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Storia economica in generale

Visione prospettica di avvenimenti (si sviluppano uno dopo l’altro)  concetto di lunga durata
Fatti economici importanti:
- Scoperta fuoco (sopravvivenza e riproduzione)
- Invenzione ruota (mobilità)
La storia non si ripete ma analizziamo differenze e analogie
Sistemi complessi, ma non complicati
Studiamo quindi il cambiamento: analisi del pensiero (tempo libero  idee  cambiamento)
Assets: caratteristiche che possono influenzare economicamente un paese (creazione di ricchezza
e prosperità) importante capire in anticipo in che direzione andrà l’industria
- Risorse naturali, energia, clima e geografia, conoscenze e risorse umane, mobilità
Il mercato globale non è mai stato stabile
Forza lavoro porta a forza economica (cina+india=1/3 popolazione)
Sussistenza è causata dall’immobilismo (in passato era un regime economico)
Consumatore (fasci di ceti medi) è il motore del consumo
Arretratezza e progresso (due facce della stessa medaglia)  possono esserci reazioni negative al
fallimento dello sviluppo (America Latina: dittature)
Disuguaglianze: motivo di instabilità economica (parametri della ricchezza sono sempre in
cambiamento)  comunismo era caratterizzato da uguaglianza economica forzata

2° metà ‘400

Cambia il centro economico (non più Mediterraneo), perché si ha l’allargamento della prospettiva,
infatti non più solo esplorazioni ma intenti economici (fare profitto), visto il miglioramento dei
mezzi e il training degli equipaggi (grazie a finanziatori).
Abbiamo così un commercio globale (Americhe e mare indiano) e con l’idea di investimento e
accumulazione per fare profitto futuro nasce il sistema capitalistico (livello commerciale), quindi la
ricchezza viene dal capitalismo commerciale e non più dall’economia statica (agricoltura).
Gli europei colonizzano l’America grazie alla nuova mentalità capitalista.

‘600

Nasce un’unità economica diversa fino ad allora non presente: Stati-Nazione, dove la sfera
economica prende sempre più piede nello Stato (responsabili politici diventano anche i decisori
economici). Questi possono poi mettersi insieme per favorire scambi commerciali (mercato
comune). Nazionalismo sentito in modi differenti in base alle nazioni.
La stabilità e la riproduzione statica è sostituita da rapporti di produzione più dinamici fino ai
processi industriali. Sussistenza ed autoconsumo non sono più gli obiettivi (immobilismo non porta
a modernità) e il cambiamento avviene quando il contadino si affaccia al mercato, modificando i
propri rapporti di produzione.
Lavoro decentrato e tecnologia di produzione: l’applicazione di nuove conoscenze a dinamismo
economico (sviluppo e vantaggio economico rispetto ad altri); questo cambia le quantità, i rapporti
di produzione e il mercato stesso.
Le invezioni/scoperte sono la tappa finale di un lungo processo che comprende tanti.
Radici dell’industria: macchina a vapore (James Watt)
Rivoluzione industriale (prima: GB fine ‘700 – seconda: USA e Late Comers ‘800)

Rivoluzione: non si ha solo un miglioramento, ma il sistema cambia sostanzialmente


È in continua industrializzazione  parliamo quindi di Rivoluzione Industriosa
Eccezionalismo britannico: GB è il paese che si avvantaggia prima e di più dell’industrializzazione
(in zone odierne del Piemonte e Lombardia, ma anche a cavallo di Francia-Germania e in alcune
aree dell’India, c’erano già segni di industrializzazione); questo perché sotto il profilo politico
istituzionale, il regime era inclusivo.
Adam Smith: il mercato è il fulcro dell’economia e l’industria (mano invisibile: privato
imprenditore) è la ricchezza delle Nazioni; essa per crescere ha bisogno di libera iniziativa e
libero scambio, quindi lo Stato non deve regolamentare il mercato.
Produzione industriale in serie (prodotti uguali e fungibili); abbiamo bisogno non solo di forza
lavoro umano ma anche di macchine  nuove tecnologie che spersonalizzano il lavoro umano
Fabbriche: punto di accumulazione (operai lavorano in insiemi concentrati), forza lavoro non si
concentra più nelle campagne e si passa da lavoro singolo-sparso alla dipendenza delle macchine
 Macchina a Vapore (James Watt): abbiamo bisogno di energia costante per alimentarla e non
interrompere la produzione  Carbone
Città: rivoluzione industriale ma anche urbana perché le fabbriche spingono all’allargamento
urbano  abbiamo così la distruzione delle piante originali (ferrovie a ridosso del centro storico);
abbiamo problema delle abitazioni e della mobilità: formazione di flussi chiamati turni (impegni e
obblighi comuni); abbiamo illuminazione delle strade grazie all’introduzione dell’elettricità e si
sviluppa il concetti d’Igiene (sviluppo urbano delle fogne e produzione in serie di prodotti per la
cura del corpo come il sapone); Società si basa sul consumo.
‘800: secolo del progresso scientifico e tecnologico su tutti i campi, s’investe sull’educazione
1851 – Londra: Great Exhibition, iniziano le Esposizioni Universali e con loro si figura la
concorrenza industriale fra paesi; si mette in mostra l’industrializzazione (Macchine
agricole/industriali più avanzate), avendo così trasferimenti tecnologici; giornali venivano
fabbricati e distribuiti durante l’esposizione (circa 6 milioni di visitatori).
Comunicazioni: ci si spostava in treno/battelli a vapore (applicazione del vapore alla trazione) e
abbiamo i primi telegrafi, importante per economia

Prima globalizzazione

Non abbiamo più solo il modello di industrializzazione britannico, ma ora si diversificano in base
alla propria rappresentazione e alle proprie risorse (assets), ma il liberoscambismo è di base; nasce
il mercato internazionale dell’energia; si sviluppa l’industria (es. vecchia i. acciaio – nuova i.
automobilistica); abbiamo nuovi flussi commerciali, raggiungendo posti fino ad allora inaccessibili.
Nuove gerarchie globali: + industriaizzato = +potere (prevalenza dell’occidente)
Nasce la grande impresa (multinazionale), ma si ha bisogno di personale specializzato (abbiamo
politecnici per la formazione di questi – scienza+concorrenza)
Telegrafo velocizza la comunicazione  Mondo Interconnesso (treni e navi a vapore cambiano il
sistema internazionale dei prezzi); mondo viene ridisegnato unificandolo  unica società
mondiale  Omologazione dei gusti e quindi omogeneizzazione delle scelte economiche (si
comincia a fere economia allo stesso modo); si compravano Brevetti (nascono a Venezia nel ‘400)
per migliorare i processi produttivi.
Tutta questa competizione porta però a conflitti.
Imperialismo

Potere economico dovuto alle conquiste coloniali: deprivazione delle zone delle loro risorse per
l’industrializzazione dei paesi che li controllano, impostando un rapporto di sopraffazione delle
popolazioni locali da parte degli occidentali; pensiero occidentale di allora  p.occidentali>colonie
Scrumble of Africa (circa 1880): suddivisione dell’Africa a tavolino fra gli stati industrializzati
(libertà di autodeterminazione di questi solo dopo 1945).
Usa: partecipano molto meno, perché occupata in questioni interne  dopo Guerra Civile (1865)
popolazione nera è libera dallo schiavismo e si sposta al nord più industrializzato; salta così il piano
del sud che voleva esportare grandi quantità di prodotti agricoli a basso prezzo; si apre così il
periodo del Far West: conquista del proprio occidente (americano).
America Latina: ‘800 periodo di liberazione dai paesi colonizzatori
Russia: non è paese colonizzatore (colonizza internamente verso l’oriente: guerra rovinosa con
Cina)

Primo dopoguerra

Mondo viene ridisegnato e i tedeschi sconfitti vengono trattati male a livello industriale (bloccata
l’industria, cuore del paese) che sviluppa un forte sentimento di vendetta/rivalsa e insoddisfazione
economica diffusa
Guerra spinge all’innovazione/sperimentazione tecnologica  prima guerra industriale
Usa era ancora uno stato giovane, quindi non ancora completamente considerato, ma con una
mentalità aperta; anche i paesi vittoriosi, a parte usa, escono dalla guerra impoveriti, perché
nessuno si aspettava che durasse così a lungo (guerra non è solo armi, ma una continua
produzione anche di indumenti, cibo, comunicazione, …), quindi l’Europa si ritrova a usa supporto
(situazione si ribalta  Europa va sempre più al margine);
per la ripresa ritorna il ruolo dello Stato nell’economia (isolamento dell’usa e totalitarismi in
Europa); Giappone è il paese più industrializzato dell’Asia (inizia ad essere preso in considerazione)
La guerra si combatte anche fra colonie
In Russia abbiamo la Rivoluzione Bolscevica (1917-1989) che si basava sul credo marxista (lotta di
classe, contro il capitalismo liberale) che diventa dottrina di Stato: abbiamo l’Economia Pianificata,
dove lo Stato è garante dell’equitarismo, diventando poi modello di economia

 Anni ‘20

Allargamento globale: progressiva consapevolezza (economica) che va a portare all’indipendenza


economica; stravolgimento dell’impero ottomano, quando si scoprono le risorse energetiche 
petrolio (migliorano le tecnologie per la sua ricerca); forza economica (industria) diventa più
importante della forza politica-diplomatica (caratteristica dell’800).
Colonialismo è in crisi, perché le colonie cercano indipendenza politica ed economica  possibile
anche perché i paesi colonizzatori sono indeboliti dalla 1° GM (sforzo bellico, economico, umano –
non. Riescono a fermare i movimenti di ribellione - opinione pubblica è stufa dei conflitti)
Usa escono dalla guerra coi crediti e diventa principale potenza del mondo  decollo americano
infatti “Roaring Twenties”; 1929: Crollo di Wallstreet  crisi finanziaria dovuta a speculazione
finanziaria  fine teoria economica classica: libero mercato senza intervento dello Stato
 Anni ‘30

Keynes: ricerca di un nuovo sistema economico, si affianca così lo Stato al mercato, diventando
un’Economia Mista (risposta alla crisi di wallstreet); essa viene introdotta con la nuova politica
americana, il New Deal; Usa sviluppa così il protezionismo economico (chiusura nazionalistica e
autarchia: stop alle relazioni internazionali); Europa sviluppa i totalitarismi, anche se erano sistemi
economici oppressivi che non garantivano il rilancio.
Tutta questa chiusura è la spinta che porta alla ricaduta nella 2° GM, che è ancora più costosa della
prima (bombardamenti portano alla distruzione delle città)

Secondo dopoguerra

Non si esce dalle guerra come nella prima, ma con un programma economico che non umiliasse il
nemico; Usa sono a decidere (diventata potenza mondiale, superando GB) e non si parla più di
isolazionismo; 1944 ci si riunisce a Bretton Woods e Yalta per preparare il nuovo mondo (si capiva
che ci si sarebbe divisi in comunismo e capitalismo), ripartendo con un sistema monetario stabile
che fosse da supporto (riprendere il sistema monetario aureo, garantito da Usa col dollaro).
Creazione di istituzioni economiche sovranazionali, per garantire ripresa, dove tariffe e commercio
vengono regolamentati, il commercio viene abolito; infatti abbiamo un incremento di commercio
internazionale in chiave multilaterale (garantire le stesse concessioni a tutti) fra i paesi che ne
fanno parte ( non partecipano quelli comunisti); visione democratica (opportunità e benefici per
tutti); queste vengono regolamentate così che si formasse un equilibrio che salvasse la
concorrenza, riducendo a zero i conflitti.
Abbiamo la contrapposizione tra capitalismo e comunismo  Guerra Fredda (1945-1989 con
caduta muro di Berlino), non combattuta ma con continue intimidazioni, sfide economiche-
politiche. Formazione di 3 mondi:

Mondo comunista

Unione Sovietica + paesi satelliti; omogeneizzazione del sistema dell’economia pianificata


attraverso un regime autoritario e con la presenza di piani quinquennali: obiettivo era diventare
grande potenza industriale; lo Stato è garante dei bisogni dei cittadini, ma con valori e
comunicazioni diversi dal capitalismo: lavoro in visione della collettività (a quel tempo aveva senso
perché era periodo di ripresa); si diceva che le disuguaglianze economiche prodotte dal
capitalismo, sarebbero state la sua fine, mentre i sistemi comunisti avevano un largo consenso.
Anni ’50: comunismo produce diversi successi tecnologici in diversi ambiti (corsa allo spazio,
armi…), dovuti alla competizione tra i due sistemi
Anni ’70: grande slancio/impulso comunista di ripresa (economica) si affievolisce  2 tentativi di
riforme finite male (Budapest 1956 – Praga 1968): il sistema era troppo rigido, non si voleva
cancellare il sistema, ma modificarlo (si veniva visti come controrivoluzionari); comincia a nascere
1985: eletto Segretario del Partito Comunista Sovietico Igor Gorbaciov; vuole riformare il sistema
comunista perché era inutile investire nella sfida contro capitalismo, così contatta il presidente di
Usa per chiudere la sfida
Anni’80: grande tensione, minaccia continua della bomba (atomica)
1989: caduta muro di Berlino  esperienza comunista è finita, perché sistema implode: si
esaurisce la spinta propulsiva.
Mondo occidentale

Europa + Usa + Australia + Giappone  economia mista / keynesiana


Sistema che favorisce e stimola il privato; sviluppo del nucleare (settore armi)
Walfare State (stato sociale): sistema di garanzie sociali  rete sociale di garanzie che pensi ai
bisogni/interessi di tutti; crescita armonica; all’inizio estremamente inclusivo (garantito “dalla
nascita alla morte”); era caratterizzato da un patto sottoscritto tra Stato e cittadino  Patto Fiscale
(pagamento tasse sostiene rete di garanzie, quindi alta fiscalità = alta protezoine/garanzia)
Inclusività e sviluppo del concetto di economia globale
Usa è modello politico-economico (esso giuda, Unione Sovietica invece impone); insegna agli altri
paesi come fare Impresa (società dei consumi); persone andavano in Usa a imparare e
riproducevano nel loro paese
Giappone: unico paese dell’Asia che cresce e diventa una potenza economica industriale del
mondo occidentale (in un periodo anche più potente degli Usa)
Italia- 1960: Oscar della Lira e Olimpiadi a Roma sono riconoscimenti che danno il benvenuto tra i
paesi capitalisti; apertura internazionale grazie a BW; industrializzazione fu la scelta vincente; il
mercato si amplia con nuove aree di nicchia (es. Italia e gli elettrodomestici).
ONU: Organizzazione delle Nazoni Unite  più grande e generale istituzione globale di tipo
politico; ci sono tutti i paesi ed è mediatore nelle questioni internazionali; diritto di veto ai vincitori
della 2° GM (questi hanno voluto mantenere il privilegio – strascico della guerra)

Terzo mondo

Smantellamento del sistema coloniale  i popoli si devono autodeterminare (è l’ONU che lo dice)
Dopo 2°GM Usa e Urss non sono interessati alle colonie; 1947: GB lasca la colonia più grande e
prospera, l’India (diventa modello) e con essa si avvia tutto il processo di decolonizzazione (non è
stato tranquillo); GB infatti era in difficoltà pervia della guerra.
Italia rende Libia una sua colonia nel 1911, con la forza, e dopo la guerra alcuni italiani rimangono
a lavorare lì in buoni rapporti (essa infatti si stava sviluppando grazie al petrolio), ma nel 1970, col
dittatore Gheddafi, gli italiani vengono mandati via.
Dobbiamo considerare al plurale le decolonizzazioni, perché si sono sviluppate in modi differenti;
la comunità internazionale si amplia (es. Ghana più grande esportatore di cacao, Vietnam è
considerato dagli economisti un paese dinamico economicamente); questi (Orbite) vengono
attirati da Mosca e Washington  divisione del mondo fra capitalismo e comunismo va a influire
nel terzo mondo.
Paesi Non Allineati: paesi come Egitto, Indonesia… non vogliono entrare in Usa o Urss, essi infatti
hanno buoni rapporti ma sono in competizione; il loro sistema si ispira alla combinazione delle
atre due, sfuggendo all’ottica dell’orbita.
Si hanno molte aspettative ma alla fine si hanno più delusioni economiche, a causa della Guerra
Fredda; tratto positivo è la democratizzazione.

30 Gloriosi

“Boom economico” nei decenni successivi al 1945 (teoria dei cicli); uno dei periodi più
floridi/espansivi della storia dell’occidente, economisti lo chiamano Rimbalzo (dopo una lunga
compressione); benessere è distribuito su tutta la società.
Anni ‘70

Spinta propulsiva iniziale lentamente viene a meno (Crisi); i mercati tendono alla saturazione, per
questo ci si sposta su mercati esteri (ceca…); periodo che prepara la Globalizzazione; ora
detengono il potere in base anche a chi ha l’energia  standardizzazione dell’estrazione del
petrolio (costo rimane contenuto); 2 shock:
- Diventa sempre più difficile e complesso per Usa gestire il sistema di BW, di cui i pilastri
erano: invenzione delle organizzazioni internazionali, e sistema monetario per la stabilità
economica globale (cambi fissi, in base al dollaro); questo perché era appesantito dalla
sfida contro il comunismo (Guerra di Vietnam dura 10 anni, impegno economico pesante)
 si passa ai Cambi Flessibili, che portano però a instabilità complessiva del sistema
economico globale
- 1973: guerra di Kipur tra Israele e Coalizione dei paesi arabi (principali detentori del
petrolio). In contrasto al mondo occidentale, che era dalla parte dell’Israele, hanno
aumentato il prezzo del petrolio  produzione inizia a ridursi (troppo costoso) e contagia il
sistema dei prezzi globali, causando Inflazione (in Italia arriva anche al 20%)  Riduzione
della grande impresa, quindi Stagflazione (riduzione di produzione, consumo e
occupazione)  si parla di Disoccupazione e crescita di prezzi. Chiamato Ricatto Energetico
nei confronti dell’Europa, perché Usa e Urss avevano comunque le loro risorse interne
Cade il sistema capitalistico occidentale keynesiano
Scuola di Chicago: economisti si mettono a pensare a soluzioni diverse perché quel sistema è
finito; sviluppano il Neoliberismo: recupero delle virtù del primo sistema liberale dell’800 e i
portavoce dei cambiamenti sono Thatcher (GB) e Reagan (Usa); si va verso Deregulation.

Anni ‘80

Deregulation: tutte le regole che amministravano il sistema capitalistico del tempo dovevano
essere eliminate, lo Stato esce fuori dal sistema economico e prevale la mano privata, perché
quella pubblica produceva debiti (Walfare State); Usa e GB stimolano così l’economia, ma
causando una fortissima polarizzazione della società (no classe media, quello che cercava di
evitare il sistema precedente); Neoliberismo elimina la logica sociale (Thatcher) infatti la società
non esiste ma si pensa agli singoli individui; abbiamo la riduzione delle tasse, perché il patto fiscale
non era stimolo economico  visione progressiva fiscale d Stato leggero ribaltata, perché dava
supporto solo ai ricchi.
Si ha quindi Privatizzazione, ma le grandi imprese vanno in crisi e si riducono
Deindustrializzazione (soprattutto anni ‘90): abbiamo anche la Finanziarizzazione dell’economia,
dovuta alla liquidità elevata che si ritrovano i paesi del Medioriente dopo il 1973 col petrolio
(sistemi economici basati su un solo prodotto), acquistando enormi capitali non materiali e
allargando così la sfera economica globale  le crisi però si diffondono rapidamente e
globalmente, pervia dell’interdipendenza della finanza (sviluppo della logica dell’incertezza, del
rischio e della speculazione).
Giappone: sistema economico adattato al modello occidentale; altri paesi dell’Asia lo seguono
dopo che si aprono nuovi spazi di crescita  Tigri dell’Oriente (Taiwan, Corea del Sud, Singapore)
che sono portatori della mentalità orientale: Forte presenza dello Stato in termini autoritari ma
libertà economica  sistema economico orientale si basa su: autoritarismo, esportazioni e
individualismo (specializzato in alcuni settori – Tech / Hardware); mettono a dura prova
l’occidente, perché non è più solo alla guida dell’economia globale.
America Latina: dittature  autoritarismo politico non porterà mai a crescita economica
Terza Rivoluzione Industriale

Inizia per scopi militari (Guerra Fredda) e abbiamo una nuova gestione dell’informazione  il
controllo dei dati da vantaggio/sicurezza sul controllo dei nemici; servono grandi macchine che
riescano a gestire una elevata mole di dati, abbiamo così lo sviluppo dei primi laboratori elettronici
(primi computer).
Informatica diventa una potente arma (Urss non capisce quanto invece sarebbe stato importante
stare attenti ad altre tecnologie oltre allo spazio); Usa diventa approdo tecnico-scientifico di
scienziati da tutto il mondo  Silicon Valley: luogo americano dedicato alla ricerca e sviluppo di
nuove tecnologie (punto di accumulazione).
Federico Faggin – 1971: ingegnere italiano che va alla SV e inventa il Microchip (risposta alla
riduzione e consumo della gestione dati)  abbiamo così il passaggio dai laboratori al mercato
(pragmatismo – finalità economiche): Rivoluzione Informatica
Personal computer: bene (quasi) comune, le persone possono accedere a info sconosciute; 1967
prima volta che 2 computer si mettono in contatto  tigri dell’oriente colgono rapidamente le
nuove possibilità di mercato (parti hardware).
Abbiamo una forte riduzione dell’occupazione della forza lavoro umana (sindacati vengono messi
più a margine)  disoccupazione tecnologica: bisogno di persone competenti e specializzate in
informatica e pratiche elettroniche  tramonto del modello fordista e introduzione della
produzione snella e mercato flessibile; adesso è ?l’offerta ad essere influenzata dalla domanda?
Il grado di sofisticazione tecnologica diventa criterio per valutare ricchezza/sviluppo di un paese

Caduta muro di Berlino 1989 e Anni ’90 “Roaring Nineties”

Dopo la fine dell’Equilibrio del Terrore, nasce una nuova economia che punta a tutto il mondo:
sistema economico globale (eredita tanto dal capitalismo ma è qualcosa di nuovo); la parole chiavi
sono integrazione e interdipendenza (grandi quantità di nuove opportunità a cui possono
accedervi tutti). L’industria si sposta (deindustrializzazione irreversibile dell’occidente)
Arrivano sui mercati internazionali nuovi paesi emergenti (Tigri dell’Oriente ma anche BRICS e
MINT), non abbiamo. più solo i paesi più “potenti” di allora (multilateralismo).
Strumenti che hanno utilizzato per imporsi sono: l’iperconcorrenza e il commercio internazionale
(regolamentato); a differenza di quello che si pensa questo ha prodotto un allargamento delle
disuguaglianze (meno poveri ma le loro condizioni sono peggioraate), ci si pone quindi il dubbio
riguardo l’equità commerciale, se sarebbe più equo un trattamento differenziato.
Questa è la 1° Fase della Globalizzazione: i paesi semplici si sino fatti strada con beni semplici
inferiori, ma con esperienza di organizzazione e specializzazione, si inizia a produrre con più
conoscenze e tecnologie  la ricorsa (Iperconcorrenza) continua al ribasso porta però allo
Sfruttamento e alla disoccupazione in occidente (ridisegno del lavoro globale complessivo).
La mobilità è massima, anche quella umana (migranti)

Crisi del Subprime – 2008

Crisi finanziaria a causa ad investimenti/titoli tossici su mutui immobiliari che fanno crollare/fallire
le imprese americane e poi si è diffusa globalmente (crack finanziario come quello del 1929); tutto
questo è dovuto alla deregolazione dei mercati, originata dal neoliberismo degli anni ’80.
Spartiacque per la 2° Fase della Globalizzazione: finisce la “Casinò economy” caratterizzata da
investimenti pazzi e scelte azzardate; si cerca di salvare le imprese “too big to fail”, cioè quelle
imprese che sorreggevano il sistema  entra in gioco lo Stato (logica delle regole) con Austerity:
limitazione delle spese, ma non può perdurare troppo nel tempo perché rischia che l’economia
stagnii, quindi si decide di rischiare un po’ aumentando la liquidità per creare di nuovo
opportunità economiche  Quantitative Easing
In questa fase abbiamo la Crisi del ceto medio, caratterizzata dai Forgotten Men: persone che a
causa della crisi del 2008 perdono tutto; l’industria si sposta in oriente  Blue collar workers
coloro che ne soffrono (es. da Detroit e Pitsburg a Coching)

CHINDIA

Civiltà millenarie che sostengono 1/3 della popolazione globale, se si unissero con un mercato
integratopotrebbero sfidare Usa e UE, ribaltamento formidabile
- India: “più grande democrazia del mondo”(eredità da GB) e presa come modello di
decolonizzazione; si è aperta ma percorso travagliato da conflitti interni etnici e religiosi;
Banglore: come SV, educazione di alto livello in ambito tecnico (conoscenze tecnologiche e
mediche migliori al mondo)
- Cina:inizialmente il comunismo di Mao fu un fallimento, perché poco progresso rispetto
alle promesse fatte; successivamente con Deng (no elezione democratica) abbiamo una
rivoluzione economica: si apre economicamente (investimenti esteri) ma il profilo politico
non cambia; si aprono così all’occidente offrendo manodopera e agevolazioni, così attirano
flusso di imprese e finanziamenti (delocalizzazione) in breve periodo; oggi non più solo
manifattura low cost ma anche investimenti nell’educazione (tra le università migliori al
mondo)  Nuova combinazione politica-economica: politicamente autoritaria, ma
economicamente capitalista (non come quello occidentale), per questo viene presa come
modello da altri paesi (es. Vietnam, Filippine, Indonesia); Cina è esempio di coesione che i
Europa non si conosce.

Unione Europea – processo di integrazione economica europea

Inizia dopo 2°GM e viene applicata la logica di BW su scala europea (non facile perché appena
usciti da un conflitto);
1951 – CECA (carbone – energia, Acciaio - industria): accordo economico sul commercio
internazionale; lenta costruzione di un unico mercato comune (progetto di federalismo ispirato a
quello americano); partono 6 paesi: Italia, Germania, Francia, Lussemburgo, Belgio e Olanda; non
si parla di politica, solo economia (economia mista + walfare state + accordo economico sono state
le scelte chiavi); non vi partecipa GB perché si sente più vicina agli Usa (asse di riferimento) ed
entra nel 1973, quindi 20 anni dopo.
1957 – CEE (comunità economica europea): col trattato di Roma abbiamo l’estensione del mercato
unico;
1992 – UE: il Trattato di Maastricht abbiamo l’inclusione dei paesi ex comunisti nel sistema
integrato europeo
2002 – EURO: introduzione della moneta unica per portare stabilità (non fluttuazione eccessiva ai
cambi), i paesi accettano quindi l’omologazione monetaria (non è un cambiamento di tipo “top-
down”) ma solo 17 paesi lo accettano
2004 – allargamento: integrazione paesi balcanici  rafforzamento contro la Russia
2008 – Crisi del Subprime americana, diventata poi globale
2010-11 – Bancarotta Grecia; ha prevalso il senso dell’ue, dove quest’ultima ha pagato i suoi debiti
2016 – Brexit: fine allargamento (es. Turchia non ancora accettata perché molto controversa) e si
sviluppa un senso di insoddisfazione anti UE e anti Euro

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