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IL CONCERTO BAROCCO

A Roma vanno rintracciate Le origini di un altro genere strumentale: il CONCERTO GROSSO. Esso è
un pezzo che vede la contrapposizione tra due gruppi di musicisti denominati concertino e
concerto grosso. Il concertino ha lo stesso organico della Sonata a tre, cioè due violini e un basso
continuo, mentre il concerto grosso ha una struttura a quattro parti, violino, viole uno, viole due e
basso continuo. Il concertino ha una scrittura solistica verso range acuto e si oppone al concetto
grosso che segue ha classificazione, “soprano, contralto, tenore. Basso” classico. Il concerto
grosso inoltre poteva essere formato da numerosi strumentisti che raddoppiavano ogni parte,
per questo era detto RIPIENO. Questa struttura è tipica delle composizioni di Stradella che impiega
il concertino nelle ali dei solisti e il ripieno nei pezzi d’assieme. Inoltre se i solisti cantanti erano
voci della dalla tessitura acuta, il concertino fungeva da accompagnamento, se invece i cantanti
avevano voci gravi, allora i due violini del concertino sfoggiavano il loro virtuosismo. I cantantii
erano infatti dei veri e propri solisti, i musicisti più bravi dell’organico a cui si affiancavano quelli
meno virtuosi del concerto grosso. Angelo Carelli, già innovatore della Sonata a Roma, adotto
questa nuova forma concertata di Stradella e produsse delle composizioni con il nome di
CONCERTO GROSSO (Op 6) pubblicati ad Amsterdam. Carelli muto l’organico del ripieno in violini
uno, violini due, viole e basso continuo. Accentuò, inoltre virtuosismo del concertino richiedendo
delle spiccate doti che non tutti possedevano. I 12 concerti grossi di carelli erano suddivisi in: DA
CHIESA e da CAMERA, come sonate .
Antonio Vivaldi, veneziano, introdurrà molte novità nell’impianto corelliano, il numero di
movimenti scende a tre, con la forma ritornello e soprattutto accentua la dimensione solistica del
concertino andando sempre più verso la tendenza di un concerto solista. Vivaldi fu attivo
soprattutto a Venezia dove stampa musica strumentale con l’editore Sala. In Italia la tecnica
CALCOGRAFICA, con la musica incisa con un pennino su una lastra di rame, piena di inchiostro, poi
impresso su un foglio, non era conosciuta e ancora si procedeva a caratteri mobili. Si affidò
all’olandese Roger, passato alla storia per essere stato uno dei più grandi produttori editoriali. La
produzione di concerti di Vivaldi è notevolissima. Ne scrive circa 500, dei quali 230 solo per violino
ma anche per violoncello, flauto dritto e trasverso. Vivaldi ricoprire dal 1703 la carica maestro di
violino presso il Pio ospedale della pietà a Venezia dove lavorava con fanciulle orfane e
abbandonate. Proprio qui la maggior parte della produzione strumentale fu composta. A questa
attività Vivaldi affiancò l’attività di operista nel 1713 fu rappresentata la sua prima “Ottone in
Villa”. Compose in tutto un centinaio di opere. Si trasferisce poi a Mantova dove raggiunge la
fame internazionale. Gli viene commissionato IN GLORIA per il matrimonio di Luigi quindicesimo di
Francia. Ma gli ultimi anni del compositore furono difficili, morendo nel 1741 a Vienna in povertà.
Il Centro di sviluppo per il concerto grosso fu però Bologna dove la Signoria disponeva di un
gruppo di strumentisti a fiato detto CONCERTO PALATINO, che svolgeva la funzione di cerimoniale
pubblico per le autorità. Infatti, si è affiancata alla Cappella musicale per le esecuzioni pubbliche.
La conformazione acustica della Cappella, però, rendeva molto più spiccato il suono del della
tromba che andava a sovrastare gli altri strumenti. Così la traduzione della musica per tromba
rimase peculiare nell’ambito dell’ambiente bolognese grazie all’opera di Giuseppe Torelli, prese
piede l’abitudine di scrivere concerti in cui la parte solistica fosse più importante e spiccata.