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DOPPI BIPOLI

Si definisce doppio bipolo una rete di resistori, comunque complessa, accessibile da due coppie di morsetti. Se per ogni coppia di morsetti si verifica che la corrente entrante da un morsetto uguale a quella uscente dallaltro, il circuito un bi-porta. Le porte, infatti, sono caratterizzate dal fatto che la corrente entrante in un polo uguale e contraria a quella uscente dallaltro.

Indipendentemente dal tipo di rete, il doppio bipolo pu essere descritto da relazioni che legano le grandezze U1 e U2 ed I1 e I2, ossia le tensioni e le correnti nei nodi sopraindicati.

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Esistono diverse possibilit di legare fra loro le quattro grandezze, relazionandole in modo che due di esse, variabili dipendenti, siano espresse in funzione delle altre due, variabili indipendenti. 1. Matrice descrittiva del doppio bipolo: matrice R Se si vogliono relazionare le tensioni in funzione delle correnti, si utilizza la matrice descrittiva del doppio bipolo o matrice R. U1 e U2 sono le variabili dipendenti I1 e I2 sono le variabili indipendenti

U 1 = f 1 ( I 1 ; I 2 ) U 2 = f 2 ( I 1 ; I 2 )
In forma matriciale
U1 R = 11 U2 R21 R12 R22 I1 I2

U 1 = R11 I 1 + R12 I 2 U 2 = R21 I 1 + R22 I 2

Le Rij hanno le dimensioni di una resistenza e la matrice R detta matrice delle resistenze: ogni suo parametro assume un significato ben preciso. Gli elementi che stanno sulla diagonale della matrice (Rii) sono chiamate resistenze proprie o autoresistenze Gli elementi che non stanno sulla diagonale della matrice (Rij) sono chiamate resistenze mutue.
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Dalle relazioni che esprimono il modello analitico del doppio bipolo si ottiene che:
R11 = U1 I1
I2=0

R12 =

U1 I2
I1=0

R21 =

U2 I1
I2=0

R22 =

U2 I2
I1=0

Le Rij hanno le dimensioni di una resistenza []. Per risalire ai valori delle Rij occorre annullare le correnti, ossia eseguire le prove a vuoto. Ad esempio, per determinare R11 e R21 occorre aprire i morsetti 2 e 2 (per avere I2 = 0) ed alimentare i morsetti 1 e 1 con un generatore di corrente che eroghi la corrente I1.

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Invece, per determinare R12 e R22 occorre aprire i morsetti 1 e 1 (per avere I1 = 0) ed alimentare i morsetti 2 e 2 con un generatore di corrente che eroghi la corrente I2.

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Esempio: matrice R per doppio bipolo a T

U 1 = R11 I 1 + R12 I 2 U 2 = R21 I 1 + R22 I 2 Si avr:

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R11 =

U1 = Ra + Rc I1
I2=0

R21 =

U2 I1

= Rc
I2=0

R12 =

U1 I2

= Rc
I1=0

R22 =

U2 I2

= Rb + Rc
I1=0

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2. Matrice descrittiva del doppio bipolo: matrice G


Se si vogliono relazionare le correnti in funzione delle tensioni, si utilizza la matrice descrittiva del doppio bipolo detta matrice G. U1 e U2 sono le variabili indipendenti I1 e I2 sono le variabili dipendenti I 1 = g 1 ( U 1 ;U 2 ) I 2 = g 2 ( U 1 ;U 2 ) In forma matriciale I 1 = G11U 1 + G12U 2 I 2 = G 21U 1 + G 22U 2

I1 G11 = I2 G21

G12 G22

U1 U2

Le Gij hanno le dimensioni di una conduttanza [Siemens] e la matrice G detta matrice delle conduttanze: ogni suo parametro assume un significato ben preciso. Gli elementi che stanno sulla diagonale della matrice (Gii) sono chiamate conduttanze proprie o autoconduttanze Gli elementi che non stanno sulla diagonale della matrice (Gij) sono chiamate conduttanze mutue. Dalle relazioni che esprimono il modello analitico del doppio bipolo si ottiene che:
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G11 =

I1 U1
U2=0

G12 =

I1 U2
U1=0

G21 =

I2 U1

G22 =
U2=0

I2 U2
U1=0

Le Gij hanno le dimensioni di una conduttanza [S]. Per risalire ai valori delle Gij occorre annullare le tensioni, ossia eseguire le prove in corto circuito.

Ad esempio, per determinare G11 e G21 occorre cortocircuitare i morsetti 2 e 2 (per avere U2 = 0) ed alimentare i morsetti 1 e 1 con un generatore di tensione, che eroghi la tensione U1.

Invece, per determinare G12 e G22 occorre cortocircuitare i morsetti 1 e 1 (per avere U1 = 0) ed alimentare i morsetti 2 e 2 con un generatore di tensione che eroghi la tensione U2.

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Esempio: matrice G per doppio bipolo a

I 1 = G11U 1 + G12U 2 I 2 = G 21U 1 + G 22U 2

Si avr:
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I1 G11 = = Ga + Gc U1
U2=0

I2 G21 = U1

= -Gc
U2=0

I1 G12 = U2

= -Gc
U1=0

I2 G22 = U2

= Gc + Gb
U1=0

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Gli schemi appena visti si possono semplificare nei seguenti modi: Alimento con la tensione U1; U2=0, quindi Rb risulta cortocircuitata

U 1 = Rc I c = Rc I 2 = Ra ( I 1 I 2 ) Alimento con la tensione U2; U1=0, quindi Rc risulta cortocircuitata

U 2 = Rc I c = Rc I 1
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3. Matrice descrittiva del doppio bipolo: matrice T


Se si vogliono relazionare le grandezze di ingresso U1; I1 in funzione delle grandezze di uscita U2; I2 si utilizza la matrice T o matrice di trasmissione dove: U1 e I1 sono le variabili dipendenti U2 e I2 sono le variabili indipendenti U 1 = h1 ( U 2 ; I 2 ) I 1 = h1 ( U 2 ; I 2 ) In forma matriciale U1 A B = I1 C D
A= U1 U2
I2=0

U 1 = AU 2 + BI 2 I 1 = CU 2 + DI 2

U2 I2
B= U1 I2
U2=0

C=

I1 U2
I2=0

D=

I1 I2
U2=0

Le dimensioni di questi parametri sono tutte diverse: A e D sono chiaramente adimensionali, B ha come unit di misura l Ohm, quindi di una resistenza, mentre C ha come unit di misura il Siemens, quindi di una conduttanza.
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Le espressioni dei parametri suggeriscono di utilizzare il nullore per effettuare le prove tali che alimentando da entrambi i lati con generatori di tensione U1 e U2 sia comunque nulla la corrente I2=0 e, alimentando il primario e cortocircuitando il secondario, I1 e I2 siano diversi da zero, mentre U2=0. Risulta che: D il guadagno di corrente A il guadagno di tensione B la transresistenza diretta C la transconduttanza diretta Questa matrice descrittiva del quadripolo utilizzata quando si hanno pi bipoli in cascata, poich facilmente dimostrabile che essi equivalgono ad un quadripolo equivalente definito con una matrice di trasmissione Teq:

Teq = Ti con n = Numero di blocchi in cascata


i =1

Inoltre possibile relazionare le grandezze di uscita U2; I2 (variabili dipendenti) con le grandezze in ingresso U1; I1 (variabili indipendenti) mediante la matrice di trasmissione inversa Ti=T-1.
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U 2 = i 1 ( U 1 ; I 1 ) I 2 = i2 ( U 1 ; I 1 ) essendo: D' = D / T
C' = C / T D C

U 2 = D' U 1 B' I 1 I 2 = C' U 1 + A' I 1


- B' = B / T A' = A / T

T 1

TA = B A DA CB = = AD BC AD BC T

T-1 la matrice inversa di T, ossia la matrice dei complementi algebrici di T divisa per il determinante della matrice T.

Potenza assorbita da un doppio bipolo resistivo


U 1 = R11 I 1 + R12 I 2 U 2 = R 21 I 1 + R 22 I 2

()

La potenza totale assorbita da un doppio bipolo :

P = P1 + P2 = U 1 I 1 + U 2 I 2 = R11 I 1 + 2 R12 I 1 I 2 + R22 I 2


2

Dalla prima relazione delle () si ottiene:


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U 1 R12 U 1 R12 I1 = I 2 U 2 = R21 I 2 + R22 I 2 R11 R11 R11 R11


2

Sostituendo nellespressione della potenza si ha:

P = P1 + P2 = U 1 I 1 + U 2 I 2 = U U R R 2 2 = 1 12 U 1 I 2 + R21 1 I 2 12 I 2 + R22 I 2 R11 R11 R11 R11


2 2

U1 R12 2 U 1 R 2 I2 = = + R22 I 2 + R22 12 R11 R11 R11 R11


2 2 2

2 I 2

dove

R R22 12 R11

R22 R11 R12 U 2 = = R11 I2


2

= R22 =
U 1 =0

1 G22

la resistenza vista dai morsetti 2 e 2 quando la R22 porta 1 cortocircuitata, da cui:

U I P = 1 + 2 = P0 + Pcc R11 G22


Infatti:
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U P0 = 1 = P I =0 la potenza assorbita dalla porta 1-1 R11 quando la porta 2-2 aperta (I2=0)
2

I Pcc = 2 = P U =0 la potenza dissipata dalla conduttanza G22 G22 quando la porta 1-1 cortocircuitata (U1=0)
1

Rete bi-porta attiva

La rete bi-porta pu essere attiva e ci si pu verificare eseguendo misure di tensione a vuoto con voltmetri o misure di corrente fra i morsetti 1-1 e 2-2. Se tali misure risultano diverse da zero, ci significa che nel bi-porta presente almeno un generatore di corrente o di tensione. Per risolvere problemi inerenti i bi-porta attivi si applica il teorema di Thevenin generalizzato, per il quale:

Un circuito accessibile a 2 porte pu essere caratterizzato mediante due gruppi di parametri: 1. i parametri che rappresentano la rete due porte ottenuta dal circuito disattivandole eccitazioni, cio rendendo passivo il circuito 2. le tensioni che si manifestano ai morsetti delle 2 porte quando sono lasciati aperti (a vuoto)
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Partendo dal bi-porta attivo, il circuito equivalente sar:

I due circuiti risultano equivalenti, essendo:


U 1 = U 1' +U 10 U 2 = U 2' +U 20

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U10 e U20 sono le tensioni che si stabiliscono tra i morsetti 1-1 e 2-2 nel funzionamento a vuoto del bipolo attivo.

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