Sei sulla pagina 1di 3

ANNEMASSE Appunti di viaggio

di Maurizio Mazziero
Copyright 2011 Tutti i diritti riservati

Come tutte le cittadine di confine, Annemasse, non dorme mai. Il bastione del Le Saleve domina il suo abitato, tanto da rendere impossibile ignorare la sua presenza e quasi a ricordarne la collocazione nellAlta Savoia; non troppo distante da deliziose mete turistiche come Annecy, Yvoire, Evian e Morzine. Eppure il destino di Annemasse la distingue dalla tranquilla campagna circostante; il suo un destino che la porta oltre i confini del dipartimento Rhone-Alpes francese a cui appartiene, visto il legame indissolubile che la unisce con la Confederazione Elvetica. Ed proprio Ginevra, distante solo otto chilometri, che ne scandisce i ritmi e la vita degli abitanti, quasi tutti in qualche modo condizionati da quella invisibile linea di confine che passa a soli tre chilometri dalle proprie abitazioni. Il motore delle auto viene acceso molto prima che il chiarore cominci e inizia il carosello attraverso le rotonde del centro cittadino. Poi sempre pi intensa si forma una teoria di auto, che accodandosi ora in un punto ed ora in un altro, affrontano il breve viaggio verso il posto doganale e poi gi fino al Lago Lemano. un intero esercito che si muove e che invade pacificamente la Svizzera; una terra al di fuori di quellEuropa che accomuna tanti Stati, ma che da sempre costituisce un fascino e rappresenta un lavoro ben retribuito.

Molte auto esibiscono sul parabrezza un tagliando: Rien dclarer Nulla da dichiarare il distintivo che le accomuna e che accomuna i frontalieri che giornalmente si dirigono verso i varchi di confine di Vallard, Moillesulaz, Veyrier. A Ginevra li attende il loro impiego: alberghi, ristorazione, negozi, banche, uffici finanziari, import/export. Con lavanzare del giorno, il traffico Francia Svizzera si assottiglia, nasce un riflusso; solo alcuni sono i lavoratori notturni, portieri dalbergo o addetti ai pubblici servizi, che rientrano. Molte targhe mostrano uno stemma, unaquila nera in campo giallo e una chiave gialla in campo rosso; linvasione inversa dei Ginevrini, che complice un cambio favorevole, vengono a far spesa in Francia. A Etrembires, in corrispondenza delluscita autostradale di Annemasse, si incontra un centro commerciale; si trova in Francia, ma le catene di negozi e i prodotti offerti sono identici a quelli si trovano al di l del confine, mentre sono introvabili numerosi prodotti della Savoia. E si tratta di un dettaglio non di poco conto, visto che la scelta alimentare francese sicuramente pi ricca e che pu apparire abbastanza strano non riuscire a trovare del vino in un supermercato. I flussi frontalieri hanno sviluppato ad Annemasse, nel corso del tempo, dei servizi di supporto per gli abitanti. Sono nati cos negozi, ristoranti, centri commerciali, ma anche residence e nuovi complessi immobiliari. La piccola cittadina di frontiera cos cresciuta assumendo unidentit e uneconomia propria, includendo in un agglomerato senza apparente soluzione anche i paesi vicini: Ville la Grand, Gaillard ed Etrembires. Il centro urbano ha assunto un aspetto piacevole, con unisola pedonale accanto allHotel de Ville il palazzo municipale, La Mairie bar, bistrot, negozi di abbigliamento, farmacie e invitanti boulangerie, dove insieme a morbidi croissant vengono sfornate croccanti baguette. un centro urbano vivo, che non lascia intendere il suo forte legame con quella sottile linea di confine. Ma durante il mercato bisettimanale che si ha la percezione della variet di popolazioni che, insieme ai cittadini originari, abitano questa citt: lunghe vesti Nord-africane con sfumature dal grigio al nero, si alternano a sgargianti colori del Centro-Africa francofono; le persone si attardano presso le varie bancarelle alla ricerca dellaffare del giorno o per acquistare i prodotti genuini delle fattorie circostanti.

Poco dopo mezzogiorno, la citt sembra assopirsi, il traffico decisamente si indebolisce per la pausa prandiale; ma una sosta di breve durata, come quando in riva al mare la brezza cessa per pochi minuti per poi riprendere nella direzione inversa. Il pomeriggio vedr il ritorno di quellesercito che era partito nella mattina. Un ritorno pi scaglionato nel tempo, con la punta dei rientri intorno alle 18; un ritorno solo parzialmente compensato da coloro che prendono il testimone avviandosi per il turno notturno. La vita si sussegue cos, giorno dopo giorno, quasi sempre simile uno con laltro. C chi ha scelto questa vita, chi ne stato costretto attirato dal miraggio di un onorevole salario ed giunto qui da altre parti della Francia o dellEuropa, o anche dalla Svizzera per trarre vantaggio da un costo della vita pi clemente, o semplicemente perch a Ginevra era impossibile trovare alloggio. E la giornata finisce nelle proprie case, alcuni possono finalmente godere della compagnia dei propri familiari, ma i pi si rinchiudono nei loro alloggi in compagnia di loro stessi. Ed proprio la solitudine che minaccia lequilibrio di questa vita; un problema sempre pi presente, che viene continuamente ripreso nei giornali, alla televisione e con campagne di aiuto attraverso organizzazioni non-profit. laltra faccia della medaglia. Una societ che, almeno apparentemente, non ha problemi economici ma che sembra arrendersi alla solitudine evidenziando i sintomi di una societ malata.

Annemasse (Francia), 23 luglio 2011

Maurizio Mazziero Copyright 2011 Tutti i diritti riservati