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1.

Introduzione INFO PRATICHE


giovedì 17 febbraio 2022 15:23 Prima parte: dalla scuola siciliana a Tasso
Seconda parte: Purgatorio (da portare integralmente
mercoledì 16 febbraio 2022 08:08
all'esame) > Edizione Mondadori di Annamaria Leonardi

Di quale poesia si parla?


In che modo intendiamo il rapporto tra esperienza e poesia?
Rapporto di un gruppo di individui con una data realtà, realtà anche come viene espedita.
Lirica: genere centrali per tutti i secoli, punto di accesso privilegiato. Vale la pena cimentarsi, senza il quale non si rie scono a capire i secoli successivi

Direzioni che hanno preso gli studi odierni. Poesia del rinascimento studiata come qualcosa di uniforme, dimenticandosi che q uella poesia ha un oggetto. Cercheremo di rovesciare questa
posizione.

Se dico poesia, che parole vengono in mente?


Componimenti in versi
Astrazione (filtro rispetto alla realtà)
Rime
Canzone (parola cantata)
Sentimenti e sensazioni

Primo aspetto: ritmico, dello schema metrico. Pensiamo a qualcosa di teorico, talvolta anche tangibile. Come la differenza di lessico, il fatto che la poesia venga scritta in rima oppure i versi,
diversi dalle nostre frasi quotidiane.

Secondo aspetto: sentimenti. Si fa riferimento al legame musicale della poesia, al suo suono. Definizioni basate su tratti normali, differenze rispetto alla lingua e alla struttura del discorso
diretto. Idee molto radicate del significato di poesia, alla quale rispondiamo allo stesso modo.

- Poet court: Aggiunta UK, il "poeta di corte" della regina. Occasioni nella quale la poesia deve essere pubblica, in occasioni particolari. Idee molto radicate in noi all a quale
rispondiamo tutti alla stessa maniera. Si raggruppavano gli studenti secondo la definizione formale oppure più astratta, maga ri più emotiva. Dicevano anche: occasioni private e
pubbliche

Definizione alla quale possiamo arrivare in maniera intuitiva non è così diversa da quella che possiamo poi trovare all'inter no di un manuale.
Le uniche differenze che possiamo trovare sono:
1. Aspetto ritmico, molto dettagliato. Molte volte non ci sono le stesse modalità di esprimere la stessa cosa.
2. Aspetto del sentimento, non molto trattato (tipo di poesia che si rifà a un idea romantica, non tutta la poesia viene scritta così)

Cos'è la poesia?
Idea moderna nostra della poesia come espressione dei sentimenti e delle sensazioni. Non tutta la poesia è così
Concezione moderna: poesia lirica, si parla di sé in uno stile personale.

Poesia è uno schema metrico in versi: ci sono testi che appartengono a generi letterari diversi.

Istintivamente pensiamo alla poesia come, poesia lirica, considerata la poesia per antonomasia

Le caratteristiche della poesia lirica sono:


➢ Contenuti soggettivi, caratteristiche del poeta.
➢ Schema metrico soggettivo, quando prima veniva ricondotto a un determinato gruppo di poeti

Fortini: uno dei poeti più famosi del 900. Ha scritto molti saggi, anche sulla definizione di poesia e ne da la seguente teoria

Definizione di Fortini:
"Un breve testo in versi che richiama o enuncia un qualcosa di soggettivo"

Aggettivi chiave: breve, in versi, soggettivo (> poesia lirica moderna)


Questa è la nostra idea, che non è stata sempre dominante, storicamente determinata. Dobbiamo tornare indietro a quando queste cose non venivano pen sate. Bisogna farlo pensando che
si ha sotto le mani un testo diverso

Testo Manzoni:
«Nella cultura antica, la lirica è la poesia cantata al suono della lira oppure la
poesia destinata alla lettura silenziosa ma che si richiama, nei temi e nei
metri, alla tradizione della poesia accompagnata dagli strumenti a corda;
nella nostra cultura, la lirica è uno dei grandi generi teorici in cui la
letteratura si divide, quello che accorpa i testi dove un io espone, in uno stile
molto lontano dal grado zero della prosa, dei contenuti fortemente
soggettivi: passioni, stati d’animo, riflessioni personali»

Spesso, quando si pensa a una poesia, tendiamo ad aspettarci dei versi, ci aspettiamo una relativa brevità. Non è sempre stata solo breve, i componimenti, una volto potevano anche essere
costituiti da molte pagine, o comunque più lunghi di quello che adesso ci immaginiamo.
es: Dante, Petrarca.

Ci possono essere dei componimenti che hanno caratteristiche brevi (es: madrigale, sonetto). Ci aspettiamo che questi libri contengano dei temi personali oppure dei temi convenzionali.
Ogni singolo elemento molto spesso è già stato utilizzato nella tradizione precedente. Dopo il romanticismo si espande l'idea di parlare dei propri sentimenti maniera soggettiva.

Scritti in uno stile personale, diversi dal grado zero della lingua italiana normale, diversa rispetto a quella di una scrittura normale (molto ricco di metafore o termini differenti). Stile
individuale, concezione romantica e moderna. Molto spesso, stile di un gruppo di poetico, prima del romanticismo. Età romantica, svolta nell'idea della poesia.

In che modo potremo utilizzare il concetto di poesia lirica?


Siamo in un'epoca nella quale deve ancora nascere l'idea che abbiamo noi della poesia, dobbiamo quindi utilizzare il concetto in modi diversi, in base al testo che abbiamo davanti. Va detto
che sino a un certo punto, i testi che combaciano con la nostra idea, sono una netta minoranza. Sarebbe totalmente estraneo a lla mentalità medioevale, ma anche rinascimentale, pensare
che ciò che accumuna i testi lirici sia l'espressione della soggettività. L'idea che la poesia lirica sia quella di esprimere affetti e non azioni nasce con il romanticismo.

Origine di lirica
Origine greca di lyricos, ha che fare con la lira musicale . Deriva dal greco λυρικός "lyricos" derivato di λύρα "lyra", intesa come strumento musicale. L'accompagnamento della musica alla
poesia era considerato dai greci estremamente necessario.

Da questo si sono ricavate diverse definizioni di quella che viene chiamata poesia lirica:
➢ Definizione dal libro Manzoni.

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➢ Definizione dal libro Manzoni.
La lirica è la poesia cantata al suono della lira, accompagnamento musicale inseparabile dalla poesia. Definizione in un certo senso
pragmatica.
➢ Definizione nostra:
Genere che accorpa i testi nella quale c'è uno stile diverso al grado zero della prosa, ed esprime dei contenuti estremamente soggettivi.

Nell'antichità non esiste elemento personale o soggettivi.


Criterio esterno vs criterio interno.
➢ Esterno: riferito alle circostanze nella quale si fruisce della poesia
➢ Interno: riferito allo stile e al contenuto del prodotto poetico

Categorizzazione della poesia


Grande suddivisione in tre generi (epica, lirica e dramma) risale agli anni '30, a Hegel. In particolare alla sua estetica. Non ha controllato al sua pubblicazione, non ne è stato responsabile
della sua pubblicazione, non li ha curati. Si tratta di appunti dei suoi corsi di estetica che poi sono state pubblicate postume. Definizione anche di tipo astratto, non incasellati storicamente;
ideali verso la quale il contenuto tende

Le divisioni di Hegel
In questi appunti, Hegel, identifica e definisce tre generi diversi:
- Epica
Io del narratore racconta i pensieri di terze persone concentrando il lettore sull'interesse intrinseco del contenuto. Distan za cronologica tra l'io del narratore da quello che succede fa
rientrare le opere di Dante in questo filone. Spesso oggettivo. È possibile anche chiamarla narrativa più in generale

- Lirica
Io parla di se stesso in prima persona non in modo oggettivo concentrando su come accadono le cose e che cosa significa per m e che lo racconto. Spesso soggettivo

- Dramma
Molte persone parlano all'interno dello spazio di scena. Sorta di compromesso tra le due cose, vediamo andare in scena delle azioni ma vediamo anche delle persone che parlano,
danno voce alla propria soggettività.

Definizioni antiche, ai tempi di Platone e Aristotele.


Il modo in cui loro individuano i tre grandi generi, basato sul modo discorsivo. Poniamoci la domanda davanti a un testo:
Chi parla nel testo ?

Platone:
Divide i generi in base a chi prende la parola, e chi racconta la maggior parte dei fatti, basato sul modo del discorso.

- Racconto semplice: il narratore parla tutto il tempo. Accompagnato dalla musica, rimane sempre gestito dal narratore (Es: διθύραμβος "dithýrambos" canto corale di Dioniso)

- Racconto mimetico: dal greco μίμησις "mimhsis" derivato di μιμέομαι "mimeomai" (imitare). Non prende mai la parola il narratore, ma la hanno tutto il tempo i personaggi che
prendono la parola direttamente (es: tragedia).

- Racconto misto: hanno la parola tutti, sia i personaggi che il narratore

Aristotele:
Si basa sui modi dell'interpretazione, per tutta la poesia mimica può esprimersi in modi diversi

- Narrativo: parla solamente il narratore

- Drammatico: parlano solamente i personaggi.

- Misto: parlano entrambi

Lirica: definizioni tra storia e teoria


Una definizione, che talvolta può sostituire lirica, può essere: melica, che deriva dal greco μελος "melos" - melodia, suono. Rientra nell’ambito della poesia narrativa (o diegetica) perché il
modo della narrativa è quello di una persona che cede la parola ad altri.

Altri microgeneri, all'interno della lirica, chiamati generi empirici, determinati sulla base del metro o il tema di cui tratta:

▪ Inno: dal greco ὕμνος "ymnos", in Grecia si utilizzava per celebrare gli dei;
▪ Peana: nome derivava dal ritornello ἰὴ Παιάν "ih paian" utilizzato per celebrare Apollo ma dopo anche eroi umani;
▪ Thernos (θερνος): canto funebre;
▪ Ditirambo: culto destinato a Dioniso;
▪ Nambo: culto di Apollo

Hanno a che fare con aspetti l'oggetto in se. Di sicuro nessuno di questi ha a che fare con l'aspetto interiore, hanno a che fare con occasioni sociali all'interno della vita della comunità.

Cosa accade nel medioevo


Interpretazione rimane valida, si divide anche in sottogeneri divisi per metro e caratteristiche di forma, con elementi interni quindi. Non siamo abituati a pensare alle forme metriche come
generi. Ciascuno viene associato ad un certo tipo di contenuti.

Generi tematici: vengono divisi in base all'azione che mettono in scena. Molto spesso rigido nella poesia provenzale, ci sono delle tracce d i questi generi fissi in Italia, ma non come in
Francia. All'interno della poesia trovadorica infatti, i generi venivano suddivisi attraverso i temi della quale parlano e la tecnica con la quale sono espressi.

Alcuni dei più famosi:


- Alba: amanti al tramonto
- Pastorella: poeta amante incontra una giovane pastora di solito in luogo aperto e le si concede ( connotazione bassa della donna).
- Plahn: lamento funebre con caratteristiche che ritorneranno anche nella tradizione nostra

Si tratta di racconti mai avvenuti realmente, e che si avvicinano poco alle esperienze del lettore. Sono racconti di fantasia che potrebbero avvenire e si realizzano all'interno della poesia
stessa

Perché metro e tema criteri esterni?


Metro:
Aspetto formale che non ha una ricaduta immediata sul discorso del modo in cui l'oggetto di cui si sta parlando viene rappresentato, cioè l'orientamento sull'oggetto o sul sog getto. Aspetto
oggettivo rispetto al modo nella quel viene rappresentata l'esperienza del poeta.

Tema:
criterio esterno se lo intendiamo all'antica. Caso delle poesie celebrative, evidentemente esterna, perché a seconda della funzione il testo assume determinate caratteristiche. Diventa
interno se non è come definito fortemente dalla circostanza a cui ci si sta riferendo.

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All'interno della poesia c'è elemento di convenzionalità. Si hanno delle ripetizioni, non solo per quanto riguarda lo schema metrico ma anche per quanto riguarda le tematiche trattate.
Cit dello studioso più importante dei topos, quindi dello stereotipo o luogo comune. Ernst Robert Cursus:
«i temi lirici, che il poeta moderno sviluppa generalmente
dalla propria “esperienza vitale” (Erlebnis), vengono invece inclusi – secondo
le teorie vigenti nella tarda Antichità – nella lista dei topoi epidittici*; erano
materia per esercitazioni retoriche e come tali erano compresi, nel
Medioevo, nell’insegnamento della poesia. […] Per il fatto stesso che la
poesia medievale ha carattere retorico, non dobbiamo cercare […]
l’“esperienza vitale” su cui si fonda, bensì l’argomento di cui vuole trattare».

Viene pensata l'esercitazione retorica che prepara la retorica delle persone che scrivono. La poesia medioevale ha carattere retorico dobbiamo cercare l'argomento di cui tratta, altrimenti
quasi tutte si assomiglieranno. Nella maggioranza dei casi: poesia che tratta un argomento che non ha a che fare con la vita del poeta, magari derivare da un determinato repertorio. Molte
volte può essere semplicemente il risultato delle riflessioni su determinati temi dei poeti

Cosa succede nel rinascimento?


I generi metrici continuano ad esistere pur con cambiamenti di funzione e di rilievo. I generi tematici tendono a scomparire, sostituiti da testi di genere tematico-retorico, spesso di genere
epidittico, influenzati dai testi antichi.

Molti dei discorsi e degli scritti si potevano categorizzare nella seguente maniera:
- Oratoria: prima oratoria quella nei tribunale. Ottenere la sentenza che si vuole convincendo la giuria.

- Epidittico: prima quella fatta nell'assemblea. Ha scopo di dimostrare qualcosa, di argomentare qualcosa Può biasimare e elogiare, dimostra un'opinione.

ES: Dante usa i sonetti, al posto della canzone che invece ha un livello più alto. Lorenzo il Magnifico, esalta il sonetto e lo mette su un piedistallo. C'era una gerarchia abbastanza bassa dei
temi che bisognava trattare nel sonetto.

Nella seconda metà del 500, si comincia ad avere una concezione più teorica della lirica, portati avanti da Minturo. Questi studi venivano fatti soprattutto per giustificare la posizione
elitaria del Canzoniere di Petrarca all'interno della tradizione poetica italiana. Secondo le definizioni che si volevano applicare, il Canzoniere non sarebbe stato considerato poesia lirica, non
rispettando i canoni delle rime; ma sarebbe stato considerato irregolare. Questo era, per gli italiani dell'epoca, inaccettabile.

Il Canzoniere di Petrarca viene considerato una delle pietre miliari della poetica italiana, ammettere che questo era irregolare e che quindi non rientra nella poesia. La poesia è quella che
diceva Aristotele e che deve avere delle determinate caratteristiche. Arrivano a dire che la poesia di Petrarca imita affetti, punto di svolta. Se gli studiosi fossero riusciti a dimostrare che
anche l'imitazione di affetti, allora si gettano le basi dell'idea romantica della poesia.

Rapporto tra poesia e esperienza


Mette in luce il soggetto che ha un esperienza in una data circostanza. Veniva già data importanza all'io del poeta, con Dante. Mette in scena in maniera quasi spontanea le emozioni del
soggetto, richiede precisazioni, non domandare autenticità delle emozioni che provano i poeti quando scrivono. Per due motivi:
1. Incertezza: non si può rispondere in maniera sicura
2. Modello di visione: dobbiamo maneggiare la poesia come oggetto complesso

Dai trovatori a Petrarca: poesia con un alto grado di formalizzazione, articolata in una molteplicità di generi definita sulla base di elementi forma li e tematici;
assenza di un vero e proprio discorso teorico sulla lirica.

Dopo Petrarca: poesia ancora fortemente codificata, ma con un minor numero di sottogeneri ‘fissi’ e un diverso rilievo della dimensione st rutturale delle raccolte.

Nel secondo Cinquecento: in un contesto di poetica normativa (cioè prescrittiva), sviluppo di una nozione di lirica che, al fondo, è ancora la nostr a

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2. Metodi, strumenti e concetti
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Domande che dobbiamo porci


Quando si studia, o si analizza, un testo poetico, bisogna porsi delle domande guida, queste possono essere
- Quali aspetti dell'esperienza portano l'attenzione ? Su quali temi si concentra la poesia anche indipendentemente con eventuali circostanze reali
- In che modo? Non solamente cose stilistiche, luogo nella quale si incrociano forma e contenuto

Es: sonetto convenzionale che non dice nulla di nuovo, può essere un sonetto magnifico per ragioni teoriche , stessa cosa al contrario

Domande che è legittimo fare:


- A chi è rivolto il testo?
- Possiamo trovare riferimenti ipertestuali?
- Ci sono delle immagini o delle figure ricorrenti?
- Che cosa vuole dirci l'autore con questa scelta stilistica?

Quali autori e quali testi presentano le esperienze di cui parlano come autentiche?
- Poesia medioevale e rinascimentale: presupposto del poeta sincero fa parte del patto del genere lirico in età rinascimentale (es: poesia cliché raramente c'è
corrispondenza con la realtà)
- Effetto di realtà: Alcuni poeti le presentano in modo più autentico degli altri, ci fanno capire che quell'esperienza non sia inventabile, ci sembrano derivare da
qualcosa realmente accaduto (segnale importante sono i nomi propri, non ci riusciamo a trovare un motivo per la quale l'autore ci dica quelle informazioni
gratuitamente). Così anche viceversa

Avvertenze minime per vedere di quale esperienza si parla


Biografismo ingenuo: corrispondenza precisa e letterale con la realtà. Atteggiamento da evitare, attraverso la consapevolezza dei codici tematici e formali

Non proiettare all'indietro idee post-romantiche, come per esempio credere che tutte le poesie siano uguali. Ci sono dei casi nella quale non è consigliabile neanche fare il
contrario, proiettare quindi es: Canzoniere di Bembo, Ariosto canzone delle circostanze dell'innamoramento, si nota la differenza tra quelli di Petrarca o Dante.

Non negare a priori qualsiasi rapporto della poesia lirica con la realtà biografica degli autori. Ci possono essere dei fondidi verità, tranne Dante, mai fidarsi di quello che
dice Dante.

La norma non è meno importante dello scarto, idea post romantica. Importante saper conoscere e saper maneggiare la tradizione. Ha una rete di altri testi. Ci interessano
tanto gli scarti quanto la norma stessa

Che cosa accomuna il nostro lavoro a quello dello storico

Storicismo: accezione pragmatica. Convinzione che non sia possibile studiare un testo di un epoca o di un determinato tempo senza considerare determinate circostanze
storiche del testo. Può causare nei casi più gravi un generale fraintendimento del testo.
Analizzare vari contesti, per arrivare a capire che cosa vuole dire l'autore o perché l'autore si esprime in una certa maniera
- Contesto storico-sociale: qual era la circostanza sociale che lo circondava.

- Contesto linguistico: es: sonetti di Dante che letti in Italiano moderno non vorrebbe dire la stessa cosa. Solitamente annunciato in un commento.Se non si ha a
disposizione il commento, per evitare errori: dizionario della lingua.

- Contesto retorico: contesti sia metrici che formali per quel determinato poeta, diverso se abbiamo a che fare con determinati generi tematici o altre cose

- Contesto poeteologico: discordi di tipo metapoetico. Che cosa pensavano di un determinato schema metrico oppure che cosa pensavano volessero esprimere.
Verificare sempre la corrispondenza tra quello che l'autore dice e quello che l'autore fa.

- Contesto di trasmissione: contesto pratico nella qual il testo ha avuto origine, aspetto filologico

Metodo filologico
Consigliata lettura del saggio: "Introduzione a Fondamenti di critica testuale" di A. Stussi

Nel modo di interpretare al meglio un testo poetico antico, entra in gioco anche la filologia, che ci aiuta attraverso il metodo filologico, ovvero cercare di riportare in
maniera più attendibile il testo originale voluto dall'autore. Ci aiuta anche con il reperimento, la ricostruzione e l'interpretazione di testi.
Altre discipline che ci possono venire in aiuto, legate alla filologia sono:
- Storia della lingua: evoluzioni e cambiamenti nel tempo della lingua
- Paleografia: studio della scrittura
- Codicologia: confezionamento dei testimoni che ci sono giunti fino ad ora
- Storia del libro e bibliografia testuale: si occupa dei libri a stampa antichi, chiamati Incunabula e delle varianti che loro riportano.

Filologia testuale: si applica specificatamente alla letteratura aspira all'interpretazione il più vicino possibile a quello che voleva l'autore.

Lo stile e la stilistica
C. Segre, Avviamento all'analisi del testo letterario (1985), p.69, da due definizioni di stile:
1. "l'assieme dei tratti formali che caratterizzano (nel complesso o in un momento particolare) il modo di esprimersi di una persona, o il modo di scrivere di un autore, o il
modo in cui è stata scritta una sua opera;"
2. "l'assieme dei tratti formali che caratterizzano un gruppo di opere, costituito su basi tipologiche o storiche (accezione storicamente più antica)."

In Italia molto informale il modo in cui si studia la stilistica. Le definizioni si possono far risalire a Saussure: distingue lingua come insieme di convenzioni di regole,
"langue", e "parole" che è l'atto linguistico individuale che ciascuno condivide. Nucleo di quello che di strutturalismo, concepisce la lingua come sistema dei segni. Tutte le
sue idee in merito vengono trattate ne: "Corso di linguistica generale".

Leo Spitzer pubblica: "Critica stilistica e storia del linguaggio" poi "Critica stilistica e semantica storica". Metodo consiste in un continua rilettura, quali sono quelle
caratteristiche che ritornano nell'opera, che poi andranno a definire, notare anche i singoli particolari e l'insieme. Problema della sua idea è che è un pensiero molto
meccanico, considerato qualcosa di superate se guardato nei nostri termini.

Tali deviazioni dall'uso normale devono essere colte come spie, in quanto ci forniscono un'idea dell'animo dello scrittore. Infatti ad uno stato psichico inconsueto, o ad un

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Tali deviazioni dall'uso normale devono essere colte come spie, in quanto ci forniscono un'idea dell'animo dello scrittore. Infatti ad uno stato psichico inconsueto, o ad un
emozione inconsueta, corrisponde un allontanamento dall'uso linguistico normale.

Cit. Segre:
"I particolari possono essere compresi solo per mezzo dell'insieme, l'insieme per mezzo dei particolari"

Tema, motivo e topos


Topos: Il termine topos deriva dal greco τόπος, topos, 'luogo' (plurale τόποι, tópoi) e significa luogo comune. Con esso può quindi intendersi uno schema narrativo
indefinitamente riutilizzabile, a cui spesso è legato un particolare motivo stilistico ad esso consono.
Tema: ha un elemento di astrazione contestuale,
Motivo: ciò che è realmente realizzato nel testo

Es: studio dei temi, dei motivi e dei topoi


- Caso del libro di Carrai: schedare i testi che hanno a che fare con il sonno (dimensione retorica e una propriamente tematica)
Affermazione di Giovanni Pozzi, osserva
"La completezza del tema si basa sulla completezza del sistema che viene elaborato in rapporto alla materia da descrivere e non su un riferimento al reale"

- Studentessa dell'università di Rosanna. Si pone le stesse domande che dobbiamo porci pure noi. Possibile avere un approccio soggettivi pur muovendosi all'interno
di convenzioni. Torto ai poeti prima di noi se pensiamo sempre che le cose di cui ci parlano sono soltanto formule e non hanno nulla a che fare con la loro vita

Es: 1610 Tesoro di concetti poetici > repertorio di concetti poetici. Applicare quella che i poeti avrebbero chiamato inventio, prendere quindi qualche idea o qualche
informazione per partire alla costruzione del testo.
Due citazioni da questi "Generi temi e motivi nella prassi poetica e imitativa del Cinquecento, in Strumenti critici" di A. Juri

Concetti
Concetti importanti per questo corso e che utilizzeremo

Intertestualità: un rapporto tra più testi. Rapporto tra un testo e gli altri testi. La definizione di prima creava una gerarchia, uno minoritario dall'altro, fa percepire come un
rapporto unilaterale. Casi ben individuabili di una presenza, anche superficiale di altre opere all'interno di un testo. Non si riesce a capire totalmente il testo finché non si
sono letti anche gli altri. Testi non sono oggetti isolati

- Meriti e limiti: usato in maniera saggia, porta a risultati della quale non potremo fare a meno. Alcune volte porta a un vicolo cieco (es: edizioni di Petrarca, nei
commenti si trovano solamente "vedi riferimento a RVF"; quell'operazione va fatta con intelligenza, capire quando quel riferimento diventa importante. Es: Orlando
furioso, intertestualità con Petrarca, non potremmo prescinderne).

Macrotesto: insieme di testi di un medesimo autore o sullo stesso soggetto che, per il ricorrere di temi o strutture analoghi, viene analizzato e interpretato come un testo
unitario.

«[…] testi con totale o parziale autonomia vengono raggruppati in un testo


più ampio, un macrotesto».

Es.
«composizioni liriche poi inserite dall’autore in opere prosastiche o combinate
secondo un disegno complessivo in un canzoniere»
«novelle pubblicate sparsamente, poi raccolte da un autore secondo un disegno
preciso, e magari inquadrate in una cornice».
«Lettere private, poi raccolte in epistolario dall’autore, secondo epoche, destinatari,
argomenti, ecc.»
Cesare Segre, Avviamento all’analisi del testo letterario (1985), p. 40

«[…] unità semiotica superiore al testo […]. Tale concetto è applicabile,


in determinate condizioni soltanto, a una raccolta di testi poetici o
prosastici di un medesimo autore; in altre parole una raccolta di rime o
di racconti può essere un semplice insieme di testi riuniti per
motivazioni diverse, o configurarsi essa stessa come un grande testo
unitario, macrotesto per l’appunto».
Maria Corti, Testo o macrotestoto I racconti di Marcovaldo, in «Strumenti
critici», IX, 27 (1975), pp. 182-197 (p. 185).

Connessione intertestuali: testi dello stesso autore connessi per retorica degli stili o delle tematiche. Importante non limitarsi solo a un'autore per le sue opere, ma cercare
di veder che cosa accumuna tutti gli autori della sua stessa epoca.

Singolativo vs iterativo: Per singolativo in linguistica, detto di nome che indica persone, animali o cose individualmente, come unità (per es., senatore, insetto), così
chiamato in contrapposizione al collettivo (per es., senato, sciame) oppure di formazione indicante un essere singolo individuato in una massa (così, per es., in paleoslavo
da nomi che designano una classe di uomini si può, per mezzo del suffisso -inŭ, formare quello degli individui che la compongono, come da pogani «i pagani» poganinŭ «un
pagano»). Per iterativo invece si intende in generale, che contiene o esprime ripetizione, che si attua mediante operazioni ripetute, e simili.

Emotivo vs. conativo: Emotivo e conativo sono entrambe due delle sei funzioni del discorso identificate da Jakobson. Quando diciamo che il discorsoha una finzione
emotiva: indichiamo che al centro del messaggio veicolato si pone il mittente (es: ho fame, sono stanco, non sto bene). Viene usato soprattutto nella poetica, per
permettere agli autori di descrivere i loro stati d'animo. Quando diciamo che il discorso ha funzione conativa: indichiamo che al centro del messaggio veicolato si pone il
destinatario (es: chiudi la porta, mangia, non uscire). Viene tipicamente utilizzato per dare ordini o consigli, la sua formapiù tipica è quella dell'imperativo

Paratesto: l’insieme di produzioni, verbali e non verbali, sia nell’ambito del volume stesso (quali il nome dell’autore, il titolo, una o più prefazioni, le illustrazioni, i titoli dei
capitoli, le note), sia all’esterno del libro (interviste, conversazioni, corrispondenze, diarî, ecc.), che accompagnano il testo vero e proprio e ne guidano il gradimento da
parte del pubblico.

Genere:
Tante definizioni possibili… ma
G. B. Conte, Il genere tra empirismo e teoria, in Id., Generi e lettori. Lucrezio, l’elegia d’amore, l’enciclopedia di Plinio, Milano, Mondadori, 1991, pp. 145-
174 (p. 146).

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174 (p. 146).

«Secondo me esiste almeno una funzione che dà senso al concetto


critico di genere, e che rende produttivo occuparsene: quella che
associa, mettendoli in relazione e in corrispondenza, elementi di
contenuto e di forma».

- Generi ‘empirici’
Platone, Leggi, III, 700 a-d
Categorie che usa per classificare la poesia melica: inno, peana, threnos, ditrambo, nomos. (cfr. > Lez. 1)

Nel Medioevo
○ Generi metrici: sonetto, canzone, ballata etc.
○ Generi poetici o tematici: alba (separazione degli amanti all’alba), pastorella (dove la donna è di bassa condizione sociale), plahn (lamento funebre), plazer, etc.

Goethe, West-östlicher Divan (1819)


Innumerevoli generi poetici (Dichtarten), come ballata, elegia, epigramma, lode, poema didascalico etc., definiti sulla base di somiglianze di contenuto o di forma, o di
entrambe.

- Generi ‘teorici’
Platone
Repubblica, III, 392 d-394d (tassonomia ideale: racconto [diegesis] semplice, mimetico [da mimesis, ‘imitazione’] e misto)
es. ditrambo, tragedia e commedia, epica (cfr. > lez. 1)

Goethe, West-östlicher Divan (1819)


Tre grandi forme naturali (Naturformen): l’epica, la lirica e il dramma

Hegel, Estetica (1836) (cfr. > lez. 1)

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3. Concetti di tradizione e macrotesto
venerdì 18 febbraio 2022 08:23

Concetto di macrotesto
Cesare Segre ne "Avviamento all'analisi del testo letterario" ne da la seguente definizione:
"Testi con totale o parziale autonomia vengono raggruppati in un testo più ampio, un macrotesto"

Maria Corti ne "Testi o macrotesto? I racconti di Marcovaldo in Strumenti critici" ne da la seguente specificazione:
«[…] unità semiotica superiore al testo […]. Tale concetto è applicabile, in determinate condizioni soltanto, a una raccolta di testi poetici o
prosastici di un medesimo autore; in altre parole una raccolta di rime o di racconti può essere un semplice insieme di testi riuniti per
motivazioni diverse, o configurarsi essa stessa come un grande testo unitario, macrotesto per l’appunto».

Alcuni esempi possono essere:


- Composizioni liriche poi inserite dall'autore in opere prosastiche o combinate secondo un disegno complessivo in un canzoniere
- Novelle pubblicate sparsamente, poi raccolte da un autore secondo un disegno preciso, e magari inquadrate in una cornice
- Lettere private, poi raccolte in epistolario dell'autore, secondo epoche, destinatari, argomenti ecc..

Il macrotesto deve però esaurire queste due condizioni:


1. Paradigma: una forte unità tematica, temi ricorrenti e forme ricorrenti. Non funziona per il paradigma sintagmatico. Se esiste una combinatoria di elementi tematici e/o formali che si
attua nella organizzazione di tutti i testi che produce l'unità della raccolta. Es: tema del pentimento in Petrarca
2. Se vi è addirittura una progressione di discorso per cui ogni testo non può stare che al posto in cui si trova

Canzoniere vs raccolta
Non ogni raccolta di testi è un macrotesto, solo se presenta determinate caratteristiche. Nella gran parte dei casi le raccolte possono definirsi macrotesto, ma il caso di specificare.
Es: Commedia, considerato macrotesto solo se si pensa che ogni canto deve stare dov'è. C'è comunque una narrazione unitaria che accompagna l'opera.

Concetto di connessione intertestuale


Relazioni tra testi contigui (sequenza lineare, piano sintagmatico). Vengono definite così le relazioni che intercorrono tra i testi contigui

Santagata "Dal sonetto al canzoniere ricerche sulla preistoria e sulla costruzione di un genere"
Due tipi di connessioni ipertestuali: Si possono trovare entrambi nello stesso testo, sono quindi due concetti complementari
- Equivalenza: sulla ripetizione, sul paino del contenuto (es: tutti e tre parlano dello stesso tema) nello specifico come inizia a come finisce
- Trasformazione: mutamento che riguarda la narrazione, viene ripreso con una volta. (es: passare dalla notte al giorno, fare uno spostamento geografico

Racconto singolativo e racconto iterativo


Concetto narratologico (narratologia: studio delle scritture narrative)
Genette "Figure III Discorso del racconto; relazione di frequenza tra racconto e storia" (p162-166)

Storia vs Racconto
Storia: idealmente seguire due modi di raccontare, aderire all'ordine naturale
Racconto: riordinata in modo artificiale rispetto a come si sono svolti i fatti (presenza di ellissi e disordini)

Quattro opzioni tra racconto e storia:


- Singolativo: racconto una volta quello che è successo una
- Singolativo anaforico: raccontare un dato numero di volte per le volte che il fatto avviene
- Ripetitivo: raccontare n volte quanto avvenuto un'unica volta
- Interattivo: raccontare in una volta sola quanto avvenuto in un numero diverso di volte (in una singola volta raccontare quello che avviene più volte)

Emotivo vs conativo
Jacobson "Linguistica e poetica saggi di linguistica generale" ( p181-p218) descrive e cita queste due delle sei funzioni delle linguaggio:
"La funzione detta espressiva o emotiva, che si concentra sul mittente, mira a un'espressione diretta dell'atteggiamento del soggetto riguardo a quello di cui parla. Essa tende a suscitare
l'impressione di una emozione determinata, vera o finta che essa sia"

Funzione emotiva: mette al centro il mittente, non serve che sia necessariamente un emozione vera, ma se viene (?)
Funzione conativa: mette al centro il destinatario, serve a impartire un ordine.

Es: Giunta: diario e lettera, la lettera ha un destinatario

Paratesto
Genette "Soglie i dintorni del testo" (1989 /1987)
Ciò che non è veramente testo, ma ciò che si trova alla sua soglia, o non ne costituisce il contenuto principale.
Es: titolo, dedica, prefazione, intertitoli

In passato il paratesto veniva considerato, appunto, marginale, di conseguenza con veniva studiato. Lavoro nasce sulla letteratura moderna, dall'800 in poi viene ripreso e studiato.

Paratesto è il risultato dell'unione di peritesto e epitesto. L’insieme di produzioni, verbali e non verbali, sia nell’ambito del volume stesso (quali il nome dell’autore, il titolo, una o più
prefazioni, le illustrazioni, i titoli dei capitoli, le note), sia all’esterno del libro (interviste, conversazioni, corrispondenze, diarî, ecc.), che accompagnano il testo vero e proprio e ne guidano il
gradimento da parte del pubblico

Genere
Molte definizioni possibili.
Conte da la seguente:
"il genere è quello che associa, mettendoli in relazione e in corrispondenza elementi di contenuto e di forma."

Platone leggi III


Divide in classi la poesia melica: inno, peana, thernos, ditrambo, nomos

Medioevo
➢ Generi poetici o tematici: alba (separazione degli amanti all'alba), pastorella (dove la donna è di bassa condizione sociale), plahn (lament funebre), plazer

Goethe, "West-ostlicher Divan"


Definisce sulla base di somiglianze di contenuto o di forma i Dichtarten: ballata, elegia, epigramma, ode, poema didascalico

Generi teorici:
?

Platone, "Repubblica III"

Letteratura italiana Pagina 7


Platone, "Repubblica III"
Tassonomia ideale: racconto. Può essere semplice, mimetico e misto

Goethe "West-ostlicher Drivan"


Tre grandi forme naturali: epica, lirica, dramma

Temi nelle forme brevi della poesia. Più ricorrente è l'amore. Utilizzato dai poeti della scuola siciliana e da Petrarca. Nel Canzoniere subentra anche una parte morale.
Ci sono comunque degli elementi di scienza e filosofia nel Medioevo. Nel primo 500 entrano anche dei nuovi temi morali. Si sviluppa poi un sottogenere che è quello della poesia religiosa.
Nell'800 si sviluppa anche una poesia che ha a che fare con i temi quotidiani

Temi e forme
Si pensa ci possa essere stato un collegamento tra la scelta delle forme e la scelta dei temi, quindi la scelta dell'argomento della quale si voleva parlare e la forma metrica, oppure addirittura
prosastica, con la quale di voleva esprimerlo.

Il grado zero della scrittura Barthes


Poetica normativa, certe forme parlano di certi temi, associazione di ceri generi a cere forme
Temi della quale è legittimo, non distinzione di essenza tra poesia e prosa, ma distinzione di grado . Poesia presenta elementi di ornamentazione.

In prosa e in poesia si può parlare delle stesse cose.


Es: complessità di alcune riflessioni di Dante che adesso potremo tranquillamente scrivere in un trattato

Il motivo di questa cosa, le opere venivano valutate in base al loro contenuto.


Es: Canzone considerata alta, per parlare di qualcosa si usano i canzonieri e quindi la canzone

Esempi:
Non ci lascia riflessioni solo sulla lingua ma anche sulla moralità, evoluzione nella sua concezione. Prima risposta è: la poesia volgare può parlare solamente dell'amore. Per farsi intendere
dalle donne deve per forza scrivere in volgare. Quindi non si può parlare di nessun'altra materia perché quello è il motivo principale per il quale è stata ideata la poesia volgare.

La sua opinione poi cambia nel De vulgari eloquentia: nella quale afferma che nella poesia volgare si può parlare quanto di amore, quanto di virtù e di salvezza per riuscire a dare l'esempio

Convivio: utilizza la metafora del banchetto. Dice che deve parlare di amore e di virtù. Le canzoni, senza questi temi non erano perfette, a molti piaceva più la loro bellezza che la loro bontà. Io
intendo riportare la gente all'idea corretta di che cosa può parlare la poesia

Bembo, prose della volgar lingua


Quello che non si può accettare è che l'altezza della materia non venga "smontata" dalla persona che sta scrivendo, magari con un linguaggio basso.

Es: Dante molto spesso usa un linguaggio basso.


Ho preso alcune delle mie rime e ve le mando con questa mia, le quali. (Non tutte le rime riguardano l'amore, come quelle della maggior parte dei poeti parla), buona parte dei miei sonetti è
fondata su cose morali, basate su Orazio.

Letteratura italiana Pagina 8


4. L'amore e la poesia cortese
giovedì 24 febbraio 2022 14:21

Ragioni storiche della centralità di questo tema non sono discutibili.


Tema sufficientemente codificato perché possa essere studiato, per analizzare come un poeta cambia come tratta uno stesso tema.
Distinguere tra piano diacronico (evoluzione del tema sull'asse del tempo) e sincronico (come dei poeti parlano dell'amore)
Legame tra questione dell'esperienza soggettiva della lirica.

Il tema viene affrontato in un modo che ci consente di analizzare l'andamento e l'affermazione di alcuni concetti o di determ inati stili e modi di affrontare alcune tematiche. Esempio chiaro può
essere il declino di alcuni temi e l'affermazione di altre, o della lode di alcuni soggetti e l'affermazione di altri.

Varietà e criteri
Per analizzare queste poesie si possono osservare alcuni aspetti dello stile dell'amore cortese che sono comuni a quasi tutti gli artisti. Il più importante senza dubbio, è la centralità dell'amore
come tema della quale i poeti di quest'epoca vogliono parlare.

Formalizzazione
Interrogarci sul grado fi formalizzazione di un dato testo: siamo difronte a un testo che rispecchia i cliché o che possiamo scartare dalla norma? Per la gran parte è molto più facile che ci sia un
alto grado di formalizzazione. C'è all'interno di questo recinto di formalizzazione la possibilità di distinguere l'autore

Approccio oggettivo oppure soggettivo.


Come parla il poeta dell'amore (filosofia e medicina vs. introspezione e memoria). Effetto teatralizzante: l'interiorità viene messo in scena sulla quale si muovono i vari personaggi (oggettivo).
Può essere presente anche una specie di monologo interiore, cioè una vista introspettiva

Discorso lirico incentrato sull'amore o sull'io?


Connessione diretta o indiretta. La poesia della lode si rifà alla poesia della lode, ovvero dove si ha una lode della donna o del soggetto. Le due funzioni del discorso, emotiva e conativa, tra le
sei individuate da Jakobson giocano un ruolo molto importante, ci fa domandare a chi sia riferita la poesia o lo scritto che abbiamo davanti.

Elementi che ci riconducono a circostanze reali


Molto spesso abbiamo la presenza di nomi propri, di luoghi oppure di persone, il che fa pensare che l'esperienza che si sta raccontando non si scaturita dall'immaginazione ma sia
effettivamente accaduta nella realtà. Bisogna avere cautela, non dobbiamo per forza pensare che se fa quel riferimento a una sua esperienza personale.

Come viene trattata la dimensione temporale


Analizzare i tempi verbali, cambia molto il modo in cui il tema viene affrontato. Si devono far valere nel macrotesto, se all'interno di questi domina un particolare tempo, è un segnale
dell'orientamento della raccolta.

Metrica
Che funzione ha la metrica rispetto al tema e al senso che l'autore può voler dare al testo

Sintassi
Come l'autore decide di utilizzarla. Come funziona

Lingua
Alta oppure con molti provenzalismi, influenze varie

Figure retoriche
Alto uso delle figure retoriche

Elementi paratestuali
Ci sono rubriche che ci dicono di cosa parla quel testo? Sempre da guardare con diffidenza, magari è quello che l'autore vuol e farci credere.

Rilievo di eventuali formulazioni teoriche e poetologiche

1 Formalizzazione
La lirica amorosa del medioevo si fonda sul presupposto della sincerità.
Silenzioso patto tra lettore e autore, si crede che gli autori parlino di un esperienza personale. Al tempo stesso, lo stesso poeta costruisce il suo discorso, secondo modelli di forme e generi.

Citazione da "Io e mondo" di Santagata


"Un io che si presenta come individuale ma che […] si esprime come un io collettivo. […] potremmo parlare di autobiografismo Impersonale"

Sui poeti medioevali, tranne Dante, che però si stacca dalla norma appunto perché porta novità in molti campi. Paradossalment e i poeti si presentano a gruppi e di potrebbe parlare di
autobiografismo impersonale.

La poesia cortese
Quella dei trovadori, poi passata ai siciliani. Ci sono proprio dei motivi standardizzati. Suggerisce che non corrispondono a fatti reali lo fa corrispondere al contesto sociale nella quale vivono.
Un contesto elitario e selezionato nella quale il poeta si rivolge ?

Dentro ai termini di quella cultura è normale che si usino determinate cose che la rispecchino. In un contesto del genere solitamente l'originalità non è uno dei valori di un poeta.

Dai siciliani allo stilnovo


Contesto siciliano, è ancora un contesto di una corte, ma di quella regale e molto prestigiosa. Quelli che scrivono poesie alla corte di Filippo II, sono i suoi funzionari .
Possiamo dire che non ci sia stata tanta differenza.

Cambiamenti importanti ci sono con:


➢ Guittone d'Arezzo, che condanna l'amor cortese. Entra nell'ordine dei servi di Maria e non scrive più come prima
➢ Guido Guizzelli: elogia la donna amata. Amare diventa una cosa nobilitante, diventa qualcosa di diverso. Apre la porta alle ideologie dello stilnovo

Dante e Petrarca
Quelli che fanno il passo più grande nella dimensione soggettiva rispetto ai poeti siciliani, questa è una delle novità portate da Petrarca. Nella poesia trovadorica ci sono dei comportamenti da
avere con la donna amata, una certa etica da avere. Con lo stilnovo si ha una concezione più filosofica, di Dante e Petrarca. L'etica verrà poi ripresa.

Dopo Petrarca
La fortuna di Petrarca è enorme, tanto che si parla di Petrarchismo per riferirci alla poesia del 500. Se guardiamo al lessico della poesia e dei suoi motivi. Se guardiamo al complesso della su a
operazione, c'è una sorta di sfortuna; nessuno ha fatto quello che ha fatto lui. Nessuno è riuscito ad avere un Canzoniere così complesso, per dimensione e struttura interna. La dimensione
totale viene a mancare, viene quasi dimenticata.

Il codice diventa Petrarca, prenderanno il suo linguaggio e il suoi orientamento introspettivo. Si ha un'espansione di temi che Petrarca non avrebbe ma i accolto, ma che in altri poeti accolgono
aggiungo esempi dei temi

Letteratura italiana Pagina 9


3. Orientamento del testo
Amore in termini oggettivi e soggettivi
Approccio soggettivo e oggettivo all'analisi. Le opere di Dante si collocano più o meno a metà. Con Petrarca invece diventa tutto molto più oggettivo. Orient amento simile a quelli di una
lettera, o indirizzata a un destinatario, e di un diario, che invece non è diretto a nessuno.

4. Riferimenti all'extratesto
Attenzione alla presenza di nomi propri, sia di persone che toponimi; si fa quindi riferimento a delle circostanze spaziali Ci son anche delle connotazioni temporali molto importanti, sia
attraverso i tempi verbali, si direttamente indicando quanto tempo intercorre tra due cose. Spesso, chi ci da queste informaz ioni sono i paratesti.

Due tipi di oscurità

5. Tempo e tempi nel testo


Dante e Petrarca sono i primi a utilizzare questi stratagemmi, soprattutto Dante, considerato il primo a farlo. Lo fa anche Petrarca, ma non in maniera così profonda come Dante

6. Metrica e sintassi
Stilnovo:
Se voglio esprimere un rapporto di causa-effetto, oppure causa-conseguenza, il testo sarà ricco di causali. Quindi dipende da quello che l'autore vuole dire

Petrarca:
Grande movimento rispetto allo stilnovo. Subordinate spostate rispetto all'ordine normale dell'italiano o di quello che era l o stilnovo

Bembo:
Maestro dello stile limpido, condanna dante

Della Casa?

7. Intertestualità
Meriti e limiti di questo approccio negli studi sulla tradizione lirica
Riprese rilevanti
• sul piano formale
• sul piano tematico-situazionale
recupero di generi e modelli antichi

8. Elementi paratestuali
Metodo meno utile rispetto agli altri modi.
Possono essere:
- Rubriche
- Razos
- Argomenti
- Esplicazioni

In Tasso, ci da gli elementi utili per capire come lui intendeva il testo. Ci da delle indicazioni su come il testo vada lett o secondo lui.

9 Discorsi sulla poesia


Ci sono stati molti discorsi:
copio dalla slide

Lirica cortese
I trovatori
Dove: Lingua d'oc e Provenza (sud della Francia)
Quando: inizio XII secolo - fine XIII secolo

I rimatori non lavorano nella stessa corte, non tutti hanno bisogno di comporre per vivere. Non tutti i trovatori hanno un profilo basso, alcuni sono addirittura duchi , o principi. Questo crea una
certa diversità all'interno delle opere che vengono pubblicate nelle varie corti.

La parola deriva dal provenzale trovar: ovvero trovare la melodia e le parole di un testo. Qui c'è sempre la musica, la poesia nasce per essere accompagnata dalla musica. Scrivono nella lingua
d'oc il nome deriva dal modo di dire il sì affermativo nella lingua provenzale, ovvero > hoc.

Il contesto sociale
La corte e l'ideologia feudale di Kohler.
Opzione sociologica molto meccanica.

Costanzo di Girolamo, rende dei meriti a Kohler per la sua teoria.

Il paradosso amoroso: amore che per definizione non si può compiere, un'amore impossibile. Una sorta di traduzione, con mille mediazioni, di una forma di espressione di queste condizioni,
quello per una donna che comunque non potranno mai avere.

Metafora feudale: rapporto amante donna, uguale al vassallo-signore. Rapporto di obbedienza, e di dipendenza del vassallo dal suo signore. Questa metafora investe anche il lessico e la
modalità nella quale di parla di questa cosa.

Donna, deriva dal latino domina che significa signora.


A volte x Midons, che è maschile e vuol dire mio signore. Traslare un rapporto di potere che la donna aveva nei suoi confronti, solamente in quanto donna.
Uso di un soprannome rispetto al nome dell'amata, non deve essere nominata per il suono della poesia.

Altri temi
Ci sono temi anche testi che vengono considerati polemici, politici, militari ecc.. Anche restando dentro l'amore cortese, si può dividere in sottogeneri (es: pastorella, amore compiuto, sempre
non ambiente della corte), le poesie non parlano quindi delle stesse cose, superficialmente si può pensare che lo facciano co n lo stesso schema metrico ma non è così. All'interno di questo
clima di estrema catalogazione, c'è spazio per la creatività dell'autore.

Es: Arnold Daniel: uno dei trovatori più amati da Dante. Alla quale si deve l'invenzione del metodo della sestina, della sua struttura. Con Petrarca diventa una modalità a sé. Non sono le stesse
parole, ma in un dato ordine.

Manca qualcosa

Elemento di differenza: trovatori non hanno messo in ordine le proprie poesie, Dante e Petrarca sì

Letteratura italiana Pagina 10


5. I poeti della scuola siciliana
venerdì 25 febbraio 2022 08:35

Quando: negli anni venti del XIII secolo


Dove: Sicilia, corte di Federico II
Corpus: 337 testi (tra siciliani e siculo-toscani)

Consigliata la lettura del saggio di Rosario Coluccia sulla scuola siciliana

Federico II era diventato in pochissimo tempo sia imperatore del Sacro Romano Impero che re di Sicilia, titoli molto importante. Viene considerato uno dei più grandi mecenati della storia. Alla
sua corte, infatti, trovano il posto di operare i più illustri filosofi, scienziati e poeti. Questi avevano il ruolo principale di funzionari, questi non venivano solamente dalla Sicilia ma da tutte le
parti dell'Impero, la sua corte viene quindi considerata una corte itinerante (> si muoveva attraverso la penisola per dirimere le questioni territoriali e amministrare i feudi)

Tutti i poeti più illustri che abbiano mai operato presso la corte di Federico II a Palermo, conoscevano benissimo le opere latine e trovadoriche. La lingua da loro utilizzata infatti era un volgare
siciliano ricco di latinismi e di riferimenti al provenzale. Dai collegi del sud della Francia non prendono solamente i temi ma anche alcune forme metriche, come la canzone o la ballata

Lettura consigliata dei saggi


Una delle differenze è quella dell'accompagnamento musicale, per quanto riguarda i trovatori si è sicuri che siano stati accompagnati dalla musica, per quanto riguarda la scuola siciliana non si
è così sicuri.

La scuola siciliana, può essere considerata praticamente monotematica, parlano di amore e di niente altro. La poesia non viene considerata come dai trovadori, ovvero qualcosa che potevano
semplicemente fare tutti, nella corte di Federico II veniva considerata un occupazione per privilegiati.

Alcuni di questi nomi possono essere:


- Pier delle Vigne (1190-1249)
Poeta e epistolografo di corte, il più influente consigliatore dell'imperatore

- Guido delle Colonne (1243-1280)


Giudice genovese, ci ha lasciato 5 canzoni (merita particolare attenzione "Ancor che l'aigua per lo foco lassi" Dante la cita più volte nel De vulgari eloquentia. Usa un repertorio di
metafore che poi sarà ripreso nella poesia dei decenni successivi)

Fenomenologia di amore: cosa succede, dal punto di vista sentimentale, quando si è innamorati. Si ha poi una spiegazione della genesi dell'amore, quasi in maniera scientifica. Cosa succede
quando nasce l'amore, come nasce, e cosa ci fa attaccare così tanto ad una persona.

Molti di questi temi verranno ripresi dai poeti toscani del secondo Duecento: alcuni di questi ci sono già vedi slide
Un tema che viene sviluppato meglio è quello della prigionia

Generi metrici:
➢ Canzoni: già presente nella poesia trovadorica.
La definizione più analitica: fatta da un numero di strofe, ciascuna di un certo numero di versi la cui disposizione rimane la stessa in tutte le stanze (qualsiasi tipo di verso, mantenuto
invariato), così come la composizione di rime. Si aggiunge il congedo, con struttura molto spesso diverso dal resto della canzone. Inventata dai trovadori, ne prendono ispirazione i poeti
della Scuola siciliana, sia per quanto riguarda la forma metrica, sia per quanto riguarda le tematiche.

➢ Sonetti: componimento definito dal numero. Composto da 14 endecasillabi, suddivisi in una fronte di 8 versi e in una sirma di 6 versi. Lo schema rimane pressoché invariato in tutti i
componimenti che ci sono giunti; spesso nel fronte si preferisce lo schema alternato: ABABABAB oppure si può avere lo schema incrociato: ABBA ABBA, nella sirma si alternano vari
schemi ma quello più frequente è quello a due rime alternate: CDC DCD oppure quello a rime replicate CDE CDE

Citazione di Beltrami:
«Nella forma normale, cui corrisponde l’assoluta maggioranza dei testi, il sonetto è composto di 14 endecasillabi, ed è diviso in due parti,
rispettivamente di 8 e 6 versi. La prima parte (che è stata chiamata fronte, ottava o ottetto, quartine) si divide tradizionalmente in due
quartine, ma alle origini era sentita divisa in quattro distici […]. La seconda (sirma, sestina o sestetto, terzine) si divide in due terzine».

Vi accorgerete che anche dal punto di vista sintattico c'è un adesione dei poeti a questo schema perché. Dal punto di vista ? Non c'è mai un legame tra fronte e sirma nei poeti siciliani. Si sente
più la distanza tra due parti che la continuità.

Viene dal provenzale sonet: da intendere come poesia per la musica, tendenzialmente con accezione generica. In Toscana viene poi tutto specificato. Si dice che è una forma adulta, qualcosa
di stabile e che si mantiene. Viene attribuita a G. da Lentini, autore della maggior parte degli scritti della scuola siciliana.

Ragioni per la nascita del sonetto:


- Necessità che questi poeti avevano di avere una forma adeguata alla funzione che le poesie dovevano avere
Nei trovatori cobla esparsa (strofa isolata della canzone)

- Ipotesi numerologica: allungare la forma; prolunga il nucleo della canzone sia in orizzontale che in verticale. In ogni caso si trata di una sperimentazione tratta dalla canzone.
Confermato dalla natura morfosintattica del sonetto: concepito come unitario, non suddiviso in strofe, il sonetto stesso è stato usato come si trova. Si potevano scrivere delle colonne di
sonetti. Si prestava a essere usato anche in maniera aggregabile, si poteva unire ad altri sonetti.
Non tutti i sonetti appartengono alla lirica, il sonetto viene utilizzato anche per mandare avanti al narrazione.

I sonetti della scuola siciliana


22 sono scritti da Giacomo da Lentini. Detto notaro, dalla sua nomea ad inizio della sua raccolta
La struttura:
- Fronte: rima alternata. La fronte viene tendenzialmente percepita come unitaria. Sembra trovare riscontro nel modo nella quale i copisti hanno copiato i testimoni
- Sirma: bisogna immaginare come intendevano i poeti la somma del sonetto.

Il sonetto sulla pagina es: sonetto di Giacomo da Lentini:


- Possiamo ricondurlo ad un ambiente librario: lo capiamo dalla scrittura e dalla decorazione in rosso
- Disposto sulla pagina non nella tipica forma che ci immaginiamo noi: ogni riga formato da due versi; per sottolineare l'unitàdegli otto versi su quattro righe c'è un segno grafico, una
parentesi. Per le terzine
- Ipotesi numerologica e ipotesi combinatoria
- Natura morfosintattica del sonetto

Vaticano Latino 3793:


- Manoscritto per uso privato: corsiva mercantesca o cancelleresca.
- Disposto sulla pagina: terzine: no ben identificate ma anche queste unite in tre righe che contengono sei versi; per le quartine: no c'è differenza.

La forma ci può trarre in inganno, bisogna analizzare il contenuto intrinseco; non dipende da come la scriviamo, ma dipende dall'utilizzo degli accenti e delle funzioni delle rime.
Questa conformazione sulla pagina: non c'è una ragione univoca, si tende a pensare che quello sia il modo nella quale veniva inteso il sonetto. Un'altra motivazione può essere quella
dell'economia della pagina; ovvero risparmiare carta.

Quando parliamo della forma metrica del sonetto è il modo dentro il quale quella forma della sintassi. Ci sono delle codifiche che raggruppano gli autori all'interno di alcune scuole e di alcuni
autori. Questo ci permette di identificare i gruppi di poeti oppure di collocare un poeta all'interno di un gruppo

Letteratura italiana Pagina 11


autori. Questo ci permette di identificare i gruppi di poeti oppure di collocare un poeta all'interno di un gruppo

Sonetto e sintassi c'è un'adesione della sintassi sul piano della forma metrica. Oltre fronte e sirma ci sono dei modi per ottenere un legame sintattico tra sirma e il fronte.

Elemento istituzionale

Giacomo da Lentini
17 canzoni e 20 sonetti

Amore è un disio
Nato in risposta a due sonetti di altri poeti della scuola siciliana: Iacopo Mostazzi: uno dei falconieri di Filippo II, Della Vigna: funzionari più in vista della sua corte
Cosa viene discusso nella canzone: da dove viene l'amore; sulla natura di amore.
Iacopo: sostanza, essenza, ma troppo potente quindi disposizione ad amare
Della Vigna: invisibile, ma è così potente che secondo lui è una sostanza
Giacomo: da una definizione, della sua genesi, di come nasce

Sonetti parzialmente continui: una rima della fronte viene ripresa nella sirma (in questo caso è la rima a; usato da tutti e tre i poeti
Schema a rime alterne per la fronte; sirma: ACDACD

Amore è uno desio che ven da core L'amore è un desiderio, che viene dall'eccesso del
per abondanza di gran piacimento; piacere di vedere la cosa amata
e li occhi in prima generan l’amore Sostiene che l'amore nasce dalla vista; parte dagli
e lo core li dà nutricamento. occhi. Perché nasce dagli occhi? Gli occhi ostrano
Ben è alcuna fiata om amatore al cuore il bene e il male, qualità positive e
senza vedere so ’namoramento, negative di tutto ciò che vedono. Il cuore che
ma quell’amor che stringe con furore capisce questa cosa, e accoglie quell'immagine e
da la vista de li occhi ha nascimento: riflette su di essa e ci pensa costantemente a
ché li occhi rapresentan a lo core questa immagina e gli piace costantemente.
d’onni cosa che veden bono e rio Contemplarla ossessivamente, fa parte di
com’è formata naturalemente; quell'eccesso della quale si parlava prima.
e lo cor, che di zo è concepitore, Dice che regna in tutti.
imagina, e li piace quel desio: Non c'è nulla di personale, ma è estremamente
e questo amore regna fra la gente. oggettivo, sembra un trattato.

Letteratura italiana Pagina 12


6. Guido Guinizelli
mercoledì 2 marzo 2022 08:31

Meravigliosamente - Giacomo da Lentini

Vi ho assai lodato Non ha molto a che fare con questo testo, ci fa pensare al di fuori del testo
Madonna, in tutte le parti, Vi ho lodato in tutti i modi e in tutte le maniere, non riferimento allo specifico testo
Non so se v'è contato
Ch'eo lo faccia per arti
Che voi pur v'ascondete Forse perché non sa che la ha lodata, ed è per quello che forse vi nascondete
Sacciatelo per singa
Zo ch'eo no dico linga,
Quando voi mi vedite. Sappiatelo, che è questo che io voglio dire con le mie parole, la prossimo volta che mi vedete
Canzonetta novella
Va' canta nova cosa;
Lèvati de matino La canzone nuova, canta di esperienze che non ho mai raccontato prima. Alzati la mattina presto vicino alla donna amata. Che sono innamorate
Davanti a la più bella,
Fiore d'ogn'amorosa,
Bionda più c'auro zecchino:
"Lo vostro amor ch'è caro.
Donatelo al Notaro ch'è nato da Lentino

Il testo ci fa pensare oltre quello che viene descritto. Ci parla di tutti i modi nella quale lui la lodato la sua amata, sia con la poesia che con i gesti fisici. Vorrebbe comunque dirlo a lei, ma lei si
nasconde dalle sue lusinghe. Si distacca dall’esperienza che racconta, dicendo che lui non la ha mai vissuta. Si immagina inf atti di svegliarsi accanto alla donna amata e che lei gli dia tutto il suo
amore e la sua devozione.

Dalla Sicilia alla Toscana


Non è difficile capire come questi testi siano arrivati in Toscana. La corte di Filippo II era una corte itinerante. C'erano molti poeti da molte regioni diverse.

Che effetto ha avuto il cambiamento di contesto (dalla corte al contesto municipale, cittadino, dove molto spesso coloro che scrivono i versi sono dentro la politica)
- Non interessa solo l'amore, si aggiungono la politica e la morale
- Modo in cui viene trattato il modo amoroso: sfasatura tra contesto politico sociale, tra l'amante e l'idons. Quello scarto incolmabile è molto più piccolo adesso, quel senso di distanza
viene applicato con qualcosa di nuovo.

Guittone D'Arezzo
- Circa 250 testi
- Poeta politico (Sulla lotta di Mont aperti)
- Si discosta dalla poesia dell'amore cortese, anche se prima l'aveva scritto
- 1265 cambia lo stile entrando nell'ordine dei Cavalieri di Santa Maria
- Scrive poesia che ha uno scopo esortativo, esorta a chi la legge a cambiare vita in senso cristiano.
- Criticare l'ideologia cortese e quella dell'amore
- Citazione di un saggio di Giunta:
"Sono due tempi della vita che vengono separati drasticamente. Nel laurenziano vengono separate le poesie di Guittone da quelle di Frate Guittone"

Non condivide affatto questa visione ma crede che sia qualcosa di nobilitante è:
Guido Guinizelli
- Bolognese
- Ci sono pervenuti 5 canzoni e 15 sonetti (corrispondenze tra Dona Bonagiunta e Guinizzelli)
- Si pone molta più attenzione al modo in cui viene rappresentata la donna amata. Tratto più forte di sublimazione della figura femminile. C'è un aspetto che rende la donna quasi
miracolosa, utilizzate immagini religiose e filosofico
- Natura dell'amore: in maniera filosofica, cosa succede e che cosa pensa la persona che è innamorata. Non c'è però la teatralizzazione delle emozioni provate dall'amante.
- Altro modo di parlare di effetti dell'amore. Ha un rapporto più significativo come tra scienza e filosofia. Questi elementi di un sapere filosofico che vengono aggiunti a una poesia, non
piacciono a Bonagiunta.
- In alcuni testi si ha la rappresentazione di un amore doloroso, aspetto che ritorna in Cavalcanti.

Schema di rime usati da Guinizelli


- Schema tipico della rima siciliana: rime alternate (tutti i testi pervenuti sono tutti con lo schema a rime alternate)
- Rima siciliana: anche se non era siciliano, la riconosce come legittima
- Volontà del poeta di parlare della donna amata. Il tema qui è proprio l'elogio alla donna.
(assembro e rassembro, sono due verbi che vogliono dire paragonare). No semplicemente abbiamo l'elogio, ma abbiamo anche un espressione della volontà di amare la donna.

Io voglio del ver la mia donna laudare - Guido Guinizelli


Io desidero elogiare la mia donna per ciò che davvero la rende magnifica
Io voglio del ver la mia donna laudare
e paragonarle la rosa e il giglio:
Ed assembrali la rosa e lo giglio
Appare e si mostra ai miei occhi più lucente della stella del mattino (il pianeta Venere)
Più che stella d'iana spelende e pare,
e ciò che lassù in cielo è bello lo paragono a lei.
e ciò ch'è lassù bello a lei somiglio.
Le paragono la verdeggiante campagna e l’aria,
Verde river’a lei rasembro e l’âre,
tutti i colori dei fiori, il giallo e il rosso acceso,
tutti color di fior’, giano e vermiglio,
l’oro e l’azzurro dei lapislazzuli, ricchi gioielli da regalare:
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
Lo stesso Amore grazie alla sua figura si perfeziona nelle sue forme.
medesmo Amor per lei rafina meglio.
La si vede passare per strada in tal modo abbellita, e tanto nobile
Passa per via adorna, e sì gentile
che è capace di sminuire l’orgoglio di chiunque al quale essa si degni di rivolgere il proprio
ch’abassa orgoglio a cui dona salute,
saluto (che è foriero di salvezza) e lo converte se non appartiene alla nostra fede cristiana:
e fa ’l de nostra fé se non la crede;
e gli uomini che non hanno natura nobile non riescono nemmeno ad avvicinarla;
e no·lle pò apressare om che sia vile;
Anzi, vi dirò, che ha un potere ancora più grande:
ancor ve dirò c’ha maggior vertute:
nessun uomo può concepire pensieri malvagi quando la vede.
null’om pò mal pensar fin che la vede.

Indica Venere, la prima stella che compare all'imbrunire.


L'amore stesso, personificato, diventa migliore grazie a lei. Ci porta allo scarto, che sarà poi il tono delle terzine. Si in siste su questo potere che lei sembra avere.
Differenza tra come viene tratta la donna nelle terzine dalle quartine:
- Si concentra sull'aspetto della donna in maniera dinamica: ce ne dimostra l'effetto. Ci descrive che effetti ha sulla gente.
○ Sono dei temi che vengono sviluppati poi da Dante con Tanto bella e tanto onesta pare
- Elogia la donna non direttamente, non si affiglia ad un evento particolare. Ce lo racconta come un qualcosa che accade abitualmente. Molto spesso si ha questa modalità per parlare della
donna amata.

Letteratura italiana Pagina 13


Salute: accezione di salvezza, quindi come qualcosa di miracoloso.
Vi dirò che ha un potere più forti di quelli detti finora. Come se portasse via i pensieri negativi dalla testa di chi la gua rda

Lo vostro bel saluto e'l gentil guardo - Guido Guinizzelli

Lo vostro bel saluto e'l gentil guardo


Che fate quando v'encontro, m'ancide: Enjambement: quando l'unità sintattica viene divisa. Mancata coincidenza all'interno del verso, molto spesso verbo e soggettovengono divisi.
Amor m'assale e già non ha reguardo Il vostro bel saluto, e il vostro guardo gentile che fate quando mi salutate, mi uccide. Effetto di grande contrasto, rispetto a quanto gentili sono le
s'elli fece peccato over merzede, cose che avvengono
Ché per mezzo lo cor me lanciò un dardo
Ched oltre 'n parte lo taglia e vide Amore mi assale e non ha riguardo se fa male o bene.
Parlar non posso, ché 'n pene io ardo Che nel cuore ha lanciato una freccia, attraversando il cuore e tagliandolo in due parti
Sì come quelli che sua morte vede Non riesco a parlare che mi sento come se dovessi morire.
Per li occhi passa come fa lo torno,
Che fer' per la finestra de la torre L'azione dell'amore viene paragonato a un fulmine. Idea che l'amore passa sempre attraverso agli occhi
E ciò che dentro trova spezza fende:
Per quello che l'amore gli ha fatto si sente come una statua di ottono e lo spezza
Remagno como statua d'ottono, Nella statua non ci sono ne spirito ne amore, se non quello che lo rende umano. Quindi ha solamente spirito e vita per essereconsiderato umano,
ove vita né spirto non ricorre nulla di più.
Se non che la figura d'omo rende

Guinizelli:
- Secondo Dante, un precursore dello stilnovo. Luogo nella quale Dante ce lo fa capire nel XXVI canto, 91-114 del purgatorio, dove immagina di incontrarlo tra i lussuriosi.
- Ci dice, che lo sente come padre di quello che viene considerato come il padre di quello che lui fa. C'è inoltre un atto di modestia, dove considera tutti gli altri stilnovisti migliori di lui.
- Caratteristica che riconosce a Guinizelli è quella di presentare l'amore attraverso parole dolci e leggiere

- XXIV troviamo Bonagiunta, nel girone dei golosi


○ Molto nota la sua disputa con Guinizelli
○ Gli contesta troppa dottrina all'interno delle sue poesie e che le rende più difficili da capire
○ Issa: modo che si usava a Lucca per dire ora
○ Dante si definisce, come dice Giunta nel suo saggio:
"Io scrivo cercando di attenermi il più possibile a quello che l'amore mi fa".
Si toglie tutta quella accezione della poesia come un arte che si poteva imparare. Differenza sostanziale tra lo Stilnovo e l a poesia precedente
○ Riconosce che loro non si sono attenuti alla dettatura di quello che era l'amore. La differenza tra i due stili è sostanzialm ente questo segna una netta differenza tra lui e i suoi
precursori, chiamando il loro stile: dolce stilnovo

Lo Stilnovo: la poesia della lode


Passo della vita nova 10
I sonetti prima di questo passo sono concentrati sull'aspetto doloroso dell'amore. Rivolti direttamente alla donna. Ci dice " avevo pensato di tacere, ma succede qualcosa che mi ha fatto
pensare di scrivere su un'altra materia"

Succede che Beatrice gli toglie il saluto, che lui vedeva come unica fonte della sua beatitudine manca qualcosa.
Il significato dell'amore è quello che è quello della quale non può fare a meno, ovvero le poesie.

Aspetti tecnici dello stilnovo


- I rimatori siciliano conoscono molto bene il latino in maniera professionale. Per lo stilnovo ci si rivolge a della gente che non ha necessariamente una cultura, e queste persone hanno
bisogno del volgare per leggere. Si divide il gruppo non per nobiltà economica ma per nobiltà spirituale. Questa apertura del pubblico, porta una maggior difficoltà stilistica
- Santagata: manca qualcosa. Motivi per cui a volte per noi questa poesia è molto più difficili da capire, perché vengono date per scontate delle esperienze che il popolo doveva avere
presente, e quindi fanno riferimento alla realtà
- Predilezione netta per le rime incrociate. Per quanto riguarda al sintassi il discorso aderisci alle partizioni metriche ovvero 4+4+3+3
- Maggiore uso delle subordiniate tra le terzine e le quartine, o alla fine. Questo permette di creare legami ancora più forti

Manca qualcosa

Integro con Cavalcanti dal libro

Letteratura italiana Pagina 14


7. Cavalcanti e Dante
giovedì 3 marzo 2022 14:32

Filosoficamente: riferimenti di tipo arabo-aristotelico (connessione tra medicina - fluidi che permettono le funzioni vitali)

Voi che per li occhi - Guido Cavalcanti


Sonetto Comincia con il voi: si rivolge a qualcuno esplicitamente a qualcuno oppure indirettamente

Voi che per li occhi mi passaste ’l core Che polivalente, invito che viene fatto alla donna di considerare che cosa ha causato.
e destaste la mente che dormia, Soggetto della seconda quartina è lo stesso
guardate a l’angosciosa vita mia, Immagine di un guerriero che si fa strada tra gli amici, e che si da valore nell'avanzare in questo modo.
che sospirando la distrugge Amore.

E’ vèn tagliando di sì gran valore, Spiriti: fluidi che permettono le funzioni vitali. Immaginazione di amore come un guerriero senza infamia
che’ deboletti spiriti van via: e senza lode
riman figura sol en segnoria Amante turbato, attonito, in balia e dominato da amore e con una voce molto flebica che parla di
e voce alquanta, che parla dolore. dolore. Si tratta della figura dell'amata che gli si è insediata nel cuore e che lascia una parte libera.

Questa vertù d’amor che m’ha disfatto


da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse: Questi sono gli occhi dell'amata, si mosse presto dai vostri occhi gentili.
un dardo mi gittò dentro dal fianco. Immagine classica della freccia che trapassa il cuore.

Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto, Giunge subito dritto dove voleva andare per il primo tratto
che l’anima tremando si riscosse Questo colpo fece tremare persino il mio cuore
veggendo morto ’l cor nel lato manco. Vedendo che mi ha colpito nel lato sinistro

Parafrasi?
Guardate la mia vita piena di angoscia
Che sospirando distrugge amore
E vein tagliando sin gran valore
Che deboletti spiriti van via
RIMAN FIGURA SOL EN SEGNORIA
E VOCE ALQUANTA, CHE PARLA DOLORE
LA Virtù DI AMORE CHE M'HA DISFATTO
DA COSTR'OCCHI GENTIL'PRESTA SI MOSSE
UN DARDO MI Gittò DENTRO AL FIANCO
SI GIUNSE RITTO 'L COLPO AL PRIMO TRATTO
CHE L'ANIMA MIA TREMANDO SI SCOSSE
VEDENDO MORTO IL CUORE DAL LATO SINISTRO

Tu m'hai si piena di dolor la mente - Cavalcanti


Sonetto

Tu m’hai sì piena di dolor la mente, Occhi di chi lo guarda dall'esterno e che non lo può sopportare. Prima fa vedere che cosa accade
che l’anima si briga di partire, all'interno, l'anima che si sbriga a fuggire dalla situazione d'amore, e poi che cosa succede all'esterno,
e li sospir’ che manda ‘l cor dolente che emette dei sospiri, perché non ce la fa più. Tutto quello che succede, non possono essere capiti ma
mostrano agli occhi che non può soffrire. possono essere visti anche dagli occhi di chi non soffre per amore.

Amor, che lo tuo grande valor sente, Come se fosse solamente grazie all'abilità umana di muoversi
dice: “E’ mi duol che ti convien morire
per questa fiera donna, che nïente Qui la fa diventare una statua semovente, amplia quella che era l'idea di Guinizelli. Qui c'è una
par che piatate di te voglia udire”. concentrazione rispetto al fatto che l'uomo rimane stordito
I’ vo come colui ch’è fuor di vita,
che pare, a chi lo sguarda, ch’omo sia
fatto di rame o di pietra o di legno,
Richiamo al sonetto di Guinizzelli nel verso 11: legame e collegamenti ipertestuali.
Dal punto di vista retorico si continua ad avere quel punto di vista, nella seconda parte descrive in
che si conduca sol per maestria
maniera più insistita le conseguenze su di sé che esisteva già nel testo precedenti.
e porti ne lo core una ferita
Idea che rimanga solamente come un automa, solamente ci sono solamente le funzioni vitali
che sia, com’egli è morto, aperto segno.

TU M'HAI SI PIENA DI DOLOR LA MENTE


CHE L'ANIMA DI BRIGA DI PARTIRE
E LI SOSPIR CHE MANDA 'L COR DOLENTE
MOSTRANO AGLI OCCHI CHE NON Può SOFFRIRE
AMOR, CHE LO TUO GRANDE VALOR SENTE
DICE "MI DUOL CHE TI CONVIEN MORIRE
PER QUESTA FIERA DONNA, CHE NIENTE

Letteratura italiana Pagina 15


PER QUESTA FIERA DONNA, CHE NIENTE
PAR CHE PIETATE DI TE VOGLIA UDIRE
Manca qualcosa
I'VO COME COLUI CH'è PRIVO DI VITA
CHE PARE, A CHI LO SGUARDA, CH'OMO SIA
FATTO DI RAME O DI PIETRA O DI LEGNO,
CHE SI CONDUCA SOL PER MAESTRIA
E PORTI NE LO CORE UNA FERITA
CHE SIA, COM'EGLI è MORTO, APERTO SEGNO

Era in penser d'amor quand'i'trovai - Guido Cavalcanti


Ballata Abbiamo le ballate dalla metà del 200, Guittone, ? E gli stilnovisti. Manca qualcosa Ci sono arrivate solamente ballate d'amore, ce ne sono
anche altre ma soprattutto a tema amoroso

Era in penser d’amor quand’ i’ trovai Nel senso di ero.


due foresette nove. Forsette: al di fuori della città, possiamo dire delle giovani ragazze di campagna
L’una cantava: «E’ piove
gioco d’amore in noi».

Era la vista lor tanto soave Una cantava "in noi si sparge gioia d'amore". Riferimento alle poesie trovadoriche.
e tanto queta, cortese e umìle, Corrispondenza tra quella che provano le due donne, affinità della condizione
ch’i’ dissi lor: «Vo’ portate la chiave sentimentale che rasserena l'io. Una delle prime volte che viene data la parola alla donna
di ciascuna vertù alta e gentile. amata. Non abbiamo dettagli definiti per definire questo luogo, siamo chiaramente in un
Deh, foresette, no m’abbiate a vile ambiente esterno, invece per gli altri testi non c'erano gli elementi per ricondurre ad un
per lo colpo ch’io porto; luogo. Poi ci sono ben due personaggi femminili, hanno un ruolo in quello che è successo.
questo cor mi fue morto
poi che ’n Tolosa fui.» Classica rappresentazione delle donne dello Stilnovo

Elle con gli occhi lor si volser tanto Non ha timore di parlare con loro, perché riconosce la loro umiltà
che vider come ’l cor era ferito
15e come un spiritel nato di pianto
era per mezzo de lo colpo uscito.
Poi che mi vider cos’ sbigottito,
disse l’una, che rise: Grande elemento di novità, abbiamo una novità e non è assolutamente comune. Non
«Guarda come conquise abbiamo solo lo spazio implicito di prima, ma anche lo spazio attraverso il toponimo
forza d’amor costui!» Tolosa.

L’altra, pietosa, piena di mercede, Siamo dentro le convenzioni dove viene sceneggiata al vita interrio
fatta di gioco in figura d’amore,
disse: «’L tuo colpo, che nel cor si vede,
fu tratto d’occhi di troppo valore,
che dentro vi lasciaro uno splendore
ch’i’ nol posso mirare.
Dimmi se ricordare
di quegli occhi ti puoi».

Alla dura questione e paurosa


Come se la gioia di amore le desse un'aspetto tale che sembrasse amore in persona
la qual mi fece questa foresetta,
i’ dissi: «E’ mi ricorda che ’n Tolosa
donna m’apparve, accordellata istretta,
Amor la qual chiamava la Mandetta;
giunse sì presta e forte,
che fin dentro, a la morte,
mi colpîr gli occhi suoi». Ribadisce il luogo preciso

Molto cortesemente mi rispuose


quella che di me prima avëa riso.
Disse: «La donna che nel cor ti pose Altri manoscritti portano delle altre testimonianze. A lui interessa che questo dettaglio fosse degno di
co la forza d’amor tutto ’l su’ viso, essere inserito nel testo
dentro per li occhi ti mirò sì fiso,
ch’Amor fece apparire. Nome ricorrente, che noi possiamo ricondurre all'amore. Altro dettaglio di realtà, elemento che
Se t’è greve ’l soffrire, sorprende all'interno di quella formalizzazione convenzionale che stringe.
raccomàndati a lui».
Quasi a causare la mia morte con quegli effetti violenti
Vanne a Tolosa, ballatetta mia,
ed entra quetamente a la Dorata,
ed ivi chiama che per cortesia
d’alcuna bella donna sie menata
dinanzi a quella di cui t’ho pregata;
e s’ella ti riceve, Coerente con la teatralizzazione della vita interiore, amore comparve. Fuori di metafora sta a significare,
dille con voce leve: che amore apparve.
«Per merzé vegno a voi».

Letteratura italiana Pagina 16


Era in penser d'amor quand'i'trovai
Due forssete nove
L'un cantava:- è piove
gioco d'amore in noi
Era la vista lor tanto soave
E tanto queta, cortese e umile
Ch'i'dissi lor: -Vo' , portate la chiave
Di ciascuna vertù alta e gentile
Deh, forsette, no m'abbiate a vile
Per lo colpo ch'io porto;
Questo cor mi fue moto
Poi che n'Tolosa fui
Elle volsero il loro sguardo su di me
E uno spirito nato dal pianto
Era uscito dalla ferita
Dopo che mi avevano visto così sbigottito
Una mi disse come
La potenza di amore di costui
Manca qualcosa
L'altra pietosa, piena di mercede
Fatta in gioco di figura d'amore. Disse al tuo corpo del l cor si vide. Fu tratto d'occhi di troppo valore . Che dentro vi lasciarono uno splendore. Che
io non posso guardare. Dimmi se puoi ricordarti chi ti ha causato tutto questo male che non riesco nemmeno a vedere
Manca qualcosa
Alla domanda crudele che mi pose la giovane ragazza di campagna. Mi ricordo che a Tolosa, mi apparve una donna con un corpetto stretto. Che
amore chiamava la Mandetta. Così improvvisa e forte che gli occhi suoi mi colpirono fin dentro e fino alla morte. Quasi a causare la mia morte con
quegli effetti violenti. Quella che mi prima aveva sorriso di me mi rispose in modo molto cortese e disse che "La donna che ti pose nel cuore tutto il
suo viso, con la potenza di amore. Ti guardò in maniera così fissa dentro gli occhi che fece apparire amore". Se il soffrire ti è insopportabile chiedi
sollievo ad amore. Vai a Tolosa e entra in silenzio alla dorade. E li chiedi che tu sia condotto per cortesia da qualche bella donna. Contesto più
delineato del solito, toglie l'elemento del vago. Lo fa all'interno di uno dei generi più in assoluto convenzionali che esistano, crea un testo che parte
dalla pastorella. Quel testo in cui un poeta si presenta in un campo e trova una pastorella e lei le si concede. C'è un dialogo, usa l'involucro della
pastorella per farne qualcosa di diverso.

Si pensa che possa essere derivata da un'esperienza avvenuta realmente, o quanto meno di un passaggio di Cavalcanti per Tolosa.

Saggio di Giunta caricato su moodle "Perch'io no spero di tornar giammai"

Introduzione a Dante
Dante lirico: il corpus delle Rime
Possiamo considerare rime quelle che non ha incluso in altre raccolte
➢ Convivio: vuole che noi la leggiamo in quella
➢ Vita nova

Cosa rimane
- Rime giovanili: quelle prima di Beatrice
- Petrose: ritornano immagini di particolari asprezza
- Corrispondenza

Circa una sessantina, gli editori non sono tutti d'accordo.


Copio slide le rime edizione e commenti principali

EDIZIONI
- Barbi: riordinate secondo una specie di cronologia, di pensare a quando Dante potrebbe averle composte
- De Robertis: ha messo al centro la tradizione del testo e ha valorizzato quello che quella trasmissione sembra dirci dal corpus. Non è
un'ordinamento cronologico, ma basato sulla testimonianza della tradizione manoscritta. Tra queste ci sono anche le canzoni del convivio,
non ci sono solamente le rime sparse

Commenti:

- Contini
- Barolini e gargnolati: hanno incluso anche quelle della Vita Nova
- Giunta: ordine cronologico, tiene comunque conto del lavoro di Robertis
- Grimaldi ?

Da dove deriva al difficoltà


- No appigli cronologici, usare lo stile come criterio non è giusto, ed è molto pericoloso. Non è un criterio affidabile, ci sono magari dei motivi
forti che per alcuni ce lo fanno dire, ma per altri no.
- Non si ha un ordinamento d'autore. Non si può escludere che l'ordine di Boccaccio sia comunque fatto dall'autore, per Dante non possiamo
dirlo. Scelte sono diverse da autore ad autore, si riferisce alle varie edizioni, numerazioni per orientarci tra le varie edizioni

Letteratura italiana Pagina 17


8. Dante - Vita Nova
venerdì 4 marzo 2022 08:31

Ricopio schema della vita nova

A tutto quello che succede a Dante ha una ripercussione nel suo stile poetico
Due avvenimenti importanti
1. Passaggio alla poesia della lode
2. La morte di Beatrice

Passo della Vita Nova 10


Dante, Vita Nova, 17

Saggio di Giunta: "Ancora su Dante lirico"


Diverso da quello di Dante, differenza tra un sonetto di Giacomo da Lentini, si loda la donna in maniera molto più descrittiva -si elencano
soprattutto le caratteristiche fisiche, risulta quasi un'elenco-

Tanto gentile e tanto onesta - Dante Alighieri


Sintassi della frase aderisce alle ripartizioni metriche, nitida. Dentro ciascuna partizione il rimatore possa muove le parti sintattiche:
enjambement

Equilibrio sottili tra la sintassi con le partizioni metriche e quello che succede all'interno delle quartine e delle terzine.

Enjambement:
- Il soggetto arriva secondo nel primo verso, elemento messo in primo piano
- Sottolineano movimento anche sul piano del contenuto, non sono impegnative, ma queste lo sono.
- Nell'ultima ci suggerisce il movimento
Uso attento dell'espediente
Frasi consuete per gli stilnovisti:
- Tanto gentile e tanto onesta che nessuno riesce a parlare quando la vede
- Altro che: che da una dolcezza al cuore, che scalda il cuore
Riesce a darci una sorta di dinamismo

Nei siciliano non ci sono collegamenti tra le quartine e le terzine

La morte della donna amata


Fa inserire nella storia Beatrice in un modo diverso inserisce una serie di ?.
- Compimento della radicale trasformazione dell'amore, che diventa abbastanza

Dopo la morte di Beatrice alimenta il sentimento d'amore e il pensiero

M .Berisso, Introduzione a Poeti dello Stilnovo pp 18-20


L'amore deve sopravvivere alla morte dell'amata. Diventa vero anche per Dante. I primi testi sono ancora Cavalcantiani, è ancora immerso
in quell'idea dell'amore che non verrà mai ricambiata. Il cedimento di Dante lo fa scrivere i suoi sonetti, il suo bisogno di essere consolato lo
impedisce di vedere che cosa sta succedendo

Quello che Dante fa è concepire l'amore e la ragione assieme. Con la donna gentile fa un passo indietro, fa un discorso sull'oggetto e su che
cosa se ne può ricevere. Qui chiede consolazione, la poesia e l'amore nono sonno autosufficienti.

Lui crede che sia un'amore nobile e invece è un'amore ?

Forma della vita nova


Nuova in che senso, ipotesi più corretta:
- Rinnovata: nuova dalla presenza di Beatrice nella sua vita

Forma prosimetrica:
Prosimetro che ha due accezioni:
1. Ampia: mista di prosa e versi, valida oggi, ma anche nel Medioevo. Ci sono vari contesti, le parti in versi possono essere sc ritte in rime
diverse, possono esserci più rime che versi ecc..
2. Ristretta: (Vd. Battaglia Ricci in Comboni Di riccio 200 p57-96) Intrecciare prosa e versi in maniera molto precisa, insieme organico. I
versi contribuiscono a tutto, hanno lo stesso peso all'interno dell'opera

Si vede a occhio quando ci sono i versi e quando c'è la prosa, non sempre stato così evidente. Legittima una pria domanda riguardo a come
ci dobbiamo porre davanti a un testo così

Come dobbiamo intendere la Vita Nova?


Dobbiamo intenderla come sequenza di testi tenuta insieme da raccordi prosastici?

Letteratura italiana Pagina 18


Dobbiamo intenderla come sequenza di testi tenuta insieme da raccordi prosastici?
Una prosa intervallata da componimenti in versi?

Piano genealogico?
Tradizione manoscritta ci attesta una circolazione di manoscritti estranea a manca qualcosa
I testi in versi si pensa siano anteriori alla produzione della parte in prosa. Non possiamo pensare che non ci siano revisioni o commenti, è
stato un lavoro di elaborazione. Alcuni studiosi sostengono che ci siano stati dei testi che sono stati scritti apposta per la Vita Nova.

La novità è la prosa, consente di inserire in una narrativa dove viene raccontata una storia in cui i testi lirici esprimono determinate
occasioni che Dante ha vissuto.

Grande attenzione che Dante da ai dettagli lo rende credibile, non si mette in discussione la sua veridicità. Non mettiamo in discussione il
fatto che alcune esperienze siano realmente accadute

Sequenza di unità di senso che possiamo immaginare come i capitoli organizzate attorno alla parte in versi.
- Di solito prima troviamo quella che Dante chiama ragione, quella di solito si chiama prima. Racconta le circostanze che avrebbero
creato i componimenti.
- Divisione: parte commentativa
- Versi: il componimento stesso

Oltre alla struttura di ciascuna delle partizioni, alcuni studiosi hanno cercato di individuare delle macro unità.
Da dove prende ispirazione Dante per l'ordine che sceglie di adottare. Non c'è solamente nella tradizione

Fonti della ragione e delle divisioni:


1. Vidas e razos Paratesto, esempi pedagogici, come altri canzonieri o raccolte, dove si trovano queste aperti in prosa dove si
spiegavano le condizioni all'origine dei testi, faceva parte del modo in cui veniva letta la poesia. L'uso stesso della paro la ragione
2. Divisio Taextus Divisione del testo, procedimento analitico. Suddividere un testo della quale si stava parlando, in funzione alla
spiegazione del testo.
Es: Salmi della Bibbia vengono divisi in questa maniera.

Dove poteva trovare tutte e due queste cose assieme?


Nei commenti dei classici nomi degli studiosi che univano due parti: una di spiegazione e una di commento:
- Parte introduttiva: riportava la biografia dell'autore accessus ad auctores. Veniva messo prima del testo
- Intorno al testo si metteva un commento: qualcosa di più simile a quello che Dante fa.

C'è nelle ragioni, come spiegazione delle circostanze della quale veniva creata
Elemento che potrebbe darci una spia di ? Manca qualcosa

Ipotesi di Meneghetti:
Non soltanto è possibile che Dante si sia ispirato ai commenti ai classici, aggiunge che le vidas e le razos sono state influenzate da quella
tradizione.
Presenterebbero lo stesso concetto di quello che ha fatto Dante. Ci sarebbe questa realtà dietro, anticipa ancora di più il modello di ?

In che cosa sono simili e dove sta la differenza:


Somiglianze:
- Contenuto entrambi illustrano l'origine di ciò che poi viene detto nel testo, motivo per cui il testo sarebbe stato scritto. Impostazione
che esprime la causa
- Dante chiude la ragione con la citazione dell'incipit del testo (le razos si presentavano di seguito, quindi sono ancora una stanza
intervallata

Differenze:
- Dante è la stessa persona che scrive le razos
- Non rimangono separate dal testo. Si presenta come un libro unitario, non come una raccolta di novelle, ha una sorta di stori a e di
tematica, ha una filo conduttore
- Le razos avevano sviluppi abbastanza grandiosi, anche quasi non verosimili. Ci pone a credere a questa cosa. Questo non esclu de il
fatto che ci siano ?Manca qualcosa

Quale altro modello

De consolatione philosophiae
Nel periodo della sua prigionia viene scritta questa opera:
- Non ha la stessa forma della vita nova
Manca qualcosa

- Trasmissione del testo: ci dice di averlo letto. Manoscritto accompagnate da glosse, la famosa ripartizione poteva venire anc he da
qui, non c'è bisogno nemmeno neanche di vedere la divisione di prima, basta guardare come leggevano le opere dei classici al tempo
di Dante.
- Carrai: per manca qualcosa

Letteratura italiana Pagina 19


- Carrai: per manca qualcosa
- Lombardo: in generale il prosimetro di Boezio avrebbe portato ad un'idea di parallelismo rispetto all'opera Manca qualcosa

Dopo la morte di Beatrice ha letto manca qualcosa

Manca qualcosa

Non solo narra ma li commenta, controlla il significato, ci suggerisce come vanno letti. Dante ricopre tutti i ruoli necessari per raccogliere e
formare il suo prosimetro

Per il fatto che viene presentato una sequenza ben pensata dell'ordine dei testi poetici e dei commenti. Un canzoniere molto particolare,
strutturato in modo completamente diverso.

Se è vero, in maniera paradossale potremmo dire che il primo canzoniere è il prosimetro. Possiamo percepire una certa difficoltà di creare
un canzoniere d'autore senza la prosa, che aiuta il lettore a leggere le parti in versi ,Dante vuole che vadano letti come vuole lui

Come si farà a fare a meno della prosa?


- Modello del canzoniere prosimetrico è fondativo, senza la vita nova non ci sarebbe nemmeno il Canzoniere di Petrarca, non ha
attecchito, non ci sarà mai un canzoniere con la stessa forma.

Ci sono più personaggi che prendono la parola. Non leggiamo mai testi chiusi in cui l'autore ci indica il significato, è qualcosa che si avvicina
sempre di più al teatro. I personaggi parlano sulla scena, ci sono tante persone che parlano

Letteratura italiana Pagina 20


9. Dante - la dispietata mente, E m'incresce di me
mercoledì 9 marzo 2022 08:30

INFO PRATICHE:
- No lo doloroso amor
- Domani no lezione
Testi di Dante

Canzone genere metrico più alto, nel De vulgari eloquentia (riferimento al manuale di metrica). Struttura fondamentale: stanze con lo
stesso schema, nella canzone antica è composto da due parti: prima parte ABCABC (Dante li chiama piedi); la seconda parte si chiama
sirma ed è indivisibile.

Congedo: può rimare in vario modo.


Tante rime per la sirma, caratteristica tipica, finire con la rima baciata
Maiuscole> endecasillabo (ritmo lento, quasi monotono)
Minuscole> settenario

La dispietata mente - Dante Alighieri

La dispietata mente, che pur mira La memoria crudele che pur guarda al tempo che è passato mi
di retro al tempo che se n'è andato, attacca al cuore a uno dei lati. E il desiderio amoroso che mi
da l'un de' lati mi combatte il core; attira verso il. Agisce con la forza dell'amore da una parte e la
e 'l disio amoroso, che mi tira mente che lo riporta indietro dall'altra.
ver lo dolce paese c'ho lasciato,
d'altra part' è con la forza d'Amore; E dentro di me non sento sufficiente forza vitale che possa
né dentro i' sento tanto di valore difendersi a lungo (che possa resistere a lungo) se non vengono
che lungiamente i' possa far difesa, da voi (riferendosi alla donna).
gentil madonna, se da voi non vene:
però, se a voi convene Perciò (=però) è proprio questa la volta che vi conviene fare
ad iscampo di lui mai fare impresa, qualcosa per salvare il cuore.
piacciavi di mandar vostra salute, Piaccia al cuore mandare il saluto che sia rafforzi la sua forza
che sia conforto de la sua virtute. vitale.

Piacciavi, donna mia, non venir meno Questa volta chiedo di non ignorare il mio cuore, che vi ama
a questo punto al cor che tanto v'ama, tanto, che è arrivato a questo punto e aspetta solo il vostro aiuto.
poi sol da voi lo suo soccorso attende; Quando penso che voi per mano d'amore siete dipinta nel cuore.
ché buon signor già non ristringe freno Così voi dovete avere cura del cuore. Dio ci considera più preziosi
per soccorrer lo servo quando 'l chiama, perché siamo fatti alla sua immagine
ché non pur lui, ma suo onor difende. Non abbandonare così il cuore che ti ama tanto. Il buon vassallo
E certo la sua doglia più m'incende, infatti non rallenta per soccorrere il servo ma gli presta sempre
quand'i' mi penso ben, donna, che vui aiuto.
per man d'Amor là entro pinta sete:
così e voi dovete
vie maggiormente aver cura di lui;
ché que' da cui convien che 'l ben s'appari,
per l'imagine sua ne tien più cari.

Se dir voleste, dolce mia speranza, Se voleste suggerire di non prestarmi subito il soccorso, sappiate
di dare indugio a quel ch'io vi domando, che io non tollero più, non sopporto più l'attesa perché sono
sacciate che l'attender io non posso; giunto al fine della sua resistenza.
ch'i' sono al fine de la mia possanza. Voi non potete non sapere che io sono in questa situazione, dal
E ciò conoscer voi dovete, quando momento nella quale mi sono messa a cercare l'ultima speranza
l'ultima speme a cercar mi son mosso; possibile.
ché tutti incarchi sostenere a dosso Perché l'uomo deve sostenere su di se tutti i carichi, tutti i pesi,
de' l'uomo infin al peso ch'è mortale, fino a quello che lo può uccidere. Prima di mettere alla prova il
prima che 'l suo maggiore amico provi, suo migliore amico, poiché non sa come l'amico si comporterà
poi non sa qual lo trovi: durante il bisogno.
e s'elli avven che li risponda male, Se accade che non lo aiuti, non c'è nulla che causi così tanta
cosa non è che costi tanto cara, sofferenza, perché alla morte si unisce l'amarezza di essere stato
che morte n'ha più tosto e più amara. deluso dal suo migliore amico

E voi pur sete quella ch'io più amo,


e che far mi potete maggior dono, Nella quale la mia speranza più risiede. Voglio essere vivo
e 'n cui la mia speranza più riposa; solamente per servirvi (metafora feudale). Chiedo e desidero
che sol per voi servir la vita bramo, quello che per voi è onore, ogni altra cosa mi causa un dispiacere.
e quelle cose che a voi onor sono Potete darmi quello che altri non rischia a darmi/potete darmi ciò
dimando e voglio; ogni altra m'è noiosa. che altri non sono in grado di darmi. Perché amore ha messo nelle
Dar mi potete ciò ch'altri non m'osa, vostre mani la mia vita e la mia morte, tutto ciò che mi riguarda, il
ché 'l sì e 'l no di me in vostra mano mio destino. Per cui io mi ritengo importante. La fiducia che
ha posto Amore; ond'io grande mi tegno. pongo in voi, deriva dal vostro contegno benevolo perché
chiunque vi guarda dall'esterno capisce che dentro c'è pietà

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dimando e voglio; ogni altra m'è noiosa. che altri non sono in grado di darmi. Perché amore ha messo nelle
Dar mi potete ciò ch'altri non m'osa, vostre mani la mia vita e la mia morte, tutto ciò che mi riguarda, il
ché 'l sì e 'l no di me in vostra mano mio destino. Per cui io mi ritengo importante. La fiducia che
ha posto Amore; ond'io grande mi tegno. pongo in voi, deriva dal vostro contegno benevolo perché
La fede ch'eo v'assegno chiunque vi guarda dall'esterno capisce che dentro c'è pietà
muove dal portamento vostro umano; (costruzione tipica dello stilnovo)
ché ciascun che vi mira, in veritate
di fuor conosce che dentro è pietate.

Dunque vostra salute omai si mova, Il vostro saluto a questo punto, si muova e entri nel mio cuore. Ma
e vegna dentro al cor, che lei aspetta, sappia che l'entrata del cuore (immaginato come un portone) è
gentil madonna, come avete inteso: serrata dal giorno nella quale è stato catturato da amore.
ma sappia che l'entrar di lui si trova L'ingresso nel cuore è sbarrato a tutti se non agli inviati da amore,
serrato forte da quella saetta che sono pieni della virtù di amore stesso. Periò nella mia attuale
ch'Amor lanciò lo giorno ch'i' fui preso; condizione di assedio, l'arrivo sarebbe un danno se il suo arrivo
per che l'entrare a tutt'altri è conteso, non fosse degli inviati da amore. Fate in modo che il vostro saluto
fuor ch'a' messi d'Amor, ch'aprir lo sanno sia un saluto amoroso, altrimenti non potete entrare.
per volontà de la vertù che 'l serra: Traducono in termini concreti quello che accade all'interno del
onde ne la mia guerra cuore
la sua venuta mi sarebbe danno,
sed ella fosse sanza compagnia
de' messi del signor che m'ha in balia.

Canzone, il tuo cammin vuol esser corto; Devi fare infetta perché tu dai che ancora per poco tempo ormai può aver luogo
ché tu sai ben che poco tempo omai ciò per cui tu ti muovi. Il successo della tua missione può essere ancora per poco
puote aver luogo quel per che tu vai. tempo. (riferito direttamente alla donna)

Prima strofa:
- Riferita alla donna; (riferimento "gentil madonna")
- Dove finiscono i piedi c'è un passaggio logico del discorso
- Mente=memoria
- Cuore combattuto dalle due forze al tempo stesso: amore e mente, uno indietro nel tempo e
dall'altro il desiderio amoroso che mi trascina verso il paese che ho lasciato. Possiamo collegare lo
spazio e il tempo. Vengono spartiti tra quello che fa il desiderio e quello che fa la mente
- Collegamento tra la situazione in cui l'io si trova e la donna

Seconda strofa
- Perché il buon signore non tira la briglia quando lo chiama? Ricorda la metafora feudale > vale
ancora per lo stilnovo, gruppo di immagini che permane. Sopravvivenza dell'immagine di quel
contesto sociale.
- L'immagine della donna dipinta nel cuore, rievoca Meravigliosamente di Giacomo da Lentini. Con
l'innovazione che la pittura viene eseguita da Amore.
- Nella prima stanza non avevamo il riferimento alla figura e il rapporto al vassallaggio che c'è
adesso. Rimandano ad una tradizione già consolidata.
- Immagine finale di Dio a sua volta ricorda Meravigliosamente, chi crede di salvarsi per la sua fede
pur non vedendo avanti
- Sta usando delle argomentazioni per convincere la donna, servono che l'io adduce per giustificare
l'idea del soccorso.

Terza strofa
- Rapporto tra le qualità interiori e quelle esteriori, presente anche in Guinizzelli
- Aumenta la richiesta come se fosse quasi esasperato, come se fosse esasperato
- Testo rivolto alla donna, richiesta diretta
- Progressione logica, siccome lei ha nelle sue mani il suo destino, a maggior ragione lo dovrebbe
aiutare

Quarta strofa
- Salute: saluto della donna, non vuol dire salvezza. Quello che lui sta chiedendo
- Cos'è questo giorno: al giorno nella quale se ne era innamorato
- Cosa fa venire in mente la saetta che amor lanciò? Fa venire in mente la stessa figura del dardo di
Guinizzelli e la saetta della torre di Cavalcanti. Attinge allo stesso tipo di repertorio
- Immagina che quel dardo da una consistenza oggettiva qualcosa di metaforico, lo fa attraverso
termini completamente concreti

Testo che funziona per addizione, aggiunge argomenti per persuadere al donna. Canzone statica che non
evolve, coerente con alcune caratteristiche:
- Rivolgersi direttamente alla donna (unica di Dante)
- Non sviluppa una narrazione, ma ha una richiesta.
- I motivi e le immagini sono fortemente connotate, legate alla poesia precedente
- Qualcosa di nuovo è quello del saluto (tema molto importante nella vita nova).

Letteratura italiana Pagina 22


È increscente di me

E’ m’incresce di me sì duramente, Ho compassione di me in modo così aspro che la


ch’altrettanto di doglia sofferenza mi porta dolore si la pietà che la
mi reca la pietà quanto 'l martirio, tortura. Perché dolorosamente sento contro la
lasso, però che dolorosamente mia volontà raccogliersi l'aria dell'ultimo sospiro
sento contro mia voglia (condizione estrema) . Dentro il cuore che i begli
raccoglier l’aire del sezza’ sospiro occhi della donna ferirono quando amore gli
entro ’n quel cor che i belli occhi feriro aprisse con le sue mani per portarmi al tempo
quando li aperse Amor con le sue mani che mi distrugge. Quanto amichevoli e dolci
per conducermi al tempo che mi sface. erano quando si alzarono verso di me gli occhi
Oimè, quanto piani, quando incominciarono a uccidermi
soavi e dolci ver me si levaro, (enjambement) dicendo "La nostra luce porta
quand’elli incominciaro pace".
la morte mia, che tanto mi dispiace,
dicendo "Nostro lume porta pace"!

"Noi darem pace al core, a voi diletto" Gli occhi dicevano che avrebbero dato pace e
diceano a li occhi miei piacere a voi. Appena si accorgono che lui si era
quei de la bella donna alcuna volta; innamorato di lei se ne vanno, attraverso la loro
ma poi che sepper di loro intelletto capacità di discernimento (raziocinio). Il mio
che per forza di lei intelletto era già preso, loro se ne andarono con i
m’era la mente già ben tutta tolta, messaggeri di amore e da quel momento non si
con le insegne d’Amor dieder la volta; rivedranno mai più. Di conseguenza l'anima mia è
sì che la lor vittoriosa vista rimasta infelice, che aspettava il conforto degli
poi non si vide pur una fiata: occhi. La condizione del passato è venuta meno,
ond’è rimasa trista adesso ritorna al presente.
l’anima mia che n’attendea conforto, Il cuore ritorna alla sede dell'anima e deve uscier,
e ora quasi morto non può rimanere qui. (stesso espediente, serve a
vede lo core a cui era sposata, collegare le due strofe)
e partir la convene innamorata.

Innamorata se ne va piangendo Amore la caccia dal cuore, l'anima si muove da


fora di questa vita qui lamentandosi in modo tale che prima che se
la sconsolata, ché la caccia Amore. ne vada Dio la ascolta con pietà. Continua
Ella si move qinci sì dolendo, sempre a seguire l'azione dell'anima. Si è
ch’anzi la sua partita rinchiusa al centro dal cuore con quella forza
l’ascolta con pietate il suo fattore. vitale che rimane in vita solo se ? In questo
Ristretta s’è entro il mezzo del core momento in cui deve uscire da fuori, si lamenta
con quella vita che rimane spenta con amore, e gli spiriti piangono per la sua
solo in quel punto ch’ella si va via; perdita (trasformazione in una serie di azioni di
e ivi si lamenta quello che cade nella dimensione interiore.
d’Amor, che fuor d’esto mondo la caccia; Questo è quello che sta succedendo perché gli
e spessamente abbraccia occhi sono stati sottratti al cuore.
li spiriti che piangon tuttavia,
però che perdon la lor compagnia.
L'immagine di questa donna è insediata ancora
L’imagine di questa donna siede
nella memoria la dove la pose colui che la guidò
su ne la mente ancora,
nel cuore, amore. Non le dispiace del male che lei
là ’ve la pose quei che fu sua guida;
vede (crudeltà della donna) ancora più bella che
e non le pesa del mal ch’ella vede,
mai, sembra che sorrida. Solleva gli occhi, che
anzi vie più bella ora
uccidano e urla contro l'anima che sta piangendo,
che mai e vie più lieta par che rida;
piange il suo proprio distacco del corpo che sta
e alza li occhi micidiali, e grida
per andarsene.
sopra colei che piange il suo partire:
Gli occhi gli stanno dicendo di andarsene (pace
"Vanne, misera, fuor, vattene omai!".
che non viene mantenuta) il desiderio vuol die
Questo grida il desire
l'immagine della donna. Desiderio che mi
che mi combatte così come sole,
combatte come è solito fare, benché faccia meno
avvegna che men dole,
male perché la mia capacità di sentire è più
però che ’l mio sentire è meno assai
vicino dai lamenti (sofferenza diminuita dal fatto
ed è più presso al terminar de’ guai.
che sta per morire)
Lo giorno che costei nel mondo venne,
Il giorno in cui lei nacque, se si ricorda bene, il
secondo che si trova
mio corpo di infante fece esperienza di
nel libro de la mente che vien meno,
un'inaudita, nuova, di una sofferenza delle
la mia persona pargola sostenne
facoltà vitali, tale che i fece paura.
una passion nova,
Questa tale che le mie funzioni vitali, caddi a
tal ch’io rimasi di paura pieno;

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secondo che si trova
mio corpo di infante fece esperienza di
nel libro de la mente che vien meno,
un'inaudita, nuova, di una sofferenza delle
la mia persona pargola sostenne
facoltà vitali, tale che i fece paura.
una passion nova,
Questa tale che le mie funzioni vitali, caddi a
tal ch’io rimasi di paura pieno;
terra, svenni (idea di qualcosa di sconvolgente
ch’a tutte mie virtù fu posto un freno
anche solo dalla nascita di beatrice) lo spirito
subitamente, sì ch’io caddi in terra,
della vita, che ha sede nel cuore, tremò così forte
per una luce che nel cuor percosse:
che secondo lui fosse giunta la sua ora.
e se ’l libro non erra,
Ora se ne addolora amore/Dio (intendendo
lo spirito maggior tremò sì forte,
questo come mondo; ci riporta al presente)
che parve ben che morte
per lui in questo mondo giunta fosse:
ma or ne incresce a quei che questo mosse.

Quando m’apparve poi la gran biltate Continuiamo sulla linea del tempo. Il giorno in cui
che sì mi fa dolere, la ha vista la prima volta. Ci troniamo dal passato,
donne gentili a cu’ i’ ho parlato, tempo successivo dal giorno in cui lei nacque.
quella virtù che ha più nobilitate, Quando poi vide la bellezza che lo fa soffrire
mirando nel piacere, anche del presente. (allocuzione alle donne
s’accorse ben che ’l suo male era nato; gentili, si spiega perché non può parlare a tutti di
e conobbe ’l disio ch’era creato Beatrice, ma solamente alle donne gentili;
per lo mirare intento ch’ella fece; riferimento alla vita nova) la vista si rende conto
sì che piangendo disse a l’altre poi: di questo, che alle altre facoltà parla e dice:
"Qui giugnerà, in vece arriverà nel cuore, quella figura che mi spaventa
d’una ch’io vidi, la bella figura, governerà tutto ogni volta che vuole (ci
che già mi fa paura; congiungiamo a quello che ha causato quella che
che sarà donna sopra tutte noi, è stata la condizione di partenza, che al tempo di
tosto che fia piacer de li occhi suoi". Dante è inedito)

Io ho parlato a voi, giovani donne, Mi sono rivolto a voi, che siete innamorate,
che avete li occhi di bellezze ornati perché proteggiate le mie poesie. (trattate come
e la mente d’amor vinta e pensosa, dei testimoni) e vi perdono la morte a quella
perché raccomandati bella cosa, che è la donna
vi sian li detti miei ovunque sono;
e ’nnanzi a voi perdono
la morte mia a quella bella cosa
che me n’ha colpa e mai non fu pietosa.

Canzone movimentata riprendo le rime della sirma. Canzone non convenzionale 6 strofe + congedo.
Prima stanza
- Continuo passaggio dal passato al futuro (continua su tutto il testo)
- Non si riferisce a nessuno direttamente
- Assonamenti della d e della s
- Due entità che recano dolore: il tormento e la pietà

Seconda stanza:
- Ripresa della parola parola dell'ultimo verso della stanza (kapfinidrade)
- Non segue la cronologia ma la mente
- Allitterazione della v

Terza stanza
- Metafora del libro della memoria, fa riferimento alla vita nova
- Teatralizzazione di un avvenimento che accade a livello interiore in una temporalità molto più complessa rispetto a quelle ch e
abbiamo visto prima.

Quarta stanza
- Entra il personaggio della figura dell'immagine nel cuore della donna
- Non dispiace all'immagine della donna quando vede che l'uomo soffre, anzi, sembra che sorrida
- Violenza della messa in scena di quello che accade all'interno al cuore
- Sofferenza indebolita dal quanto sta soffrendo

Quinta stanza
- Il libro della mente che vien meno, inizio della vita nova. Metafora della memoria come libro, portano gli studiosi a pensare
che questo testo sia molto vicino alla vita nova e che quindi il testo si riferisca a Beatrice
- Interpretazioni: o sta invecchiando, o perché stanno venendo a meno le sue facoltà
- Allitterazione della p

Congedo
- Riprende lo schema della sirma
- Manca qualcosa

Retrogradatio cruciata:

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Retrogradatio cruciata:

Perché canzone non convenzionale?


Sirma più lunga di un verso. Più settenari rispetto alle altre canzoni che abbiamo incontrato, 2 nei piedi e due nella sirma.
Rendono il ritmo della canzone più scorrevole, a livello visivo si vede che è diversa

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10. Manca la lezione
mercoledì 16 marzo 2022 08:31

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11. Petrarca
mercoledì 16 marzo 2022 08:31 Domani canzone 50

Rvf 1 - Francesco Petrarca

il sonetto proemiale
Giovanile errore. Distinzione di due tempi diversi, passato e presente
Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ’l core
Quando io dice al verso otto "spero trovar pietà nonché perdono" per
in sul mio primo giovenile errore
che cosa si scusa, per che cosa vuole ottenere il perdono?
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono, 4
Vario stile: vario in un doppi senso, aspetto legato alla circolazione
delle rime, che corrispondono agli stati d'animo. Vario anche nel
del vario stile in ch’io piango et ragiono
senso che è segno di quello stesso disordine, della stessa dissipazione
fra le vane speranze e ’l van dolore,
del vario stile. Instabilità interiore, sia sprecate, dissipate, usate
ove sia chi per prova intenda amore,
male.
spero trovar pietà, nonché perdono. 8
Dal punto di vista fonico, crea un legame per il modo in cui la
Ma ben veggio or sì come al popol tutto
vergogna che deriva dalla consapevolezza dell'errore giovanile, e del
favola fui gran tempo, onde sovente
vario stile. Porta anche qualcosa di buono: conoscenza che tutto ciò
di me medesmo meco mi vergogno; 11
che è piacevole nella vita terrena è effimero. Nella seconda parte c'è
l'aspetto dialogico con noi.
et del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto,
e ’l pentersi, e ’l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno. 14

Funge sia da introduzione da parte come espediente per creare il racconto lirico all'interno del Canzoniere e da conclusione.
Rimane il senso che la conversione non sia completamente conclusa. Guarda la storia da un punto conclusivo.

Strategie di Petrarca
Deve darci il senso della continuità. Accostare nell'ordine, due tre o a volte più testi che riguardano lo stesso argomento.

All'interno della sua raccolta troviamo anche dittici e trittici: ovvero semi raccolte di testi, raggruppate dagli stessi temi
Alcuni esempi:
➢ 45-46 sullo specchio
➢ 77-78 sul ritratto di Laura, di Simone Martini
➢ 91-92 due testi di lutto (per la donna amata dal fratello Gherardo e per Cino da Pistoia)
➢ 110-111 sul saluto
➢ 41-43 il lauro/Laura e il tempo (meteorologico)
➢ 71-73 «cantilene oculorum», ‘canzoni degli occhi’
➢ 199-201 sul guanto
➢ 315-317 «trittico dell’amore senile» (Bettarini), con rimando a 12
➢ 194, 196-198 i sonetti dell’aura (incipit: L’aura…)
➢ 246-254 [tranne 247] presentimenti della morte di Laura
➢ 340-343 + 356 e 359 sogni

Due sul lauto di Laura


Laura e il tempo meteorologico (> a seconda che Laura ci sia c'è il sole oppure piova)
Le canzoni degli occhi
➢ Ci sono dei raggruppamenti di canzoni che hanno un ruolo nell'intera narrativa. Visione più leggera rispetto alla prima
parte

Tradizione filologica del Canzoniere


Principali edizioni e commenti:
➢ Contini: 1949, prima edizione, 1964: commento di un altro studioso. Riguarda il fondamento di quello che bisogna sapere
sul Canzoniere. I saggi sono stati comunque superati, ma i due saggi sono ancora validi: Varianti e altra linguistica. Una
raccolta di saggi (1938-1968), Torino, Einaudi, 1970
- Santagata: tiene conto non solamente delle fonti bibliche ma presenta specialmente le fonti laiche (trovatori, tradizione
volgare ecc.)
- Bettarini: allieva prediletta di Contini, considerata una delle massime esperte di Petrarca. Da questo commento, gli
studiosi hanno recuperato molto di più anche le fonti bibliche

Letteratura italiana Pagina 27


studiosi hanno recuperato molto di più anche le fonti bibliche
- Sabrina Stroppa: conosce benissimo le fonti bibliche. Dopo una certa età gli studiosi accettano anche i riferimenti della
Bibbia e la accettano come fonte.

Differenze con la tradizione


Alcune differenze con le simili raccolte in circolazione nello stesso periodo possono essere:
- Un’impostazione più scopertamente autobiografica (e insieme esemplare)
- Il canzoniere di una vita (e non il ‘canzoniere di una giovinezza’, come era Vn)
- La dimensione della colpa e del pentimento, in prospettiva anche religiosa (forte presenza della Bibbia come ipotesto > v.
comm. Bettarini e Stroppa)
- L’enfasi su Laura come corpo (di cui si elencano le bellezze) e anima (di cui si celebrano le virtù), entrambi perduti per l’io
dopo la morte di lei
- Il tema del tempo e della memoria (fuga del tempo, vanità dell’amore e della gloria, etc.)
- Attenuazione e spesso scomparsa delle personificazioni in cui si trasponeva la condizione dell’innamorato, a favore
dell’espressione di passioni contrastanti, in continuo conflitto (> lez. 12)
- Frequenza dei riferimenti a luoghi e elementi naturali, ai quali spesso l’io si rivolge direttamente (anche come luoghi
‘mentali’, ricordati, tra i quali il pensiero si muove incessantemente)

L'amore nel Canzoniere


Differenze rispetto alle altre
- Al di là di questo, comunque anche solo il contenuto del Canzoniere da un accezione biografica:
○ Ci sono delle date all'interno del testo
- Non abbandona mai il fatto che sia una storia esemplare, che può avere un'utilità morale per chi la legge
- Canzoniere non di una giovinezza, non si ferma ad un certo punto della vita, ma va fino alla vecchiaia
- Dimensione della colpa e del pentimento, che non avevamo mai visto
○ Colpa non nel senso del traviamento laico, no idea di aver perso la ragione, anche il senso religioso
○ Non è possibile trascura la presenza della bibbia
- Nella rappresentazione di Laura, insistenza molto forte tra rapporto e anima. Senso della separazione tra corpo e anima
○ Serie di metafore e immagini legate al corpo, che son quasi nuove
- Il tempo: continuo rimando e "danza" tra passato e presente
- Attenuazioni di quella rappresentazione personificata di quello che succede all'interno della persona amata
○ Sostituito dal confronto tra emozioni e passioni, da qui quel vario stile, riflette l'instabilità dello stile. Conflitto di
passione, continuamente alternate, per questo vario stile: instabilità dello stile, che riflette la condizione
dell'amante.
- Rispetto di rivolgersi all'amore, si riferisce molto di più a luoghi e ad elementi naturali. Sono chiamati in causa
direttamente, interlocutori alla quale si rivolge l'io.
○ Sia luoghi fisici che rivisitati con il pensiero

I tempo nel Canzoniere


Influenzato dalle confessioni di S. Antonio. Si pensa che già lì il tempo venga utilizzato come espediente letterario
Nel RVF il tempo noi lo analizzeremo in due visioni diverse:
- Tema
- Modo della rappresentazione: modo in cui il modo verbale serve al tempo

Il tempo come tema del Canzoniere


Tipi principali del tempo:
- Lineare: tempo che procede in maniera inesorabile. Fuga del tempo. Procede in maniera lineare anche il tempo con la sua
storia dell'amore con Laura e della storia
Es: Rvf 32 - 311 (riscrive il finale del primo sonetto, conosco io che il mio destino crudele vuole che impari e che vivendo e
piangendo imparo che nessuna cosa può essere piacevole e durare). Canzone 37 seconda stanza (prima in lontananza,
prima in cui viene descritta. Esplicito il tema della fuga del tempo. Le ore sono così veloci a passare, corro verso la morte,
come una fuga. Uso del presente universale, per dire delle verità di ordine generale.

- Tempo circolare: delle stagioni che si alternano e delle stagioni. Anche questo universale, amore che ha questa
caratteristica universale. Dato anche dalle singole giornate, dall'alba al tramonto. Ha a che fare con il tempo universale,
nel senso che è condiviso da tutti i viventi, che ha però questa caratteristica particolare di eccellenza che è il tempo che
non avanza, definito dal giorno dell'innamoramento.

- Tempo che non avanza: petrarchesco per eccellenza. Calcolato da quando lui si innamora. Può essere descritto in maniera
diversa, ma per lui il tempo non scorre come per gli altri esseri viventi, ma interiormente non riesce ad andare avanti,
nonostante il tempo per lui passi come per gli altri.

Il tempo come modo del discorso e del racconto

Letteratura italiana Pagina 28


Il tempo come modo del discorso e del racconto
Già Dante ha introdotto per la prima volta quella capacità di utilizzare il verbo, per creare un racconto o una singola poesia.
Petrarca impara da Dante e lo fa sia a livello macro testuale ma guarda da un punto successivo l'opera. Lo fa anche a livello dei
singoli componimenti, crea quell'andir e veni nel tempo.

Differenze tra l'uso del tempo tra Petrarca e Dante:


- L'andir e veni tra le varie dimensioni del tempo.
○ Quella dominante è il presente, sono dei testi lirici che per genere non sono portati a narrare ma a veicolare una
riflessione.
○ Pensare come se ci fossero tanti monologhi, tanti presenti ad ognuno dei quali viene dato voce. Da qui ci si muove
ad un passato o ad un futuro. Caso dei testi del passato: memorie, futuro: ipotesi, fantasia, immaginazione (anche il
periodo ipotetico che viene usato, uso delle ipotetiche molto più ricco dei poeti precedenti. Classico di Petrarca,
schema che semplifica una realtà molto più complessa, dove ci sono magari sia passato che futuro, creando delle
contaminazioni del tempo.

Rvf 12 - Francesco Petrarca

Se la mia vita da l’aspro tormento Se ipotetico che ci guida fino a questo punto. Mi darà
si può tanto schermire, et dagli affanni, coraggio e amore è la principale e poi c'è un'altra
ch’i’ veggia per vertù de gli ultimi anni, ipotetica. Si rivolge a lei, ma lo è anche dal punto di vista
donna, de’ be’ vostr’occhi il lume spento, 4 tematico, riguarda la possibilità un futuro ipotetico di
raccontarle le sue sofferenze d'amore.
e i cape’ d’oro fin farsi d’argento,
et lassar le ghirlande e i verdi panni, Condizione dell'ipotetica: se riuscirò a sopravvivere ai
e ’l viso scolorir che ne’ miei danni tormenti d'amore tanto da vedere, essendo arrivato in età
a·llamentar mi fa pauroso et lento: 8 avanzata. Usa attributi relativi alla giovinezza, che cosa
hanno in comune le cose che può vedere se andrà avanti
pur mi darà tanta baldanza Amore nel tempo? Riguardano tutti la donna, hanno in comune il
ch’i’ vi discovrirò de’ mei martiri fatto che la raffigurano invecchiata.
qua’ sono stati gli anni, e i giorni et l’ore; 11
Anche se sta immaginando Laura in età avanza ci ricorda
et se ’l tempo è contrario ai be’ desiri, che il viso di ora non riesce comunque a lamentarsi. Il
non fia ch’almen non giunga al mio dolore campo dell'ipotesi è quell'accumuno che allarga il campo
alcun soccorso di tardi sospiri. 14 dell'ipotetica. L'ore - dolore, rima classica ?

Succede che Amore mi darà tanto coraggio che io vi dirò


quanti sono stati gli anni e i giorni delle mie pene amorose

Se la vecchiaia è contrario ai desideri amorosi, non


accadrà che almeno non giunga al mio soccorso il saluto di
Laura, benché arrivati tardi (allitterazione)

Rime: "martiri, sospiri, desiri" ricordano Paolo e Francesca. Ricordano le prime parole con cui Dante
invita Francesca a raccontare cosa fosse successo a lei e a Paolo.
Abbiamo quell'intreccio tra pensiero che si intreccia nel futuro, che poi torna indietro per raccontare
all'amata i giorni delle sue sofferenze. Elemento anche tragico e cupo che lo spinge ad aggiungere il
riferimento

Rvf 315 - Francesco Petrarca

Tutta la mia fiorita et verde etade Alla vecchiaia, quindi oltre la metà della vita. Lo guarda in un tempo
passava, e ’ntepidir sentia già ’l foco successivo. Il primo riguarda lui, la seconda quartina riguarda Laura.
ch’arse il mio core, et era giunto al loco Lei si rassicurava, iniziava ad abbandonare i suoi sospetti. La sua
ove scende la vita ch’al fin cade. onestà dolce, si intravede la possibilità di un incontro favorito dal
passaggio del tempo.
Già incomminciava a prender securtade
la mia cara nemica a poco a poco Nella seconda terzina, era vicino al tempo in cui l'amore si incontra
de’ suoi sospetti, et rivolgeva in gioco con la castità e agli amanti era consentito sedersi assieme e

Letteratura italiana Pagina 29


Già incomminciava a prender securtade
la mia cara nemica a poco a poco Nella seconda terzina, era vicino al tempo in cui l'amore si incontra
de’ suoi sospetti, et rivolgeva in gioco con la castità e agli amanti era consentito sedersi assieme e
mie pene acerbe sua dolce honestade. raccontarsi ciò che gli capita. Messa in scena della conversazione
immaginata prima.
Presso era ’l tempo dove Amor si scontra
con Castitate, et agli amanti è dato Stravolge tutto con l'azione contrastante della morte. Uso della rima
sedersi inseme, et dir che lor incontra. equivoca, quindi con lo stessa parola ma con significati diversi,
sottolinea l'antitesi tra le due situazioni. Immaginava quel momento
Morte ebbe invidia al mio felice stato, di colloquio possibile.
anzi a la speme; et feglisi a l’incontra Manca qualcosa
a mezza via come nemico armato.

Cominciano tutti con la lettera T e continuano con la terza terzina con la P controllo sulla regisrazione
Differenza evidente rispetto a prima:
- Corrispondenza tra metrica e sintassi: si chiude la frase con la terzina. Scelta di questa struttura qualcosa vuol
dire

In questo testo sta guardando al futuro?


No. La cosa particolare, sta pensando al momento in cui avrebbe potuto parlare con Laura in modo tranquillo, non
come qualcosa nel futuro. Viene collocata nel passato, diventa una memoria. Laura qui è già morta, e non si rivolge
direttamente a lei

Rvf 316 - Francesco Petrarca

Tempo era omai da trovar pace o triegua Mi restava poco da aspettare, perché l'età cambia. Per cui il parlare
di tanta guerra, et erane in via forse, della mia condizione con le i non sarebbe stato strano. Che parole
se non che’ lieti passi indietro torse avrei usato per raccontarle tutte le mie sofferenze, che sono sicuro
chi le disaguaglianze nostre adegua: che adesso condivide con me

ché, come nebbia al vento si dilegua, 5 Qui all'inizio non ci dice subito che la cosa non si è realizzata,
cosí sua vita súbito trascorse mentre qui la fantasia non si ferma. Perché in certo senso lo
quella che già co’ begli occhi mi scorse, consola, lo consola anche il fatto che possa soffrire con lui dal cielo.
et or conven che col penser la segua.
Manca qualcosa
Poco avev’a ’ndugiar, ché gli anni e ’l pelo
cangiavano i costumi: onde sospetto 10
non fôra il ragionar del mio mal seco.

Con che honesti sospiri l’avrei detto


le mie lunghe fatiche, ch’or dal cielo
vede, son certo, et duolsene anchor meco!

Rvf 317 - Francesco Petrarca

Tranquillo porto avea mostrato Amore Laura è rassicurata dall'età. Non dice nemmeno arrivò alla
a la mia lunga et torbida tempesta morte, e gli si rivolge direttamente. Nonostante questo, lui
fra gli anni de la età matura honesta continua a fantasticare.
che i vicii spoglia, et vertú veste et honore. Se la vita fosse continuate, se fosse rimasta viva, al momento in
cui avrei deposto l'antico peso dei miei dolci pensieri.
Già traluceva a' begli occhi il mio core, Fantasticheria di scoprire tutta la storia del suo amore per lei.
et l'alta fede non piú lor molesta.
Ahi Morte ria, come a schiantar se' presta Ipotesi impossibile che poi viene comunque ricomposto. Ci da i
il frutto de molt'anni in sí poche hore! due punti di vista, dicendo che forse gli avrebbe risposto con le
sue parole, anche se fossimo stati vecchi.
Pur vivendo veniasi ove deposto
in quelle caste orecchie avrei parlando Il fatto che entrambi fossero vecchi
de' miei dolci pensier' l'antiqua soma;
Manca qualcosa
et ella avrebbe a me forse resposto
qualche santa parola sospirando,

Letteratura italiana Pagina 30


qualche santa parola sospirando,
cangiati i volti, et l'una et l'altra coma.

Come fossero nello stesso momento. Luogo immaginario ma comunque se ne parla. Si immagina di
incontrarla ma questo viene reso impossibile dalla morte. Sguardo introspettivo in base per quanto
riguarda manca qualcosa

Letteratura italiana Pagina 31


12. Petrarca pt 2
giovedì 17 marzo 2022 14:30

Rvf 50 - Francesco Petrarca


Canzone di 5 stanze di 14 versi endecasillabi e settenari
Fronte: ABCBCA
Sirma: cddEEFeF
Effetto lento, serve endecasillabo per rallentare il tempo
Ne la stagion che ’l ciel rapido inchina
Ricorda il sabato del villaggio di Leopardi, perché amava Petrarca e ha scritto anche parecchi
verso occidente, et che ’l dí nostro vola
commenti. Come è costruita: prima pausa significativa dopo affretta poi abbiamo questo e poi
a gente che di là forse l’aspetta,
come a creare una pausa, creata per disegnare due parti del discorso
veggendosi in lontan paese sola,
A che cosa serve quello stacco?
la stancha vecchiarella pellegrina
Quando le giornate durano di meno, e come vedete questa è la prima canzone e dove viene
raddoppia i passi, et piú et piú s’affretta;
descritto il tramonto, e quello che per noi è il giorno , per chi dall'altra parte lo aspetta. Non si ha
et poi cosí soletta
l'io ma altri personaggi: la stanca vecchia donna in pellegrinaggio, che comincia a camminare più
al fin di sua giornata
velocemente, di seguito (come se cambiasse la scena) e che rafforza al sola, rendendo la
talora è consolata
concezione affettiva. Alla fine della sua giornata di cammino è consolata da un po' di riposo verso la
d’alcun breve riposo, ov’ella oblia
notte.
la noia e ’l mal de la passata via.
Abbiamo un immagine di stanchezza e di affrettarsi ad arrivare a casa. Tutti i dolori che il giorno mi
Ma, lasso, ogni dolor che ’l dí m’adduce
porta diventa più grande, quando il sole si avvicina alla montagna. Non solo non c'è riposo, ma si
cresce qualor s’invia
soffre di più
per partirsi da noi l’eterna luce.
Struttura diversa o uguale a quella di prima? Simile se non identica, sempre avversativa (non
Come ’l sol volge le ’nfiammate rote
basarsi sulla punteggiatura, perché è interpretativa) e lo stacco dell'immagine. Invece di avere tre
per dar luogo a la notte, onde discende
versi, parla di più dell'io. Anche la costruzione della scena è uguale: tramonto sulla quale viene
dagli altissimi monti maggior l’ombra,
disegnata un'altra figura, ricorre all'immagine mitologica del carro del sole. Manca qualcosa
l’avaro zappador l’arme riprende,
riferimento a Dante per l'oscurità.
et con parole et con alpestri note
ogni gravezza del suo petto sgombra;
Avido in quanto di trarre dei frutti del suo lavoro. Raccoglie i suoi attrezzi da lavoro, e libera il suo
et poi la mensa ingombra
petto da ogni pensiero gravoso del girono, e si libera dai suoi pensieri. Secondo quadro introdotto
di povere vivande,
da e poi. Copre la sua tavola di vivande semplici, simili a quei frutti spartani. Riferimento al fatto
simili a quelle ghiande,
che tutti onorano ma dalla quale fuggono. Introduce l'io in maniera diversa, rimanda agli altri la
le qua’ fuggendo tutto ’l mondo honora.
possibilità di condividere la gioia che lo zappatore ha. Chi vuole si rallegri, implicitamente
Ma chi vuol si rallegri ad ora ad ora,
escludendo se stesso da questo. Non soltanto io non ho mai avuto un ora bella, ma nemmeno
ch’i’ pur non ebbi anchor, non dirò lieta,
riposata, per quanto le stagioni mutino e per quanto il giorno lasci spazio alla notte.
ma riposata un’hora,
né per volger di ciel né di pianeta.
C'è il poi, non c'è il ma avversativo. Subito se la prende con Amore. Il personaggio, viene presentata
Quando vede ’l pastor calare i raggi insieme al tramonto. Tramonto e personaggio vengono uniti. Permette di avere la figura fin dal primo
del gran pianeta al nido ov’egli alberga, verso . Quando vede calare il sole, e vede oscurarsi l'oriente manca significato della casa lasciando il
e ’nbrunir le contrade d’orïente, paesaggio manca qualcosa. In modo simile allo zappatore, vede una capanna o una grotta e qui si
drizzasi in piedi, et co l’usata verga, distende e dorme senza pensiero, parallelo con la quiete. Qui la variazione del ma, introdotto da
lassando l’erba et le fontane e i faggi, Amore. Fai in modo che io segue, mi dai una forma tale che io, in pratica fai in modo che io segua la
move la schiera sua soavemente; voce i passi e le orme di una fiera che mi consuma e non la stringi (con i lacci d'amore) con i tuoi lacci,
poi lontan da la gente che si appiattisce e fugge. Sottolinea la contrapposizione tra al sua situazione e quella del pastore. Chi
o casetta o spelunca è stretto nella morsa di Amore non può permettersi di riposare o di dormire.
di verdi frondi ingiuncha:
ivi senza pensier’ s’adagia et dorme.
Ahi crudo Amor, ma tu allor piú mi ’nforme
a seguir d’una fera che mi strugge,
la voce e i passi et l’orme,
et lei non stringi che s’appiatta et fugge.
Cambiano i soggetti e si concentra di più sull'io. Introduzione di nuovi personaggi e poi sull'io si
E i naviganti in qualche chiusa valle concentra nella sirma, ma comincia anche nella fronte. Abbiamo modo ancora diverso di introdurre il
gettan le membra, poi che ’l sol s’asconde, personaggio. Precedono la descrizione del tramonto, risalita vistosa dell'avversativa. Io della prima
sul duro legno, et sotto a l’aspre gonne. stanza piano piano prendesse spazio nel discorso. Non c'è più il poi, c'è un'unica scena. Viene dato più
Ma io, perché s’attuffi in mezzo l’onde, spazio all'io. I naviganti si gettano in una valle chiusa, si riposano in qualche rientranza dato che
et lasci Hispagna dietro a le sue spalle, tramonta il sole e si coprono con i loro panni che fanno da coperte. Ci descrive solo il sonno si questi
et Granata et Marroccho et le Colonne, naviganti.
et gli uomini et le donne
e ’l mondo et gli animali Ma io, per quanto continuo a lasciarmi alle spalle tutti questi posti in occidente, e per quanto tutti gli
aquetino i lor mali, esseri viventi trovino la loro quiete, fine non pongo ai miei sospiri. Messo tra l'io e non pongo fine il
fine non pongo al mio obstinato affanno; mio ostinato affanno, affanno che non ha tregua.
et duolmi ch’ogni giorno arroge al danno,
ch’i’ son già pur crescendo in questa voglia Frapponendo questi versi, accentua ancora di più la sua situazione rispetto agli altri. Mi duole che
ben presso al decim’anno, ogni giorno cresca la mia sofferenza perché io sono quasi giunto al 10 anno e ho continuato ad
né poss’indovinar chi me ne scioglia. accrescere questo desiderio, e non ho idea di chi me ne possa liberare.

Et perché un poco nel parlar mi sfogo, Come personaggio ci sono i buoi, che si contrappone all'io. La differenza è la sera, sempre il tramonto.

Letteratura italiana Pagina 32


ben presso al decim’anno, ogni giorno cresca la mia sofferenza perché io sono quasi giunto al 10 anno e ho continuato ad
né poss’indovinar chi me ne scioglia. accrescere questo desiderio, e non ho idea di chi me ne possa liberare.

Et perché un poco nel parlar mi sfogo, Come personaggio ci sono i buoi, che si contrappone all'io. La differenza è la sera, sempre il tramonto.
veggio la sera i buoi tornare sciolti Si ritorna sempre sullo stesso momento, è lui che vede. Come se andasse ancora un passo avanti
da le campagne et da’ solcati colli: rispetto a quello che aveva detto prima, qui mette se stesso direttamente in scena. Prima volta che si
i miei sospiri a me perché non tolti mette in scena. E perché un po' mi libero parlando. Mi vedo tornare sciolti, liberati dal giogo, li vedo
quando che sia? perché no ’l grave giogo? tornare dai campi. Perché a me non sono tolti i miei sospiri? In qualche occasione , perché non mi
perché dí et notte gli occhi miei son molli? viene tolto il mio giogo d'amore? Perché non c'è alternanza tra giorno e notte per me come per gli
Misero me, che volli altri viventi. Manca qualcosa. Non aveva parlato prima della fiera. Si torna al momento
quando primier sí fiso dell'innamoramento, dalla quale poi deriva tutta la sua sofferenza e che lo rende diverso dagli altri.
gli tenni nel bel viso Quando per la prima volta la guardai in maniera fissa e così attenta per scolpire il suo volto nella mia
per iscolpirlo imaginando in parte memoria. Per riuscire a creare un immagine di lei nella sua mente. In una parte o in un luogo dove
onde mai né per forza né per arte mai sarà tolto, quindi nulla potrà cancellare l'immagine da dov'è. A partire dallo stesso topos ogni
mosso sarà, fin ch’i’ sia dato in preda modo diverso. Non so nemmeno cosa credere di lei, come se l'immagine sopravvivrà alla mia morte,
a chi tutto diparte! immagina che l'immagine sopravvivrà anche alla sua stessa morte.
Né so ben ancho che di lei mi creda.

Canzon, se l’esser meco Dato che passare così tanto tempo con me. Ti basterà pensare, come ti ha ridotto il fuoco d'Amore, di
dal matino a la sera questa viva pietra (la pietra focaia è priva di vita, ma capace comunque di generare scintilla)
t’à fatto di mia schiera, (>Dante, testo che abbiamo letto insieme l'ultima volta
tu non vorrai mostrarti in ciascun loco;
et d’altrui loda curerai sí poco,
ch’assai ti fia pensar di poggio in poggio
come m’à concio ’l foco
di questa viva petra, ov’io m’appoggio.

Immagini della slide, sono tratte da un'esemplare di un edizione del 1470 a Venezia, editio ptinceps del
Canzoniere. Una particolare copia sulla quale un personaggio ? Non ha solo scritto delle piccole glosse di
commento vicino al testo, ma ha anche dipinto delle illustrazioni. Incunabolo

Rvf, 126 - Francesco Petrarca

Chiare, fresche et dolci acque, A chi si rivolge l'io?


ove le belle membra Elementi naturali. Apostrofe diretta agli elementi naturali. Elemento viene associato qualcosa che
pose colei che sola a me par donna; riguarda il modo nella quale viene manca qualcosa momento specifico. Si rivolge all'aria, resa sacra
gentil ramo ove piacque per la memoria di lei. Elemento dove Amore mi ha perso il cuore, con gli occhi di lei, modo in cui si è
(con sospir’ mi rimembra) innamorato. Il verbo principale arriva molto dopo. Date ascolto alle mie parole ultime manca
a lei di fare al bel fiancho colonna; qualcosa. Se dovrò morire, desidero essere sepolto tra questi elementi naturali.
herba et fior’ che la gonna
leggiadra ricoverse
co l’angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udïenzia insieme
a le dolenti mie parole extreme.

S’egli è pur mio destino, Manca qualcosa. Non possiamo cambiare l'ordine delle parole. Sta immaginando questo futuro e n
e ’l cielo in ciò s’adopra, particolare esprime la speranza di essere sepolto lì. Mettiamo il passo ancora più avanti.
ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda,
qualche gratia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l’alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo:
ché lo spirito lasso
non poria mai in più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata et l’ossa.

Tempo verrà anchor forse In che senso qui è ancora un altro futuro. Perché qui immagina che lei torni a vedere il suo sepolto.
ch’a l’usato soggiorno Spera che Laura torni sul luogo dove questo è successo e non trovi lui ma la sua tomba. Queste
torni la fera bella et mansüeta, ipotesi, e speranze.. La fere benevola, torni al luogo dove era solita trascorrere il tempo. Rivolga il
et là ’v’ella mi scorse suo sguardo desideroso di vedermi, la dove scorse il benedetto giorno, come questa cosa
nel benedetto giorno, miracoloso, altro giorno in un'altra lista. Già vendendo terra fra le pietre, che amore respiri e che
volga la vista disïosa et lieta, preghi e pianga per me. Avviene l'incontro tra i due post mortem. Storia di cui noi sappiamo sarà
cercandomi: et, o pieta!, lei a morire non lui .
già terra in fra le pietre

Letteratura italiana Pagina 33


lei a morire non lui .
già terra in fra le pietre
vedendo, Amor l’inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m’impetre,
et faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.

Da’ be’ rami scendea Momento della prima stanza, evocato con quell'espressione benedetto giorno. Qui c'è un salto
(dolce ne la memoria) all'indietro, ricordare il momento della memoria con la quale si è aperto il testo. Qualcosa che è
una pioggia di fior’ sovra ’l suo grembo; anche dolce da ricordare. Messi di nuovo in relazione con Laura. Figura centrale è ormai Laura. Lei
et ella si sedea sedeva atterra in tanta gloria.
humile in tanta gloria,
coverta già de l’amoroso nembo. Manca qualcosa
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch’oro forbito et perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra, et qual su l’onde;
qual con un vago errore
girando parea dir: Qui regna Amore.

Quante volte diss’io


allor pien di spavento:
Costei per fermo nacque in paradiso.
Così carco d’oblio
il divin portamento
e ’l volto e le parole e ’l dolce riso
m’aveano, et sì diviso
da l’imagine vera,
ch’i’ dicea sospirando:
Qui come venn’io, o quando?;
credendo esser in ciel, non là dov’era.
Da indi in qua mi piace
questa herba sì, ch’altrove non ò pace.

Se tu avessi ornamenti quant’ài voglia,


poresti arditamente
uscir del boscho, et gir in fra la gente.

Colori sulle slide


Grassetto: elementi naturali
Rosso: laura
Sottolineature: epiteti o aggettivi riferiti a ?
Blu: io

Manca qualcosa

Metro- sintassi
Forme dove l'andamento sintattico non corrisponde con l'andamento normale. Sconfinamento
dell'ordine sintattico oltre alla quartina, aggiunto a disordinare in maniera grammaticale della frase.
Scompaginare l'ordine diretto della singola frase.

Frequente uso dell'accumulazione e alla paratassi (>non ci son subordinate, tutte coordinate). Molte
coordinate, accumuna elementi sullo stesso ordine cronologico.

Innovazioni di Petrarca:
➢ Anteporre al subordinata alla principale. Diverso dal discorso normale, e dal discorso diretto.
Tendenza più decisa
○ Effetto: attesa di completamento della frase. Non finisce il periodo, particolare effetto di
attesa, che non si esaurisce fino alla principale. Aumenta l'attenzione del lettore

➢ Usa meno causali e consecutive degli stilnovisti (modo di rappresentare l'amore necessità di
rapporto causa-effetto) discorso mediato, uso preponderante delle ipotetiche e delle condizionali
○ Effetto: favoriscono la ? Tra subordinate. Quella va prima, favorisce l'anticipazione della
subordinata. Se mi esprimo con un periodo ipotetico, chiaro che la mia affermazione non ha
la stessa chiarezza che può avere il rapporto tra causa e effetto. Mette l'accento l'incertezza
di quello che li rappresenta.

Come si rappresenta il sentimento amoroso?


Eventualità non controllabile, dominio dell'ipotesi. Diversa dall'aspetto normale dei ? Manca qualcosa si

Letteratura italiana Pagina 34


Eventualità non controllabile, dominio dell'ipotesi. Diversa dall'aspetto normale dei ? Manca qualcosa si
apre uno spazio di incertezza, spiega in maniera molto più razionale. Logica che di solito è chiara.

Letteratura italiana Pagina 35


13. Petrarca pt3
venerdì 18 marzo 2022 08:31

Particolare effetto di trasferire le cose dal presente al futuro


Immaginazione di certezza. Sicurezza come invece tende a costruire un rapporto di causa effetto

Altri fenomeni altrettanto significativi


Tra comparti metrici (quartina e quartina, quartina e terzina ecc..) rovescia il verbo alla seconda posizione:
- mette in primo piano l'oggetto. Laura viene definita come lo straordinario miracolo. La donna viene elogiata come donna miracolosa
- Nel secondo caso abbiamo il verbo collegato dal verbo che regge, inserisce un lungo inciso dove da ipotesi di che cosa possa rendere possibile l'uscita.
Allontana rispetto al lettore la ricezione del senso.
- Nell'ultimo caso addirittura lascia quel da solo e poi inserisce la relativa lunga e poi conclude la frase, inserisce elementi che celebrano la magnificenza
di Laura. Inserito con un'altra subordinata

Le fluctuationes animi
Dall’interiorità come scena animata, in cui lo stato amoroso si oggettivava in figure e personificazioni, al conflitto tra pa ssioni contrapposte – e un’instabilità
continua che non riesce a placarsi, tra la risoluzione di cambiare e le continue ricadute. Conflitto dei desideri, che lacera no il cuore del poeta. Dalla
rappresentazione oggettivata che abbiamo visto, si passa ad una dimensione più soggettiva di trattare il tema amoroso.

Ci sono anche figure retoriche che contribuiscono a rendere questo effetto:


- Antitesi: due parole contrarie
- Ossimoro: la contraddizione all'interno tra i due elementi che non sono separabili
- Monologo interiore: si rivolge tra se e se

Hanno a che fare con quello che si vuole dire.

Rvf 118
Esempio del tempo bloccato, che rimane di fuori dalle stagioni naturali e del giorno
Sappiamo che sono già passati 16 anno da quando si è innamorato. Ossimoro tra l'amaro e il dolce e quello che gli era utile a desso non lo è più

Manca qualcosa
Testo descrive una situazione non solo in quello che dice ma per tutte le parti.

Ci sono altri perturbamenti dell'animo, portati da S.Agostino e da Cicerone, sono in conflitto tra di loro:
Due riferite al futuro, a qualcosa che deve avvenire
- Cupiditas (desiderio)
- Metus (paura)

Due riferite al presente, a qualcosa che sta avvenendo


- Gaudium (gioia)
- Dolor (dolore)

Dispersione e coesione, frammenti e organismo unitario


Strategia di coordinazione, riflettono quella capacità di contrastare effetto di dispersione

Soldani ne da un idea in alcuni paragrafi del suo libro nel 2009


Soldani 2009, p. 102
«movimentazione ‘ipotattica’ della linea del discorso, soprattutto mediante la risalita della subordinata, e nel contempo […] largo dispiego della
coordinazione»
p54
«Petrarca sa coniugare la dispersione connessa all’enumerazione coordinativa con l’istanza di unitarietà, di coesione discors iva cui risponde la subordinazione
(specie in prolessi): in un so5le equilibrio nel quale non sarà eccessivo scorgere una fedele trascrizione di analoghe spinte e controspinte, tra disordine
centrifugo e conversio centripeta, che innervano lo schema psicologico e morale su cui si fonda il Canzoniere. Tanto che in q ualche caso i due livelli, stilistico e –
per così dire – interiore, sembrano sorreggersi a vicenda e quasi fare tutt'uno: come a 298, 1 -11: […]».

Rvf 298
Quand'io mi volgo indietro a mirar gli anni Tempo e centripeto della principale, dato dalle subordinate.
ch'anno fuggendo i miei penseri sparsi, Quel mirare indietro ci fa pensare ad uno sguardo al passato
et spento 'l foco ove agghiacciando io arsi, Chiamata da Soldani un arcata temporale, che poi sfocia in una presa di coscienza
et finito il riposo pien d'affanni,
In grassetto rima inclusiva
rotta la fe' degli amorosi inganni,
et sol due parti d'ogni mio ben farsi, Riferito a Laura, l'anima in cielo e il corpo sotto terra.
l'una nel cielo et l'altra in terra starsi,
et perduto il guadagno de' miei damni,
Si svuota, età della consapevolezza ? Manca qualcosa
i' mi riscuoto, et trovomi sí nudo,
ch'i' porto invidia ad ogni extrema sorte:
tal cordoglio et paura ò di me stesso.
Giorno dell'innamoramento dalla quale dopo dipende tutto quello che è successo prima
O mia stella, o Fortuna, o Fato, o Morte,
o per me sempre dolce giorno et crudo,
come m'avete in basso stato messo

Letteratura italiana Pagina 36


Rvf 74
Io son gia stanco di pensar si come
Sono ormai stanco di pensare che i miei pensieri non sono stanchi di concentrarsi su di voi.
i miei pensier' in voi stanchi non sono,
Stanco di pensar che ancora non sfuggo alla vita per liberarmi dei miei sospiri. Sono stanco del
et come vita anchor non abbandono
fatto che non si siano consumati a forza di pensare su di lei. Che i miei piedi non son stanchi a
per fuggir de' sospir' si gravi some;
forza di seguire le vostre orme, sprecando tanti passi, da dove viene la mia ispirazione per
et come a dir del viso et de le chiome
scrivere su di voi.
et de' begli occhi, ond'io sempre ragiono,
non e mancata omai la lingua e 'l suono
Alcuni elementi riguardano principalmente la scrittura. Riguardano la seconda quartina e la
di et notte chiamando il vostro nome;
seconda terzina, due incessante pensiero amoroso e una allo scrivere. La scelta più riuscita è
et che' pie' non son fiaccati et lassi
aver usato quella struttura come un pensiero paradossale. Cose che dovrebbero essere
a seguir l'orme vostre in ogni parte
eliminate ma che invece non lo sono
perdendo inutilmente tanti passi;
et onde vien l'enchiostro, onde le carte
ch'i' vo empiendo di voi: se 'n cio fallassi,
colpa d'Amor, non gia defecto d'arte.

Tutto quello che viene dopo il primo verso, dipende a quello. Tutto subordinate. Questo pensare ormai stanco, ma è incessante, non smette
nonostante sia stanco. Da questo pensiero dipende tutto questo; si dirama in 5 oggetti con una particolare alternanza.

Rvf 288

I' o pien di sospir' quest'aere tutto, Ho riempito di sospiri tutta l'aria che mi circonda. Guardando la dolce pianura dove risiede
d'aspri colli mirando il dolce piano Laura, perché non so dove sia. Relativa ove, in dipendenza dal dolce piano
ove nacque colei ch'avendo in mano
meo cor in sul fiorire e 'n sul far frutto, Colei che, viene specificato dalla relativa. Non avendo dominio sul mio cuore, ne adesso ne
e gita al cielo, ed ammi a tal condutto, mai, risalita al cielo. Mi ha portato a un punto tale, con la sua rapida morte. Che (consecutiva)
col subito partir, che, di lontano i miei occhi stanchi piangono in ogni luogo.
gli occhi miei stanchi lei cercando invano,
presso di se non lassan loco asciutto. Si è partiti dal fatto che i sospiri riempiono l'aria e poi le lacrime. Idea è di soffrire talmente
Non e sterpo ne sasso in questi monti, tano che riempie ogni luogo delle manifestazioni interiori della sua sofferenza.
non ramo o fronda verde in queste piagge,
non fiore in queste valli o foglia d'erba, Come se quei luoghi ci venissero dipinti davanti. Manca qualcosa
stilla d'acqua non ven di queste fonti, Ha messo prima: soggetto, verbo e luogo tutti questi elementi naturali, che operano in questo
ne fiere an questi boschi si selvagge, luogo, serie di ripetizione di questa aggiunta
che non sappian quanto e mia pena acerba.

Rvf 292
Gli occhi di ch'io parlai si caldamente, Prima al dispersione, nelle terzine si arriva a una conclusione. Elementi che vengono
et le braccia et le mani et i piedi e 'l viso, numerati, sono le bellezze di Laura. Differenza è che nelle prime due relative, si rapporta l'io
che m'avean si da me stesso diviso, in maniera implicita, invece l'ultima è più generale. Numerazione rallentata dalle relative,
et fatto singular da l'altra gente; precipita nella principale, aver per l'ennesima volta che ho celebrato Laura, lei è morta;
le crespe chiome d'or puro lucente priva di vita.
e 'l lampeggiar de l'angelico riso,
che solean fare in terra un paradiso, Da questa consapevolezza, che Laura è morta ma lui è vivo, scatta la riflessione della terzina:
poca polvere son, che nulla sente. decide di finire il canto d'amore. Ora può campare solo di qualcosa di doloroso, come se ora
Et io pur vivo, onde mi doglio et sdegno, si possano scrivere solamente poesie di lamento.
rimaso senza 'l lume ch'amai tanto,
in gran fortuna e 'n disarmato legno. Nella redazione corregio in quella forma, questo sonetto chiudeva il progetto poetico.
Or sia qui fine al mio amoroso canto:
secca e la vena de l'usato ingegno,
et la cetera mia rivolta in pianto.

Innovazioni e la forma-Canzoniere
➢ Fare meno della prosa
➢ Fare meno le personificazioni e della messinscena oggettivante della fenomenologia amorosa

Citazione di Giunta
Ci fa credere che siano vere, viene dal modo nella quale viene costruite il testo. Se voi levate la prosa alla vita nova non si regge da solo. Non
riusciremmo a leggere, e a capire. I canzonieri invece sono molto meno legati agli eventi esterni.

Ciò che sta fuori da queste poesie non sono delle poesie interiori. Sono quasi totalmente riassorbite
Manca qualcosa

Citazione di Santagata
Spiega che cosa Petrarca lascia come eredità. Viene dato più spazio all'io, si toglie spazio ai corteggiamenti della donna. M ette da parte tutte le cose,
che può sembrare un impoverimento, ma da alla poesia dello spazio per espandersi. Possiamo dire che può essere considerato co me attuale.

Es: metafora feudale, così legata a quella cultura, a quella dimensione sociale

Rvf 22 - Francesco Petrarca


A qualunque animale alberga in terra, Manca qualcosa. Quando cala la notte, tutti tornano a casa per avere riparo. Tutti i viventi,
se non se alquanti ch'anno in odio il sole, esseri umani e animali vengono accumunati. Qualcosa di molto bilanciato, che emerge da
tempo da travagliare e quanto e 'l giorno; questa prima stanza. Aspetto del tempo circolare, si alternano fatica e riposo
ma poi che 'l ciel accende le sue stelle,

Letteratura italiana Pagina 37


ma poi che 'l ciel accende le sue stelle,
qual torna a casa et qual s'anida in selva
per aver posa almeno infin a l'alba.

Et io, da che comincia la bella alba Evidentissimo che si fa qualcosa di simile alla 50. avversativo, come quello di ieri, di nuovo si
a scuoter l'ombra intorno de la terra esclude da tutti. Da quando comincia il giorno, io non ho mai tregua, non ho pausa dei miei
svegliando gli animali in ogni selva, sospiri, fino a quanto cala la notte. Fi qui sarebbe comune agli animali, poi accade che quando
non o mai triegua di sospir' col sole; vedo che arriva al notte, vuole di nuovo il giorno. Non abbiamo divisione netta, ma sbilanciata.
pur quand'io veggio fiammeggiar le stelle Fuori sincrono con il tempo degli altri, è il suo. Non riesce a sintonizzarsi con quello del girono
vo lagrimando, et disiando il giorno.

Quando la sera scaccia il chiaro giorno, Enfatizza ancora di più, prendendo dalla sera. Quando arriva sera e si allontana il giorno, perso
et le tenebre nostre altrui fanno alba, nei pensieri, guardo le stelle che hanno fatto la terra, dotata di sensibilità, capace di provare
miro pensoso le crudeli stelle, desiderio. E maledico il giorno in cui io nacqui, che mi rende un nuovo selvatico, uno che sembra
che m'anno facto di sensibil terra; vivere nei boschi.
et maledico il di ch'i' vidi 'l sole,
e che mi fa in vista un huom nudrito in selva.

Non credo che pascesse mai per selva Connessione logica delle due stanze è data dal pensiero dell'uomo. Rappresenta anche una
si aspra fera, o di nocte o di giorno, crudele bestia amoroso, che in qualunque momento di nutrisce del mio sospiro. Piango in
come costei ch'i 'piango a l'ombra e al sole; qualsiasi momento, e non mi fa smettere di piangere, ne il momento in cui si inizia ad
et non mi stancha primo sonno od alba: addormentarmi e il risveglio. Non si interromper perché il mio desiderio è qualcosa di fatale,
che, bench'i' sia mortal corpo di terra, determinato dalle stelle. Riferimento a Dante
lo mi fermo desir vien da le stelle.
Prima ch'i' torni a voi, lucenti stelle,

o torni giu ne l'amorosa selva, Legame logico dato dalle stelle. Le stelle hanno determinato il mio destino fatale. Manca
lassando il corpo che fia trita terra, qualcosa se andrò all'inferno sarò uno dei tanti ? Prima che io cada giù nella selva
vedess'io in lei pieta, che 'n un sol giorno abbandonando il corpo che sarà la terra.
puo ristorar molt'anni, e 'nanzi l'alba Congiuntivo di valore ottativo, desiderio. Potessi io vedere, mi auguro di vedere. Che io possa
puommi arichir dal tramontar del sole. vedere in lei pietà. Relativa, che riprende pietà, che può compensare un asolo giorno. Poi di
nuovo tratta questo.
Con lei foss'io da che si parte il sole,
et non ci vedess'altri che le stelle,
sol una nocte, et mai non fosse l'alba;
et non se transformasse in verde selva
per uscirmi di braccia, come il giorno
ch'Apollo la seguia qua giu per terra.

Ma io saro sotterra in secca selva


e 'l giorno andra pien di minute stelle
prima ch'a si dolce alba arrivi il sole.

Letteratura italiana Pagina 38


14. Petrarchismi
mercoledì 23 marzo 2022 08:31

Dibattito nella ricerca odierna, evitare quel difetto di annullamento della differenza, altri preferiscono una forma diversa. Alcune volte,
non viene utilizzata un'etichetta

Manca qualcosa da idea che i petrarchismi non sono tutti uguali.

Quando apriamo un'antologia del 500 possiamo trovare delle somiglianze, perché tutte utilizzano delle tessere petrarchesche, a volte
siamo davanti a dei testi intarmante costruite sulla base di parole di Petrarca

- Nel rifarsi a Petrarca, ci sono strategie imitative molto diverse. Ciascuno va visto all'interno della produzione di quell'autore o
quell'autrice.

- Tendiamo a immaginare un poeta del 400-500 che aveva già la sua copia di Petrarca e lavorava su quello. Da contare anche che
erano per la maggior parte manoscritti che per un periodo erano un misto tra stampa e manoscritto ecc.

- Da tenere in mente anche che il Petrarca che leggiamo noi è molto diverso, ci sono anche edizioni con commento che non è
quello corretto.

- I poeti stranieri leggono il Petrarca mediato dai commenti, fa sì che siano già portati a preferire dei testi rispetto ad altri.

- Petrarca non è l'unico poeta che imitano, se andiamo a vedere anche oltre la superficie del linguaggio possiamo vedere anche
altre fonti:
○ Principalmente classiche
○ Volgari (es: Dante per Lorenzo De Medici)
- Ci sono altri temi oltre l'amore:
○ Si possono distinguere altri sottogeneri

1. Livello nel quale la fortuna di Petrarca è più consolidata e più forte è quello ligustico
○ Dovuta a manca qualcosa

Vuol dire che la lingua di Petrarca è una lingua molto selettiva, e si presta più facilmente alla traduzione. Più facile limitabilità
soprattutto sul piano linguistico.

Bisogna distinguere quello che accade dopo la pubblicazione de "le prose della volgar lingua" . Il modello che viene proposta per
la poesia è quella di Petrarca, che diventa il modello, si può parlare di petrarchismo regolato, viene sancito il privilegio di
Petrarca.

Non vuol dire che ci sia solamente Petrarca, sicuramente dal punto di vista linguistico la fedeltà è assoluta.

2. Il secondo livello dopo quello linguistico è quello metrico.


Molti schemi metrici usati da lui sono diventati molto fortunati per la poesia. Ce ne sono altri che hanno comunque avuto for tuna
ma anche quelli che non usa lui:
Es: Strambotto, terza rima, canzoni (alcuni poeti più illustri sono in grado di ripordurre gli schemi di Petrarca.

Rapporto tra sintassi e metrica


Possibile variare anche nelle forme più rigide, utilizzando la partizione sintattico

Rapporto tra temi e motivi


Fedeltà molto meno fedele, alcuni tornano ma non tutti e non così frequentemente. Il modo in cui quei motivi vengono
rappresentati in modo molto meno Petrarchesco (es: insistenza di variazioni)
Anche le singole situazioni vengono letti in maniera diversa. Manca qualcosa

Nel caso di Petrarca c'è il distacco dall'idea della poesia di corte. La sua poesia non ha la destinazioen delle corti, anche se inserito
all'interno del suo tempo.

Quello che gli interessa è chi legge anche al di là del tempo più in là, anche in un tempo lontano

Si sviluppano le corti del rinascimento, spesso hanno dei poeti professionisti che vivono scrivendo. Necessità di comporre pe r il signore
che si ha davanti manca qualcosa.

Es: illustrazioni di Antonio Griffo del Canzoniere. Quelle illustrazioni ci riportano all'ambito della corte, il pubblico si aspetta quella. C'è
un interesse proprio per le circostanze, le situazioni, gli aneddoti che c'erano dietro i componimenti; lettura biografica de i testi. Si
sovrapponeva la vita dell'autore e la sua poesia.

Letteratura italiana Pagina 39


Come se davvero si raccontasse un romanzo manca qualcosa.

Molto diverso da un commento moderno, si parte dal commentatore di creare le circostanze biografiche durante la quale veniva scritto
il testo. Manca qualcosa

Quello che era un libro organico, pensato per leggerlo come tale, diventa nelle mani dei cortigiani, tutt'altro.
Manca qualcosa

Non lettura silenziosa, ma lettura a voce alta e declamata all'interno della corte.

Cosa comprende l'improvvisazione collegata a Petrarca?


Due piani diversi
1. Improvvisazione: i poeti erano in grado di (giochi di società che dicevano "componiamo un madrigale su quello che è successo
durante il gioco") avere un repertorio mentale talmente grande e talmente abituato a comporre versi, che consente di usarlo
sempre.

Questione di come si legge, non questione di improvvisazione. Si prende un testo solo e si legge quello, c'è senso del singol o
testo, non si ha un senso dell'organismo intero.

Soprattutto anche quello di un percorso che porta dal giovanile errore alla consapevolezza e al pentimento: chiamato macrotem a
dell'intera raccolta. Questo viene imitato e diventa inseparabile dal piano strutturale. Cosa si fa di questa struttura, cosa si fa di
questo macrotema ? Elemento a cui si è meno fedeli.

2. Il piano macrotestuale è quello ripreso con la minore fedeltà, da tanti punti di vista
○ Numero di testi:
Raro che un canzoniere abbia un numero preciso di testi come quello di Petrarca, per la maggior parte più brevi.

○ Non sempre hanno una divisione interna in due parti:


Per esempio prima e dopo della morte dell'amata

○ Non sempre c'è una sola donna amata:


Marca una differenza decisiva sia per Petrarca sia per la vita nova di Dante

Legittimo utilizzare canzoniere come identificativo del modello?


Sì ma con accortezza, per alcune ha senso parlarne, per altri no. Bisogna scegliere dei criteri che dimostrano o meno la fede ltà al
modello del canzoniere.
- presenza di un testo proemiale, quasi sempre sonetto
- Testo che fa da epilogo
- Componimenti di anniversario (alcune dei modi attraverso la quale si segna il passare del tempo storico)
- Eventuale presenza della divisione in due parti (attorno a questa che si organizzano le due parti della raccolta)
- Connessioni intertestuali. (connessioni tra i testi)
Canzoniere: insieme organico di testi collegati da un macrotema

Questi criteri sono stati comunque raccolti manca qualcosa

Aspetti filologici e analitici da tenere in osservazione quando si studia un canzoniere


- Titolo
- Testimoni principali
- Ragguagli sulla tradizione
- Tentativo di ricostruire tramite indizi interni ed esterni il periodo di composizione dell'opera
- Numero dei componimenti
- Manca qualcosa
- Punto omega: Epilogo: molto più difficile da trovare, non c'è un finale così netto. Non sempre è un sonetto, c'è una maggiore
irregolarità nella metrica.
- Articolazioni interne (elementi strutturali, divisione in parti o sezioni, al limite in libri, architetture numeriche)
- Sequenze intermedie: non sono la macro sequenza, ma sequenze che tengono insieme un minimo numero di due testi, viene
creata un unione tra i due o tre testi.
- Tempo della storia: racconto è intreccio ordine dei fatti come vengono raccontati, il tempo della storia è il tempo in cui gl i eventi
sarebbero allineati. I tempo storici dentro la quale succedono gli accadimenti, il tempo della storia che noi siamo tenuti a credere
veri.
- Manca qualcosa
- Io lirico
- Il tu
- Testi di pentimento religioso
- Testi con destinatari storici

Letteratura italiana Pagina 40


- Testi con destinatari storici
- Isotopie spaziali (si nominano dei luoghi)
- Come si sviluppa il senso del discorso, dal primo all'ultimo dei punti che costruiscono la storia

Cit. GIUNTA

Letteratura italiana Pagina 41


15. Proemi
giovedì 24 marzo 2022 14:29

Tra i campi ce n'è uno dedicato alla connessioni intertestuali


➢ Rispettato e ripreso molto spesso
➢ Poesie di poetica: poesie in cui l'autore dice qualcosa sulla raccolta intera o sul suo modo di
scrivere nel suo stile. Topos di modestia molto frequente all'inizio del canzoniere
➢ Contenuti non amorosi: criterio rilevanti quanti frequenti siano i contenuti non amorosi. Ci da
subito la misura di che tipo di libro abbiamo davanti. (ricopio numeri dalla slide)
Es: canzoniere di Petrarca sarebbero una 20 che non parlano dell'amore secondo S.Agata. Si tende a
raggruppare i testi non amorosi in un'altra opera. Ultima voce che conclude una delle schede è
quella che parla di manca qualcosa

Aspetti di carattere filologico nella trasmissione e nella circolazione dei testi


➢ Convivenza della stampa e dei manoscritti, di un periodo molto lungo (diversi destinatari delle
due forme, utile non solamente al filologo per capire la volontà ultima dell'autore. Testi
dispersi che venivano trasmessi tramite lettere.
➢ Fortuna che ha avuto il petrarchino. Formato tascabile del canzoniere, differente rispetto a
leggerlo sul foglio di un manoscritto pregiato. Differenza anche di costo, molto più appetibili a
chi aveva disponibilità economiche, lo rende disponibile anche ad altre persone comunque
acculturate. (edizione di Bembo non ha accompagnato il commento, stampato in ottavo). Si
sta andando verso la canonizzazione di Petrarca
➢ Forte dimensione sociale della poesia:
○ Diffusione e uso del scambiarsi i sonetti che poco dopo vengono messi alla fine di ogni
canzoniere, dove si definisce il dialogo con l'epoca.
○ Antologia: raccolta di più poeti. Ha avuto molta fortuna nella seconda metà del 200. il
fatto che anche autori mediocri possano pubblicare su queste antologie, vuol dire che
erano anche inseriti in un contesto culturale molto più elevato. Inizialmente antologie di
occasione (nascita di qualcuno ecc..) diventa meno importante, si preferisce dare un
quadro di quella che era la situazione poetica dell'epoca. Poteva essere una sorta di foto
di gruppo di una scuola di poesia.
Manca qualcosa

Cit in inglese
Quella che sembrava prima un qualcosa di miracoloso, come la donna che scriveva, alla metà del 500
viene accettato.

Si cominciano anche a pubblicare antologie di sole scrittrici donne. Per quanto i manoscritti restino
ancora importanti, al diffusione importante della stampa, fa si che i libri possano circolare di più, e
dare istruzione alle femmine.

Manca qualcosa

Sappiamo che il canzoniere di Petrarca viene letto anche nei conventi, anche se non dovrebbe essere
così.

Vengono accolte anche in luoghi dove prima non potevano entrare, codice comune viene
considerato il Canzoniere di Petrarca

Le donne aristocratiche potevano comunque avere accesso alla cultura. Nomi delle poetesse famose
➢ Gaestana Stampa non aristocratica, manca qualcosa
➢ Veronica Franco

Una delle ragioni della fortuna delle poetesse è l'auto che hanno dagli uomini, si rendono conto che
conviene pubblicare le poesie delle donne. Sfruttano questa moda in maniera commerciale.

Letteratura italiana Pagina 42


Praticamente solo inglesi. In qualche modo le prospettive si rovesciano. La prima cosa che le
poetesse devono affrontare è il decoro, non viene visto bene che la donna esprima così il suo
desiderio. Devono adottare stratagemmi, ad esempio parlano di un amore coniugale, salto di
tematica. Non parlare di un amato, ma parlare di un padre che è lontano, che non è problematico.
Alternativa è quella di spostare l'oggetto verso Dio.

Manca qualcosa

Due aspetti
Proemio ed epilogo
➢ Distinzione del tempo
○ Momento dell'innamoramento
○ Momento della scrittura

➢ Proemio con funzione di introduzione

➢ Rimandi tra poemi ed epilogo

➢ Inizio del libro coincide con l'inizio della storia.


Si parla del passato ma non sempre si parla dell'incontro con Laura
Accade spesso che l'io si presenti ancora pieno di amore.
Il sonetto "voi c'ascoltate" funge da inizio, ma ha anche un elemento di conclusione,
esperienza di cui parla è conclusa.

Rvf 2 e Rfv3
Molto spesso sono circolati in ordine inverso, per inversione nella stampa.
Entrambi riguardano l'innamoramento, i due però si contraddicono.

Vendetta è quella che causa l'innamoramento manca qualcosa.


Due modi di intendere la virtù, vista come facoltà vitale, meno manca qualcosa.

Si perdevano e non riuscivano a entrare nel cuore. Perciò rimase sconvolto dal nuovo assalto
(oggetto sempre la virtù), la virtù non ha avuto il tempo di difendersi, ne per ritirarsi. Per mettermi in
salvo al colle (colle della ragione) dove si arriva faticosamente ed è alto. +

L'oggi secondo Santagata si riferisce ad un altro oggi, semplicemente diverso.

Manca qualcosa

Rvf 3
A voi amore non minaccia nemmeno. Commento sul tempa più importante del Canzoniere, che la
resistenza ad Amore. Ritorna l'immagine di amore che c'era nel testo prima.

Proemi
Minimo di inquadramento dei rimatori del 400
- Giusto dei Conti 1403-1449 - la bella mano
- Matteo Maria Boiardo 1441-1494 - Amorum libri tres (ispirazione classica agli Amores di
Ovidio)
- Lorenzo il Magnifico 1449 1492 - Canzoniere e commento de miei sonetti

La bella mano - de conti


Non titolo d'autore. Famoso perché è il titolo con la quale fu pubblicata a stampa postuma. Non
titolo arrivato con certezza nei commenti con la quale ci sono arrivati. Cosa che gli ha dato fortuna,
la mano dell'amata è quella su cui si concentra di più.

Si tratta dell'amore per Isabetta di Bologna, dura 7 anni, e termina con il matrimonio di lei con ?
Differenze rispetto agli altri:

Letteratura italiana Pagina 43


Differenze rispetto agli altri:
- Lei non muore
- Lui non si pente
- No amore di una vita ma amore di sette anni. Non consente lo spettro di temi che si ha sul
canzoniere di Petrarca

Decisione di porre fine a questo amore, essendo sfinito dalla lontananza. Manca qualcosa

La bella mano (1)


Non c'è pentimento. Riferimento alla sofferenza amorosa, ma non c'è pentimento. Aspetto che non
compare. Quel quando si riferisce al momento dell'innamoramento, caso di proemio in cui quello
che Petrarca fa nei testi II e III fa in due testi.

Così come non c'è pentimento non c'è idea di manca qualcosa
Tema metapoetico della poesia ma non in quella maniera specialmente riferita al Canzoniere come
in Petrarca

Amore in prima posizione, mette quello al centro, e in questo caso l'azione di amore. Metafora della
spina, ma ci si riferisce comunque all'innamoramento. Da quel dolore originario, nasce sia la
prigionia ma anche l'euforia dell'amore. Immagini nella II quartina, sono immagini della
contraddizione dell'amante stesso e della situazione di complessità nella quale si trova l'amante.

Mi fece più straordinario della fenice, mentre di mia volontà mi butto nella sofferenza. Quando
amore mi buttò nell'oblio che mi sconfigge, mi dimentico anche della mia identità.

Manca qualcosa r

Letteratura italiana Pagina 44


16. Boiardo
venerdì 25 marzo 2022 08:32

Matteo Maria Boiardo date


➢ Tempo della storia: manca qualcosa
➢ Tempo del racconto: diverso in ogni libri. I testi, in proporzione, sono di più rispetto alle altre
fasi. Di questa cosa lui è totalmente conscio
Manca qualcosa
Sono già al terzo libro, ma non sono ancora arrivato al secondo anno

Proemio (l1)- Boiardo

Amor, che me scaldava al suo bel sole Più vicino a Petrarca oppure a Giusto dei Conti?
nel dolce tempo de mia età fiorita, - Amor è la prima parola (G)
a ripensar ancor oggi me invita - È l'età a suggerirmi l'errore (P)
quel che alora mi piacque, ora mi dole. - Continuo gioco di salto nel tempo. Sdoppiamento della dimensione temporale (P)

Così racolto ho ciò che il pensier fole Che cosa si porta dietro la contrapposizione del tempo?
meco parlava a l'amorosa vita, Il pentimento?
quando con voce or leta or sbigotita
formava sospirando le parole. Riferimento nella poetica alla propria opera?
La seconda quartina, esplicito che in Petrarca "così raccolto ho ciò che il pensier fole meco
Ora de amara fede e dolci inganni parlava a l'amorosa vita" idea di raccogliere quei testi che il sentimento amoroso aveva
l'alma mia consumata, non che lassa, generato
fuge sdegnosa il puerile errore.
Sole può essere interpretato in due modi
Ma certo chi nel fior de' soi primi anni 1. Calore dell'amore
sanza caldo de amore il tempo passa, 2. Riferimento alla donna
se in vista è vivo, vivo è sanza core.

Sottolinea che anche se quest'esperienza è conclusa ha ancora un'effetto sul presente. Come una conseguenza, che amore mi ha fatto pensare a
questo, ho raccolto le parole che mi ha fatto dire. Alternanza di stati d'animo dell'innamoramento, nei sospiri. Anche qui ci fa pensare alla
canzone di Giusto. Di nuovo si conosceva la collocazione temporale del presente, la mia anima si accentua alla sua distanza (eco di quando
Petrarca dice (petà non che perdono") l'ha consumata amore. La fede che amara perché non è ricambiata e gli inganni sono negativi perché
sono inganni, ma son anche dolci per le illusioni amorose.

Nel finale, annuncia come una verità assoluta. Se uno in giovinezza non ama mai, allora, in aspetto metaforico vuol dire che è privo di cuore.
Non si arriva mai al pentimento, come se dicesse che chi da giovane non ha mai amato allora non è mai stato vivo. Prima invece l'amore viene
visto come un momento di traviamento, ma che il legame tra giovinezza e amore che chi non lo prova non ha mai vissuto.

Questo amore all'inizio ha la funzione di comporre un tassale dei primi 14 sonetti, 13 è il numero dei versi di un sonetto. Se voi mettete in ordine
le lettere dei primi 14, formano il nome e il cognome della donna amata. Nel 14 sonetto, quello dove si termina il cognome amata, è un sonetto
acrostico, che quindi ricostruisce il cognome dell'amata.

Sonetto di Boiardo
Sembra una preghiera. Già c'è la dimensione del pentimento. Caso dove invece di rivolgersi alla Maria Vergine si rivolge a Cristo

Lorenzo de' Medici


Abbiamo edizioni critiche ottime ma sappiamo che la tradizione non è compiuta. Alcune opere liriche
non sono mai state concluse. Non concepisce subito l'idea di raccogliere in un canzoniere, comincia a
circa 16 a scrivere.

Il modello id Canzoniere era quello di Petrarca, sappiamo da come ha cominciato la sua raccolta, che ha
preso ispirazione da quello. Circa 5 anni dopo cambia idea, e decide di abbandonare il progetto e di
dedicarsi alla scrittura di un prosimetro. Si pensa che si ispiri alla vita nove, si parte sempre dalle
circostanze che hanno creato il componimento, e si va a spiegare la parte filosofica dei testi.

Manca qualcosa

Lorenzo de' Medici - Canzoniere 1


Tanto crudel fu la prima feruta, L'età giovanile, che ne è investita. Ha avuto in sorte questo destino, quello di innamorarsi.
sì fero e sì veemente il primo strale,
se non che speme il cor nutrisce ed ale, Si rievoca la prima freccia dell'amore, come Boiardo non nega l'amore in giovinezza.
sare'mi morte già dolce paruta.

E la tenera età già non rifiuta Manca qualcosa


seguire Amore, ma più ognor ne cale;
volentier segue il suo giocondo male,
poi c'ha tal sorte per suo fato avuta.

Letteratura italiana Pagina 45


E la tenera età già non rifiuta Manca qualcosa
seguire Amore, ma più ognor ne cale;
volentier segue il suo giocondo male,
poi c'ha tal sorte per suo fato avuta.

Ma tu, Amor, poi che sotto la tua insegna Si rivolge ad amore in persona. Farai in modo che gli altri non seguano il mio esempio, fai in modo
mi vuoi sì presto, in tal modo farai, di qualocsa che non li spinga a fare quello che ho fatto fin ora. Idea di che cosa separa le rime sparse
che col mio male ad altri io non insegna. dal racconto matura, c'è quello che l'esperienza insegni qualcosa.

Misericordia del tuo servo arai, Sempre rivolto ad amore, fai in modo che nella donna amata, venga dominata in modo che anche lei
e in quell'altera donna fa' che regna conosca le sofferenze d'amore. Possiamo dire che abbiamo parlato della dimensione del
tal foco, onde conosca gli altrui guai. pentimento, idea di aver sbagliato ma di aver imparato e insegnare a non fare quello che ha fatto lui

Non sembra avere uno stampo religioso particolarmente forte.

Manca qualcosa

Per decenni le rime di Bembo hanno avuto una connotazione negativa. Idea superficiale è stata riconosciuta dagli studiosi, ma hanno trascurato
un'architettura della struttura molto complessa, nell'edizione del 1548.

➢ 1530 princeps (114 testi)


➢ 1535 (38 testi)
➢ 1348 (179 testi)
➢ Edizione Dorico, è postuma, fu creata da Carlo Gualteruzzi, corrispondente e stretto collaboratore di Bembo. Include anche 14 componimenti
tratti dagli Asolani
➢ Secondo Albonico 2006 nella sequenza dei 179 testi sarebbe possibile riconoscere una struttura ripartita (!34; 21; 21+3)

Componimenti 1-134: canzoniere


Possiamo dire che sia un canzoniere petrarchesco:
- I primi tre testi si ispirano a Petrarca
- 1 proemi
- 2 innamoramento: dialoga con l'amata ma nell'odine negativo. Sembra riprendere dal testo Rvf 3
- 3 innamoramento: ispirato al sonetto 2
- Presenza di un testo di rifiuto del mondo che si colloca più o meno prima della metà, sorta di punto di svolta.
- In chiusura rinuncia ad Amore

Sonetto proemiale - Bembo

Piansi e cantai lo strazio et l’aspra guerra, Gli amanti accorti, impareranno dai miei errori. Svolto con una realtà religiosa che non c'era
ch’i’ ebbi a sostener molti e molti anni in Petrarca. E scorge, sa distinguere la strada che porta a buon fine e capisce anche quanto
e la cagion di così lunghi affanni, si deve adorare Dio.
cose prima non mai vedute in terra.
Dive, per cui s’apre Elicona et serra, Tema del piangere e parlare e il piangere e scrivere, in linea co quella doppia temporalità
use far a la morte illustri inganni, che dicevamo. Oggetto, che in Petrarca era quel ? Metaforicamente come lo strazio e la
date a lo stil, che nacque de’ miei danni, manca qualcosa ci ricorda un passato di una lunga sofferenza amorosa. La causa di tormenti
viver, quand’io sarò spento e sotterra. così lungo può essere sia la donna che amore
Ché potranno talor gli amanti accorti,
queste rime leggendo, al van desio Passa poi al tema metapoetico, siamo abituati a trovare le muse in un testo poetica, ma non
ritoglier l’alme col mio duro exempio; a trovare dei riferimenti alle muse in un componimento ?. Discusso se fosse appropriato o
e quella strada, ch’a buon fine porti, meno, fa anche scuola da una certa parte. Dobbiamo intenderlo insieme al modo in cui
scorger da l’altre, e quanto adorar Dio Bembo intende.
solo si dee nel mondo, ch’è suo tempio.

Manca qualcosa
Quanti anni spesi a compiacere la donna, anche se non sono sopravvissuto alle sofferenze amorose. Momento con la quale apre il testo, ora che
ho tutto questo, che cosa succederà ?

Letteratura italiana Pagina 46


17. Proemi
giovedì 31 marzo 2022 14:28

Vittoria Colonna
- Molte rime di argomento religioso
- Argomento profano legate alla figura del marito che muore

Vittoria colonna - Sonetto proemiale

Scrivo sol per sfogar l'interna doglia Scrivo per sfogare quella voglia che
ch'al cor mandar le luci al mondo sole, permette al cuore di vedere la luce del sole
e non per giunger lume al mio bel Sole, e non per vedere la bella luce del mio sole,
al chiaro spirto e a l'onorata spoglia. allo spirito chiaro e all'onorata salma. Mi
Giusta cagion a lamentar m'invoglia; lamento per una ragione corretta, e che la
ch'io scemi la sua gloria assai mi dole; sua gloria mi fa molto male, per un'altra
per altra tromba e più sagge parole tomba e per altre parole più sagge
convien ch'a morte il gran nome si toglia. conviene che il grande nome vada a morire.
La pura fe', l'ardor, l'intensa pena La paura ha fatto, dell'ardore l'intensa
mi scusi appo ciascun; ché 'l grave pianto pena, mi scusi …, che il pianto è talmente
è tal che tempo né ragion l'affrena. grave che non lo fermano ne il tempo ne la
Amaro lacrimar, non dolce canto, ragione. L'amaro lacrimare, non il dolce
foschi sospiri e non voce serena, canto, scuri sospiri e non voce serena, non
di stil no ma di duol mi danno vanto. di stile ma di dolore mi danno vanto

Tema della contrapposizione tra una scrittura luttuosa, che nasce dalla necessità di descrivere ed manca qualcosa il lutto
privato è ciò che la giustifica ai suoi occhi, con la sua scrittura il marito ha l'elogio che meriterebbe.

Scrittura attenua la sofferenza (riferimento Rvf 50), per sfogarmi e non per aggiungere luce al mio amato, che non ne ha
bisogno. Ribadisce la giustifica la sua scrittura, necessario che ci sia uno stile più alto, più solenne. Stile celebrativo della
gloria, ripiegamento più intimo in una serie di antitesi negli ultimi versi. Manca qualcosa ne il tempo ne la ragione sono
in grado di soffocare il mio dolore. Lacrima con il pianto, e il canto, accompagnati da aggettivi negativi. Chiasmo in foschi
serena, al centro ci sono due sostantivi. Mi danno vanto non in virtù dello stile, ma di dolore. Questi stati d'animo fanno
si che io sia la prima, ma non per stile (dichiarazione di modestia che accompagna tutta al poesia) ma a renderla prima è
per il suo triste pianto.

Giovanni della Casa - rime 1

Poi ch'ogni esperta, ogni spedita mano, Anche una mano esperta e rapida, che ha
qualunque mosse mai più pronto stile, sperimentato qualsiasi tipo di stile, sarebbe lenta
pigra in seguir voi fôra, alma gentile, a seguirvi, o anima nobile, che siete il pregio del
pregio del mondo e mio sommo e sovrano; mondo e mio sovrano supremo, né potrebbe
né poria lingua, od intelletto umano lingua o intelletto umano formare una lode simile
formar sua loda a voi par, né simile, o pari a voi, poiché il mio stile lento e umile
troppo ampio spazio il mio dir tardo umile. rimarrà troppo lontano dal vostro valore; sarebbe
dietro al vostro valor verrà lontano: dunque meglio che volgessi il mio stile altrove, se
e più mi fôra onor volgerlo altrove; non che quando guardo la donna in queste
se non che 'l desir mio tutto sfavilla, fattezze terrestri eccezionali il mio desiderio
angel novo del ciel qua giù mirando: brucia. O muse se la preoccupazione di seguirvi///
o se cura di voi, figlie di Giove, è solita svegliarmi già di primo mattino, date la
pur suol destarmi al primo suon di squilla, possibilità al mio stile di innalzarsi così da essere
date al mio stil costei seguir volando. degno di lodare la donna.

Canzoniere pubblicato postumo ma che si crede rispecchi la volontà dell'autore. Il modello più importante per della Casa
lo ha influenzato moltissimo manca qualcosa. cfr. Rvf 78, rime B]

Cominciamo con due causali, sovversione tipica di Petrarca ma viene portata poi anche ad esiti esasperati. La mano di
qualsiasi artista o poeta, che fosse esperto, sarebbe pigra a seguirvi, che fuori di metafora non sarebbe in grado di
essere al pari di voi. Parte sinonimica, sommo e sovrano vogliono dire la stessa cosa. Continua la causale, nessuna lingua

Letteratura italiana Pagina 47


essere al pari di voi. Parte sinonimica, sommo e sovrano vogliono dire la stessa cosa. Continua la causale, nessuna lingua
e intelletto umano potrebbero concepire una lode pari o simile a voi. Manca qualcosa

A chi è rivolto?
Donna di stampo stilnovista manca qualcosa
Mi farebbe più onore dirigere lo stile da qualche altra parte, visto che rimane troppo indietro. Non può fare a meno di
scrivere perché il mio desiderio brucia vedendo in terra un angelo del cielo. Riferimento sempre stilnovista, forza di una
donna in carne ed ossa che non sembra umana.

Figlie di Giove: le muse


In chi abbiamo trovato in un proemio un'invocazione alle muse? Bembo, quello alla quale deve di più per lo stile.
Importante scambio di sonetti che Bembo manda a Della Casa e della Casa risponde, come consenso a questa sua
volontà che lui sia il suo erede. Andare oltre la lezione di quello che era il suo maestro: aumenta lo stile, toglie
l'esemplarità che c'era in Bembo (far sì che il suo canto sia di aiuto e di istruzione agli altri)

Se è vero che il pensiero di voi è sempre il mio primo pensiero, quello che devo fare è scrivere di te. In nome del fatto
che è così devoto alle muse, servito ad arrivare la donna amata, nemmeno i più grandi poeti sarebbero riusciti ad
arrivare a manca qualcosa tema metapoetico.

Giovanni della Casa - Rime 64

Questa vita mortal, che 'n una o 'n due Questa vita mortale, che passa in una / o in due brevi ore
brevi e notturne ore trapassa, oscura notturne oscura e /fredda; aveva avvolto fin qui la parte più pura
e fredda, involto avea fin qui la pura di me / nelle sue nubi nere.
parte di me ne l'atre nubi sue.
Or a mirar le grazie tante tue Ora inizio ad osservare le tue tante grazie, perché i frutti e i fiori
prendo, ché frutti e fior, gielo e arsura, / il gelo e il caldo e una così dolce legge e misura del cielo /
e sì dolce del ciel legge e misura, furono tuo magistero, o eterno Dio.
eterno Dio, tuo magisterio fue.
Anzi 'l dolce aer puro e questa luce Anzi tu hai sottratto dagli abissi oscuri e tenebrosi / la dolce aria
chiara, che 'l mondo a gli occhi nostri scopre, pura e questa luce chiara / che svela il mondo ai nostri occhi.
traesti tu d'abissi oscuri e misti:
e tutto quel che 'n terra o 'n ciel riluce E tutto ciò che in cielo e terra risplende / era chiuso nelle
di tenebre era chiuso, e tu l'apristi; tenebre e tu l’hai aperto; / e il giorno e il sole sono opere delle
e 'l giorno e 'l sol de le tue man sono opre. tue mani.

Frequenza dell'inarcatura
Molto esposto in prima battuta del sonetto, che trascorre in una o due tenebrose ore. Vita come qualcosa di tenebroso
e breve. Questa vita così, aveva imprigionato, l'anima mia anima nelle nubi oscure. Intuiamo che c'è una differenza.

A chi si rivolge il testo ?


Rivolto a Dio. Implicito nella rappresentazione della sua vita. Descrive l'alternarsi delle stagioni come opera di Dio. Se
pensiamo che il canzoniere di Petrarca si chiudono con un testo alla Vergine e molti canzonieri del 500 si chiudono con
una canzone a Dio. Sembrano quasi delle preghiere, invece queste sembra di più un elogio alla creazione.

Questa chiusura crea una circolarità con l'inizio del canzoniere (ringkomposition). Regia attentissima da parte di Della
casa di dove i testi vanno collocati. Sfida dello stile umano alla possibilità di lodare le cose divine come la donna amata.
Chiude il cerchio di un canzoniere che ha voluto parlare di più della poesia che dell'amore stesso.

Gaspara Stampa - Rime 1

Voi, ch'ascoltate in queste meste rime Voi che ascoltate queste canzoni in questi
in questi mesti, in questi oscuri accenti versi e questi accenti scuri il suono dei miei
il suon degli amorosi miei lamenti lamenti amorosi e delle mie pene più
e de le pene mie tra l'altre prime, dolorose, dove fa che apprezza valore e
ove fia chi valor apprezzi e stime, stima, gloria, oltre il perdono, dei miei
gloria, non che perdon, de' miei lamenti lamenti spero di trovare tra le persone
spero trovar fra le ben nate genti, gentili, poiché il motivo dei miei lamenti è

Letteratura italiana Pagina 48


e de le pene mie tra l'altre prime, dolorose, dove fa che apprezza valore e
ove fia chi valor apprezzi e stime, stima, gloria, oltre il perdono, dei miei
gloria, non che perdon, de' miei lamenti lamenti spero di trovare tra le persone
spero trovar fra le ben nate genti, gentili, poiché il motivo dei miei lamenti è
poi che la lor cagione è sì sublime. così nobile. Spero anche che qualcuno dico
E spero ancor che debba dir qualcuna: "Beata lei, dato che ha sostenuto per un
«Felicissima lei, da che sostenne motivo così nobile, un danno così evidente!
per sì chiara cagion danno sì chiaro! Come mai a me on è mai stato dato tanto
Deh, perché tant'amor, tanta fortuna amore e tanta fortuna da un signore così
per sì nobil signor a me non venne, nobile, diventerei anche io come questa
ch'anch'io n'andrei con tanta donna a paro? donna ?

Ci sono delle tessere petrarchesche evidenti?


Voi ch'ascoltate. Ripresa diretta dal primo sonetto. Cambia sparse in meste, spera di trovare perdono nella gente che
ascolta, si rivolge a coloro che lo possono capire. Vicinanza molto forte, riprende la struttura di Petrarca, vocativo fine a
se stesso. Tanto assomiglia la forma, quanto poco la tematica. Non è inserito il pentimento, non è soltanto perdono ma
gloria, opposto a sentire vergogna. Immagina che una lettrice o un'ascoltatrice debba dire e immagina le parole; la
invidierebbe. Manca qualcosa

Isabella di Morra - Rime 1

I fieri assalti di crudel Fortuna Piangendo racconto gli assalti di


scrivo piangendo, e la mia verde etate; Amore, e la mia giovinezza, ma
me che 'n sì vili ed orride contrate spendo i miei giorni in così vili e
spendo il mio tempo senza loda alcuna. orride maniere. Vado a visitare il
Degno il sepolcro, se fu vil la cuna, degno sepolcro con le mie amate
vo procacciando con le Muse amate; muse, e spero di trovare pietà,
e spero ritrovar qualche pietate malgrado la cieca e aspra sorte, e
malgrado de la cieca aspra importuna, con il favore delle Dive, se non
e col favor de le sacrate Dive, con il cormo, almeno con la mia
se non col corpo, almen con l'alma sciolta anima separata spero abbia
essere in pregio a più felice rive. riposo in un posto più felice.
Questa spoglia, dov'or mi trovo involta, Questo spoglio luogo dove mi
forse tale alto Re nel mondo vive trovo, se Dio lo vorrà potrà essere
che 'n saldi marmi la terrà sepolta. la mia tomba.

Pochissimi sonetti, questo è quello che si crede sia il primo. Non ci sono giunti molti testi perché uccisa dai fratelli in
giovane età per sospetto di una relazione che alla fine non era così.

Oggetto della scrittura in mezzo alle lacrime è la giovinezza. Io che spendo il mio tempo in luoghi orribili e senza lode, si
riferisce al castello dove i fratelli la tengono rinchiusa. Cerco di guadagnarmi con la poesia una sepoltura degna anche se
sono nata in maniera vile.

Se non con il corpo almeno con l'anima sciolta, essere tenuta in pregio presso un luogo più felice. Si può intendere come
la vita dopo la morte, sia il luogo dove veniva tenuto in esilio il padre dove le spera di andare.

Tema sepolcrale che ritorna in un'altra forma. Forse l'alto re che vive nel mondo, re di Francia Francesco I, che le
conceda un sepolcro degno, si pensa poi che quei marmi non siano la tomba, ma i suoi scritti e quindi che lui faccia in
modo che la gente legga le sue poesie.

Celio Magno - Rime 1

Non di porfido tomba eletto e duro, Non è una tomba di porfido, freddo e duro,
ove il mio nome in note d'or s'imprima dove il mio nome s'imprime in note d'oro e il
e bel marmo scolpito il volto esprima, volto scolpito nel marmo, lasciando, morendo,
lasciar, morendo, in mia memoria curo. curi la mia memoria. Questo sia il mio
Questo, che di mia man schermo io procuro sepolcro, quello che scrivo di mio pugno,
contro l'aspra del tempo avida lima, contro l'aspra e avida lima del tempo; e se non
sia 'l mio sepolcro; e, se non d'altra stima, sarà di altra stima e di un generoso ardire,

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lasciar, morendo, in mia memoria curo. curi la mia memoria. Questo sia il mio
Questo, che di mia man schermo io procuro sepolcro, quello che scrivo di mio pugno,
contro l'aspra del tempo avida lima, contro l'aspra e avida lima del tempo; e se non
sia 'l mio sepolcro; e, se non d'altra stima, sarà di altra stima e di un generoso ardire,
d'un generoso ardir pegno sicuro. pagherò il prezzo. E se i capelli incolti indegni
E s'è l'incolto crin di lauro indegno, del lauro, renda degna la mia povera fronte,
il pregio almen de la mia nobil brama almeno per la mia altra nobile brama, che
d'altra povera fronde il faccia degno; anche se non è perfetta ma comunque onora e
ché perfetta non pur s'onora ed ama ama la virtù, ma di lei c'è solo l'ombra, un
virtù, ma di lei solo un'ombra, un segno, segno, immersa in premio benigno ed eterna
merta in premio benigno eterna fama. fama.

Definisce le proprie rime come il proprio sepolcro. Non affido il mio nome al sepolcro o addirittura ad una statua, ma a
questo libro di poesie.

Torquato Tasso - Rime 1

Vere fur queste gioie e questi ardori Veri furono queste gioie e questi dolori che io
ond'io piansi e cantai con vario carme, piansi e cantai con vari modi, e poteva
che poteva agguagliar il suon de l'arme eguagliare il suono delle armi, le glorie degli
e de gli eroi le glorie e i casti amori; eroi e gli amori casti; e se il vostro cuore non
e se non fu de' più ostinati cori fosse dei più ostinati e il mio affetto così
ne' vani affetti il mio, di ciò lagnarme vano, non dovrei lamentarmi, che è più
già non devrei, ché più laudato parme lodato per me il riprendersi, quando si onori
il ripentirsi, ove onestà s'onori. l'onestà. Ora con il mio esempio, gli amanti
Or con l'esempio mio gli accorti amanti, accorti, leggendo le mie rime, il vano
leggendo i miei diletti e 'l van desire, desiderio negheranno ad amore e gli
ritolgano ad Amor de l'alme il freno. porranno un freno. Purché gli altri smettano
Pur ch'altri asciughi tosto i caldi pianti di lamentarsi presto e il loro cuore venga
ed a ragion talvolta il cor s'adire, travolto dalla ragione, il sentimento dolce
dolce è portar voglia amorosa in seno. d'amore porterò io per voi.

Non abbiamo un edizione affidabile come componimenti. Tasso ad un certo punto del suo lavoro, delle sue rime, era
cosciente. Obbiettivo quello di non fare un canzoniere amoroso, con più nuclei, che lui non riesce a realizzare, che però
sarebbe stata molto fortunata da lì a poco. Ci sono le rime suddivise dal punto di vista tematico. Forma del canzoniere di
Petrarca non è quella più usata.

Riferimenti a Bembo, piansi e cantai. Manca qualcosa. Si parla di un cuore che non è stato dei più ostinati manca
qualcosa

Se amore è breve, allora amore fa anche bene. Altro elemento di novità è manca qualcosa
Rivendicazione di verità degli amori che si stanno raccontando.
Interprete di se stesso, edizione accompagnata da paratesti scritti dall'autore stesso. Brevi sommari che ci parlano del
testo stesso, gli argomenti non sono d'autore. Commento che tasso chiama esposizione, in quel comento gioie e ardori
lo parafrasa come questi piaceri e questi amori.

Era in grado si eguagliare i suoni delle armi e manca qualcosa , si avvicina sempre di più all'epica.
Esperienza di Tasso come lettore di tanti altri commenti

Letteratura italiana Pagina 50


18. Rvf 23 e i suoi commentatori cinquecenteschi Date degli esami non definitive:
venerdì 1 aprile 2022 08:29 - 6 giugno
- 4 luglio
- 12 settembre
Come dobbiamo intendere gli autocommenti di Tasso
Ci stiamo interrogando su come è stata veicolata l'esperienza amorosa nella tradizione lirica, e come
i poeti hanno dato voce a questo.

Ci serve a cercare di comprendere il punto di vista dei poeti e dei lettori del rinascimento dei poeti
per riuscire a capire che cosa leggeva Tasso.

Dal 500 in poi cambia la consapevolezza di temi teorici poetici, aumenta.

Auto commento di Tasso


Associa a queste qualcosa che sta a metà tra il vero e il falso. Entrambe assumono molti elementi
mitologici, come nelle metamorfosi di Ovidio

Ispirazioni di Tasso
Tasso dichiara di ispirarsi a queste canzoni di Petrarca: Rvf 23,323, 325, 360
- 325
Io rapito da questa contemplazione, inventa un figura allegorica: la fortuna; prende la parola e
parla della vita di Laura. Si parte dalla nascita, si descrivono eventi miracolosi collegati a
questo evento, un’infanzia miracolosa fino al tempo dell’incontro con l’io (adolescenza). Il
motivo per cui questo testo viene nominato da Tasso è la presenza dell’elemento narrativo.
Questa canzone è quasi divisa esattamente a metà, prima parla l’io, l’amante che davanti al
tribunale della ragione accusa Amore dei danni provocati, nella seconda parte della canzone
risponde Amore e ribatte le accuse. In chiusura la ragione sospende un giudizio, le serve più
tempo per comprendere chi ha ragione. Si può intendere come l'idea che la ragione non basta
ad una comprensione profonda. Questo testo è una messa in scena di un dialogo immaginario,
c’è una personificazione di Amore come Fortuna nel testo precedente.

- 360
Come lo stesso Tasso diceva manca qualcosa. Sospende il giudizio, dice di avere bisogno di
avere più tempo per prendere una decisione. Si può intendere come il fatto che la ragione non
basta per una decisione profonda. Messa in scena di un dialogo immaginario, ha un carattere
più narrativo rispetto a quella degli altri testi.

Elementi che determinano la valutazione di Tasso


- La mitologia portata da Ovidio ( specialmente 323 e 23, hanno entrambe la stessa fonte
classica)
- Le personificazioni
- Lunghezza che permette di narrare una storia, tra le canzoni più lunghe di Petrarca

Che commenti aveva letto Tasso?


Possiamo pensare che Tasso abbia letto e sia famigliare con alcuni commenti, soprattutto per il
commento della prima.

Torniamo alla poetica di Bernardino Daniello su rvf 23


- Fa parlare il maestro Trifon Gabriele, come una lezione
- Retorica molto centrale
- Ci interessa la parte retorica della dispositio
○ Si distingue:
▪ Naturale o ordo naturalis : sequenza quella dei fatti come si sono svolti, più
proprio degli storici, ma può essere utilizzato dai poeti
Es: rvf 23, perché tornando all'inizio della storia narra fino alla fine tutti gli
avvenimenti della storia d'amore attraverso le metamorfosi di Ovidio. Nella prima
strofa viene annunciato un dato ordine e questo viene effettivamente seguito, 169
versi, poco meno di una 30 riguardano il tempo prima dell'innamoramento nei
versi successivi passa al tempo dopo.
▪ Artificiale o ordo artificialis : non in maniera lineare ma lo sovverte, prorpio solo
dei poeti
Es: rvf 325 ordine sovvertito. Si ha il riferimento all'innamoramento all'inizio e alla
fine il riferimento alla nascita.

Letteratura italiana Pagina 51


Rvf 23
Proprio come all'inizio di ogni opera, ci dice di che cosa canterà e poi dice anche che cosa succederà
poco. Manca qualcosa

Se nel corso di questo testo la memoria non mi soccorre, come era abituata a fare, la scusino le
sofferenze e i tormenti, e la scusino un pensiero che da solo angoscia e che fa voltar le spalle a tutti
gli altri. E che mi fa dimenticare la forza che lo fa tenere dentro di me mentre ?

Manca qualcosa

Vellutello (1525)
Commento che più ha influenzato anche molti poeti fuori dall'Italia. Rimette in ordine il Canzoniere,
non crede che sia quello corretto e lo mette con un ordine biografico.

Descrive il tempo prima e il tempo dopo, descrive poi anche degli avvenimenti tra di Loro, finge
(prima volta che si usa questo verbo) e dice quello che scriverà poi.

Gesualdo
Manca qualcosa

Daniello
L'intento del poeta è quello di narrare quello che era successo. Se avesse narrato le cose
apertamente, in modo chiaro, avrebbe seguito l'ordine dei poeti, invece che seguire quello di Ovidio.

Incollo screen slide della poesia.


Due modi di narrare lo stesso evento. Come quasi in ogni stanza lui subisce una trasformazione, e
ciascuna di queste viene tratta dalle metamorfosi di Ovidio. In blu tutti

Manca qualcosa

Eccezione nella stanza boh 7 ?


Non c'è una metamorfosi. Discorso sulla narrazione che si sta facendo è quella di manca qualcosa

Letteratura italiana Pagina 52


19. Ariosto
mercoledì 6 aprile 2022 08:32

Congedo rvf 23
Bene siamo arrivati a infatti alla fine sono arrivati al coniglio dove vengono di nuovo evocate come
dire tessuto alcune narrazioni di Ovidio però in maniera sintetica proprio per cenni e arrivando a ad
avere una funzione un po diversa in questa chiusa rispetto a quella che hanno avuto fino a questo
momento prima di tutto vediamo cosa dice

canzoni io non fu mai quel nuvol d'oro e poi scegli infezione più preziosa quella sì che il popolo di
giovani pazzesco ma qui don fiamma un bel guardo censo e poi scelto più per l'area poggia alzando
lei che mi detta loro né per nuova struttura il primo alloro se ti passarti che pure l'acqua dolce
ombra comunque nel vecchio c'è qualcosa

non mi sorprende rivoglio il fatto che si guarda direttamente alla canzone che è una cosa come
sapete indica che il congedo quello che segue immediatamente la posta per la canzone è
l'affermazione io no quindi ecco qua finisce commettendo importa evidenza questa migrazione
quindi cioè qui e vediamo che cos'è e poi invece dice ma quindi alcune cose che invece questa
ricordati che nella canzone ci sono stati molti altri punti in cui ha usato situazioni come che fui che
sono qui e clicchiamo ancora questo aspetto della canzone fino qui ma che cosa quella di un
volontario che poi discende in preziosa pioggia che qui beh ricorda la storia di Giove che in una delle
sue tante trasformazioni per amore tana e si trasforma in pioggia d'oro quindi vuole diventare che
non finì mai quella pioggia d'oro che discese così che infatti stesse pensi che muoverti il fuoco di
George la passione di George permise a giovedì avere soddisfazione del livello cervello questo però
ha definito noi quindi in questo caso ricorda questa storia della metà così serve a sottolineare il fatto
che lui non è mai riuscito a soddisfare il suo desiderio.

Lui è stato:
- Fiamma, perché ha celebrato Laura

Afferma che la metamorfosi in lauro è quella irreversibile. Nasce dal fatto che l'amante si trasforma
nell'oggetto amato o la persona amata. Per quanto mi trasformassi varie volte, non sono mai riuscito
a togliermi di dosso quella prima trasformazione.

Causale: ragione perché non lo abbandona. Anche solo l'ombra mi toglie dal cuore ogni piacere
meno bello di lei, ogni piacere scacciato dal cuore perché non può essere comparato a lei.

Manca qualcosa

Ariosto
- Importante
○ perché caratteristiche più peculiari è che lui non dimentica mai la sua natura di
narratore nella sua vena lirica.
○ Modo di riferirsi all'esperienza biografica + diretta
- Mediatore tra diverse tradizioni e lirica
- Mediare tra poeti diversi,
- Influenze
○ ad esempio Petrarca,
○ poesia della corte di Ferrara della metà del 400. modelli attivi nel giovane Bembo
(coetanei, esempio per lui)
○ Classici latini: consente di dare una declinazione del tema amoroso diversa (domina la
dimensione euforica, non esiste il pentimento)
- Situazione filologica complessa
- Non ha mai completato il riordinamento delle rime in vista di un canzoniere, ma sappiamo che
c'è stata l'intenzione
80 testi circa in totale

Letteratura italiana Pagina 53


○ 80 testi circa in totale
○ Negli anni 80 è stato ritrovato un manoscritto Vaticano Rossiano 639, dove si vede
chiaramente un disegno di un canzoniere, non autografo
○ Biblioteca Ariostea di Ferrara, testi riordinati per metro
○ Stampa postuma Coppa 1546 ordinamento stabilito dal curatore, totalmente inaffidabile
- Edizioni
○ Fantini: preparata prima della scoperta del Rossiano, segue l'ordinamento per metri
○ Bozzetti: parziale edizione
○ Guassardo: segue ordine del Rossiano
○ Selezione commentata in poeti europei del 500

1 - Ariosto
Le stanze sono molto più brevi di quella di Petrarca, per quanto la lunghezza sia molto vicina.
(Petrarca 20 versi tutti endecasillabi, con solo un settenario)

Stanze di 11 versi, con più settenari


Rosso: riferimento alla poesia, allo scrivere

Inizio - I stanza:
- Negazione: si afferma un topos di modestia che non si sarà in grado di raccontare in poesia
quello che si vuole dire.
- Oggetto: la perdita di libertà, l'innamoramento. Rifeirmento alla condizione prima
dell'innamoramento
- Si riferisce direttamente alla donna amata
- Ci viene detto che è stata lei a richiedere il testo, sembra risponda a una richiesta che è stata
lei stessa a fare
- Il racconto della propria perdita di libertà è lo stesso delle vittorie di lei.
- Vittorie celebrate, nessuno ha mai voglia di celebrare
- Prepara la contraddizione, cerca di celebrare le sconfitte d'amore
- Unisce nello stesso verso le due metafore dell'innamoramento
○ Cattura
○ Ferimento
- Solo per aver partecipato al combattimento, avrò mille altre vittore.
- Lei è più potente di moltissimi altri avversari possibili

Stanza II
- Blu: riferimenti al tempo
- Non fu la prima volta che la vedeva. Combinazione di bellezza fisica e di bellezza di modi. Non
dice che si era già innamorato ma si era già accorto dell'eccezzionalità di questa donna.
- Si crea degli ostacoli per non farle capire il proprio amore. Dove vedevo che le speranze erano
deboli a mettersi in questa via.

Stanza III
- Tempo diverso, vengono raccontati degli anni
- Tenni lontano il desiderio per giorni, mesi e anni
- Indirizzai il desiderio ad altri amori dove la strada mi sembrò più sicura (riferimento agli amori
con una domestica e con una popolana)
- Trascurai il desiderio abbandonandomi al testino
- E , personificando il desiderio, appena si sentì senza freni, fece ritorno al luogo dove era il suo
istinto naturale.
- Vedi il desiderio che è nel labirinto (rif a rvf 214 ?), prigionia che durerà tutta la vita. Non ha
neanche avuto il tempo di provare a soccorrersi.

Stanza IV
- Cfr a dove Petrarca indica la data dell'innamoramento e della morte di Laura
- Descrive sia il tempo, l'occasione, e anche il luogo.
- Racconterò anche tutte le vostre vittorie, della quale io sono una tra le più basse
- Data del 24 giugno del 1413, San Giovanni Battista:

Letteratura italiana Pagina 54


- Data del 24 giugno del 1413, San Giovanni Battista:
○ Dal giorno della concezzione di cristo, le ruote veloci del sole, che viene considerato
lucido e l'omicida d'Achille (freccia scoccata da Paride guidata da Apollo) avevano
portato quel giorno 1513 volte.
○ Luogo: a Firenze, che ricorda il suo patrono, giorno particolare perché insediazione del
papa Leone X. Voleva vederlo anche lui, non si ricorda molto, solamente lei, poco gli
importa degli altri
○ Alessandra: fiorentina da parte materna, recandosi aveva lasciato il Po e lo lascia per
l'Arno, quindi recandosi a Firenze.
Stanza V
- Di nuovo il tema che non ha visto, e non ha sentito dire che nessuno avesse visto qualcuno che
potesse pareggiarla
- Collocazione di Alessandra sullo sfondo di questa festa.

Stanza VI
- Parla di come era acconciata e abbigliata
- Artificio discreto: studio non vistoso, qualcosa che ha richiesto una preparazione ma che era
sobrio
- Gettava delle ombre soavi sul collo e sulle guance e scendeva fino alle spalle
- Con queste reti quel giorno manca qualcosa
- Allusioni tipiche dell'Ariosto: estrema bellezza e estrema sobrietà
- Fece passare trascurato ogni altro abito

Ricordateci a Madonna quindi la porto diretta all'inizio della aspetta eh ho capito non qualcosa che
non saremo in questa in questa parte confidenziale no su di intimità di rivolgiti direttamente almeno
è il pensiero che sembra essere guidato dal capitale parlando dell'altro e come l'hai portata questa
immagini di due tipi intrecciate Luiz voglio capire perché chiederle Ciao il presente perché abbiamo
sia lei che cosa rappresentano anche questo vediamo tutti qui indicato i soldi io sono interessato ai
prodotti di cui vostro marito era un giorno scuro che tu il senso in questa istanza in realtà come
giustamente come sta il cartellino e una richiesta storica perfettamente qual è di quella che è
praticamente possiamo chiamare indifferenza condizionata del 500 questo uso di un determinato
una determinata immagine di solito accompagnato vuole un botto non fatti accompagnare da un
bacio da una bellissima falla un paio di parole che insieme quindi l'immagine con queste parole
indicavano una particolare intenzione che stava a cuore alla persona interessata quel determinato
quella determinata quindi qui che cosa simboleggia cosa alludo alla alla volta e la felicità insomma
vogliamo quindi lui sa perfettamente a cosa fanno riferimento che anche più però vuole in qualche
modo nuovamente riferirsi si bentornato del canale Firenze che lo portò le logiche di anche in
questo caso Flavio rottamati mia mano e aspetta che con lato perché sono stato cucito studenti
l'abito come giugno con l'ago no così bene quindi l'ho finito così bene che meno il colore che non
dovrebbe vincere con le aziende in realtà vince sia la colpa è loro quindi altri abiti che erano tutti
questi colori sgargianti no proprio loro furono vinti in realtà dal suo amico capito

Stanza VII
- Tra la fronte e la scriminatura c'era un diadema a forma di alloro.
- Riferimento al fatto che si sta dicendo che si pensa di non essere in grado di rendere a pieno.

Stanza VIII
- Racconto dell'innamoramento.
- Aveva già conosciuto la donna amata perché già li avevo affrontati.
- Cfr 3 rvf. Quando lui è senza difese
- Quando aveva la guardia abbassata, quei piccoli cupidi, che attendevano appostati nelle
chiome come per le vespe per chi le provoca, si avventano sul mio cuore che rimane
imprigionato nei capelli dell'amata. Molto molto fortunata nella poesia del 500

Letteratura italiana Pagina 55


20. Bembo
giovedì 7 aprile 2022 14:33

Manca qualcosa
Riprendo testo di Gaspara Stampa

Pietro Bembo - La biografia


Utile perché vedremo svilupparsi la sua esperienza di scrittore con l'esperienza amorosa. Le due
cose, in alcune occasioni, sono quasi inscindibili.

La biografia:
Due immagini (giovane e cardinale)
- Varietà grande di esperienze e capacità del controllo della sua immagine
- Non è immune dal rapporto con la poesia
- Pratiche delle arti visive molto molto ampia
- Percorso non solo esperienze>poesia ma anche poesia>esperienze (es: sviluppo delle pratiche
del corteggiamento

La vita
- Aristocratico di Venezia
- Figlio di Bernardo Bembo, committente della Ginevra de Medici di Leonardo.
- Nasce nel 1470
- 1497 segue il padre e a Ferrara
- 1500 - 1501 relazione con la nobildonna friulana Maria Savorgnan
○ Modo di incontrarsi senza troppa difficoltà a Venezia
○ Alcune delle prime rime di Bembo risalgono a questa relazione
- 1501 cura un'edizione del canzoniere e dei Trionfi di Petrarca
- 1502 cura un edizione della commedia di Dante
- 1502-3 amore per Lucrezia Borgia
- 1505 pubblica gli Asolani
○ Forma prosimetrica
○ Dialogo
○ Entrambe le figure di Maria e Lucrezia sono implicate. Perché l'opera la aveva in mente
da prima.
○ Nelle lettere che scrive a entrambe si capisce che aveva già in mente un canzoniere o un
prosimetro.
○ La dedica è a Lucrezia. Siccome si poteva cambiare qualcosa in corso d'opera, si è
pensato che inizialmente l'avesse messa, e poi l'avesse tolta. I documenti odierni però
suggeriscono il contrario. La lettera scompare nel 1530
- 1506-12 è a Urbino alla corte dei Montefeltro. Comincia la la carriera ecclesiastica.
- 1512-1520 fa il segretario del Papa Leone X conosce Faustina Morosina della Torre.
- 1522 dopo un periodo a Venezia si trasferisce a Padova
- 1525 pubblica le Prose della Volgar Lingua
○ Petrarca e Boccaccio usati come modelli di poesia e prova
○ Si da esempi anche di grammatica
○ Si traccia la storia fino a quel momento del volgare
- 1530 prima edizione delle Rime
○ Non ci si riferisce sempre alla stesa donna
- Incollo date

Il carteggio con Maria Savorgnan

Manca qualcosa
Riferimenti al sonetto 67 di Petrarca, li usa uguali.
Omaggio a un tema del Rvf
- 77 e 76 parla del ritratto di Laura
Idea del ritratto come sostituto della donna amata.

Letteratura italiana Pagina 56


Idea del ritratto come sostituto della donna amata.
Nel ritratto che Bembo descrive è attribuito a Maria Savorgnan

Per Lucrezia, lettere e rime


Avrebbe un cristallo al posto del cuore, che quindi rende possibile vedere tutto. Nella lettera chiede
a Lucrezia qualcosa di personale suo, quasi un esperienza comune

Rime Donniani sono sicuramente riferiti a Lucrezia.

Rime 5 - Pietro Bembo


- Monoperiodale
- Si tratta di una struttura enumerativa. A volte sostantivi accompagnati dalla relativa e aggettivi
sostantivati
- Soprattutto aspetto fisico, ma anche qualità morali
Rime 6 - Pietro Bembo
- Fanno pensare a quello che sta succedendo a lui, il suo stato emotivo.
- Come se in forma poetica prima ci da il ritratto di lei e ora ci da il suo di ritratto
- Contrasto tra ciò che si prova e ciò che si può esternare
- Aspetti che in un amante cambiano rapidamente: la voce, il colore ecc..
- Ha impresso un volto nella memoria, ovunque si guardi si vede quello della persone amata
- Si vive solamente della persona amata.
- La difesa è la capacità di sopportazione.
- La freccia è fatta di pensieri elevati, non ignobili
- E il bersaglio (a cui la freccia punta) è un'opera divina
- Meritare ricompensa ma non chiederla

Questi due non si possono scindere


Riferimenti anche a Rvf 213
Esibizione di ignegno che i suoi coetani avrebbero riconosciuto

Rime 11 - Giovanni della Casa


Si ispira a Bembo ma lo porta in una direzione diversa
- Monoperiodale
- Comincia dalle bellezze interiori
- Da la priorità a quelli come versi
- Si riferisce direttamente agli oggetti
- Crea un dialogo più intimo con le bellezze dell'amata
- Tutte queste bellezze furono l'esca del mio amore, del mio fuoco
○ Nella lingua antica, esca significa anche cibo.
○ Funziona meglio per lui, non vuole che gli si procuri altro cibo, non si cerca soccorso
altrove.

Riscrittura del sonetto 5 delle rime di Torquato Tasso


- Comincia con lo stesso verso di Bembo
○ Inizia con il non, sovverte quello di Bembo
○ I crini, quindi i capelli e le chiome, non sembrano più crespo oro ecc..
- Io, accecato dall'amore ho ingannato con l'amore i miei lettori con le false immagini della
donna amata, talmente alte.

Gli Asolani - Pietro Bembo


- Redazione manoscritta non autografa ma sotto il suo controllo. Porta solo il primo libro (tot 3)
- Princeps 1505 in alcuni esemplari ha la dedica a Lucrezia, altri no
- Edizione nel 1530, la corregge con le direttive che lui stesso aveva dato
tema
- Tre giornate delle nozze di Caterina Cornaro festeggiamenti alla corte degli Asolani.
○ Regina che in qualche modo ha perduto il suo regno, ma che ha questa corte ad Asolo
- Ciascuno ruota attorno ad una concezione dell'amore, che esongono le nature dell'amore
- Perottino: amore doloroso

Letteratura italiana Pagina 57


- Perottino: amore doloroso
Sulla base della storia dolorosa che aveva avuto prima di Maria
- Gismondo: poetri e piaceri dell'amore
Base della relazione con Maria
- Lavinello: amore "spirituale"
Platonico. Riferisce le parole che un'eremita gli ha detto. Manca qualcosa

Letteratura italiana Pagina 58


21. Il purgatorio - introduzione
venerdì 8 aprile 2022 08:34

Ripresa degli Asolani di Bembo


- Cambia il personaggio di Gismondo
- Due canzonette di endecasillabi e settenari
- Manca qualcosa
- Riflessione sulla vera natura di Amore, togliere le false apparenze
Gli asolani I.III - Canzonetta della prima fanciulla - Pietro Bembo
- Tempo tratato come Petrarca, senza pentimento però
- Non ha più moltissimo tempo
- Inizio felice con esito doloroso
- Mito di Medea che si innamora di Giasone
Gli Asolani- Canzonetta della seconda fanciulla - Pietro Bembo
- Rovescia la prima
- Inizio doloroso con esito felice
- Riferimento al mito di Andromeda ( da quando si concede a Perseo, la vita diventò più gioiosa
e non più piena di noia)
i testi vengono costruiti da Bembo alla funzione di annunciare lo spunto per la scrittura dei due libri

Gli Asolani - Canzonetta della damigella - Pietro Bembo


- Diversa dai due
- Amore appellato fin da subito
- La tua virtù non è capita da nessuno
- Subito sul piano universale, constatazione sul piano generale

Gli Asolani - Le rime della morte della Morosonia - Pietro Bembo


- Alcuni testi non scritti per lei
- Tredici sonetti seguiti da una canzone

165 (1548) - Pietro Bembo


- Riferimento a Petrarca della Luna
- Nonostante la fama di Laura, il suo pensiero è che nessuna donna sia inferiore a lei

Sonetti di Affetti coniugali

Francesco Beccuti (1509-1553) sonetto per la moglie in occasione del parto


Bernardino Rota (1509-1574) rime in vita e rime in morte della moglie Porzia Capece
Ultimo nome

Rime CXXIX - Francesco Beccuti


- Legame amoroso e anche coniugale
- L'anima diventa una, simile al topos per cui l'amante si trasforma nella cosa amata
- Lavoro sulla retorica

Rime CXXIX - Bernardino Roda


- Giochi di parole con morte e mortal
- Riferimento al fatto che la elogiava anche in vita
- Immagine materializzata del cuore con questa porta. Quando lui apre la porta la ritrova con il
ricordo del giorno dell'innamoramento
- Usa il futuro
- Piangerà fino alla morte, impaziente di rividerla
- Immagine di prigioni, usato per indiicare questo nodo condiviso
- Augurio che si fa è quello di non far mai fermare questo dolore che mi fa scrivere, l'unica mia
speranza è quella di dare conforto alla mia vita misera

Letteratura italiana Pagina 59


speranza è quella di dare conforto alla mia vita misera

Rime - Osratto Giustinian


- Riferimento a Bembo
- Connotazione del passato negativa
- Canto nuziale, per estensione indica manca qualcosa
- La fiamma ardente dell'amore mi accende il cuore
- Riferimento al sonetto 1 del Canzoniere di Petrarca

Il Purgatorio
Tema principale del purgatorio è il tempo
La condizione dei dannati e dei beati sono condizioni immutabili
Le condizioni di chi sta al Purgatorio, sono destinati al Paradiso
Tempo per le anime che scorre diverso:
- Tempo per chi sta fuori dalla porta
- Tempo per chi sta dentro al Purgatorio

Tempo della composizione


- Si suppone che lo abbiamo composto tra il 1309-1313
- Dante si trova a Verona, nella corte di manca qualcosa

Tempo della storia


- Viaggio che dura di più, circa 4 giorni
- Comincia all'alba del giorno di Pasqua se si pensa che l'inferno termina il Venerdì santo

Tempo del canto


- Dalla spiaggia alla porta 9 canti
- Dall'ingresso in purgatorio alla quarta cornice 9
- Quinta settimana cornice 9
- Paradiso terrestre 6

Prima cantica nella quale Dante sogna

Letteratura italiana Pagina 60


22. Il purgatorio - il tempo
mercoledì 13 aprile 2022 08:34

Unico dove ci sono condizioni di luce, come quelle naturali, e condizioni dove il personaggio Dante
sogna.

Segnando degli stadi di questo percorso.


1. Intensificazione del numero delle indicazioni temporali. Nell'inferno non avevano senso, nel
purgatorio sono funzionali: definire la posizione di Dante rispetto ai cieli, ma hanno anche una
funzione narrativa.
2. Innalzamento dello stile, diverso dall'inferno manca qualcosa

Devono affrontare delle scalate per raggiungere la punta del monte, all'inizio sono molte più ripide.
Distribuzione non equa dei peccati rispetto ai canti. Sovrapposizione tra canti, cornici e peccati, ma
non sempre.

Effetto diverso, quando l'unità non viene rispettata. Nel 17, si parla degli iracondi e degli accidiosi,
poi nel 19 e per i golosi.

Espedienti strutturali ma che hanno a vedere con il modo nella quale viene svolta la narrazione.

Il paesaggio del Purgatorio


- Spiaggia
- Antipurgatorio: non si è d'accordo su che cosa sia antipurgatorio e che cosa no. Perché tanta
importanza ? Primo punto di vista: tempo: tempo che ci hanno messo a pentirsi, il tempo è
quello che sanno che sarà quella che dopo lì porterà alla porta dove poi inizierà la loro
esperienza.
- Porta del Purgatorio
- Purgatorio vere e proprio: tutte le anime caratterizzate da un'attesa (esperienza che
permetterà di accedere al paradiso) il tempo non scorre per loro, anche le la salvezza è al loro
orizzonte, la misura del tempo per loro conta, perché è quella che deve passare per il paradiso.
Antipurgatorio:
- Morti scomunicati
- Pentiti alla fine della vita

Purgatorio III 136 - 145 Manfredi e Bellaqua


Non ci sono dettagli sul perché si trovano in quel luogo. Manca qualcosa

Manfredi:
- Morto scomunicato
- Figlio di Federico II
- Muore nella battaglia di Benevento
- Vero: avversativo - tuttavia. Prima Manfredi ha citato la grandezza della Misericordia divina.
- Cerca di non mettere in discussione la chiesa, non facendo pentire per la scomunica, ma vuole
far capire che la Misericordia vada al di là di qualsiasi cosa.
- Buone preghiere: preghiere di cuori in grazia di Dio, libere dal peccato mortale. Comunione dei
Santi, i beni all'interno della comunità cattolica sono in comunione.
- Desiderio di comunicare a sua figlia che si è salvato, non è all'inferno. Lei però deve continuare
a pregare per lui, perché così può andare avanti nella montagna

Bellaqua
- Pigro come in vita
- Angelo di Dio che siede sulla soglia, non mi lascerebbe salire con i miei pentimenti
- Prima, conviene che il cielo deve girare attorno a me come in vita. Devono passare gli stessi

Letteratura italiana Pagina 61


- Prima, conviene che il cielo deve girare attorno a me come in vita. Devono passare gli stessi
anni che lui ha passato in vita, perché io ritardai fino alla fine dei suoi giorni. Almeno che non
mi aiutino le preghiere dei cuori in grazia di Dio.
- Si chiude con un'interrogativa e si apre con un'interrogativa.

Tre ambienti fondamentali:


- Spiaggia: dove Dante approda e dove vede approdare le prime anime
- Montagna: con questi gironi che contengono i peccatori. Parte fondamentale anche il giorno
che passa
- Paradiso terrestre
molta insistenza sulla luce e sui suoni
- Definiti armoniosi
- Aria trasparente e fresca
Il Purgatorio è un luogo che si svuoterà, non sono lì per restare. Alla fine dei tempi questo luogo
scomparirà, proprio per questo qui il tempo ha più senso, molto più simile alla vita umana.

La struttura del Purgatorio


Grande irregolarità degli elementi
- Incentrata sul numero 7
- Devono attraversare 7 cornici
○ Esempi di virtù, opposti ai vizi puniti
○ Dimensione di comunità
○ Esempi dei vizi che vengono puniti
- 7 virtù
○ Corrispondono alle beatitudini evangeliche, passo di Matteo 5:
Umiltà,
Misericordia,
Pace,
Bene,
Distacco denaro,
Distacco cibo,
Castità
○ Alla fine della cornice, l'angelo pronuncia la beatitudine.
○ Non sono sempre presentati nello stesso modo
- 7 preghiere da recitare dai purgati
○ Canti religiosi
○ Solitamente salmi
○ Beatitudini degli angeli
- 7 beatitudini pronunciate dagli angeli
- 7 peccati: in ordine diverso rispetto all'inferno. Divisione dei peccati nell'inferno sulla base
dell'idea di Aristotele
○ Nel purgatorio ci si basa sull'amore, cioè che tutte le cose che l'uomo fa, lo fa per amore.
Su base della teologia di San Tommaso, si vede nel canto 17
○ Amore rivolto agli oggetti malevoli
▪ Superbia, invidia, ira
○ Amore con poco di vigore. Hanno amato Dio in maniera timida
▪ Accidiosi
○ Chi ha amato con eccesso
▪ Avarizia, prodigi, golosità, lussuria

Diverse modalità di racconto degli esempi:


- Intagliati sulla parete
- Manca qualcosa

Dante del purgatorio


- Parte di rituali: Virgilio gli pulisce le lacrime con la rugiada come gli aveva detto di fare Catone.
Fisicamente più coinvolto
- Rimane che Dante è vivo. Piccoli gesti che glielo fanno capire: respira, fa ombra. Pensano di

Letteratura italiana Pagina 62


- Rimane che Dante è vivo. Piccoli gesti che glielo fanno capire: respira, fa ombra. Pensano di
chiedergli di riportare in Terra quella di pregare per loro, sanno quanto è importante l'aiuto
degli uomini buoni.
- Non è possibile una vera e propria interazione come un corpo fisico. Commenta come loro non
abbiano un corpo umano ma solamente l'apparenza.

Virgilio
- Non conosce il Purgatorio, non ha punti di riferimento. Più in dubbio, indugiante
- Vengono recuperati degli aspetti della riflessione sul limbo e sulla sua condizione immutabile.
- Una delle dimensioni della salita sul purgatorio è quella di un pellegrinaggio, come viene
paragonata la vita in una prospettiva cristiana.

Il proemio
Inferno II 1-9
- Notazione temporale, prima ancora del proemio vero e proprio
- Pietà: nel senso dell'angoscia
- Accento sulla dimensione della memoria e della narrazione
- Idea di impegnarsi nel raccontare il suo viaggio
- Racconto delle muse: molto poco, paragonate al suo di impegno.
- Insistenza sulla memoria

Purgatorio I 1-12
- Designa di quello che sarà l'oggetto di questo regno
- Immagine dell'ingegno come navicella. Metaforica, già classica, si accinge a un'impresa più
alta. In questo senso alza le vele, piegate dalle tempeste dell'inferno, e per attraversare acque
migliori.
- Sempre doppia qualcosa: riferimento al viaggio poetico e riferimento anche al viaggio vero e
proprio
- Morta poesia: fino ad adesso ha cantato il regno dei dannati
- Si rivolge alle muse, sono consacrato a loro. Invoca la più importante delle muse: Calliope.
Vicenda narrata da Ovidio nel 5 libro delle metamorfosi. Le figlie di boh erano molto brave a
cantare, sfidarono le muse e vennero trasformate in gazze.
- Non abbiamo un elemento di contesto e nemmeno

Paradiso I, 1-12
- Si comincia con la gloria di Dio
- L'esperienza che si prova è un'esperienza che non si può raccontare con le mere parole
- La memoria non può seguirlo, diventa di nuovo fondamentale
- Quello che ho potuto trattenere nella mia memoria canto
- Viene invocato Apollo. Ora le muse non bastano più, elemento in comune è quello che manca
qualcosa
- Sfida in cui chi ha sfidato Apollo e le muse è stato sconfitto
- Continua il tema dell'alloro poetico

Paradiso II 1-15
- Immagine del mare ripresa
- Perdendovi dietro di me potreste rimanere smarriti. L'acqua che io mi accingo ad attraversare
non è mai stata attraversata prima.
- Si evocano i tre aiuti sulla quale può contare: le muse, Apollo e Minerva.

Continuità tra tutte e tre:


- Metafora della navigazione
- Pellegrinaggio
- Viaggio

Sempre sotto sotto il viaggio di Ulisse.


- Il suo viaggio voluto da Dio
- Le spie di riprese in un luogo rilevato come è la rima di episodi lessicali al viaggio di Ulisse

Letteratura italiana Pagina 63


- Le spie di riprese in un luogo rilevato come è la rima di episodi lessicali al viaggio di Ulisse
- Chiamato folle volo, nonostante fosse una navigazione
- Dante non è ancora morto, ma fu così vicino alla dannazione, che passò poco tempo prima che
perda la ragione
- Acque, esperto e piacque
- Alto mare

Arrivo delle anime


Inferno III
- Caronte, definito come bianco per antico pelo
- Anime che si ribellano

Purgatorio II
- Anime che sanno già che sono slavate
- Angelo che non ha età e per la quale non passa il tempo

Similitudini:
Purgatorio II 130-133; Purgatorio III 79-87
- Anime caratterizzate come miti e umili, si piegano alla volontà di Dio
- Vengono accomunati ai Giunchi, unica pianta che può sopravvivere lì perché si piega
- Elementi in comune con le altre anime, pellegrini come Dante e Virgilio
- Molto simile immagine delle pecorelle, chiamati gregge fortunato perché saranno salvate

Purgatorio II 70-75
- Reazione dell'ombra di Dante
- Anime portano gli ulivi perché lo vedono come un messaggero che porta delle buone novelle

Letteratura italiana Pagina 64


23. Il purgatorio - canti V- VIII
mercoledì 20 aprile 2022 08:30

Schema del tempo della prima giornata


Non è così netta la distinzione tra le parti. La prima notte che Dante trascorre nell'anti purgatorio,
viene preparata molto attentamente, molti riferimenti che preparano questa notte, rispetto ad altri,
in qualche modo più simile a una notte terrena, facilita manca qualcosa

Primi due gruppo di anime dell'anti Purgatorio:


- Accumunati nella negligenza nel pentirsi.
- Nel caso dei pentiti alla fine della vita vengono descritti come pigri. Abbiamo incontrato
Bellaqua nel canto IV
- Importante il tempo, anche per le anime. Sia per le anime che sono già oltre la soglia (dure
idealmente il meno possibile attraverso le preghiere dei vivi) ancora di più per che sta nell'anti
purgatorio. Concetti di alcuni studiosi

Questioni critiche aperte, e a come si debba intendere la negligenza che li accomuna


- Quanti si possono ricondurre alla mancanza della negligenza e quali no?
- In primis quelle che approdano sulla spiaggia. A rigore, Dante non ci dice che sono anime da
considerarsi già negligenti. In qualche modo le usa per introdurre il tema della negligenza,
nell'episodio di Casella:
○ Dopo la conoscenza, gli chiede di cantare qualcosa, e distrae Dante e Virgilio,
rimproverati da Catone, nonostante il fatto che venga nominata in maniera esplicita non
tutti gli interpreti sono d'accordo nel dire che si rimproveri proprio la negligenza, quanto
l'attaccamento ai beni della vita terrena
○ Entrambe le due linee siano credibile, i due elementi possono coesistere.
○ Amor che ne la mente mi ragiona: primo verso del terzo libro del Convivio.
▪ Chiara Vacci Leonardi
□ presta fede a Dante nell'interpretazione
□ Fa intendere che bisogna lasciarsi alle spalle anche il sapere umano
▪ Bellomo
□ lui ritiene che vada letto a prescindere dal convivio, perché opera
incompiuta (Dante la interpreta in maniera manca qualcosa, rappresenta la
filosofia)
□ Interpretazione di questo gruppo di anime la cui negligenza sarebbe proprio
quello di essere attaccati ai beni mondani
□ Fa rientrare anche il fatto che le anime si stupiscono di vedere che Dante è
vivo
□ Lui intende che bisogna concentrarsi sull'amore verso Dio, non più su quello
terreno
□ Non bisogno pensare alla condanna della filosofia
○ Tipici riferimenti al permanere della propria esperienza e della memoria nel ricordo.
○ Tutti concentrati sul canto, la mente id tutti è rapita dal canto.
○ Veglio onesto: Catone
○ "Liberatevi di quella negligenza che vi tiene fermi. Andate al monte del Purgatorio a
togliervi quello scoglio che non vi permette di vedere Dio" Dice Catone

- Salmo 113
○ Uscita dagli ebrei dalla schiavitù dell'Egitto
○ significato figurale della liberazione dell'anima

Leggi del Limbo:


- Legge per la quale alcuni vengono liberati e altri no
- Legge per la quale chi viene lasciato infietro non si pente di non essere stato liberato perché
diminuirebbe la loro beatitudine

Letteratura italiana Pagina 65


V 10-12; 19-20
- Ruolo del rimprovero ripreso da Virgilio riferito a Dante
- Rafforza la vergogna, dice che avrebbe potuto solamente andare senza dire nulla. Nel
pensarlo, arrossisce, che nel caso di colpe leggere lo fa degno di perdono
- Nel purgatorio si ha una continuità tra Dante e le altre anime.
- Cantano il Misere

I tre temi del Purgatorio


Pellegrinaggio
➢ Si collega al viaggio
➢ Si collega anche al viaggio dell'anima
➢ Collegata all'idea del corpo, il pellegrinaggio di compie nel corpo
➢ Inseparabile dal tema dell'esilio
➢ Definizione di Dante dei pellegrini nella Vita Nova
○ Episodio in cui i pellegrini passano per Firenze
○ Definizione in senso ampio: Pellegrino è chiunque è chi è fuori dalla propria patria
○ Definizione in senso religioso: pellegrino chi si rivolge solamente a una meta sacra
➢ Esilio dell'anima dalla patria celeste
➢ È di questo esilio che le anime chiedono perdono: viene cantato il Salve Regina
➢ Già accennato nel canto I
○ Lui e Virgilio camminavano come qualcuno che ha perso la strada e finche non la ritrova
cammina invano
➢ Canto VIII, tema filo conduttore del pellegrinaggio

Libertà
➢ Libertà spirituale
➢ In una prospettiva cristiana, la libertà dell'anima dal peccato
➢ Il corpo può diventare un ostacolo alla dimensione senza peccato
➢ Fondamentale, messo al centro fin dal primo canto, con la scelta di Catone come custode del
Purgatorio
➢ Personaggio che Dante ammira moltissimo. Idea di esemplarità morale, assoluta integrità
morale, assoluto rispetto e amore per la libertà repubblicana. Catone preferì la morte, a
vedere la tirannia svilupparsi a Roma
➢ Si spiega se noi lo intendiamo con degli elementi associati alla figura di Catone. La possibilità di
riferirsi a quella scelta lo rende una figura perfetta per quello che ha in mente. Non è escluso
che alcuni pagani venissero salvati, in quanto sono particolarmente meritevoli. Problema si
essere avversario di Cesare, Dante separa la responsabilità individuale, e il contesto storico.

Tema del corpo


➢ Insistenza sul fatto che lui sia vivo
➢ È stanco e ha sonno, credono solamente perché siano umani
➢ Dopo il giudizio universale c'è la resurrezione dei corpi. Manca qualcosa
➢ Corpo violato, ferito, distrutto
○ Violenza nei confronti di Dio,
○ Senso di violare la volontà da Dio

Struttura del canto


- Indugio di Dante
- Anime che intonano il misere
- Iacopo del Cassero
- Buoncontente ecc..
- Manca qualcosa

Canto VI:
- Forte legame politico morale
- Metafora della zara. Dante assediato dalle anime che vogliono sapere quello che succede dopo
- Tutti tranne uno morti in lotte che coinvolgono la Toscana

Letteratura italiana Pagina 66


- Tutti tranne uno morti in lotte che coinvolgono la Toscana
- Dubbio che Dante ha: verso particolare all'Eneide. Risposta che Sibilla da ad Enea in merito alla
possibilità di attraversare l'Acheronte "spera che le tue preghiere pieghino le volontà degli
dei". Prima le preghiere non funzionavano perché erano pagani, non conoscevano Dio.
- Incontro con Sordello. Viene presentato come solitario, isolato dal gruppo di anime accanto a
Dante. Tematica per cui sceglie la figura di Sordello, fa da ponte e permette di tenere insieme
il tema delle lotte in testini? Morti per la patria?
- Invettiva contro l'Italia
- Tema del discorso della poesia su se stessa, rappresentata dal trittico di poeti. Ritenuto
fondamentale del purgatorio

Canto VII
- Sordello non capisce ancora che sia Virgilio, dopo lo loda
- Per presentarsi cita anche il libo, il fatto che lui non potrà uscire dal libo e dalla sua condizione
- Indicazione importante è quella che durante la notte non si può salire
- Valore simbolico, senza la grazia divina non si può procedere nel processo di purgazione
- La notte lega assieme la volontà con l'impossibilità

Letteratura italiana Pagina 67


24. Il purgatorio - canti VII-VIII
giovedì 21 aprile 2022 14:01

Introduzione ai canti
Particolare suddivisione dell'episodio di Sordello fa da filo conduttore per un discorso che ha una
forte condizione morale e politica, ma che porta avanti il discorso sulla negligenza.

Una delle leggi del purgatorio è che non si può salire durante la notte. Non si può arrivare alla cima
della montagna senza la grazia divina.

Durante la notte, vanno nella valletta dei principi, conca più bassa con la vegetazione simile a quella
del paradiso terrestre, ricorda anche il limbo.

Qui le anime intonano il Salve Regina, ultima preghiera prima di andare a dormire.
Episodio che pone agli studiosi due domande fondamentali.
- tutti accumunati dallo stesso ceto sociale. Dante esplicita solamente la colpa di uno
Rodolfo d'Asburgo: colpa di non essere sceso in Italia; e anche Corrado Malaspina: colpa di
aver amato troppo i propri famigliari. Negligenza del rispetto del loro compito e delle loro
responsabilità
- Perché separati? Si pensa in primis per la propria condizione sociale. Memoria della fama della
loro vita terrena.

Somiglianze tra paradiso terrestre e valletta dei principi


Paradiso terrestre: rappresenta il fatto che si posa avere la pace anche in Terra. Compito degli
Imperatori.
Valle dei principi: manca qualcosa
Perché la sacra rappresentazione avviene solamente per loro:
- Messaggio rivolto specifico rivolto a loro

Canto VIII
Le anime cantano un inno consono al tempo della giornata.
Ci viene raccontata come una scena quotidiana, sembra di fatto un puro rituale. Anime del
purgatorio non possono più essere indotte in tentazione. Rito che ha la funzione di tenere vivo
questo fatto, e la memoria dell'importanza della grazie divina.

Letteratura politica:
- Valle come immagine del paradiso terrestre
- Scena degli angeli mette in scena rovesciandola, quella del cherubino
- Due angeli riescono a proteggere le anime che sono nella valle e a salvarle dal serpente,
rappresenta la felicità terrena.

Costruzione della scena


- Curare i dettagli della sacra rappresentazione.
- Spade solamente funzione difensiva
- Vesti verdi: speranza
- Colore infuocato delle spade: colore della carità

Prima della sacra rappresentazione Dante incontra Corrado:


- Una volta scacciato il serpente si presenta Corrado Malaspina
- Manca qualcosa

Primo degli appelli al lettore di Dante


- Messo prima che si svolga la scena degli angeli
- In molti casi indica che sta per succedere qualcosa che va decifrato in maniera allaegorica
- Qualcosa di incongruo: "fai attenzione, perché quello che sto per dire è facile da capire"
○ Bellomo: Accostarsi a ciò che c'è dietro al verso è facile, ma capire quale significato sia
non è facile

Letteratura italiana Pagina 68


non è facile
- Appello al lettore del canto IX
- Richiamo a coloro che hanno gli intelletti sani, coloro che non hanno l'intelletto corrotto dai
peccati
- Riferimento al fatto che bisogna fare attenzione a quello che vediamo

Manca qualcosa

Ha permesso che ci siano quelle lotte, quelle divisioni, quelle guerre che non ci dovrebbero essere
stati. Non hanno obbedito al loro compito di tutela della pace terrena, rappresentata dal paradiso
terrestre. Sorta di rito che dovrebbe indurre in loro una sorta di meditazione in base a questo tema.

Ulteriore indizio della presenza della politica:


- Due angeli: potere politico e potere religioso
- Secondo Dante servono tutti e due
- Entrambi vengono da Dio

Velocità paragonata alle stelle cadenti e ai lampi estivi. Altra del gioco della zara, alla quale tutti
quanti si accostano per trarne dei vantaggi. Idea che siano sempre in gruppo. Mai riferimento che
riguardava un'anima sola. Si caratterizzano in maniera collettiva, più che singoli

Tema dei tre sogni


1. Collocazione: dove sono raccontati
- Chiara funzione strutturale, tutti e tre con un momento di passaggio (primo purgatorio e anti
purgatorio; secondo passaggio all'ultimo gruppo di cornici; terzo tra purgatorio e paradiso
terrestre), marcare fortemente i passaggi. Coincidono con un momento di scatto, anche di
Dante personaggio.
2. Estensione: terzine occupate dai sogni
Dal punto di vista dell'estensione del sogno, il più lungo è il secondo. Terzine che indicano la
parte del giorno dove Dante sogna, si crede che verso l'alba i sogni siano molto veritieri.

Perché Dante sogna solamente nel Purgatorio?


Barucci: servono a comunicare la natura particolare del secondo regno come regno della percezione
imperfetta. La percezione ancora confusa, non definita. Hanno senso perché hanno un ruolo
all'interno del processo di purificazione che accumuna Dante con gli altri.
Dante fa annunciare il secondo sogno nel XVIII perché il IX dopo il IX canto

Come viene gestito il risveglio di Dante


Nel primo: molta importanza al risveglio, tre terzine
Nel secondo: pausa con tre terzine nella quale si dice altro e poi racconta il sogno
Nel terzo: due terzine per il risveglio

Costruzione del canto IX guarda già al sogno. Negli altri due casi abbiamo quella strategia di
annunciarli, nel terzo caso preceduto da una lunga similitudine.
Manca qualcosa

Primo sogno
Canto soglia: canto IX ospita il passaggio tra Purgatorio e Antipurgatorio
Mentre dorme, viene trasportato da Santa Lucia fino alla Porta del Purgatorio. Ospita varie soglie,
valore simbolico si descrive dal fatto che ospita sia l'ingresso del Purgatorio che il primo songo.

Soglie simboliche:
Porta del purgatorio: soglia anche narrativa.
Rappresentata dai canti 70-72: descritta come inizio della seconda parte o fine della seconda
In entrambe le parti c'è una duplicazione sul piano verticale, quello che viene rappresentato nella
prima parte del canto, ha un suo doppio nella seconda parte. Accompagnata anche sul piano
verticale, in ciascuna delle due parti abbiamo una doppia rappresentazione della stessa cosa, doppio
dell'ascesa di Santa Lucia manca qualcosa.

Letteratura italiana Pagina 69


dell'ascesa di Santa Lucia manca qualcosa.

Innalzamento immediato del tono, Dante che ce lo dice. Si sottolinea che l'argomento della storia
sarà più alte e di conseguenza lo sarà lo stile.

Personificazione di Aurora che si innamorò di un marito, e chiese per lui l'immortalità ma si


dimenticò di chiedere per lui anche l'eterna giovinezza. Manca qualcosa

Dal punto di vista sintattico strutturale: sono entrambe due frasi principali, ma poi c'è una frase
temporale. Costrutto alto, che viene dal latino, quello che viene detto nella temporale è la parate più
importante anche se è una secondaria.

Prima del primo sogno


- Alba sulla costellazione dello scorpione
- La notte: per dire che sono passate due ore e in parte la terza ora dalla notte is ricorre
all'immagine di aurora che si china verso il basso.
- Anche qui ci sono elementi che annunciano qualcosa che verrà, annunciano il volo di Santa
Lucia. Costante del purgatorio, contrapposto al folle volo di Ulisse.
- Qual d'Adamo: centralità del tema del corpo. Riferimento al peccato originale

Il primo sogno
- Insistenza sulla dimensione corporea: si dice sulla carne
- Storia di Filomena (lei per Dante sarebbe una rondine)
- Primi guai, sono le storie di Filomena rimando all'episodio
- Accostare due aspetti in contraddizione. Che rappresentano due attitudini diverse
○ Rondine: ancora legata alla dimensione terrena
○ Seconda terzina: rivolta al futuro, libera dalla prigionia della carne e dai pensieri
- Lettore già predisposto ad ascoltare una profezia.

Struttura del sogno


- Incerta
- Dominata dall'imperfetto
- Rende anche l'aspetto progressivo con la quale si recupera la conoscenza
- Si suddivide in 5 o 6 parti, di cui 4 caratterizzate dal verbo parea. Come nella Vita Nova
- Nella prima terzina: tutto soggettivo, vediamo attraverso gli occhi di Dante
- Aquila dalle penne d'oro che si libera in volo (prefigurazione di Santa Lucia, in realtà più
complessa anche nell'elegia cristiana medioevale)
- Seconda terzina: luogo dove gli sembra di essere, sul monte dove è stato rapito Diomede,
rapito da Giove. Episodio come figura dell'anima come ospite al banchetto divino
- Perché l'aquila venga a rapire proprio in questo luogo, ha qualcosa di speciale, di particolare
- Rallentamento alla quale poi si contrappone la discesa.
- Arrivato a contatto con questo fuoco, sembra che sia lui che l'aquila stiano prendendo fuoco,
talmente realistico che lo fa svegliare.

Letteratura italiana Pagina 70


25. Il purgatorio - i sogni
mercoledì 27 aprile 2022 08:33

Ancora sul primo sogno


Manca qualcosa
Significati polisemici, tutti gli elementi si possono interpretare in più modi.

Alcuni elementi aiutano il lettore a stabile un confronto con il lettore. Marcatori che rendono
evidente gli elementi ipertestuali.
Manca qualcosa

Tema del corpo e del pellegrinaggio


Cornice degli invidiosi.
Dante domanda se ci siano italiani nella cornice dei gelosi. Lei fa una precisazione, gli domanda se
intendesse il fatto che, da pellegrine - quindi nella vita terrena - in Italia

Elementi platonici nell'esilio dell'anima in vita. Sempre intrecciati con elementi aristotelici, entrambi
però visti in chiave cristiana - attraverso i padri della Chiesa, come S. Agostino.

Anima ancora avvolta nell'involucro del corpo, si tratta di un tema pervasivo, perché c'è il tema della
purgazione, per la possibilità di vedere Dio e della beatitudine.

Protagonismo di Dante nel primo sogno: si da più spazio al racconto della reazione di Dante. Viene
fatta una similitudine con il risveglio di Achille - nascosto per non partecipare alla guerra di Troia.

Si definisce smorto, stesso aggettivo utilizzato per le prime anime che hanno visto approdare sulla
spiaggia.

Lo stesso evento viene raccontato con due prospettive diverse, una dall'interno e una dall'interno.
Virgilio spiega a Dante qual è il significato di quello che ha visto Dante. Qui non viene reso esplicito
se quelle parole siano riferite al songo. Non ci vuole dire quello che ha visto.

Dopo averlo rassicurato, se non facendo riferimento al fatto che l'anima di Dante stesse dormendo.
Appena appare la luce del giorno, Lucia lo trasporta davanti alla porta del Purgatorio. Testo stesso ad
invitarci a sovrapporre il sogno e quello che succede durante il sonno.

Opinioni e interpretazioni di studiosi


Raimondi
Il songo è insieme annuncio e parallelo sincronico

Baransky
Incarna un evento ad esso contemporaneo

Tavoni
Trasposizione omerica in tempo reale del trasferimento di Dante dalla Valletta alla porta del
Purgatorio

Manca qualcuno

Sfida del racconto, con una dimensione metaletterario. Ha senso perché è un elemento centrale nel
canto X. Prima, rappresentazione degli angeli e la cacciata dei serpenti dalla valletta dei re.

Canto IX
Attraversato da una soglia narrativa:
- Prima sogno
- Secondo descrizione della porta del Purgatorio
- Ultimi versi la varca

Letteratura italiana Pagina 71


- Ultimi versi la varca

A metà appello al lettore:


- Si può considerare come parte della prima o parte della seconda
- Guarda lettore, come alzo la mia materia - superiore a quella dell'anti del purgatorio - perciò
non ti stupire se io la rafforzo con più abilità - proporzione tra materia e il modo di come si
deve trattare quella materia.
- Come si alza la materia si alza anche lo stile
- Maggiore sostenutezza del canto IX non è dubbia.

Il secondo sogno
Non c'è la stessa enfasi sull'alba, tema dominante è il freddo.

Geomanti: attraverso delle forme che c'erano sulla Terra riescono a predire il futuro. Dice che
vedono nella parte orientale del cielo, la Maggior Fortuna - la stella polare dei geomanti.

Differenza rispetto al primo sogno


- Lunga descrizione di quello che vede
- Descrizione lenta e dettagliata della figura

Femmina definita come balbuziente


Femmina e donna hanno due connotazioni diverse, femmina è più negativa

Definizione della donna:


- Strabica
- Con e gambe storte
- Le mani monche - storte

Interpretati come rappresentazione dei vizi

Dante la fissa e con la stessa intensità del suo sguardo la trasforma. Come il sole conforta le membra
infreddolite dalla notte, così fa Dante con il suo sguardo, rimettendola apposto.

In conseguenza di questo, la femmina può cantare, così bene che a fatica Dante sarebbe stato in
grado di prestare attenzione a qualcun altro.

Lei per il suo canto vorrebbe essere una sirena, viene fatta una similitudine con Ulisse, che riesce a
sfuggire al canto delle sirene.

Manca qualcosa

Il terzo sogno
Modi in cui si può raggiungere la felicità terrena:
- Vita contemplativa: a Dio attraverso la contemplazione
- Vita attiva: arriva a Dio attraverso le opere

Dante vede una donna che va per un prato a raccogliere i fiori e dice " mi chiamo Lia e mi sto
raccogliendo questi fiori per farmi una ghirlanda" manca qualcosa

Il risveglio
- Parla dei pellegrini, visti come quelli che stanno tornando a casa
- Come fuggono le tenebre, fugge anche il mio sogno
- Vede Virgilio e manca nome

Letteratura italiana Pagina 72


26. Il purgatorio - canti X,XII
giovedì 28 aprile 2022 14:32

Perché così tanti canti per un solo peccato ?


Varie ipotesi:
- Prima cornice: prima volta che deve offrire degli elementi che poi diventano ricorrenti nelle altre cornici
- Ragione di ordine teologico: il peccato più grave, una delle sue definizione ecclesiastica è il peccato dalla quale si
originano tutti gli altri.
○ Secondo S. Tommaso è desiderio spiccato della propria eccellenza, che provoca un rifiuto di volersi sottomettere
alla legge di Dio.
○ Peccato che Dante sente più vicino a te, sente di collocare in questi canti anche questo elemento di metapoetica.
Struttura
Si comincia con degli esempi della virtù contrapposta al peccato, perché hanno la funzione di incoraggiare, precede la visione
della paura e del castigo.

In ogni cornice, il primo degli esempi riguarda Maria.

Poi c'è una preghiera recitata dalle anime, in questo caso il padre nostro.

Serie di 3 esempi di vizi puniti. Esattamente come i tre esempi delle virtù.
L'agnello cancella la prima P dalla fronte di Dante.

Si recita la beatitudine di Matteo

I canti
Sono costretti a stare chini, piegati, sotto pesanti massi. Qui sono costretti ad essere sottomessi e umili. Non potrebbero
vederli, sono disposti nella cornice in modo tale che possano vederli, gli esempi sono parte della loro purgazione. Si nota quindi
anche una certa corrispondenza tra peccato e pena.

Continuità di riferimenti alle arti figurative, attraverso i paragoni, attraverso il modo nella quale sono presentati gli esempi.
Questo passa anche in parte dal fatto che ospitano anche degli elementi di riferimento alle arti visive,
Questi si presentano in vari modi:
- Altorilievi, all'interno della cornice
- Bassorilievi, così che da chini li possano vedere

Li rappresenta con un ecfrasi con emulazione di Virgilio(X - descrizione dello scudo di Enea nell'Eneide) e Ovidio (XII).
Dimostrare di saper fare anche qualcosa di più complesso.

Viene vinta attraverso la sinestesia e alla fedeltà alle fonti.


Non è protagonista solamente un senso, ma molti e contemporaneamente.
Dante scarta poche volte dalle fonti, quando c'è una differenza, allora ci sarà sicuramente una motivazione

Canto X
Ospita la parte degli esempi della virtù. Riflettersi di questa ripartizione, la prima e al seconda parte sono accomunate da tema
della fatica. La parte centrale, suona come i suoi esempi, leggiadri e soavi.

Dante si accorge subito di questi intagli sulla parete, che occupano gran parte del canto. Si parte quasi sempre da un richiamo
di Virgilio che è assolto dagli esempi che sta guardando.

Similitudine che a delle statue che erano tipicamente piegate su se stesse.


Colori nella slide:
- Rosso: dialogo

Ci sono dei veri e propri dialoghi.

Descrizione degli altorilievi


Arte per Aristotele: imitazione della natura
Lo si deve all'artefice divino, che porta all'estrema essenza, a un livello mimetico, l'arte

Il primo esempio è quello dell'Annunciazione.


Manca qualcosa

Letteratura italiana Pagina 73


Manca qualcosa
Maria come esempio di umiltà per come accetta il suo destino.
Sono impresse nel suo atteggiamento esattamente come un immagine viene impressa nella cera

Richiamo di Virgilio:
- Funzione che Dante stesso ha più avanti Dante avrà per il lettore
- Solo vedendo tutte e tre le scene capirà il loro messaggio morale, e riuscirà a spronarlo alla virtù, come dovrebbero fare.

Come se stesse leggendo un testo scritto intorno alla roccia, porta in campo la sinestesia.
Diletto da Maria, espressione usata anche dalla seconda alla terza scena. Dobbiamo immaginarla sulla destra, come nella
maggior parte delle annunciazioni.

Seconda scena:
- Tratta dal libro dei re della bibbia
- Protagonista David, quello dei salmi
- Arca toccata soltanto da chiunque fu assegnato al lavoro
- Episodio del trasporto dell'arca e la danza in cui il re David si impegnò dopo.
- Viene preso dalla moglie Nicole come atto di vergogna, qualcosa della quale lei avrebbe dovuto vergognarsi
- La vista gli faceva dire sì, stanno cantando, il senso dell'udito gli fa dire no, perché non c'è nessun suono

Manca qualcosa

Canto XI
Contenere al magnanimità, dovere nel proprio ingegno, nel proprio talento, è qualcosa che non deve valicare certi limiti, che
devono andare assieme con le affermazioni che si fanno.

Il fatto che Dante abbia scelto della poesia attraverso le arti visive, sia di per se un gesto di umiltà. Missione di abbassamento
nell'usare anche questo tema.

Discorso di Oderisi:
- Tempo in cui l'arte arriva a livelli molto alti, è più facile che le "nuove generazioni" diventino meglio di quelle vecchie
- Si paga la pena id questa superbia, sono qui perché sono arrivato a pentirmi in vita.
- Se i tempi non sono rozzi allora succede questo
- Subito segue l'amonizione rispetto alla vanità mondana
- Non cambierà nulla se morirai da vecchio o da giovane

Canto XII
Si deve riabbassare perché Virgilio lo invita a osservare gli esempi che sono intagliati nel pavimento
Sono tre serie, da una parte sono tutti biblici e dall'altra sono tutti tratti dalla storia

Tre anafore:
- Ciascuna di quattro terzine, si crea un'acrostico che riprende le lettere iniziali del primo manca qualcosa
- Incontro con l'angelo alla fine della cornice che canta la beatitudine dei poveri di spirito

Manca qualcosa

Puntura della rimembranza: quanto fa male il ricordo

Letteratura italiana Pagina 74


27. Il purgatorio - canti XIII, XVIII
venerdì 29 aprile 2022 08:33

Invidiosi, iracondi, accidiosi


Corsivo: corrispondenza tra racconto e fine dei canti
Discorsi di quello che vuole raccontare diventano più importanti rispetto alla coincidenza tra canti e semantica

1. Invidiosi
2. Iracondi
3. Accidiosi
Mancanza di amore per i beni secondari - beni che non sono Dio.

Elementi di base che Dante usa per descrivere i peccati:


- Esempi di virtù
- Incontri con i personaggi
- Preghiere
- Beatitudini degli angeli
- Rituale di uscita (cancellazione del peccato dalla sua fronte e incontro con l'angelo dell'angelo della cornice)

Adattamento diverso da cornice in cornice. Muta spesso la disposizione degli esempi, nel modo in cui sono presentati.
Nelle cornici che vedremo sono:
- Invidiosi: volanti, aeree, incorporee (queste anime non vedono perché hanno gli occhi cuciti - non possono vedere Dio, in
significato allegorico)
- Iracondi: visioni estatiche
- Accidiosi: esempi gridati dalle anime (devono correre, non stare mai fermi, devono quindi gridarli)

Canto XIII
Comincia con descrizione della cornice deserta. Dante ode le voci ancora prima dell'incontro con le anime

Sono avvolti in questi manti grigi, associato all'invidia. Hanno gli occhi cuciti con il filo spinato. Viene dal latino invidere che
letteralmente vuol dire vedere male.

Sembra che Dio non li voglia vedere, che Dio non gli si voglia concedere per il periodo della sua pena.

Incontro con Sapia


- Zia di Provenzano Salvani
- Esemplare di un invidia crudele
- Lei senese, in una sconfitta dei senesi lei ne fu felice
- Atteggiamento di sfida anche nei confronti di Dio
- Si trova qui grazie alle preghiere di un altro

Invidia
- Si teme il bene altrui perché di teme che possa limitare la nostra
- Simile all'invidia (desiderio smisurato della propria eccellenza)
- Allusione della vicinanza tra la superbia e invidia
- Decadenza della politica italiana a seguito di superbia e invidia
- Non ci sarebbe questa crisi se ci fosse qualcuno che sappia mantenere la pace

Inizio:
- Cantano inviti all'esercizio della carità
- Qualcuno vede in questi spiriti come degli angeli invisibili
- Idea che Dante ha deve essere derivata dal mito di Eco (talmente innamorata di Narciso che viene trasformata in
solamente voce)
- Tanti gerundi
- Ricerca di corrispondenza tra suoni e i suoni che vengono uditi
- Attenzione per la ripetizione dei suoni (es: la /v/ la /s/)

Gli esempi
- Primo esempio: le nozze di Cana (primo miracolo di Gesù, Maria lo spinge a compierlo)
- Secondo: Oreste e Pilade legati da una grandissima amicizia e si trovarono davanti alla condanna a morte di Oreste da
parte del re, che non lo conosceva. Pilade quindi si finge Oreste. Tratto da Cicerone dal De finibus
- Terzo: parafrasa Gesù: amare chiunque, anche chi vi ha fatto male

Letteratura italiana Pagina 75


- Terzo: parafrasa Gesù: amare chiunque, anche chi vi ha fatto male

Fine del canto


- Perché la colpa è quella dell'invidia, le corde della frusta sono mosse da amore
- "fern" richiama la funzione degli esempi, che è quella di mettere un freno al peccato
- Condanna dei vizzi della Toscana, non fatte da Dante ma da un altro personaggio

Canto XIV
Esempi di peccati
- Primo: genesi 4, 14 parole di Caino dopo l'uccisione di Abele
- Manca qualcosa

Canto XV
- Cornice degli iracondi
- Prima conclude la sezione sugli invidiosi. Riflessioni sul dialogo con Guido manca nome
- Poi arriva agli esempi

Le visioni estatiche
- Visioni che avvengono in uno stato di veglia
- Comprendono un'uscita da se

Struttura:
- Tre terzine per la prima parte
- Pr la seconda quattro
- Per la terza tre
- Importante anche l'uso dei verbi che gli rende un climax ascendente
- Gradazione nell'intensità della virtù degli esempi

Esempi:
- Primo: Maria trova Gesù nel tempio, che parla con i rabbi. La sua reazione è molto calma, con amore materno
- Secondo: moglie di Pisistrato rispetto a lui, iracondo. "Se tu sei re di questa città così illustre, vendicati di quell'uomo che
ha baciato nostra figlia per la strada". La moglie voleva condannarlo, Pisistrato invece aveva avuto più clemenza.
Contrapposizione tra ira e mansuetudine
- Terzo: dice di vedere gente che bruciano di invidia. Parla del Martirio di Stefano, descritto come un giovanotto. Ci sono
due interpretazioni del fatto che lui si chini: per pregare oppure per le pietre.

Quando ritorna alla realtà dive che riconosce i suoi non falsi errori manca qualcosa
Dimostra la centralità delle immagini del purgatorio. Sia immagini vere che false, sia che siano benevole sia che portino male.

Dante ha continuato a camminare ma come intontito. Virgilio gli domanda che cosa gli sia successo, anche se lo sa già, infatti gli
spiega anche la funzione di quello che ha visto. Le visioni, servono appunto a far sì che il cuore di Dante si apra alla pace.

Canto XVI
Digressione sul libero arbitrio
- Spiegata da manca nome
- Digressione politica e morale

Canto XVII
Prima appello al lettore:
- Aiuta a visualizzare la particolare luce che c'è nella stanza
- Lo prepara a sentire gli esempi che sono apparsi a Dante
- Vis immaginativa: testore, luogo dove rimangono le immagini catturate da sensi. Riceve e conserva le immagini

Esempi di quella che viene definita ira mala. Secondo S. Tommaso esiste anche un'ira buona che porta ad arrabbiarsi per il male
degli altri. Manca qualcosa

Immagine di grande efficacia, per far capire come appaiano con così tanta rapidità
Esempi:
- Prima: Progne, sorella di Filomena (Dante inverte la trasformazione di animali delle due sorelle). Riferimento al libro di
Ester: il giusto Mardoceo, si rifiuta di adorare Aman, ministro del re Persiano Aussero, mandato per punire Mardoceo. Si
viene a sapere che Aman, voleva sterminare tutti gli ebrei, viene quindi punito sullo stesso patibolo preparato per
Mardoceo.
- Secondo: la mamma di Achille piange e si suicida perché capisce che la guerra era già persa. Manca qualcosa

Letteratura italiana Pagina 76


- Secondo: la mamma di Achille piange e si suicida perché capisce che la guerra era già persa. Manca qualcosa

Letteratura italiana Pagina 77

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