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EDITORIALE

Tutti coloro che affrontano un viaggio hanno bisogno di un vademecum, di un notes, della bisaccia delle esperienze e delle conoscenze che raccolgono durante lintero percorso. Le parole denotative, le espressioni connotative, i concetti, i simboli e i significati diventano appunti, pensieri che si ammassano in ordine sparso dentro un contenitore di fortuna. Quando si incontra un altro viandante, senza forma e senza articolazione logica, quelle parole non riescono ad essere trasmesse, ad essere scambiate. Non crescono, idee e concetti giacciono pigri, soffocati nel disordine di una sacca. il dramma della informazione che non riesce a diventare comunicazione, che non passa, che non sa essere scambiata e staziona in un archivio in attesa di una sua utilizzazione. La mia professione diceva Ballard attraversare frontiere. Anche la nostra; sebbene non nascondiamo una preferenza per il concetto gadameriano di orizzonte che lo sguardo non trattiene, che si sposta dal passante al passo, dal viandante al cammino, vincolo ed opportunit della strada, lirraggiungibile oltre, un limite senza essere limitato, la mta che attrae il passo, il confine che non ha fine, il luogo dei mille passaggi in una parte di mondo. L intelligenza scriveva Jean Piaget organizza il mondo organizzando se stessa. Fare una rivista, anche semplicemente comporla, costruirla nella coerenza e nella integrazione delle sue parti, un modo per organizzare la nostra capacit di intus legere, di leggere dentro le esperienze del mondo. Fare una rivista scientifica, interamente costruita sul confronto critico tra analisti, protagonisti e problemi, poi, significa produrre significati, dare linfa vitale al corpo della realt, sangue alle membra dei fatti ammassati dalla storia. La vita una produzione di significati. La nostra rivista il luogo in cui questi significati crescono e maturano, uno spazio di comunicazione qualificata sui temi e problemi della complessit sociale che laccademia universitaria analizza, interpreta, discuta. La nostra rivista il luogo in cui lattivit di comunicazione e confronto scientifico, che si mostra nei seminari e nei convegni, si dimostra, prende forma, appare nella sua veste di coerenza epistemologica. L ambizione di realizzare una rivista che, nei settori di nostra competenza, sia un riferimento per lalta affidabilit dei suoi contenuti. Per noi anche una inderogabile esigenza di mettere ordine in una materia che, in Italia, ha sparso e talvolta disperso contributi significativi nei reticoli della varia editoria. Il suo valore consiste nella opportunit che offre nel trasformare le esperienze in conoscenze e le conoscenze in proposte, nella capacit che sapr dimostrare nel tentativo infinito di organizzare il mondo organizzando la sua intelligenza. Alessandro Ceci

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I quaderni del Campus 05 - Luglio 2011

.Astronomia

.Satelliti

I SATELLITI ARTIFICIALI
di

Emanuele Maria Latorre

Emanuele Maria Latorre si laureato in Astronomia all Universit di Bologna discutendo una tesi sulla probabilit dimpatto degli asteroidi sulla Terra. Ha lavorato nelle Forze Armate come Ufficiale della Marina. Ha lavorato come programmatore del software per la determinazione orbitale nell ambito della missione Bepi-Colombo destinata all esplorazione del pianeta Mercurio con una borsa di ricerca allUniversit di Pisa. Ha pubblicato diversi articoli divulgativi sull astronomia. Attualmente lavora presso il Campus degli Studi e delle Universit di Pomezia nel reparto informatico.

Introduzione
Probabilmente molti lettori avranno visto in televisione il lancio di un missile, oppure le immagini dello Space Shuttle nello spazio. Altri invece senza saperlo hanno osservato un punto luminoso, delle dimensioni apparenti di una stella, spostarsi sulla volta celeste. Questi tre fenomeni, apparentemente senza nessun legame, hanno in comune la presenza di una struttura spaziale chiamata satellite artificiale. Con questo termine si indica una qualunque massa materiale, con o senza equipaggio, che sia stata lanciata dalluomo nello spazio per scopi scientifici e tecnologici. Il primo satellite artificiale stato lo Sputnik 1, lanciato dallUnione Sovietica il 4 ottobre del 1957. Oggi i satelliti artificiali hanno assunto un ruolo importante nella nostra vita fornendoci diversi servizi: TV, radio, internet, previsioni meteorologiche, osservazioni astronomiche, telerilevamento, sono solo alcuni degli aspetti legati a questi dispositivi che orbitano nello spazio.

Breve storia dei satelliti


Le origini dei satelliti risalgono ai primi del novecento con gli studi dello scienziato russo Konstantin Ciolkovskij. Egli teorizz gli aspetti fondamentali del volo spaziale, formulando le basi della moderna astronautica. Le sue ricerche trovarono applicazione negli anni successivi con gli esperimenti di Hermann Oberth e Robert Goddard. I due scienziati riuscirono nellimpresa di lanciare i primi razzi a combustibile liquido; la possibilit di lanciare un satellite nello spazio si rivel strettamente connessa allimpiego dei razzi. Dopo la seconda guerra mondiale, sinvestirono molte risorse nella ricerca spaziale. Questo grande interesse per lastronautica nascondeva in realt una vera e propria corsa allo spazio che mise di fronte russi ed americani in una gara alla supremazia spaziale. Inizialmente, grazie al lavoro del russo Sergej Korolv, i sovietici accumularono grandi successi coronati con il lancio delprimo satellite artificiale nel 1957: lo Sputnik 1. Venne lanciato il 4 ottobre dal cosmodromo di Baikonur con un razzo della serie R-7. Lo scalpore e la curiosit, insieme alle preoccupazioni militari da parte degli americani nei confronti della tecnologia sovietica, balzarono alla cronaca di radio e TV di tutto il mondo. Il satellite russo rest in orbita per 57 giorni effettuando misurazioni di temperatura e test di telecomunicazioni. Un mese pi tardi i sovietici lanciarono lo Sputnik 2, la cui caratteristica principale fu quella di essere il primo satellite con equipaggio: a bordo del satellite russo cera la cagnolina Laika. Seppur destinata alla morte, la missione non prevedeva il rientro a terra dell animale, il suo impiego risult fondamentale per acquisire dati scientifici su pressione sanguigna, battiti cardiaci e frequenza respiratoria.

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Grazie a questi dati iniziarono gli studi per permettere alluomo di colonizzare lo spazio. Il programma Sputnik and avanti negli anni successivi con altri lanci a numerosi successi scientifici. Dall altra parte gli americani, guidati dallo scienziato tedesco Wernher von Braun, risposero ai russi con la costruzione dei satelliti della serie Explorer, grazie ai quali ottennero importanti dati scientifici, tra i pi importanti, la scoperta delle Fasce di Van Allen, una zona di particelle cariche imprigionate dal campo magnetico terrestre. Negli anni sessanta la tecnologia astronautica era sufficientemente matura per permettere il volo umano. Il 12 aprile 1961, venne lanciato il satellite (navicella) Vostok 1, con a bordo il primo astronauta sovietico (i russi preferivano la dicitura cosmonauta) della storia: Jurij Gagarin. La prima donna astronauta fu ancora una volta sovietica: Valentina Terekova. Il 16 giugno 1963 venne lanciata nello spazio a bordo del satellite Vostok 6. La sconfitta americana per quest altro successo russo portava con s anche limmagine dell emancipazione femminile sovietica, non a caso venne sfruttata dal regime comunista per fini propagandistici. Tuttavia, gli americani non rimasero alla finestra. Il programma Apollo, capeggiato dallo scienziato von Braun, raggiunse un successo tale da portare gli Stati Uniti sul gradino pi alto del podio spaziale. Il programma infatti, riusc nellimpresa storica di portare luomo sulla Luna. La missione Apollo 11 (del progetto Apollo), con a bordo gli astronauti Armstrong, Aldrin e Collins, stata la prima missione con sbarco di astronauti sulla superficie lunare. Alla base di questo trionfo, l intuito geniale di von Braun: egli si accorse dellimportanza di costruire razzi multistadio che permettessero di alleggerire i vettori spaziali sganciando di volta in volta i serbatoi di carburante combusto. Gli anni settanta e ottanta si concentrarono sulla costruzione di grandi satelliti, vere e proprie basi spaziali, come lo Skylab americano e la MIR russa. Gli Stati Uniti svilupparono nello stesso periodo anche il programma Shuttle, un sistema di lancio (navetta) riutilizzabile. Seppur accompagnato da tragiche missioni (Challenger e Columbia) che comportarono la morte di astronauti, le ricadute tecnologiche delle missioni Shuttle hanno migliorato il nostro stile di vita in diversi campi della ricerca e dei materiali. Lultima missione Shuttle prevista per giugno 2011. Attualmente gli sforzi congiunti delle agenzie spaziali confluiscono nella costruzione della Stazione

Spaziale Internazionale che ha sancito la fine della competizione spaziale tra paesi politicamente diversi. La nuova base spaziale uno strumento di collaborazione internazionale di molti paesi impegnati nello sviluppo di nuove tecnologie. Oggi il numero dei satelliti in orbita, intorno al nostro pianeta, raggiunge l ordine delle migliaia di unit, ognuno con la propria strumentazione al servizio dell uomo. Essi vengono impiegati in molteplici contesti: sicurezza, ricognizione, ambiente, ricerca ed altro. (1)

(1) Lo Campo A., STORIA DELLASTRONAUTICA, L Airone Editrice, Roma, 2000

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Componenti di un satellite
Il motivo del successo dei satelliti artificiali legato alla pochissima manutenzione richiesta quando si trovano nello spazio, sia dal punto di vista della strumentazione di bordo e dell alimentazione elettrica dei loro apparati, sia per il loro orientamento rispetto alle stazioni riceventi a terra. Sono costruiti per operare al massimo qualche anno, prima che siano abbandonati nello spazio, perch gli alti costi per eventuali riparazioni in orbita (peraltro difficili da apportare) e per effettuare modifiche alla strumentazione di bordo ne limitano il loro tempo di utilizzo. Purtroppo solo in particolari condizioni si pu intervenire in orbita per riparare un satellite. Per quanto siano accurate le procedure di controllo alle quali sottoposto un satellite, pu succedere che, nel corso della loro attivit nello spazio, si verifichino delle avarie (elettriche, strumentali, meccaniche, termiche) che possono comportare il fallimento della missione per la quale stato costruito. I satelliti artificiali sono progettati in base al tipo di orbita sulla quale dovranno operare. Tuttavia, tutti i satelliti presentano delle caratteristiche costruttive comuni. Un satellite artificiale costituito da due parti principali: la piattaforma (platform) e il carico utile (payload). La piattaforma comprende i seguenti elementi costitutivi: - struttura; - alimentazione elettrica; - controllo dell orbita; - controllo termico; - equipaggiamento propulsivo; - controllo dell assetto ed equipaggiamento di guida; - telemetria. Infine, il sistema di distribuzione dell energia elettrica suddivide correttamente il consumo dell energia sugli impianti del satellite. Il controllo dell orbita viene delegato ai dispositivi di puntamento, sensori e giroscopi, il cui compito quello di controllare lorbita del satellite intervenendo con manovre correttive quando necessario. Infatti, nel moto orbitale di un satellite, le perturbazioni causate da diversi fattori (descritti pi avanti) modificano la traiettoria operativa del satellite. Il controllo termico viene realizzato per mezzo di isolanti termici, radiatori e riscaldatori, per mantenere il satellite e i suoi componenti in un determinato intervallo di temperature vitali per il funzionamento delle apparecchiature di bordo. L assorbimento della radiazione del Sole e la dissipazione del calore sviluppato dalla strumentazione, sono i fattori che incidono maggiormente sulle variazioni termiche del satellite. Un metodo intelligente per impedire sbalzi di temperature sul satellite quello di metterlo in rotazione su s stesso. In questo modo, la radiazione del Sole investe uniformemente il satellite perch la rotazione permette di esporre alla luce solare tutte le facce del satellite ad intervalli di tempo costanti. In questo modo si riduce il rischio di riscaldare oltremisura il satellite sulla parte esposta al Sole e l eccessivo raffreddamento sulla parte opposta. Quando il satellite si trova nel cono d ombra della Terra, la temperatura del satellite diminuisce e i riscaldatori intervengono per ripristinare la giusta temperatura per il funzionamento degli apparati, mentre i radiatori operano nel senso opposto, cio quando necessario smaltire l eccessivocalore sviluppato dalle apparecchiature elettriche di bordo. Dato l ampio intervallo di temperature con cui lavorano i satelliti, basti pensare che l escursione termica varia in media da -150 a +150 [C], si comprende quanto sia importante un costante controllo termico del satellite, sia per la temperatura di lavoro degli apparati interni, sia per la struttura eterna sottoposta in certi casi a tempeste solari in grado di compromettere la vita strumentale del satellite. L equipaggiamento propulsivo costituito da uno o pi motori principali e da un certo numero di piccoli razzi destinati alle manovre correttive richieste dai sensori. La quantit di carburante per effettuare queste manovre minima perch imprimendo una determinata velocit al satellite, che dipende dallorbita per la quale sar impiegato, non necessaria nessuna spinta supplementare per mantenerlo stabile, a meno di casi particolari. Luglio 2011- 07 I quaderni del Campus 04

Struttura.

linterfaccia meccanica con il veicolo di lancio. Per esempio, linterfaccia per il collegamento del satellite con il braccio meccanico dello Space Shuttle un tipico esempio di struttura come anche le interfacce per laggancio dei moduli della Stazione Spaziale Internazionale.

Alimentazione elettrica.

Comprende i supporti destinati all erogazione dell elettricit necessaria al funzionamento degli apparati del satellite. I pannelli solari, caratteristici di molti satelliti, sono montati su bracci pieghevoli e disposti solitamente di lato al satellite forniscono circa il 10-15% dellenergia. Le batterie ricaricabili invece, sviluppano il resto dell energia necessaria. Esse intervengono ad esempio quando il satellite transita nel cono d ombra generato dal nostro pianeta. In questa situazione, i pannelli non ricevono la luce del Sole e di conseguenza necessario lintervento delle batterie per produrre energia al servizio del satellite.

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Linserimento in orbita
I satelliti artificiali vengono trasferiti nello spazio attraverso un missile il cui compito quello di assicurare il raggiungimento di una certa velocit orbitale che permetta al satellite linserimento nell orbita desiderata. Negli ultimi anni, lo Space Shuttle e il razzo europeo Ariane sono stati tra i mezzi di trasporto pi impiegati per il lancio di satelliti. Questo compromesso stata una scelta obbligata per risparmiare sui costi di lancio perch si tratta di strutture spaziali riutilizzabili e quindi meno costose. Per comprendere come avviene l inserimento in orbita facciamo uso dellespressione matematica con cui ricavare la velocit orbitale del satellite; la seconda legge di Newton: dove F la forza di attrazione gravitazionale esercitata dalla Terra sul satellite. Questa forza quella che bisogna contrastare affinch il satellite possa orbitare senza precipitare sulla superficie terrestre. L espressione matematica della forza F :

Un altro motivo che limita la quantit di carburante concerne le dimensioni dei serbatoi e il peso del satellite; quanto pi grande la struttura del satellite che vogliamo costruire, tanto pi grande sar il missile utilizzato per il trasporto del satellite nello spazio. Il compito dei motori principali quello dintervenire in situazioni di emergenza o nelle attivit in vista del raggiungimento dell orbita prevista (a partire dall orbita di parcheggio).

Controllo dell assetto.

Per orientare e stabilizzare un satellite nella giusta direzione simpiegano sensori specifici che costituiscono gli apparati per il controllo dell assetto. Un tipico esempio, sono i sensori stellari. Questi dispositivi permettono di orientare il satellite rispetto ad un certo numero di stelle di cui si conoscono le coordinate. Quest ultime sono il sistema di riferimento del satellite. Un altro esempio di sensore sono i giroscopi. I giroscopi magnetici, per esempio, utilizzano il magnetismo terrestre per orientare il satellite.

L equipaggiamento di guida e telemetria rap-

presenta tutta la strumentazione in grado di comunicare con le stazioni riceventi i segnali emessi dal satellite sulla Terra. Antenne e computer di bordo si occupano di elaborare, ricevere, inviare e crittografare i dati di comunicazione tra il satellite e le stazioni radar sulla superficie terrestre.

Il carico utile, a differenza della piattaforma, la parte attiva di un satellite. Esso costituito dalla strumentazione in grado di effettuare un certo tipo di servizio per il quale stato progettato il satellite. Macchine fotografiche, rilevatori, telescopi, radiometri, contatori, spettrometri, trasmettitori sono solo alcuni esempi di cosa possibile installare in queste scatole spaziali. Per esempio, un satellite astronomico sar munito di un carico utile rappresentato da un telescopio sensibile ad un particolare intervallo di radiazioni elettromagnetiche. Quindi avremo satelliti per lo studio della radiazione radio, infrarossa, visibile, ecc. Un altro esempio di carico utile rappresentato dai radiometri installati sui satelliti meteorologici. I radiometri sono strumenti sensibili alla radiazione visibile e termica in particolari intervalli di lunghezza d onda. I satelliti per il telerilevamento hanno un carico utile costituito da particolari rilevatori che registrano diverse tipologie di dati. Posizione delle nubi, quantit di vapore acqueo, indici di vegetazione, evaporazione degli oceani ecc. Anche gli apparati per il calcolo della posizione di un punto della superficie terrestre (satelliti GPS) sono un esempio di carico utile. Fin dagli inizi dell era satellitare, luomo ha cercato di migliorare la tecnologia di questi dispositivi montati sui satelliti. Oggi possiamo impiegare tecnologie avanzatissime a bordo dei satelliti per i servizi pi disparati traendone grandi benefici. (2)
(2) James R. Wertz and Wiley J. Larson, SPACE MISSION ANALYSIS AND DESIGN, Third Edition, Microcosm and Kluwer, 1999

dove G la costante della gravitazione universale, il cui valore la massa della Terra il cui valore la massa del satellite e d la distanza del satellite rispetto al centro della Terra. L accelerazione dell equazione (1) laccelerazione centripeta , dove v la velocit del satellite. Sostituendo nell equazione (1) lespressione della forza di attrazione gravitazionale F e dell accelerazione centripeta a si ha:

Il termine prende il nome di forza centrifuga. Questa forza quella che deve contrastare la forza di attrazione gravitazionale F. Quando la forza di attrazione gravitazionale e la forza centrifuga si equivalgono tra di loro, il satellite non risente di nessuna delle due forze perch i loro contributi si annullano reciprocamente e in queste condizioni il satellite orbita senza mai precipitare sulla Terra. Il satellite in equilibrio e si muove su di un ellisse in direzione perpendicolare alla direzione del raggio terrestre e la sua velocit tangente in ogni punto dell orbita.

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Il moto di un satellite
Il moto di un satellite si pu descrivere avvalendosi delle tre leggi di Kepler. L astronomo tedesco, sulla base delle osservazioni astronomiche del collega Tycho Brahe, elabor un modello matematico per descrivere il moto dei corpi celesti sulla base di tre leggi matematiche. Esse affermano che: i pianeti si muovono su orbite ellittiche in cui il Sole occupa uno dei due fuochi; la congiungente Sole-pianeta descrive aree uguali in tempi uguali; il quadrato del periodo di rivoluzione di un pianeta intorno al Sole proporzionale al cubo del semiasse maggiore dell ellisse percorsa. Queste tre leggi si applicano anche ai satelliti artificiali, considerando la Terra al posto del Sole e il satellite al posto del pianeta. Molti satelliti percorrono orbite circolari; sono sempre orbite ellittiche ma con i due fuochi coincidenti. In realt per, il moto di un satellite non perfettamente ellittico o circlare, ma governato da una serie di fattori che disturbano il suo moto e di cui bisogna tenerne conto: le perturbazioni. Il loro effetto quello di cambiare la posizione e la velocit del satellite. Di conseguenza, il satellite non percorre pi lorbita stabilita, ma se ne discosta di una quantit che dipende dall effetto combinato di tutte le perturbazioni alle quali sottoposto. Il satellite percorre una traiettoria corrispondente ad una certa curva che se ne guarda bene dall essere un ellisse o una circonferenza! Le perturbazioni possono far precipitare il satellite sulla superficie terrestre, ma applicando opportune correzioni, mediante lutilizzo di piccoli razzi ausiliari a bordo del satellite, si riesce a contrastare l effetto delle perturbazioni, consentendo al satellite di percorrere l orbita desiderata senza che questultimo se ne discosti di una quantit tale da compromettere la sua attivit operativa. Per questo i centri di controllo missione calcolano, giorno per giorno, gli effetti perturbativi avvalendosi di complessi algoritmi con i quali si riescono a calcolare leffettiva posizione e velocit del satellite. La teoria delle perturbazioni alla base di questi calcoli la cui esposizione esula dagli scopi di questa trattazione. Le principali perturbazioni sono: l attrazione gravitazionale del Sole e della Luna; la non perfetta sfericit della Terra; l attrito dell atmosfera terrestre; la pressione della radiazione solare.

Per calcolare tale velocit sufficiente semplificare l equazione (2) da cui si ricava che:

Una volta stabilita la distanza sulla quale vogliamo collocare un satellite, resta da determinare la velocit adeguata per questa quota, cio calcolare la velocit necessaria in modo che la forza centrifuga eguagli esattamente la forza di attrazione gravitazionale per permettere al satellite di muoversi intorno alla Terra senza precipitare. Facciamo un esempio. Consideriamo un satellite per il telerilevamento collocato ad una distanza di 800 [Km] sulla superficie terrestre. Allora laltezza d = 800 [Km] pi il raggio della Terra (circa 6378 [Km]). Quindi d = 800 + 6378 = 7180 [Km]. Sostituendo G, d, e nell equazione (3) ricaviamo il valore della velocit pari a 26800 [Km]. Questa velocit la necessaria velocit per collocare il nostro satellite per il telerilevamento ad una quota di 800 [Km] intorno alla Terra su di un orbita circolare. L equazione (3) ci dice anche che la massa del satellite non interviene nel problema dellinserimento in orbita. Questo significa che, almeno in teoria, si potrebbe costruire un satellite senza preoccuparsi della sua massa; potremmo quindi installare sul satellite tutta la strumentazione possibile senza problemi di dimensioni. In realt per, quanto pi grande la massa di un satellite, maggiore la spinta che dovranno imprimere i motori del missile per vincere la forza peso di tutta la struttura (missile pi satellite) sulla rampa di lancio. Ad un certo punto, accade che l aumento delle prestazioni del missile non bilanciano i costi per la sua costruzione. Questo significa che la produzione di un satellite artificiale possibile quando si riesce a soddisfare una piccola condizione: quella di offrire un servizio che soddisfi le aziende produttrici e che non superi i costi per la sua realizzazione! (3)
(3)Halliday Resnick Krane, FISICA I, LTC, 2004

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L influenza dellambiente terrestre sui satelliti
I satelliti sono esposti anche allinfluenza dell ambiente terrestre intorno alla Terra. Un luogo dove avvengono particolari fenomeni che possono rappresentare un serio pericolo per gli apparati di bordo dei veicoli spaziali e per la vita degli astronauti impegnati in attivit di manutenzione in orbita. I principali elementi che influenzano i satelliti nell ambiente terrestre sono la termosfera, i campi gravitazionale emagnetico, i detriti spaziali e gli effetti perturbativi della Luna. Ognuno di essi si caratterizza con la propria fenomenologia e col tipo dinfluenza che hanno sulle navicelle spaziali. Termosfera. La termosfera una regione dellatmosfera terrestre che si estende tra i 90 e i 600 [Km] rispetto alla superficie della Terra. La termosfera composta da particelle di ossigeno, elio ed idrogeno, disposte in strati in funzione della loro massa. In generale, quanto pi grande la massa di una sostanza atmosferica, tanto pi tende a collocarsi negli strati atmosferici pi bassi (rispetto alla superficie terrestre)perch risente maggiormente dellinfluenza gravitazionale terrestre. Questultima predomina rispetto all agitazione termica del gas; il fenomeno che tende ad espandere il gas atmosferico al di fuori dellatmosfera terrestre disperdendolo nello spazio. Nella bassa termosfera presente il gas pi pesante ed abbondante di questarea, l ossigeno. Nell alta termosfera invece sono presenti idrogeno ed elio, due sostanze con massa inferiore rispetto all ossigeno che si concentrano intorno ai 600 [Km]. importante chiarire che i valori che delimitano questa regione di atmosfera non sono in realt cos definiti. In generale, a causa delle caratteristiche gassose dellatmosfera stessa, non possibile stabilire una quota di confine univoca con la quale rappresentare zone di atmosfera in cui avvengono certi comportamenti fisici. L atmosfera terrestre un sistema dinamico complesso e le grandezze termodinamiche con le quali si descrive il suo stato fisico cambiano continuamente. Questo significa che non possibile delineare intervalli di quote univoche per descrivere i fenomeni atmosferici. Se si pensa alle variazioni di volume, pressione e temperatura nelle diverse zone atmosferiche, o allintensit dei venti e ai flussi di aria calda e fredda, si pu comprendere come cambi continuamente il comportamento del gas e quello delle aree interessate da particolari fenomeni che avvengono allinterno. Nel caso della termosfera, i valori di 90 e 600 [Km], rappresentano soltanto i confini pi adeguati, in base all esperienza osservativa, con i quali si delimita una zona dell atmosfera terrestre dove avvengono un insieme di fenomeni naturali.

A quote superiori ai 1600 [Km] incominciano a farsi sentire gli effetti perturbativi del Sole e della Luna sul satellite, il cui mutuo effetto quello di cambiarne l orbita. E come se il satellite risentisse di una forza di richiamo che lo attrae verso il Sole e verso la Luna. Il secondo effetto dipende dalla forma della Terra. Questultima non una sfera perfetta ma in realt un geoide; ossia una superficie ellissoidale ottenuta considerando il livello medio dei mari. Questa particolare forma della Terra perturba l orbita percorsa da un satellite facendogli descrivere unorbita che ricorda la forma di una rosetta. Il terzo effetto legato alla presenza dellatmosfera terrestre. Il gas atmosferico, seppure rarefatto alle distanze alle quali orbitano i satelliti, costituisce un ostacolo il cui effetto quello di far perdere quota al satellite a causa della dissipazione di calore (quindi di energia) per attrito del satellite con laria. Pi il satellite vicino alla superficie terrestre, maggiore la densit dell atmosfera e quindi maggiore sar l attrito tra il satellite e il gas atmosferico. Se non si interviene con lausilio di piccoli razzi a bordo del satellite, il cui compito quello di riportarlo in quota, il satellite precipita sulla superficie terrestre percorrendo una traiettoria a spirale. L ultimo effetto legato all attivit del Sole. Il flusso della radiazione solare esercita una forza sulle pareti del satellite il cui effetto quello di deviarlo dallorbita iniziale. Nel corso dellanno, si verificano sul Sole particolari fenomeni noti come tempeste solari. Si tratta di flussi intensi di particelle che possono causare danni irreversibili sulla strumentazione del satellite. Per risolvere questo problema i tecnici a terra prendono delle precauzioni. Una di queste consiste nello spegnere la strumentazione del satellite per impedire alle particelle cariche del Sole di interferire elettricamente con gli apparati di bordo. A volte vengono ripiegati anche i pannelli solari per proteggere le celle da micro impatti di carica. 07 I quaderni del Campus 07 - Luglio 2011

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La presenza dell ossigeno atomico nella termosfera, influisce sul comportamento dei satelliti artificiali provocandone un abbassamento della quota orbitale e una riduzione del tempo vita, un tempo che indica la finestra temporale prevista per il funzionamento di un satellite. L ossigeno termosferico agisce da forza frenante che, se non contrastata, provoca la caduta di un satellite sulla Terra con una traiettoria a spirale. La maggiore concentrazione dell ossigeno termosferico si registra tra i 200 [Km] e i 400 [Km]. Per sopperire alle variazioni di quota, a causa delle sostanze presenti nella termosfera, vengono installati sui veicoli spaziali piccoli razzi ausiliari. Allinterno di essi vi un propellente che produce (attraverso la combustione) una forza in direzione opposta alla direzione della forza frenante dovuta ai composti della termosfera. Grazie ai razzi ausiliari il veicolo spaziale riceve la spinta necessaria per ritornare sulla quota stabilita e la sua attivit operativa riprende indisturbata fino a quando leffetto frenante dell atmosfera non abbassa nuovamente la quota nominale del satellite. Probabilmente molti lettori avranno sentito parlare dei cosiddetti satelliti usa e getta. Sono satelliti, per lo pi di provenienza militare, impiegati a basse quote per attivit di monitoraggio della superficie terrestre. L elevata concentrazione del gas atmosferico nella zona in cui operano, comporta l effettuazione di ripetute manovre per ristabilire l orbita nominale di questi satelliti. Se si pensa che la quantit di propellente per le manovre limitata da fattori economici e logistici, il tempo vita di questi satelliti usa e getta molto limitato. Di qui il loro nome. La temperatura della termosfera insieme alla densit ed alla composizione del gas in questa zona, sono le tre grandezze maggiormente influenzate dall attivit solare connessa allassorbimento dei raggi ultravioletti (emessi dal Sole) da parte del gas termosferico. Questi raggi altamente energetici ionizzano il gas della termosfera (fenomeno che consiste nella perdita di uno o pi elettroni negli atomi che costituiscono il gas) rendendolo non pi neutro ma carico elettricamente. Gli atomi di questo gas ionizzato impattano sulle pareti dei veicoli spaziali sprigionando energia sufficiente per alterare chimicamente le strutture dei satelliti. I pannelli solari possono risentire di un improvviso aumento di energia nei punti in cui si generano gli impatti al punto da compromettere il funzionamento delle celle dei pannelli solari dalla quale i satelliti attingono parte dell energia necessaria per il loro funzionamento. Sono noti casi di avarie, nel sistema software dei satelliti, causati da segnali di errore dovuti alla saturazione improvvisa delle celle dei pannelli solari causate da queste collisioni. Campo gravitazionale terrestre. Fin dall avvento dei satelliti artificiali si era a conoscenza delle discontinuit

del campo gravitazionale terrestre e degli effetti che esso comportava sul moto dei satelliti. Le conoscenze odierne si sono notevolmente evolute; oggi si in grado di determinare la distribuzione e l intensit del campo gravitazionale della Terra con buona accuratezza. La materia terrestre distribuita in strati: nucleo, mantello e crosta. Essi generano un campo di gravit che si manifesta attraverso una forza di richiamo, il cui effetto, quello di attrarre verso di s (in direzione del centro di massa della Terra) tutti i corpi: la Luna, le particelle dell atmosfera, gli esseri viventi, gli edifici terrestri, ecc. Il campo gravitazionale terrestre non uniforme; esso presenta discontinuit che dipendono da come si distribuita la massa della Terra fin dall epoca della sua formazione. I satelliti risentono del campo gravitazione della Terra e determinare con accuratezza l andamento di questo campo una parte critica nella fase di pianificazione di una missione spaziale, perch le variazioni incidono sul moto dei satelliti deviandone la traiettoria. Le deviazioni orbitali causate dalle anomalie gravitazionali della Terra si riflettono anche sulla pianificazione della telemetria, dellinseguimento e delle comunicazioni del satellite con i centri di controllo a terra. Il geoide terrestre, il risultato dellazione della forza centrifuga generata dalla rotazione della Terra che ne ha modellato la forma, schiacciandola ai poli e allungandola all equatore. In particolare, lo schiacciamento dei poli terrestri, fa s che i satelliti cambino la loro traiettoria spostandoli verso ovest e conferendo al piano dellorbita un moto angolare di precessione retrogrado. Queste considerazioni rivestono un ruolo importante per i modelli matematici impiegati nella pianificazione dei progetti spaziali. Campo magnetico. Il campo magnetico terrestre influenza fortemente lambiente della Terra e dello spazio. Esso interviene su diversi fenomeni: intrappola le particelle cariche di alta energia, regola il moto dei plasmi e delle correnti elettriche. Il campo magnetico della Terra proviene da due fattori naturali. Il maggiore contributo (circa il 99%) dovuto alle correnti elettriche delle particelle presenti allinterno della Terra; il loro moto genera un campo magnetico che si propaga fin sulla superficie terrestre. Il secondo contributo dovuto alle correnti elettriche presenti nella magnetosfera, la regione pi esterna dellatmosfera terrestre dove il campo magnetico terrestre intrappola le particelle altamente energetiche che provengono dal Sole e da regioni remote della galassia. Il moto delle particelle cariche in un campo magnetico segue delle traiettorie elicoidali che si avvolgono su cilindri immaginari i cui assi sono le linee di forza del campo. Le particelle non collidono direttamente sulla superficie terrestre ma vengono catturate dal campo. importante sottolineare il fatto che i campi magnetici, insieme ai campi elettrici, sono alla base dei fenomeni

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Nelle orbite ad alta quota, come quelle dei satelliti geostazionari, l atmosfera pi rarefatta e i satelliti non pi funzionanti restano vagabondi cosmici per molto tempo. I problemi legati alla presenza dei detriti spaziali sono essenzialmente due. Il primo implica la possibilit di collisioni dei detriti spaziali con i satelliti operativi; le velocit con le quali orbitano i satelliti e i detriti sono molto elevate (migliaia di [Km/h]) ed un eventuale impatto libera molta energia provocando seri danni alle strutture dei satelliti. Questo possibile scenario si gi trasformato in realt quando un satellite francese ha colliso con un pezzo del lanciatore Ariane provocando danni strutturali ed una cambiamento dell orbita del satellite. Anche lo Space Shuttle vittima di questi detriti spaziali. Per limitare i danni provenienti dagli impatti (molto frequenti durante le missioni) la navetta viene ruotata di 90 in modo che la pancia dello Shuttle faccia da scudo contro i detriti. Tuttavia, anche altre parti dello Shuttle sono vittime di crateri d impatto dovuti ai frammenti spaziali. Prima di essere nuovamente impiegata la navetta viene riparata e le parti meccaniche danneggiate dalle collisioni vengono sostituite.Il secondo problema che questi detriti man mano che vengono rilasciati occupano delle orbite intorno alla Terra proprio come accade per i satelliti, impedendo pertanto la possibilit dinserirne dei nuovi in prossimit di queste orbite. Questo perch a causa delle perturbazioni gravitazionali i pezzi dei detriti spaziali sono soggetti a variazioni delle proprie orbite; essi cambiano quota, inclinazione e velocit. I detriti costituiscono un serio pericolo perch, vagando nello spazio intorno alla Terra privi di controllo, costituiscono una minaccia per i veicoli spaziali. Negli ultimi anni in corso una intensa attivit di localizzazione e catalogazione dei detriti spaziali attraverso specifiche campagne di monitoraggio. Oggi si conoscono le orbite di migliaia di frammenti orbitanti intorno alla Terra e le tecniche per individuarli si evolvono per assicurare la catalogazione di un numero sempre maggiore di questi oggetti. Oltre all individuazione c anche uno studio finalizzato alla determinazione delle evoluzioni orbitali causate dagli effetti perturbativi della Terra. Particolare importanza rivestono i propagatori orbitali, software specifici che calcolano le posizioni future di questi oggetti nel tempo. I cacciatori di frammenti spaziali lavorano per migliorare i modelli gravitazionali e perturbativi a cui obbediscono questi oggetti e soprattutto per conoscere l entit dei danni, sia meccanici che dinamici, quando i frammenti collidono con i veicoli spaziali, liberando altri detriti. Oggi si presta molta attenzione a questi oggetti in vista della costruzione della Stazione Spaziale Internazionale, il complesso orbitante destinato a ricerche scientifiche e tecnologiche. L individuazione precisa della spazzatura cosmica, presente nei dintorni della Stazione Spaziale, eviter seri problemi che potranno

elettromagnetici che osserviamo in natura. Le oscillazioni di questi due campi generano delle onde, le onde elettromagnetiche che permeano luniverso. La luce del Sole, i raggi X, gamma, le onde radio sono onde elettromagnetiche generate dallinterazione di campi elettrici e magnetici. Linsieme di queste onde costituisce lo spettro elettromagnetico della radiazione. La presenza del campo magnetico influenza le strutture dei satelliti. Le particelle cariche (provenienti dal Sole e dalla galassia) intrappolate dal campo magnetico terrestre, interagiscono con i satelliti artificiali producendo collisioni che possono determinare avarie con la strumentazione di bordo. Questultima la parte pi delicata che risente maggiormente di questo fenomeno e gli apparati di cui composta possono essere seriamente danneggiati. Per impedire interferenze dovute alle collisioni di queste particelle, soprattutto durante le tempeste solari (fenomeno connesso ad una intensa attivit solare che di tanto in tanto bombarda latmosfera terrestre con un flusso di particelle cariche emesse dal Sole), la strumentazione di bordo dei satelliti viene disattivata. In questi casi il funzionamento dei satelliti interdetto fino a quando le tempeste solari non diminuiscono dintensit. Detriti spaziali. Fin dal lancio del primo satellite artificiale lo spazio intorno alla Terra ha iniziato a popolarsi di detriti spaziali. Con questo termine si indicano in generale: tutti gli scarti che si accumulano durante le fasi di lancio di un veicolo spaziale; i satelliti non pi operativi; gli oggetti abbandonati nel corso delle attivit extraveicolari degli astronauti. Quando un razzo inserisce in orbita un satellite rilascia nello spazio le sue parti non pi utilizzabili. Un razzo costituito da componenti (stadi) contenenti il propellente impiegato per fornire la spinta necessaria per collocare un satellite nello spazio. Man mano che il carburante diminuisce (a causa della combustione), gli stadi che lo contengono vengono espulsi per alleggerire la struttura che ospita il satellite. L espulsione degli stadi di un razzo avviene mediante linnesco di particolari congegni che rilasciano nello spazio perni e bulloni (impiegati per il collegamento degli stadi dei razzi) ed insieme agli stadi abbandonati, costituiscono una parte dei detriti spaziali. Insieme a questi residui cosmici, si aggiungono i satelliti stessi. Al termine della loro vita operativa, nella maggior parte dei casi non superano i cinque anni, i satelliti artificiali restano orbitanti intorno alla Terra per un tempo che dipende dalla quota sulla quale sono stati collocati. Se la densit dellatmosfera nelle zone interessate dalla presenza dei satelliti consistente, essa provveder alla distruzione degli stessi (per attrito con l atmosfera) durante la loro caduta sulla Terra.

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I quaderni del Campus 07 - Luglio 2011

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verificarsi a causa degli impatti con le strutture dei moduli abitativi dove sono impiegati gli astronauti. Purtroppo il soccorso spaziale molto difficile da realizzare, sia per costi proibitivi, sia per problemi logistici intrinseci del soccorso stesso. Pertanto la possibilit di preservare lintegrit dei moduli abitativi e quindi degli astronauti dipender in gran parte dallindividuazione dei frammenti che orbitano insieme ai veicoli spaziali. La Luna. Un satellite artificiale che orbita ad una altezza superiore ai 1600 [Km] risente delle perturbazioni indotte dalla Luna. I satelliti geostazionari sono maggiormente influenzati da essa perch orbitano ad altezze maggiori, circa 36000 [Km] e quindi pi vicine al nostro satellite naturale. Le perturbazioni della Luna nel sistema Terra satellite conducono alla risoluzione di un problema classico di meccanica celeste noto come problema dei tre corpi che consiste nel determinare le posizioni e le velocit dei tre corpi: Terra, Luna e satellite. Senza entrare nei dettagli matematici di questo problema si osserva che, se allinizio l orbita di un satellite quasi circolare e poco inclinata sul piano del corpo perturbatore (ad esempio la Luna), le variazioni dinclinazione ed eccentricit dell orbita resteranno piccole; l orbita stabile e resta poco inclinata. Per satelliti inclinati di circa 90 l evoluzione dell orbita del tutto differente. L orbita, inizialmente circolare, tende a variare la sua eccentricit mentre il suo semiasse maggiore resta immutato. L aumento di eccentricit fa s che l orbita del satellite incontri la superficie del globo intorno al quale orbita. Un caso famoso stato quello del satellite lunare russo Lunik che precipit sulla Luna come previsto dalla teoria della meccanica celeste (la sua orbita era inclinata di circa 90!) dopo poche rivoluzioni. In quegli anni non erano ancora note le implicazioni di questi calcoli sul moto delle sonde interplanetarie, ma grazie allavvento dell era spaziale, molti ricercatori investigarono meglio questi problemi di meccanica celeste. Oggi possibile inviare sonde spaziali ben pi lontano della Luna raggiungendo gli obiettivi di atterraggio con estrema precisione.(4)
(4) James R. Wertz and Wiley J. Larson, SPACE MISSION ANALYSIS AND DESIGN, Third Edition, Microcosm and Kluwer, 1999

Tipi di orbite
Le caratteristiche che distinguono lorbita di un satellite sono la sua forma, che pu essere circolare o ellittica, la quota, il verso di percorrenza, orario/antiorario e linclinazione, variabile tra 0 e 180 rispetto all equatore terrestre. Generalmente viene adottata la seguente classificazione per le orbite, in base al tipo di servizio che svolgono i satelliti: TIPO DI ORBITA INTERVALLO DI QUOTA L.E.O.(Low Earth Orbit) < 2000 [Km] M.E.O.(Medium Earth Orbit) 2000 10000 [Km] G.E.O.(Geostationary Equatorial Orbit) 35800 [Km] Vediamo alcuni esempi dei tipi di orbite utilizzate dai satelliti. I satelliti impiegati nello studio del buco dell ozono, il cui effetto si manifesta maggiormente ai poli, dovranno necessariamente

sorvolare le calotte polari. Quindi l inclinazione dell orbita sar di 90. Quanto all altezza, essa dovr essere un orbita L.E.O. per permettere di fotografare da distanza ravvicinata gli strati atmosferici dei poli oltre che permettere la misura di certe grandezze fisiche, come ad esempio la temperatura, variazioni dello spessore atmosferico, lestensione delle nevi e dei ghiacciai, l analisi del moto dei sistemi nuvolosi ecc. Anche i satelliti militari del tipo spia operano su orbite L.E.O. a circa 650 [Km] di altezza sulla superficie terrestre. Essi sono muniti di potenti sistemi ottici riflettori e di sofisticate macchine fotografiche per lo studio di particolari aree geografiche, come ad esempio quelle interessate da conflitti bellici. Il loro impiego finalizzato allo spionaggio elettronico, ottico e radar. Un altra categoria di satelliti con orbita polare quella dei satelliti per il telerilevamento. La loro inclinazione di 98. Questo valore fa s che questo tipo di satellite sia eliosincrono rispetto al piano dellequatore terrestre, cio il satellite sorvola una data latitudine sempre alla stessa ora. Le orbite eliosincrone sono utili per i satelliti che fotografano quotidianamente determinate aree del pianeta, sempre nelle stesse condizioni di illuminazione. Le orbite M.E.O. sono utilizzate principalmente da satelliti impiegati in servizi di navigazione e telecomunicazione, ad esempio i GPS (Global Position System). Questi satelliti compiono un orbita intorno alla Terra in 12 ore emettendo costantemente un segnale. Quest ultimo viene captato dai ricevitori installati a bordo di aerei e navi che forniscono la loro posizione con un approssimazione di qualche metro. Le orbite G.E.O. permettono al satellite di ruotare con la stessa velocit angolare della Terra, quindi compiono un giro completo intorno alla Terra nello stesso tempo in cui la Terra compie un giro completo intorno al proprio asse, cio in 24 ore. Questo significa che la posizione relativa del satellite, rispetto alla superficie del pianeta, resta costante. I satelliti televisivi e quelli meteorologici popolano questo tipo di orbita. Il motivo principale legato allo loro posizione che resta sempre la stessa su una determinata area, consentendo rispettivamente di inviare costantemente i segnali televisivi sullarea interessata e di monitorare quotidianamente un area geografica sullo stato della copertura nuvolosa. Un ultima categoria di orbite sono quelle impiegate dalle sonde spaziali interplanetarie. Molti lettori ricorderanno le famose sonde lunari che permisero, grazie ad un accurata cartografia e allanalisi delle caratteristiche fisiche, chimiche e geologiche, lo sbarco sulla Luna. La ricaduta tecnologica di quelle esplorazioni comport notevoli sviluppi in tutti i campi della ricerca e nella nostra vita quotidiana. Basti pensare ai computer, ai materiali per l edilizia, ai tessuti, ai prodotti chimici, alle tecniche di conservazione alimentare ecc. Meritano di essere ricordate anche le sonde Voyager I e II che rivoluzionarono lo studio della planetologia rivelandoci mondi nuovi con caratteristiche bizzarre e comportamenti sorprendenti, oltre a farci comprendere alcuni aspetti legati alla formazione del sistema solare e alla nascita della vita sulla Terra. Luglio 2011- 07 I quaderni del Campus 10