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Spettacoli

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GIOVED 4 AGOSTO 2011

PESARO

POESIA STASERA FRANZIN INTERPRETA UMBERTO SABA


DOPO il successo, gioved scorso, del quarto appuntamento con lAngolo della poesia dedicato a Mario Luzi con leditore Enrico Tallone e la visione di documentari Rai, stasera dalle 21 previsto nel cortile di palazzo Ricci a Pesaro, un incontro sulla poesia di Umberto Saba. Interverr il poeta Fabio Franzin. Per il 5 appuntamento del ciclo ideato e diretto dal regista Giuseppe Saponara in collaborazione con Accademia mondiale della poesia, Comune e Provincia. Ingresso libero. In caso di pioggia sar ospitato nella sala del consiglio provinciale.

CULTURA / SOCIET

LA MOSTRA DA SABATO AD URBINO, NELLA CASA DI RAFFAELLO, LA MOSTRA SUL GRANDE AUTORE PESARESE

Giancarlo Scorza, lo spettro dellimmagine


URBINO

Dipinti e disegni dal 1940 al 1987, spiegati e raccontati dal critico Floriano De Santi
OGNI VOLTA che si parla di calcografia, viene in mente la Scuola del Libro dUrbino, la sua tradizione, i nomi che lhanno resa forte. Ma ovvio che non esistono solo i nomi urbinati nel panorama provinciale. Giancarlo Scorza, tanto per fare un esempio, a pieno titolo tra i grandi incisori del nostro Novecento. E vero, era pesarese (nato nel 1922 e morto a sessantacinque anni sempre nella citt natale), ma la sua provenienza ha ben poco deviato il suo inevitabile destino di autore a tutto tondo, che ha spaziato dalla grafica alla pittura, dalla poesia alla storia, che era poi il suo mestiere. LACCADEMIA Raffaello torna ad omaggiare questo importante autore con una mostra curata dal critico Floriano De Santi. Da sabato nella Casa natale di Raffaello, nella bottega di Giovanni Santi, sar visibile Giancarlo Scorza - Lo spettro dellimmagine. Dipinti e disegni dal 1947 al 1987. Levento stato fortemente voluto dal presidente dellAccademia, Giorgio Cerboni Baiardi. E una mostra che merita assolutamente di essere vista dice . E lomaggio di Urbino ad un grande pesarese, unoccasione per capire quanto importante sia stato il lavoro di Scorza. GIA, perch il pericolo per questo autore come per altri, che finisca archiviato e dimenticato. Chi ha unopera a casa, per, non commetta lerrore di non vedere lesposizione. E molto difficile spiegarsi come un artista, che sta tra i pi singolari della sua generazione, sia rimasto quasi sconosciuto al grande pubblico; e neppure conosciuto in tutta la sua completezza, se non da pochi critici e storici dellarte come Valerio Volpini, Lorenza Trucchi, Filiberto Menna, Francesco Arcangeli, Vanni Scheiwiller e Michael Semff, e da maestri come Felice Carena, Leonardo Castellani e Giorgio Morandi aggiunge Baiardi. IL MOTIVO? Forse anche la ritrosia dellautore, il suo vivere isolato, la sua distanza da mercanti e critici, non desiderare mostre, non curare cataloghi, non sognare monografie. Ed anche questo tratto un po in ritirata, distintivo di tanti autori urbinati. Abituati fin da giovanissimi a lavorare sodo senza pensare a galleristi ed allori. Impegnati a maneggiare lastre ed acidi, a frequentare la stamperia non solo come luogo di produzione, ma anche di confronto tecnico. E UN ARTISTA vero dice Baiardi , insomma, perso nella sua pittura, in quella difficile pratica quotidiana di trasportare su brevi carte, o non grandi tele, le parvenze poetiche della realt; che una pratica, come si sa, che necessita la protezione della penombra e del silenzio. La techne pittorica e grafica di Scorza sembra depositarpoetica di Scorza. Nei suoi lavori limmagine risulta densa, completa, ricca della sua tenerezza, delle sue stesure delicate e solide, di ombre e luci che fanno corpo aggiunge il presidente dellAccademia : risulta meditata e vera, di quella verit che non esiste nel reale, ma ne come unanima, un fantasma, un cuore segreto. LA MOSTRA curata da Floriano De Sannel complesso mondo intellettuale di Scorza. Nella sua folgorante intuizione filosofica che si muove ormai verso una malinconia creativa scrive Floriano De Santi che ha superato i limiti che ad essa erano stati assegnati dalla storia della cultura occidentale, George Steiner elenca Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero. Lesperienza poetica contemporanea una noesis, unidea per figure che certamente acAGGIUNGE De Santi: Lopera pittorica, disegnativa e incisoria di Giancarlo Scorza lesplorazione di questi spazi in cui la tensione intellettiva scopre, pur nelle differenze, uno stesso pathos del pensiero: una passione che interroga le tentazioni del silenzio dellimmagine come della poesia, quando locchio per dirla con unilluminazione di Adorno riceve la sua irresistibilit di ci che non ha apparenza o che sembra non avere pi presa sulla realt di fronte allinafferrabilit delle cose. IL CRITICO urbinate fa poi notare nel capitolo Il ritratto come specchio dellio, che Scorza fin dai lavori pi giovanili, dinizio anni Quaranta, ha gi una forte predisposizione verso il ritratto. In Scorza, c in primis scrive lautore linteresse per il ritratto, con unacribia dindagine per una definizione minuziosa dei caratteri, dove lo scrupolo della verosomiglianza espressione sia di una volont di schietta aderenza al soggetto sia di applicazione di un preciso modello linguistico. I ritratti di Marisa bambina del 1940, di Mia madre del 1945, di Donna malinconica dellanno seguente e di Operaio pensieroso del 1948, e lavvio dellAutoritratto con fondo rosso del 1944 che sinsinua nei confini dellanima, documentano un io indescrivibile, che sembra non avere un suo luogo, n un tempo che gli sia proprio. SCORZA dunque da osservare attentamente in questa mostra, in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue vocazioni, perch come giustamente osserva a chiusura del suo saggio Floriano De Santi se Scorza disegnatore s un dono come ebbe a dirmi Carlo Bo, magari un dono da iridare come un caleidoscopio sulla giostra dei sensi..., attenzione a non volgarizzare unimpressione critica che vede lacquaforte scorziana come mera illustrazione o, peggio ancora, pedestre traduzione figurativa di liriche di Ezra Pound e di Eugenio Montale. Poich essa vive di una luce propria. LA MOSTRA che si inaugura sabato alle ore 18,30, rimarr aperta sino al 27 agosto con il seguente orario: 9 - 13 e 15 - 19. Domenica 10 - 13. Giovanni Lani

si lieve, come un velo di farfalla, un tremito Nelle foto, Ritratto dali, sul di mia sorella (1949), foglio, Brocca con fiori rossul cartosi (1954) e Giancarlo ne, sul leScorza negli anni 70 gno, sulla tela, persino frammento di carta da pacchi. Sembra ti e lapparato critico stampato facile tale traccia fatta di poche nel catalogo frutto di una lunga forme, di pennellate brevi e istin- riflessione. La scelta delle opere tive, come a dettatura di una ful- ampia, si tratta di dipinti e diseminea ispirazione; eppure tutto gni datati dal 1940 al 1987, tutti ripalpita, tutto lentamente si spro- prodotti in un nitido catalogo edifonda. to per i tipi Archivio Umberto Mastroianni. Il saggio di De SanLA DELICATEZZA dei toni ti illuminante perch fa calare un denominatore comune della non solo nella poetica, ma anche

coglie nella sua ombra ci che eterogeneo e inossidabile al concetto, ma che, nello stesso tempo in cui resiste alla presa del concetto, resiste anche alla tentazione della bellezza che, nascondendo le fratture e le lacerazioni del mondo, ne offusca laletheia, quella verit che larte non afferra ma che pure traluce nella sua forma.