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Universit degli Studi di Trieste Facolt di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Civile Corso di Tecnica del Restauro Architettonico

PROGETTO DI RESTAURO CONSERVATIVO DI VILLA DE DOTTORI, VIA XXIV MAGGIO, RONCHI DEI LEGIONARI (GO)
Docente: Prof. Ing. Pietro Piva Studente: Giovanni Cechet

anno accademico: 2011/2012

INDICE
1. 2. Introduzione Anamnesi 2.1. La famiglia de Dottori 2.1.1. I de Dottori a Ronchi 2.1.2. Lazienda agricola 2.1.3. Antonio de Dottori degli Alberoni 2.1.4. Federico e Giuseppe de Dottori 2.2. La Villa de Dottori 2.2.1. Dalledificazione al primo dopoguerra 2.2.2. Dal dopoguerra ad oggi 2.3. Cartografia storica 2.3.1. Insediamenti nel territorio dellisontino 2.3.2. sviluppo urbano anno 1818 2.3.3. Sviluppo urbano anno 1845 3. Stato di fatto 3.3. Inquadramento territoriale 3.1. Descrizione edificio 3.2. Elementi strutturali 3.2.1. Struttura di fondazione 3.2.2. Strutture portanti in elevazione 3.2.3. Strutture portanti orizzontali 3.2.4. Chiusura superiore 3.3. Finiture 3.4. Analisi Stato di degrado 3.4.1. Facciate esterne 3.4.2. Vani interni 3.4.3. Struttura intelaiata 3.4.4. Copertura 3.4.5. Infissi e oscuranti 3.5. Relazione fotografica 3.5.1. Facciata su fronte strada Via XXIV Maggio 3.5.2. Facciata su cortile interno 3.5.3. Vista su cortile interno e casa padronale 3.5.4. Vista complesso dal parcheggio pubblico in fase di realizzazione 3.6. Elaborati grafici 3.6.1. Pianta piano terra scala 1/100 3.6.2. Pianta piano primo scala 1/100 3.6.3. Pianta piano secondo scala 1/100 3.6.4. Pianta copertura scala 1/100 16 16 18 18 18 18 18 18 19 20 20 21 23 23 24 25 25 25 26 26 27 27 29 31 33 7 8 8 8 8 9 10 10 11 12 13 13 14 15

Introduzione

3.6.5. Sezione A-A scala 1/50 3.6.6. Prospetto su Via XXIV Maggio 3.6.7. Prospetto su cortile interno 3.6.8. Prospetto laterale 4. Intervento di restauro 4.3. Norme di attuazione 4.1. Restauro funzionale 4.1.1. Direzionale 4.1.2. Alberghiera e ricettivo complementare 4.1.3. Commerciale al minuto 4.1.4. Ingressi, percorsi e galleria 4.2. Restauro fisico 4.2.1. Struttura e solaio di fondazione 4.2.2. Chiusure verticali opache e strutture portanti in elevazione 4.2.3. Strutture portanti orizzontali e partizioni orrizontali interne 4.2.4. Strutture portanti chiusura superiore e copertura 4.2.5. Infissi su copertura 4.3. Elaborati grafici 4.3.1. Ambito dintervento scala 1/1000 4.3.2. Planimetria generale scala 1/200 4.3.3. Pianta piano terra scala 1/100 4.3.4. Pianta piano primo scala 1/100 4.3.5. Pianta piano secondo scala 1/100 4.3.6. Pianta copertura scala 1/100 4.3.7. Sezione A-A scala 1/50 4.3.8. Prospetto su via XXIV Maggio 4.3.9. Prospetto su corte interna 4.3.10. Prospetto laterale 4.4. Soluzioni tecnologiche 4.4.1. Chiusura inferiore 4.4.2. Partizione orrizontale interna e chiusura verticale opaca 4.4.3. Chiusura superiore 4.5. Simulazioni fotorealistiche 43

35 37 39 41

43 49 49 50 50 50 50 50 51 51 51 51 53 53 55 57 59 61 63 65 67 69 71 73 73 74 75 77

Progetto di restauro conservativo di Villa de Dottori, Via XXIV Maggio, Ronchi dei Legionari (GO)

1.

INTRODUZIONE

Il presente elaborato ha come oggetto lanalisi e lo studio di unipotesi di restauro delledificio, denominato villa de Dottori, sito in Via XXIV Maggio, Ronchi dei Legionari, provincia di Gorizia. Ledificio in esame si identifica in una villa padronale, risalente al diciottesimo secolo. Su tale manufatto viene innanzitutto condotta unoperazione di anamnesi, ovvero ricostruzione della storia delledificio e dei committenti e proprietari che si sono susseguiti dalla costruzione fino alla data odierna. Si studiano in questo modo le trasformazioni che ledificio ha subito nel tempo. Sulla base dellanamnesi, si conduce un esame obiettivo, relativo allo stato di fatto delloggetto dellanalisi, identificando in questo modo una diagnosi a riguardo dello stato e delle cause di degrado, per poter quindi infine proporre una terapia di restauro delledificio. Al restauro fisico, si unisce il restauro funzionale, con il quale ci si propone di trovare una nuova destinazione duso, non necessariamente legata alloriginaria, alledificio, nel tentativo di contestualizzarlo nellepoca contemporanea, e, in particolare nel caso specifico, riqualificare il manufatto stesso.

Introduzione

2.

ANAMNESI

Si ritiene che la villa de Dottori abbia origini settecentesche, infatti dai documenti storici risulta che sia stata edificata come ampliamento della precedente residenza posseduta dalla famiglia de Dottori, denominata casa dominicale.

2.1. LA FAMIGLIA DE DOTTORI Dalla documentazione dellArchivio Storico del Comune di Monfalcone risultano numerosi atti riguardanti i de Dottori, inizialmente chiamati de Grassi eredi Dottori. 2.1.1. I DE DOTTORI A RONCHI Le prime notizie della presenza della famiglia de Dottori a Ronchi di Monfalcone (oggi Ronchi dei Legionari) sono da datarsi nei primi anni del diciottesimo secolo. Infatti un erede della famiglia, originaria di Venezia, Pietro de Dottori cittadino di Grado, acquisisce residenza a Ronchi dei Legionari nel 1719. Labitazione di propriet quella che viene indicata come casa dominicale nella documentazione storica, e non viene meglio localizzata, anche se lecito supporre che si trattasse del primo nucleo della futura villa de Dottori nella frazione di San Vido (ora San Vito) a Ronchi di Monfalcone. Sempre agli inizi del 700 sono datati numerosi documenti di compravendite di terreni e beni comunali da parte di Pietro de Dottori, mediante i quali la famiglia de Dottori acquisisce sempre pi ricchezza ed importanza nellintera area dellisontino. Alla fine del secolo le propriet e la stessa villa si presentano divise tra i cinque eredi maschi della famiglia (Sebastiano, Antonio, Giuseppe, Francesco e Giovanni Battista de Dottori) che mantengono domicilio nei caseggiati accorpati attorno alle aie del complesso che si andava a formare nella propriet di San Vido, trovando unit di intenti nella gestione del patrimonio familiare. 2.1.2. LAZIENDA AGRICOLA La ditta de Dottori diventa, nella prima met dellOttocento, una delle pi importanti realt agricole del territorio, sia per le dimensioni, sia per la posizione raggiunta dalla famiglia.

2.2 - piazza principale di Rochi dei Legionari 1916 fonte: Archivio storico di Ronchi dei Legionari

2.1 - introduzione delle nuove seminatrici nell'azienda Dottori fonte: Museo della Cantieristica di Monfalcone

in questa fase che Giuseppe de Dottori accorpa tutte le propriet sotto la propria gestione, rettificando soprattutto lasset di edificati presenti a San Vido, trasformandolo da ununione confusa di edifici, alla sede di una delle aziende agricole pi importati del territorio.

Progetto di restauro conservativo di Villa de Dottori, Via XXIV Maggio, Ronchi dei Legionari (GO)

2.1.3. ANTONIO DE DOTTORI DEGLI ALBERONI La guida dellazienda, e quindi le propriet, passano da Giuseppe de Dottori, al figlio Antonio, che diverr la figura pi importante della famiglia de Dottori nel Monfalconese. Infatti Antonio de Dottori, oltre laver assunto giovane la guida dellimportante azienda di famiglia, nella vita ricopre importanti cariche a livello pubblico: deputato della Dieta Provinciale della Contea di Gorizia, membro della Deputazione Centrale della Societ Agraria Goriziana, vicepresidente del Consiglio Scolastico distrettuale, consigliere comunale in tutti i comuni del territorio di Monfalcone e Podest di Ronchi dei Legionari dal 1851 al 1865. Antonio de Dottori, a seguito di una disputa sulla propriet dei territori degli Alberoni, della Cona, della Marinetta e dello Spigolo, limitrofi al centro abitato di Staranzano, acquisir dallimperatore austriaco Francesco Giuseppe (il territorio del Monfalconese si trovava sotto dominio austriaco) il titolo nobiliare di Antonio de Dottori degli Alberoni. Inoltre Antonio de Dottori promotore, assieme agli ingegneri Giuseppe Humpel e Raffaele Vicentini, del piano di lavori per lirrigazione del vasto territorio da Sagrado a Monfalcone. Successivamente viene nominato presidente del Comitato e poi del Consorzio di Bonifica di Monfalcone. Il titolare dellazienda de Dottori infatti il primo ad intuire lopportunit di derivare dal fiume Isonzo un canale artificiale, in modo da fornire irrigazione e bonificare il territorio.

2.3 - Costruzione della presa di Sagrado - 1896 circa fonte: Museo della Cantieristica di Monfalcone

2.4 - Il canale de Dottori presso il salto di Ronchi fonte: Museo della Cantieristica di Monfalcone

Il 25 giugno 1905 viene inaugurata lopera a Sagrado, in ricordo del benemerito Presidente del Consorzio Antonio de Dottori, da cui prende anche il nome, canale de Dottori, dicitura che ancora leggibile sul principale manufatto presente a Sagrado.

2.6 - inaugurazione del canale de Dottori fonte: Museo della Cantieristica di Monfalcone

2.5 la presa di Sagrado con la targa arrecante il nome canale de Dottori apposta durante linaugurazione

Anamnesi

2.1.4. FEDERICO E GIUSEPPE DE DOTTORI Antonio de Dottori muore a Ronchi pochi anni pi tardi: il 13 aprile 1907. I due nipoti: Cavalier Antonio fu Federico de Dottori degli Alberoni e il Cavalier dott. Giuseppe de Dottori degli Alberoni, acquisiscono, in equa parte, tutte le propriet del padre il 15 gennaio 1912.

2.7 - casa padronale retrostante alla villa de Dottori, residenza di Antonio fu Federico de Dottori

In particolare, le propriet di Ronchi dei Legionari, comprensive quindi della villa de Dottori, passano al figlio Federico, che gi risiedeva nella nuova casa padronale costruita nel retro della propriet. La moglie Ines de Nordis, rimasta vedova, vende tutta la propriet nel 1960 alla Societ Immobiliare Agricola Giuliana, con sede a Venezia.

2.2. LA VILLA DE DOTTORI

2.8 - foto storica della facciata del corpo centrale fonte: Ville del territorio - pubblicazione

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Progetto di restauro conservativo di Villa de Dottori, Via XXIV Maggio, Ronchi dei Legionari (GO)

Come gi sottolineato in precedenza, difficile risalire ad una data esatta di edificazione di tale opera. Si pu comunque ritenere certo che la villa abbia origini settecentesce, molto probabilmente costruita al posto dellabitazione precedentemente, pi volte citata nella documentazione storica come casa dominicale o casa di abbitazione della famiglia de Dottori. 2.2.1. DALLEDIFICAZIONE AL PRIMO DOPOGUERRA Nei primi decenni dellOttocento la villa de Dottori" si presenta costruita e divisa in pi parti, alcune adibite ad abitazione, altre a magazzini e granai. Come detto, ledificio si trova ubicato nel rione di San Vido (oggi San Vito), prospiciente sullallora via principale del paese di Ronchi, che fungeva di collegamento tra Cervignano e Monfalcone. Oltre alla villa, nel corso del XIX secolo vengono edificati altri edifici accessori, che vanno a formare quello che poi diventer il complesso edilizio sede dellazienda agricola della famiglia de Dottori. In particolare si osserva, anche dagli stralci di mappa storici in allegato, come la villa, caratterizzata da un prospetto nobile, abbia una posizione pi avanzata sul fronte strada, rispetto agli altri edifici. Tali ultime modifiche, seguite anche da una razionalizzazione funzionale delledificato, sono opera prima di Giuseppe, e poi, soprattutto, di Antonio de Dottori, il quale ha guidato lazienda nel periodo di maggiore prestigio e dimensione, grazie alla quantit enorme di fondi agricoli posseduti. Dopo la morte di Antonio de Dottori degli Alberoni, lazienda e le propriet, comprensive della villa, vengono lasciate in eredita ai nipoti, che pur essendo legati ancora per alcuni anni alla propriet, non riusciranno a portare l'azienda alla prosperit e ricchezza degli anni precedenti. Durante la Prima Guerra Mondiale, a causa di un vasto incendio, la villa subisce seri danni strutturali che lasciano indenne solamente la facciata storica principale. I danni subiti mettono in seria discussione la struttura delledificio stesso, rendendo necessario un immediato intervento di consolidamento, che, vista la situazione economica dellimmediato dopoguerra, e si suppone anche la scarsa attenzione agli aspetti storico culturali, viene condotto con una tecnica piuttosto invasiva, seppur efficace. Si va a creare un telaio di travi e pilastri in cemento armato, novit dellepoca, e riposizionare solai e copertura lignea.

2.9 - facciata della "villa de Dottori" a seguito dei danneggiamenti subiti durante il primo conflitto mondiale 1919 fonte: Ville nel territorio - pubblicazione

Anamnesi

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A seguito di tale intervento si perde quasi completamente quella che era loriginaria organizzazione interna delledificio. 2.2.2. DAL DOPOGUERRA AD OG GI Nel periodo tra le due guerre, a seguito di tale intervento di consolidamento strutturale, la villa, assieme alle altre costruzioni rurali limitrofe, furono adibite a granai e magazzini, mentre invece gli uffici dellazienda furono spostati nella retrostante casa padronale, di nuova edificazione. Di conseguenza negli anni, a seguito della situazione non pi florida dellazienda agricola de Dottori, la villa de Dottori perse progressivamente importanza e prestigio. Il 21 ottobre 1924 tutte le propriet della famiglia de Dottori vengono intavolate in equa parte al Cavallier Antonio fu Francesco de Dottori, il quale godeva del diritto di abitazione nella villa padronale retrostante, e al fratello dott. Cavallier Giuseppe de Dottori. Successivamente, il 6 aprile 1957, tutte le propriet dei de Dottori localizzate a San Vito, comprensive quindi delle due ville e i magazzini, vengono intavolate a Ines de Nordis, vedova di Antonio de Dottori. In data 9 settembre 1960, Ines de Nordis, sulla base del contratto di compravendita presso il notaio Scampicchio, cede il diritto di propriet del complesso alla Societ Immobiliare Agricola Giuliana, con sede a Venezia. La propriet passa poi alle Aziende Agricole L.Bennati S.p.A., con sede a San Canzian dIsonzo, quindi infine, in data 3 ottobre 2000, alla societ Costruzioni Ronchi S.r.l. con sede in Ronchi dei Legionari Via Dante 8, fino alla data odierna.

2.10 - vista aerea del complesso di villa de Dottori - fine anni '90

La societ Costruzioni Ronchi attualmente sta portando a termine un progetto di riqualificazione dellarea, che non comprende al momento ancora nessuna destinazione per i due manufatti di maggior pregio: la villa de Dottori e la casa padronale retrostante. Mentre il resto dei fabbricati stato o demolito, in quanto non sottoposto a vincolo, o ristrutturato e destinato alla residenza privata.

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2.3. CARTOGRAFIA STORICA 2.3.1. INSEDIAMENTI NEL TER RITORIO DELLISONTIN O

Anamnesi

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2.3.2. SVILUPPO URBANO ANNO 1818

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Progetto di restauro conservativo di Villa de Dottori, Via XXIV Maggio, Ronchi dei Legionari (GO)

TAVOLA A01

Pianta piano terra - scala 1/100

ANDRONA

13.64

0.61

13.37
0,83 1,40

0,85 1,19

+ 0,13

+ 0,00

6.57

0.50 0,83 1,40

0,83 1,40 13.32

14.42

0.94

7.74
0,83 1,40

6.76 0,85 1,19

13.26
0.40

12.55
0,85 1,58 0,85 1,19

5.14

5.02 0,85 1,19

0,85 1,58 0.40

12.45

VIA XXIV MAGGIO

1,55 2,35

3.32

14.07
0,85 1,58

29.70

3.43

1,55 2,35

0,85 1,19

5.02
3.66
13.25

5.01

+ 0,15
8.27

0,85 1,19

0.40 0.60 0,85 1,19

6.88

6.71

7.86

0,85 1,19

0.56

TAVOLA A02

Pianta piano primo - scala 1/100

13.64

13.43 0,83 1,40 0,85 1,54

6.57

0,85 1,58

0,85 1,58
8.86

0,85 1,58

3.82

0,85 1,58

0,85 1,58

0.50
0,83 1,40

7.53

5.74

0,83 1,40

4.16

8.47

0.94

7.74

7.03
0,85 1,54

0,83 1,40

0,85 1,54

0,85 1,54 9.08

14.07

29.70 0,85 1,54 0,85 1,54

5.02
6.88

5.26

+ 3,35

0,85 1,54

0.59

0,85 1,54

6.83

7.86

0,85 1,54

0.55

TAVOLA A03

Pianta piano secondo - scala 1/100

13.64

13.43 0,83 1,40 0,83 0,83

0.50
0,83 1,40

0,83 1,40

0.94

7.74
0,83 1,40 0,83 0,83 0,83 0,88 0,83 0,83 0,83 0,88 0,83 0,83 0,83 0,88

14.07

29.70

28.64

0,83 0,83

0,83 0,88

0,83 0,83

+ 6,65

0,83 0,88

0,83 0,83

13.43

0.56

0,83 0,83

7.86
0,83 0,83

0.50

0,76 0,76

0,80 2,10

0,76 0,76

TAVOLA A04
Pianta copertura - scala 1/100

TAVOLA A05
Sezione A-A - scala 1/50

+ 6,65

+ 3,35

+ 0,30 + 0,15 + 0,00

TAVOLA A06

Prospetto su Via XXIV Maggio - scala 1/100

TAVOLA A07

Prospetto su cortile interno - scala 1/100

TAVOLA A08

Prospetto laterale - scala 1/100

2.3.3. SVILUPPO URBANO ANNO 1845

Anamnesi

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3.

STATO DI FATTO

3.3. INQUADRAMENTO TERRITORIALE Il complesso edilizio che comprende villa de Dottori, ubicato in Via XXIV Maggio, zona periferica del comune di Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia. La zona risulta periferica, ma considerate le dimensioni medio piccole del comune, tale aspetto risulta relativamente irrilevante. Si fa invece notare la buona posizione rispetto alle vie di trasporto di comunicazione principali, ovvero la nuova strada extraurbana (ancora in fase di costruzione nellimmagine satellitare riportata di seguito) che collega Fogliano Redipuglia con Ronchi dei Legionari, quindi Monfalcone e la strada per Grado; quindi il vicino casello autostradale, che immette nellautostrada A4 Venezia Trieste, una delle due arterie autostradali principali della Regione; infine lAeroporto del Firuli Venezia Giulia, visibile nellimmagine satellitare, a solo un paio di chilometri di distanza. In via Acquileia inoltre, quindi a qualche centinaio di metri dallarea dintervento, sono presenti fermate del servizio urbano ed extraurbano, oltre che alcune attivit commerciali, tra le quali un piccolo supermercato di quartiere.

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Stato di fatto

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3.1. DESCRIZIONE EDIFICIO La villa de Dottori si sviluppa per tre piani fuori terra (due piani completi e piano sotto la copertura a capriate) sul fronte strada dellattuale Via XXIV Maggio. Come gi fatto notare nellanalisi storica delledificio, poco rimane della disposizione interna originale del manufatto, se non qualche parete divisoria al piano terra. Attualmente ledificio in stato di abbandono, non presenta quindi alcuna destinazione duso. Negli ultimi decenni del secolo scorso ha ospitato destinazioni duso eterogenee, passando da magazzino a locali destinati ad uso civico.

3.2. ELEMENTI STRUTTURALI Come evidenziato nellanamnesi delledificio, si fa notare che villa de Dottori presenta due tecnologie costruttive ben diverse per quel che riguarda laspetto strutturale. Ledificio originario stato realizzato in muratura portante di pietra, con solai e copertura lignei. A seguito dei danni riportati nellincendio allinizio del secolo scorso, a tale struttura stata affiancato un telaio in calcestruzzo armato. 3.2.1. STRUTTURA DI FONDAZIONE Le fondazioni perimetrali sono dirette e continue in pietra, collocate tutte alla medesima profondit nel terreno, si intendono come un allargamento delle strutture in elevazione, ovvero le stesse pareti perimetrali. Per quel che riguarda la struttura intelaiata in calcestruzzo armato, realizzata per il consolidamento delledificio nei primi anni del secolo scorso, si ipotizza siano stati presenti dei plinti di fondazione a sostegno dei pilastri. Considerate le tecniche costruttive dei primi anni del 900, probabile che tali plinti non siano legati tra loro in sede di fondazione. 3.2.2. STRUTTURE PORTANTI IN ELEVAZIONE Le strutture portanti in elevazione, come gi evidenziato, sono in parte costituite dalle pareti perimetrali in pietra delledificio. Mentre, quelle che probabilmente erano delle pareti portanti interne, si suppone posizionate in direzione trasversale rispetto al lato lungo delledificio, sono sostituite dalla struttura intelaiata in cemento armato. Tale soluzione presente solamente nella parte nord-ovest delledificio, e si estende fino alla sezione centrale dello stesso, lasciando fuori la parte sud est; tale diversificazione dovuta alledificazione di una cisterna dacqua, ora rimossa, proprio nella parte nord-ovest. Questo assetto strutturale causa uno sbilanciamento nella struttura stessa, si ipotizza quindi la presenza di cedimenti differenziali pi o meno accentuati, confermati dalla presenza di crepe maggiormente accentuate nella parte sud-est. 3.2.3. STRUTTURE PORTANTI ORIZZONTALI I solai sono di tipo ligneo, ovvero costituiti da travetti in legno ad interasse regolare, ai quali fissato un tavolato che funge da superficie del solaio. Dallorditura del solaio, non regolare ma variabile a seconda della sezione di edificio (ove presenti le comunicazioni verticali presenta una rotazione di novanta gradi), e dalla documentazione storica, si ipotizza che anche il solaio sia di origini recenti rispetto alla costruzione del manufatto, ovvero a seguito dellopera di consolidamento agli inizi del secolo scorso. 3.2.4. CHIUSURA SUPERIORE Anche la chiusura obliqua superiore si ipotizza sia stata ripristinata nellintervento di consolidamento a seguito dellincendio durante il primo conflitto mondiale. La struttura presenta unelevata complessit dal punto di vista statico, verr pertanto condotta solamente unanalisi superficiale in questa sede. La soluzione tecnologica di tipo misto legno/laterizio. La funzione portante assolta da capriate di tipo composto relativamente complesso (come evidenziato nello schema), posizionate con passo di circa tre metri una dallaltra. Al di sopra delle capriate sono posizionati i travetti, i

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Progetto di restauro conservativo di Villa de Dottori, Via XXIV Maggio, Ronchi dei Legionari (GO)

quali fungono da sostegno alla struttura di supporto delle tavelle, sulle quali, a loro volta, posizionato il manto di copertura in coppi.

3.3. FINITURE La finitura delle pareti interne costituita da un tradizionale strato di pittura su intonaco. Per quel che riguarda invece la finitura esterna, si pu identificare una soluzione tecnica come la precedente per le pareti meno nobili, ovvero la parte laterale delledificio, lunica delle due libera da edifici, e quella retrostante che da sul cortile di pertinenza. La facciata invece nobilitata dalla presenza di una finitura a fasce orizzontali al piano terra, quindi di una fascia marcapiano e una linda decorata. Inoltre presente una decorazione su piani sfalsati su tutto il prospetto, anche se attualmente, a causa dello stato di degrado degli intonaci, risulta difficilmente visibile. Si fa notare il particolare pi rilevante, ovvero il portone di ingresso e la finestra sovrastante, che presentano le finiture pi particolareggiate e di pregio. Le aperture sul fronte strada sono anchesse caratterizzate da finiture di rilievo, soprattutto le finestre posizionate al piano primo, le quali presentano una decorazione pi complessa delle altre, seppur non quanto lapertura centrale prima citata. Al contrario, le aperture sul retro della parte retrostante delledificio sono differenziate da una pi semplice cornice a rilievo sulla facciata.

Stato di fatto

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3.4. ANALISI STATO DI DEGRADO Come gi evidenziato, ledificio in analisi ha subito numerosi interventi, a partire dalla importante opera di consolidazione dellinizio del secolo scorso, fino ai ripetuti cambi di destinazione duso e conseguente disposizione interna dei vani. Comunque sia, attualmente villa de Dottori si trova in evidente stato di abbandono. 3.4.1. FACCIATE ESTERNE Per quel che riguarda lesterno delledificio, sul prospetto fronte strada la situazione abbastanza buona, non fosse per la vetust dellintonaco, con conseguente ingrigimento della superficie dello stesso, ed il parziale sgretolamento delle malte, soprattutto nella parte superiore della facciata.

La parte retrostante risulta molto pi degradata, soprattutto a causa del distacco di parte degli intonaci e presenza di infiltrazioni dacqua e conseguente formazione di macchie di umidit. Inoltre si evidenza la presenza di numerose superfetazioni, quali camini, gronde, elementi metallici a funzione di supporto di cavi elettrici. Si evidenza infine la presenza di pi piante rampicanti su tale facciata, a controprova della scarsa manutenzione della stessa.

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Lunica facciata laterale scoperta, segnata dalla recente demolizione di un edificio accessorio ad essa accostata. Di conseguenza si presenta in elevato stato di deterioramento, soprattutto evidenziato dai segni lasciato dalle strutture delledificio demolito.

3.4.2. VANI INTERNI Il piano terra, almeno per quel che riguarda i locali a cui stato possibile accedere, si presenta in condizioni relativamente buone, in quanto utilizzato fino pochi anni fa. Lunica scala presente, la quale risale probabilmente alla riconsolidazione delledificio dopo lincendio degli inizi del novecento, che permette di raggiungere i due piani superiori, dove si nota uno stato di degrado molto pi avanzato. La scala si presenta in buono stato di conservazione e risulta agibile, seppur non in sicurezza a causa del parapetto troppo basso, problema che stato risolto con lapposizione di un elemento metallico aggiuntivo. In ogni caso tale manufatto non risulta di pregio.

Stato di fatto

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Ai piani superiori evidente il distaccamento parziale dellintonaco, ove presente, e presenza di crepe, in particolare nella parte sud-est, probabilmente a causa di cedimenti differenziali causati dallo sbilanciamento della struttura portante, come descritto in precedenza. Per quel che riguarda i solai, risultano in pessime condizioni, soprattutto allultimo piano, dove in parte risulta non praticabile, o comunque la praticabilit e rischiosa in quanto il tavolato risulta in avanzato stato di deterioramento.

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3.4.3. STRUTTURA INTELAIATA La struttura intelaiata in calcestruzzo armato, realizzata postuma, si presenta in buono stato, ad esclusione dellultimo piano, dove sono presenti distaccamenti del copri ferro e, soprattutto, si evidenzia come siano state eliminate parti della stessa; in particolare in relazione al punto in cui era posizionata la vasca per il contenimento dellacqua, anchessa realizzata in calcestruzzo armato. A causa del taglio di una trave, anche possibile ispezionare il sistema costruttivo, che evidenzia la velocit in fase di esecuzione e comunque una tecnica del calcestruzzo armato ormai obsoleta.

3.4.4. COPERTURA Seppure sia stata realizzata agli inizi del novecento, anche la copertura presenta un avanzato stato di degrado, probabilmente dovuto alla scarsa manutenzione e soprattutto alla rapidit e apparente scarsa attenzione posta in fase di esecuzione dei lavori di realizzazione. Le strutture di sostegno rappresentate principalmente da capriate in legno, come gi fatto presente in precedenza, e strutture di complessit maggiormente elevata, sempre lignee, per sostenere sezioni particolari della copertura. I materiali costruttivi delle strutture appaiono in buono stato, anche se osservando il manto di copertura, si evidenziano cedimenti pi o meno accentuati, soprattutto nei punti pi complessi e critici della struttura.

Stato di fatto

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3.4.5. INFISSI E OSCURANTI Gli infissi risultano obsoleti e in pessimo stato di conservazione. Gli oscuranti invece presentano un degrado diversificato tra facciata fronte strada, dove si sono conservati in modo discreto, e retro, dove presentano maggior degrado.

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3.5. RELAZIONE FOTOGRAFIC A 3.5.1. FACCIATA SU FRONTE STRADA VIA XXIV MAGGIO

3.5.2. FACCIATA SU CORTILE INTERNO

Stato di fatto

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3.5.3. VISTA SU CORTILE INTERNO E CASA PAD RONALE

3.5.4. VISTA COMPLESSO DAL PARCHEGGIO PUBBLICO IN FASE DI REALIZZAZIONE

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4.

INTERVENTO DI RESTAURO

Si descrive ora lintervento di restauro previsto, partendo dagli aspetti normativi, per poi descrivere aspetti funzionali ed infine il progetto ottenuto.

4.3. NORME DI ATTUAZIONE La villa de Dottori ricade in un ambito di iniziativa privata, che a cui fanno capo le norme di attuazione contenute nel P.R.P.C. di inizativa privata abito B redatto dal committente e proprietario, ovvero Costruzioni Ronchi, via Dante Alighieri, 8 Ronchi dei Leg. (GO), in collaborazione con lo Studio associato architetti Luisa Movio - Michele Poletto, via Dante Alighieri, 8 Ronchi dei Leg. (GO). Si riportano di seguito stralci del documento che si ritengono maggiormente rilevanti ai fini della trattazione e dellintervento di restauro stesso.

CAPO I NORME GENERALI Art. 1 AMBITO DAPPLICAZIONE L' area interessata dal Piano Regolatore Particolareggiato Comunale compreso all'interno del F.M n19 e comprende le seguenti p.c. 300/3-120/1-178/1-122/2-177/2-177/1-174-178/3-172-171-1875 Le presenti Norme Tecniche dAttuazione regolano lattivit edilizia nel territorio definito dalla variante n9 al P.R.G.C. vigente, (Z.T.O. A: immobili ex Villa de Dottori). Il PRPC in oggetto verr attuato mediante intervento privato ed individuer all'interno dell'ambito stesso le superfici con destinazione residenziale e quelle destinate ad opere di urbanizzazione.

Art. 2 OBIETTIVI E STRATEGIE DEL P.R.P.C. Gli obbiettivi del PRPC sono quelli di recuperare un complesso architettonico che rappresenta una valida testimonianza "dell'architettura padronale locale" non solo nei suoi aspetti meramente architettonici/formali ma anche nella sua tipologia insediativa. La strategia quindi del PRPC quella di pianificare un intervento in grado di salvaguardare i valori storici architettonici dei fabbricati di maggior interesse e contemporaneamente valorizzare la qualit ambientale della corte retrostante recuperando tutti gli elementi caratterizzanti lo spazio stesso.

Art. 3 DURATA E VARIANTI Il P.R.P.C entrer in vigore il quindicesimo giorno dalla pubblicazione della deliberazione di avvenuta approvazione. Il P.R.P.C. potr essere variato in ogni tempo con il rispetto delle procedure seguite per la sua formazione, limitate modifiche alle opere di urbanizzazione primaria-secondaria non costituiscono variante al P.R.P.C. in quanto non modificano la sostanza dello stesso.

Art. 4 DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI Il P.R.P.C. individua i lotti edificabili e definisce per ogni edificio, vincolato ai sensi del D.L. 42/04 (ex DLgs 490/99), un grado di protezione in base ai punteggi di merito emersi dalla compilazione, delle Schede Tecniche di approfondimento per ogni edificio stesso. Ad ogni grado di protezione corrispondono delle norme specifiche di intervento. Le definizioni di cui al presente Capo definiscono in dettaglio quelle contenute negli strumenti urbanistici comunali. Gli interventi sul patrimonio edilizio esistente vengono regolati da indicazioni planovolumetriche ed architettoniche indicate negli elaborati grafici allegati. Gli interventi ammessi sono quelli previsti dal PRGC per le diverse zone ricompresse allinterno dellambito.

Intervento di restauro

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CAPO II DESTINAZIONI DUSO Art. 6 DESTINAZIONI DUSO AMMISSIBILI PER LE UNITA' IMMOBILIARI La destinazione duso prevalente ammissibile sono in conformit allart. n73 della L.R.52 i seguenti: a) residenziali b) artigianale di servizio c) alberghiera e ricettivo- complementare d) direzionale e) commerciale al minute p) opera pubblica q) opera di interesse pubblico Il tutto secondo le definizioni stabilite dallart. n6 del D.P.G.R.29.04.1997 n0139/ PRES

Art. 7 DESTINAZIONI DUSO AMMISSIBILI AREE NON EDIFICABILI Sono ammesse le seguenti destinazioni d'uso: a) verde storico da salvaguardare denominato "Brolo" b) verde pubblico e attrezzato c) verde privato distinto nelle aree libere da costruzioni, sistemate a prato o giardino, di pertinenza dedifici esistenti; d) aree di pertinenza degli edifici distinta nelle aree destinate a parcheggio privato ed a servizio delle attivit economiche; e) viabilit comprendente tutti i percorsi pedonali, le aree pedonali o ciclabili pubbliche e la viabilit veicolare; f) viabilit carrabile e aree parcheggi

CAPO III REGIME AUTORIZZATO Art. 8 NORME GENERALI Lattivit' urbanistica ed edilizia, nell'ambito dell'applicazione del regime autorizzativo, va valutata considerando separatamente le seguenti componenti: a) le trasformazioni fisiche attuate attraverso interventi di rilevanza urbanistica ed edilizia; b) le modifiche di destinazione d'uso. c) gli interventi su edifici vincolati dalla soprintendenza in base al D.Lgs 42/04

Art. 9 CONCESSIONE EDILIZIA Sono soggetti al rilascio della concessione edilizia gli interventi aventi rilevanza urbanistica sia riguardante le unit immobiliari che le opere di urbanizzazione primaria. Sono soggette a denuncia di inizio attivit le varianti a concessioni edilizie gi rilasciate, esclusivamente su edifici non vincolati, che non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, non cambino la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterino la sagoma e non violino le eventuali prescrizioni contenute nella concessione edilizia.

Art. 10 NULLA OSTA DELLA SOPRINTENDENZA Sono soggetti alla richiesta di nullaosta da parte della soprintendenza tutti gli interventi edilizi che interessano edifici vincolati in base al D.Lgs. 42/04 (ex D.L. 490/99), comprese le varianti alle concessioni edilizie gi rilasciate che non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie. Il parere della Soprintendenza dovr essere richiesto preliminarmente alla presentazione della pratica per l'ottenimento della concessione edilizia e diverr documento vincolante per l'ottenimento della stessa. E' possibile presentare contestualmente alla richiesta di concessione

Intervento di restauro

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edilizia il deposito della pratica alla soprintendenza per l'ottenimento del nulla osta, il rilascio della concessione per comunque subordinato all'ottenimento del sopraccitato nullaosta.

CAPO IV STRUMENTI ATTUATIVI Art. 11 PREMESSE Al fine di favorire lattuazione degli interventi previsti, il P.R.P.C. individua: Dimensione lotto A e lotto B con parametri urbanistici Grado di protezione degli edifici vincolati; Opere di urbanizzazione La tav. n4 individua le dimensioni delle opere di urbanizzazione primaria, dei parcheggi, nonch individua la forma e le dimensioni dei lotti edificabili. Saranno comunque possibili limitati aggiustamenti dovuti alla stesura del piano di frazionamento fermo restando le quantit delle attrezzature pubbliche stabilite in convenzione (S1a, S5a, S5c). Per il lotto A e B nonch per le unit edificatorie il PRPC ha stabilito superfici e standards urbanistici in base alle definizioni previste dal P.R.G.C.

Art. 12 LOTTI EDIFICABILI La tav. n7 individua le aree pubbliche e le aree private di pertinenza dei fabbricati queste ultime vengono suddivise in due lotti omogenei: Lotto A) corrispondente all'edificazione prospiciente via XXIV Maggio e relativa area di pertinenza con i seguenti standard urbanistici: sup territoriale volume esistente volume max.edif. indice fondiario mq. 7.410,00 mc. 13.999,00 mc. 27.900,00 mc/mq. 3,765

Lotto B) corrispondente alla villa ubicata sul retro e relativa area di pertinenza con i seguenti standards urbanistici: sup territoriale volume esistente volume max edif. indice fondiario mq. 1.650,00 mc. 1.795,00 mc. 2.100,00 mc/mq. 1,273

Il lotto A) stato inoltre diviso in unit edificatorie (individuati dalla tav. n5) definiti in base ad una funzionalit operativa ed omogeneit di zona. Ogni unit pu comprendere al suo interno uno o pi edifici. Ogni unit pu essere oggetto di richiesta di concessione edilizia rispettando sia gli standards urbanistici, specifici per ogni unit, di seguito riportati, che le eventuali prescrizioni legate al grado di protezione del patrimonio immobiliare vincolato, che le indicazioni planimetriche e il rispetto degli standars urbanistici previsti dei lotti A e B. A tal fine la richiesta di ogni singola concessione/autorizzazione edilizia dovr riportare come area di pertinenza urbanistica lintera area del lotto in oggetto (zona A7.1) e dovr dimostrare il rispetto degli standards generali previsti per il lotto stesso. Resta inteso che, una volta terminati completamente gli interventi, nel caso in cui una singola unit edilizia o unit edificatoria richieda la concessione per un intervento che prevede un aumento di volumetria va verificato il rispetto degli standards previsti per lintero lotto A o B con la firma di tutti i proprietari dellintero lotto. Sono esclusi da tale procedura gli interventi di manutenzione ordinaria, interventi che non comportano modifica ai parametri urbanistici quali piscine, pavimentazioni esterne, messa a dimora di essenze arboree ecc. Le norme di seguito riportate per ogni unit edificatoria sono vincolanti per i futuri interventi edilizi va comunque precisato che la soprintendenza pu apportare modifiche o migliorie in termini architettonici ai progetti edilizi anche in parziale contrasto alle norme stesse senza che ci costituisca variante al P.R.P.C.

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*+

unit ed 3A Zona A1 Standards urbanistici sup. territoriale volume esistente volume max edif. piani fuori terra altezza massima mq. 907 mc. 3.360,00 mc. 3.360,00 N 3 ml. (esistente)

S vincolo della soprintendenza fabbricato 3 Interventi ammessi: manutenzione ordinaria, restauro. Destinazione ammissibili: residenziale, commerciale al minuto, artigianale di servizio, direzionale e alberghiera e ricettivo complementare. Il progetto edilizio dovr ottenere il nullaosta della soprintendenza. All'edificio stato attribuito il grado di protezione n1, pertanto si deve far riferimento alle prescrizioni estetico/architettoniche dello stesso definite dall'art. 15 delle presenti norme

*+

Art. 15 GRADO DI PROTEZIONE 1 Edifici di notevole valore storico ed artistico, di cui interessa la conservare integralmente la veste architettonica esterna prospiciente via XXIV Maggio e di preservare gli elementi architettonicamente caratterizzanti della facciata sulla corte e della struttura interna. E prescritto il mantenimento totale delle caratteristiche, finiture, decorazioni, schema compositivo, ecc. compresi materiali, attraverso un insieme sistematico di opere che ne prevedano la conservazioni. Il progetto dovr prevedere adeguate analisi dellesistente con evidenziazione analitica di tutti gli aspetti storico-architettonico della facciata. Dovranno essere recuperati restaurati e rivalutati con opportuni interventi tutti quegli elementi o particolari di valore storico architettonico e culturale che siano emersi durante la fase del rilievo o durante i lavori in corso dopera. E' possibile demolire spostare e costruire delle tramezze interne funzionali alla creazione di diversi vani interni e/o diverse unit immobiliare nel rispetto della struttura tipologica di base e degli elementi architettonici caratterizzanti che devono essere documentati con elaborati grafici e/o documentazione fotografica. E' ammissibile utilizzare soffitte o sottotetti, purch ci non comporti lalterazione anche parziale del profilo altimetrico originario e inserire scale, montacarichi e altri impianti tecnologici che non compromettano, la tipologia e la struttura delledificio con la tassativa esclusione di volumi tecnici eccedenti le coperture esistenti; Lintervento non potr prevedere aumento di cubatura. Relativamente alle opere di finitura degli edifici valgono le norme previste dal P.R.G.C. integrate con quelle pi specifiche di seguito riportate:

COPERTURE E TETTI Dovr essere rispettato landamento esistente delle falde di copertura. Il manto di copertura dovr essere realizzato in coppi tradizionali, recuperati o nuovi antichizzati, per i canali consentito luso di coppi nuovi. Sono ammessi materiali diversi solo per particolari e motivate esigenze tecnico funzionali e comunque tale superficie non potr essere superiore al 10% della superficie totale della copertura. Le pendenze della copertura dovranno essere le stesse di quelle esistenti.

STRUTTURE Si dovr per quanto possibile conservare la maglia originaria della struttura portante, i solai possono essere sostituiti per motivate ragioni statiche prescritto luso di materiali analoghi se trattasi di solai originari

Intervento di restauro

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caratterizzanti; in caso contrario ammissibile una variazione della quota di imposta nella misura massima di 30 cm.

FRONTE STRADA Deve essere mantenuto lo schema compositivo esistente in particolare obbligatorio conservare le aperture originarie nella forma, nella dimensione e nei materiali delle cornici con la Conservazione e ripristino degli intonaci esterni, con malte e tinte analoghe a quelle originali. Dovr inoltre essere conservato tutto l'apparato decorativo in particolar le linde ed i marcapiani, dovranno essere mantenuti nelle forme e nelle dimensioni esistenti e nella loro eventuale demolizione e ricostruzione dovranno essere realizzati con materiali e tecniche analoghe. - grondaie devono essere realizzate in rame o zinco titanio, sagomati secondo disegno della tradizione locale. Le grondaie, per quanto possibile dovranno essere di forma semicircolare, sono vietate le grondaie ed i pluviali di forma quadrata. - comignoli devono essere in mattoni lisciati a malta ( di diverse forme o dimensioni), dello stesso colore della facciata e presentare eventuale tettuccio in coppi. - serramenti delle finestrature potranno essere sostituiti conservando le finiture e tipologie originarie ad eccezione dei portoni ad arco al piano terra dell edificio n4.1 per i quali pur conservando l'apparato decorativo e la dimensione e forma del foro architettonico ammissibile utilizzare un nuovo disegno del serramento che soddisfi le nuove necessit d'uso. I serramenti dovranno essere realizzati in legno verniciato. E vietato luso di oscuranti di tipo a persiana o similari. Eammessa la posa di inferriate nel caso di preesistenze adeguatamente documentate. - insegne vietata lapplicazione alla facciata di insegne luminose o di qualsiasi altro elemento con struttura a bandiera, consentita la posa di insegne a sbalzo in ferro lavorato o daltro materiale tradizionale. Le targhe professionali poste lungo il fronte strada dovranno essere in ottone, bronzo, ceramica o altro materiale tradizionale; sono escluse targhe in materiale plastico. Lubicazione delle targhe non potr avvenire su alcun elemento architettonico presente sulle facciate (erte, lesene, cornici, ecc.). Leventuale ubicazione di tende da sole esterne dovr essere subordinata ad un progetto unitario che individui tipologia, forma e colori delle stesse per tutto il complesso architettonico interessato dallintervento.

FRONTI INTERNI Sono ammessi interventi di ricostruzione, attraverso un insieme sistematico di opere, dello schema compositivo originario della facciata conservando elementi architettonici caratterizzanti della facciata e parti che devono essere ridisegnate secondo uno schema compositivo complessivo. Sono altres ammessi nuovi elementi architettonici per problemi di carattere funzionale che devono per denunciare la loro estraneit allo schema compositivo originario e l'eliminazione delle superfetazioni, e in genere le sovrastrutture di epoca recente, che non rivestano interesse o contrastino con la comprensione storica delledificio. Relativamente alle grondaie, comignoli, serramenti e insegne valgono le stesse prescrizioni previste per le facciate fronte strade Piane, architravi ed erte di finestre, porte e portoni di nuova realizzazione devono incorniciare tutti i lati delle aperture ed essere realizzati in pietra naturale locale finita a tagli di sega, martellinata o bocciardata, ma comunque non lucidata o essere semplicemente sagomate nello spessore dellintonaco dello stesso spessore di quelle esistenti. Le eventuali zoccolature devono essere realizzate in pietra locale bocciardata o a taglio di sega, sono consentite zoccolature in pietra artificiale che devono presentare la stessa finitura e tonalit delle pietre naturali locali.

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Dalle norme di piano appena esposte, si evince che ledificio in analisi risulta vincolato dalla soprintendenza, e che le destinazioni ammesse sono: residenziale commerciale al minuto artigianale di servizio direzionale alberghiera e ricettivo complementare.

Nel paragrafo successivo si effettuer unanalisi delle destinazioni proposte, in rapporto con il territorio, ma soprattutto con la totalit dellintervento nellambito di iniziativa privata, indicando quindi delle destinazioni duso e sviluppandone gli aspetti funzionali e distributivi sulledificio.

4.1. RESTAURO FUNZIONALE Al fine di scegliere la destinazione duso migliore, come introdotto in precedenze, si sono considerati tali fattori discriminanti: eventuali necessit dellamministrazione pubblica offerta di destinazioni duso attuale nel territorio comunale destinazioni previste nellintervento di riqualificazione dellambito dintervento vicinanza allAeroporto del Friuli Venezia Giulia vicinanza alle vie di comunicazioni principali vicinanza al comune di Monfalcone, quindi al porto ed al cantiere

Si quindi proceduto con lescludere funzioni di tipo pubblico/civico, vista la domanda inesistente e la scarsa redditivit economica futura. Per quel che riguarda la destinazione residenziale, si reputata saturata dalla presenza limitrofa di numerosi organismi edilizi destinati a tale funzione, e soprattutto considerate le destinazioni previste per tutti gli altri lotti dellambito di intervento: ovvero unit residenziali. Ci si quindi concentrati sulle tre destinazioni rimaste, ovvero: commerciale al minuto direzionale alberghiera e ricettivo complementare

4.1.1. DIREZIONALE Valutando la vicinanza allaeroporto e vie di comunicazioni principale di provincia e regione, una fra tutte lautostrada A4 Venezia Trieste, si presa in considerazione la destinazione direzionale. A seguito di pi proposte dintervento, si concluso di destinare gran parte della superficie di primo e secondo piano di villa de Dottori a due uffici di medio grandi dimensioni distinti, ipotizzando anche uneventuale destinazione particolare di tali uffici. Al primo piano si ipotizza un studio tecnico di Ingegneria ed Architettura, mentre al secondo piano la sede di unazienda di comunicazione pubblicitaria e web. Si optato per queste due destinazioni particolari a seguito di valutazioni sugli spazi e considerata lesperienza lavorativa in tali ambiti ed aziende. Inoltre, vista la scarsa illuminazione del piano terra e la presenza di aperture sul fronte strada che limitano la privacy richiesta da unazienda, si ipotizzato di progettare una banca di medio piccole dimensioni, considerato anche il bacino di utenza potenzialmente in crescita.

Intervento di restauro

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4.1.2. ALBERGHIERA E RICETTIVO COMPLEMENTARE Le destinazioni alberghiera e ricettiva di grandi dimensioni risultano subito eliminate a seguito dellassegnazione di gran parte delledificio al direzionale. Rimane comunque un punto da considerare: ovvero la completa assenza di caf o comunque bar di piccole medie dimensioni nelle vicinanza dellintervento. Tale mancanza sofferta da tutto il quartiere residenziale sviluppatosi nella zona limitrofa, in quanto si trova in zona semiperiferica. Inoltre si presa in considerazione anche quello che si identificato come obiettivo generale dellintervento di riqualificazione di tutta larea: ovvero creare una sorta di borgo. Si opta quindi per creare un caf sviluppato su tutti e tre i piani fuori terra, ipotizzando al piano terra un piccolo caf/snack bar, destinando i due piani superiori alla funzione di caf letterario, ottenendo anche una piccola sala per la presentazione di libri, che alloccorrenza si ipotizza possa venir affittata per usi diversi, privati e/o civico pubblici. 4.1.3. COMMERCIALE AL MINUT O Con lo spazio rimanente al piano terra, si ipotizzato di usufruire dellultima delle destinazioni duso rimaste, prevedendo un negozio di giornali/materiale di cancelleria. 4.1.4. INGRESSI, PERCORSI E GALLERIA Contestualmente allassegnazione delle destinazioni duso, e conseguente distribuzione interna, si tenuto in considerazione lo studio di ingressi e percorsi. Gli ingressi esistenti, e difficilmente modificabili, contano: n.1 ingresso su fronte strada marciapiede Via XXIV Maggio n.2 ingressi su cortile retrostante di pertinenza

Considerato che lingresso su fronte strada risulta in linea con uno degli ingressi posti sul retro, si valutata la creazione di una piccola galleria di passaggio, che consenta di raggiungere tutte le attivit previste allinterno delledificio. Si assegnato laltro ingresso posto sul retro, di dimensioni maggiori, ad uso unico del caf, offrendo cos la possibilit di creare a tale attivit anche un piccolo spazio allesterno.

4.2. RESTAURO FISICO 4.2.1. STRUTTURA E SOLAIO DI FONDAZIONE Si ipotizza di consolidare le fondazioni, di tipo continuo, mediante la realizzazione due cordoli in calcestruzzo armato, rispettivamente su entrambi i lati delle stesse. I due cordoli sono collegati tra loro da passanti sempre in calcestruzzo armato, a passo costante. Con tale operazione si aumenta la superficie della base di fondazione, riducendo la possibilit di cedimenti. Inoltre, per il rispetto delle normative digiene che definiscono o meno abitabile un unit immobiliare, si rende necessario creare uno strato di areazione al di sotto del solaio, originariamente a contatto con il terreno. Per svolgere tale operazione, si ipotizza leliminazione della pavimentazione esistente, non di pregio, e la realizzazione di un pacchetto di areazione con tecnologia tipo igloo, completa di strato impermeabile e coibentazione termica. Per quel che riguarda gli elementi di fondazione della struttura lineare intelaiata in calcestruzzo armato, considerato che difficilmente saranno legati tra loro, si prevede la realizzazione di cordoli di collegamento, uniti poi alla fondazione perimetrale continua, in rispetto delle normative antisismiche.

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4.2.2. CHIUSURE VERTICALI OPACHE E STRUTTURE PORTANTI IN ELEVAZIONE Per quel che riguarda le strutture portanti in elevazione di tipo scatolare, ovvero le stesse chiusure verticali opache in pietra, non si reputa necessaria alcuna operazione di consolidamento strutturale, per le quali comunque non si hanno conoscenze a sufficienza sullo stato di conservazione e livello di prestazione Si prevede invece, in rispetto delle normative sul risparmio energetico, lapposizione di uno strato isolante, internamente in quanto non possibile modificare laspetto esterno. Considerata lassenza di particolari finiture di pregio interne, si decide di regolarizzare la superficie con lapposizione di una parete in cartongesso, posizionando nellintercapedine tra parete e chiusura verticale lo strato isolante. Per quel che riguarda le strutture portanti di tipo lineare intelaiato, si ipotizza che attualmente difficilmente rispondano ai requisiti previsti dalle recenti normativa (a partire dal fatto che le barre utilizzate sono di tipo liscio, e non ad aderenza migliorata), comunque non si in possesso dei dati necessari per ipotizzare delle soluzioni di consolidamento delle stesse. 4.2.3. STRUTTURE PORTANTI ORIZZONTALI E PARTIZIONI ORRIZON TALI INTERNE Per quel che riguarda la verifica statica delle strutture portanti orizzontali, non si in possesso dei dati necessari per tale operazione. Si ipotizza comunque il consolidamento degli stessi, mediante la realizzazione di una soletta armata al di sopra del tavolato esistente (prevedendo la sostituzione degli elementi fortemente degradati), sulla quale poi apporre la nuova pavimentazione. Inoltre, per motivi estetici, tecnologici (alloggiamento impianti) e di risparmio energetico, si prevede di realizzare un controsoffitto. 4.2.4. STRUTTURE PORTANTI CHIUSURA SUPERIORE E COPERTURA Anche in questo caso si tralascia la verifica statica della struttura portante, ipotizzando comunque il trattamento delle travi lignee con sabbiatura, e leventuale sostituzione degli elementi maggiormente compromessi con elementi nuovi. Per quel che riguarda il pacchetto di copertura, sempre nel rispetto della normativa sul risparmio energetico, si prevede linnalzamento dello stesso, con lapposizione di uno strato isolante ed uno strato di ventilazione. Per ovviare allaumentare dello spessore del tetto, e limpossibilit di spostare la linda decorata, si prevede linstallazione di una condotta delle acque pluviali di dimensioni maggiori. Si ritiene infine opportuno segnalare la necessit di sostituire eventuali coppi danneggiati. 4.2.5. INFISSI SU COPERTURA Considerata la scarsa illuminazione fornita dalla aperture al piano secondo, si prevede linstallazione di infissi obliqui, apribili ed oscurabili meccanicamente, sulla sola falda retrostante della copertura delledificio, in quanto la falda sul fronte strada risulta vincolata dalla soprintendenza.

Intervento di restauro

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TAVOLA B01

Ambito d'intervento - scala 1/1000

S.S.

N.1 4

VIA

VO

LO

NT AR

ID

ELL

AL

IBE

RT

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PA

HE RC

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IVA

TO

4.1
4.2
4

VIA IV XX M AG GI O

2.1

2.2

1
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6
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S.V

ITO

TAVOLA B02

Planimetria generale - scala 1/200

VIA XXIV MAGGIO

TAVOLA B03

Pianta piano terra - scala 1/100

+ 0,00

VIA XXIV MAGGIO

+ 0,13

BANCOMAT DEPOSITO VETRINA ATTESA

ARCHIVIO

GIORNALI SPORTELLI

CASSA

WC

WC ENTRATA
ANDRONA

WC

WC

GALLERIA

+ 0,15
WC

WC

USCITA

UFFICIO

UFFICIO CAFE' DIREZIONE

+ 0,13

TAVOLA B04

Pianta piano primo - scala 1/100

0,85 1,54

0,85 1,54

0,85 1,54

0,85 1,54

0,85 1,54

0,85 1,54

0,85 1,54

0,85 1,54

CED SALA TECNICA

CAFFE' UFFICIO UFFICIO UFFICIO

ARCHIVIO

LOCALE DI SERVIZIO WC

WC

+ 3,45
TAVOLO REVISIONE ELABORATI

+ 3,45
CAFE' LETTERARIO WC

WC

RECEPTION

WC

PRESENTAZIONE LIBRI SALA RIUNIONI POSTAZIONI DI LAVORO POSTAZIONI DI LAVORO

0,85 1,58

0,85 1,58

0,85 1,58

0,85 1,58

0,85 1,58

0,83 1,40

0,83 1,40

0,83 1,40

0,83 1,40

0,85 1,54

TAVOLA B05

Pianta piano secondo - scala 1/100

0,83 0,83

0,83 0,83

0,83 0,83

0,83 0,83

0,83 0,83

0,83 0,83

0,83 0,83

0,83 0,83

SALOTTINO LETTURA DIREZIONE COMMERCIALE CAFFE' SALA TECNICA CED


+ 6,35

LOCALE DI SERVIZIO

WC

WC

RECEPTION

+ 6,75

+ 3,45

WC

CAFE' LETTERARIO

0,83 0,83

0,76 0,76

LOCALE DI SERVIZIO SALA RIUNIONI SALOTTINO LETTURA

UFFICIO

UFFICIO

+ 6,35
0,76 0,76

0,83 0,88

0,83 0,88

0,83 0,88

0,83 0,88

0,83 0,88

0,83 1,40

0,83 1,40

0,83 1,40

0,83 1,40

TAVOLA B06
Pianta copertura - scala 1/100

TAVOLA B07
Sezione A-A - scala 1/50

+ 6,75

+ 3,45

+ 0,15 + 0,00

TAVOLA B08

Prospetto su Via XXIV Maggio - scala 1/100

TAVOLA B09

Prospetto su cortile interno - scala 1/100

TAVOLA B10

Prospetto laterale - scala 1/100

4.4.2 SOLUZIONI TECNOLOGICHE 4.4.2 CHIUSURA INFERIORE

1 2 3

Fondazione continua
pietra naturale

Magrone Pavimentazione esistente

3 2

4 1

1 2 3 4 5

Fondazione continua
pietra naturale

6 7 8 9

Massetto in C.L.S.
rete elettrosaldata spessore: 6,0 cm

Opera di consolidamento
cordoli in C.A. legati

Strato isolante
spessore: 6,0 cm

Materiale riporto scavo Magrone Mod. intercapedine areata


tipo "igloo"

Massetto alleggerito Pavimentazione

9 7 6 5 4 2

Intervento di restauro 73

4.4.2 CHIUSURA INFERIORE

5 4

3 1 2 3
Chiusura verticale portante
pietra naturale spessore: circa 52 cm

4 5 6

Elemento portante solaio


travetto ligneo spessore: 24,0 cm

2 1

Finitura interna/esterna
intonaco spessore: 1,5 cm

Pavimentazione esistente
tavolato ligneno

Elemento portante puntale


pilastro C.A.

Elemento decorazione
marcapiano C.L.S.

7 12 14 13 11 10 4 9 3 1 2 3 4 5 6 7
Chiusura verticale portante
pietra naturale spessore: circa 52 cm

8 9 10 11 12 13 14

Finitura interna
parete cartongesso spessore: 2,0cm

2 1

Finitura interna/esterna
intonaco spessore: 1,5 cm

Controsoffitto Intercapedine
alloggiamento impianti spessore: 20,0 cm

Elemento portante puntale


pilastro C.A.

Elemento portante solaio


travetto ligneo spessore: 24,0 cm

Connettore a piolo Soletta C.L.S.


rete elettrosaldata spessore: 8,0 cm

Pavimentazione esistente
tavolato ligneno

Elemento decorazione
marcapiano C.L.S.

Strato protettivo Pavimentazione nuova

Strato isolante
spessore: 6,0 cm

74 Progetto di restauro conservativo di Villa de Dottori, Via XXIV Maggio, Ronchi dei Legionari (GO)

4.4.3 CHIUSURA SUPERIORE

8 7 9

5 6
Chiusura verticale portante
pietra naturale spessore: circa 52 cm

1 2 3 4 5

6 7 8 9

Decorazione esterna
linda in C.L.S. alleggerito

Finitura interna/esterna
intonaco spessore: 1,5 cm

Travetti copertura Finitura interna copertura


tavelle laterizio pieno

3 2 1

Elemento portante puntale


pilastro C.A.

Elemento portante lineare


cordolo C.A.

Manto di copertura
coppi

Elemento port. copertura


capriata composta in legno

8 7 9 10 11

5 6 4 1 2 3 4 5 6 7
Chiusura verticale portante
pietra naturale spessore: circa 52 cm

8 9 10 11 12 13 14

Finitura interna copertura


tavelle laterizio pieno

Finitura interna/esterna
intonaco spessore: 1,5 cm

Strato isolante
spessore: 6,0 cm

3 2 12 13 14
Intervento di restauro 75

Elemento portante puntale


pilastro C.A.

Copertura ventilata Manto di copertura


coppi

Elemento portante lineare


cordolo C.A.

Elemento port. copertura


capriata composta in legno

Finitura interna
parete cartongesso spessore: 2,0 cm

Decorazione esterna
linda in C.L.S. alleggerito

Strato isolante
spessore: 8,0 cm

Travetti copertura

Intercapedine areata
alloggiamento impianti spessore: variabile (norm. pareti)

4.5. SIMULAZIONI FOTOREALISTICHE

Intervento di restauro

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Intervento di restauro

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Intervento di restauro

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