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Psicoterapia 1. 1. significato 2. 2. Psicoterapia psicoanalitica 3. 3. Scuole psicoanalitiche dissidenti da Freud 4. 4. Psicoterapia umanistica 5. 5. Psicoterapia gestaltista 6. 6.

Psicoterapia comportamentale (behaviouristica) 7. 7. Desensibilizzazione sistematica 8. 8. Psicoterapia cognitiva 9. 9. Psicoterapia di gruppo 10. 10. Psicoterapia familiare 11. 11. Nuovi approcci alla psicoterapia 12. 12. Psicoterapia breve e intervento di crisi 13. 13. Psicoterapia infantile 14. 14. Lo psicoterapeuta 15. 15. Valutazione dell'efficacia delle psicoterapie Trattamento del disagio psicologico per mezzo di tecniche che riguardano prevalentemente la comunicazione verbale ed emotiva e altri comportamenti simbolici. difficile delimitare con sufficiente precisione il concetto di psicoterapia, a causa della molteplicit delle tecniche raccolte sotto questa etichetta comune, molte delle quali tuttora in via di sviluppo e di verifica. In termini generali, si pu definire la psicoterapia come una sistematica interazione verbale o simbolica di un terapeuta con uno o pi pazienti, guidata da un certo numero di concetti relativi a una teoria della personalit e volta a produrre un cambiamento positivo nel paziente. Il richiamo a una teoria della personalit e alla sistematicit dell'intervento terapeutico consente di escludere dalla definizione i trattamenti fatti per istinto, intuito, arte, fede o per una qualsivoglia motivazione umanitaria. Bench non si possa negare che anche questi ultimi producano talvolta o persino frequentemente benefici effetti, si preferisce infatti riservare la dizione di psicoterapia alle tecniche la cui capacit di indurre cambiamenti positivi riconducibile a specifici, selezionati e controllabili fattori terapeutici, piuttosto che a una generica influenza benefica. Il dibattito sull'identificazione di questi fattori terapeutici tuttora assai vivace fra gli esponenti delle diverse scuole, anche perch alcune recenti pubblicazioni statunitensi hanno identificato ormai pi di 400 tipi di psicoterapie differenti. Psicoterapia psicoanalitica Si basa sulla teoria e sulla tecnica psicoanalitica, che sono state formulate da Sigmund Freud. Sigmund Freud Influenzato dalle lezioni di Jean-Martin Charcot, che dimostravano l'efficacia terapeutica dell'ipnosi, Freud utilizz inizialmente questa tecnica per fare emergere nei pazienti nevrotici i ricordi dolorosi e sepolti nella memoria, che riteneva essere alla base dei sintomi. Egli presupponeva che nel corso dello sviluppo dell'individuo, le pulsioni (i desideri e gli impulsi) sessuali e aggressive, inaccettabili, dovessero essere estromesse dalla coscienza. La pressione di questi desideri estromessi (o rimossi) si traduceva spesso nella formazione di sintomi nevrotici. Attraverso l'ipnosi, Freud si proponeva di riportare alla coscienza tali impulsi e, in questo modo, eliminare i sintomi. Quando si rese conto che questo non accadeva, formul una nuova tecnica di trattamento, che chiam delle libere associazioni. Chiedeva ai pazienti di riferire quanto veniva loro spontaneamente in mente quanto a sogni, fantasie e ricordi. Interpretando queste associazioni spontanee, Freud aiutava i pazienti ad acquisire consapevolezza dei propri desideri inconsci e, quindi, a renderli pi accettabili. In seguito, egli si occup di quello che chiam transfert, vale a dire la risposta emotiva del paziente al terapeuta, che Freud consider rappresentativa dei primissimi rapporti instaurati dal paziente con i membri della propria famiglia. La tecnica delle libere associazioni e l'analisi del transfert costituiscono tuttora le caratteristiche peculiari del trattamento psicoanalitico freudiano, che si svolge in un arco di tempo di durata variabile, con una frequenza di sedute che pu variare dalle tre alle cinque alla settimana. Scuole psicoanalitiche dissidenti da Freud Alcuni degli allievi di Freud entrarono in disaccordo con lui su punti molto importanti della teoria e della tecnica di trattamento e, di conseguenza, fondarono scuole proprie, ancora esistenti. Carl Gustav Jung Carl Gustav Jung, psichiatra svizzero, riteneva che Freud avesse attribuito eccessiva importanza agli istinti sessuali come origine del comportamento e che il requisito della salute mentale fosse la realizzazione delle potenzialit interiori (di origine non sessuale) dell'individuo.

Nel corso di un'analisi a orientamento junghiano, il terapeuta aiuta il paziente a riconoscere le proprie risorse interiori e a utilizzarle per la crescita e per fare fronte ai conflitti. La frequenza delle sedute varia a seconda della fase (iniziale o progredita) del trattamento, la cui durata variabile. Le tecniche utilizzate sono molteplici e spesso includono riferimenti all'arte e alla cultura per indurre nel paziente le immagini inconsce (archetipi), che per Jung costituivano degli elementi universali, cio condivisi da tutti gli esseri umani in tutte le civilt. Alfred Adler Anche Alfred Adler, psicologo austriaco, dissent sul ruolo degli istinti sessuali nell'origine del comportamento. Egli riteneva che la condizione del bambino all'inizio della vita, piccolo e bisognoso di aiuto, producesse sentimenti di inferiorit, ai quali alcune persone reagivano sforzandosi di raggiungere la superiorit sugli altri. Questa ricerca di potere in contrasto con ci che Adler chiam "interesse sociale", vale a dire la possibilit di provare simpatia e di identificarsi con le altre persone. Secondo Adler, i disturbi mentali dipendono da un modo di vivere scorretto, in quanto basato su opinioni e obiettivi erronei e in cui non pu svilupparsi un interesse sociale. Ruolo del terapeuta quello di rieducare il paziente a riconoscere i propri errori e a sviluppare maggiormente il proprio interesse sociale. Eric Fromm, Karen Horney ed Erik Erikson Formano il cosiddetto gruppo dei neo-freudiani, allievi di Freud che hanno elaborato teorie che privilegiano il ruolo delle componenti sociali e culturali nella formazione della personalit. Tutti e tre emigrarono dalla Germania verso gli Stati Uniti negli anni Trenta, a causa del nazismo. Erich Fromm riteneva che il problema centrale di ogni individuo fosse il senso di isolamento derivante dalla consapevolezza di essere distinto e separato dagli altri. Secondo questo autore, l'obiettivo della vita e della psicoterapia quello di orientare l'individuo, di permettergli di trovare le proprie radici e di recuperare la sicurezza attraverso le relazioni con gli altri, pur nel mantenimento della propria individualit. Secondo Karen Horney, il comportamento nevrotico blocca l'individuo nella sua spontanea tendenza alla crescita e al cambiamento. Compito della psicoterapia identificare e chiarire questi blocchi difensivi e disilludere il paziente circa la loro efficacia, stimolando, al tempo stesso, la mobilitazione delle forze costruttive interiori. Anche Erik Erikson, come la Horney, riteneva che l'essere umano fosse in grado di crescere e modificarsi in ogni fase della vita, grazie all'azione dell'Io, una struttura psichica in grado di svilupparsi in modo sano in un ambiente adeguato. Se questo non accade, la persona pu acquisire grazie alla terapia la fiducia e la sicurezza di base, necessarie per un Io sano. A differenza degli altri psicoanalisti, Erikson, che inizi la sua carriera come analista infantile, lavorava di regola anche con le famiglie dei pazienti che aveva in cura. Psicoterapia umanistica Nata in contrapposizione alla psicoanalisi, la psicoterapia umanistica si basa su una concezione dell'essere umano che ne sottolinea le potenzialit positive. Carl Rogers La prima tra le psicoterapie umanistiche la terapia centrata sul cliente di Carl Rogers, psicologo americano. Rogers ha sempre utilizzato la parola "cliente" anzich paziente, per sottolineare la natura non medica del trattamento. Egli pensava che gli esseri umani, come tutti gli altri organismi, fossero guidati da una tendenza innata a salvaguardarsi e ad accrescersi e, quindi, a maturare e ad arricchire la propria vita. Secondo Rogers, in ogni persona sono presenti le capacit di comprendere se stessi e di cambiare in modo costruttivo. La psicoterapia promuove tali capacit e consente di esprimerle, con l'aiuto di un terapeuta, che deve avere delle qualit particolari. Rogers ha, infatti, attribuito maggiore importanza alle caratteristiche personali del terapeuta piuttosto che alle sue capacit e alla sua formazione tecnica. Caratteristica pi importante sapere ascoltare con attenzione e sensibilit quanto il cliente dice e prova; il terapeuta deve mantenere un atteggiamento incondizionatamente positivo verso il cliente, senza per questo essere falso. Rogers ha descritto il processo terapeutico come la possibilit da parte del cliente di fare propri gli atteggiamenti del terapeuta.

Dal momento che il terapeuta ascolta, il paziente impara ad ascoltare anche i pensieri e i sentimenti che pi lo spaventano, cosa che rende possibile la crescita e il cambiamento. Psicoterapia gestaltista La psicoterapia gestaltista costituisce un altro approccio di tipo umanista, sviluppato da Frederick (Fritz) Perls. Egli riteneva che il livello di civilizzazione della societ moderna produce inevitabilmente un'ansia nevrotica nell'individuo, dal momento che lo costringe a reprimere i propri desideri naturali e quindi frustra la sua innata tendenza ad adattarsi biologicamente e psicologicamente all'ambiente fino a formare con esso una globalit armonica. Per poter curare l'individuo, necessario che tali bisogni vengano resi consapevoli. Al contrario della tradizione psicoanalitica, Perls riteneva che la consapevolezza intellettiva possedesse un notevole potere di cambiamento nelle persone. Egli formul, quindi, degli esercizi (mentali) volti a incrementare la consapevolezza delle persone rispetto alle proprie emozioni, desideri, bisogni repressi, stimoli fisici e psicologici presenti nell'ambiente. La psicoterapia gestaltista pu svolgersi a livello individuale o in gruppo, di solito una volta alla settimana per circa due anni. Psicoterapia comportamentale (behaviouristica) A differenza della maggior parte delle altre psicoterapie, quella comportamentale non si basa su una teoria della nevrosi, ma costituisce piuttosto l'applicazione dei metodi della psicologia sperimentale al problema della persona che richiede il trattamento. I terapeuti comportamentali non sono interessati a scoprire forze psicologiche sottostanti i sintomi, ma si focalizzano sui comportamenti che procurano disagio ai loro clienti. Secondo questa corrente teorica, qualsiasi comportamento, normale o patologico, viene appreso secondo alcune leggi specifiche, che sono state accuratamente studiate (ad esempio da Ivan Pavlov in Russia e da Burrhus Friedrich Skinner negli Stati Uniti). Il principio della terapia che comportamenti problematici possono essere corretti attraverso le stesse leggi con cui sono stati appresi. La tecnica prevede un periodo iniziale in cui il terapeuta studia in modo molto accurato le caratteristiche del problema in questione e tutti gli aspetti ad essocollaterali, senza inferire cause o cercare significati nascosti, ma con particolare attenzione ai fenomeni che possono essere osservati e misurati. Sulla base di questo momento di valutazione iniziale (assessment comportamentale), vengono formulate ipotesi riguardo alle circostanze che possono aver determinato e mantenuto il problema. Vengono, quindi, messe a punto tecniche volte a modificare tali circostanze e si osservano i risultati in termini di cambiamento. Desensibilizzazione sistematica Si tratta della tecnica pi consolidata nel tempo e pi utilizzata dai terapeuti comportamentali; stata sviluppata dallo psichiatra sudafricano Joseph Wolpe. Viene utilizzata soprattutto per il trattamento delle fobie e consiste nell'aiutare il cliente a rilassarsi e, quindi, gradualmente, ad affrontare la situazione o gli oggetti temuti. Psicoterapia cognitiva Recentemente, la terapia comportamentale ha cominciato a considerare maggiormente l'influenza del pensiero sul comportamento, stimolata da alcuni autori quali, ad esempio, l'americano Albert Bandura. La terapia cognitivo-comportamentale identifica la causa del problema presentato dal cliente in una serie di credenze e abitudini cognitive erronee e cerca di modificarle avvalendosi delle tecniche comportamentali. Altri approcci, simili a questo, sono stati formulati da terapeuti di formazione psicoanalitica, che si sono poi distaccati da questa teoria, non ritenendola idonea al trattamento. Il primo in ordine di tempo la terapia razionale emotiva (RET) di Albert Ellis, uno psicologo americano che ritiene che alla base dei disturbi emotivi vi siano credenze irrazionali e pensieri illogici. Questo tipo di trattamento mira a fare riconoscere al paziente l'irrazionalit delle proprie convinzioni e a sostituirle con pensieri ed emozioni pi adeguati. Una tecnica simile, che si rivelata molto promettente nel trattamento della depressione, stata formulata da Aron Beck, un altro psicologo americano. Secondo l'autore, la persona depressa tende ad avere una visione negativa di s e quindi ad interpretare negativamente le proprie esperienze e a concepire il proprio futuro senza alcuna speranza.

Queste credenze costituiscono la base del pensiero erroneo. La tecnica di trattamento focalizzata sulla correzione di queste convinzioni erronee e non ne cerca le cause nel passato. Psicoterapia di gruppo La psicoterapia di gruppo nacque in Europa e negli Stati Uniti nella prima met del XX secolo. Con il termine oggi ci si riferisce alle modalit con cui la terapia si svolge (un terapeuta per pi persone) e non a una tecnica specifica: questa pu essere mutuata da diverse teorie (psicoanalitica, gestaltista ecc.). La principale fonte di cura e cambiamento costituita dalle relazioni tra i membri del gruppo; il terapeuta ha il ruolo di incoraggiarle e guidarle. Psicoterapia familiare Costituisce un tipo particolare di trattamento di gruppo. Adler aveva gi lavorato con le famiglie dei propri pazienti negli anni Trenta, ma solo negli anni Cinquanta nascono forme di trattamento dirette alle famiglie anzich ai singoli individui. L'idea sottesa a questo tipo di trattamento che il soggetto portatore di un problema psicologico sia espressione di un disagio pi vasto, che comprende tutta la famiglia. Piuttosto che analizzare i conflitti interni agli individui, i terapeuti della famiglia cercano di modificare, migliorandole, le relazioni tra i diversi membri. Nuovi approcci alla psicoterapia Alla fine degli anni Sessanta e durante gli anni Settanta vengono formulate e diffuse moltissime tecniche psicoterapeutiche. Molte di esse, come le prime psicoterapie umanistiche, nascono dall'insoddisfazione per le psicoterapie a orientamento psicoanalitico, ritenute troppo costose in termini di tempo e di denaro e, quindi, elitarie. La teoria e la tecnica psicoanalitiche sono state accusate, inoltre, di essere troppo intellettualistiche e razionali, eccessivamente centrate sulle esperienze passate dell'individuo e inutilmente impegnate a preservare i valori occidentali dell'individualismo, del successo e della produttivit. Per contro, nascono tecniche che privilegiano le emozioni e il momento presente. Tra queste nuove tecniche, spesso controverse, si ricordano la Primal Therapy dello psicologo americano Arthur Janov e l'"analisi transazionale", che si basa sui lavori di Eric Berne. Nella Primal Therapy, il paziente viene incoraggiato a rivivere le prime esperienze della propria vita con l'intensit emotiva che all'epoca era stata repressa. Janov ritiene che questa catarsi liberi il paziente dai sintomi nevrotici. L'analisi transazionale si basa sulla teoria secondo la quale ogni individuo quando interagisce con gli altri assume di volta in volta il ruolo di genitore, adulto o bambino. Durante la terapia, che generalmente si svolge in gruppo, viene insegnato al paziente a riconoscere le circostanze in cui appropriato comportarsi come un genitore autoritario o come un bambino impulsivo e ad assumere un ruolo adulto quanto pi possibile. Un discorso a parte merita il tentativo, a partire dagli anni Sessanta, di applicare il computer alla cura delle malattie psichiche. La caratteristica principale di questo tipo di tecnica l'interazione diretta tra il paziente e un computer programmato a fornire risposte sulla base di una tecnica di trattamento specifica (ad esempio, quella rogersiana). I limiti di questo approccio sono evidenti, ma per alcuni pazienti (ad esempio quelli con particolari problemi a entrare in relazione con le altre persone) esso si dimostrato preferibile a una relazione faccia a faccia con un terapeuta. Psicoterapia breve e intervento di crisi L'utilizzazione di tecniche brevi, spesso orientate ad aiutare le persone a far fronte a situazioni di crisi, un'altra tendenza recente della psicoterapia. Queste tecniche si sono sviluppate in parte come risultato dell'insoddisfazione per la lunghezza delle psicoterapie psicoanalitiche (che talvolta possono proseguire per molti anni) e in parte in seguito alla crescente comprensione delle reazioni umane alle situazioni di crisi. Nei periodi critici della vita, ad esempio dopo la morte di una persona cara, le persone sono pi sensibili al cambiamento, in positivo o in negativo. Intervenire in questa fase pu non solo aiutare a superare la crisi, ma anche rafforzare psicologicamente l'individuo. Si possono citare due principali forme di psicoterapia breve. La prima volta a calmare l'ansia e si avvale di tecniche di sostegno quali la rassicurazione, la suggestione, la modificazione dell'ambiente e i farmaci.

La seconda utilizza tecniche atte a provocare ansia e mira ad attaccare le difese nevrotiche del paziente, in modo che si possa verificare un cambiamento. Psicoterapia infantile La psicoterapia con i bambini si svolge entro le stesse cornici di riferimento di quella degli adulti, con la differenza che il terapeuta deve sempre tenere presente il livello di sviluppo dei propri pazienti. Anche la tecnica diversa: il gioco rappresenta nella psicoterapia infantile l'equivalente della parola nel trattamento dell'adulto. Qualsiasi sia l'orientamento teorico del terapeuta, la tecnica attualmente pi utilizzata prevede l'uso di diversi tipi di giocattoli. Anna Freud e Melanie Klein hanno studiato per prime la possibilit di introdurre il gioco come forma di comunicazione in psicoterapia infantile. Lo psicoterapeuta La legge italiana prevede che lo psicoterapeuta sia in possesso di una laurea in Psicologia o in Medicina e Chirurgia e abbia frequentato un corso di specializzazione almeno quadriennale, il cui statuto preveda un'adeguata formazione e addestramento in psicoterapia, in una scuola di specializzazione universitaria o presso istituti riconosciuti in base a una specifica normativa di legge. Valutazione dell'efficacia delle psicoterapie Alcuni autori hanno identificato tre fattori universali e complementari di cambiamento che, in misura variabile, concorrono all'efficacia perlomeno delle psicoterapie pi diffuse. Il primo fra essi la capacit, da parte della terapia, di mobilitare un'"intensa esperienza affettiva", quasi seguendo il precetto dello scrittore latino Aulo Celso che, gi nei primi anni dell'era cristiana, sosteneva che " benefico alla salute mentale tutto ci che agita a fondo lo spirito". Sarebbe questa la condizione che permette una migliore disponibilit al cambiamento, la catarsi delle emozioni, la capacit di assumere nuovi stili di comportamento e di relazione. Il secondo fattore la "padronanza cognitiva", ossia la capacit di acquisire e di integrare nuovi modelli di pensiero, un nuovo modo di percepire e di riflettere sulla realt della propria esperienza quotidiana. Diversamente dall'esperienza affettiva, la padronanza cognitiva costituirebbe la componente razionale del trattamento, che consente di organizzare il cambiamento e di stabilire su di esso un controllo dell'Io sufficientemente stabile. Il terzo fattore costituito dalla cosiddetta "regolazione comportamentale", ossia dall'apprendimento di comportamenti precedentemente infrequenti o insoliti e dall'abbandono di abitudini e modalit direazione pi consuete ma disfunzionali. Ciascuno di questi fattori, preso per se stesso, possiede una potenzialit terapeutica limitata, ed quindi soltanto dall'influenza reciproca e costante con gli altri che scaturisce il complessivo effetto benefico della psicoterapia. La possibilit di riconoscere che, seppure in misura diversa, in ogni trattamento psicoterapeutico efficace agiscono in modo complementare questi tre fattori (o eventualmente altri, che le ricerche del futuro potrebbero mettere in luce) rende evidente l'inutilit di una rigida contrapposizione fra le diverse tecniche. Non ha, quindi, senso affermare che una particolare forma di trattamento superiore a un'altra (o a pi altre), mentre corretto affermare che una terapia pu essere pi o meno valida per una particolare problema. In altre parole si pu dire che un certo tipo di psicoterapia efficace per la cura dispecifici sintomi o nel trattamento di pazienti con una determinata personalit. Quindi, bench si sia ancora lontani dall'aver trovato la corrispondenza ideale fra paziente e tecnica psicoterapeutica, prima di dare inizio a una psicoterapia ` opportuno chiedersi quale trattamento, e specialista, pi efficace per ogni singolo paziente. Diventa allora essenziale, nel lavoro psicoterapeutico, il momento della diagnosi, ossia della valutazione di tutti gli elementi clinici che consentono di effettuare una indicazione corretta di trattamento. Psicoanalisi 1. 2. 3. 4. 5. 1. 2. 3. 4. 5. significato Gli studi di Freud Scuole psicoanalitiche Altre scuole psicoanalitiche Tendenze attuali

Termine che si riferisce alla teoria sulle relazioni tra processi consci e inconsci, creata da Sigmund Freud e alla tecnica di trattamento basata sull'investigazione dell'inconscio, che ha costituito lo strumento per la formulazione della teoria. Oggi il concetto ha un'accezione pi ampia, che comprende le modificazioni della teoria e della tecnica operate dagli autori successivi a Freud.

Gli studi di Freud L'inconscio La prima innovazione introdotta da Freud fu il riconoscimento di processi psichici inconsci, che seguono leggi profondamente differenti da quelle, razionali, che operano sui processi coscienti. Tra le leggi che regolano il funzionamento dell'inconscio vi sono lo spostamento, la condensazione, l'uso di immagini concrete e il simbolismo. A partire da questo riconoscimento fu possibile per Freud comprendere e spiegare fenomeni fino ad allora inconoscibili, come il sogno. Freud sostenne che i sogni svolgono una funzione protettiva del sonno, in quanto esprimono in forma simbolica, e quindi pi accettabile, gli impulsi disturbanti, collegati alle esperienze della veglia. In questo modo, gli impulsi inaccettabili (contenuto latente) vengono tradotti in rappresentazioni pi accettabili (contenuto manifesto) anche se non sempre chiare per il soggetto. Il trattamento psicoanalitico permette il passaggio dal contenuto manifesto al contenuto latente del sogno, attraverso l'interpretazione, cosa che permette la successiva rielaborazione degli impulsi inaccettabili. Istinti e pulsioni Punto basilare della teoria di Freud che i conflitti inconsci coinvolgono degli impulsi, o pulsioni, derivanti dalla vita infantile e legati a tendenze sessuali (libidiche) e aggressive di natura essenzialmente corporea. Solo l'elaborazione di questi impulsi inaccettabili dal punto di vista cosciente, attraverso l'analisi, permette al soggetto di elaborarli e, quindi, renderli accettabili. Secondo la teoria di Freud sulla sessualit infantile, la sessualit adulta rappresenta il punto di arrivo di un processo complesso che ha origine durante l'infanzia e che coinvolge un certo numero di funzioni corporee e di aree deputate alla soddisfazione degli istinti che da esse scaturiscono (orale, anale, fallica, genitale). A queste fasi del processo corrispondono diverse modalit di relazione che il bambino instaura con i genitori. Di cruciale importanza, secondo la teoria, il raggiungimento del cosiddetto complesso di Edipo, all'et di 5-6 anni, quando il bambino sviluppa un attaccamento di natura sessuale verso il genitore del sesso opposto e sentimenti di ostilit verso il genitore dello stesso sesso. A causa dell'immaturit dei processi di pensiero del bambino, questo processo che di per s rappresenta il primo passo verso un mondo relazionale adulto destinato alla frustrazione e al fallimento. Le modalit con cui il bambino riesce a superare il complesso edipico sono estremamente importanti ai fini dello sviluppo successivo e, in particolare, della possibilit di sperimentare relazioni interpersonali soddisfacenti. I conflitti che si determinano durante le varie fasi di sviluppo non sono meno importanti, in quanto, in essi, svolgono un ruolo fondamentale le attitudini dei genitori, non solo nella loro oggettivit, ma anche per come esse vengono percepite e distorte dalla fantasia del bambino. Modelli dell'apparato mentale Nei primi studi, Freud ipotizz che la mente fosse costituita da tre strutture identificabili come "conscio" (la mente cosciente) "preconscio" (contenuti mentali non immediatamente disponibili alla coscienza, ma che diventano tali grazie all'analisi) e "inconscio" (contenuti non accessibili alla coscienza se non in termini di derivati, come i lapsus, i sogni o gli "atti mancati"). Sulla base di questo modello, il procedimento analitico operava rendendo preconsci i contenuti inconsci. Secondo Freud, questo avrebbe dovuto automaticamente comportare un miglioramento dei sintomi del paziente. Nel momento in cui si rese conto che ci non accadeva, formul un nuovo modello, detto "strutturale" (1923) in quanto prevedeva la presenza di tre strutture mentali distinte: Es, Io e Super-io. Sulla base di questo modello, l'inconscio non pi un "luogo" distinto, ma una caratteristica di tutte e tre le strutture, anche se in misura diversa. L'angoscia L'angoscia, o ansia, costituisce per Freud il principale meccanismo di difesa messo in atto dall'Io nei confronti di pericoli derivanti dal mondo esterno e dall'emergere delle pulsioni: tali pericoli sarebbero costituiti dalla paura dell'abbandono, dalla perdita dell'oggetto d'amore, dal rischio della perdita, dal timore della punizione e dei rimproveri del Super-Io. Scuole psicoanalitiche Diverse scuole psicoanalitiche sono state fondate da allievi di Freud, che dissentivano dalla sua teoria.

Carl Gustav Jung Carl Gustav Jung dissent da Freud sulla natura prevalentemente sessuale della libido. Secondo Jung, l'essere umano , infatti, motivato da un insieme di istinti alla realizzazione personale, tra i quali quello sessuale. Egli fond una scuola autonoma, che chiam psicologia analitica. Il cardine della teoria junghiana la suddivisione dell'inconscio in due parti: l'inconscio sessuale proprio di ciascun individuo nella sua unicit; l'inconscio collettivo invece universale in tutte le epoche e in tutte le culture ed costituito da archetipi o immagini primordiali. Un altro concetto fondamentale della teoria riguarda i tipi di personalit: quella "estroversa" ha luogo quando la libido e le spinte istintuali dell'individuo sono rivolte verso il mondo esterno e le altre persone; quella "introversa" ha luogo quando, all'opposto, queste tendenze sono rivolte sulla persona. Jung non accett la distinzione freudiana tra Io e Super-Io, ma postul l'esistenza di una struttura in qualche modo analoga al Super-Io, che chiam "Persona", corrispondente all'immagine esterna, socialmente accettabile che l'individuo fornisce di s, spesso in contrasto con il proprio reale modo di sentire. Alfred Adler Alfred Adler si differenzi da Freud e da Jung in quanto riteneva che l'elemento motivante centrale nella vita dell'individuo fosse il superamento del proprio senso di inferiorit, che si stabilisce nei primi anni di vita. I meccanismi mentali compensatori del senso di inferiorit (sentimenti di grandezza, potenza, desideri di sopraffare l'altro) possono eccedere e dare luogo a disturbi nevrotici. Otto Rank Allievo di Freud, Otto Rank formul una personale teoria sullo sviluppo della nevrosi, che vedeva la causa principale del disturbo nel trauma derivante dalla nascita. Nel descrivere le tappe dello sviluppo evolutivo dall'estrema dipendenza dall'ambiente all'autonomia materiale e psicologica, attribu molta importanza al ruolo del desiderio, che consider un elemento strutturante la personalit. Melanie Klein Fondatrice della cosiddetta scuola inglese di psicoanalisi, Melanie Klein bas la propria teoria sulle osservazioni dei bambini e sulle proprie esperienze di analista infantile. Elemento centrale della sua teoria l'esistenza di fantasie inconsce nel bambino da prima dei sei mesi di vita. La vita mentale del bambino piccolo caratterizzata da un intenso istinto di morte, che determina la costante presenza di una minaccia esterna, da cui difendersi. Il bambino percepisce la madre come non unitaria, "buona" in certi momenti e "cattiva" in altri. Solo la possibilit di realizzare che la madre unica e il timore di distruggerla con i propri istinti aggressivi rende possibile per il bambino sviluppare una relazione pi matura, caratterizzata dal legame con la madre e da tentativi di riparazione dei danni arrecati. Klein ipotizz che la fissazione del bambino a questo stadio di sviluppo fosse alla base della depressione nell'adulto. Altre scuole psicoanalitiche Eric Fromm, Karen Horney e Harry Stack Sullivan fondarono scuole psicoanalitiche proprie, modificando la teoria freudiana nel senso dell'attribuzione di una maggiore importanza, ai fini dello sviluppo della personalit, dei fattori di origine sociale e delle relazioni interpersonali. A partire dagli anni Quaranta, negli Stati Uniti, si sviluppata la scuola che va sotto il nome di "Psicologia dell'Io", i cui esponenti pi famosi sono Heinz Hartmann, Ernst Kris, David Rapaport, Roy Schafer e Robert Holt. Anche in seguito all'incontro tra la cultura europea, da cui la maggior parte di essi proveniva, con quella americana, fortemente influenzata dal comportamentismo, questi autori sottolinearono in particolare il ruolo dell'Io in quanto struttura mentale che svolge un ruolo di mediazione tra i bisogni interni dell'individuo e le richieste provenienti dalla realt. Tendenze attuali La psicoanalisi si evoluta verso un'attenzione crescente agli aspetti relazionali che favoriscono o impediscono lo sviluppo. Particolarmente significativi, in questo senso, sono gli studi di Margaret Mahler sul processo di separazione-individuazione (che vede bambino e madre muoversi da una situazione di simbiosi, cio di strettissimo legame reciproco, verso l'autonomia e l'acquisizione di un'identit personale) e quelli di Donald Winnicott sul ruolo che una "madre sufficientemente buona" svolge nella formazione della personalit del bambino.

Pi recentemente, l'interesse della psicoanalisi si spostato sullo studio del processo di attaccamento, ovvero sulla costituzione dei primissimi legami affettivi del bambino, a partire dagli studi di John Bowlby, in parte mutuati da quelli portati avanti nel campo dell'etologia. Freud 1. 2. 3. 4. 5. 1. 2. 3. 4. 5. introduzione Primi anni di vita e studi La nascita della psicoanalisi Contributi controversi Riconoscimento internazionale

Freud, Sigmund (Freiberg, Moravia, ora Repubblica Ceca 1856 - Londra 1939), medico e neurologo austriaco, fondatore della psicoanalisi. Il suo principale contributo fu la creazione di un approccio del tutto innovativo alla comprensione della personalit umana, sulla base della scoperta dell'esistenza dell'inconscio. Cre, inoltre, una tecnica di trattamento delle nevrosi e dei disturbi mentali che, con le opportune modificazioni, viene utilizzata ancora oggi. Anche se fu oggetto di numerose critiche, Freud universalmente considerato una delle menti pi creative dell'epoca moderna. inizio Primi anni di vita e studi Nato in Moravia, dopo numerosi spostamenti dovuti al crescente antisemitismo, Freud si stabil con la famiglia a Vienna; da bambino avrebbe voluto diventare avvocato, ma studi invece medicina all'universit di Vienna: stimolato dai lavori scientifici di Johann Wolfgang von Goethe, desiderava approfondire la conoscenza delle scienze naturali per risolvere alcune sfide che si ponevano agli scienziati dell'epoca. Al terzo anno di universit, Freud inizi a studiare il sistema nervoso centrale, nel laboratorio diretto da Ernst Wilhelm von Brcke, e vi si appassion al punto da tralasciare le altre materie: si laure, infatti, con tre anni di ritardo rispetto al previsto. Nel 1881, terminato il servizio militare, ottenne l'abilitazione all'esercizio della professione medica; rest, tuttavia, al laboratorio di fisiologia dell'universit per continuare gli studi intrapresi. Nel 1883, su pressione di von Brcke, abbandon con riluttanza la ricerca teorica per dedicarsi alla pratica clinica. L'influenza di Charcot Freud pass tre anni presso l'Ospedale generale di Vienna, dove si dedic alla psichiatria, alla dermatologia e alle malattie nervose. Lasci il posto nel 1885, per un incarico accademico in neuropatologia all'universit di Vienna, e, nello stesso anno, ottenne una borsa di studio per frequentare a Parigi le lezioni del neurologo Jean-Martin Charcot. A quell'epoca Charcot, direttore dell'ospizio della Salptrire, trattava i disturbi nervosi con la suggestione ipnotica: Freud inizi cos a occuparsi di isteria e a incanalare i propri interessi verso la psicopatologia o lo studio scientifico dei disturbi mentali. Dal 1886, dopo aver conseguito la specializzazione in malattie nervose, esercit privatamente la professione medica a Vienna, incontrando tuttavia una violenta opposizione da parte della classe medica che non condivideva le sue concezioni poco ortodosse sull'isteria e sull'ipnosi mutuate da Charcot. La nascita della psicoanalisi Il primo scritto di Freud, Sull'afasia, fu pubblicato nel 1891; si trattava di uno studio su un disturbo neurologico, dovuto a una lesione del cervello in cui viene colpita la capacit di pronunciare le parole e i nomi di uso comune. L'ultimo lavoro di argomento neurologico fu un articolo sulle paralisi cerebrali infantili pubblicato nel 1897. Fu scritto, per, solo per l'insistenza dell'editore, poich a quell'epoca Freud era gi attivamente impegnato a ricercare spiegazioni psicologiche, e non fisiologiche, dei disturbi mentali: i suoi scritti successivi riguardano infatti quasi esclusivamente la disciplina da lui stesso definita (1896) psicoanalisi. Isteria I primi studi di Freud in ambito psicoanalitico furono condotti con la collaborazione del medico viennese Josef Breuer. I risultati furono presentati in forma definitiva nel 1895, con il titolo Studi sull'isteria. In questo scritto (molto influenzato dagli studi di fisiologia), i sintomi isterici venivano presentati come manifestazioni di energia emotiva non scaricata, in relazione a un trauma psichico completamente dimenticato (o, in termini psicoanalitici, "rimosso" ). Attraverso l'induzione di uno stato ipnotico, diventava possibile recuperare il ricordo del trauma e scaricare, attraverso la catarsi, le emozioni a esso associate e causa dei sintomi. Questa pubblicazione segn l'avvio della costruzione su basi cliniche della teoria psicoanalitica.

L'inconscio Tra il 1895 e il 1900 Freud svilupp molti concetti successivamente entrati a far parte della teoria e della tecnica psicoanalitica. Poco dopo la pubblicazione degli scritti sull'isteria, abbandon l'uso dell'ipnosi e del metodo catartico per dedicarsi allo studio dei flussi spontanei di pensiero dei pazienti rivelatori dei processi mentali inconsci e della struttura della nevrosi. Freud trov attraverso l'osservazione clinica le prove dell'esistenza di meccanismi mentali quali la rimozione e la resistenza. Defin la rimozione come un dispositivo inconscio capace di rendere inaccessibile alla coscienza il ricordo di eventi dolorosi o minacciosi e la resistenza come una difesa inconscia contro l'emergere dei sentimenti rimossi, per evitare l'ansia. Egli scopr i processi inconsci avvalendosi delle libere associazioni dei pazienti come guida per l'interpretazione dei sogni e degli errori verbali (i cosiddetti "lapsus freudiani", considerati sintomatici di desideri inconsci). Contributi controversi L'analisi dei sogni port Freud a teorizzare l'esistenza della sessualit infantile e del cosiddetto complesso di Edipo, il presunto legame erotizzato del bambino verso il genitore del sesso opposto, cui si accompagnano sentimenti di ostilit verso l'altro genitore. Questi concetti erano in linea con l'enfasi attribuita da Freud alle basi biologiche del comportamento umano (soprattutto sessualit e aggressivit) e costituivano i punti pi controversi della costruzione psicoanalitica. L'aggettivo "freudiano" spesso utilizzato in riferimento proprio a queste teorie, intrise di un ricco simbolismo, che tentavano di conciliare il conflitto tra i fattori biologici e le determinanti culturali del comportamento (estetica, capacit cognitive e religione); in questo periodo svilupp anche la teoria del transfert (il processo per cui la qualit dei rapporti emotivi stabiliti con i genitori nella prima infanzia tende a essere riprodotta successivamente con le altre persone). La chiusura di questo ciclo di studi fu segnata dalla pubblicazione dell'opera pi importante di Freud, L'interpretazione dei sogni (1900), che comprendeva molte esperienze personali registrate in tre anni di autoanalisi a partire dal 1897 e illustrava tutti i concetti basilari della teoria e della tecnica psicoanalitica. Nel 1902 Freud divenne professore di ruolo all'universit di Vienna, non tanto per il riconoscimento della sua opera scientifica, quanto per l'interessamento di un suo paziente molto influente: la comunit medica gli era, infatti, ostile e la successiva pubblicazione delle opere Psicopatologia della vita quotidiana (1901) e Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), non fece che aumentare il dissidio. Freud continu a lavorare prevalentemente solo, in quello che chiam uno "splendido isolamento". Dal 1903, cominci tuttavia ad avere un piccolo gruppo di seguaci che lavoravano con lui, tra i quali gli austriaci William Stekel, Alfred Adler e Otto Rank, l'americano Abraham Brill e gli svizzeri Eugen Bleuler e Carl Gustav Jung; a essi si aggiunsero nel 1908 lo psichiatra ungherese Sndor Ferenczi e l'inglese Ernest Jones. Riconoscimento internazionale La crescente notoriet del movimento psicoanalitico rese possibile la costituzione nel 1910 di un'organizzazione mondiale, chiamata Associazione psicoanalitica internazionale. Mentre il movimento si ingrandiva, grazie anche all'adesione di nuovi membri di altri paesi europei e degli Stati Uniti, Freud dovette affrontare il dissenso interno al gruppo originario, in particolare le critiche di Adler e Jung, che fondarono altre scuole in aperto contrasto con la teoria freudiana sull'origine sessuale della nevrosi. Freud reag elaborando ulteriormente i propri concetti basilari e sviluppandoli in numerose pubblicazioni. Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, ridusse l'attivit clinica per dedicarsi all'applicazione delle proprie teorie all'interpretazione della religione, della mitologia, dell'arte e della letteratura. Nel 1923 fu colpito da un cancro alla bocca, per il quale dovette sottoporsi a cure quotidiane molto dolorose e a numerosi interventi chirurgici. Nonostante questa sofferenza, nei successivi sedici anni continu a scrivere soprattutto su problemi culturali e filosofici. Appartengono a questo periodo opere come Totem e tab (1913), L'Io e l'Es (1922), Nuove lezioni introduttive sulla psicoanalisi (1933) e L'uomo Mos e la religione monoteistica (1939). Dopo l'invasione nazista dell'Austria nel 1938, Freud si rifugi con la famiglia a Londra, dove mor nel 1939. Jung Jung, Carl Gustav (Kesswil 1875 - Ksnacht 1961), psichiatra svizzero, fondatore della psicologia analitica. Si allontan dalla scuola psicoanalitica di Sigmund Freud, interpretando i disturbi mentali ed emotivi come un tentativo di recuperare un'interezza personale e spirituale. Figlio di un pastore protestante, durante l'infanzia Jung svilupp una notevole propensione per il sogno e la fantasia, che recuper poi nei suoi studi.

Laureatosi in medicina, si interess anche di biologia, zoologia, paleontologia e archeologia e quindi si dedic alle associazioni verbali e alle risposte spontanee che davano i pazienti alle parole-stimolo dette loro dal terapeuta. I risultati di questi studi gli procurarono fama internazionale e lo portarono a collaborare strettamente con Freud. Con la pubblicazione di Psicologia dell'inconscio (1912) Jung dichiar la propria autonomia dalla concezione di Freud sulla libido, illustrando il parallelismo esistente tra gli antichi miti e le fantasie psicotiche, e spiegando la motivazione umana nei termini di una pi generale energia creativa. Lasci la presidenza della Societ internazionale di psicoanalisi e fond un nuovo movimento, chiamato "psicologia analitica". Nei successivi cinquant'anni, Jung si dedic a sviluppare queste teorie, approfondendo la conoscenza della mitologia e della storia, viaggiando per conoscere nuove culture e per recuperare i sogni e le fantasie della propria infanzia. Nel 1921 pubblic la sua opera pi importante, Tipi psicologici, in cui tratt la relazione tra conscio e inconscio e propose l'ormai famosa distinzione fra tipi di personalit (estroversa e introversa). Successivamente, differenzi l'inconscio personale, costituito da sentimenti e pensieri rimossi nel corso della vita dell'individuo, dall'inconscio collettivo, formato da sentimenti, pensieri e ricordi comuni a tutta l'umanit e chiamati archetipi o immagini primordiali. Gli archetipi corrispondono a esperienze condivise da tutti gli individui (il confronto con la morte, la scelta di un/a compagno/a). L'approccio terapeutico di Jung mira a riconciliare le forze opposte all'interno della personalit: non solo estroversione e introversione, ma anche sensibilit e intuizione, emozioni e pensiero razionale. Attraverso la comprensione dell'integrazione tra inconscio personale e inconscio collettivo, la terapia permette di arrivare a uno stato di individuazione o interezza di s. Jung scrisse numerose opere, in particolare sul metodo analitico e sulle relazioni tra psicoterapia e credenze religiose. Super-Ego In psicoanalisi, istanza dell'apparato psichico, assieme a Es e Io. Nell'accezione di Sigmund Freud, il termine indica la parte della mente che, nella personalit normale, controlla e modifica automaticamente gli istinti antisociali derivanti dall'Es per adeguarli alle richieste dell'ambiente. Il Super-Ego si sviluppa gradualmente nel bambino attraverso l'adozione inconscia dei valori e delle norme morali dei genitori prima, e dell'ambiente sociale poi. Es In psicoanalisi, una delle tre parti della psiche umana (insieme con Io e Super Io). L'Es pu essere considerato equivalente all'accezione comune di inconscio, la riserva di forze pulsionali, necessit biologiche, desideri e motivazioni affettive; regolato dal principio del piacere, che porta l'individuo alla gratificazione immediata dei bisogni. Secondo Sigmund Freud, l'Es alimentato da un'energia propria, detta libido, di natura essenzialmente sessuale. Ego Termine della psicoanalisi per definire l'Io, uno dei tre aspetti della psiche umana secondo Sigmund Freud (insieme a Es e a Super Ego), deputato ai rapporti con la realt e influenzato da fattori sociali. La sua formazione ha inizio al momento della nascita, dal primo contatto con il mondo esterno (persone e cose). Nella sua funzione di controllo degli impulsi inaccettabili, l'Io agisce da mediatore tra i desideri inconsci e le richieste sociali Inconscio Termine che si riferisce ai contenuti psichici (desideri, ricordi, paure, sentimenti e idee) non presenti alla coscienza dell'individuo. L'esistenza di una mente inconscia era gi stata ipotizzata in filosofia e in psicologia, ma solo con la psicoanalisi il concetto fu oggetto di studio sistematico. La nozione di inconscio fu elaborata da Sigmund Freud, che lo consider come il ricettacolo delle esperienze derivanti dalla vita infantile, completamente sconosciute alla mente cosciente e identificabili solo attraverso i sogni e i sintomi psicopatologici. Nell'inconscio confluiscono anche le pulsioni sessuali (libidiche) e aggressive e le successive modificazioni su di esse operate in seguito allo sviluppo del Super-io.

Lo psicoanalista svizzero Carl Jung dissent da Freud sulla natura pulsionale dell'inconscio e ipotizz la presenza di un inconscio collettivo, costituito da fantasie arcaiche, universali Simbolismo Corrente letteraria e artistica, fiorita in Francia nella seconda met del XIX secolo, i cui seguaci, in opposizione al realismo, cercavano di esprimere idee, emozioni e atteggiamenti con l'uso di parole e immagini simboliche. LETTERATURA: LA NASCITA E LO SVILUPPO IN FRANCIA E IN BELGIO Movimento letterario e artistico sorto in Francia nell'ultimo ventennio del sec. XIX. Nato ufficialmente con un manifesto di Jean Moras pubblicato sul Figaro il 18 settembre 1886, aveva origini lontane, risalenti al romanticismo e alla poesia di Baudelaire, al quale appartiene anche la prima definizione poetica di simbolismo, contenuta nel sonetto Correspondances. In esso la natura rappresentata come una foresta di simboli tra loro "corrispondenti" che racchiudono le chiavi del significato dell'universo. Secondo una concezione gi romantica della funzione del poeta, suffragata dalla filosofia idealistica, a lui compete il ruolo di interprete della realt, grazie a strumenti di conoscenza diversi e pi penetranti di quelli del puro raziocinio. In modi diversi ma non discordanti, l'uno identificando il poeta nel veggente, l'altro assegnando alla musicalit del verso il potere di suggerire la realt impalpabile, Rimbaud e Verlaine svilupparono la poetica baudelairiana fino a diventare i massimi rappresentanti della scuola simbolista, alla quale tuttavia non appartennero di fatto. Essa si forgi invece intorno a una miriade di rivistine effimere, tra le quali emergono, con caratteristiche talora diverse dato il confuso fervore di iniziative di rottura antiparnassiane e antinaturalistiche dell'epoca, Le Dcadent, Le Symboliste, La Vogue, La Plume, Le Mercure de France (fondato da Alfred Vallette nel 1889), La Revue wagnerienne (fondata da Dujardin nel 1885). Vi collaborarono Gustave Kahn, Stuart Merrill, Vil-Griffin, Ren Ghil, Jean Moras che gi nel 1891 se ne sarebbe staccato per fondare l'cole romane, A. Rett, Ch. Gurin, A. Samain, Jules Laforgue, morto giovanissimo nel 1887, A. Jarry. Altri si raccolsero intorno ai "marted letterari" di Mallarm, riconoscendo in lui il massimo interprete della nuova poesia, depositaria del mistero assoluto dell'idea racchiuso nelle pi ermetiche forme. E accanto a Mallarm, con i Dujardin e i Rgnier furono influenzati dal simbolismo o ne furono interpreti altissimi poeti e scrittori come P. Valry, A. Gide e P. Claudel, il quale ispir il suo teatro, fin dai primi drammi, a un simbolismo che continu parallelamente alla conquista della fede, nel rispetto di una verit pi alta accettata in totale dedizione, chiave per l'interpretazione di ogni cosa. Il merito della rottura con le forme della metrica classica non spetta tuttavia esclusivamente ai grandi, ma anche a tutti quei poeti "di scuola" che del "verso libero" fecero lo stendardo di guerra alla tradizione. A essi, che furono numerosissimi, vanno aggiunti poeti belgi di notevole statura come Rodenbach, Verhaeren, Mockel, Van Lerberghe, Maeterlinck. Di Maeterlinck va detto che fu certo tra i maggiori drammaturghi che si espressero in chiave simbolista. In lui si ritrovano ispirazioni e leggi che sono la chiave del teatro claudelliano. Alla realt del mondo visibile fa riscontro una realt del mondo invisibile cui l'uomo partecipa in tutto il suo dualismo, di realt e spirito, di visibile e invisibile. Maeterlinck voleva persino sostituire all'attore qualcosa di pi emblematico, cos come Mallarm voleva sostituire all'eroe tradizionale una astrazione universale, la "figure que nul n'est", tesi che conquistarono sul finire dell'Ottocento il Thtre d'Art e il Thtre de l'vre, dove il regista Lugn-Poe sperimentava in chiave simbolista, contro il rigorismo di Antoine, anche il teatro di Ibsen. Il simbolismo fu dunque un momento determinante della storia letteraria anche se la sua stagione si concluse presto. LETTERATURA: LO SVILUPPO NEGLI ALTRI PAESI Ebbe il suo momento di splendore, non solo in Francia dove nacque, ma anche altrove, specie in Russia, dove, pur riconoscendo la sua filiazione francese, seppe riallacciarsi anche con vigore alla tradizione nazionale (folclore, fede cristiana ortodossa, Lermontov, Tjutcev, Baratynskij, Fet). I primi tra i poeti "nuovi" furono N. Minskij e I. Jasinskij che nel 1884 pubblicarono sulle pagine della rivista Zarja di Kijev un articolo contro la letteratura impegnata auspicando un'arte indipendente, autonoma. In seguito Merezkovskij con i suoi Simboli (1892) diede il nome al movimento. Accanto a lui i rappresentanti pi noti della prima generazione di simbolisti furono: Z. Gippius, F. Sologub, A. N. Dobroljubov, V. Brjusov e K. Balmont, sostenitori della poesia pura. All'affermazione del simbolismo contribuirono i tre volumi di Simbolisti russi curati da V. Brjusov ed editi nel 1894 e 1895. Brjusov, Balmont, Sologub, Vjaceslav Ivanov e la cosiddetta seconda generazione con A. Blok e A. Belyj furono i pi tipici rappresentanti del movimento che assunse caratteri peculiari soltanto dopo il 1900 e specialmente in poesia, pur avendo dato notevoli lavori anche in prosa (con Sologub, Belyj e Brjusov). La massima fioritura del simbolismo russo avvenne nel primo decennio del Novecento, grazie anche alle sue tribune, Vesy (La Bilancia; 1904-09) e Zolotoe runo (Vello d'oro; 1906-09) sulle quali apparivano non solo le opere poetiche e narrative ma anche gli scritti teorici dei simbolisti. Intorno alla Novyj put (Nuova strada; 1903-04) si riunivano invece i simbolisti di tendenza filosofico-mistica e religiosa (Merezkovskij, Gippius, V. V. Rozanov).

Meno determinante fu l'influsso del simbolismo sulla letteratura di lingua inglese dove si manifest soprattutto con intendimenti di rottura in rapporto al classicismo e come scuola sperimentale. Si possono quindi reperire echi simbolisti piuttosto che poeti simbolisti. E tali echi sono riscontrabili in E. Pound come in J. G. Fletcher, W. B. Yeats, T. S. Eliot. Le teorie simboliste ebbero anche il merito di richiamare una maggiore attenzione sulle poesie di Poe, che gi aveva conquistato traduttori-poeti come Baudelaire e Mallarm. Parallelo all'influsso sulla letteratura inglese fu quello sulla letteratura tedesca, con riflessi manifesti in Stefan George, Rilke, Spitteler, mentre pi significativo apparve in Romania dove tipici rappresentanti furono G. Bacovia, Petica, Anghel e Minulescu. Respinta nel periodo del dominante "proletcultismo" la corrente simbolista stata in seguito rivalutata da una visione critica che riconosce al simbolismo una matrice da cui stata generata la poesia moderna; quella poesia cui legato il modernismo della letteratura spagnola e ispano-americana, il cui maggior rappresentante fu Rubn Daro, e che in Italia rilevabile, sia pur in tono minore, in poeti che vanno da D'Annunzio a Pascoli, a Dino Campana, a Ungaretti, a Montale. ARTE All'idea di ricerca e di progresso, propria del realismo ottocentesco, i simbolisti sostituirono quella di una continua aspirazione alla trascendenza, escludendo perci la radicale trasformazione dei procedimenti dell'arte, di cui invece proposero un raffinamento spinto fino all'estenuazione. Gustave Moreau, Odilon Redon e Rodolphe Bresdin furono i maestri ideali della nuova generazione, caratterizzata da una mutata sensibilit e dal desiderio di staccarsi da un culto stretto della natura. Trovando cos sostegno nelle poetiche letterarie contemporanee, il simbolismo riapr un problema di contenuti e si ricolleg alle prime istanze romantiche e visionarie di Blake e Fssli e all'allegorismo delle evocazioni classiche di Puvis de Chavannes. La nuova estetica, propagata da numerose riviste quali Pliade, Dcadent, Symboliste, La Plume, Mercure de France, determin mutamenti significativi anche nell'ambito dei neoimpressionisti, tanto che Seurat e Signac proclamarono la necessit di un deciso distacco dal naturalismo impressionista. In questo momento di vivo fermento culturale intervenne nell'ambito simbolista Paul Gauguin che, gi in contatto con i letterati, particolarmente con Mallarm, si era interessato ai problemi dell'espressione simbolista durante il soggiorno in Bretagna. Attorno a lui si form il cosiddetto gruppo di Pont-Aven che, cogliendo il carattere precipuo dell'arte gauguiniana, mir a un sintetismo formale di carattere emblematico. Una mostra di questo primo gruppo a Parigi, al Caf Volpini nel 1889, conquist al movimento simbolista gli allievi dell'Acadmie Julian che, riuniti attorno alla Revue Blanche, ne furono gli effettivi continuatori, traducendolo in costume di vita: i nabis, e segnatamente P. Srusier, il primo M. Denis, il primo P. Bonnard ed E. Vuillard. Nel 1891 il critico A. Aurier, in un articolo sul Mercure de France dedicato a Gauguin, diede il suo contributo teorico al simbolismo, definendo l'opera d'arte: ideista, simbolista, sintetica, soggettiva e decorativa. Quasi contemporaneamente, in relazione pi o meno stretta col simbolismo francese, si manifestarono analoghe tendenze in altri Paesi europei: in Inghilterra, dove un avvio era stato dato dai preraffaelliti, con l'estetismo vittoriano di Aubrey Beardsley, in Olanda con J. Toorop, in Svizzera con F. Hodler, in Germania con A. Kubin. Un altro centro simbolista fu poi Vienna, dove attorno a G. Klimt si raccolse un folto gruppo di artisti, fondando nel 1897 il movimento della Secessione. Nel suo rapido diffondersi la poetica del simbolismo perse alcune delle sue specifiche mozioni originarie e pales sempre pi il proprio carattere estetizzante e formalista, diventando una forma di gusto, uno "stile" destinato a influire ampiamente su diverse forme di espressione artistica. La sua importanza storica infatti fu enorme: respinto dal cubismo, che muovendo da Czanne riafferm la concezione dell'arte-conoscenza, riprese slancio con l'espressionismo del Blaue Reiter (specialmente con Kandinskij e Klee) e con le varie correnti dell'avanguardia europea. Dopo la I guerra mondiale ritrov credito anche in Francia col surrealismo e, dopo la II, con le tendenze informali collegate alle filosofie dell'esistenza. Realismo Realismo (arte e letteratura) In arte e letteratura, il tentativo di descrivere il comportamento dell'uomo e il contesto in cui vive o di rappresentare figure e oggetti come appaiono nella realt. In molti periodi storici, in diversi paesi e in differenti ambiti artistici tendenze alla rappresentazione realista si sono alternate ad altre concezioni; il termine "realismo", tuttavia, propriamente attribuito al movimento artistico iniziato intorno alla met del XIX secolo, in reazione all'approccio fortemente soggettivo del Romanticismo. Arte In ambito artistico, il termine "realista", utilizzato per descrivere un'opera d'arte, ha indicato spesso la rappresentazione di oggetti o figure cos fedele da poter anche risultare "sgradevole", specie se contrapposta a canoni di bellezza classica.

Frequentemente utilizzato per descrivere scene di vita umile, il termine pu anche implicare una critica delle condizioni sociali, presente del resto negli intenti del movimento che, in contrasto con la pittura idealista, esord all'Esposizione di Parigi del 1855. Tra i suoi promotori furono i pittori francesi Gustave Courbet (Gli spaccapietre, 1850), Honor Daumier e Jean-Franois Millet, le cui opere sono considerate rappresentative del realismo sociale. Il realismo ebbe largo seguito in tutti i paesi europei a partire dal 1860; in Italia vanno ricordati, tra gli artisti della prima generazione realista, Giovanni Fattori, pittore del gruppo dei macchiaioli, Antonio Fontanesi e gli scultori Adriano Cecioni e Vincenzo Gemito. Le tendenze realiste nella storia dell'arte sono state rintracciate, dagli studiosi, nelle opere di artisti diversissimi tra loro. La lunga lista, talvolta discutibile, comprende Giotto, Caravaggio, Jan Vermeer, Jean-Baptiste-Simon Chardin, per arrivare nel Novecento a Otto Dix e Georg Grosz, ai murales dei messicani Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros, fino a Renato Guttuso e agli artisti di Corrente che, sottolineando il rapporto tra arte e societ, diedero valore alla realt del contenuto. Letteratura Il realismo si afferm in letteratura nel XIX secolo, a partire dal 1840 ca. fino agli anni Novanta del secolo. Se gi Hippolyte Taine aveva parlato di naturalismo a proposito di Balzac, i protagonisti della svolta realista furono in Francia Gustave Flaubert e Guy de Maupassant. All'origine di tale "riscoperta della realt" in letteratura sta certamente l'approccio positivista sia nel campo della speculazione metafisica sia nei settori di una ricerca scientifica sempre pi ottimista circa le proprie possibilit. in tale contesto culturale che si impose la teoria flaubertiana dell'impersonalit come tecnica rappresentativa. Il manifesto del realismo francese si pu considerare il volume a pi mani Les soires de Mdan (1880) i cui racconti si devono a Emile Zola, JorisKarl Huysmans, Henri Card, Lon Henrique, Paul Alexis e Guy de Maupassant, che vi concorse con la novella Boule de suif. Il realismo italiano espresse i risultati pi alti nell'opera di Giovanni Verga, caposcuola del verismo, che a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso radicalizz con esiti di potente originalit la poetica realista ispirandosi alla produzione di Zola.