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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI UDINE

Facolt di Scienze della Formazione Primaria

RELAZIONE
LABORATORIO DI SCIENZE E TECNOLOGIE DELL'EDUCAZIONE di
SONIA DALLA COSTA

Docente Prof. Roberto Albarea

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Durante il laboratorio abbiamo preso in esame diverse forme attraverso le quali pu avvenire il processo educativo e sono stati forniti numerosi spunti di riflessione; abbiamo visionato dei film ed effettuato un'attivit di analisi e di elaborazione dei metamessaggi e si sono tenute conferenze che hanno permesso di riflettere sull'importanza della decodifica del linguaggio cinematografico, sulla narrazione, sul ruolo del computer a scuola, sul rapporto tra uomo e macchina. La prima parte del laboratorio si articolata nella visione di tre film: Rosso come il cielo in cui viene raccontata la storia vera di Mirco Mencacci, uno tra i migliori montatori del suono italiani. La storia si svolge nel 1971 in un piccolo paese della Toscana. Mirco, in seguito ad un incidente domestico, perde la vista. In quegli anni la legge non permetteva ai diversamente abili di frequentare la scuola pubblica e i genitori sono costretti a farlo ospitare in un istituto per ciechi dove trova un vecchio registratore a bobine e scopre la magia di un mondo di suoni. documentario su don Milani, in cui vengono spiegate le idee ispiratrici della scuola di Barbiana, situata in questo borgo sperduto sui monti della diocesi di Firenze; l incominci un'esperienza educativa unica, rivoluzionaria, rivolta ai giovani di quella comunit che, anche per ragioni geografiche ed economiche, erano fortemente svantaggiati rispetto ai coetanei di citt. Water, ambientato verso la fine degli anni Trenta, quando la predicazione di Gandhi soffiava sul paese come un vento di speranza che i tempi fossero maturi per cambiare. La protagonista Chuya, una bambina di 8 anni che rimane vedova e, nonostante la tenera et, deve subire il trattamento che le leggi ind riservano a tutte le donne che hanno perso il marito. I lungometraggi sono stati analizzati prendendo in considerazione sette nodi concettuali: la funzione docente, le regole interne ed esterne, i rapporti tra bambini ed adulti, il contesto e sociale e comunitario in cui si svolgono le vicende, il rapporto tra generi e ruoli e tra folla e singolo individuo e l'analisi dei metamessaggi della comunicazione. Dalla visione dei film e dai gruppi di sussurro sono emersi alcuni punti di riflessione; quelli che ritengo siano pi significativi sono: la vicinanza nel tempo e, in alcuni casi, l'attualit dei fatti che sono stati raccontati . Nonostante ci queste realt sono sentite come lontane dalla nostra esperienza: basta pensare che soltanto una trentina di anni fa sono state abolite le scuole speciali, dando avvio a un processo di integrazione e maggiori opportunit sociali ai disabili. Nonostante tutto, ancora oggi si verificano casi di discriminazione. Il processo di integrazione non ancora completo: avverr nel momento in cui i disabili verranno rispettati come persone e non verr offesa la loro dignit ontologica. Analizzando il film Water ci si chiede come sia possibile che tutt'oggi, in India, le donne vedove vivano in condizioni di degrado sociale, culturale ed economico come sancito 2000 anni fa dai sacri testi di Manu e di come questi fatti vengano ignorati dai massmedia. Anche nel documentario di don Milani si possono trovare messaggi validi tuttora come l'insegnamento alla tolleranza, alla non discriminazione, al saper ragionare per non rischiare di perdere la dignit di uomo. Il ruolo che riveste la religione e di come, in alcuni casi, venga seguita dogmaticamente nonostante porti a privazioni e malessere. Le istituzioni religiose si manifestano come molto rigide e si oppongono ai cambiamenti anche quando questi vanno a beneficiare

l'uomo; una possibile spiegazione sta nel timore di un possibile minore controllo sui credenti. Ruolo importante della qualit della figura dell'educatore per l'educazione al libero pensiero. Il ruolo dell'educatore molto importante in quanto plasma la formazione del pensiero degli allievi; se egli stesso, per primo, non di larghe vedute e non affronta la quotidianit in modo critico, non potr insegnare a farlo ai suoi alunni. In tutti e tre i film l'educatore rivoluzionario e si verifica un punto di rottura con le tradizioni. L'importanza della ribellione alle regole e il rifiuto di un'accettazione passiva della legge. Nei film visionati si possono osservare le diverse modalit con cui avviene la relazione educativa intenzionale e quella non intenzionale, di che ruolo importante giochi la fiducia verso l'educatore e di quanto sia funzionale ed efficace un'educazione basata sulla relazione di potere piuttosto che sulla relazione di dominio. Su quest'ultimo punto, nei tre film visionati, si possono notare i differenti effetti che producono i due tipi di relazione: in quella di potere gli allievi riconoscono positivamente l'autorevolezza dell'educatore, sono motivati a rispettarlo, hanno la possibilit di esprimere le loro abilit senza avere il timore di essere rimproverati o rifiutati; quando si instaura una relazione di dominio si hanno gli effetti opposti portando alla perdita di alcuni degli obiettivi dell'educazione. In conclusione, la relazione educativa asimmetrica, in quanto il docente sa pi dell'allievo, e quindi una relazione di potere, ma questo non significa che il docente non abbia pi niente da imparare, anzi, il processo educativo continuo. importante che la relazione di potere si trasformi in una relazione di servizio e che non diventi di dominio. Affinch ci non avvenga bisogna rispettare delle regole: rispetto per la persona in quanto tale; non dev'essere mai offesa la sua dignit ontologica; gestione della relazione intesa come la capacit di far vedere le regole come un messaggio educativo e non dogmatico; l'educatore deve essere un modello di valori; libert di agire e pratica di s: i bambini devono agire da s per poter scoprire. Rispettando queste regole la relazione educativa sostenibile. Il processo educativo pu avvenire attraverso nuovi canali, che non soppiantano il sistema tradizionale, ma diventano complici nel perseguire un obiettivo comune, l'apprendimento. Uno di questi mezzi il cinema e il suo linguaggio. Lo svolgimento di un laboratorio cinematografico a scuola mira a diffondere l'uso consapevole delle immagini, del cinema e dei vecchi e nuovi mezzi di comunicazione di massa, la cui fruizione appartiene alla pratica quotidiana di alunni e docenti; inoltre pu rivelarsi uno strumento utile per un' educazione interculturale grazie alla sua capacit di parlare a tutti di problemi specifici, quali: l'amicizia,l'amore, la tolleranza, la solidariet, la convivenza civile e democratica. importante insegnare ai bambini che i mass-media riflettono un'interpretazione della realt e non la verit, quindi necessario fornire loro gli strumenti per leggere e comprendere il linguaggio audiovisivo, in quanto ha una sua ben definita grammatica costituita dalle immagini e dalle inquadrature. L'educazione audiovisiva a scuola deve prendere in considerazione due processi: lettura e comprensione del linguaggio audiovisivo; scrittura di una storia con le immagini. Il primo processo si occupa della formazione dello spettatore, mettendogli a disposizione gli elementi essenziali per una corretta, completa visione e comprensione del film;

quest'obiettivo pu essere perseguito mostrando un fermo immagine e chiedendo agli alunni di descrivere le proprie impressioni e successivamente analizzare il campo, le luci, il testo e il sonoro. Il passo successivo quello di riprodurre l'ambiente del cinema; questo consente di creare l'atmosfera giusta per una visione corretta che consenta di far riflettere i bambini sulle loro idee e sui loro gusti. Il film che verr visionato sar scelto in base al criterio del saper emozionare i bambini. Successivamente, si analizzer il linguaggio cinematografico e verranno dati gli strumenti per poterlo decodificare, spiegando che i segni-simbolo rappresentati in un'inquadratura costituiscono le lettere dell'alfabeto, le dissolvenze rappresentano la punteggiatura, le immagini delle singole inquadrature sono le parole e il montaggio la grammatica. Il processo di scrittura di una storia permette di concretizzare quanto appreso sul linguaggio cinematografico e avviene seguendo le fasi di lavorazione di un film; ci sar una fase iniziale di pre-produzione che si articola in diversi momenti: trasformazione di un testo che raccoglie idee, ispirazioni, notizie in idea cinematografica; trasmutazione dell'idea in sceneggiatura; questa non fissa, ma subisce diverse trasformazioni in quanto si parte dal pensiero, si crea una scaletta e si aggiunge un nuovo punto a questa ogni volta che si cambia scena. La fase successiva quella della lavorazione che si concretizza nella revisione delle immagini girate ed infine c' la fase della post-produzione che composta da una serie di differenti processi riguardanti sia la parte visiva che quella sonora come il montaggio, la creazione di effetti speciali visivi, il doppiaggio,... La creazione di un laboratorio cinematografico costituisce un mezzo attraverso cui i bambini imparano ad analizzare la grammatica del testo e quindi a comprendere il significato di un film imparando i fondamenti di una coscienza critica; in questo modo gli strumenti di condizionamento vengono trasformati in strumenti di liberazione. Un un'opera cinematografica una narrazione in quanto racconta una storia; anche nella stesura della sceneggiatura si usa la narrazione. La narrazione un concetto trasversale alloralit ed alla scrittura, in un certo senso connaturata alluomo in quanto non si ha testimonianza di una civilt che non l'abbia utilizzata . Si configura come momento di sospensione del reale per immergersi in un'altra dimensione. La narrazione lo strumento principe della costruzione e della trasmissione del sapere e attiva una sorta di giudizio analitico verso il racconto. Il processo formativo sempre e comunque peculiarmente narrativo: si racconta e ci si racconta, altrimenti il sapere sarebbe condensabile in supporti cartacei o magnetici; la formazione invece relazionale e nella relazionalit, la negoziazione del proprio s con quello altrui, elemento di vitale importanza; in questo senso la narrazione pu trovare la propria validazione come strumento di formazione. Essa in grado di sviluppare competenze di autoregolazione e autoconsapevolezza. Imparare a narrare e a narrarsi , infatti, fondamentale per conoscersi e per crescere. Bisogna abituarsi sin da piccoli al racconto e allascolto, in quanto avere la padronanza di queste attivit aiuta anche ad oggettivare la realt e a comprenderla pi a fondo. La narrazione anche un supporto per la memoria e la riflessione meta-cognitiva in quanto essa uno strumento di organizzazione e chiarificazione dei concetti, uno spazio per la costruzione di s e d la possibilit di realizzare un tipo di comunicazione che va al di l

della realt, grazie al ricorso allimmaginazione. Ascoltando un racconto, il narratore ci diventa meno estraneo, perch riuscito a trasmetterci una parte di s, o meglio ci ha fatto partecipi di un suo modo di vivere le cose. La trama dell'evento narrato ricopre la sua importanza, ma ci che rende vivo l'ascolto il modo di raccontare: pi la modalit fredda e distaccata pi ci sentiamo coinvolti solo con l'intelletto, pi viene usato un linguaggio figurato, fatto di immagini e metafore, pi ci vengono trasmesse anche le emozioni di chi narra. Tutti passiamo parte della nostra vita a narrare noi stessi, ci che ci succede, ci che pensiamo, i nostri dubbi, le nostre paure, le nostre scoperte: cio la nostra visione del mondo. E mentre narriamo ci accorgiamo che diventiamo pi consapevoli di chi siamo, di cosa desideriamo, di cosa ci addolora e di cosa ci rende felici. Il processo educativo pu essere effettuato tramite strumenti non convenzionali, per esempio attraverso l'utilizzo del computer. La scelta di introdurre l'insegnamento dell'informatica e delle tecnologia a scuola dovuta ad alcuni fattori quali la diffusione capillare dei calcolatori, di internet e il ruolo educativo e formativo che riveste. Il PC si occupa del trattamento delle informazioni in maniera automatica; uno strumento duttile, flessibile, aperto, che consente la costruzione di una metodologia didattica che permetta lo sviluppo delle capacit di pensiero critico, logico, costruttivo, creativo. Il computer consente, inoltre, lo sviluppo della collaborazione, di scambio, di comunicazione, di confronto tra gli alunni. uno strumento trasversale, cio pu spaziare in ogni area conoscitiva e intersecarsi con discipline diverse, predispone alla progettualit e alla continua ricerca di soluzioni migliorative del proprio lavoro. Per una buona educazione informatica bisogna tenere conto di alcuni aspetti: il tipo di approccio al computer: deve avere una valenza ludica in modo da stimolare il bambino e non demotivarlo; il bambino dev'essere attivo: egli stesso costruisce la propria conoscenza tramite l'interazione; l'insegnante deve fornire gli input necessari e corretti affinch il bambino inizi il suo viaggio nel mondo tecnologico e informatico; utilizzo dell'informatica nella scuola dell'infanzia come strumento ludico e di sperimentazione di nuove tecniche di disegno o attivit ricreative; attenzione ai contenuti che vengono trasmessi in modo tale da non dare informazioni sbagliate o approssimative creando fraintendimenti. All'utilizzo del pc associato l'utilizzo di internet, la grande rete. Questo sistema ha in s le caratteristiche del labirinto: un luogo senza direttive, qualcosa che pu essere ridisegnato, spazio di ricerca all'interno di un'impresa conoscitiva. Specchio del reale, perch il virtuale un'altra dimensione della realt, in cui tutto ci che reale si proietta liberandosi da vincoli e confini (La Barbera, 2000). Da questa peculiarit nasce la problematica del suo utilizzo da parte dei bambini che deve avvenire soltanto dopo che sono stati forniti loro gli strumenti necessari che consistono nella spiegazione di che cosa sia internet, di che cosa si pu trovare navigando, di come evitare possibili pericoli causati da un uso scorretto o poco attento. Inoltre, come per il linguaggio cinematografico, il bambino dev'essere istruito e consapevolizzato che non tutto ci che trova su internet reale o vero. I vantaggi che la rete offre sono numerosi:

costituisce la pi grande enciclopedia del mondo; permette di imparare ad effettuare una ricerca e a capire se i risultati sono congruenti a ci che si cerca, quindi insegna a valutare, a saper scegliere, a discriminare; semplifica e riduce i tempi di ricerca; per esempio, la ricerca su un dizionario richiede pi tempo della digitazione delle lettere sulla tastiera; consente di confrontarsi e di venire a conoscenza di punti di vista diversi dal proprio; l'informazione che si trova libera, ovvero ognuno pu esprimere la propria opinione. L'introduzione del computer e della rete nelle case ha portato al cambiamento dei modelli di comunicazione, di informazione, di elaborazione cognitiva. Voglio concludere questa parte con un'analisi critica dell'insegnamento dell'informatica nella scuola primaria nella provincia di Udine e delle considerazioni sul rapporto tra uomo e macchina. Ho avuto modo di vedere diversi percorsi didattici adottati per questa disciplina e ci che accomuna tutti lo sfruttamento parziale delle opportunit che offre il computer; ci si limita ad insegnare a compiere delle azioni che permettono di eseguire operazioni di base sullo strumento (per esempio: accendere e spegnere il pc) senza far comprendere che cosa sia veramente l'informatica e senza dare delle solide basi per una manipolazione attiva del computer (costruzione di semplici programmi); spesso l'interazione con la macchina avviene solo a livello superficiale (utilizzo di editor di testo, grafici, ... per la creazione di ipertesti). L'informatica una disciplina che consente di insegnare a ragionare attraverso la programmazione (per esempio utilizzando Scratch, un nuovo linguaggio di programmazione creato dal MIT appositamente per alunni a partire dagli otto anni), di prendere coscienza che il computer una macchina che esegue dei comandi e non dotata di intelligenza; in questo modo l'alunno manipola e domina lo strumento e acquisisce le conoscenze necessarie per poter affrontare in modo critico le distorsioni di informazione dei mass media. Quando l'alunno legger notizie come Poker, la macchina batte l'uomo. Il software impara a bluffare (http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/computer-vincepoker/computer-vince-poker/computer-vince-poker.html) in cui il computer viene descritto con caratteristiche umane, imparer a filtrare l'informazione cogliendo quanto di interessante c' scritto nell'articolo e tralasciando il resto senza correre il rischio che si formi una sensazione di impotenza e di superiorit della macchina rispetto l'uomo. Questo articolo riflette l'idea sempre pi diffusa che il calcolatore e le macchine in generale siano degli strumenti magici e autoritari. Queste percezioni sono dovute da un intreccio di fattori quali la scarsa comprensione dei meccanismi di funzionamento e di rappresentazione, la necessit sempre maggiore di personale specializzato per la loro manipolazione in quanto richiedono la conoscenza di uno specifico linguaggio e delle singole componenti, l'universalit della macchina ovvero la capacit di cercare autonomamente le risorse necessarie per l'esecuzione di un compito, la capacit di memorizzazione decisamente superiore a quelle umane, la non indispensabilit dell'uomo durante l'esecuzione dei un processi della macchina. Queste motivazioni dovrebbero spingere alla ricerca di spiegazioni e controllo delle macchine, ma ci non avviene perch queste sono diventate sempre pi user friendly allontanando ancora di pi gli utenti dalla necessit di capire ed eventualmente porsi in una condizione di analisi critica generale sulle macchine stesse e sulla loro filosofia e opportunit d'uso. La facilit d'uso sottintende una priorit che pu spesso essere evasa quasi istantaneamente: quella del problema di risolvere o della informazione da reperire (Lucilli, Rapporto uomo-macchina). Per svincolarsi da questa idea comune necessaria una formazione globale sulle macchine, ma allo stesso tempo profonda, cio che tocca i punti salienti della tecnologia.

Questo lavoro a scuola pu essere svolto nelle ore dedicate all'informatica in quanto possibile applicare i concetti su uno strumento che a disposizione degli alunni, con cui hanno gi familiarit e estenderli a tutti i prodotti tecnologici creati dall'uomo. Perch questo lavoro si concretizzi, richiede di fornire agli allievi una serie di conoscenze: storiche, in modo da dare gli strumenti per poter comprendere l'evoluzione del calcolatore e di tutte le tecnologie; tecniche, fornendo la conoscenza sull'hardware e facendo prende contatto con esso; i bambini non hanno idea di cosa ci sia all'interno dell'unit centrale e fantasticano molto sui segreti che racchiude questa scatola; manipolative, in cui vengono forniti al bambino gli strumenti per comprendere la logica che presiede il funzionamento del computer e viene introdotta la programmazione. In questo modo il bambino ha le basi per poter comprendere il rapporto tra l'uomo e la macchina, senza che queste restino avvolte nel mistero del loro funzionamento. Questa esigenza nasce dal fatto che ormai l'uomo sempre pi dipendente dalle macchine e ne fa un uso inconsapevole perdendo sempre di pi il contatto e la relazione che lega lo strumento all'uomo. Esiste il rischio che si atrofizzi la capacit umana di scegliere, di decidere e di giudicare in quanto si sta diffondendo sempre pi l'idea che le varie attivit umane possano essere sostituite da sistemi automatici. Da questa tendenza nascono i motivi che spingono alla necessit di un'acquisizione di consapevolezza sull'uso delle tecnologie. Il processo educativo un processo molto complesso che pu avvenire attraverso vari canali e ricopre tutte le aree della personalit. Educare significa guidare e formare qualcuno affinando e sviluppando le facolt intellettuali e le qualit morali. L'educazione va quindi distinta dall'istruzione, intesa come insieme delle tecniche e delle pratiche per mezzo delle quali un individuo viene istruito mediante insegnamento teorico o tecnico-operativo di nozioni di una disciplina o di un'arte. Tuttavia istruzione ed educazione possono fondersi quando l'insegnante cerca di favorire la comprensione autonoma da parte degli allievi, instaurando con loro un dialogo "esplorativo" e stimolando la loro creativit nell'apprendimento. Per questo scopo l'insegnante dispone di numerosi strumenti, come, per esempio, il laboratorio cinematografico, informatico e la narrazione.