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Sommario

227 Editoriale Riflessioni teoriche FRATI - I comportamenti aggressivi e violenti. Dalle basi biologiche allapprendimento sociale RANIERI - Dipendenza da ricerca del rischio estremo: aspetti clinici ZANNINI, ODDI - La tutela della salute e riduzione del danno nelle persone che assumono stupefacenti Segnalazioni commenti

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Rivista quadrimestrale
Diretta da Umberto Nizzoli

ERIT ITALIA - Federazione Italiana Operatori Tossicodipendenze SDP - Societ di studio per i Disturbi di Personalit Volume 16, fascicolo 3 dicembre 2010

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Mucchi Editore srl - Modena Via Emilia est, 1527 - 41122

Quaderni di Personalit / Dipendenze 1. Il gruppo terapeutico 2. Craving. Alla base di tutte le dipendenze In uscita: 3. La cura dei disturbi alimentari. Il lavoro di Equipe Multidisciplinare.

Poste Italiane Spa - Sped. Abbon. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1 DCB, Modena CPO

EditorialE
Alleggerire lA regolAmentAzione del consumo di cAnnAbis
Si incaricata lUnione Europea nel dire che tra le priorit della lotta alle dipendenze vi il contrasto ad un mercato sempre pi interstiziale e sempre pi ricco di offerte e tipologie di droghe. Per lEuropa la lotta ai consumi di sostanze rimane una priorit sanitaria date le enormi conseguenze sulla salute individuale e di interi gruppi di popolazione. I consumi non si arrestano, anzi tendono a seguire un trend globale ben distinguibile: si distribuiscono su un ventaglio pi allargato di prodotti e crescono instancabilmente. Qualcosa bisogner pur rivederlo. Ecco allora due importanti messaggi. Il Global advisory group ha dichiarato che giunto il momento di porre fine alla guerra alle droghe: non ha pagato n in termini di contrazione dei mercati n in miglioramento delle condizioni dei consumatori. Secondariamente Miron. Jeffrey e Waldck Katherine hanno calcolato limpatto finanziario globale per gli USA se si ponesse fine al proibizionismo; se si legalizzassero le droghe gli USA risparmierebbero 41,3 miliardi/anno per spese di polizia, giudiziarie e carcerarie. Inoltre luscita dalla clandestinit porterebbe 46 miliardi allo Stato in tasse. (www.cato.org/pubs/ wtpapers/Drug-ProhibitionWP.pdf) Un alleggerimento della pressione della regolamentazione almeno per la cannabis, la droga illegale di gran lunga pi utilizzata, si impone; a breve sono attese novit legislative importanti in diversi paesi. Ma il mercato viene inondato da nuove sostanze o dalla scoperta delluso a scopi psico-attivanti di prodotti gi in uso per altri scopi. Valga il caso del Mefedrone prodotto di uso botanico. Recentemente uno studio inglese ha messo i fari sulla benzilpiperazina. Negli ultimi anni si assistito ad una notevole complessit e variabilit allinterno di quanto venduto e consumato come ecstasy. In molte compresse vendute come ecstasy sono state trovate altre molecole che vengono inconsapevolmente assunte dai consumatori che si espongono a gravi rischi di tipo sanitario legati allassunzione inconsapevole di molecole tossiche non conosciute. Le compresse di finta ecstasy hanno spesso aspetto, forma, colore e loghi del tutto simili a quelle dellecstasy, traendo ulteriormente in inganno i consumatori. Tra queste la benzilpiperazina (Bzp), una droga sintetica ad effetto stimolante che ha fatto la comparsa nel mondo delle droghe riPersonalit / Dipendenze, vol. 16, fasc. 3, dicembre 2010

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creazionali alcuni anni fa in Europa e che stata spesso commercializzata proprio come fosse ecstasy, pur non essendo correlata a questultima in termini di struttura chimica. La Bzp in Italia stata posta sotto controllo (D.P.R. 309/90) nel 2007 cos come in numerosi altri paesi nel mondo proprio a causa della sua tossicit, che viene ulteriormente confermata da una recente attivit di ricerca. La dottoressa Vaughan della Anglia Ruskin University nel Regno Unito e collaboratori hanno effettuato degli esperimenti per valutare la tossicit in vitro della benzilpiperazina. I ricercatori hanno presentato i dati preliminari della loro ricerca alla conferenza annuale dellAmerican Academy of Forensic Sciences, laccademia americana delle scienze forensi, nel febbraio 2011, i cui dati sono stati ripresi dal Medical News Today. In particolare i ricercatori hanno considerato il fatto che diverse partite di droga possono avere effetti tossici diversi proprio a causa della provenienza e delle lavorazioni clandestine che ne determinano una notevole variabilit nella composizione, sia in termini di principio psico-attivo che di impurezze. Cos testando in vitro delle miscele di Bzp contenti anche i precursori della sua sintesi in quantit analoghe a quelle riscontrate nelle compresse clandestine, i ricercatori hanno evidenziato che la Bzp mostrava tossicit sulle cellule del rene mentre il precursore piperazina esprimeva la sua tossicit sulle cellule di fegato. I consumatori spesso non sanno quello che assumono perch le composizioni cambiano continuamente, con tossicit correlabile anche alle impurezze provenienti dalla preparazione clandestina di queste droghe; tutto ci espone i consumatori a rischi elevati. (www.droganews.it) Alla variabilit del mercato delle droghe concorre anche la auto-produzione: un metodo sempre pi diffuso al punto da essere inserito fra le priorit assolute nella strategia di lotta alle droghe ridefinita dalla Commissione europea nel novembre 2019. Anche la legge pare volersi adeguare a questi diffusi costumi. Infatti marted 28 giugno la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza secondo cui coltivare una piantina di marijuana sul balcone di casa propria non reato. Lo ha deciso sostenendo che il fatto, nonostante il rigido orientamento normativo sugli stupefacenti, non ha portata offensiva. Con questa motivazione i supremi giudici hanno respinto il ricorso del procuratore generale della Corte di Appello di Catanzaro contro lassoluzione di un ventitrenne sorpreso con una piantina di marjuana sul balcone di casa a Scalea (Cosenza). In particolare la Cassazione fa riferimento a un principio giuridico che sebbene timidamente ha gi fatto capolino nella giurisprudenza di merito e di legittimit, tira in ballo la necessit che il possesso limitato di piante o principi psico-attivi sia in grado di procurare danni. Dunque, quando la modestia dellattivit posta in essere emerge da circo228
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stanze oggettive di fatto, come in questo caso la coltivazione di una piantina in un piccolo vaso sul terrazzo di casa con un principio attivo di mg 16, il comportamento dellimputato deve essere ritenuto del tutto inoffensivo e non punibile anche in presenza di specifiche norme di segno contrario. In conclusione, osserva la Cassazione, non solo non punibile alcun comportamento non previsto dalla legge come reato, ma non punibile nemmeno il reato che non procura danni a nessuno: in altre parole nullum crimen sine lege ma anche nullum crimen sine iniuria. Al solito arriviamo a questi importanti appuntamenti in ordine sparso senza che nessuna autorit abbia voluto approfondire in modo scientifico e razionale come alleggerire la pressione proibizionista sulla cannabis. Prepariamoci ad assistere ai soliti show di favorevoli e contrari tutti rigorosamente ideologici e faziosi. Speriamo sempre di pi che un governo europeo imponga nuovi stili di danza ai poteri nazionali. Umberto Nizzoli

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