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Caratteristiche dei distretti:

Siamo davanti sempre a strutture cave con pareti diverse. Le arterie hanno un diametro grande con pareti
estremamente spesse poiché ci sono almeno due elementi importanti: componente elastica in grande
quantità (quella gialla) e una componente muscolare (quella rosa); man mano la componente elastica cala
e aumenta la componetene muscolare finché non arriviamo ai vasi + piccoli, le arteriole, con diametro
molto piccolo con componente muscolare superiore a quella della aorta in proporzione. Nelle venule
abbiamo pareti molto sottili e se risaliamo alle dimensioni + grandi abbiamo le vene che hanno pareti
molto piccole in proporzione alle arterie che hanno scarsa componente elastica e muscolare. Questo vale
anche per le grandi vene che sono al pari della aorta con dimensioni importanti ma la parete è molto
sottile e quindi non sono la vera e propria corrispondenza del piano arterioso. Le arterie sono vasi
importanti per il trasporto, vasi come le arteriole sono vasi di resistenza, le venule sono invece dei
serbatoi di sangue, sono vasi di capacità. Un’importante differenza sta sulla Compliance: parametro che
mette in relazione volume e pressione abbiamo due parametri: la pressione transmurale sulle x e
volume sulle y. In termini pratici è importante perché ci spiega come mai le vene sono dei serbatoi e le
arterie sono di trasporto. Le vene possono cambiare di molto il volume senza grosse variazioni di
pressione per questo possono contenere tanto sangue senza pesare troppo dal punto di vista pressorio.
Perché ci interessa che le arterie siano fortemente elastiche?
L’effetto di Windkessel ci dice come convertire un flusso da alternato a continuo. La nostra aorta fa lo
stesso perché è un vaso elastico, infatti, viene disteso durante la sistole e diventa + grande accogliendo +
sangue, l’elasticità però poi torna in dietro, quando il cuore va in diastole quello che succede è che
l’energia potenziale accumulata viene restituita e quindi il sangue viene spinto il flusso è un flusso
continuo e non si arresta, è un flusso però che tenderà comunque ad essere alternato.
Arteriole cioè vasi di resistenza, hanno una grande componente muscolare e sono piccolini con una
caratterizzazione molto ricca di muscolatura liscia che ha una contrazione estremamente efficiente 
andando a variare la dimensione del raggio del vaso possiamo andare a variare la contrazione: parliamo
di vasodilatazione o vasocostrizione.
La contrazione riduce il diametro del vaso e viceversa se si dilata, questo ha ripercussioni sul flusso. Le
arteriole normalmente non stanno mai in uno stato di riposo ma è sempre leggermente in tensione
mantenendo sempre un tono muscolare utile perché così è estremamente reattiva. La ragione per cui si
mantiene questo tono è perché la muscolatura ha canali per il Ca2+.
La contrazione del muscolo liscio è influenzata da calmodulina quindi modificando i livelli di Ca2+ si
andrà a favorire contrazione o dilatazione, inoltre, questo processo varia anche in base a tanti altri fattori.
Esistono sostanze che favoriscono contrazione o dilatazione:
aspetti nervosi, a carattere locali e fattori endocrini. Nervosi ed endocrini spesso si sovrappongono
(catecolammine: veicolate dal sistema nervoso autonomo o rilasciate come ormone dando in entrambi i
casi depolarizzazione e quindi vasocostrizione) un’azione simile hanno anche altre sostanze che agiscono
con un effetto opposto producendo iperpolarizzazione che danno vasodilatazione: tra i fattori importanti
abbiamo il metabolismo vasodilatazione per elevato consumo metabolico, quando il metabolismo
aumenta, l’ O2 si consuma e aumenta CO2 e aumentano gli acidi questo si chiama IPEREMIA ATTIVA.
Il cuore e il cervello risentono tantissimo di questi meccanismi di regolazione. Area attiva=area +
perfusa. Meccanismo analogo è l’IPEREMIA REATTIVA cioè la vasodilatazione indotta da arresto del
flusso. Se schiacciamo una parte della mano, il territorio a valle ha meno ossigeno e quindi tanta CO2
perché è ipoperfusa e si imbianca, quando si riapre il flusso il territorio è molto vaso-dilatato e quindi
favorevole ad accogliere flusso e quindi da ipoperfusa diventerà perfusa e quindi apparirà rossa. È un
meccanismo di compenso per la perdita di flusso; regoliamo il flusso attraverso fattori locali. Infine,
sulle arteriole abbiamo la risposta MIOGENA: se le arteriole sono distese queste rispondono con una
contrazione che è una risposta della muscolatura per mantenere il flusso. Conseguenzeil diametro delle
arteriole ci importa perché se cambiamo il diametro cambiamo il flusso perché cambiamo la resistenza;
quindi, sono importanti perché cambiano la resistenza e questo ci permette di distribuire il flusso, cioè
facciamo in modo che il flusso passi da una zona all’altra in modo estremamente semplice perché il
flusso cercherà una zona sempre a bassa resistenza permettendoci di cambiare la distribuzione del sangue
nelle diverse regioni. Seconda proprietà importante, le arteriole agiscono fortemente nel cambiare la
pressione quindi dove la resistenza aumenta abbiamo un grande calo di pressione. Se il sangue arrivasse
con la pressione dell’aorta ai capillari sarebbe un problema e quindi le arteriole spaccano questa
pressione affinché arrivi con la forza corretta nei distretti. Quando arriva ai capillari si abbassa non solo
la pressione ma anche l’oscillazione del flusso che diventa continuo assicurandoci che lavorino
correttamente permettendoci gli scambi.

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