ac-
cendini. 14. Una ripetizione richiesta. 15. Un pre-
sidente recentemente riabilitato. 18. Il personag-
gio che nel quinquennio 1911-15 ha la data di na-
scita. 20. Il Gaye della musica soul. 21. Compose
Adriana Lecouvreur. 22. Alex senza l'ex. 23. Sci-
roppo o sollucchero, in un'ortografia desueta. 24.
Ancora assai vivaci. 26. Abbreviazione per onore-
vole. 27. Liquore che si fa con i lamponi. 29. Tele-
grafo senza Fili. 31. Ringo tra i Beatles. 33. Fruscia
nel portafoglio. 35. Tipici dell'antichit cretese.
36. Vivono in acque non fonde. 37. Al maschile non
ha l'apostrofo. 38. Lo sono Demetra e Atena. 39.
Cos sono le gomme da cambiare. 41. Difesa e pa-
trocinio. 43. Incomincia a lavorare molto presto la
mattina. 47. Il musical contro la guerra in Vietnam.
48. Antico teatro. 49. Un intermezzo pubblicitario.
I l p e r s o n a g g i o d e l q u i n q u e n n i o C a m i l l a C e d e r n a
1 . I l f a t t o f u o r i p o s t o
I l f a t t o c h e n o n a p p a r t i e n e a l q u i n q u e n n i o i l n . 3 . G i a -
c o m o P u c c i n i h a c o m p o s t o T u r a n d o t n e l 1 9 2 4
2 . L a n e l l o e n i g m a t i c o
S o l u z i o n e : A R T I C O L O ; T I T O L O ( a t t i n e n z a ) ; T I R O L O
( c a m b i o d i c o n s o n a n t e ) ; M O N T I ( a t t i n e n z a ) ; T O N T I
( c a m b i o d i i n i z i a l e ) ; T I N T I ( c a m b i o d i v o c a l e ) ; C O L O -
R A T I ( s i n o n i m o ) ; A R T I C O L O ( a n a g r a m m a )
3 . I l r e f u s o f u o r v i a n t e
1 . N o n F a t o m a L a t o ; 2 . N o n B e o n e m a L e o n e ; 3 .
N o n s a n d a l i m a s c a n d a l i .
4 . D i s t i c o a n a g r a m m a t i c o
L a n a g r a m m a d i r i c a l c a n l e d a m e C a m i l l a C e d e r n a
La voce di enciclopedia sul personaggio del quin-
quennio contiene un refuso in ogni riga. Trova e cor-
reggi l'errore, tenendo conto che in ogni riga c' una
sola lettera da cambiare, da scartare o da aggiungere.
1. La sua storica rubrica si intitolava Il Fato debole.
2. Fu accusata di aver calunniato il Presidente Beone.
3. Ha raccontato una certa Milano, e i suoi sandali.
Trova il nome del personaggio del quinquennio
anagrammando la parte in corsivo:
Le note su mondanit e ciarpame
con esattezza ricalcan le dame.
IL FATTO FUORI POSTO
LANELLO ENIGMATICO
Ogni giorno parliamo degli eventi di uno
dei quinquenni della storia dell'Italia Unita
Oggi consideriamo gli anni fra il 1911 e il 1915.
Quale dei fatti seguenti non si colloca in tale periodo?
1. Benito Mussolini diventa direttore dellAvanti.
2. Sale al Soglio Pontificio Benedetto XV.
3. Giacomo Puccini compone Turandot.
4. Dino Campana pubblica i Canti orfici.
5. Luigi Cadorna a capo delle forze armate italiane.
Partendo da una parola-chiave, che in rapporto con
il personaggio del quinquennio, devi formare una ca-
tena di parole legate da cambio, scarto, aggiunta di
lettere, anagramma o associazione di idee. Se la paro-
la-chiave fosse SPORT la catena potrebbe essere:
SPORT - SPORTA (aggiunta di lettera) - MANICO (per
attinenza) - CAMINO (per anagramma) - FUMO (per
attinenza) - SUMO (per cambio di lettera) - SPORT
(per appartenenza di categoria).
Nota: la catena valida anche se letta in senso contra-
rio (Sport, sumo, etc.).
La parola chiave di oggi ARTICOLO
Forma una catena con sei parole scelte fra
le seguenti
BISCOTTI, COLORATI, MONTI, NOSTRI, TINTI,
TIROLO, TISANA, TITANI, TITOLO, TONTI
ARTICOLO
primo anello _______________________________
secondo anello _______________________________
terzo anello _______________________________
quarto anello _______________________________
quinto anello _______________________________
sesto anello _______________________________
ARTICOLO
IL REFUSO FUORVIANTE
IL DISTICO ANAGRAMMATICO
SOLUZIONI
VERTICALI:
1. Gli scrittori Bevilacqua e Baricco (iniz.). 2. Al-
l'occhio non si comanda. 3. Uno che deve ancora
passare. 4. L'inventore di Lupo Alberto. 5. Un pa-
rassita dell'intestino. 6. Basso tra i ciclisti. 7. Ad
Aria Compressa (sigla). 8. Sospettare qualcuno. 9.
Una formula giornalistica ammiccante e divertita.
10. Un grande successo disneyano. 11. Quando
di struzzo si pu tenerlo tranquillamente attorno
al collo. 12. La preposizione che sta dentro. 13.
Confezionare in modo che il prodotto resti visibile.
15. La morosa anglosassone. 16. Cos si dice un
tessuto che nessuno vuole. 17. Ente Nazionale As-
sistenza Lavoratori. 19. Un distretto dell'Uttar Pra-
desh. 23. Abitavano la Svezia nell'antichit. 24.
Cancellati raschiando. 25. Precede il missa est.
28. La congiunzione che contrappone. 30. Si com-
piono all'Universit. 31. L'inquinamento dell'aria.
32. Vino piemontese. 34. Un locale per fare tardi.
40. Il nome del nuotatore Thorpe. 42. L'attrice
Adjani (iniz.). 44. Quarantanove romani. 45. Un dit-
tongo latino. 46. Il pi famoso maghetto (iniz.).
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De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

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LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

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La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

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LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I33
GIOVED 11 AGOSTO 2011
La cultura
LEONETTA BENTIVOGLIO
Ennio Morricone
Suonavamo
la sera
al Florida
Gli spettacoli
SILVIA BIZIO
La rivincita
di Katie Holmes
Ora vi far
paura
Ricerca
Vizi e virt
dellopen space
al lavoro
Interattivit
Arte
Tutti i musei
aperti
a Ferragosto
OGGI SUREPUBBLICA.IT
IL MIO LIBRO: I PI VENDUTI DELLA SETTIMANA
Natura
Gli animali
che si fanno
le coccole
Immagini iPad
Al supermarket
con luomo
invisibile
Twitter
Le chiacchiere
(proibite)
della Wintour
Una overdose di farmaci, 60 milioni, viene ogni giorno consumata dagli italiani. Una ricerca rivela: sono spesso inutili, si pu guarire senza
ELENA DUSI
M
edicus cu-
rat, natura
sanat si di-
ceva un
tempo. Og-
gi che i due piatti della bilancia
hanno perso il loro equilibrio, la
natura si ritrova soffocata da 60mi-
lioni di farmaci ingurgitati in un
giorno e 700 milioni di ricette me-
diche firmate in un anno in Italia.
Troppo, secondo alcuni. Sia-
mo preoccupati per la qualit del-
la salute e i suoi costi. Ci sono trat-
tamenti molto cari che non miglio-
rano la salute, anzi in alcuni casi la
danneggiano. Dobbiamo ricorda-
re che non sempre fare di pi vuol
dire fare meglio lamenta la Natio-
nal Physicians Alliance america-
na. La societ che raccoglie i medi-
ci non specialisti negli Usa ha ap-
pena stilato un elenco delle dia-
gnosi e dei trattamenti da limitare
in nome del principio meno me-
glio.
Meno antibiotici per combatte-
re il raffreddore e pillole per abbas-
sare il colesterolo laddove baste-
rebbe cambiare dieta, meno tac,
risonanze magnetiche ed esami
invasivi per il cuore senza sintomi
sono alcuni dei consigli che arriva-
no dai 250 medici americani delle
pi varie discipline, interpellati
per indicare quali rami sfrondare
in un paese malato di troppe cure e
preoccupato per il suo portafoglio.
SEGUE NELLE PAGINE
SUCCESSIVE
PAOLA COPPOLA
T
roppe Tac e radiogra-
fie, troppe radiazioni
per i pazienti. Per la
diagnosi delle malat-
tie, per definire la te-
rapia, per controllare se un trat-
tamento efficace: lesposizio-
ne ai raggi per paziente au-
mentata di quasi il 50 per cento
rispetto al 2005. Lultimo allar-
me arriva dallAutorit di sicu-
rezza nucleare francese (Asn),
chiama in causa direttamente
gli operatori sanitari e li invita a
usare di pi tecniche alternati-
ve. un aumento preoccupan-
te e deve essere controllato, di-
ce lagenzia, soprattutto per i ri-
schi connessi con allabuso di
raggi. Una tendenza comune a
tutti i paesi sviluppati, Italia
compresa.
Negli ultimi dieci anni c
stato un aumento del 15-20 per
cento annuo degli esami di dia-
gnostica per immagini, sono
cresciute soprattutto le Tac,
conferma Ilario Menchi, mem-
bro del consiglio direttivo della
Societ italiana di radiologia
medica. Lirraggiamento per
uso medico un problema: la
sfida dei prossimi anni della ra-
diologia usare le macchine con
il massimo risultato diagnostico
e il minimo irraggiamento pos-
sibile e migliorare lappropria-
tezza delle prescrizioni.
SEGUE NELLE PAGINE
SUCCESSIVE
medicina
La
in
corpo
GIOVED
LE CAPRE SPAZZINE DI LOS ANGELES
ARTURO ZAMPAGLIONE
C
' una nuova attrazione turistica proprio nel centro di Los An-
geles, tra freeways e grattacieli. Non si tratta della villa kitsch
di una star di Hollywood, n di un progetto eccentrico di Frank
Gehry e neanche di una altra mega-scritta sulle colline: questa vol-
ta a incuriosire i passanti e a scatenare le macchine fotografiche un
gregge di sessanta capre e altrettanti capretti. "Sono Boer d'origine
sudafricana", spiega con un punta d'orgoglio Johnny Gonzales, il
pastore-manager. E sono l, sulla collina chiamata Angel's Knoll lun-
go South Hill street, non tanto per far divertire i bambini (che spes-
so non ne hanno mai viste), quanto per brucare l'erba, eliminare la
sterpaglia e minimizzare cos il pericolo degli incendi.
Sempre pi spesso i comuni della California meridionale - dove
le fiamme sono costantemente in agguato - preferiscono assoldare
dei greggi per pulire parchi e giardini, piuttosto che far ricorso alle
macchine agricole, pi costose e inquinanti. L'Environmental land
manager, la societ di San Diego che possiede le capre sudafricane,
si fa pagare circa 1700 euro l'ettaro. "Ed anche il modo pi tradizio-
nale e naturale di eliminare le erbacce", ricorda il pastore, senza
quasi rendersi conto che nel centro di una metropoli tentacolare,
e non in Estremadura
RIPRODUZIONE RISERVATA
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
R2CRONACA
I34
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
Niente antibiotici per il raffreddore,
n pilloleper il colesterolo
Stop agli esami invasivi
e ai trattamenti che danneggiano
la salute invece di migliorarla
Spesso lorganismo ha i rimedi
dentro di s. I ricercatori americani
stilano lelenco di test e farmaci
da evitarein nome del principio
meno meglio
(segue dalla copertina)
ELENA DUSI
I
n Italia la percezione dei ca-
mici bianchi non diversa.
L80% dei mal di schiena
acuti si risolverebbero da
soli. Basterebbe lasciar la-
vorare il tempo, secondo Carlo
Bertolini, primario di riabilitazio-
ne al Gemelli di Roma. La natura
sa curare assai bene, ma ha tempi
lunghi. Gli esami andrebbero
prescritti solo se il dolore dura per
due mesi. Ma a volte un paziente
paziente solo di nome. Alla fi-
sioterapia e allattesa, unite alla
capacit di autoascoltarsi, prefe-
risce la scorciatoia chirurgica.
Tutto ci che viene introdotto
dallesterno, non viene prodotto
allinterno ricorda poi Manuel
Castello, professore di pediatria
alla Sapienza di Roma. inutile
somministrare ai bambini mix di
germi disattivati per potenziare il
sistema immunitario ed con-
troproducente dargli pillole di vi-
tamine, che fanno lavorare fega-
to e reni per smaltire gli eccessi.
Non ha senso fargli prendere an-
tibiotici per raffreddori che sono
causati da virus. dannoso usare
steroidi per abbassare la febbre,
perch se da un lato si abbassa la
temperatura, dallaltro si depri-
mono le difese immunitarie. E ci
sono malattie, come le infezioni
da salmonella, che nella maggior
parte dei casi guariscono meglio
senza antibiotici. Dai bambini
agli anziani: Non capisco - affer-
ma Giorgio Dobrilla, primario
emerito di gastroenterologia a
Bolzano e docente di metodolo-
gia clinica allateneo di Parma -
come si possano prescrivere die-
ci pillole, ognuna da prendere a
un orario preciso. I farmaci per gli
anziani andrebbero ridotti alles-
senziale anche per ragioni di
semplicit.
Medicine e test non appropria-
ti costano al nostro paese tra i 10 e
i 12 miliardi di euro allanno: cir-
ca il 10% della spesa nazionale
per la salute. Lo ha calcolato lOr-
dine dei medici di Roma e Lazio
con un questionario su 2.700 ca-
mici bianchi di tutta Italia.
L85% ha ammesso di fare pi
del necessario nel timore di esse-
re denunciato spiega Mario Fal-
coni, presidente dellOrdine del-
la capitale. Basta il sospetto re-
motissimo di una broncopolmo-
nite per spingere un medico a or-
dinare un antibiotico. Il timore
di cause giudiziarie e la pressione
dei media - non una reale neces-
sit - sono alla base secondo lo
studio del 13% delle ricette uscite
dalla penna di un dottore.
Che unaltra medicina sia pos-
sibile convinzione di quei pro-
fessionisti che di strumenti com-
plessi fanno a meno per neces-
sit. In Sudafrica per curare un
paziente con lAids si spendono
150 euro allanno. In Italia 8mila.
L otteniamo una diagnosi con
una goccia di sangue, un reagen-
te e una tavoletta di plastica. Qui
usiamo macchinari enormi rac-
conta Gianfranco De Maio, re-
sponsabile di Medici senza fron-
tiere Italia. Dai paesi poveri
guardiamo anche con una certa
ironia a una medicina che si au-
tocostruita con laspirazione di
massimizzare i guadagni. Il no-
stro mestiere diventato un mer-
cato, con lidea di semplificare ri-
dotta a un tab.
Nel mercato di Big Pharma, la
gallina dalle uova doro rappre-
sentata dalle pillole per il cuore,
che secondo il Rapporto Osmed
2010 sul consumo farmaceutico
in Italia rimangono saldamente
al primo posto della spesa con
5,1 miliardi di euro. Ma prima di
prescrivere delle statine per ab-
bassare i lipidi nel sangue, sostie-
ne Cesare Fiorentini, professore
alluniversit di Milano e diretto-
re della cardiologia dellospedale
Monzino, bisognerebbe prova-
re a intervenire con la dieta: ver-
dure, fibre e pesce. I farmaci non
devono diventare una scusa per
mangiare in modo scorretto.
Quanto agli esami, Fiorentini di-
stingue: Ci sono test di cui a vol-
te si abusa, come la Tac delle co-
ronarie. Ma non capisco come
lassociazione Usa possa pren-
dersela con i troppi elettrocar-
diogrammi. un esame cos sem-
plice, rapido e non invasivo. An-
drebbe anzi esteso ai neonati per
ridurre le morti in culla.
Lesigenza di tornare a Ippo-
crate e allosservazione attenta
dei pazienti ancor pi sentita da
chi ha in mano i cordoni della
borsa. Sono le Regioni a chieder-
ci di controllare lappropriatezza
delle prestazioni, spiega Stefano
Liverani, direttore sanitario del-
lIstituto ortopedico Rizzoli di
Bologna. Che ricorda il costo
spropositato di un farmaco con-
tro losteoporosi (diecimila lire
allanno per ciascun abitante dI-
talia) che era usato in passato e
oggi si rivelato completamente
inutile. Secondo Stefano Boriani
poi, che al Rizzoli direttore del-
la chirurgia vertebrale, a volte lu-
tilit di un esame inversamente
proporzionale alla sua comples-
sit: In alcune deformazioni del-
la colonna, la risonanza magneti-
ca non fa vedere nulla, mentre
una semplice radiografia mostra
Se il corpo
da solo
si
cura
Lansia del paziente
e il timore di cause
giudiziarie dei
dottori responsabili
delle ricette facili
Ci sono infezioni
che nella maggior
parte dei casi
guariscono anche
senza medicine
LINCHIESTA
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I35
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
(segue dalla copertina)
PAOLA COPPOLA
M
eno lastre facili, pi
esami mirati: Non si
possono sostituire, ti-
po check, al lavoro cli-
nico e prima di farli bisogna valu-
tare il rapporto tra rischio e bene-
ficio per il paziente e, se possibile,
sostituire i raggi con ecografie e ri-
sonanze magnetiche, chiarisce
Menchi. Labuso di esami con i
raggi x non risparmia neanche i
bambini. Pochi giorni fa interve-
nuto anche il ministro della Salu-
te Ferruccio Fazio per invitare i ge-
nitori a evitarli quando possibile:
Il rischio cancro a seguito di
esposizioni mediche da Tac sta di-
ventando un problema sempre
pi rilevante e particolarmente
critico soprattutto nel caso di in-
dagini diagnostiche in et pedia-
trica, ha detto.
Oggi il 75 per cento degli esami
radiologici o medico nucleari fat-
ti nel mondo avviene nei paesi svi-
luppati. In Italia se ne stimano
complessivamente circa 50 milio-
ni lanno. La medicina contem-
poranea soffre di obesit diagno-
stica: almeno un esame su tre
inappropriato e non ottimizzato:
per unangioplastica la dose me-
dia di radiazioni equivale a 750
raggi x al torace, ma in base al mac-
chinario c chi ne riceve solo 300
e chi fino a 3.000, osserva Euge-
nio Picano, direttore dellIstituto
di fisiologia clinica del Cnr. Non
si tratta di spaventare il paziente:
la diagnostica per immagini aiuta
a salvare vite umane ma nellap-
plicarla si devono considerare ap-
propriatezza, consapevolezza del
medico e controllo della dose di
raggi somministrata. Labuso di
radiazioni espone al rischio di svi-
luppare un cancro: secondo le sti-
me dall1 al 3 per cento dei tumo-
ri potrebbe essere causato da
uneccessiva esposizione. Le
prescrizioni restano un tema su
cui lavorare, precisa Francesco
le alterazioni del disco.
Ma se il malato si trasforma in
un bersaglio per bisturi e pillole,
non solo per la sua ansia di gua-
rire al pi presto o per il timore del
medico di finire in tribunale. Il
marketing delle case farmaceuti-
che pressante, conferma Ales-
sandro Liberati, che insegna epi-
demiologia alluniversit di Mo-
dena e dirige Centro Cochrane
Italia, che si ispira alla medicina
basata sullevidenza. Perfino
laggiornamento obbligatorio
dei medici finanziato diretta-
mente o indirettamente dalle ca-
se farmaceutiche. Il rischio di fi-
nire con limitare gli Stati Uniti,
dove per esempio l80% dei medi-
ci di famiglia prescrive antide-
pressivi.
Luso delle pillole della felicit
una marea montante che nasce
dagli Usa (dove dal 2008 antide-
pressivi e ansiolitici sono la clas-
se farmaceutica pi venduta) ed
in arrivo anche da noi. In Italia i
medicinali per il sistema nervoso
costano 3,3 miliardi di euro al-
lanno, sono al terzo posto della
classifica della spesa e continua-
no a scavalcare posizioni. Gli
abusi sono diffusi - secondo Sil-
vio Garattini, direttore dellistitu-
to di ricerche farmacologiche
Mario Negri. Si assumono psi-
cofarmaci per dormire meglio,
per arrivare tranquilli a un esame
e per fronteggiare momenti di tri-
stezza che sono naturali nel corso
di una vita e di fronte alle quali si
pu reagire con le proprie forze.
Senza bisogno dellaiuto di un
farmaco.
Luc, segretario del sindacato na-
zionale area radiologica (Snr).
Davanti a una sospetta calcolosi
al fegato si potrebbe fare uneco-
grafia senza raggi, piuttosto che
una Tac. Ma certe volte proprio
il paziente a premere per un esa-
me pi complesso.
Uno studio che sar pubblicato
su Radiologia medica, la rivista
della Sirm, condotto allunit
operativa di radiologia dellistitu-
to Spallanzani da unquipe gui-
data da Corrado Bibbolino, dopo
aver esaminato 4.018 prescrizioni
di risonanze magnetiche, Tac ed
ecografie fatte da medici di base e
specialisti ha documentato un li-
vello inappropriato di richieste
ambulatoriali pari al 44 per cento.
Pi di 4 su 10 sono risultate inutili
o sostituibili.
I medici sono consapevoli del-
la tendenza allabuso. Tra i pro-
getti per migliorare le prescrizioni
e lentit delle dosi erogate per
ogni esame quello che lIstituto
toscano dei tumori di Firenze ha
finanziato allistituto di fisiologia
clinica del Cnr di Pisa. Dura tre an-
ni e si concentra sulla cardiora-
diologia, che da sola contribuisce
per il 50 per cento alla dose radio-
logica globale del cittadino me-
dio: si chiama Suit Heart (Stop
Useless Imaging Testing in Heart
disease) e da mesi stato intro-
dotto nella Asl di Arezzo. Puntia-
mo a contenere luso di radiazioni
ionizzanti e a incrementare luso
della risonanza magnetica, che
nella nostra struttura nellultimo
anno cresciuta del 12 per cento,
dice il direttore generale Enrico
Desideri. E precisa: Se un esame
utile per la diagnosi un paziente
non si deve porre il problema, ne-
gli altri casi bene sia consapevo-
le del rischio oncogeno. Obietti-
vo del progetto ricostruire il
conto corrente radiologico che
una persona accumula nel corso
della vita quando si sottopone a
una lastra come a una Tac e pun-
tare al consenso informato.
Il caso
In Italia circa 50 milioni allanno, ma secondo le stime una su tre superflua
E anche i medici avvertono
Troppe Tac e radiografie
RIPRODUZIONE RISERVATA
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PER SAPERNE DI PI
http://npalliance.org
www.agenziafarmaco.gov.it
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
R2CRONACA
I36
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
VANNA VANNUCCINI
I
l mio cervello fem-
minista, mentre ho il
pene di mio marito
nellano, mi vuole
dissuadere che la co-
sa sia eccitante. Per la parte ter-
minale delle mie viscere mi con-
vince che pu essere molto piace-
vole. A chi devo dar retta?. Fin dal-
le prime pagine i lettori di Charlot-
te Roche o forse sarebbe meglio
parlare di lettrici, che sono quelle
che hanno fatto finora il successo
dei suoi libri vengono messe di
fronte a un non facile test. A chi cre-
dere? Al proprio giudizio critico, o
ai propri desideri? Al femminismo
o al corpo? Il dilemma, come si ve-
dr, non si pone solo per il sesso
anale ma per tutto il vasto campo
della sessualit.
Dopo esser stato pubblicizzato
da mesi in tutte le librerie tedesche
ieri uscito finalmente il secondo
libro della famosa autrice di Zone
umide (pubblicato in Italia da Riz-
zoli), che fu un bestseller da un mi-
bordello, insieme al marito.
Il romanzo esplicitamente au-
tobiografico, nessuno dovr star l
a rimuginare se Charlotte Roche,
trentatreenne nata in Inghilterra e
cresciuta in Germania che prima di
diventare scrittrice era una delle
pi giovani facce della tv tedesca,
sia identica alla protagonista di
Schossgebete. Roche di s ha rac-
contato tutto gi prima: lalcol, la-
noressia, la fame di sesso, la voglia
di fare tutto nel modo pi radicale
possibile, ma anche la tragedia che
laveva colpita dieci anni fa, alla vi-
gilia delle nozze in Inghilterra (che
in seguito allincidente non si fece-
ro) con il compagno di lavoro da cui
aspettava sua figlia. I suoi tre fratel-
li morirono in un incidente auto-
mobilistico in Belgio mentre dalla
Germania raggiungevano lInghil-
terra per andare al matrimonio, a
bordo di una macchina che non era
quella che abitualmente guidava-
no: ne avevano presa una pi gros-
sa per portarle senza spiegazzarlo
un magnifico abito da sposa.
lione e mezzo di copie. Qui si parla
di Schossgebete (preghiere dal
grembo). Leditore Piper lo ha
messo sul mercato con mezzo mi-
lione di copie nemmeno tanto se
si calcola che in genere il secondo
libro dopo un bestseller vende un
terzo del primo.
Se Zone umide era la storia del-
lavventurosa autoeducazione
sessuale della diciottenne Helen
Memel, qui della lente dingrandi-
mento che Helen usava per le pro-
prie emorroidi la protagonista Eli-
terla a cuocere. Qual la differenza
tra un uomo e una donna quando
fanno sesso? Mentre luomo mu-
gugna, farfuglia, e grugnisce il suo
cervello va in standby, smette di
pensare. Mentre quando la don-
na che mugugna, farfuglia e gru-
gnisce il suo di cervello funziona a
pieni giri.
Le prime venti pagine del ro-
manzo passeranno alla storia della
letteratura tedesca come la descri-
zione pi lunga e dettagliata di tut-
ti i tipi di interazione umana che
oggi vengono considerati la prova
sine qua non di una sessualit vita-
le. Per di pi si tratta di sesso social-
mente corretto: Elizabeth e Georg,
i due protagonisti, sono sposati,
appartengono a un milieu medio
alto e di buone condizioni econo-
miche, entrambi con figli da prece-
denti convivenze o matrimoni. Per
le rimanenti 260 pagine seguiremo
la protagonista in meno esilaranti
prestazioni dal pulire le verdure
alle visite alla psicoterapeuta, o a
quelle, moderatamente divertenti,
fatte per igiene matrimoniale al
zabeth si serve anche oltre il pro-
prio corpo ma con la stessa acribi-
ca felicit di dettagli: per il pene del
marito per esempio; oppure per la
verza bianca che lei (appassionata-
mente vegetariana) dopo il sesso
taglia a fettine sottili prima di met-
Sesso, Germania
e matrimonio
Laudace Charlotte
regina di bestseller
La Roche, autrice di Zone umide, torna con un romanzo-scandalo
la storia di una coppia che sperimenta tutte le varianti delleros
IL LIBRO
Preghiere dal
grembo il titolo in
italiano del romanzo
della Roche (in foto)
Un nuovo libro
autobiografico tra
amore e verdure
che gi incuriosisce
i lettori tedeschi
RIPRODUZIONE RISERVATA
IL PERSONAGGIO
PER SAPERNE DI PI
www.piper.de
www.spiegel.de
COMUNE DI RUBANO
AVVISO DI APPALTO
AGGIUDICATO CIG 23751682A3
Appalto di Servizi integrati di gestione agli im-
pianti sportivi comunali per il periodo dal
01.08.2011 al 31.07.2014 - Importo di ag-
giudicazione euro 219.265,00 comprensivo
di oneri per la sicurezza e Iva esclusa Cri-
terio di aggiudicazione: offerta economica-
mente pi vantaggiosa Aggiudicatario:
Ecology Coop. S.p.A. con sede legale in
Gardigiano di Scorz (VE) via Taliercio n. 10.
IL DIRETTORE GENERALE
Dr. Francesco BABETTO
I.P.S. S.c.p.A
ESTRATTO BANDO DI GARA
CIG CUP G57I11000330007
Ente Appaltante I.P.S. Insediamenti Produttivi
Savonesi S.c.p.A., con sede in via A. Magliotto
2, Campus Universitario, Palazzina Locatelli,
17100 Savona in qualit di Soggetto Gestore
del Polo Energia Sostenibile.
Oggetto: Fornitura e installazione di un sistema
di diagnostica della combustione LIF (Laser
Induced Fluorescence) e PIV (Particle Image
Velocimetry).
Soggetti ammessi a partecipare: Sono am-
messi a partecipare alla gara i soggetti di cui
allart. 34 del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i.
Importo dellappalto a base di gara: Euro
260.000,00 oltre IVA
Procedura di aggiudicazione: Lappalto sar
affidato con procedura ristretta accelerata, ai
sensi degli artt. 55 e 83 del D.Lgs. n. 163/2006
e s.m.i. e precisamente mediante offerta econo-
micamente pi vantaggiosa.
Termine per la presentazione delle domande
di partecipazione: entro le ore 13:00 del 24
agosto 2011.
Tutta la documentazione disponibile sul sito
www.ips.sv.it.
Per informazioni +39.019.23.02.085 oppure
uberto.cremonini@ips.sv.it
Il Responsabile del Procedimento
Uberto Cremonini
COMUNITA MONTANA ALBURNI
Via Uliveto Controne (SA)
Tel. 0828/972210 Fax 0828/971368
AVVISO DI PUBBLICAZIONE DI ESITO DI GARA
OGGETTO: Appalto di forniture di macchine forestali per il servi-
zio di prevenzione A.I.B., in attuazione del progetto Acquisto di
attrezzature e mezzi innovativi per il potenziamento degli inter-
venti di prevenzione e lotta attiva degli incendi Progetto B,
finanziato nellambito del P.S.R. 2007/2013 Misura 226 azio-
ne d). PROCEDURA DI AGGIUDICAZIONE PRESCELTA:
Procedura aperta ai sensi dellart. 55, del D.Lgs. 163/06. NATU-
RA E QUANTITA DEI PRODOTTI FORNITI: Lappalto prevede la
fornitura, in lotti, dei seguenti mezzi e attrezzature: - Lotto n. 1
Fornitura di n. automezzi fuoristrada allestiti con modulo antin-
cendio da 400 litri Fornitura di n. 1 modulo AIB; - Lotto n. 2
Fornitura di n. 2 macchine operatrici semoventi, con moduli AIB.
DATA DI AGGIUDICAZIONE DELLAPPALTO: 05/04/2011. CRITE-
RIO DI AGGIUDICAZIONE DELLAPPALTO: Secondo il criterio
dellofferta economicamente pi vantaggiosa, valutata ai sensi
dellart. 83 del D.Lgs. 163/2006. NUMERO DI OFFERTE RICEVU-
TE: Lotto n. 1: Ditta Piemme&Matacena S.r.l., Ditta CO.VE.I. S.r.l.
Lotto n. 2: Ditta COMACA di Pucciarelli A & Carucci F. S.n.c..
NOME E INDIRIZZO DELLAGGIUDICATARIO: Lotto n. 1: Ditta
Piemme&Matacena S.r.l., Via Polveriera, 47/b, 80141 Napoli;
Lotto n. 2: Ditta COMACA di Pucciarelli A & Carucci F. S.n.c., loc.
Casale, 84030 Caggiano. PREZZO DI AGGIUDICAZIONE: Lotto n.
1: Euro 308.800,00; Lotto n. 2: Euro 70.696,00. DATA DI PUB-
BLICAZIONE DEL BANDO SULLA G.U.CE: 29/12/2010. Il pre-
sente avviso stato inviato allUfficio delle Pubblicazioni Ufficiali
delle Comunit Europee in data 04/08/2011 e ricevuto da parte
del predetto ufficio in pari data.
Controne, 04/08/2011.
Il Responsabile dellArea Tecnica
geom. Luciano Cennamo
COMUNITA MONTANA ALBURNI
Via Uliveto Controne (SA)
Tel. 0828/972210 Fax 0828/971368
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OGGETTO: Appalto di forniture di macchine forestali per il servi-
zio di prevenzione A.I.B., in attuazione del progetto Acquisto di
attrezzature e mezzi innovativi per il potenziamento degli inter-
venti di prevenzione e lotta attiva degli incendi Progetto A,
finanziato nellambito del P.S.R. 2007/2013 Misura 226 azio-
ne d). PROCEDURA DI AGGIUDICAZIONE PRESCELTA:
Procedura aperta ai sensi dellart. 55, del D.Lgs. 163/06. NATU-
RA E QUANTITA DEI PRODOTTI FORNITI: Lappalto prevede la
fornitura, in lotti, dei seguenti mezzi e attrezzature: - Lotto n. 1
Fornitura di n. 1 automezzo con allestimento antincendio da
2500 litri con sistema specialistico di spegnimento; - Lotto n. 2
Fornitura di n. 1 macchina operatrice semovente, con modulo
AIB. DATA DI AGGIUDICAZIONE DELLAPPALTO: 05/04/2011.
CRITERIO DI AGGIUDICAZIONE DELLAPPALTO: Secondo il cri-
terio ellofferta economicamente pi vantaggiosa, valutata ai
sensi dellart. 83 del D.Lgs. 163/2006. NUMERO DI OFFERTE
RICEVUTE: Lotto n. 1: Ditta Piemme&Matacena S.r.l., Ditta
Primosole Veicoli Industriali S.r.l. Lotto n. 2: Ditta COMACA di
Pucciarelli A & Carucci F. S.n.c.. NOME E INDIRIZZO DELLAG-
GIUDICATARIO: Lotto n. 1: Ditta Piemme&Matacena S.r.l., Via
Polveriera, 47/b, 80141 Napoli; Lotto n. 2: Ditta COMACA di
Pucciarelli A & Carucci F. S.n.c., loc. Casale, 84030 Caggiano.
PREZZO DI AGGIUDICAZIONE: Lotto n. 1: Euro 346.500,00;
Lotto n. 2: Euro 35.348,00. DATA DI PUBBLICAZIONE DEL
BANDO SULLA G.U.CE: 29/12/2010. Il presente avviso stato
inviato allUfficio delle Pubblicazioni Ufficiali delle Comunit
Europee in data 04/08/2011 e ricevuto da parte del predetto uffi-
cio in pari data.
Controne, 04/08/2011.
Il Responsabile dellArea Tecnica
geom. Luciano Cennamo
MINISTERO DELLA DIFESA
10 CENTRO RIFORNIMENTI E MANTENIMENTO
SERVIZIO AMMINISTRATIVO Sezione Contratti
Corso Malta, 110 - Napoli
ESTRATTO DI BANDO DI GARE A PROCEDURA RISTRETTA ACCELERATA
In applicazione del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 si rende noto che que-
sta Direzione espleter la seguente gara a procedura ristretta accelerata in ambito eu-
ropeo nel corrente esercizio finanziario: Riparazione di autoveicoli ruotati, mezzi spe-
ciali, mezzi del genio, in approntamento rientro dai TT.OO., in dotazione vari enti e as-
segnati al CERIMANT per la riparazione. Importo presunto Euro 800.000,00 (iva in-
clusa). Detta gara suddivisa in tre lotti come di seguito specificati: 1) Riparazione au-
toveicoli ruotati, mezzi speciali e rimorchi, mezzi del genio (Autogr, autobetoniere, apri-
pista cingolati/ruotati, ecc.) in dotazione agli Enti/Reparti della Brigata Pinerolo, al 10
Rgt. Trasporti di Bari, alla Scuola di cavalleria di Lecce e al 31 Rgt. Carri di Altamura,
in approntamento/rientro dai Teatri Operativi. Importo: 300.000,00 (iva inclusa) CIG:
3096383016; 2) Riparazione autoveicoli ruotati, mezzi speciali e rimorchi, mezzi del
genio (Autogr, autobetoniere, apripista cingolati/ruotati, ecc.) in dotazione agli En-
ti/Reparti della Brigata Garibaldi e al 10 Rgt. di Manovra di Persano, in appronta-
mento/rientro dai Teatri Operativi. Importo 300.000,00 (iva inclusa) CIG: 30964420C6;
3) Riparazione mezzi del genio: autogr M/180 - astra BM/201 - astra HD/6 - autobe-
toniere, apripista cingolati/ruotati - escavatori cingolati/ruotati - terne ruotate, autoli-
vellatrici - autocostipatori - vibrofinitrici - motocompressori - torri illuminazioni - stazio-
ni di energia - autosgombraneve - autogru locatelli e ormig, decontingentati, rientrati
dai Teatri Operativi assegnati per la riparazione al 10 CERIMANT. Importo: Euro
200.000,00 (iva inclusa) CIG: 30965043EF. Le Ditte interessate possono chiedere di
essere invitate alle gare inviando le richieste di partecipazione al 10 CENTRO
RIFORNIMENTI E MANTENIMENTO - Corso Malta, 110 - 80143 Napoli. Le domande
di partecipazione dovranno essere redatte conformemente alle prescrizioni del bando
integrale di gara che stato inviato per la pubblicazione sulla GUCE il 05/08/2011. Det-
to bando pu essere richiesto a questo Centro tutti i giorni feriali, escluso il sabato, dal-
le ore 9,00 alle 12,00 e dalle 14,00 alle 15,00 ai seguenti numeri tel. 081/7485820 -
7485749, fax 081/7485820 o al seguente indirizzo di posta elettronica: casezcntr@ce-
rimana.esercito.difesa.it. Le richieste di partecipazione alla gara dovranno pervenire
improrogabilmente entro il 09/09/2011 ore 12,00. Una apposita Commissione esami-
ner la documentazione pervenuta e provveder a redigere lelenco delle Ditte ritenu-
te idonee a partecipare alla gara suddetta.
IL DIRETTORE Col. tramat Luigi LAMBIASE
CITT DI CELANO (AQ)
ESTRATTO DEL BANDO DI GARA
LAmministrazione di questo Comune,
indice gara per LAFFIDAMENTO DEL
SERVIZIO DI PULIZIA INTERNA DI
UFFICI E SERVIZI COMUNALI. Ter-
mine per la presentazione delle offerte
ore 12,00 del giorno 29/08/2011. IM-
PORTO A BASE DASTA Euro
290.000/00 I.V.A. ESCLUSA PER UN
PERIODO DI ANNI CINQUE. Il Bando
ed il capitolato, sono disponibili sul si-
to, www.comune.celano.aq.it.
Autorizzazione Unica alla costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di energia
elettrica da fonte solare (fotovoltaica) della potenza di 4,30 MW e delle opere connesse e del-
le infrastrutture indispensabili alla costruzione dellimpianto stesso da realizzarsi nel Comune
di Castrovillari (CS), ai sensi del comma 3 e 4 bis di cui allarticolo 12 del Decreto Legislativo
387 del 29.12.2003.
premesso che
la Societ Gamian Consulting S.r.l., con nota prot. n. 5109/DIP del 18.06.2008, ai sensi
dellart. 12 del Decreto Legislativo n. 387 del 29.12.2003, ha fatto richiesta di rilascio di Au-
torizzazione Unica alla costruzione ed allesercizio di un impianto di produzione di energia
elettrica da fonte solare (fotovoltaico), di potenza totale pari a 4,30 MW, nonch delle opere
connesse e delle infrastrutture indispensabili alla costruzione dellimpianto stesso da realiz-
zarsi nel Comune di Castrovillari (CS), localit Acqua di Caldara Cammarata;
La societ Gamian Consulting S.r.l. con sede legale in Belvedere Marittimo, Via Giustino For-
tunato, 116 - P.IVA e C.F. 02891080786, REA: 196761, comunica che:
con Atto Dirigenziale prot. n. 5861 del 26/05/2011, pubblicato in data 6 luglio 2011 sul Bol-
lettino Ufficiale della Regione Calabria Supplemento straordinario n. 1 al n. 12 dell1 luglio
2011, la Regione Calabria - Dipartimento 5 Attivit Produttive Settore 2 Politiche energeti-
che, Attivit Estrattive e Risorse Geotermiche - ha adottato la determinazione di conclusio-
ne del procedimento con lAutorizzazione Unica, di cui al comma 3 dellart. 12 del D.Lgs. 387
del 29/12/2003 e della L.R. n. 42 del 29.12.2008, per la costruzione e lesercizio dellimpianto
su indicato e delle relative opere di connessione.
limpianto fotovoltaico autorizzato, dichiarato ai sensi del comma 1 dellart. 12 del D.Lgs. 29
dicembre 2003 n. 387 di pubblica utilit, ha una potenza nominale pari a 4,30 MWp, sar
installato in localit Acqua di Caldara Cammarata, ricade nel foglio 93 p.lle 17, 21, 33, 55
e 59 del Comune di Castrovillari (CS) e occupa unarea di estensione pari a circa 10 ettari.
Lenergia prodotta dallimpianto sar immessa nella Rete Elettrica Nazionale attraverso un
elettrodotto di connessione in Media Tensione a 20 kV in cavo interrato. Il cavo di connes-
sione avr una lunghezza pari a circa 4,5 Km e correr su viabilit esistente, interessando
il territorio del Comune di Castrovillari (CS). Il tratto finale del cavidotto di connessione avr
lunghezza pari a circa 100 m, sar ceduto ad ENEL Distribuzione S.p.A. in quanto impianto
di rete e seguir un percorso che collega la Cabina Primaria denominata Cammarata (CS),
alla Cabina di Consegna posizionata allinterno dellarea ASI di Cosenza.
PROCEDURA APERTA
AVVISO DI AGGIUDICAZIONE
Progettazione del risanamento conservativo
delledicio contraddistinto dalla p.ed. 1/1 c.c.
Sacco cd. edicio delle Zigherane sito in Ro-
vereto, piazza Manifattura 1.
Societ Appaltante: Manifattura Domani S.r.l.
piazza Manifattura 1, ROVERETO 38068
Punti di contatto: Tel. +390464443313 - Posta elet-
tronica: www.manifactor.it - Fax: +390464443312
Denominazione conferita allappalto: progettazio-
ne del risanamento conservativo delledicio delle
Zigherane e della realizzazione di nuova costruzione
interrata.
CODICE CIG: 125375033A
Bando pubblicato: il 04/03/2011 sulla Gazzetta
Ufciale dellUnione Europea (2011/S 440-072931)
Base dAsta: 987.014,00 Euro
Criteri di aggiudicazione: offerta economicamente
pi vantaggiosa.
Nr. offerte pervenute: 30
Aggiudicazione: 391.500,00 Euro, con 80,71
punti su 100.
Impresa Aggiudicatrice: VIA INGEGNERIA SRL
di Roma
Data di aggiudicazione e di invio alla GUCE: 29
luglio 2011
Rovereto, 11 agosto 2011
Manifattura Domani S.r.l.
Il Presidente
Gianluca Salvatori
MINISTERO DELLA DIFESA
POLO DI MANTENIMENTO PESANTE SUD
SERVIZIO AMMINISTRATIVO - Sez. CONTRATTI
NOLA Via S. Paolo Belsito, 135
ESTRATTO AVVISO DI GARA
PROCEDURA RISTRETTA IN AMBITO UE
ENTE APPALTANTE: Polo di Mantenimento Pesante Sud - 80035 Nola (NA) - via S. Paolo Belsito,
135. OGGETTO: Revisione di alternatori per stazioni di energia. CODICE CIG 3098933867. LOTTO:
UNICO. ENTIT DELLAPPALTO: quantit indeterminata per un valore di Euro 166.667,00 IVAesclu-
sa. LUOGO DI ESECUZIONE: Polo Mantenimento Pesante Sud - Nola. MODALIT DI AGGIUDI-
CAZIONE: prezzo pi basso cos come previsto dal capitolato tecnico. TERMINE SCADENZA DO-
MANDE DI PARTECIPAZIONE: In carta legale o resa legale entro e non oltre le ore 12,00 del
19/09/2011 con allegati le certificazioni richieste nella sezione Prescrizioni particolari. PRESCRIZIONI
PARTICOLARI: 1) Certificato o dichiarazione sostitutiva circa liscrizione alla C.C.I.A.A.; 2) Certifica-
to o dichiarazione sostitutiva di assenza di procedure concorsuali; 3) dichiarazione attestante la re-
golarit contributiva e assicurativa; 4) dichiarazione attestante la regolarit rispetto agli obblighi rela-
tivi al pagamento delle imposte; 5) dichiarazione attestante lassenza di procedimenti che implicano
lapplicazione di una delle misure di prevenzione di cui allart. 3 della legge 1423/1956 o di una delle
cause ostative previste dallart. 10 della legge 575/1965; 6) certificazione o dichiarazione attestante
lassenza di sentenza di condanna passata in giudicato per reati gravi in danno dello Stato o della Co-
munit, o per reati di partecipazione a unorganizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio, qua-
li definiti dagli atti comunitari citati allart. 45, par. 1, Direttiva Ce 2004/18; 7) dichiarazione attestante
la mancata violazione del divieto di intestazione fiduciaria; 8) dichiarazione attestante lassenza di san-
zioni interdittive di contrarre con PP.AA. 9) possesso certificazione di conformit alle norme AQAP se-
rie 2000 c/o ISO Serie 9001/2008 e/o successive; 10) dichiarazione che attesti il possesso delle se-
guenti attrezzature: a) Banco di carico resistivo, per verificare sotto sforzo massimo lerogazione del
generatore, per potenze fino 800 KVA; b) Strumentazione per la verifica della resistenza degli avvol-
gimenti, della resistenza di isolamento verso massa e della rigidit dielettrica verso massa; c) Forno
di essiccazione degli avvolgimenti statore e rotore. La mancanza di uno dei documenti prescritti
sar motivo di esclusione dallinvito alla partecipazione della presente gara. Per ulteriori infor-
mazioni le ditte possono contattare la Sezione Contratti di questo Ente (tel. 081/31221319 -
081/5105577 dr. Napolitano) o allindirizzo di posta elettronica corrado.messina@esercito.di-
fesa.it o sul sito www.esercito.difesa.it/bandidigara/pagine/default.aspx.
IL DIRETTORE
- Brig. Gen. Gian Paolo SCENNA -
AUTORIZZAZIONE UNICA alla costruzione ed allesercizio di un impianto di produzione di
energia elettrica da fonte solare (fotovoltaica) della potenza elettrica di 4,94 MW, nonch delle opere con-
nesse e delle infrastrutture indispensabili alla costruzione dellimpianto stesso, da realizzarsi nei Comuni
di Lizzano (TA) - per una potenza di 1,51 MW - e Taranto per una potenza di 3,43 MW - localit Masse-
ria Barbuzzi - denominato Ostone di propriet della SOL 3 S.r.l. con sede legale in Roma, Via Toma-
celli, 146 P. IVA/C.F.: 01857720682 REA: RM 1201881, ai sensi dei commi 3 e 4 - bis di cui allarticolo 12
del Decreto Legislativo n. 387 del 29.12.2003.
premesso che
- la Societ Sol 3 S.r.l., con nota depositata in data 15.07.2008 ed acquisita agli atti in data 16.07.2008
prot. n. 38/7935, ai sensi dellart. 12 del Decreto Legislativo n. 387 del 29.12.2003, ha fatto richiesta di
rilascio Autorizzazione Unica Autorizzazione Unica alla costruzione ed allesercizio di un impianto di pro-
duzione di energia elettrica da fonte solare (fotovoltaica) di potenza totale di 8 MW (ora pari a 4,94 MW
a seguito di rimodulazione), nonch delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili alla co-
struzione dellimpianto stesso, da realizzarsi nei Comuni di Lizzano (TA) e Taranto - localit Masseria
Barbuzzi denominato Ostone;
Con Atto Dirigenziale prot. n. 51 del 22/02/2011, pubblicato in data 03 marzo 2011 sul Bollettino Ufficiale
della Regione Puglia N. 33, la Regione Puglia Aree Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e lInnovazione -
Servizio Energia e Infrastruttura materiali per lo sviluppo - ha adottato, ai sensi del comma 6 bis dellart.14
ter della Legge 241/90 e s.m.i, la determinazione di conclusione del procedimento con lAutorizzazione
Unica, di cui al comma 3 dellart. 12 del D.Lgs. 387 del 29.12.2003 e della D.G.R. n. 35 del 23.01.2007,
per la costruzione e lesercizio dellimpianto su indicato e delle relative opere di connessione.
Limpianto fotovoltaico autorizzato, dichiarato ai sensi del comma 1 dellart. 12 del D.Lgs. 29 dicembre
2003 n. 387 di pubblica utilit, ha una potenza nominale pari a circa 4,94 MW; installato su area agri-
cola nei Comuni di Lizzano (TA) al foglio di mappa n. 4 particelle n. 122, 61, 112, 67 e 68, e al foglio di
mappa n. 10 particella n. 39 - per una potenza di 1,51 MW - e Taranto al foglio di mappa n. 26 particella
n. 105 per una potenza di 3,43 MW in localit Masseria Barbuzzi - denominato Ostone. Larea oc-
cupata dallimpianto si estende per circa 9 ettari.
Lenergia prodotta dallimpianto sar convogliata attraverso un nuovo elettrodotto di connessione in MT
a 20 kV, in cavo interrato, di collegamento tra la cabina di consegna, ubicata nellarea dellimpianto foto-
voltaico, e lesistente Cabina Primaria di Lizzano, di propriet di Enel Distribuzione S.p.A. Tale cavidotto
ha una lunghezza pari a circa km 1,990 percorre per la gran totalit la viabilit esistente interessando la-
rea rurale dei Comuni di Lizzano (TA) e Taranto, e una volta costruito sar ceduto allo stesso Distributo-
re locale entrando a far parte della rete di distribuzione locale.
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
R2CRONACA
I37
@
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
DAL NOSTRO INVIATO
NICOLA LOMBARDOZZI
KIEV
S
i pu fare unintervista
a gesti? Dietro a uno
sbarramento di poli-
ziotti in mimetica nera,
Yiulia Tymoshenko si
sporge dal banco degli imputati.
La treccia che lha resa celebre
perfetta, tutto il resto un po me-
no. Ha laria stanca, leroina del-
la dissolta Rivoluzione arancio-
ne. Si sbraccia sotto al mantello
griffato, mima un messaggio che
una richiesta daiuto: Raccon-
tate questa storia, fate sapere al
mondo quello che sta succeden-
do in Ucraina. Dalle finestre
chiuse filtra un coro lontano che
le strappa un sorriso: Yiulia, Yu-
lia. Gi in strada, i ragazzi del
partito Batkivscina (Patria) si
stanno dando da fare sotto la
pioggia fredda e sottile di questo
insolito agosto. Saranno un mi-
gliaio, dormono in tende bian-
che che una volta erano servite
da gazebo elettorali, raccolgono
firme per la scarcerazione della
loro leader sotto a un documen-
to che per la prima volta parla di
dittatura al potere, convivono
giorno e notte con agenti in as-
setto di guerra che li circondano
minacciosi armati di scudi e
manganelli.
Ore 10 del mattino, tribunale
distrettuale di via Khresciatik 42,
nel cuore della passeggiata di
Kiev, tra un negozio dintimo e
una boutique italiana. A cento
metri dalla piazza Indipendenza
che vide la protesta e la storica
svolta dellinverno del 2004 e do-
ve ora campeggia un timer che
segna i 303 giorni, i minuti e i se-
condi che mancano ai prossimi
campionati europei di calcio in
Polonia e Ucraina. Yiulia Tymo-
shenko ha atteso linizio dellu-
dienza per tre ore in una gabbia
da imputati di un metro per due.
Con quella che i suoi fedelissimi
ritengono essere una perfida tat-
tica psicologica, lhanno prele-
vata dalla sua cella di Lukianov-
skij prima delle sette del mattino.
E la seconda volta da quando
stata clamorosamente arrestata
in aula nel pomeriggio di ve-
nerd, ma questa volta Yiulia la
Tigre non si fatta trovare im-
preparata. Si svegliata alle cin-
que per mettersi in ordine con
tutta calma raccontano, ado-
ranti, le ragazze del suo staff
Sappiamo tutte quanto ci ten-
ga. Perch il momento sar pu-
re difficile ma il look resta fonda-
mentale. Luned, trasportata in
tribunale in tutta fretta, appariva
sconfitta e umiliata con i capelli
tirati indietro e una camicia
bianca spiegazzata. Non acca-
dr mai pi giura la sua assi-
stente Marina Soroka Toglie-
re la treccia a Yiulia come to-
gliere il basco a Che Guevara. Il
suo aspetto parte della nostra
forza.
Sembrano sottigliezze ma
contano moltissimo in quella
che diventata una guerra di
nervi tra lex premier e un gover-
no che la detesta personalmente
prima che politicamente. Ecco
perch Yiulia Tymoshenko
ostenta soprattutto contegno e
sicurezza. Dopo lo sfogo dei
giorni scorsi, le urla di fascisti e
mafiosi, verso i magistrati, si-
mula una serenit innaturale.
Perfino in carcere dove divide
una cella con una detenuta co-
mune e dove i pasti che le man-
dano da casa vengono spezzet-
tati ed esaminati dalle guardie.
In aula, saluta senza troppe
smancerie i due nuovi difensori,
associati da poche ore al suo sto-
rico avvocato in tante battaglie
legali. Si tratta del marito Olek-
sandr che arriva in abito da sera,
portando un mazzo di rose bian-
che come a una festa di com-
pleanno. E la figlia, Eugenia, 28
anni. Supporto psicologico ma
non solo. Eugenia una giovane
legale che gode gi di unottima
fama nei tribunali ucraini. Un
solo accenno di irritualit prima
che ludienza cominci. La Tymo-
shenko si alza in piedi e grida:
Viva lUcraina come faceva al
termine di ogni suo intervento
da Primo ministro.
Poi si comincia con leste-
nuante lettura di verbali. Il tenta-
tivo, fallito, della difesa di ricusa-
re la pubblica accusa, il rinvio a
gioved dellesame dellennesi-
ma richiesta di scarcerazione
immediata.
Fuori lUcraina attende, a mo-
do suo. Accanto alla tendopoli
dei militanti di Batkivscina, ne
sorge unaltra dallaria pi orga-
nizzata. Ci sono le bandiere del
partito filo russo al governo. Un
sistema di amplificazione da
struttura militare e tanti striscio-
ni che inneggiano alla fine della
corruzione, allarresto di Yiu-
lia Tymoshenko e suoi compli-
ci, Alla fine della politica firma-
ta Vuitton. Anche qui ci sono gli
agenti speciali Berkut (i falchi)
ma hanno laria pi rilassata co-
me gli agenti di guardia a una
tifoseria notoriamente tranquil-
la. I sostenitori delle ragioni del
governo, non parlano con i gior-
nalisti, non dormono nelle loro
tende blu nuove di zecca ma ar-
rivano al mattino come per tim-
brare un cartellino. Sono tutti ra-
gazzi sui ventanni. I pro Yiulia
sostengono che siano reclutati
nelle provincie pi povere del-
linterno e portati ogni giorno in
pullman a fare da claque. Tra i
due campi non c astio. Solo di-
sistima reciproca. Tra i fan di
Yiulia tante donne, molte anzia-
ne, che ancora ringraziano per lo
storico aumento delle pensioni
del governo Tymoshenko. Rac-
colgono fondi in cambio di po-
veri gadget di carta e spago con il
simbolo del cuore rosso. Fanno
la conta con un passaparola che
nasce da Internet delle reazioni
del mondo allarresto: il Canada
che condanna, la Spagna che ri-
corda di non dimenticare i dirit-
ti elementari della difesa, lam-
basciatore degli Stati Uniti a Kiev
che fa richiesta formale di visita-
re la signora in carcere. E lItalia
che fa? Stiamo aspettando, dice
Aleksandr Turcinov braccio de-
stro politico della Tymoshenko
ed ex vice premier.
La delusione pi grande ha un
nome, Viktor Yushenko, fonda-
tore con Yiulia del movimento
arancione, presidente dellU-
craina per cinque anni, adesso fi-
gura sbiadita e defilata. Neanche
un intervento, una riga di solida-
riet. E allestero. La difesa vuo-
le interrogarlo. Verr dopo Fer-
ragosto, forse. Ma il clan di Yiulia
lo vede come uno che si arreso,
che passato dallaltra parte.
Larresto, che ha fatto gridare
allo scandalo perfino Vladimir
Putin, eterno rivale della Rivolu-
zione arancione, appare in effet-
ti sempre pi difficile da giustifi-
care. La procuratrice Lilija Frolo-
va lha ottenuto dopo tre tentati-
vi come una sorte di punizione
per il comportamento sprez-
zante dellimputata in aula. Dif-
ficile che possa reggere in punta
di diritto alle pressioni interna-
zionali. Pi complicata da capire
laccusa. La Tymoshenko deve
rispondere di abuso dufficio per
aver firmato, da premier, un
contratto di acquisto di gas dalla
Russia a tariffe svantaggiose per
Kiev. Un paradosso che sembra
studiato a tavolino se si pensa
proprio come larma del prezzo
del gas sia stata utilizzata da Mo-
sca per accrescere la crisi econo-
mica ucraina, distruggere lim-
magine del governo allora in ca-
rica e favorire la vittoria dellat-
tuale presidente filorusso Ya-
nukovich.
Ma ora la crisi continua, Ya-
nukovich crolla in popolarit, il
carisma di Yiulia la Tigre e il suo
profilo di amica dellOccidente,
la rendono pericolosa. La piazza
urla, la polizia controlla inquie-
ta, gli avvocati di Batkivscina si
preparano: Comunque vada
questo processo, non finir qui.
Ucraina
I SOSTENITORI
Un gruppo di fan della
Tymoshenko davanti
al tribunale di Kiev
Nel Paese in piazza
per la Tigre bionda
Yiulia Tymoshenko, ex premier della Rivoluzione arancione, tornata ieri in aula dopo larresto per abuso e oltraggio
E davanti al tribunale, centinaia di supporter hanno gridato il suo nome: Comunque vada, il processo non finisce qui
Curata ed elegante
Sappiamo quanto
ci tenga. Il suo
aspetto parte
della nostra forza
Dalla sua gabbia
fa un cenno ai
cronisti: Dite al
mondo che cosa
succede a Kiev
RIPRODUZIONE RISERVATA
IL REPORTAGE
PER SAPERNE DI PI
www.tymoshenko.ua/en/
www.ukrainianjournal.com
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
C
he dire dopo le Calabrie, archivio
incomparabile di abbandoni e ro-
vine? Riguardo la mappa dellItalia
perduta e constato che risalen-
do a Nord tutto impallidisce al
confronto: anche le strade del selvaggio Polli-
no, anche le ostiche valli degli eremiti sopra
Manfredonia o i villaggi terremotati dellIrpi-
nia. Sbiadisce nella memoria persino Craco in
Basilicata, arroccata e stupenda nel tempora-
le, talmente bella da rendere incomprensibile
la fuga degli umani. A ripensarci, non regge al
paragone nemmeno il grande
anello dei radar dismessi vici-
no a Brindisi, un luogo di po-
tenza astrale che mi evoc i
menhir di Stonehenge. Cos
anche le chiese bizantine di
Santa Maria di Pulsano, che
vidi tra le rocce garganiche
una sera di vento mannaro.
Di fronte ai tempestosi ab-
bandoni di Roghudi e Africo
tra le fiumare dAspromonte,
nemmeno i nobili resti di et
borbonica, dimenticati dagli
atlanti post-unitari, hanno
saputo comunicarmi la stes-
sa lancinante dimensione
dello spopolamento e dellin-
curia. Luoghi come la valle
delle industrie a monte di
Amalfi, il grande ponte in fer-
ro sul Garigliano, o la strug-
gente San Leucio, citt-mo-
dello del tessile dalle parti di
Caserta, che vidi nel 2005 con
Roberto Saviano. Per questo,
delle terre a Sud di Roma, pre-
ferisco ricordare gli abban-
doni fuori ordinanza, quelli
dove non centrano frane,
miseria o malavita. Posti co-
me la dorsale del Monte Par-
tenio sopra Avellino, irta di ri-
petitori per met dismessi,
che ho narrato allinizio della storia. O Pico
Farnese in Ciociaria, con la casa semi-abban-
donata di Tommaso Landolfi. Quella di cui
ora narreremo.
Era successo che il poeta nottambulo dei
luoghi-fantasma e delle lune veleg-
gianti mi aveva tenuto sveglio una no-
te col suo Racconto dautunno, dedi-
cato a una casa abbandonata e ai suoi
sinistri abitanti. Poco tempo dopo ave-
vo saputo che allAutore toccava di
scontare post-mortem, sul luogo nata-
le, lo stesso destino dei suoi libri. La ca-
sa avita di Pico Farnese, su unaltura in
bilico fra i Monti Ausoni e gli Aurunci,
stava cadendo in rovina e persino i suoi
manoscritti rischiavano di essere mes-
si allasta dagli eredi. Cos una bella
mattina di maggio presi una strada in-
torcicata dal Tirreno di Sperlonga e mi
addentrai fra montagne selvose fino a
una terra di villaggi arroccati fra lex Re-
gno delle due Sicilie e lex Stato della
Chiesa. Allarrivo, trovai Pico in ostag-
gio di un rally motociclistico, fumante
di porchetta e amatriciane. Lesatto
contrario di quanto mi aspettassi.
Mi accorsi subito di aver sbagliato
stagione. Sarebbe stato difficile in un
giorno simile ritrovare tracce di quel-
luomo lunatico che aveva scritto alcu-
ni tra i pi bei racconti italiani. Lo sap-
piano quindi i lettori dagosto: i luoghi
perduti si affrontano dinverno, con
pioggia, nebbie vaganti o groppi di
vento annidati tra i muri delle case. E se
proprio non c alternativa alla bella
stagione, allora ci si vada di notte, con
le nubi in corsa sotto la luna, e se possi-
bile vi si allestisca un bivacco di con-
trabbando per meglio sentire le voci
degli spiriti. La raccomandazione vale
ancora di pi per uno come Landolfi,
ombroso adoratore delle notti dau-
tunno. Comunque sia, io ero l un mez-
zogiorno di maggio e non avevo scelta.
ze segrete della casa degli spettri. Le chiesi
dovera villa Landolfi, ma quella sembr non
sentirmi. Rimasi fermo e, con sorpresa, la vidi
raggiungere la cima della scala e solo allora gi-
rarsi lentamente, sollevare un braccio e indi-
care la direzione senza pronunciare parola.
La casa era dietro langolo; antica, massic-
cia e sbarrata. Le finestre al primo piano erano
chiuse. Una era cementificata, sembrava
unocchiaia vuota. Il sottotetto mostrava fine-
strelle come di granaio e un gran traffico di
rondini nei due sensi. Dallaltro lato, oltre un
cancello di ferro, cera un
giardino mangiato dalle er-
bacce che era possibile vede-
re solo arrampicandosi sul
muro perimetrale.
Subito mi accorsi che stavo
ripercorrendo le pagine del
racconto. Avevo il libro con
me e trovai a pagina 18: Co-
minciai col fare il giro della ca-
sa, a una certa distanza, per-
ch alcuni ostacoli di non ben
precisabile natura mi impedi-
rono di farlo pi davvicino.
Era esattamente cos, giravo
attorno al palazzo, con passo
felpato da cheyenne e una cir-
cospezione che non aveva
nessuna ragione di esistere.
Mi chiesi cosa doveva essere
rimasto nelle soffitte di casa
Landolfi. Le soffitte pensai
sono la memoria delle case,
pi ancora delle cantine, ed
era forse per questo che oggi,
nel tempo che perde la me-
moria, non si fanno pi soffit-
te nelle case. Ricordai la slitta
di Citizen Kane che nel film
di Orson Welles dimenticata
in un sottotetto, mi torn in
mente la soffitta della mia pri-
ma casa, dove da bambino
avevo trovato un elmetto te-
desco e un moschetto 91 della prima guerra
mondiale, e pensai che i miei figli non avevano
mai frugato in quegli spazi segreti e polverosi
dove il bambino costruisce la percezione del
tempo e del suo sedimentarsi.
Ero l a fantasticare, quando due
donne anziane mi soccorsero. Una dis-
se: Lho conosciuto, senza nemme-
no chiedere chi stessi cercando. Laltra
aggiunse: Era un tipo particolare, ma
era un granduomo. La prima: Aveva
loffesa facile, e aveva la malattia del
gioco. Dissero ancora: Purtroppo
una casa abbandonata... un peccato,
sarebbe una ricchezza per il paese. E
ancora: La figlia morta. Il figlio non
viene mai... sta a Roma, nessuno lo ve-
de pi. Fu a quel punto che apparve
una donna giovane, che poi si qualific
come Maria, uninsegnante di Rocca-
secca, paese poco distante. Anche lei
cominci a raccontare. Era la quarta
donna, di uomini neanche lombra at-
torno alla villa. Labbandono contem-
plava solo vestali.
Maria si offr di accompagnarmi al
piccolo museo landolfiano in una piaz-
zetta poco sopra. Salendo, spieg che
dal 79, lanno della morte di lui, nessu-
no aveva fatto pi lavori. Disse ancora:
Lui non si vedeva mai di giorno, cos
raccontavano i vicini. Usciva per le
strade solo quando la gente rientrava
dai campi. Al museo, deserto, cera la
piccola scrivania e un gufo di legno che
sembrava candidarsi ad animale tote-
mico dellautore. Lessi su un mano-
scritto: Qualche volta la fanciulla gira-
va tra le rovine del castello e ritornava
sul ciglio del suo scoscendimento, se-
duta su unarchitrave crollata. Mi ac-
corsi che il sole alto picchiava sui tetti,
eppure tutto, in quellattimo, chiama-
va la luna.
(11 - continua)
Le case degli spiriti / 11
Un uomo lunatico, proprio come la sua casa
Che a vederla cos in rovina, accecata dal
cemento e invasa dalle erbacce, sembra uscire
dalle pagine di un suo sinistro racconto
Qui, nella villa di Pico Farnese, tra i monti
della Ciociaria, nacque lo scrittore
Tommaso Landolfi. Aveva una brutta fama:
nottambulo, amante del gioco. E dei fantasmi
LA SOFFITTA DEL POETA
SU REP.IT - RE LE INCHIESTE
Video, foto, mappe e archivio
del viaggio di Paolo Rumiz
RIPRODUZIONE RISERVATA
PAOLO RUMIZ
Allombra del castello
Il paese dominato dalle rovine del
castello farnese, da cui si gode uno
splendido panorama. Nel Cinquecento
era infatti feudo della nobile famiglia
romana: che lo fece prosperare al punto
che gli abitanti vollero prenderne il nome
tino rosso fuoco salire ancheggiando, come
senza peso, per le scalette di Vico Pompeo. Su-
bito pensai alla Dark lady, innocente e per-
versa che il protagonista del racconto dau-
tunno evoca con una necromanzia nelle stan-
Cos andai.
Bast che mi allontanassi da grigliate, as-
sembramenti e motori sullo stradone, per ri-
trovare il silenzio. Salii verso il paese vecchio,
semideserto, e vidi una donna pallida in vesti-
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De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I40
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
DIARIO
DI REPUBBLICA
I
l debito pi antico dellecono-
mia di mercato, ha origini pre-
capitalistiche, la sua importanza
supera la sfera delleconomia. Se
ne occupano tutte le religioni, il cri-
stianesimo a lungo ha vietato lusura,
lislam proibisce il tasso dinteresse.
C una dimensione morale nel do-
vere del debitore, e nella fiducia
che anima il creditore. Lo spezzarsi di
questa relazione biunivoca, di que-
sta simbiosi, una delle cause din-
stabilit della finanza contempora-
nea.
Il debito essenziale per oliare le
economie: le imprese non potrebbe-
ro investire e svilupparsi senza la leva
del finanziamento esterno; gli Stati
dovrebbero rinunciare a molte spese
sociali senza la possibilit di prende-
re in prestito.
Ma a partire dagli anni Settanta in
Occidente cominciato un turbine di
liberalizzazioni e innovazioni tecno-
logiche che hanno spinto alla disin-
termediazione. Il classico rapporto
di debito che legava il cliente alla ban-
ca stato progressivamente aggirato,
i debiti sono diventati rapporti
astratti, consegnati alluniverso dei
titoli (cartolarizzati), venduti sui
mercati a una miriade di investitori
anonimi, trattati quotidianamente
nelle Borse sotto forma di obbliga-
zioni. Una volta lobbligo di resti-
tuzione del capitale pi gli interessi
generava la relazione stretta fra il de-
bitore e il banchiere; oggi lobbliga-
zione unentit che pu cambiare
proprietario, valore e rendimento
migliaia di volte al giorno sui mercati
globali. Se una volta era il banchiere a
rischiare, nel caso il debitore si rive-
lasse insolvente, oggi il rischio din-
solvenza si sparpaglia sui mercati,
pervade leconomia intera, perch
attraverso i nostri risparmi investiti
in titoli siamo tutti creditori, esposti a
debitori anonimi, sconosciuti.
Unaltra caratteristica del debito
invece rimasta valida. Il debito un
valore fisso stabilito da un contratto.
Se tutti gli altri valori scendono que-
sto non implica che debba scendere
il debito. Se una recessione fa calare il
valore delle abitazioni, questo non
incide sul valore del mutuo che resta
fisso. Se le aziende vanno male e ri-
ducono gli stipendi, questo non ridu-
ce il valore del prestito che un dipen-
dente ha contratto per comprarsi
lauto. Se la recessione riduce le en-
trate fiscali, non per questo si riduce
lammontare dei Bot e Btp. La trap-
pola della deflazione questa: se le-
conomia simpoverisce, il peso asso-
luto dei debiti gi accumulati au-
menta in proporzione. Di qui lallar-
me attuale: senza crescita, rimborsa-
re i debiti pu diventare quasi impos-
sibile.
Per analizzare la tempestache ha colpito
leconomia e la finanzamondiale, travolgendo
le borse e i governi, ci sono alcuni concetti
chiave che in questi giorni gli esperti citano e
ripetono. Ecco dieci termini che spiegano
quello che sta succedendoe quello che
potrebbe ancora succedere, dallItaliaagli Usa
FEDERICO RAMPINI
V
IENE dal sostantivo inglese apertura, scarto. il dif-
ferenziale di rendimento tra unobbligazione e unaltra,
solitamente meno rischiosa e perci detta benchmark,
di riferimento. Lo spread indica lo scarto tra il Bund tedesco
lemissione pi solida dEuropa e i titoli di stato di paesi con
maggiori probabilit di insolvenza. Nellultimo mese lo scarto
tra il Btp italiano a 10 anni e il Bund con simili caratteristiche s
aperto da 200 a quasi 400 punti base, per tornare giorni fa sui
300 punti base. Significa che la Germania pu indebitarsi a un
tasso di circa il 2,5% lanno, mentre lItalia deve pagare agli in-
vestitori il 5,5%, per il sovrapprezzo dato dallo spread. Lo
spread determina gli interessi che si pagheranno sul debito
pubblico, e indica il rischio percepito di chi emette lobbliga-
zione (se un titolo di Stato si parla di rischio-paese). Uno
spread troppo ampio fa lievitare gli interessi passivi, rende dif-
ficile emettere nuovo debito e compromette il rating, che il
giudizio di solvibilit dellazienda o del paese emittente.
Debito
ANDREA GRECO MARCELLO DE CECCO
Spread
MAURIZIO RICCI
Speculazione
I
L VECCHIO timore delle aziende traballanti diventato il
nuovo incubo dei paesi iper-indebitati. La sola parola fa tre-
mare borse e investitori. Vuol dire insolvenza, incapacit di
rispettare gli obblighi contrattuali e di ripagare i debiti (o gli in-
teressi sui bond). Se una banca o una societ si trovano in que-
sta situazione, a occuparsene sono le autorit nazionali e la ma-
gistratura. E spesso si arriva al fallimento come per Lehman
Brothers. Ma nel caso di un paese il problema pi complesso
perch il sovereign default, come viene chiamato, non ha
conseguenze giuridiche e diffonde il panico nei mercati. Lulti-
ma tempesta delle borse mondiali, che ha bruciato 8mila mi-
liardi di dollari, scoppiata per il rischio che se gli Stati Uniti non
avessero alzato entro il 2 agosto il tetto dellindebitamento, si
sarebbero trovati tecnicamente in una situazione di default:
cio non avrebbero potuto pagare gli interessi sui loro titoli.
Washington ha i mezzi per scongiurare il default, ma lo stesso
non vale per Grecia, Venezuela o Portogallo.
E
IL declassamento del merito di credito (in pratica del-
laffidabilit) di un emittente di obbligazioni, sia esso pri-
vato, pubblico o sovrano, da parte di una societ di valu-
tazione (rating), una delle tre che monopolizzano questa attivit,
per gentile concessione, avvenuta gradualmente a partire dagli
anni ottanta, delle autorit monetarie e finanziarie nazionali o di
quelle internazionali. Queste hanno ritenuto opportuno di dele-
gare alle tre societ dominanti, Standard and Poors, Moodys e
Fitch, la valutazione e classificazione del merito di credito anche
di stati sovrani ed enti pubblici, dando loro un potere immenso,
che le tre societ, specie nella crisi corrente, hanno mostrato di
usare in maniera non particolarmente efficiente o anche solo sen-
sata e non contradditoria. Solo la Repubblica popolare cinese ha
dato vita ad una societ di rating, la Dagong, che esprime proprie
valutazioni. Ma lUnione europea si ben guardata dal seguire le-
sempio cinese, n lo ha fatto il resto dei paesi sviluppati. E nessu-
no stato declassato si permesso di sottrarre i propri titoli al rating.
S
FRUTTARE una situazione per guadagnare, vendendo o ac-
quistando titoli o beni. Chiunque operi in Borsa specula. Al
rialzo, se compra un titolo e lo tiene nel cassetto, sperando
che il prezzo salga. Al ribasso, se vende un titolo senza posseder-
lo e lo compra, ad un prezzo pi basso, al momento delleffettiva
consegna. Se non comportano informazioni ottenute illecita-
mente, queste operazioni sono legali e il giudizio solo morale.
Per alcuni, la speculazione svolge un ruolo positivo, perch anti-
cipa leffettivo valore che avr un titolo o un bene. Chi specula al
rialzo sul barile, segnala anche che il petrolio sta diventando pi
raro e il prezzo deve salire. Spesso, per, la speculazione costrui-
sce da sola le ragioni del suo successo. Unondata di vendite al ri-
basso pu far crollare un titolo, molto al di sotto di quanto la realt
economica giustifichi. Per questo, sono previste specifiche limi-
tazioni: ad esempio, la sospensione delle quotazioni in caso di
sbalzi eccessivi. In un mondo finanziario sempre pi sofisticato,
queste limitazioni vengono giudicate, da pi parti, insufficienti.
ARTURO ZAMPAGLIONE
Default
C una dimensione morale
nel dovere del debitore
e nella fiducia del creditore
Lo spezzarsi di questa
relazione crea instabilit
Downgrading
ROBERT B.
REICH
Aftershock.
Il futuro
dellecono-
mia dopo
la crisi
Fazi
2011
RICHARD
POSNER
Un fallimento
del
capitalismo.
La crisi
finanziaria
e la seconda
grande
depressione
Codice
2011
LUCIANO
GALLINO
Finanz-
capitalismo.
La civilt
del denaro
in crisi
Einaudi
2011
FEDERICO
RAMPINI
Occidente
estremo
Mondadori
2010
NOURIEL
ROUBINI,
STEPHEN
MIHM
La crisi
non finita
Feltrinelli
2010
MASSIMO
GAGGI
La valanga.
Dalla crisi
americana
alla
recessione
globale
Laterza
2009
SALVATORE
ROSSI
Controtempo
LItalia nella
crisi
mondiale
Laterza
2009
LIBRI
GRANDE
Le parole della
CRISI
RIPRODUZIONE RISERVATA
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RIPRODUZIONE RISERVATA
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Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
I41
I
TITOLI di Stato sono gli strumenti finanziari con i quali i go-
verni raccolgono denaro in prestito sui mercati per le loro
esigenze di cassa. Possono essere a breve o a medio-lungo
termine. I primi in Italia si chiamano Buoni Ordinari del Tesoro
(Bot) e hanno scadenze di tre, sei, dodici mesi. Il loro tasso din-
teresse si misura sulla differenza fra il valore finale del rimbor-
so e il prezzo pagato allacquisto. Esempio: se il primo 100 ma
il sottoscrittore ha pagato 98 il loro rendimento su un anno at-
torno al 2 per cento. I secondi sono i Buoni del Tesoro Poliennali
(Btp) che hanno durata di tre, cinque, dieci fino addirittura a
trentanni. Nel loro caso linteresse costituito da una cedola
annuale di ammontare stabilito dallo Stato allemissione del
prestito. Ci sono poi altri titoli a interesse variabile: i pi diffusi
sono i Certificati di Credito del Tesoro (Cct) la cui remunerazio-
ne avviene ogni 6 mesi sulla base dei tassi praticati sui Bot del se-
mestre precedente il pagamento. Lammontare complessivo
dei titoli di Stato costituisce in pratica il debito pubblico.
C
INQUANTA per cento: il tasso di probabilit, assegnato
dapprima da Nouriel Roubini e dopo da una lunga serie di
altri economisti, che leconomia americana, e quindi ve-
rosimilmente tutte quelle del mondo industrializzato, incappi-
no nel double dip, doppio tuffo, ovvero nuova recessione. Nel-
lalfabeto della crisi la lettera W, laddove la V rappresenta lo sce-
nario pi positivo (perch non c il double dip) e la L quello pi
negativo perch dopo la caduta vede solo una lunga stagnazio-
ne. I precedenti storici sono inquietanti: il New Deal roosevel-
tiano vi incapp nel 1937, nuovo anno di recessione nel pieno
del recupero dalla Grande Depressione del 1929-32, quella a cui
si guarda perch pi simile al crollo del 2008-09. Anche allora,
proprio mentre John Maynard Keynes convalidava le formule di
Roosevelt di stimolo pubblico alla domanda (la Teoria generale
dellimpiego, dellinteresse e del denaro del 1936), fu lopposi-
zione conservatrice a mettere i bastoni fra le ruote al presiden-
te: leconomia torn ad arretrare, per fortuna brevemente.
H
A RACCONTATO Guido Carli che al momento di salire al
vertice della Banca dItalia il suo predecessore Menichel-
la gli consegn due chiodi intrecciati chiedendogli di di-
stricarli. In quel dono erano racchiuse le difficolt e le astuzie ne-
cessarie al governatore di una banca centrale; compiti che questi
istituti, anche dopo la fondazione della Bce, si trovano a svolgere
nella buona e nella cattiva sorte di Eurolandia. Perch le banche
centrali restano le banche delle banche. Controllano il funziona-
mento dei mercati e vigilano sul sistema creditizio. Raccolgono
dati, li analizzano e in qualche modo determinano la politica mo-
netaria, anche dinanzi alla crisi del debito sovrano. Gli tocca pu-
re vedersela con il potere politico, consigliano e pungolano e se
serve commissariano premier incapaci o recalcitranti, ma senza
mai venir meno al bene prezioso dellindipendenza. In questo
sottilissimo e complesso crinale vi sono i due chiodi di Meni-
chella, che a sua volta li aveva ricevuti. Anche a lui fu chiesto di di-
stricarli: Cosa che egli fece racconta Carli - con immediatezza.
I
L BENE rifugio linvestimento delezione in caso di crisi, il
salvagente cui attaccarsi quando c bufera sui mercati e
non si vogliono veder andare in fumo i propri risparmi. Il
protagonista numero uno nel ruolo da sempre loro. E la tem-
pesta dei debiti sovrani non ha fatto eccezione: il metallo gial-
lo quotava un anno fa 950 dollari alloncia (31,1 grammi). Poi la
crisi greca ha iniziato ad avvitarsi, la speculazione ha messo nel
mirino Irlanda e Portogallo e molti investitori hanno deciso di
mettere al sicuro i propri soldi comprando oro. Da allora, un
passo alla volta, le quotazioni non hanno mai smesso di salire.
Oggi unoncia vale quasi 1.800 dollari il 90% in pi dello scor-
so agosto e qualche banca daffari sostiene che potrebbe ar-
rivare a 2.500. Un altro classico bene rifugio il franco svizzero,
sganciato dai problemi di euro e dollaro. I flussi di capitali ver-
so la moneta elvetica ne hanno spinto al rialzo il valore del 25%
in pochi mesi, mettendo in seria difficolt leconomia del pae-
se.
MASSIMO RIVA ELENA POLIDORI
Titoli di Stato
ETTORE LIVINI
Beni rifugio
Banche centrali
EUGENIO OCCORSIO
Double Dip
I
l solo rimedio davvero sicuro alla recessione una domanda robusta da parte del consumatore, cos come la
debolezza della domanda la recessione. Negli Stati Uniti, specialmente in periodi di stagnazione e recessio-
ne, i cittadini a basso reddito necessitano sia di istruzione e cure mediche, sia di maggiori consumi familiari.
Tuttavia, di fronte allaumento delle richieste di aiuto, i governi, a livello federale e locale, tendono a diminuire
lintervento sociale pro capite. (...) una reazione che riduce ulteriormente il reddito personale e familiare, ag-
gravando la recessione senza nessuna contropartita. Ma questo il livello dellattuale intelligenza economica.
(Da Leconomia della truffa, Rizzoli 2004)
SILLABARIO
GRANDE CRISI
JOHN K GALBRAITH
PAOLO
PERULLI,
ANGELO
PICHIERRI
La crisi
italiana nel
mondo
globale
Einaudi 2010
MARCO
FORTIS
La crisi
mondiale
e lItalia
Il Mulino 2009
LORETTA
NAPOLEONI
La morsa.
Le vere
ragioni
della crisi
mondiale
Chiarelettere
2009
PAUL
KRUGMAN
Il ritorno
dellecono-
mia della
depressione
Garzanti
2009
CHARLES
MORRIS
Crack
Elliot
2009
ROBERT J.
SHILLER
Euforia
irrazionale.
Alti e bassi
di borsa
Il Mulino 2009
MIKE DASH
La febbre
dei tulipani.
La prima
grande crisi
economica
della storia
Bur
2009
GIULIO
SAPELLI
La crisi
economica
mondiale
Bollati
Boringhieri
2008
LIBRI
RIPRODUZIONE RISERVATA
RIPRODUZIONE RISERVATA
RIPRODUZIONE RISERVATA
RIPRODUZIONE RISERVATA
R
ecessione una brutta paro-
la. Brutta esteticamente co-
me tutte quelle inventate da-
gli economisti alle quali i di-
zionari pi intransigenti negano lac-
cesso. Brutta soprattutto perch evoca
guai seri. Quelli che si traducono in
contrazione di redditi e disoccupazio-
ne. Recessione economica recita
Wikipedia una condizione macroe-
conomica caratterizzata da un livello
di attivit produttiva pi bassa di quel-
lo che si potrebbero ottenere usando
completamente e in maniera efficien-
te tutti i fattori produttivi a disposizio-
ne. Insomma non si produce quanto
possibile. Perch? Perch quando
non si riesce a vendere. Bisogna distin-
guere la recessione dal downgrading,
il rallentamento (si produce meno di
quanto si potrebbe ma sempre pi di
prima) e dalla crisi (si produce un po
meno di prima). Al di l c recessione.
Dunque la recessione un male. Il
nostro mondo terrorizzato dallincu-
bo di una recessione che piombi leco-
nomia in una condizione di crescente
malessere. La copertina dellEcono-
mist traduce questo terrore in unim-
magine. Un mostro sottomarino le-
gato con una corda a una bella fanciul-
la che sale sulla pedana dei tuffi. Tutto
dipende da quanto la corda tesa e tut-
to fa credere che si stia tendendo. Ci so-
no due strategie possibili. La prima di
affrontare il mostro, umanizzandolo.
Si tratta di ridurre le enormi disegua-
glianze, affidando la ripresa della cre-
scita allaumento della massa dei red-
diti bassi e medi e calmierando linfla-
zione dei pescecani. Ci significhe-
rebbe tornare a quella ricetta che assi-
cur una forte crescita economica e un
soddisfacente benessere negli anni 50
e 60, grazie alla politica dei redditi che
garantiva unevoluzione proporzio-
nale dei salari e dei profitti. La strategia
opposta quella di allungare la corda,
riprendere la cuccagna dellindebita-
mento contando sulla generosit dei
posteri e sulla scarsa memoria dei vi-
venti. Ci significa lasciare il mostro
della diseguaglianza indisturbato con
tutto il corredo di conflitti repressi e
compressi. A quanto pare questa se-
conda ricetta sembra la preferita.
Dunque, produrre meno di prima
male. Ma perch un male anche pro-
durre quanto prima? Gli economisti
classici pensavano che a un certo pun-
to ci si dovesse fermare: anzi, che non
si potesse farne a meno. Chiamavano
quel punto lo stato stazionario. Non
una condizione di stasi ma di cessa-
zione dellossessione della crescita
qualitativa. Diceva John Stuart Mill
che a un certo punto bisogner smet-
terla di pestarsi i piedi uno con laltro,
per rivolgersi tutti alle grazie della vi-
ta. Dovesse tornare oggi sarebbe de-
nunciato come un sabotatore.
GIORGIO RUFFOLO
LEconomist traduce questo
terrore in unimmagine:
un mostro sottomarino
legato con una corda
a una fanciulla che si tuffa
RIPRODUZIONE RISERVATA
Recessione
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
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I43
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
CULTURA
e Sentimental Journey.
Se ripensa a quegli anni cosa prova?
Molta tristezza per la fame e le umi-
liazioni. Un episodio atroce mi rimasto
impresso. Ero a Trastevere, dove la mia
famiglia ha sempre abitato. Rammento
la battaglia di Porta San Paolo, durante la
resistenza cominciata appena dopo lar-
mistizio. Seguivo la difesa dalla mia ter-
razza. I carri armati avanzavano, e un
giorno ne arriva uno con il conducente
che si agita e si sbraccia, come volendo
dire qualcosa senza riuscirci: gli si erano
rotti i freni. Va a cozzare violentemente
contro una fontanella, una di quelle che
a Roma chiamano i nasoni, e poggiato
sopra c un signore che viene stritolato.
Uno spettacolo orrendo. Allepoca sta-
vamo a via delle Fratte di Trastevere, la
nostra terza casa trasteverina, dopo
quella di via San Francesco a Ripa, nella
quale sono nato, e unaltra in via Lucia-
no Manara.
Comera Trastevere in quegli anni?
Molto popolare, non un quartiere
ambito dagli stranieri come adesso. Una
zona chiusa e ristretta, una specie di pae-
sino. Sotto casa, vicino alla fontana rot-
ta da quel carro armato, cerano un co-
comeraio e una pizzeria. E di fronte a noi,
in piazza Mastai, cera una fabbrica di ta-
bacchi. La mattina alle sette e un quarto
suonava la sirena per far entrare gli ope-
rai. Erano quasi tutte donne. Ricordo co-
me fosse ora quel suono troppo acuto
che ci dava la sveglia.
Le piace la sua Roma?
Lamo moltissimo. Ho lavorato tan-
to a Los Angeles per il cinema america-
no, mi stato chiesto parecchie volte di
trasferirmi. Dino De Laurentiis mi offr
persino una villa gratis. Ma non me la so-
no mai sentita di lasciare la mia citt.
Dopo la guerra come cambi il suo la-
voro?
Presi a suonare in quei teatri dove
cerano il film e subito dopo il variet. I
luoghi dellavanspettacolo, in cui ho vi-
sto passare tanti comici: Tognazzi, Ma-
cario, i fratelli De Rege, Walter Chia-
riNellintervallo serale facevo i com-
piti, gi studiavo composizione. Ero pi-
gnolo negli esercizi di contrappunto.
Dopo il film si andava tutti a mangiare
la pizza. In seguito diventai la tromba
fissa del Teatro Sistina, dove arrivavano
le compagnie italiane di giro e personag-
gi come Wanda Osiris, Renato Rascel e
Aldo Fabrizi.
E vero che pi tardi lavor alla Rai
soltanto per un giorno?
Successe negli anni Cinquanta. Ave-
vo iniziato a fare il compositore ma an-
cora non guadagnavo, e nel frattempo
avevo messo su famiglia: economica-
mente campavo assai male. Perci una-
mica di mia moglie, che stava nella De-
mocrazia Cristiana, mi aiut a entrare in
Rai con una raccomandazione. Mi dan-
no il ruolo di assistente musicale. Il pri-
mo giorno il maestro Carlo Alberto Piz-
zini, del centro di produzione di Via Teu-
lada, mi chiede di stilare lelenco degli
editori di una lista di canzoni trasmesse
nel programma Il Musichiere. Una
noia mortale. Vorrei scappare e dico: me
ne vado. In Rai sono esterrefatti: ma no,
che fa? Ci pensi un attimo! Sta perdendo
un pezzo di pane per la vita! Sapevo che
bisogna pur correre qualche rischio.
V
ia via, lungo lintervista,
sinsinua il sospetto che En-
nio Morricone sia un ro-
mantico. Ma ci si mette un
po di tempo a scoprirlo,
perch allinizio pare un uomo spiccio.
Non si compiace dei ricordi e parla spe-
dito, con decisa concretezza, seduto sul
divano della sua casa silenziosa e impor-
tante vicina al Campidoglio. E un musi-
cista geniale, come tutti sanno: le sue co-
lonne sonore sono un mondo. Non c
nessuno che non le ami e non le ricono-
sca al primo ascolto. Ma Morricone non
gioca mai a fare lartista, del genere in-
tenso, cerebrale o tormentato. Piuttosto
un uomo di controllo e dai toni smali-
ziati, come lo sono i romani autentici.
Rievocando le estati trascorse, conduce
linterlocutore in luoghi lontani, appa-
rentemente superati, oppure forse di-
stillati nella musica, o dirottati chiss
dove dentro se stesso. Ma a guardar be-
ne c dellaltro. Una sottile impazienza,
una difesa dalla commozione. La voglia
di fuggire da un racconto che tocca zone
interne troppe delicate.
Il posto delle fragole di Morricone fu
in tempo di guerra, nella Roma occupa-
ta, quando da ragazzo suonava la trom-
ba con unorchestrina in certi localacci
sciagurati della capitale anni Quaranta.
Prima gli spettatori erano i tedeschi, poi
arrivarono gli inglesi, gli americani e i
canadesi. Tra i quattordici e i sedici an-
ni lavoravo ogni estate per aiutare la fa-
miglia. Stavo in un gruppo con cui si suo-
nava al Florida, in via Francesco Crispi,
nei pressi di via del Tritone. Ora l c una
banca.
Pu descriverlo?
Aveva un salone ovale al centro, mol-
to grande, ed era pieno di ragazze facili,
di quelle che convincevano i soldati a
stappare bottiglie di champagne. A noi
musicisti veniva offerto il triple sec o lo
cherry brandy, e io, quandero alticcio,
facevo delle improvvisazioni pazzesche
con la tromba. Mi veniva una faccia tosta
incredibile, che normalmente non ave-
vo. Mio padre, quando scopr che in cer-
te sere bevicchiavo, venne di notte in ca-
mera mia e me le diede di santa ragione.
Non voleva che bevessi n che fumassi.
Era musicista anche suo padre?
S. Suonava la tromba ed era bravis-
simo. Lavorava come libero professioni-
sta e faceva un po di tutto, dalla sinfoni-
ca al jazz. Fu lui a insegnarmi la chiave di
violino, quandero piccolo. Durante la
guerra aveva difficolt a trovare lavoro,
per questo dovevo dare una mano an-
chio.
Come scorrevano le serate al Florida?
Cera un clima un po da casa di tolle-
ranza, sotto i tavoli succedevano cose
sconce. Ogni tanto la polizia faceva una
retata e una volta una delle ragazze, per
non farsi arrestare, finse di essere la mia
fidanzata, acchiappandomi e dandomi
un bacio. Io, prima dallora, non avevo
mai baciato una donna. Ero sconvolto.
Lei riusc ad andarsene indisturbata.
Suonava solo al Florida o anche al-
trove?
In estate andavamo a esibirci pure
negli albergoni di via Cavour, tipo il Me-
diterraneo e il Massimo DAzeglio, dove
cerano spazi dintrattenimento per le
truppe. Un altro posto era un club gesti-
to dagli americani sul Tevere, una specie
di casetta vicina al ponte del Foro Italico.
La nostra orchestra era un vero schifo. La
formavano tromba, pianoforte, con-
trabbasso, batteria e violino. La cosa
mortificante di quei concerti che alla fi-
ne gli americani non ci pagavano: in
cambio della musica ci davano solo cibo
e sigarette. Portavo a casa certe cose da
mangiare che ci sembravano buonissi-
me. Allepoca, in famiglia, eravamo in
cinque: io, che ero il primogenito, i miei
genitori e due sorelle. Non ce la passava-
mo granch bene.
Le capit dinnamorarsi in quelle
estati?
Ero molto riservato, timidissimo con
le ragazze. Presi una cotta per la guarda-
robiera di quel club sul Tevere. Si chia-
mava Fausta e faceva un lavoro onesto.
Era carina e assolutamente semplice,
aveva un volto dolce e pulito. A me piac-
ciono cos le donne, mai che mi abbiano
attratto le bonone. Mi limitavo a mo-
strarle la mia simpatia. Saluti garbati,
sguardi un po pi lunghi del normale.
Un corteggiamento molto blando.
Quale musiche suonava?
Ai tedeschi piacevano pezzi come Li-
li Marleene Rosamunda, senza vere or-
chestrazioni. Invece gli americani arri-
varono con le orchestrazioni stampate e
volevano che eseguissimo gli standard
pi noti, come Chattanooga Choo Choo
LEONETTA BENTIVOGLIO
Lartista e le sue estati
nella Roma occupata
quando si esibiva nei
locali: Avevo 14 anni
e durante le vacanze
facevo il musicista
La nostra orchestra
era un vero schifo: gli
americani non ci
pagavano, ci davano
cibo e sigarette
Dopo la guerra
lavoravo nei teatri
con Macario e Wanda
Osiris. Alla Rai ho
resistito un giorno
RIPRODUZIONE RISERVATA
IL POSTO
delle fragole/6
Disegno
di Anna Godeassi
La foto
Unimmagine di Ennio Morricone da
giovane. Cominci come musicista,
suo padre suonava la tromba, poi
divenne compositore
MORRICONE
Il caso
DAL 2012 IN ITALIA
LA SAGA DI ELLROY
MILANO Sar Einaudi Stile Libero a
pubblicare in Italia alcuni tra i pi impor-
tanti libri di James Ellroy, scrittore noir di
culto in tutto il mondo. A fine 2012, uscir
Perfidia, il primo volume della nuova te-
tralogia pensata dallautore di Dalia nera e
L. A. Confidential e ancora dedicata a Los
Angeles, la citt dove Ellroy cresciuto. Il
romanzo d inizio a una serie di quattro ti-
toli ambientati nella capitale californiana:
lazione si svolge nei giorni dellattacco a
Pearl Harbor, nel dicembre 1941. I diritti
dellopera sono gi stati venduti in Francia
e Inghilterra. Prima di dedicarsi alla tetra-
logia, lautore aveva gi composto una
trilogia americana con American Ta-
bloid, Sei pezzi da mille e Il sangue ran-
dagio.
JAZZ, BRANDY E BACI RUBATI
LA SERA SUONAVAMO AL FLORIDA
Ennio
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Cesare

De bello Gallico



La rocca di Alesia ( De b. Gall. VII, 69 )

La citt vera e propria di Alesia si trovava sulla cima di un colle, in un luogo assai elevato, tanto che non sembrava che potesse essere espugnata senza un assedio. Inoltre due fiumi scorrevano da due parti presso le pendici di quel colle. Davanti a quella rocca si estendeva una piana di circa 3 miglia di lunghezza. A poca distanza su ogni altro lato alcuni colli di pari altezza circondavano la cittadella fortificata. Sotto le mura, le truppe dei Galli avevano riempito tutto quel luogo, dalla parte che guarda ad oriente, ed avevano fabbricato un muro a secco alto 2 metri. Il perimetro della fortificazione costruita dai Romani occupava 15 miglia. Laccampamento era stato dislocato in luoghi adatti, e vi erano state edificate 23 postazioni fortificate; ed in mezzo a queste rocche erano costruiti posti di guardia, perch non potesse avvenire qualche sortita improvvisa. Questi stessi erano presidiati di notte da sentinelle e forti guarnigioni.

Testo originale

LXIX. Ipsum erat oppidum Alesia, in colle summo admodum edito loco, ut nisi obsidione expugnari non posse uideretur. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passuum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. Sub muro quae pars collis ad orientem solem spectabant, hunc omnem locum copiae Gallorum compleuerant fossamque et maceriam in altitudinem VI pedum praeduxerant. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circuitus X milia passuum tenebat. Castra opportunis locis erant posita ibique castella XXIII facta; quibus in castellis interdiu stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fieret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur.



Uno scontro di cavalleria si conclude in un massacro ( De b. Gall. VII, 70 )

Iniziato lassedio, scoppia una battaglia di cavalleria nella pianura che prima abbiamo detto estendersi tra i colli per tre miglia in lunghezza. Si combatte con violenza spaventosa da entrambi i fronti. Cesare manda in aiuto ai nostri che sono in difficolt i Germani e dispone le legioni davanti allaccampamento, perch non sia possibile alcuna sortita improvvisa da parte della cavalleria dei nemici. Aggiuntosi laiuto delle legioni, lanimo dei nostri si solleva: i nemici, gettatisi in fuga, si intralciano lun laltro da soli per il gran numero e, abbandonate uscite troppo anguste, finiscono per pigiarsi. I Germani con foga maggiore li inseguono fino alle fortificazioni. Avviene una grande strage: alcuni, abbandonati i propri cavalli, tentano di passare il fossato e di scavalcare il muro a secco. Cesare ordina alle legioni che aveva schierato davanti alle mura di avanzare un po. I Galli che erano allinterno delle fortificazioni erano terrorizzati: dal momento che credevano che fosse una manovra di attacco improvvisa contro di loro, chiamano alle armi. Alcuni, terrorizzati, irrompono nella cittadella fortificata. Vercingetorige ordina di chiudere le porte, per non lasciare sguarnito laccampamento. Dopo averne massacrati molti ed aver catturato moltissimi cavalli, i Germani si ritirano.

Testo originale

LXX. Opere instituto fit equestre proelium in ea planitie quam intermissam collibus tria milia passuum in longitudinem patere supra demonstrauimus. Summa ui ad utrisque contenditur. Laborantibus nostris Caesar Germanos submittit legionesque pro castris constituit, ne qua subito inruptio ab hostibus peditatu fiat. Pra
Il premio
R2CULTURA
I44
GIOVED 11 AGOSTO 2011
laRepubblica
dini travolti dalla crisi. Gli intel-
lettuali sono comuni cittadini
col privilegio di parlare in pub-
blico: se lavversario cos gros-
so da non avere pi nemmeno
un nome, ridefinirlo linguisti-
camente significa riportarlo al
livello di un conflitto.
Unaltra obiezione mossa a
TQ (Michela Murgia su Repub-
blica) riflette a mio parere una
deriva ideologica dellItalia de-
gli ultimi anni: quella secondo
cui una volta entrati in un si-
stema, non lo si pu criticare
(per i calciofili: quello che rim-
proverava Lippi a Zeman). Mol-
ti TQ scrivono sui giornali, lavo-
rano nelle case editrici, nelle
universit: proprio perch han-
no la possibilit di farsi ascolta-
re, a maggior ragione hanno il
dovere civico (oltre che la com-
petenza) di aprire un dibattito
su ci che non funziona proprio
nella scuola, nelluniversit,
nelleditoria. E, per privilegio
danagrafe, possono farlo por-
tando i segni di un background
diverso da quello dei loro padri.
E veniamo alla questione ge-
nerazionale. Altro vizio italia-
no: vedere nella rivendicazione
di unalterit pi una minaccia
che unoccasione di confronto.
TQ non ha mai detto di voler al-
zare una barriera tra generazio-
ni, ma al contrario di voler rifor-
mulare tra generazioni con
esperienze diverse un dialogo
e un patto che fino ad ora sono
mancati. Ci ho messo tempo a
spiegare a mio padre come fos-
se possibile che un laureato con
110 e lode avesse meno oppor-
tunit di un suo coetaneo di
trentanni prima poi, quando
la crisi risalita fino a lui, ve-
nuto a chiedermi conferme sul
funzionamento di un mondo
che gli sembrava impazzito.
In questo momento i 170 fir-
matari di TQ, a titolo gratuito,
animano forum su biblioteche,
editoria, finanziamenti alla cul-
tura, organizzano convegni.
Perch non considerarla una ri-
sorsa? La stessa Elena Stanca-
nelli (ieri su Repubblica) criti-
cava le posizioni di TQ presen-
tando contemporaneamente
la propria iniziativa sulla scuo-
la pubblica nata proprio duran-
te una riunione di TQ.
Insomma, hanno considera-
to troppo estreme le nostre po-
sizioni sul neoliberismo e le
maschere degli operatori di
borsa ci hanno poi superato in
estremismo da ogni direzione.
Ci hanno accusati di essere du-
ri con la Lega, e Borghezio, con
le sue dichiarazioni su Breivik,
ha trasformato le nostre accuse
in eufemismi. Forse seppure
ancora a corto raggio i sassi
lanciati da TQ non cadono nel
vuoto. Soprattutto (questo il
senso e il valore di un gruppo),
ci sembrato che tanti proble-
mi valutati avendo fino ad ora
se stessi come metro di misura-
zione, riguardino al contrario
tutti: solo condividendoli
uscendo dalle trappole incro-
ciate di narcisismo e cinismo
possibile fronteggiarli sul se-
rio.
L
a tempesta mediatica che accarezza i primi passi di TQ un
merito a mio parere lo sta avendo. Sta funzionando come
cartina di tornasole per alcune questioni irrisolte del no-
stro mondo culturale. Ha destato ad esempio scalpore lat-
tacco al neoliberismo, definito nel manifesto unepidemia. La
cosa singolare che gli scandalizzati sembrano confondere tan-
to le due cose danno lillusione di essere la stessa il neoliberismo
con leconomia di mercato. Per scegliersi come nemico il neolibe-
rismo, pi che neomarxisti sufficiente per essere comuni citta-
Lo scrittore, tra i fondatori del gruppo, replica alla critiche
NON SPARATE SUI TQ
I MANIFESTI SERVONO
NICOLA LAGIOIA
MARIUSZ SZCZYGIEL
I 170 firmatari
ora animano forum
su vari temi. Perch
non considerarla
una risorsa?
RIPRODUZIONE RISERVATA
MURO
N
el 1986 avevo 20 anni ed ero il pi giovane giornalista di
Na przelaj, un settimanale per adolescenti controllato
dallo Stato. A quel tempo tutto era statale, e il comuni-
smo sarebbe crollato solo tre anni dopo. Un giorno mi
capit tra le mani la lettera di un lettore che aveva quat-
tro anni meno di me: Nella vostra rubrica Cerco Amicomolti ado-
lescenti scrivono: non bevo, non fumo, apprezzo lonest. E se uno
scrivesse, per dire: non bevo, non fumo, ma sono un frocio perverti-
to, e per giunta lasciasse il proprio indirizzo?
Gi. Sulla stampa polacca dellepoca era bandita non solo la pa-
rola frocio, ma persino omosessuale. Quello dellomosessua-
lit era infatti uno dei principali argomenti tab. In tutto il paese
non esistevano n un club n una rivista gay. Cos mi venne lidea
di scrivere un reportage sui giovani gay (un vocabolo sconosciuto
nella Polonia di allora). Scoprii che molti di loro ci spedivano lette-
re che immancabilmente finivano compresse in fondo allo scaffa-
le della corrispondenza.
Il caporedattore accett. An-
dai a parlare con dei ragazzi, e
una mia collega rintracci alcu-
ne ragazze. Intitolammo il no-
stro reportage Assoluzione.
Usc sul numero 51/1986 che in
copertina portava il disegno di
due cravatte intrecciate.
La redazione fu subissata di
lettere. Sono passati 25 anni, ma
ricordo ancora che dopo due
mesi ne avevamo contate 763 o
673. I giovani di campagna e
delle piccole citt ci supplicava-
no di metterli in contatto con
qualcuno. Mi sento come una
pezza da piedi. Faccio sesso solo
con ubriaconi. Dove sono quelli
che potrebbero diventare miei
amici? (Marek, 18 anni). Penso
di essere degna solo di venir pre-
sa a sberle. Da un anno mi faccio
di pastiglie di ogni tipo, talvolta
anche di alcol (Alina, 17 anni).
Ci sembr che la vita di molti
dei nostri giovani lettori fosse
appesa a un filo. Decidemmo di
ritrovarli. Il problema era che
per paura non avevano indicato
il proprio indirizzo. Non volen-
do mettere in piazza le loro an-
gosce, ci risolvemmo a pubbli-
care una serie di annunci Cer-
casi: Sven (sono stato sconfitto
dal fato); Lettore di Swinoujscie
(finir col darmi alla delinquen-
za); Agnieszka (sto per distrug-
germi); Pawel (sono ridotto al-
lombra di me stesso, ho bisogno
di trovare qualcuno come me).
Iniziammo ad accoppiare e a
mettere in contatto i mittenti
delle lettere. Non era facile. In-
fatti ben presto cominciarono
ad arrivare lettere di ringrazia-
mento ma anche di recl