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2011 Periodico bimestrale

Associazione Nazionale Seniores Rai dal 1953.

anno XXVI Gennaio, Febbraio

w w w.raisenior.i t

Poste Italiane SPA Sped. in abb. postale DL353/2003 (conv. in L 27/02/2004 N46) Art. 1 comma 1 DCB ROMA

le nuove tecnologie dellAlta Definizione, come il 3D, il 4K (detto anche oltre lHD) e il suono olofonico, un modo di fruire laudio nella sua pi completa qualit
LA MEMORIA PER CONOSCERE IL FUTURO
pag. 2

Buon compleanno
di Idalberto Fei a pag. 14

UN BRINDISI PER LA RAGAZZA

Piero Gaffuri

IL FUTURO DELLA TV PASSA PER IL WEB

pag 8

editoriale

di Antonio Calaj

LA MEMORIA PER CONOSCERE IL FUTURO


anno sociale terminato in gran forma, certamente con un grande successo. Gli auspici, le proposte scaturite dalla Presidenza Raisenior, unitamente al Consiglio Direttivo, sono state portate avanti nel breve tempo. Gioved 9 dicembre a Torino, nellambito della Direzione Centro Ricerche di via Giambone stato proiettato il video che ha ripercorso la storia del Centro dalla nascita, 1930 ad oggi. Ottanta anni di storia. Non si trattato di fare festa ai senior che hanno dato vita, con le loro microstorie professionali, alla realizzazione del documentario; stata pi propriamente loccasione per fare il punto della ricerca e dellinnovazione tecnologica della Rai. Un evento-convegno che partendo dalla memoria, percorrendo le fasi principali dellevoluzione del servizio pubblico radiotelevisivo, ha spinto lanalisi e lapprofondimento storico fino ad intravedere il futuro immediato e a medio termine della produzione e della trasmissione televisiva. Un evento-convegno organizzato fin nei minimi particolari dalla sezione Raisenior di Torino, unitamente alla Presidenza Raisenior e alla Direzione del Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica. I lavori sono stati aperti da brevissime relazioni dei rappresentati di Raisenior e dallalta dirigenza aziendale. Chi scrive ha preso per primo la parola come consigliere nazionale dellassociazione e dirigente della locale sezione torinese. Poi il saluto di Luigi Pierelli, Presidente Raisenior, in rappresentanza di tutta lassociazione. Egli ha tracciato in breve gli scopi e le linee che lassociazione intende perseguire nel solco della tradizione ma con lo sguardo alle sfide che ci

Un discorso che la platea ha attentamente ascoltato, apprezzato e fortemente applaudito. (Il testo integrale del discorso in altra parte del del Centro Servizi salario del Centro di Produzione TV di Roma che hanno giornale) Ling. Morello, direttore del CRIT, ha svolto le lavorazioni di montaggio e, ripercorso, con laiuto di fotografie pi in generale, di edizione. Un evento incontro che ha avuto depoca, la storia del Laboratorio, dai grande risonanza in tutte le sedi di primi anni fino ad oggi, evidenziando i passi fondamentali e il significativo Raisenior: le sedi di Genova e Pescara apporto che tecnici e ingegneri han- hanno duplicato levento e sono in no dato ieri e continuano a dare oggi corso contatti per organizzare altre alla nostra azienda, leader nella spe- proiezioni sezionali. Un segnale che intende spingere le rimentazione e nellinnovazione in attivit associative oltre le feste di Europa e oltre oceano. Ling. Luigi Rocchi, Direttore Strate- Natale e di Pasqua. Raisenior quegie Tecnologiche, ha messo in eviden- sta la nuova strategia sociale inza le nuove e pi avanzate frontiere tende percorrere nuove strade, nuovi della programmazione, in termini di tragitti culturali oltre quelli ricreativi. Pi dentro lAzienda, tra i senior produzione e di diffusione. Ha ricorin servizio, nei luoghi di lavoro, per dato gli incontri e gli accordi con i pi rigenerare e rinvigorire quello spiimportanti Centri di Ricerca Internarito di squadra, oggi pi importante zionali e le nuove tecnologie dellAlta di ieri, per contrastare spinte indiDefinizione, come il 3D, il 4K (detto vidualistiche che sono inconciliabili anche oltre lHD ) e il suono olofocon obiettivi di invenzione e di magnico, un modo di fruire laudio nella gior qualit della produzione radio e sua pi completa qualit. televisiva. Al termine degli interventi di apertura, prima di dare lavvio alla proiezione dello spot di cinque minuti Umberto Casella, autore del video, ha messo in luce lo sforzo di ricerca delle attestazioni, dei materiali di repertorio di commento e di collegamento, un lavoro che durato due anni. Ha esordito citando tutti i colleghi che a vario titolo hanno fornito la loro preziosa professionale collaborazione. In I partecipanti alla proiezione primis i colleghi Raisenior di Torino per lindividuazione e la ricerca delle Per motivi di spazio, rinviamo al prossimo testimonianze, Leonardo Scopece che numero una riflessione a tutto campo stato il vero realizzatore del video, Emma Bonino che ha svolto mansioni di segretaria di edizione nel corso controluce delle riprese e Manuela Gallizia la IN ANTEPRIMA A TORINO LA RAI grande professionista delle riprese. E CHE NON FA NOTIZIA di Umberto Casella non per ultimo, tutti i professionisti

attendono.

primo piano

PREMIAZIONI, SOLDARIET, CERTEZZA DEL FUTURO


lintervento del Presidente Luigi Pierelli*

ari amici voglio parlare un po di RAI SENIOR perch amo molto questa nostra Associazione e vorrei vederla crescere e prosperare anche se, come tutti sappiamo, stiamo attraversando tempi difficili nel Paese, nellAzienda e di conseguenza in RAI SENIOR Quando il GAR Gruppo Anziani RAI si costitu nel 1953 gli Anziani erano lesempio a cui tutti in azienda guardavano, erano le colonne portanti, i grandi capi, i capi intermedi, i capi operai e rappresentavano la conoscenza, lesperienza in una realt nuova e allavanguardia che non aveva riferimenti esterni. LAzienda era talmente giovane che non cera ancora personale in pensione. Allora il ruolo dellAssociazione era rivolto esclusivamente allAzienda e, come ho gi detto, ne rappresentava la parte pi qualificata. Per questo la RAI deleg al GAR la consegna dei premi di fedelt, visto che gli anziani erano i capi, e chi meglio di loro potevano premiare i colleghiQuesto stato il nostro inizio e quello che seguito lo conosciamo. Tra i ruoli storici di RAI SENIOR, oltre alle premiazioni c sempre stato quello di sviluppare SOLIDARIETA. Si perch gi dal 1953 i nostri soci si occupavano quotidianamente di solidariet. Infatti leggendo le finalit del vecchio Statuto poi riprese dal nuovo, vediamo che gli anziani RAI dovevano essere solidali con i colleghi, contribuire con le loro capacit, il loro esempio, la loro disponibilit a creare un clima positivo in Azienda e sul posto di lavoro. Se tutto questo era importante allora, sicuramente oggi lo ancora di pi ed i colleghi e le colleghe di RAI SENIOR, siano essi dirigenti, impiegati, tecnici o operai, devono essere

capaci di metterlo in pratica, anche se sappiamo che nellattuale situazione della societ civile e dell Azienda molto pi difficile che in passato. necessario dare esempi positivi, contrastare quanti operano per indebolire lAzienda, lavorare ognuno nel proprio ruolo per recuperare lefficienza e la missione della RAI. necessario fermare le mille derive che stanno frantumando un patrimonio accumulato da tante generazioni di lavoratori. I colleghi che attualmente gestiscono e lavorano in azienda, siano essi dirigenti, siano essi lavoratori, siano essi sindacalisti, devono garantire un futuro alla RAI, cos come stato fatto da quelli che li hanno preceduti. necessario poi che i lavoratori recuperino il senso di appartenenza che il valore forte di RAI SENIOR e lo trasferiscano nellimpegno quotidiano perch senza questo collante non esiste gruppo, non esistono risultati, non esiste azienda. Altro impegno di solidariet deve essere preso nei confronti dei pensionati, degli anziani in quanto tali, realt oggi numerosa e parte della grande famiglia RAI. Sono loro che hanno fatto diventare grande la nostra Azienda aprendo le porte a tanti altri lavoratori. Non dimentichiamolo mai e ricordiamo che se oggi le nuove professionalit comportano conoscenze informatiche, elettroniche, della comunicazione pi avanzate rispetto a quelle utilizzate in passato, fino a non molti anni fa erano i lavoratori, oggi in pensione, ad avere il Know How della tecnica, dellorganizzazione, della produzione. Tutti i lavoratori della RAI in qualunque epoca si sono impegnati per essere allaltezza dei cambiamenti e hanno fatto strada ai nuovi, cos come stato documen-

(*testo integrale del discorso tenuto a Torino nel corso della presentazione del video 80 Anni del Centro Ricerche)

tato nel video sul Centro Ricerche di Torino. Molte cose possiamo fare per i pensionati e penso che alcune le stiamo gi facendo. Dobbiamo occuparci di previdenza, della salvaguardia della salute attraverso il miglioramento delle polizze Fasi, del rapporto giovani-anziani, di arricchire il loro tempo libero con iniziative sociali, dare loro quel rispetto che si deve a tutti i componenti della grande famiglia Rai. In questo campo tenendo presenti le finalit previste dallo Statuto, RAI SENIOR deve impegnarsi per individuare le problematiche che interessano i nostri associati e contribuire alla loro soluzione. Oggi poi necessario fare un salto in avanti e portare la nostra vocazione di Solidariet anche allesterno dellAzienda dove i bisogni sono infiniti. Dobbiamo contribuire con la nostra disponibilit e capacit ad aiutare il prossimo dedicando parte del nostro tempo, lavorando nelle associazioni di volontariato, organizzando noi stessi progetti da realizzare la dove c bisogno, farlo come uomini e donne di RAI SENIOR e di questa Azienda. In conclusione voglio ricordare che RAI SENIOR non e non pu essere soltanto lorgoglio della memoria ma deve avere la capacit di trasformare i valori del passato in uno stimolo per fare meglio quello che deve essere fatto oggi. Solo cos la nostra Associazione potr avere un ruolo attivo nella nostra Azienda e allesterno, solo attraverso questo impegno potr recuperare il prestigio che ha avuto in passato.
Luigi Pierelli ing. Morello e ing. Rocchi

zapping

UNITALIA FUORI DAL MONDO E UNITALIA NEL MONDO PAROLA DI KENNEDY


Italia ed sempre stata nel mondo. Anche quando ci pare che sia fuori dal mondo. I vuoti di memoria sono allordine del giorno.Vorrei tappare un buco della memoria. Nelle mie ricerche nelle Teche Rai ho trovato un brano di storia che io stesso non ricordavo, e quindi non avevo mai visto, anzi penso che sia stato poco visto in generale. Si tratta di un filmato del 1961, ovvero dellanno di cinquantanni fa in cui soprattutto Torino, ma anche il resto dItalia, celebr senza fumi di esaltazione n ubriacature retoriche il centenario dellUnit di allora. In un bianco e nero molto chiaro, nonostante lonta del tempo che pur si nota, le cineprese della Rai e della tv americana scendono dalle bandiere dellambasciata italiana a Washington, inquadra una piccola orchestra che esegue linno di Mameli, senza parole, in modo asciutto e veloce, con molto rispetto; infine si dedica a riprendere il presidente Kennedy, in gran forma, bello, sereno, concentrato in mezzo a varie personalit sia americane che italiane. Tra il pubblico cera la moglie del presidente, Jacqueline, la donna che era spesso accanto al presidente, e lo fu anche nel giorno dellattentato di Dallas nel 1963, due anni dopo la cerimonia dedicata allUnit dItalia.
di Italo Moscati

2011- CENTOCINQUANTANNI DELLUNIT DITALIA

Kennedy parl non troppo a lungo, convinto, con calore. Estraggo la parte che ho inserito nel mio film Concerto Italiano- Storia e storie dellUnit dItalia destinato alla tv e a una ampia diffusione nelle sale italiane e straniere. Questa parte che dice: Se Cavour, Mazzini, Garibaldi e Vittorio Emanuele II hanno fatto lItalia a fare gli italiani hanno contribuito i milioni di emigrati italiani che hanno portato con s nel mondo e in America valori e tradizioni, creato identit e appartenenze. Essi sono partiti come napoletani, veneti, siciliani, lombardi, ed erano italiani, creando legami con il paese e con la regione di origine, consolidando lItalia e la sua storia. Parole chiare, senza sbavature. Kennedy riscosse un vibrante applauso. Qualche lacrima brill negli italiani presenti. Il presidente strinse alcune mani e se ne and con un sobrio, leggero sorriso. Erano parole dedicate a 27 milioni di italiani che avevano lasciato lItalia per andare nel mondo, molti dei quali arrivati sotto la

leggendaria Statua della Libert. Storie forti, drammatiche, di speranza. Storie anche di gangster. Storie di umili operai e di banchieri, di industriali. Storie di grande attori e registi. Eccetera. Storie spesso, spessissimo di persone invisibili, oneste, dai volti colmi di stupore e di speranza che oggi balbettano la nostra lingua e se possono tornano al paese dorigine in tante parti dItalia, sperdute nelle campagne, nelle montagne, lungo i mari. E costoro adesso cosa trovano? Essi contribuirono, hanno contribuito allUnit dItalia allestero, con il loro lavoro, con il loro talenti. Come disse Kennedy: Erano partiti come napoletani, veneti, siciliani, lombardi ed erano italiani Ecco nel mio film Concerto Italiano, dedicato a costoro, cerco di ritrovare quel senso di stupore, innocenza, speranza che fu una grande forza. Quindi niente retorica, ma una storia fatta di tante storie vere. Ne racconter altre.

lopinione

LA TENTAZIONE DELLA TELEVISIONE DIVENTARE IL PINNACOLO DEL TEMPIO


di Gianpiero Gamaleri

Gianpiero Gamaleri
Ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi Universit degli Studi Roma Tre. Gi Dirigente e Consigliere di amministrazione Rai

prematura e impietosa esposizione al pubblico. La televisione diventata una terribile corsa a raggiungere il pinnacolo del tempio. Un pinnacolo che sembra ottenere leffetto previsto e che ha un nome preciso: popolarit. Una popolarit che ha misure precise: i dati auditel che nelle relazioni umane si traducono in grandi e piccoli vantaggi, dalla partecipazione a una fiction al tavolo riservato al ristorante fino i pu stabilire un collega- alla soddisfazione di sentire gli amici mento tra le tentazioni dire, tra lammirato e linvidioso: ti della televisione e la pa- ho visto in tv. gina del Vangelo in cui si Una pistola puntata contro le proprie parla delle tentazioni di tempia Cristo nel deserto? Personalmente Di qui lo scatenarsi di una serie di credo che un rapporto ci sia e che sia effetti non intenzionali, cio impreutile rifletterci. vedibili, legati al mezzo televisivo. Delle tentazioni di Cristo, quella Quegli effetti che fecero dire a Marche appare pi vicina al mondo dei shall McLuhan: La televisione un media, e in particolare alla televi- innocuo elettrodomestico finch non sione, mi sembra essere la seconda: ti accorgi che pu diventare una piquella in cui si spinti a salire sul stola puntata contro la tua tempia pinnacolo del tempio, distinguendo- oppure suggerirono a Andy Warhol si il pi possibile dai comuni mortali la celebre frase: Nel futuro ciascuno per poi buttarsi gi e sorprendere di noi sar famoso, ma per non pi di ancor di pi il pubblico pensando di cinque minuti. essere sorretti dalle mani degli angeli Quel futuro gi cominciato e la e diventare cos unimmagine, unico- corsa quella a permanere pi di cinna che tutti devono riconoscere, una que minuti, a diventare un soggetto specie di dio in terra, di cui la gente ricorrente, intervistato magari anche non pu fare a meno perch destina- tutti i giorni o quasi, incuranti anche to ad alimentare il chiacchiericcio di della ripetitivit delle proprie dichiatutti i settimanali di gossip. razioni (come accade a tutti i politici), ma fedeli a principio parlate male di Ricordando il film Bellissima di me, ma parlatene. Casi estremi, come Luchino Visconti. E questa tentazione divistica quello di Fabrizio Corona e simili, lo non a caso divus ha la stessa radice dimostrano eloquentemente. di deus non recede con il passare Siamo quindi di fronte a unequaziodegli anni e con il moltiplicarsi dei ne elementare: apparire coincide con canali di comunicazione. Si fa solo lesserci, chi noto relega gli altri ad pi serrata la lotta per salire in cima, essere ignoti e la cosiddetta societ investendo sempre pi soggetti e di- della trasparenza si sposta sempre lagando persino tra i bambini delle pi verso modelli elitari. La demotrasmissioni tipo Ti lascio una can- crazia politica insidiata dalloligarzone. Torna alla mente, per chi se ne chia dei soggetti televisivi: il circolo ricorda, il formidabile film Bellissima mediatico. di Luchino Visconti con una intensa e A questa tentazione luciferina sofferta Anna Magnani che allultimo dellapparire sullessere Cristo si momento sottrae la propria bambina sottratto opponendole il percorso al concorso di bellezza infantile ve- della Croce, simbolo che ha avuto rificando i danni psicologici di una ben maggiore incidenza e durata di

qualsiasi messaggio televisivo perch penetrato nel profondo della coscienza umana non attraverso la falsa euforia ma attraverso il dolore: la porta stretta anzich i lustrini dello schermo televisivo.

La Rai potrebbe e dovrebbe ripensare a fondo le sue responsabilit di servizio pubblico capace di attenuare le tentazioni di superficialit e di partigianeria e spingere gli spettatori a riflessioni pi serie ed equilibrate e a conoscenze pi approfondite. Non che non lo faccia, nellinformazione, nello spettacolo, nella cultura, nelleducazione, in nuovi canali e servizi. Ma lo fa in modo che appare ancora sporadico, occasionale, non sistematico, non sufficientemente diffuso. Spesso d gli spunti pi interessanti a mezzanotte e oltre. Negli spazi ordinari troppe volte si presta ad essere il pinnacolo da cui spiccano il volo i messaggi pi banali ed equivoci.

Ma non ci si ferma qui. Le tentazioni sono concatenate. La tentazione dellapparire porta con s anche le altre due: quella dei beni materiali (trasformare i sassi in pane) e quella del potere (governare su tutto il mondo) e ci fa capire quale sia la posta messa in gioco da un uso diverso e pi corretto della televisione e dei media in generale. In particolare attraversiamo un momento ormai lungo e che sembra interminabile in cui la televisione diventata il terreno di gioco della lotta politica e pi in generale di tutti i poteri e di tutti gli interessi. Le regole che si cerca di porre, come ad esempio la par condicio, sono deboli, circoscritte a brevi periodi, come quello elettorale, e di tipo formale. Avvertiamo invece il bisogno di forti iniezioni di etica della comunicazione, con eventi e programmi che ci facciano crescere e non solletichino soltanto la nostra emotivit, i nostri sentimenti pi faziosi, i nostri istinti inferiori.

Le altre tentazioni: soldi e potere

La Rai: ripensare il proprio ruolo di servizio pubblico

per un certo verso

UTILE LA POESIA
di antoniobruni.it

IN TIV?
i lamentiamo perch ci che si ascolta via etere prosaico, anzi spesso volgare. La parola viene usata sbadatamente, senza curarsi del suo esatto significato, del valore delle sfumature e degrada talvolta, con orgoglio di chi la pronuncia, in parolaccia. Nei salotti televisivi e purtroppo anche nellinformazione, le parole non vengono usate, ma vengono sprecate, alterate nella pronuncia e nei significati, deteriorate. Si parla male nel tentativo di essere immediati e diretti. Il risultato che non c comprensione ma equivoco, non c chiarezza ma confusione. In questo ambiente linguistico ci pu essere posto per la poesia? Il linguaggio in versi molto sintetico; ogni parola anche minima, persino una congiunzione, ha un peso, un valore, un significato essenziale. La poesia quindi il contrario del chiacchiericcio, dello sbrodolamento, della frase fuori luogo, del parlare non per significare ma per occupare uno spazio.

Come utilizzare la poesia per migliorare il linguaggio televisivo ed anche i suoi contenuti?

Un intero programma dedicato alla poesia potrebbe essere troppo impegnativo per lascolto. Utilizzare invece una poesia in contesti molto diversi potrebbe invece fornire un valore aggiunto.

Luca Zingaretti ha interpretato magistralmente una lirica di Montale a Il racconto di un poeta televisivo Che tempo che fa, altri versi della Merini sono stati letti per la sua scomSono stato protagonista di un espeparsa in diverse trasmissioni e altre rimento forse unico: ho composto e poesie appaiono qua e l, raramente letto ogni giorno una poesia in diretpurtroppo. Nel 2008 Pippo Baudo ta televisiva a Uno Mattina da ottobre

tent un concorso di poesia tra gli spettatori a Domenica In; le interpretavano, alternandosi agli autori, giovani e convinti attori come Silvia Sirvo e le liriche sembravano quasi canzoni. Sette o otto anni prima un altro concorso di poesia fu trasmesso nellambito del progetto di San Remo. Il programma che storicamente lasci un gran segno nella valorizzazione della lingua attraverso la poesia e la letteratura, fu Parola mia (RaiUno) condotta da Luciano Rispoli e Gian Luigi Beccaria a met degli anni ottanta. In quella trasmissione, imperniata su quiz letterari, si potevano ascoltare versi e brani di opere letterarie ben pronunciati, annunciati, spiegati. Si facevano assaggiare al pubblico bocconi prelibati di buon italiano: i testi erano espressione chiara e precisa di pensiero. La parola appariva nobile come deve essere. Parola mia venne riproposta nel 2002 -2003 da RaiTre ma in maniera angusta, in collocazione non adeguata, priva del necessario sostegno e non ebbe fortuna. Si potrebbero citare tanti altri interventi poetici. Qualche tentativo non ha avuto un riscontro adeguato di ascolto, ci pu essere dipeso dal contesto e dalla formula usata, ma non credo da una mancanza di interesse verso il buon italiano. Il successo del Dante di Benigni lo dimostra. La poesia pu e deve entrare come condimento in ogni programma per dare valore e significato al servizio pubblico.

Antonio Bruni

La danza del carciofo


Nellorto mi innalzo superbo nei muscoli gonfio il torace le fronde che braccia protese! i petali sfoglio e mi spoglio rivelo cangiare di tinte dal verde al violetto alchimia denudo il mio cuore salubre oggetto di culto sottolio se fritto solista su scena divento attrazione per cena
(UnoMattina 16 marzo 2004)

2003 a settembre 2004. Linserimento fu voluto con audacia dal responsabile della fascia Franco Matteucci e sostenuto dai due autori Gianfranco Scancarello e Massimo Cinque. Ogni
Disegno di Roberto Meli

mattina alle 7.45 commentavo con una poesia breve largomento che era stato appena trattato in studio. Cominciammo con personaggi comuni che si rivolgevano alla tiv per chiedere o proporre qualcosa (Unomiaiuta). Il pomeriggio prima parlavo al telefono con lintervistato ed avevo qualche ora per prepararmi; accadeva talvolta di conoscerlo la mattina stessa oppure, per un imprevisto, veniva cambiato improvvisamente il soggetto e quindi dovevo scrivere la poesia al volo. Il giorno di Santo Stefano del 2003 si spense il computer poco prima che la presentatrice Roberta Capua mi desse la parola; non avevo imparato a memoria la poesia (non ci riesco) e dovetti enunciarla a braccio. Cambi poi la formula di UnoMattina e si pass alla vita quotidiana: frutta, verdura, alimenti, consumi, famiglia. Lo scopo era di fare una piccola riflessione in versi su elementi in s poco poetici: il carciofo, laspirapolvere, la bolletta dellenergia elettrica, per coglierne aspetti surreali e ironici; una maniera diversa di guardare la realt attraverso la poesia. Ogni mattina la sfida era diversa ed entusiasmante, data la semplicit disarmante degli argomenti. Uno dei momenti pi curiosi fu quando si parl della nuova legge sulletichetta delle carni in commercio: che cosa dire in versi? La poesia in tiv non era pensiero intimistico, usciva dal silenzio e dalla sacralit delle biblioteche per diventare comunicazione alla portata di tutti, nella vita di tutti i giorni. Il nonino occupava solo trentacinque secondi di trasmissione; il testo appariva in sovrimpressione durante la lettura. In un tempo brevissimo e con una quarantina di parole bisognava catturare lattenzione del pubblico. La poesia raggiungeva il massimo picco di ascolto della trasmissione (30% di share con 1,8-2 milioni di pubblico). I telespettatori mi scrivevano e chiedevano i testi per diffonderli nelle scuole, organizzare letture nei circoli o semplicemente per regalarle agli amici.

ai lettori
Egr. Direttore, in riferimento allarticolo di Pietrangelo Buttafuoco su Panorama del 25 novembre Le chiediamo, ai sensi dellart.42 della legge 416/81, di pubblicare alcuni punti per ristabilire la verit in merito alle osservazioni stampate, lo dobbiamo ai nostri utenti e ai cittadini italiani che pagano il canone: 1. 2.

Per amore di verit

I volumi delle Biblioteche Rai sono oltre 80mila e non 20mila; Gli studenti, i ricercatori, gli studiosi che hanno frequentato le nostre Bibliomediateche (oltre a quella di Viale Mazzini, intitolata a Paolo Giuntella, c in via Teulada la pi ricca collezione di libri e riviste nel nostro paese sulle comunicazioni di massa e a Torino un Centro di documentazione sulla Pubblicit) sono stati oltre 10mila lo scorso anno;

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vero: abbiamo in catalogo libri di Mao, Lenin e Stalin. Ma abbiamo anche lopera omnia, in cuoio marocchino, di Benito Mussolini e persino libri di un imbianchino austriaco. E cos ,come accade in tutte le raccolte di libri nel mondo, ci sono libri buoni e libri mediocri: abbiamo anche tre libri dello scrittore Pietrangelo Buttafuoco che vorremmo con loccasione invitare a venirci a trovare per autografarli di persona, cos come hanno fatto, tra gli altri, Gunther Grass, Luis Sepulveda e Jacques Le Goff, invitato dallallora consigliere di amministrazione Rai Franco Cardini. Potr altres consultare le diciassette diverse edizioni dei Promessi Sposi- oltre a due edizioni del Fermo e Lucia- che secondo il suo articolo noi non possediamo affatto. Nelle nostre Bibliomediateche da anni chiunque pu consultare larchivio audiovisivo della Rai, che per il suo valore considerato dallUnesco patrimonio dellUmanit. Sarebbe stato sufficiente a Buttafuoco digitare www.teche.rai per evitare di scrivere lelenco di gravi inesattezze, sotto il profilo professionale, che il Suo giornale ha pubblicato.

cordiali saluti Barbara Scaramucci (Direttore Rai Teche)

PIERO GAFFURI IL FUTURO DELLA TV PASSA PER IL WEB


di Umberto Casella

nuovi scenari

a diffusione di internet ha creato le condizioni di un mercato libero, veloce e poi costi accessibili ad una ampia moltitudine di soggetti, persone fisiche e giuridiche. Si pu affermare che con internet il pluralismo informativo a trecentosessanta gradi. Non esistono pi monopoli, oligopoli e altre condizioni oligarchiche. Certamente i nuovi media sono pi alla portata delle nuove generazioni, meno delle persone adulte e soprattutto degli anziani che rappresentano una grande fetta della popolazione anche se la forbice si sta riducendo molto velocemente. Ma si pu affermare che il futuro della televisione certamente lintegrazione con il web. La Rai, leader del mercato europeo e oltre oceano per qualit di programmazione e ascolti, non ferma. Ha fatto le prime mosse fin dal 1999 creando unapposita Societ rivolta a trasformare la tradizionale tv in unazienda moderna multimediale in applicazione di tutte le pi innovative tecnologie. La struttura si chiama RAINET, a dirigerla in qualit di amministratore delegato dallaprile 2008 Piero Gaffuri. Un anno prima Gaffuri era stato nominato anche direttore di Rai Nuovi Media. Laureato in Filosofia e con un master in Organizzazione aziendale, il dirigente ha cominciato la carriera manageriale nel Gruppo Benetton, ha poi lavorato in Seleco e in Cerved. Nella seconda met degli anni Novanta in Bain & Cuneo, dove svolge attivit di consulenza strategica. Dopo

Il lancio di Rai Notizie offre la possibilit di vedere live tutti i telegiornali. Se non c la trasmissione in Quali differenze esistono tra il diretta, si pu comunque scaricare pubblico della tv tradizionale e lultima edizione del Telegiornale. Il della rete internet? nuovo portale del TG1 e le applicazioNessuna, perch oggi buona par- ni sull iPhon di TG1 e TG3 te della popolazione ha accesso alla Rete, due famiglie su tre hanno un La Rai ha siglato un accordo con collegamento veloce, quindi un pubblico che fruisce di internet e You Tube E fondamentale per un broadcast TV attraverso modalit multitasking (programmi televisivi, social net- diffondere i propri contenuti su pi work, blog, informazione online ecc.). piattaforme attraverso collaborazioni con operatori web di alto profilo internazionale insieme, comunque, alla La Rai ha necessit di un cambio tutela del diritto dautore. di passo. Quali sono le novit introdotte con la sua direzione? Perch con il sito americano? Abbiamo cercato di metterci in Per ringiovanire il nostro target su sintonia cercando di dare agli utenti quello che poteva interessare. La pri- internet e poi perch su You Tube ma operazione stata il simulcast, sono presenti molti documenti virendere cio disponibile in diretta su deo della Rai, introdotti da semplici internet la televisione. La Rai produ- utenti. Attraverso laccordo, You Tube ce programmi televisivi, era strano mette a disposizione della Rai un sinon poterli vedere in rete mentre so- stema capace di riconoscere i nostri

arriva in Enel come responsabile dellOrganizzazione e in Rai dal 1998 ricoprendo varie cariche. Gaffuri non soltanto manager, anche scrittore. Alla formazione imprenditoriale unisce la passione per la scrittura, per il teatro e la poesia. Ha pubblicato tre romanzi, stato autore e regista di uno spettacolo teatrale dal titolo Il mare racconta e autore della raccolta di poesie Una nave impazzita. Per saperne di pi abbiamo preso contatto con Gaffuri, persona simpatica e disponibile. Siamo andati nel suo ufficio e abbiamo raccolto una sua diretta testimonianza

ciet concorrenti gi si erano mosse in questa direzione. Oggi, lofferta sul nostro portale Rai.tv ampia e articolata: quattordici canali TV e otto radiofonici in simulcast live ai quali abbiamo affiancato ventuno webTv tematiche alcune delle quali come Rai Musica con contributi originali e in esclusiva. Ma la grande novit introdotta recentemente Rai Replay che offre la possibilit di rivedere lintero palinsesto in diritti di Rai1, Rai2 e Rai3. E, non ultimo, la possibilit di ricercare e visionare buona parte dei programmi presenti nelle Teche Rai. Che cosa stato fatto nel comparto dellinformazione?

contenuti, riportarli nella nostra pagina e valorizzarli economicamente. Un esempio di collaborazione tra siti web e programmi tv Rai? Il lancio del portale nuovitalenti.it in collaborazione con lallora Direzione Risorse televisive di Lorenza Lei, che ha riscosso un notevole successo. Lobiettivo era quello di scoprire nuovi personaggi da promuovere nelle reti televisive, facendo scouting in rete. Al popolo della rete il sito piaciuto, dimostrando che la Rai si pu anche aprire a internet. un portale aperto a tutti, nel quale comunque avviene una prima selezione. Compito della tv individuare e promuovere questi talenti presso il grande pubblico.

nuovi scenari

Senza dimenticare la tradizionale collaborazione con uno degli appuntamenti pi seguiti della Tv, il Festival di Sanremo, che questanno sul web offre la possibilit di partecipare alle servizi a pagamento per alcuni conteselezioni per Sanremo Giovani 2011. nuti particolari e pregiati, ad esempio musica, film, cartoon. Quale tipo di programmi televisivi pi funzionale sulla rete? La tv del futuro il superamento Nella rete funzionano i contenuti della tv tradizionale? molecolari specifici. Gli utenti cerOgni canale dovr diventare mulcano il programma, poco interes- timediale, essere quindi in grado di sa quale canale lo abbia prodotto e elaborare unofferta editoriale diretta trasmesso. Internet consente loro di al device che la veicola. predisporre una sorta di men personalizzato. Questa la ragione della Quali iniziative sono in arrivo? nascita di Myrai.tv. Lutente pu tracTante ma la pi immediata sar ciare il proprio profilo scegliendo un palinsesto di contenuti e aven- presto la prima vera integrazione tra do a disposizione una pagina in cui web e tv con il servizio Rai Replay pu inserire contenuti specifici. Per in Tv. Gi in funzione da tempo sul esempio, pu salvare la puntata dello web (www.rai.tv), ora il contenuto sceneggiato David Copperfield o di centrale del progetto Over the top Un posto al sole con immagini che tv della Rai. Rai Replay la tv degli hanno una qualit superiore a quella ultimi 7 giorni, che offre la possibilit di rivedere lintero palinsesto della televisione. delle tre principali Reti Rai in modo totalmente gratuito e con unottima C il rischio che questo servizio risoluzione anche sugli schermi teleentri in competizione con la tv e visivi. Lintegrazione del servizio con con gli homevideo prodotti dalla il digitale terrestre semplice: bastestessa Rai? r avere un televisore connesso o un Assolutamente no, i due mezzi sono decoder ibrido con il bollino Gold complementari, non in antitesi. In e connettere il proprio televisore o futuro sar anche possibile istituire decoder alla Adsl di casa. In questo

modo sar possibile vedere le trasmissioni via broadband e, con un semplice tasto del telecomando, selezionare il canale ed i programmi configurati come una guida programmi di qualsiasi quotidiano. Sempre in crescita: gli ultimi dati sono riferiti al mese di gennaio e indicano 135 milioni le pagine viste nel complesso dei siti Rai, con 8 milioni di utenti unici, che equivalgono a una crescita di quasi il 20% rispetto allo stesso periodo 2010. Ancora pi significativo lincremento del solo portale Rai.tv che a gennaio ha sommato circa 43 milioni di pagine viste (+40% sul 2010, 25 milioni i video visti) con 4 milioni di utenti unici (+ 65%). I risultati sono i migliori di sempre e sono addirittura superiori rispetto al target che ci eravamo posti allinizio dellanno. Un boom di utenti e di pagine viste senza precedenti, addirittura superiore rispetto al precedente record, fatto segnare a giugno dello scorso anno in occasione dei Mondiali di calcio. Che quantit di ascolti si rilevano sul web Rai?

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cronaca delle sedi

BARI
UN BRINDISI PER IL NUOVO ANNO
IL 22 dicembre scorso abbiamo tenuto, presso la nostra sede di Bari, il tradizionale incontro di fine anno per il rituale scambio degli auguri natalizi. Questa occasione stata particolarmente piacevole per lintervento di Vito Signorile autore, regista e attore, nonch ricercatore di canti e racconti della tradizione popolare pugliese e cofondatore del gruppo abeliano, che ci ha intrattenuto con la recitazione di un racconto in dialetto barese sulla tradizione del Natale secondo Vito Maurogiovanni. Vito Maurogiovanni, giornalista, sceneggiatore radiofonico, scrittore e commediografo, bibliotecario in un istituto privato nonche attivo sindacalista , ha scritto una trentina di libri, trentadue commedie, e un centinaio di radio-drammi, ed ha improntato i suoi lavori sulla comunicazione popolare, prima orale e poi scritta, di quanto aveva appreso nel caff paterno. Profondo conoscitore della citt di Bari, dei suoi personaggi, dei fatti, era la grande memoria storica della nostra citt. Al termine del racconto, seguito da tutti i partecipanti con intensa emozione, siamo passati a festeggiare Giuseppe Ruggiero che il 31 dicembre ha lasciato lazienda per raggiunta anzianit di servizio. Lanno appena trascorso ha segnato il pensionamento di sei colleghi e, in questa circostanza ci piace ricordare Andrea Cimmino, Lorenza Brucoli, Gabriella Berretta, Domenico Schiavoni, e Mina Dispoto. Pino Ruggiero, responsabile di Raiway, veniva assunto in azienda quaranta anni fa per concorso nazionale e destinato alla sede di Potenza, presso la sezione tecnica di manutenzione alta frequenza.

Negli anni ottanta la sezione tecnica era diretta da un dirigente che coordinava i reparti di manutenzione BF, il controllo qualit e tutto il settore alta frequenza suddiviso in reparto MIAF, che si occupava della manutenzione dei centri trasmittenti non presidiati, e i centri tx presidiati come monte Sambuco, monte Caccia e Martina Franca. In seguito iniziarono le prime riorganizzazioni che hanno riguardato i reparti di manutenzione alta frequenza; poi la suddivisione in zone regionali ciascuna coordinata non pi da un dirigente ma da un funzionario. Pi zone furono accorpate in una macro struttura, denominata compartimento, e la Puglia era compresa nel compartimento sud-est di cui facevano parte anche le regioni Abruzzo e Marche. La vera rivoluzione, per, si verificata nel 2000 con la separazione netta del settore di alta frequenza e con la nascita di una nuova societ denominata in un primo tempo Newco e poi definitivamente Raiway. Questa nuova societ, facente sempre parte del gruppo Rai, stata strutturata su due livelli: centrale , denominato ingegneria che si occupa della progettazione e ingegnerizzazione dei centri trasmittenti; e decentrato denominato gestione territoriale la cui principale attivita e quella di eseguire le manutenzioni. Questo tipo di struttura si resa necessaria per fronteggiare le eventuali anomalie tecniche e garantirne il ripristino in tempi brevi, poich il

cambiamento di tecnologie ha comportato la soppressione dei turni presso i centri trasmittenti non piu presidiati, ed il conseguente telerilevamento. La nascita dei nuclei MIAF territoriali, rende possibile, efficiente e tempestivo lintervento di manutenzione presso gli impianti dislocati su tutto il territorio regionale garantendo la continuita di servizio per lutenza. Allincontro era presente la piccola Giada, prima nipotina di Pino Ruggiero, che, di certo, costituir il prossimo impegno, questa volta non lavorativo ma affettivo, del nostro amico e collega che sicuramente sar entusiasta di questo ulteriore cambiamento di ruolo nella sua vita. Noi tutti, che abbiamo brindato per le feste di fine anno, auguriamo a coloro che ci leggeranno, un sereno 2011. Piero Giorgio

GENOVA
NON SOLO AUGURI
ANChE questanno, il consueto appuntamento natalizio organizzato da Raisenior, ha dato lopportunit al gruppo di pensionati di incontrarsi nuovamente con chi, questo traguardo non lo ha ancora raggiunto. Inutile dire che la verve di molti di loro cosiddetti anziani suscita in molti di noi una sorta dinvidia (in senso buono), poich nei loro occhi, nei loro discorsi, nel loro sorriso traspare una certa complicit che scaturisce dal piacere di ricordare aneddoti, situazioni e momenti che forse, noi della nuova generazione, non siamo riusciti a creare. Lincontro, iniziato con la celebrazione della Santa Messa officiata da Monsignor Molinari, stato seguito da un piacevole intermezzo poetico del Signor Walter Robotti, di cui riportiamo le poesie, affinch possano essere lette da chi non ha avuto il piacere di ascoltarle. A seguire stato trasmesso un DVD, creato in occasione degli ottanta anni del Centro Ricerche di Torino, che ha mostrato a tutti gli spettatori uno spaccato della Rai facendo un tuffo nel passato, nel presente e in quello che sar il futuro dal punto di vista tecnologico. A fine programma, il solito piccolo rinfresco per scambiarci gli auguri in un clima rilassato e festoso, dove per chiudere lincontro non poteva chiaramente mancare la consegna di un piccolo ma dolce dono a coloro che hanno partecipato. Grazie a tutti e soprattutto arrivederci al prossimo anno Paola Pittaluga

MERAVIGLIOSO
Sei entrata nei miei occhi allimprovviso come un soffio di vento caldo. Eri vestita di candida luce solare. Il tuo profumo: Un profumo damore. I tuoi occhi: misteriosi e dolci incorniciati dai tuoi morbidi capelli. Mi avvicinai al tuo viso, lo accarezzai per convincermi che non eri una visione. Mi regalasti un sorriso meraviglioso!

SABBIA
Ho visto salpare la grande nave bianca e tu andare verso nuovi lidi, forse verso un nuovo amore Io son qui, su questa spiaggia ad attenderti. Ho disegnato sulla sabbia,bagnata dal mare, un cuore, il mio. Mare, mare aiutami a farla ritornare. Unonda, pi lunga delle altre ha raccolto il mio disegnato cuore e lha portato lontano lontano oltre lorizzonte. Forse quel mucchietto di sabbia arriver ai tuoi piedi, mio bene, mio unico bene!

poesie di Walter Robotti

cronaca delle sedi

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ROMA

FESTA NATALE 2010


IL 19 dicembre 2010 la sezione romana di Raisenior ha organizzato la consueta Festa di Natale nello storico Studio Uno della RAI in via Teulada. Ospite donore della serata Rosanna Vaudetti che, con la sua verve e la sua professionalit, ha contribuito alla realizzazione di uno spettacolo di notevole livello. Questanno la Festa stata organizzata cercando di coniugare lintrattenimento con la solidariet. Durante la serata, infatti, sono stati estratti i numeri vincenti della lotteria il cui ricavato stato devoluto a favore del Gruppo RAI Donatori Volontari di Sangue e dellAssociazione Peter Pan per i bambini onco-ematologici. Alla festa erano presenti i rappresentanti delle due istituzioni, Rodolfo Gagliardi del Gruppo Donatori RAI e Marisa Fasanelli dellAssociazione Peter Pan. Abbiamo assistito allesibizione del Coro Raisenior-Santa Chiara e del CAI di Roma, diretti dal maestro Pier Paolo Cascioli. La serata proseguita con uno spettacolo pi leggero in cui si esibito il cabarettista Luciano Lembo. Ha completato la manifestazione un ricco buffet con brindisi finale per lo scambio di auguri. Liniziativa ha visto una partecipazione (non solo numerica) straordinaria, probabilmente anche grazie al taglio umanitario e di solidariet che le era stato dato. Un ringraziamento particolare va al Direttore del Centro TV, Domenico Olivieri, per la sua cortese disponibilit, ai funzionari e ai colleghi dello Studio Uno, che hanno contribuito con la loro professionalit alla realizzazione dellevento. Sergio Scalisi

PIZZA-PARTY IX EDIZIONE I ragazzi di via Teulada anni 60


CONfERmATO il tradizionale pranzo di Natale. Il 16 dicembre si svolto il simpatico e festoso raduno dei pionieri del centro produzione Tv di via Teulada anni Sessanta. Tanti diversamente giovani, tutti sopra i settanta anni fino a superare gli ottanta. Ma con tanta energia e voglia di esserci, e di raccontare storielle e aneddoti nellambito dei gloriosi reparti della Sincronizzazione e Doppiaggio, Telecinema, Vidigrafo, Studi, Montaggio. Tra i presenti, i mitici Brigliadori, con le scarpe nuove (nella foto di gruppo ultimo a destra) Todisco, Castello Maurizio (figlio del pi noto Castello padre uno dei primissimi assunti nel 1924 quando la Rai si chiamava URI). E ancora ing. Russo, dott. Azzarri, la signora Gerina, moglie del mitico primo audio di Studio Uno, e tanti altri. Non il caso di fare una dettagliata cronaca, le foto dicono molto di pi e manifestano laria di gioia per essere ancora insieme, amici pi di prima. red@roma

ROSA FARRIS

Tullio DEL BIANCO

il ricordo di Anna Mancinelli


QUANDO Rosa Farris arriv allUfficio Stampa di Via del Babuino, 9 io ero gi l da un paio di anni. Di questa ragazza sarda mi colpi subito la bellezza dei capelli: folti, lucidi, neri con riflessi azzurri, mai avevo visto capelli neri cosi belli e, presentandoci, mi complimentai con lei. Niente di eccezionale, mi rispose, erano abbastanza comuni per la gente della sua isola. Amava tanto la sua bella Sardegna, ci narrava tante storie sconosciute allora di questa terra. E poi gli usi e i costumi dei suoi abitanti, i segreti culinari tramandati da generazioni. Rosa faceva dei doici eccezionali, raffinatissimi, che non ho mai trovato nelle pasticcerie. Abbiamo tante volte pensato di fare un viaggio insieme proprio dalle sue parti, ma nulla si e poi realizzato. Eravamo completamente diverse ma diventammo subito grandi amiche e lo siamo sempre rimaste, anche quando io passai ad altri settori di lavoro e quando andammo in pensione. Conoscevo la sua forza e ne ha avuta molta in questi ultimi periodi Speravo che ce lavrebbe fatta, ne ero quasi sicura ma purtroppo non stato cosi

il ricordo di Tullio Picone


PESCIA Romana estate 2000, si passeggia sulla riva del mare di costa Selvaggia, ci sono molti della Rai che hanno casa in questo villaggio. Infatti, io e Luciana, incontriamo Giuliana che ci presenta una sua cugina Alberta ed il suo pap Tullio Del bianco, pensionato Rai, gli stringo la mano e dico. piacere Tullio . abbiamo fatto scopa .. ed accenno a sdraiarmi ai suoi piedi come in gioco di carte. Si ride di cuore. Da quella estate per circa dieci anni con Tullio ci siamo visti sempre, tranne questa ultima perch la malattia lo stava aggredendo. Il 28 di Novembre, ero fuori dallItalia, quando mi giunse notizia che questa cattiva malattia aveva vinto su Tullio, sul forte lottatore che aveva affrontato la vita privata (una lunga vedovanza) e quella aziendale con grande forza e tenacia. Con grande tristezza affiorano i ricordi legati a Tullio. Sul suo volto era perenne un dolce sorriso che dagli occhi scendeva sulle labbra mentre una forte stretta di mano ti stringeva il braccio, come a sorreggerti sempre. Il suo percorso in Rai sempre stato distinto dalla forte capacit di gestire con grande autorevolezza tutte le variegate situazioni che unazienda come la nostra presenta costantemente. Ricordo che una volta, durante le nostre chiacchierate sotto lombrellone, il suo volto divenne malinconico mentre mi diceva: vedi Tullio mi guardo indietro e sono felice di vedere e sentire che nessuno dei nostri colleghi ricorda una mia gomitata od offesa che lo abbia ingiustamente danneggiato. Questo era luomo ed il collega Tullio che ci ha lasciato in un triste giorno di Novembre cedendo alla inesorabile malattia che lo ha visto sconfitto in una dura battaglia, ma non certo nella gloriosa guerra della vita, questa si lha vinta lui. Ciao, Tullio

LIO BEGHIN, LINVENTORE DELLA TV VERIT


morto a Roma allet di 81 anni. Nato nel 1929 in provincia di Padova, Lio Beghin si laure in filosofia alla locale Universit. Dopo una formazione teatrale a Parigi e dopo aver diretto per qualche tempo un piccolo teatro nella sua citt, spinto da uno specifico interesse per le forme pi popolari di spettacolo, alla fine del 1961 si trasfer a Roma per entrare alla Rai come funzionario programmi televisivi di fiction. In questa veste ha curato numerosi sceneggiati: da Quei trentasei gradini a Little Roma. A partire dal 1987, chiamato da Angelo Guglielmi a partecipare alla trasformazione di Raitre, Beghin ide il filone della cosiddetta tv-realt con programmi in diretta rivolti a promuovere la partecipazione attiva e solidale del pubblico: ad esempio Posto pubblico nel verde con Donatella Raffai e altri, Telefono giallo condotto da Corrado Augias, Linea rovente con Giuliano Ferrara, Chi lha visto? con Donatella Raffai e Paolo Guzzanti, Terzo grado con Piero Craveri, Filo con Giorgio Celli. Nel 1990, in collaborazione con Roberto Olla, ha raccolto in un volume edito da Nuova Eri i testi delle prime serie di Chi lha visto? introdotti da unampia illustrazione del programma. Non amava esibirsi, preferiva lavorare dietro le quinte con idee, intelligenza e managerialit televisiva. Lo ricordiamo con la foto di un suo programma di successo.

red@roma

(Rosa in una foto di gruppo)

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cronaca delle sedi

ROMA
Piera Meloni
il ricordo di Lorena Fiorini
CIAO Piera, abbiamo condiviso sogni di giovent, riunioni conviviali, incontri brevi, pranzi a mensa, piccole gioie e qualche dolore fino ad un dolore grande: quello della tua assenza. Improvvisa, legata ad una malattie breve e drammatica che ti ha coinvolto e portato via il 6 Gennaio. Amica sincera, grande lavoratrice, sempre disponibile, da parte tua mai un no, sempre dalla parte degli altri, con il sorriso sempre stampato sul viso. Arrivavi quieta, con il tuo fare tranquillo, pronta a confortare, a dare supporto, a risolvere il problema del momento. Instancabile, affettuosa e diligente te ne sei andata in punta di piedi come sei vissuta, lasciandoci il ricordo struggente di una persona fuori dal tempo, cos vera e disarmante da lasciarci a volte disorientati. Ci stringiamo tutti e teniamo nel cuore Marcello Tomassini, tuo marito e compagno di lavoro sempre con la battuta pronta, i tuoi figli Valentina, che porta in grembo lultimo tesoro di famiglia e Simone nostro collega del TG2. Rimarrai nei nostri cuori come una bella persona, pulita, un modello di lealt e sincerit, alla quale tornare nei momenti bui come il distacco che ci separa.

TRENTO
UN NATALE A MET STRADA
di Manuel Codignoni*
TRENTO-BOLZANO Km zero. La tradizionale cena di Natale tra le redazioni si infatti svolta a met strada tra le due sedi Rai del Trentino-Alto Adige. Organizzata dalle due fiduciarie di RaiSenior per le redazioni Annamaria Andreatta e Patrizia Fedeli, alla cena sono intervenute circa 50 lavoratori delle due sedi. Presenti, tra gli altri, anche il caporedattore della sede Rai di Trento Laura Strada, oltre a giornalisti, telecineoperatori, tecnici, personale amministrativo, della segreteria e pensionati Raisenior. Presso il ristorante La Cacciatora di Mezzocorona, in un clima di grande allegria e convivialit, ci si divertiti e si chiacchierato, mangiato e bevuto. Si parlato di tutto, dalle rispettive vite di redazione agli ultimi avvenimenti che hanno vista protagonista la Rai a livello nazionale, andando avanti fino alla tarda serata tra una portata e laltra e un buon sorso di vino. E alla fine il tradizionale brindisi di tanti auguri, che ha saputo unire le anime delle Sedi delle due province. Un bel segnale di coesione in tempi difficili per lazienda, quando si parla sempre pi spesso di deficit e tagli dolorosi. Un messaggio positivo che dimostra come sia possibile divertirsi, svagarsi, ma anche e soprattutto lavorare in armonia e collaborazione, magari stringendo i denti in momenti di difficolt ma sempre a testa alta. (* Redattore sede di Trento)

Luciana Cappelli Vecchi


il ricordo del figlio Massimo
INCONTRO tuttora nei corridoi di uffici o al circolo signore distinte o attempati veterani che mi guardano ed esclamano: sei il figlio della Signora Cappelli-Vecchi, sei uguale.. Io, ex-giovanottone brizzolato sportivo e con la barba, riconoscibile e uguale a una piccola donna andata in pensione 26 anni fa e pi rivista in azienda... Segno che grande e indelebile il ricordo che ha lasciato in Rai . Forse lo spesso vituperato scambio genitori figli -non nepotistico- tanto deprecabile non , se ha permesso a me di riceverne e tramandarne leredit di stima ricordo e lavoro. Mia mamma era entrata in azienda addirittura nel 1947, e lei una diciassettenne gi tosta in cerca di autonomia. E in 37 anni allufficio telex e poi allapertura corrispondenza dalla nicchia che si era costruita non certo da opportunista o scansafatiche ma per discrezione e mancanza di arrivismo -rarissima dote in Rai- ha attraversato conosciuto giudicato generazioni di impiegati funzionari e dirigenti dentro e fuori lazienda, in una parola gli italiani . Dipendente senza dipendere ossequiare comandare o servire nessuno, trasmettendo a reti unificate la sua tipica riservata cordialit tale da mantenersi autonoma e pure conquistare oltre che i colleghi ben pi di una carriera e un posto: un nome stimato. Epper quando ha visto luscita -non solo dal lavoro- ha detto addio e basta, come i fuoriclasse che non ci stanno a star li solo a scaldare il posto o a sopravvivere per forza. Mai mai pi riapparsa o tornata in azienda, che ricordava come un lontano amore vissuto ma non rimpianto. E quando mi chiedeva come vanno le cose in Rai, gi scuotendo il capo sottintendeva e sapeva bene che con tutto il rispetto e va bene i tempi che passano e cambiano, ma lazienda e non solo quella non sarebbe pi stata n sar pi, senza di lei, la MAMMA RAI che fu, non solo per me. ciao-un saluto a tutti lass.

TORINO
NATALE IN CASA RAI
A Natale un piacere ritrovarsi tra colleghi pensionati e dipendenti, per uno scambio di notizie e di auguri per lanno nuovo. Come da tradizione, il nuovo vescovo, Monsignor Cesare Nosiglia, ha celebrato la Santa Messa nel Museo della Radio. Nellomelia ha subito evidenziato il contrasto fra il bene e il male. Il male, molto pi appariscente, attrae luomo per la sua carica distruttiva. Il bene, invece, vivifica le famiglie, perch agisce con serenit. Per ogni uomo il bene devessere un punto di riferimento, la speranza. A tale proposito ha poi rivolto un richiamo a chi si occupa dellinformazione. In questo periodo di crisi opportuno che gli operatori dellinformazione abbandonino lo scoop. Per trasmettere un messaggio corretto, necessario calarsi in una dimensione educativa. Ges non era timoroso di fronte ai potenti, ma era severo per la verit. Egli pu dare la forza per vincere ogni timore; la vera libert quella ricevuta dal Signore. Infine ha esaltato lopera della Chiesa nella ricerca del bene dellumanit. Oggi c molta gente che costruisce il bene. La Chiesa non unagenzia di valori, ma una speranza di vita, di amore, di ricerca della verit per il bene delluomo. La Chiesa ha la missione di vivere la presenza di Dio. Oggi c ancora posto per Dio? Se Dio non costruisce la tua casa, tutto si fonda sulla sabbia. Dio non in cielo, una realt, qui, discreto, ti da gioia, forza, speranza. Il nostro coro ha accompagnato la celebrazione con canti di Natale, ricreando latmosfera della festa di un tempo. Auguri a tutti Vittorio Rizzo

Amalia Airoldi
CIAO Amalia,

il ricordo di Milva
anche tu sei andata a raggiungere la succursale RAI lass tra le nuvole! Quanti ricordi negli anni trascorsi insieme in Via Arsenale e poi in Via Cernaia. Chi non ricorda lAmalia, sorridente sempre pronta a cercare di risolvere i nostri piccoli o grandi problemi? Sei stata una parte del mio passato e della mia giovinezza che non dimenticher. Milva Gaeta Gallo la tua vicina di banco

cronaca delle sedi

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TORINO

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buon compleanno

di Idalberto Fei

Caterina Valente compie ottantanni UN BRINDISI PER LA RAGAZZA

uando, a met degli anni cinquanta, Caterina Valente sbarc in America sullonda del successo di Malaguea, incise un album intitolato A Toast to the Girls (Un brindisi alle ragazze), un omaggio alle pi grandi cantanti statunitensi dellepoca, da Ella Fitzgerlad a Billie Holliday, da Doris Day a Peggy Lee. Ora, che lei compie ottantanni, un brindisi lo intono io per lei, insieme a voi. E vado a raccontarvi come entrata nella mia vita: seguitemi.

Una voce alla radio.

Forse perch nel ramo romagnolo della mia famiglia, musici e cantatrici ce ne sono stati in abbondanza. Per non andate a cercarli sui dizionari questi personaggi un po felliniani, che partivano circonfusi di gloria locale per brevi tournes che dalla natia Rimini spericolavano fino a Forl e Bagnocavallo: non li troverete. N, debbo confessarlo, ho fatto mai nulla io per togliere da loro la polvere delloblio. Questo mi venne anche rinfacciato. Quando negli anni 70 preparavo un programma sul soprano del secolo, ricevetti la visita di protesta di una cugina remota Ma perch sempre questa Callas? E la zia Parisina Borghini, allora? mi disse , portando un messaggio dei parenti riminesi, i Crostelli. Ma la Romagna era comunque lontana, non ci andavamo mai. Chi incontravamo spesso invece era la zia Delia, mezzosoprano, abitava a Roma anche lei. Sorella maggiore della

Le cantanti sono sempre state molto importanti per me.

mamma, sempre elegante, profumata, ingioiellata, la zia aveva potuto studiare canto solo dopo essersi sposata, per il semplice fatto che prima non aveva una lira. Ma quando and a nozze con un ricco mercante non era pi giovanissima, e quindi pare che il risultato delle lezioni fosse moderato. Anzi in famiglia si diceva che il Maestro la illudeva e se ne approfittava per pelarle soldi: per quando dava dei saggi-concerto ci andavamo tutti, perch le paste erano ottime e mamma golosa, mentre babbo, che goloso non era ed aveva un buon orecchio musicale, bofonchiava che tutti quei berci gli rompevano i timpani. In casa cantavamo un po tutti. Babbo qualche rada aria dopera come Lucean le stelle o Verranno a te sullaure, oppure i canti del Palio della sua Siena, mettendoci magari sopra delle parole bislacche di sua invenzione, con quella vena surreale che attraversa i toscani da Collodi a Benigni. Mamma canzoni romantiche che le rammentavano giovanili spasimanti, come Parlami damore Mari o Amapola; invece Vento portami via con te era proibita, perch appena era diventata di moda era scoppiata la guerra, dunque portava jella. Io avevo come cavallo di battaglia Vecchio scarpone, con cui mi ero esibito anche a scuola, prendendomi una bella rivincita sui compagni di classe che mi guardavano con diffidenza perch ero arrivato ad anno scolastico gi iniziato. Manuela, la sorella piccola, era un diavolo e ballava, non ricordo se gorgheggiasse anche lei; di sicuro, appena fu adolescente, prese labitudine di sentire al risveglio mattutino delle canzoni funeste che ne deprimevano lumore finch

Consultate su Internet il Caterina Valente official web site oppure la voce Caterina Valente su Wikipedia, il Guinness dei primati (ha inciso pi di 1350 dischi, in 12 lingue), ed ancora You tube, dove accanto ad una serie di assolo ci sono duetti con Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, Luiz Bonf, Mina, Bing Crosby, Perry Como PeR SaPeRne dI PI

E, se leggete il tedesco, leditore Lubbe ha pubblicato la sua autobiografia: Bonjour Catherine.

non usciva per andare a scuola.

Poi arriv in casa il giradischi, una valigetta verdolina che venne poggiata sul buffet della camera da pranzo, e il babbo port da Ginevra i primi extended play, i 45 giri con quattro pezzi. Uno si intitolava Ol Caterina! , dove imparai che gli spagnoli mettono due punti esclamativi, uno prima e laltro dopo, uno a testa in gi e laltro allins. Era un disco della Polydor, con la sua squillante fascia arancione, un disegno di sud America da favola, con casette bianche e fichi dIndia, le foto degli esecutori, che erano appunto Caterina e suo fratello Silvio abbigliati con poncho e sombrero che suonavan la chitarra con

A casa, da buoni italiani, la radio era spesso accesa. E fu l che ascoltai per la prima una voce di cui mi incantai. Era fresca, melodiosa, allegra, nostalgica, di esplosiva energia; cos italiana nel fondo, nella gioia di cantare, al tempo stesso ti faceva girare il mondo, aprire paesaggi nuovi.

La coda di cavallo.

tanto di occhi e bocche spalancati . E la coda di cavallo di lei, pettinatura in voga in quegli anni fra dive e ragazze; cos moderna e al tempo stessa remota, rimandava alle fanciulle greche di antichi disegni. Come sono importanti le copertine dei dischi per creare un personaggio, un atmosfera. Decisi che prima o poi avrei studiato lo spagnolo. Desiderai a lungo creare anchio un duo di canto e chitarra con mia sorella, ma lei era stonata, io allepoca non suonavo neanche il tricche ballacche quando pi tardi abbiamo lavorato insieme ci siamo dati alle favole, un sano dirottamento. La Valente apparve poi in Tv , la vidi anche al cinema in Casino de Paris, ballava e danzava, il mio entusiasmo di adolescente tocc il settimo cielo. Poi ladolescenza passata, lammirazione no, trasformandosi nel tempo. Credo di aver imparato da lei per il mio mestiere di regista pi che da qualunque altro, s che ne ho avuti di incontri con veri maestri.

buon compleanoo

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La conobbi di persona allinizio degli anni 90, quando venne a Roma per lanciare A briglia sciolta, che sarebbe poi diventato il suo CD pi venduto, e la intervistai per la TV. Poi, qualche anno dopo andai a trovarla a Lugano per proporle un programma radiofonico (Una Signora Cosmopolita) in cui raccontare a suon di musica la sua sterminata carriera. Ero con Vito Molinari, comune amico e padre fondatore dello spettacolo RAI. Caterina ci ricevette nella sua villa fuori citt: stava traslocando. Durante un trasloco un appartamento come se andasse dallo psicanalista, voglio dire si mostra per quello che veramente , non per quello che vuol sembrare, rivela molto della natura del suo abitante. La casa era piena di dischi, questo non faceva meraviglia, non solo di jazz come cera da aspettarsi, ma di musica cameristica, sinfonica, operistica della pi scelta e sofisticata qualit, a rivelare un amore ed una competenza delle pi articolate e complesse. Ai muri, pochissimi quadri e disegni, tutti moderni, es-

Una signora cosmopolita.

senziali: avrei capito col tempo che raccontavano bene la ricerca artistica di Caterina, che nel suo campo ha sempre cercato un segno sempre pi asciutto, incisivo, un uso della voce come strumento puro, un approfondire il suo ruolo di prima donna nel suo significato originario: primo strumento dellorchestra. Me ne resi conto anni dopo, quando stava preparando lalbum conclusivo della sua carriera, Girltalk. Le proposi di inserire una bella canzone americana che aveva inciso negli anni 60 : No, perch lho gi fatta mi rispose. Aveva ragione lei, se non c ricerca non vale la pena. Ed il disco, uno dei pi belli ed originali della sua vita, presenta tutti brani nuovi per il suo repertorio. Con una sola eccezione: quel Pap na

Idalberto Fei e Caterina Valente

pas voulu con cui debutt a cinque anni in un teatrino di Stoccarda. Daccordo, per non laveva ancora incisa. Le ho telefonato il 14 gennaio per farle gli auguri, le ho chiesto che effetto le facesse compiere ottantanni, mi ha risposto: Nessuno, una cosa naturale. Bisogna sempre ringraziare, niente ci dovuto. E cos per ringraziare Caterina e la sua voce magica, ho preparato come regalo di compleanno questa piccola biografia. Alla mia maniera: una favola.

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buon compleanno

Cera una volta e di certo c ancora un piccolo paesino fra i monti nel meridione italiano. Era abitato da pastori e contadini. Un giorno uno di loro, dopo la cena disse al pi grande dei suoi figli: Giuseppe, io domani parto, vado in giro per il mondo in cerca di fortuna, non voglio passare tutta la vita con la vanga in mano vedendo sempre lo stesso orizzonte. Prendi la tua fisarmonica e vieni con me. Io, porto la zampogna. E allalba del mattino dopo, fra qualche lacrima ed uno sventolare di fazzoletti, i due partirono. Ogni tanto si fermavano, suonavano, passavano la notte in qualche casolare e ripartivano. La gente apprezzava la loro musica che apriva il cuore, raccontava dei pascoli fra i monti e delle stelle sul mare, della nebbia dinverno e dei fiori gialli a primavera. Cammina cammina, arrivarono quasi al Polo Nord, dove si fermarono a lavorare in un circo. Erano passati anni, Giuseppe ormai era un giovanotto ed incantava con arie di opere italiane. pubblico e ragazze Ce nera una che gli piaceva particolarmente, sembrava avere largento vivo addosso e ballava come il vento, doveva essere russa. Ma un giorno pass vicino al suo carrozzone mentre cucinava gli spaghetti e la sent chiedere alla madre lo sgommarello : era di certo italiana, anzi romana. Si chiamava Maria. I due giovani si innamorarono, si sposarono, misero su un loro spettacolo e continuarono a girare il mondo come trottole. Ed uno dopo laltro arrivarono tre figli, poi, a Parigi, nacque la quarta: che nome darle? Caterina, ordin la sorella maggiore. La famiglia era perplessa, era il tipico nome delle lavandaie della citt, grasse grosse e rosse: niente da fare, la ragazzina fu irremovibile. E Caterina venne su magra, vivacissima, testarda. A cinque anni la mamma le cuc un piccolo tut rosa, la prese per mano e la accompagn per la prima volta in palcoscenico. La famiglia si spostava per lEuropa

Cera una volta

su di un vecchio macchinone americano, carico di strumenti, costumi, padelle, vivande . Mamma guidava, i bambini schiamazzavano, Pap cercava di mantenere lordine. Una volta rovesciarono lo shampoo nel riso, venne lavato e corretto con ingenti quantit di aglio, niente da fare, una catastrofe, ma non si poteva buttare niente. Via via i bambini imparavano la lingua dei paesi in cui si fermavano, ma il russo no, lo conoscevano solo i genitori, era il solo modo in quel putiferio di figli e motori per mantenere un po di privacy. Gira di qua, gira di l, gli anni passano, ne succedono di tutti i colori. La guerra, la paura, la fame. E poi si ricomincia: la speranza, gli applausi, lamore. E si perch Caterina ormai una ragazza, conosce un giocoliere tedesco bello e biondo, se lo sposa e va via con lui, gli far da assistente. Una vera fortuna che Eric, cos si chiama il marito, sia giocoliere e non lanciatore o mago incantatore, di quelli che fanno la donna a pezzi e poi la ricompongono, Caterina distratta e maldestra com finirebbe di sicuro nei pasticci. Finalmente un giorno vanno a lavorare nel circo del pi grande clown del mondo: Grock. Lui capisce che la ragazza ha bisogno di esibirsi, ma timida: il pubblico ben si ricorda di sua madre Maria che balla come il vento e suona quaranta strumenti, un confronto difficile, che cosa pu fare? Cantare, le dice lui. E cos, sotto il tendone del circo, fra trapezisti che volano ed elefanti che fanno girotondo, Caterina comincia a cantare e gli applausi a crescere e le sue canzoni a fare il giro del mondo e lei dietro, volando come le rondini. E cos cantando e volando passano molti molti anni, finch un giorno. Un giorno finalmente torna a casa, siede sul divano della sua stanza preferita, quella dei sette scrigni e dice: Ora sono stanca. Voglio sentire la musica degli altri. Prende un cuscino con mille specchietti, una coperta di tanti colori, si distende e si addormenta. La stanza grande, dalle enormi finestre si vedono in basso il villaggio con le prime luci della sera scendere fino al lago,

in alto i monti coperti di neve. I sette scrigni, in sette diverse tonalit di azzurro, contengono tutta la sua musica. Ed ora, lei li ha chiusi a chiave. Per un p tutto tranquillo, poi comincia a crearsi fra cielo e terra un grande scompiglio. Che succede? Sono le Onde Sonore che protestano, picchiando contri i vetri: come faranno senza quella musica che amano tanto? Chiusa a chiave? Ahi ahi! Caterina dorme beata, le Onde protestano, una situazione che sembra senza via duscita. Ed qui che entra in scena Zingarello: un uccellino allegro, dalle piume di velluto, che tutte le mattine viene a mangiare le briciole sul davanzale e conosce tutti i segreti di casa. Ci penso io! Ma fate silenzio! Bisbiglia, poi zampettando, saltellando, svolazzando entra nella stanza, prende la chiave nascosta sotto una mattonella rossa del pavimento, apre gli scrigni: che in un baleno si svuotano ed attraverso la finestra aperta spargono di nuovo quei tesori di note per il mondo. A tutto quel fracasso Caterina si agita nel sonno. Allora Zingarello le si avvicina, prende a sussurrarle allorecchio una favola che comincia cos: Cera una volta una bambina nata sotto la tenda del circo. Il giorno del suo quinto compleanno, la mamma le cuc un piccolo tut rosa, la prese per mano e la accompagn in palcoscenico e le disse

Radicorriere del 1961

convegni a cura di Anna Nicoletti

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LALTA DEFINIZIONE INCONTRA LA TERZA DIMENSIONE

ne 2010 della Conferenza annuale dellHD Forum Italia (HDFI), che ha avuto per titolo LAlta Definizione incontra la Terza Dimensione. LHDFI stata costituita nel 2006 con lo scopo di promuovere, sostenere e diffondere luso di contenuti audiovisivi e multimediali, nonch prodotti e tecnologie ad Alta Definizione, di cui il 3D unevoluzione. Allevento hanno preso parte tutti quei soggetti portatori di interessi, sia istituzionali che industriali, tra cui: produttori, regolatori, fornitori e aggregatori di contenuti, broadcaster, operatori di rete, costruttori e distributori di apparati. LAlta Definizione un termine generico che si associa ad unampia famiglia di sistemi per acquisire e visualizzare immagini qualitativamente migliori rispetto a quello che normalmente visto oggi sul tradizionale schermo di casa, indicato anche con il termine SDTV (Standard Definition TV, cio TV a definizione standard). Numerosi e qualificati i partecipanti; riportiamo brevi sintesi degli interventi dei dirigenti RAI. Ha evidenziato Luigi Rocchi, Direttore Strategie Tecnologiche, Rai Radiotelevisione Italiana: la digitalizzazione la premessa indispensabile per fare esperienza dellenhanced TV, cio lHD e la 3DTV. Levoluzione degli standard da impulso a nuovi servizi e per questo lo switch off sar molto probabilmente anticipato al 2011, con la Rai che continuer ad

i tenuta a Roma il 15 dicembre, presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, ledizio-

LA RADIO, UN mEZZO SENZA ET


ellAula Magna dellUniversit Roma Tre si tenuto un Convegno organizzato dallISIMM e dal Dipartimento Comunicazione e Spettacolo della stessa Universit. Una giornata di riflessione sulla radio digitale alla stregua della televisione che per il 2012 sar tutta trasmessa nella nuova tecnologia del digitale terrestre tramite decoder incorporato per i nuovi apparecchi o in esterno per gli altri. Il prof. enrico Menduni in apertura del convegno ha detto: La radio sembra sempre in via di superamento, quasi di accantonamento, invece sempre il mezzo pi vivo che mai. Tv, internet ed altro sono mezzi che si affiancano, ma non emarginano lascolto della radio. trascorso quasi un secolo da quando sono iniziate le prime trasmissioni radiofoniche e gli apparecchi riceventi hanno cominciato ad entrare in tutte le case, per poi diffondersi, miniaturizzate, in ogni luogo.

ampliare la sua offerta che gi consta di 14 canali pi uno in HD. Per il 3D si auspica una veloce fase di sperimentazione e gi la Rai, assieme a La7 e Mediaset, ha dato il via a diversi esperimenti ben riusciti. Quando si parla di televisione in 3D si parla anche di occhiali per la sua visione. Nella relazione dedicata a Le soluzioni per trasmissione televisiva compatibile in 3D, presentata da alberto Morello, Direttore Centro Ricerche della Rai di Torino, si sono mostrate le diverse tipologie di occhiali utilizzati per consumare tali contenuti. Ci sono gli occhiali detti attivi, shutter o sincronizzati, gli occhiali passivi o polarizzati e i classici anaglifi ancora in circolazione. I difetti di queste tecnologie sono principalmente individuabili negli effetti non naturali dovuti alluscita dellimmagine dal frame di riferimento, nellaffaticamento ancora molto diffuso tra gli spettatori e nellutilizzo di per se degli occhiali. Ovviamente si sta lavorando per il superamento delluso di tali strumenti, ma per arrivare a degli schermi autostereoscopici funzionali ci vorranno ancora altri 5-10 anni. Maurizio Braccialarghe, Direttore Centro Produzione TV della Rai di Torino, ha ribadito come lemittente pubblica stia lavorando a questo, soprattutto per le produzioni televisive stereoscopiche: I primi frutti del nostro impegno saranno offerti al pubblico con una nuova produzione in 3D dedicata al tema delle Foibe e allopera Arlecchino, in scena al teatro Manzoni di Milano. Le ragioni del successo della radio che lavvento della televisione ha appannato ma non cancellato sono legate ad un complesso di fattori tecnologici, economici, ma soprattutto sociali. Ora, la digitalizzazione pone nuove sfide alla radio, la quale per un verso si trova a competere con nuove forme di fruizione dei suoi contenuti in primo luogo della musica ma pu anche avvantaggiarsene per incrementare la sua audience e le modalit di ascolto. Lincontro ha messo in luce le opportunit e le criticit che nel passaggio al digitale incontra questo mezzo senza et coinvolgendo i tanti soggetti che per la radio e sulla radio lavorano e studiano. Il dibattito si articolato in tre sessioni. Numerosi i relatori e numerosi i partecipanti, con molti dirigenti Rai in servizio e in pensione. Hanno partecipato con proprie relazioni: prof. Franco Monteleone, storico, scrittore di libri e dirigente Rai; il prof. Gianpiero Gamaleri, nostro editorialista, ling. Luigi Rocchi, direttore Strategie Tecnologiche.

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intervista di Salvatore Strippoli

ANTONIO ROSSANO RACCONTA RADIO BARI LIBERA

Notiziari, ovviamente anche in lingua Italiana. La messa di domenica e musica della Polifonica Barese diretta da Biagio Grimaldi con limmancabile accompagnamento allorgano del maestro Donato Marrone. Cera anche Il salotto della signora, notarelle di costume gestite dalla scrittrice Lavinia Trerotoli chiamata a collaborare dopo essere risultata di buona condotta politica e morale, iscritta da anni al fascio femminile. Cosa trasmetteva ? Gi, il fascismo. era tempo di autarchia.

Nel numero scorso di Nuova Armonia, parlando con il giornalista Rai e scrittore Antonio Rossano abbiamo accennato alla storia di Radio Bari, alla quale lo stesso Rossano ha dedicato il volume, edito da Dedalo, 1943: Qui Radio Bari. Radio Bari ricorda Rossano fu inaugurata nella sede di via Putignani 247 il 6 settembre del 1932, in occasione della terza edizione della Fiera del Levante. Gi un anno dopo cominci a trasmettere notiziari in albanese e, dal 1934, mand in onda tre volte la settimana notiziari in lingua araba ascoltati in Egitto, Marocco, Algeria, Tunisia e Libano. Era lemittente pi potente del Mezzogiorno: i ripetitori di Ceglie del Campo, con una potenza di 20 Kw, la rendevano seconda solo a Radio Roma.
Erano davvero entusiasti della possibilit di parlare apertamente dei problemi della societ italiana. Cifarelli, per animare la trasmissione , ogni tanto faceva voci finte alle quali poi replicava con la sua voce normale. Questa sorta di anarchia, per, non dur molto. Arrivarono gli alleati e con loro la censura. Giorgio Spini, Anton Giulio Majano, Alba De Cespedes, Diego Calcagno, Pio Ambrogetti, Vincenzo Talarico, Arnoldo Fo, giunti a Bari in alcuni casi dopo molte peripezie. A Radio Bari intervenivano filosofi come Adolfo Omodeo. Una volta entr in divisa da tenente dellAeronautica un giovane magro, che rivolse un Ricordo male o anche in questo appello ai laureati cattolici. Era Aldo Radio Bari fu speciale ? Moro. Gi, perch a comandare quel deRadio Bari collabor anche con licato settore venne il maggiore Jan Greenlees, lettore di inglese allUni- la resistenza? versit di Roma, buon conoscitore Certo, si trasmettevano messaggi della lingua italiana e, particolare in codice, che servivano ad avviare importante, estimatore di Benedetto operazioni gi programmate o a ferCroce che a Bari era di casa, per i suoi marne altre in pericolo. Da questo rapporti con gli editori Laterza e per- punto di vista va detto che si svilupch aveva di fatto creato un cenacolo p quasi una guerra parallela di onde di amici e discepoli. Insomma, da una hertziane, con Radio Berlino e Radio parte Radio Bari dava le informazioni Sal, che definiva Bari come radio ufficiali, le disposizioni del comando vergogna. alleato, le notizie dal fronte. DallalIn tutto questo lavoro, come antra cera limpegno politico e civile dava lattivit dei tecnici ? di un pugno di uomini che sarebbero presto diventati ben pi numerosi. Li Beh, erano sei a Ceglie del Campo e 8 in via Putignani. Ovviamente fuchiamarono infatti i cento di Bari. Facciamo qualche nome.

Bisognava che tutto fosse italiano o italianizzato: Wanda Osiris perse la consonante finale, Renato Rascel divent Rascele, i sigari Londres cambiarono residenza e si chiamarono Firenze, il paletot divent cappotto. Per farti passare il mal di testa una cialdina era pi consigliata del cachet. Ma quando Radio Bari assume il ruolo che ne avrebbe caratterizzato la storia ? Allindomani dellarmistizio. Il 10 settembre negli uffici di Radio Bari si presentano il magistrato Michele Cifarelli, il prof. Michele DErasmo. Chiedono di parlare agli italiani. Il direttore della sede, ling. Damascelli, non oppone dinieghi ma fa presente che gli impianti funzionano al 50 per cento. Nessuno sa che proprio quel giorno, a 100 km di distanza, nel porto di Brindisi era giunta la corvetta Bajonetta con a bordo il maresciallo Badoglio e il Re Vittorio Emanuele. Nasceva il Regno del Sud. Cosa trasmettevano quei pionieri, chiamiamoli cos ?

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rono chiamati a un super lavoro quasi insostenibile. Si entrava alle 6 del mattino e si usciva talvolta alluna di notte. Con laggravante che ogni attimo di distrazione, ogni involontario errore poteva far scattare laccusa di sabotaggio. Inutile dire che gli alleati avevano installato un mastodontico ponte radio, con tre antenne romboidali di grandi dimensioni: una era puntata verso Londra, laltra sul nord Africa, la terza puntava su New York. I tecnici dellEiar videro per la prima volta i magnetofoni a nastro leggero, con i quali il montaggio diventava gioco da ragazzi. Loro erano abituati ai nastri in acciaio, e per i tagli e il montaggio andavano avanti con il saldatore. Uno dei tecnici con cui ebbi la fortuna di parlare, Nicola Carone, mi raccont di come era rimasto colpito dallarrivo di un camion di ricambi tecnici dove tutto era nuovissimo, ben disposto. Mi disse di aver pensato E noi contro questi volevamo vincere la guerra ?.

Per concludere, cosa si pu dire ancora di quellesperienza ? Non vorrei usare parole mie. Mi servir del giudizio che di Radio Bari diede il TIMES, dopo averla definita The United Nations Radio of Bari: Quando dalla radio di Bari udiamo rappresentati i punti di vista dei vari partiti: quando gli esponenti dellantifascismo da quel microfono possono accusare il Re di fascismo e criticare il governo Badoglio perch non rappresentativo delle forze italiane; quando ai monarchici consentito di servirsi dello stesso mezzo tecnico per ribattere le accuse; quando anche a personaggi che con il fascismo hanno civettato o che del fascismo si sono serviti; quando anche a costoro permesso di giustificarsi pubblicamente; insomma, quando da una stazione radio possono parlare liberali e socialisti, cristiani democratici e comunisti, monarchici e repubblicani, questo democrazia.

foto raccolte dal collega Riccardo Tritto

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a colloquio con Lorena Fiorini

GIUSEPPE SICARI RITORNA ALL ANTICO AmORE

Dal 2003 titolare dellinsegnamento di Linguaggi audiovisivi al corso di laurea in Scienze della Comunicazione presso la Facolt di Scienze Politiche dellUniversit della Tuscia, a Viterbo. Molti i suoi lavori trasmessi dalla televisione e gli articoli pubblicati da quotidiani nazionali.

iornalista, per 35 anni alla Rai dove stato caporedattore cultura e spettacoli del TG1.

Giuseppe Sicari

(romanzo) pp. 128, 14,00

IL SANTO MARRANO
La vita di una citt di Sicilia alla fine del 15^ Secolo raccontata con ironia, in modo sobrio, esigente, pudico , composto, sincero. Riporta al piacere della lettura, una lettura colta accompagnata spesso dal recupero della lingua siciliana, dal godimento della tavola, dal pensare sorridendo. Un libro che si pu leggere sotto diverse angolazioni, storiche, antropologiche, economiche con la gradevolezza di inserti privati nelle storie.

I suoi libri: Racconti: Le occasioni mancate; una biografia di Pio IX; un manuale di Teorie e tecniche della comunicazione audiovisiva; Forme e suoni nelletere; un saggio di toponomastica siciliana, Cognomi e nomi tra capo e naso; romanzi, Gelsomina di Sicilia, e recentemente Il Santo Marrano. Raccontaci il tuo incontro con la Rai, la carriera .

Ci sono arrivato, riluttante e quasi per caso, nel 1966. Allora, nel mondo della carta stampata, si guardava ancora alla televisione con una certa snobistica diffidenza. La sirena che mi ha convertito al nuovo verbo aveva il volto e la voce di un amico degli anni delluniversit, Vittorio Panchetti. Il medium del futuro la TV, mi diceva. Antonio Barolini, curatore de lApprodo, accett di mettermi alla prova e Paolo Gazzara fu il mio maestro di tecnica televisiva. Fui subito sedotto dalle potenzialit espressive ecco, appunto: ci sono dei coldel mezzo e dagli effetti dellaudience. Ma anche dal carisma delle perso- leghi, dei direttori che ricordi in ne che gravitavano nellambiente dei maniera particolare? Per elencarli tutti ci vorrebbe un culturali: Carlo Bo, Leone Piccioni, Geno Pampaloni, Silvano Giannelli, libro Poco avanti ne ho citati alcu-

Giulio Cattaneo. Piano piano ho allargato il giro collaborando a Cronache del cinema e del teatro, a rubriche divulgative e religiose, a Medicina oggi. Sempre per caso sono poi arrivato al telegiornale, allora diretto da Villy De Luca, ed ho avuto come referenti personaggi come Ugo Guidi e Corrado Granella. Assunto nel 1970, ho vissuto la grande stagione del TG 1 di Emilio Rossi (che mi nomin caposervizio) e poi di Albino Longhi, alla cui benevolenza debbo tra laltro la promozione a capo redattore cultura e spettacolo. Le innovazioni tecnologiche e comunicative degli anni Settanta ed Ottanta, il passaggio dalla pellicola allelettronica, ladozione del colore, ledizione del TG della mezza sera, gli eventi dei cosiddetti anni di piombo: sono tutte esperienze che mi hanno visto in trincea, accanto a colleghi di grande professionalit.

Anche in regime di monopolio e senza lo stimolo della concorrenza, lAzienda (cos la si chiamava allora) sapeva esprimere la sua potenza di idee e di continuo rinnovamento. Oggi ho limpressione che si viva alla giornata, sfruttando le situazioni, senza programmazione a lungo termine, senza pensare ai ricambi e, soprattutto, senza attingere a quel gran serbatoio di talenti che luniversit. Vorrei aggiungere una piccola catti-

ni: Emilio Rossi (che poi ho seguito nella sua esperienza di presidente del Comitato TV e Minori), Albino Longhi, Ugo Guidi e Corrado Granella. Ma come dimenticare Dante Alimenti e Gianni Raviele, Nuccio Fava e Vittorio Citterich, Sandro Baldoni e Lello Bersani? Sono uomini che hanno fatto la storia della nostra televisione e che, a parer mio, hanno soprattutto il merito di aver trasmesso il loro sapere professionale alle seconde ed alle terze linee, che hanno valorizzato con intuito e lungimiranza. Una Rai diversa quella di ieri. e la Rai di oggi?

veria: si diceva una volta che la RAI Raccontaci come nasce, come si era lottizzata a tutti i livelli. Ebbene, sviluppa il Santo Marrano. s. Ma la lottizzazione non prescindeNato come un saggio sugli Ebrei siva dalla qualit. E chiudiamola qui ciliani di fine 400, si trasformato Hai sofferto quando te ne sei strada facendo in unazione narrativa nella quale si muovono personaggi andato? No, perch sapevo bene che tutti reali ed immaginari sullo sfondo dei i cicli della nostra vita sono inelut- tragici eventi dellespulsione della tabili. Ma mi mancano ancor oggi i comunit ebraica dallisola, nel 1492. I Giudei costituivano il dieci per cento colleghi che mi sono stati vicini, spedella popolazione siciliana di allora: cialmente nellesperienza degli ultimi non solo mercanti e banchieri, ma anni: Vincenzo Mollica, Gregorio Zapraffinati orafi, argentieri e corallai; pi e Paola Cacianti, per non parlare moltissimi i medici ed i maestri di di Costas Papadopoulos e Vittorio scuola. Una comunit, inoltre, bene Lamattina. C anche da dire che in integrata e generalmente in buoni coda al TG1 c stata la breve ed inrapporti con i Cristiani. Importantensa stagione con Francesco Mattioli ti anche i Marrani siciliani (cio gli (Premio Italia) e quindi lappendice Ebrei convertiti al cristianesimo), esaltante di RAI-Giubileo con Andrea come quel Guglielmo Raimondo MonMelodia e Lorenza Lei. cada alias Nissim Faraci che inseScrivere, una passione. Scrivere gn filosofia presso la Sapienza e linlibri, una conseguenza della gue orientali a Pico della Mirandola e ad altri umanisti della sua cerchia. pensione? Si tratta in verit di un antico amore Nella struttura narrativa ho inserito Che, negli anni dellattivit lavora- anche una storia intrigante ricavata da documenti depoca: quella di tiva per i ritmi che imponeva, non era una schiava saracena propriet del possibile coltivare. Ora, nonostante medico ebreo Prospero Mussumeci e gli impegni di nonno e linsegnamenche, in seguito alla sua conversione, to (che implica anche frequenti spoviene sottratta al padrone e venduta stamenti in automobile a Viterbo), allasta. Dal punto di vista linguistico, riesco a ritagliare qualche spazio per poi, ho cercato di ricreare quel misto la scrittura. di siculo-spagnolo-arabo-giudaico Una vita piena, dunque. che probabilmente allora parlavano i miei personaggi nella realt. e c spazio per qualche hobby? Purtroppo non riesco a far camminare pi lentamente le lancette dellorologio. Ci sono tante cose che mi piacerebbe fare, cominciando dai viaggi e dalle riunioni conviviali con gli amici, a lungo trascurati. Coltivare un hobby richiede soprattutto tempo libero Ho accantonato anche la raccolta di monete romane, iniziata nel 1944 con un asse di Vespasiano, donatomi dal mio professore di lettere. E quella di antiche stampe sulla Sicilia. Sogni da realizzare? In questo momento sono impelagato in una miriade di piccoli-grandi impegni: racconti e articoli per riviste, testimonianze e presentazioni. Ma ho in cantiere due progetti di un certo respiro e gi in fase di esecuzione: una silloge di storie dellemigrazione nel Nord America ed un romanzo che ha per titolo provvisorio Un amore a Castel Rinaldo. Progetti di scrittura per il futuro? Qualcosa sulla tua vita privata

di intense attivit pubbliche e private), cinque figli e cinque nipoti con le relative madri. Abitiamo da sempre in una luminosa (troppo, per i miei gusti) casa nei pressi di Villa Sciarra. I figli sono ormai adulti: tre avvocati, un dirigente dazienda e un giornalista (TV SAT 2000). Come si pu immaginare, stata una vita di salti mortali. Per il fine settimana, quando ci riuniamo, agli umani si aggiunge anche un gigantesco terrier russo. Ma in casa teniamo vari piccoli animali dei nipoti, dai criceti alle tartarughe. In passato ci sono stati anche due pastori tedeschi, una civetta, un riccio, due ranocchie e una colonia di tortore. Mia moglie ricopre il ruolo di chef, ma anchio, modestamente, so fare la mia parte ai fornelli Trascorriamo insieme le vacanze estive (e qualche volta anche quelle di fine danno) nella nostra casa di Capo dOrlando. Ricordo che Carlo Mazzarella, una volta che ne abbiamo parlato, mi suggeriva di ricavare in casa un piccolo ambiente insonorizzato per poter lavorare in santa pace. In realt, sia io che mia moglie ci siamo abituati alla baraonda. Come dicevo prima, il problema riuscire a trovare piccoli spazi temporali per le attivit personali.

ritratto

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Con Enzo Biagi in Siria, 1997.

Temo di avere ben poco di straordinario da raccontare. Sono sposato da S, partecipare alla lavorazione di quasi 50 anni, ho una moglie superatun film. Un sogno che Vittorio Sindo- tiva (gi insegnante e dirigente sconi, una volta o laltra, spero mi per- lastica, che non si rassegna alla penmetter di realizzare. sione e continua a svolgere una serie

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autori & libri

a cura di Pietro GIORGIO

LA VERIT DEL PAPA PERCH LO ATTACCANO, PERCH VA ASCOLTATO


di Aldo Maria Valli Lindau, 2010

lautore
ALDO Maria Valli, giornalista e scrittore, nel luglio 2007 diventa vaticanista del tg1 e, oltre ad aver scritto e divulgato: Difendere il Concilio, con Luigi Bettazzi, San Paolo, 2008 La tradizione tradita. La Chiesa, gli ebrei e il negazionismo, con Rodolfo Lorenzoni, Paoline, 2009 Voi mi sarete testimoni. Larcivescovo Dionigi Tettamanzi a Milano, Rizzoli, 2009

il libro
stato presentato presso la Scuola Diocesana di Comunicazione Sociali Don Vito Marotta di Bari con lintroduzione del Capo Servizio, Enzo Quarto della sede giornalistica di Bari, nonch direttore della stessa scuola. Il 19 aprile 2005 il teologo Joseph Ratzingher, che per ventanni era stato Capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, diventa Papa col nome di Benedetto XVI succedendo a Papa Giovanni Paolo II, dopo ventisette anni di pontificato. Gi nella qualit di arcivescovo di Monaco intraprende la battaglia contro il relativismo che rende gli uomini incapaci di riconoscere il bene e il male, il bello e il brutto, ci che buono e doveroso da ci che cattivo e da evitare. Il vero progresso avviene cercando Dio non nella ricerca di nuove teorie ma da uomini in preghiera. Per cui il desiderio di verit e di assoluto nascono cercando Dio a partire dalle domande pi elementari ma nello stesso tempo profonde ed eterne; mentre le ideologie ben pi articolate e complesse, in realt sono il supporto necessario per il mantenimento del potere. Avendo ben saldo questo concetto dove Dio, pur non visibile, uguaglia tutti gli uomini con pari diritti e doveri, per non essere condannati al dominio delle sole logiche di potere e di tirannia della maggioranza che rinnega la verit. La verit dal greco SVELAMENTO quel concetto che porta luomo, proveniente da diverse culture, religioni ed estrazioni sociali, al dialogo e alla costante ricerca del confronto. Per essere cristiani, non basta accettare intellettualmente alcune verit di fede, senza impegno personale. Il cristiano vive nella verit soltanto quando egli cerca continuamente di assimilarla, per lasciarsi progressivamente trasformare da essa. E la condanna di ogni formalismo, di ogni superficialit, di ogni cristianesimo indifferente, non autentico. La dottrina sulla verit richiede che il cristiano diventi un credente disponibile, convinto, impegnato. Il fermento, il segreto di quel rinnovamento, sta nella sua conoscenza intima e personale della verit, del suo incontro esistenziale con Cristo. Ma credere non basta. Il credente deve approfondire la sua fede quindi deve conoscere la verit. Questa conoscenza profonda non si conquista in un giorno; essa si ottiene a poco a poco, con ritmo stesso dello sviluppo della fede. La verit cristiana non un sistema teorico e astratto, ma la rivelazione personale di Dio agli uomini, che si realizza nella salvezza con eventi e parole intimamente connessi e quella rivelazione culmina nellopera e nella persona di un uomo concreto della nostra storia, luomo Ges: in lui e nessun altro si trova la pienezza della verit. Unaltra richiesta del nostro tempo limpegno esistenziale. Si aspetta dai cristiani che siano convinti, che siano dei credenti autentici, impegnati, uomini cio che vivano la loro fede, con tutta la passione del loro cuore. Naturalmente con laccettazione della Verit, che porta luomo ad elevare la sua condizione umana, questa, si attua anche nel riconoscere il concetto di giustizia che lordine virtuoso dei rapporti umani in funzione del riconoscimento e del trattamento istituzionale dei comportamenti di una persona o di pi persone, coniugate in una determinata azione secondo la legge o contro la legge. Per lesercizio della giustizia deve esistere un codice che classifica i comportamenti non ammessi in una certa comunit umana, e una struttura giudicante che traduca il dettame della legge in una conseguente azione giuridica. La giustizia sociale lesigenza di sopprimere la miseria, la disuguaglianza lo sfruttamento, loppressione dei lavoratori e della povera gente tramite un programma politico di attuazione di riforme particolari delleconomia e in generale della societ. Luguaglianza sociale si applica ai diritti e ai doveri delluomo considerati in termini di giustizia. Ci sono diverse forme di uguaglianza relative alle persone e alle situazioni sociali, per esempio, si pu considerare la parit tra i sessi per quanto riguarda laccesso al lavoro. Allo stesso modo, la parit di opportunit in senso generale implica lidea che le persone debbano essere nelle stesse condizioni di partenza nella vita, ovvero che tutti debbano avere pari opportunit indipendentemente dalla loro nascita. Luguaglianza sociale quindi una situazione per cui tutti gli individui, allinterno di societ o gruppi specifici, debbano avere lo stesso status di rispettabilit. Minimalmente, luguaglianza sociale comprende la parit di diritti umani ed individuali secondo la legge. Esempi sono la sicurezza, il diritto al voto, la libert di parola e di riunione e dei diritti di propriet, laccesso allistruzione, lassistenza sanitaria e altri basilari diritti sociali. Papa Ratzinger tiene ben presente quali sono i continenti in cui i diritti umani vengono disattesi, lAfrica ed il Sud America dove labbondanza che proviene da queste terre non viene ripartita equamente sulle popolazioni a vantaggio di pochi e di autoritari governanti. La verit divina e la giustizia umana sono concetti cos equi e cos stabilizzanti che mal si conciliano con il relativismo imperante in questi decenni, tanto da scatenare gli ultimi attacchi mediatici riguardanti casi di pedofilia che vedrebbero coinvolte le alte cariche clericali. In questi anni in cui il buio e la cecit derivanti dal facile guadagno e dalleffimera bellezza, ha portato luomo occidentale a sentirsi non giudicabile, immortale e padrone del proprio futuro. Mai una riflessione su quanti hanno dovuto fare a meno dei beni essenziali affinch il nostro egoismo fosse soddisfatto, dal cibo quotidiano alla salute allistruzione. Papa Benedetto XVI lunico che ricorda a tutti gli uomini di buona volont che lesistenza terrena il trampolino per quella trascendentale: in questa ottica la pedofilia non soggiace soltanto ad una logica di giudizio divina bens contestualizzata nelle societ dove i fatti delittuosi si sono verificati e pertanto devono rispondere anche al giudizio terreno secondo la legislazione vigente nei singoli stati. In questa ottica, quindi, Papa Benedetto XVI non da considerarsi avulso dalla realt quotidiana in quanto teologo, bens un uomo di fede e di dottrina consapevole della necessit di vivere nel contesto civile con luomo e per luomo.

Da sinistra Aldo Maria Valli ed Enzo Quarto

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