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D.Magni - Corso di Sistemi Catastali a.a.

2004/2005

Il Nuovo Catasto Terreni

Il Nuovo Catasto Terreni

Introduzione
Il Nuovo Catasto Terreni (N.C.T.) stato istituito con la Legge Messedaglia o della perequazione fiscale (L.3682/1886); per questa legge e per tutti i provvedimenti legislativi che lo hanno caratterizzato si rimanda alle dispense precedenti. Qui si vogliono ricordare come il N.C.T. stato definito nella Legge Messedaglia, ossia - rustico, - geometrico, - particellare, - fondato sulla misura e sulla stima1, non probatorio2,

Cfr. Dispensa L1 (Storia del catasto) pagg. 20 (riferimento allanno 1886) e 22 (2 riferimento allanno 1939). 2 Cfr. Dispensa L1 (Storia del catasto) pagg. 28-30. - 1 / L3 -

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e la definizione di particella catastale, che : una porzione di terreno3 continua, appartenente ad un unico Comune, appartenente ad un unico proprietario, avente ununica destinazione produttiva con un unico livello di produttivit. Viene denominato fondo, invece, una particella che abbia come confini di propriet linee

stabili e precise o linee destinate a diventare confini determinate con un precedente tipo di frazionamento (fondo potenziale). Non sono fondi, invece, le particelle delimitate da linee
dividenti di qualit e classi, per loro natura labili.

Le fasi del N.C.T.


La realizzazione del N.C.T., come visto, stata iniziata subito dopo lemanazione della Legge Messedaglia e quindi a partire dal 1886. Nonostante questo, per, le fasi con le quali un catasto viene realizzato sono state definite per legge soltanto nel 1931, attraverso il Testo Unico sul Catasto (R.D. 1572/1931); esse sono, nellordine: -

la formazione, lattivazione, e la conservazione.

La fase di formazione linsieme di tutte le operazioni necessarie alleffettiva costruzione del catasto, lattivazione corrisponde allentrata in vigore degli atti realizzati durante la
In questa definizione la particella catastale viene intesa come lunit minima del catasto terreni e quindi come una porzione di terreno. Nella definizione data precedentemente (cfr. disp.L1, pag.4), invece, la particella era intesa porzione di bene immobile in generale e quindi riferibile tanto al catasto terreni quanto al catasto fabbricati. Dora in poi si utilizzer il termine particella per indicare lunit fondamentale del N.C.T.; parallelamente verr introdotta lunit immobiliare urbana (U.I.U., cfr. disp.L4) come unit fondamentale del Catasto dei Fabbricati. - 2 / L3 3

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formazione e la conservazione, infine, corrisponde alla fase matura del catasto e ha lo scopo di tenere sempre aggiornati gli atti, tramite le volture quando i mutamenti interessano le persone e tramite le verifiche periodiche o straordinarie (giri di conservazione), quando i mutamenti interessano i beni accatastati e/o i loro redditi. Quando viene istituito un nuovo catasto con lo scopo di sostituire in toto un catasto precedente, il vecchio catasto resta in vigore finch quello nuovo non entra in conservazione e quindi durante tutte le fasi di formazione e attivazione; quando il nuovo catasto entra in conservazione, quello vecchio perde validit e viene trasferito agli Archivi di Stato. Nel caso della provincia di Como, ad esempio, lentrata in conservazione del N.C.T. ha fatto s che il Catasto Teresiano e il Catasto del Regno Lombardo-Veneto venissero trasferiti allArchivio di Stato di Como4.

Formazione del N.C.T.


La fase di formazione del Nuovo Catasto Terreni ha visto succedersi le seguenti operazioni:

1. OPERAZIONI PRELIMINARI
Delimitazione Terminazione

2. OPERAZIONI DI RILIEVO TOPOGRAFICO


Triangolazione Poligonazione e rilievo di dettaglio Formazione delle mappe e calcolo della superficie delle particelle

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3. OPERAZIONI ESTIMATIVE
Qualificazione Classificazione Classamento Determinazione delle tariffe destimo

4. PUBBLICAZIONE

1. Operazioni preliminari
Le operazioni preliminari precedono il rilevamento topografico e servono per identificare con esattezza la particella da rilevare. Allinterno di un singolo Comune, con la delimitazione viene fatta la ricognizione del confine comunale, delle propriet comprese nel Comune, delle particelle costituenti ogni propriet.

Viene dunque fatto lesame di tutte le linee di confine di pertinenza catastale comprese nel Comune ed in particolare anche di quelle in contraddittorio con le parti interessate. La terminazione consiste nel porre dei termini lapidei lungo le linee di confine quando queste non risultino evidenti. Essa era nata con lintento di dare effetto giuridico (probatoriet) alle suddivisioni catastali ed era effettuata in presenza dei proprietari, ai quali spettava il compito di segnalare le linee di confine e di assumersi le spese delle operazioni di terminazione. Fino al 1897, anno in cui venne definitivamente lasciato decadere ogni tentativo di dare probatoriet al catasto, veniva redatto dal tecnico catastale, in presenza delle parti confinanti, un verbale di terminazione.
LArchivio di Stato di Como (via Briantea 8, 22100 Como - Tel/fax: 031 306363), raccoglie, oltre al resto, gli atti degli antichi catasti Teresiano e del Regno Lombardo-Veneto relativamente al territorio delle province di Como e Lecco. - 4 / L3 4

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Dal 1897 in poi la terminazione venne pressoch abbandonata e rimase in essere la sola delimitazione. Le linee utilizzate per la delimitazione delle particelle sono costituite da: confini di Comune; confini di propriet; accidentalit permanenti del terreno; corsi dacqua, canali, muri, strade, ferrovie; siepi, segni di croce su roccia, termini lapidei; linee che segnano il cambiamento di qualit, coltura e/o classe di produttivit.

2. Operazioni di rilievo topografico


Le operazioni di rilievo topografico definiscono il carattere geometrico del catasto, dandone una rappresentazione geotopocartografica corretta. 2.a Triangolazione La triangolazione si appoggia alla rete di triangolazione nazionale dellIstituto Geografico Militare Italiano (I.G.M.I.) ed in particolare ai vertici di ordine I, II e III. I vertici del IV ordine, invece, non sono stati direttamente utilizzati in fase di formazione perch troppo poco precisi per le esigenze del catasto. In realt essi furono rideterminati ed utilizzati come sede di punti trigonometrici catastali. Alla fine delle operazioni di triangolazione si ottenuta una rete di punti trigonometrici, ognuno con una propria monografia, a distanza di circa 1,8 km e negli ordini di rete, sottorete e dettaglio. In data attuale, per, circa il 60% dei trigonometrici determinati in fase di formazione del catasto andato disperso a causa dellantichit delle operazioni di triangolazione e dei manufatti che materializzano i vertici.

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2.b Poligonazione e rilievo di dettaglio Con i soli punti trigonometrici era impossibile effettuare rilevamenti particellari di dettaglio, a causa delleccessiva larghezza della maglia della rete; vennero pertanto realizzate poligonali di appoggio. Nei primi decenni della formazione del catasto le operazioni di poligonazione e di rilievo di dettaglio erano svolte in due fasi successive, utilizzando rispettivamente il metodo tacheometrico ed il metodo degli allineamenti e squadri. In seguito si pass ad una fase unica di rilievo, nella quale tanto la poligonazione quanto il rilievo di dettaglio erano realizzati con il metodo celerimetrico. 2.c Formazione delle mappe e calcolo della superficie delle particelle Una volta rilevati in sito gli elementi da inserire nel catasto, si passava alla loro rappresentazione cartografica, che avveniva secondo la procedura seguente. A) Su fogli di carta forte veniva inizialmente disegnato a colori il reticolato parametrico, rappresentante le coordinate piane ortogonali (ascisse e ordinate) del sistema di rappresentazione cartografico adottato. I sistemi di rappresentazione cartografica utilizzati per il Catasto Italiano sono: CASSINI-SOLDNER (C.S.) GAUSS-BOAGA (G.B.), per legge unico sistema da utilizzarsi a partire dal 1941 ma in realt attivato solo nel 1955. Da questa data ogni trigonometrico catastale in C.S. ha anche le corrispondenti coordinate in G.B. B) Disegno sul foglio della mappa originale dimpianto e della matrice, dalla quale si ricavano ancora riproduzioni destinate alle esigenze della conservazione (aggiornamenti, visure, ecc). Dopo la creazione della matrice, le mappe generali dimpianto vengono sottratte alluso corrente, per il quale sono impiegate le copie ottenute dalla matrice. C) Calcolo della superficie delle particelle. Data la superficie di un singolo foglio di mappa, a sua volta suddivisa in particelle (comprese strade e acque), vengono eseguite, in fase di formazione, le seguenti operazioni:

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a) Calcolo della superficie dellintero foglio di mappa, da parte di due operatori distinti O1 e O2, che ottengono due valori differenti S1 e S2. b) Confronto tra le superfici ottenute e calcolo della superficie media: se |S1-S2|<, (1)

con tolleranza fissata dalla normativa vigente, la superficie del foglio sar
S= S1 + S2 2

(2)

altrimenti si ripetono le misure finch la disuguaglianza (1) non verificata. La superficie S cos ottenuta detta superficie devessere. Con laggettivo devessere si intende, in gergo catastale, un dato invariabile a cui tutti gli altri dati omologhi devono adeguarsi. Il calcolo della superficie devessere secondo la modalit vista basato sul metodo del confronto (per la (1)) e della media (per la (2)). c) Calcolo della superficie Pi di ogni singola particella con il metodo del confronto e della media:
Pi = Pi1 + Pi2 2
n

(3)

d) Calcolo della somma SP delle superfici delle n particelle appartenenti al foglio:

SP =

P
i =1

(4)

e) Calcolo dello scarto tra SP e superficie devessere (sbilancio):

R = SP - S

(5) (6)

Lo sbilancio per unit di superficie :

rP = R / SP = (SP - S) / SP

f) Ripartizione dello scarto sulla superficie delle particelle:

PiN = Pi + rP Pi = ( rP + 1 ) Pi (7)
Con la (7) lo sbilancio R viene ripartito in modo proporzionale sulle superfici Pi delle singole particelle: per ogni particella, alla superficie Pi viene aggiunta la quantit rPPi, che corrisponde alla parte di sbilancio che compete a quella particella. La superficie PiN che cos si ottiene detta superficie catastale o, pi propriamente,

superficie nominale. Ad essa si contrappone la superficie reale PiV, che la


superficie effettiva sul territorio della particella; in generale si ha che PiN PiV .
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3. Operazioni estimative
Per ogni singolo Comune o zona censuaria vengono eseguite le seguenti operazioni estimative: a) b) c) d) e) Operazioni preliminari Qualificazione Classificazione Classamento Determinazione delle tariffe destimo

Di queste solo il classamento viene aggiornato di frequente in fase di conservazione; le altre, invece, sono aggiornate solo raramente tramite disposizioni di legge o decreti ministeriali. Il fine ultimo di queste operazioni la determinazione dei redditi per unit di superficie (ha o m2), sui quali poi basare il prelievo fiscale.

3.a Operazioni estimative preliminari


La prima operazione effettuata in fase di formazione del N.C.T. stata la suddivisione del territorio nazionale in 300 circoli censuari, ossia settori aventi condizioni economicoagrarie, topografiche e geologiche affini. Allinterno di ogni circolo censuario sono stati poi definiti dei Comuni studio espressivi delle qualit di coltura predominanti nel circolo ed eventualmente dei Comuni sussidiari per le qualit di coltura mancanti nel Comune studio. Nei Comuni studio e sussidiari vengono effettuate indagini e operazioni estimative accurate e diffuse, mentre negli altri Comuni del circolo censuario vengono effettuati collegamenti tra le qualit e le classi definite nei Comuni studio e sussidiari e quelle da definire per confronto nei Comuni da collegare. Oltre ai circoli censuari e ai Comuni sono presenti anche le zone censuarie, cio particolari suddivisioni del territorio aventi caratteristiche uniformi in termini di qualificazione e classificazione. Di solito una zona censuaria coincide con un singolo

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Comune; in altri casi, invece, ci possono essere Comuni ripartiti in pi zone censuarie o zone censuarie che raggruppano pi Comuni.

3.b Qualificazione
Questoperazione consiste nello stabilire le varie tipologie di coltura presenti in ciascun Comune o zona censuaria, secondo una griglia di 30 diversi tipi di coltura, chiamati

qualit.
Il rilievo delle qualit di coltura deve basarsi su condizioni e circostanze aventi carattere di ordinariet e permanenza: non sono quindi accettate situazioni straordinarie (come alluvioni) o transitorie (come periodi di manutenzione superiore o inferiore alla norma). La nomenclatura da utilizzarsi per la definizione delle qualit devessere quella della direzione generale del Catasto, salvo aggiunte consentite in via eccezionale in caso di colture particolari e specifiche di un dato luogo. Si distinguono tre tipi di qualit: -

qualit di suolo, se la parte di soprassuolo trascurabile (esempi: seminativo, prato,


pascolo);

qualit di soprassuolo, se la parte di suolo trascurabile (esempi: oliveto,


castagneto da frutto, bosco ceduo);

qualit mista o di suolo arborato, se n la parte di suolo n quella di soprassuolo


sono trascurabili (esempi: prato arborato, seminativo arborato, pascolo arborato).

Lelenco riportato nelle due pagine successive presenta le 30 qualit di coltura definite dalla direzione generale del Catasto. Oltre alle qualit, in fase di qualificazione vengono definite anche le destinazioni, per le quali non sono previste le operazioni estimative successive (classificazione, classamento, determinazione delle tariffe). Le destinazioni vengono utilizzate per la qualificazione di: a) aree di fabbricati urbani, opifici e fabbricati rurali con le loro dipendenze; b) aree di fabbricati destinati al culto; c) cimiteri, parchi e viali delle rimembranze; d) aeroporti, campi di aviazione, fortificazioni militari; e) cave, miniere, torbiere, saline, laghi e stagni per pesca; f) alvei di fiumi, laghi, stagni, spiagge, rocce nude, ghiaie, sabbie;
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g) aree di immobili di propriet dello Stato sottratti alla produzione per pubblico servizio (strade, piazze, ponti senza pedaggio) h) canali maestri per la condotta delle acque.

Le 30 qualit di coltura (1a parte)


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Le 30 qualit di coltura (2a parte) Le 30 qualit di coltura (2a parte)


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3.c Classificazione
Insieme alla qualificazione viene effettuata anche la classificazione, che consiste nel suddividere ogni qualit di coltura in classi corrispondenti ai livelli di produttivit. Questultima dipende da fattori agronomici, topografici ed economici che hanno incidenza sul reddito. Per le qualit di tipo suolo e soprassuolo sono previste al massimo 5 classi, che devono differire almeno del 20% in reddito. Per le qualit di tipo misto, invece, si assegna alla parte di suolo una classe provvisoria e alla parte di soprassuolo un grado (per un massimo di tre gradi per classe), stabilendo in seguito la classe definitiva. Per ogni qualit, classe e grado viene individuata una particella tipo, cio una particella che, in condizioni di terreno uniforme e di ordinaria e duratura coltivazione, rappresenti quei particolari qualit, classe e grado. Una volta terminate le analisi di qualificazione e di classificazione nelle particelle tipo viene compilato un quadro (o prospetto) di classificazione del Comune (o della zona censuaria), contenente lelenco delle qualit e delle classi presenti nel Comune (o zona censuaria) e la descrizione delle particelle tipo da utilizzarsi per classare le altre particelle del Comune (o zona censuaria).

3.d Classamento
Loperazione di classamento viene effettuata direttamente sul posto e consiste nellattribuire ad ogni particella del territorio comunale (o della zona censuaria) la qualit e la classe che le competono. Le particelle sono classate attraverso il quadro di classificazione del Comune (o della zona censuaria), secondo la coltura e la destinazione che si ha al momento del classamento e in condizioni di ordinaria e duratura coltivazione.

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3.e Determinazione delle tariffe


La determinazione delle tariffe lultima operazione estimativa ad essere effettuata. La tariffa il reddito imponibile unitario, cio per unit di superficie (ha o m2); in particolare vengono determinati5, relativamente ad ogni qualit e classe di ogni Comune o zona censuaria: la tariffa di reddito dominicale, cio la parte dominicale del reddito annuo medio ordinario, per unit di superficie (ha o m2), al momento della formazione o della revisione;

- la tariffa di reddito agrario, cio la somma media annua ordinaria dellinteresse del
capitale di esercizio e del compenso al lavoro direttivo, per unit di superficie (ha o m2). La determinazione delle tariffe viene fatta tramite analisi economiche su aziende studio

ordinarie, scelte nel Comune studio (o sussidiario) in modo da rappresentare le qualit e


le classi presenti. Questa determinazione analitica delle tariffe viene effettuata soltanto per le aziende tipo e i Comuni studio (o sussidiari); in tutti gli altri casi si utilizzano le scale di merito e le scale di collegamento. Le scale di merito, formate in ogni Comune o zona censuaria, indicano, per ogni qualit e classe, un numero di merito, in una scala decrescente a partire da 100 (qualit e classi migliori). Le scale di collegamento permettono di collegare il merito di qualit e classi di un Comune (o zona censuaria) con le corrispondenti qualit e classi del Comune studio (o sussidiario) e dei Comuni (o zone censuarie) limitrofi gi visitati (cio gi sottoposti a collegamento e determinazione delle tariffe). Lattribuzione degli estimi, infine, consiste, per ogni particella, nel moltiplicare la superficie per ciascuna delle due tariffe determinate. Il reddito imponibile si ottiene quindi dalla somma del reddito dominicale e del reddito agrario.

In virt della Seconda Revisione Generale del Catasto (L.976/1939), cfr. Dispensa L1 pag. 22. - 13 / L3 -

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Il reddito dominicale6, che attribuibile alla propriet, si calcola tramite la formula:

Rd = Plv (Qagr + Sv + Sa + St + Ice + Qfond)


Il reddito agrario, che attribuibile allimprenditore agricolo, dato da:

(7)

Ra = StLD + Ice
I termini presenti nella (7) e nella (8) sono:

(8)

Ra = reddito agrario, Rd = reddito dominicale, Plv = produzione lorda vendibile, Qagr = quote sul capitale agrario, Qfond = quote sul capitale fondiario, Sv = spese varie di produzione, Sa = salari, St = stipendi, StLD = compenso per il lavoro direttivo, Ice = interesse sul capitale di esercizio.

In base a quanto visto finora, possibile definire, per ogni particella, le corrispondenti
caratteristiche censuarie, che sono:
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la superficie, la qualit (o la destinazione), la classe, la tariffa dominicale e la tariffa agraria, il reddito dominicale e il reddito agrario, i simboli di deduzione fuori tariffa e le annotazioni 7.

Il reddito dominicale era lunico ad essere considerato fino alla Seconda Revisione Generale del Catasto (1939). 7 I simboli di deduzione fuori tariffa e le annotazioni riportano le deduzioni a cui sono sottoposte le tariffe in caso di spese necessarie per opere permanenti di difesa, scolo, bonifica, irrigazione, ecc... - 14 / L3 -

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4. Pubblicazione
Una volta terminate le operazioni precedenti, i dati catastali rilevati vengono esposti per 60 giorni (prolungabili di altri 60 giorni dal competente ufficio del Catasto) allalbo comunale e possono essere sottoposti a tutti i possibili ricorsi da parte di privati cittadini o della commissione censuaria comunale istituita in fase di formazione. In particolare, vengono esposti allalbo: la mappa particellare (sia il quadro dunione sia tutti i singoli fogli di mappa); la tavola censuaria, che riporta le singole particelle in ordine numerico progressivo con relativa superficie, qualit, classe e redditi agrario e dominicale; lestratto partitario, con le particelle che compongono ogni ditta catastale; il quadro generale, con tutte le qualit, classi e tariffe; le schedine di collegamento con il N.C.E.U..

Una volta presa visione degli atti esposti, possono essere segnalati gli errori commessi durante la formazione e, se effettivamente accertati, corretti (liter di esame delle segnalazioni di 30 giorni, eventualmente prolungati di altri 30 giorni in caso di ricorso in appello agli Uffici Provinciali del Catasto). Dopo le eventuali correzioni a conclusione del periodo previsto per la pubblicazione allalbo, gli atti vengono ritirati e successivamente attivati.

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Attivazione del N.C.T.


Dopo i rilievi eseguiti in fase di formazione e le correzioni dovute alla pubblicazione, con la fase di attivazione si procede al definitivo allestimento degli atti catastali. Quando il N.C.T. venne attivato, gli atti previsti erano: la mappa particellare, la tavola censuaria, il registro delle partite, lo schedario dei possessori, il prontuario dei numeri di mappa.

Con lattivazione del sistema meccanografico per la conservazione8, gli atti ufficiali del Catasto vennero ridotti a quattro, ossia: la mappa particellare, lelenco o schedario delle particelle (che sostitu la tavola censuaria), il registro o schedario delle partite, la matricola o schedario dei possessori.

Prima di entrare nel dettaglio della descrizione degli atti catastali, occorre dare alcune definizioni relative a tematiche catastali e di diritto civile. Si parla di diritti reali9 quando ci si riferisce a diritti esercitati da enti o da persone, fisiche o giuridiche, su beni o cose. Le persone costituiscono i soggetti del diritto, i beni gli oggetti del diritto. Segue un elenco dei diritti reali di interesse catastale:

Propriet: possibilit di godere e di disporre dei beni in modo pieno ed esclusivo,


entro i limiti e con losservanza degli obblighi stabiliti dallordinamento giuridico.

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In virt del D.P.R. 650/1972. Dal latino res, cosa. - 16


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Comunione: quando la propriet spetta a pi persone in quote uguali; il concorso dei


partecipanti, tanto nei vantaggi quanto negli svantaggi della comunione, si presume uguale.

Condominio: caso simile alla comunione, ma riferito alle parti comuni di un


condominio, inteso come edificio.

Possesso: avere potere su un bene che si manifesta corrispondente allesercizio della


propriet o di un altro diritto reale; si presume il possesso in colui che esercita il potere di fatto, quando non si prova che ha cominciato ad esercitarlo semplicemente come detenzione.

Usufrutto: lusufruttuario ha il diritto di godere della cosa, ma deve rispettarne la


destinazione economica. Pu trarre dalla cosa ogni utilit che questa pu dare. Lusufrutto non mai maggiore della vita dellusufruttuario e per le persone giuridiche mai superiore a 30 anni.

Uso: chi ha il diritto duso di una cosa pu servirsene e, se fruttifera, pu


raccoglierne i frutti per quanto occorre ai bisogni suoi e della sua famiglia; i bisogni sono da valutare in funzione della condizione sociale. La differenza tra uso e usufrutto sta proprio nel fatto che chi gode del diritto duso pu godere del frutto solo per lo stretto necessario al suo sostentamento; lusufruttuario, invece, pu trarre da esso ogni utilit che pu dare.

Diritto di superficie: il proprietario pu costituire il diritto di fare e di mantenere al di


sopra del suolo una costruzione a favore di altri che ne acquista la propriet. Pu anche alienare la propriet della costruzione esistente, separatamente dalla propriet del suolo.

Enfitusi: lenfituta ha gli stessi diritti del proprietario sui frutti del suolo, del
sottosuolo e delle sue utilizzazioni. Lenfiteuta ha lobbligo di migliorare il fondo e di pagare un canone (in denaro o in quantit di prodotto) al proprietario. Lenfiteusi pu essere perpetua o temporanea, ma mai inferiore a 20 anni. Nelle scritture catastali non sono invece tenute in evidenza le servit prediali, che sono pesi imposti sui fondi per lutilit di altri fondi appartenenti a un altro proprietario (ad esempio: servit di passaggio o di acquedotto).

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In gergo catastale i soggetti di un diritto vengono chiamati intestati o, in modo meno appropriato, possessori. Quando uno o pi intestati sono titolari degli stessi diritti reali pro indiviso su uno o pi immobili, costituiscono una ditta catastale. Si parla di ditta individuale o collettiva a seconda che sia costituita da uno o pi intestati. Si parla di partita catastale quando ci si riferisce allinsieme di una ditta e delle particelle intestate a quella ditta. Loperazione con la quale una o pi particelle vengono intestate a una ditta si chiama carico di particelle, mentre la soppressione dellintestazione delle particelle a una ditta detta scarico di particelle. Una partita spenta se tutte le sue particelle sono state scaricate. Si definisce speciale una partita che appartenga ad una delle seguenti categorie: elenco dei numeri di mappa soppressi (partita n 0); casi relativi al Catasto dei Fabbricati (partite n 1,2,3); acque esenti da estimo10 (partita n 4); strade pubbliche10 (partita n 5).

In tutti gli altri casi si parla di partita ordinaria.

Mappa particellare
La mappa particellare organizzata in fogli (dimensioni in m: 1 x 0,7) numerati progressivamente con un numero arabo. La rappresentazione unitaria di tutti i fogli di uno stesso Comune o di una stessa zona censuaria forma il quadro dunione. La scala di rappresentazione tipica di 1.2000, ma sono previste anche scale maggiori (1:1000, 1:500 per zone fortemente antropizzate) o minori (1:4000, aree di montagna o scarsamente antropizzate). La scala del quadro dunione in genere di 1.25000, ma consentito anche l 1.10000. Il reticolato parametrico, visto prima in merito alle operazioni di rilievo topografico, costituito da linee equidistanti 10 cm e rappresentanti:

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Cassini-Soldner (C.S.) Asse delle ordinate (direzione Nord) Asse delle ascisse coordinate X coordinate Y

Gauss-Boaga (G.B.) coordinate N (Nord) coordinate E (Est)

Il disegno a perimetro chiuso, cio delimitato da linee materializzate sul terreno (preferibilmente costituite da corsi dacqua, confini di propriet, ecc). Il disegno rappresenta un numero finito di particelle intere, individuate da un numero arabo, il numero di particella o numero di mappale; fuori dalla mappa particellare e in generale negli atti catastali, ci si riferisce ad una particella non solo con il numero di mappale, ma con almeno altri due numeri di mappa: il numero di foglio (numero arabo), eventualmente seguito da una lettera in caso di

allegati (ad esempio, il numero di foglio 945 A indica che la particella si trova
nellallegato A del foglio 945); lidentificativo del Comune a cui appartiene la particella, dato dal Codice nazionale

dei Comuni dItalia e Stati Esteri 11 e costituito da una stringa di una lettera e tre cifre
(ad esempio C933 per il Comune di Como). Se un Comune amministrativo suddiviso in comuni censuari, lidentificativo del Comune comprende anche un quinto carattere (a destra), corrispondente alla lettera latina maiuscola che identifica il Comune censuario allinterno del Comune amministrativo. Ad esempio, C933B indica il Comune censuario di Albate (B) allinterno del Comune amministrativo di Como. In alcuni casi presente anche un quarto numero, il numero di subalterno.

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Per questa categoria non sono previsti numeri di mappa e si calcola la superficie relativa al foglio di appartenenza. 11 Il Codice nazionale dei Comuni dItalia e Stati Esteri compare anche nel codice fiscale delle persone fisiche (ne costituisce i caratteri dal 12 al 15 compresi) per indicare il Comune di nascita. - 19 / L3 -

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Esempio di mappa particellare: foglio completo

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Esempio di mappa particellare: porzione Nella mappa sono rappresentati, oltre alle particelle, anche i particolari topografici: a tal fine sono stati definiti dei segni convenzionali.

Elenco o schedario delle particelle


Lelenco o schedario delle particelle lerede della tavola censuaria e riporta per ogni pagina, in ordine numerico progressivo e per ciascun foglio di mappa, tutte12 le particelle di un Comune o di una zona censuaria. Oltre al numero di mappa e delleventuale subalterno che identificano la particella sono presenti anche le caratteristiche censuarie della particella e il numero di partita a cui la particella afferisce nello schedario delle partite. Nella prima versione degli atti del Nuovo Catasto Terreni questultima funzione era svolta dal prontuario dei numeri di mappa.

Sono riportate non solo le particelle qualificate con qualit di coltura ma anche quelle qualificate con destinazioni. - 21 / L3 -

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Esempio di elenco delle particelle

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Matricola o schedario dei possessori


Lo matricola o schedario dei possessori (che, come visto prima, sarebbe pi appropriato chiamare intestati) consiste nellelenco in ordine alfabetico di tutti i soggetti a cui sono intestate, singolarmente o collettivamente, delle partite. In esso vengono riportati gli estremi anagrafici degli intestati, il loro codice fiscale e il numero delle partite a cui afferiscono nello schedario delle partite.

Esempio di schedario dei possessori (la tabella superiore per le persone fisiche, quella inferiore per le persone giuridiche)
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Registro o schedario delle partite


Il registro o schedario delle partite latto pi completo del Nuovo Catasto Terreni ed strutturato in schede, ciascuna delle quali si riferisce a una ditta. Ogni scheda articolata in tre parti: -

Parte A: riporta lintestazione della ditta, con il nominativo dellintestato e i suoi


estremi anagrafici e fiscali.

Parte B: elenca tutte le particelle che la ditta ha in carico o che ha avuto in carico e
che poi ha scaricato; di ogni particella sono riportate tutte le caratteristiche censuarie e i riferimenti alle variazioni e alle mutazioni riportate nella parte C.

Parte C: d informazioni relative alle note di voltura (ossia alle mutazioni, che
provocano il carico e lo scarico delle particelle) e alle note di variazione (ossia ai cambiamenti che subisce una particella) che hanno contraddistinto la storia della partita.

Alla fine di ogni scheda sono poi riportati i totali di partita, ossia il numero complessivo di particelle intestate alla ditta e i redditi agrario e dominicale totali.

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Esempio di registro delle partite

Ultimo aggiornamento: 20/10/2004

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