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03/10/2022

La linea di Platone rivediamola un attimo.


Per parlare della conoscenza Platone utilizza un’’immagine. Ogni conoscenza ha un oggetto
conoscente specifico. Talvolta passaggio da doxa ed episteme è drammatico, altre volte tipo in
menone episteme è solo doxa con ragionamento. Qui guarda bene appunti vecchi.
Alcuni autori dicono che noesis arrivi a vedere idee, altre che ci si avvicini ma si posso vedere solo
in vita non incarnata

Ambiti del reale (4) Gradi di conoscenza corrispondenti (4): 4 funzioni psichiche corrispondenti:
noetico (enti intellegibilmente osservabili) episteme (conoscenza vera e necessaria)
suddiviso in:
1) Idee 1) dialettica 1) Noesis
2) oggetti matematici (metaxu) 2) matematica 2) Dianoia

visibile (enti empiricamente osservabili) Doxa (credere che, sapere fuggevole)


suddiviso in:
3) enti naturali e artefatti 3) persuasione 3) organi di senso
4) immagini 4) immaginazione 4) fantasia

Artefatti c’è differenza tra arte (che va concepita come mimesis, imitazione quindi punto 4 visibile)
e artefatti tipo scarpe ecc.. che fanno parte del mondo naturale quindi punto 3 del visibile. (tema arte
in antichità libro Campione?).
La dialettica evolve in Platone. Nel Fedone si prende un postulato e si ricavano le conseguenze,
verificando le ipotesi, poi quando viene rivista con la dottrina delle idee diventa divisione dei generi
dell’ essere. Sia ascensivo (verso idee) che discensivo (riporta verso dimensioni particolari).

Platone spiega relazione tra idee e enti sensibili in termini di imitazione (cose naturali sono
imitazioni di idee, imitano enti perfetti), partecipanza, comunanza e a causalità.
Vediamo il problema di comunanza e partecipanza del processo di ipostatizzazione (prendo
proprietà condivisa e la separo rendendola esistenza separata)
E è B (bello)
PèB I (idea) è B tutte queste cose partecipano all’idea di bello
DèB
A causa di questo processo di ipostatizzazione possiamo in qualche modo dire che anche idea è
oggetto individuale che partecipa all’idea di bello, il che vuol dire che esiste un’altra idea bella in
sé---- principio di uno su molti. Come bloccare questo processo infinito (di cui gli avversari
accusano Platone)? Pensando che è di essere sia un essere diverso, che nel caso di I è B è una
identificazione (soggetto e predicato coincidono), mentre in caso di E è B non è identificazione ma
relazione di partecipazione. Così si giustifica Platone, ma Aristotele gli fa un’obbiezione
(argomento del terzo uomo). Poniamo di usare predicato uomo invece che bello:
SèU
PèU I (idea) è U
Aè U
Ci incartiamo come prima con il principio di uno su molti, ma qui in effetti Socrate si identifica
nella essenza di uomo, così come l’idea. Aristotele allora cambia argomentazione e dice che quando
una proprietà è condivisa da più oggetti non bisogna astrarla e separarla e di predicarla come
oggetto individuale di cui si predica la proprietà, ma è un universale che non ha un’esistenza
separata.

ARISTOTELE
Corpus aristotelicum ha come base degli scritti appunti di lezioni. Importante da dire subito perché
sono opere (molte) stilisticamente contratte, sintentiche, molto dense e quindi difficili da
interpretare. Alcuni pensati a circolare come etica nicomachea più chiara. Alcune opere che ci sono
giunte non sono state concepite da aristotele in questo modo, ma sono risultato di editori successivi
(etica, fisica e metafisica). Non è organizzazione casuale, però non fatta da lui. Tutte le opere di
ristotele per come le conosciamo sono state sistemate da un autore tedesco che si chiama baccher
(non so come scritto). Questo catalogo era organizzato in due colonne (A e B) e ancora quando si
parla di opere aristoteliche si usano questi riferimento (pagina; colonna; linea).
Poi le opere di aristotele furono ordinate in gruppi: di logica, di fisica, la metafisica separta, etica e
politica e opere poetiche.
Opere di logica sono opere dedicate al linguaggio e alla sua struttura, e si occupano di ragionamenti.
Giudizio è logismos, ragionamento sillogismos.
Opere di fisica studiano enti naturali, physis qui si possono trovare o opere molto generali, o opere
che si focalizzano su aspetti più particolari come il de generatione animalium dove parla di come si
generano gli animali.
La metafisica è raccolta di scritti che parla dell’essere in generale, ente in quanto ente. Quest’opera
è caso paradigmatico di opera risuktato di lavoro editoriale: occupa tantissimi nuclei tematici e
chiaramente organizzato da autore successivo. È stratificazione di testi concepiti in mdi separato
Trattati di etica e politica bene dell’uomo e della città.
E poi opere poetiche.

Ordine stabilito da questo editore rispecchia bene due aspetti: da un lato il sapere e la conoscenza,
dall’altro il reale. Questa organizzazione degli scritti offre proprio una mappatura degli enti.
Aristotele lall’inizio di metereologica ce lo dice che si è occupato di x ambiti, e ulla base di questa
indicazione capiamo che aristotele ha intenzione di costruire una sorta di enciclopedia del sapere dei
vari ambiti della realtà. Vediamo come questa organizazione degli scritti dovrebbe rispecchiare il
sapere, chiedendosi se esiste una scienza che sia la più importante ed eccellente di tutte. Aristotele
ha rifiutato dottrina idee di platone (dialettica in quanto scienza delle idee) e quindi deve capire
quale sia la vetta più alta della filosofia. Er aristotele ogni scienza occupa ambiti del spaere diversi e
ha una sua bellezza, la distinzione sta nel metodo adottato per conoscere gli ambiti diversi e il loro
scopo, la loro funzione. Aristotele riconosce pluralità della conoscenza—molto importante
Nel sesto libro della metafisica aristotele divide la scienza in vari ambiti.

Oggetti indagati
1) Scienza teoretica 1.1) Metafisica (non è un Le cause e i principi primi
(fine in se stesse, termine aristotelico, Ente in quanto ente
mirano alla veniva chiamato così (significato principale è la
conoscenza-- perché viene tradotto sostanza lusia)
contemplazione) con oltre il libri della Sostanza (sostanza più
fisica, ma poi si importante di tutti è il motore
trasforma nello studio immobile, dio)
delle cose al di là della Sostanza prima
natura. Lui la chiamava
filosofia prima o
teologia). Sua filosofia
prima è sia archeologia
(studia archè),
useologia (studia
lusia), teologia perché
studia sostanza più
importante e
ovviamente ontologia.
In aristotele queste
distinzioni non
esistono, è tutta
filosofia prima
1.2) Fisica (di physis, Enti sensibili
“quegli enti che hanno
il principio del
movimento al loro
interno”) differenza tra
enti naturali, principio
interno di
cambiamento, e di
artefatti, principio
esterno (fisica è
filosofia seconda--- ci
indica che metodo di
ricerca è lo stesso della
filosofia prima,
entrambi filosofia)
1.3) Matematica (non si Numeri e grandezze
occupa di matematica (immanenti alle cose sensibili
perché crede che sia e sono il risultato del processo
già ad un livello di di astrazione)
sapere buono e non
crede di dover
contribuire)
2) Scienze pratiche (inizio 2.1) etica (fine a cui mira la Condotta dell’uomo e il fine a
e fine nel soggetto che condotta imana, ricerca del cui esso tende
conoscono, scopo bene)
pratico) 2.2) politica (condizioni in cui Costituzione della città
è possibile mirare a questo
bene )
3) Scienze poetiche- 3.1) retorica (“arte di produrre Procedimenti e strutture della
produttive (fine nel discorsi convincenti”). persuasione (studia anche
soggetto della natura umana per far leva su di
produzione, mirano a essa)
produrre qualcosa)--- 3.2) poetica (poema epico ecc) Mezzi, oggetto, forme,
anche retorica e poesia funzione conoscitiva della
mirano a qualcosa, le poesia
nobilita

Tutta quesyta divisione del sapere e le opere di cui aristotele si è occupate mira a una mappatura
della realtà.
Nella realtà esistono
 Enti immateriali (sono sempre quello che sono e non possono essere altrimenti)
1. Sostanza divina (oggetto filosofia prima)
2. Quantità (oggetto matematica)
 Enti materiali
1. Enti costituiti da una materia eterna (corpi celesti. In quando materia mutano, ma
essendo costituiti da etere mutano solo in modo circolare)
2. Enti costituiti da meteria corruttiva (si corrompono). Possono essere: sostanze
inorganiche (acqua, aria, terra e fuoco- al contrario di empedocle queste si possono
trasformare gli uni negli altri perché costituite da materia di base ulteriore) e
sostanze organiche (piante, animali ed esseri umani).
Enti inorganici hanno principo passivo di mutamento, mentre enti organici hanno
pricipi attivi di mutamento (anima. Tre anime diverse: piante hanno anima vegetativa
che pensa a nutrizione, riproduzione e crecita; animali hanno sia anima vegetativa
che anima sensitiva che pensa a x (questo me lo sono persa), desiderio, locomozione
e poi abbiamo esseri umani che oltre a queste due anime hanno logos, intelletto, per
questo sono animali politici e vivono in un ambiente sociale e culturale).

Questi sono gli ambiti indagati da aristotele con le sue scienze.

04/10/2022
Commentiamo le cose dello schema
Scienza teoretica ha più ambiti di ricerca, e conoscenza della natura si eleva al grado di episteme.
Aristotele come platone riconosce alla matematica grande importanza ma non se ne occupa
direttamente, essendo sfruttata solo in modo esemplare e paradigmatico. Perché snon se ne occupa?
Perché ha già raggiunto grado del sapere sufficietnte. Filosofia prima e filosofia seconda
differenziate da oggetto, non metodo e nemmeno lo scopo perché cercano entrambi le cause prime
dell’essere. La differenza è che mentre fisica si occupa solo della fisica, metafisica di occupa di
tutto ciò che è determinabile come un essere. Sifgnificato principale di essere in quanto essere è
quello di sostanza, e la sostanza prima corrisponde con il dio aristotelico. Filosofia prima può
esssere considerata:
archeologia perché studia arche
ontologia perché essere in quanto essere
useologia percheè studia sostanza
teologia perché studia stotanza più importante.

Viene riconosciuto per la prma volta un ambito autonomo all’etica e alla politica. Per la prima volta
questo ambito non viene considerato dipendente da ontologia. Si smarca da platone: nella
repubblica tutto il progetto politico di platone viene incastonato in una certa visione ontologica ed
epistemologica--- per aristotele si può indagare indipendentemente.
Aristotele è il primo a fare differenziazione dai saperi teoretici ai saperi pratici.
Alla logica non è concessa una parte dei saperi, logica non è parte della filosofia ma strumento per
la filosofia. Organon vuol dire strumento e così vengono definiti i trattati di logica.
L’idea di Aristotele con questa divisione del sapere e con una serie di trattati intende fornire una
mappatura della realtà: ha in qualche modo intenzione di costruire un’enciclopedia del sapere. Ce lo
dice nei Metereologica. Tra le opere di fisica non si è occupato di piante anche se dice che avrebbe
voluto, lo fa poi un suo alunno. Nei metereologica dice che i 4 elemente generano tutti i corpi e si
trassformano ta loro.
Il de anima è un trattato di psicologia generale---- parla della vita, di come si esplica la vita e di
quali siano le funzioni generali. Parla di percezione, immaginazione intelletto, funzioni umane e
animali….. nei parva naturalia parla di casi di attività psicologica più particolari. Ci sono ben tre
trattati qui dove parla del sogno e altri tre del movimento e di come gli animali si muovono. C’è
sempre applicazione dal generale al particolare.

Ora torniamo all’ontologia aristotelica.


Enti immateriali sono sempre uguali a se stessi, sono ciò che sono eternamente e necessariamente e
non possono essere altrimenti da ciò che sono. Gli enti materiale in qualche modo mutano: quelli
costituiti da etere sono soggetti solo a movimento circolare, quelli costituiti da materia corruttibile
sono sia sostanze inorganiche (i 4 elementi) o organiche (che hanno dentro principio vitale- anima).
Piante solo funzione vegetativa (nutrono riproducono e crescono), animali vegetativa e sensitiva
(percezione, desiderio e locomozione) e umani che hanno anima vegetativa, sensitiva e
razionale/intellettiva. In un essere umano oltre alla funzione intellettiva … non ho capito
In qunato dotati di logos lingaggio sono in grado di comunicare, e quindi in grado di costituire
associazioni di tipo politico, animale politico, e sono in grado di produrre sapere.
Guardandno questa ontologia vediamo che più o meno ogni ente ha avuto il suo trattato e le sue
analisi.

Molto nuova anche la metodologia di ricerca di aristotele. Ogni indagine deve adeguarsi al suo
oggetto di ricerca. Se sapere è necessario, eterno, il grado sapere riflette questa eternità, iedem se
mutevole.
Aristotele si da una regola per questo:
 enti regolati da una necessità di tipo assoluto- esseri sono ciò che sono e non possono essere
altrimenti- è dei corpi celesti
 Enti regolati da una necessità di tipo ipotetico. Enti che non avvengono sempre allo stesso
modo, ma sono per lo più allo stesso modo (hos epi to polu).--- per la maggior parte si
complrtano in un modo ma può capitare che per un momento non sia cosi. Es: per lo più,
quando nasce una mucca ha una testa e 4 zampe, però ci sono case in cui ci possono essere
deformazioni---- non c’è necessità assoluta ma ipotetica. La necessità ipotetica è tale per cui
se vogliamo che ci sia un risultato certe condizioni devono essere soddisfatte: perch’ nasca
un vitello si devono accoppiare mucca e toro. Perché ipotetica: perché risutato non è
necessario di per se (magari non nasce quello specifico vitello) e poi perché le condizioni
potrebbero non realizzarsi---- alla base di qu.esto visione teleologica della natura. Processi
naturali tendono a un fine telos che si realizza se sono rispettate determinate condizioni. Per
es un processo di generazione tende alla generazione di un ente, che però avvienesolo se
sono rispettate determinate condizioni. Natura platonica prodotto di un intelligenza che ha
agito in vista di un bene, per aristotele ogni rocesso tende a un fine , ma non si sa se esista
un fine ultimo a cui sono sono subordinati tutti i fini, come il bene platonico. Siamo quindi
nell’ambito delle probabilità, che è comuqnue un ambito regolato che un fine per essere
realizzato deve avere certe conduzione per realizzarsi. Quello che si dice sulla natura devono
basarsi su costanza probabilità- tipico dei procedimenti naturali.
 Contingenza- Azioni umane--- bisogno ci cibo, possimao mangiare come no. Regno umano
è il regno della contingenza, di ciò che può essere altrimenti da com’è. Azioni umane
riflettono spess ampi margini di errori. Può falli--- o ha deliberato male o e circostanze sono
state sfavorevoli. Però per aristotele c’è episteme, sapere di queste cose, perché benchè
comportamento umano sia regolato da varianti molto forti possono trovarsi elementi di
regolarità, e si possono usare metodi per generalizzazioni che non cerchino di trovare verità
assolute. Bisognausare un metodo che sia in grado di declinare le variabili e procedendo per
dscrizioni generali sia comunque in grado di adattarlo ai casi particolari.

I 3 ambiti del sapere corrispondono a tre ambiti della realtà, corpi celesti necessità assoluta, processi
naturali necessità ipotetica, umani contingenza.

LA LOGICA ARISTOTELICA
Opere deidcate sono categorie, de interpretazione, analitici primi, analitici secondi, topici e elenchi
sofistii.
Categorie è più che altro ontologia, ma diciamo in generale. Le categorie si occupano di termini
semplici, in quanto i termini si occupano di aspetti della realtà, categorie si occupa del linguaggio
nella misura in cui si occupa della realtà.
De interpretazione si occupa di logismos, i giudizi
Analitici primi studia unione enunciati nei ragionamenti deduttivi. Sillogismo--- insieme di più
enunciati
Analitici secondi studia ragionamento scientifico dimostrativo
Topici si occupa di ragionamento dialettico.
Elechi sofistici si occupa di paralogicsmi, falsi ragionamenti.

Cominciamo con la dottrina del giudizio del de interpretazione.


Questo trattato si apre con la teoria del significato su come le parole sono in grado di riferirasi a una
realtà esterna. Per aristotele teoria del significato è tale per cui abbiamo delle parole, che sono segni
convenzionali di rappresentazioni mentali riferite a oggetti esterni. Parola è solo segno
convenzionale, risultato dell’accordo tra parlanti. Segno, simbolo di cosa? Di una rappresentazione
mentale che è attività percettiva riferita in ultima analisi ad un oggetto esterno.
Perché dice questa roba all’inizio? Perché vuole dichiarare che per lui esiste corrispondenza tra
parole e realtà esterne. Tutti gli uomini hnno più o meno lo stesso tipo di raprpesentazione, quindi
anche se parole cambian di lingao processo lo stesso. Questa è corrispondenza molto feconda e
proficua. Parole rivelatrici della natura della cosa indagata. Parte sempre dalla analisi nominale
delle cose. wuesta è la TEORIA DEL SIGNIFICATO, che è una teoria semantica.
Altra distinzione immediata è quella tra nomi e verbi. Per lui questi due solo si riferiscono a
uqelacosa. Nomi si riferiscono direttamente a realtà esterna, verbi uguali a nomi ma declinati nel
tempo: corsa e correre si riferiscono a stesso aspetto della realtà ma uno declianto nel tempo.
L’enunciato, il logismos, è combinaione di nomi, verbi o predicati. I nomi si riferiscono a sostanze,
verbi/predicati gli danno caratteristiche. Enunciati possono essere dichiarativi/apofantici, con valore
di verità (vero o falso), e semantici, hanno un significato ma non hanno valore di verità e non
possono essere vero o falso (ordini, preghiere, esortazioni: apri la finestra!).
Quando un enunciato è vero e quando è falso? Un enunciato dichiarativo mette in realzione un
verbo o un predicato con un soggetto. Enunciato è vero quando unisce una proprietà a un soggetto e
quando effettivamente nella realtà questa proprietà è unita al soggetto( “socrate corre” è vero se
nella realtà socrate corre, è falso se unisce aspetti che nella realtà sono separati- se socrate non
corre. È falso anche se separa aspetti uniti, tipo “socrate non corre” se in realtà corre).--- TEORIA
CORRISPONDENTISTA DELLA VERITà (diversa da quella che vlastos ha attribuito a socrate che
è teoria coerentista della verità)
Giudizi vwngono distindi sulla base di 3 caratteristiche:
1. QUALITà. Enunciati possono essere affermativi o negativi. Introdotta regola delle coppie
contraddittorie: due enunciati affermativi e negativi con stesso nome e predicato uno è vero
e l’altro è falso.
2. QUANTITà. Giudizi ossono essere universali, particolari o singolari. Possono avere un
soggetto universale (tutti gli uomini), uno particolare (qualche elemento di uno stesso
insieme) o singolare (quell’uomo). Ad es: giudizio universale tutti gli uomini sono razionali,
particolare qualche uomo è buonaco singolare socrate corre. Ad aristotele intessano
universale e particolare perché sono gli uomini su cui si può fare scienza.
Due giudizi universali con stesso predicato e soggetto possono essere netrambi falsi ma non
entrambi veri (tutti gli uomini sono razionali, nessun uomo è razionale possono essere
entrmabi falsi ma non veri)----- relazione di contrarietà (diversa da condradittorietà,
possono essere entrambi falsi non per forsa uno si e l’altro no). Invece i giudizi particolari
sono detti subcontrari, possono essere etrambi veri ma non entrambi falsi (qualche uomo è
buanco qualche uomo è nero--- entrmavi possono essere veri ma non entambi falsi). Se
facciamo relazione tra universale positivo e particolare negativo sono in relazione di
contraddittorietà (tutti gli uomini sono bianchi, qualche uomo è nero). In grassetto le tre
possibili relazioni
Perché fa ste robe? Devono dare una panoramica a chi fa ragionamenti per costruire
ragionamenti validi che non mettano insieme enunciati che non possono stare insieme.
Qui copia incolla il quadrato logico.
PROBLEMA DEI FUTURI CONTINGENTI: è possibile applicare regola coppie
contraddittorie a enunciati del futuro?
Secondo arstotele l’enunciato contradittorio singolare nel futuro non si può dire: è vero
qualcosa quando corrisponde alla realtà—non posso fare enunciato sul futuro perché
porterebbe come conseguenze l’incapacità di determinare quale dei due sia vero e quale sia
falso: “domani ci sarà una battaglia navale” e “domani non ci sarà una battaglia navale”
anche se ci fossero i presupposti oggi non sappiamo quale sia falsa e quale vera fino a
domani---- PER ARISTOTELE è INUTILE RAGIONARE SUL FUTURO,
DIALETTICAMENTE NON SI Può FARE. Aristotele combatte indovini e si contrappone a
questa cultura non scientifica.
Questo problema rimane vivo in filosofia antica: de fato di cicerone tutto sul problema del
determinismo logico e sulle sue conseguenze ontologiche.
3. MODALITà. Enunciati possono esprimere possibilità (non è ma potrebbe essere, è possibile
che piova), contingenza (è ma potrebbe non essere, è contingente che io indossi una maglia
nera), impossibilità (non è e non può essere, è impossibile che io voli), e necessità (è e non
può non essere, due più due è uguale a 4)
Distinzioni anche per il medioevo e oltre.

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SILLOGISMI
2 premesse, ragionamento e conclusione--- non si preoccupa della realtà delle premesse (sillogismi
scientifici devono essere vere)
Tutti gli uomini sono mortali
I greci sono uomini
=I greci sono mortali

Nella conclusione appaiono termini estremi= greci e mortali


Il medio compare nelle premesse e permette la congiunzione= uomini
Sillogismo è valido quando conclusione segue premesse poste--- non ha valore di verità
Tutto questo è analizzato negli analitici primi. A seconda della posizione del termine medio (se
soggetto o predicato) nelle due frasi cambia la figura del sillogismo, ce ne sono tre possibili
(predicato predicato, soggetto soggetto e soggetto predicato).
Caratteristiche sillogismo: qualità e quantità.
Affirmo e nego sono le parole—di affermo a è giudizio universali affermativi, i giudizi particolari
affermativi, di nego e giudizi universali negativi, e o particolari egativi.
Il sillogismo i prima figura si chiama barbara perché tutti universali positivi e ha 3 a. barbara è
sillogismo più importante di tutti perché è quello scientifico--- 2 premesse che sono giudizi
universali affermativi a cui segue conclusione di giudizio universale affermativo.
Quale è la differenza tra sillogismo scientifico e uno valido?
Negli analitixi secondi studia l’episteme (dottrina conoscenza), ed è opera suddivisa in due parti. In
una prima parte sillogismo scientifico, dimostrativo, nella seconda parte dice come condurre una
ricerca che miri all’episteme, di tipo sicentifico.
Cos’è per aritotele la conoscenzA? Si ha conoscenza quado si possiede la conscenza della rasgione
per cui una cosa è. La conoscenza in senso stretto è sapere perché le cose stanno in un certo modo e
non possono essere altrimenti--- conoscenza è possesso di una verità necessaria. Dove è la falla?
Esistono ambiti del sapere che non hanno verità neesaria, ambiti dove cose non avvengono nello
stesso modo ma per lo più nello stesso modo.
Ci dice anche che episteme è ambito mentale, stato della mente tale per cui il soggetto è portato a
produrre dimostrazioni scientifiche. Cosa vuol dire? La conoscenza delle cose può essere esibilta in
forma dimostrativa. Colui che ha episteme è in grado di produrre dimostrazioni. Dimostrazione è
sillogismo valido che poste premesse ha conclusioni ma la dimostrazione è tale per cui la
conclusione è necessariamente vera. La qualità delle premesse è la causa della scientificità—
premesse devono essere necessariamente vere. Perché? Sono a loro volta o conclusione di altre
dimostrazioni, o perché dipendono dai principi. Cosa sono i pricipi della dimostazione? Si dividono
in posizione ed assiomi. Posizione è propria della scienza x, assioma può essere comune a tutte le
scienze. La posizione si divide a sua volta in ipotesi e definizione. Ipotesi è l’assunzione
dell’esistenza dell’oggetto, definizione è la definizione dell’oggetto--- questi sono principi propri
delle scienze. Ci possono essere principi propri a più scienze. Assiomi sono principio di non
contraddizione e principio del terzo escluso.

Questo per quanto riguarda la prima parte. Questa parte pone agli interpreti un problema---
aristotele scrive un trattato sulla dimostrazione scientifica ma poi non espone il proprio sapere in
forma dimostrativa lol. Per spiegare perché c’è questa tensione tra quella che è la sua nozione di
conoscenza e il suo modo di farla dobbiamo capire che per lui i principi non sono dimostrabili. Ma
allora i principi come vengono consociuti? Per aristotele i principi si conoscono attraverso un
processo di induzione---- epagoghé (processo di induzione, il contrario ovvero sintesi è
synagoghé------ si era sbagliata ad una lezione scorsa).
Come? Prima percezione di casi individuali attraverso i sensi, a livello di esperienza
reiterata (vedo più di una mucca non solo una).
secondo livell memorizzazione più generale che deriva da percezione casi particolari
dopo memoria abbiamo empeiria--- esperienza empirica. Prima forma di generalizzazione, sapere
che una cosa è fatta in un certo modo. All’ultimo grado abbiamo intellezione, nous, visione
dell’essenza della cosa. Nous è atrazione dell’essenza della cosa a partire dalla rappresentazione
sensibile della cosa. Questo è principio,da cui poi può costruire le dimostrazioni.
In effetti i trattati di aristotele sembrano più delle descrizioni del processo che ha portato a cogliere
per ciascun nuovo ambito di ricerca de principi. Quello che fa aristotele è fondare le future scienze,
non fa ancora le dimostrazioni. In ambito fisico egli cerca di fare la definizione di natura: mentre
matematica ha già principi, altri no e quindi non sono scienze finché non li hanno.
Ora vediamo la seconda parte
Secondo lui ogni ricerca deve articolars i in tre fasi:
1. Se è (ei esti)
2. Che è (oti/ ti esti)= caratteristiche per se
3. Perché (dioti)= il perché si comporta in un determinato modo. Coincide con l’essenza della
cosa, la sua natura?
Esiste un secondo metodo, il metodo dialettico:
metodo aristotelico è unione tra questi due metodi.
Ok ora vediamo il metodo dialettico. Innanzitutto, cosa intende per dialettica? Recupera nozione
socratica e salta dialettica platone come scienza delle idee, quindi per lui dialettica è tecnica
dialogica confutatoria, è metodo per arrivare alla definizione delle cose. come si articola
ragionamento dialettico? Si pone una domanda su qualsiasi ambito (che cos’è la giustizia) e
interlocutore deve dare un risposta e chi a posto la domanda deve cercare di confutare. I topici
dovrebbe essere uno strumentario logico che il confutatore dovrebbe avere per fare dialettica.
Di questo ci interessano tre cose:
 Anche per Aristotele vale solo logica e non parte emotiva
 In un ragionamento dialettico le premesse su cui si basano le risposte degli interlocutori
sono le opinioni correnti, le opinioni autorevoli, che aristotele chiama gli endoxa (differenza
con socrate dove l’opnione è privata e personale). Gli endoxa sono o l’opinione della
maggioranza o l’opnione dei più esperti in materia. Normalmente quando discutiamo con
altri il punto di partenza è dato dall’opinione corrente--- è un ottimista epistemologico.
Seconda aristotele l’opinione comune ha un nucleo di verità, e non è per forza tutto
sbagliato. Il suo procedimento è depurare queste opinioni comuni per cercare di trarne la
verità---- questo è il metodo dialettico.
 Mantiene solo elementi che possono confluire alla costruzione della propria dottrina, anche
guardando gli autori precedenti. Ad esempio nel movimento lui salva la presenza costante
dei contrari nella dottrina di tutti e la tiene. O per la felicità, tutti concordano che felicità
deve essere più stabile di un momento e quindi indipendentemente dalle critiche tutti la
hanno identificata come un modo di vivere quindi possiamo dire così

Allla fine aristotele quando fa scienza li usa entrambi, partendo da endoxa e da ei ist.
Ora vediamo ad esempio come fa a integrarli, parlando di felicità. Etica nicomachea si prepccua di
ebne umano e felicità.
1. Prima cosa si chiede se esiste il bene umano (prima parte esaminata dagli analitici).Per
dimostrare due argomenti che pone a difesa della sua esistenza, si basa su osservazione
empirica
2. Poi chiede che cosa sia (seconda parte ricerca analitici) e per vedere cosa sia va a vedere gli
endoxa, vedendo come gli altri lo identificano (metodo dialettico). Dopo cerca
caratteristiche per se (metodo analitici)
3. Alla fine da la definizione= da il che cos’è che spiega il perché (sintesi di entrambi i
metodi).

Ultimo aspetto della dialettica è una distinzione che ci traghetta subito verso ontologia. Nei topici
fornisce lo strumentario logico per condurre la dialettica. Fra questi strumenti ci fornisce la teoria
dei predicabili importante. In una definizione x è y bisogna attribuire il predicato y al soggetto x.
Il problema è saper distiguere quando un predicato effettivamente dica il che cos’è del soggetto.
Come distinguere un predicato in gradi di espirmere la definizione e uno che no? Qui arriva teoria
dei predicabili.
Il predicato può esprimere secondo aristotele 4 cose diverse:
1. La definizione (horismos): esprime il che cos’è della cosa, ed è ovviamente intercambiabile
con la cosa stessa--- uomo è animale razionale e animale razionale è uomo. Definizione è
logos, descrizione dell’essenza (ousia letto lusia, è la physis o la form della cosa)
2. Il genere: indica una proprietà essenziale della cosa, che però è più generica della cosa e
meno infirmativa. Per esempio l’uomo è animale è vero sull’ousia dell’uomo, ma è generica
e non è intercambiabile.
3. Il proprio (dion): è una caratteristica che appartinee sempre a un soggetto e solo a quel
soggetto ma non è parte della sua essenza. Questo proprio è assimilabile alla caratteristica
per se di cui ci parlano gli analitici.
4. L’accidente (symbebekos): proprietà contingente (ha ma potrebbe non avere senza che
cambi minimamente la sua essenza). Per esempio essere biondi, o neri, capelli ricci… se
diciamo un accidente di un uomo non stiamo definendo l’uomo in nessun modo.
L’essenzialismo di aristotele è duro, ma poi tutto quello che è al fuori di quest’essenza è più
o meno superflua e non va a influire su cosa sia una cosa

La definizione dell’essenza(ousia) è composta da genere più differenza specifica. Uomo è animale


(genere) razionale (differenza specifica). Questa è la teoria dei predicabili, e tutti i predicati sono
divisibili in queste 4 classi di predicabili. Questa classificazione serve ad aristotele per distinguere
la definizione da altri tipi di predicati.

DOTTRINA DELLE CATEGORIE


Introduciamo ora l’ontologia---- dottrina delle categorie (categorein che significava accusare,
attribuire una colpa nei tribunali, qui diventa più n generale attribuire proprietà, predicato a
soggetto). Categoria indica qui i predicati che possono essere attribuiti a un soggetto. Se io dico
socrate è alto 1.60 in questo giudizio essere 1,60 è il predicato del soggetto socrate e si riferiace a
una realtà quantitativa di socrate. Pèredicato diventa proprietà della realtà perché come abbiamo
detto per aristotele c’è una corrispondenza con la realtà.
Aristotele elenca 10 generi dell’essere/classi/tipi di predicati. I più importanti sono sostanza,
quantità, relazione e quantità. Ci sono anche luogo, posizione, avere….
Ogni possibile predicato rientra in una di queste categorie. Se dico socrate è bianco questo rientra
nella qualità. Se dico socrate è padre di sofronisco esprimo una qualità di socrate che rientra in
relazione. Socrate è uomo è sostanza. Socrate è alto x è quantità.
Divide enti in 4 gruppi articolati nelle 10 categorie. La più importante è sostanza e il modo in cui
tutti gli enti si relazionano a sostanza

11/10/2022

Fa due distinzioni: universale (uomo) e individuale (socrate)--- fatte da aristotele


Frede (studioso di aristotele fa divisioni in più) altre due distinzioni oggetti e proprietà. Oggetti si
divisono in oggetti particolari (socrate) e oggetti universali (uomo animale) e proprietà diviso in
proprietà individuali (socrate è bianco) o proprietà universali (essere bianco in generale, o il colore)

Aristotele per classificare tutti gli enti e dare questa mappatura ontologica fa due relazioni: il dirsi di
un soggetto e l’essere in un soggetto--- sono due relazioni di tipo ontologico, sono due modi in cui
le proprietà o gli attributi appartengono a un loro soggetto. Dirsi di un soggetto relazione di tipo
essenziale, essere in un soggetto di tipo accidentale. Aristotele classifica tutti gli enti in base a
queste due relazioni, il che implica che tutti gli enti siano definiti sulla base della loro relazione ad
un soggetto ultimo. Questo significa che nella sua ontologia devono esserci dei soggetti in cui tutto
in ultima analisi si riferisce. Relazione di tipo essenziale ci dice cos’è il soggetto (ousia),
accidentale ci dice qualcosa che c’è ma potrebbe non esserci.
Enti classificati in 4 gruppi in base a combinazione oggetti e proprietà:
1. Enti che si dicono di un soggetto (uomo o animale, oggetti universali—oggetto per
evidenziare il loro statuto speciale rispetto ai soggetti, rivelano essenza soggetto). Questi
non esistono come le idee, non sono oggetti separati, sono prorpeità
2. Enti che sono in un soggetto (proprietà accidentali individuali di un soggetto, ovvero essere
bianco di socrate, o essere coraggioso…)
3. Enti che si dicono di un soggetto e sono in un soggetto (il coraggio rispetto all’essere
coraggioso di socrate, il colore rispetto all’essere bianco di socrate. Sono le propreità
unviversali, rivelano l’essenza e la natura delle proprietà individuali--- si dicono di un
soggetto perché si dicono proprietà individuali ma sono in un soggetto perché proprietòà
individuali stanno in un soggetto)
4. Enti che ne si dicono di un sggetto ne sono in un soggetto (questi sono gli oggetti particolari,
questo determinato uomo, questa determinata pianta). Questi osno il fondamento della
realtà.

Ontologia platonica è stata rovesciata. Per platone erano le proprietà unversali (o oggetti, non fa
distinzione), aristotele oltre a distinguere priprietà e oggetto mette a fondamento di tutta la realtà gli
oggetti particolari: non posso parlare di uomo se non ci sono gli uomini particolari, di colori senza
colori particolari…
Dopo questa classificazione offre finalmente una classificazione di categoria, 10 categorie, benchéle
più importanti sono sostanza, quantità, relazione e qualità
sostanza quantità relazione qualità
Qui ci sono oggetti Anche qui possiamo Idem qui stessa Idem qui: colore,
universali e particolari, avere genere specie e suddivisione: essere bianco, essere
suddivisi in: individui particolari: genitore, essere bianco di
 Specie (a cui altezza, essere 1,60 e padre, essere padre
appartiene il il particolare1.60 di di sofonisco
particolare socrate (qust’ultimo
individuo)---- è proprietà
SOSTANZE individuali, enti che
SECONDE A CUI sono in). La
SOSTANZE relazione tra
PRIME proprietà individuali
APPARTENGONO e universali è
 Genere (a cui verticale come
appartiene sostanza (universale
particolare specie particolare
individuo)----- individuo). Sono
SOSTANZE però inerenti alllla
SECONDE A CUI sostanza queste
SOSTANZE propriet.
PRIME
APPARTENGONO
 Particolare
individuo (uomo,
gatto, quercia)---
SOSTANZE
PRIME,
SOGGETTO
ULTIMO DELLA
REALTà—
OGGETTI
PARTICOLARI A
CUU TUTTO SI
RIFERISCE
Specie e genere rivelano le
caratteristiche delle
sostanze prime, non sono
attributi a caso come gli
altri. inoltre anche essi
possono essere soggetto di
attribuzione. Possono
essere soggetto di inerenza
degli altri attributi
Per capire la relazione però tra proprietà e oggetti ci sono problimi: proprietà universale può essere
a soggetto preciso? Essere colorato può essere proprietà di socrate o per forza bianco? Quando
muore l’oggetto spariscono le proprietà?
secondo gli studiosi ultimi pensa a scacchi--- non torre che è proprietà individuale che va a oggetto
indivduo, non alfiere che fa proprietà universale che va a soggetto particolare ma cavallo: proprietà
universale passa per la particolare e va a soggetto particolare.

QUESTA è LA PRIMA TEORIA DELLA SOSTANZA PROPRIOSTA DA ARISTOTELE, MA POI


DOTTRINA ESSERE VIENE RIELABORATA DA RIFLESSIONE CHE PARTE DA ALTRI
PRESUPPOSTI TEORICI.
Nella fisica di aristotele si studia physis, natura, che con aristotele cambia significato: prima era in
termini cosmologici, coincideva con il cosmo che cambia come significato, con aristotele viene
individuata nel principio interno del cambiameto oppure lusia delle cose, la sua sostanza.
Aristotele dice che per avere conoscenza bisogna avere i principi, le cause e gli elementi di ciò che
è indagato. E bisogna capire il mutamento, che è termine intrenseco che va a caratterizzare la
physis. Per capire il mutamento bisogna capire gènesis e metabole, termini generali che hanno a che
fare con il divenire, la trasformazione. Per aristotele esistono 4 tipi di mutamento secondo 4
categorie: secondo sostanza, quantità, qualità e luogo. Qualsiasi mutamento possibile avviene
all’interno di una categoria e non è transcategoriale (se sta diventando bianco non cresce, non si
parla di coincidenza categoriale). Ci sono limitate possibilità di mutamento di un soggetto, e
mutamenti non si sovrappongono. Mutamento per platone è un genere sommo, tutte le cose possono
partecipare di qurel genere, invece per aristotele non esiste un unico genere del mutamento ma ci
sono 4 categorie.
Mutamento secondo sostanza: generazione o corruzione
Secondo quantità: crescita o diminuzione
Secondo qualità: alterazione
Secondo luogo: traslazione
Oltr a genesis e metabole cè kinesis per indicare mutamento, che però usato in modo più ristretto
indicando le tre mutazioni che non sono legate alla sostanza.

Questa è metodologia, ora vediamo i principi del mutamento nel primo libro, questo mutamento
statico.
Dice che tutti i predecessori hanno individuato i contrari come principio del mutamento, che tiene
valido, aggiunge però un substrato che rimane immutato nel mutamento. Spiega per questo una
struttura ontologica elementare che si applica a tutto. C’è un substrato che all’inizio del
cambiamento non ha una caratteristica (privazione -f) e alla fine del mutamento la acquisisce (f).
questo substrato lo chiama hypokeimenon. Ad esempio socrate alla fine della sua vita si mette a
studiare il flauto: all’inizio del mutamento è non musico, alla fine del mutamento è musico----
socrate soggetto particolare privo di caratteristica accidentale che acquisisce questa caratteristica
alla fine del mutamento. Nel cambiamento accidentale sono per forza proprietà accidentali.
Altro esempio: la statua (si rifà a oggetti artificiali per spiegare il mutamento) ha come sostrato il
bronzo, ed è privato di una caratteristica struttturale essenziale all’inizio del mutamento, ovvero
della forma. Alla fine esso acquisirà la forma, che è in realtà la sua essenza.---- nel caso della
produzione sostanziale il principio non è individuo fatto e formale ma materia hyle che prima non
forma poi forma---- qui arriva ad ottenere individuo particolare. Cosa vuol dire tutto queto? Che
quello che è individuo particolare è in realtà synolon, composto, di materia e forma.
Questa dottrina si chiama ILOMORFISMO (individuo= materia >(hyle)+ forma (eidos).
Privazione e forma possono essere identificati in potenza e atto. Ogni sostrato ha una gamma
limitata di possibilità.
La materia è analizzabile in due livelli: una materia prossima (ultimo livello di organizzazione della
materia prima di ricevere la forma che ne sostituirà l’essenza: ad es, il bronzo, bnon è materia bruta,
kora di platone) e una materia remota (ultimo livello di scomposizione materia: 4 elementi). La
materia prossima è organizzata in modo tale da poter ricevere la forma con cui farà il composto.
Materia prossima è priva della forma, ma non va intesa come un non essere, ma come una
potenzialità, dynamis, di ricevee la forma. Ogni materia ha una gamma di possibilità di accogliere
forma, ma non è infinita, non è la kora

Per la forma facciamo l’esempio della molecola dell’acqua: h2o è la formula, che è principio di
prganizzzione della materia, che sono idrongeno e ossigeno. Forma non è un’altra sostanza, è solo
la sua organizzazione. Per il tavolo materia sarà legno forma sarà la struttura del tavolo. Applicato a
essere vivente cosa vuol dire? Che materia è data dal corpo e la forma dall’anima--- quindi secondo
dottrina ilomorfismo non c’è corpo senza anima e non c’è anima senza corpo. La presenza
dell’anima è la forma, e permette al corpo di svolgere determinate funzioni. Di conseguenza non
può esserci metempsicosi, però esiste qualche funzione dell’anima indipendente dal corpo:
l’intelletto attivo, che potrebbe sopravvivere al corpo (lo dice nel de anima, lo vediamo domani).
La domanda dell’individuo particolare è che cosa lo rende sostanza (ente autonomo determinato),
ed è la forma.

LA METAFISICA
Poi torniamo a parlare del mutamento, ora stiamo seguedo il discorso sulla sostanza.
Nella metafisica ci sono vari nuclei tematici e il problema di fondo che fa da filo conduttroe
dell’opera è se esista una conoscenza, una forma di episteme, che sia la puiù universale e la
migliore di tutte, (per platone erano le idee) aristotele elimina dottrine delle idee. A questo punto
cosa fa la filosofia? Puoi considerarla la più niversale e la migliore seza idee? Si rimane la più
eccellete perché comunque il suo oggetto si distingue da quello delle altre discipline, che si
occupano di enti particolari--- filosofia si occupa di ente in quanto ente, di tutto ciò che è essere. Al
che aristotele si chied3 eche cos’è l’essere. Dice che si dice in molti modi (parmenicidio sul
significato dell’essere): si dice secondo levarie categorie (è essere oggetto particolare, universale,
proprietà particolare o universale) si può dire secondo potenza o attuazione della potenza (qualcosa
che non è ma potrebbe essere, o che è). Nozione di essere allora è equivoca come gorgia? No perché
c’è un significato principale che è la sostanza--- tutti gli altri enti si riferiscono in qualche modo in
ultima analisi alla sostanza. Esiste anche la sostanza divina sopra a quella naturale, ne parliamo
meglio domani. La sostanza è resa tale dalla forma.

ORA TORNIAMO AL MUTAMENTO. Da – forma substrato prende forma, come abbiamo detto,
ma questa rappresentazione del mutamento non è sufficiente a spiegare il perché del mutamento:
manca quello che detrermina il passaggio dalla privazione alla forma. Nel seconod libro della
physis lo affronta questa volta il mutamento dal punto di vista delle cause: causa materiale (hyle),
causa formale (eidos che sono materia e forma) e poi si parla di una cause efficiente (poioun) e di
una causa finale (telos) [causa è aitia che è sia spiegazione che cause vere e proprie intese come enti
nel mondo in virtù die quali si producono determinati fenomeni]. La causa efficiente è ciò che
spiega il passaggio da privazione ad acquisizione della forma---- nel caso della statua è lo scultore.
Poi abbiamo la causa finale chiamata telos, termine, ed è ciò in cui si compie il cambiamneto: per
aristotele, per cpire il cambiamento non ci basta sapere chi è l’artefice ma qale sia il termine in cui
si compie e si concude il mutamento. Iltermine finale dellla statua è entelechia, atto,
nell’attualizzaizone della potenza. Telos di ogni muamento è atto di cui il sostrato acquisisce forma
di cui era privo all’inizio.
1. Ogni mutamento avviene dentro una categoria
2. Ogn mutamento avviene tra contrari (privazione e attualizzazione)
3. Ogni mutamento ja la sua attuazione
4. Ciò che regola il principio è la forma
Da questo dipende teleologia di necessità ipotetica: per statua ho bisogo di bronzo, non lana. Ci
vuole materiale adatto a prendere forma e artefice.
Ci sono sempre un mutamento dentro l’altro: prima si costruisce casa poi inizia ad ammuffire---
costruire per lui non è meglio di ammuffire, se ne frega, non ci sono enti miglori di altri o
proceimenti migliori di altri.
Negli enti naturali uedte 4 cause sono difficili da distinugere neg enti naturali: telos e entelechia
coincidono, attuazione potenzialità.

12/10
Ogni mutamento è pensato da aristotele quasi come un segrmento limitato, dove a è
privazione/potenza e b è atto. Dentro il segmento è scandito con le fasi che hanno portato a un
termine.

Teleologia aristotelica: ogni ente in natura ha sua regolarità e direzione e tende all’attuazione di
forme.
Ogni movimento ha bisogno di una causa efficiente poioun Trasmette la forma, ma da chi la riceve?
Da un altro poioun, ma così si rischia di andare avanti all’infinito--- bisogna ammettere un primo
motore poiuon che a sua volta non abbia ricevuto la forma da nessun altro, e quindi non ha subito
nessun mutamento--- questo è il motore immobile, ma se immobile deve essere anche immateriale
perché se avesse hyle avrebbe anche potenza, quindi deve essere pura forma, ovvero puro atto, ma
che tipo di atto? L’atto migliore di tutti: il pensiero, il nous. Pensiero deve avere oggetto pensato e
questo è il nous stesso: motre immobile è pensiero di pensiero. Il quale deve essere a sua volta
poioun, deve muovere, come? Muove come oggetto di amore, quindi muove per attrazione, come
causa finale, neché sia anche caisa efficiente: è come una calamita, produce movimetno rimanendo
ferma in se stessa. Motore immobile è centro del cosmo, intorno ci sono le stelle fisse (corpi celesti)
e si muovono intornoin senso circolare, nell’ultimo cerchio c’è la luna e sotto la luna mondo
sublunare, che imita la regolarità dei corpi celesti attraverso la riproduzione delle specie.
Il motore immobile è un dio impersonale e non è un produttore, non crea la materia e non plasma il
cosmo, lo ordina e lo condiziona in virtù di una attività rivolta a se stesso. La filosofia prima
studiando la sostanza migliore di tutte è anche teologia

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