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Giuseppe Margani

Tecnologia

Ledificio passivo nel clima mediterraneo

Lo standard Passivhaus, nato per i climi freddi, devessere opportunamente adattato ai climi caldi dei Paesi mediterranei, per i quali le esigenze del raffrescamento estivo prevalgono su quelle del riscaldamento invernale. Questo nuovo standard, per garantire non solo bassi consumi energetici, ma anche un adeguato comfort ambientale, opportuno che attinga alle soluzioni dellarchitettura vernacolare, quali limpiego di murature massive, la limitazione e la schermatura delle aperture e la ventilazione naturale

utopia dellInternational Style ha per anni illuso i progettisti di poter concepire un tipo edilizio valido per tutto il mondo e quindi una maniera di costruire adeguata a tutte le latitudini e longitudini. Seguendo una moda architettonica tuttora in voga, sono state realizzate ovunque enormi scatole di cristallo, altamente energivore, che imprigionano incolpevoli utenti allinterno di involucri che spesso vengono totalmente sigillati, in maniera da assecondare il funzionamento di complicati e costosi impianti di climatizzazione. Questa internazionalizzazione dello stile architettonico e, di conseguenza, lindifferenza alle condizioni climatiche locali e la propensione al controllo meccanico dei parametri termoigrometrici degli ambienti interni, sono stati resi possibili da una larga disponibilit di energia a basso costo. Ma la crisi petrolifera iniziata negli anni 70 e laumento del costo delle fonti

energetiche hanno contribuito a mutare lapproccio alla progettazione. nata cos, nel decennio successivo, una nuova sensibilit bioclimatica che ha portato ad una definizione di casa passiva: un edificio, cio, che impiega sistemi solari cosiddetti passivi, ovvero sistemi che, per garantire il comfort ambientale, utilizzino le sole risorse climatiche naturali (come la radiazione solare in inverno e la frescura notturna in estate), senza ricorrere a fonti di energia non rinnovabili(1). Si tratta pertanto di costruzioni che devono essere strettamente legate alle caratteristiche del sito e del clima in cui sorgono e, in particolare, al corso del sole. Nel ventennio seguente, gli allarmanti scenari prospettati dalle alterazioni climatiche prodotte dallemissione incontrollata di gas serra hanno reso imprescindibile lesigenza di uno sviluppo sostenibile, incentivando di fatto la sperimentazione di edifici passivi.

Il modello della Passivhaus per il clima continentale Soprattutto i


Paesi dellEuropa centrale e settentrionale hanno approfondito il tema, che si evoluto fino a giungere alla definizione della Passivhaus formulata negli anni 90 da Wolfgang Feist: un edificio che consente di raggiungere il benessere termico senza bisogno di impianti di riscaldamento convenzionali. In termini quantitativi, secondo il Passivhaus Institut di Darmstad, diretto dallo stesso Feist, la Passivhaus deve soddisfare i seguenti requisiti: fabbisogno energetico annuale per il riscaldamento non superiore a 15 kWh per m2 di superficie abitabile; tenuta allaria dellinvolucro edilizio n50 0,6/h(2); richiesta annuale di energia primaria per tutti i servizi energetici (riscaldamento, acqua calda sanitaria, utilizzi elettrici obbligati) non superiore a 120 kWh per m2 di superficie abitabile.

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A conti fatti, nei climi continentali, una Passivhaus consuma meno di 1,5 l/m2 di olio combustibile lanno, con un risparmio di circa l85% rispetto agli standard dettati in Italia dalla legge 10/1991. Questo notevole risultato si raggiunge seguendo due semplici regole: ridurre le perdite energetiche; ottimizzare i guadagni termici gratuiti. A tal fine, occorre rispettare i seguenti principi bioclimatici (fig. 1): forma compatta delledificio; isolamento dellinvolucro (infissi compresi) con eliminazione dei ponti termici; guadagno solare mediante ampie vetrate isolanti disposte a sud; ricambi daria tramite ventilazione meccanica controllata con recupero di calore(3); produzione di acqua calda sanitaria mediante collettori solari o pompe di calore; utenze elettriche (elettrodomestici, illuminazione) a basso consumo. Applicando queste regole, le dispersioni di energia in inverno risultano talmente contenute che i semplici apporti dovuti al guadagno solare, al calore umano e agli elettrodomestici possono spesso risultare sufficienti a garantire il benessere ambientale. Con la Passivhaus si vuole riproporre una situazione analoga a quella di una persona che dorme in un letto: anche in un ambiente freddo, bastano coperte sufficientemente pesanti per isolare il corpo e mantenerlo caldo, trattenendo il calore prodotto fisiologicamente. Ove necessario, nelle giornate pi fredde, la temperatura interna pu essere incrementata con dispositivi poco energivori, come stufe a legna, impianti solari o pompe di calore ad alta efficienza. A partire dagli anni 90, fino ad oggi, in Europa sono gi state costruite oltre 10.000 Passivhaus, dotate di apposita certificazione, ed in alcuni Paesi come lAustria, lo standard Passivhaus dal 2015 sar obbligatorio per tutti gli edifici.

1. Funzionamento di una Passivhaus, con evidenza del sistema di ventilazione.

impianto solare termico (opzionale)

super-isolamento dell'involucro

doppia vetrocamera (tripla lastra)

aria immessa

aria estratta ingresso aria fresca

aria immessa

aria estratta

uscita aria viziata

sistema di ventilazione con recupero di calore scambiatore geotermico

Il modello della Passivhaus per il clima mediterraneo Tuttavia, se


vero che questi edifici si comportano in maniera efficiente nei climi continentali, non altrettanto pu dirsi nei climi mediterranei, dove il benessere termico si raggiunge maggiormente grazie al raffrescamento estivo che non al riscaldamento invernale. Infatti, gli involucri sigillati e superisolati e le ampie vetrate determinano, nelle zone temperate, fenomeni di surriscaldamento che rendono inadeguate le Passivhaus, specialmente in estate. Per questa ragione, la Comunit Europea ha recentemente portato a termine un progetto di ricerca e diffusione, denominato Passive-On, con lintento di definire e quindi promuovere la progettazione e la realizzazione di case passive valide per le latitudini calde e temperate. Il consorzio Passive-On ha quindi indicato i criteri progettuali che stabiliscono lo standard Passivhaus per i Paesi del sud Europa(4), riportati in tab. 1. Questi requisiti sono stati ulteriormente specificati, come indicato nelle tabb. 3 e 4(6), in modo da soddisfare i livelli di comfort estivo previsti dalla norma EN 15251(7), in funzione dellutilizzo o meno di sistemi di raffrescamento attivi. In tali tabelle, a seconda della strategia adottata, si fa riferimento a due modelli distinti di comfort termico estivo: il mo-

dello adattivo, da applicare agli edifici climatizzati passivamente, e il modello di Fanger, da applicare agli edifici climatizzati meccanicamente. Senza voler entrare nel dettaglio, il primo tiene conto della capacit che hanno le persone di adattarsi al clima stagionale e locale, ovvero di adeguare il valore della temperatura di comfort a seconda della stagione e della localit, e quindi in funzione della temperatura e dellumidit dellaria esterna(8); il secondo si basa, invece, sulle correlazioni riscontrate tra la sensazione soggettiva di benessere ambientale e le condizioni termiche allinterno di un locale chiuso e controllato (temperatura, umidit, tasso metabolico, abbigliamento, ecc.)(9). Rispetto a quello di Fanger, il modello adattivo definisce e ammette temperature di comfort maggiori e pi flessibili e pertanto incoraggia lintegrazione di tecnologie di raffrescamento naturale. In altre parole, le tolleranze termiche accettate dagli occupanti di edifici raffrescati passivamente risultano meno rigide rispetto alle esigenze espresse per edifici dotati di sistemi di climatizzazione attivi. Questa circostanza incoraggia pertanto il risparmio energetico. Una volta definito il cosiddetto standard Passivhaus esteso, con lausilio della simulazione termodinamica, il consorzio Passive-On ha realizzato

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opportuni modelli per determinare il fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento in diverse localit italiane (Milano, Roma e Palermo) e per verificare la validit degli standard sopra indicati. Lanalisi ha confermato che in genere possibile fronteggiare i carichi di raffrescamento con le sole strategie passive, limitando il fabbisogno energetico estivo e invernale a meno di 15 kWh/m2a (fig. 2). Pur tuttavia, in alcune citt, come Palermo, caratterizzate da escursioni termiche giornaliere poco sensibili (in media solo 3 C destate), le strategie basate sulla ventilazione naturale notturna non sono risultate sufficienti. Di conseguenza, occorrono dispositivi

di raffrescamento attivo per garantire il comfort estivo. Infatti, impiegando sistemi puramente passivi, per gran parte del mese di agosto si raggiungono i 32,5 C, superando il valore della temperatura limite di comfort secondo il modello adattivo; inoltre, anche con un raffrescamento attivo significativo (circa 9 kWh/m2a), la temperatura di neutralit viene superata spesso ad agosto, pur rimanendo al di sotto del valore limite. Per le citt di Milano e Roma, invece, il raffrescamento passivo ha comportato temperature interne massime di circa 30 C. Anche se qui la strategia di ventilazione notturna risulta efficace, appare opportuno ridurre le temperature in-

terne mediante una piccola pompa di calore reversibile. Infatti, modesti consumi energetici avvicinano tali valori alla temperatura di neutralit definita dal modello di comfort adattivo. Si tratta di risultati senza dubbio confortanti, soprattutto se paragonati ai dati pubblicati sul Libro Bianco dellENEA dai quali si deduce che in Italia un appartamento standard (concepito secondo le prescrizioni della legge n. 10 del 9.1.1991), per il solo riscaldamento, consuma mediamente 120 kWh/m2a. Peraltro, sempre secondo il progetto Passive-On, rispetto ad unabitazione standard, la Passivhaus consente un risparmio non solo in fase di gestione, ma anche nellambito dellanalisi di co-

Standard Passivhaus esteso ai Paesi del sud Europa.


2 domanda di energia utile per il riscaldamento 15 kWh/m a 2 domanda di energia sensibile utile per il raffrescamento 15 kWh/m a

1. Criterio del riscaldamento 2. Criterio del raffrescamento 3. Criterio dellenergia primaria 4. Tenuta allaria

domanda di energia primaria per tutti i servizi energetici (climatizzazione, acqua calda sanitaria, usi elettrici obbligati e ausiliari) 120 kWh/m2a tenuta allaria dellinvolucro edilizio n50 1,0/h, per localit con temperature di progetto invernali esterne di circa 0C(5) nelle stagioni calde e umide, la temperatura operativa deve rimanere nellintervallo di comfort definito dalla EN 15251. Inoltre, se simpiega un raffrescamento attivo, la temperatura operativa pu essere mantenuta sotto i 26C tutti i valori di richiesta energetica sono calcolati secondo il Passive House Planning Package (PHPP 2007) e si riferiscono alla superficie netta abitabile

5. Criterio del comfort invernale in inverno, la temperatura operativa pu essere mantenuta sopra i 20C, usando le quantit di energia sopra indicate 6. Criterio del comfort estivo 7. Criterio di verifica

Per edifici senza sistemi di raffrescamento meccanico. come definiti dal modello adattivo proposto dallallegato A.2 della EN 15251
2 15 kWh/m a 2 120 kWh/m a

Requisiti di comfort interno Domanda di energia utile per raffrescamento e riscaldamento Domanda di energia primaria per tutti i servizi energetici

Per edifici con sistemi di raffrescamento meccanico. come definiti dal modello di Fanger proposto dalla EN 15251
2 15 kWh/m a 2 15 kWh/m a 2 120 kWh/m a

Requisiti di comfort interno Domanda di energia utile per riscaldamento Domanda di energia sensibile utile per raffrescamento Domanda di energia primaria per tutti i servizi energetici

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Italia

Confronto in termini economici tra una Passivhaus e una casa standard in Italia e in Spagna (elaboraz. su dati Passive-On, Part 1).
Nazione Extra-costi per realizzare una Passivhaus 5% 3,35% 2,85% Risparmio energetico totale per anno 65,4% 57,3% 40,7% Risparmio LCC in 10 anni 1,74% 6,04% 2,32% Risparmio LCC in 20 anni 10,26% 12,11% 5,89% Tempo di recupero dellinvestimento (anni) 8 4 5

Spagna (Granada) Spagna (Siviglia)

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sto del ciclo di vita (LCC). Come indicato in tab. 4, a fronte di un extra-costo iniziale per la realizzazione della Passivhaus stimabile tra il 3 e il 5%, gi dopo 10 anni il Life Cycle Cost (LCC) di una casa passiva in Spagna e in Italia risulta inferiore rispetto alledificio standard, con un tempo di recupero dellinvestimento variabile tra i 4 e gli 8 anni. Alla luce di questi dati, anche nei climi caldi, investire sulle abitazioni e sulle strategie passive risulta dunque vantaggioso. Tuttavia il semplice rispetto dei requisiti indicati dalle tabelle 1 e 3, pur assicurando notevoli risparmi energetici, non sempre sufficiente a garantire anche il benessere ambientale nei Paesi caldi. infatti opportuno attingere, comunque, a quella serie di accorgimenti costruttivi, derivanti dalla tradizione delle popolazioni mediterranee e poi approfonditi dal movimento bioclimatico, che possono essere ricondotti alle seguenti raccomandazioni progettuali primarie: massima attenzione allorientamento e alle sue conseguenze in rapporto al corso del sole nelle varie stagioni (ambienti primari con preferenza a sud, ma anche a est e quindi a nord; servizi a ovest); limitazione delle vetrature (soprattutto ad ovest); schermatura esterna delle finestrature (serrande, persiane, frangisole, tende); involucri massivi, ad elevata capacit termica; finiture esterne di colore chiaro; verifica della ventilazione, che pu essere implementata allinterno sia degli ambienti, sia delle coperture e dei sottotetti o di apposite intercapedini e verande.

2. Fabbisogno energetico per il riscaldamento (in rosso) e per il raffrescamento (in blu) per una Passivhaus a Milano, Roma e Palermo (da Passive-On, Part 1).

kWh/m2a

Passivhaus Milano

Passivhaus Roma

Passivhaus Palermo

Conclusioni Il movimento bioclimatico, iniziato negli anni 80, ha avuto il merito storico di aver sensibilizzato lopinione pubblica e gli esperti sullimportanza del progetto, ai fini della soluzione della problematica del risparmio energetico; problematica che allora emergeva per la prima volta

a livello mondiale. sorta cos la progettazione bioclimatica, che ha avuto unevoluzione di 25 anni e ha prodotto fra laltro il modello della Passivhaus. Questo paradigma, nato nei Paesi a clima continentale freddo, non per ben adeguato alle condizioni delle aree del bacino del Mediterraneo. Ulteriori studi hanno consentito di ampliare il modello tramite lestensione Passive-On. Si cos verificato che, anche nelle regioni in cui la forzante climatica eminentemente estiva, si pu ottenere, con opportuni accorgimenti, unarchitettura capace di garantire contemporaneamente bassi consumi energetici e un adeguato comfort ambientale. Alcuni di questi accorgimenti, quali limpiego di murature massive, la limitazione e la schermatura delle aperture e lo sfruttamento della ventilazione naturale (specie quella serale e notturna), sono peraltro tradizionalmente legati al vernacolo storico dellarchitettura mediterranea. Anche se tali correttivi possono talvolta far aumentare il costo di costruzione, conviene comunque investire sulle case passive; del resto, certe soluzioni dinvolucro sono recentemente diventate obbligatorie per legge. Questa conclusione appare ancor pi valida oggi, nel terzo millennio, nel quale si sta finalmente raggiungendo un livello di coscienza ambientale ed ecologica pi maturo e condiviso a misura di quel villaggio globale che i trasporti e le comunicazioni hanno reso una realt concreta.

Note 1. Secondo Edward Mazria la pi comune definizione di un sistema passivo di riscaldamento e raffrescamento : un sistema in cui i flussi termici avvengono per mezzi naturali come lirraggiamento, la conduzione e la convezione naturale (E. Mazria, Sistemi solari passivi, F. Muzzio & C. Ed., Padova 1980, p. 39). 2. Ci significa che ledificio deve presentare un risultato al test di pressurizzazione (a 50 Pa e -1 secondo la EN 13829) non superiore a 0,6 h . Si tratta del cosiddetto blower door test, che consiste nel collocare davanti ad un infisso un ventilatore, in modo da determinare una differenza di pressione, tra interno ed esterno, pari a 50 Pa; il corrispondente tasso di ricambio daria comples-1 sivo (n50, espresso in h ) indica la permeabilit allaria dellinvolucro edilizio. 3. Il sistema di recupero consente di trasferire allaria fresca in ingresso circa l80% del calore contenuto nellaria calda (viziata) in uscita. Inoltre, laria fresca entrante pu essere preriscaldata mediante il passaggio attraverso condotti sotterranei; infatti il suolo si trova ad una temperatura di almeno 5C anche nei periodi in cui laria esterna ben al di sotto dello zero. 4. Cfr. B. Ford et Al., The Passivhaus standard in european warm climates. Design guidelines for comfortable low energy homes Part 1. A review of comfortable low energy homes, Passive-On, University of Nottingham 2007, p. 4. 5. Questo valore viene considerato accettabile per citt come Roma e Milano (rispettivamente in zona D ed E secondo il D.P.R. 412 del 26.08.1993), ma eccessivamente conservativo per citt come Palermo (zona B), dove laria infiltrata pi calda e incide quindi meno sui consumi energetici (cfr. Ibidem, p. 18; B. Ford et Al., The Passivhaus standard in european warm climates. Design guidelines for comfortable low energy homes Part 2. National proposals in detail: Italy, Passive-On, University of Nottingham, 2007, pp. 12, 18). 6. Cfr. B. Ford et Al., op. cit., Part 1, p. 7; AA.VV., Passivhaus, cit., pp. 9-10. 7. Cfr. EN 15251:2007, Indoor environmental input parameters for design and assessment of energy performance of buildings addressing indoor air quality, thermal environment, lighting and acoustics. 8. Cfr. EN 15251:2007, Allegato A.2, Temperature interne accettabili per la progettazione di edifici senza sistemi di raffrescamento meccanici. 9. Cfr. ISO 7730:2005, Moderate thermal environments - Determination of the PMV and PPD indices and specification of the conditions for thermal comfort.

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