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Un altro no della Corte Costituzionale alle nozze fra persone omosessuali

Giancarlo Cerrelli
1. Premessa. Le ordinanze della Consulta sulle coppie omosessuali Per la terza volta, in meno di un anno, la Consulta si pronunciata su questioni di legittimit costituzionale relative ad alcuni articoli del codice civile, laddove essi non consentono la possibilit per le persone dello stesso sesso di poter contrarre matrimonio fra di loro. Dopo lordinanza del 15 aprile 2010 n. 1381 e quella del 22 luglio 2010 n. 2762, il giudice costituzionale con lordinanza del 5 gennaio 2011 n. 4 ha nuovamente dichiarato manifestamente inammissibile e infondata la questione di legittimit costituzionale, questa volta sollevata dal Tribunale di Ferrara. 2. Strategia culturale e giuridica per il riconoscimento delle coppie omosessuali nellordinamento italiano Nella storia le idee vengono prima dei fatti e ci permette di capire la rivoluzione culturale che si sta consumando sotto i nostri occhi, avvalendosi anche dellarma del diritto3. Fra i principali cultori di questa rivoluzione vanno annoverati i promotori dellideologia di genere4 e dellideologia gay5, che perseguono un formidabile obiettivo simbolico6: quello di parificare le unioni di persone dello stesso sesso alle unioni matrimoniali che solo, per diritto naturale e per fondamentale riconoscimento costituzionale, costituiscono la famiglia7. La strategia giuridica spesso adottata vorrebbe imporre attraverso provvedimenti giurisdizionali ci che non contemplato dalla legge. Questo vale, in particolare, per il tentativo di dare riconoscimento giuridico alle unioni di persone dello stesso sesso, dopo che, durante la XV legislatura, si era tentato di
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Cfr. Marta Costanza, La Corte Costituzionale e le unioni omosessuali, in Iustitia. A cura dellUnione Giuristi Cattolici Italiani, anno XLIII, n. 3, Milano luglio-settembre 2010, pp. 311-318.
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Cfr. Antonio Riviezzo, Sulle unioni omosessuali la Corte ribadisce: Questo matrimonio non sha da fare (se non lo vuole il Parlamento) (Corte Costituzionale, 7 luglio 2010, n. 276), in Famiglia e diritto. Mensile di dottrina e giurisprudenza, anno 18, n. 1, Milano gennaio 2011, pp. 18-29.
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Cfr. Mauro Ronco, Il diritto al servizio della vita o contro la vita?, in Cristianit, anno XXXIII, n. 328, marzo-aprile 2005, pp. 5-14.
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Cfr. Laura Palazzani, Identit di genere? Dalla differenza alla in-differenza sessuale nel diritto, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2008. Sui meccanismi psicologici, le dinamiche e le tappe evolutive della costruzione dellidentit di genere, cfr. Joseph Nicolosi, Identit di genere. Manuale di orientamento, Sugarco, Milano 2010.
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Cfr. J. Nicolosi, Omosessualit maschile: un nuovo approccio, Sugarco, Milano 2002, pp. 100-110; e Giuseppe Gambino, Le unioni omosessuali. Un problema di filosofia del diritto, Giuffr, Milano 2007, pp. 83-114.
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Sulla valenza simbolica del riconoscimento delle unioni omosessuali, cfr. Francesco DAgostino, Riconoscere le convivenze? Le scorciatoie delle provocazioni, in La verit sulla famiglia. Matrimonio e unioni di fatto nelle parole di Benedetto XVI, Quaderni dellOsservatore Romano, n. 77, Citt del Vaticano 2007, pp. 71-74; e Gianni Rossi Barilli, Storia del movimento gay in Italia, Feltrinelli, Milano 1999, pp. 211-212.
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I gay, a differenza delle persone omosessuali, si riconoscono in una ideologia socio-politica secondo la quale lomosessualit equiparabile in toto alleterosessualit. Non tutte le persone con tendenze omosessuali, per, si riconoscono nel movimento gay, anzi i gay rappresentano una minoranza, sebbene chiassosa e molto visibile, allinterno del mondo omosessuale. Cfr. in proposito, Roberto Marchesini, Lidentit di genere (Quaderni del Timone), Art, Novara 2010, pp. 51-52; sulle problematiche sottese al riconoscimento delle unioni omosessuali e sulla differenza terminologica fra omosessuale non-gay, gay e queer, cfr. G. Gambino, op. cit., in particolare pp. 33-40.

approvare una legislazione in tale senso. L8 febbraio 2007, il governo presieduto dallon. Romano Prodi aveva, infatti, presentato al Senato il disegno di legge sui dico acronimo per diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi finalizzato al riconoscimento di taluni diritti e doveri discendenti dai rapporti di convivenza registrati allanagrafe, allo scopo di conferire un ruolo giuridicamente rilevante allaffetto, cio a un dato emozionale e soggettivo8, trascurando di tener conto della fondamentale differenza che intercorre fra situazioni, come la famiglia, fondate in vista di scopi che trascendono gli interessi dei singoli individui, e le situazioni relative ai meri sentimenti. Com stato detto [...] gli affetti, che attengono alla sfera dei sentimenti, sfuggono al diritto: non possono essere rilevati, quantificati, soppesati, quindi regolamentati 9. Il fallimento della strada legislativa ha indotto i sostenitori del riconoscimento giuridico delle unioni di fatto, anche fra omosessuali, a percorrere la via giudiziaria, che ha visto pi volte i giudici sollevare questioni di legittimit costituzionale su taluni articoli del codice civile che non contemplano il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Su questa scia alcuni organi giurisdizionali hanno cercato di demolire il paradigma sociale della famiglia naturale fondata sul matrimonio di persone di sesso diverso, con la collocazione al suo posto di un diverso paradigma, fondato sulla libert senza responsabilit10. Il tentativo di dissolvere radicalmente i vincoli pi intimi della societ ha radici antiche. Come ha sostenuto Mauro Ronco, la trasformazione dei diritti umani avvenuta allinterno della cultura occidentale nel corso di un lungo processo, compiuto da varie e potenti correnti culturali, che si caratterizzano come costruttivistiche, o come decostruttivistiche, e che hanno lo scopo di ri-costruire i rapporti tra gli uomini liberandoli dalla legge che inscritta nella loro natura 11. Se lunione omosessuale da queste correnti , dunque, considerata uno status, significa che su questa relazione, tutta convenzionale, si pu costruire una societ nuova. Ci implica una trasformazione dei valori umani sulla sessualit, il matrimonio e la famiglia in mere opzioni simboliche a partire da una decostruzione della sessualit e dei generi. evidente che il riconoscimento dei nuovi diritti inciderebbe decisamente sulla definizione e sullambito dei diritti naturali. Tanto vero che, per esprimere questa nuova antropologia uni-gender, il diritto dovrebbe modificare il proprio linguaggio, trasformando la persona umana, uomo e donna, in un soggetto asessuato. Questo nuovo paradigma dei diritti umani stato promosso, fin dagli anni 1950 del secolo scorso, avvalendosi, tra laltro, dellappoggio dellOrganizzazione Mondiale della Sanit e della Banca mondiale12, e ha trovato un nuovo slancio per la sua attuazione dalle Conferenze del Cairo del 1994 e di Pechino del 1995; invero, mentre la conferenza del Cairo ha posto le basi del nuovo modello etico del diritto alla salute riproduttiva, quella di Pechino ha eretto il concetto di genere come pilastro normativo, politico, sociale ed economico del nuovo ordine mondiale, invitando i governi a diffondere lAgenda di Genere in ogni programma politico e in ogni istituzione sia pubblica che privata. Secondo questa impostazione potenti lobby sono riuscite a far istituzionalizzare in vari Stati le unioni omosessuali, pur con soluzioni differenti da Stato a Stato: mentre alcuni ordinamenti hanno riconosciuto il matrimonio omosessuale, altri ordinamenti hanno
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Cfr. Alfredo Mantovano, La guerra dei dico, Rubbettino, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2007, p. 16.

Giuseppe Dalla Torre, Stranezze da ddl. Laffetto entra nel codice. Per la prima volta, in Avvenire. Quotidiano dispirazione cattolica, Milano 15-2-2007, dove afferma: Non un caso che lintera disciplina civilistica del matrimonio ed tutto dire ignori totalmente lelemento affettivo, limitandosi a precisare che dal matrimonio derivano obblighi (e reciprocamente diritti) concreti e verificabili, quali la fedelt, lassistenza materiale e morale, la collaborazione nellinteresse della famiglia, la coabitazione (art. 143). Ed anche per ci che attiene ai figli, il diritto non dice che i genitori hanno il dovere di amare i figli, limitandosi molto pi concretamente a precisare che il matrimonio impone ai coniugi lobbligo di mantenere, istruire ed educare i figli (art. 147): obbligo il cui soddisfacimento possibile controllare ad esempio dal giudice.
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Cfr. A. Mantovano, op. cit., p. 73.

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Cfr. M. Ronco, La tutela penale della persona e le ricadute giuridiche dellideologia di genere, in Cristianit, anno XXXIX, n. 359, gennaio-marzo 2011, pp. 23-44.
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Cfr. Margherite A. Peeters, La mondialisation de la rvolution culturelle occidentale, Institute for Intercultural Dialogue Dynamics, Bruxelles 2007, soprattutto pp. 111-196, che descrive in modo magistrale questo processo e lappoggio ad esso fornito dagli organismi internazionali facenti capo alle Nazioni Unite. Cfr. anche Dale OLeary, Maschi o femmine? La guerra del genere, Rubbettino, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2006.

esteso a tali unioni la disciplina prevista per il matrimonio civile oppure hanno introdotto altre forme di tutela13. Ci avvenuto spesso con ladesione delle Corti di giustizia14 poste ai vertici degli apparati giurisdizionali15. Anche il Parlamento Europeo non ha esitato a farsi promotore di questa nuova impostazione culturale, esortando fin dall8 febbraio 1994 gli Stati a [...] porre fine agli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali, ovvero a un istituto giuridico equivalente, garantendo pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consentendo la registrazione delle unioni16. Tale raccomandazione stata ribadita nel 200017, nel 200318, nel 200619 e nel 200920. In apparente controtendenza si posta, invece, la Corte Europea dei Diritti dellUomo, che ha affrontato per la prima volta la questione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso e ha stabilito il diritto al matrimonio solo tra uomo e donna, sancendo, inoltre, che gli Stati non hanno alcun obbligo in base alla Corte stessa di prevedere nel proprio ordinamento anche il matrimonio per coppie dello stesso sesso 21. S che non ammettere il matrimonio di tali coppie non implica la violazione della Convenzione. A questo punto della decisione segue, tuttavia, unapertura alle unioni omosessuali, nel senso che spetterebbe agli Stati di
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In Olanda dal 2001 in vigore la nuova legge sulla famiglia che consente agli omosessuali di sposarsi civilmente; provvedimenti analoghi sono stati adottati dal Belgio nel 2003, dalla Spagna nel 2005 e dal Portogallo nel 2010. Il partenariato registrato, con il quale si garantiscono alle coppie gay diritti pressoch identici rispetto a quelle etero, stato introdotto in Islanda nel 1996, in Finlandia nel 2002 e nel Regno Unito nel 2005. La Danimarca stato il primo Paese al mondo a riconoscere nel 1989 le unioni fra omosessuali, permettendo lufficializzazione del rapporto; in Francia nel 1999 stata approvata la legge sui Pacs, i Patti Civili di Solidariet, che prevede, attraverso una registrazione pubblica, forme di tutela paramatrimoniali per le coppie di fatto, comprese quelle omosessuali; in Germania nel 2001 entrata in vigore una legge analoga.
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Hanno aperto il matrimonio alle coppie omosessuali le Corti Supreme del Vermont, nel 1999, con conseguente introduzione, per legge ordinaria, delle unioni civili per gli omosessuali; del Massachusetts nel 2003; del Sudafrica nel 2005; della California nel 2008, cui ha fatto seguito una revisione costituzionale; del Connecticut nel 2008; dellIowa nel 2009. In precedenza vi erano state decisioni analoghe nelle Hawaii, nel 1993, e in Alaska, nel 1998, bloccate per da una legge di revisione costituzionale.
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In Europa la Corte Costituzionale portoghese, nel 2009, ha rigettato un ricorso equivalente a quello presentato davanti alla Consulta italiana. La Corte Costituzionale belga, nel 2004 e, di nuovo, quella portoghese, nel 2010, hanno confermato invece la legittimit delle leggi che consentono il matrimonio fra omosessuali. La Corte Costituzionale federale tedesca si occupata del matrimonio fra persone dello stesso sesso soltanto in una decisione piuttosto lontana, del 1993, definendo il matrimonio, ai sensi della Carta Costituzionale, come lunione fra un uomo e una donna. Decisione simile stata adottata dalla Corte Costituzionale austriaca nel 2003. Un giudizio avverso la legge che nel 2005 ha introdotto il matrimonio da tempo ancora pendente avanti alla Corte Costituzionale spagnola. La Corte Costituzionale francese, nel 2011, ha ritenuto che il divieto delle nozze fra persone dello stesso sesso conforme alla Costituzione, sostenendo che eventualmente compito del parlamento legiferare in merito; ma lAssemblea Nazionale, il 14 giugno, ha respinto la proposta di consentire il matrimonio fra omosessuali (cfr. Adnkronos, 14-6-2011). Si segnala infine il modulo misto del Canada (cos Morris Montalti, Orientamento sessuale e costituzione decostruita. Storia comparata di un diritto fondamentale, Bononia University Press, Bologna 2007, p. 373), ove, dopo diverse pronunce di corti territoriali, la Corte Suprema, nel 2004, ha riconosciuto la legittimit del matrimonio gay nellambito delliter legislativo che ha condotto al suo riconoscimento giuridico nel 2005.
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Cfr. a commento di questa risoluzione la nota di Piero Schlesinger, Una risoluzione del Parlamento europeo sugli omosessuali, in Il Corriere giuridico. Mensile di giurisprudenza civile, legislazione e opinioni, anno 11, n. 4, Milano aprile 1994, pp. 393-395.
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Risoluzione sul rispetto dei diritti umani nellUnione Europea , del 16-3-2000, consultabile allindirizzo Internet <http://tinyurl.com/5v5cujr> (glindirizzi Internet dellintero articolo sono stati consultati il 3-6-2011, sono qui citati in versione abbreviata attraverso il servizio TinyURL). Contro questo documento ha preso posizione il Pontificio Consiglio per la Famiglia con la Dichiarazione sulla Risoluzione del Parlamento Europeo del 16 marzo 2000 che equipara la famiglia alle unioni di fatto, comprese quelle omosessuali, del 17-3-2000, in LOsservatore Romano. Giornale quotidiano politico religioso, Citt del Vaticano 18-3-2000.
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Risoluzione sul rispetto dei diritti fondamentali nellUnione Europea, del 4-9-2003, consultabile allindirizzo <

contemplare nel proprio margine di discrezionalit la possibilit di dare riconoscimento alle unioni omosessuali, sia pure con limitazioni ricollegate alle facolt di carattere genitoriale. 3. Lordinanza della Consulta n. 4 del 2011 e le questioni di costituzionalit sollevate dal Tribunale di Ferrara La Corte Costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibili e manifestamente infondate le quattro ordinanze di rimessione che avevano lintento di corrodere il fondamento giuridico dellistituto familiare. Nel dichiarare inammissibile e infondata la questione, ha fatto espresso rinvio per le motivazioni alla precedente ordinanza n. 138 del 2010. In quel caso la questione concerneva la legittimit delle vigenti disposizioni legislative nella parte in cui non consentono alle persone dello stesso sesso di contrarre tra loro matrimonio. In breve, i rimettenti chiedevano alla Corte di esprimersi con una sentenza che aggiungesse alla disciplina del Codice civile la disposizione necessaria per consentire la celebrazione del matrimonio anche tra persone dello stesso sesso. Da questa eventuale sentenza sarebbe scaturito un esito giuridico di amplissima portata, poich a tali forme di stabile convivenza, una volta sanzionate con il matrimonio civile, sarebbe stata estesa tutta la disciplina normativa che attualmente trova applicazione soltanto per le famiglie che si costituiscono sulla base del matrimonio tra persone di sesso diverso. Si pensi, ad esempio, sia alle questioni di carattere patrimoniale, sia a quelle attinenti al regime della filiazione e delladozione. Lordinanza n. 138 del 2010 d atto, in premessa, del fatto che lintera disciplina del matrimonio, contenuta nel codice civile e nella legislazione speciale, postula la diversit di sesso dei coniugi, nel quadro di una consolidata ed ultra millenaria nozione di matrimonio, facendo riferimento anche alla riflessione dottrinale, ormai consolidata, che considera inesistente il matrimonio tra persone dello stesso sesso22. 4. I rilievi ex articolo 2 della Costituzione Esaminando partitamente i vizi di costituzionalit eccepiti, la Corte ha sostenuto che le unioni omosessuali potrebbero rientrare nelle formazioni sociali richiamate nellarticolo 2 della Costituzione, anche se non sussisterebbe alcun riferimento costituzionale che imponga di dar loro un riconoscimento giuridico, che equiparasse tali unioni al matrimonio. Senonch, afferma un autorevole giurista23, larticolo 2 deve
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=PRESS&reference=DN-200309041&format=XML&language=IT#SECTION2 >, che disapprova [...] vivamente il recente rifiuto espresso dalla Congregazione vaticana per la dottrina della fede nei confronti dei progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali. Cfr. a tal proposito Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale tra persone omosessuali, del 3-6-2003, in LOsservatore Romano. Giornale quotidiano politico religioso, Citt del Vaticano 1-8-2003.
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Risoluzione sullomofobia in Europa, dell11-1-2006, consultabile allindirizzo <http://tinyurl.com/6zyvhvp>.

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Risoluzione sulla situazione dei diritti fondamentali nellUnione Europea 2004-2008, del 14-1-2009, consultabile allindirizzo <http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&reference=P6-TA-20090019&format=XML&language=IT>, con cui sinvitano gli Stati membri dotati di una legislazione relativa alle coppie dello stesso sesso a riconoscere le norme adottate da altri Paesi e quelli che non lo hanno ancora fatto a eliminare le discriminazioni che incontrano le coppie in ragione del proprio orientamento sessuale.
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Corte Europea dei Diritti dellUomo, Decisione Schalk e Kopf c. Austria, del 24-6-2010, consultabile in lingua inglese allindirizzo <http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp? action=html&documentId=870457&portal=hbkm&source=externalbydocnumber&table=F69A27FD8FB86142BF01C1 166DEA398649>. 22 Sullinesistenza del matrimonio fra persone dello stesso sesso, cfr. Michele Sesta, Diritto di famiglia, Cedam, Padova 2005, p. 46, ed Enrico Vitali, Linvalidit del matrimonio civile: nullit ed annullabilit, in Giovanni Bonilini e Giovanni Cattaneo, Il diritto di famiglia. I. Famiglia e matrimonio, tomo I, Utet, Torino 2007, pp. 383-453, il quale afferma che la categoria dellinesistenza (del matrimonio) fu elaborata dalla dottrina in margine alla disciplina data alle nullit matrimoniali dal Codice Napoleone (p. 391) in cui [...] si giustific la mancata previsione della nullit per lipotesi di matrimonio tra persone dello stesso sesso con losservazione che, nel caso, mancava addirittura la realt naturalistica della fattispecie di negozio matrimoniale (ibidem). 23 Cfr. Giovanni Giacobbe, Famiglia o famiglie: un problema ancora dibattuto, in Il diritto di famiglia e delle persone, anno 38, n. 1, Milano gennaio-marzo 2009, pp. 305-332.

essere interpretato avuto riguardo a quanto dispone il successivo articolo 29. Ci comporta che, nel sistema delineato dalla Costituzione, la tutela generale e indifferenziata delle formazioni sociali, con riferimento alla famiglia, trova specificazione nellarticolo 29. Tale articolo, identificando laggregazione familiare, alla quale riconosce diritti, nella societ naturale fondata sul matrimonio, ha determinato sul piano normativo di rilevanza costituzionale che non ogni aggregazione interpersonale pu essere qualificata come famiglia, ma soltanto quellaggregazione che ha nel matrimonio il suo fondamento, nel senso che latto matrimonio costituisce il titolo giuridico per lattribuzione e quindi per lesercizio dei diritti riconosciuti alla famiglia. Si ricava da ci lestrema discutibilit dellasserto della Corte alla cui stregua le unioni omosessuali potrebbero essere annoverate tra le formazioni sociali di cui alla Costituzione: assente, infatti, in tali unioni, il presupposto che le possa far assurgere a formazioni sociali e cio la loro funzione sociale24. 5. I rilievi ex articolo 3 della Costituzione A parere dei giudici rimettenti, in applicazione del principio di eguaglianza di cui allarticolo 3 della Costituzione, vi sarebbe un diritto di sposarsi e di scegliere il coniuge autonomamente e liberamente, anche se il partner appartenga allo stesso sesso. A sostegno di tale tesi i rimettenti giungono a confrontare lo status degli omosessuali con la situazione delle persone transessuali che, ottenuta la rettifica dellattribuzione del sesso, possono contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso originario25. La Corte ha ritenuto che tale tesi non sia giuridicamente fondata in virt del fatto che il transessuale, avendo cambiato sesso, non appartiene pi a quello originario, acquisendo cos la facolt di sposarsi con una persona del suo, ormai mutato, sesso originario. In questo modo, infatti, risulterebbe rispettato il principio della diversit di sesso tra i nubendi, requisito in mancanza del quale il matrimonio inesistente. A dar forza a tale assunto viene richiamato anche larticolo 3, lettera g), della legge n. 898 del 1970, interpretato nel senso che il passaggio in giudicato della sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso determina lautomatico scioglimento del matrimonio, a prescindere dalla presentazione della domanda da parte del coniuge. Conseguenza confermata anche dallarticolo 4 della legge n. 164 del 1982, secondo cui la sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso provoca lo scioglimento del matrimonio. Lo scioglimento automatico di tale vincolo la naturale conseguenza della concezione giuridica del matrimonio quale rapporto di vita tra uomo e donna, tant che il matrimonio tra persone dello stesso sesso considerato giuridicamente inesistente. 6. I rilievi ex articolo 29 della Costituzione Linterpretazione costituzionale di famiglia, che i rimettenti forniscono in riferimento allarticolo 29, comma 1, della Costituzione, dimpronta decisamente storicistica, perch non potrebbe essere ancorata a una conformazione tipica e inalterabile, ma dovrebbe essere permeabile ai mutamenti sociali. Pertanto, il suddetto articolo, nellattribuire tutela costituzionale alla famiglia, non sarebbe di ostacolo al riconoscimento giuridico del matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma, piuttosto, potrebbe assurgere ad ulteriore parametro in base al quale valutare lincostituzionalit del divieto. La Corte, a questo proposito, pur affermando che linterpretazione dellarticolo 29 non pu spingersi fino al punto dincidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerati in alcun modo quando fu emanata, non immune da rischi di tipo storicistico e relativistico, avendo affermato che i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere cristallizzati con riferimento allepoca in cui la Costituzione entr in vigore, perch sono dotati della duttilit propria dei princpi costituzionali e, quindi, vanno interpretati tenendo conto non soltanto delle trasformazioni dellordinamento, ma anche dellevoluzione della societ e dei costumi. Invero, uno Stato che vuole essere ordinato veramente al bene comune dovrebbe adattare le sue leggi alla legge naturale, soprattutto in tema di matrimonio e di famiglia, come risulta dalla stessa Carta costituzionale.

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Fabio Macioce, Pacs. Perch il diritto deve dire no, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2006, p. 80.

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Cfr. lart. 1 della legge n. 164 del 14-4-1982, recante Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso, in forza del quale, a seguito di intervenute modificazioni dei caratteri sessuali di una persona, il tribunale con sentenza passata in giudicato le attribuisce un sesso diverso da quello enunciato nellatto di nascita.

7. I rilievi ex articolo 117 della Costituzione Lultimo profilo di costituzionalit che i giudici rimettenti hanno svolto nelle eccezioni avanti alla Consulta in relazione allarticolo 117, comma 1, della Costituzione, che impone al legislatore il rispetto dei vincoli derivanti dallordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. In particolare, stata richiamata la sentenza Goodwin c. Regno Unito del 17 luglio 2002, con la quale la Corte di Strasburgo ha dichiarato contrario alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali il divieto di matrimonio del transessuale con persona del suo stesso sesso originario. Questione che, per, come si gi detto, non pu essere portata a sostegno della illegittimit costituzionale delle norme che impediscono il matrimonio gay visto che in Italia il matrimonio del transessuale con persona del suo stesso sesso originario legittimo. A riguardo del profilo internazionalistico della vicenda la Corte ha richiamato nelle ordinanze talune disposizioni presenti nella Convenzione europea dei diritti delluomo e, in specie, nella Carta dei diritti fondamentali di Nizza, che ha acquisito lo stesso valore giuridico dei trattati dellUnione Europea a seguito dellentrata in vigore del trattato di Lisbona, il 1 dicembre 2009. A tal proposito la Corte rileva correttamente alcuni decisivi elementi che non consentono di accogliere limpostazione dei rimettenti e che circoscrivono fortemente limmediata efficacia cogente delle predette disposizioni pattizie nellordinamento nazionale. In primo luogo, infatti, entrambe le disposizioni richiamate rinviano alle leggi nazionali che regolano lesercizio del diritto di sposarsi e di formare una famiglia; in secondo luogo, linterpretazione che stata espressamente fornita in sede di redazione dellarticolo 9 della Carta di Nizza negava la sussistenza di un obbligo di concessione dello status matrimoniale alle unione delle persone dello stesso sesso. Da ci discende che leventuale intervento del legislatore non dovr orientarsi nel senso dellassimilazione delle unioni omosessuali al matrimonio e rester comunque vincolato ai predetti vincoli costituzionali sopra richiamati. 8. Conclusione Le pronunce della Consulta fin qui esaminate hanno affrontato una problematica gi trattata da molti tribunali italiani26. Tale tematica ha una rilevanza decisiva sul futuro strutturale della nostra societ: come afferma un insigne giurista27, il matrimonio non una tra le molte possibili utilit della famiglia, ma una realt legata al senso della storia; la storia legata alla continuit delle generazioni; le generazioni si susseguono perch esistono le famiglie; le famiglie esistono perch esiste la differenza sessuale; la differenza sessuale genera la prima cellula sociale. Da qui lincoraggiamento e la protezione pubblica. Per queste ragioni le unioni omosessuali, come qualsiasi forma di compagnia o di convivenza, non possono rivestire una dimensione sociale, paragonabile a quella del matrimonio e della famiglia 28, proprio perch esse non attengono direttamente a un interesse di valenza pubblica e generale. Il matrimonio possiede una propria finalit strutturale, cio la regolamentazione dellesercizio della sessualit al fine di garantire lordine delle generazioni; questo fine non pu essere considerato un dato condizionato culturalmente, ma un principio che caratterizza costitutivamente lessere delluomo: In quanto esseri sessuati, gli uomini non diversamente dagli animali procreano; ma in quanto propriamente esseri umani divengono mariti e mogli, padri e madri, figli e figlie: acquistano cio la propria identit, grazie allassunzione di ruoli familiari, resa possibile da quella straordinaria struttura antropologica che il matrimonio29.
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Cfr. il decreto del tribunale di Latina, del 10-6-2005, in Famiglia e diritto. Mensile di dottrina e giurisprudenza, anno 12, n. 4, Milano aprile 2005, pp. 411-415; cfr. a commento P. Schlesinger, Matrimonio tra individui dello stesso sesso contratto allestero, ibid., pp. 415-418, nonch Matteo Bonini Baraldi, Il matrimonio fra cittadini italiani dello stesso sesso contratto allestero non trascrivibile: inesistente, invalido o contrario allordine pubblico?, ibid., pp. 418-426; cfr. inoltre Marina Casini e Maria Luisa Di Pietro, Il matrimonio tra omosessuali non un vero matrimonio, in Il diritto di famiglia e delle persone, anno 35, n. 2, Milano aprile-giugno 2006, pp. 605-622. 27 Cfr. F. DAgostino, Matrimonio tra omosessuali?, in Antropologia cristiana e omosessualit, Quaderni dellOsservatore Romano, n. 38, Citt del Vaticano 2003, pp. 82-90 (pp. 88-89).
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Cfr. a tal proposito la pronuncia della Corte Costituzionale n. 7, del 14-1-2010, nella quale si reputato manifestamente infondato il dubbio di legittimit costituzionale dellart. 6, comma 3, della legge n. 392 del 27-7-1978, in considerazione della pi volte affermata profonda diversit che caratterizza la convivenza more uxorio rispetto al rapporto coniugale, tale da impedire lautomatica parificazione delle due situazioni, ai fini di unidentit di trattamento fra i rispettivi regimi. 29 F. DAgostino, Matrimonio tra omosessuali?, cit., p. 89.

In un clima, dunque, di dittatura del relativismo30, in cui vi sono forze culturali e politiche 31 che pretendono di cambiare il volto della societ, promuovendo una legislazione contraria alla vita e alla famiglia, sar utile per tutti, laici e credenti, riscoprire quella grammatica della vita sociale, cio la legge morale universale, scritta nel cuore delluomo, che pu essere conosciuta pure sulla base della sola ragione e che dunque pu trovare accoglienza da parte di tutti32, anche perch il bene non coincide con i desideri, ma possiede una sua inequivoca oggettivit, di cui non possiamo non tenere conto.

30

Cfr. card. Joseph Ratzinger, Omelia della Messa pro eligendo romano Pontifice, del 18-4-2005, in LOsservatore Romano. Giornale quotidiano politico religioso, Citt del Vaticano 19-4-2005.
31

Nellassemblea nazionale del Partito Democratico, apertasi il 4-2-2011, stato proposto un ordine del giorno in materia di unioni civili promosso da Cambiare lItalia, larea che fa riferimento al sen. Ignazio Marino. Lordine del giorno esplicitamente ha chiesto di [...] prendere tutte le iniziative necessarie a garantire il riconoscimento in Italia delle unioni fra persone dello stesso sesso e di sesso diverso sulla base di pari dignit e uguaglianza (cit. in Pier Luigi Fornari, Sulle coppie di fatto burrasca nel Pd, in Avvenire. Quotidiano dispirazione cattolica, Milano 5-2-2011). Lon. Massimo DAlema ha aderito alla proposta: Il tema stato allordine del giorno del governo Prodi ha insistito a proposito del riconoscimento delle coppie di fatto . Su questo tema lUnione europea ci invita da tempo a legiferare (ibidem).
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Cfr. Massimo Introvigne, Tu sei Pietro. Benedetto XVI contro la dittatura del relativismo, Sugarco, Milano 2011.