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Università di Torino

Corso di Microeconomia
Pindyck – Rubinfeld
Capitolo 3 – Il comportamento del consumatore

Docente: Prof. Pellegrino

a.a. 2020 – 2021


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Capitolo 3 – Il comportamento del consumatore

o Tutto il capitolo è oggetto di studio, ad esclusione del:


â Paragrafo 3.4 – Preferenze rivelate
â Paragrafo 3.5 – Sottoparagrafo Razionamento
â Paragrafo 3.6 – Indici del costo della vita

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Il comportamento del consumatore

o In che modo un consumatore, che dispone di un reddito limi-


tato, può decidere quali beni e servizi acquistare?

o Spieghiamo come le decisioni di allocazione determinano la do-


manda di ciascun bene e servizio.

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Il comportamento del consumatore
o Distinguiamo tre fasi distinte di analisi nello studio del compor-
tamento del consumatore.
â Le preferenze del consumatore:
dobbiamo definire un modo pratico col quale descrivere le ra-
gioni per cui i consumatori preferiscono un bene ad un altro,
ovvero dobbiamo descrivere le preferenze di un consumatore
rispetto a diversi beni.

â I vincoli di bilancio:
i consumatori dispongono di un reddito limitato e quindi è limi-
tata la quantità di beni che essi possono acquistare, perché
occorre considerare anche i prezzi.

â Le scelte del consumatore:


dato il reddito e le preferenze, si studia come i consumatori
scelgono di acquistare combinazioni di beni che massimizzano
la loro soddisfazione;
le combinazioni scelte dipendono dai prezzi dei diversi beni;
comprendere come il consumatore effettua le proprie scelte aiuta
a comprendere la domanda dei beni, ovvero come la quantità
di un bene dipende dal prezzo. 4/113
Le preferenze del consumatore

o I consumatori hanno delle preferenze sui diversi beni e servizi


disponibili.

o Occorre innanzitutto considerare il modo in cui un consumatore


può confrontare differenti insiemi dei beni disponibili.

o Le preferenze sono definite sui possibili panieri di beni.

o Un paniere di mercato è un elenco di determinate quantità di


beni.

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Le preferenze del consumatore

Panieri di Unità di cibo Unità di


mercato (C) vestiario (V)
A 20 30
B 10 50
D 40 20
E 30 40
F 10 20
G 10 40

o La tabella mostra alcuni panieri di mercato costituiti da diverse


quantità di cibo C e vestiario V .
o Descriviamo gli oggetti contenuti in un paniere di mercato in
termini di numero totale di unità di ciascuna merce.

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Le preferenze del consumatore

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Le preferenze del consumatore

o L’insieme delle possibilità di consumo contiene tutti i panieri di


beni che sono potenzialmente consumabili.

o L’insieme delle possibilità di consumo deve chiaramente rispet-


tare alcuni vincoli.

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Le preferenze del consumatore
o Proprietà dell’insieme delle possibilità di consumo
â Divisibilità
I beni sono perfettamente divisibili.
Se il paniere X = (C , V ), costituito da una data quantità di
un bene (C ) e una data quantità di un altro bene (V ), ap-
partiene all’insieme delle possibilità di consumo, allora anche il
0
paniere X = (λC , λV ) con λ ≥ 0 appartiene all’insieme delle
possibilità di consumo.

â Additività
È possibile formare un unico paniere mettendo assieme più
panieri diversi.
Dati due possibili panieri, X = (C1 , V1 ) e Y = (C2 , V2 ), anche
il paniere Z = X + Y appartiene all’insieme delle possibilità di
consumo.

â Convessità
Dati due possibili panieri, X = (C1 , V1 ) e Y = (C2 , V2 ), assu-
miamo anche che il paniere Z = λX + (1 − λ)Y con 0 ≤ λ ≤ 1
appartenga all’insieme delle possibilità di consumo, ovvero as-
sumiamo che l’insieme delle possibilità di consumo sia convesso. 9/113
Le preferenze del consumatore

o Dati i panieri X = (4, 8) e Y = (8, 4), è possibile costruire un paniere


W = (6, 6) dato da una quota λ = 0, 5 di X e una quota (1 − λ) di Y .
o L’insieme delle possibilità di consumo è convesso se anche W è un paniere
di consumo possibile.
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Le preferenze del consumatore

o Consideriamo tre ipotesi fondamentali sulle preferenze del con-


sumatore (ipotesi di razionalità).
â Ordinamento di preferenza binario e completo
Per ogni possibile coppia di due panieri appartenenti all’insieme
delle possibilità di consumo, i consumatori sono in grado di
ordinarli, ovvero sono in grado di dire se preferiscono X a Y
oppure Y a X o se valutano X altrettanto buono rispetto a Y .
Si noti che queste preferenze sono indipendenti dai costi: un
consumatore potrebbe preferire il cibo C al vestiario V , ma
acquistare una quantità maggiore di V semplicemente perché
V è meno caro.

â Riflessività
Un qualunque paniere di beni è buono almeno quanto un paniere
identico.

â Transitività
Se il paniere X è preferito al paniere Y e il paniere Y è preferito
al paniere Z , allora il paniere X è preferito al paniere Z .
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Le preferenze del consumatore

o Ipotesi sulla psicologia del consumatore.


â Egoismo
Nel prendere le loro decisioni, i consumatori considerano sola-
mente la propria soddisfazione.

â Non sazietà
Più è meglio di meno; se il paniere X contiene una quantità
superiore di almeno un bene rispetto alle quantità di beni con-
tenute nel paniere Y , allora il paniere X è strettamente preferito
al paniere Y .

â Convessità delle preferenze


Le curve di indifferenza sono convesse, e questo dipende dall’ipo-
tesi di convessità dell’insieme delle possibilità di consumo e
dal fatto che curve di indifferenza più distanti dall’origine sono
caratterizzate da livelli maggiori di utilità (ipotesi di non sazietà).

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Le preferenze del consumatore

o Sono ipotesi realistiche?


o Sicuramente i consumatori hanno preferenze sui diversi beni e
sicuramente devono fronteggiare vincoli di bilancio.
o I consumatori decidono davvero quale mix di beni acquistare
in modo da massimizzare la loro soddisfazione? Sono quindi
razionali e perfettamente informati?
â I consumatori a volte non agiscono in modo razionale, ad esem-
pio quando comprano sulla base di un impulso oppure sono in-
fluenzati da amici oppure si indebitano per farlo (non rispettando
il vincolo di bilancio).
â Anche fossero pienamente razionali è comunque difficile tenere
in considerzione tutti i prezzi e tutte le possibili scelte.
o Economia comportamentale: modelli di comportamento basati
su ipotesi più realistiche sulla razionalità e sui processi decisio-
nali.

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Le preferenze del consumatore
o Una curva di indifferenza rappresenta tutte le combinazioni di
panieri che garantiscono la stessa soddisfazione all’individuo.

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Le preferenze del consumatore

o Ad ogni curva di indifferenza è associato un determinato livello


di soddisfazione (utilità U).

o Le curve di indifferenza sono inclinate negativamente.


â In caso contrario esse violerebbero l’ipotesi di non sazietà, cioè
più (di tutto) è meglio (di meno).

o Ogni paniere di mercato che sta sopra (e a destra) di una curva


di indifferenza è preferito a quelli che le appartengono.

o Una mappa di indifferenza è un insieme di curve di indifferenza


che descrivono le preferenze di un consumatore per tutte le
combinazioni di due beni.
â Esiste un numero infinito di curve di indifferenza, una per ogni
possibile livello di soddisfazione.
â Ogni possibile paniere si trova su una curva di indifferenza.

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Le preferenze del consumatore
o Ogni curva della mappa mostra le combinazioni di beni (i panieri)
tra cui quella persona è indifferente.

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Le preferenze del consumatore

o Considerando due beni, le curve di indifferenza sono convesse.

Quando aumenta la quantità consumata di C , ci si aspetta che il


consumatore sia disposto a rinunciare a quantità sempre minori
di V in cambio di una unità aggiuntiva di C .
Questo perché quando aumenta la quantità consumata di C ,
l’incremento di soddisfazione che il consumatore ricava da ulte-
riori quantità di C diminuisce.
Generalmente quindi i consumatori preferiscono panieri bilanciati
a panieri che contengono solo uno dei due beni.

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Le preferenze del consumatore – Due beni

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Le preferenze del consumatore

o Ipotesi di transitività e di non sazietà.


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Le preferenze del consumatore

o Le curve di indifferenza non possono essere inclinate positivamente: ipotesi


di non sazietà.
o Curve di indifferenza più lontane dall’origine sono caratterizzate da livelli
di utilità maggiori: ipotesi di non sazietà, considerando anche che le curve
di indifferenza non si intersecano. 20/113
Le preferenze del consumatore
o Il saggio marginale di sostituzione (SMS) del bene C rispetto al
bene V misura la quantità di V a cui il consumatore è disposto
a rinunciare per ottenere una unità in più di C , mantenendo
invariata la sua utilità.
â ∆V : la quantità di V a cui il consumatore è disposto a rinun-
ciare (∆V < 0).
â ∆C : la quantità di C ottenuta in più (∆C > 0).

∆V
SMS = −
∆C

o Il SMS misura il valore che l’individuo attribuisce ad una unità


in più di un bene, espresso in termini dell’altro bene.

o Il SMS corrisponde alla pendenza, in valore assoluto, della curva


di indifferenza.

o Lungo la curva di indifferenza il SMS diminuisce.


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Le preferenze del consumatore

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Le preferenze del consumatore

o Il SMS di C rispetto a V è pari a − ∆V


∆C
, positivo in quanto ∆V è negativo.
o Nel passaggio dal punto A al punto B il consumatore è disposto a rinunciare
a 6 unità di V per avere una unità in più di C : SMS = − ∆V
∆C
= − −61
= 6.
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Le preferenze del consumatore

o Lungo la curva di indifferenza il SMS diminuisce.

∆V
SMS = − >0
∆C

∆V
<0
∆C

o Le curve di indifferenza sono solitamente convesse:


∆V
â La pendenza della curva di indifferenza, ovvero ∆C , aumenta
quando ci si sposta da sinistra verso destra.
â La pendenza aumenta perché diviene meno negativa.
â Il SMS = − ∆V
∆C diminuisce.

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Le preferenze del consumatore

o Lungo la curva di indifferenza il SMS diminuisce.

o In caso contrario, ovvero se il SMS aumentasse, saremmo in


presenza di un male e non di un bene.

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Le preferenze del consumatore – Due beni

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Le preferenze del consumatore – Due mali

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Le preferenze del consumatore – Un bene e un male

o Si consideri la seguente affermazione: “Mi piacciono molto birra


e salatini, ma dopo 12 birre mi sento male se ne bevo una in
più”.

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Le preferenze del consumatore – Un bene e un male

o Dopo 12 birre la pendenza della curva di indifferenza diviene positiva.


o In questa situazione c’è un danno e non più utilità per il consumatore, se
consuma una birra in più.
o Dopo 12 birre, una birra in più diviene un male, il cui danno deve essere
controbilanciato da una maggiore quantità di salatini (che sono sempre un
bene). 29/113
Le preferenze del consumatore – Un bene e un bene
neutrale

o Un consumatore ama gli hamburger ma non gradisce gli analcolici.


o Se gli venisse servita una bevanda analcolica, la getterebbe via.
o In questa circostanza, il consumatore considera la bevanda che le viene
servita un bene neutrale.
o Le curve di indifferenza sono rette orizzontali.
o L’utilità rimane invariata indipendentemente dalla quantità di bevande
analcoliche.
o Il livello di soddisfazione del consumatore dipende interamente dalla quan-
tità di hamburger, quindi la sua soddisfazione cresce solamente all’aumenta-
re di hamburger consumati. 30/113
Le preferenze del consumatore

o L’utilità

â Finora non è stato necessario associare un valore numerico alla


soddisfazione data da ciascun paniere di mercato.
La teoria del consumatore richiede soltanto che le persone siano
in grado di ordinare i panieri.

â Definiamo con il termine utilità il valore numerico che rappre-


senta la soddisfazione che un consumatore ricava da un deter-
minato paniere.

â Indichiamo invece con funzione di utilità una formula in grado


di assegnare un livello di utilità a ciascun paniere.

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Le preferenze del consumatore

o Le tre curve di indifferenza forniscono una classificazione dei


panieri ordinata, o ordinale.
o Si parla dunque di funzione di utilità ordinale.
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Le preferenze del consumatore

o La classificazione associata alla funzione di utilità ordinale col-


loca i panieri nell’ordine dal più al meno desiderato, per uno
specifico consumatore.
o Questa classificazione non indica però di quanto un paniere sia
preferito ad un altro.
o L’entità della preferenza di un consumatore per un paniere col-
locato su una curva di indifferenza più elevata rispetto ad un
panire collocato su una curva di indifferenza meno elevata non è
rivelata dalla mappa delle curve di indifferenza né dalla funzione
di utilità ordinale che le genera.
o Inoltre, non sono possibili confronti interpersonali di utilità.

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Le preferenze del consumatore

o L’utilità

â Tuttavia, per approfondire la comprensione del comportamento


del consumatore è conveniente introdurre il concetto di utilità
come valore numerico (punteggio) della soddisfazione che un
consumatore ottiene da un paniere di mercato.

â Se i valori numerici assegnati ai panieri rispecchiassero le prefe-


renze individuali, essi costituirebbero una classificazione cardi-
nale delle alternative.

â La funzione di utilità cardinale dovrebbe quindi descrivere di


quanto un paniere di mercato è preferito ad un altro.

â Le funzioni di utilità cardinali associano ai diversi panieri valori


numerici che però non possono essere raddoppiati o triplicati
arbitrariamente senza alterare le differenze tra i valori dei diversi
panieri.

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Le preferenze del consumatore

o L’utilità

â Non è infatti possibile sapere se una persona ricavi da un paniere


una soddisfazione doppia rispetto a quella fornita da un altro
paniere.

â Similmente, non si può stabilire se una persona ricavi da un


paniere una soddisfazione doppia rispetto a quella che un’altra
persona ricava dallo stesso paniere.

â Queste limitazioni non sono cosı̀ importanti ai nostri fini.

â Faremo quindi riferimento alla funzione di utilità come una for-


mula che assegna un livello di utilità a ciascun paniere.

â Ai nostri fini la funzione di utilità (ordinale) è semplicemente


un modo per classificare panieri differenti. La dimensione della
differenza di utilità tra due panieri non è cosı̀ indicativa.

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Le preferenze del consumatore

o Sia C la quantità di cibo e V la quantità di vestiario.

o Ipotizziamo che la funzione di utilità sia

U(C , V ) = CV .

o Visualizziamo graficamente una mappa di tre curve di indif-


ferenza, ognuna delle quali ha associato un diverso livello di
utilità:
25
U1 (C , V ) = CV = 25 −→ I1 : V =
C
100
U2 (C , V ) = CV = 100 −→ I2 : V =
C
200
U3 (C , V ) = CV = 200 −→ I3 : V =
C
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Le preferenze del consumatore

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Le preferenze del consumatore

o La forma delle curve di indifferenza descrive la disponibilità di


un consumatore a scambiare un bene con un altro.
â Consideriamo due casi estremi:
beni perfetti sostituti;
beni perfetti complementi.

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Le preferenze del consumatore

o Beni perfetti sostituti e beni perfetti complementi.


â Due beni sono perfetti sostituti quando il valore del SMS di uno
verso l’altro è costante.
Esempio: non mi interessa che la birra sia della marca X piut-
tosto che della marca Y , l’importante è che sia birra.
La funzione di utilità è del tipo U(x1 , x2 ) = K1 x1 + K2 x2 .
Le curve di indifferenza sono dunque del tipo: x2 = Ūi −K K2
1 x1
.

â Due beni sono perfetti complementi quando le curve di indif-


ferenza sono ad angolo retto.
Esempio: per fare una buona torta occorre che gli ingredienti
siano utilizzati nella giusta proporzione.
Essi sono beni che si completano a vicenda.
L’utilità dipende dal minimo dei due beni.
La funzione di utilità è del tipo U(x1 , x2 ) = min{K1 x1 , K2 x2 }.
Le curve di indifferenza sono ad angolo retto.

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Le preferenze del consumatore

o Due beni sono perfetti sostituti quando il valore del SMS di


uno verso l’altro è costante.
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Le preferenze del consumatore

o Due beni sono perfetti complementi quando le curve di indif-


ferenza sono ad angolo retto.
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Le preferenze del consumatore

o Sia C la quantità di cibo e V la quantità di vestiario.

o Ipotizziamo che la funzione di utilità sia

U(C , V ) = C + 2V .

o Visualizziamo graficamente una mappa di tre curve di indif-


ferenza, ognuna delle quali ha associato un diverso livello di
utilità:
1
U1 (C , V ) = C + 2V = 25 −→ I1 : V = 12, 5 − C
2
1
U2 (C , V ) = C + 2V = 100 −→ I2 : V = 50 − C
2
1
U3 (C , V ) = C + 2V = 200 −→ I3 : V = 100 − C
2
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Le preferenze del consumatore

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I vincoli di bilancio

o La conoscenza delle preferenze non è sufficiente per spiegare le


scelte del consumatore.

o Il vincolo di bilancio limita le scelte possibili, a seconda dei


prezzi dei beni e del valore del reddito.

o Dati i prezzi, il vincolo di bilancio indica tutte le combinazioni di


quantità dei beni che determinano la stessa spesa complessiva
(per ipotesi posta pari al reddito del consumatore, R).

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I vincoli di bilancio

o Sia C la quantità di cibo acquistato.


o Sia V la quantità di vestiario acquistato.
o Siano PC e PV i prezzi corrispondenti.

o Segue che:
â PC C è la spesa per il cibo;
â PV V è la spesa per il vestiario.

o Il vincolo (la retta) di bilancio è pertanto:

PC C + PV V = R.

o La spesa per il cibo più la spesa per il vestiario non può superare
la somma disponibile per la spesa R.

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I vincoli di bilancio

o Il vincolo (la retta) di bilancio è:

PC C + PV V = R

o Per rappresentare graficamente la retta di bilancio:

PV V = R − PC C
R PC
V = − C
PV PV

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I vincoli di bilancio

o Ipotizziamo PC = 1 e PV = 2.

Panieri di
C PC C V PV V R
mercato
A 0 0 40 80 80
B 20 20 30 60 80
D 40 40 20 40 80
E 60 60 10 20 80
F 80 80 0 0 80

o La retta di bilancio è 1C + 2V = 80, da cui


C
V = 40 − .
2

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I vincoli di bilancio

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I vincoli di bilancio

o Tutti i panieri dell’area grigia più i panieri sul vincolo di bilancio


sono potenzialmente acquistabili.
o Per spendere tutto il reddito R, il consumatore deve comprare
uno dei panieri sul vincolo di bilancio.
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I vincoli di bilancio
o La pendenza della retta di bilancio è data dall’inverso del rap-
porto tra i prezzi:
PC 1
− =− .
PV 2

o Il suo valore assoluto, ovvero PPVC , indica il saggio al quale i due


beni possono essere sostituiti senza modificare la spesa totale.
PC
â PVmisura quindi il costo relativo di C rispetto a V : rinunciando
ad una unità di C , a parità di spesa, sono acquistabili PPVC unità
di bene V .
â Nell’esempio PV = 2PC : il prezzo di V è doppio rispetto al
prezzo di C .
â Rimanendo sul vincolo di bilancio, due unità in più del bene C
possono essere ottenute rinunciando ad una unità di V .

o L’inclinazione della retta di bilancio rappresenta la quantità di


un bene (V ) a cui il consumatore deve rinunciare per avere una
unità in più dell’altro bene (C ) spendendo tutto il suo reddito. 50/113
I vincoli di bilancio

o L’intercetta verticale indica la massima quantità di un bene


(nell’esempio V ) acquistabile con quel reddito.
â Se la quantità di C è nulla, la massima quantità di V acquistabile
è pari a 40 = PRV .

o L’intercetta orizzontale dà la stessa indicazione per l’altro bene


(nell’esempio C ).
â Se la quantità di V è nulla, la massima quantità di C acquistabile
è pari a 80 = PRC .

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I vincoli di bilancio

o Un aumento di R sposta il vincolo di bilancio verso l’esterno:


â dal vincolo 1C + 2V = 80 al vincolo 1C + 2V = 120.
o Un decremento di R sposta il vincolo verso l’interno:
â dal vincolo 1C + 2V = 80 al vincolo 1C + 2V = 40.
52/113
I vincoli di bilancio
o Ipotizziamo PC1 = 1 e PV = 2.
C
o La retta di bilancio è 1C + 2V = 80, da cui V = 40 − 2.

53/113
I vincoli di bilancio
o Ipotizziamo PC1 = 1, PC2 = 2 e PV = 2.
o Un incremento di PC modifica l’inclinazione del vincolo di bi-
lancio, che ruota verso l’interno:
â il vincolo nero è 1C + 2V = 80, da cui V = 40 − 12 C ;
â il vincolo rosso è 2C + 2V = 80, da cui V = 40 − C .

54/113
I vincoli di bilancio
o Ipotizziamo PC1 = 1, PC2 = 12 e PV = 2.
o Una riduzione di PC modifica l’inclinazione del vincolo di bilan-
cio, che ruota verso l’esterno:
â il vincolo nero è 1C + 2V = 80, da cui V = 40 − 21 C ;
â il vincolo blu è 12 C + 2V = 80, da cui V = 40 − 14 C .

55/113
I vincoli di bilancio

o L’inclinazione del vincolo di bilancio rimane invariata se:


â entrambi i prezzi aumentano della stessa percentuale e il reddito
non varia;
â entrambi i prezzi aumentano della stessa percentuale e il reddito
varia.
o Il vincolo di bilancio non cambia né posizione né inclinazione
se:
â entrambi i prezzi aumentano del 5% e il reddito aumenta del
5%.
o Il vincolo di bilancio si sposta parallelamente verso l’origine degli
assi se:
â entrambi i prezzi aumentano della stessa proporzione e il reddito
non varia.
o Dal punto di vista degli spostamenti della retta di bilancio:
â raddoppiare i prezzi è equivalente a dimezzare il reddito.

56/113
Le scelte del consumatore
o Il consumatore sceglie una combinazione di beni che massimizza
la sua soddisfazione, dato il vincolo di bilancio.
o Il paniere di bilancio scelto deve:
â trovarsi sulla retta di bilancio;
â assicurare al consumatore la combinazione di beni maggiormente
preferita.
o Si ricordi la pendenza della curva di indifferenza:
∆V
.
∆C
o Si ricordi la pendenza del vincolo di bilancio:
PC
− .
PV
o Il massimo beneficio per il consumatore si ottiene quando
PC
SMS = .
PV
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Le scelte del consumatore

PC
o L’equazione SMS = PV esprime la condizione di ottimizzazione.

o La soddisfazione è infatti massimizzata:

â quando il beneficio marginale


ovvero il beneficio aggiuntivo associato al consumo di una unità
in più del bene C (misurato dal SMS)

â è uguale al costo marginale


ovvero il costo di una unità aggiuntiva del bene C (misurato
dal rapporto tra i prezzi).

o Quando il SMS è inferiore o superiore al rapporto tra i prezzi, la


soddisfazione del consumatore non può essere massima (fatta
eccezione per alcuni casi particolari).
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Le scelte del consumatore

59/113
Le scelte del consumatore

o Nel punto B il consumatore acquista 20 unità di C e 30 unità


di V , da cui R = 20 · 1 + 30 · 2 = 80.

PC 1
o Il rapporto tra i prezzi è pari a PV = 2 (il costo marginale).

o Il beneficio marginale, ovvero il SMS, è maggiore di 21 in quanto


la curva di indifferenza passante per il punto B ha (in valore
assoluto) inclinazione maggiore (ipotizziamo SMS = 1).

60/113
Le scelte del consumatore
o In base alle sue preferenze, il consumatore può sostituire una
unità di V con una unità di C mantenendo invariata la sua
soddisfazione.

o Dato il livello dei prezzi, C è più economico di V .


â Occorre rinunciare solamente a una unità di V per ottenere 2
unità di C per mantenere la spesa costante (PV = 2PC ).

o Data questa situazione, al consumatore conviene acquistare più


C e meno di V , e quindi il punto B non può essere un punto
di ottimo.
â Nel punto B, rinunciando ad una unità di V che costa 2, il
consumatore sarebbe altrettanto felice consumando una unità
in più di C , che però costa solo 1.
â Il consumatore sarebbe però più felice consumando una unità
ulteriore di C , che potrebbe acquistare con l’unità monetaria
restante. 61/113
Le scelte del consumatore

62/113
Le scelte del consumatore

63/113
Le scelte del consumatore

o Il massimo beneficio per il consumatore si ottiene quando


PC
SMS = .
PV

o Si considerino due consumatori caratterizzati da diverse pre-


ferenze.

PC
o Per entrambi vale la relazione SMS = PV .

o Si noti che la quantità acquistata di ciascun bene è diversa tra


i due consumatori, anche se il SMS è uguale per entrambi.

64/113
Le scelte del consumatore

o Sono possibili scelte d’angolo: in questa circostanza il SMS del


consumatore non è uguale al rapporto tra i prezzi.

o Consideriamo il caso dei beni perfetti sostituti.

â Se il SMS di C rispetto a V è costante e maggiore del rapporto


tra i prezzi, ne consegue che il consumatore massimizza l’utilità
comprando esclusivamente il bene C .

â Se il SMS di C rispetto a V è costante e minore del rapporto


tra i prezzi, ne consegue che il consumatore massimizza l’utilità
comprando esclusivamente il bene V .

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Le scelte del consumatore

o Si consideri il seguente vincolo di bilancio:


R PC
V = − C
PV PV
o con PC = 1, PV = 4 e R = 40.
o Segue che il vincolo ha equazione:
1
V = 10 − C .
4
o Si consideri la seguente funzione di utilità

U(C , V ) = C + V

o da cui si ricava una mappa di curve di indifferenza:

V = Ūi − C .
66/113
Le scelte del consumatore

pC 1
o Il SMS è pari a 1, mentre PV
= 4
< 1 = SMS.
o Il consumatore sceglie il paniere (40,0).
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Le scelte del consumatore

o Le previsioni circa la quantità di un prodotto che i consuma-


tori acquisteranno al variare delle condizioni economiche devono
considerare:
â la natura delle preferenze del consumatore riguardo a quel pro-
dotto e ai prodotti correlati;
â la pendenza della retta di bilancio del consumatore.

o Se il SMS di C rispetto a V è costante e maggiore del rap-


porto tra i prezzi (come nell’esempio precedente), una pic-
cola riduzione del prezzo di V non è in grado di influenzare
la scelta del consumatore, perché egli continuerà ad acquistare
solamente C .

o Se invece il prezzo di V diminuisse a sufficienza, il consumatore


potrebbe decidere di consumare molto bene V .

68/113
Le scelte del consumatore

o Si consideri il seguente vincolo di bilancio:


R PC
V = − C
PV PV
o con PC = 3, PV = 1 e R = 40.
o Segue che il vincolo ha equazione:

V = 40 − 3C .

o Si consideri la seguente funzione di utilità

U(C , V ) = C + V

o da cui si ricava una mappa di curve di indifferenza:

V = Ūi − C .

69/113
Le scelte del consumatore

pC
o Il SMS è pari a 1, mentre PV
= 3 > 1 = SMS.
o Il consumatore sceglie il paniere (0,40).
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Utilità marginale e scelte del consumatore

o Si può distinguere tra:


â l’utilità totale U generata dal consumo;
â l’utilità marginale U 0 , ovvero la soddisfazione ricavata dall’ultimo
bene consumato.
o L’utilità marginale (U 0 ) misura l’incremento di soddisfazione del
consumatore in presenza di una unità addizionale di un bene.
o L’utilità marginale (U 0 ), sempre positiva, decresce all’aumentare
della quantità posseduta di un bene.
Maggiore è la quantità di cibo C consumata, minori saranno gli
incrementi di utilità procurati dalle quantità aggiuntive consu-
mate.
o Muovendosi su una curva di indifferenza, invece, l’utilità margi-
nale derivante dal maggior consumo del bene C deve compen-
sare la perdita di utilità derivante dal minor consumo del bene
V.

71/113
Utilità marginale e scelte del consumatore

o Il concetto di utilità marginale è legato al problema della mas-


simizzazione dell’utilità del consumatore.

o Una quantità aggiuntiva di cibo, ∆C , produce una utilità mar-


0
ginale pari a UC .
0
o L’incremento complessivo di utilità è pari a UC ∆C .

o Contemporaneamente il minor consumo di vestiario, ∆V , riduce


0
l’utilità di un ammontare pari a UV per ogni unità in meno di
0
V ; pertanto la riduzione complessiva è pari a UV ∆V .

o Poiché tutti i punti su una curva di indifferenza determinano


lo stesso livello di utilità per il consumatore, deve valere la
seguente equazione:
0 0
UC ∆C + UV ∆V = 0

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Utilità marginale e scelte del consumatore

o Si noti che
0 0
UC ∆C + UV ∆V = 0
o può essere espressa come
0
∆V U
− = C0 .
∆C UV
o Poiché
∆V
SMS = −
∆C
o segue che
0
∆V U
SMS = − = C0 .
∆C UV

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Utilità marginale e scelte del consumatore

o Come è già stato osservato, quando il consumatore massimizza


la sua soddisfazione, il SMS di C rispetto a V è pari all’inverso
del rapporto tra i prezzi:
PC
SMS = .
PV
o Pertanto, è possibile scrivere:
0
UC PC
0 =
UV PV

o che equivale a
0 0
UC U
= V.
PC PV

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Utilità marginale e scelte del consumatore

o Si noti che
0 0
UC U
= V
PC PV

o indica che la massimizzazione dell’utilità è realizzata quando il


reddito è allocato in modo tale che l’utilità marginale per ogni
unità monetaria di spesa è la medesima per ciascun bene.

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Reddito e felicità

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Test 1

o Una curva di indifferenza raccoglie tutti quei panieri che:

â costano il medesimo ammontare;


â hanno elasticità costante;
â generano la stessa utilità;
â si trovano in equilibrio.

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Test 2

o Quale caratteristica non è propria di una curva di indifferenza


per due beni?
â Convessità.
â Inclinazione positiva.
â Inclinazione negativa.
â Saggio marginale di sostituzione positivo.

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Test 3

o Se il reddito del consumatore raddoppia ed i prezzi dei beni C e


V anche raddoppiano, come si modifica il vincolo di bilancio?

â Si sposta verso destra.


â Rimane invariato.
â Diventa più ripido.
â Diventa più piatto.

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Test 4

o Data la funzione di utilità U = 2X + 3Y quale dei seguenti


panieri risulta essere indifferente al paniere (4,4)?

â (3,5).
â (2,6).
â (10,0).
â (0,7).

o U = 2X + 3Y = 2 ∗ 4 + 3 ∗ 4 = 20

o U = 2X + 3Y = 2 ∗ 3 + 3 ∗ 5 > 20
o U = 2X + 3Y = 2 ∗ 2 + 3 ∗ 6 > 20
o U = 2X + 3Y = 2 ∗ 10 + 3 ∗ 0 = 20
o U = 2X + 3Y = 2 ∗ 0 + 3 ∗ 7 > 20
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Test 5

o La condizione che determina la scelta ottimale del consumatore


è:

â uguaglianza tra saggio marginale di sostituzione e rapporto dei


prezzi;
â uguaglianza tra le utilità marginali dei due beni;
â uguaglianza tra saggio marginale di sostituzione e rapporto delle
utilità marginali;
â nessuna delle precedenti.

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Esercizio 1 – Testo

o Sia R = 100, p1 = 2 e p2 = 4.

o Se il prezzo p1 aumenta da 2 a 4 come cambia il vincolo di


bilancio?

o Cosa succede invece se R raddoppia?

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Esercizio 1 – Soluzione (1)

o In generale, il vincolo di bilancio è

p1 x1 + p2 x2 = R.

o Pertanto, in generale,
R p1
x2 = − x1 .
p2 p2
o Considerando i dati dell’esercizio, il vincolo iniziale è
100 2 x1
x2 = − x1 = 25 − .
4 4 2
o Se il prezzo p1 aumenta da 2 a 4 il nuovo vincolo diventa:
100 4
x2 = − x1 = 25 − x1 .
4 4

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Esercizio 1 – Soluzione (2)

84/113
Esercizio 1 – Soluzione (3)

o Il vincolo iniziale è
100 2 x1
x2 = − x1 = 25 − .
4 4 2

o Se R raddoppia (passando da 100 a 200) si ottiene

200 2 x1
x2 = − x1 = 50 − .
4 4 2

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Esercizio 1 – Soluzione (4)

86/113
Esercizio 2 – Testo

o Si consideri la seguente funzione di utilità del consumatore


1 1
U(x1 , x2 ) = x12 x22 .

o Si calcoli l’utilità marginale di x1 e di x2 .

o Si calcoli il saggio marginale di sostituzione SMS.

o Si individui la funzione di domanda di x1 e di x2 .

o Si disegni il vincolo di bilancio.

o Si individui la scelta ottima del consumatore ipotizzando che il


reddito R sia pari a 10, p1 sia pari a 1 e p2 sia pari a 1.

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Esercizio 2 – Soluzione (1)

o La funzione di utilità considerata nell’esercizio è la funzione di


utilità di Cobb-Douglas:

U(x1 , x2 ) = x1a x2b .

o I parametri a e b sono positivi.


o L’utilità marginale di x1 , pertanto, è
∂U
MU1 = = ax1a−1 x2b .
∂x1
o L’utilità marginale di x2 , invece, è
∂U
MU2 = = bx1a x2b−1 .
∂x2

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Esercizio 2 – Soluzione (2)

o Il saggio marginale di sostituzione (SMS) misura la quantità di


x2 cui si rinuncia per ottenere una unità in più di x1 :
∆x2
SMS = − .
∆x1
o In generale, considerando una funzione di utilità di Cobb-Douglas,
segue che il saggio marginale di sostituzione SMS è pari a

∆x2 MU1 ax a−1 x2b a x2


SMS = − = = 1a b−1 = .
∆x1 MU2 bx1 x2 b x1

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Esercizio 2 – Soluzione (3)

o Individuiamo ora la funzione di domanda per x1 e x2 .


o In generale, il vincolo di bilancio è

p1 x1 + p2 x2 = R.

o Il paniere ottimo è il paniere in cui la curva di indifferenza e il


vincolo di bilancio hanno la stessa inclinazione, ovvero:
MU1 a x2 p1
= = .
MU2 b x1 p2
o Dall’equilibrio precedente si ricava
bp1 x1
x2 = .
ap2

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Esercizio 2 – Soluzione (4)

bp1 x1
o Sostituendo x2 = ap2 nel vincolo di bilancio p1 x1 + p2 x2 = R
si ottiene
bp1 x1 b
p1 x1 + p2 x2 = p1 x1 + p2 = p1 x1 + p1 x1 = R.
ap2 a
o Procedendo con semplici passaggi algebrici si ottiene

ap1 x1 + bp1 x1 = aR

p1 x1 (a + b) = aR
o da cui si ricava la funzione di domanda per il bene x1 :
a R
x1 = .
a + b p1

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Esercizio 2 – Soluzione (5)
o Analogamente per il bene x2 :
b R
x2 = .
a + b p2
o Si noti che lo stesso risultato si ottiene sostituendo la domanda
per il bene x1 nel vincolo di bilancio:
 
a R
p1 + p2 x2 = R
a + b p1
a
R + p2 x2 = R
a+b
 
a
p2 x2 = R 1 −
a+b
o da cui
b R
x2 = .
a + b p2
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Esercizio 2 – Soluzione (6)

o L’esercizio richiede di individuare il paniere ottimo scelto dal


consumatore se il suo reddito R è pari a 10 e i prezzi dei due
beni sono pari, rispettivamente, a p1 = 1 e p2 = 1.

o Pertanto, si ottiene:
a R 1 10
x1∗ = = = 5;
a + b p1 2 1
b R 1 10
x2∗ = = = 5.
a + b p2 2 1

o Il paniere ottimo è dunque (5,5).

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Esercizio 2 – Soluzione (7)

o La funzione di utilità considerata nell’esercizio è

U(x1 , x2 ) = x1a x2b .

o Per individuare l’espressione analitica che descrive la mappa


delle curve di indifferenza occorre innanzitutto fissare più pos-
sibili livelli di utilità Ūi con i = 1, . . . , n.
o Occorre poi risolvere x1a x2b = Ūi per x2 , da cui:

Ūi
x2b =
x1a
1
 1 Ūi b
b
x2b =  1
b
x1a

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Esercizio 2 – Soluzione (8)

o Quindi
1
Ūi b
x2 = a .
x1b

1
o Ricordando che nell’esercizio a = b = 2 si ottiene
2
Ūi
x2 =
x1

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Esercizio 2 – Soluzione (9)

o Consideriamo U¯1 = 4, U¯2 = 5, U¯3 = 6 e U¯4 = 7.

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Esercizio 2 – Soluzione (10)

o Nell’esercizio il reddito del cosumatore R è pari a 10 e i prezzi


dei due beni sono pari a 1.

o Il vincolo di bilancio è pertanto pari a x2 = 10 − x1 .

97/113
Esercizio 2 – Soluzione (11)

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Esercizio 3 – Testo

o Si consideri la seguente funzione di utilità

U(x1 , x2 ) = x1 x2 .

o px1 = 4, px2 = 3 e R = 100.

o Si determini il paniere ottimo.

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Esercizio 3 – Soluzione

o Ricordando che nel punto di ottimo


0
Ux1 px
= 1
Ux0 2 px2

o si ottiene quanto segue.


0
Ux1 = x2
0
Ux2 = x1
x2 4
=
x1 3
4
4x1 + 3 x1 = 100
3
o da cui si ottiene x1∗ = 12, 5 e x2∗ = 16, 6̄.

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Esercizio 4 – Testo

o Un consumatore ha un reddito R che vuole destinare all’acquisto


di due beni, x1 e x2 , i cui prezzi sono p1 e p2 . Egli effettua le
proprie scelte in modo da massimizzare la sua soddisfazione
descritta dalla seguente funzione di utilità:

U(x1 , x2 ) = ln(x1 ) + x2 .

o Determinare la funzione di domanda di ciascun bene.

101/113
Esercizio 4 – Soluzione (1)

o Il vincolo di bilancio è:

p1 x1 + p2 x2 = R.

o Occorre massimizzare la funzione di utilità dato il vincolo di


bilancio: 
max U(x1 , x2 ) = ln(x1 ) + x2
s.t. : p1 x1 + p2 x2 = R

102/113
Esercizio 4 – Soluzione (2)
o Pertanto, ricordando che
R p1
x2 = − x1
p2 p2
o e sostituendo nella funzione da massimizzare si ottiene
R p1
U(x1 , x2 ) = ln(x1 ) + − x1
p2 p2
0 ∂U 1 p1
Ux1 = = −
∂x1 x1 p2
1 p1
− = 0.
x1 p2
o La funzione di domanda del bene 1 è pertanto:
p2
x1 =
p1
103/113
Esercizio 4 – Soluzione (3)

o Per quanto riguarda la funzione di domanda del bene 2, sosti-


tuiamo la funzione di domanda del bene 1 nel vincolo di bilancio
ottenendo:
p2
p1 + p2 x2 = R
p1
o da cui
p2 x2 = R − p2 .

o Pertanto la funzione di domanda del bene 2 è:


R
x2 = − 1.
p2
o Si noti che la domanda del bene 1 non dipende da R ma solo
dai prezzi.
o Si noti invece che la domanda del bene 2 dipende da R e dal
prezzo del bene 2.
104/113
Esercizio 5 – Testo

o Si ipotizzi che per cucinare una torta siano necessari due in-
gredienti, x1 e x2 , utilizzati in precise proporzioni (beni perfetti
complementi).

o Calcolare la funzione di domanda del bene x1 .

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Esercizio 5 – Soluzione
o Se due beni sono perfetti complementi la funzione di utilità è
del tipo:
U = min{K1 x1 , K2 x2 }.
o Vale la relazione:
x2 K1
= .
x1 K2
o Il vincolo di bilancio è
K1
p1 x1 + p2 x2 = R = p1 x1 + p2 x1
K2
o da cui si ottiene la funzione di domanda per il bene x1 :
R
x1 = K1
.
p1 + p2 K2

o Si noti che il numeratore è il reddito del consumatore, mentre


il denominatore è il costo complessivo di una torta.
106/113
Esercizio 6 – Testo

o Si consideri la seguente funzione di utilità del consumatore


1 1
U(x1 , x2 ) = 2x12 + 4x22 .

o Si calcoli l’utilità marginale di x1 e di x2 .

o Si calcoli il saggio marginale di sostituzione SMS.

o Si individui la funzione di domanda di x1 e di x2 .

107/113
Esercizio 6 – Soluzione (1)
1 1
U(x1 , x2 ) = 2x12 + 4x22 .

108/113
Esercizio 6 – Soluzione (2)

o L’utilità marginale di x1 , pertanto, è


∂U 1 −1 1
MU1 = = 2 · · x1 2 = 1 .
∂x1 2 x12

o L’utilità marginale di x2 , invece, è


∂U 1 −1 2
MU2 = = 4 · · x2 2 = 1 .
∂x2 2 x22

o Pertanto 1
MU1 1 x2
SMS = = · 21 .
MU2 2 x2
1

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Esercizio 6 – Soluzione (3)
o Individuiamo ora la funzione di domanda per x1 e x2 .
o In generale, il vincolo di bilancio è

p1 x1 + p2 x2 = R.

o Il paniere ottimo è il paniere in cui la curva di indifferenza e il


vincolo di bilancio hanno la stessa inclinazione, ovvero:
1
MU1 1 x2 p1
= · 21 = .
MU2 2 x2 p2
1

o Dall’equilibrio precedente si ricava


1 p1 1
x22 = 2 · · x12 .
p2

p12
x2 = 4 · · x1 .
p22
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Esercizio 6 – Soluzione (4)

p12
o Sostituendo x2 = 4 · p22
· x1 nel vincolo di bilancio si ottiene

p12
p1 x1 + p2 x2 = p1 x1 + p2 · 4 · · x1 = R.
p22

o Procedendo con semplici passaggi algebrici si ottiene


!
p12
x1 p1 + 4p2 2 = R
p2

o da cui si ricava la funzione di domanda per il bene x1 :


R p2 R
x1 = = .
p1 +
p2
4 p12 p1 p2 + 4p12

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Esercizio 6 – Soluzione (5)

o Analogamente per il bene x2 :


4p1 R
x2 = .
4p1 p2 + p22

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Esercizio 6 – Soluzione (6)
o Sia R = 1.000 e p2 = 100.
o La funzione di domanda per il bene 1 è rappresentata nel grafico.

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