Sei sulla pagina 1di 40

L' ACCADEMICO E L' AUTODIDATA SU SITCHIN E I SUMERI

(Diatriba tra il prof. Lorenzo Verderame e me sulla lingua / letteratura sumeroaccadica e le teorie di Zecharia Sitchin) di Alessandro Demontis
Nei giorni tra il 30 Luglio e il 4 agosto 2011 sono stato presente al forum Eclisseforum per ribattere a una intervista al professore Lorenzo Verderame, docente di assiriologia all' Univerit La Sapienza di Roma. La diatriba, dai toni accesi, stata soffocata dai moderatori bannandomi e cancellando quantomeno la mia ultima e conclusiva risposta dove, per l' ennesima volta, facevo notare l' incompetenza e le incoerenze / inadeguatezze del docente. Reputo infatti inammissibile che un docente presenti le carenze che io ho segnalato (e che leggerete pi avanti), specialmente quando, in qualit di 'esperto' e guidato dallo scetticismo personale, si ponga come critico del lavoro di uno studioso come Zecharia Sitchin. Voglio presentare dunque, avendo salvato tutto il materiale relativo al nostro botta e risposta, le varie fasi della diatriba, in modo che resti a testimonianza per il futuro, perch tutti possano valutare gli argomenti del professore e miei, facendosi una propria idea dell' accaduto. Ci che voglio sottolineare in questa lunghissima serie di risposte, la incompetenza linguistica e letteraria del professore, che si manifesta particolarmente in questi punti fondamentali: il professore ha prima sostenuto che nella letteratura mesopotamica non c' segno dell' interazione tra divinit e uomo, e quando smentito, si parato dietro l' interpretazione. Messo di fronte al fatto che nella lista di re sumeri Meskiaggasher chiamato 'figlio di Utu', ha cercato inutilmente e vergognosamente di far credere che non era quello che gli scribi volevano dire, e che tutto va contestualizzato... addirittura arrivato a trasporre il tutto in altra chiave dicendo (e con toni offensivi) che 'Dumu davanti al nome di una citt significa cittadino'; il professore non sapeva che la dea Nanshe era chiamata Nina, e che il glifo cuneiforme del suo nome si traslittera Nina. Mi ha preso in giro dicendo che la Nina di cui io parlavo era una popstar tedesca (Nena in realt) e che Nina era un quartiere di lagash. Messo davanti ai testi e ai commentari di assiriologi padri della materia, non ha avuto il coraggio di ammettere i suoi errori; il professore mi chiede perch traduco NIN al maschile quando invece femminile. Egli dunque indirettamente sosterrebbe che Ningishzidda, Ninurta, Ninazu, Ninmada, etc, sarebbero femmine? Non solo, dice che il corrispondente maschile EN, nonostante la figlia di sargon I si chiamasse Enheduanna. Il professore ha affermato che Neberu significa 'traghetto' e non 'attraversamento'. Messo davanti al fatto che i dizionari (da lui citati) riportano 'crossing' (attraversamento) non ha ammesso l' errore. Il professore ha affermato che la mia traduzione delle parole 'LA BANITA' in 'Non buono' eraerrata. Messo di fronte ai significati dei dizionari e alla traduzione fatta di questo modo di dire da Kramer e Bottero, si diffeso dicendo che io cito 'la traduzione e non la discussione'.

Ecco di seguito tutta la lunghissima e articolatissima discussione:

Le civilt mesopotamiche, Zecharia Sitchin e Nibiru Intervista esclusiva al Prof. Verderame


Una necessaria premessa. Alcune delle domande da voi poste, in particolare le prime, non possono trovare una risposta esauriente in questo breve spazio. Esse toccano problemi pi ampi e generali, come il concetto di civilt e progresso. Per necessit dunque risponder brevemente ricorrendo in molti casi a generalizzazioni e semplificazioni. In questa rassegna non vorrei risultare in alcun modo offensivo nei confronti dei lettori appassionati di un tipo di letteratura che, tuttavia, non pu considerarsi in alcun modo scientifico.Anchio sono cresciuto nutrito dai volumi di Peter Kolosimo che mio padre comprava e ho conservato un certo affetto verso questo genere. Rispondendo alle vostre domande mi si chiede, tuttavia, un parere in quanto ricercatore di lingue antiche e come tale ho proceduto. Per non tediarvi e non apparire pomposo, ho evitato di infarcire il testo con lunghe citazioni, ma ho riportato al termine una bibliografia scientifica attendibile, reperibile, in alcuni casi anche online. 1.Professore, sappiamo che ci sono difficolt nel tradurre le scritture di civilt scomparse, distanti nel tempo e nello spazio dalla nostra. Come si opera nel campo per comprendere ci che scritto in unaltra lingua e attraverso quali strumenti potete poi assegnare, in maniera oggettiva ed univoca, ad un simbolo/parola il giusto significato? Attraverso quale processo si svolge la certificazione di una traduzione affinch risulti attendibile? La riscoperta di antiche culture e la decifrazione delle stesse procede per quelle che, partendo dal celebre caso del geroglifico egiziano, si chiamano stele di Rosetta, ovvero documenti il cui testo, invariato nei suoi tratti principali, reso in due lingue o scritture differenti. Conoscendo una delle due lingue si pu procedere alla decifrazione dellaltra. Si tratta, in parole povere, di una chiave di decrittazione e in tal senso operarono i primi decifratori del cuneiforme che, non conoscendo n la scrittura, n la lingua espressa, procedettero praticamente faticosamente alla cieca. Nel 1857 si svolse a Londra il famoso esperimento che ratific ufficialmente la decifrazione del cuneiforme: la Royal Asiatic Society forn in busta chiusa un testo cuneiforme a quattro esperti (Hincks, Rawlinson, Oppert, Fox Talbot), le cui traduzioni indipendenti, ma corrispondenti nei tratti principali, dimostrarono che le conoscenze sino allora raggiunte e i metodi e strumenti creati permettevano una decifrazione corretta. Quindi una interpretazione non soggettiva e personale, ma oggettivamente provata a prescindere dal singolo studioso. Ai giorni nostri ogni certificazione di una traduzione o di una lettura di un segno, etc. procede allo stesso modo, ovvero mediante il confronto, la critica e il riconoscimento della comunit scientifica. Il processo di comprensione del sumerico e dellaccadico, tuttavia, ha proceduto lentamente. Non stata unimpresa che un solo uomo o una sola generazione ha portato a compimento. Essa il frutto della somma degli studi precedenti, compresi gli errori e i vicoli ciechi. A questo si aggiunga la casualit dei ritrovamenti archeologici e la difficile situazione politica del Vicino Oriente nellultimo mezzo secolo. 2. Come definirebbe il grado di civilt e il livello tecnologico delle popolazioni mesopotamiche (Sumeri, Assiri, Babilonesi)? difficile rispondere a questa domanda che comporta spesso una certa relazione tra civilizzazione = progresso = tecnologia. importante puntualizzare, per i meno esperti, che la Mesopotamia una piana alluvionale praticamente priva di qualsiasi materia prima, se si eccettua largilla e la canna (e il petrolio per i tempi moderni) e con queste gli abitanti dellalluvio mesopotamico hanno creato praticamente tutto: dagli strumenti per scrivere (tavoletta dargilla e calamo fatto di canna)

alle grandi costruzioni, come li Ziqqurat in mattoni dargilla. Contrariamente allEgitto la cui abbondanza di pietra, in particolare granito, ha permesso di creare monumenti imperituri che si considerano ancora oggi tra le pi grandi meraviglie del passato, poco rimane delle antiche costruzioni mesopotamiche. Anche il legname era una materia prima preziosa, raramente usata in costruzioni, figurarsi se lo si poteva utilizzare come combustibile per cuocere i mattoni. Questi dunque, come avviene ancora ai giorni nostri, erano seccati al sole. La forza delle civilt sta sicuramente nella cooperazione/cooptazione delle grandi masse per grandi opere idrauliche (canali, dighe, etc.). Infatti il suolo della bassa Mesopotamia, paludoso, se lavorato molto fertile, ma c bisogno appunto della collaborazione di tutti. da questa necessit di controllo delle masse che sono nate le citt e gli stati, la burocrazia e la scrittura, il controllo politico e teologico. Lassenza di materie prime spinse gli abitanti della Mesopotamia sempre alla ricerca di soluzioni sostitutive, sviluppando quindi una tecnologia basata principalmente sulle poche risorse disponibili. Un esempio, solo per rendere lidea dellinventiva e delle risorse mesopotamiche: lapprezzatissimo e raro lapislazuli, originario di una regione dellAfghanistan, fu in parte sostituito da una pietra artificiale, costituita da sabbia e argilla. 3.Quali erano le conoscenze in campo astronomico dei Sumeri delle altre civilt mesopotamiche di quel periodo? Conoscevano i pianeti? Avevano maturato una cosmogonia? Le conoscenze astronomiche mesopotamiche sono strettamente legate alla ragioneria e al computo. La dea sumera Nisaba, letta anche Nidaba, la dea dei cereali e patrona del computo, strettamente legato allimmagazzinamento, e, indirettamente delle conoscenze astronomiche. Di lei si dice che misura il cielo e la terra, e conta i giorni. La relazione di Nisaba con le stelle evidente dal nome del suo tempio, casa/tempio delle stelle (e-mulmul) e da uno dei suoi principali attributi, la tavoletta di lapislazzuli definita tavoletta delle stelle del cielo (puro) (dub-mul-an(-ku)). Nonostante i vari riferimenti agli astri e altri elementi che suggeriscono una conoscenza profonda delle cose celesti da parte dei Sumeri del III mill., oco sappiamo delle loro conoscenze astrologiche e astronomiche. Di fatto nei successivi periodi si continueranno ad usare i nomi sumeri dei corpi celesti. Allinizio del II mill. A.C. assistiamo ad una diffusione della letteratura in lingua accadica e ad un ampiamento dei generi letterari documentati, compresi i testi relativi ai movimenti celesti. Risale al XVIII sec. A.C. losservazione del ciclo di Venere registrata su di una tavoletta del periodo del re Ammi-aduqa, uno dei successori di Hammurabi di Babilonia. Si tratta di un importante documento che permette di ancorare alla datazione astronomica la cronologia storica dellantico Oriente. Nei secoli successivi compariranno importanti composizioni astronomiche, come il MUL.APIN, che registrano conoscenze dei moti celesti maturate nei secoli precedenti. Per evitare lunghe e pedanti discussioni, possiamo dire che i testi del periodo classico (met del II mill.) documentano una conoscenza approfondita dei pianeti e del loro ciclo oltre alle costellazioni, i confini delle quali e anche alcuni loro nomi coincidono con quelle greche. Molte di queste conoscenze, quali lo zodiaco e il calcolo sessagesimale (per es. la misurazione del tempo) e dellarco, sono giunte immutate sino ai nostri giorni. Tali conoscenze sono il frutto di unosservazione costante: ogni giorno gli scribi mesopotamici osservavano e registravano i movimenti astrali; tali registrazioni erano conservate anche per secoli e lo studio dei loro dati aveva permesso di scoprire i movimenti dei pianeti e altri fenomeni, quali il ciclo del Saros. Anche la matematica era molto sviluppata: in una civilt fondata sullestrema burocratizzazione e controllo di entrate ed uscite, si svilupparono presto calcoli complessi, come quello forfettario, e la geometria per la progettazione per esempio di opere idrauliche. Risalgono allinizio del II mill. una serie di tavolette con la rappresentazione di alcuni teoremi, tra cui quello di Pitagora!

Per quanto riguarda la cosmogonia, se intendiamo questo termine in senso moderno, la risposta sicuramente negativa. Sumeri e Accadi avevano diverse idee della creazione del mondo, conservateci nei testi letterari e mitologici, tra cui anche la volta celeste e il ciclo dei pianeti. Nel noto passo della Tavola V dellEnma eli, il poema della creazione babilonese, il dio Marduk Fece apparire le stazioni dei grandi di e stabil le immagini delle stelle, le costellazioni, defin lanno, del quale tracci il quadro e stabil tre stelle per ogni mese. Quando ebbe tracciato il disegno dellanno, fiss la stazione di Nebiru, per far conoscere le loro (delle stelle) relazioni e in modo che nessuna di esse sbagliasse il suo percorso, stabil i sentieri di Enlil ed Ea. 4.Veniamo a Zecharia Sitchin. Come vengono considerate le sue traduzioni e le sue interpretazioni dei testi cuneiformi dal mondo accademico? La sua opinione personale? Nel mondo accademico non vi alcuna considerazione dei lavori di Sitchin ed il suo nome, quale autore di opere pseudo-scientifiche, pressoch sconosciuto. A prescindere dalla generale chiusura degli ambienti accademici, non esistono lavori di Sitchin che possano ritenersi scientifici, per varie ragioni. Sitchin, come altri autori del genere, costruisce le sue teorie sulla traduzione di passi e non sullinterpretazione del testo originale, nonostante proclami di essere lunico a conoscere il cuneiforme. A tal uopo, per sfatare dubbi e miti, lAssiriologia, ovvero la disciplina che studia le culture che si sono espresse tramite la scrittura cuneiforme come quella sumerica e accadica, esiste da oltre un secolo ed insegnata in molte universit del mondo. Sebbene meno nota e appariscente della sorella Egittologia, in continuo sviluppo e annualmente molti studenti frequentano i corsi di lingua e letteratura sumerica e accadica. 5.Sitchin afferma che i Sumeri ebbero contatti con razze extraterrestri, che la stessa razza umana sia una creazione extraterrestre. Aggiunge che le conoscenze astronomiche dellepoca fossero tali da arrivare a definire un sistema solare cos come oggi lo conosciamo e tali da permettere il calcolo di orbite e masse planetarie. Inoltre, secondo Sitchin, nel 2000 a.c. sarebbe scoppiata una guerra nucleare tra extraterrestri e la ricaduta nucleare sarebbe il vento malvagioche distrusse Ur. Egli avrebbe desunto tutto questo dalla traduzioni di cilindri, sigilli e tavolette mesopotamiche. Esiste qualche riscontro oggettivo di queste affermazioni? Intanto dovremmo chiaramente distinguere le fasi di quelle che sono state le civilt mesopotamiche che si sono sviluppate in circa tre millenni. Non possiamo appiattire levoluzione delle conoscenze maturate in secoli di osservazioni e farne un unico mucchio da cui attingere singoli dati fuori contesto. Dunque, come gi accennato, abbiamo pochissimi dati circa le conoscenze dei Sumeri nel III mill. e solo pochi indizi, per cui affermare che le loro conoscenze astronomiche fossero evolute unillazione. Inoltre, molte culture anche non complesse (quelle che si chiamerebbe preistoriche) hanno conoscenze astronomiche estremamente sviluppate, derivate dallosservazione, senza che si debba attribuire a fattori esterni, tali conoscenze. Per quanto riguarda la guerra nucleare e il vento malvagio che avrebbe distrutto Ur, alla fine di questo periodo il grande regno con capitale proprio ad Ur cadde. La letteratura posteriore attribu alla decisione del consiglio divino la fine della dinastia, fine che ebbe luogo su un piano mitico tramite una tempesta distruttrice, sul piano umano tramite linvasione di genti dalle montagne orientali. La tempesta distruttrice, spesso accompagnata da piena e diluvio, larma prediletta delle divinit: Enlil la scaten contro lumanit con lo scopo di sterminarla nel celebre mito del diluvio. Entrambe le idee, quella della tempesta e della piena, sono strettamente legate alla realt geofisica della Mesopotamia: le nubi cariche di pioggia, sin dallantichit rappresentate come un gigantesco uccello dalla testa leonina, producevano improvvise piene incontrollabili causate

dallassenza di rocce. Gli stessi letti dl Tigri e dellEufrate sono fangosi e il loro corso, in particolare quello del Tigri, pu mutare annualmente e investire le citt o allontanarsi da esse determinandone la distruzione. Quindi si tratta di un motivo antico e costante nellimmaginario della regione. Non ci sono tracce di guerre per questo periodo. Larcheologia inoltre non ha fornito alcuna traccia di distruzioni diffuse e in particolare proprio ad Ur c una continuit abitativa che indica un periodo di passaggio non traumatico. 6.Esiste un testo cuneiforme che parla di un pianeta chiamato Nibiru e che ne descrive caratteristiche fisiche ed orbitali? Neberu in accadico significa traghetto. un termine utilizzato per indicare anche alcuni corpi celesti in molti testi sia letterari che astronomico/astrologici. Va precisato infatti che a fianco di alcuni nomi associati in modo univoco ad un pianeta o stella, sviluppato in Mesopotamia un sistema legato allinterpretazione teologica ed esoterica per cui alcuni astri possono avere pi di un nome, associato ad un dio (Marte) o ad una caratteristica (rosso); in alcuni casi, inoltre, tali nomi sono volutamente ambigui e utilizzati per diversi corpi celesti. Nel caso di Neberu lo si definisce in vari passi come uno dei nomi del pianeta Giove; il passo sopra citato dallEnma eli sembrerebbe indicare invece una stella fissa, forse la polare. Non vi sono invece descrizioni chiare delle caratteristiche fisiche (ma neanche per altri corpi) o orbitali di Neberu. 7.Nella mitologia Sumera/Babilonese/Assira e nei loro scritti, c qualche riferimento che possa far pensare che tali popoli avessero un livello tecnologico avanzato o che fossero venuti in contatto con qualcuno che possedesse una tecnologia paragonabile o superiore alla nostra? No. 8. Sitchin collega molti elementi tratti dalle sue traduzioni di testi Sumeri, con avvenimenti narrati nella Genesi biblica, lasciando intendere che questultima derivi in grande parte proprio dalla mitologia Sumera. Ad esempio, gli Anunnaki della mitologia Sumera, secondo Sitchin, sarebbero i Nephilim che compaiono nella Bibbia. Cosa pu dirci a riguardo? Esistono riscontri oggettivi per queste supposizioni? La relazione tra elementi della tradizione letteraria sumero-accadica e la successiva tradizione biblica sono note sin dalle prime scoperte delle tavolette cuneiforme nel XIX sec. Tra questi il pi noto il caso della narrazione del diluvio e larca di No. Nella religione sumerica gli Anunna(ki) sono gli di superiori e gli Igigi quelli inferiori. I Giganti (Nephilim) e lidea dellunione tra esseri sovraumani e donne umane assente da qualsiasi fonte mesopotamica. Lidea generale di un contatto tra il divino e lumano nella religione mesopotamica totalmente assente. Persino lidea di eroe in senso greco (figlio di un dio e un essere umano) assente e documentato unicamente in un unico eccezionale caso, Gilgame (si legge Ghilgamesh). 9.Sitchin afferma che dal sigillo VA 243 sia possibile ricavare che i Sumeri conoscessero 12 pianeti, compresi Sole e Luna. Pu confermare questa interpretazione o si tratta di forzature? Si tratta di forzature. Sole e Luna sono astri noti per ovviet a tutte le culture. Oltre a questi vi era Venere identificata con la dea Inanna/Itar, e poi i pianeti Marte, Mercurio, Giove e Saturno. Assieme a questi astri principali venivano spesso rappresentate anche le Pleiadi, simbolizzate da sette pallini. Queste rappresentazioni si trovano sui kudurru, pietre di confine coperte con segni astrali e simboli divini. 10.Alcune curiosit: come venivano rappresentati Sole, Luna e Stelle dai popoli Mesopotamici? Avevano una simbologia fissa e univoca, oppure gli stessi simboli venivano usati per indicare luno o laltro astro o addirittura altri oggetti? E vero che nellEnuma Elish il termine GA.GA corrisponde a Plutone? Cosa vuol dire la parola Nibiru? Mentre per gli astri pi importanti vi erano differenti nomi, i simboli che li rappresentavano erano fissi. Come detto le pleiadi erano rappresentati da sette pallini, Sole, Luna e Venere coincidenti con tre delle divinit principali, erano rappresentati da un astro iscritto in un cerchio con piccole

differenze luna dallaltro. Per gli altri pianeti non abbiamo rappresentazioni, ma si usano i simboli delle divinit ad esse associate. 11.Per finire, cosa si sente di dire a coloro i quali ritengono che Zecharia Sitchin fosse un brillante studioso, pioniere della traduzione di testi Mesopotamici, osteggiato dal mondo accademico per le sue scomode scoperte? Il mondo accademico sicuramente un ambiente chiuso, tuttavia, in particolare nel mondo dellantichistica e, pi specificamente, del Vicino Oriente antico le poisizioni e i punti di vista sono tra i pi diversi. Basti pensare che tra questi studiosi ci sono molti che appartengono a ordinamenti religiosi e svolgono le loro ricerche avendo in mente di confermare le rispettive fedi. Nel secolo passato diverse persone hanno proceduto a leggere e interpretare in maniera personale le fonti mesopotamiche, in particolare quelle che descrivono riferimenti ai corpi celesti. La tentazione non ha risparmiato neppure il fisico Stephen Hawkins che in un suo volume ha interpretato il mito di Gilgame come una rappresentazione astrale. Per quanto riguarda Sitchin, che io sappia non ha mai tentato di far parte di quellambiente accademico che lo vorrebbe osteggiare. Nel suo curriculum inoltre non specificato in nessun luogo dove avrebbe svolto tali studi. Di sicuro non esistono traduzioni di testi mesopotamici da parte di Sitchin a me note e le sue pubblicazioni mostrano solo una grande creativit spesa a favore di coloro che apprezzano tale genere. BIBLIOGRAFIA Traduzioni italiane di testi sumerici e accadici: Bottro, J., & Kramer, S. N. (1992). Uomini e di della mesopotamia. Alle origini della mitologia. Torino: Einaudi. Castellino, G. R. (1977). Testi sumerici e accadici. Torino: UTET. Pettinato, G. (2001). Classici delle religioni: Mitologia sumerica. Torino: UTET. La letteratura sumerica si pu trovare in trascrizione (ovvero resa in alfabeto latino della scrittura cuneiforme) pu trovarsi alla pagina del progetto The Electronic Text Corpus of Sumerian Literature (ETCSL): http://etcsl.orinst.ox.ac.uk/ Un motore di ricerca per materiale mesopotamico www.etana.org Opere introduttive allastronomia e astrologia mesopotamica in lingua italiana: Neugebauer, O. (1974). Le scienze esatte nellantichit. Milano: Feltrinelli. Pettinato, G. (1998). La scrittura celeste. Milano: Mondadori. Pichot, A. (1993). La nascita della scienza. Mesopotamia, egitto, grecia antica. Bari: Dedalo. Walker, C. B. F. (1997). L astronomia. Prima del telescopio. Bari: Dedalo. Alcune importanti opere in altre lingue: Brown, D. (2000). Mesopotamian planetary astronomy-astrology. Groningen: Styx. Horowitz, W. (1998). Mesopotamian cosmic geography. Winona Lake: Eisenbrauns. Hunger, H., & Pingree, D. E. (1989). MUL.APIN : An astronomical compendium in cuneiform. Horn: F. Berger. Hunger, H., & Pingree, D. E. (1999). Handbuch der Orientalistik: Astral sciences in Mesopotamia. Leiden Boston Kln: Brill. Koch-Westenholz, U. (1995). Mesopotamian astrology. An introduction to Babylonian and Assyrian celestial divination. Copenhagen: The Carsten Niebuhr Institute of Near Eastern Studies.

Reiner, E. (1995). Astral magic in Babylonia. Philadelphia: The American Philosophical Society. Rochberg, F. (2004). The heavenly writing: Divination, horoscopy, and astronomy in Mesopotamian culture. Cambridge New York: Cambridge University Press. Weidner, E. F. (1915). Handbuch der babylonischen Astronomie. Leipzig: J. C. Hinrichs. Catalogo dei corpi celesti nella letteratura mesopotamica: Gssmann, F. (1950). Planetarium babylonicum, oder die sumerisch-babylonischen Sternnamen. Roma: Papstl. Bibelinstituts. Kurtik, G. E. (2007). [the star heaven of ancient mesopotamia]. St. Petersburg: Aletheia. Un ottimo sito ricco di informazioni e bibliografia quello di van Gent, Bibliography of Mesopotamian Astronomy and Astrology ESTRATTO DALLA BIOGRAFIA del Prof. Verderame Biografia Completa Carriera accademica Lorenzo Verderame si laureato presso la Sapienza Universit di Roma nel 1998 discutendo una tesi in Assiriologia dal titolo Le tavole I-XIV della serie astrologica mesopotamica Enuma Anu Enlil e presso il medesimo ateneo ha coseguito il dottorato in Studi Filologici e Letterari sul Vicino Oriente Antico e lIran pre-islamico nel 2004 con la tesi Il ruolo degli esperti (ummnu) nel periodo neo-assiro. Dal 2005 al 2009 stato docente di Storia del Vicino Oriente Antico presso la Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit di Palermo. Dal 2008 ricercatore in Assiriologia presso la Sapienza Universit di Roma. Pubblicazioni Tra le principali pubblicazioni monografiche: Le Tavole I-VI della serie astrologica Enuma Anu Enlil, NISABA 2, Messina, 2002; (con F. DAgostino) Umma Messenger Texts in the British Museum, Part Three (UMTBM 3), Supplemento alla Rivista degli Studi Orientali LXXVI, Roma, 2003; (con J. Politi) Drehem Texts in the British Museum (DTBM), NISABA 7, Messina, 2005; (con F.N.H. al-Rawi) Testi amministrativi neo-sumerici da Umma conservati al British Museum (NATU II), NISABA 11, Messina, 2006. Sono in preparazione Il rituale del re sostituto in Mesopotamia, The Role of the Scholar (ummnu) in the Neo-Assyrian Period, The Astrological Series Enuma Anu Enlil:Chapters VII-XIII, gli ultimi due per la casa editrice Brill. Ricerca Gli ambiti di ricerca di Lorenzo Verderame sono i testi magici e divinatorii, la religione, i documenti amministrativi ed economici del III mill., gli studi tecnologici. Da vari anni si occupa, in collaborazione con altri colleghi, delledizione di testi astrologici e astronomici mesopotamci, in particolare della serie astrologica Enuma Anu Enlil, di cui ha curato leditio princeps delle Tavole IVI e sta preparando quella delle Tavole VII-XIII. Progetti di Ricerca Dal 2008, in seguito ad un accordo con il British Museum, il responsabile per il progetto di riedizione completa del materiale lessicografico e scolastico mesopotamico. Altri progetti di ricerca cui la cattedra di Assiriologia collabora sono: ledizione ed il catalogo dei documenti neo-sumerici inediti del British Museum e di altre collezioni del Regno Unito; in collaborazione con F. Pomponio

(Universit di Messina), P. Mander (IUO Napoli), F. DAgostino (Sapienza Universit di Roma); il progetto di collaborazione con lo State Board of Antiquities della provincia del Dhi Qar (Nasiriya, Iraq). MIO PRIMO INTERVENTO SUL FORUM 'ECLISSEFORUM' Buonasera a tutti, mi chiamo Alessandro Demontis e sono la persona a cui PDM si riferisce nei suoi commenti (l' utente Padre della Menzogna si lamentava nel forum delle mie domande, originariamente postate nel forum Nibiru2012.it - N.d.a.). Ho letto la vostra intervista al prof. Verderame (che personalmente non conosco inquanto non ho mai studiato all' ateneo in cui egli insegna) e lascio qui i miei commenti. Dopo questi, lascer anche dei commenti ai vostri commenti. DOPO di ci, mi presenter. Veniamo all' intervista del prof. Verderame, riporter alcune sue esclamazioni e far i miei commenti in merito. 1) prof. Verderame: "Quindi una interpretazione non soggettiva e personale, ma oggettivamente provata a prescindere dal singolo studioso." mio commento: Non vero, sia nel passato che attualmente assiriologi diversi traducono diversamente lo stesso passaggio e addirittura la stessa parola. Questo succede sia con l' accadico che col sumero. Un caso lampante il nome del dio Ningishzidda (Jacobsen: 'signore del buon albero' - Bell: 'signore che fa crescere gli alberi in maniera corretta' - Heise: 'signore del fedele attrezzo'). Un altro caso sono le diverse traduzioni per esempio della Dalley e di King di molti passi dell' Enuma Elish. Riporto qui due stralci di traduzioni di assiriologi diversi dello stesso passaggio del mito di Adapa: Heidel Why has Enki revealed to an impure man The heart of heaven and earth? Dalley: Why did Enki disclose to wretched mankind The ways of heaven and earth, come potete vedere Heidel parla di 'uomo impuro' mentre Dalley traduce con 'umanit'. Il termine accadico esatto 'amiluta' che deriva da awltu = umanit, nel complesso. Inoltre Heidel parla di 'il cuore del cielo e della terra' mentre Dalley parla di 'le vie di cielo e terra' mentre il testo originale : 'la banita sa shame u erseti' che significa "ci che male (la banita = non buono) in cielo (sa shame) e terra (u erseti)" 2) prof. Verderame: "nonostante proclami di essere lunico a conoscere il cuneiforme." :

mio commento: Sitchin non ha mai dichiarato di essere l' unico capace di tradurre il cuneiforme. Forse il prof. Verderame si riferisce alla frase di presentazione della 4a di copertina del libro 'Il pianeta degli dei' che riporta "[...] uno dei pochi studiosi al mondo capaci di leggere la scrittura cuneiforme". Ma questa una frase della casa editrice, non di Sitchin. 3) prof. Verderame: "Neberu in accadico significa traghetto mio commento: No, Neberu un termine che ha ANCHE il significato di 'traghetto', ma ha il significato dell' azione di attraversare, e per estensione indica qualsiasi cosa compia una traversata di qualunque genere. Infatti Nibiru nell' Enuma Elish il nome che Marduk assume quando attraversa l' universo. 4) prof. Verderame: "Nel caso di Neberu lo si definisce in vari passi come uno dei nomi del pianeta Giove; il passo sopra citato dallEnma eli sembrerebbe indicare invece una stella fissa, forse la polare." mio commento: No, niente lega Nibiru a Giove se non gli assiriologi nelle loro traduzioni, senza peraltro giustificare questa attribuzione. Nessun testo accadico o sumero afferma che Nibiru Giove. Fu una nozione 'decisa' e accettata dalla comunit, credo provveniente da L.W. King. Su cosa sia Nibiru ci son stati vari studi, e nessuno conclusivo. Il passo dell' Enuma Elish (che non vedo riportato) non implica una stella fissa... anzi, nell' elenco dei nomi di Marduk si dice chiaramante che Nibiru 'colui che un tempo attravers (neberu) il firmamento ora il polo del' universo'. Dunque non una stella fissa ma qualcosa che si muove. 5) prof. Verderame: " lidea dellunione tra esseri sovraumani e donne umane assente da qualsiasi fonte mesopotamica. Lidea generale di un contatto tra il divino e lumano nella religione mesopotamica totalmente assente" mio commento: No di nuovo. Il professore dimentica Inanna che si accoppia con Sargon, e vari altri casi, per esempio Gudea figlio di Nina e vari altri re e sacerdoti che si dichiarano figli di divinit. Altri esempi sono Enmerkar e anche Lugalbanda. 6) prof. Verderame: "Mentre per gli astri pi importanti vi erano differenti nomi, i simboli che li rappresentavano erano fissi. Come detto le pleiadi erano rappresentati da sette pallini, Sole, Luna e Venere coincidenti con tre delle divinit principali, erano rappresentati da un astro iscritto in un cerchio con piccole differenze luna dallaltro." mio commento: La identificazione delle pleiadi con i 7 pallini un altra asserzione degli assiriologi, non c'

niente che attesti, nella mitologia mesopotamica, l' identificazione delle pleiadi con i 7 pallini. Tanti articoli e studi di assiriologi fanno questa associazione ma del tutto personale, semplicemente condivisa. Inoltre nel caso del sole (come simbolo del dio Shamash) abbiamo almeno 5 tipi di rappresentazione diverse. La pi comune questa:

ma esiste anche questa:

e questa (passate il mouse sopra i singoli disegni e vedrete quale ): http://www.ezida.com/kudurruhaut.htm

nonch questa:

se vorrette sottoporre le mie osservazioni al prof. Verderame sar felice di leggere le sue risposte. Veniamo ai vostri commenti: 1) "Sembra che i sostenitori del defunto romanziere non abbiano intenzione di affrontare il rischio di un confronto con uno studioso del settore, preferendo piuttosto denigrare al riparo da possibili repliche, protetti e osannati dai soliti figuranti senza arte n parte." Al contrario, gi su nibiru2012.it ho chiarito che avrei partecipato a un confronto gratuito e da voi organizzato. Infatti ho scritto: "se poi non gli piaciono le 'conferenze a pagamento', puo organizzare un incontro pubblico gratuito con me e il professore come ospiti." 2) "Direi che eventuali domande potremmo fargliele noi al Professore senza "richiamare" gente da chiss dove, nemmeno fossero chiss chi....ci che contenuto all'interno dell'intervista chiaro e netto e non penso che vi sia molto da replicare se non qualche goffo tentativo di screditare la persona...La vera sfida sarebbe chiedere a chi si nasconde dietro al "puntare il dito contro lo studioso" di ottenere gli stessi risultati e fare la stessa carriera. Sembra sempre che uno si sveglia una mattina e diventa scienziato, a sentir certa gente." Ecco potreste iniziare a porgli le mie osservazioni. Io non sono chiss chi, sono un umilissimo chimico con la passione della storia, che dal 2007 studia lingua sumera, rigorosamente da materiale accademico, e che dal 2001 si occupa della teoria di sitchin,

della quale ho sviscerato ogni singolo punto. L' intervista del prof. Verderame veramente chiara, ma contenente varie inesattezze e qualche errore. Tuto sommato per non saprei come la sua intervita possa contrapporsi alle nozioni che Zecharia Sitchin ha dato sui sumeri e sul loro mondo. Nella intervista non c' nulla che vada contro ci che Sitchin afferma. Io non mi son svegliato la mattina credendo di essere scienziato... faccio ricerca, ho alle spalle oltre 15 anni di studio sulle civilt del passato, ho studiato lingua sumera (autodidata da materiale accademico) ed iscrizioni etrusche (all' universit di Lingue e Letteratura Straniera a Sassari col prof. Massimo Pittau). I miei campi di specializzazione sono: - la civilt sumeroaccadica - la comparazione linguistica tra il sumero e le altre lingue (ainu, cinese, basco, sardo, ittita, turco, lituano) - il contatto in antichit tra le civilt del medioriente e quelle del meso - sudamerica 3) "senza pensare poi che Sitchin viene preso in "considerazione" solo come valutazione di una probabile traduzione che puntualmente si rileva completamente errata." Interessante, mi potete portare un solo caso di studioso accademico che ha invalidato le traduzioni di Sitchin? So gi che non lo farete, ed andrete a pescare il sito di Heiser 'sitchiniswrong', che contiene numerosi errori e che ho abbondantemente dimostrato invalidato numerose volte. Ho anche invitato Heiser al confronto, senza mai avere risposta. Detto questo, solo perch sappiate chi sono, mi presento. Ho 37 anni, sono sardo ma vivo nel lazio, sono un tecnico (chimico e tecnico per la gestione delle risorse ambientali) che nella vita ha studiato religioni, magia, occultismo, satanismo, storia della bibbia, lingua sumera, iscrizioni etrusche. Parlo anche tedesco, serbo e romeno. Pur se lavoro come tecnico, la mia vita stata dedicata allo studio delle materie pi disparate, particolarmente quelle linguistiche e mitologiche. Ho scritto 4 libri (dai quali non vivo, infatti li rendo sempre scaricabili liberamente e ne ho regalati pi di quanti ne ho venduti): - Mille cose nascoste - Nibiru e gli Anunnaki - Testi sumeri tradotti e commentati - Il fenomeno Nibiru vol.1 In relazione all' argomento lingua sumera, preciso che i miei studi son stati condotti solo da materiale accademico, ed esattamente per il lato prettamente linguistico: - sumerian glossary (daniel foxvog) - sumerian grammar (daniel foxvog) - sumerian lexicon (john halloran) - a workbook on cuneiform signs (daniel snell) - sumerian grammar (otto edzard) - akkadian sign list (piska karel) ho scritto un libro di testi sumeri da me tradotti e commentati, questa la bibliografia utilizzata:

- G. Pettinato : I sumeri - S.N. Kramer : Sumer, alle origini della storia - S. Seminara : I sumeri e il pensiero agglutinante - S. Langdon : Sumerian grammatical texts - S. Langdon : Sumerian liturgy and psalms - D. Foxvog : Sumerian pantheon - D. Foxvog : Sumerian glossary - D. Foxvog : Sumerian grammar - J.A. Halloran : Sumerian lexicon - J.W. Bell : List of sumerian deities - J. Ebeling : Sumerian word order patterns - S. Dalley : Myths from Mesopotamia - A. Falkenstein : Das sumerische - J. Hayes : A manual of sumerian grammar and texts - E. Chierra : Sumerian epics and myths - H. Radau : Sumerian theogony and cosmogony - G. Cunningham : Analysing literary sumerian: corpus-based approaches - G. Cunningham : The syntax of sumerian multiword verbs - T. Jacobsen : Sumerian king list - T. Jacobsen : A history of mesopotamian religion - Electronic Text Corpus of Sumerian Literature - D.O. Edzard : Sumerian grammar

(Il professor Verderame, probabilmente dopo aver risposto ai miei punti mandando una email a un utente, si iscritto al forum e ha postato una risposta diretta a me personalmente, che qui di seguito riporto lasciandogiudicare a voi i toni e gli argomenti N.d.a.)

Rispondo pi per correttezza per coloro che gestiscono il sito e che hanno mostrato curiosit che per alimentare ulteriori polemiche. Ho risposto alle Sue questioni dettagliatamente in altro luogo. Ammetto la mia ignoranza a proposito di Sitchin, ma per quanto riguarda il mio campo di ricerca, l'Assiriologia, si tratta del mio lavoro e su questo davvero non transigo, accetto critiche e osservazioni, ma non faziose argomentazioni su mie ignoranze in merito. Sa io ho dovuto sostenere degli esami ed una tesi di laurea, oltre ad un concorso, e sono vent'anni che mi occupo di testi sumeri e accadici. Questo piuttosto frequente nell'antichistica, cio il fatto che, in particolare quella pi esotica, per cui chiunque leggendo qualche libro pretende di avanzare teorie, come se gli studi nel settore, siccome poco noti, non esistessero; ma se io volessi fare lo stesso con l'astrofisica? Ovvero leggo un paio di volumi e inizio a scrivere trattati pretendendo che siano scientifici e sostenendo che il gruppo dei fisici mi esclude. Perch il percorso di studi della Fisica riconosciuto, mentre per le civilt antiche, chiunque, pu svegliarsi da un momento all'altro e presentare le sue teorie campate in aria. Per quanto poco nota, l'Assiriologia esiste da quasi un secolo e mezzo e le pubblicazioni nell'ambito sono almeno un paio di decine di migliaia. Per produrre quello che produco, io devo conoscerle (almeno l'esistenza o sapere come recuperarle) tutte. Lei invece legge alcuni libri, per di pi a caso, ed un esperto. come se volessi discutere con un fisico di teorie quantistiche utilizzando il Bignami ed un libro per le scuole elementari, e ogni volta che lui obietta riportare alcune formule elementari e magari superate senza voler

aspettare ulteriori citazioni. Ovviamente conosco i testi da Lei citati , ma qui il primo punto da considerare, ed anche, forse il nocciolo della questione, se credere in quello che noi chiamiamo miti (e su questo purtroppo non posso convincerla se crede che la freccia di Ninurta sia un missile) e a che livello opera l'attivit esegetica, ovvero l'interpretazione. Cio se accettiamo che si tratta di miti, la nostra interpretazione si fonda su cosa "rappresentassero" per la cultura che li ha prodotti, se si tratta, invece, di fatti realmente accaduti (mi piacerebbe molto citare la creazione di tutte le cose del mondo mediante eiaculazione da parte di Enki) l'interpretazione (la Sua, Demontis) si concentra, o meglio, spazia perch il melammu, l'aura di cui sono avvolte le divinit mesopotamiche, potrebbe essere un raggio o la luminescenza delle loro tute spaziale o direttamente gli Anunnaki hanno una natura unicamente energetica/luminosa. Mi dica non ci aveva pensato, eh? forse Sitchin? dovrei mettermi a scrivere anch'io queste storie. Eppure le devo dire che dopo tanti anni, ne ho sentite tante di queste teorie, anche pi originali e articolate di quelle di Sitchin, ma le trovo decisamente noiose. Si tratta di un circolo vizioso per cui chi le propone si pone automaticamente fuori della discussione, dice di avere ragione e prevede gi la sua esclusione. Lei creda e scriva quello che vuole, ma no pretenda di essere scientifico dopo aver letto dei libri, seppure buoni, in ordine sparso e, soprattutto, in traduzione. Non voglio stare qui a contestare le sue letture e potrei (Halloran ha fatto il suo stesso processo inverso: ha raccolto due o tre antologie e creato un lessico sulla base delle traduzioni dei vari Kramer e Jacobsen. Soprattutto perch sono opere in inglese e nessuno dei due lo era, essendo uno un profugo ebreo della Germania nazista e l'altro danese). Le sembra un sistema scientifico?, forse si, se lei gi scrive libri traducendo testi numerici e accadici, sebbene abbia qualche problema nel distinguere le due lingue, i termini poi. mi fermo qui .... Sulla presunta ignoranza dei testi in questione. Si tratta sempre di miti e dipende come lei li vuole valutare. L'unico caso di contatto diretto con la divinit stato il cosiddetto rito delle "nozze sacre", per il quale, nelle fasi pi arcaiche, abbiamo solo fonti mitiche (e torniamo al solito problema) per le fasi successive c' una simbolica unione tra il re e la sacerdotessa. Diversamente dall'Egitto, la regalit in Mesopotamia era tutt'altro che divina (si veda l'articolo di Cooper da me citato) ed ha avuto una vita brevissima. Si, lo so, Demontis, Lei ora contester anche questo, ma qui non possiamo stare a scrivere un manuale di storia, se vuole si legge quello che ho scritto in "The Akkadian Bello Stile" e in altre pubblicazioni disponibili dal mio sito (http://sites.google.com/site/assiriologia/pubblicazioni-1), che le suggerisco di leggere prima di fare certe affermazioni, visto che per quanto riguarda le sue conoscenze di sumerico e accadico, ho preferito glissare. Studi e si applichi di pi! P.S. Mi accorgo che la correzione automatica ha mutato le mie parole qua e la, me ne scuso. P.S.P.S. Ho visto che avete coinvolto anche il povero Massimo Maiocchi, anche lui caduto nella sfera degli ignoranti. (Dopo questa risposta personale del professore, l' utente PDM posta le risposte del professore ai 6 punti che io ho sollevato N.d.a.)

PRIMA VERA RISPOSTA DEL PROFESSORE AI MIEI PUNTI: (Trattandosi di citazioni 'ricorsive', cio il professore cita le mie frasi di risposta alle sue frasi, per facilit di lettura ho riportato sia qui che nelle successive repliche - in BLU le originali frasi del professore, e in VERDE le mie risposte che lui ha citato per rispondere. Ho inoltre riportato in ARANCIONE le citazioni di testi originali, fatte da m o dal professore. N.d.r.) Rispondo ad alcuni punti sollevati da Demontis augurandomi, senza troppa convinzione, di non proseguire con questo tipo di interventi. Per prima cosa, rispondere a Lei, Demontis, significa attribuirLe un credito che, alla luce del tono, dei modi e degli argomenti, non merita. Questo significa alimentare un numero infinito di botta e risposte stancanti e senza frutto di chiunque ritenga, avendo letto due o tre cose sullargomento, di cogliere loccasione di attaccarmi. Ma sono stato io a spogliarmi dei paramenti accademici e a scendere dalla cattedra per accettare il confronto. Una cosa che Lei, con le sue convinzioni, al contrario non ha fatto, al contrario, la cattedra se l attribuita. Intanto lidea di discussione presuppone anche una volont di confronto che i no con cui Lei, Demontis, principia tutte le sue frasi, mi sembra appunto negare ampiamente. Se procediamo per enunciati incontestabili non ne usciremo mai fuori. Ricordo anche di non esser voluto entrare nello specifico delle questioni da voi sollevate, anche perch, ovviamente, le scienze dellantichit, siano esse archeologiche che epigrafiche, presentano sempre un aspetto interpretativo che diviene, gioco forza, il tallone dAchille delle interpretazioni di soggetti che come Sitchin o Demontis, si basano su di una raccolta di dati in traduzione, spesso talmente vasti e sparpagliati nel tempo che a volte vengono automaticamente obliterati come antiquati. Le affermazioni di Demontis partono da traduzioni operate da studiosi, ma contemporaneamtene continua a negare risultati conseguiti dalla comunit scientifica (questa setta degli Assiriologi). Questo vuol dire, da una parte, che negando i suoi stessi punti di partenza lei nega le sue stesse affermazioni, daltra parte, vuol dire anche non trovare alcun terreno di base su cui discutere. La comunit scientifica, ripeto, non costituita da elementi sempre daccordo tra di loro (gi difficile trovarne due che siano concordi su pi di un aspetto) e i risultati si basano su un confronto (non su enunciati incontestabili del tipo no o non vero). Demontis cita lavori tradotti da assiriologi, altrimenti non potrebbe procedere, ma poi dice che sono tutti sbagliati, quando gli fa comodo. Quindi un primo punto da stabilire, per discuterne, se si debbano accettare questi risultati, sempre con il beneficio del dubbio e la possibilit di critica (cosa che Demontis non ha neppure previsto nelle sue osservazioni). Se Lei, Demontis, continua a dire che non vero qualsiasi cosa Le faccia comodo, arriviamo ad un relativismo per cui non possibile discutere. Quindi un forum, nellidea stessa di luogo di incontro, diventa un palcoscenico per i singoli. In questo caso lascio tutta la scena a Lei, Demontis, che mostra migliori capacit e convinzioni del sottoscritto.

Nelle risposte che seguiranno, differentemente dalla prima volta in cui ho cercato di evitare pedanterie, risponder in maniera critica e scientifica con fonti primarie tradotte dalloriginale, ovvero i testi sumerici e accadici, e secondarie, ovvero studi su questi specifici argomenti. Rispondo affindandomi al buon senso comune, se anche questo dovesse venire a mancare ... beh, credo che questo non sia proprio il posto per me. Citazione Buonasera a tutti, mi chiamo alessandro demontis Veniamo all' intervista del prof. Verderame, riporter alcune sue esclamazioni e far i miei commenti in merito. 1) prof. Verderame: "Quindi una interpretazione non soggettiva e personale, ma oggettivamente provata a prescindere dal singolo studioso." mio commento: Non vero, sia nel passato che attualmente assiriologi diversi traducono diversamente lo stesso passaggio e addirittura la stessa parola. Questo succede sia co l' accadico che col sumero. Un caso lampante il nome del dio Ningishzidda (jacobsen: 'signore del buon albero' - bell: 'signore che facrescere gli alberi in maniera corretta' - heise: 'signore del fedele attrezzo'). Un altro caso sono le diverse traduzioni per esempio della Dalley e di King di molti passi dell' Enuma Elish. Riporto qui due stralci di traduzioni di assiriologi diversi dello stesso passaggio del mito di Adapa: Losservazione capziosa e non tiene, volutamente, conto di due elementi. Primo che le traduzioni appartengono a studiosi di epoche differenti (tra parentesi Lei, Demontis, cita sempre le sue fonti a caso, senza mai riportare lopera o lanno!). King e Jacobsen hanno prodotto molto e la loro attivit copre quasi mezzo secolo, avranno pur ben cambiato idea su alcuni punti nel frattempo, senza considerare levoluzione, non solo del pensiero nellultimo secolo, ma della lingua stessa con cui sono tradotti i testi. Non parliamo poi delle scoperte avvenute in un secolo: sarebbe assurdo pensare che la disciplina sia rimasta ferma e immobile, per questo porre su di uno stesso piano fonti di periodi e scopi differenti una stupidaggine. C unespressione, aggiornato, utile per indicare una interpretazione o uno studio recente su di un argomento, ed unaltra, edizione scientifica, per indicare uno studio filologico di un testo, cui si dovrebbe ricorrere in questi casi. Infatti, chi si occupa di unedizione scientifica tenuto a spiegare con elementi provanti la scelta di una traduzione in luogo di unaltra. Basta confrontare ledizione dellepopea di Gilgamesh di A.R. George in versione divulgativa per la Penguin (poche pagine) e quella scientifica con il commento dei singoli passi in due tomi: George, A. R. (2003). The babylonian gilgamesh epic, I-II. Oxford - New York: Oxford University Press. Specificamente per Adapa citerei i seguenti due volumi: S. Picchioni, Il poemetto di Adapa , Budapest, 1981 S. Izre'el, Adapa and the South Wind, Mesopotamian Civilizations 10, Winona Lake, 2001

(si trovano addirittura in Wikipedia!) Le antologie in traduzione hanno uno scopo divulgativo. Tutti i testi da lei citati (Heidel, Dalley, Jacobsen, etc.) sono opere divulgative in cui lAutore per rendere pi comprensibile ad un ampio pubblico un testo in una lingua diversa dalla nostra prodotto da una cultura di quattromila anni fa che si chiama licenza, per cui lAutore rende pi fluido il testo, rispettando pi lidea/interpretazione che la grammatica. Tradurre parola per parola avrebbe significato rendere il testo illegibile e comunque ostico per il lettore non addentro a questioni linguistiche. Se c bisogno di un commentario per leggere la Divina Commedia, figuriamoci per un testo sumerico! Ma qui entriamo in un altro campo , che quello delle diverse teorie legate alla traduzione/interpretazione. Credo che anche nel contesto di opere tradotte da altre lingue europee, si noti una traduzione del secolo scorso con una pi recente e questa anche una ragione per cui periodicamente le case editrici propongano nuove edizioni/traduzioni. Questo ci porta al secondo punto. Non vi una corrispondenza diretta tra singoli termini, particolarmente per lingue appartenenti al nostro ceppo linguistico. Inoltre per il sumerico, pi che per laccadico, si pone un ulteriore problema che quello della scrittura, ideografica, in cui uno stesso segno pu avere differenti valori. Ma questi sono ben attestati, quindi non che ognuno inventa qualsiasi cosa gli passi per la testa. Lei cita le traduzioni di King e di Dalley (praticamente la prima del principio del secolo scorso e la seconda in un libretto divulgativo di poche pagine; avrebbe potuto almeno citare Bottro - Kramer, Uomini e di della Mesopotamia). La rinvio allanteprima delledizione scientifica di W.G. Lambert, disponibile solo in traduzione on-line: http://www.etana.org/node/581 Le vorrei ricordare, di nuovo, che si tratta di una traduzione. Citazione Heidel Why has Enki revealed to an impure man The heart of heaven and earth? Dalley: Why did Enki disclose to wretched mankind The ways of heaven and earth, come potete vedere Heidel parla di 'uomo impuro' mentre Dalley traduce con 'umanit'. Il termine accadico esatto amiluta che deriva da awltu = umanit, nel complesso. Inoltre Heidel parla di 'il cuore del cielo e della terra' mentre Dalley parla di 'le vie di cielo e terra' mentre il testo originale : 'la banita sa shame u erseti' che significa "ci che male (la banita = non buono) in cielo (sa shame) e terra (u erseti)" :

In questo si dimostra la faziosit del sistema. Linterpretazione qui proposta, per quanto potr sembrare capziosa (ma del resto Demontis che mi ha attaccato sul piano filologico) necessaria. Sebbene Lei si preoccupi di riportare la frase accadica (La ringrazio mi ha risparmiato tempo) se la traduzione pu adattarsi al contesto non corretta, quindi le sue considerazioni sono errate. [Premetto che eviter di segnare le vocali lunghe importanti nella lingua accadica, ma che creerebbero inutili problemi di visualizzazione del font] banitu un participio, usato qui come aggettivo, da banu creare, il termine utilizzato anche per la creazione delluomo nelle antropogonie. Il significato del participio quello di ben fatto qualcosa di simile al nostro perfetto, sebbene questo concetto, e la sua relativa traduzione siano assenti in accadico (scommetto che Lei, Demontis, ora correr a cercare in qualche testo in traduzione la parola perfetto utilizzata da qualche studioso). Il termine usato per esempio in relazione alla Terra quando viene fecondata dal cielo; in questo caso di usa il senso di rigogliosa, etc. ma il significato di base quello di ben fatta. Nel passo da Lei citato la traduzione scorretta. Intanto, il concetto di MALE non univoco in tutte le culture, in particolare quelle politeistico. Quindi anche la sua traduzione come categoria universale (il MALE) scorretto. In accadico male reso con lemnu/lemuttu (sum. HUL), il suo antonimo tabu bene, buono (DUG3). Citazione 2) prof. Verderame: "nonostante proclami di essere lunico a conoscere il cuneiforme." mio commento: Sitchin non ha mai dichiarato di essere l' unico capace di tradurre il cuneiforme. Forse il prof. Verderame si riferisce alla frase di presentazione della 4a di copertina del libro 'Il pianeta degli dei' che riporta "[...] uno dei pochi studiosi al mondo capaci di leggere la scrittura cuneiforme". Ma questa una frase della casa editrice, non di Sitchin. Questo lunico caso in cui Lei ha ragione. Come Lei ho peccato di superficialit: ho letto le note di copertina e ho desunto le mie conclusioni. Tuttavia, anchio mi sono informato, anche sul sito di Sitchin, e si parla sempre dei suoi periodi di studio anche in Israele, ma non viene mai fornita alcuna informazione (di che tipo, con chi, in che Universit?). Citazione 3) prof. Verderame: "Neberu in accadico significa traghetto mio commento: No, Neberu un termine che ha ANCHE il significato di 'traghetto', ma ha il significato dell' azione di attraversare, e per estensione indica qualsiasi cosa compia una traversata di qualunque genere. Infatti Nibiru nell' Enuma Elish il nome che Marduk assume quando attraversa l' universo.

Questa e la seguente sono le uniche domande cui realmente posso rispondere, in quanto si basano su questioni filologiche. Mi perdonino gli altri lettori per la specificit e prolissit. Nberu una costruzione nominale (nome) derivato dal verbo ebru attraversare. Il sostantivo nberu documentato solo nei seguenti significati (cito dal Chicago Assyrian Dictionary, il dizionario accreditato di lingua accadica, consultabile da tutti in quanto scaricabile gratuitamente dal sito della University of Chicago Press: http://oi.uchicago.edu/research/pubs/catalog/cad/): 1. ferry, ford, crossing, 2. ferryboat, ferrying, 3. (one of the names of the planet Jupiter). Appunto traghetto, carro, etc. Citazione 4) prof. Verderame: "Nel caso di Neberu lo si definisce in vari passi come uno dei nomi del pianeta Giove; il passo sopra citato dallEnma eli sembrerebbe indicare invece una stella fissa, forse la polare." mio commento: No, niente lega Nibiru a Giove se non gli assiriologi nelle loro traduzioni, senza peraltro giustificare questa attribuzione. Nessun testo accadico o sumero afferma che Nibiru Giove. Fu una nozione 'decisa' e accettata dalla comunit, credo provveniente da L.W. King. Su cosa sia Nibiru ci son sati vari studi, e nessuno conclusivo. Il passo dell' enuma elish (che non vedo riportato) non implica una stella fissa... anzi, nell' elenco dei nomi di Marduk si dice chiaramante che Nibiru colui che 'colui che un tempo attravers (neberu) il firmamento ora il polo del' universo'. Dunque non una stella fissa ma qualcosa che si muove. Lei, Demontis, ha ragione quando dice che non c accordo sulla interpretazione, ma questo dovuto al fatto che i pianeti in Mesopotamia hanno, da una parte, differenti nomi, dallaltra, lo stesso nome, in pochi casi, come quello di Neberu, posso individuare diversi pianeti. Si tratta, come gi detto, di ragioni teologico-esoteriche, ben spiegte nellottimo e completo: D. Brown, Mesopotamian Planetary Astronomy-Astrology, Groningen, 2000 Lidentificazione di Neberu con Giove , tuttavia, tuttaltro che improbabile e si basa su di unattribuzione nota, ovviamente non a Lei. Per evitare di essere contestato rifacendomi a faziosi assiriologi, citer dei colleghi pi antichi ovvero gli stessi scribi assiri che in due lettere specificamente associano Neberu con Sagmegar (Giove): Questa notte la luna circondata da un alone e Giove (Sagmegar) sta in Scorpione. Se la luna circondata da un alone e Giove (Sagmegar) sta in essa; il re di Agade sar zittito Se la luna circondata da un alone e Neberu (Giove) sta in essa: carestia di bestiame e animali selvatici La stella di Marduk (Giove) quando appare (si chiama) Shulpae, quando sorge ad una doppiaora (si chiama) Sagmegar, quando sta al centro del cielo (si chiama) Neberu. Se la luna circondata da un alone e Scorpione sta in essa: le sacerdotesse entu resteranno in

cinta; uomini, variante: leoni, faranno scorribande e bloccheranno le vie di comunicazione nel paese Questi presagi sono della serie canonica. Se la luna circondata da un alone e Shulpae sta in essa: il re del paese occidentale eserciter un potere supremo e riporter vittorie nel paese del nemico Questo presagio non canonico. Da Nabu-Mushesi Il testo un rapporto astrologico del periodo neo-assiro: Hunger, H. (1992). State Archives of Assyria: Astrological reports to assyrian kings. Helsinki: Helsinki University Press. Il testo il nr. 147 possibile anche consultare il testo on-line: http://oracc.museum.upenn.edu/cgi-bin/oracc? prod=srch&project=saa&seq=volume,ch_no,designation&perpage=25&k0=sUBYZZf&page=1&ite m=1&trans=en Per dimostrare quanto pu essere precisa la disciplina quando le fonti lo permettono, le posso dire il periodo esatto in cui avvenuto lavvistamento (Febbraio 663 a.C.), il nome del mittente, Nabu -Mushesi, e particolari della vita di questultimo: da identificare verosimilmente con lomonimo scriba del tempio di Aur, appartenente alla famiglia di Bl-kundi-ili, padre di Marduk-allim-ahh e Aur-mudammiq, cito da Verderame, L. (2004). Il ruolo degli "esperti" (ummnu) nel periodo neo-assiro. PhD.Thesis, Roma: Universit di Roma "La Sapienza". (potrei continuare con altri dettagli della sua vita, per quello che mangi prima e dopo aver spedito la lettera, invece, incontro ancora delle difficolt). Queste identificazioni sono numerose e possono trovarsi alla voce neberu nei due cataloghi stellari a cui rimando nella bibliografia, senza bisogno di ripeterle e commentarle tutte. In nessun punto detto che Marduk attraversi lUniverso. Se questo lo desume Lei sulla base delle traduzioni degli assiriologi, non saprei come contestare. Citazione 5) prof. Verderame: " lidea dellunione tra esseri sovraumani e donne umane assente da qualsiasi fonte mesopotamica. Lidea generale di un contatto tra il divino e lumano nella religione mesopotamica totalmente assente" mio commento: No di nuovo. Il professore dimentica Inanna che si accoppia con Sargon, e vari altri casi, per esempio Gudea figlio di Nina e vari altri re e sacerdoti che si dichiarano figli di divinit. Altri esempi sono Enmerkar e anche Lugalbanda.

Io non dimentico un bel niente, visto che ho trattato di recente largomento in due articoli. Ho specificato che le risposte meritavano una posizione generale, per non entrare nel particolare, cosa che Lei, invece, Demontis, fa appositamente per contestare il generale. molto semplice fare come fa lei, ovvero attaccarsi ad un singolo elemento, per criticare una visione complessiva. Sarebbe inutile, pedante, noioso, citare tutti i problemi di storia delle religioni collegati allinterpretazione di queste figure, che in alcune tradizioni non sono ritenuti del tutto umani (lo stesso Gilgamesh per due terzi divino) per cui il contatto diretto con il divino possibile. Sarebbe inutile dire che in sumerico il termine dumu, indica un rapporto di dipendenza, la cui traduzione pi prossima figlio, ma non solo: in vari miti, quali quelli di Inanna, la dea si reca da altri di, pi in alto nella scala gerarchica, chiamandoli sempre con il termine adda/aba, che indica il rapporto inverso e quindi convenzionalmente si potrebbe tradurre con padre, ma da qui a creare una teoria per cui Inanna figlia di pi padri Sarebbe inutile fare facili comparativismi moderni con i termini di rispetto usati anche nel nostro meridione, come il termine zio. Sarebbe ancora pi inutile dirle che il termine dumu (acc. maru) seguito da un nome di citt significa cittadino di ... e che Nina che Lei cita, forse pensando a vecchi hit della musica pop tedesca, un nome di luogo nella provincia di Lagash e non il nome di una divinit. Ed infine sarebbe inutile rinviare alla lettura dellottimo articolo sulla questione scritto da Cooper, J. S. (2008). Divine kingship in mesopotamia, a fleeting phenomenon. In N. Brisch (Ed.), Religion and power: Divine kingship in the ancient world and beyond. (pp. 261-5). Chicago: The Oriental Institute of the University of Chicago. (anche questo online: Download PDF) Citazione 6) prof. Verderame: "Mentre per gli astri pi importanti vi erano differenti nomi, i simboli che li rappresentavano erano fissi. Come detto le pleiadi erano rappresentati da sette pallini, Sole, Luna e Venere coincidenti con tre delle divinit principali, erano rappresentati da un astro iscritto in un cerchio con piccole differenze luna dallaltro." mio commento: La identificazione delle pleiadi con i 7 pallini un altra asserzione degli assiriologi, non c' niente che attesti, nella mitologia mesopotamica, l' identificazione delle pleiadi con i 7 pallini. Tanti articoli e studi di assiriologi fanno questa associazione ma del tutto personale, semplicemente condivisa. Inoltre nel caso del sole (come simbolo del dio Shamash) abbiamo almeno 5 tipi di rappresentazione diverse. In principio non ho capito il motivo di tanto risentimento sulla questione, pi che nota della

corrispondenza dei sette pallini con le Pleiadi. Poi sono incappato in una Sua pagina in cui discute proprio questo argomento e nella mia ignoranza, non sapevo che questo uno dei punti della questione dei 12 pianeti di Sitchin. Per prima cosa le farei notare che definire La tavola sumeroassira K. 3558 non ha nessun senso. Primo, la tavoletta proviene dal periodo assiro e quindi potrebbe definirla assira. Di sumerico non c nulla se non pochi sumerogrammi, che, Lei correggendomi, dovrebbe sapere bene che venivano letti in accadico (la lingua cui appartengono lassiro e il babilonese). Per quanto riguarda le fonti, se le Sue continuano ad essere solo quelle incontrate casualmente su internet, per di pi piuttosto deludenti (ma non lo sa che il Chicago Assyrian Dictionary disponibile gratuitamente online?), chiaro che siamo davanti a persone che contestano anche lesistenza degli oggetti da Lei menzionati. Il testo trattato in varie pubblicazioni assiriologiche, tra cui: Reiner, E., & Pingree, D. (1981). Bibliotheca Mesopotamica: Vol. 2/II. Babylonian planetary omens, II. Enuma anu enlil, tablets 50-51. Malibu. Le vorrei far notare che la pubblicazione di Virolleaud, da Lei citata nella sua pagina (http://gizidda.altervista.org/down/k3558.pdf, spero di averLe fatto almeno un po di pubblicit) come fonte di Sitchin e dal suo punto di vista quale prova dellaffidabilit scientifica di Sitchin (ma non era Lei che screditava gli assiriologi), risale ai primi anni del secolo scorso e che Virolleaud (presuppongo che Lei, sapendolo o meno, si riferisca a Astrologie Chaldenne) non ha mai pubblicato la traduzione di questi testi. Dunque il ricorso a Virolleaud per dimostrare il valore della traduzione non ha alcun senso. Se vuole poi, si pu parlare di ogni singolo punto da Lei trattato. Per quanto riguarda le Pleiadi, lassociazione con il numero sette e con i Sette demoni talmente nota da risultare noiosa. Lassociazione poi dei singoli termini astronomici la pu trovare nelle due liste di stelle da me fornite nella precedente bibliografia con la pedante citazione di tutti i passi. Per lassociazione con i sette pallini, stranota sin dallarticolo di van Buren, E. D. (1939). The seven dots in mesopotamian art and their meaning. Archiv Fr Orientforschung, 13. A questo punto se non le sta bene, Demontis, se lo scriva e se lo legga Lei un manuale di Assiriologia! P.S. Stamane alzandomi un po intontito per le ore piccole della notte precedente, ho accesso svogliatamente il mio computer e con sorpresa, in principio, gioia. Questo mi ha dato una scossa e mi ha animato per tutta la mattinata. Tuttavia, per rispondere a queste domande ho impiegato tre ore (sottratte al mio lavoro), prima per controllare tutti i riferimenti citati da Demontis, poi per raccogliere tutte le citazioni del caso e per formulare in maniera coerente e semplice delle risposte. Pregherei, Demontis e chi sia intenzionato a proseguire questo bersagliamento di spendere altrettanto tempo andandosi a leggere la bibliografia da me fornita, visto che mi sono preoccupato di fornire fonti scientifiche disponibili anche on-line. Infine mi scuso per litaliano non sempre elegante e per il tono non sempre sereno, ma contestare ogni singolo assunto diventa alla fine sfiancante, oltre che inutile, ed per questa ragione che il pi delle volte si predilige ignorare questo tipo di discussioni e vivere serenamente. Ho fatto uno sforzo per condividere e rendere accessibile a voi il materiale di cui mi occupo. Ho evitato di arrogarmi diritti derivanti dalla mia posizione accademica, ho accettato le critiche e risposto, contrariamente ai miei contestatori, spiegando e giustificando le mie affermazioni. Spero che questo sforzo sia stato apprezzato. Ribadisco che se si dovesse proseguire su questo tono e, soprattutto, su queste questioni banali, non vedo ragione per continuare a rispondere.

MIA RISPOSTA ALLA RISPOSTA DEL PROFESSORE (Siccome il professore ha risposto finalmente ai miei punti, anche io ho ribattuto alle sue osservazioni. Nelle citazioni delle sue frasi, ho sottolineato i punti a cui mi riferisco nello specifico nelle mie risposte N.d.a.)

Rispondo al lungo intervento del prof. Verderame, cos come riportato da PDM, trattando le sue risposte una per una, scusate se non uso la funzione quote ma non mi trovo a mio agio con quotes di quotes: 1) "Le affermazioni di Demontis partono da traduzioni operate da studiosi, ma contemporaneamtene continua a negare risultati conseguiti dalla comunit scientifica (questa setta degli Assiriologi). Questo vuol dire, da una parte, che negando i suoi stessi punti di partenza lei nega le sue stesse affermazioni, daltra parte, vuol dire anche non trovare alcun terreno di base su cui discutere. La comunit scientifica, ripeto, non costituita da elementi sempre daccordo tra di loro (gi difficile trovarne due che siano concordi su pi di un aspetto) e i risultati si basano su un confronto (non su enunciati incontestabili del tipo no o non vero). Demontis cita lavori tradotti da assiriologi, altrimenti non potrebbe procedere, ma poi dice che sono tutti sbagliati, quando gli fa comodo." Io non dico che sono tutti sbagliati, io segnalo cosa ritengo sbagliato e perch. Non tutto ci che gli assiriologi dicono giusto e non tutto sbagliato, io valuto caso per caso, come mi sembra normale fare. 2) "King e Jacobsen hanno prodotto molto e la loro attivit copre quasi mezzo secolo, avranno pur ben cambiato idea su alcuni punti nel frattempo, senza considerare levoluzione, non solo del pensiero nellultimo secolo, ma della lingua stessa con cui sono tradotti i testi. Non parliamo poi delle scoperte avvenute in un secolo: sarebbe assurdo pensare che la disciplina sia rimasta ferma e immobile, per questo porre su di uno stesso piano fonti di periodi e scopi differenti una stupidaggine." Se lei mi sa mostrare questa evoluzione per esempio per il termine che io ho riportato (il nome del dio Ningishzidda) io le sar grato. Non mi risulta uno studio che dica: 'L' interpretazione / traduzione di King era sbagliata invece quella di Jacobsen pi corretta'. Un nome formato da alcuni glifi, ed ognuno di questi ha una serie di significati noti... non solo, in molti casi ogni glifo ha diverse traslitterazioni (es GISH / IZ) ognuna con vari significati spesso molto diversi (ATTREZZO-ALBERO-MANUFATTO / FUOCO). Ci che io sostengo, e credevo fosse chiaro, appunto che studiosi diversi (e non importa l' anno - perch tutti quei significati di quei glifi erano noti gi 1 secolo fa, infatti Prince li riporta entrambi gi nel 1908 nel suo 'Sumerian Lexicon with a grammatical introduction') interpretano diversamente, come giusto che sia vista l' estrema soggettivit del processo di interpetazione della ligua sumera. Il mio discorso era infatti relativo alla

sua affermazione che l' interpretazione della lingua fosse: - non soggettiva e personale, ma oggettivamente provata a prescindere dal singolo studioso. 3) "Le antologie in traduzione hanno uno scopo divulgativo. Tutti i testi da lei citati (Heidel, Dalley, Jacobsen, etc.) sono opere divulgative in cui lAutore per rendere pi comprensibile ad un ampio pubblico un testo in una lingua diversa dalla nostra prodotto da una cultura di quattromila anni fa che si chiama licenza, per cui lAutore rende pi fluido il testo, rispettando pi lidea/interpretazione che la grammatica. Tradurre parola per parola avrebbe significato rendere il testo illegibile e comunque ostico per il lettore non addentro a questioni linguistiche" Mi perdoni, la traduzione di un nome (non di un intero testo) indipendente dal fatto che si stia producendo un testo 'scientifico' o una opera divulgativa. Non andiamo ad estremismi. Se GISH significa 'attrezzo / albero / manufatto' il suo significato non dipende da che tipo di testo si sta producendo. Come anche nel caso della Dalley e di King, riguardante l' Enuma Elish, possiamo tutt' al pi dire che si sono lanciati in rese poetiche di quei passaggi, non dovendo fare una trattazione linguistica, ma ci non toglie che loro abbiano (indipendentemente dal motivo) interpretato diversamente l' uno dall' altro le frasi. In particolare lego questo discorso al fatto che si critichi Sitchin perch 'interpreta a suo modo'. Ne pi n meno di come fanno gli altri autori. Nemmeno lui sta producendo un trattato da sottoporre all' accademia. 4) "Non vi una corrispondenza diretta tra singoli termini, particolarmente per lingue appartenenti al nostro ceppo linguistico. Inoltre per il sumerico, pi che per laccadico, si pone un ulteriore problema che quello della scrittura, ideografica, in cui uno stesso segno pu avere differenti valori. Ma questi sono ben attestati, quindi non che ognuno inventa qualsiasi cosa gli passi per la testa." Lo so benissimo, non si dimentichi che studio sumero dal 2007, ma questo non deve dirlo a me, al limite deve dirlo a chi critica le traduzioni di Sitchin portando ad esempi altri autori che puntualmente interpretano quei glifi in modo diverso. La ringrazio comunque della segnalazione dei testi, che aggiunger alle 7 versioni dell' Enuma Elish, compresa una in latino, di cui sono gi in possesso.

5) "Sebbene Lei si preoccupi di riportare la frase accadica (La ringrazio mi ha risparmiato tempo) se la traduzione pu adattarsi al contesto non corretta, quindi le sue considerazioni sono errate. [Premetto che eviter di segnare le vocali lunghe importanti nella lingua accadica, ma che creerebbero inutili problemi di visualizzazione del font] banitu un participio, usato qui come aggettivo, da banu creare, il termine utilizzato anche per la creazione delluomo nelle antropogonie. Il significato del participio quello di ben fatto qualcosa di simile al nostro perfetto, sebbene questo concetto, e la sua

relativa traduzione siano assenti in accadico (scommetto che Lei, Demontis, ora correr a cercare in qualche testo in traduzione la parola perfetto utilizzata da qualche studioso). Il termine usato per esempio in relazione alla Terra quando viene fecondata dal cielo; in questo caso di usa il senso di rigogliosa, etc. ma il significato di base quello di ben fatta. Nel passo da Lei citato la traduzione scorretta"

Non capisco, quale traduzione scorretta? La mia? Cio LA BANITA non significa NON BUONO? LA = particella di negazione BANITA = da BANU = to be(come) good, to make good, beautiful fonte: Association Assyrophile de France - il cui dizionario ha queste fonti: http://www.premiumwanadoo.com/cuneiform.languages/dictionary/references.php A proposito lei nel definire BANU avrebbe per correttezza anche dovuto segnalare questi significati, invece ha riportato solo CREARE. Non capisco l' attinenza del discorso sul MALE... non ho fatto un trattato sul concetto di 'male' per i mesopotamici, ho fatto notare come LA BANITA = NON BUONO diventa 'il cuore' o 'le vie' per due autori riconosciuti. Ma se questa mia traduzione non le piace, sappia che non mia, dei da lei citati Bottero e Kramer, citati da Shlomo Izre'el del suo saggio "Adapa and the south wind - language has the power of life and death".(NOTA1) Il LA BANITA riferito al cielo e terra contrapposto poi al discorso che Gizidda e Dumuzi fanno ad Anu per 'ammorbidirlo', che nel testo viene definito AMASSU BANITA cio PAROLE BUONE. 6) "Il sostantivo nberu documentato solo nei seguenti significati [...] 1. ferry, ford, crossing, 2. ferryboat, ferrying, 3. (one of the names of the planet Jupiter). Appunto traghetto, carro, etc." Appunto CROSSING = attraversamento, indipendentemente da chi lo effetua, quindi non necessariamente un traghetto o carro

7) "Lei, Demontis, ha ragione quando dice che non c accordo sulla interpretazione, ma questo dovuto al fatto che i pianeti in Mesopotamia hanno, da una parte, differenti nomi, dallaltra, lo stesso nome, in pochi casi, come quello di Neberu, posso individuare diversi

pianeti. Si tratta, come gi detto, di ragioni teologico-esoteriche, ben spiegte nellottimo e completo: D. Brown, Mesopotamian Planetary Astronomy-Astrology, Groningen, 2000 " La ringrazio per l' ammissione di questa confusione, uno dei pochi a farla. E anche per la segnalazione, dal lato astronomico purtroppo ho in mio possesso solo pochi titoli (enuma anu enlil in vari commentari e 'Understandig planets in ancient mesopotamia' di Veede e Kasak), gli altri sono pi astrologici.

8) Lidentificazione di Neberu con Giove , tuttavia, tuttaltro che improbabile e si basa su di unattribuzione nota, ovviamente non a Lei. Per evitare di essere contestato rifacendomi a faziosi assiriologi, citer dei colleghi pi antichi ovvero gli stessi scribi assiri che in due lettere specificamente associano Neberu con Sagmegar (Giove): Mi spiace deluderla, conosco molto bene questa attribuzione, ed contro questa che mi batto, infatti non dico che non nota, solo che 'decisa' ed 'accettata'. Lei per si dimentica di segnalare come si sicuri che SAGMEGAR sia GIOVE. Per ora sappiamo solo che NIBIRU SAGMEGAR. Ma anche se cos davvero fosse, le ricordo che NIBIRU anche MUL.UDU.IDIM.GU cio Mercurio. Dunque questa associazione NIBIRU/SAGMEGAR/GIOVE non che sia cos sicura giusto? Ah ricordo anche questo: mul sa sa ina Zi.U lu E.Gir dingir mesh.gi ti ug.na.mi.ru.nim.ma Am.e Bar.ma Gub.iz mul bi d.Neberu tradotto: - la stella rossa che giace nel sud dopo che gli dei della notte hanno finito, dividendo il cielo, questa stella e Nibiru Sono tutti significati riportati nel dizionario di assiro dell' universit di Chicago. Dunque, a dire che NIBIRU Giove / Sagmegar, bisogna quantomeno andarci cauti. 9) "In nessun punto detto che Marduk attraversi lUniverso. Se questo lo desume Lei sulla base delle traduzioni degli assiriologi, non saprei come contestare." Ha ragione, in un punto si dice che Marduk e Nibiru, e poi si dice che Nibiru ha attraversato l' universo. Non cambia granch comunque.

Traduzione di N.K. Sandars, VII tavoletta dell' Enuma Elish: As NEBIRU he projected the stars in their orbit, the wandering gods obey the laws of passage. Nebiru, at the still centre, is the god they adore; of this starry one they say 'HE WHO ONCE CROSSED THE FIRMAMENT TIRELESSLY NOW IS THE NUMB OF THE UNIVERSE and all the other gods hold course on him; he shall fold Traduzione di Speiser: (49) NEBIRU shall hold THE CROSSING OF HEAVEN and earth, so that they (the gods) cannot cross above and below, They must wait upon him. Nebiru is the star which in the skies is brilliant. Verily he holds the central position, they shall bow down to him, Saying: "He who THE MIDST OF THE SEA RESTLESSLY CROSSES, Let 'Crossing' be his name, who controls its midst. May they uphold the course of the stars of heaven; May he shepherd all

10) "Ho specificato che le risposte meritavano una posizione generale, per non entrare nel particolare, cosa che Lei, invece, Demontis, fa appositamente per contestare il generale. molto semplice fare come fa lei, ovvero attaccarsi ad un singolo elemento, per criticare una visione complessiva." Ma quale visione complessiva? Lei cerca di far credere che nella letteratura mesopotamica il concetto di contatto tra divinit e uomini non c' , invece c' eccome. Pu citare tutti i significati di DUMU che vuole, tutti i traduttori della lista di Re sumeri hanno tradutto con 'Meskiaggasher figlio di Utu'. Non importa se era davvero figlio, o se si spacciava per tale, o cosa intendevano gli scribi. Importa che in un testo mesopotamico c' scritto cos. Lei ha detto che non c' era traccia. Una visione generale coretta quando i suoi singoli dettagli son corretti, ma se questi dettagli si mostrano sbagliati, lo anche la visione generale.

11) "Sarebbe ancora pi inutile dirle che il termine dumu (acc. maru) seguito da un nome di citt significa cittadino di ... e che Nina che Lei cita, forse pensando a vecchi hit della musica pop tedesca, un nome di luogo nella provincia di Lagash e non il nome di una divinit." Non pu fare questi giochi con me, pu farli con chi il sumeronon lo conosce. Dopo DUMU non c' il nome di una citt, c' il nome del dio Utu, quindi l' unico significato valido 'figlio di Utu'. Ha ragione comunque, negli anni '90 ero davvero fan della popstar tedesca, che per si chiamava NENA e non NINA. NINA invece uno dei nomi di Nanshe, figlia di Enki. Se non ha mai trovato questo nome (e mi sorprende), vada a leggersi un bellissimo trattato di Hugo Radau "Sumerian Theogony and Cosmogony" (e le ricordo che Radau uno dei padri della dottrina che lei rappresenta) dal quale le riporto questo estratto: A daughter of EN-KI {hence also a brother of dingir.Dumu-zi-zu-ab) was dingir.Nina. In the old Babylonian texts she is called child of NUN.KI i- e-> Eridu. Gudea calls her: nin-en nin-me The epithet nin-en of Nina is found also in other inscriptions' but always after Nina! To the nin-en must correspond, as we have seen, a lugal-en, and this is the epithet of dingir.Nindar-a, who becomes thus the husband of dingir.Nina. Of him we know in other respects nothing. A sciond name of the husband of Nina was dingir.Nin-dub, "the lord of the tablet (writing)," who together with Nin-Gir-su and Nidaba appeared unto Gudea in his dream, and who presented unto Gudea the ''plan of the temple E-ninnu." Non solo, Radau spiega quel che lei dice della parte di Lagash che lei cita: Lagash or Shirpurla consisted of four suburbs, each suburb being called after the name of a god, or better, being dedicated to a god. These suburbs were: 1. Gir-su.ki with dingir.Nin-Gir-su as its god. 2. Uru-azag-ga.ki with the wife of Nin-Gir-su: dingir.Ba-u as its patroness. 3- Nina.ki with dingir.Nina, and 4. Erim.ki with dingir.Lugal-Erim Se ci non bastasse, il frammento di Ur-Nanshe (Ur-Nina) conservato al Louvre riporta il nome in cuneiforme: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Fragment_Ur-Nanshe_Louvre_MNB1415.jpg prenda una qualsiasi lista di segni e vedr che il glifo di Nanshe lo stesso di Nina. (NOTA 2)

12) "In principio non ho capito il motivo di tanto risentimento sulla questione, pi che nota della corrispondenza dei sette pallini con le Pleiadi. Poi sono incappato in una Sua pagina in cui discute proprio questo argomento e nella mia ignoranza, non sapevo che questo uno dei punti della questione dei 12 pianeti di Sitchin. Per prima cosa le farei notare che definire La tavola sumero-assira K. 3558 non ha nessun senso. Primo, la tavoletta proviene dal periodo assiro e quindi potrebbe definirla assira. Di sumerico non c nulla se non pochi sumerogrammi, che, Lei correggendomi, dovrebbe sapere bene che venivano letti in accadico (la lingua cui appartengono lassiro e il babilonese). Per quanto riguarda le fonti, se le Sue continuano ad essere solo quelle incontrate casualmente su internet, per di pi piuttosto deludenti (ma non lo sa che il Chicago Assyrian Dictionary disponibile gratuitamente online?), chiaro che siamo davanti a persone che contestano anche lesistenza degli oggetti da Lei menzionati." La ringrazio, nella mia risposta precedente a Eloah ho confuso l' articolo, pensavo si riferisse al WAK8535... errore mio, cambier il titolo all' articolo. Riguardo alle mie fonti, vero che molte son scaricate da internet, ma sono tutte di materiale accademico o comunque 'ortodosso', ne trova un breve elenco qui http://gizidda.altervista.org/heiseriswrong/ita/fonti.html

13) "Per quanto riguarda le Pleiadi, lassociazione con il numero sette e con i Sette demoni talmente nota da risultare noiosa. Lassociazione poi dei singoli termini astronomici la pu trovare nelle due liste di stelle da me fornite nella precedente bibliografia con la pedante citazione di tutti i passi. Per lassociazione con i sette pallini, stranota sin dallarticolo di van Buren, E. D. (1939). The seven dots in mesopotamian art and their meaning. Archiv Fr Orientforschung, 13." Non ho detto che non nota, ho detto che una vostra asserzione. In sostanza, come per sagmegar/nibiru/giove, siete stati voi, tempo fa, a proporre questa identificazione ed stata condivisa. Ma niente le identifica univocamente. Conosco quella fonte, la ho anche io. Ma ho anche questa: Mesopotamian astrology: an introduction to Babylonian and Assyrian celestial divination di Ulla Koch-Westenholz, Ulla Susanne Koch (- qui il curriculum e l' elenco delle pubblicazioni: http://www.ullakoch.dk/cms/index.php?CV - ) dove accettano , si, l' identificazione del termine Sebittu e dei 7 pallini con le Pleiadi, ma dicono: "Almeno in qualche caso potrebbero rappresentare le Pleiadi, ma il loro significato nei cilindri sconosciuto".

Dunque, IN QUALCHE CASO POTREBBERO rappresentare le Pleiadi, ma senza sapere perch. Altro che attestato! Ma c' di pi, dovrebbe essere spiegato perch i pallini sono sempre 7 (e non solo disposti in quel modo) quando invece le Pleiadi non sono 7 stelle, a seconda delle condizioni del cielo se ne vedono 5, 6, 7, 9, 13... invece i pallini sono sempre 7. Inoltre i 7 pallini, disposti in fila e non a grappolo, compaiono nella tavola WAK8535. Non sono le pleiadi, perch Orione, in quella tavola, sta proprio dal lato opposto. (NOTA 3) 14) "Spero che questo sforzo sia stato apprezzato. Ribadisco che se si dovesse proseguire su questo tono e, soprattutto, su queste questioni banali, non vedo ragione per continuare a rispondere." Spero che stavolta il mio tono le sia parso pi tollerabile, mi scuso per il mio impeto e la mia irascibilit nel commentare la sua intervista. Visto come lei ha risposto, con che toni, e con che sarcasmo, direi che siamo pari. Ora dire di limitarci agli argomenti. Mi permetto solo infine della mia risposta una considerazione di rammarico personale: lei ha letto le mie critiche, io in anni di studio ne ho ricevute sempre molte, le ho affrontate prima nella sostanza che nei modi in cui venivano fatte. Lei poteva fare lo stesso. Mi permetto di fare un piccolo riassunto di questa risposta: - differenti autori interpretano diversamente lo stesso passaggio, quindi l' interpretazione non (al contrario di quanto dice) 'non soggettiva'. - il significato di un termine non dipende dal tipo di divulgazione - la mia traduzione di 'la banita' non errata ed supportata da Bottero e Kramer e compare in almeno un saggio - Nibiru non significa solo tragherro ma implica il concetto di attraversare - Nibiru non assocciato univocamente a Giove ma ance almeno a Mercurio. C' da chiedersi se assocciato ad almeno 3 oggetti, se sia uno di quei 3, tutt e tre, o nessuno dei 3. - Marduk / Nibiru attraversa il cielo, il firmamento, l' universo, comunque vogliamo chiamarlo. Sta scritto nell' anuma elish, non l'ho inventato io. - In testi mesopotamici ci son riferimenti a relazioni di dipendenza o parentela tra uomini e dei - Nina il nome di una dea, che dava il nome anche a un sobborgo di Lagash - Almeno due studiose affermano che i sette pallini 'potrebbero' essere le pleiadi 'in alcuni casi', ma non ne sanno spiegare il perch debbano esserlo. Dunque l' assocciazione non univoca n certa.

La ringrazio per il suo intervento di risposta,valuti lei se il caso di continuare a discuterne. Nel caso positivo, per me sar un piacere. Alessandro

ULTIMA RISPOSTA DEL PROFESSORE (Il professore replica per l' ultima volta alle mie osservazioni. Esprimo il mio rammarico per le sue risposte, che lasciano trasparire il suo risentimento personale ed evidenziano a mio avviso una carenza di argomenti, colmata con sfoggio di credenziali e riferimenti a valenze interpretative e contestuali, nonch con attacchi personali N.d.a.) Caro Demontis, so che con tipi come Lei la maggior parte delle persone, sfiancate, molla, lasciandoLe cos la soddisfazione (magra direi, visto che se la suona e se la canta) di ribadire le sue convinzioni. Premetto che il buon senso cui mi riferivo dovrebbe gi esaurire le sue domande. Inoltre cercare parole in un vocabolario e tradurle a caso senza conoscere il contesto, la radice ed il resto una cosa che potrebbe fare chiunque. un esercizio che potrebbe fare anche un traduttore automatico, ma poi si vedono i risultati. Citare come fonti attendibili, siti internet, non mi pare adeguato (e sono educato). Infine, tralascerei le questioni del prestigio, ma forse un po' di umilt, non farebbe male, anche se studia sumerico dal 2007! A proposito qual' il suo metodo di studio? Forse sono stato un po' vago ieri e non vorrei essere risultato offensivo e pretenzioso. Non ritengo, ovviamente, l'Universit l'unico luogo di apprendimento, ma Lei esattamente come e cosa studia? Molti grandi studiosi hanno iniziato in altri ambiti e poi si sono specializzati, anche da soli, in tutt'altro. Anche se la prima volta che mi capita che qualcuno che "studia" da quattro anni gi pontifichi e scriva libri. A parte i casi di illuminati Ora le sue osservazioni (la pregherei di moderare i termini, comunque), che risponder in maniera laconica, perch come volevasi dimostrare, lei cavilla su sciocchezze: Citazione da: alessandro.demontis - Ieri alle 22:07:40 1) Io non dico che sono tutti sbagliati, io segnalo cosa ritengo sbagliato e perch. Non tutto ci che gli assiriologi dicono giusto e non tutto sbagliato, io valuto caso per caso, come mi sembra normale fare. Sarebbe normale fare se Lei avesse delle competenze adeguate e comunque argomentasse le sue scelte. Citazione da: alessandro.demontis - Ieri alle 22:07:40 Se lei mi sa mostrare questa evoluzione per esempio per il termine che io ho riportato (il nome del

dio Ningishzidda) io le sar grato. Non mi risulta uno studio che dica: 'L' interpretazione / traduzione di King era sbagliata invece quella di Jacobsen pi corretta'. Mi pare che tutto il pippone (sinceramente io l'avrei trovato noioso) del termine "aggiornato", "scientifico" o non lo ha letto o se ne frega, come dimostra dalle sue risposte. Non c' bisogno di uno studio in cui si neghi una lettura precedente; tra parentesi non neppure un negare, ma un aggiornamento della lingua. A titolo d'esempio, posso dire che, per esempio, lo spirito puritano dell'epoca utilizzava tutta una serie di eufemismi e perifrasi per organi genitali e rapporti sessuali, cui attualmente (? - qui la frase sembra tronca, la ho riportata tal quale N.d.a.) per restare in tema, GISH "legno, albero" DU3 "fare", che lei tradurrebbe "fare l'albero" significa in sumerico "copulare" (uso anch'io un eufemismo). Si tratta di un livello di conoscenza della lingua (neppure troppo complicato) che lei avrebbe dovuto gi raggiungere in quattro anni di sumerico, se avesse studiato correttamente la grammatica e non raccattato notizie su internet. Giusto per puntualizzare: le edizioni critiche specificano quando precedenti letture sono erronee, ma Lei l'ha mai consultata un'edizione critica? Non credo perch per studiare un solo testo in maniera adeguata avrebbe dovuto passare anni a leggere i testi e i relativi studi. Citazione da: alessandro.demontis - Ieri alle 22:07:40 Un nome formato da alcuni glifi, ed ognuno di questi ha una serie di significati noti... non solo, in molti casi ogni glifo ha diverse traslitterazioni (es GISH / IZ) ognuna con vari significati spesso molto diversi (ATTREZZO-ALBERO-MANUFATTO / FUOCO). Ci che io sostengo, e credevo fosse chiaro, appunto che studiosi diversi (e non importa l' anno - perch tutti quei significati di quei glifi erano noti gi 1 secolo fa, infatti Prince li riporta entrambi gi nel 1908 nel suo 'Sumerian Lexicon with a grammatical introduction') interpretano diversamente, come giusto che sia vista l' estrema soggettivit del processo di interpetazione della ligua sumera. Il mio discorso era infatti relativo alla sua affermazione che l' interpretazione della lingua fosse: - non soggettiva e personale, ma oggettivamente provata a prescindere dal singolo studioso. Mi perdoni, la traduzione di un nome (non di un intero testo) indipendente dal fatto che si stia producendo un testo 'scientifico' o una opera divulgativa. Non andiamo ad estremismi. Quando mi riferivo alla oggettivit (anche se vedo che le continua a rispondere soggettivamente citando fonti a caso e piacimento) parlavo del processo di accettazione di teorie, come si fa in tutte le scienze. Lei volontariamente, o inconsciamente, vuole confondere le mie parole, visto che nella mia seconda risposta parlavo dell'interpretazione (e delle relative difficolt). Oggettivit (auspicata pi che reale) presuppone per esempio l'uso di un lessico comune, usato e capito da tutti. Per cui, intanto si chiamano ideogrammi e non glifi. Il sumerico come altre scritture (non lingue) ideografiche (cinese e giapponese, per esempio) presenta questa caratteristica della scrittura per cui uno stesso segno pu avere diverse letture e significati, e viceversa diversi segni possono avere lo stesso suono.

La conoscenza dei segni o ideogrammi (che rientrano nella sfera della scrittura) non vuol dire conoscere una lingua. Usare un vocabolario senza conoscere la grammatica non una gran cosa. Questa pretesa corrispondenza parola per parola, dimostra la meccanicit del suo sistema e anche il fatto che, da una parte, nega un aspetto interpretativo che, dall'altra, invece, usa a piacere quando vuole, come nel caso di "freccia" che per Lei deve essere "razzo" (NOTA 4). Visto che ci tiene tanto ... intanto GISH la lettura ideografica (un ideogramma significa una parola, un concetto) significa "albero" ma usato come determinativo per i nomi di albero e manufatti di legno. IZ non un valore ideografico, ma sillabico ovvero usato dai Babilonesi per il suono /iz/. Lei, o la sua fonte, commette l'errore di confonderlo con l'ideogramma IZI che significa fuoco e non ha nulla a che fare con GISH/iz. A questo punto, visto che Lei ha conoscenze cos ampie le vorrei chiedere perch traduce Ningizida come "Signore ..." visto che NIN in sumerico significa "signora", il corrispettivo maschile essendo EN?

Per quanto riguarda gli estremismi, basta citare il caso della freccia/razzo! E, diamine, da dove tira fuori questa letteratura spazzatura? Usi le vere grammatiche di Sumerico e poi parli: Falkenstein, Adam (1949-50) Grammatik der Sprache Gudeas von Laga (Analecta Orientalia, 2829) Thomsen, M. -L. (2001). The sumerian language. Copenhagen: Akademisk Forlag. Ora ce n' una anche online: Jagersma, B. (2010). A descriptive grammar of Sumerian (http://www.hum.leiden.edu/lucl/research/dissertations/jagersma.html) Se poi ha voglia di studiare cose serie (se ritenesse di averne bisogno ovviamente), pu consultare la bibliografia di Peust: Sumerian Grammar Bibliography in PDF Format Il materiale che Lei trova online (come quello di Foxvog) non sono n grammatiche n metodi per studiare da soli, ma appunti per le lezioni! Citazione da: alessandro.demontis - Ieri alle 22:07:40 Se GISH significa 'attrezzo / albero / manufatto' il suo significato non dipende da che tipo di testo si sta producendo. Questo da uno che studia sumerico da quattro anni non me lo aspetterei, soprattutto perch precedentemente ha asserito giustamente che gli ideogrammi hanno diverse letture ed ha portato ad esempio, sbagliando, la lettura ideografica IZ (inesistente) e l'interpretazione di fuoco.

Ora, le do un aiuto per quanto riguarda NIN, tradotto letteralmente non da un gran significato, e la sua interpretazione secondaria, frutto di ipotesi, quella che Lei, ignorandolo adotta sul suo sito per quanto riguarda l'interpretazione del nome Ningizida. Ora risponda Lei! Le ricordo inoltre che stiamo in un contesto mitologico, non sta parlando un verdura con un panettiere. Anche la lingua complessa ed ha pi livelli di lettura, quelli che Lei espande all'inverosimile per cui si pu leggere tutto, anche un razzo in una freccia (dopo un pugno in una carezza ...). Citazione da: alessandro.demontis - Ieri alle 22:07:40 Lo so benissimo, non si dimentichi che studio sumero dal 2007, ma questo non deve dirlo a me, al limite deve dirlo a chi critica le traduzioni di sitchin portando ad esempi altri autori che puntualmente interpretano quei glifi in modo diverso. La ringrazio comunque della segnalazione dei testi, che aggiunger alle 7 versioni dell' enuma elish, compresa una in latino, di cui sono gi in possesso. Se le sue versioni sono frutto di un confronto dei testi in traduzione (figuriamoci poi quella in latino, ma sa chi ne l'autore? E sa che termini ha usato per tradurre le parti diciamo pi esplicite? e poi mi viene a parlare), da che dimostrerebbe di non sapere neanche dove stanno di casa sumerico e accadico, stiamo freschi. Citazione da: alessandro.demontis - Ieri alle 22:07:40 Ma se questa mia traduzione non le piace, sappia che non mia, dei da lei citati Bottero e Kramer, citati da Shlomo Izre'el del suo saggio "Adapa and the south wind - language has the power of life and death". Il LA BANITA riferito al cielo e terra contrapposto poi al discorso che Gizidda e Dumuzi fanno ad Anu per 'ammorbidirlo', che nel testo viene definito AMASSU BANITA cio PAROLE BUONE. Beh, un risultato lo abbiamo ottenuto, che Lei si andato a leggere dei testi aggiornati. Peccato che fa il solito errore, ovvero cita la traduzione e non la discussione. Citazione da: alessandro.demontis - Ieri alle 22:07:40 Mi spiacede luderla, conosco molto bene questa attribuzione, ed contro questa che mi batto, infatti non dico che non nota, solo che 'decisa' ed 'accettata'. Lei per si dimentica di segnalare come si sicuri che SAGMEGAR sia GIOVE. Per ora sappiamo solo che NIBIRU SAGMEGAR. Ma anche se cos davvero fosse, le ricordo che NIBIRU anche MUL.UDU.IDIM.GU cio Mercurio. Dunque questa associazione NIBIRU/SAGMEGAR/GIOVE non che sia cos sicura giusto? Ah ricordo anche questo: mul sa sa ina Zi.U lu E.Gir dingir mesh.gi ti ug.na.mi.ru.nim.ma Am.e Bar.ma Gub.iz mul bi d.Neberu

tradotto: - la stella rossa che giace nel sud dopo che gli dei della notte hanno finito, dividendo il cielo, questa stella e Nibiru Sono tutti significati riportati nel dizionario di assiro dell' universit di Chicago. Dunque, a dire che NIBIRU Giove / Sagmegar, bisogna quantomeno andarci cauti. Intanto quest'ultima affermazione quella che io ho fatto e che Lei ha confermato precedentemente; inoltre, dovrebbe essere lei ad andarci cauto perch una corrispondenza dichiarata dallo scriba assiro, se ora vuole dire che sbaglia anche lui L'associazione Nibiru = Sagmegar (che corrisponde solo a Giove, per favore non mi faccia elencare centinaia di passi riportati nei cataloghi stellari di Gssmann e Kurtik) certa, non vedo perch ridiscuterla. certo che Neberu utilizzato anche per indicare altri pianeti ed un nome che riveste un particolare valore esoterico (ma questo lo ha gi detto ampiamente Brown, perch ripetersi?). Citazione da: alessandro.demontis - Ieri alle 22:07:40 Ha ragione, in un punto si dice che Marduk e Nibiru, e poi si dice che Nibiru ha attraversato l' universo. Non cambia granch comunque. Mi faccia capire ma decide sempre lei cosa cambia un granch o meno? C' una bella differenza tra dire che un dio attraversa la volta celeste o lo faccia un pianeta! E ancora lei discute su passi in traduzione ma dov' il suo accadico, a dimenticavo lei studia sumerico dal 2007! Citazione da: alessandro.demontis - Ieri alle 22:07:40 Ma quale visione complessiva? Lei cerca di far credere che nella letteratura mesopotamica il concetto di contatto tra divinit e uomini non c' , invece c' eccome. Pu citare tutti i significati di DUMU che vuole, tutti i traduttori della lista di Re sumeri hanno tradutto con 'Meskiaggasher figlio di Utu'. Non importa se era davvero figlio, o se si spacciava per tale, o cosa intendevano gli scribi. Importa che in un testo mesopotamico c' scritto cos. Lei ha detto che non c' era traccia. Una visione generale coretta quando i suoi singoli dettagli son corretti, ma se questi dettagli si mostrano sbagliati, lo anche la visione generale. Questo dimostra il suo fanatismo: c' scritto cos e questo significa! Per lei il termine esegesi non ha nessun valore. Allora c' scritto "freccia" e non "missile"! Devo notare una certa sgradevolezza nella sua risposta, cosa che mi irrita, non tanto per la critica, quanto per il modo, nonostante . Il fatto che io mi sia offerto a rispondere a delle questioni e di ascoltare le sue critiche, non ci mette sullo stesso piano. Se questo stato il modo per reagire alle critiche ricevute in anni di studio, che se volessimo quantificare fanno quattro contro venti (i miei, di cui ripeto, io ho dovuto rendere conto, lei no), non

mi stupisco molto. Visto che ha tirato in ballo lei la questione dei tanti anni di studio etc , vorrei dirle, in comparazione, anche solo quantitativa, non dovrebbe moderare i suoi commenti?

MIA ULTIMA RISPOSTA AL PROFESSORE (Ho avuto il tempo di rispondere punto per punto al professore, e, presagendo una reazione da parte dei moderatori, ho subito copiato le precedenti risposte di entrambi. Per correttezza verso il professore devo dire che, per non correre il rischio di un Timeout durante la scrittura di questa ultima risposta, ho fatto copia e incolla in un file word dopo aver scritto. Dopo di ci, per, ho inizato la mia risposta con una introduzione qui non presente, inquanto non ho avuto il tempo di fare copia e incolla della risposta definitiva. Ero infatti gi stato bannato e non potevo pi visualizzare la mia risposta, che ho visto essere stata rimossa. La introduzione comunque pi o meno aveva questo contenuto: preannuncavo che sarebbe stata la mia ultima risposta, pregavo di non rimuovere niente, ed esclamavo al professore che non riconosco la sua autorit e non riconosco a lui la competenza che si vuole attribuire. Lo ribadisco qui: a mio avviso il prof. Lorenzo Verderame ha grosse lacune nella sua materia, sia dal punto di vista linguistico che da quello letterario, il ch inammissibile per un professore universitario. In qualunque momento mi rendo disponibile per un confronto linguistico con il professore, mi rendo disponibile per portare ad evidenza tutta la documentazione citata, e far esaminare i punti trattati alla presenza di un osservatore oggettivo. - N.d.a.) Prof. Verderame: Per restare in tema, GISH "legno, albero" DU3 "fare", che lei tradurrebbe "fare l'albero" significa in sumerico "copulare" (uso anch'io un eufemismo). Si tratta di un livello di conoscenza della lingua (neppure troppo complicato) che lei avrebbe dovuto gi raggiungere in quattro anni di sumerico, se avesse studiato correttamente la grammatica e non raccattato notizie su internet. Mi spiace contraddirla di nuovo, GISH significa albero legno attrezzo, ad avere il significato di pene GISH3 ed questo, che unito a DU, significa fare / esercitare il pene = copulare. (NOTA 5) Come vede lo so molto bene e da lungo tempo, trover su internet molti miei interventi in cui faccio questo esempio. Prof. Verderame: Oggettivit (auspicata pi che reale) presuppone per esempio l'uso di un lessico comune, usato e capito da tutti. E io uso appunto gli stessi lessici. Prof. Verderame: Lei, o la sua fonte, commette l'errore di confonderlo con l'ideogramma IZI che significa fuoco e non ha nulla a che fare con GISH/iz. A questo punto, visto che Lei ha conoscenze cos ampie le vorrei chiedere perch traduce Ningizida come "Signore ..." visto che NIN in sumerico significa "signora", il corrispettivo maschile essendo EN?

Errato, IZI e GISH hanno lo stesso glif... pardon, ideogramma (NOTA 6) Nin non ha solo il significato di signora e non assolutamente univocamente femminile, come nonlo EN. Ninurta, Nindara, Ningirsu, Ninazu, sono tutti esempi di divinit con NIN nel nome anche se maschili. Cos come Enheduanna, la figlia di Sargon, ha EN (che lei dice maschile) nel nome. Prof. Verderame: , diamine, da dove tira fuori questa letteratura spazzatura? Usi le vere grammatiche di Sumerico e poi parli Quale sarebbe la letteratura spazzatura? La letteratura che ho citato tutta di accademici riconosciuti, spesso padri della materia che lei rappresenta, o di studiosi con un curriculum al quale lei non nemmeno paragonabile. Prof. Verderame: Questo da uno che studia sumerico da quattro anni non me lo aspetterei, soprattutto perch precedentemente ha asserito giustamente che gli ideogrammi hanno diverse letture Certo, infatti in questa ultima frase che ha riportate non nego i diversi significati, nego che questi cambino a seconda del tipo di pubblicazione: divulgativa o scientifica. Prof. Verderame: da che dimostrerebbe di non sapere neanche dove stanno di casa sumerico e accadico, stiamo freschi. Guardi, detto da lei che sbaglia su Gish-du , su Nina, e su Nin, lo prendo come un complimento. Prof. Verderame: Peccato che fa il solito errore, ovvero cita la traduzione e non la discussione. Se le fa comodo divincolarsi cos va bene, lei ha detto che la traduzione era errata, invece non lo . La banita ha il significato che io davo. Prof. Verderame: C' una bella differenza tra dire che un dio attraversa la volta celeste o lo faccia un pianeta! E ancora lei discute su passi in traduzione Veramente lei ha detto che da nessuna parte figura che Marduk attraversa l universo, la distinzione non tra dio e pianeta. Prof. Verderame: c' scritto cos e questo significa! Per lei il termine esegesi non ha nessun valore. Sento rumore di specchi e di unghie. DUMU D.UTU significa figlio di utu , esegesi o meno.

NOTE: 1) Riporto qui la cattura del passo del libro dello Shlomo Izre'el in cui si evidenzia la traduzione di 'La banita' in 'male non buono'

2) Il fonto ANSII internazionale ufficiale Sumerian3D carved, riporta oltre 300 segni cuneiformi in stile classico (2600 a.C. circa) dicisi in 4 serie, con alla fine una lista di associazione 'fonema sumero lettera della tastiera serie', cio una tabella che dice in sostanza: per ottenere il cuneiforme di X bisogna premere il tasto Y nel font di serie Z. Riporto qui il riferimento per NANSHE / NINA

Cio per ottenere il glifo nel nome NANSHE bisogna cercarlo nel font serie 2 al carattere N (n maiuscola). La tabella riporta:

Come si vede chiramente, il nome NANSHE si scriveva con un cuneiforme che si legge NINA. 3) Riporto qui una riproduzione della tavola sferica WAK8535, in cui chiaramente visibile Orione, e nello spicchio opposto, i 7 pallini dsposti in linea e non a grappolo.

Qui di seguito i due dettagli:

4) Per il discorso Freccia Razzo il professore si riferisce a una domanda fattami dall' udente duellum71, il quale mi chiede, insultandomi, perch Sitchin traduca il sumerico TIL con 'Razzo' quando la sua rappresentazione pittografica quella di una freccia e tutti i sumerologi traducano con 'Freccia'. Ci tengo a precisare che, al contrario di quanto sosterrebbe o cerca di sostenere il professore, io no mi sono MAI pronunciato nel corso della discussione su questo punto. Dunque il profesore NON PUO' onestamente chiedere a me in merito, e attribuirmi l' interpretazione di 'Razzo'. 5) In merito a questo punto, riporto due catture dal documento di Graham Cunningham 'Syntax of sumerian multiword verbs' del 2004:

come si vede chiaramente GISH3 e non GISH a significare 'pene' e dare il significato, assocciato a DUG4 (o DU3 come sostiene Verderame) di 'copulare' tramite l' estensione di 'applicare il pene'. 6) Riporto le catture da Sumerian Lexicon with a grammatical intruduction di Price (1908) per i valori GISH e IZ(I):

Vorrei far notare il glifo di GES (Gish) uguale a quello di IZ (il professore aveva scritto testualmente: la lettura ideografica IZ (inesistente) e l'interpretazione di fuoco - invece la lettura IZ esiste eccome), e il fatto che Price, affianco al glifo di IZ riporta le corrispondenze omofone GISH e MISH, e scrive nella penultima riga: IZ potrebbe essere una abbreviazione deliberata di GISH