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LA CRONOLOGIA DELLE LESIONI TRAUMATICHE

prima parte

a cura del dott. Giovanni Sicuranza, medico legale


1. Introduzione 2. Premessa. 3. Differenziazione tra lesioni vitali e post-mortali. 3.1. Le dimensioni del problema. 3.2. Uno sguardo al passato; la reazione vitale sistemica. 3.3. Il metodo istologico. 3.4. I metodi istochimico ed immunoistochimico. 3.5. Il metodo biochimico. 3.6. Cenni sull'utilizzo di altri markers determinazione cronologica delle lesioni. 4. La microscopia elettronica a scansione. 4.1. Elementi fondamentali elettronica a scansione. di microscopia nella

4.2. La microscopia elettronica a scansione ESEM. 4.3. La microscopia a scansione elettronica nella ricerca dei caratteri di vitalit delle lesioni. 5. Conclusioni.

1. Introduzione

La necessit di acquisire metodiche utili a determinare la cronologia delle lesioni traumatiche, differenziando essenzialmente, per le importanti conseguenze applicative ai fini giudiziari, quelle vitali da quelle postmortali, un problema avvertito fin dagli inizi della medicina legale moderna. I metodi istologici, istochimici ed immunoistochimichi, nonch l'utilizzo della microscopia a scansione elettronica, hanno aperto nuove e stimolanti prospettive di ricerca, contribuendo a restringere il margine di differenziazione cronologica delle lesioni presenti su cadavere. Molto stato scritto sull'argomento e molto c' ancora da sperimentare, nella prospettiva di ulteriori criteri di differenziazione supportati dalle varie tecniche microscopiche; tuttavia l'indagine medico legale, per risultare facilmente e prontamente attuabile, richiede una tecnica che combini un'accettabile approssimazione cronologica delle varie lesioni con la semplicit e la praticit, anche in termini di vantaggio economico, del metodo utilizzato. Comincia da questa puntata un sentiero serpiginoso tra le varie tecniche istopatologiche nella determinazione della cronologia delle lesioni traumatiche. Attraverso l'analisi di alcuni casi giudiziari, osservermo, per le pratiche necessit d'indagine, di una tecnica semplice, facilmente accessibile e ripetibile, rispetto a quei metodi che, pur restringendo i tempi di discriminazione tra lesioni intra vitam e post mortem, oltre a risultare economicamente costosi, richiedono una lunga ed accurata pratica ultraspecialistica, non sempre alla portata di un professionista.

2. Premessa.

In ambito medico-legale, la Lesivit "comprende l'insieme dei fatti dannosi della integrit fisica e
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psichica della persona, prodotti da cause esterne o violente"1, mentre la Traumatologia si occupa degli "effetti lesivi causati nell'organismo dagli agenti di natura meccanica"1. Da queste definizioni, applicate alle necessit delle indagini forensi, discende anche l'importanza di rilevare od escludere negli effetti lesivi di un'azione traumatica i segni di una reazione vitale, che include tutte quelle reazioni dei tessuti e degli organi per cui indispensabile la vitalit delle cellule2. Si pu affermare che nessun medico legale compie adeguatamente il suo lavoro se si limita al conteggio delle lesioni, ma che di queste sar necessario descrivere la natura, la posizione anatomo-topografica, la direzione e le dimensioni. A volte indicare la causa della morte risulta meno rilevante ai fini giudiziari che procedere alla ricostruzione dei fatti, attuabile anche da uno studio accurato delle ferite e della loro datazione; ad esempio, un individuo pu essere coinvolto in un sinistro stradale per cause accidentali e subito dopo arrotato da un'autovettura, riportando una serie di lesioni traumatiche; la datazione cronologica di queste ultime contribuir, in ambito penale, ad avvalorare o meno l'ipotesi di reato di omicidio colposo nei confronti del conducente d'auto, mentre, in quello civile, in caso di contenzioso con le assicurazioni private, ugualmente si potr dimostrare se il soggetto era deceduto immediatamente prima o in seguito all'arrotamento; ancora, un individuo potrebbe essere lasciato su un binario ferroviario in fase agonica o subito dopo il decesso avvenuto per lesioni traumatiche, allo scopo di simulare un suicidio o un incidente. Si comprende dunque come spesso determinare la cronologia delle lesioni traumatiche risulta certamente indispensabile, ma anche difficile, specialmente quando lazione violenta precede di poco il decesso della persona sulla quale esercitata. Infatti, come noto, non esiste un limite definitivo e demarcato tra la vita e la morte, ma questa un fatto
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dinamico, evolutivo, raggiungibile, in termini di classificazione delle lesivit, attraverso una serie di stati progressivi: intra vitam, in limine vitae e post mortem. Inoltre, si deve tenere presente che la morte causata da lesioni traumatiche pu essere immediata (es: sfacelo del corpo, embolia dell'arteria polmonare), rapida (es. anemia acuta da dissanguamento) o ritardata (es. per infezioni sopravvenute); a seconda delle circostanze specifiche, si pu passare attraverso una fase "agonica", in cui le attivit dell'organismo funzionano ancora, sia pur in modo rallentato, per cui si trovano reazioni vitali poco pronunciate, fino alla morte, in cui comunque possono essere ancora presenti reazioni vitali locali. Dunque il riscontro di lesioni riconducibili ad una azione traumatica permette di eseguire una ricerca sulla presenza o assenza di caratteri di vitalit, e sull'intensit di questi, ricerca basata sul fatto che nel momento del traumatismo stesso su di un tessuto vivente si producono una serie di eventi dinamici e complessi nella loro reciproca combinazione, ma suddivisibili cronologicamente in due momenti: a) perdita di sostanza con liquidi extracellulari, e, qualora siano discontinuate le pareti vasali, di sangue; b) comparsa dell'infiammazione ed attivazione del meccanismo di riparazione, mediato dai linfociti e attuato dal tessuto ematico mediante la formazione del reticolo di fibrina finalizzato allemostasi naturale per fronteggiare i fenomeni emorragici. Riguardo al primo momento, mentre il riscontro di una perdita di sostanza costituisce un fenomeno collegato allattrito che qualsiasi trauma sviluppa a carico delle cellule, e che pertanto pu derivare anche da una azione lesiva portata a carico di un tessuto non pi vivente, la fuoriuscita di sangue dal letto vascolare invece da ritenersi sicuramente un fenomeno vitale, in quanto sostenuto dallattivit della pompa cardiaca; solo in alcuni rari casi pu esservi un gemizio in
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assenza di pressione nei vasi, come si osserva talora nelle lesioni occorse in limine vitae o ai primissimi stadi del periodo post mortem. Ci vale soprattutto per i vasi di piccolo calibro, dove a parit di pressione minore la portata, per cui allarresto del lavoro cardiaco segue immediatamente un blocco del flusso degli eritrociti nel lume dei capillari arteriosi, dove rimangono anche quando le pareti di questi ultimi vengano eventualmente discontinuate dallazione traumatica applicata nel periodo postmortale. Mentre sulle varie fasi dell'infiammazione si torner dettagliatamente in seguito, qui si richiama l'attenzione sull'attivazione linfocitaria, caratteristica del secondo momento: essa si presenta come un quadro di diapedesi attraverso le giunzioni delle cellule parietali dei vasi; i linfociti escono da questi per diffondersi nel tessuto circostante la lesione, con azione e scopo di difesa contro agenti patogeni. Infine, segue il fenomeno della polimerizzazione della protrombina in trombina che media la trasformazione del fibrinogeno in fibrina: questa presenta una struttura come a maglie, ben diversa da quella del connettivo reticolare che avvolge qualsiasi tipo di cellula nei tessuti, ed ha la funzione di bloccare gli eritrociti e quindi il fenomeno emorragico. Tale emostasi avviene anche per attivazione del contatto fra eritrociti e piastrine che, in presenza di fibrina, esita nella formazione di un corpo resistente, il coagulo, in grado di bloccare efficacemente il flusso ematico. Pertanto, ai fini della diagnosi differenziale fra lesione inferta su un tessuto vivente o non vivente, essenziale valutare la presenza e la densit degli elementi figurati sopra ricordati, soprattutto nelle aree interessate dallesplicarsi della forza lesiva, macroscopicamente individuate sia al momento dellispezione cadaverica che della sezione anatomica. In tal senso, losservazione macroscopica affiancata da quella microscopica, pi adeguata nel documentare gli aspetti figurativi e capace di dotarsi di specifiche reazioni colorative allo scopo di aumentare la precisione di indagine.
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Tuttavia occorre sempre tenere presente che tali indagini non sono esenti da errori, in quanto le reazioni istochimiche possono risentire di particolari condizioni chimico fisiche del tessuto (fissazione, aspetti degenerativi, ecc.), tali da indurre false positivit o negativit; inoltre, nonostante le varie tecniche sperimentate e proposte, differenziare le lesioni prodotte in intra vitam, in limine vitae e in post mortem, non sempre agevole quando i tempi intercorsi tra le lesioni stesse sono estremamente ristretti. [ continua ]
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e-mail: homointerrogans@hotmail.it Scie di vita dellautore. Giovanni Sicuranza nato a Gravedona (CO), il 20.04.1967, e da molti anni risiede a Bologna. Specialista in Medicina Legale, ha svolto il ruolo di Consulente presso la Procura di Bologna e di Brescia e il Tribunale del Lavoro di Bologna. Attualmente si occupa di Medicina Previdenziale, con diagnosi e valutazione di stati di inabilit, invalidit (civile, guerra, INPS, etc.), di handicap, di infortuni e malattie professionali, di cause di servizio, etc.. Nel dicembre 2006 uscita la sua prima raccolta di racconti dal titolo maschere (Giraldi Editore, Bologna), scritta con lo pseudonimo di homo interrogans e con prefazioni di Eraldo Baldini e Valerio Evangelisti. Nello stesso periodo il suo racconto previsioni, finalista del concorso Racconti metropolitani, stato pubblicato nellantologia Tropico d'asfalto ed altri racconti (Edizioni EDUP). Nellestate 2007 risultato finalista con un racconto (penombre) al Concorso Criminalcivico, con pubblicazione in unantologia dal titolo Il delitto si tinge di verde, Orione Editore. Nello stesso periodo anche una poesia stata scelta per lantologia Racconti di Neteditor edita da Giulio Perrone Editore. Il suo racconto Il museo delle cere presente nellantologia noir La legge dei figli, con 6

prefazione di Giancarlo De Cataldo, Meridiano Zero Editore. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati dalla rivista mensile Detective magazine. On-line, presente su siti come www.zaffoni.it dedicato alle opere di scrittori del calibro di Alan D. Altieri, Valerio Evangelisti, Carlo Lucarelli, Sabina Marchesi, Angelo Marenzana, Wu Ming, ecc. Sempre on-line, stato intervistato da Thriller Magazine (link: http://www.thrillermagazine.it/rubriche/4668 ). Infine (per ora) ha scritto due romanzi, Quando piove e Lungo il vento, e unulteriore raccolta di racconti, Citt di Solitudine (questultima in collaborazione con altri autori).