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Processi di insegnamento e valutazione dellapprendimento

Titolare: Prof. Giuseppe Tacconi - giuseppe.tacconi@univr.it Modulo 2 3 dicembre 2006

Titolare attivit: Pierluigi Di Pasqua pier@cima.unige.it

Esercitazione iniziale
1 Introduzione

L'esercitazione in oggetto tratta dei concetti di valore medio, scarto quadratico, deviazione standard. La classe di riferimento una Ia professionale, corso serale per adulti. La sessione concepita come prosecuzione di un'attivit didattica precedente che aveva come obiettivo l'assimilazione del concetto di errore nella misura e di incertezza fisica dell'azione sperimentale. Si tratta essenzialmente di un'unit compresa nel modulo: - L'incertezza nella misura: la teoria degli errori

Preparazione materiali

In fase organizzativa ho raccolto tutto il materiale sviluppato nell'unit antecedente, ricercando quali elementi sarebbero di necessit propedeutica al lavoro e quali di semplice sostegno. Ho sviluppato un insieme di esercizi sull'attivit pregressa da svolgersi in co-partecipazione con gli alunni e contemporaneamente trascritto le parti essenziali dell'introduzione al concetto di valore medio, con alcuni esempi pratici da esporre.

Dinamica della lezione

Fondamentalmente la lezione si divisa in cinque sezioni, distribuite sull'arco di tre giornate, con la seguente successione

I GIORNO: ATTIVIT DI RECUPERO


O

COGNITIVO

In fase introduttiva ho recuperato e consolidato parte degli elementi disciplinari esposti nell'unit precedente

I GIORNO: ESPOSIZIONE
O

TEORETICA

Dichiarazione degli elementi contestuali all'unit e definizione degli stessi, con particolare attenzione al concetto di valore medio. L'esposizione si volutamente centrata su alcuni aspetti del valore medio senza entrare nel merito degli scarti quadratici e della deviazione standard. Soltanto per questi ultimi l'esposizione non ha analizzato il loro significato intrinseco ma puramente mi sono limitato ad contestualizzare il metodo di calcolo.

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Processi di insegnamento e valutazione dellapprendimento


Titolare: Prof. Giuseppe Tacconi - giuseppe.tacconi@univr.it Modulo 2
O

Titolare attivit: Pierluigi Di Pasqua pier@cima.unige.it

3 dicembre 2006

I GIORNO: ESPOSIZIONE NARRATIVA


Chiuso il discorso matematico analitico con molti punti interrogativi lasciati in sospeso, ho utilizzato il tempo rimanente per avviare un dibattito sulla reale utilit del valore medio, sulle situazioni di coerenze ed incongruenza, puntando l'indice su esperienze comunemente vissute (raccolte in un catalogo esperienziale negli anni di corso). Fine del dibattito evidenziare un metodo di valutazione della bont dei risultati della misura. Chiusura lezione: totale ore 1.30.

II GIORNO: ATTIVIT COOPERATIVA


O

Ho raccolto gli alunni (13, con et comprese fra i 22 ed i 48 anni) in 4 gruppi sufficientemente omogenei da riproporre nell'organizzazione interna le personalit essenziali allo svolgimento dell'attivit. Il lavoro da svolgere: Compiere una misura cronometrica dell'oscillazione di un pendolo e riportare i risultati su una tabella Sfruttare le competenze acquisite nell'unit precedente per esporre le osservazioni sull'incertezza, e proseguire con il calcolo del valore medio Ignorare la parte dell'unit svolta riguardante scarti quadratici e della deviazione standard.

Metodo Il gruppo ha autonomia di lavoro, ma pu interferire con il docente o con altri gruppi con la seguente modalit1 Un interlocutore designato pu esporre le sue domande o perplessit verso un agente esterno a gruppo (compagno o docente) Un secondo interlocutore, diverso dal primo e anch'egli designato nel gruppo, riceve in sede separata (temporalmente e spazialmente) tutti gli input richiesti dall'interlocutore precedente. Questo meccanismo obbliga per necessit ad un confronto inter-gruppo, almeno fra interlocutori, e rafforza la sua valenza quando entra in gioco il terzo vincolo: Solo un elemento del gruppo pu tracciare le linee organizzative dell'elaborato, stenderne la struttura, scriverla e correggerla. Agli altri permesso consigliare, scrivere appunti, intervenire e suggerire, ma non appropriarsi del ruolo di espositore.
Questo punto richiede un continuo intervento correttivo da parte dell'insegnante per impedire che le personalit pi forti, normalmente delegate alla comunicazione, impongano la volont di appropriazione del ruolo.
1 Data la valenza incredibilmente positiva di questo metodo (almeno su questa unit), sarei curioso di sapere se esiste una tecnica didattica gi codificata a riguardo, o se in qualche modo si tratti di un'idea originale da affinare e vagliare con cautela
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Titolare: Prof. Giuseppe Tacconi - giuseppe.tacconi@univr.it Modulo 2 3 dicembre 2006

Titolare attivit: Pierluigi Di Pasqua pier@cima.unige.it

II GIORNO: ATTIVIT ESTENSIVA E COGNITIVA


O

Completata la prima parte dell'esperienza ho introdotto concettualmente gli elementi rimasti sospesi di scarto quadratico e deviazione standard utilizzando la percezione fresca dell'esperimento per giustificare il ruolo degli ultimi due strumenti fisico-matematici, quello del controllo di bont sui dati rilevati. Operando in questo modo ho ottenuto l'elusione della difficolt matematica in favore di un approccio pi immediato di accostamento diretto: la formula mi serve perch ... quindi la imparo

in luogo di la formula va imparata quindi cerco di capire a cosa serve

Il risultato stato molto positivo, liberati dall'ansia di dover capire la formula (di per se non molto complessa, ma visivamente caustica, soprattutto nella formazione per adulti) la disposizione mentale degli allievi si modificata per consentire un migliore apprendimento. Chiusura lezione: totale ore 2.30

III GIORNO: ATTIVIT RIELABORATIVA ED ESPOSITIVA


O

Alla luce delle nuove competenze acquisite i gruppi hanno proceduto ad una valutazione quantitativa della bont del loro esperimento attraverso l'uso di scarti e deviazione. Successivamente l'attivit si centrata sulla sintesi del lavoro prodotto e sull'esposizione coerente. Chiusura lezione: totale ore 1.30

Nota: i tempi indicati sono tempi reali e non ore scolastiche.

Conclusione

L'attivit analizzata si conclusa nel migliore dei modi, ma doveroso premettere le buone condizioni iniziali che ne hanno favorito il successo Ottima disposizione collegiale della classe. Una classe di adulti va commisurata alle performance medie della fascia di et ma offre in controparte delle componenti positive di disponibilit al dialogo formativo e di maturit comportamentale (sempre in media) Libert di attuazione del programma: fondamentale per la distribuzione di tempi e priorit

Tolleranza della struttura scolastica e del personale ausiliario in riferimento a tempi e modi di sviluppo dell'attivit.

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