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PRIMA PROVA DI LABORATORIO

MISURE DI RESISTENZA CON DMM


PORTATILE E DA BANCO E MISURA
RESISTENZA E CAPACITA’ CON LCR
DATA: 20 APRILE 2022

GRUPPO A
Bonatesta Ludovica
Carrozzini Pierantonio
Carrozzo Sara
Guerrieri Giuseppe
Leopizzi Matteo
Maselli Lorenzo
Mazzotta Alessio
Padula Jason
Pellegrino Giulia
Piscopo Alessandro
Rollo Marco
Vergari Cosimo

DOCENTE: PROF. ANDREA MARIA CATALDO

INTRODUZIONE
In questa prima esperienza di laboratorio abbiamo appreso come utilizzare alcuni strumenti di misura di base,
al fine di misurare resistenze ed impedenze seguendo la procedura di misura corretta e completando le stesse
con il calcolo della loro relativa incertezza.

Ci sono stati assegnati due componenti da misurare:

● Un resistore con valore nominale di 1,5 ohm e con incertezza relativa percentuale del 5%;
● Un capacitore con valore nominale di 6.8 nF con incertezza relativa percentuale del 5%.

Prima di descrivere il processo di misurazione usato, dobbiamo accennare alcuni elementi teorici necessari
per il corretto utilizzo degli strumenti di misura e calcolo dell’incertezza.

RICHIAMI TEORICI PER LA PRIMA MISURAZIONE


1.1 ERRORI NEGLI STRUMENTI DI MISURA
Lo strumento di misura non è un sistema ideale, ma reale, dunque influenza il risultato di una misura con errori
dovuti alle sue caratteristiche intrinseche.
È possibile definire il modello semplificato di uno strumento per misure statiche come il seguente:

Quindi le nostre misure saranno affette da un errore sistematico (che ingloba errore di guadagno, errore di
offset, errore di non linearità ed errore di quantizzazione) ed un errore casuale.
La formula complessiva dell’errore totale dato da uno strumento è la seguente:

Maggiorando il precedente errore otterremo la seguente incertezza totale su una misura diretta:

𝑈! #𝑦" # + 𝑈# + 𝑈$%& + 𝑈" = 𝑈'#'


Dove:

1.2 MISURA DI RESISTENZA CON METODO VOLT-AMPEROMETRICO


Il metodo volt-amperometrico prevede una misura diretta di tensione, una misura diretta di corrente e una
misura indiretta di resistenza.
Esistono due modalità per eseguire questo metodo: voltmetro a valle o a monte.
La prima modalità è ottimale per resistenze piccole, mentre la seconda è ottimale per resistenze più grandi.
Ciò è dimostrabile con le leggi di Kirchhoff e le relazioni di lato.
Consideriamo i circuiti ideali in figura.

VOLTMETRO A VALLE VOLTMETRO A MONTE

Nel primo caso la tensione misurata coinciderebbe con quella ai capi della resistenza incognita, mentre la
corrente misurata coinciderebbe con la somma della corrente che scorre nella resistenza incognita e nella
resistenza interna del voltmetro, che idealmente è infinita. Dalla legge di Ohm, avrei un rapporto fra una
tensione e una differenza tra la corrente misurata e quella che scorre nell’amperometro, che è trascurabile.
Nel secondo caso, la corrente misurata coinciderebbe con quella che scorre nella resistenza incognita,
mentre la tensione misurata coinciderebbe con la somma della caduta di tensione sulla resistenza interna
dell’amperometro e sulla resistenza incognita. Dalla legge di Ohm, avrei un rapporto fra una differenza di
tensione tra quella misurata e quella ai capi dell’amperometro(trascurabile) e una corrente.
Il multimetro digitale nella funzione ohmmetro ha lo stesso principio di funzionamento.

MISURA DI RESISTENZA CON MULTIMETRO PORTATILE E


VALUTAZIONE DI TIPO B DELL’INCERTEZZA
2.1 MATERIALE E STRUMENTI
- Cavetti di connessione;
- Resistore a strato di carbone, di cui resistenza nominale: 1,5 ± 5% [Ω];

DMM portatile HP 974A:

Marca: Hewlett Packard

Modello: 974A

Display a 4 ½ cifre

Portata massima: 50 [MΩ]

2.2 SPECIFICHE DELLO STRUMENTO DI MISURA

Avendo impostato un valore di fondo scala pari a 500 Ω, abbiamo un Passo di quantizzazione di 10 [m Ω].
Possiamo notare dalla precedente tabella un’incertezza (accuracy) pari a ± (0,06% + 2).
A rigor di logica, al primo termine assoceremo l’incertezza di Guadagno che è proporzionale alla lettura.
Al secondo termine assoceremo le incertezze di Offset, Linearità e Quantizzazione, proporzionali all’LSB.
2.3 VALUTAZIONE DI TIPO B DELL’INCERTEZZA
Il metodo di misura è volt-amperometrico.
Come operazione preliminare, abbiamo dedotto il valore nominale del resistore dichiarato dal costruttore a
partire dal codice a colori presente sul resistore stesso. Lo schema di riferimento per identificare il valore
della resistenza è il seguente:

La resistenza fornitaci presentava il codice a colori: [marrone, verde, oro, oro]. Pertanto il valore nominale
corrispondente è di 1,5 ± 5% [Ω].
Al fine di ridurre il contributo all’incertezza da parte di fattori puramente casuali di rumore abbiamo eseguito
dieci misurazioni delle quali abbiamo poi calcolato la media aritmetica:

𝑅m= 1,67 [Ω]

Attribuendo l’incertezza come descritto prima, possiamo scriverla nel modo seguente:
Quindi consultando il valore della risoluzione presente sul datasheet otteniamo:

Utot= 0,06% * 1,67 Ω + 2 * 0,01 = 0,02 Ω

Si può esprimere allora il risultato come:

Rm = (1,67 ± 0,02) Ω
con Range = [1,65 - 1,69] Ω.

2.4 OSSERVAZIONI E CONCLUSIONI

Abbiamo usato i valori delle misurazioni per creare il seguente grafico al fine di mettere in risalto la
dispersione attorno al valore medio:

Abbiamo poi verificato la compatibilità o meno della misurazione da noi effettuata rispetto al valore
nominale. Poiché si osserva che i due intervalli di incertezza non si intersecano, possiamo concludere
che le misure non sono compatibili.
La misura effettuata con il multimetro portatile, quindi, non fornisce una stima corretta poiché lo
strumento non permette una compensazione dell’effetto degli errori sistematici, non predisponendo
di funzioni di calibrazione ed infine perché non si è tenuto conto degli errori dovuti alle resistenze di
contatto tra cavi, puntali e resistore.
Volendo quantificare l’accuratezza della misura, assumiamo come valore “vero” del misurando il
valore nominale della resistenza. Facendo questa assunzione si può ottenere una stima dell’errore
sistematico dato dalla differenza tra il risultato della misura e il valore nominale del misurando:

Es = |Rm‘ – Rn| = |1,67 − 1,5| = 0,17 [Ω]


Definiamo infine l’accuratezza della misura:

a = 1 - |Es / Rn| = 0,89


Possiamo concludere che la misura ha un grado di accuratezza del 89%.

MISURA DI RESISTENZA CON MULTIMETRO DA BANCO E


VALUTAZIONE DI TIPO B DELL’INCERTEZZA
3.1 MATERIALE E STRUMENTI

- Cavetti di connessione;
- Resistore a strato di carbone, di cui resistenza nominale: 1,5 ± 5% [Ω];

DMM da banco HP 34401A:

Marca: Hewlett Packard;

Modello: 34401A;

Display a 6 ½ cifre;

3.2 SPECIFICHE DELLO STRUMENTO DI MISURA


3.3 VALUTAZIONE DI TIPO B DELL’INCERTEZZA

Prima parte: Imposto il collegamento a due morsetti tramite il comando “Ω 2W”

Il metodo di misura è volt-amperometrico. Il circuito amperometrico di rilevazione coincide con il


circuito di alimentazione.
Avendo impostato un valore di fondo scala pari a 100,0000 [Ω], in un ambiente di lavoro con una
temperatura pari a (23±5)°C, si fa riferimento alla specifica di incertezza riportata: ±(0,010%+0,004%),
dove il primo termine è proporzionale alla lettura e il secondo alla portata
Per calibrare lo strumento, abbiamo cortocircuitato i morsetti e usato la funzione “NULL”.
Poi effettuando dieci misurazioni, abbiamo calcolato la media:

Rm= 1,4673 [Ω]


Dal modello definito precedentemente, possiamo attribuire al primo termine l’incertezza di guadagno,
e al secondo l’incertezza di offset e di quantizzazione, conglobando l’incertezza di non linearità
integrale. Quindi:

= (0,01 % 1,4673 + 0,004 % 100) Ω = 0,005 Ω


(arrotondato per eccesso)
Il risultato della misura si esprime come:
Rm = (1,467 ± 0,005) Ω

Seconda parte: Imposto il collegamento a due morsetti tramite il comando “Ω4W”

Il metodo di misura è volt-amperometrico. Il circuito amperometrico di rilevazione è un circuito


indipendente da quello di alimentazione, consentendo misurazioni più precise in particolar modo delle
resistenze di piccolo valore.
Come nel Ω2W abbiamo calibrato lo strumento cortocircuitando le due coppie di morsetti ed utilizzando
la funzione “NULL”.
È stato scelto un valore di fondoscala di 100,0000[Ω]. Il campo di misure è 1/1000000 del fondoscala.
Dalla media dei valori delle dieci misurazioni abbiamo ottenuto:

Rm= 1,4643 [Ω]

L’incertezza non è cambiata rispetto al caso Ω2W, pertanto possiamo scrivere:

Rm= 1,464 ± 0,005 [Ω]

3.4 OSSERVAZIONI E CONCLUSIONI

Verifichiamo che la stima dei valori del misurando siano corretti osservando la distanza tra resistenza
nominale e resistenza misurata.
Gli intervalli si intersecano, dunque sono compatibili.
La misura effettuata con il multimetro da banco fornisce una
stima corretta grazie alla possibilità fornita dallo strumento di
minimizzare gli errori sistematici per mezzo di funzioni
appropriate. Volendo quantificare l’accuratezza della misura,
assumiamo come valore “vero” del misurando il valore nominale
della resistenza. Facendo questa assunzione si può ottenere
una stima dell’accuratezza della misura:
a = 0,98
Possiamo concludere che la misura ha un grado di accuratezza dell’98% sia per il 2W che per il 4W.
Osserviamo che questa volta, gli intervalli si intersecano, dunque sono compatibili.
Nel caso di misura col metodo dei quattro morsetti però, si dovrebbe ottenere una misura più accurata, in
quanto si è compensato l’effetto delle resistenze di contatto. Ma così non è stato, come si può notare dal
successivo calcolo degli errori sistematici.
Probabilmente a causa della nostra inesperienza, abbiamo sicuramente compiuto qualche errore
grossolano durante le misurazioni di questa parte di laboratorio.

Es(2W) = 1,467 - 1,5 = -0.033


Es(4W) = 1,464 - 1,5 = -0.036
RICHIAMI TEORICI PER LA SECONDA MISURAZIONE
4.1 EFFETTI PARASSITI NEI RESISTORI REALI

Rispetto alla misura di resistenza, la misura di impedenza richiede un modello matematico differente, in
cui combiniamo una parte resistiva del DUT e una parte reattiva, che varia in frequenza.
Richiamiamo le definizioni classiche:

Se il circuito, supponiamo puramente resistivo, è in corrente continua, sarà un circuito che si comporta in
maniera lineare rispetto alla legge di Ohm.
Se il circuito, sempre puramente resistivo, è in corrente alternata, osserveremo un valore di resistenza
che varierà a causa dell’effetto pelle.
Questo effetto consiste nella concatenazione della corrente che attraversa la parte resistiva del circuito
con le linee di campo magnetico prodotta da essa stessa, nel momento in cui varia intensità, direzione e
verso.
La corrente tenderà, all’aumentare della frequenza, ad addensarsi nella superficie più esterna rispetto
all’asse centrale del cavo, distribuendosi nella sua sezione in maniera non uniforme.

Ciò provocherà, un aumento della resistenza in quanto possiamo immaginare di ridurre sempre di più la
sezione “utile” del conduttore aumentando la frequenza.
In aggiunta, l’effetto pelle determina una variazione della reattanza induttiva del sistema, dunque un
comportamento reattivo-induttivo
Inoltre, un resistore in corrente alternata, a causa dei contatti dei terminali, presenta anche un
comportamento reattivo-capacitivo.
Dunque, la modellizzazione di un resistore in corrente alternata consiste in un valore di impedenza:

Ovvero possiamo schematizzarlo come la serie con un induttore e in parallelo con una capacità parassita.

4.2 EFFETTI PARASSITI NEI RESISTORI IDEALI

La modellizzazione dell’impedenza di un condensatore inserito in un circuito con corrente alternata tiene


conto di una perdita dovuta all’isolamento del dielettrico, che non è perfetto, anzi presenta un effetto
resistivo.
Può essere schematizzato come serie di Rs e C, oppure come parallelo di Rp e C.
Un parametro di cui si tiene conto per determinare la qualità è la tangente dell’angolo di perdita.
Quest’ultimo è dovuto al fatto che lo sfasamento tensione-corrente dovuto alla reattanza del
condensatore, idealmente corrisponde ad uno sfasamento in anticipo di 90° della corrente rispetto
alla tensione, ma in realtà questo sfasamento è leggermente inferiore a 90°.

!
𝑡𝑎𝑛 𝛿 =
" $% &

MISURE DI IMPEDENZA DI UN RESISTORE CON LCR METER


4263 B
5.1 MATERIALE E STRUMENTI
- Kelvin clips leads di lunghezza pari a 0 m
- Resistenza con valore nominale pari a (1,5±5%)Ω
- Capacità con valore nominale pari a (6.8±5%)nF

AGILENT LCR-meter 4263B:

Marca: Agilent;

Modello: 4363B;

Display a 5 cifre;

Passo di quantizzazione:
1 [mΩ] (misure di resistenza);
1 [pF] (misura di capacità);

Portata massima:
100 [MΩ] (misure di resistenza);
1 [F] (misura di capacità);
5.2 PREPARAZIONE DEL DUT E SPECIFICHE DELLO STRUMENTO DI MISURA

Lo strumento che ci consente di effettuare le misure di impedenza è un LCR meter: tale strumento consente
di effettuare misure di induttanza, capacità, resistenza, fattore di qualità e coefficiente di perdita per gli
induttori, condensatori e resistori. Descriviamo brevemente la procedura che precede la misura vera e
propria.
Iniziamo resettando lo strumento col tasto reset e collegando il test fixture al pannello frontale (abbiamo
utilizzato un test fixture con cavo di lunghezza 0 m), inoltre, per evitare gli effetti parassiti indotti dalla
presenza probe, si imposta la sua lunghezza sullo strumento. Dopodiché eseguiamo la procedura di
calibrazione dello strumento al fine di minimizzare gli errori sistematici, prima a circuito aperto e poi a
circuito chiuso, tramite il comando OPEN/SHORT.
La calibrazione viene effettuata in condizioni di circuito aperto e chiuso, in questo modo lo strumento
minimizzi gli effetti parassiti della misura di impedenza, e dovrebbe essere eseguita ogni volta che si
cambia la frequenza.
Lo strumento permette di impostare il tempo che intercorre tra le misure in termini di millisecondi e varia
in funzione dell’incertezza che si desidera ottenere, pertanto si possono effettuare misure di tipo
SHORT/MEDIUM/LONG, naturalmente tanto minore è l’incertezza richiesta e tanto maggiore è il tempo
che deve intercorrere tra le misure (abbiamo utilizzato la modalità SHORT).
Poi abbiamo impostato la frequenza massima a cui sarà eseguita la prova (100 KHz).
Infine, impostiamo la frequenza e il livello di segnale di test (1 Volt) e impostiamo, tramite apposito
pulsante, la modalità di media automatica con 16 misurazioni.
Dopodiché procediamo con le misure alle varie frequenze.
Di seguito riportiamo le varie incertezze relative alle misure effettuate con l’LCR meter:
5.3 VALUTAZIONE DI TIPO B DELLA MISURA DI RESISTENZA

Poiché abbiamo già nel datasheet dello strumento le varie incertezze possiamo utilizzare la valutazione
di tipo B, altrimenti avremmo utilizzato una valutazione di tipo A che si basa sull’analisi statistica di
precedenti osservazioni.
Per quanto riguarda la misura di resistenza, abbiamo effettuato le misurazioni variando la frequenza di
alimentazione del circuito.
Dopo aver prelevato i valori di R (resistenza) e X (reattanza), abbiamo calcolato indirettamente il valore
del modulo dell’impedenza. Il calcolo dell’incertezza, poiché risulta |𝑍x| < 100Ω, si basa su questa formula:

𝐵 𝐶 𝑍" 𝐷 |𝑍# |
𝐴! = 𝐴 + + +
|𝑍# | |𝑍# | 𝐸

- 𝐴e corrisponde all’errore di accuratezza della misura (il valore di incertezza da cui prelevare quella
percentuale)
- A, B, C, D dipendono dal modulo di 𝑍x e dalla frequenza nel circuito (A e B sono espressi in valore
percentuale).
- E dipende unicamente dalla frequenza.
- 𝑍s è un’impedenza di setup.
Questi parametri sono scelti dalla tabella precedente. 𝑍x è il modulo dell’impedenza ed è stato calcolato
utilizzando la definizione di modulo.

5.4 VALUTAZIONE DI TIPO B DELLA MISURA DI CAPACITÀ

Per quanto riguarda la misura di capacità, abbiamo operato allo stesso modo, variando la frequenza nel
circuito e sostituendo il DUT in analisi con il condensatore.
Dopo aver misurato i valori di Rp ed Cp alle varie frequenze, abbiamo calcolato graficamente il modulo
di Zx tramite la seguente tabella di conversione:
I parametri A,B,C,D,E sono i medesimi della prova precedente.
Per il calcolo dell’incertezza sul condensatore usiamo questa formula, poiché |𝑍x| > 100Ω.

𝐵 𝐶 |𝑍# | 𝐷 |𝑍# |
𝐴! = 𝐴 + + +
𝑍" |𝑍# | 𝐸

Dove l’incertezza del fattore di dissipazione De si calcola come:

%!
!! = ±
100

Abbiamo misurato dunque, oltre che al valore di Cp ed Rp, anche quello di D.

Da questi dati, valutiamo le incertezze:

ELABORAZIONE DEI DATI ED OSSERVAZIONI


Osserviamo la risposta del resistore al variare della frequenza attraverso due grafici:

Notiamo che all’aumentare della frequenza, l’effetto pelle tende a far aumentare in valore del modulo
dell’impedenza del resistore.
Lo sfasamento negativo è dovuto all’effetto della capacità parassita.
Teoricamente dovrebbe essere un decadimento lineare, invece per qualche nostro errore grossolano, ci
troviamo un “picco” negativo di sfasamento a 1KHz.
Alle basse frequenze l’effetto della capacità e dell’induttanza possono essere trascurati in quanto la
capacità si comporta come un circuito aperto e l’induttanza come un cortocircuito. Aumentando la
frequenza, la capacità tende a diminuire il valore dell’impedenza mentre l’induttore tende ad aumentarlo,
$
finché alla frequenza %& 𝐿𝐶 ,la coppia LC entra in risonanza compensandosi a
vicenda Ora osserviamo la risposta del condensatore al variare della frequenza:

All’aumentare della frequenza, l’impedenza diminuisce in modulo: questo è in accordo con il fatto che ad
alte frequenze il condensatore si comporta come un cortocircuito.

Inoltre, notiamo un aumento del fattore di perdita all’aumentare della frequenza.

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