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MASSAGGIO SPORTIVO

Il massaggio sportivo – INTRODUZIONE

Il massaggio sportivo è una forma di trattamento profondo dei tessuti molli applicato al contesto sportivo
L’obiettivo primario del terapista è rappresentato da:

• Massimizzare le performance atletiche


• Ridurre gli infortuni
• Massimizzare il periodo di recupero

Il massaggio sportivo

“Sports massage is ubiquitous in elite sport and increasingly common at age-group and amateur level, generating a multi-
million pound industry of professional therapists and massage devices. The proposed benefits of sports massage include
improved recovery, performance and injury prevention”
Ma anche..
“Although our study finds no evidence that sports massage improves performance directly, it may somewhat improve flexibility
and DOMS. Our findings help guide the coach and athlete about the benefits of massage and inform decisions about
incorporating this into
training and competition.”

Effect of sports massage on performance and recovery: a systematic review and meta-analysis, 2020

1) L’ATLETA

È fondamentale definire la figura dell’atleta


• Chi:
professionista/agonista/dilettante/amatore
• Che sport: endurance/ situazionale/gruppo
• Carico:
allenamenti settimanali

2) L’ATLETA PROFESSIONISTA

L’atleta professionista è una persona che LAVORA attraverso il proprio corpo per produrre RISULTATI SPORTIVI.
L’atleta professionista è immerso in un ambiente che NON è solo allenamenti/prestazione.
Da quali fattori è influenzata la performance sportiva?

3) L’ATLETA AMATORE

L’atleta amatore è una persona che si DIVERTE (o dovrebbe farlo) attraverso lo sport che pratica.
L’atleta amatore NON vive di sport ma, talvolta, esprime estremo agonismo (aumento di rischio di infortuni, aumento di spese
legate allo sport,…)
Da quali fattori è influenzata la performance sportiva?

EFFETTI
• Meccanici
• Termici
• Psicologici

• Iperemia locale, miglioramento circolazione periferica


• Stimolazione/sedazione
• Ricambio liquidi interstiziali
• Aumento ritorno venoso
• Prevenzione infortuni
• Miglioramento mobilità/flessibilità atletica

Il massaggio sportivo – CONTROINDICAZIONI

• Arteriosclerosi
• Disturbi cardiovascolari
• TVP
• Fasi acute
• Infortuni gravi
• Neoplasie
• Fratture
• Contusioni
• Scottature

MASSAGGIO PRE-GARA

• Sono manovre molto veloci (principalmente frizioni/sfregamenti), svolte prima della gara e volte a creare iperemia e
ipertermia.
• L’obiettivo è stimolare e preparare la muscolatura al gesto atletico

• Direzione: centrifuga, per aumento di capillarizzazione periferica


• Durata: 5/10 minuti
• Caratteristiche: massoterapia estremamente settoriale/specifica

MANOVRE:

• Direzione: CENTRIFUGA
• ROM articolare
• Sfregamento bi-manuale alternato
• Compressione palmare dinamica
• Impastamento bi-manuale alternato
• Scuotimento
• Battiture (coppette, pugnetti, ulnari)
• ROM articolare

MASSAGGIO PRE-GARA – Obiettivi

• Sono movimenti rapidi e ripetitivi che hanno come obiettivo primario quello di creare calore tramite attrito

• Possibilità di utilizzo di creme/oli specifici


• Il ROM viene eseguito sui piani funzionali articolari ad inizio e fine trattamento per aumentare la flessibilità

MASSAGGIO POST-GARA

• Sono manovre più lente e profonde che vengono svolte dopo la prestazione sportiva
• L’obiettivo è quello di decontrarre la muscolatura

• Direzione: centripeta, per aumentare ritorno venoso


• Durata: 20/30 minuti
• Caratteristiche: attenzione al calendario atletico

MASSAGGIO POST-GARA – Obiettivi

• Facilitazione recupero di DOMS


• Detensionamento mio-fasciale
• A seconda del timing, utilizzeremo diverse manovre e profondità. Quindi distinguiamo il trattamento post-gara in:
• DECONGESTIONANTE: nell’immediato fine della prestazione sportiva
• DECONTRATTURANTE: dopo 24/48 ore

POST-GARA DECONGESTIONANTE – Manovre

• Sfioramento pressorio mono-manuale


• Sfioramento pressorio bi-manuale
• Impastamento bi-manuale alternato
• Svuotamento
• Scuotimento
Stretching

POST-GARA DECONTRATTURANTE – Manovre

• Sfioramento pressorio mono-manuale


• Sfioramento pressorio bi-manuale
• Frizione pressoria mono-manuale
• Frizione pressoria bi-manuale
• Impastamento bi-manuale alternato
• Compressione palmare mono-manuale
• Compressione palmare bi-manuale con separazione dei ventri
• Scuotimento
• Stretching
MASSAGGIO MANTENIMENTO

• Sono manovre volte al mantenimento di condizione psico-fisica ottimale per l’atleta (flessibilità/mobilità)

• Direzione: centripeta
• Durata: 60 minuti
• Caratteristiche: si svolge lontano dalle competizioni e durante il periodo di allenamento

MASSAGGIO MANTENIMENTO – Obiettivi


È un trattamento che prende in considerazione in toto l’atleta (psiche, soprattutto)
• È un momento in cui si monitorano risultati/status/trofismo/…
Molto utile approccio mental coach (visualizzazione)

MANTENIMENTO – Manovre

• Sfioramento pressorio mono-manuale


• Sfioramento pressorio bi-manuale
• Impastamento bi-manuale alternato
• Compressione palmare mono-manuale
• Compressione palmare bi-manuale con separazione dei ventri
• Scivolamento pressorio con pollici uniti
• Compressioni ischemiche
• Frizione trasversa profonda
• Scuotimento
• Stretching

FASCITE PLANTARE

È la più comune causa di dolore calcaneare (tallonite)


• È definito dal legamento arcuato (o aponeurosi plantare) ed è una zona robusta e fibrosa che unisce la zona plantare calcaneare
e la base delle dita
• Il dolore, nella fase precoce, coinvolge l’inserzione di questo legamento a livello calcaneare. In fase successiva, tende a
spostarsi verso l’avampiede, migrando lunga tutta la pianta (le falangi sono escluse!)

Anatomia
Cause
Piede piatto/cavo
• Piede pronato/supinato
• Scarpe inadeguate
• Sovrappeso
• Obesità
• Allenamenti inadeguati
• Contrattura o debolezza di alcuni muscoli della gamba (tricipite surale, il complesso dei mm peronieri, il tibiale posteriore).
Palpazione del piede in corrispondenza della fascia plantare sul calcagno
Sperone artrosico all’inserzione della fascia plantare
Diagnosi e valutazione

• Per porre diagnosi è necessaria una accurata anamnesi ed eventuale esame ecografico e/o risonanza magnetica
• Possono associarsi quadri di neurinoma di Morton
• Jack-test: dorsiflessione del primo dito con stabilizzazione della prima MT
• Tip-toe test: osservo il calcagno dell’atleta a riposo e in punta di piedi. Il test è negativo se la deformità in valgismo del
calcagno si corregge quando si mette in punta di dita.

Integrazioni del trattamento massoterapico

Il trattamento dipende dal grado di deformità e dalla sintomatologia


• Inizialmente, il trattamento è conservativo con la prescrizione di plantari per il sostegno dell’ALI
Eventuale supporto con taping per ginocchio in quadri sintomatologici

Differenza tra piede piatto e piede pronato

• -Il piede piatto è una condizione in cui vi è la caduta della volta plantare con conseguente aumento della superficie d’appoggio
della pianta del piede e dalla valgo-pronazione del calcagno.
-Il piede piatto è fisiologico dai primi mesi di vita fino ai 4 anni e si correggerà intorno ai 7 anni. Se dopo i 7 anni il piattismo
persiste bisogna prendere in considerazione l’intervento di correzione che ripristina i corretti rapporti tra astragalo e calcagno.
-Diversi studi hanno dimostrato che i bambini con retropiede valgo-pronato in età adulta possono sviluppare alluce valgo e
artrosi della caviglia.
-Il piede pronato è una condizione simile per riscontro clinico ma le cause scatenanti sono diverse: post-traumatiche,
insufficienza della tenuta legamentosa, sovraccarico muscolare, micro-traumi ripetuti.
Piede piatto
Valutazione e trattamento massoterapico

Valutazione della fascia plantare


Valutazione trigger del tricipite della sura
Valutazione della capacità elastica del tendine achilleo
Valutazione del TP (plantarflessione – supinazione)
Il trattamento deve necessariamente considerare la retrazione della fascia plantare, del complesso del tricipite della sura e dei
muscoli IPT

TENDINITE ACHILLEA

Può insorgere nel punto di inserzione del tendine sul calcagno o nella porzione intermedia (questa porzione è più
interessata in soggetti che praticano attività fisica)

• Nel 48% dei casi sono dovute a malattie professionali, nel 30-50% da lesioni riconducibili ad attività sportiva
La rigidità achillea è un fattore predisponente alla fascite plantare
Molto frequente in sport da contatto (rugby e calcio) e in sport in cui viene richiesto in cambio di direzione repentino (basket,
pallavolo, tennis, corsa).

Cause
Conflitti posturali
Squilibrio muscolare
Lassità articolare
Età
Sovrappeso
Uso di corticosteroidi

Sindrome da over-use (lavoro ed attività sportiva)


Calzature errate

Diagnosi

Ecografia; segue RNM


Definire il quadro (acuto/sub-acuto o tendinosi): presenza di segni clinici come dolore, gonfiore, calore, functio laesa, ecc.
In caso di tendinosi bisogna approfondire il quadro con valutazione strumentale rispetto alla degenerazione delle fibre,
formazione di calcificazioni ed eventuali zone necrotiche
Inquadramento clinico
Trattamento

• MAI infiltrazioni di corticosteroidi


• Terapie fisiche strumentali (ultra-suoni, laser, tecarterapia, onde d’urto)
• Medicina rigenerativa
• Possibile complicazione con sindrome di Haglung (o sperone calcaneare)

Valutazione e trattamento massoterapico

• Osservazione e palpazione (zona gonfia, rossa, ecc)


• Taping
• Massoterapia decontratturante distrettuale (no frizioni dirette su tendine)
• Stretching (non in prima seduta perché aumenterebbero le forze di carico sul tendine achilleo, peggiorando la sintomatologia
algica)

DISTORSIONE DI CAVIGLIA
È uno degli accessi più frequenti in PS (75% di tutti i traumi)
• È uno dei traumi più frequenti nella patologia sportiva (soprattutto pallavolo, basket, calcio e marciatori) e non
• Il danno non è a carico solo dei legamenti ma interessa anche il tessuto tendineo, nervoso e vascolare
Presentazione clinica
Presentazione clinica
Cause

• Calcetto (60%)
• Volley (55%)
• Basket (55%)
• Calcio (51%)
• Marcia (40%)
• Aumento di rischio (25%) se precedente a pregressa distorsione
Sintomi

• Tutti i sintomi dell’infiammazione (rubor, dolor, calor, dolor, functio laesa)


• A seconda del quadro di gravità si associano dolore/limitazione di movimento più presente
• Il dolore è vivo alla palpazione a carico della zona anteriore del malleolo peroneale (in corrispondenza di leg. peroniero-
astragalico)
• Gradi:
I grado: lesione di PAA
II grado: lesione di PAA+PC
III grado: lesione di PAA+PC+PAP

Valutazione massoterapica

• Valutazione di PAA, test del cassetto anteriore per l’instabilità legamentosa


• In acuto, palpare processo stiloideo; testa del perone
• Valutare catena posteriore
• Valutare trigger point TA (dorsiflessione – supinazione)
Trattamento

• In acuto, protocollo PRICE per 2-3 giorni


• Tempi di recupero dalle 3 alle 5 settimane; se in ambito sportivo, statisticamente, i tempi si dilatano verso le 10 settimane

• Appena la sintomatologia algica diminuisce, fisioterapia aggressiva


• Massoterapia distrettuale (con cautela)
• Stretching per recupero ROM passivo (solo dorsiflessione e plantarflessione, no supinazione o pronazione in prime due
settimane, poi stretching anche in pronazione)
• Stretching del tendine achilleo (con cautela, successivamente con intensità crescente)
• Necessario recupero allenamento sport-specifico
• Bendaggio
SINDROME DEL PIRIFORME
È un piccolo muscolo dell’anca collocato dietro il grande gluteo e svolge una fondamentale azione nella rotazione e nei
movimenti verso l’esterno di tutto l’arto inferiore
• La sindrome del piriforme si manifesta quando il muscolo piriforme diventa ipertonico e va ad irritare o comprimere il nervo
sciatico
• Solitamente, è associata a trauma (es: caduta sulla natica, sull’anca o a livello lombo-sacrale) e spesso viene confusa con un
problema lombare o irritazione del nervo sciatico
• Si manifesta maggiormente nel sesso femminile, solitamente a sinistra
Anatomia
Cause

Trauma al gluteo – anca – schiena


• Sforzo eccessivo (sindrome da over-use)
• Movimento violento
• Anomalia muscolare seguita da ipertrofia
• Appoggio errato del piede, piede cavo/pronato
• Fibrosi
• Svolgimento di sport in posizione seduta (ciclismo, …)
• Distorsione di caviglia
• Disturbi posturali

Sintomi

Dolore intenso alla zona dei glutei con possibile irradiazione al ginocchio
Debolezza muscolare
Formicolio
Intorpidimento
Limitazione dei movimenti dell’anca
NB: il dolore tende ad aumentare quando si salgono e si scendono le scale. I sintomi descritti tendono a peggiorare quando si
svolge attività fisica, dopo aver mantenuto la posizione seduta, quando si accavallano le gambe o quando ci si gira nel letto

Diagnosi
 Neurografia a RNM: evidenzia infiammazione
• Test muscolare: si esegue con il paziente prono. Rotazione interna del femore a ginocchio flesso a 90°.
• Test di accavallamento: si chiede al paziente di accavallare le gambe. Chi è affetto dalla patologia non riesce a effettuare questo
movimento.

Trattamento
• FANS
• Ultrasuoni
• Tecar-terapia
• Manipolazione mio-fasciale
• Stretching
• Impacchi caldi-freddi

• NB: dopo circa 3 settimane di trattamento i sintomi tendono a diminuire.


Valutazione e trattamento tramite massoterapia

• Reperisco il piriforme
• Valutazione del tono del muscolo tramite trigger point
• Valutazione della retrazione della componente connettivale del muscolo
• Trattamento dei trigger point

• Stretching

TENDINITE DEL TENSORE DELLA FASCIA LATA

 Patologia infiammatoria a carico del tensore della fascia lata


Nel 30% dei casi si associa a borsite trocanterica
Riscontro in 15% dei casi in marciatori, ciclisti, culturisti, saltatori
Frequente in casi di ginocchio valgo-dinamico ed alterazioni podaliche

Sintomi e segni

• Dolore localizzato al condilo femorale esterno


Dolore aumenta con attività fisica (dopo pochi km di corsa, nella discesa dalle scale,…)
Dolore alla palpazione
Apprezzabile tumefazione
Possibili crepitii

Cause

• Traumatiche (cadute, sport)


Micro-traumi ripetuti (sport-specifico)
Calzatura errata
Squilibri posturali
Dismetrie arti inferiori
Instabilità di ginocchio
Valgismo ginocchio

Valutazione massoterapica

Valutazione trigger point


Valutazione retrazione mio-fasciale

Trattamento massoterapico

Riposo
Crioterapia
Terapia strumentale (laser-terapia, ultrasuoni, tecar-terapia)
Valutazione e trattamento dl muscolo ileo-psoas
Valutazione e trattamento del complesso gluteo
Valutazione e trattamento del tensore della fascia lata
Stretching

Integrazioni al trattamento massoterapico

FANS
Plantari per correzione podalica
Rinforzo muscolare
Studio e correzione della tecnica di corsa
Infiltrazioni ecoguidate

TENDINITE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI

È una patologia infiammatoria a carico dei muscoli della cuffia dei rotatori (sovraspinoso, sottospinoso, piccolo rotondo,
sottoscapolare; alcuni libri, riferiscono il tendine CLB come partecipante alla composizione della cuffia dei rotatori).
In una lesione del legamento trasverso del CLB, principalmente di origine traumatica, avremo un quadro di spalla dolorosa
cronica.
La lesione della cuffia dei rotatori è una patologia a carico di uno o più tendini lesionati.
Anatomia
Cause

• Post-traumatiche (in associazione a cadute arto esteso con possibili complicazioni di fratture di clavicola, acromion, omero,…)
• Degenerative (microtraumi, soprattutto in sport che richiedono utilizzo dell’arto elevato, come tennis, pallavolo, basket,...)
• Speroni ossei (osteofitosi), soprattutto a livello dell’acromion, con possibile sviluppo di impingement, o conflitto sub-acromiale
• Età >35aa

Sintomi
Dolore a riposo e notturno, soprattutto se si dorme sulla spalla in esame
• Dolore durante il sollevamento/abbassamento dell’arto
• Debolezza
• In caso di trauma (caduta) si associa dolore intenso
• In caso di dolore cronico, il dolore è subdolo e si sviluppa con il passare del tempo
• Spesso il paziente ricorre all’utilizzo di FANS (ketoprofene, ibuprofene) che alleviano il dolore ma non risolvono causa
Lesione della cuffia dei rotatori
Lesi
one
del
CL
B
Valutazione del complesso spalla

• È formato da 4 (5) articolazioni: scapolo-toracica (omo-serratica, falsa), gleno-omerale, acromion-claveare, sterno-costo-


claveare, (borsa sottodeltoidea)
• A seconda del momento funzionale, avremo delle attivazioni muscolari e delle risposte articolari differenti.
• In quadri sospetti, RX (sperone osseo), eco/RM
Valutazione dinamica della spalla

• Da 0°-60° di ABD avremo un interessamento dell’articolazione gleno-omerale


• Da 60°-120° di ABD avremo un interessamento dell’articolazione scapolo- toracica
• Da 120°-180° di ABD avremo una risposta di inclinazione lombare e dorsale controlaterale
• A seconda della limitazione di movimento avremo una implicazione clinica differente.
• Relazione importantissima con l’integrità dei muscoli della cuffia del rotatori

Valutazione muscolare

• Flessione: deltoide anteriore


• Estensione: grande dorsale, deltoide posteriore e grande rotondo
• Abduzione: trapezio, sovraspinoso, deltoide medio
• Adduzione: grande pettorale, grande dorsale
• Rotazione interna: sottoscapolare, grande pettorale, grande dorsale
• Rotazione esterna: piccolo rotondo, sottospinoso
• Elevazione: trapezio, elevatore della scapola

Valutazione e trattamento massoterapico

• Valutazione contro resistenza dei mm della spalla (palm up-test, Yocum- test, Napoleon-test, Hawkins-test, Neer-test,
Jobe-test, …)
• Tecar-terapia
• Taping
• Manipolazione mio-fasciale
• Mobilizzazioni articolari

• Anti-infiammatori
• Infiltrazioni di corticosteroidi
Bibliografia

• Brotzman S.B., Wilk K.E. (2004), “La Riabilitazione in Ortopedia”, ed. it. a cura di Silvano Boccardi, Excerpta Medica Italia
Srl, Torino
• Kapandji A.I. (2011), “Anatomia funzionale, volume 2: Arto inferiore”, trad. it. Marie- Caroline Marguier, Monduzzi
Editoriali S.r.l., Noceto (PR)
• Kisner C., Colby L. (2014), “Esercizio terapeutico: fondamenti e tecniche”, III Edizione italiana condotta sulla VI edizione
americana a cura di Mario B. e Galzignato C., Piccin, Nuova Libraria S.p.A., Padova

• Ambrosi G., Castano P. , Rosario F. Donato et al. (2008), “Anatomia dell’uomo”,


seconda edizione, edi-ermes. Milano
• Kendall, Mc Creary, Rodgers, Romani, Provance. (2005), “I muscoli, Funzioni e test con postura e dolore”. 5° Edizione.
Verducci editore. Roma.

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