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Faust – Christopher Marlowe 

o Genio empirico degli inglesi che spezza l’endogenesi del teatro letterario. 

o Libera e creativa meditazione sull’uomo tra epoche dominate da concezioni totalitarie (Cristianesimo
fuedale e protestante; Illuminismo) 

o Cos’è la tragedia? Ambiguità, conflitto tra verità ed esperienza contraddittoria. 

o Nel periodo fluido tra il vecchio sistema e il nuovo (liberale) che il teatro inglese inventa i modi di
un'originale presentazione dell’uomo 

o Conflitto tra abisso insondabile del reale e verità indispensabile all’agire umano: dionisiaco e apollineo 

o Interpretazione tradizionalistica: Faust come everyman tragico, riattualizza il modello dell’universo


cristiano in cui la coscienza dell'uomo, sospesa tra un campo di forze buone e uno di maligne può
scegliere l’uno o l’altro 

o Interpretazione romantica: superomismo e ribellione rinascimentale. Faust come uomo nuovo, pagano,
amorale, assetato di conoscenza ma anche di possesso e di gioia, cioè di vita piena: l’eroe investito
dello Streben epocale, della follia del rinascimento. 

o Faust caratterizzato dalla plurivalenza, la sua assenza di messaggio, mostra un mondo ambiguo e
irriducibile ad un solo significato. 

o L’uomo per vivere deve avere certezze, spiegare e giudicare. Ma il tragico sa che la verità è inattingibile
e che il mondo può solo mostrarsi in una forma enigmatica che rende necessaria un’interpretazione
ininterrotta, un interrogarsi senza fine. 

Marlowe – Vita e opere 

o Nasce a Canterbury nel 1564, muore a Deptford, Londra nel 1593. 

o Studia a Cambridge dal 1580. Consegue il baccellierato nel 1584, poi lavora presumibilmente come spia
al servizio della Regina in Francia per individuare sovversivi cattolici. Al suo rientro le autorità mettono
in dubbio la sua laurea e può conseguire la laurea magistrale solo con l’intercessione della regina
stessa.  

o Dal 1587 è a Londra tra gli University Wits e negli ultimi sette anni della sua vita consegue un notevole
successo teatrale. 

o La sua vita privata rimane in un alone di mistero: viene accusato di ateismo, di sodomia, di omicidio,
blasfemia ed eresia. Muore a 29 anni in una rissa in una taverna.  

o Kyd e Baines, entrambi coinquilini per un certo periodo di Marlowe, condividono con lo scrittore le idee
anticlericali e eretiche. Rinnegano la loro posizione quando, arrestati, accusano Marlowe di aver ideato
tutto e di essere il redattore delle carte trovate nell'appartamento. 

o Damnatio Memoriae, figura riscoperta solo dai Romantici (genio e sregolatezza) 

o Opinione comune della critica novecentesca: Marlowe non poeta ma energia, tensione, vitalità e
incoerenza artistica, immaturità. 
o Nei suoi 7 anni a Londra scrive 7 opere dalle datazioni incerte.  

 Didone 1586-87 poi rivista 


 Tamerlano 1587-88 
 L’ebreo di Malta 1589-90 
 Edoardo II 1591-92 
 Il dottor Faust forse 1590 forse opera ultima 
 Traduzioni degli Amores di Ovidio e Farsalia di Lucano 
 Poemetto incompiuto, Ero e Leandro  

Tamerlano Timur mongolo che con spregiudicatezza rovescia gli statici sistemi feudali e si investe della loro
sacralità. Superuomo che viola ogni legge umana e divina e aspira all’infinito. Si deve confrontare con i
confini dell’ineffabile. Introduzione importante: blank verse, verso drammatico in 5 battute che è in gran
parte sua invenzione. (Fonte: Henry Owald of Surray, traduzione Eneide, cerca un verso altrettanto epico). 

L'Ebreo di Malta farsa tragica in cui si alternano linguaggio nervoso e impennate liriche. Barabas è un avaro
incantato dallo scintillio dei suoi gioielli, rappresenta un mondo retto dal più bruto interesse materiale. Il
mondo è un mercato in cui tutto può essere comprato e venduto  

Edoardo II storia di un re debole (tratti omosessuali) e degli agenti della sua distruzione. A differenza dei
racconti tragici di Shakespeare, in Marlowe la ruota della fortuna gira impazzita senza scopo né senso.
L’individuo sfida la morte o soccombe con strazio.  

Didone e Massacro a Parigi hanno anch’esse come tema principale il patire degli uomini nel gran deserto
del presente. Scontro che porta ad altri scontri. 

Il dottor Faust  

18. Mago di Wittenberg. Fonte luterana: Wolksbuch di Francoforte del 1587. Nella fonte il mago viene
condannato senza attenuanti. Nel Faust di Marlowe il protagonista è un eroe tragico, figlio della
riforma e dell'umanesimo, vuole realizzare pienamente le sue potenzialità materiali e spirituali.
Modulo medievale del dramma ma ambiguità e problematiche nuove.  

19. Prima rappresentazione documentata 1594 

20. Due in-quarto: 

 Testo A 1604 

Ricostruzione a memoria del dramma, compiuta da uno o più attori sulla base di una rappresentazione
(Bowers e Greg). 

 Testo B 1616 

Più lungo di circa 600 versi, Bowers ritiene che esso contenga delle aggiunte di mani diversa (Birde e
Rowley). Si ritiene che le parti tragiche siano di Marlowe mentre il resto è a due o più mani (note di
Hanslowe 1602). Nemi d'Agostino: confronto. 
Trama:  

1. Coro: prologo in cui si passano in rassegna le opere di Marlowe, poi si introduce la figura di Faust.
“And this the man that in his study sits.” 

Soliloquio di Faust, che rinnega tutte le sue conoscenze (analitica, medicina, diritto, teologia) e abbraccia la
necromanzia “couldst thou make men to live eternally…” 

Neoplatonismo rinascimentale: tutti gli aspetti della realtà, dominati da una vita autonoma in quanto
partecipi della loro rispettiva idea o logos, sono ordinati in una gerarchia cosmica da Dio fino alla Materia,
al cui centro sta l’anima mundi, principio unificatore e vivificante della molteplicità sensibile, che si
rispecchia nell’anima dell’uomo, alla quale viene affidato un posto di rilievo, come copula mundi,
intermediaria di tutte le cose. Ricerca delle tracce di Dio effettivamente riscontrabili nella natura e
nell’uomo. Uomo come specchio ed emanazione di Dio, dal quale nasce tutta la realtà. Marsilio Ficino, Pico
della Mirandola, Nicola Cusano, Giordano Bruno, Tommaso Campanella. La scienza e la ricerca per loro
sono un tentativo di correzione del mondo fenomenico attraverso lo studio delle architetture spirituali del
mondo. Magia bianca. 

Faust si rivolge invece alla Magia Nera, nonostante la formazione umanistica. Angeli e demoni che
consigliano a Faust l’una o l’altra scelta. Appaiono gli studenti, affranti per la decisione del loro professore.
Faust invoca il diavolo: non è difficile, basta bestemmiare. Faust fa tornare Mefistofele in veste di frate
francescano. Mefistofele chiede il permesso a Lucifero e torna con un contratto da siglare. Riflessione sulle
fattezze dell’inferno. Mefistofele rivela a Faustus che l’inferno non è un luogo ma una condizione, l’essere
privati della visione del cielo, essere privati di ciò che più si desidera. Anima priva dei sensi corporei a cui
era votata in vita. Nozioni riprese dalla teologia neoplatonica di Ficino. Faust si burla della condizione di
Mefistofele, è scettico sulla verità delle sue affermazioni e decide di dannarsi.  

Wagner assolda un clown, Robin.  

2. Faust firma il contratto col diavolo, il sangue gli si raggruma e deve scaldarlo per firmare.
Consumatum est: potenza simbolica ed evocativa, nonché ulteriore blasfemia. Faust cita la Bibbia a
suo piacimento, utilizzando solo punti in cui si rimanda alla dannazione e non alla salvezza
(Mefistofele si prende il merito di averlo guidato nella lettura delle Sacre Scritture). Poi non
contento aggiunge delle clausole unilaterali. Faust non coglie i continui avvertimenti che i
personaggi gli propongono nel racconto. Sembra non ascoltare, sembra non volersi mai pentire
veramente.  

Come prima cosa chiede a Mefistofele una ragazza sensuale. Poi Mefistofele gli dà un libro con tutti gli
incantesimi. Coscienza Faust tra Angelo buono e angelo cattivo. 

Chiede a Mefistofele nozioni sul mondo, ma sono cose che anche Wagner saprebbe (“freshmen skills”). Le
risposte di Mefistofele sono tutte le risposte a cui l’uomo è già arrivato, risposte metafisiche e non
scientifiche. Il diavolo è di fatto insolvente, non risolve nessun dubbio del professore, quindi teoricamente
Faust potrebbe rinnegare il patto. 

Angelo Buono che chiede a Faust di pentirsi, Faust, nell’apice del rimorso, invoca Cristo; appaiono quindi
Lucifero e Belzebub che lo rimproverano. Fanno improvvisare uno spettacolo sui vizi capitali. I vizi si
presentano e dialogano con Faustus. Inferno come teatro: si dà udienza alla tesi puritana sulla frivolezza
dell’arte. Lucifero rivela a Faustus che grazie a lui potrà tramutarsi in qualsiasi forma. Rimando alla Horatio
de Hominis Dignitate di Pico della Mirandola: uomo unico capace di collegare il mondo celeste e il mondo
terreno (già Ficino), uomo unico in grado di determinare sé stesso, egli è degno in quanto libero. La libertà
si esercita quindi nella possibilità di scegliere chi essere, l’uomo è camaleonte che può essere: di spirito
divino, vegetale e quindi bestia o sensuale e quindi incattivito dai vizi. La responsabilità è solo umana. 

Faust vuole scendere al gradino più basso e annullare la sua essenza, la sua dignità. Esercita la libertà
estremizzandola. Si ripudia quindi la concezione di predestinazione calviniana.  

Subplot comico di Robin e Dick che dialogano in un linguaggio popolare e vernacolare.  

Coro che apre al terzo atto. Da qui si estende la parte problematica del racconto: il Doctor Faustus scade di
colpo al livello dei più sgraziati prodotti di consumo della scena elisabettiana (aggiunta di drammaturgo/hi
minore/i che tende o tendono a imitare Marlowe. 

3. Faust viene condotto a Roma, culla del potere ecclesiastico e quindi patria di una religione
considerata sacrilega. Decide di prendere parte all’avventura con un ruolo attivo e di fare scherzi al
papa e ai vescovi. Nella scena ci sono il papa, i vescovi, preti e monaci. Si mescolano situazioni
medievali e e contemporanee, i personaggi sono difficilmente riconoscibili come personaggi storici.
Incogruenze di fondo (es. Carlo V era cattolico; riferimenti al conciliodi Trento che però ancora non
c’è stato). Entrano Raimondo re di Ungheria con Bruno il sassone, il quale non vuole sottomettersi
al papa e vuole diventare l’antipapa. Il papa chiede ai cardinali di fornirgli informazioni su quale
deve essere la sorte per l’antipapa. Faust e Mefistofele si trasformano nei cardinali e danno
consiglio al papa di bruciare Bruno al rogo. Poi lo liberano lo fanno scappare. Faust si diverte a fare
scherzi al papa durante un banchetto facendosi invisibile.  I frati cercano di scacciare gli spiriti
maligni. 

Intanto Robin osa invocare Mefistofele per risolvere uno sciocco bisticcio per una tazza. Mefistofele,
furioso, trasforma lui in un cane e Dick in una scimmia. Di nuovo si introduce una scena comica e farsesca.  

Coro che introduce al quarto atto. Faust ha ora una fama internazionale ed è festeggiato nelle corti
europee. 

4. Faust con Bruno di Sassonia e l’imperatore Carlo V. Promette grandi magie. Benvolio non crede alle
sue promesse. Faust evoca Alessandro Magno e fa comparire delle corna sulla testa di Benvolio,
quindi Benvolio, preso dall’ira, insieme a Frederick e Martino si accorda per ucciderlo. Faust
resuscita e si vendica in modo truce. Altri soldati cercano di ucciderlo ma vengono messi in fuga dai
demoni. Frederick Martino e Benvolio si ritrovano tutti e tre con corna da cervo. Si nascondono in
un castello.  

Faust vende il suo cavallo a un mercante per quaranta talleri, ma si raccomanda di non andarci in acqua. Il
mercante disobbedisce. Si vuol far ridare i talleri, il cavallo si è trasformato in fieno. Strappa una gamba a
Faust. 

Faust, su notizia di Wagner, è richiesto dal duca di Vanholt.  

Intanto Dick, Robin, un carrettiere e il mercante conversano in una locanda sulle nefandezze che il Faust gli
ha riservato. 

Faust, davanti al duca e alla duchessa di Vanholt, compie prodigi. Costruisce un castello in aria, poi dona
alla duchessa dell’uva matura in pieno inverno.  

I clowns (Dick, Robin, il carrettiere e il mercante) bussano a corte e attaccano Faust per le ingiustizie subite.
Faust li rende tutti muti, uno a uno. 
5. Faust sa che la sua ora è prossima. Ultima cena parodica. Nella notte è attraversato da sentimenti di
rimorso e disperazione. Un uomo vecchio gli appare e gli intima di pentirsi, poiché è ancora in
tempo. Mefistofele lo rimprovera. Faust torna sui suoi passi e chiede di poter aspettare Lucifero
mentre abbraccia Elena di Troia (in una versione del Faust ci sono ulteriori dettagli su questa
relazione dalla quale nasce un figlio, Iustus, il quale poi scompare insieme alla madre il giorno della
morte di Faust). Faust rivela ai colleghi il motivo della sua disperazione, anche loro gli consigliano di
pentirsi ma Faust non si pente. L’angelo cattivo gli mostra le pene che lo aspettano nell’inferno.
Faust si dispera, ad un’ora dalla sua dannazione eterna. Vorrebbe che il tempo si fermasse. Poi,
cosciente dell’impossibilità della sua richiesta, chiede a Dio che il suo tempo all’inferno non sia
infinito ma abbia un limite. A mezzanotte si dispera, giura di bruciare i suoi libri. Lucifero lo prende.
I colleghi ritrovano il suo corpo straziato, lo ricompongono per portarlo in un corteo funebre.  

Coro: epilogo, cornice del dramma, dogmi della morale cristiana. Cornice che espone valori sociali e ufficiali,
opposta all’azione dell’opera in cui la convenzione cristiana è mostrata come un aspetto di una realtà
globale piena di ambiguità tragica. 

Faust compie un suicidio escatologico. Si ribella rispetto alla concezione della vita cristiana. Ribadisce il
contratto con il diavolo (clausole). Sceglie deliberatamente, si autodetermina nella dannazione. Si
autoinganna, si beffa dell’inferno nonostante la sincerità, anomala per un demone, di Mefistofele. Tensione
continua tra la scelta di dannarsi e l’impossibilità di pentirsi, tra libero arbitrio e servo arbitrio. 

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