Sei sulla pagina 1di 8

Psicochirurgia: Elettroshock

una tortura ancora in uso

Raccolta di informazioni sulla pratica della TEC a cura di edizioni Senza Guinzaglio

Introduzione
Nel nuovo millennio -quando tutti parlano di progresso- continua ad insediarsi un vecchio fantasma, la malattia mentale e con essa la pseudo soluzione dell'elettroshock. Non bastava l'autorit tutta Toscana "del nostro mito" Gianbattista Cassano. Ad aumentare il potere di questo individuo ci ha pensato la Bindi con la sua circolare del 2/12/1996 che prevede la reintroduzione di questa pratica nei casi di depressione, schizofrenia, catatonia, sindrome maligna da neurolettici (per confermare quanto anch'essi siano utili!!!), gravi disturbi mentali in corso di gravidanza, depressione e psicosi puerperali ecc. ecc...quando la "terapia" farmacologica inefficace.

Chi lo ha inventato
II "genio", colui che ha avuto questa trovata e' Cerletti, che, dopo accurate ricerche sui maiali (nei mattatoi di Roma), decide di utilizzarlo sull'uomo come "rimedio" alla pazzia (1938, leggi razziali). in cosa consiste l'elettroshock: Consiste nel far passare tra due elettrodi, posti alla base del cervello, una corrente elettrica alternata con un voltaggio da 180 a 460 Volts. Questo passaggio di corrente stravolge almeno momentaneamente (e chiss cosa succede dopo...) l'equilibrio cerebrale, si perde conoscenza e si hanno delle convulsioni. Poich la scarica provoca perdite di memoria e' possibile che il "paziente" si senta un po' meglio subito dopo. Se infatti tu dimentichi i motivi della tua tristezza sei meno triste.

Perch' torna di moda


Essendo considerato un intervento chirurgico chi lo pratica ovviamente ci guadagna bene. Non importa se chi lo subisce non ha il diritto di scegliere se dare il proprio consenso; che valore ha il consenso di chi e' considerato incapace di intendere e di volere? L'elettroshock e' stato ed e' usato con persistenti e sistematici abusi, dietro una parvenza di scienza, per ridurre chi e' scomodo ad un vegetale. (Collettivo Antipsichiatrico Violetta Van Gogh www1.autistici.org)

Chi e dove lo praticano


Difficile capire in quali cliniche e ospedali pubblici o privati venga praticato, le voci che circolano tra gli oppositori sono preoccupanti, ma con certezza possiamo fornirvi solo queste indicazioni. Con certezza in Italia attualmente viene praticato In Toscana negli Spedali Santa Chiara la clinica psichiatrica dell'Universit di Pisa diretta dal professor Giovanbattista Cassano, direttore del dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie dell'Universit. Coautore con la giornalista Serena Zali del libro liberaci dal male, vero e proprio manifesto di propaganda della pratica della TEC (terapia elettro convulsiva). Oltre alla sopracitata clinica abbiamo i nomi del prof. Minnai (Sardegna, Oristano) e del gruppo di Is Mirrionis, Fzzari (Brescia). (da /www.primapagina.regione.toscana.it). Attualmente nella clinica di Cassano nel vengono praticati almeno 100 trattamenti l'anno, il 30% a pazienti toscani, il 70% a pazienti provenienti da fuori regione.

Cosa ne dice la legge


Autorizzazione alla pratica della T.E.C. ad opera dell'allora ministro alla Sanit Rosi Bindi, circolare del 2/12/1996 (riportato nell'allegato in fondo) In seguito la Regione Toscana ha disciplinato la TEC e gli altri interventi di psicochirurgia (lobotomia prefrontale e transorbitale, ecc.) con la legge 39 approvata dal Consiglio Regionale il 28 2

ottobre 2002, con la quale si ponevano molti limiti al ricorso alla TEC, e si bandivano tutti gli altri interventi di psicochirurgia. Si vietava ad esempio di utilizzarla nelle persone con pi di 65 anni e nei bambini. Nel novembre 2003 la Corte Costituzionale dichiara per illegittimi alcuni articoli della legge 39, con la motivazione che il legislatore non pu entrare nel merito delle pratiche mediche! Lunico articolo imposto dalla Consulta quello che prevede un lavoro di monitoraggio, sorveglianza e valutazione di questa pratica. Si cos deciso di intervenire solo sul consenso informato e l'elettroshock attualmente in uso. La T.E.C. cos come gli interventi di lobotomia o meglio di psicochirurgia (e cio di chirurgia cranica attuata al fine non neurologico o comunque per patologia vascolare o traumatica o neoplastica o similari, bens nel tentativo di intervenire sulla psiche del soggetto) sono tuttora rappresentati persino nell'elenco delle tariffe minime degli onorari professionali delle prestazioni medico-chirurgiche.

Consenso informato?
Sono note le tecniche di plagio e convincimento presentate dalla psichiatria che dietro il suo volto umano e soccorrevole nasconde una realt di coercizione e tortura (chimica, psicologica o chirurgica che sia). Chi, davvero conscio degli effetti devastanti e irreversibili prodotti dalla TEC sia cos incosciente da concedere tale consenso, a meno che l'informazione data sia parziale, a meno che, come quasi sempre in psichiatra, tale consenso venga ottenuto con la coercizione e l'inganno. Molte persone in stato di sofferenza esistenziale o psicologica sono consenzienti alle cure a loro proposte perch ingannati e indottrinati circa l'efficacia dei rimedi. Persone confuse, sedate, ottenebrate dagli effetti della terapia stessa, perdono facilmente le capacit critiche di riconoscere ci che del loro malessere indotto o meno dalle cosiddette cure che subiscono. Quando la terapia viene quindi proposta a una persona in stato di acuta sofferenza mentale e proposta come cura efficace facile che la persona risponda datemi qualsiasi cosa basta che mi senta meglio in fretta... I familiari e gli operatori del settore (nel caso di affidi, interdizioni ecc) hanno inoltre un ruolo spesso determinante che pur di togliersi un problema, vuoi per ignoranza, vuoi per opportunismo, vuoi perch non si pongono i necessari scrupoli etici, o il necessario rigore nell'informarsi da pi fonti affidabili e non solo da chi offre il miracolo. La loro influenza spesso determinante si pu espletare sia nell'imposizione che nel potere di convincimento che possono avere sulla persona sofferente, ma sar sempre e solo la persona sofferente a subire il trattamento Ci si chiede quindi se e come vengano esposte informazioni dettagliate e complete circa casistica, rischi, studi, come quelle che seguiranno sul seguente opuscolo informativo (saggio del dott. Breggin).

Cassano, il fanatico sostenitore praticante


"E' un'omissione non fare l'elettroshock a un malato grave che ne ha bisogno dichiara il professor Cassano In tutto il mondo la terapia elettroconvulsivante sempre rimasta in vigore, perch le pi importanti commissioni scientifiche (il Royal College inglese, l'American Psychiatric Association, le linee guida internazionali sui disturbi dell'umore) ne contemplano l'uso. In questi casi, un salvavita.... Ogni Regione deve avere centri che lo praticano"... Alla domanda su come agisce la terapia elettroconvulsivante risponde: "Sono state fatte varie ipotesi, ma i meccanismi di azione non sono ancora noti. Non si stupisca: in medicina normale. Per anni e anni abbiamo usato l'aspirina sapendo solo che era efficace, ma non il perch. Le prime tecniche erano, in effetti, rischiose: si praticavano senza avere prima sottoposto il paziente a esami, e senza anestesia. Cos, in soggetti affetti da osteoporosi, le convulsioni potevano provocare fratture o danni ai denti. A partire dagli anni '50, con l'entrata in uso di anestetici e miorilassanti (farmaci che impediscono le contrazioni muscolari, in precedenza diffuse a tutto il corpo), la terapia elettroconvulsivante non pi un trattamento rischioso n violento". Ora la convulsione limitata al cervello: il paziente ha 3

solo una contrazione del volto. "Spesso sono i malati stessi a richiedere la terapia, soprattutto gli anziani (che non sopportano o non rispondono ad alcuna farmacoterapia), le puerpere, coloro che sono a rischio di suicidio. Cassano sostiene anche che verso la terapia elettroconvulsivante c' uno stigma immeritato". In realt sono arrivate le prime denuncie: dopo la terapia in molti casi si registrano gravi conseguenze mentali e fisiche...: "In effetti, i vuoti di memoria costituiscono il principale effetto collaterale", ammette Cassano. "Ma durano pochi giorni, e riguardano piccoli episodi. La terapia d, eccezionalmente, compromissioni sul piano cognitivo, sempre reversibili. Il fatto che alcuni sintomi si siano evidenziati dopo la terapia elettroconvulsivante non significa che essa li abbia causati (ndr. Vedremo in seguito come questa dichiarazione sia palesemente falsa).

Giorgio Antonucci denuncia


Il passaggio, attraverso la corteccia cerebrale, di una corrente di 125-135 volt per alcuni secondi procura una crisi simile all'epilessia. Quindi, uno stato patologico laddove prima non c'era. La corrente crea squilibrio nella situazione neuronale, al punto che, al risveglio, la persona mostra una perdita di memoria. L'elettroshock quindi un attacco all'integrit psicologica e culturale". E gli effetti collaterali come lussazioni, fratture, apnee? "L'anestesia li evita, ma restano i danni mentali: mancanza di concentrazione e memoria, indebolimento della personalit, perdita dell'emotivit. In apparenza, il paziente sta meglio. Ma quando recupera le facolt, tutto torna come prima. Hemingway si suicid dopo l'elettroshock. L'aggravante che spesso questo metodo viene praticato su persone che non possono difendersi, strappando il consenso a tutori indifferenti o a parenti disperati". C' poi la pratica "antidepressiva" ancora pi crudele e irreversibile: la lobotomia. ancora legale. Negli ospedali pubblici non si fa pi, in poche strutture private s. Consiste nel tagliare alcuni collegamenti nel lobo frontale, la parte del cervello dove ha sede la coscienza. Risultato: i pazienti sono storditi, all'inizio non riconoscono neppure le persone pi care, non hanno pi memoria n concentrazione. La depressione legata all'intelligenza: compromessa l'intelligenza, ovvio che non si pi depressi.

Chi si mosso sul livello istituzionale


Giovanni Barbagli e Mario Ricci, consiglieri di Rc alla Regione Toscana, hanno presentato una proposta di legge per vietare elettroshock e lobotomia in tutte le strutture pubbliche e private. Il Comitato cittadini per i diritti dell'uomo ha raccolto migliaia di firme pro abolizione". Il Consiglio superiore della sanit, il ministero della Sanit all'epoca Bindi e poi la Cassazione si sono pronunciati per una limitazione, Il Consiglio regionale (Toscana) ha deciso solo riguardo al consenso informato cosa che non garantisce in realt nulla: ma questo basta, il CCDU chiede che queste pratiche vengano cancellate.

Dichiarazione di una donna che ha subito il trattamento


Io non ho sconfitto il male "A 41 anni mi hanno asportato l'utero e un ovaio; cos sono entrata in menopausa precoce. E l sono cominciati problemi nervosi, depressione, agitazione. A questo si aggiunta la morte di mio padre, e la tossicodipendenza pi che decennale di mia figlia. Ho fatto diverse cure: Anafranil, En, Tavor per circa otto anni. Poi mi hanno tolto il Tavor di colpo, e io sono crollata. Altri psichiatri mi hanno prescritto cocktail di farmaci, che mi facevano stare male: mal di testa, sonnolenza, tremore alle gambe, palpitazioni. Dicevano che erano malesseri passeggeri, ma io stavo sempre peggio. Durante un ricovero ho chiesto di fare l'elettroshock: dicevano che faceva bene, e io, pur di stare bene, avrei fatto qualsiasi cosa. Dopo la prima applicazione ho avuto debolezza, peso alla testa, ansia. E dei due mesi di terapia, farmacologica ed elettroconvulsivante, tuttora, un anno dopo, ricordo poco o nulla. Trovavo regali in camera e non sapevo chi li aveva portati. Mi svegliavo la notte e, vicino al letto, vedevo un ragno nero e grosso che mi assaliva, mi sentivo avvolta da ragnatele. Mio marito dice che ero molto confusa, instabile sulle gambe. Dopo l'elettroshock ho avuto problemi allo stomaco, mi hanno diagnosticato un'ulcera gastroduodenale, un nodulo alla tiroide. La depressione? Sono tornata a casa peggio di prima". (La testimonianza stata raccolta dal Comitato dei cittadini per i diritti dell'uomo) (da http://www.dweb.repubblica.it). 4

Saggio tratto dalla pagina web del Dot. Breggin, alla voce "Politica, pratica e novit di rottura", e pubblicato in un articolo del "Giornale di Psichiatria e Psicologia Etiche", sponsorizzato dal Centro Internazionale per lo Studio della Psichiatria e della Psicologia (www.ICSPP.org)
Nell'ambito della psichiatria successo qualcosa di nuovo alquanto rimarchevole. Un gruppo di ricerca condotto da un promotore ed da un difensore dell'elettrochok, quale il prof. Harold Sackeim, ha recentemente pubblicato uno studio condotto su 347 pazienti sottoposti alle moderne pratiche elettroconvulsive, inclusa la forma che supposta essere la pi benigna. La ricerca ha confermato che l'elettrochock causa danni permanenti al cervello e la sua disfunzione. Basata su numerosi test psicologici standardizzati somministrati sei mesi dopo l'ultima seduta elettroconvulsiva, la ricerca prova che tutte le forme di trattamento elettroconvulsivo causano perdita di memoria e disfunzioni mentali. In sintesi, secondo le parole degli autori: "Cos gli effetti cognitivi negativi della terapia elettroconvulsiva si sono rilevati fino a sei mesi dopo l'ultimo trattamento." Essi concludono dicendo: "questo studio fornisce la prima prova effettuata su un grande numero di pazienti che gli effetti cognitivi negativi causati dalla terapia elettroconvulsiva possono persistere per un lungo periodo e che caratterizzano tutti i trattamenti ECT abitualmente effettuati nelle comunit alloggio". Dopo che i danni cerebrali traumatici sono persistiti per sei mesi, assai verosimile che rimangano stabili nel tempo, o addirittura che possano peggiorare. Questo studio, perci, conferma che l'uso clinico abitualmente condotto della terapia elettroconvulsiva causa danni permanenti al cervello e alle sue principali funzioni. Il termine "disfunzioni cognitive" copre l'intero intervallo delle facolt mentali, dalla memoria, al pensiero astratto, al giudizio. Le disfunzioni cerebrali indotte dalla terapia elettroconvulsiva sono globali. In addizione alla perdita di memorie autobiografiche, i danni cerebrali pi marcati si verificano a carico della "memorizzazione di nuove informazioni", nei "tempi di reazione semplici" e, pi tragicamente, nello "stato cognitivo globale". In altre parole, i pazienti trattati con terapia elettroconvulsiva hanno continuamente problemi a imparare e ricordare nuove cose, sono pi lenti nei tempi di reazione mentale e risultano mentalmente handicappati in un'ampia gamma di facolt mentali. Lo studio di Sackeim, probabilmente per sminuire la vasta gamma di devastazioni indotte dalla terapia elettroconvulsiva, non fornisce la percentuale di pazienti afflitti da deficit cognitivo permanente; tutti i test psicologici somministrati sono altamente significativi (p<0,0001 in 10 degli 11 test e p<0,003 nell'undicesimo). Ancora, le misure dei test correlano fra di loro. Questi dati statistici indicano che una larga percentuale dei pazienti danneggiata dalla terapia elettroconvulsiva subita. Molti pazienti sviluppano inoltre una anomalia persistente nel tracciato elettroencefalografico (cio nelle onde elettriche del cervello) sei mesi dopo il trattamento, indicando che la terapia elettroconvulsiva causa danni cerebrali sconosciuti ancora pi gravi di quelli rilevati dalla ricerca del prof. Sackeim. Questi risultati confermano che i pazienti che hanno subito la terapia elettroconvulsiva, come io ho scritto in numerose pubblicazioni, subiscono grossolani danni al cervello e perdita di funzioni mentali. Alcune delle pi vecchie forme di elettrochock - ancora le pi diffuse - producono gli effetti pi gravi; ma danni permanenti e disfunzioni cerebrali sono causate da tutti i tipi di trattamento eletroconvulsivo. Pi alto il numero di trattamenti subito dal paziente, maggiore la perdita delle memorie autobiografiche. Le donne anziane sono le pi suscettibili a subire la terapia elettroconvulsiva, probabilmente perch non c' nessuno a difenderle, e lo studio del prof. Sackeim prova come le donne e gli anziani sono i soggetti pi sensibili alla grave perdita di memoria autobiografica. Distruggendo vite Lo studio del professor Sackeim non indirizzato a valutare il reale impatto dei danni cerebrali delle terapie elettroconvulsive sulla vita dei singoli pazienti. Come per molte ricerche simili, questa 5

risulta essere una questione di statistica. Nella realt umana la perdita di memorie autobiografiche indica che il paziente potrebbe non ricordare pi importanti esperienze di vita, come matrimoni, celebrazioni famigliari, promozioni, viaggi, nascite e morti. Secondo la mia esperienza, la perdita di memoria spazza via anche significative esperienze professionali. Io ho valutato dozzine di pazienti la cui vita professionale e familiare stata rovinata, inclusa una infermiera che ha perso la sua carriera ma che ha recentemente vinto una causa per mal pratica professionale contro il dottore che le ha consigliato di praticare la terapia elettroconvulsiva. La sua storia raccontata nel mio sito web, www.breggin.com. Anche quando questa gente traumatizzata dalla terapia elettroconvulsiva pu continuare a vivere sulla base di una vita sociale superficiale, essa soffre di una devastante perdita di identit dovuta alla obliterazione di aspetti chiave delle loro vite personali. La perdita delle abilit di ricordare ed apprendere cose nuove non solo umiliante e deprimente, ma anche invalidante. L'abbassamento dei tempi di reazione frustrante ed invalidante. Anche quando piccole, queste invalidit possono disturbare le attivit abitudinarie della normale attivit di vivere. Gli individui non possono pi guidare in sicurezza l'autovettura. Altri non possono pi trovare la strada per la loro propria cucina o ricordarsi di spegnere il gas una volta acceso. Altri ancora non possono ricordare quello che hanno appena letto sul giornale o visto in televisione. Essi comune che incontrino vecchi amici e nuovi conoscenti senza ricordare chi essi siano. Infine, l'esperienza di una "disfunzione cognitiva globale" danneggia l'identit delle vittime e il loro senso di se stesse, cos come rovina la qualit delle loro vite. Quantunque non menzionato nell'articolo del prof. Sackeim, oltre alle disfunzioni cognitive, al terapia eletroconvulsiva causa gravi disordini affettivi ed emozionali. Come molte altre vittime di gravi traumi cerebrali, molti pazienti dopo il trattamento elettroconvulsivo diventano emozionalmente superficiali e incapaci di relazionarsi ad un livello spirituale ed intimo. Essi spesso diventano impulsivi ed irritabili. Comunemente diventano cronicamente depressi. Essendo stati danneggiati da medici precedentemente stimati, essi quasi sempre diffidenti nei confronti di tutti i medici e rifiutano tutte le cure mediche, comprese quelle necessarie. Decadi dopposizione alla terapia elettroconvulsiva. La ricerca di "rottura" del prof. Sackeim ha confermato quello che io sto dicendo da trenta anni circa la terapia elettroconvulsiva. Nel 1979 ho pubblicato: "Elettrochock: i suoi effetti disabilitanti sul cervello". E' stato il primo libro medico che valutasse i danni cerebrali e la distruzione della memoria in questo "trattamento" per la depressione che prevede l'inflizione di una serie di convulsioni al cervello mediante il passaggio di una corrente traumatica. Dopo aver ricevuto molti rifiuti alla pubblicazione, il coraggioso presidente della casa editrice "Springer", Ursula Springer, decide di pubblicare il mio libro controverso. La dottoressa Springer mi rifer dei forti attacchi verbali da lei subiti in occasione degli incontri scientifici a causa della pubblicazione del mio libro. Pubblicazione di cui lei non si mai rammaricata. Con il passare degli anni, io ho continuato a scrivere, leggere, testimoniare presso i tribunali e parlare ai media circa i danni cerebrali e la perdita di memoria causata dalla terapia elettroconvulsiva (si leggano per esempio i seguenti lavori: Breggin 1991, 1992, 1997, and 1998). Qualche volta la mia persistenza stata condannata da "avvocati" della terapia elettroconvulsiva, quale Harold Sackeim e Max Fink, che io avevo criticato per aver sistematicamente "coperto" il danneggiamento di milioni di pazienti sparsi per il globo terracqueo. Io avrei bisogno di maggiori dettagli autobiografici per comunicare la gravit degli attacchi che ho subito a causa delle mie critiche alla terapia elettroconvulsiva. Essi furono secondi solo agli attacchi che subii ad opera delle compagnie farmaceutiche quando dichiarai che gli antidepressivi causano violenza e suicidi. Dato il vigore con cui i dottori che praticano l'elettrochock hanno denigrato ed ignorato il mio lavoro, la ricerca qui citata mi sorprende perch cita il mio articolo del 1986 intitolato "Neuropatologia e disfunzioni cognitive derivate dalla terapia elettroconvulsiva", pubblicato sul Bollettino Psicofarmacologico. Di questo articolo si cita che "i critici della terapia elettroconvulsiva affermano che questa invariabilmente si associa a perdite della memoria permanenti, in contrasto con alcune autorit". Queste autorit sono specificatamente Max Fink e Robert Abrams, che hanno 6

argomentato a lungo circa l'inesistenza di prove relative alla perdita permanente di memoria causata da terapia eletroconvulsiva. L'implicazione della citazione del mio articolo chiaramente che avevano ragione i "critici" e avevano torto le cosiddette "autorit". Sackeim era tra queste cosiddette autorit. L'"autorevole" testimonianza di Fink ad un certo numero di battaglie legali per la malpratica psichiatrica ha permesso a molti psichiatri di farla franca dopo aver danneggiato il cervello dei loro pazienti. Abrahams era uso testimoniare con successo a favore degli psichiatri che praticavano la terapia elettroconvulsiva fin tanto che io non ho dimostrato la sua compartecipazione azionaria ad una compagnia che produce macchine per terapia elettroconvulsiva. Sfortunatamente, il gruppo di Sackeim non cita il lavoro del neurologo John Friedberg, il quale ha rischiato la sua carriera per criticare la terapia eletroconvulsiva. Tanto meno il loro articolo da credito al lavoro del sopravvissuto alla psichiatria Leonard Frank o ai documenti del movimento per la riforma della terapia elletroconvulsiva condotto da David Oaks di Main Freedom. Essi non citano inoltre il review del 2006 di Colin Ross e le analisi che dimostrano come i risultati positivi della terapia elettroconvulsa siano gli stessi che si ottengono sedando i pazienti senza choccarli. L'ultima conferma che la terapia causa danni cerebrali permanenti choccher gli psichiatri e li indurr a smettere questa pratica? Non verosimile. Gli psichiatri e gli affiliati neurochirurghi hanno sempre saputo che la lobotomia distrugge il cervello e la vita mentale dei loro pazienti e questa conoscenza non gli ha fatto sospendere la loro pratica. Questo cambiamento ha richiesto una campagna internazionale di discreditamento negli anni '70. Allora sono state rallentate e quindi quasi eliminate la lobotomia e la mutilazione chirurgica del cervello (Bregghin and Bregghin, 1994). La lobby della terapia elettroconvulsiva pi larga e pi forte della lobby della lobotomia, ed anche meglio organizzata, con i suoi propri giornali e i propri avvocati posizionati ad alto livello in medicina e psichiatria. Fermare la terapia elettroconvulsiva richieder un impegno della opinione pubblica, la resistenza organizzata di gruppi di sopravvisssuti alla psichiatria, nonch riforme psichiatriche, legali e di legislazioni nazionali.

Riferimenti bibliografici Breggin, P. (1979). Electroshock: Its brain-disabling effects. New York: Springer Publishing Company. Breggin, P. (1991). Toxic psychiatry. New York: St Martin's Press. Breggin, P. (1992). The return of ECT. Readings: A Journal of Reviews and Commentary in Mental Health, 3 (March, No. 1), 12-17. Breggin, P. (1997). Brain-Disabling treatments in psychiatry. New York: Springer Publishing Company. Breggin, P. (1998). Electroshock: Scientific, ethical, and political issues." International Journal of Risk & Safety in Medicine 11, 5-40. Breggin, P. and Breggin, G. (1998). The war against children of color. Monroe, Maine: Common Courage Press. Frank, L. (1978). (Ed.). The history of electroshock. Available from L. Frank, 2300 Webster Street, San Francisco, CA 94115. Also available on www.Amazon.com. Frank, L. (1990). Electroshock: death, brain damage, memory loss, and brain washing. Journal of Mind and Behavior, 11, 489-512. Frank, L. (2006). The electroshock quotationery. Ethical Human Psychology and Psychiatry, 8, 157-177. Friedberg, J. (1976). Electroshock is not good for your brain. San Francisco: Glide Publications. Friedberg, J. (1977). Shock treatment, brain damage, and memory loss: A neurological perspective. American Journal of Psychiatry, 1. Sackeim, H., Prudic, J., Fuller, R., Keilp, J., Lavori, P. and Olfson, M. (2007). The cognitive effects of electroconvulsive therapy in community settings. 7

Neuropsychopharmacology, 32, 244-254. Saggio del Prof. Peter Breggin, traduzione di Giovanni Giretto. Fonte: mailing list di No-Pazzia.

Stampato in proprio nel 2007 da Ed. Senza Guinzaglio link utili


www.oism.info

www.nido-del-cuculo.anti-psichiatria.com nocopyright copia e diffondi!


8