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05/02/2011

Israele: Stato divino o Bestia dellApoc

Israele: Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte I)


Domenico Savino 02 Dicembre 2010

Prover ancora per qualche articolo ad insistere sulla questione sionista, perch essa di massima importanza. Il sionismo stato infatti lo strumento attraverso il quale

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Israele ha realizzato il sogno e adempiuto la promessa che per secoli gli ebrei si sono scambiati durante la Pasqua: Hashana habaa bYrushalayim ( ,)ovvero lanno prossimo a Gerusalemme. Quando, dopo la guerra dei 6 giorni, le gloriose truppe di Tshal, entrarono il giorno 6 del 6^ mese dellanno 1967 a Gerusalemme, Israele poteva forse legittimamente dire a se stessa che il Santo Benedetto aveva finalmente adempiuto la promessa fatto ai Padri. Ma contemporaneamente un brivido deve avere percorso la schiena di chi per cento generazioni aveva atteso il sogno puro e perfetto, in cui lAssemblea di Israele tutta intera sarebbe ritornata nella citt Santa, radunata come un sol uomo nella sua Terra indivisa per opera dellOnnipotente, ordinando la sua vita in modo integralmente conforme alla Torah del Signore.

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Ma davvero era cos? Davvero lutopia sionista aveva adempiuto suo malgrado lattesa messianica o non era invece avvenuto il contrario? Non era forse proprio a causa delliniziativa sionista che quellattesa e quella speranza erano invece andate perdute per sempre? Forse non era avvenuto che in luogo della Shkhina, fosse stata la sitr ahr (lAltra parte) a prendere possesso della terra santa e di Gerusalemme? Pi di sessantanni prima lAdmor di Munkcs, R. Hayim Eleeazar Shapira aveva organizzato una visita breve e avvolta nel mistero in Eretz Israel. Ritornando a casa, in una lettera ai timorati di Dio zeloti nella Citt Santa, egli narr in una parabola pittoresca quellesperienza: Mentre viaggiavo verso la Terra Santa dissi allAvversario (il satana) prima di imbarcarmi da Istanbul: Un biglietto di viaggio costa molto. Gli dissi: Scegli tu, o vai tu alla Terra Santa e io resto qui e star bene senza te fuori della Terra; o tu rimani e vado io da solo alla Terra Santa () Scelse di rimanere lui fuori della Terra Santa () e fui contento nel mio viaggio in nave. Quando giunsi nella Terra Santa, subito, al porto, vidi lAvversario, stava ritto l. Gridai per il dolore del mio cuore: Che cosa fai tu qui? Non ti ho lasciato a Istanbul? Non hai detto che rimanevi l? E mi mostrai deluso ai suoi occhi. Mi rispose e mi disse: Tu mi chiedi cosa faccio qui? Uno venuto qui come uno straniero e vuol fare da giudice? (Genesi 19, 9). Non forse qui che ho la mia dimora fissa? A Istanbul hai parlato con uno che come la mia immagine, un mio inviato allestero. Langoscia dellAdmor di Munkcs sintomatica del pericolo che il giudaismo ortodosso ha sempre avvertito come incombente sul proprio destino, se Israele avesse osato forzare la mano a Dio: tutta lantica tradizione aveva chiaro che lopera di ricostruzione di Israele o veniva da Dio, o sarebbe stata opera di Satana. Il modo in cui attraverso liniziativa sionista quellantica profezia si era venuta compiendo, stava davvero rivelando linizio della Fine, linizio cio del compimento delle promesse profetiche, o forse invece nullaltro era che il tradimento di quelle promesse e il loro sradicamento dalla loro perfezione originaria? Avevano avuto ragione i vecchi rabbini ortodossi ad obbedire al comandamento talmudico di non salire il muro o avevano ragione i sionisti
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laici ed anche quelli religiosi (che appoggeranno liniziativa sionista, rompendo con il vecchio tab) a ritenere che qui non era Israele a forzare la Fine (qetz), ma, al contrario, la Fine a forzare Israele? Apparentemente il tribunale della Storia sembra lasciare intendere ad Israele che sia stata la divina Provvidenza a dirigere attraverso il Sionismo la sua storica impresa messianica. Ma la lontananza tra lideale sperato e la realt concreta enorme: infatti proprio mentre i soldati di Giuda prendevano possesso con le armi della citt santa, appariva chiaro che larco della guerra, anzich essere spezzato, era lo strumento attraverso il quale la promessa si era realizzata. E se cos era, il compimento della speranza del ritorno nella Terra dIsraele non si stava forse compiendo in senso diametralmente opposto a ci che la Tradizione talmudica da sempre aveva sostenuto e cio che essa avrebbe dovutoriguardare nullaltro che la sinagoga e le preghiere? E nel Talmud non sta forse la proibizione di forzare la Fine (Whq et ha-qetz) e addirittura di iniziare qualunque azione intesa al raduno della nazione e alla sua restaurazione con mano forte senza i miracoli e le grandi meraviglie, senza i segni e i prodigi speciali promessi nelle Sacre Scritture? Non forse questo per i giudei il misterioso e affascinante divieto espresso nei versetti del Cantico dei Cantici: Vi ho fatto giurare, o fglie di Gerusalemme, per le gazzelle o per le cerve del campo: non svegliate e non destate dal sonno lamore finch non lo voglia. Non dovrebbe essere questo il medesimo divieto su cui toccherebbe meditare ai vari teo-con e cristiano-sionisti, che appoggiano Israele, nellintento di affrettare il ritorno del Signore? Non sono questi i fanatismi, da cui la coscienza pseudo-cristiana dellOccidente dovrebbe liberarsi?

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June 5, 1967: Israeli Jews gain access to the holy sites of East Jerusalem

Se non altro, il merito dei rabbini stato quello di interrogarsi su ci che accaduto. Per il mondo cristiano, invece (con leccezione appunto dei fanatici dellApocalisse o di qualcuno come noi di Effedieffe, la cosiddetta banda Effedieffe, come qualcuno ormai ci definisce) levento del ritorno degli Ebrei in Eretz Israel stato derubricato a fattore storico-politico. Dal canto suo la Chiesa gi da prima del Concilio rimasta attonita ad assistere alla rinascita dello Stato degli ebrei, dopo che da sempre aveva proclamato che, a causa del loro rifiuto di Ges, essi sarebbero stati dispersi come stranieri tra le genti. Infine, con una decisione che appare icona dello stordimento postconciliare, la stessa Chiesa giunta addirittura al riconoscimento dello Stato di Israele. Invece, inquietudine perfino maggiore rispetto a quella che ha pervaso i saggi della Torah dovrebbe attraversare oggi ogni cristiano, giacch con il ritorno in massa degli ebrei nella terra promessa e la costituzione se non del Regno perlomeno di un entit politica statuale, pare essersi compiuta non solo la parola dellAntico Testamento, ma vieppi quella del Nuovo. Nel Vangelo di Matteo si narra infatti che alla vigilia della passione Ges si trovava nel Tempio e l ammoniva discepoli con queste parole:
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Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: Sono io e Il tempo prossimo; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sar subito la fine. Poi disse loro: "Si sollever popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Poi concluse: Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la citt se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in citt; saranno infatti giorni di vendetta, perch tutto ci che stato scritto si compia. Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perch vi sar grande calamit nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sar calpestata dai pagani finch i tempi dei pagani siano compiuti. La profezia contenuta in questo brano di Vangelo sembra svilupparsi secondo due linee temporali che paiono delineare un futuro escatologico (quello del ritorno di Cristo alla fine dei tempi) ed uno pi prossimo, relativo alla distruzione del Tempio ed alla conquista da parte straniera di Gerusalemme per lunghi secoli. Questultimo passo del Vangelo sembrerebbe in effetti confermato dagli accadimenti storici. Le armate romane cingeranno dassedio Gerusalemme, che dopo mesi verr espugnata e il Tempio distrutto. Poi, dopo i tragici eventi di Masada (la fortezza nella quale un migliaio di ribelli giudei scelse il suicidio piuttosto che cadere prigionieri dei Romani), la rivolta di Bar Kokhba nel 135 dopo Cristo sancir la fine dei sogni di riscossa giudaica e linizio di galut, lesilio degli ebrei, che abbandoneranno con la Terra di Israele anche il sogno di una nazione ebraica. Durante tutti i lunghi secoli di questo esilio, tuttavia, non venne mai meno negli ebrei laspirazione di fare ritorno in Eretz Israel ed essa fu alla base del messianismo pseudo-mistico, di quel fenomeno cio personificato da alcuni falsi messia, che promettevano la liberazione e un prossimo ritorno in Palestina ai loro connazionali, suscitando speranze ed entusiasmi enormi in
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tutte le comunit della Diaspora (si pensi alle vicende di D. Reubeni, 1524, di Shlomo Molcho, 1530, di Shabbetai Zevi, 1665 e di Jacob Frank, 1756, per citare i casi pi famosi). Leresia mistica fu spesso supportata dalla Qabbalah, che, esprimendo quella forma di prostituzione spirituale inflessibilmente condannata dai Profeti, pretende in fondo di poter suscitare e dirigere la potenza del divino. Nella Qabbalah infatti convergono correnti esoteriche neoplatoniche, persiane e islamiche, nonch tecniche di illuminazione gnostica di derivazione diversa, dalle religioni misteriche dellantichit fino allo Yoga indiano, dalla magia sessuale alla scienza delle lettere (gematria), la quale ultima costituisce uno dei pi noti ed autentici prodotti dello spirito kabbalistico. Il rischio messianico per lIsraele della Diaspora sta proprio nel fatto che esso si andato sempre pi compenetrando con la mitologia qabbalistica. Ma lidea di un Messia personale, tipica del misticismo ebraico, di una guida cio che, suscitata e sostenuta da Dio stesso, avrebbe dovuto ricondurre i dispersi in Eretz Israel, si rivel ad un certo momento effimera e lasci spazio nel breve volgere di poco pi di un secolo e mezzo a quella di un Messia collettivo, a quella cio di Israele Messia di se stesso. Ci avverr con la nascita del sionismo. Infatti a seguito della Rivoluzione Francese, che concesse agli ebrei la piena emancipazione giuridica e politica e determin la fine di un lungo isolamento e autoisolamento, cominci almeno nellEuropa occidentale una loro progressiva assimilazione. Per contro nellEuropa orientale, specie dopo il fallimento dei moti rivoluzionari che avevano spesso visto gli ebrei protagonisti dei movimenti insurrezionali, vennero quasi ovunque ripristinati i ghetti e le interdizioni israelitiche, cui si accompagn la rinascita di un diffuso sentimento antigiudaico, non di rado seguito da sanguinosi pogrom. Ci coincise, a partire dalla met dellOttocento, col diffondersi in Europa delle teorie razziste, che ebbero facile presa negli ambienti nazionalistici e alimentarono lantisemitismo, il quale and ad innestarsi su un substrato antigiudaico, gi particolarmente forte specie nellEuropa orientale. Fu allora che sulla scia dei movimenti nazionali e patriottici, rinacque vigorosa anche tra gli ebrei la nostalgia di una patria, cui si accompagnarono i primi
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parziali tentativi di colonizzazione della Palestina, come quelli promossi da Moses Montefiore nel 1856 e della scuola di agricoltura di Mikveh Israel voluta da Ch. Netter nel 1870. Ma essi ebbero scarso successo, analogamente a quelli di Zvi Hirsch Kalischer e di Mose Hess (autore del famoso volume Roma e Gerusalemme, 1862), i quali cominciarono a teorizzare la necessit di dar vita ad uno Stato ebraico in Palestina a rifugio dei connazionali perseguitati. Queste idee trovarono allinizio degli anni 80 del XIX secolo nuova linfa grazie ai movimenti Choveve Zion (Amanti di Sion, 1881) e Bilu (1882 nome derivante dallacrostico del versetto di Isaia II, 5: Beth Jakov Lech Uenelechah, cio Casa di Giacobbe alzati e vieni) e allo scritto Autoemancipazione (1882) di L. Pinskernon. Queste iniziative animarono la prima Aliyah, cio la prima salita (in verit una modesta immigrazione ebraica) in Terra Santa, che port alla nascita delle colonie di Zikhron Yaakov, Petach Tikvah e Rishon Le-Zion. In questo contesto, in effetti marginale rispetto ai grandi eventi di colonizzazione che lEuropa si accingeva a realizzare in Africa ed in Asia, alla fine del secolo XIX il sionismo politico cominciava a muovere concretamente i primi passi, pur rimanendo un fenomeno legato a piccole minoranze, finch esso non trov la guida di Teodor Herzl, un ebreo che, pur da laico, riusc a ridestare lantica aspirazione messianica ad un ritorno reale degli ebrei in Eretz Israel. Secondo Herzl il popolo ebraico avrebbe dovuto riprendere in mano liniziativa della propria redenzione, mediante un iniziativa politica, capace di far rinascere duemila anni dopo un Stato degli ebrei proprio dove la tradizione religiosa attendeva che Jahw con opere e miracoli prodigiosi lavrebbe ricondotta. Nel 1897 venne fondata a Basilea lOrganizzazione Sionistica Mondiale e settantanni dopo lesercito israeliano con la guerra dei 6 giorni entrer trionfalmente a Gerusalemme, ricostituendola quale capitale di Israele: era la fine di un percorso che aveva attraversato nel volgere di pochi anni Auschwitz prima e la dichiarazione di indipendenza di
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Israele nel maggio 1948, subito segnata, anzich dalla pace, da un permanente stato di belligeranza con gli arabi. In ogni caso linvocazione del Salmo 137 (Mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia) era stata trasformata armi alla mano in realt. Il laicismo sionista riconduceva il destino del popolo ebraico verso il compimento del proprio ideale religioso e questo paradossalmente
Three young Israeli paratroopers stand at the Western Wall as Israeli troops

proprio mentre il laicismo dellOccidente (frutto march into and take control of di quella cultura moderna e di quelle rivoluzioni, Jerusalem's Old City during the che gli ebrei avevano largamente contribuito a generare) allontanava irrimediabilmente la Cristianit dalla propria Fede: linizio della salita degli ebrei verso la Terra di Israele, coincideva con il compiersi dellapostasia delle nazioni dellOccidente, che un tempo erano state cristiane. La Parola di Dio sembra trovare un amaro riscontro nella storia: Gerusalemme sar calpestata dai pagani, finch i tempi dei pagani siano compiuti. E davvero, per noi cristiani e per gli ebrei linizio della Fine? Non lo sappiamo, ma le parole del Vangelo di Matteo parlano subito dopo di qualcosa che (non sappiamo quando) accadr: Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per lattesa di ci che dovr accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio delluomo venire su una nube con potenza e gloria grande. Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perch la vostra liberazione vicina. E qui che la narrazione evangelica sembra incontrare il mistero contenuto nellApocalisse: la persecuzione che la Chiesa deve sopportare lungo i secoli a causa dellazione di Satana, pare incontrare un punto di svolta ed qui che gli eventi, che accadono oggi sotto i nostri occhi, sembrano poter acquistare una loro misteriosa intelligibilit:
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Six-Day War of June 1 967

05/02/2011

Israele: Stato divino o Bestia dellApoc

Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potest grande. Una delle sue teste sembr colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Allora la terra intera presa dammirazione, and dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perch aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: Chi simile alla bestia e chi pu combattere con essa? Alla bestia fu data una bocca per proferire parole dorgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa apr la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. Ladorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dellAgnello immolato. Chi ha orecchi, ascolti: Colui che deve andare in prigionia, andr in prigionia; colui che deve essere ucciso di spada di spada sia ucciso. In questo sta la costanza e la fede dei santi. Vidi poi salire dalla terra unaltra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che per parlava come un drago. Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta. Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicch quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia. Faceva s che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cio il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome duomo. E tal cifra seicentosessantasei. Pi volte il Direttore Blondet ne ha fatto cenno nei suoi articoli, invitando i lettori a leggere gli accadimenti che vedono protagonista Israele in una chiave metastorica. Nel libro Chi comanda in America egli assimila gli USA alla prima bestia ed Israele alla seconda. Ma forse non cosi: forse potrebbe invece
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essere la prima Bestia, con sette teste recanti ciascuna un titolo blasfemo e dieci corna con dieci diademi, che riceve la forza, il trono e la potest dal drago, a rappresentare Israele, mentre la seconda bestia, che ha due corna, simili a quelle di un agnello, ma che parla come un drago, questa potrebbe rappresentare il potere statunitense. Domenico Savino (continua)

La presente traduzione effettuata appositamente per EFFEDIEFFE da traduttori di nostra fiducia

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Israele: Stato divino o Bestia dellApoc

Israele: Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte II)


Domenico Savino 03 Dicembre 2010

E davvero Israele la prima Bestia di cui parla il capitolo 13 dellApocalisse, quella con sette teste recanti ciascuna un titolo blasfemo e dieci corna con dieci diademi? Quella pi, che salir dallAbisso, ma per andare in perdizione?

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che riceve la forza, il trono e la potest dal drago, quella che era, ma non

Parto da una premessa, cui ho gi fatto riferimento in qualche mio precedente articolo: il Sionismo s un movimento politico nazionalista, formalmente laico, ma esso fonda la propria dottrina sulla mitologia religiosa della restaurazione della nazione e del sangue ebraico in Eretz Israel. In filigrana del manifesto politico del Sionismo stanno il rotolo della Torah e il Talmud, che hanno costruito e mantenuto lidentit ebraica lungo i secoli del cosiddetto Galut (esilio), con lintento preciso di impedire lassimilazione e poter vedere ritornare un giorno il popolo eletto a quella terra, che sola ne avrebbe consentito la rinascita come nazione, vale a dire come moderno regno di Israele.

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A questo scopo il Sionismo ricostruisce mitologicamente lidentit ebraica, quale fondamento dellidentit statuale, utilizzando letteralmente la religione giudaica come instrumentum regni. Il Sionismo fu quindi un movimento rivoluzionario nel senso anglosassone del termine, forgiatore cio di una nuova matrice di civilt, a partire da consolidati elementi e orientamenti storici e primordiali. In questo senso il sionismo laico e ateo fa della Rivelazione biblica esattamente ci che il nazismo fa con il mito ariano: pur non credendolo scientificamente e storicamente vero, il mito fondante diviene un ausilio del fare ed il suo linguaggio da istruttivo diviene imperativo: il mito si fa storia. Ci tipico dei movimenti rivoluzionari. Il Sionismo lo fu ed ebbe un precedente che in qualche modo ne condivideva le premesse: lidea di una Terra promessa da conquistare aveva dapprima animato seppure con sfumature diverse il fanatismo puritano dei padri pellegrini statunitensi, come successivamente anim lYishuv (letteralmente insediamento) dei nuovi gruppi di coloni ebrei che, a partire dalla prima aliya del 1882, saliranno con ondate successive in Eretz Israel. Lo Stato di Israele, creato dal sionismo, condivide con gli Stati Uniti alcune importanti caratteristiche: - sono societ ideologiche rivoluzionarie; - sono societ coloniali di pionieri, che sono a loro volta vere e proprie avanguardie rivoluzionarie di fanatici; - sono societ democratiche ed egualitarie, ma esclusivamente verso i cittadini colonizzatori; - tendono alla marginalizzazione/esplusione/soppressione delle popolazioni autoctone, considerate barbare, selvagge, idolatre, inferiori; - hanno una matrice etnico-religiosa precisa: gli USA sono essenzialmente WASP, Israele lo Stato degli ebrei; - sono il frutto di una ribellione contro le rispettive societ e culture di provenienza. La colonizzazione puritana rappresenta una ribellione contro lInghilterra anglicana, quella sionista contro la passivit dellortodossia rabbinica; - non intendono rovesciare gli equilibri interni alle rispettive comunit di provenienza, ma sono movimenti rivoluzionari in uscita verso nuove terre; - non recidono per le radici pi profonde del loro retaggio storico e soprattutto spirituale, ma anzi lo trasformano in mitologia fondante la nuova identit collettiva; - lesperienza pionieristica si aggrega essenzialmente intorno al mito della terra promessa, della trasformazione del deserto in terra fertile, sicch tanto il
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colono israelita dello Yishuv che il farmer americano vivono la stessa ossessione della terra data in eredit; - non solo Israele, ma anche i cristiani puritani vivono essenzialmente attorno alla rivelazione veterotestamentaria; - fanno della legge il fulcro della vita civile e privata dei loro membri; - il potere giurisdizionale (lAlta Corte in Israele, la corte suprema negli USA) acquista una rilevanza persino maggiore di quello rappresentativo e legislativo; - ritengono soprattutto di svolgere una missione provvidenziale iscritta nella storia, il loro destino manifesto. Il furore puritano americano e quello pionieristico sionista brandiscono il Vecchio Testamento come manifesto fondante il progetto politico di conquista della terra, realizzato con il Winchester (o i Merkav poco importa) e annichilendo in nome di Dio gli amalechiti di turno (palestinesi o pellerossa poco importa). La crescente potenza di queste due nazioni, nate da un pugno di pionieri, appare prodigiosa e ci vale soprattutto per Israele: come ho gi detto in un precedente articolo, se volessimo usare un paragone letterario, la nascita di Israele potrebbe quasi sembrare lultima grande operazione cabalistica e richiamare la leggenda del Golem, il gigante di argilla, costruito con le arti magiche della Qabbalah, nel tentativo di imitare lazione creatrice di Dio. In effetti il Sionismo si messo allopera, sostituendo la propria iniziativa politica allopera redentrice di Jahw. Ma in questopera iscritto un istinto di prevaricazione: la stessa tradizione del Golem ne intimamente ben consapevole ed anticipa il tema dellapprendista stregone, di chi, cio, in grado di evocare forze che poi non riesce pi a controllare. E la medesima preoccupazione che il grande studioso ebraico della Qabbalah Gershom Scholem esprime in una lettera a Franz Rosenzweig del 1926 parlando proprio del sionismo: Pu la storia ebraica affrontare questo rientro (sionista) dentro la realt concreta, senza distruggere se stessa con la rivendicazione messianica che questo rientro ha fatto risalire dalle profondit della sua storia?. Altrove, riferendosi al tema della terra e al suo rapporto con la lingua (lebraico riportato in vita dai sionisti recuperandolo dalle profondit della
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storia) egli scriver: La Terra un vulcano. Essa fornisce una dimora alla lingua (...) ma quale sar il risultato dellaggiornamento dellebraico? Labisso della lingua sacra che abbiamo impiantato nellintimo dei nostri bambini non allargher la sua bocca? La gente qui non sa il significato di ci che fa: pensano di aver trasformato lebraico in una lingua profana e di averlo liberato dal pungiglione apocalittico. Ma la verit unaltra (...) ogni parola non semplicemente creata nuova, ma presa dal tesoro vecchio e buono, piena fino allorlo di materiale esplosivo (...) Dio non rester muto nella lingua in cui lo hanno scongiurato migliaia di volte di ritornare di nuovo nella nostra vita. Dio non resta muto. Dio ha gi parlato. La rinascita di Israele (prima che unoperazione artificiale, e magica) un azzardo, unazione prometeica, una autentica sfida al silenzio di Dio. Con un gioco di parole, sembra rivolta contro Dio stesso lultima rivolta giudaica e il Messia politico costruito dal Sionismo sembra volersi liberare ancora una volta, come 2000 anni fa, anzitutto da Colui, che lo dovrebbe liberare. Ecco perch la lettura dei passi di Apocalisse, che parlano delle due Bestie, appare alla luce di ci, in una prospettiva sinistra ed inquietante, se in qualche modo riferita ad Israele. LApocalisse stata scritta dallApostolo Giovanni mentre era in esilio nellIsola di Patmos intorno al 95 dopo Cristo, durante la persecuzione di Domiziano. Proprio per questo non infrequentemente si afferma che le visioni in esso riportate risentano di questa situazione, in cui la cristianit del tempo si trov a patire, sicch limmagine della Bestia viene facilmente riferita appunto allentit politica imperiale romana. Ma questa interpretazione non sembra tenere conto che Giovanni tra gli evangelisti colui che forse con maggiore insistenza denuncia il carattere satanico della fede giudaica. Nel capitolo 8 del Vangelo da lui redatto, egli riporta uno scontro terribile di Ges con quei Giudei che pure avevano creduto in Lui: Non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verit, perch non vi verit in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perch menzognero e padre della menzogna.
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Nel capitolo 13 dellApocalisse detto che la Prima Bestia sale dal mare, ha dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. Pi oltre al capitolo 17 vi una specificazione: La Bestia che hai visto era, ma non pi, salir dallAbisso, ma per andare in perdizione (Apocalisse 17,8). Sembrerebbe dunque trattarsi di unentit che esisteva prima del 95 dopo Cristo (anno presunto di redazione dellApocalisse), che nel 95 dopo Cristo non esisteva pi e che sarebbe dovuta ritornare successivamente, salendo dallAbisso, ma per andare in perdizione (Apocalisse 17,8). Se vogliamo dare un senso non solo simbolico al passo di Apocalisse 17,8, sembrerebbe di trovarsi di fronte ad una entit politica che dopo una lunga eclissi ricompare (Quanto alla bestia che era e non pi, ad un tempo lottavo re e uno dei sette) in grado con il suo potere di sedurre gli abitanti della terra (le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. Ladorarono tutti gli abitanti della terra). La Bestia dellApocalisse composta di pezzi di animali, anzi di fiere, descritti per in ordine inverso nella visione del capitolo 7 del Profeta Daniele, cio un leone, un orso, una pantera o leopardo, (usati come sinonimi). Come la bestia dellApocalisse, anche quella della profezia di Daniele sale dal mare e come la prima ha dieci corna. Essa spaventevole, terribile e straordinariamente forte, dotata di grandi denti di ferro, che divorava, stritolava e calpestava il resto con i piedi e diversa da tutte le bestie precedenti. Questa bestia prosegue Daniele un regno sulla terra che sar diverso da tutti gli altri regni e divorer tutta la terra, la calpester e la stritoler. Anche le dieci corna sono dieci re che sorgeranno da questo regno; dopo di loro ne sorger un altro, che sar diverso dai precedenti e abbatter tre re. Egli proferir parole contro lAltissimo, perseguiter i santi dellAltissimo con lintento di sterminarli e penser di mutare i tempi e la legge; i santi saranno dati nelle sue mani per un tempo, due tempi e la met di un tempo. Si terr quindi il giudizio e gli sar tolto il dominio, che verr annientato e distrutto per sempre. Poi il regno, il dominio e la grandezza dei regni sotto tutti i cieli saranno dati al popolo dei santi dellAltissimo; il suo regno un regno eterno, e tutti i domini lo serviranno e gli ubbidiranno. Se cos , anche la prima Bestia dellApocalisse rappresenta dunque un regno o
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comunque unentit politica. Inoltre pare che essa graviti nel bacino del Mediterraneo, giacch non si hanno notizie, n si desume dal contesto che lautore del libro, prigioniero nellisola di Patmos, faccia riferimento a mondi lontani o sconosciuti. Inoltre frequenti sono i riferimenti geografici che rimandano precisamente a quellarea: si parla infatti del grande fiume Eufrate, della localit di Megiddo, della Citt Santa, della Grande Citt dove il Signore fu crocifisso (Apocalisse11,7-8). Il fatto poi che la Bestia salga dal mare (il Mar Grande di Daniele) non pu essere interpretato come un riferimento allOceano, perch c un passo nel capitolo 17 in cui, riferendosi alla prostituta che siede sulla Bestia viene chiarito che le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue. Questa Bestia, dunque, sarebbe unentit politica che esce (anzi sale) dai popoli in cui era immersa e mentre sale una delle sue teste viene colpita a morte (forse la Shoah?), ma la sua piaga mortale fu guarita. Allora la terra intera presa dammirazione, and dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perch aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: Chi simile alla bestia e chi pu combattere con essa?. Se dunque cos , vi da domandarsi, ove il tempo cui fa riferimento lApocalisse fosse il nostro, a quali entit statuali, esistite prima del 95 dopo Cristo, che non esistevano pi a quella data e che sarebbero rinate in un periodo successivo, potrebbe fare riferimento lultimo libro della Scrittura: deve trattarsi di una entit rispetto alla quale non si siano ancora compiute le profezie ivi contenute. In particolare la sua ricomparsa dai tempi di Giovanni deve essere la prima e non ce ne devono essere state altre (n, stando alla profezia, altre ve ne saranno): Confrontando la carta geopolitica del tempo dellEvangelista Giovanni e quella attuale occorre cercare un regno o uno Stato che dir si voglia, il quale sia esistito prima del 95 dopo Cristo, che non esisteva pi a quella data e che tornato ad esistere oggi. Non potrebbe trattarsi di nessuna delle nazioni ad ovest della Grecia, perch nessuna era contemporaneamente esistita prima come regno e a quel tempo non pi era esistente: prima di Roma lEuropa occidentale era popolata di trib, ma non di regni. La stessa Italia (se volessimo identificarla con Roma,
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che ritorner ad essere nazione nel 1861 e che con il Fascismo pretese di restaurare lImpero sui colli fatali di Roma), non pu essere la Bestia dellApocalisse, perch questa al tempo della sua redazione non era, mentre limpero romano era e per giunta forse nel massimo del suo splendore. La Grecia, che nel 95 dopo Cristo non era, poich stava sotto dominazione romana, prima di allora non si era mai costituita come regno unitario, ma esisteva come somma di citt-Stato, talvolta in guerra, talvolta alleate tra loro, n il regno di Filippo il Macedone e Alessandro possono essere considerati un precedente della Grecia antica, n tantomeno di quella attuale. La nazione greca moderna sar una creazione romantica del XIX secolo. I popoli della sponda sud del Mediterraneo avevano conosciuto prima della data del 95 dopo Cristo la potenza di Cartagine, che a quella data non era pi, ma le rinate nazioni libiche, tunisine, algerine e marocchine non se ne possono certo definire eredi, essendo tutte il prodotto di divisioni territoriali arbitrarie conseguenti al dissolvimento degli imperi coloniali. Quanto alla Turchia, i regni dellAnatolia preesistenti alla conquista dellimpero romano, difficilmente possono essere considerati gli antesignani dellattuale Turchia. Lo stesso dicasi del Libano: nessuno nella terra dei cedri rivendica oggi per la propria nazione una ascendenza fenicia, cultura (forse nazione?) esistente prima del 95 dopo Cristo, ma definitivamente scomparsa a quella data. La Siria uno Stato che in passato non ha mai avuto una dimensione di indipendenza nazionale, essendo stata nellantichit a lungo contesa tra vari imperi: quello egizio, quello assiro e quello hittita. A partire dal 539 avanti Cristo la Siria fece parte dapprima dellimpero persiano, dopo Alessandro Magno del regno seleucide e infine con le conquiste di Pompeo (64 avanti Cristo) della provincia romana di Siria-Palestina. Il primo conato di indipendenza, posteriore (non anteriore) al 95 dopo Cristo, si ebbe tra il 266 e il 272, quando presso la citt di Palmira venne fondato un regno autonomo ad opera della regina Zenobia, che peraltro venne infine sconfitta dallimperatore Aureliano. Dunque anche la Siria, come le regioni dellarea armena, sono da escludere dal novero delle nazioni identificabili con la Bestia e cos si potrebbe dire dellIraq e della Giordania, creature anchesse moderne, nate dalla dissoluzione dellimpero ottomano ed anche qui dalle arbitrarie divisioni di territorio conseguenti ad essa. Non esistevano come nazioni prima del 95 dopo
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Cristo e al tempo della redazione dellApocalisse erano divise tra i possedimenti dellimpero romano e di quello dei Parti. Infine la Persia (oggi Iran) manteneva da molti secoli e quindi anche nel 95 dopo Cristo una propria identit, identificabile allora con il regno (o impero) dei Parti, che si estendeva su di un territorio persino pi vasto dei quello dellIran attuale. Dunque essa era stata ma ancora era al tempo della redazione dellApocalisse. LArabia, invece non era, ma neppure era stata prima di quella data, essendo un immenso deserto in cui vivevano disperse trib proto-beduine politeiste. Rimangono Egitto e Israele. LEgitto, dopo i gloriosi secoli delle grandi dinastie, cadde sotto il regno dei Tolomei, la dinastia fondata appunto da Tolomeo, uno dei diadochi di Alessandro Magno, nominato satrapo dEgitto dopo la morte di Alessandro nel 323 avanti Cristo Esso perse definitivamente la propria indipendenza divenendo nel 30 avanti Cristo, dopo la morte di Cleopatra, provincia romana.Tale rimase anche sotto lImpero Romano dOriente fino al 639, quando un imponente esercito arabo, mandato dal califfo Omar ibn alKhattab, pass dalla Palestina in Egitto e nel 641 conquist Alessandria. Dopo 973 anni, finiva cos la dominazione greco-romana in Egitto, che, dopo altri 13 secoli di dominazione islamica, torner ad essere formalmente una nazione indipendente nel 1922, quando la Gran Bretagna, sollecitata dai movimenti nazionalisti, dichiar lindipendenza del Paese e proclam re Fuad I, riservandosi tuttavia il diritto di intervenire negli affari esteri e nelle questioni relative alla difesa, nonch di mantenere truppe sul territorio egiziano. La vera indipendenza venne dunque solo con il colpo di Stato del 1952, organizzato dal generale Muhammad Nagib, il quale si autoproclam presidente della neocostituita repubblica egiziana, ma che non riusc a esercitare uneffettiva autorit sul Paese e venne progressivamente esautorato da Gamal Abdel Nasser, membro del consiglio del comando della rivoluzione, il quale nel luglio del 1956 assunse la carica di presidente. LEgitto, dunque, era stato un grande impero, non era altro che una provincia romana nel 95 dopo Cristo, ma torner ad essere uno Stato indipendente nel corso del XX secolo. E dunque lEgitto la bestia? No. LApocalisse dice infatti qualcosa che non pu riguardare lEgitto: quando la
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Bestia, cio il regno scomparso torner, sar per lultima volta e per andare in perdizione. Invece gi prima del 1924 lEgitto in qualche modo aveva pi volte recuperato un proprio regno: anzitutto nell868, quando Ahmad ibn Tulun emancip lEgitto dalla tutela degli Abbasidi, fondando una dinastia che rimase al potere per qualche decennio. Poi quando nel 1171 Saladino, uno dei generali di Nur ad-Din, fu nominato visir dellEgitto e vi fond la dinastia degli Ayyubiti, restaurando lortodossia sunnita, riconquistando gran parte della Siria e della Palestina e facendo dellEgitto una grande potenza militare. Infine tra il XIII e il XIV secolo, quando il regno dei Mamelucchi si estese verso nord sino ai confini con lAsia. Inoltre nessuno dei regni dEgitto succedutisi dopo il 95 dopo Cristo, n la monarchia di re Fuad I, n tantomeno il regime di Nasser hanno voluto restaurare uno Stato egiziano, richiamandosi allantico potere dei faraoni: le piramidi sono certo una straordinaria icona turistica di questo Stato, una ineliminabile memoria storica, ma non il suo fondamento politicoideologico. Chi resta? C solo uno Stato che fu un regno prima del 95 dopo Cristo, non lo era pi a quella data (la dominazione romana nel 70 dopo Cristo aveva schiacciato con implacabile fermezza i tentativi di rivolta giudaica, fino alla distruzione del Tempio ad opera delle legioni di Tito), ma torner ad esserlo 1878 anni dopo. Quello Stato Israele.
La bestia dell'A pocalisse

E Israele dunque la prima Bestia dellApocalisse? E chi laltra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello ma che parlava come un drago? Davvero potrebbero essere gli USA? Lo vedremo la prossima volta. (continua) Domenico Savino
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Israele, Stato divino o Bestia dellApoc

Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte III)


Domenico Savino 10 Dicembre 2010

Israele lentit statuale cui come abbiamo visto meglio potrebbe attagliarsi la descrizione biblica della Bestia, di cui detto in Apocalisse che era, ma non pi,

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salir dallAbisso, ma per andare in perdizione (Apocalisse 17,8) Infatti Israele fu un regno prima del 95 dopo Cristo (anno presunto di redazione dellApocalisse), non lo era pi a quella data (specie dopo il sacco di Gerusalemme e la distruzione del Tempio ad opera delle legioni di Tito), ma torner ad esserlo XIX secoli dopo, nel 1948. Ci sono altri elementi che ci consentono di guardare ad Israele come alla Bestia dellApocalisse? S, pi duno, anche se ogni considerazione che segue vogliamo sia presa con molta prudenza spirituale. La presente solo unipotesi interpretativa, che nulla vuole aggiungere al testo, poich come scritto a chi vi aggiunger qualche cosa, Dio gli far cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; e chi toglier qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priver dellalbero della vita e della citt santa, descritti in questo libro.

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Quindi come si dice astenersi perditempo e fanatici: Apocalisse, sia chiaro, non riguarda solo gli ebrei, riguarda in primo luogo noi, la conversione del nostro cuore, la purezza della nostra Fede, da intendersi essenzialmente come rapporto intimo col Signore e solo consequenzialmente come strumento di intelligibilit della storia e di possibile comprensione dei disegni della Provvidenza. Occorre dunque che lIsraele spirituale, che la Chiesa (quindi anche ognuno di noi) si converta sempre pi e continuamente, per essere degno di quella salvezza che Nostro Signore offre e garantisce a coloro che sapranno meritarla con le buone opere che sono chiamati a compiere. Ci premesso occorre allora chiarire una cosa: Apocalisse delinea con estrema chiarezza i tratti della teologia della sostituzione, il fatto cio che non pi lIsraele carnale leletto del Signore, ma una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua, certo insieme ai centoquarantaquattromila, segnati da ogni trib dei figli dIsraele. Questultima la primizia del tronco di Israele, quella che ha riconosciuto Cristo, che pienezza (nel numero dei 144.000) della Rivelazione e dellIsraele di Dio, perch su di essa si innestata la pienezza delle genti, cui la Buona novella stata annunciata: il nuovo Popolo di Dio, la Chiesa santa e cattolica (cio universale), dopo che il Vangelo stato predicato fino agli estremi confini della terra. Lantico Israele carnale non pi il vero Israele. Il vero Israele, cio il vero popolo di Dio quello che adora il Signore (come disse Ges alla samaritana presso il pozzo) in Spirito (che discender sugli Apostoli nella Pentecoste e nel Battesimo) e Verit (che il Cristo stesso). Contrapposti al nuovo e cattolico (cio universale) popolo di Dio stanno quelli che si proclamano giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana, quelli cio che si dicono giudei, ma mentono, perch non lo sono. Questo riferimento (piaccia o meno ai cultori del dialogo ebraico-cristiano) si trova nei capitoli 2 e 3 di Apocalisse e precisamente nelle lettere rivolte alla chiesa di Smirne e a quella di Filadelfia. Dunque chi appartiene allantica sinagoga, divenuta la sinagoga di satana, estraneo al vero Israele, che oramai divenuto a sua volta come i pagani. Teniamo presente questo aspetto (i giudei sono cio divenuti come i pagani) se
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pi avanti vogliamo intendere un passo, lunico, in cui lApocalisse parla appunto dei pagani. Dico queste cose senza alcun fanatismo, n alcuna intenzione di fare il controcanto a quello dei telepredicatori a stelle e strisce (che su questo, al contrario di noi, ci campano e pure lautamente) ed avvertendo che riprender nel filo di questo ragionamento alcune riflessioni, che possibile trovare talvolta anche in rete. Seguendo linsegnamento di San Paolo esaminate ogni cosa, trattenete ci che buono, ho trovato alcune di queste riflessioni come stimolanti, ma ci esclusivamente in relazione alla possibilit di approfondire il senso essenzialmente anticristico del progetto sionista. Ci, vedremo pi avanti, anche tenendo in debito conto le riflessioni presenti nel mondo ebraico e il dibattito accesissimo sviluppatosi tra i rabbini gi a partire dal risveglio nazionale degli inizi del XIX secolo. Nessuna pretesa, quindi, da parte mia di avere trovato la chiave dellApocalisse, n alcun ammiccamento o meno ancora adesione a pseudorivelazioni private, tra il resto del tutto inconciliabili con la fede cattolica. Resto un cattolico integrale, con occhi attenti e critici verso ci che si muove intorno a me, ma senza alcuno scivolamento verso forme sincretistiche, n misticopneumatiche o meno che mai verso ermeneutiche soggettive da cattolicoadulto. Ma ora torniamo alla prima Bestia: essa compare per la prima volta e improvvisamente nel capitolo 11, per uccidere i due testimoni misteriosi vestiti di sacco, che il Signore ha inviato per compiere la loro testimonianza profetica (ne parleremo). E scritto. Quando poi avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dallAbisso far guerra contro di loro, li vincer e li uccider. Prima del capitolo 11 non c traccia di bestia alcuna nel libro. Essa ricompare poi altrettanto repentinamente nel capitolo 13, allinterno della descrizione del terzo guai (forse meglio sarebbe la traduzione ahi!), cio del terzo e ultimo lamento o ammonimento agli abitanti della terra (annunciato da uno squillo di tromba) per ci che deve accadere. La visione della bestia torna a manifestarsi a Giovanni subito dopo aver contemplato la guerra nel cielo, ove Michele e i suoi angeli precipitano sulla terra Lucifero e i suoi angeli. E in seguito a ci che Satana cerca di divorare il
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figlio appena partorito della donna vestita di sole (con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle), che era incinta e che gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora Dio rapisce il figlio della donna appena partorito verso il trono del cielo, per sottrarlo alle fauci della bestia e prepara per lei un rifugio nel deserto. E questa evidentemente la descrizione della lotta metastorica prima e storica poi tra Satana da un lato e Dio dallaltro: Cristo, il figlio di Maria, rapito al cielo, stato strappato al potere della Morte, mentre alla Donna (immagine di Maria e della Chiesa) preparato un rifugio nel deserto, contro cui nulla (non prevalebunt) possono le potenze demoniache (le acque vomitate dalla bocca del drago), il quale allora - come scritto se ne and a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Ges. E si ferm sulla spiaggia del mare. E interessante il fatto che nel fare guerra alla discendenza della donna il drago si fermi sulla spiaggia del mare. E un cambio di strategia: il drago sembra non voler pi operare in prima persona. Nella guerra contro le creature di Dio, egli scatena scimmiescamente la sua creatura. E infatti ora entra in scena la Bestia che dal drago riceve la sua forza, il suo trono e la sua potest grande. Il drago dunque non recita pi in prima persona, ma per procura: la bestia a sostituirlo. Vediamo le caratteristiche della bestia in rapporto al dragone: Il drago rosso ha: - sette teste e sulle teste sette diademi - dieci corna La bestia per contro ha: - sette teste e su ciascuna testa un titolo blasfemo. - dieci corna e su ogni corno ha un diadema Si noti che il diadema, segno di sovranit, nel drago sta direttamente sulle sette teste, mentre nella bestia esso sta sulle corna. Dunque la sovranit del drago, il serpente antico, il satana una sovranit diretta e per cos dire
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autocefala. Nella bestia, per contro, la sovranit non diretta, ma delegata, mediata attraverso il potere delle corna: vedremo che si tratta di dieci re, diversi dalla bestia, che regneranno insieme con la bestia. Invece su ciascuna testa della bestia vi un titolo blasfemo: sembrerebbe dunque che la bestia tutta intera, in tutte le sue teste pensi in maniera blasfema, pensi cio come satana, come lavversario di Dio. Viene in mente il capitolo 16 del Vangelo di Matteo o il capitolo 8 di quello di Marco, allorch Ges comincia a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. E allora che Pietro lo trae in disparte e comincia a protestare, dicendo: Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadr mai. Ma Ges, voltandosi, dice a Pietro: Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perch non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!. Il rifiuto della croce da parte di Pietro corrisponde esattamente al non serviam di Lucifero ed in questo la croce accomuna la mente demoniaca di pagani e giudei: per gli uni - come dice Paolo - stoltezza, per gli altri scandalo. E per questo Pietro a sua volta di scandalo, cio dinciampo, a Ges. Pietro pensava esattamente da giudeo: il Messia, il liberatore di Israele, non poteva morire, doveva vincere in questo mondo, doveva restaurare il Regno di Israele. Pietro, quando tenta Ges, pensa esattamente come il principe del Mondo, come Satana: Ti dar tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perch stata messa nelle mie mani e io la d a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sar tuo. Gli rispose Ges: Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai. Proprio la volont di restaurare Israele nella sua dimensione politica e territoriale, di farsi da s il Regno di Dio, spinger alla realizzazione del sogno sionista, un sogno che verr perseguito con ogni mezzo. Gi ho accennato al fatto che la Bestia sale dal mare (il Mar Grande di Daniele) e gi ho illustrato il suo significato simbolico, reso palese da un passo del capitolo 17 in cui, riferendosi alla prostituta che siede sulla Bestia, viene chiarito che le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta,
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simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue. Questa Bestia, dunque, sembrerebbe unentit politica che esce (anzi sale) dai popoli in cui era immersa e, mentre sale, una delle sue teste viene colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Ora Aliyah (ebraico: ,salita) il termine con cui si indicano le ripetute ondate migratorie che a partire dal 1882 soprattutto dallEuropa portarono gli ebrei in Israele. Il termine deriva da Aliyah laReghel ( ,) che significa pellegrinaggio, per via della salita che si doveva compiere per raggiungere Gerusalemme durante i tre pellegrinaggi prescritti per le festivit di Pesach, Shavuot, Sukkot. Saranno sette, badate sette, le salite che porteranno alla ricostituzione dello Stato di Israele nel 1948: 1) quella del 1882-1903, in seguito ai pogrom del 1880-1882; 2) quella del 1904-1914, in seguito a quelli del 1903-1906; 3) quella del 1919-1923, a causa della rivoluzione russa e la successiva guerra civile; 4) quella del 1924-1929, in conseguenza del crescere del nazionalismo antisemita dopo la Prima Guerra Mondiale; 5) quella del 1929-1938/39, in conseguenza dellascesa del nazismo, delle leggi di Norimberga, della Kristallnacht e delle restrizioni per limmigrazione negli Stati Uniti dopo la crisi del 29 e la Grande depressione; 6) quella del 1939-1942, durante la Seconda Guerra Mondiale; 7) quella del 1945/1948, dopo la shoah. Queste due ultime Aliyot, vengono chiamate Haapala Aliyot, o salite clandestine, a causa delle modalit in cui avvennero, delle difficolt conseguenti agli eventi bellici, alle persecuzioni e ai contrasti conseguenti alla ridefinizione geo-politica postbellica dei territori mediorientali. Tutte queste Aliyot sono oramai indirizzate a realizzare il sogno sionista, che venuto acquisendo sempre maggiore consenso in seno alla Diaspora ed sostenuto nella sua apparente logicit dallevidenza delle persecuzioni antisemite (1). Si pu dire che per sette volte la testa di Israele ha pensato secondo un Logos, che diverso da quello di Dio? Si pu dire che attraverso le Alyiot Israele ha forzato la Fine, andando anche contro la propria stessa fede, anche contro il
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divieto talmudico di non scalare il Muro, cio di non intraprendere da s limpresa di restaurare il Regno di Israele? Drammaticamente la risposta viene dallAdmor di Satmar Yoel Mosh Teitelbaum (1887-1979), il pi agguerrito dei discepoli dellAdmor di Munkacs nella condanna del Sionismo, il quale a proposito della shoah scrisse cose terribili: E per i nostri molti peccati che abbiamo patito tribolazioni numerose e amare come lassenzio, che mai Israele ha sopportato da quando nazione (). Molti si sono dedicati a questimpresa (la ricostruzione dello stato di Israele, nda) e da ultimo quasi la maggioranza ha sostenuto in diversi modi le loro (cio dei sionisti, nda) attivit che portano a violare i giuramenti. Queste sette (cio i sionisti nda) hanno continuato in questa idea corrotta di erigersi uno Stato prima del tempo e senza Torah e hanno attratto i figli di Israele in una eresia e apostasia terribile, di cui non c simile dal giorno in cui fu fondata la terra () e non c da stupirsi dellardore dellira uscita dalla presenza del Signore, come la scrittura ammonisce nella sezione di nittzavim (Deuteronomio 29,9 - 30,20). Nel momento della distruzione furono uccisi anche dei fedeli dellAltissimo per la colpa dei peccatori e dei corruttori e lardore dellira. Fu proprio durante la sesta salita che sembrano compiersi con gli eventi della shoah le parole del libro dellApocalisse: Una delle sue teste viene colpita a morte, ma la sua ferita mortale fu guarita. La piaga mortale (plegh, dal verbo plesso, colpire) non una malattia o unulcera (lkos di cui al capitolo 16, 2), una ferita vera e propria. E un colpo subito durante un combattimento, durante uno scontro bellico: cos almeno lascerebbe intendere il successivo versetto 14, ove si dice che la bestia rimasta ferita dalla spada. Dunque non insensato pensare che lo scenario sia quello di una guerra, quella forse in cui si consum la tragedia della shoah. Lespressione ferita mortale gi aveva trovato un accenno in Geremia: anche allora falsi profeti avevano rassicurato Israele circa il proprio agire, come successe con i sionisti che non vollero tenere conto del divieto di scalare il muro: I profeti che predicono in mio nome, senza che io li abbia inviati, e affermano: Spada e fame non ci saranno in questo paese, questi profeti
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finiranno di spada e di fame. Gli uomini ai quali essi predicono saranno gettati per le strade di Gerusalemme in seguito alla fame e alla spada e nessuno seppellir loro, le loro donne, i loro figli e le loro figlie. Io rovescer su di essi la loro malvagit. Tu riferirai questa parola: I miei occhi grondano lacrime notte e giorno, senza cessare, perch da grande calamit stata colpita la figlia del mio popolo, da una ferita mortale. Se esco in aperta campagna, ecco i trafitti di spada; se percorro la citt, ecco gli orrori della fame. Anche il profeta e il sacerdote si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare. Hai forse rigettato completamente Giuda, oppure ti sei disgustato di Sion? Perch ci hai colpito, e non c rimedio per noi? Aspettavamo la pace, ma non c alcun bene, lora della salvezza ed ecco il terrore! Riconosciamo, Signore, la nostra iniquit, liniquit dei nostri padri: abbiamo peccato contro di te. Ma per il tuo nome non abbandonarci, non render spregevole il trono della tua gloria. Ricordati! Non rompere la tua alleanza con noi. Ma quando la piaga mortale fu guarita Israele casomai fosse possibile riferire alla seconda met del secolo trascorso ci che scritto in Apocalisse si scordato nuovamente di quanto sia pericolosa la Terra di Israele e sembra essersi inebriato ancor pi del proprio sangue, di quello dei vivi e di quello dei morti. Dopo di ci sembra davvero di trovare unanticipazione di ci che accaduto: la latria tributata al popolo olocaustico, la secolarizzazione della morale, lapostasia e la scristianizzazione dei popoli di antica fede e tradizione cristiana, il timore nei confronti di un lobby divenuta via via sempre pi potente, le accuse e le calunnie nei confronti della Chiesa, il carcere per chi osa mettere solo in dubbio la religione della shoah, il soffocamento del popolo palestinese, gli omicidi mirati ed impuniti contro gli oppositori del disegno sionista. Leggiamo: Allora la terra intera presa dammirazione, and dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perch aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: Chi simile alla bestia e chi pu combattere con essa?. Alla bestia fu data una bocca per proferire parole dorgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa apr la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. Ladorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non scritto
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fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dellAgnello immolato. Chi ha orecchi, ascolti: Colui che deve andare in prigionia, andr in prigionia; colui che deve essere ucciso di spada di spada sia ucciso. In questo sta la costanza e la fede dei santi. E dunque Israele la prima bestia dellApocalisse? O invece sono pi esatte le note che si trovano in calce a molte edizioni della Bibbia, secondo cui lautore dellApocalisse parlando della Bestia voleva fare riferimento allImpero Romano, il 666, numero della Bestia, starebbe ad indicare Nerone e la citt dei sette monti (che corrispondono alle sette teste) sarebbe Roma? Lo vedremo la prossima volta. (continua) Domenico Savino Articoli correlati: Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte prima) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte seconda)

1) Seguir, dopo la proclamazione dello Stato di Israele unaltra Aliya, il Kibbutz Galuyot (1948-1950), ossia il rientro degli esiliati e poi altre e altre ancora, ma quando oramai il sogno sionista si gi realizzato.

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Israele, Stato divino o satanico? (parte

Israele, Stato divino o satanico? (parte IV)


Domenico Savino 21 Dicembre 2010

Riprendo, dopo una breve interruzione dovuta ad impegni di lavoro, la mia riflessione sullApocalisse.

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Concludevo il precedente articolo, ricordando che linterpretazione dei passi dellApocalisse secondo cui la prima Bestia potrebbe essere in realt Israele, che prometeicamente cerca di riconquistare con la spada in mano il Regno di Dio, identificandolo col regno di Giuda, contrasta con linterpretazione pi in voga e presente nella maggior parte dei commenti alle varie traduzioni della Bibbia, secondo cui la Bestia dellApocalisse rappresenterebbe limpero Romano, il 666 (numero della Bestia) starebbe ad indicare Nerone e la citt dei sette monti (che corrispondono alle sette teste) indicherebbe senza ombra di dubbio Roma. Insomma secondo questa interpretazione Giovanni identificherebbe simbolicamente la Bestia nel Male in genere e storicamente nella potenza dominante allora nellarea del Mediterraneo: la Roma imperiale, che con Nerone prima e Domiziano poi aveva gi compiuto le prime ondate di persecuzioni dei cristiani.

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Israele, Stato divino o satanico? (parte

Lidea che sia Roma la Bestia dellApocalisse unipotesi che non sembra per trovare fondamento reale nel testo: anzitutto il potere di Roma ai tempi in cui lApocalisse fu scritta era ben saldo e tale per cui San Giovanni non avrebbe potuto dire che era e non pi. In secondo luogo il potere di Roma era imperiale, dunque certo molto vasto, ma non planetario: oltre i confini orientali, per esempio, numerosi popoli erano sottomessi ad altri imperi e ad altri regni, sui quali Roma non esercitava pressocch alcuna influenza. Difficilmente si pu dire - come si dice invece della prima Bestia nellApocalisse - che a Roma fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione: n i Parti, n i Barbari, n i regni a sud dellEgitto o quelli gi toccati dalle conquiste di Alessandro Magno (e quindi conosciuti, per non parlare delle regioni lontane o dei mondi che saranno scoperti molti secoli dopo) erano assoggettati al potere romano. In terzo luogo qui si fa riferimento ad una tipologia di potere magnetico, tale per cui la conquista della terra intera non opera di legioni, ma di un potere seduttivo: Allora la terra intera presa dammirazione, and dietro alla Bestia e gli uomini adorarono il drago perch aveva dato il potere alla Bestia e adorarono la Bestia dicendo: Chi simile alla Bestia e chi pu combattere con essa?. Alla Bestia fu data una bocca per proferire parole dorgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa apr la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. Nulla di tutto ci appartiene a Roma. Ci si domander come invece sarebbe possibile riferirlo ad Israele: esso infatti un piccolo Stato di poco pi di sette milioni di abitanti, potente certo da un punto di vista militare, ma in grado appena di esercitare un ruolo di potenza militare nellarea del Medio Oriente. Come si pu dire che esso in grado di condizionare gli interi equilibri mondiali (la terra intera)? E possibile facendo riferimento alla seconda Bestia (ne riparleremo), perch in realt questa ad operare ed lei a sedurre gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla Bestia che era stata ferita dalla spada ma si
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era riavuta. Per tornare al potere di Roma, esso era al contrario un potere diretto: lautorit romana si impose in ragione della propria superiorit civile e militare sugli altri popoli, non abbisognava di un sostegno esterno. Roma Roma, non agisce per altri, non si impone per mezzo di altri, non vi altra potenza diversa da Roma che renda Roma potente. E Roma che doma! Invece secondo Apocalisse la prima Bestia ha un potere ideologico, cio una bocca per proferire parole dorgoglio e bestemmie contro Dio, il suo nome, la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo e pare essergli consentita solo una guerra di religione e una sorta di dominio universale: Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. Ladorarono tutti gli abitanti della terra. Ma a ben vedere essa appare in fondo debole: agisce per mezzo della seconda Bestia. Questultima strumento della prima Bestia, al punto che sembra quasi agita dalla sua presenza. Essa appare come una sorta di Moloch animato dalla prima Bestia e come sotto sua tutela: apparentemente simile allagnello, per via delle due corna uguali a questultimo, essa parla per il linguaggio del Drago e agisce per conto della prima Bestia. Sicch il potere di Satana qui schermato due volte: da quello della prima Bestia, la quale a sua volta agisce per mezzo della seconda. E questultima a costringere la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima Bestia, la cui ferita mortale era guarita. Ed il potere di questultima ad operare grandi prodigi, fino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Ed per mezzo di questi prodigi, che seduce gli abitanti della terra, dicendo loro di erigere una statua alla Bestia che era stata ferita dalla spada, ma si era riavuta. Le fu anche concesso di animare la statua della Bestia, sicch quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della Bestia. Si noti che tutto ci che alla seconda Bestia permesso di compiere, permesso di farlo in presenza della prima Bestia, ma sembra dedursi non in assenza di lei. Il potere della seconda Bestia sembrerebbe dunque quello di un gigante stupido, una superpotenza, capace anche di fare scendere fuoco dal cielo (le super armi tecnologiche o latomica?), ma tuttavia incapace di una
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volont propria. Limmagine che se ne ricava quella di un automa manovrato dalla prima Bestia ed il cui agire finalizzato a costringere gli abitanti della terra ad adorare la prima Bestia. Per lappunto pensare che Israele possa sedurre direttamente gli abitanti della terra sbagliato, ma che si sia sviluppato un humus culturale deviante proprio allinterno di una giovane, esuberante, potente nazione di cultura esteriormente e apparentemente cristiana, il cui modello di vita (way of life) ha sedotto e assoggettato tutte le nazioni della terra ed al cui interno operi potentemente una Israel-lobby, questo gi pi vicino alla verit. Se questa seconda Bestia fossero gli Stati Uniti (lo vedremo) allora s, potremmo ipotizzare che lidolatria globale che Israele ha ottenuto nel mondo a seguito dellincidenza finanziaria, imprenditoriale, culturale, politica dei gruppi di pressione ebraici in quel Paese sarebbero un ulteriore tassello per identificare con esso la prima Bestia. Ma c un ulteriore elemento che spinge in questa direzione e impedisce invece per tornare allinizio della nostra riflessione di identificare la Bestia con limpero romano: il numero della Bestia. E scritto che la seconda Bestia faceva s che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cio il nome della Bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della Bestia: essa rappresenta un nome duomo. E tal cifra seicentosessantasei. Lipotesi gematrica (1) in base a cui il numero 666 nasconderebbe laggettivo o il sostantivo latino, o quello di titano (riferendosi a Tito), o lidentit di Cesare Nerone (autore della persecuzione dei cristiani in cui mor pure lApostolo Pietro), lipotesi cio che quel numero richiami in qualche modo limpero romano, pur trovando moderato credito perfino in SantIreneo, Santippolito, Andrea di Cesarea, oltrech nelle moderne edizioni della Bibbia ed in molti esegeti, unipotesi debole, forse fuorviante. Essa, infatti, potrebbe essere verosimile, ove lApocalisse fosse stata scritta in ebraico, lingua in cui originariamente si scrivevano solo le consonanti: tra il resto, per ci che riguarda Cesare Nerone, il valore alfanumerico delle lettere prese in considerazione (cio NRWN QSR) potrebbe dare 666, ma a condizione
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di conservare alla N finale (Nun in ebraico, che ha valore 700) il valore del Nun ordinario (che ha valore 50). Ma lApocalisse stata scritta in greco e al tempo della stesura dellApocalisse Nerone era gi morto da pi di 25 anni (68 dopo Cristo), sicch, se la Bestia fosse stato Nerone, il testo avrebbe dovuto parlare diversamente e fare riferimento al Regno messianico non ipotizzandolo in un tempo futuro, ma forse coevo a quello di Giovanni evangelista. Per contro, senza avventurarsi nella gematria (1) o in ardite interpretazioni legate allisopsefia (2), per linterpretazione del fatidico numero 666 sembra esserci una spiegazione pi semplice e immediata, tratta direttamente da ben due passi identici della Scrittura, presenti sia in 1 Re 10,10 che in 2 Cronache 9,13-14: La quantit doro che affluiva nelle casse di Salomone ogni anno era di seicentosessantasei talenti, senza contare quanto ne proveniva dai trafficanti e dai commercianti, da tutti i re dellArabia e dai governatori del Paese. Entrambi i passi sono inseriti allinterno della narrazione dello straordinario splendore del regno di Salomone, il sovrano che aveva costruito il mitico primo Tempio (divenuto modello dellarchitettura massonica moderna) ed esteso i propri domini cos si narra da Ezion Geber fino a Tiphsakh, comprendendo lAram Damasca, lAram Soba e Hamath, nel cuore dellattuale Siria. Fu allora che la regina di Saba, sentita la sua fama, venne a sperimentarne la saggezza, a visitare il palazzo che egli aveva costruito, a gustare i cibi della sua tavola, ad ammirare gli alloggi dei suoi dignitari, lattivit dei suoi ministri, le loro divise, i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nel Tempio del Signore. Fu sotto il regno di Salomone che la flotta di Chiram caricava da Ofir oro, legname di sandalo in gran quantit e pietre preziose e quella di Tarsis portava carichi doro e dargento, davorio, di scimmie e di babbuini. Egli aveva 550 scudi doro, un trono davorio e oro, millequattrocento carri e dodicimila cavalli, distribuiti nelle citt e presso il re a Gerusalemme. Tutti i vasi per le bevande del re Salomone erano doro; tutti gli arredi del palazzo della Foresta del Libano erano doro, al punto che al tempo di Salomone largento non si stimava nulla. ll re Salomone super, dunque, per ricchezza e saggezza, tutti i re della terra.
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Il numero della Bestia che rappresenta un nome duomo rimanda dunque stando alle parole stesse della Bibbia a Salomone, il sovrano sotto il quale il regno di Israele raggiunse la sua massima gloria, potenza, ricchezza e splendore, colui che edific il primo Tempio, distrutto ai tempi della deportazione a Babilonia. Il numero della Bestia, il 666 sembra dunque richiamare un momento di grande splendore e potenza di Israele, tale che solo loro aveva valore, pi neppure largento. La cifra della Bestia dunque la cifra del massimo splendore di Israele? Come non identificare tutto ci con il sogno sionista del Grande Israele (in ebraico: , Eretz Yisrael Hashlemah, cio La Terra dIsraele tutta intera) con lambizione a voler restaurare quasi tremila anni dopo il regno di Salomone, coincidente con la nascita del moderno Stato di Israele? Come non collegare tutto questo con le deliranti brame di chi ha gi progettato la ricostruzione del tempio ed attende solo il momento opportuno per dare il via ai lavori, di chi pensa campo dopo campo, casa dopo casa, guerra dopo guerra di fare di Israele lo Stato degli ebrei, espellendone gli arabi e di portare i confini di Israele dal Nilo allEufrate, come sembrerebbe indicare la bandiera di Israele, ove il Maghen David, lo Scudo (o stella) di Davide, posto tra due righe azzurre tipiche non come si dice del talled (scialle da preghiera) ebraico, ma indicanti forse appunto i due grandi fiumi di Egitto e Mesopotamia? E come non vedere che tutto ci che accade in Palestina con la compiacente complicit dellombrello di protezione USA e rende impuniti i crimini dello Stato ebraico, avviene in concomitanza con una totale manipolazione della verit? E come ignorare che ci reso possibile da un potere mediatico alimentato dal controllo di grandi mezzi di informazione, tutti omologati verso un pensiero unico? E come non ricordare che il controllo dei media reso possibile dal possesso di ingenti mezzi economico-finanziari?
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E non sono parole mie, lo ha scritto Ida Magli, facendo riferimento alla divorante crisi che sta stritolando le economie mondiali come tacere lidentit ebraica dei manipolatori della finanza mondiale? Perch esiste appunto una visione del mondo che li guida, un progetto di vita sul quale si fondano i dogmi che tutti noi, non ebrei, siamo stati obbligati a condividere dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: il primato dellEconomia nella struttura della societ, il Mercato come massimo e quasi unico valore (non dimentichiamoci che anche Marx era ebreo). In realt il progetto ebraico riguarda gli altri, tutti gli altri perch gli ebrei per quanto riguarda se stessi hanno sempre messo al primo posto la propria identit come Popolo e non si sono dati pace fino a quando non hanno ottenuto, con Israele, il proprio territorio, la propria patria, il proprio Stato. Ma agli altri popoli questo negato (3). Non inquietante che tutto ci accada proprio oggi, allinterno di processi di globalizzazione che hanno fatto di New York e di Wall Street la capitale di un Regno mondialista, ove il valore unico del mercato e la rapace avidit degli squali della finanza cos determinante sulla vita dei popoli e degli individui, che pare davvero che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevano un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno possa comprare o vendere senza avere tale marchio, cio il nome della Bestia o il numero del suo nome? Non fa vanire un brivido il fatto che tutto ci accada allindomani del ritorno di Israele sul teatro della Storia? E davvero la profezia che si sta avverando, oppure solo un delirio paranoide, condito di strane coincidenze simboliche e temporali? Potrebbe benissimo trattarsi in fondo anche della seconda ipotesi, tantopi che un ulteriore elemento sembrerebbe polverizzare in un colpo solo tutte le illazioni fatte a proposito di Israele e richiamare invece prepotentemente Roma come incarnazione storica della Bestia apocalittica. Dopo avere accennato nei capitoli precedenti a una donna, una grande prostituta che sedeva sulla Bestia, nel capitolo 17, 9-11 langelo spiega a Giovanni il mistero della donna e della Bestia che la porta, con sette teste e dieci corna, avvertendo ancora che qui ci vuole una mente che abbia saggezza. Le sette teste sono i sette monti sui quali seduta la donna. E i re sono sette: i primi cinque sono caduti; uno ancora in vita, laltro non ancora venuto e,
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quando sar venuto, dovr rimanere per poco. La Bestia, che era e non pi, l'ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina. Sette re e sette monti sono un indizio troppo chiaro anche per un ragazzino alle prime nozioni di storia per non pensare a Roma. Ma nellApocalisse tutto ci che chiaro invece nascosto. Per ben due volte, parlando proprio della Bestia, lautore ci avverte che per comprendere ci vuole una mente che abbia saggezza: la tecnica di Giovanni sembra proprio quella di chi vuole celare mostrando. (continua) Domenico Savino Articoli correlati: Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte prima) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte seconda) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte terza)

1) La gematria il metodo per decifrare il nome da un numero, attraverso laddizione dei valori numerici delle lettere. 2) Lisopsefia caratterizza due o pi parole scritte in greco ed indica la possibilit di essere associate allo stesso numero con una corrispondenza di tipo numerologico secondo la numerazione greca. 3) www.italianiliberi.it/Edito08/progettoebraico.html

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Israele, Stato divino o satanico? (parte

Israele, Stato divino o satanico? (parte V)


Domenico Savino 04 Gennaio 2011

A rischio di stancare perfino qualcuno dei miei venticinque (anzi per rispetto al Manzoni ventiquattro) lettori, tra cui c gi chi si gi chiesto quanto dura, continuo nella mia riflessione sullApocalisse.

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Domandavo alla fine dello scorso articolo, se lipotesi di individuare nella Bestia del capitolo 13 lo Stato di Israele, nato dalla volont sionista di riconquistare spada alla mano la terra dellantica alleanza, non contrastasse con un riferimento che porterebbe invece di nuovo ad identificare la prima delle due Bestie con Roma. Infatti dopo avere accennato nei capitoli precedenti a una donna, una grande prostituta che sedeva sulla Bestia, nel capitolo 17, 9-11 langelo spiega a Giovanni il mistero della donna e della Bestia che la porta, con sette teste e dieci corna, avvertendo ancora una volta (riportiamo la traduzione interlineare) che qui ci vuole una mente che abbia saggezza. Le sette teste sette monti sono, dove la donna seduta su di essi. E re sette sono: i primi cinque sono caduti; uno c, laltro non ancora venuto e, quando sia
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venuto, poco lui necessario rimanga. La Bestia che era e non e lei lottavo re e dai sette , ma in perdizione va. Dicevamo che sette re e sette monti sono un indizio troppo chiaro per non pensare a Roma. Ma nellApocalisse tutto ci che chiaro sembra rimandare ad un altro significato e non un caso che per ben due volte, parlando proprio della Bestia, lautore ci avverte che per comprendere ci vuole una mente che abbia saggezza: la tecnica di Giovanni dicevamo sembra proprio quella di chi vuole celare mostrando. Dunque qui ci sono la donna e la Bestia con sette testa e dieci corna. Esse non coincidono, ma appartengono allo stesso contesto, per cos dire allo stesso fronte. Partiamo dalla donna, che quella descritta allinizio del medesimo capitolo 17, seduta sopra una Bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna doro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa doro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra. La donna dunque seduta sulla Bestia, stando al versetto 3 del capitolo 17, anzi pi precisamente sulle sette teste della bestia, stando al successivo versetto 9. Qui ci viene detto che anche la Bestia coperta di nomi blasfemi, non solo le sette teste, come invece era scritto al capitolo 13, ove si diceva che ognuna di esse recava un titolo blasfemo. Le sette teste sono sette monti su cui siede la donna. Ne deriva che tanto i monti quanto la Bestia sono coperti di blasfemia. Questa donna che siede su questi monti rimanda ad una citt, che, ammantata di porpora e di scarlatto, adorna doro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa doro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra. Dunque una citt di abominio, estesa su sette colli, seduta sulla Bestia: ne sembra la capitale e, pur definita come Babilonia, il suo nome un mistero. Sembra Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra, ma non lo . Per capire il suo nome scrive Giovanni ci vuole una
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mente che abbia saggezza. Chi questa donna e qual il vero nome di questa Babilonia? I sette monti sui quali seduta la donna dicevamo fanno pensare ancora a Roma. E lo stesso dicasi dei sette re, menzionati subito dopo. Sono i sette re la chiave interpretativa per comprendere quali sono i sette monti? Pare di s. Se il riferimento fosse davvero ai tempi della monarchia di Roma, quella mitica di Romolo per intenderci, allora c da dire che al tempo dellApocalisse i re di Roma erano tutti morti da un pezzo. Se invece il riferimento fosse genericamente al potere romano, gi si detto che esso, al tempo della redazione dellApocalisse, stando al testo, non avrebbe dovuto esserci, perch la Bestia a quel tempo non era. Invece nel 95 dopo Cristo lImpero era ancora ben saldo e quasi al culmine della potenza. Dunque ricapitoliamo: siamo in presenza di una Bestia, simboleggiante un Regno che al tempo della redazione dellApocalisse non era (quindi si tratta di un regno decaduto), ma di cui si dice che uno dei sette re era ancora in vita. I primi cinque re sono caduti; un altro non ancora venuto e, quando sar venuto, dovr rimanere per poco. Inoltre la Bestia, che era e non pi, lottavo re e uno dei sette, ma va verso la rovina. A questo punto sembra confermato che la citt indicata misteriosamente come Babilonia non pu essere Roma. E allora chi? Unaltra citt, che sorgeva sul Monte Scopus, sul Monte Nob, sul monte dellOffesa, sul monte Sion, sul Monte Ophel, sul Monte della Fortezza Antonia e sul secondo monte Sion (ribattezzato cos ai tempi di Simone l'asmeoano). Sono sette monti, oggi chiamati rispettivamente: 1. Monte della citt di Davide 2. Monte Monte Moriah (o del Tempio) 3. Monte Sion 4. Monte della citt alta
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5. Monte Har Hamishkha 6. Monte degli Olivi 7. Monte Scopus Quella citt Gerusalemme. Il destino che lattende, mentre essa si distende nella sua lussuria sulla Bestia terribile: Guai, guai, immensa citt, Babilonia, possente citt; in unora sola giunta la tua condanna!. E questa condanna sembra precipitare con s il mondo intero. Infatti quando il settimo angelo versa la sua coppa nellaria la grande citt si squarcia in tre parti (potrebbe, se si trattasse di Gerusalemme, essere questo il riferimento alla suddivisone nelle tre zone: ebraica, islamica, cristiana? nda) e crollano le citt delle nazioni. Dio si ricord di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente. Ogni isola scomparve e i monti si dileguarono. E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosci dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, poich era davvero un grande flagello. S, Gerusalemme potrebbe davvero essere la Babilonia su cui si abbatter lira di Dio, la grande citt che ha abbeverato tutte le genti col vino del furore della sua fornicazione. Ed un passo del precedente capitolo 9 sembra dare unulteriore conferma che la citt di cui si parla sarebbe Gerusalemme. Infatti sulla piazza della grande citt che i cadaveri dei due misteriosi testimoni vestiti di sacco (di cui si fa menzione nel capitolo 11) rimarranno esposti: questa citt simbolicamente si chiama Sdoma ed Egitto ed la medesima dove appunto il Signore di questi due misteriosi testimoni fu crocifisso. Gerusalemme dunque Babilonia? Il capitolo 17 fornisce altri particolari. Si dice che la donna seduta sopra una bestia scarlatta ed essa stessa ammantata di porpora e di scarlatto, adorna doro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa doro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. La donna siede sulla Bestia: stato giustamente fatto notare che nel versetto 7, si parla della Bestia
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quella portante lei e che il verbo greco usato bastzontos, derivato da bastazein, cio fare da base, da supporto. E il medesimo verbo che Paolo, facendo un paragone in Romani 11,18, usa per dire che la radice e il tronco che portano i rami e non viceversa. Dunque la donna, la citt dei sette colli, la grande prostituta siede presso le grandi acque, proprio dove si era fermato il dragone ed fondata, cio ha radice sulla Bestia. E la Bestia scarlatta. Ma la donna, la grande prostituta, anchessa ammantata di porpora e di scarlatto, il medesimo colore dellarredo del tempio-tabernacolo dellantico e oramai consunto rito ebraico (ove era la presenza della shkin), delle componenti pi sacre della veste di Aronne (e quindi del gran Sacerdote), di tutte le parti di tessuto della Dimora e del suo velo. Come ben si vede il riferimento al culto ebraico, espresso nel simbolo sotteso al colore della Bestia e degli abiti con cui ammantata la Prostituta, sostenibile ed ulteriormente supportato da toni che di l a qualche verso, richiamano nellApocalisse il furore e la gelosia che Dio aveva gi manifestato contro Gerusalemme con le parole del Profeta Ezechiele: Mi fu rivolta questa parola del Signore: Figlio delluomo, fa conoscere a Gerusalemme tutti i suoi abomini. Dirai loro: () infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua fama, ti sei prostituita concedendo i tuoi favori ad ogni passante (). Quando ti costruivi un postribolo ad ogni crocevia e ti facevi unaltura in ogni piazza, tu non eri come una prostituta in cerca di guadagno, ma come unadultera che, invece del marito, accoglie gli stranieri! Ad ogni prostituta si d un compenso, ma tu hai dato il compenso a tutti i tuoi amanti e hai distribuito loro doni perch da ogni parte venissero da te per le tue prostituzioni. Tu hai fatto il contrario delle altre donne, quando ti prostituivi: nessuno corso dietro a te, mentre tu hai distribuito doni e non ne hai ricevuti, tanto eri pervertita. Perci, o prostituta, ascolta la parola del Signore. Cos dice il Signore Dio: Per le tue ricchezze sperperate, per la tua nudit scoperta nelle prostituzioni con i tuoi amanti e con tutti i tuoi idoli abominevoli, per il sangue dei tuoi figli che hai offerto a loro, ecco, io aduner da ogni parte tutti i tuoi amanti con i quali sei stata compiacente, coloro che hai amati insieme con coloro che hai odiati, e scoprir di fronte a loro la tua nudit perch essi la vedano tutta. Ti infligger la condanna delle adultere e delle sanguinarie e riverser su di te furore e gelosia. Ti abbandoner nelle loro mani e distruggeranno i tuoi postriboli, demoliranno le tue alture; ti spoglieranno delle tue vesti e ti
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toglieranno i tuoi splendidi ornamenti: ti lasceranno scoperta e nuda. Poi ecciteranno contro di te la folla, ti lapideranno e ti trafiggeranno con la spada. Incendieranno le tue case e sar fatta giustizia di te sotto gli occhi di numerose donne: ti far smettere di prostituirti e non distribuirai pi doni. La fine tragica preconizzata per Gerusalemme dal Profeta Ezechiele unanticipazione di ci che troveremo anche in Apocalisse: anche qui proprio coloro con cui Gerusalemme si prostituita saranno coloro che ne decreteranno la fine, per un misterioso disegno divino: Le dieci corna e la Bestia (cio, se fosse valida questa nostra ipotesi, i poteri mondani che si sono alleati con lIsraele sionista), odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco. Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finch si realizzino le parole di Dio. La donna che hai vista simboleggia la citt grande, che regna su tutti i re della terra. Ma tutto ci come si combina con i sette Re? Chi sono questi sette re? Letteralmente scritto: Le sette teste sette monti sono, dove la donna seduta su di essi. E re sette sono: i cinque sono caduti; uno c, laltro non ancora venuto e, quando sia venuto, poco necessario lui rimanga. Dunque da questa citt sarebbero destinati a regnare sette re (Apocalisse 17,10), di cui cinque sono gi caduti, uno era ancora in vita quando Giovanni stava scrivendo lApocalisse ed uno dovr venire. La sequenza temporale ripete quella della Bestia che era e non pi, ma riapparir. Attenzione dunque, perch il re ancora in vita coincide con la Bestia che non pi: si tratta dunque di un re vivo, ma che non ha regno. Poi un ultimo ne verr. Se Babilonia fosse in realt Gerusalemme, i cinque re rappresenterebbero tutta la storia passata di Israele come Regno. I 5 che sono caduti corrisponderebbero alla Bestia che era: 1100-900 monarchia da Saul a Salomone
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900-700 regno di Israele 900-600 regno di Giuda Il regno del periodo dei Maccabei-Asmonei 170-63 avanti Cristo. Il regno degli Erodiadi (idumei forzatamente convertiti al giudaismo), che dur, sotto dominazione romana, fino alla morte di erode Agrippa II, quando limperatore Claudio decise di riportare la provincia Iudaea sotto il diretto controllo di Roma, attraverso un Prefectus, senza lintermediazione di una monarchia vassalla. Dopo questi ve n un altro, il sesto, di cui si dice che ancora in vita (al tempo della redazione delApocalisse). Non detto che regna, ma che in vita, sicch potrebbe indicare la sopravvivenza dei movimenti indipendentisti, che ostinatamente vogliono restaurare il regno di Israele e che animeranno la ribellione ebraica nel 115-116 dopo Cristo (la cosiddetta Guerra di Kitos), seguita da quella pi consistente avvenuta nel 132-135 dopo Cristo, guidata da Bar Kokheba, anchessa sedata in modo violento dai Romani, dopo la quale limperatore Adriano in carica decret che tutta la nazione giudaica non potesse da allora in poi entrare nel distretto attorno a Gerusalemme, cosicch nemmeno da lontano potesse vedere la sua patria. Il settimo re, che non ancora venuto e, quando sar venuto, dovr rimanere per poco potrebbe indicare proprio il movimento sionista, che porter alla rinascita dello Stato di Isreale. Ancora citando dalla traduzione interlineare (la Bestia, che era e lei ottavo e dai sette e va in perdizione), appare plausibile ritenere che con il sogno sionista (il settimo re che deve venire) Israele si fa nuovamente Regno e Bestia, legandosi alla tradizione del regno messianico terreno, politico e carnale, destinato per ad andare verso la rovina. E la logica del potere mondano, dellidentit, della forza, della potenza politica e militare, ebraica in questo caso. E la logica opposta a quella dellAgnello. E ci agli occhi del Signore cosa molto grave, perch Israele ha conosciuto la Rivelazione ed ha respinto il Messia. Ma altrettanto duramente saranno trattate le nazioni e gli uomini il cui nome non scritto fin dalla fondazione del
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mondo nel libro della vita dellAgnello immolato, le nazioni dellapostasia, che si sono lasciate sedurre dalla Bestia e pi di tutte la seconda Bestia che, pur avendo le corna dellAgnello, si prostrato alla prima. Il sogno sionista lennesima manifestazione dellostinazione giudaica (cui fa da puntuale segno di corrispondenza ogni eresia cristiana) a pervertire lelezione, a rigettare la regalit dellAgnello, che aveva voluto per s un popolo sacerdotale, per inginocchiarsi agli dei e al potere mondano. Purtroppo quanto accaduto e dovr accadere la sintesi dellunico destino manifesto dei nuovi e vecchi messianismi, nei quali immancabilmente il sogno si trasforma in un incubo: Quando Samuele fu vecchio () si radunarono allora tutti gli anziani dIsraele e andarono da Samuele a Rama. Gli dissero: Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non ricalcano le tue orme. Ora stabilisci per noi un re che ci governi, come avviene per tutti i popoli. Agli occhi di Samuele era cattiva la proposta perch avevano detto: Dacci un re che ci governi. Perci Samuele preg il Signore. Il Signore rispose a Samuele: Ascolta la voce del popolo per quanto ti ha detto, perch costoro non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perch io non regni pi su di essi. Come si sono comportati dal giorno in cui li ho fatti uscire dallEgitto fino ad oggi, abbandonando me per seguire altri di, cos intendono fare a te. Ascolta pure la loro richiesta, per annunzia loro chiaramente le pretese del re che regner su di loro. Samuele rifer tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re. Disse loro: Queste saranno le pretese del re che regner su di voi: prender i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li far correre davanti al suo cocchio, li far capi di migliaia e capi di cinquantine; li costringer ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. Prender anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. Si far consegnare ancora i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti pi belli e li regaler ai suoi ministri. Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prender le decime e le dar ai suoi consiglieri e ai suoi ministri. Vi sequestrer gli schiavi e le schiave, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adoperer nei suoi lavori. Metter la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi. Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolter. Il popolo non diede retta a Samuele e rifiut di ascoltare la sua voce, ma grid: No, ci sia un re su di noi. Saremo anche noi come tutti i popoli; il
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nostro re ci far da giudice, uscir alla nostra testa e, combatter le nostre battaglie. Samuele ascolt tutti i discorsi del popolo e li rifer allorecchio del Signore. Rispose il Signore a Samuele: Ascoltali; regni pure un re su di loro. Israele ha conosciuto tutto questo, ma ancora non si convertito. Ancora non desiste, non cambia il proprio Logos, continua a rifiutare il Regno di Dio, preferisce il Regno di Giuda. Le nazioni cristiane lentamente nei secoli ne hanno ripercorso lapostasia. Al contrario del Cristo, di fronte allofferta di tutti i Regni del Mondo, la Bestia dellApocalise accetta lofferta del Dragone. La Bestia, che ha ricevuto il potere dal Dragone, la grande prostituta, con cui si sono prostituiti i re della terra e col cui vino di prostituzione gli abitanti della terra si sono inebriati, combatte fino alla fine la battaglia contro il regno dellAgnello. Ci che inquieta e che induce a pensare che proprio Israele possa essere la Bestia, cui Apocalisse fa riferimento, il sogno, realizzato nel Sionismo, di voler restaurare da s il Regno di Israele: come ai tempi di Samuele costoro e ben lo sanno gli stessi haredim della Tradizione giudaica hanno rigettato Dio. Come allora Israele, lIsraele che si costituito da s come potenza, vuole un Re, il settimo Re. per quando si aprir il settimo sigillo. Mi perdonino i lettori, ma lindagine continua Domenico Savino Articoli correlati: Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte prima) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte seconda) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte terza) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte quarta)

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Israele, Stato divino o satanico? (parte VI)


Domenico Savino 26 Gennaio 2011

Dunque riprendiamo il nostro discorso sulla Bestia dellApocalisse. Veniamo alle dieci corna e ai dieci diademi che vi stanno sopra.

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Al capitolo 17 scritto che le dieci corna sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per unora soltanto insieme con la Bestia. Questi hanno un solo disegno (gnme): consegnare la loro forza e il loro potere alla Bestia. Essi combatteranno contro lAgnello, ma lAgnello li vincer, perch il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli. Per capire cosa rappresentino questi dieci re occorre a questo punto rifarsi alla seconda Bestia. Il motivo presto detto: questo medesimo ruolo di consegnare la loro forza e il loro potere alla Bestia svolto dalla seconda Bestia, di cui si parla al capitolo 13. Di essa detto infatti che costringer la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima Bestia e che sedurr gli abitanti della terra inducendoli ad erigere una statua alla prima Bestia. Dunque le dieci corna che stanno sulla prima Bestia, sembrerebbero esprimere in realt una sorta di specificazione relativa al potere della seconda Bestia. I dieci re, infatti, non
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sembrano essere espressione del potere della prima Bestia, ma riceveranno potere regale, per unora soltanto insieme con essa. Dunque sembra trattarsi di un potere parallelo a quello della prima Bestia e lunico che sembra coesistere con esso appunto quello della seconda. Gi si detto dei dieci diademi che stanno sulle dieci corna della prima Bestia e si precisato che il diadema, segno di sovranit, nel drago stava invece direttamente sulle sette teste: ci significa che mentre la sovranit del drago (il serpente antico o Satana) una sovranit diretta e per cos dire autocefala, nella prima Bestia, per contro, essa mediata attraverso il potere delle corna, cio dei dieci re, diversi dalla Bestia, che regneranno insieme con essa. La prima Bestia, infatti, non sembra esercitare il potere direttamente, ma attraverso la seconda Bestia, la quale a sua volta detto che esercita appunto tutto il potere della prima, ma solo in sua presenza: insomma si tratta di una sorta di simbiosi tra le due bestie per lesercizio del potere. Nessuna delle due pu esercitarlo indipendentemente dallaltra. Ognuna delle due pare in qualche modo vincolata allaltra, poich Satana ha concesso s il potere alla prima Bestia, che per sembra esercitarlo mediante la seconda. Per capire chi siano le dieci corna, cio i dieci re, occorre come dicevamo rifarsi alla seconda Bestia. Ma per capire chi sia la seconda Bestia occorre richiamare la figura del falso profeta che compare improvvisamente per la prima volta nel capitolo 16, ove scritto che dalla bocca del drago e dalla bocca della Bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi, simili a rane: sono infatti spiriti di demni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente. Che questo falso profeta corrisponda alla seconda Bestia lo si arguisce dal capitolo 19, ove detto che il falso profeta colui che alla presenza della prima Bestia, quella salita dal mare, aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti ne avevano ricevuto il marchio e ne avevano adorato la statua. Ma questo per lappunto ci che si dice anche della seconda Bestia, quella che sale dalla terra. Dunque la seconda Bestia, che pare specificata nelle dieci teste della prima Bestia, coincide con il falso profeta. C una sequenza trinitaria ripetitiva, che caratterizza per imitazione negativa e blasfema, lazione anticristica: il diavolo, la prima Bestia e la seconda Bestia costituiscono una trinit satanica, la sorgente degli spiriti di demoni, (Apocalisse 16:14, Marco 5:20). Questi demoni costituiscono lo strumento di inganno per persuadere le nazioni a radunarsi per la guerra del gran giorno
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di Dio onnipotente, lArmagheddon. La prima Bestia a sua volta costituisce una propria trinit specificativa insieme con la prostituta e la citt (che a sua volta specificata dai sette monti, che sono anche sette re), cos come la seconda Bestia costituisce la propria dimensione trinitaria insieme con le dieci corna ed il falso profeta. Ora, al contrario della prima, questa seconda Bestia (o falso profeta) senza caratteristiche fisiche precise: al contrario della prima non ha sembianze di animali conosciuti ed anzi non si sa proprio che sembianze abbia. Non si sa se sia un erbivoro o carnivoro, se sia grande o piccolo, se sia un animale da preda o non lo sia, se sia un animale esistente o come la prima Bestia una sorta di chimera di altre bestie. Si sa solamente che: - ha due corna simili allagnello: - sale dalla terra - parla come un drago - esercita tutta la potest della prima Bestia alla sua presenza - fa in modo che gli abitanti della terra adorino la prima Bestia - opera dei grandi segni, come far scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini e per mezzo di questi segni sedurre gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla prima Bestia che era stata ferita dalla spada, ma si era riavuta - d a questa immagine uno spirito affinch parli e faccia s che quanti non ladorino muoiano. - fa in modo che tutti gli uomini della terra abbiano un marchio sulla mano destra o sulla fronte, sicch nessuno possa vendere o comprare senza il marchio, cio il nome o il numero del nome della Bestia, che il 666.

Inoltre essa - il falso profeta, al servizio della prima Bestia ed quindi un profeta di satana, - agisce mediante il governo di dieci re, divenuti tali per unora soltanto insieme con la Bestia e portatori tutti dellunico disegno di consegnare la loro
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forza e il loro potere alla Bestia.

Partendo da questi ultimi due elementi, possiamo dire che la seconda Bestia profeta per conto della prima Bestia e del dragone. In quanto profeta non manifestazione di un mero potere politico, ma di un potere politico-ideologico, finalizzato al culto della prima Bestia. La seconda Bestia dunque portatrice di un kerygma, cio di un annuncio, che ha come fine la sottomissione di tutte le genti alladorazione della prima Bestia, al punto tale che senza il suo marchio chiunque venga escluso da qualsiasi transazione economica e che chi non ladora, muoia. Possiamo parlare di una forma estrema e sottile di totalitarismo, in cui la potenza tecnologica a disposizione, capace da far scendere fuoco dal cielo, comunque strumentale rispetto allobiettivo primario della sottomissione dei cuori e delle menti degli uomini. Chi pu essere? Il fatto che essa venga descritta come salente (anabinon) dalla terra, sembra un modo per contrapporre questa seconda Bestia alla prima, che sale invece dal mare. Se le acque del mare simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue, sicch la prima Bestia sarebbe unentit politica che esce (anzi sale) dai popoli in cui era immersa, per la seconda Bestia dobbiamo pensare lopposto. Potremmo dunque parlare di una entit politica che non nasce uscendo dalla storia di altri popoli, ma che sembra al contrario costituirsi senza leredit di alcuna radice: sembra quindi una potenza nuova, che si costituisce a partire da un luogo tendenzialmente spopolato e dopo avere reciso ogni radice. Se pensiamo alla storia degli Stati uniti dAmerica, queste caratteristiche sembrano davvero esserci tutte. I coloni inglesi delle tredici colonie americane, che si ribellarono nel 1774 allInghilterra, due anni dopo si federarono e proclamarono lindipendenza nazionale, recidendo appunto i legami con la madre-patria ed assumendo la denominazione di Stati Uniti dAmerica. Sin dalla sua origine, gli USA nascono proprio da un rifiuto dellEuropa, anzi da un odio dellEuropa, da un desiderio di vendetta e di rivincita sullEuropa. Dopo che divenne nel 1558 regina dInghilterra, Elisabetta I prese a restaurare il protestantesimo anglicano. Ma molti protestanti, che durante il regno cattolico di Maria Stuart si erano recati in esilio in Europa, tornarono in Inghilterra con idee calviniste e si accorsero che era sempre pi difficile vivere la loro fede in conformit ai precetti della Chiesa dInghilterra, che volevano purificare dalla corruzione che conteneva: furono conosciuti sotto il nome di puritani. Ma il
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puritanesimo non ebbe vita facile sul suolo inglese. In compenso, sullaltra riva dellAtlantico, le colonie fondate dai puritani si erano considerevolmente sviluppate e da allora esso costitu il fermento principale dellamericanesimo. In particolare nel 1620 dei presbiteriani e dei protestanti indipendenti che volevano avere la libert di pregare in pace simbarcarono a bordo del Mayflower. Sono i Pilgrim Fathers, i padri pellegrini, che si stabilirono a Plymouth, nella Nuova Inghilterra, mentre altri si stabiliranno a Rhode Island. Alexis de Tocqueville in Democrazia in America scriveva non a caso che lintero destino dellAmerica contenuto nel primo puritano che sbarc in America. Lafflusso degli emigrati continua incessante ed attrae tutti quanti incontrano difficolt politiche, religiose ed economiche nei loro Paesi dorigine. Ai puritani inglesi ed olandesi si aggiungono ben presto radicali irlandesi, sectarians tedeschi, emigrati francesi, spagnoli in rivolta contro la corona, ebrei, scozzesi, etc. In seguito giungeranno i rivoluzionari, i seguaci di Fourier, gli Icariani. Dalla sua creazione, nellimmaginario dei nuovi arrivati, lAmerica si pone come la Nuova Israele. Essa Canaan, la Terra Promessa, il rifugio di tutti gli esclusi e i perseguitati dEuropa, di tutti coloro che per anni hanno ripetuto con Mos: Let my people go! I primi Americani si considerano dei diseredati, ma pretendono di essere dei giusti, in marcia verso la terra che Dio ha loro riservato. Lenfasi religiosa fortissima: i mormoni di Brigham Young partono verso il Grande Lago Salato per fondarvi la Citt di Dio, cos come, ispirandosi ai temi della fratellanza tra gli uomini, nel 1682 William Penn fonda la citt dellamore fraterno, Filadelfia. Nel 1668 William Stoughton dichiara: God sifted a whole nation that he might mend choice into willderness, ovvero Dio ha filtrato unintera nazione per inviare un seme scelto nel deserto. LAmerica s protestante, ma nella sua forma calvinista: il calvinismo si articola interamente intorno ad una morale e la politica non che una applicazione della morale. I puritani si propongono come compito quello di moralizzare la vita sociale, di cristianizzare lo Stato. moralizzando la societ, sforzandosi di creare in terra la Citt di Dio, che il Cristiano, rigenerato dalla Grazia, obbedisce alla volont del Creatore. Sin dal principio, il mito della Terra Promessa, propagato da tutto un pullulare di sette, prende forma di
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religiosit sociale: lamericanismo trova il suo principale supporto nella religione. Tocqueville osservava gi nel 1835: La maggior parte dellAmerica anglosassone stata popolata da uomini che, dopo essersi sottratti allautorit del Papa, non si erano sottomessi ad alcuna supremazia religiosa. Essi portavano dunque nel Nuovo Mondo un cristianesimo che non saprei dipingere meglio che chiamandolo democratico e repubblicano: questo favorir singolarmente listituzione della repubblica e la democrazia negli affari. Sin dal principio, la politica e la religione si trovarono daccordo, e da allora in poi non hanno affatto cessato di esserlo (La democrazia in America, volume I). Ad eccezione dIsraele, in nessun altro Stato del mondo la Bibbia costituisce come in America il centro della vita sociale. Eccola dunque questa nazione giovane, dichiaratamente cristiana, che avanza nella storia, portatrice di due libri sacri, the Holy Bible e la Costituzione, circondati della stessa venerazione. In America il viaggiatore trova una Bibbia sul comodino in ogni camera dalbergo, ma ci si accompagna ad una profonda ipocrisia, che la forma americana della contraddizione. Di nuovo Alexis de Tocqueville fu il primo a vedere lessenza stessa dellAmerica nellopposizione fra gli ideali e la pratica quotidiana, di cui esempio illuminante ad esempio il fatto che tra i firmatari della Dichiarazione dIndipendenza, documento che proclama che tutti gli uomini sono uguali, si trovano ventidue proprietari di schiavi, a cominciare da Thomas Jefferson: un tradimento simultaneo della Costituzione e del Vangelo! C nella mente dei Padri Pellegrini lidea che il loro viaggio oltreoceano, per fondare la loro Gerusalemme nel Nuovo Mondo, sia paragonabile al passaggio del Mar Rosso compiuto dal popolo ebraico. Il teologo puritano Cotton Mather esprimer efficacemente questa pretesa, affermando che la chiesa di Nostro Signore ora vittoriosamente in viaggio verso lIsraele della Nuova Inghilterra () nel lasciare lInghilterra ha avuto gli stessi motivi degli israeliti nel lasciare lEgitto. E la liberazione dalla schiavit della vecchia Europa e il senso di eccezionalismo messianico a guidare i coloni dapprima oltreatlantico e poi verso Ovest: sono gli eletti chiamati ad una missione speciale, quella di cambiare il mondo. Ancora Tocqueville colse lucidamente quel sentimento di superiorit dei primi puritani, quando scriveva: si strappavano alle dolcezze
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della patria per obbedire a un bisogno puramente intellettuale; nellesporsi alle inevitabili miserie dellesilio, essi intendevano far trionfare unidea. Dietro questo eccezionalismo messianico vi la Bibbia, the Holy Bible, ma in una interpretazione veterotestamentaria: Jesus non il cuore della loro Fede, ma al pi un sospiro devozionale. Al centro del cristianismo americano c lidea di un rapporto privilegiato tra questi veri credenti e il loro Dio, la cui benevolenza nei loro confronti si manifesta nel possesso della terra e nelle ricchezze. Il destino manifesto dei Padri pellegrini in realt dallinizio quello di essere un Novus Israel per lintera umanit, ma al contrario della Chiesa cattolica che dellantico Israele denuncia lincompiutezza, il puritanesimo americano ne ripropone una versione aggiornata, globale: Thomas Paine, teorico dei diritti delluomo sostiene che lAmerica, asilo per tutta lumanit, la nuova Canaan cui Dio affida la causa del mondo intero, anzi che le stata affidata la possibilit di cominciare da capo a costruire il mondo. Una situazione simile allattuale non si verificata dai tempi di No (). La causa dellAmerica in grande misura la causa dellintera umanit. Sono parole che fanno eco a quelle che, gi nel 1630, aveva pronunciato il leader puritano John Winthrop: Dobbiamo considerare che saremo come una Citt sulla Collina, gli occhi di tutti saranno su di noi; se ci comporteremo falsamente con Nostro Signore () faremo s che i nemici possano aprire la bocca per dire male delle vie del Signore e di chi opera per Dio. La Citt sulla Collina acquista un valore universale: nasce lImpero della libert (Thomas Jefferson). Da qui discende la natura universale della sua missione: come per lantico Israele, gli USA percepiscono se stessi come popolo eletto, chiamato a realizzare lopera di Dio. Limpero della Libert, la Citt sulla collina lincarnazione del Bene. Chi contro gli USA per antonomasia il Male e in questa logica il Male si antropomorfizza e va annientato. In base a ci gli USA, rivivendo nella conquista dellOvest la conquista della terra di Caanan da parte dellIsraele biblico, anticipano anche nelle motivazioni (un popolo senza terra per una terra senza popolo) la riconquista sionista della Palestina. Non a caso
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negli anni che precedono lo sbarco, il padre pellegrino Bradford, autore della Storia della colonia di Plymouth dichiarava, ponendo ex ante le premesse per una giustificazione ideologica del genocidio degli indiani, che lAmerica viene scelta perch priva di abitanti civilizzati e popolata da uomini selvaggi e animaleschi che vagano su e gi come le bestie selvatiche. Bradford non solo. Il teologo Cotton Mather a sua volta cos incitava i suoi: Quando avrete trovato le tracce di quei lupi famelici che ululano, inseguiteli con la forza; non tornate indietro finch non li avrete distrutti. Riduceteli in polvere. E O. W. Holmes, famoso medico di Harvard, giustificando il massacro delle bestie selvagge della foresta affermava che in tal modo la tela pronta per una pittura di una umanit un po pi somigliante allimmagine di Dio. Quanto al futuro premio Nobel per la pace Theodore Roosevelt dichiarava di non giungere a pensare che gli unici indiani buoni siano gli indiani morti, ma credo che nove su dieci lo siano e non mi piacerebbe indagare troppo a fondo nel caso del decimo. E il ritorno alla falsa religione di carne e sangue, ad una concezione dellelezione divina come diritto di sterminio del pagano e del cananeo, la Parola di Dio che si libera del Cristo e della croce, lennesimo caduta in una rigiudaizzazione del cristianesimo. Sono queste premesse spirituali a far s che, quando sorger, la nazione americana riconosca da sbito come proprio e sostenga il progetto sionista. Il destino manifesto dellAmerica, apparentemente ispirato dalla matrice del cristianesimo puritano, si ricongiunge in realt con la matrice veterotestamentaria e a partire da l quasi consequenzialmente lAmerica non potr che sostenere a secolare aspirazione giudaica di ricostituire il regno di Israele: i cristiano-sionisti di oggi hanno in queste premesse le loro radici. E qui il mistero: gli Stati Uniti, considerata la nazione pi religiosa del mondo, con le sue innumerevoli sette protestanti ed il suo cristianismo ideologico, ha nella sua radice spirituale cristiana-puritana le premesse teologiche per snaturare la fede in Cristo in una fede di fatto giudaizzante. Se fossero davvero gli USA la seconda Bestia dellApocalisse, ci ben si attaglierebbe con la circostanza che essa abbia due corna, simili a quelle di un agnello e per parli come un drago. Quelle due corna lasciano intendere che a prima vista la seconda Bestia sembra appartenere alla discendenza dellAgnello, ma in realt essa della discendenza del drago.
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Proprio questo tipo di religiosit ha fatto s che fin dallinizio una falsa profezia accompagni la coscienza della storia americana, mutuata non dalla Croce, ma dallepopea dellantico Israele: il binomio popolo eletto/missione universale degli Stati Uniti dAmerica postula una rappresentazione manichea della storia, uno scontro apocalittico Bene-Male, che si sposta dal terreno spirituale ed etico a quello storico-politico, inverando nella Storia lavvento del Regno e travolgendo e sterminando chiunque intralci questo cammino, a partire dai musi rossi che avevano il solo torto di abitare da secoli il continente nordamericano (un po come i palestinesi la loro terra). Le atomiche di Hiroshima e Nagasaki sono la cifra emblematica di questa furia purificatrice contro chi resiste alla missione universale. Da allora, da quando gli USA hanno fatto scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini, la missione planetaria del falso profeta si resa via via sempre pi manifesta e ognuno pu constatare come lentamente, ma incessantemente siano stati sedotti gli abitanti della terra a quel disegno (gnme) unico di consegnare la loro forza e il loro potere alla Bestia. Giacch, se la (prima) Bestia fosse Israele, a seguito dei fatti dell11 settembre il krigma del falso profeta sembra abbia raggiunto la pienezza della propria rivelazione, manifestando come lappoggio incondizionato che lAmerica ha sempre fornito allo Stato ebraico, sia in termini economici che militari, che politici, non giustificabile, se non in minima parte, con motivazioni strategiche o morali. Come ha mostrato il libro di John J. Mearsheimer e Stephen M. Walt la vera ragione di un rapporto cos speciale risiede nel grande potere di influenza che una coalizione informale di gruppi e individui, impegnati nella difesa degli interessi nazionali di Israele (la cosiddetta Israel lobby), possiede nei confronti del Parlamento, del governo e della stessa presidenza degli Stati Uniti. Se la prima Bestia fosse Israele e la seconda fossero gli USA, potrebbero essere dunque le istituzioni americane le dieci corna che, pur riferite alla seconda Bestia, sono per come innestate nella prima. Sono loro che hanno un solo disegno (gnmen), cio quello di consegnare la loro forza e il loro potere alla Bestia? Sono loro le dieci corna, cio i dieci re, i quali al tempo in cui lApocalisse fu scritta non avevano ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per unora soltanto insieme con la Bestia? Lo vedremo la prossima volta e mi impegno coi lettori a non farli aspettare
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troppo a lungo. (continua) Domenico Savino Articoli correlati: Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte prima) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte seconda) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte terza) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte quarta) Israele, Stato divino o Bestia dellApocalisse? (parte quinta)

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Israele, Stato divino o satanico? (parte V

Israele, Stato divino o satanico? (parte VII)


Domenico Savino 19 Febbraio 2011

Concludiamo questa riflessione sullApocalisse, tutta incentrata a dimostrare come possibile, se non verosimile o probabile, una interpretazione del testo dellApocalisse

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secondo cui la prima Bestia potrebbe essere lIsraele che si fatta potenza mondana con la realizzazione del progetto sionista e la seconda potrebbero essere gli USA, che lhanno sin qui assecondato. Sono consapevole di avere proposto una lettura che molti giudicheranno forzata, fantasiosa e forse spericolata. Ma invito tutti egualmente a non escluderla a priori, giacch lautore di Apocalisse lo stesso del quarto Vangelo, in cui lenfasi contro il giudaismo (voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro) pervasiva anche in tutto quel testo. Ma torniamo al dunque. Avevamo interrotto la nostra precedente riflessione soffermandoci sul fatto che potrebbero essere dunque le istituzioni americane le dieci corna che, pur riferite alla seconda Bestia, sono per come innestate nella prima. E lecito chiedersi se sono queste le dieci corna, cio i dieci re, i quali, al tempo in cui
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20/02/2011

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lApocalisse fu scritta come recita il testo non avevano ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per unora soltanto insieme con la Bestia. Si tenga conto che di questi dieci re detto che hanno un solo disegno (man gnmen), cio quello di consegnare la loro forza e il loro potere alla Bestia. Citando il libro di John J. Mearsheimer, Stephen M. Walt, P. Canton dal titolo La Israel lobby e la politica estera americana, abbiamo gi rammentato che lappoggio diplomatico, finanziario e politico, che gli Stati Uniti hanno sempre assicurato ad Israele, non sempre giustificabile in termini di razionalit strategica e nemmeno come una presa di posizione morale, ma spesso motivato dallinfluenza di un raggruppamento di persone, che opera allinterno delle istituzioni: una vera e propria lobby proIsraele. Da questo punto di vista non vi dubbio che, democratici o repubblicani, i presidenti americani hanno in effetti sempre appoggiato lo Stato di Israele. Possiamo affermare anzi che il ruolo svolto dalla Gran Bretagna fino al 1948 a tutela delle pretese ebraiche sulla Palestina (di cui il documento pi importante fu la dichiarazione Balfour, che consent linsediamento del cosiddetto focolare ebraico) fu assunto dal momento della nascita dello Stato di Israele dagli USA. La filosofia che ispira questo appoggio incondizionato certamente la volont di avere un proprio alleato fedele in unarea a forte instabilit e tuttavia strategica per via delle risorse petrolifere, ma certamente anche quellaffinit spirituale e culturale, di cui gi si detto, che lega lAmerica calvinista a vocazione vetero-testamentaria con il popolo dellAntica Alleanza. Se questa consonanza spirituale ha trovato nei tempi pi recenti la propria sintesi nella religiosit fondamentalista dei cristiano-sionisti e nel pensiero politico cosiddetto neoconservative, tutto ci reso tuttavia possibile dal fatto che lAmerica ha fatto politicamente propria la missione che Israele si assegnata spiritualmente: come il giudaismo si ascritto il compito di portare il monoteismo alle Genti (salvo che per questi ultimi la via di salvezza
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passerebbe per il mero rispetto dei precetti noachidi e non per la pienezza dellAlleanza, riservata ai soli giudei), cos missione degli USA quella di portare al mondo il monoteismo politico, costituito dalla democrazia. Secondo questa visione la democrazia linveramento del monoteismo religioso e lo strumento di liberazione dei popoli dalla loro idolatria identitaria, affinch tutti, liberati e felici, possano riconoscersi nella fratellanza universale del Mondo nuovo, cio del mondo a venire dellera messianica. Ci si riconnette da un lato allimmagine di luce delle nazioni che Israele ha sempre percepito come missione affidatagli da Dio e dallaltro a quella teoria del destino manifesto che accompagna la storia americana dai tempi dei pionieri e che ancora oggi lanima della nazione a stelle e strisce. In questo senso possibile notare una straordinaria continuit nellautocoscienza politica dellAmerica, che come abbiamo detto percepisce se stessa, al pari dellantico Israele, come popolo eletto, chiamato a realizzare lopera di Dio. Quando nel 1983 Ronald Reagan defin lURSS come empire devil (non a caso davanti allAssociazione Evangelica Nazionale a Orlando), non pronunci un discorso politico, ma un sermone religioso: Lesperimento americano di democrazia si fonda su questa intuizione. La sua scoperta fu il grande trionfo dei nostri Padri Fondatori, doppiato da William Penn, quando disse: Se non sar governato da Dio, dobbiamo essere governati da tiranni. Spiegando i diritti inalienabili degli uomini, Jefferson disse: Il Dio che ci ha dato la vita, ci ha dato la libert al tempo stesso. Ed stato George Washington che ha detto che di tutte le disposizione e le abitudini che portano alla prosperit politica, la religione e la moralit sono indispensabili sostenitori. E, infine, il pi sottile di tutti gli osservatori della democrazia americana, Alexis de Tocqueville, dopo essere andato alla ricerca del segreto della grandezza e del genio dellAmerica, disse eloquentemente: Non ho capito la grandezza e il genio dellAmerica fino a quando sono andato nelle chiese dellAmerica e ho sentito i suoi
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Israele, Stato divino o satanico? (parte V

ardenti pulpiti LAmerica buona. E se lAmerica dovesse mai cessare di essere buona, lAmerica cesser di essere grande. Voglio che sappiate che questa amministrazione motivata da una filosofia politica che vede la grandezza dellAmerica in voi, la gente che qui, e nelle vostre famiglie, le chiese, quartieri, comunit, le istituzioni che promuovono e alimentano valori come la sollecitudine per gli altri e il rispetto per lo Stato di diritto sotto Dio. Il democratico Clinton dopo il crollo dellUnione Sovietica (lImpero del Male) non parlava un linguaggio diverso, ricordando agli USA, che la pi antica democrazia del mondo (the worlds oldest democracy), pur marciando con la musica del proprio tempo, ha una missione che senza tempo (though we march to the music of our time, our mission is timeless) e che il lungo ed eroico viaggio dellAmerica non deve arrestarsi mai (an idea infused with the conviction that America's long heroic journey must go forever upward). Nel secondo Inaugural Address del 20 gennaio 1997, Clinton parlava del XX secolo come del secolo americano (American Century) e affermava che lAmerica sta sola come lunica indispensabile nazione del mondo (America stands alone as the worlds indispensabile nation), con un compito: fungere da modello e condurre tutto il mondo alla democrazia (the worlds greatest democracy will lead a whole world to democracies). Ed con linizio del nuovo secolo al First Inaugural Address del gennaio 2001 che il nuovo presidente, il repubblicano George W. Bush definiva gli USA con toni che sembrano preannunciare una nuova chiamata divina: Se la nostra nazione non guider la causa della libert, essa non sar condotta (if our country does not lead the cause of freedom, it will not be lead), ma questo in nostro potere perch siamo guidati da un potere pi importante di noi stessi che ci crea a sua immagine e somiglianza (it is in our reach because we are guided by a power lager than ourselves who creates us equal in His image). E una frase in cui Bush voleva evidentemente richiamare la creazione ad opera di Dio, ma in cui se vero che dietro ci che sta per accadere l11 settembre vi sarebbero lobby interne ed esterne di potere la frase siamo guidati da un potere pi importante di noi stessi che ci crea a sua immagine
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e somiglianza acquista un inquietante valenza anfibologia. Pochi mesi dopo, infatti, ecco l11 settembre 2001 e lattacco alle Twins Towers e al Pentagono. Questa data ha cambiato la storia e le ha fatto fare un salto per cos dire ontologico. Il discorso di Bush spiega quegli eventi quasi come unoccasione rigenerativa e purificatrice di cui lAmerica aveva forse addirittura bisogno per ritrovare se stessa. E come una specie di evento catartico, in grado di ridestare lAmerica dal proprio torpore, di ridarle coscienza delle ragioni della propria stessa esistenza. Dice Bush: L11 settembre ha fatto uscire il meglio dellAmerica e di questo Congresso (sept. 11 brought out the best in America and the best in this Congress) (). I nostri nemici credevano che lAmerica fosse debole e materialista, che sarebbe sprofondata nella paura e nellegoismo (our enemies believed America was weak and materialistic, that we would splinter in fear and selfishness). Invece, anche se nessuno si augurerebbe mai il male che stato compiuto l11 settembre (None of us would ever wish the evil that was done on September the 11th. Yet, after America was attacked), questo evento ha obbligato lAmerica a guardarsi allo specchio e a vedere il meglio di s (it was as if our entire country looked into a mirror and saw our better selves) (). Cominciamo a pensare meno ai beni che possiamo accumulare e di pi al bene che possiamo fare (We began to think less of the goods we can accumulate, and more about the good we can do). Lautocelebrazione dellAmerica come Impero del Bene, chiamato a svolgere un ruolo unico nella storia riassunto in queste parole: Noi vogliamo essere una nazione che serve obiettivi pi ampi di se stessa. Ci stata offerta unoccasione unica e non dobbiamo permettere che questo momento passi. In un solo istante, ci siamo resi conto che questo sar un decennio decisivo nella storia della libert, che siamo stati chiamati a un ruolo unico nelle vicende umane e il suo ruolo unico negli eventi dellumanit (We want to be a nation that serves goals larger than self. Weve been offered a unique opportunity, and we must not let this moment pass) () in a single instant we realized that this will be a decisive decade
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in the history of liberty, that we have been called to a unique role in human events). Nel discorso allo State of the Union 2003 del 28 gennaio assistiamo addirittura ad una celebrazione dellAmerica come nazione in grado di contrapporsi non solo al Male del terrorismo internazionale, creato dalluomo, ma anche a quello che viene dalla natura (This nation can lead the world in sparing innocent people from a plague of nature. And this nation is leading the world in confronting and defeating the man-made evil of international terrorism). E lidea di un potere mondano investito addirittura di un compito rigenerativo cosmico. Gli USA rivendicano per s un ruolo salvifico e profetico nella storia dellumanit: As our nation moves troops and builds alliances to make our world safer, we must also remember our calling as a blessed country is to make this world better (mentre la nostra nazione muove truppe e costruisce alleanze per rendere il nostro mondo pi sicuro, dobbiamo anche ricordare che la nostra vocazione come un Paese benedetto quello di rendere questo mondo migliore). E proprio con Bush jr., che la missione di cambiare il mondo trova occasione di compiersi grazie allideologia della guerra globale al terrorismo. Ma anche cos che trova compimento il sogno sionista di conquistare definitivamente tutta la terra di Israele: dopo l11 settembre lastuzia della ragione fa s che la missione americana di esportare la democrazia si saldi con il medesimo disegno (min gnmen) perseguito da tutti i presidenti americani, quello di consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia. Infatti lombrello di protezione americano a consentire ad Israele di avere mano libera sulla Terra dIsraele e di preparare, grazie alla costruzione del muro le condizioni per fare della Palestina lo Stato degli ebrei. Ci stato possibile allora come non mai grazie al saldarsi di due matrici culturali: da un lato quella neoconservative, che ha come riferimento il pensiero di Leo Strass, Irving Kristol, Alan Bloom (il celebrato autore di The Closing of the American Mind) e Albert Wohlstetter, cui si aggiungeranno in una seconda fase di elaborazione Charles Krauthammer, William Kristol
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(figlio di Irving), John Podhoretz (figlio di Norman), Francis Fukuyama, Robert Kagan, Daniel Pipes. Questa legione di pensatori, di cui molti di origine ebraica, ha a disposizioni giornali e riviste (Weekly Standard, Commentary, National Review, New Republic, il Wall Street Journal), pu contare sullappoggio di accademie e fondazioni culturali (Hudson Institute, American Enterprise Institute, Heritage Foundation), ma soprattutto sullappoggio di potenti lobby quali lAmerican Israel Public Affairs Committee (AIPAC) e di altri organismi dellebraismo americano. E da questo humus culturale che provengono tutti gli uomini pi influenti dellAmministrazione Bush, anchessi non di rado di origine ebraica: Paul Wolfowitz, Douglas Feith, Richard Perle al Pentagono, Kenneth Adelman e Elliot Abrams al National Security Council, Abram Shultsky e Gary Schmitt nellintelligence community, Leon Kass, presidente del Council on Bioethics. Lanima di questa formidabile corazzata politico-culturale-economica per lAmerica del profondo, quella puritana ed evangelica dei telepredicatori: in particolare da inizio secolo si venuta sviluppando una corrente del fondamentalismo cristianista, i cosiddetti cristiano-sionisti, che vedono il moderno Stato di Israele come il compimento di una profezia biblica e, quindi, lo ritengono meritevole di sostegno politico, finanziario e religioso. Il sionismo cristiano si sviluppa a partire da un sistema teologico particolare, il cosiddetto dispensazionalismo premillenarista, nato dalla predicazione e dagli scritti di John Nelson Darby (prete irlandese rinnegato) e dello scozzese Edward Irving. Gli insegnamenti di Darby divennero un argomento centrale per molti grandi predicatori nel periodo che va dal 1880 al 1900, incluso Cyrus I. Scofield. Quando Scofield applic lescatologia di Darby alla Bibbia, il risultato fu un testo biblico con apparato aggiuntivo di note basate sul dispensazionalismo premillenarista, che divenne noto come a Bibbia di Scofield. In maniera graduale, la Bibbia di Scofield divent lunica versione utilizzata da gran parte del cristianesimo evangelicale e fondamentalista nei successivi 95 anni. Il dispensazionalismo un tipo di teologia cristiana che affonda le
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proprie radici nellapocalittica ebraica ed enfatizza lavverarsi in maniera letterale di insegnamenti come la battaglia finale di Armagheddon, di cui parla lApocalisse, oltre al ruolo di uno Stato-nazione di Israele rinato durante gli ultimi giorni. Inoltre questa dottrina afferma - in base ad una interpretazione letterale del capitolo 20 dellApocalisse - che Ges torner sulla terra prima di fondare il regno di mille anni che egli stesso regger, aggiungendo lelemento del rapimento dei veri cristiani al cielo, che preceder il ritorno di Ges. Ebbene queste due matrici culturali (quella neo-con e quella cristianosionista) trovano nei fatti dell11 settembre loccasione applicativa dei loro presupposti teorici. Ed con George W. Bush, dopo i fatti dell11 settembre, che il corso della storia, per qualche istante sfavorevole ad Israele, cambia improvvisamente: se a fine agosto la delegazione israeliana e quella USA abbandonano per protesta la conferenza sul razzismo organizzata dallONU a Durban perch ritengono la dichiarazione finale del summit offensiva per lo Stato ebraico (in quanto pur non nominando Israele, lo si accusa di razzismo e di applicare lapartheid contro i palestinesi) e se la mattina dellattentato Colin Powell pare si accingesse ad andare a parlare allONU per annunciare il s di Washington allo Stato palestinese, gi il 12 settembre qualcuno sembra rinfacciare agli americani la disponibilit verso quella scelta. Dice Sharon: Adesso vi accorgete di cosa vuol dire essere sottoposti ad attacchi terroristici e sembra in grado di dettare la linea sul Medio Oriente. Mentre lapparato neo-con lavora ai fianchi Bush, mettendo in agenda non solo lAfghanistan ma anche - gi da allora - lIraq, il 2 ottobre Sharon, evocando Monaco, rifiuta un incontro con Arafat (richiestogli a fine settembre da Bush e da Colin Powell) e viene sentito dire: We control America, and America knows it. La profezia cede il posto alla storia ed in essa sembra autorealizzarsi. Di fronte ai fatti dell11 settembre il mondo si coalizza per combattere una guerra supertecnologica contro uno degli Stati pi arretrati del mondo, mentre Israele ha mano libera per conquistare i territori palestinesi, erigervi attorno un muro di centinaia di chilometri, eliminare Arafat con armi biofarmacologiche, conquistare davvero tutta Gerusalemme e porre le basi per una seconda guerra sul grande fiume Eufrate.
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L11 settembre sembra davvero imprimere una svolta alla storia e fare s che essa acquisti forse un significato metastorico. C da chiedersi: il crollo delle Twin Towers acquista una valenza apocalittica? Manifesta cio qualcosa che sta al di l della narrazione storica e del mero verificarsi degli eventi? Se davvero la seconda bestia descritta nellultimo libro della Bibbia sono gli USA, allora la risposta potrebbe essere affermativa. E qui forse sta il mistero dei dieci re, portatori di un solo disegno (mian gnmen), di cui scritto che hanno ricevuto potere regale, per unora soltanto insieme con la Bestia. Notiamo alcune coincidenze che ci portano dal 1948 (nascita dello Stato di Israele) all11 settembre 2001. Prima di George W. Bush dieci presidenti hanno accompagnato la lunga marcia della rinascita politica dello Stato ebraico: sono Truman, Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter, Reagan, Bush senior, Clinton. Sono questi i dieci re cui potrebbe alludere lApocalisse? Dice il testo che costoro saranno re appena per unora: sembra ragionevole volersi qui alludere al fatto che il loro un potere, transitorio, non dinastico, come lo sono appunto i poteri dei presidenti moderni ed in specie quello del presidente USA, limitato - dopo Eisenhower - a due soli mandati. Dieci re che hanno ricevuto potere dal 1948 al 2001, in corrispondenza guarda caso ad altrrettanti dieci primi ministri israeliani e cio (qui come sopra, considerando i secondi mandati come una sola espressione di potere): David Ben Gurion, Moshe Sharett, Levi Eshkol, Golda Meir, Yitzhak Rabin, Menachem Begin, Yitzhak Shamir, Shimon Peres, Benjamin Netanyahu, Ehud Barak. Ma le coincidenze non finiscono qui: se nel 2001 linizio del mandato di Bush jr. consente ad Israele dopo i fatti dell11 settembre linizio della conquista definitiva dellintera Terra di Israele, cui esso ambisce da sempre per restaurare l lalleanza con Jahw, quando George Bush termina il proprio secondo mandato nel gennaio 2009, saranno trascorsi 42 anni dal 1967, anno in cui le truppe di Israele avevano conquistato Gerusalemme.

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Ebbene nel capitolo 11 di Apocalisse detto che i pagani (che qui rappresentano in realt i giudei cio, come scritto due volte allinizio del libro, quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana), calpesteranno la citt santa per quarantadue mesi. Nel capitolo 15 questa medesima durata riferita al fatto che alla bestia fu data una bocca per proferire parole dorgoglio e bestemmie, con il potere di agire per 42 mesi. Si obietter che qui si parla di 42 mesi e non di anni. Certo, ma tipico delle profezie indicare il tempo in maniera apparentemente precisa e tuttavia rimandando ad una unit di misura temporale in realt diversa. Nella profezia di Daniele, per esempio, al capitolo 9 scritto che per la riedificazione del tempio dopo il ritorno da Babilonia sarebbero trascorse sette settimane, mentre sessantadue ce ne sarebbero invece volute per lavvento del Messia (1). E noto che qui le settimane rappresentano in realt dei settenari, sicch contando le settimane in settimane danni, si scopre che per riedificare la citt di Gerusalemme gli ebrei impiegarono non meno di 49 anni. Ora questi 49 anni coincidono appunto con le prime 7 settimane danni, mentre le 62 settimane, che corrispondono a 434 anni, si compiono nellanno in cui Ges entra in Gerusalemme, poco prima di essere crocifisso. Con modalit analoghe i quarantadue mesi potrebbero qui indicare i mesi come mesi di anni. Si potrebbe obiettare che questo tempo si in realt compiuto e che nulla accaduto: oggi Israele continua a detenere saldamente Gerusalemme e quindi, se cos davvero stessero le cose, quella profezia sarebbe fallita. Si badi per che il testo non dice che a quella scadenza la citt verr liberata ed chiaro che la sequenza di immagini che appare nellApocalisse non una sequenza temporale continua. Secondo la traduzione pi comune il testo direbbe: Ma latrio che fuori del santuario, lascialo da parte e non lo misurare, perch stato dato in bala dei pagani, i quali calpesteranno la citt santa per quarantadue mesi. Ma far in modo che i miei due Testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni.

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Ci lascerebbe intendere che la missione dei due testimoni sia per cos dire coeva alloccupzione della citt. In realt il testo greco non dice cos, ma kai dso tois dusn mrtusin mou kai profetesousin emras chilas diakosas exkonta peribeblemnoi skkous, cio: E conceder ai miei due testimoni di profetizzare ed essi profetizzeranno per milleduecentosessanta giorni vestiti di sacco. Dunque il tempo in cui la citt stata calpestata per 42 mesi potrebbe essere seguita dal tempo della vana predicazione di due testimoni di Cristo, che saranno come Lui rifiutati, come lui apparentemente vinti ed uccisi dalla bestia che sale dallabisso, ma che come lui saranno richiamati in vita: I loro cadaveri giaceranno sulla piazza della grande citt, che simbolicamente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il loro Signore stato crocifisso. Gli uomini dei vari popoli e trib e lingue e nazioni vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non lasceranno che siano posti in sepolcri. Gli abitanti della terra si rallegreranno di loro e faranno festa e si manderanno regali gli uni agli altri, perch questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra. Ma dopo tre giorni e mezzo uno spirito di vita procedente da Dio entr in loro; essi si alzarono in piedi e grande spavento cadde su quelli che li videro. Ed essi udirono una voce potente che dal cielo diceva loro: Salite quass. Essi salirono al cielo in una nube e i loro nemici li videro. In quellora ci fu un gran terremoto e la decima parte della citt croll e settemila persone furono uccise nel terremoto; e i superstiti furono spaventati e diedero gloria al Dio del cielo. Il secondo guai passato; ma ecco, il terzo guai verr presto. Il tempo in cui la citt santa calpestata dai pagani (nellaccezione qui proposta corrispondenti in realt ai giudei) potrebbe essere seguita da un tempo di ammonimento, alla cui scadenza sembrerebbe prepararsene un altro, segnato da un radicale cambiamento di eventi. Pur continuando la Bestia a mantenere inalterato il proprio potere, esso sembrerebbe iniziare a declinare e segno di ci potrebbe essere il grande terremoto che ne distrugge la decima parte, uccidendone settemila persone. Questo terremoto sembra quasi il preludio di quello che accadr allorquando
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si profila lo scontro finale in Harmaghedon: Poi il settimo angelo vers la sua coppa nellaria; e dal tempio usc una gran voce proveniente dal trono, che diceva: fatto. E ci furono lampi, voci, tuoni e un terremoto cos forte che da quando gli uomini sono sulla terra non se n avuto uno altrettanto disastroso. La grande citt si divise in tre parti, e le citt delle nazioni crollarono e Dio si ricord di Babilonia la grande per darle la coppa del vino della sua ira ardente. Ci che sta accadendo in medio Oriente non sembra proprio levolversi di una semplice storia profana senza un qualche significato metastorico. Lo scontro finale tra le due religioni del libro, la Torah ed il Corano, appare lepilogo di una liquidazione reciproca tra due eresie della Rivelazione, in un momento in cui la debolezza della Chiesa sembra oramai renderla impotente non solo ad indirizzare gli eventi della Storia, ma perfino la vita dei propri fedeli. In questo stesso tempo, in cui tutti gli abitanti della terra si sono lasciati sedurre dalla bestia, contro lo strapotere dei discendenti di Abramo e Isacco solo altri figli di Abramo sembrano volersi ergere. Davvero oggi i figli di Ismaele sembrano essere una presenza misteriosa. Molte volte il direttore Blondet, specie nel libro Chi comanda in America, ma anche ne I fanatici dellApocalisse ha sottolineato il ruolo che ai seguaci di Maometto pare essere assegnato: quello dellultima legione, chiamata a contrastare misteriosamente con la spada in pugno lavvento di un potere terribile e anticristico. Ora la matrice di questo potere appare spiritualmente, culturalmente e politicamente legato ad un sistema, i cui ispiratori provengono dallo stesso sangue del medesimo padre Abramo: giudei o protestanti che siano questo lutero che ha generato il mondo nuovo nel secolo della globalizzazione. Ed questa stessa matrice di pensiero, secolarizzatasi nelle diverse ideologie della modernit, ad avere sedotto gli abitanti della terra, seminando in quella che fu un tempo la Cristianit lateismo e lindifferenza verso Dio ed allinterno della stessa Chiesa cattolica una apostasia, tale da renderla davvero piccolo gregge.

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LIslam appare oggi almeno a livello di massa come nemico primo e quasi esclusivo di questordine mondiale oppressivo, di questo anticristico pensiero unico, sicch il suo integralismo intende porsi oggi come ultima muraglia di ferro contro il dilagare delle forze oscure di Gog e Magog. E alla luce di ci che - come ha ricordato Maurizio Blondet - sembra davvero compiersi verso i seguaci di Maometto questo versetto biblico: Egli sar come un onagro nella steppa, la sua mano sar contro di tutti e la mano di tutti contro di lui; e abiter contro tutti i suoi fratelli. Dire questo non significa essere filoislamici, ma guardare alla realt con Verit. Nella logica apocalittica paradossalmente la donna vestita di sole potrebbe avere la luna sotto i suoi piedi, non solo perch in Lei a Cristo si sottometteranno anche i seguaci di questo falso monoteismo, ma forse anche perch i popoli che vi appartengono potrebbero in questa fase essere senza saperlo al servizio del disegno di Dio per opporsi allAnticristo. Non vi nessun sincretismo in questa affermazione, ma il riconoscimento che Dio, come accadde proprio per gli ebrei con Ciro, Dario e di Artaserse, realizza il suo imperio sulla storia ben al di l dei nostri limitati calcoli di geo-teopolitica. Ci che sta accadendo proprio in questi giorni in Medio Oriente va guardato quindi ancor pi di quanto non si dovesse fare prima non solo da un punto di vista politico e profano, ma anche da quello di una teologia della storia. Lo sgretolamento dei regimi dittatoriali laici di importazione occidentale potrebbe infatti ridestare unidentit non tanto panaraba, quanto panislamica: se dal Marocco alla Giordania lOttantanove del Medioriente si dovesse compiere, le condizioni per un nuovo terribile scontro con Israele si avvicinerebbero, al di l delle intenzioni dei protagonisti. Ed anche la mossa di Obama, questo primo re dopo i dieci, finalizzata forse a mantenere con il softpower linfluenza americana in quellarea, potrebbe in realt aprire la strada ad uno scenario in cui il rapporto privilegiato con Israele potrebbe incrinarsi. Per conquistare il mondo islamico alla democrazia occidentale, gli USA potrebbero chiedere allo Stato ebraico di sacrificare alla realpolitik le proprie pretese storico-religiose. Ci potrebbe
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determinare a Gerusalemme la tentazione di drammatizzare la situazione, acuendo i contrasti, magari immaginando un clima da nuovo 11 settembre, per forzare la mano agli USA: in tutto questo non da escludere che qualcuno possa pensare anche alleliminazione di Obama, troppo dialogante fin qui con lIslam. Ma questo aprirebbe davvero scenari apocalittici, con la vendemmia della vigna della terra e luva gettata nel grande tino dellira di Dio, quando per proseguire con il testo il tino fu pigiato fuori della citt e dal tino usc sangue fino al morso dei cavalli, per una distanza di duecento miglia. La mia riflessione si ferma qui. Non sono un profeta, tantomeno un indovino. Solo Dio conosce ci che deve accadere. A noi data come unica certezza la rassicurazione che le porte degli Inferi non prevarranno contro la Chiesa. E pure che alla fine per il piano misterioso di Dio tutto Israele sar salvato. Di certo per ci non avverr attraverso la via che Israele ha scelto, quella cio di sfidare lavversit della storia e con essa Dio. Ci che gli ebrei hanno voluto compiere con la creazione di uno Stato proprio esprime la volont di forzare la fine: ma questa unazione di rivolta contro Dio stesso. Drammaticamente ne erano ben consapevoli gli Haredit antisionisti che videro nellimpresa dei seguaci di Hertzl un atto flagrante, che usurpa il ruolo della redenzione messianica. Pure nellaccecamento conseguente al rifiuto di Cristo, nei secoli dellesilio i rabbini avevano sempre mantenuto ferma lidea che il ritorno a Sion non sarebbe potuto essere opera delluomo. E come da sempre si erano vigorosamente opposti al sorgere dei vari falsi messia (salvo esserne in molti successivamente sedotti), cos accadde col nuovo Messia collettivo rappresentato dallideologia sionista. Come ammoniva il rabbi di Satmar Teitelbaum, cercando di dare una spiegazione alla Shoah, sarebbe stato proprio il tradimento sionista dellesilio che ha fatto cadere la distruzione su Israele: da quando sono sorti i sionisti e sono saliti sul muro si sono ribellati alle nazioni e hanno forzato la Fine, sono sorte anche le nazioni del Mondo e hanno violato quello che secondo il Talmud il loro unico giuramento, cio di non soggiogare Israele troppo, sicch la carne dei figli di Israele fu lasciata e abbandonata alle bestie feroci. E come il peccato fu di
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natura collettiva e trascin dietro di s le masse della casa dIsraele, cos anche la punizione fu di natura collettiva, poich fu dato al Distruttore il permesso di distruggere ed egli non fa distinzione tra il Giusto e lempio. Il Sionismo Satana, lAngelo della Morte (Baba Batra). Lo stesso vale per Rabbi Yeshayahu Asher Zelig Margolis, il quale us verso il progetto sionista parole durissime: E sceso Samael in persona (il satana nda) con tutte le sue schiere per sviare e ubriacare tutto Israele in tutto il mondo (). Ecco il sostituto della Redenzione, lidolatria della menzogna () che ha ottenebrato - a causa dei nostri molti peccati - gli occhi dIsraele. E sono sorti ivrm ivrm (ebrei ciechi) () e dicono: Ecco, la redenzione venuta (). E davvero, dal tempo del vitello doro sino a questo vitello doro Satana non ha trovato un momento migliore e pi riuscito di questo per accecare - il Santo Benedetto non voglia - gli occhi dIsraele. Il Sionismo, questo progetto cos apparentemente ragionevole (una terra per un popolo), una forma di titanismo ebraico destinato a seminare (come tutti gli altri pseudo-messianismi) entusiasmo frenetico e catastrofi finali. Ancor meno degli altri, Israele popolo cui Dio possa consentire di fare da s la propria storia. In questo senso, se applicata ad Israele, limmagine apocalittica della bestia e di ci che la sua azione nel mondo destinata a seminare sembra incrociare da un lato le antiche profezie e dallaltro la realt odierna del Medio-Oriente, cos come stata forgiata dai costruttori di quel messia collettivo che lo Stato di Israele: La follia di quel Muro di separazione con cui Israele ha preteso di dire per s e di dare a s pace e sicurezza, ad esempio il sigillo della sfida sionista a Dio, che si appresta a compiersi nel tentativo di ricostruire il Tempio e ripristinare il Sacrificio. Proprio quel muro, costruito negli anni dellubriacatura della conquista della Terra tutta intera, sembra voler provocare lira divina.

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Ammoniva con straordinaria attualit il Libro di Isaia: Ora voglio farvi conoscere ci che sto per fare alla mia vigna: toglier la sua siepe e si trasformer in pascolo; demolir il suo muro di cinta e verr calpestata. Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti la casa di Israele; gli abitanti di Giuda la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi. Guai a voi, che aggiungete casa a casa e unite campo a campo, finch non vi sia pi spazio, e cos restate soli ad abitare nel paese. E che dire della profezia di Ezechiele? Non sembra scritta proprio contro ci che i giudei hanno compiuto in spregio al divieto di forzare la Fine? Leggete da voi e giudicate: Figlio duomo, profetizza contro i profeti dIsraele che profetizzano e di a quelli che profetizzano secondo il loro cuore: Ascoltate la parola dellEterno. Cos dice il Signore, lEterno: Guai ai profeti stolti che seguono il loro spirito senza aver visto nulla. O Israele, i tuoi profeti sono stati come volpi nei deserti. Voi non siete saliti sulle brecce, n avete costruito alcun muro intorno alla casa dIsraele, per resistere nella battaglia nel giorno dellEterno. Hanno avuto visioni false e divinazioni bugiarde e dicono: LEterno ha detto mentre lEterno non li ha mandati. Tuttavia essi sperano che la loro parola si adempi. Non avete forse avuto visioni false e non avete proferito divinazioni bugiarde? Voi dite: LEterno ha detto ma io non ho parlato. Perci cos dice il Signore, lEterno: Poich avete proferito falsit e avete avuto visioni bugiarde, eccomi contro di voi, dice il Signore, lEterno. La mia mano sar contro i profeti che hanno visioni false e proferiscono divinazioni bugiarde. Essi non faranno pi parte al consiglio del mio popolo, non saranno pi scritti nel registro della casa dIsraele e non entreranno nel paese dIsraele; allora riconoscerete che io sono il Signore, lEterno. Poich s, poich hanno fatto sviare il mio popolo, dicendo: Pace quando non c pace, e quando uno costruisce un muro, essi lo intonacano di malta che non regge, di a quelli che lo intonacano di malta che non regge, che esso cadr: Verr una pioggia scrosciante e voi, o pietre di grandine, cadrete; si scatener un vento tempestoso ed ecco, quando il muro cadr, non vi si dir forse: Dov la malta con cui lavevate intonacato? Perci cos dice il Signore, lEterno: Nel mio furore far scatenare un vento tempestoso, nella
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mia ira far cadere una pioggia scrosciante e nel mio furore delle pietre di grandine per un completo sterminio. Cos demolir il muro che avete intonacato con malta che non regge, lo rovescer a terra, e le sue fondamenta saranno scoperte, esso cadr e voi sarete distrutti insieme ad esso, allora riconoscerete che io sono lEterno. Cos sfogher il mio furore sul muro e su quelli che lhanno intonacato di malta che non regge; e vi dir: il muro non c pi e neppure quelli che lo intonacavano, cio i profeti dIsraele che profetizzavano su Gerusalemme e avevano per essa visioni di pace, mentre non cera pace, dice il Signore, lEterno. Che dire: Apocalypse Now? Domenico Savino

1) Dal libro del profeta Daniele Sappi e intendi bene, da quando usc la parola sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme fino a un principe consacrato, vi saranno sette settimane. Durante sessantadue settimane saranno restaurati, riedificati piazze e fossati, e ci in tempi angosciosi. Dopo sessantadue settimane, un consacrato sar soppresso senza colpa in lui; il popolo di un principe che verr distrugger la citt e il santuario; la sua fine sar uninondazione e, fino alla fine, guerra e desolazioni decretate.

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