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1)

La curva di Phillips e la spiegazione keynesiana dellinflazione

La curva di phillips esprime la relazione tra due grandezze: il tasso di sisoccupazione,

definito come il rapporto tra disoccupati e forza lavoro: u=disoccupati/Forza Lavoro con f.l. = occupati + disoccupati ;

e il tasso di variazione dei salari monetari definito dal rapporto Wt-1 .

=(Wt-Wt-1)/

Come si pu notare dalla figura ,questa curva possiede due caratteristiche:

a)=f(u) f<0 ed u sono iversamente proporzionali b)esiste un particolare valore U0 del tasso di disoccupazione in corrispondenza del quale =0. Grazie alla curva di phillips stato possibile elaborare un nuovo modello IS-LM

In cui sia i salari che i prezzi diventano variabili endogene. I salari Wdipendeo dalla contrattaztra lavoratori e imprese.

Mentre i prezzi ,che nel modello originale venivano considerati cm noti,dipenderanno dal lavoro.

La nuova versione del modello IS-LM ci dice che il tasso di disoccupazione u diminuisce se aumenta,quindi N (ilnumerodeilavoratori) aumenter e di conseguenza aumenter anche il livello di reddito Y, quindi cresceranno i salari. Il livello dei salari monetari varia in modo direttamente proporzionale rispetto al numero di lavoratori e al reddito. Ma in modo inversamente proporzionale rispetto u. Concetto espresso dalla relazione: se uNYWt

si pu affermare che la forza contrattuale dei lavoratori dipende dai livelli di reddito e di occupazione.

Il modello IS-LM con la curva di phillips considera come ipotesi 3 periodi di tempo diversi (t0,t1,t2). Supponiamo che in t0 si abbia un equilibrio di partenza in cui : Y=Y0,N=N0,u=u0,=0 p=0 Mentre nel periodo t1 i valori diventano:Y1>Y0,N1>N0,u1<u0,>0 e p1>0. Nel periodo t2 ci si dovr porre il quesito di cosa dovranno fare le autorit monetarie perch il reddito rimanga al livello Y1. I valori saranno: Y=Y1,N=N1,u=u1,*>0( supponiamo che sia del 5%)

Il tasso dinflazione nel periodo t2: p*=(pt2-pt1)/pt1 Il prezzo pu essere visto come rapporto tra ricchezza e produttivit marginale del lavoro Pt2=Wt2/PmaL(N1) invece pt1=Wt1/PmaL(N1) p*=(Wt2/PmaL(N1)-Wt1/PmaL(N1))/Wt1/PmaL(N1)= semplifico PmaL(N1) =Wt2-Wt1/Wt1 che corrisponde a * ossia al 5%,quindi p*=5%.

Le autorit monetarie ,allora, devono intervenire nuovamente nel periodo t2 per aumentare la quantit di moneta (M=5%) M/P=f(Y,r) Se PM/P un eccesso di domanda di moneta sullofferta provoca una aumento del tasso di interesse(si c erca di vendere titoli per ottenere moneta)

M/P<f(Y,r)rIY Se le autorit non inetrvengono non si riuscir a raggiungere Y1. Bisogna sottolineare 2 risultati: 1)descrizione degli effetti della politica economica. possibile ridurre il tasso di disoccupazione e quindi espandere il reddito Y accettando tassi di inflazione p crescenti. Nel periodo 0 : u0:=0

U=u0N=N0Y=Y0 p*=*=5%

=0p=0

Nel periodo t2:u1<u0*>0(=5%

U1N1Y1>Y0

2)spiegazione dellinflazione. Questo modello riesce a spiegare linflazione. essa dipende da 2 elementi : _ il meccanismo di formazione dei salari monetari e dei prezzi . comportamento delle autorit che devono continuamente aumentare la quantit di moneta ad un tasso pari al tasso dinflazione.

si descrivano gli aspetti pi significativi della critica di Friedman alla curva di Phillips.

Alla fine degli anni 60 Friedman avanza una critica al modello IS-LM con la curva di Phillips. Secondo lui questo modello possedeva un grande limite teorico, ossia il fatto che i lavoratori si comportano in maniera IRRAZIONALE. Per dimostrare ci Friedman fa vedere come variano i salari reali w/P nei 3 diversi periodi temporali (t0,t1,t2).

a)

t 0: ipotizziamo che W0=1: PMaL(N1)=1 P0 = W0/PMaL(N1) = 1/1 = 1

b)

t1: supponiamo che il tasso di variazione (dei salari) della ricchezza nel primo

periodo sia: 1=5% W1=W0(1+1)W1=1(1+0,05)=1,05 (quindi i salari sono aumentati) . P1=W1/PMaL(N1)=1,05/0,95=1,1

La produttivit marginale sar <1;supponiamo che sia uguale a 0,95. Possiamo quindi notare che PMaL(N1)=0,95 < PMaL(N0)=1

Quindi la produttivit marginale del lavoro inversamente proporzionale al numero dei lavoratori N. W1/P1=1,05/1,1<1

Possiamo affermare che i salari reali diminuiscono nonostante i salari monetari aumentino.

c)

2:

W2=W1(1+*)=1,05(1+0,05)=1,1025

P2=W2/PMaL(N1)=1,05(1+0,05)/0,95=1,16

Possiamo dire che i prezzi e i salari aumentano della stessa misura in t2 (5%in questo caso) Salario reale: W2/P2=PMaL(N1)=0,95 Friedman giudica irrazionale il comportamento dei lavoratori,i quali chiedono aumenti dei salari monetari per ottenere un aumento dei salari reali. In t1 i salari reali cadono;in t2 pur aumentando i salari monetari, i lavoratori non riescono a conquistare un aumento dei salari reali, questo perch i prezzi aumentano quanto i salari monetari. Secondo Friedman esiste un valore u0 chiamato tasso naturale di disoccupazione le cui caratteristiche sono: _ tasso in corrispondenza del quale =0 e p=0 tasso di disoccupazione coerente con lequilibrio di piena occupazione ( domanda di lavoro=offerta di lavoro) Nd=Ns Nd= occupati +posti vacanto Ns= occupati+disoccupati

Occupati+ posti vacanti=occupati+disoccupatiposti vacanti=disoccupati Si parla dunque di una situazione di disoccupazione frizionale;nonostante ci sia un equilibrio di piena occupazione,si pu notare che esiste comunque disoccupazione temporanea nel mercato del lavoro.

si descriva il concetto di tasso naturale di disoccupazione e le condizioni necessarie,secondo Friedman , affinch si realizzi un tasso di disoccupazione inferiore a quello naturale.

Friedman afferma che il modello IS-LM con curva di Phillips mette in luce il fatto che i lavoratori si comportano in maniera irrazionale in quanto chiedono aumenti dei salari monetari che non hanno alcun effetto sui salari reali. Friedman parte da questo punto per ridefinire il significato della curva di Phillips,modificando il tasso di disoccupazione, che corrisponde ad un tasso di variazione dei salari monetari pari a zero. Friedman sottolinea che il mercato del lavoro, su cui si determinano i salari,funziona come un qualunque altro mercato e quindi il prezzo che si determina allinterno di questo mercato, sar stabile quando tale mercato in equilibrio di piena occupazione.

=0 quando Nd=Ns (equilibrio di piena occupazione)

E.di P.O.= occupati+ posti vacanti=occupati+disoccupatiE.diP.O.=posti vacanti=disoccupati

U0= tasso coerente con lequilibrio di piena occupazione (tasso naturale di disoccupazione)

In altri termini,il tasso naturale di disoccupazione ha due caratteristiche fondamentali: coerente con la stabilit dei salari monetari Coerente con la piena occupazione:Nd=Ns

=0

A questo punto della sua analisi Friedman si chiede quali condizioni si devono realizzare per ottenere un tasso di disoccupazione u1<u0 U0 corrisponde a N0, quindi per ottenere u1<u0 necessario ottenere un livello di occupazione N1>N0 Le due condizioni che si devono quindi realizzare sono Ns=N1 se W/P=W/P N=N1 e Nd=N1 se W/P=W/P d < W/P s Queste due condizioni sono per irrealizzabili perch il salario reale che spinge le imprese a impiegare N1 lavoratori diverso da N1 lavoratori disposti a lavorare.

Quindi Friedman conclude la sua analisi dicendo che possibile passare da N0 a N1 quando i lavoratori soffrono di ILLUSIONE MONETARIA, cio confondono salari monetari con salari reali.

Per descrivere tale fenomeno Friedman ipotizza che i salari monetari vengono fissati in un ipotetico tempo 0, sulla base di contrattazioni tra lavoratori e imprese, e che i prezzi vengano fissati successivamente. Per definire dunque la funzione di offerta di lavoro (Ns=f(Wt/Pt)) i lavoratori dovranno elaborare una previsione circa il livello futuro dei prezzi (Pe(t))Ns=f(Wt/Pe(t)); Nd=g(Wt/Pt) Ns=N1 se Wt/Pe(t)=W/P s

Le condizioni diventano:N1 d=Wt/PtW/Pe > Wt/PtPe < Pt livello dei prezzi.

Nd=N1 se Wt/Pt=W/P d < W/P s W/Pe(t)=W/P s > W/P I lavoratori non possono prevedere correttamente il

Si pu concludere allora che possibile espandere il livello di occupazione da N0 a N1 solo se i lavoratori commettono un ERRORE DI PREVISIONE. In questo caso i lavoratori si comportano in maniera razionale perch le loro decisioni vengono prese sulla base del salario reale atteso.

si spieghino le ragioni per le quali,secondo Friedman , non possibile ottenere nel lungo periodo un livello di occupazione superiore a quello naturale.

Friedman nella sua analisi giunge alla conclusione che possibile espandere il livello di occupazione da N0 a N1 solo se i lavoratori commettono un errore di previsione. Inoltre egli arriva ad affermare che questincremento di occupazione tra N0 e N1, dove u0 corrisponde a N0, soltanto un fenomeno temporaneo perch non possibile mantenere costantemente nel tempo il livello di occupazione pari al livello N1, perch alla fine del periodo i lavoratori si accorgeranno di aver commesso un errore di previsione e quindi lo correggeranno. Una volta fatto ci non possibile ottenere un livello di occupazione pari a N1 ma torner a N0; poich i lavoratori non possono sbagliarsi allinfinito in quanto formulano le loro aspettative secondo il meccanismo di aspettative adattive che permette loro di correggere le loro previsioni in funzione degli errori compiuti nel passato. Dunque le condizioni che si devono verificare affinch si abbia N=N1>N0 sono : Ns=N1 in t+1 se Wt+1/ Pe(t+1)=W/P s N=N Nd=N1 in t+1 se Wt+1/ Pt+1 =W/P d=PmaL(N1) Wt+1/Pe(t+1) >Wt+1/Pt+1 Pe(t+1) < P t+1

Quindi attraverso il meccanismo delle aspettative adattive e secondo cui gli operatori modificano le loro aspettative inflazionistiche sulla base degli errori di previsione commessi nel passato, si accorgono che per ottenere un incremento del reddito occorrerebbe un tasso di inflazione sempre crescente (relazione instabile tra Y e inflazione).

Per essere stabile p=0 per irragionevole perch i lavoratori continuerebbero ad aspettarsi un inflazione = a 0 quando il tasso di inflazione sarebbe comunque maggiore. Per ottenere un p continuamente crescente, lautorit monetaria dovrebbe aumentare M ma nessuna autorit monetaria disposta a farlo ad un tasso di inflazione sempre crescente. (P M / P M / P < Md/P (Y,r) r I Y).

Non possibile espandere il livello di reddito in maniera permanente oltre il livello naturale di Y0 perch questespansione implicherebbe un tasso p crescente che nessuna autorit monetaria accetterebbe. In ultima istanza condizione necessaria perch si abbia espansione permanente delloccupazione da N0 a N1 che i lavoratori accettino riduzioni dei salari reali da W/P 0 a W/P d Accettare questa riduzione implica per i lavoratori cambiare il loro atteggiamento che cambierebbe lequilibrio sul mercato del lavoro. La nuova posizione di equilibrio passerebbe da 0 a 1 e N1 diventerebbe il nuovo livello di equilibrio. Se non c questo cambiamento di atteggiamento dei lavoratori cio accettare una riduzione di W/P in cambio di maggiore occupazione, allora sar possibile ottenere un cambiamento da N0 a N1 solo temporaneo.

si illustri il concetto di aspettative razionali e si descrivano le conseguenze della presenza di aspettative razionali sugli effetti della politica monetaria. Il concetto di aspettative razionali viene elaborato dalla nuova macroeconomia classica intorno agli anni 70 80. Tale concetto sostituisce quello delle aspettative adattive di Friedman in cui gli operatori basavano le loro previsioni sulle osservazioni dei valori passati del fenomeno Yt. Le previsioni, secondo le aspettative razionali sono effettuate considerando tutte le informazioni sui fattori che influenzano il fattore Yt. Possiamo quindi affermare che Ye(t) funzione di Xe (t) (i fattori). Ponendo Ye(t) = p una conseguenza di questo modello sulla politica monetaria e che il tasso di inflazione sia funzione del tasso di variazione della quantit di moneta. Pe(t) = f (M e (t)). Supponiamo che in t venga annunciato Me(t) = 10%, allora esso produrr uninflazione, in base alle aspettative razionale, pari al 10%. I lavoratori prevederanno un p del 10% e chiederanno aumenti dei salari di pari misura per tutelarsi dallaumento dei prezzi. Me(t) = 10% p e (t) = 10% W(t) = 10% P(t) = 10%

Di conseguenza la manovra delle autorit monetarie non avr alcun effetto sul reddito. Il potere dacquisto dei lavoratori (Wt / Pt) rimarr invariato mentre si generer inflazione. Quindi la politica monetaria non risulta efficace nel breve periodo. Yt sar maggiore di Y0 solo se i lavoratori commetteranno un errore di previsione ossia quando le autorit monetarie non annunciano le proprie decisioni.

si spieghino i concetti di aspettative adattive e di aspettative razionali.

Le aspettative adattive son un meccanismo che permette agli operatori di prevedere u fenomeno economico attraverso le osservazioni dei valori passati del fenomeno stesso. Le aspettative adattive ignorano i fattori che concorrono a generare inflazione. Le aspettative razionali invece sono un meccanismo che permette agli operatori di prevedere un fenomeno economico attraverso le informazioni sui fattori che influenzano il fenomeno stesso. Le conseguenze essi creano sulla politica monetaria sono : Secondo le aspettative adattive la politica monetaria efficace nel breve periodo ma non lo nel lungo (le politiche keynesiane possono non avere alcun effetto permanente sul reddito). Secondo le aspettative razionali , la politica monetaria non ha alcun effetto sul reddito ma generer inflazione. L e autorit monetarie Le equazioni delle 2 tipologie di aspettative sono : aspettative adattive:

compiono una manovra che non sar efficace nemmeno nel breve periodo. 1.Yt=Yo + ( pt pe (t)) con > di 0 e Y0 = reddito naturale tasso di inflazione atteso = tasso di inflazione dellanno precedente. autorit monetarie) si pu trovare p t .

due) pe (t) = p t 1 = 0 per questo irrazionale, si trascurano le informazioni sui fattori; tre) pt = f (Mt) tasso di variazione della quantit di moneta. Dato M t (deciso dalle

Dato p t 1 (conosciuto dai lavoratori) ottengo pe(t) (equazione 2). Ora si pu determinare il reddito al tempo t, che sar Aspettative razionali: uno) Yt = Y0 + ( pt - pe(t)) con > 0 e tre) p t = M t Sostituendo le

maggiore del reddito naturale Y0 solo se pt maggiore dellinflazione prevista dai lavoratori. Y0 = reddito naturale

due) pe (t) = f (M e (t)) supponiamo che la relazione tra p e M sia lineare : 2) pe(t) =Me(t) pt = f (Mt)

equazioni 2 e 3 nella 1, si ottiene : Yt = Y0 + (Mt - Me(t)) quindi Yt > Y0 solo se il tasso di variazione della quantit di moneta sar maggiore di quello previsto dai lavoratori. Quindi solo variazioni non previste dai lavoratori della quantit di moneta possono avere un effetto sul reddito reale: Yt > Y0 solo se Mt > Me(t) Ossia quando le autorit monetarie non rispettano lannuncio di M fatto ai lavoratori.(ci si aspetta che i lavoratori non sbaglino a prevedere se le autorit monetarie comunicano con chiarezza il loro comportamento).

Si descrivano le scelte di autorit monetarie il cui reddito obiettivo sia pari al reddito naturale in un mondo con aspettativa razionali:

Bisogna pensare ad autorit monetarie le cui preferenze riflettono pienamente gli obiettivi della societ nel suo complesso (autorit di I TIPO). Esse non hanno interesse ad ingannare i lavoratori scegliendo un Mt maggiore di Me(t). + -p tasso di inflazione = U=f(Y,p) Esprimiamo le preferenze tramite due grandezze: -reddito reale Y

Per ogni p0 ( sia maggiore che minore di 0), il livello di soddisfazione U si abbassa, si avr quindi

massima soddisfazione con p=0.

Per quanto riguarda la variabile reddito: in genere aumenti di Y verso Y0 aumentano la soddisfazione, mentre aumenti

di Y che superano il reddito naturale provocano una diminuzione dellutilit in quanto si ingannano i lavoratori ( che soffrono di illusione monetaria e confondono aumenti dei salari monetari con aumenti dei salari reali). reddito naturale e linflazione nulla: Y=Yn e p=0 La combinazione che massimizza U sar quella nel punto 0, in cui Y corrisponde al U(0)>U(1) dove Y1<Y0 e p<0 Quindi Esse dovranno

U(0)>U(2) dove Y2>Y0 e p>0

alle autorit monetarie non converr espandere M a livelli superiori rispetto alle previsioni dei lavoratori, perch se Mt>Me(t) Y>Y0

rendere trasparenti i livelli di M e quindi annunceranno allinizio di t i livelli di Mt. Il valore di Mt dovr essere pari a 0 per non creare inflazione.

Si spieghino le scelte di autorit monetarie il cui reddito obiettivo superiore al reddito naturale in un mondo con aspettative razionali (usando curve di indifferenza). Secondo il meccanismo delle aspettative razionali, gli operatori elaborano le loro aspettative su Y ( un generico fattore Considerando il tasso di

economico) utilizzando le informazioni che hanno su un fattore X, cio sul fattore economico che determina Y. Quindi Yt=f(Xt).

inflazione p come Y ed il tasso di variazione della quantit di moneta M come Xt (in base alla teoria quantitativa della moneta), otterremo le seguenti equazioni: Yt=Y0+(pt-pe(t)) uno) Pe(t)=f(Me(t)) e 2. Pe(t)=Me(t) due) Pt=f(Mt) e 3. Pt=Mt

Sostituendo la 2 e la 3 nella 1, si ricava Yt=Y0+(Mt-Me(t))

In questo caso Yt>Y0 solo se Mt>Me(t),ossia le autorit monetarie sorprendono i

lavoratori (in quanto variazioni della quantit di moneta condizioneranno il reddito). Indipendentemente dal reddito naturale, la soddisfazione delle autorit monetarie del II TIPO crescer allaumentare del livello del reddito. assoluto di p. Invece ci sar una riduzione della soddisfazione se p0 a seconda del valore

Tali autorit sono dipendenti dalle scelte delle autorit di governo, le quali potrebbero far attuare una politica espansiva ( aumentare il Allora lutilit marginale del reddito sar decrescente,

reddito e loccupazione) nel periodo prima delle elezioni per favorire uneventuale rielezione.

mentre sar crescente la disutilit marginale dellinflazione . Questo rappresentato dalle curve dindifferenza applicate alla curva di Phillips ed esse saranno crescenti con inclinazione decrescente. Curve pi lontane dallorigine daranno soddisfazione maggiore. Le autorit sceglieranno la

combinazione sulla curva di indifferenza pi lontana dallorigine e tangente con la curva di Phillips. Le combinazioni sono quindi Y=Y e p=p se le aspettative sono pe=0. Per le autorit del ITIPO la combinazione era p=0 e Y=Y0. Per le autorit del IITIPO , partendo dal punto 0, esse

avranno convenienza a spostarsi verso il punto e fermarsi quando lutilit marginale del reddito sar uguale alla disutilit marginale dellinflazione.

si spieghino le scelte di autorit monetarie il cui reddito obiettivo superiore al reddito naturale in un mondo con aspettative razionali (usando una funzione di costo). La funzione di costo rappresenta linsoddisfazione Z delle autorit monetarie registrata quando i valori di Y e p si discostano dagli obiettivi fissati dalle autorit stesse. Le equazioni del sistema saranno: 1) Z=b(Y-Y*)^2+p^2 (Y-Y*) lo scostamento desiderato B

indica limportanza che possono avere gli scostamenti di Y rispetto a quelli di p.

Y* sar il valore obiettivo del reddito. Linsoddisfazione cresce Allo stesso tempo, la disutilit crescer k>1: autorit

allaumentare degli scostamenti del reddito ( sia positivi che negativi, visto che verranno elevati al quadrato). allaumentare degli scostamenti dellinflazione (p-0)^2 monetarie IITIPO per ottenere reddito > di Y0 ottiene: Z=b[Y0+(p-pe)-kY0]^2+p^2 k=1: autorit di ITIPO

2)Y*=kY0 ( Y* un multiplo del reddito naturale) 3)Y=Y0+(p-pe)

Sostituendo la 2 e la 3 nella 1 si

Bisogner trovare il punto che minimizza Z per massimizzare la soddisfazione delle autorit: P che min ZdZ/dp =0 (Z dipende dalla variabile p) Considerando A=Y0+(p-pe)-kY0, possiamo riscrivere lequazione come: Z=bA^2+p^2 dZ/dp=b(dA/dp)+2p

P che minimizza Z sar: p = [ (-bY0(1-k))/(1+^2 *b) + ^2*b/(1+^2*b)]*pe autorit. Tasso dinflazione atteso che funzione lineare di p.

Funzione lineare che otteniamo specificando le preferenze delle Le autorit del IITIPO

Se pe=0p=[(-bY0(1-k))/1+^2*b]=p (>0) perch k>

per ottenere reddito = Y0 e p=0 dovrebbero comportarsi come le autorit del ITIPO (non facendo variare M). hanno credibilit: esse non raggiungono il valore 0 per linflazione. combinazione , quindi sceglieranno la combinazione E. dinflazione.

Le autorit del secondo tipo, per, non

Se pe=0 le autorit non max la soddisfazione con la combinazione 0, bensi con la

Il risultato E peggiore rispetto al risultato 0 per quanto riguarda il livello del tasso

U(E)<U(0)

U(E=Y0,pE>0)

U(0=Y0,p=0)

Non solo non si riesce ad ottenere reddito >Y0, ma U(E)<U(0).

10) Si illustri il concetto di incoerenza temporale della politica monetaria.

Lincoerenza temporale un Allistante 0

concetto che si applica ad una strategia di politica economica che si realizza in due periodi diversi: t e t+1. del tempo t vengono stabilite le decisioni, gli obiettivi ottimali da realizzare al tempo t e t+1.

Vengono dunque eseguite

nel tempo t le decisioni ottimali previste; giunti al tempo t+1, le scelte che erano ottimali allistante 0, per il periodo t+1, non risultano pi ottimali. Non vi sono pi effetti ottimali a causa delle scelte compiute nel periodo t. Questo il

concetto di incoerenza temporale che caratterizza una strategia di politica economica.

Per riportare un esempio: se in t si annuncia p=0 per influenzare pet+1. In t+1 M dovr essere pari a zero cos da ottenere pt+1=0.

Lincoerenza temporale c quando la decisione di t va a condizionare la previsione di t+1. In particolar modo se in t lannuncio di M=0 venisse creduto. Per i lavoratori pet+1 sarebbe uguale a zero. Le autorit del IITIPO, per massimizzare la soddisfazione, sceglierebbero la combinazione ; in quanto esse hanno notato che i lavoratori rispettano gli annunci, quindi le autorit vorranno raggiungere Y per ingannare i lavoratori. sar M>0 e p>0 per massimizzare lutilit. Di conseguenza, pur avendo dichiarato M=0,

La creazione di inflazione conseguenza dellincoerenza temporale.

11) Si descrivano le condizioni che possono eliminare gli effetti dellincoerenza temporale della politica monetaria.

Lincoerenza temporale un concetto che si applica ad una strategia monetaria che riguarda due perioti temporali diversi: t e t+1.

Per eliminare gli effetti dellincoerenza temporale bisogna creare condizioni per avere solo autorit monetarie del ITIPO: esse dovranno essere indipendenti dalle autorit politiche, quindi autonome. Considerando lequazione Y*=kY0, k dovr essere uguale a 1 per ottenere la combinazione 0 e massimizzare lutilit. Le autorit di governo, invece, hanno interesse ad attuare politiche espansive nel breve periodo per puntare ad uneventuale rielezione. tre principali tipi di indipendenza: Esistono

Indipendenza personale: chi guida la banca centrale deve essere in grado di resistere alle pressioni dellautorit

politica. La nomina deve essere indipendente e non coincidente con lesito delle elezioni politiche. La carica dovr durare un periodo definito ed autonomo rispetto alla durata delle legislature politiche.

a.

Indipendenza rispetto agli obiettivi: capacit delle autorit monetarie di stabilire gli obiettivi autonomamente.

Indipendenza

degli strumenti: scelta autonoma dei mezzi per regolare leconomia.

Per evitare inflazione le autorit monetarie dovranno essere indipendenti, ma esse

dovranno evitare di diventare irresponsabili. Quindi lindipendenza non coincide con lirresponsabilit: le autorit dovranno rispondere del proprio operato e renderlo noto, avendo una grande responsabilit verso la societ.

Questa responsabilit dovr essere nei confronti della societ e non nei confronti del governo. Lopinione pubblica potr valutare lefficacia delloperato delle autorit monetarie attraverso: non su regole discrezionali. Diffusione di informazioni sulle proprie scelte e relativi effetti. + Seguire una strategia basata su regole di decisione e

12) Si spieghi la differenza tra una politica monetaria basata su regole e una politica monetaria discrezionale.

La differenza fondamentale tra strategia discrezionale e strategia basata su regole di decisione si esprime attraverso la distanza temporale tra le due fasi di programmazione/decisione e realizzazione. La fase di programmazione/decisione la prima fase in cui verr pianificata e decisa la strategia. La fase

di realizzazione la fase in cui avverr la realizzazione materiale della strategia.

Ogni politica monetaria basata su questi due momenti. Per la politica Per quanto

monetaria discrezionale questi due momenti coincidono, mentre per le regole di decisione la distanza temporale tra i due periodi grande.

riguarda la discrezionalit, in ognuno dei periodi viene stabilita la strategia per il relativo periodo. Sar quindi difficile attuare lazione di verifica dellautorit monetaria. In t1 si decide la strategia per t1, in t2 si decide quella per t2. Invece con regole di decisione al

momento 0 si decide la strategia per tutti i periodi futuri ( quindi si stabilisce molto in anticipo il proprio progetto). In questo caso lazione di verifica dell autorit monetaria sicuramente pi facile rispetto alla discrezionalit, perch essa viene eseguita periodo per periodo. Le autorit monetarie, negli ultimi trentanni hanno usato spesso regole di decisione, come ad esempio: monetary targeting, inflation targeting, regola di taylor.

13) Si descrivano le caratteristiche del monetary targeting.

Il monetary targeting un esempio di strategia basata su regole di decisione. Fu proposta Le Al

negli anni 50 da Milton Friedman. Tale regola si basa sul principio di fissare il tasso di variazione della quantit di moneta da realizzare in t1 t2 t3. autorit monetarie devono quindi scegliere il tasso di variazione della quantit di moneta e secondo Friedman questo tasso fisso, costante nel tempo.

tempo t0 viene decisa la quantit di moneta da produrre in t1,t2,t3. La giustificazione della regola di tipo monetarista: linflazione un fenomeno monetario e quindi il modo di stabilizzare i prezzi controllare la quantit di moneta. Questa una strategia attuata dalla banca centrale tedesca dalla met degli anni 70 fino al 1998. Il valore di M sar calcolato in base allequazione degli scambi: scambi, P=livello dei prezzi, Y=reddito reale. MV=PY Con M= quantit di moneta, V= velocit degli

Riscrivendo lequazione in termini dei tassi di variazione otteniamo:

M+V=P+Y M=P+Y-V

Di conseguenza tutto dipende dalle previsioni di V eY. Strategia seguita dalla banca centrale europea dal 1999 al 2003 in cui si annunciava M per mantenere stabile P (M=4,5%). Ipotizziamo che le autorit stabilivano P=2%, allora prevedevano un Y=2% e V=-0,5% 4,5%2%+2%+0,5%

Tale esempio ci fa comprendere che le autorit, annunciando M=4,5%, sono vincolate a rispettare questo valore altrimenti esse richiederebbero di venire sollevate dal loro incarico. In un mondo in cui le autorit sono del ITIPO , indifferenti e seguono una regola di politica del tipo monetary targeting , i problemi di incoerenza temporale vengono eliminati.

14) Si descrivano le caratteristiche dellinflation targeting.

Linflation targeting un esempio di strategia basata su regole di decisione. Questa strategia consiste nellannuncio da parte delle autorit dellobiettivo in termini di inflazione, che queste si impegnano a conseguire in un intervallo temporale di medio periodo.

Essa si basa su due aspetti:

1) Stabilit dei prezzi: annuncio di p che le autorit intendono realizzare. Per esempio la banca centrale europea aveva

annunciato di voler ridurre il p al 2% nellarco di due anni, quindi un arco temporale di medio periodo. P condizionato da fattori non monetari ( i cui effetti non possono essere annullati se non con uningente spesa di Y) 2)Non specificazione degli strumenti per conseguire la stabilit: rispetto al

monetary targeting una strategia pi flessibile perch lascia libert nella scelta dello strumento. Tutti i paesi che hanno seguito questa strategia, hanno utilizzato lo strumento del tasso di interesse r. Visto che il tasso dinflazione dipende da fattori diversi da M, esso si controller meglio con r. Per

spiegare come le autorit monetarie controllino r, bisogna riprendere la definizione di moneta: operazioni di mercato tramite le quali le autorit monetarie controllano la quantit di moneta. (passivit liquide banche ordinarie).

a)M= passivit finanziare della banca centrale=PFBC b)M= circolante ( passivit BC) + depositi bancari

La maggior parte degli scambi avviene tramite trasferimento di credito della banca (depositi bancari) e non tramite circolante (passivit). La autorit monetarie sono in grado di controllare i depositi tramite una riserva vincolata a loro proporzionale.

Le riserve delle banche devono essere costituite dalle passivit finanziarie della banca centrale. In base alla seguente relazione, lammontare di depositi dipende dalle passivit finanziarie della banca centrale: DEPOSITI BANCARI = 1/Qk * base monetaria

0<Qk<1 : coefficiente di riserva obbligatoria

La base monetaria vista come linsieme delle operazioni che pu essere usata dalla banca per costituire le

proprie risorse. La banca centrale controlla la base monetaria: - operazioni di mercato aperto (compravendita di titoli)

- finanziamento delle aziende di credito (la banca centrale finanzia altre banche con u tasso di interesse r detto tasso ufficiale di Con esso la banca centrale influenzer lintera struttura dei tassi di interesse. La relazione tra r e p definita grazie a : le il tasso di cambio E (la quantit di moneta estera in valuta nazionale) Tra il tasso

sconto o tasso di riferimento)

aspettative degli operatori , la domanda aggregata e gli investimenti,

di interesse r e il tasso di cambio E c una relazione legata a SMC (saldo movimenti di capitale)

SMC = f (r re) r SMC SBP = (SMC + SPC) tasso di cambio la valuta nazionale si rivalutata p perch si riduce il prezzo in valuta nazionale dei prodotti importanti.

15) si descriva la regola di Taylor. Taylor ha studiato il comportamento delle autorit americane tra gli anni 80 e 90 esse avevano manovrato il tasso di interesse secondo una regola specifica : le variazioni del tasso di interesse erano determinate da : Il valore obbiettivo del tasso di interesse reale e dagli

Gli scostamenti dai valori di reddito reale e tasso di inflazione rispetto ai loro valori obiettivo Y* p*

Il tasso di interesse nominale r rappresenta il rendimento di una attivit finanziari definita intermini nominali. Il tasso di interesse reale R definisce il rendimento di uno strumento finanziari in termini di potere dacquisto e quindi tiene anche conto dellinflazione p.

R = r p dellinflazione.

Se r uguale a 10% e p uguale al 10% allora R = a 0% il tasso di interesse nominale ha consentito di annullare leffetto rt* = R* + p t se pt > p* rt > rt* (politica restrittiva) / se Yt < Y* rt < rt* (politica espansiva). Le autorit si

erano dunque poste un duplice obiettivo: manovrare il tasso di interesse in funzione del tasso di inflazione per raggiungere un particolare livello di reddito ma hanno scoperto che, attuando una politica monetaria espansiva o restrittiva non possibile espandere il reddito oltre Yn.

16) si illustri il concetto di credibilit della polita monetaria alla luce dellesperienza della banca centrale europea.

Il comportamento della banca centrale europea spiegato dalla regola di Taylor (le autorit seguivano un duplice obiettivo: manovrare il tasso di interesse in funzione del tasso di inflazione per raggiungere un particolare livello di reddito) ed stato fortemente influenzato dallevoluzione della politica monetaria. Alla luce dellesperienza della banca centrale europea si pu affermare che la condizione necessaria per impostare una strategia di politica monetaria la credibilit. Se sono credibili le autorit monetarie possono indirizzare le aspettative degli agenti economici verso ununica direzione e ottenere una facile previsione delle reazioni future. La condizione necessaria affinch unautorit sia credibile che si indipendente; proprio su questo tema che il trattato di Maastricht fa riferimento attribuendone molta importanza. Tale trattato stabilisce che la banca centrale europea e le banche centrali nazionali devono essere indipendenti rispetto alle autorit di governo e inoltre stabilisce il divieto da parte della BC di finanziamenti monetari e disavanzi; lautonomia della BCE rafforzata dalla sua indipendenza economica infatti questa non riceve alcun finanziamento da parte dei governi nazionali in quanto economicamente autosufficiente. La BCE ha il monopolio delle emissioni di base monetaria: le entrate della BCE derivano dal fatto che la banche centrale monopolista operazioni di mercato aperto la BCE finanzia le proprie entrate. unautorit monetaria oltre allindipendenza la trasparenza. Questentrate vengono chiamate signoraggio. Il secondo elemento che caratterizza

Perch sia credibile unautorit monetaria deve essere in grado di trasmettere informazioni

chiare, comprensibili relative al proprio operato. La BCE per facilitare la comprensione da parte del pubblico del proprio operato, ha annunciato pubblicamente la propria strategia finalizzata a realizzare gli obbiettivi della stabilit dei prezzi.

17) si descrivano le caratteristiche della strategia di politica monetaria seguita dalla banca centrale europea.

La strategia della banca centrale europea si basa su tre punti fondamentali: Specificazione dellobiettivo di stabilit dei prezzi in termini quantitativi. La BCE ha definito in termini quantitativi il proprio obiettivo ossia la realizzazione di uninflazione inferiore al 2% al poste che 0%. Tale obiettivo deve esse di medio periodo in quanto nel breve periodo i prezzi non possono essere controllati dalle autorit monetarie. La politica monetaria non in grado di influenzare il reddito reale; secondo la teoria monetaria contemporanea uneconomia di mercato raggiunge spontaneamente questo livello di reddito naturale, ma la politica monetaria non pu modificarle inoltre si possono verificare situazioni particolari nelle quali il livello di reddito Y < Yn. La politica monetaria pu essere quindi usata per stimolare il livello di reddito migliorare lefficacia di tale politica. Se p = 0 R =r-p = 0 0 = 0 se p = 2% R = r p = 0 2% = -2%

1.
2.

Annunciare il tasso di variazione della quantit di moneta che la banca centrale europea ritiene coerente con lobiettivo della

stabilit dei prezzi (p< 2%). M = p + Y - V 4,5% = 2% + 2% - (- 0,5%) V= -0,5%. La banca centrale quando annuncia questo obiettivo afferma di non essere vincolata rigidamente a realizzare questo obiettivo quantitativo.

Monitorare una serie di indicatori delle grandezze economiche che secondo la BCE possono anticipare landamento del tasso di

inflazione. Questindicatori permettono di misurare la dinamica dei costi di produzione e quindi della domanda e dellofferta aggregata di beni.

La BCE associa questi ultimi due pilastri a due diversi approcci teorici. Anche secondo la BCE, linflazione non soltanto un fenomeno monetario ma dipende anche dallevoluzione dei costi di produzione.

Limportanza dei due pilastri cambiata significativamente: dal 2003 la BCE ha smesso di annunciare il tasso di variazione della quantit di moneta M perch si osserv che la relazione tra M e i prezzi risultata instabile. Nel 2001 e 2002 il tasso effettivo di M era dell 8% circa eppure veniva rispettata la condizione di stabilit dei prezzi.