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Reti e dintorni

Ottobre 2001 N 6

ISDN
L'evoluzione storica delle telecomunicazioni, e della tecnologia, ha portato a servizi pubblici suddivisi per tipo di informazione. Uno fra i primi il servizio telegrafico che si basa sulla rete telex, poi abbiamo i servizi telefonici che si basa sulla rete telefonica pubblica commutata, il servizio dati invece si basa sulle reti dati a larga banda e infine i servizi di telematica che usano reti dati pubbliche commutate. Dunque diversi servizi di telecomunicazione sono espletati, sia per motivi tecnici sia per motivi storici, da reti diverse, che possono tuttavia essere sovrapposte fra loro. Si pu dire infatti che la rete telefonica pubblica il supporto tecnico di base per altre reti sovrapposte che espletano altri servizi. La rete telefonica pubblica si basa sulla commutazione, la quale consiste in un'insieme di operazioni che permettono il collegamento simultaneo a due a due di pi sistemi periferici. Elemento principale della commutazione l'autocommutatore. Affinch due autocommutatori possano scambiarsi informazioni utili alla realizzazione di un collegamento, hanno bisogno della segnalazione. Il supporto della segnalazione pu essere il medesimo utilizzato dal segnale fonico, e allora si parler di segnalazione associata al canale, oppure pu essere un supporto dedicato esclusivamente alla segnalazione, e si parla di segnalazione su canale comune. Infine il traslatore l'interfaccia fra l'autocommutatore e il mezzo trasmissivo che lo collega ad un altro autocommutatore. Prima degli anni '60 tutta la rete telefonica trasmetteva segnali analogici. A met degli anni '60, con l'introduzione della tecnica PCM nella trasmissione tra due traslatori di due autocommutatori, inizia il processo di trasformazione che porter per passi successivi all'avvento dell'ISDN. Finch gli autocommutatori erano analogici, si doveva operare con una conversione A/D e D/A nei MUX/PCM. Con l'avvento agli inizi degli anni '80 dei primi autocommutatori numerici, non sono pi necessari i traslatori n delle conversioni A/D o D/A. In questo modo la rete telefonica si trasforma progressivamente in una rete numerica integrata nelle tecniche (IDN: Integrated Digital Network). Elemento peculiare di questa integrazione il trattamento dei 64 kbit/s sia in trasmissione che in commutazione. L'ISDN l'evoluzione naturale della IDN. Essa consiste in una connettivit numerica da utente a utente, fornendo una serie di servizi integrati. L'integrazione dei servizi di tipo fisico in quanto i servizi condividono la medesima risorsa trasmissiva e funzionale in quanto sullo stesso accesso vengono scambiati differenti tipi di informazioni logicamente correlate. Lo scopo del presente corso di illustrare le problematiche relative all'ISDN, dal livello trasmissivo, alla segnalazione e a livello di normativa. RICHIAMI SULLA TECNICA PCM Nel 1938 Alec H. Reeves brevett la sua invenzione chiamata "Pulse Code Modulation" ovvero PCM. Ma

per lo sviluppo pratico dei sistemi PCM si dovr aspettare altri 25 anni, con il primo impiego da parte della Bell System di un sistema a 24 canali detto T1. La filosofia di base della tecnica PCM consiste in due fasi: campionamento, quantizzazione. 1) Campionamento: se un segnale, funzione continua del tempo campionata ad intervalli regolari e ad una velocit doppia della massima frequenza contenuta nel messaggio, allora i campioni cos ottenuti contengono tutta l'informazione del messaggio originale (Thm. Del campionamento di Shannon). Si immagini un segnale telefonico con frequenza massima di 3400 Hz. Allora per il campionamento sufficiente prendere valori del segnale ad una frequenza doppia, cio 6800 Hz. Per motivi di filtraggio a livello di standard CCITT stato fissato un valore di frequenza di campionamento di 8 kHz. In questo modo i campioni relativi ad uno stesso canale risultano intervallati di 125 microsecondi. I campioni di uscita vengono chiamati anche campioni PAM (Pulse Amplitude Modulation). (Fig. 1 Formazione dei segnali PAM)

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Quantizzazione: il campionamento rende discreto nel tempo il messaggio da trasmettere. La quantizzazione si preoccupa di rendere discreti le ampiezze dei messaggi. La quantizzazione pu essere lineare o non lineare. Per esempio utilizzando 8 bit possiamo quantizzare l'ampiezza del messaggio con 256 livelli. Nel caso del segnale telefonico allora si devono trasmettere 8x8000 = 64 Kbit/s per canale. Negli Stati Uniti usano 7 bit per la quantizzazione, ed in questo caso sono sufficienti 56 Kbit/s per trasportare un messaggio telefonico. La quantizzazione lineare crea distorsioni in corrispondenza di altezze del segnale di basso valore. Utilizzando una quantizzazione non lineare, si assegnano pi livelli di quantizzazione in corrispondenza dei bassi livelli del segnale. Questa tecnica diminuisce la distorsione globale.

TRASMISSIONE MULTIPLATA

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La multiplazione una tecnica trasmissiva che permette lo sfruttamento di un unico mezzo trasmissivo, per la trasmissione di pi sorgenti. Si pu avere multiplazione a divisione di frequenza, dove ogni sorgente trasmessa in bande di frequenze diverse, conferendo in tal modo a ciascuna di essa un carattere distintivo. All'atto della ricezione ciascuna banda viene prelevata da appositi filtri, quindi ricondotta alla banda originale e inviata ai vari destinatari. La multiplazione a divisione di tempo, invece, consiste nel trasmettere i segnali delle varie sorgenti a intervalli regolari ma in tempi diversi per le varie sorgenti. In questo modo il carattere che li contraddistingue il tempo e non la frequenza. Anche gli apparati di trasmissione telefonica, per evidenti ragioni di economicit, effettuano una operazione di multiplazione dei vari canali, per inserirli in unico mezzo trasmissivo e diminuire cos il costo per canale. Tale operazione viene detta affasciamento. A seconda che l'affasciamento dei vari canali in un unico mezzo trasmissivo avvenga operando sul segnale continuo (banda lorda da 0 a 4 kHz) o sul segnale numerico (8 impulsi in 125 s), si possono distinguere due metodi fondamentali di multiplazione: 1) Multiplazione di canali telefonici nel dominio delle frequenze (F.D.M.): il metodo pi comune quello di traslare ogni singolo canale, occupante una banda di 4 kHz (banda base), nel dominio delle frequenze. In questo modo ogni canale occuper una banda distinta (banda traslata) l'una dall'altra ed il numero di canali cos multiplabili dipender, in linea di principio, solamente dalla capacit del mezzo trasmissivo di non distorcere il segnale complessivo risultante. Tale segnale multicanale possiede una larghezza di banda B pari a N x 4 kHz dove N il numero di canali. In pratica vengono realizzati apparati multiplex FDM con capacit da un minimo di 12 canali sino a 10.800 canali telefonici, che impiegano come mezzo trasmissivo, sia cavi a coppie bilanciate, cavi coassiali, fibra ottica e ponti radio. La ricezione avviene prima di tutto filtrando le varie bande di canale e poi effettuando una operazione di demodulazione che restituisca la banda base. Il segnale multicanale FDM a tutti gli effetti un segnale di tipo continuo, pertanto sensibile alle distorsioni e alle degradazioni dovute al rumore. 2) Multiplazione di canali telefonici nel dominio del tempo (T.D.M.): esistono due sottotipi di TDM una la TDM-PAM, dove il segnale di ogni canale stato campionato ma non quantizzato, e la TDM-PCM dove avvenuta anche la quantizzazione di ogni campione PAM: a) Multiplazione TDM-PAM: i campioni, distanti fra di loro 125 microsecondi, non sono quantizzati. La tecnica consiste nel trasmettere i campioni dei vari canali alternati fra di loro; la banda globale richiesta ancora di N x 4 kHz, come nel caso della FDM. Il segnale multiplo TDM-PAM ancora analogo ai segnali di partenza. Anch'esso dunque pertanto sensibile alle distorsioni e alle degradazioni dovute al rumore. Per queste ragioni uno sviluppo industriale di questa tecnica non vi stato, in quanto

non offre nessun vantaggio n di banda occupata n di qualit rispetto agli apparati FDM. b) Multiplazione TDM-PCM: se il segnale del canale telefonico stato reso numerico tramite la tecnica PCM, e quindi sotto forma di impulsi a 64 Kbit/s, il metodo pi immediato, per la multiplazione di pi canali, quello di intercalare nel tempo, uno di fianco all'altro, ed in pacchetti da 8 bit, i campioni numerici dei vari canali da multiplare. In questo modo sul mezzo trasmissivo viene a trovarsi un flusso di bit a velocit N volte maggiore, se N sono i canali multiplati, con la caratteristica che ogni campione numerico di 8 bit non copre pi un intervallo di tempo di 125 s, come nel segnale a 64 kbit/s di partenza, ma soltanto un tempo di 125 s / N. In sostanza gli ottetti di ciascun canale vengono compressi nel tempo per fare posto ad altri ottetti di altri canali. Un segnale PCM, se le variazioni di rumore e delle distorsioni non superano una certa soglia, praticamente insensibile alle degradazioni. Nella parte ricevente del Multiplex TDM-PCM sar necessario isolare nel tempo i vari pacchetti da 8 bit appartenenti al medesimo canale e ricostruire poi un flusso a 64 kbit/s. Per problemi di sincronismo e allineamento si introduce un canale ulteriore per il sincronismo. Attualmente a livello internazionale sono stati normalizzati i parametri fondamentali di due sistemi di PCM per la telefonia; lo standard americano (CCITT G.733) e lo standard europeo (CCITT G.703). Lo standard europeo stato adottato dai paesi aderenti al CEPT (Conferenza Europea delle amministrazioni delle Poste e Telecomunicazioni) e prevede la multiplazione di 30 canali telefonici. I CONCETTI PRIMARI DELL'ISDN I primi esperimenti ISDN europei di fine anni '80 erano soluzioni pre-standard e quindi non aperte all'evoluzione verso la ISDN a standard mondiale, con conseguente impatto sui terminali e sistemi d'utente destinati a divenire obsoleti perch non compatibili con i successivi standard . Le caratteristiche fondamentali della ISDN sono: L'ISDN l'evoluzione della Rete Numerica Integrata telefonica (IDN), che consente una connettivit numerica da utente a utente per fornire un'ampia gamma di servizi, voce e dati, attraverso una serie limitata di interfacce d'accesso di tipo normalizzato.

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Fig. 2 Schema di principio dell'integrazione delle varie reti esistenti (rete telefonica, rete fonia dati, itapac, ecc.) in ISDN. b) Realizzazione di una linea numerica d'utente, riutilizzando l'attuale rete di distribuzione (il doppino d'utente). c) Gli accessi ISDN sono multicanale, ed quindi possibile un servizio combinato simultaneo voce, dati e immagini. d) Sono definiti due accessi ISDN: l'accesso base che offre due canali a 64 kbit/s utilizzabili come due linee telefoniche numeriche indipendenti, denominati canali B e un canale a 16 kbit/s, denominato canale D, utilizzato per la segnalazione e per trasmissione dati. L'accesso primario che offre 30 canali B e 1 canale D a 64 kbit/s, realizzato con una linea PCM a 2Mbit/s.

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b) Fig. 3 Esemplificazione di un'accesso base, dove viene evidenziato l'utilizzo del doppino preesistente. Prima dell'avvento dell'ISDN, la fornitura dei diversi servizi di telecomunicazione nell'ambito del territorio nazionale poteva essere garantita dal gestore utilizzando le reti dedicate: rete telefonica, rete dati, ITAPAC). Sia per l'utente che per il gestore una tale soluzione si sarebbe rivelata nel tempo sempre meno giustificabile, sia dal punto di vista tecnico che

economico. Esistono tre tipi di servizi nell'ambito ISDN: i servizi PORTANTI (BEARER SERVICES): si riferiscono al solo trasporto di informazioni senza entrare nel merito del tipo della informazione trasportata. Esempi sono la connettivit numerica a 64 kbit/s, connettivit analogica in banda fonica (3,1 kHz), la fonia e la connettivit a pacchetto; i TELESERVIZI (TELESERVICES): definiscono in modo completo le funzionalit di comunicazione degli utenti comprendendo quindi oltre le caratteristiche proprie dei servizi portanti (sui quali sono basati), anche le funzioni di generazione e trattamento dell'informazione nei terminali d'utente e i relativi protocolli. Esempi sono la telefonia, il facsimile di gruppo 4, il telex e la videotelefonia; i servizi SUPPLEMENTARI (SUPPLEMENTARY SERVICES): sono servizi addizionali che arricchiscono le due precedenti categorie. Alcuni esempi sono: identificazione della linea chiamante, identificazione della linea chiamata, chiamata in attesa e la telelettura del contatore d'abbonato. Le interfacce utente-rete di una linea ISDN sono: TE1 (Terminal Equipment 1) = terminale o sistema d'utente appositamente realizzato per la rete ISDN; TE2 (Terminal Equipment 2) = terminale o sistema d'utente non compatibile ISDN; TA (Terminal Adapter) = adattatore che permette il collegamento di un TE2 alla rete ISDN; NT1 (Network Termination 1) = terminazione di rete che svolge funzioni trasparenti di terminazione fisica ed elettrica. Rientra nelle competenze del gestore della rete; NT2 (Network Termination 2) = terminazione di rete che pu svolgere funzioni intelligenti come la concentrazione e la commutazione; R = interfaccia tra un TE2 e un TA; S = interfaccia (punto-punto o multipunto) tra un TE1 e un NT1 o un NT2; T = interfaccia (punto-punto) tra un NT1 e un NT2; U = interfaccia di rete che connette un NT1 alla centrale locale ISDN; Per l'accesso base ISDN sono previste due possibili configurazioni: configurazione punto-punto, nella quale un unico terminale connesso tramite l'interfaccia S alla terminazione di rete NT; configurazione punto-multipunto, nella quale pi terminali, fino ad un massimo di 8, sono collegati tramite un bus passivo a quattro fili alla stessa terminazione di rete, condividendo l'accesso ai 2 canali B ed al canale D. Ovviamente soltanto due terminali possono comunicare contemporaneamente. La configurazione prevede che i terminali siano collegati, attraverso altrettanti connettori e cavi di lunghezza massima pari a 10 metri, ad un bus passivo che parte dall'NT1. Il canale D riservato alla segnalazione per il controllo delle chiamate inoltrate sui canali B, ma pu anche

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essere impiegato per connessioni a commutazione di pacchetto. Il canale D permanentemente condiviso da tutti i terminali. Il canale B viene di volta in volta assegnato dalla rete ad un particolare terminale su base chiamata e rilasciato al termine di questa. Si tratta quindi di una risorsa non condivisibile. L'interfaccia U, riguarda la trasmissione dei segnali sulla linea d'utente. Quest'ultima terminata, lato utente, sull'NT1 e, lato centrale, su un attacco d'utente ISDN detto LT (Line Termination).

caratteristiche analoghe, fa riferimento alle raccomandazioni esistenti per l'interfaccia PCM ed meno innovativa rispetto all'accesso base. Ad esempio non prevede le procedure di attivazione/disattivazione. ACCESSO BASE La configurazione di riferimento dell'accesso base consiste in alcuni punti di riferimento relative alle interfacce S,T e U. I punti di riferimento S e T identificano l'interfaccia di utente (utente-rete), e il punto di riferimento U identifica l'interfaccia di linea (rete). Da un punto di vista trasmissivo, l'accesso base si pu pensare terminato a livello di centrale sulla terminazione di linea LT. Configurazioni di accesso per l'interfaccia di utente. La differenza tra le interfacce S e T risiede nel fatto che l'interfaccia T applicabile solo in configurazione punto-punto, mentre la S pu essere applicabile anche in configurazione punto-multipunto. Da un punto di vista funzionale, procedurale ed elettrico le due interfacce sono equivalenti. Sono previste quattro possibili configurazioni per l'interfaccia di utente: Punto-punto: prevede un solo terminale TE connesso all'interfaccia. L'obiettivo il raggiungimento di una distanza di funzionamento tra la terminazione di rete (NT1) e il TE fino a 1 km o comunque, in funzione delle caratteristiche del cavo, fino ad un'attenuazione massima tra NT1 e TE di 6 dB a 96 kHz. Per il corretto funzionamento dell'interfaccia necessario definire il ritardo massimo di propagazione di andata e ritorno del segnale, da un'estremo all'altro del bus. Tale ritardo massimo deve essere compreso tra 10 e 42 s. Il valore pi basso si riferisce al caso di TE direttamente connesso all'NT1. Punto-multipunto a bus passivo corto: in questa configurazione i TE possono essere connessi in modo casuale lungo il bus. In questo caso il ricevitore dell'NT1 deve essere in grado di riconoscere impulsi in arrivo dai TE con ritardi differenti. Ne deriva che la lunghezza massima del bus funzione del massimo tempo di ritardo e non della attenuazione del cavo. Nel caso in cui il ritardo di propagazione andata e ritorno sia compreso tra 10 e 14 s, si pu usare un NT1 con temporizzazione fissa. Ci comporta che la massima estensione del cavo sar compresa tra 100 e 200 metri. Numero massimo di TE collegabili: 8. Punto-multipunto a bus passivo esteso: in questo caso l'estensione del cavo pu essere compresa tra 100 e 1000 metri ma i TE debbono essere raggruppati all'estremit remota del bus con distanza reciproca compresa tra 25 e 50 metri. L'NT1 pu operare per configurazioni singole con temporizzazione fissa, mentre in configurazioni multiple opera con una temporizzazione adattativa. Numero massimo di TE collegabili: 8. Configurazione stellare: qui l'NT1 un centro stella. In tal caso la complessit dell'NT1 maggiore in quanto la gestione dei TE connessi equiparabile a quella di un centralino. una configurazione poco usata. Numero massimo di TE collegabili: 8.

Fig. 4 Schema di una rete ISDN. Sono evidenziati il bus S, il bus R e U, il TE2, TE1, TA, NT1 e LT. 1)

Fig. 5 Configurazione punto-punto

Fig. 6 Configurazione punto-multipunto

2) LIVELLO 1 ISDN: INTERFACCE D'ACCESSO E ASPETTI TRASMISSIVI

INTRODUZIONE Le raccomandazioni CCITT I.430 e I.431 e i rispettivi standard ETSI, definiscono le caratteristiche dell'interfaccia utente-rete e considerano anche le problematiche relative al mezzo trasmissivo. Per l'accesso base stata definita un'interfaccia completamente nuova che tenesse conto dei possibili servizi e configurazioni della postazione utente. Per quanto riguarda le caratteristiche elettriche sono stati definiti parametri quali la caratteristica di jitter, l'impedenza di ingresso/uscita per il ricevitore/trasmettitore, l'immunit al rumore, ecc. Inoltre stata definita una opportuna struttura di trama per il livello 1. La raccomandazione I.411 definisce molte configurazioni d'utente di tipo multiterminale. Queste procedure garantiscono che, nel caso di richiesta contemporanea d'uso del canale D, un solo terminale alla volta possa accedere a tale risorsa. Altre procedure riguardano il trasferimento di potenza attraverso l'interfaccia e l'attivazione/disattivazione del livello 1. L'interfaccia per l'accesso primario presenta

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Fig. 7 Configurazioni per l'accesso base Struttura di trama dei segnali numerici all'interfaccia S. Lo scambio di informazioni fra NT1 e TE1 attraverso l'interfaccia S avviene in forma bit-seriale. Il segnale numerico trasportato realizza le seguenti funzioni: temporizzazione; controllo dell'accesso dei terminali al bus; attivazione (formazione della connessione); trasmissione dell'informazione utile; disattivazione (abbattimento della connessione); I segnali che transitano all'interfaccia S sono organizzati in una successione di trame di 48 bit ciascuna, con periodo pari a 250 s (cio 48 bit / 250 s = 192 kbit/s). Ogni trama contiene: 16 bit del canale B1; 16 bit del canale B2; 4 bit del canale D;

Gli altri 12 bit della trama hanno funzioni di controllo del funzionamento delle procedure di scambio delle informazioni lungo il bus S. da notare che fra le trame di 48 bit che viaggiano dalla NT1 al TE1 e le trame che viaggiano in direzione opposta stabilito un ritardo costante pari a due bit. Questo ritardo stato introdotto per dare all'NT1 un tempo sufficiente a ritrasmettere in direzione del TE1 il bit del canale D proveniente dal TE1 stesso (canale di eco di D). La sincronizzazione di trama governata da una apposita violazione di codice. Il bit di allineamento di trama (bit F) individua l'inizio della trama. I due impulsi che seguono, che hanno la stessa polarit, costituiscono una violazione di codice. Il bit L e il primo bit 0 del canale B1 compongono una coppia che determina questa violazione della legge di codifica. Per forzare tale violazione anche quando l'interfaccia in stato di riposo (bit B nello stato 1), la trama incorpora un bit supplementare FA di allineamento di trama, dislocato in modo da essere il primo bit al termine della successione di stati 1 nella trama presente all'interfaccia S in condizioni di riposo. Per utilizzare trasformatori lungo le linee di comunicazione, la componente continua del segnale numerico costituito da 48 bit che formano la trama deve rimanere nulla. In ogni trama di 48 bit che viaggia dal TE1 all'NT1, ci realizzato da un bit L (bit di bilanciamento della polarit), dislocato dopo 8 bit del canale B1, otto bit del canale B2 e un bit del canale D. La presenza di un bit di bilanciamento necessaria dopo ogni gruppo di tali bit, perch i due canali B, il canale D e i due bit F e FA sono indipendenti. Dunque in ogni trama ci sono 10 bit di tipo L. I 48 bit della trama che viaggiano dalla NT1 al TE1 vengono organizzati nella NT1, per cui necessario soltanto bilanciare la polarit del bit F con quella risultante dell'insieme di tutti gli altri bit. Sequenze di segnali all'interfaccia S Fra i compiti del livello 1 i principali sono la formazione e l'abbattimento della connessione, con le procedure di attivazione e disattivazione e con il controllo dell'accesso all'interfaccia per terminali connessi al bus S. Attivazione: Il passaggio dallo stato di riposo (INFO0) allo stato di trasmissione denominato attivazione. Questo passaggio si realizza all'interfaccia S attraverso i passi descritti nel seguito, durante i quali i necessari stati di segnale, denominati da INFO0 a INFO4, devono essere riconosciuti all'altro estremo

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della connessione e confermati entro periodi di tempo prestabiliti. Sono possibili due tipi di attivazione, una provocata dal TE1 e l'altra dall'NT1. Nella prima abbiamo la seguente successione di stati: a) nello stato INFO0 il TE1 invia alla NT1 a titolo di identificazione il segnale di libero INFO1; b) l'NT1 risponde con il segnale INFO2 che consiste nella trama di 48 bit. In questa trama tutti i bit dei canali B e del canale D sono nello stato logico 0, cos come il bit A (bit di attivazione), mentre i bit N e L sono codificati secondo le regole convenzionali. Con il segnale INFO2 il TE1 realizza la sincronizzazione di bit e di trama; c) il TE1 invia il segnale INFO3, anch'esso consistente in una trama di 48 bit. I canali B e D sono gi in funzione. d) quando il ricevitore dell'NT1 si sincronizzato anch'esso, la NT1 in via l'INFO4. Anche in questa trama i canali sono in funzione. Inoltre i bit del canale D ricevuti dalla NT1 vengono rimandati alla TE1 come bit di eco del canale D e il bit A passa allo stato logico 1. Con questo si chiude la fase di attivazione. Nel caso di attivazione provocata dall'NT1 viene a mancare il segnale INFO1. Si ha la seguente successione di stati: a) nello stato di riposo la NT1 invia al TE1 il segnale INFO2. Il TE1 si sincronizza con il clock del segnale ricevuto e si allinea sulla trama di 48 bit; b) il TE1 risponde con INFO3 con il quale la sezione ricezione dell'NT1 si sincronizza; c) con l'invio del segnale INFO4 da parte della NT1, si chiude la procedura di attivazione. Anche qui il bit A viene portato allo stato logico 1. Disattivazione: la disattivazione delle apparecchiature di utente, provocata soltanto dalla centrale ISDN, attraverso la NT1. La procedura inizia quando non c' pi connessione con un altro utente ed cessata qualsiasi attivit del canale di segnalazione. In questa condizione l'NT1 provoca lo stato di riposo, al quale il TE1 risponde assumendo lo stesso stato. Controllo dell'accesso al bus S attraverso il canale D: per evitare che i TE1 connessi al bus interferiscano fra loro, quando tentano di avere contemporaneamente accesso al canale D comune a tutti i TE1, stata stabilita la seguente procedura: a) il TE1 invia dei bit D alla NT1, con i quali il TE1 segnala la sua richiesta di connessione; b) i bit D vengono rinviati (riflessi) dalla NT1 al TE1. Questi bit D di eco sono definiti bit E; c) il TE1 confronta i bit E con i corrispondenti bit D; d) se i bit E e i bit D non corrispondono ci significa che la linea impegnata, e il TE1 non invia ulteriori bit D. Ci significa che la centrale urbana ISDN ha segnalato che per il momento non esistono canali B liberi; e) il TE1, comunque osserva costantemente i bit E. Quando identifica una successione di pi di sette bit allo stato logico 1, il TE1 inizia di nuovo a inviare bit D. Il numero di bit allo stato logico 1 (assenza di impulsi) viene utilizzato anche per stabilire le priorit. Per le informazioni di segnalazione la massima priorit rappresentata da una successione di 8 bit allo stato logico 1. Altre informazioni sono contraddistinte da una successione di 10 bit allo stato logico 1. Con l'aiuto del controllo di priorit possibile anche stabilire una

precedenza di alcuni terminali sugli altri terminali connessi allo stesso bus. Pi di sette bit consecutivi nello stato logico 1 indicano che il canale D non occupato, per cui il TE1 pu iniziare la procedura di connessione usando i livelli di protocollo 2 e 3. L'interfaccia di linea Nello sviluppo di un sistema di linea per l'accesso base ISDN molti sono i vincoli ed i requisiti che debbono essere soddisfatti. La compatibilit con la rete e le infrastrutture esistenti deve essere opportunamente mediata al fine di avere una soluzione economicamente utilizzabile. I requisiti fondamentali per lo sviluppo di un sistema di linea numerico per l'accesso base sono: trasmissione full-duplex su singolo doppino; massimo sfruttamento della rete di distribuzione in coppie simmetriche in rame esistente; elevata insensibilit alla presenza di derivazioni in parallelo non terminate; compatibilit con sistemi e servizi gi esistenti nei cavi; limitare al massimo, ed evitare se possibile, l'uso di apparati di rigenerazione del segnale di linea; semplici norme di impianto del sistema di linea; prestazioni del sistema in accordo agli standard internazionali di qualit; elevata immunit ai disturbi; integrazione nel sistema di procedure di esercizio e manutenzione per il controllo del collegamento e la diagnosi ed individuazione dei guasti; implementazione di procedure di attivazione e disattivazione per porre gli apparati di linea in uno stato di basso consumo; coesistenza tra telealimentazione e segnale utile sullo stesso doppino; Si possono distinguere tre tipi di configurazioni di linea: 1) Accesso diretto: in questo caso l'NT1 collegato alla LT della centrale soltanto dal mezzo trasmissivo senza elementi attivi nel mezzo. La massima tratta di trasmissione di circa 4 km con cavi di diametro 0,4 mm e 8 km con cavi di diametro 0,6 mm. Non ci deve essere interferenza tra la trasmissione ISDN e l'attuale trasmissione in banda fonica. 2) Accesso con rigeneratore: dove la tratta particolarmente lunga (oltre i 10 km) occorre introdurre un rigeneratore di segnale tra TE e centrale locale. 3) Accesso remoto: dove la centrale locale non abbia disponibilit di attacchi utente vi la necessit di raggiungere la pi vicina centrale. Viene usato un concentratore o multiplatore remoto. Dal punto di vista trasmissivo, il multiplatore o concentratore devono eseguire le funzioni della centrale locale. Il principale requisito per lo sviluppo ISDN la possibilit di utilizzare l'esistente rete di distribuzione in rame, senza ricorrere a modifiche, per non elevarne troppo i costi e per sfruttare la capillarit e il capitale investito. pertanto indispensabile che il sistema trasmissivo possa operare su una singola coppia per la

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trasmissione contemporanea tra utente e centrale e viceversa. Nella definizione e progettazione del sistema trasmissivo il mezzo di supporto, ha un ruolo di massima importanza. Le propriet elettriche e fisiche pi rilevanti da tenere in considerazione sono: attenuazione impedenza diafonia bilanciamento longitudinale Alcuni metodi di trasmissione a due fili che possono essere impiegati sono: 1) Tecnica a divisione di frequenza (FDM): ai segnali che si propagano nei due versi si assegnano diverse frequenze portanti. La richiesta di una banda complessiva pari ad almeno il doppio della banda base, comporta elevate attenuazioni di linea. Tale tecnica non stata implementata per l'accesso base ISDN in quanto la complessit e la scarsa integrabilit su semiconduttore dei filtri analogici necessari non rendevano competitivo il sistema; 2) Tecnica a divisione di tempo (TDM): questa tecnica basata sulla separazione nel dominio del tempo dei flussi di informazione trasmessi e ricevuti. All'interno di una trama viene riservato una finestra di tempo per il segnale trasmesso, una per il tempo di propagazione e una per il segnale ricevuto. Risulta un raddoppio della frequenza di cifra. Questo fa si che il sistema soffra in parte dei problemi gi elencati per il FDM; 3) Tecnica a cancellazione d'eco (ECM): questa tecnica consiste nel fare coesistere in linea, contemporaneamente nella stessa banda, il segnale trasmesso e quello ricevuto. La velocit di trasmissione determinata unicamente dalla somma del flusso informativo con ridondanza necessaria per eseguire le funzioni di sincronizzazioni. Il problema pi importante di questa tecnica risiede nelle linee trasmissive per la discontinuit di impiego delle medesime causate, dalle variazioni del tipo di cavo e dalle giunzioni parallele che provocano riflessioni del segnale. La somma di queste riflessioni detta eco del segnale trasmesso. Il principio della tecnica con cancellazione d'eco basato sulla possibilit di simulare in modo molto accurato il percorso dell'eco ricorrendo a tecniche di stima numeriche, per esempio filtri adattativi o a memoria racchiusi in un dispositivo chiamato cancellatore d'eco, il quale confronta il segnale trasmesso con quello ricevuto e qualora avessero la stessa composizione di bit lo elimina. Per evitare di eliminare un segnale che potrebbe casualmente essere identico, il ricevuto viene sottoposto ad una operazione di scrambling e per garantire l'indipendenza statica sono stati utilizzati polinomi diversi per i due versi di ordine 23.

informazione di temporizzazione: risolto con l'inserimento nella trama di una parola chiave; capacit di monitoraggio delle prestazioni: risolto con l'uso di codici con ridondanza o con bit di controllo ciclico inseriti nella trama; I codici utilizzati al momento sono due: Codice 2B1Q: studiato in sede internazionale da ANSI. Non possiede alcuna ridondanza. Fa corrispondere 22 stati di ingresso a 4 stati di uscita. Il principale vantaggio la riduzione della velocit di linea a 80 kbaud. La rivelazione d'errore basata su una procedura CRC. Codice 4B3T: raggruppa i bit in ingresso a gruppi di 4 e li codifica con una sequenza a 3 simboli. un codice ridondante nel senso che a 24 possibili stati di ingresso corrispondono 33 stati di uscita. La frequenza di linea risultante di 120 kbaud. Procedure di attivazione e disattivazione Le procedure di attivazione e disattivazione del livello fisico, sono state definite con la specifica intenzione di ridurre i consumi dei terminali (TE e NT1). L'attivazione e disattivazione del livello 1 si basa sui seguenti principi: l'attivazione deve essere possibile sia su richiesta della centrale che dell'utente; la disattivazione possibile solo su richiesta della centrale; Negli standard internazionali, i segnali d'interfaccia di utente sono definiti in modo univoco sia a livello funzionale che elettrico. I segnali tra LT ed ET (centrale) sono definiti in modo univoco solo dal punto di vista funzionale ma non elettrico. I segnali del sistema di linea sono univocamente definiti sia a livello funzionale che elettrico ma incompatibili tra sistemi con diverso codice di linea. La procedura definisce un tempo massimo per l'attivazione del collegamento trasmissivo tra centrale e terminale di utente. Nel caso di richiesta di attivazione generata dall'utente, il tempo di attivazione misurato alla interfaccia di utente tra l'istante di invio del segnale di richiesta di attivazione (INFO1) e la ricezione del segnale di completa attivazione (INFO4). Nel caso di richiesta di attivazione generata dalla centrale, il tempo di attivazione misurato al punto di riferimento V1, come l'intervallo di tempo che intercorre tra la richiesta di attivazione della centrale (AR) ed il segnale di conferma della completa attivazione del collegamento (AI). L'attivazione deve completarsi entro un tempo massimo di 15 secondi nel caso di attivazione dopo la prima alimentazione dell'NT1. Le attivazioni successive alla prima debbono invece completarsi entro un tempo massimo di 300 ms. In caso di anomalie nella fase di attivazione, su iniziativa della centrale la linea viene disattivata e vengono avviate le procedure di diagnosi da parte della manutenzione. Lo stesso si verifica se durante la fase attiva si verificano malfunzionamenti, quale ad esempio la perdita non recuperabile dell'allineamento di trama. Telealimentazione di linea

Codice di linea La scelta del codice di linea di estrema importanza per garantire le prestazioni all'intero sistema trasmissivo, i parametri sono: contenuto spettrale: risolto con circuiti di equalizzazione decisionale;

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In Italia per la telealimentazione di linea attualmente utilizzata una tensione di 70 V applicata in modo sbilanciato tra i due fili della linea di utente. Detta tensione applicata alla linea in corrispondenza della LT. Il limite di corrente di 30 mA. Le caratteristiche suddette sono state definite in modo tale da consentire la telealimentazione nel caso pi gravoso. Ci significa che l'LT deve erogare tutta la potenza necessaria al funzionamento dell'NT1 (1,1 W massimi in cui sono compresi i 420 mW per la telefonia di base). Per ogni accesso in condizioni ristrette, la potenza massima richiesta all'LT di circa 2W. In condizioni normali deve fornire circa 1,5 W. Aspetti di manutenzione accesso base Per l'accesso base ISDN sono previsti i seguenti mezzi di controllo: loopback o anelli di prova: consistono nella possibilit di richiedere da parte della rete, mediante opportuni segnali che i diversi componenti del collegamento eseguano una chiusura verso la rete dei segnali ricevuti. Richiesta di informazioni specifiche: consiste in genere nella possibilit di chiedere all'NT lo stato dell'alimentazione. Controllo di telealimentazione: che viene rimossa in caso di guasto comprovato. Prova di continuit: permette di verificare che il collegamento sia operativo, compresa la sezione trasmissiva del TE. ACCESSO PRIMARIO L'accesso primario ISDN utilizza, le esistenti interfacce elettriche del primo livello della gerarchia numerica plesiocrona, definite nella raccomandazione G702 e G703. Il primo livello gerarchico prevede due differenti opzioni per le frequenze di cifra: 1544 kbit/s e 2048 kbit/s. Di esse solo quella a 2048 kbit/s viene usata in Europa. L'interfaccia di utente T l'unica standardizzata a livello internazionale. Essa deregolamentata e deve essere garantita la portabilit dei terminali di utente. Le altre interfacce sono invece di propriet del gestore. Al punto di riferimento V3 si ha solo una definizione delle caratteristiche funzionali ed elettriche dell'interfaccia (G703 e G704). L'interfaccia di linea non definita. L'interfaccia di utente L'interfaccia di utente definita al punto di riferimento T tra gli apparati TE ed NT1. Le sue caratteristiche sono definite nella CCITT I.431. L'accesso primario prevede per l'interfaccia di utente la sola configurazione punto-punto. L'estensione dell'interfaccia dipendente dale caratteristiche dei trasmettitori, dal codice di linea e dal tipo di cavo usato. Le caratteristiche funzionali dell'interfaccia si possono raggruppare in due categorie, quelle relative al trasporto dell'informazione e quelle relative al controllo dell'interfaccia. 1) Funzionalit per il trasporto dell'informazione: funzionalit di canale B: per la trasmissione bidirezionale di canali B a 64 kbit/s;

funzionalit di canale H0: per la trasmissione bidirezionale di canali a 384 kbit/s; funzionalit di canale H1: per la trasmissione bidirezionale di un canale a 1536 kbit/s oppure a 1920 kbit/s; funzionalit di canale D: per la trasmissione bidirezionale di un canale D a 64 kbit/s. Tale canale fornisce il supporto per la segnalazione relativa ai canali precedentemente definiti; 2) Funzionalit per il controllo dell'interfaccia: temporizzazione di bit: per il recupero dei dati alla frequenza di cifra nominale di 2048 kbit/s. Essa contenuta nel flusso numerico ricevuto. L'NT1 fornisce la temporizzazione di riferimento (clock master) che prelevata ed utilizzata dal TE; allineamento di trama: per la corretta identificazione dei canali e la loro multiplazione e la demultiplazione; temporizzazione di ottetto: fornisce un clock ad 8 kHz per il recupero dei dati organizzati in ottetti; telealimentazione: per trasferire potenza verso l'NT1 attraverso l'interfaccia; manutenzione: fornisce informazioni relative al funzionamento o alle situazioni di guasto sull'interfaccia in accordo ai principi generali di manutenzione definiti nella raccomandazione I.604; CRC4: per la protezione contro falsi allineamenti di trama e per il controllo e la misura delle prestazioni delle prestazioni trasmissive; L'accesso primario sempre nello stato attivo allorch gli apparati TE ed NT1 vengono alimentati e quindi non sono previste procedure di attivazione e disattivazione. Tutte le funzioni descritte in precedenza, eccetto alcune di manutenzione, sono multiplate in un segnale numerico con una frequenza di cifra di 2048 kbit/s 50 ppm e codifica di linea HDB3. Le caratteristiche elettriche dell'interfaccia sono conformi alla G703. Il cablaggio di interfaccia pu essere realizzato con cavi coassiali oppure con coppie simmetriche. In Europa standardizzato un cablaggio esclusivamente a coppie simmetriche. Le coppie devono avere una impedenza caratteristica di 120 20% nell'intervallo di frequenza da 20 kHz a 1 MHz. Struttura di trama Nei primi sistemi PCM la trama era suddivisa in 24 intervalli di uguale durata (5,2 s) per i canali fonici, pi un tempo di bit per l'allineamento. Nel sistema europeo invece la trama viene suddivisa in 32 intervalli di durata 3,9 s, di cui 30 si riferiscono a canali telefonici e 2 si riferiscono, come sar precisato in seguito, a canali di servizio. Gli intervalli di 3,9 s sono detti intervalli di tempo di canale e vengono comunemente richiamati con l'abbreviazione IT. I 30 canali telefonici occupano gli intervalli di tempo da 1 a 15 e da 17 a 31, mentre gli intervalli di tempo IT0 e IT16 sono destinati rispettivamente all'invio del messaggio di allineamento e delle segnalazioni del sistema. Il numero totale di bit compresi in una trama risulta essere di 8 bit x 32 = 256 bit, pertanto la velocit

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dei bit dell'intero sistema risulta di 256 bit / 125 s = 2,048 MHz, mentre ciascun tempo di bit dura 488 ns. In una organizzazione di trama riveste una importanza fondamentale il messaggio di allineamento che il trasmettitore lancia al ricevitore. I sistemi di allineamento di trama possono essere identificati in: sistemi ad azione diretta e sistemi a retroazione. il sistema ad azione diretta trasmette all'inizio di ciascuna trama una configurazione di codice, composta di tanti caratteri quanti sono quelli utilizzati da ciascun canale fonico, che non possa essere incontrata altrove nel treno di impulsi relativo ad una intera trama, se non con una probabilit estremamente bassa. Il circuito di ricezione, una volta riconosciuto questo codice, d inizio alla operazione di conteggio per la produzione degli impulsi di temporizzazione e di campionamento, guidando cos gli impulsi in arrivo dalla linea alla loro giusta destinazione. Il sistema a retroazione trasmette invece un solo carattere per trama. Deve essere riconosciuto dal ricevitore e deve essere confermato ad ogni trama. Il mancato riconoscimento di tale carattere provoca nella temporizzazione di ricezione uno slittamento di un tempo di bit (retroazione sulla temporizzazione) fino a che non stato di nuovo riconosciuto il carattere di allineamento. La CEPT ha adottato il sistema ad azione diretta. Il T0 ha un contenuto che cambia dalle trame pari alle trame dispari:
Trame pari Trame dispari Si Si 0 1 0 A 1 Sa4 1 Sa5 0 Sa6 1 Sa7 1 Sa8

impulso di ampiezza di picco 3V, mentre nel caso di 0 binario una assenza di segnale. La durata dell'impulso di 244 ns. Infine, per quanto concerne le prestazioni, il sistema deve essere in grado di coprire una attenuazione di almeno 6 dB alla frequenza di 1 MHz. Si ha perdita di allineamento quando si ricevono tre parole di allineamento errate consecutive. Aspetti di manutenzione accesso primario Il sistema di trasmissione pu segnalare eventuali malfunzionamenti mediante i tre segnali di allarme: RAI: indica che si ha un malfunzionamento (perdita del segnale di trama, errori di CRC, loopback attivo in rete) nel livello 1, si propaga nel verso opposto a dove avvenuto il malfunzionamento; AIS: sempre generato verso l'utente e la sua presenza pu indicare che il clock ricevuto non il clock di rete; Informazione di CRC: permette al gestore di diagnosticare se il malfunzionamento si localizza tra utente e NT o tra NT e centrale; Per descrivere il comportamento dell'interfaccia si ricorre a una matrice a stati in cui ogni stato descrive la condizione in cui si trova l'interfaccia e sapendo ci possibile sapere dove collocare l'eventuale errore. La localizzazione dell'errore si ricava dalla colonna FCn mentre il tipo dall'indicatore EIn. Verso rete-utente: tra TE e NT: fault condition 2 (FC2) tra NT e LT: fault condition 3 (FC3) Verso utente-rete: tra TE e NT: fault condition 1 (FC1) tra NT e LT: fault condition 4 (FC4) I tipi di indicazione d'errore lato utente sono: EI0: mancanza di alimentazione; EI1: ricezione di RAI; EI2: perdita di segnale o dell'allineamento di trama; EI3: ricezione di AIS; EI4: ricezione di RAI con continua informazione di CRC errato I tipi di indicazione d'errore lato rete sono: EI0: mancanza di alimentazione; EI1: guasto interno alla rete ne verso utentecentrale; EI2: ricezione di RAI; EI3: guasto interno alla rete nel verso centraleutente LIVELLO 2 ISDN Il colloquio all'interfaccia con la rete ISDN (sia per l'accesso base che per quello primario) regolato da un'opportuna classe di procedure dell'HDLC che opera sul canale D detta LAP-D (Link Access Protocolo - D channel). La specifica del livello 2 ISDN riportata nelle I.440 e I.441. Il modello OSI prevede che il livello data-link possa fornire un identificativo di connessione (DLCI ovvero Data Link Connection Identifier) da utilizzare per discriminare pi connessioni di livello 3, nonch configurazioni con terminali multipli all'interfaccia utente-rete. Per

Nel T0 il bit Si viene usato, tramite una struttura multitrama, per inserire il codice correttore di errore per proteggere i dati contenuti nei 30 canali di informazione. Le trame successive di 256 bit vengono numerate da 0 a 15 e divise in due sub multitrame composte da 8 trame. Nella colonna del bit 1 a trame alternate presente la parola di allineamento del CRC (0010011EE). Il bit E vale 0 se il risultato del calcolo CRC rivela un errore nella sub multitrama e comunque deve essere fissato a 0 entro 1 sec e trasmesso. Se il bit E non usato deve essere posto a 1 binario. Il bit A viene usato per trasmettere il segnale RAI (A=0 nessun allarme; A=1 sistema in allarme). Il bit Sa4 riservato. Il bit Sa5, Sa6 e il bit Sa7 sono riservati per uso nazionale. Il bit Sa8 riservato per standardizzazioni. Inoltre per evitare lunghe sequenze di 0 in linea che porterebbero alla perdita dell'allineamento di bit e di trama del ricevitore, si sostituiscono tutte le sequenze di quattro simboli 0 con sequenze del tipo: 000V: V una violazione di codice B00V: V una violazione di codice. B un 1 che rispetta la codifica. La scelta tra le due codifiche fatta in modo tale che le violazioni di codice siano sempre alternate e in modo da non avere componenti di corrente continua in linea. Il segnale trasmesso in corrispondenza di 1 binario un

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soddisfare le due esigenze il DLCI suddiviso in due campi, il SAPI ed il TEI. Il SAPI (Service Access Point Identifier) identifica, in accordo con il modello OSI, il punto in i servizi del livello 2 sono resi disponibili al livello 3. Il TEI (Terminal End-point Identifier), pu essere usato per identificare, all'interno di uno stesso SAPI, il particolare terminale indirizzato. Il LAP-D prevede due modi di scambio delle informazioni: uno orientato ed uno non orientato alla connessione. Per quanto riguarda il protocollo che regola il flusso informativo sul canale B, esso dipende dal tipo di connessione instaurata.

HDLC e LAPD Il protocollo HDLC standardizzato dall'ISO. Il LAPD derivato dall'HDLC. Questo protocollo pu essere adottato sia su topologie di rete punto-punto che multipunto. In generale nel collegamento dati si attribuisce lo stato Primario a quella stazione che assume la responsabilit per il controllo del flusso dati. Le trame trasmesse da tali stazioni sono considerate di comando. Tutte le altre stazioni del collegamento sono -

considerate Secondarie e le trame da esse trasmesse sono di risposta. In alcuni collegamenti si possono avere stazioni che si equivalgono: esse includono entrambe le funzioni di Primaria e Secondaria. Ogni fonte d'informazione deve mantenere immagazzinata in una memoria i dati per poterli ritrasmettere nell'eventualit di riscontro d'errore. Le informazioni e le risposte sono trasmesse, in sensi opposti sia con metodologie full duplex che half duplex. Il controllo della correttezza sul traffico dati, effettuato tramite una oculata struttura di numerazione delle trame. Infatti qualora venga riscontrata la ricezione errata di una trama, la stazione raccoglitrice dei dati informer la sorgente del numero della trama che si aspetta di ricevere. In questo protocollo i dati inviati sono raggruppati in trame individuate all'inizio ed alla fine da un insieme di bit che costituiscono il sincronismo di trama. A sua volta la trama composta da vari campi ognuno dei quali ha un significato ben preciso: un flag di apertura che determina l'inizio di una trama; un indirizzo che identifica la stazione secondaria; un campo di controllo che specifica il tipo di trama; un campo informativo che contiene dati; una sequenza di controllo trama FCS (Frame Check Sequence); un flag di chiusura che determina la fine della trama;

FLAG
01111110

ADDRESS 8 bit

CONTROL 8 / 16 bit

INFORMATION Variabile

FCS 16 bit

FLAG
01111110

8 bit

8 bit

Fig. 8 Formato della trama HDLC. FLAG


01111110

ADDRESS 16 bit

CONTROL 8 / 16 bit

INFORMATION 0 - 2080 bit

FCS 16 bit

FLAG
01111110

8 bit

8 bit

Fig. 9 Formato della trama LAPD 1) Flag: i flag permettono di individuare l'inizio e la fine di una trama e sono composti dalla seguente successione di bit: 01111110. Poich possibile che i dati scambiati contengano successioni di bit uguali a quelli del flag, sar necessario adottare particolari tecniche che evitino questa implicazione. Ci si ottiene usando il metodo detto bit stuffing che consiste nell'inserire un bit zero dopo cinque bit 1 consecutivi. All'altro estremo il ricevitore quando rivela sei 1 consecutivi li interpreta come flag, mentre se rivela cinque 1 seguiti da uno 0 eliminer quest'ultimo ricostruendo quindi il flusso originario dei dati. Il flag finale di una trama pu servire come inizio a quella successiva. 2) Indirizzo: il campo indirizzo composto da otto bit per la trama HDLC e serve per identificare la stazione secondaria. Nel LAPD il campo indirizzo costituito da due ottetti. Il campo SAPI e il TEI permettono di identificare univocamente la connessione di livello 2. Il campo Command/Response (C/R) permette di identificare una trama come trama di comando o come trama di risposta. Le trame di comando inviate dall'utente e le trame di risposta inviate dalla rete hanno il campo C/R posto a 0, mentre le trame di comando inviate dalla rete e le trame di risposta inviate dall'utente hanno il bit C/R posto a 1. Il campo Address nel LAPD ha dunque la seguente struttura:

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12

0 1

C/R 2 3 4 5

SAPI 6 7 8 bit

1 9 10 11 12

TEI 13 14 15 16

Fig. 10 Struttura del campo Address nel LAPD. 3) Controllo: il campo di controllo pu essere di 8 o 16 bit, e serve per specificare la funzione della trama. Il protocollo HDLC e LAPD, definiscono tre tipi di trame: Trama INFORMATIVA (I): attua il trasferimento delle informazioni. Ciascuna trama numerata. Trama di SUPERVISIONE (S): realizza funzioni di controllo del collegamento. Non contiene il campo Information, ma sono numerate. Normalmente utilizzata per confermare la corretta ricezione di trame d'informazione, per richiedere la ritrasmissione di trame errate e per arrestare temporaneamente la trasmissione a causa di sovraccarichi. Trama NON NUMERATA (U): utilizzata per la gestione della linea ( ad esempio per l'attivazione o la disattivazione di una stazione o per definire il modo in cui si deve lavorare). Questo tipo di trama non numerata, mentre pu contenere un campo informazione per comunicare particolari diagnostiche. Vengono definiti due modi operativi riguardanti la stazione secondaria: NRM (Normal Response Mode): questo modo operativo definisce che la stazione secondaria pu iniziare la trasmissione solo dopo che ha ricevuto il permesso da parte della stazione primaria (ad esempio nei collegamenti multipunto); ARM (Asynchronous Response Mode): questo modo operativo che la stazione secondaria pu autonomamente iniziare la trasmissione senza il permesso della stazione primaria (ad esempio nei collegamenti tipo punto punto). I due modi operativi sopra definiti sono tipici della classe di procedura HDLC "non bilanciata" in cui esiste una gerarchia che definisce le stazioni primaria e secondaria. Un'altra classe di procedura del protocollo HDLC quella di tipo "bilanciata" (non applicabile in collegamenti multipunto) in cui non esiste gerarchia in quanto le stazioni possono assumere indifferentemente funzioni sia di primaria che di secondaria. Per quest'ultima classe stato definito il modo operativo ABM (Asynchronous Balanced Mode). Segue l'elenco delle codifiche del campo Control nel LAPD: Trame Informative Esiste un solo tipo di trama informativa. Abbiamo che il campo N(S) il contatore delle sequenze in trasmissione (da 0 a 127), mentre il campo N(R) il contatore delle sequenze in ricezione (da 0 a 127). Il bit P ha il significato di Poll. 0 N(S) P N(R) 1 2 3 4 5 6 7 8 bit Fig. 11 Campo control di una trama informativa 9 10 11 12 13 14 15 16

Trame di Supervisione Esistono tre tipi di trame di supervisione che possono essere di comando o di risposta. Abbiamo una trama detta RR (Receive Ready) che pu essere utilizzata per notificare che una stazione pronta per ricevere una trama d'informazione oppure confermare che si ricevuto correttamente un numero di trame fino a N(R)-1: 1 0 0 0 0 0 0 0 P/F N(R) 1 2 3 4 5 6 7 8 bit Fig. 12 Campo control di una trama RR Il bit P (Pool) utilizzato nelle trame di comando. Il bit F (Final) utilizzato per le trame di risposta. La seconda trama di supervisione denominata RNR (Receive Not Ready) che sta ad indicare la temporanea indisponibilit della stazione a ricevere trame informative. La stessa stazione potr poi indicare la fine dello stato di "occupato" trasmettendo, per esempio una trama RR. Il bit P (Pool) utilizzato nelle trame di comando. Il bit F (Final) utilizzato per le trame di risposta. Il campo N(R) indica che le trame fino a N(R)-1 sono state ricevute correttamente: 1 1 0 2 1 3 0 4 0 5 0 6 0 7 0 8 bit Fig. 13 Campo control di una trama RNR TECNONET S.p.A. P/F 9 10 11 12 N(R) 13 14 15 16 9 10 11 12 13 14 15 16

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La terza trama di supervisione denominata REJ (Reject) e viene impiegata per richiedere la ritrasmissione delle trame partendo da quella che ha la numerazione N(R). . Il bit P (Pool) utilizzato nelle trame di comando. Il bit F (Final) utilizzato per le trame di risposta. 1 0 0 1 0 0 0 0 P/F N(R) 1 2 3 4 5 6 7 8 bit Fig. 14 Campo control di una trama REJ 9 10 11 12 13 14 15 16

Trame non numerate Esistono 6 tipi di trame non numerate. Tutte hanno il campo control di un solo ottetto. Abbiamo una trama denominata DM (Disconnect Mode) e viene usata normalmente per indicare l'impossibilit di posizionarsi in stato attivo da parte di una stazione disconnessa alla ricezione di un comando di predisposizione. 1 1 1 1 F 0 0 0 1 2 3 4 5 6 7 8 bit Fig. 15 Campo control di una trama DM

La seconda trama denominata SABME (Set Asynchronous Balanced Mode Extended). Viene usata per il modo di operare asincrono bilanciato. Ciascuna stazione implementa la funzione di erogare risposte che comandi. La stazione remota conferma l'accettazione del comando inviando una trama UA. Il protocollo HDLC non prevede questo tipo di trama, ma un'altra definita SABM (1111P100). 1 1 1 1 P 1 1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 bit Fig. 16 Campo control di una trama SABME La terza trama denominata UA (Unnumbered Acknowledgement) e sta ad indicare un'accettazione ad un comando di trama non numerata.

1 1

1 2

0 3

0 4 bit

F 5

1 6

1 7

0 8

Fig. 17 Campo control di una trama UA La quarta trama denominata DISC (Disconnect) ed usato per chiudere la fase di trasmissione. La stazione remota conferma l'accettazione inviando una trama UA. 1 1 0 0 P 0 1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 bit Fig. 18 Campo control di una trama DISC La quinta trama denominata FRMR (Frame Reject) ed usata quando una trama stata ricevuta con l'FCS corretto, ma con un errore che non pu essere recuperato (per esempio una trama non in sequenza). 1 1 1 0 F 0 0 1 1 2 3 4 5 6 7 8 bit Fig. 19 Campo control di una trama FRMR La sesta trama denominata UI (Unnumbered Information) e viene usata per il trasporto di informazioni non numerate.

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14

1 1

1 2

0 3

0 4 bit

P 5

0 6

0 7

0 8

Fig. 20 Campo control di una trama UI 4) Informazione: il campo information presente solo nelle trame I, UI e FRMR. La funzione di tale campo di trasportare l'informazione che generata ed utilizzata dalle entit di livello 3 o dall'entit di gestione del livello 2. La lunghezza massima di 260 ottetti (2080 bit). 5) FCS: questo campo costituito da 16 bit la cui funzione quella di permettere l'individuazione di eventuali errori provocati dalla linea fisica. Lo stato dei 16 bit costituisce il risultato di una operazione matematica (divisione per un polinomio generatore) attuata su tutti i bit che precedono l'FCS stesso. L'FCS pertanto, calcolato sui contenuti dei campi di indirizzo, controllo ed informazione. In ricezione la rivelazione della presenza di eventuali errori legata alla mancata soddisfazione delle relazioni algebriche adottate in trasmissione. Eventuali errori sono recuperati tramite la ritrasmissione della trama medesima.

Tipi di connessioni di livello 2 Il livello 2 fornisce servizi al livello 3 tramite i SAPI (Service Access Point Identifier). Inoltre il livello 2 fornisce servizi anche all'entit di gestione del livello 2 stesso. Anche per l'entit di gestione definito un corrispondente SAPI. Abbiamo tra gli altri i seguenti valori di SAPI: 0 entit di livello 3 relativa alla segnalazione per il controllo delle chiamate; 16 entit di livello 3 relativa ai servizi a commutazione di pacchetto X.25; 63 entit di gestione di livello 2 Il livello 2 in grado di realizzare due tipi di connessioni: connessioni punto-punto -connessioni punto-multipunto Le connessioni di tipo punto-punto permettono il trasporto di informazioni, in entrambe le direzioni, tra un'entit lato rete ed un'entit posta in uno dei terminali di utente individuata dallo stesso SAPI. Le connessioni di tipo puntomultipunto permettono il trasporto di informazioni tra un'entit lato rete e tutte le entit poste nei terminali individuate dallo stesso SAPI. Le connessioni di tipo punto-multipunto sono anche dette connessioni broadcast. Per realizzare connessioni di livello 2 punto-punto occorre, nel caso di postazione di utente multiterminale, individuare ogni singolo terminale. A tale scopo si utilizza il TEI, che pu assumere i valori tra 0 e 127. Il valore di TEI 127 si considera assegnato ad ogni terminale. Una connessione di livello 2 individuata univocamente dalla coppia costituita dal SAPI e dal TEI che corrisponde al DLCI. Gestione del TEI Una parte dei valori di TEI (i valori da 0 a 63) sono gestiti con procedure non automatiche. In particolare tali valori, qualora usati, devono essere configurati, nel terminale e nella rete, rispettivamente dall'utente e dal gestore di rete. anche cura dell'utente impedire che a pi di un terminale dello stesso accesso sia assegnato lo stesso valore di TEI. I valori di TEI da 64 a 126 sono gestiti con procedure automatiche. Tali procedure sono a carico dell'entit di gestione del livello 2. Le procedure di gestione riguardano l'assegnazione, la prova, la rimozione e la verifica del TEI. Per il trasporto, tra le entit di gestione del livello 2, delle informazioni relative a tali procedure viene utilizzato la connessione broadcast con SAPI=63. In particolare il campo Information delle trame UI contiene un messaggio di 40 bit del tipo: Layer manag. Entity identifier Reference number 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 bit Reference number 21 22 23 24 Message type 28 29 30 bit Fig. 21 Campo Information di una trama UI nella gestione del TEI Il primo ottetto contiene il Layer management entity identifier che assume il valore fisso di 15 e permette la eventuale futura definizione di altri protocolli sulla connessione broadcast con SAPI = 63. Il campo Reference number costituito da due ottetti ed comune a tutti i messaggi relativi ad una istanza di procedura di gestione del TEI. L'entit che inizia TECNONET S.p.A. 0 33 Action indicator 36 37 38 39

25

26

27

31

32

34

35

40

15

una procedura sceglie il valore di tale campo in maniera tale da minimizzare la probabilit che due procedure usino lo stesso valore contemporaneamente. Il campo Message type identifica il tipo di messaggio. Il campo Action indicator assume un valore che dipende dal messaggio stesso. Message type Action indicator Identity request 127 qualsiasi valore accettabile Identity assigned Identity denied 64 - 126 valore di TEI assegnato 64-126 valore di TEI non assegnato 127 nessun valore di TEI disponibile 0-126 valore di TEI da provare 127 prova di tutti i valori di TEI 0-126 valore di TEI in uso 0-126 valore di TEI da rimuovere 127 rimozione di tutti i valori TEI 0-126 valore di TEI da verificare

Identity check request Identity check response Identity remove

Identity verify

Tabella 1 Messaggi e codifiche del campo Action indicator per le procedure di gestione del TEI

Procedura di assegnazione del TEI La procedura di assegnazione del TEI iniziata dal terminale per ottenere dalla rete l'assegnazione di un valore di TEI compreso nei valori da 64 a 126. A tale scopo l'entit di gestione del livello 2 lato utente invia un messaggio Identity request. All'invio di tale messaggio viene avviata una temporizzazione di 2s (T202). Alla ricezione del messaggio Identity request, l'entit di gestione del livello 2 della rete, dopo aver selezionato un valore di TEI, lo comunica all'entit di gestione del livello 2 del terminale, inviando un messaggio Identity assigned contenente, nel campo Action indicator il valore di TEI scelto. Alla ricezione del messaggio Identity assigned l'entit di gestione del livello 2 comunicher all'entit di livello 2, tramite una primitiva MDL-ASSIGN-REQUEST il valore di TEI ricevuto. Tutta la procedura descritta in figura 22:

Se l'entit di gestione del livello 2 lato rete, non in grado di assegnare un valore di TEI pu inviare verso il terminale un messaggio di Identity denied (fig. 23). Se non si riceve il messaggio Identity assigned prima della scadenza della temporizzazione di due secondi, pu essere inviato un secondo messaggio Identity request. In caso di fallimento della seconda e della terza richiesta l'entit di gestione del livello 2 considera fallita la procedura di assegnazione del TEI ed invia una primitiva MDL-ERROR-RESPONSE all'entit di livello 2 (fig. 24).

Fig. 23 Procedura di assegnazione del TEI negata.

Fig. 22 Procedura di assegnazione del TEI effettuata

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La procedura di verifica del TEI permette al terminale di richiedere alla rete di iniziare la procedura di prova del TEI al fine di escludere una doppia assegnazione del TEI. Il terminale inizia la procedura inviando il messaggio Identity verify. All'invio di tale messaggio viene avviata una temporizzazione di 2s (T202). Alla ricezione del messaggio Identity verify la rete inizia la procedura di prova del TEI(fig. 27). Se la temporizzazione scade senza che sia stato ricevuto alcun messaggio Identity check request il terminale deve inviare una seconda volta il messaggio Identity verify. In caso di doppia scadenza della temporizzazione il terminale deve rimuovere il TEI per il quale aveva richiesto la verifica (fig. 28). Fig. 24 Procedura di assegnazione del TEI fallita.

Procedura di prova del TEI La procedura di prova del TEI iniziata dalla rete per verificare se un dato valore di TEI sia usato da qualche terminale o per assicurarsi che non sia usato da pi di un terminale. La procedura permette anche di richiedere all'utente di indicare alla rete tutti i valori di TEI in uso. La rete inizia la procedura inviando un messaggio Identity check request (fig. 25). All'invio di tale messaggio viene avviata una temporizzazione di 1s (T201). Alla ricezione del messaggio Identity check request il terminale deve inviare in risposta un messaggio di Identity check response. Il messaggio Identycheck request deve essere ripetuto, alla scadenza della temporizzazione di 1s.

Fig. 26 Procedura di rimozione del TEI

Fig. 25 Procedura di prova del TEI

Fig. 27 Procedura di verifica del TEI effettuata

Procedura di rimozione del TEI La procedura di rimozione del TEI iniziata dalla rete per richiedere all'utente la rimozione di un valore di TEI, indicato nel campo Action indicator, o la rimozione di tutti i valori di TEI (valore Action indicator = 127). La rete inizia la procedura inviando due volte in successione il messaggio Identity remove. Non avviata alcuna temporizzazione. Alla ricezione del messaggio l'entit di gestione del livello 2 invia una primitiva MDL-REMOVE-REQUEST all'entit di livello 2 (vedi fig. 26). Procedura di verifica del TEI Fig. 28 Procedura di verifica del TEI fallita. TECNONET S.p.A.

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Modalit operativa Multiple Frame In questa modalit il livello 2 mette in atto procedure di recupero nel caso si siano rivelati errori di trasmissione, di formato o di procedura. Nel caso in cui gli errori non possono essere recuperati viene data un'indicazione all'entit di gestione del livello 2. Questa modalit operativa richiede una fase di instaurazione, una fase di abbattimento e la supervisione della connessione per tutto il tempo tra l'instaurazione e l'abbattimento. Questa modalit utilizza una connessione di livello 2 punto-punto. Instaurazione L'entit di livello 2 che inizia la procedura di instaurazione invia una trama SABME. L'entit di livello 2 che riceve tale trama risponde con una trama UA completando la procedura. L'invio e la ricezione della trama UA ha l'effetto di inizializzare tutte le variabili associate alla modalit operativa multiple frame relativamente al DLCI utilizzato. Alla trasmissione della trama SABME viene avviata la temporizzazione T200 di 1s (fig.29). Nel caso in cui l'entit ricevente la trama SABME non in grado di completare l'instaurazione, invia una trama DM. L'instaurazione deve essere considerata negata (fig. 30). Qualora T200 sia scaduto senza aver ricevuto alcuna risposta (UA o DM), la trama SABME viene di nuovo inviata e la temporizzazione T200 di nuovo avviata. Quando il tentativo fallisce per tre volte, l'instaurazione viene dichiarata fallita. Viene data allora, una primitiva MDL-ERROR-INDICATION all'entit di gestione del livello 2 (fig 31).

Fig. 29 Procedura di instaurazione completata

Fig. 30 Procedura di instaurazione negata

Fig. 31 Procedura di instaurazione fallita

Fase di trasferimento informativo Le trame informative I possono essere inviate solo nella modalit multiple frame. Nelle procedure di trasporto delle trame I si fa uso di tre variabili di stato, V(S), V(A) e V(R), di un parametro k e di due campi N(S) e N(R), contenuti nel campo di controllo delle trame I e delle trame di supervisione. Il parametro k pari al numero massimo di trame che possono essere in attesa di riscontro. Il suo valore dipende dal tipo di accesso e dall'entit di livello 3 che utilizza la connessione. SAPI = 0 SAPI = 16 Accesso base 1 3 Accesso primario 7 7 Tabella 2 Valore del parametro k

V(S) Variabile di stato di trasmissione: il suo valore pari al numero di sequenza di trasmissione della successiva trama I da trasmettere e non deve eccedere per pi di k il valore della variabile V(A); il suo valore viene incrementato di 1 dopo la trasmissione di ogni trama I; V(A) Variabile di stato di riscontro: il suo valore eccede di 1 il numero di sequenza di trasmissione dell'ultima trama I per la quale si ricevuto il riscontro. Nel caso siano presenti trame I in attesa di riscontro V(A) pari al minore dei numeri di sequenza di trasmissione di tali trame. Il suo valore viene posto uguale al valore N(R) delle trame I o di supervisione ricevute correttamente.

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V(R) Variabile di stato di ricezione: il suo valore pari al numero di sequenza di trasmissione della successiva trama I che ci si aspetta di ricevere. Il suo numero incrementato di uno ad ogni trama I valida ricevuta; N(S) il suo valore posto pari al valore della variabile V(S) al momento della trasmissione; N(R) indica il numero N(S) che ci si aspetta di ricevere. posto uguale al valore della variabile V(R) al momento della trasmissione della trama che lo contiene. Invio e ricezione di trame I Il livello 2 invia una trama I con N(S) e N(R) posti, rispettivamente, pari alle variabili V(S) e V(R) e con il bit P posto a 0. All'invio viene fatta partire la temporizzazione T200. Qualora ci siano k trame in attesa di riscontro(V(S) = V(A) + k), le trame I non devono essere trasmesse e devono essere posti in una coda di trasmissione. Alla ricezione di una trama I, il campo N(R) della trama indica la corretta ricezione da parte dell'entit remota di tutte le trame fino alla trama con N(S) uguale a N(R)-1. In caso di ricezione di una trama I con N(R) maggiore di V(A) deve essere arrestata la temporizzazione T200. Il riscontro delle trame I viene effettuato inviando trame I o, in loro assenza, trame RR (fig. 31). contenuto informativo della trama deve essere scartato ma il riscontro contenuto eventualmente nella trama I deve essere considerato come valido. Alla ricezione della trama RNR la T200 deve essere fatta partire. Entro la scadenza di T200 l'entit remota deve indicare la propria condizione di pronto o non pronto a ricevere.

Fig. 32 Esempio di non pronto a ricevere

Fig. 31 Invio e ricezione di trame I nel caso che entrambe le entit di livello 2 siano pronte a ricevere.

Condizione di non pronto a ricevere Una condizione di non pronto a ricevere si verifica nel caso in cui l'entit di livello 2 non in grado di elaborare ulteriore informazione eventualmente ricevuta in trame I. Tale condizione deve essere segnalata all'entit remota di livello 2 inviando una trama RNR. L'entit che riceve tale indicazione deve astenersi dall'inviare trame I fino a quando non venga indicata la fine di tale condizione. Le trame di supervisione invece possono essere comunque inviate e devono essere correttamente trattate anche in una condizione di non pronto a ricevere. Un'entit che si trova in tale condizione pu, viceversa inviare trame I. Gli eventuali riscontri di corretta ricezione di trame I devono essere inviati, verso un'entit che si trova nella condizione di non pronto a ricevere, facendo uso di trame di supervisione. In particolare si usa una trama RNR nel caso in cui l'entit che invia la trama debba a sua volta entrare in condizione di non pronto a ricevere, o le trame RR altrimenti. Si deve per notare che, in caso di ricezione di una trama I in una condizione di non pronto a ricevere, il

Richiesta di ritrasmissione L'entit di livello 2 richiede la ritrasmissione in caso di ricezione di una trama I con N(S) diverso da V(R) ossia con numero di sequenza diverso da quello atteso. Una causa di tale evento potrebbe essere dovuta a errori di tipo trasmissivo. Nel caso il contenuto del campo Information della trama I deve essere scartato e la trama ricevuta non deve essere riscontrata. Quindi ad esempio il riscontro positivo viene normalmente accettato. Ci vale per tutte le trame I e le eventuali trame di supervisione ricevute dopo la prima trama I con valore di N(S) errato e fino alla prima trama I con valore di N(S) esatto. La richiesta di ritrasmissione avviene inviando una trama REJ con valore di N(R) pari al valore di N(S) atteso. Non pu essere inviata una trama pi di una trama REJ prima di aver ricevuto una trama I con valore N(S) pari al valore indicato nella trama REJ.

Fig. 33 Richiesta di ritrasmissione

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Mancata ricezione dei riscontri positivi La mancata ricezione di un riscontro positivo indicata dalla scadenza della temporizzazione

Fig. 35 Disconnessione completando la procedura. Nel caso in cui un'entit riceva un DISC senza essere in modalit multiple frame, l'entit deve rispondere con DM con bit F = 1. Se T200 scaduto senza risposta, viene rinviata di nuovo la DISC. Al terzo tentativo l'abbattimento viene considerato completato. Viene data in questo caso un'indicazione di errore all'entit di gestione del livello 2 tramite una primitiva MDL-ERROR-INDICATION.

Fig. 34 Mancata ricezione dei riscontri positivi e riavvio della instaurazione T200. Alla scadenza l'entit di livello 2 ritrasmette l'ultima trama I precedentemente trasmessa o trasmette una trama di supervisione, fa ripartire la T200 ed entra in Timer recovery. In questo stato le trame I o di supervisione vengono inviate con il bit P posto a 1. Alla ricezione di una trama I con bit posto a 1 l'entit di livello 2 remota deve rispondere con l'invio di una trama RR o RNR con bit F posto a 1. Alla ricezione di una trama di supervisione con bit P = 1 il remoto deve rispondere con l'invio di una trama RR, RNR o REJ con bit F = 1. La ricezione di una trama di supervisione con bit F = 1 ha l'effetto di arrestare la temporizzazione T200 e si termina la condizione di timer recovery. In caso di scadenza per la quarta volta (terza nella condizione di timer recovery) della T200, viene avviata la procedura di reinstaurazione della modalit multiple frame. Funzione di monitoraggio del livello 2 Le procedure di livello 2 prevedono l'uso di un'altra temporizzazione, detta T203 (10s), che opzionale lato terminale ma obbligatoria lato rete. La T203 viene fermata ogni volta parte la T200. Scaduta la T203 si avviano procedure analoghe alla scadenza della T200. Lo scambio informativo su una connessione di livello 2, operante in multiple frame, quindi continuamente supervisionato da temporizzazioni. Eventuali malfunzionamenti che determino la cessazione dell'attivit di livello 2 vengono comunque rilevati entro 10s. Abbattimento L'entit di livello 2 che inizia la procedura di abbattimento invia una trama DISC con bit P = 1 (viene avviata la T200). L'entit che riceve tale trama risponde con un UA con bit F = 1

Fig. 36 Disconnessione senza aver ricevuto risposta

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LIVELLO 3 ISDN All'interno del livello di rete si sviluppa il protocollo che permette la connessione, il mantenimento e la disconnessione di una comunicazione. denominato DSS1 ed espleta le seguenti funzioni: controllo delle chiamate sia entranti che uscenti; controllo del servizio portante. Il DSS1 permette all'utente chiamante di richiedere il servizio portante da utilizzare ed alla rete di indicare al chiamato il servizio portante utilizzato per la chiamata entrante (beare control); controllo dei servizi supplementari. La richiesta di servizi supplementari e la loro fornitura effettuato tramite la funzione di supplementary services control; coordinamento tra le caratteristiche della chiamata e quelle dei terminali d'utente utilizzati; indicazione agli utenti di eventi relativi alla fornitura di servizi supplementari; Tutto questo viene realizzato tramite lo scambio di messaggi trasportati nel campo Information della trama HDLC. La struttura generale di un messaggio di livello 3 la seguente: Protocol discriminator Call reference Message type Altri elementi informativi I vari elementi che costituiscono un messaggio di livello 3 vengono definiti IE (Elementi Informativi). I primi 3 IE sono obbligatori per ogni messaggio, la presenza di altri elementi informativi dipender dal tipo di messaggio. Protocol discriminator: questo parametro distingue i messaggi ISDN (Q.931) di livello 3 da altri protocolli di rete definiti dall'OSI. Nel nostro caso il valore di questo parametro fissato a 8 (00001000). Call reference: questo IE associa il messaggio ad una specifica chiamata. Il valore della Call reference, assegnato dall'interfaccia originante la chiamata, univoco (non ve ne possono essere due uguali contemporaneamente) e resta fisso per l'intera durata della chiamata stessa. Al termine il valore della Call reference viene rilasciato e potr essere associato ad una chiamata successiva. Message type: costituito da un unico ottetto e permette di identificare il messaggio. Altri elementi informativi: gli IE che seguono il Message type possono essere costituiti da un unico ottetto oppure da pi ottetti. Questi ultimi hanno una struttura comune. Il primo ottetto, detto Information element identifier, identifica univocamente l'elemento informativo. Il secondo indica il numero di ottetti che

lo seguono e che costituiscono dell'elemento informativo stesso.

il

contenuto

Lista non completa dei Message type e relativi "altri elementi informativi" SETUP: messaggio sempre presente all'inizio di una chiamata. Con questo messaggio l'utente richiede alla rete le risorse necessarie allo stabilirsi della chiamata. Un solo IE obbligatorio il Bearer Capability che specifica il tipo di collegamento richiesto e la banda necessaria. Altri IE abitualmente presenti sono: Channel Identification: che riporta il numero del canale richiesto; Calling Party Number: con il numero del chiamante; Called Party Number: con il numero del chiamato; Esistono due diverse possibilit di inviare il numero chiamato: En-Bloc Sending: se le cifre vengono inviate tutte insieme al Setup; Overlap Sending: se nel Setup non vi il numero chiamato completo o assente del tutto e le cifre vengono inviate successivamente all'interno dei messaggi Information; Tipicamente un Setup ha i seguenti elementi informativi: Bearer capability Called party number Called party subaddress Calling party number Calling party subaddress Channel identification Display (solo rete utente) Facility High layer compatibility Keypad facility Low layer compatibility Notification indicator Progress indicator Sending complete User user Tabella 1 Elementi informativi presenti in un Message type di Setup SETUP ACKNOWLEDGE: conferma una chiamata in corso di attivazione. obbligatorio l'invio del Channel identification che specifica se il canale richiesto nel Setup stato accettato. Tipicamente un Setup ack ha i seguenti elementi informativi: Channel identification Display (solo rete utente) Facility Notification indicator Progress indicator Tabella 2 Elementi informativi presenti in un Message type di Setup ack

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CALL PROCEEDING: messaggio che indica, che tutte le informazioni necessarie allo stabilirsi della chiamata sono giunte e non ne saranno accettate ulteriori. Nel caso di selezione en-bloc questo messaggio pu seguire immediatamente il Setup. Tipicamente il Call proceeding ha i seguenti elementi informativi: Bearer capability Channel identification Display (solo rete utente) Facility High layer compatibility Notification indicator Progress indicator Tabella 3 Elementi informativi presenti in un Message type di Call proceeding ALERTING: il messaggio indica che il terminale d'utente sta squillando. Ha i seguenti IE: Bearer capability Channel identification (solo utente rete) Display (solo rete utente) Facility High layer compatibility Notification indicator Progress indicator User user Tabella 4 Elementi informativi presenti in un Message type di Alerting CONNECT: messaggio proveniente dal terminale chiamato nel momento in cui l'utente accetta la chiamata. Normalmente all'interno si trova l'IE Connected Number con il numero di chi ha effettivamente risposto alla chiamata dando cos inizio all'invio della tariffazione. Nei servizi che prevedono una tariffazione fissa, cio non dipendente dalla durata della conversazione, l'IE Connect viene inviato solo alla fine della chiamata riportando l'addebito dovuto. Tipicamente ha i seguenti IE: Channel identification (solo utente rete) Connected number Connected subaddress Display (solo rete utente) Facility High layer compatibility Low layer compatibility Notification indicator Progress indicator User user Tabella 5 Elementi informativi presenti in un Message type di Connect CONNECT ACKNOWLEDGE: conferma la ricezione di Connect da parte del chiamante.

obbligatorio l'invio solo da parte della rete, esistono infatti terminali ISDN che non lo inviano. Ha i seguenti IE: Bearer capability Channel identification (solo utente rete) Display (solo rete utente) Facility Notification indicator Tabella 6 Elementi informativi presenti in un Message type di Connect ack PROGRESS: messaggio che ha obbligatoriamente l'IE Progress indicator, riportante la richiesta di apertura del canale fonico per il passaggio del tono di centrale. Ha come opzionali gli IE Cause e Display. Ci avviene, in alcuni casi, quando la rete pubblica, per problemi nelle proprie risorse, cambia il canale rispetto a quello richiesto e quindi la chiamata pu lasciare la rete ISDN e transitare su centrali analogiche o su linee di connessione non ISDN. Qualora il Progress indicator non sia veicolato su altre IE il chiamato riceve il messaggio Progress. Pu avere i seguenti IE: Cause Display (solo rete utente) Facility High layer compatibility Notification indicator Progress indicator User user Tabella 7 Elementi informativi presenti in un Message type di Progress INFORMATION: messaggio generico per fornire informazioni addizionali. Un esempio potrebbe essere l'invio da parte PABX contenente il numero chiamato, oppure dopo che la connessione gi avvenuta, la tariffazione. Pu avere i seguenti IE:

Called party number Cause (solo rete utente) Display (solo rete utente) Facility Keypad facility Notification indicator Sending complete Tabella 8 Elementi informativi presenti in un Message type di Information DISCONNECT: il messaggio inviato per indicare la fine della connessione. Viene inviata l'IE Cause che specifica il motivo della disconnessione, in caso di normale riaggancio il valore corrisponder a "Normal Call Clearing". spesso inviato anche l'IE Progress indicator riportante la richiesta di apertura del canale

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fonico per il passaggio del tono di svincolo della rete. anche inviato al posto del Call proceeding o dell'Alerting in caso di chiamata verso utente occupato, inesistente o indisponibile. L'IE Cause riporter nelle varie situazioni: "User busy", Unassigned number", "Destination Out of Order". Pu avere i seguenti IE: Cause Display (solo rete utente) Facility Notification indicator Progress indicator (solo rete utente) User user Tabella 9 Elementi informativi presenti in un Message type di Disconnect RELEASE: messaggio inviato per indicare che la disconnessione del canale avvenuta. L'IE Cause viene spedita solo nel caso in cui la disconnessione sia avvenuta in seguito ad errore o comunque per cause normali di rilascio della chiamata. Pu avere i seguenti IE: Cause Display (solo rete utente) Facility Notification indicator User user (solo rete utente) Tabella 10 Elementi informativi presenti in un Message type di Release RELEASE COMPLETE: messaggio che chiude la procedura di abbattimento della chiamata. Dopo di esso il canale precedentemente impegnato risulta disponibile ed entrambi i terminali devono rilasciare le Call reference utilizzate. Pu avere i seguenti IE: Cause Display (solo rete utente) Facility Notification indicator User user (solo utente rete) Tabella 11 Elementi informativi presenti in un Message type di Release complete STATUS ENQUIRY: messaggio di controllo dello stato di chiamata. Ha i seguenti IE: Display (solo rete utente) Tabella 12 Elementi informativi presenti in un Message type di Status enquiry STATUS: messaggio di risposta allo Status enquiry richiesto dall'altro terminale. Pu essere inviato anche per notificare situazioni d'errore. Ha i seguenti IE: Cause

Call state Display (solo rete utente) Tabella 13 Elementi informativi presenti in un Message type di Status RESTART: messaggio utilizzato per riportare i canali o l'interfaccia in condizioni di "idle". Viene inviato quando l'altro lato di un'interfaccia non risponde a certi messaggi o se incorsa in errori. Ha i seguenti IE: Channel identification Display (solo rete utente) Restart indicator Tabella 14 Elementi informativi presenti in un Message type di Restart RESTART ACKNOWLEDGE: messaggio di conferma che la procedura di Restart stata eseguita ed i canali, o l'interfaccia, sono nuovamente disponibili per il traffico. Ha i seguenti elementi informativi: Channel identification Display (solo rete utente) Restart indicator Tabella 15 Elementi informativi presenti in un Message type di Restart ack Procedure di controllo e scenari di chiamata Tutte le procedure relative al controllo della chiamata utilizzano la modalit operativa multiple-frame del livello 2. Per scambiare i messaggi tra livello 2 e livello 3 sono utilizzate le primitive DL-DATA-REQUEST e DL-DATA-INDICATION. Instaurazione interfaccia utente chiamante La procedura inizia dal lato utente chiamante, con l'invio di un messaggio SETUP (il lato utente avvia la T303 di 4 sec, alla scadenza viene reinviato il Setup, se scade una seconda volta l'utente rinuncia inviando un RELEASE COMPLETE ). A tale processo viene associata una Call reference. Tutti i messaggi relativi ad una stessa chiamata contengono la stessa Call reference. L'utente pu indicare il canale preferito con due opzioni: a) possibilit di accettare canali alternativi; b) indisponibilit ad accettare canali alternativi; La rete assegna se possibile, il canale indicato dall'utente. Se non possibile, nel caso a viene assegnato un canale alternativo, nel caso b la rete abbatte la chiamata. Il numero del chiamato pu essere inviato con le procedure: en-bloc in overlap Con la procedura en-bloc l'intero numero del chiamato deve essere contenuto nel Setup. Con la procedura in overlap le cifre di selezione sono inviate facendo uso di uno o pi messaggi INFORMATION. In questo caso il messaggio Setup pu contenere parte delle cifre o

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anche nessuna cifra di selezione. La rete, alla ricezione del Setup, invia il messaggio CALL PROCEEDING nel caso di procedura en-bloc. L'utente alla ricezione del Call proceding avvia la T310 di circa 40 sec. Nel caso di procedura in overlap la rete invia il messaggio SETUP ACK (la rete avvia la T302 di 10-15 sec). Alla ricezione del Setup ack l'utente avvia la temporizzazione T304 di 10 sec. L'utente pu inviare i messaggi INFORMATION (la rete ad ogni ricezione di messaggi Information riavvia la T302) solo dopo la ricezione del Setup ack. Pu accadere che anche nel caso di procedura en-bloc, la rete risponda con un Setup ack, e ci accade quando la centrale di origine non in grado di determinare che le cifre ricevute sono complete. Il messaggio Call proceeding pu anche essere inviato dalla rete dopo che: la rete a causa della scadenza della T302 e abbia instradato la chiamata invia il Call proceeding
Chiamante Temp. Avvia T303 (4s) Avvia T310 (>40s) interrompe T303 Avvia T301 (>180s) Interrompe T310 Interrompe T301 Messaggi Setup Centrale di origine Temp.

(nel caso che la rete ritiene insufficienti le cifre ricevute invia all'utente un DISCONNECT). nel caso di interlavoro con reti non ISDN, la rete riceve un'indicazione di fine selezione da valle ma non possibile determinare se il chiamato stato raggiunto ed libero. Se la rete riceve un'indicazione da valle che indichi che il chiamato libero, essa invia un messaggio di ALERTING all'utente chiamante (alla ricezione l'utente avvia la T301 di circa 180 sec). Quando l'utente chiamato risponde la rete invia il messaggio CONNECT. Alcuni terminali possono inviare opzionalmente il messaggio di CONNECT ACK. La scadenza delle temporizzazioni di utente T304 e T310 provoca l'invio di un DISCONNECT. La T310 ha lo scopo di evitare che a causa della perdita di messaggi, il terminale rimanga indefinitamente in fase di instaurazione. Alla sua scadenza l'utente invia un DISCONNECT.
Chiamante Temp. Avvia T303 (4s) Avvia T304 (30s) Interrompe T303 Riavvia T304 Riavvia T304 Avvia T310 (>40s) Interrompe T304 Avvia T301 (>180s) Interrompe T310 Interrompe T301 Messaggi Setup Centrale di origine Temp. Avvia T302 (10-15 s) Riavvia T302 Riavvia T302 Interrompe T302

Call proc. Alerting Connect Connect ack (opzionale)

Setup ack Info Info Call proc.

Alerting Connect

Instaurazione con procedura en-bloc andata a buon termine.

Connect ack (opzionale) Instaurazione con procedura in overlap andata a buon termine Chiamante Temp. Avvia T303 (4s) T303 scaduto Avvia T303 T303 scaduto Centrale di origine Temp. Chiamante Temp. Avvia T303 (4s) Avvia T310 (>40s) interrompe T303 T310 scaduto Centrale di origine Temp.

Messaggi Setup Setup

Messaggi Setup

Release complete Instaurazione fallita; causa mancata risposta al messaggio di Setup

Call proc. Disconnect

Instaurazione fallita; causa mancato raggiungimento del chiamato

Chiamante Temp. Avvia T303 (4s) Avvia T310 (>40s) interrompe T303 Avvia T301 (>180s) Interrompe T310 T301 scaduto

Messaggi Setup

Centrale di origine Temp.

Call proc. Alerting Disconnect

Chiamante Temp. Avvia T303 (4s) Avvia T304 (30s) Interrompe T303

Messaggi Setup

Centrale di origine Temp. Avvia T302 (10-15 s) T302 scaduto

Setup ack Disconnect

Instaurazione fallita; causa le cifre insufficienti per instradare la chiamata

ricevute

sono

Instaurazione fallita; causa perdita di messaggi Chiamante Temp. Avvia T303 (4s) Avvia T304 (30s) Interrompe T303 Centrale di origine Temp. Avvia T302 (10-15 s)

Messaggi Setup

Setup ack

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Riavvia T304 Riavvia T304 Avvia T310 (>40s) Avvia T301 (>180s) Interrompe T310 Interrompe T301

Info Info Call proc. Alerting

Riavvia T302 Riavvia T302 T302 scaduto

Connect Connect ack (opzionale) Instaurazione andata a buon fine nonostante il T302 sia scaduto

Instaurazione interfaccia utente chiamato La procedura di instaurazione al lato utente chiamato, inizia con l'invio da parte della rete di un messaggio di SETUP (viene avviata lato rete la T303 di 4s e il T312 di 6s). Se l'utente utilizza una postazione di tipo puntopunto, e sia noto alla rete, il Setup utilizza il servizio di trasporto di livello 2 di tipo riscontrato. Nel caso invece in cui l'utente utilizzi una configurazione di tipo punto-multipunto, deve essere utilizzato il servizio di trasporto di livello 2 di tipo broadcast. L'invio del Setup da parte della rete ha l'effetto di attivare il processo di livello 3 relativo al controllo della chiamata. A tale processo viene associata una Call reference. Questa Call reference ha un valore indipendente da quella usata all'interfaccia di destinazione. Il terminale nel caso non sia compatibile, deve rispondere al Setup con un messaggio di RELEASE COMPLETE. Nel caso in cui il terminale sia compatibile, il messaggio di risposta dipende dalla procedura seguita nell'invio delle cifre del chiamato. Se si usa la en-bloc come prima risposta al messaggio di Setup si pu avere: CALL PROCEEDING, ALERTING o CONNECT. Nel caso di selezione in overlap, il terminale se ritiene che le cifre di selezione non siano complete, invia un messaggio di SETUP ACKNOWLEDGE (viene avviato lato utente il T302). Alla ricezione del Setup ack la rete invia le ulteriori cifre usando i messaggi INFORMATION. Quando l'utente riconosce che le cifre inviate dalla rete sono complete invia uno dei messaggi previsti nella procedura en-bloc. Se la configurazione d'utente punto-multipunto non previsto l'uso della procedura in overlap. Nella configurazione punto-multipunto si potranno ricevere tante risposte al Setup quanti sono i terminali connessi. Per ci che riguarda la scelta del canale da utilizzare la procedura dipende dal tipo di modalit di invio del Setup. Se il messaggio Setup inviato in broadcast l'utente tenuto ad accettare il

canale indicato dalla rete nel messaggio Setup. Se il Setup di tipo riscontrato la rete pu proporre all'utente l'identit del canale che intende utilizzare indicando che il canale preferito ma che sono accettabili delle alternative oppure che non disposta ad accettare delle alternative. Laddove la rete non indichi alcun canale oppure indichi un canale come preferito, l'utente pu proporre a sua volta, nel primo messaggio di risposta al Setup, un canale. Se il canale indicato non accettabile per la rete, quest'ultima abbatte la chiamata. Alla ricezione del CONNECT la rete deve rispondere con un CONNECT ACKNOWLEDGE. Qualora la configurazione di accesso sia punto-multipunto, la rete assegna la chiamata al primo dei terminali che invia il Connect. quindi necessario che nessuno dei terminali si connetta al canale B prima della ricezione del Connect ack. Gli altri terminali sono svincolati mediante l'invio da parte della rete di un RELEASE. Tutte le temporizzazioni di rete sono uniche, anche se il Setup inviato in broadcast e pi di un terminale ha inviato un messaggio di risposta. Se il terminale incompatible o non sia ha alcun terminale connesso al bus, la rete in grado di determinare che l'utente non risponde solo alla seconda scadenza di T303. Pu quindi accadere che, prima di tale periodo, non sia inviato verso il chiamante alcun messaggio di segnalazione n alcun tono. La temporizzazione T312 avviata solo se il Setup inviato in broadcast. Quando la T303 scade per la seconda volta senza aver ricevuto messaggi di risposta, o avendo ricevuto solo messaggi di svincolo, la rete risponde ai messaggi ricevuti prima della scadenza di T312 con un messaggio di svincolo. La rete tra la scadenza di T303 e la scadenza di T312 mantiene memoria della Call reference (anche se la chiamata non pu pi andare a buon fine); eventuali messaggi ricevuti dopo la scadenza di T312 sono ritenuti messaggi con Call reference errata.

Centrale di destinazione Chiamato Temp. Messaggi Temp. Avvia T303 (4s) Setup Avvia T312 (6s) Avvia T310 (3040s) interrompe Call proc. T303 Avvia T301 (>180s) Alerting Interrompe T310 Interrompe T301 Avvia T313 (4s) Connect

Centrale di destinazione Chiamato Temp. Messaggi Temp. Avvia T303 (4s) Setup Avvia T304 (20s) Interrompe T303 Avvia T302 (15 s) Setup ack Riavvia T302 Riavvia T302 Interrompe T302

Riavvia T304 Info Riavvia T304 Info Avvia T310 (30- Call proc.

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Connect ack

Interrompe T313

Instaurazione con procedura en-bloc andata a buon termine. La T312 avviata solo se il Setup inviato in broadcast.

40s) Interrompe T304 Avvia T301 (>180s) Alerting Interrompe T310 Interrompe T301 Connect

Avvia T313

Connect ack

Interrompe T313

Instaurazione con procedura in overlap andata a buon termine

Abbattimento La chiamata pu essere abbattuta dal chiamante o dal chiamato con la stessa procedura, al contrario della telefonia tradizionale che prevede che il riaggancio del chiamato non provochi l'immediato abbattimento della chiamata. La procedura di abbattimento fa uso dei messaggi DISCONNECT, RELEASE, RELEASE COMPLETE. il messaggio DISCONNECT inviato dall'utente verso la rete per richiedere l'abbattimento di una connessione instaurata da utente a utente, mentre inviato dalla rete verso l'utente per indicare che la connessione non pi disponibile. All'invio di Disconnect l'utente deve disconnettere il canale B,
Utente Centrale Temp. Messaggi Avvia T305 (30s) Disconnect Disconnette il canale B Temp. Disconnette canale B il

mentre l'invio di Disconnect da parte della rete non implica la disconnessione del canale B. Alla ricezione di Disconnect la rete disconnette il canale B e invia un RELEASE all'utente. L'utente alla ricezione del Disconnect disconnette il canale B e invia un Release. Il messaggio RELEASE indica che l'entit che invia il messaggio ha disconnesso il canale. Dopo la ricezione di Release si deve inviare un messaggio di RELEASE COMPLETE. Il messaggio RELEASE COMPLETE inviato per indicare che sia il canale che la Call reference sono stati rilasciati. L'entit che lo riceve deve a sua volta rilasciare sia il canale che la call reference, se ci non gi avvenuto.
Centrale Temp. Avvia T305 (30s) Disconnette il canale B Avvia T306 (30s) non disconnette il canale B Interrompe T305 Interrompe T306 Disconnette il canale B Call reference rilasciato Utente Messaggi Disconnect senza toni Temp. Disconnette canale B il

Disconnect Con toni Release Avvia T308 (4s) Inizio rilascio Call reference

Interrompe T305

Release

Avvia T308 (4s) Inizio rilascio Call reference

Call reference Release rilasciato

complete Interrompe T308 Rilascio Call reference, se ci non gi avvenuto.

Release

complete Interrompe T308 Rilascio Call reference, se ci non gi avvenuto.

Abbattimento da parte utente.

Abbattimento da parte rete

Centrale Utente Temp. Messaggi Avvia T305 (30s) Disconnect Disconnette il canale B

Temp. Disconnette canale B

il

Centrale Utente Temp. Messaggi Avvia T306 (30s) Disconnect Non disconnette il Con toni canale B

Temp. Disconnette canale B

il

T305 scaduto Release Avvia T308 (4s) Inizio rilascio Call reference Interrompe T308 Release Rilascio Call complete reference, se ci non gi avvenuto.

Interrompe T305

Release

Avvia T308 (4s) Inizio rilascio Call reference T308 scaduto riavvia T308

Call reference rilasciato

Release

Abbattimento con T305 scaduto Blocco canale

BLOCCO T308 scaduto CANALE richiesto intervento di manutenzione

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Procedura di restart La procedura di restart utilizzata per ricondurre i canali alla condizione di riposo. Tale procedura pu essere utilizzata, in caso di malfunzionamenti o per inizializzare l'accesso. La procedura iniziata inviando un messaggio di RESTART. L'entit di livello 3 che riceve il Restart deve riportare i canali nello stato di riposo ed inviare il messaggio di RESTART ACKNOWLEDGE. Ambedue i messaggi contengono una particolare Call reference detta Global. La procedura pu quindi essere utilizzata anche nel caso in cui il processo relativo ad una normale chiamata non sia in grado di riportare i canali utilizzati in una condizione di riposo. Il messaggio Restart ha l'IE Restart indicator che indica quanti canali devono essere inizializzati, inoltre vari IE Channel identification per indicare quali canali devono essere inizializzati. Il messaggio Restart ack contiene anch'esso i due IE Restart indicator e Channel identification per indicare i canali per i quali la procedura ha avuto esito positivo. Si hanno le seguenti temporizzazioni: T316 (120s) avviata da chi invia Restart; T317 (<120s) avviata da chi riceve Restart. Se T316 scade si reinvia il Restart. Alla seconda scadenza la procedura viene considerata fallita. Alla scadenza di T317, se la procedura ha avuto buon fine per un sottoinsieme dei canali, viene inviato un messaggio Restart ack relativamente a tali canali. Messaggi Status e Status Enquiry Il messaggio STATUS viene inviato nel caso in cui l'entit di livello 3 rilevi degli errori di protocollo. Ad esempio viene inviato in caso di ricezione di un messaggio non atteso o in caso di ricezione di un messaggio mancante di un elemento informativo che deve essere obbligatoriamente presente. Il messaggio Status contiene l'IE Cause che indica il motivo per il quale il messaggio stato inviato. Inoltre l'IE Call state indica in quale stato stato rilevato l'errore. La ricezione del messaggio Status non attiva alcuna procedura se non nei seguenti casi: segnalato lo stato di riposo e la chiamata in uno stato diverso da quello di riposo; segnalato uno stato diverso da quello di riposo e non esista alcuna chiamata con la Call reference indicata; elemento informativo obbligatorio mancante, elemento informativo o messaggio non implementato, contenuto errato di un elemento informativo; In alcuni casi pu essere inviato il messaggio di STATUS ENQUIRY per provocare l'invio da parte dell'entit remota di Status. All'invio di Status enquiry si avvia T322 di 4s. La temporizzazione si arresta alla ricezione di Status. Se T322 scade viene reinviato il Status enquiry. Alla seconda scadenza la procedura considerata fallita. R. Gaeta

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[RFC 2433] Microsoft PPP CHAP Extensions. [RFC 2472] IP Version 6 over PPP. [RFC 2484] PPP LCP Internationalization Configuration Option. [RFC 2509] IP Header Compression over PPP. [RFC 2516] A Method for Transmitting PPP Over Ethernet (PPPoE). [RFC 2615] PPP over SONET/SDH. [RFC 2637] Point-to-Point Tunneling Protocol (PPTP). [RFC 2686] The Multi-Class Extension to Multi-Link PPP. Describes LCP options 26 (Prefix elision) and 27 (Multilink header format). [RFC 2687] PPP in a Real-time Oriented HDLC-like Framing. [RFC 2688] Integrated Services Mappings for Low Speed Networks. [RFC 2759] Microsoft PPP CHAP Extensions, Version 2. [RFC 2794] Mobile IP Network Access Identifier Extension for IPv4. [RFC 2823] PPP over Simple Data Link (SDL) using SONET/SDH with ATM-like framing. [RFC 2878] PPP Bridging Control Protocol (BCP). [RFC 3032] MPLS Label Stack Encoding. [RFC 3078] Microsoft Point-To-Point Encryption (MPPE) Protocol. [RFC 3153] PPP Multiplexing.

PPP (Point to Point Protocol)


Larticolo precedente ha esaminato in dettaglio il funzionamento del canale D dellISDN. Sui canali B, una volta instaurata la chiamata, possiamo avere vari tipi di protocolli di livello 2, fra i quali HDLC e il PPP. Il protocollo HDLC stato in parte presentato insieme al LAPD. LHDLC non ha un campo per definire il tipo di protocollo incapsulato di livello 3, ed quindi adatto a trasportare un solo tipo di protocollo di livello 3. Alcuni produttori hanno implementato un campo per definire il protocollo trasportato, ma in questo modo non essendo uno standard, perdiamo linteroperabilit fra apparati diversi, e siamo costretti ad utilizzare tutti apparati dello stesso costruttore! Lo standard PPP stato sviluppato per ottenere quella interoperabilit che lHDLC non ha mai dato. Limportanza di questo protocollo evidente dalla quantit di RFCs prodotti (dallelenco sono stati esclusi tutti gli RFCs obsoleti!)
RFCs:
[RFC 1332] The PPP Internet Protocol Control Protocol (IPCP). [RFC 1377] The PPP OSI Network Layer Control Protocol (OSINLCP). [RFC 1378] The PPP AppleTalk Control Protocol (ATCP). [RFC 1471] The Definitions of Managed Objects for the Link Control Protocol of the Pointto-Point Protocol. [RFC 1472] The Definitions of Managed Objects for the Security Protocols of the Point-toPoint Protocol. [RFC 1473] The Definitions of Managed Objects for the IP Network Control Protocol of the Point-to-Point Protocol. [RFC 1474] The Definitions of Managed Objects for the Bridge Network Control Protocol of the Point-to-Point Protocol. [RFC 1547] Requirements for an Internet Standard Point-to-Point Protocol. [RFC 1549] PPP in HDLC Framing. [RFC 1552] The PPP Internetwork Packet Exchange Control Protocol (IPXCP). [RFC 1570] PPP LCP Extensions. [RFC 1598] PPP in X.25. [RFC 1618] PPP over ISDN. [RFC 1619] PPP over SONET/SDH. [RFC 1661] The Point-to-Point Protocol (PPP). [RFC 1662] PPP in HDLC-like Framing. [RFC 1663] PPP Reliable Transmission. [RFC 1716] Towards Requirements for IP Routers. [RFC 1762] The PPP DECnet Phase IV Control Protocol (DNCP). [RFC 1763] The PPP Banyan Vines Control Protocol (BVCP). [RFC 1764] The PPP XNS IDP Control Protocol (XNSCP). [RFC 1812] Requirements for IP Version 4 Routers. [RFC 1841] PPP Network Control Protocol for LAN Extension. [RFC 1877] PPP Internet Protocol Control Protocol Extensions for Name Server Addresses. [RFC 1915] Variance for The PPP Connection Control Protocol and The PPP Encryption Control Protocol. [RFC 1934] Ascend's Multilink Protocol Plus (MP+). [RFC 1962] The PPP Compression Control Protocol (CCP). [RFC 1963] PPP Serial Data Transport Protocol (SDTP). [RFC 1967] PPP LZS-DCP Compression Protocol (LZS-DCP). [RFC 1968] The PPP Encryption Control Protocol (ECP). [RFC 1973] PPP in Frame Relay. [RFC 1974] PPP Stac LZS, Compression Protocol. [RFC 1975] PPP Magnalink Variable Resource Compression. [RFC 1976] PPP for Data Compression in Data Circuit-Terminating Equipment (DCE). [RFC 1977] PPP BSD Compression Protocol. [RFC 1978] PPP Predictor Compression Protocol. [RFC 1979] PPP Deflate Protocol. [RFC 1989] PPP Link Quality Monitoring. [RFC 1990] The PPP Multilink Protocol (MP). [RFC 1993] PPP Gandalf FZA Compression Protocol. [RFC 1994] PPP Challenge Handshake Authentication Protocol (CHAP). [RFC 2043] The PPP SNA Control Protocol (SNACP). [RFC 2097] The PPP NetBIOS Frames Control Protocol (NBFCP). [RFC 2118] Microsoft Point-To-Point Compression (MPPC) Protocol. [RFC 2125] The PPP Bandwidth Allocation Protocol (BAP) The PPP Bandwidth Allocation Control Protocol (BACP). [RFC 2153] PPP Vendor Extensions. [RFC 2284] PPP Extensible Authentication Protocol (EAP). [RFC 2290] Mobile-IPv4 Configuration Option for PPP IPCP. [RFC 2363] PPP Over FUNI. [RFC 2364] PPP Over AAL5. [RFC 2419] The PPP DES Encryption Protocol, Version 2 (DESE-bis). [RFC 2420] The PPP Triple-DES Encryption Protocol (3DESE).

Il pacchetto PPP ha i seguenti campi:

I campi flag servono per identificare linizio e la fine del pacchetto. Il campo Address ha sempre lo stesso valore: FF Il campo control ha sempre lo stesso valore: 03 Gli unici campi che trasportano informazione utile sono il campo Protocol che definisce il protocollo trasportato, il campo Information contiene i dati relativi a quel protocollo e infine la FCS che serve per verificare se la frame stata modificata dal rumore durante la trasmissione. Per trasmettere pacchetti provenienti da protocolli diversi il PPP utilizza: il protocollo ausiliario LCP (Link Control Protocol) per creare, configurare e verificare la connessione a livello Data Link una famiglia di protocolli NCP (Network Control Protocol) per configurare i diversi protocolli di livello Network La seguente figura mostra dove si posizionano rispetto al modello OSI tutti (o quasi) i protocolli che fanno parte del PPP:

Abbiamo detto che il campo Protocol definisce la codifica del protocollo contenuto nel campo Information. I valori nellintervallo da 0xxx a 3xxx identificano il protocollo di livello network. I valori da

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8xxx a Bxxx identificano i datagram al Network Control Protocol (NCP). Eccone alcuni:

La negoziazione viene avviata da una frame LCP Configuration Request (LCP_CR), la quale contiene delle opzioni da negoziare. Deve essere inviata una LCP_CR su tutti e due le direzioni del percorso. Se la negoziazione andata a buon fine ogni LCP_CR richiede un ACK.

La seguente immagine la decodifica di protocollo di un pacchetto LCP_CR:

Comunicazione su link seriali La comunicazione deve iniziare con linvio di pacchetti LCP per configurare e collaudare il collegamento di livello data-link. In una seconda fase sono negoziati dei parametri opzionali di livello data-link Nella terza fase sono inviati pacchetti NCP per scegliere e configurare uno o pi protocolli di livello rete. Finalmente inizia linvio dei pacchetti di livello rete. Il link rimane operativo fino a che non chiuso esplicitamente mediante un pacchetto LCP o NCP. La frame LCP ha i seguenti campi: Dopo il campo Protocol abbiamo un ottetto che identifica il tipo di frame LCP. Lottetto successivo lIdentifier e il suo contenuto deve essere cambiato se il campo delle opzioni cambiato. I due ottetti successivi indicano la lunghezza della frame LCP. Le opzioni di configurazione LCP servono a negoziare/modificare la configurazione di linea. Se le opzioni non sono presenti nella frame, sono assunti i valori di default.

La seguente tabella indica il significato di alcuni LCP code:

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Il primo ottetto la lunghezza dellopzione di configurazione incluso il type e se stesso. Seguono i dati dellopzione. Alcune opzioni di configurazione LCP 1) Maximum-Receive-Unit: Questa opzione definisce la lunghezza dei dati sul link. Pu essere usato anche per informare che si possono ricevere frame di dimensione maggiore o minore. Il suo valore di default 1500 Bytes. 2) Authentication-Protocol: Molto spesso richiesta lautenticazione prima di iniziare lo scambio di pacchetti di livello superiore. Questa opzione provvede alla negoziazione del protocollo di autenticazione. Per default non richiesta. Possibili protocolli sono il PAP (Password Authentication Protocol) e il CHAP (Challenge Handshake Protocol). 3) Quality-Protocol: Questa opzione negozia il tipo di monitoraggio della qualit di connessione. Per default disabilitato. Uno dei protocolli possibili LQR (Link Quality Report). 4) Magic-Number: Questa opzione provvede a determinare dei looped-back e altre anomalie a livello Data link. Per default non negoziato. Corrisponde ad un numero random ma nello stesso tempo che deve risultare unico. 5) Protocol-Field-Compression: Quando si usano collegamenti a bassa velocit, desiderabile utilizzare tutta la banda disponibile con il minor numero di dati ridondanti. Questa opzione permette la compressione dei dati e quindi una migliore efficienza. 6) Address-and-Control-Field-Compression: Questa opzione permette la compressione del campo Address e del campo Control. Dato che questi campi sono valori costanti, essi sono compressi nel modo pi semplice possibile sono eliminati! Se ogni opzione di configurazione ricevuta dalla LCP_CR accettabile, allora il ricevitore deve trasmettere un LCP Configure Ack (LCP_Cack). Le opzioni devono essere copiate dalla frame di LCP_CR. LIdentifier copiato dallo stesso campo del LCP_CR ricevuto. Se qualche parametro di una opzione non accettabile il ricevitore risponde con un LCP Configure Nack, e il campo opzione contiene il parametro che accettabile per il ricevitore. Se invece una o pi opzioni non sono accettabili, allora il ricevitore risponde con un LCP Configure Reject. Il campo opzioni contiene le opzioni rifiutate. Fase NCP Se le opzioni sono state accettate, si passa al protocollo di configurazione del protocollo di livello 3 (se stata negoziata lautenticazione prima di questa fase ci sar uno scambio di frame PAP o CHAP).

Esiste una lista molto lunga di protocolli NCP. Alcuni sono: IPCP: che serve a configurare i parametri del protocollo IP, in ultima analisi serve per definire lindirizzo IP. IPXCP: che serve a configurare i parametri del protocollo IPX. PPP/MLP (Multi-Link-Protocol) Il MLP permette di raggruppare pi canali fisici in un solo canale logico. Il protocollo si occupa della configurazione su ogni canale fisico e della dimensione delle frames per ogni canale fisico. La seguente figura mostra il trasferimento di una frame dalla LAN A alla LAN B attraverso i due canali B dellISDN visti tramite il PPP/MLP come un singolo canale logico.

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Analisi di protocollo di una chiamata ISDN


Analisi Q.931 su canale D durante lattivazione. La chiamata originata da un modem analogico e attraversa un ISDN Primario: Frame di SETUP:
Q.931: ETSI Protocol Discriminator Control) Call Reference Length Call Reference Flag originated call ref) Call Reference Value Message Type Information Element (0x04) Information Element Length Coding Std Info Trans Cap Transfer Mode Transfer Rate Layer Id Lay 1 Prot Information Element Identification (0x18) Information Element Length Interface Id Present Interface Type Channel D-channel Info Chan Selection Coding Std Number/Map Channel Type Channel Number Information Element (0x1e) Information Element Length Coding Std Locat User Prog Desc Information Element (0x6c) Information Element Length Number Type Number Plan Presentation Screening Number Digits Information Element (0x70) Information Element Length Number Type Number Plan Number digits Information Element (0xa1) = 0x08 (Q.931 Call = 2 = 0 (FROM side that = 0x0c-00 = SETUP (0x05) = Bearer Capability = = = = = = = = = = = = = = = = = = = 3 CCITT 3.1 KHz Audio Circuit 64 Kbit/s Layer 1 G.711 A-law Channel 3 Implicit Primary Preferred No As Indic CCITT Number B 8 Progress Indicator

Frame di CONNECT ACK:


Q.931: ETSI Protocol Discriminator Control) Call Reference Length Call Reference Flag originated call ref) Call Reference Value Message Type = 0x08 (Q.931 Call = 2 = 0 (FROM side that = 0x0c-00 = CONN ACK (0x0f)

Da questo momento il canale B attivo e inizia la procedura di attivazione PPP: La prima frame una LCP Config Request, dove richiede lutilizzo del CHAP, la compressione del protocollo e dei campi Addr e Ctrl:
PPP: Protocol ID Field = Not Compressed Protocol ID = 0xc021 (Link Control Protocol) LCP: Code = 0x01 (Configure Request) Identifier = 001 Length = 00025 --- Configuration Options --Char Control Map = 0x00-00-00-00 Authentication Prot = 0xc223 (Challenge Handshake) Magic Number = 0x62-da-6e-b0 Protocol Compress = On Addr-Ctrl Compress = On

La richiesta viene accettata:


PPP: Protocol ID Field = Not Compressed Protocol ID = 0xc021 (Link Control Protocol) LCP: Code = 0x02 (Configure Ack) Identifier = 001 Length = 00025 --- Configuration Options --Char Control Map = 0x00-00-00-00 Authentication Prot = 0xc223 (Challenge Handshake) Magic Number = 0x62-da-6e-b0 Protocol Compress = On Addr-Ctrl Compress = On

= 2 = CCITT = Priv Net Serv Local = Orig Addr Non-ISDN = Calling Party Number = = = = = = = = = = = = 9 National ISDN/Telephony Allowed Network Prov 6412104 Called Party Number 10 National ISDN/Telephony 641739954 Sending Complete

Sono inviate altre due frames simili alle precedenti, e inizia lautenticazione del protocollo CHAP, da questo momento sono gi compressi i campi Addr e Ctrl:
PPP: Protocol ID Field Protocol ID CHAP: Code Identifier Length Value 92-7f-6c-59-46-d7... Name = Not Compressed = 0xc223 (Challenge Handshake) = = = = 0x01 (Challenge) 002 00025 0x3f-2a-16-03-f0-dd-ca-b8-a5-

Frame di ALERTING:
Q.931: ETSI Protocol Discriminator Control) Call Reference Length Call Reference Flag originated call ref) Call Reference Value Message Type = 0x08 (Q.931 Call = 2 = 1 (TO side that = 0x0c-00 = ALERTING (0x01)

= chap

La risposta:
PPP: Protocol ID Field Protocol ID CHAP: Code Identifier Length Value be-d9-f1-3e-76-5b... Name = Not Compressed = 0xc223 (Challenge Handshake) = = = = 0x02 (Response) 002 00026 0x88-fb-a7-a0-24-91-ea-e8-c7-

Frame di CONNECT:
Q.931: ETSI Protocol Discriminator Control) Call Reference Length Call Reference Flag originated call ref) Call Reference Value Message Type = 0x08 (Q.931 Call = 2 = 1 (TO side that = 0x0c-00 = CONNECT (0x07)

= si2si

La conferma: TECNONET S.p.A.

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PPP: Protocol ID Field Protocol ID CHAP: Code Identifier Length

= Not Compressed = 0xc223 (Challenge Handshake) = 0x03 (Success) = 002 = 00004

A questo punto lautenticazione CHAP andata a buon fine. Inizia la fase IPCP, nella prima frame lindirizzo IP richiesto lo 0.0.0.0 :
PPP: Protocol ID Field = Not Compressed Protocol ID = 0x8021 (IP CP) IPCP: Code = 0x01 (Configure Request) Identifier = 005 Length = 00016 --- Configuration Options --Address = 0.0.0.0 Compression = 0x002d (VJ Compressed TCP/IP)

IP: .... 0... Throughput = Normal (0) IP: .... .0.. Reliability = Normal (0) IP: Packet length = 44 IP: Id = 1 IP: Fragmentation Info = 0x0000 IP: .0.. .... .... .... Don't Fragment Bit = FALSE IP: ..0. .... .... .... More Fragments Bit = FALSE IP: ...0 0000 0000 0000 Fragment offset = 0 IP: Time to live = 64 IP: Protocol = TCP (6) IP: Header checksum = A295 IP: Source address = 195.94.168.110 IP: Destination address = 195.94.169.10 ------------ TCP Header -----------TCP: Source port = 1026 TCP: Destination port = 80 TCP: Sequence number = 73450 TCP: Ack number = 0 TCP: Data offset = 24 TCP: Flags = 0x02 TCP: ..0. .... URGENT Flag = FALSE TCP: ...0 .... ACK Flag = FALSE TCP: .... 0... PUSH Flag = FALSE TCP: .... .0.. RST Flag = FALSE TCP: .... ..1. SYN Flag = TRUE TCP: .... ...0 FIN Flag = FALSE TCP: Window = 5840 TCP: Checksum = 85E3 TCP: Urgent pointer = 00000000 TCP: Options = (mss 1460)

Lindirizzo IP richiesto 0.0.0.0 non viene accettato e viene inviato un Conf Nack contenente nelle opzioni lindirizzo che potr essere utilizzato:
PPP: Protocol ID Field = Not Compressed Protocol ID = 0x8021 (IP CP) IPCP: Code = 0x03 (Configure Nak) Identifier = 005 Length = 00010 --- Configuration Options --Address = 195.94.168.110

R. Gaeta

A questo ritenta con un Conf Request con lindirizzo IP fornito dal precedente conf request:
PPP: Protocol ID Field = Not Compressed Protocol ID = 0x8021 (IP CP) IPCP: Code = 0x01 (Configure Request) Identifier = 006 Length = 00016 --- Configuration Options --Address = 195.94.168.110 Compression = 0x002d (VJ Compressed TCP/IP)

Il Conf Ack seguente conferma laccettazione delle opzioni richieste:


PPP: Protocol ID Field = Not Compressed Protocol ID = 0x8021 (IP CP) IPCP: Code = 0x02 (Configure Ack) Identifier = 006 Length = 00016 --- Configuration Options --Address = 195.94.168.110 Compression = 0x002d (VJ Compressed TCP/IP)

Da questo momento pu iniziare il trasferimento dati, e la prima frame non potr che essere un pacchetto di apertura connessione TCP:
PPP: Protocol ID Field Protocol ID = Compressed = 0x0021 (IP)

------------ IP Header -----------IP: Version = 4 IP: Header length = 20 IP: Type of service = 0 IP: 000. .... Precedence = Routine(0) IP: ...0 .... Delay = Normal (0)

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VOICE OVER IP Introduzione


Uno dei settori nei quali il mondo dellinformatica sta pi investendo tempo e denaro quello del Voice Over IP (VOIP). Questo comprende una serie di tecnologie e protocolli orientati al trasporto di tutto ci che riguarda la voce (ossia comunicazioni telefoniche, videoconferenze, ecc.) attraverso un mezzo trasmissivo che non pi quello analogico classico, ma sfrutta le attuali capacit di trasporto digitale. Il perch ci stia accadendo dovuto essenzialmente a due motivi: primo, la tecnologia VOIP permette di sfruttare molte applicazioni multimediali sul desktop, includendo videoconferenza desktop, telefonia video ed Internet, lavagna elettronica, insegnamento a distanza, applicazioni di supporto ed help-desk, commercio elettronico, ed altro; secondo, VOIP sostanzialmente riduce i costi delle chiamate telefoniche nazionali ed internazionali a lunga distanza, tramite lutilizzo della esistente infrastruttura di rete IP che porta dei vantaggi rispetto alle tradizionali reti telefoniche PSTN. Mentre il VOIP ha il vantaggio di fornire un mezzo per le applicazioni pi avanzate, ci sono dei fattori che ne impediscono la totale diffusione, costituiti essenzialmente dalla qualit del servizio e dallaffidabilit della rete che caratterizzano la maggior parte delle reti di trasmissione dati esistenti oggi. La qualit del servizio riguarda il fatto che la maggior parte degli utenti di fonia si aspettano la qualit della voce e dei servizi allo stesso livello di quelli offerti dalla normale rete telefonica PSTN. Laffidabilit della rete diventa un aspetto importante nel momento in cui i servizi telefonici iniziano ad essere forniti dagli Internet Service Provider. Ci si aspetta che la rete sia quasi totalmente affidabile (molto vicino al 100%) mentre la maggior parte delle reti di comunicazione dati oggi hanno un grado di affidabilit del 60-80%. Entrambi gli aspetti appena descritti costituiscono attualmente lobiettivo verso il quale si stanno orientando i vendor ed opinione comune che i problemi connessi a tali aspetti saranno sicuramente superati in futuro per lo sviluppo mondiale della cosiddetta Telefonia Internet. Nellambito dei test riportati in questo documento, sono mostrate delle prove effettuate che sfruttano il mondo delle reti di computer per potervi trasportare comunicazioni telefoniche.

E apparso subito palese, sia dalle caratteristiche tecniche delle apparecchiature utilizzate, sia dai risultati pratici, che la qualit delle comunicazioni telefoniche dipendeva da molti fattori che sono insiti nel mondo delle reti informatiche, ossia dal fatto che alla base di tali reti ci sono dei protocolli che si basano su concetti diametralmente opposti a quelli che caratterizzano la fonia. Le comunicazioni telefoniche si svolgono previa instaurazione di una connessione tra chiamante e chiamato (commutazione di circuito); le comunicazioni tra computer oggi sono fondate su un protocollo che standard de facto, il TCP/IP, il quale nato per fornire supporto trasmissivo al traffico best effort ossia quello per il quale non garantita nessuna qualit di servizio (commutazione di pacchetto). Il protocollo TCP/IP oggi il protocollo che costituisce la base per la cosiddetta rete delle reti che copre quasi lintero globo terrestre, ossia Internet. Scopo, dunque, dellattuale documento di fornire delle specifiche tecniche su come avviene la trasmissione della voce su IP, includendo standard tecnologici e protocolli utilizzati (uno sguardo allo standard H.323 nel capitolo 2), codifica e compressione vocale (G.711, G.726, alcuni aspetti dei quali saranno descritti nel capitolo 3) e di evidenziare le fasi salienti che hanno caratterizzato le prove di VOIP effettuate tra la sede TIM di via Tor Pagnotta a Roma e la sede della Maxitel nello stato di Bahia in Brasile effettuando, inoltre, unanalisi dei dati raccolti per meglio comprendere il processo di comunicazione tra le porte.

Lo standard e larchitettura H.323


La tecnologia associata al VOIP costituita da numerose componenti differenti con notevoli interazioni con le reti tradizionali. Daremo, quindi, uno sguardo pi approfondito al VOIP, fornendo una discussione pi o meno dettagliata dei componenti che costituiscono le reti dati, su cui viaggia la fonia, e di come essi sono sfruttati nello sviluppo tipico di una rete. Per capire meglio il Voice Over IP, a livello tecnico, fondamentale capire lo standard ITU-T (International Telecommunications Union) H.323. Questo standard si riferisce alle comunicazioni multimediali sulle reti locali che non forniscono una qualit del servizio garantita e si suddivide in vari standard di codifica audio e video, pacchettizzazione H.225.0 e controllo del flusso delle chiamate, protocollo H.245 per lo scambio delle capabilities (ossia dei parametri che caratterizzeranno la chiamata telefonica). TECNONET S.p.A.

Nella seguente figura 1 mostrata larchitettura H.323.

Figura 1. Architettura H.323 Questa architettura costituita da quattro componenti fondamentali per le comunicazioni attraverso la rete dati in un sistema H.323: terminali, Gateway, Gatekeeper e Multipoint Control Unit (MCU). I terminali sono le entit finali della LAN che forniscono comunicazioni real-time con unaltra entit H.323. I Gateway sono entit che mettono in comunicazione terminali H.323 nella LAN con altri terminali nella rete geografica o altri Gateway H.323. I Gatekeeper mettono a disposizione i servizi di traduzione degli indirizzi e controllo degli accessi alla rete locale per i terminali, i Gateway e le MCU. Una MCU lentit della LAN che permette a terminali e Gateway di partecipare ad una conferenza multipunto.

Terminali
La seguente figura mostra un esempio di un terminale H.323.

Figura 2. Un terminale H.323 TECNONET S.p.A.

Come gi detto esso fornisce comunicazioni real-time con unaltra entit H.323. Per far questo il terminale deve supportare la comunicazione vocale; video e dati sono opzionali. I terminali devono essere in grado di codificare laudio in ingresso per la trasmissione e di decodificare i segnali ricevuti per laudio in uscita (ad esempio per gli altoparlanti). Inoltre, i terminali devono supportare le funzionalit di segnalazione H.323 seguenti: controllo H.245, controllo del flusso delle chiamate e segnalazione RAS. La funzione di controllo H.245 consente ai terminali di inviare messaggi per negoziare lo sfruttamento del canale di trasmissione e le capabilities. I messaggi H.245 sono di quattro tipi: Request, Response, Command e Indication. Il controllo H.245 alla base dellapertura di un canale di comunicazione tra due terminali. Quando questultimo aperto viene assegnato un unico numero di canale logico che sar poi utilizzato per lo scambio delle capabilities tra i due terminali. Tali capabilities metteranno in condizione i terminali di identificare un metodo compatibile di trasmissione delle informazioni (ad esempio due terminali che stanno instaurando una chiamata vocale useranno il controllo H.245 per negoziare il corretto metodo di codifica/decodifica dellaudio per la trasmissione della voce). La segnalazione RAS (Registration, Admission and Status) consente ad un terminale di registrarsi presso un Gatekeeper. Se un Gatekeeper non presente, allora tale segnalazione RAS non usata, altrimenti al terminale registrato saranno comunicate, dal Gatekeeper, lammissione alla trasmissione, lo stato e la disponibilit di banda. Lammissione del terminale permette di decidere quali chiamate devono essere accettate e quali rifiutate. Il canale RAS aperto tra il terminale ed il Gatekeeper prima che venga instaurato qualsiasi altro canale tra entit H.323. Anche il controllo di flusso delle chiamate (Call Control) entra a far parte delle politiche di instaurazione dei parametri che concernono la comunicazione H.323. Il canale relativo a tale controllo aperto prima che venga stabilito il canale H.245. Per la segnalazione del Call Control usato una versione del protocollo Q.931 (segnalazione standard CCITT per ISDN).

Gateway
Il Gateway fornisce il percorso per la connessione tra la rete dati locale e la rete fonia PSTN. La seguente figura mostra le funzioni generiche di un Gateway e un esempio di un Gateway IP/PSTN.

Figura 3. Un Gateway H.323 Il Gateway fornisce meccanismi di traduzione del formato di trasmissione tra le due reti in oggetto. Inoltre il Gateway partecipa allinstaurarsi della chiamata su entrambi i fronti, rete LAN e rete PSTN.

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Gatekeeper
I Gatekeeper sono opzionali in un sistema H.323 ma, nel caso siano presenti, devono obbligatoriamente espletare alcune funzioni. Essi eseguono la traduzione degli indirizzi (routing) per determinare lindirizzo di destinazione dellentit H.323 coinvolta nella comunicazione. Il Gatekeeper traduce gli alias in indirizzi di trasporto usando una tabella che viene aggiornata, in genere automaticamente, con i messaggi di registrazione delle entit finali H.323. I Gatekeepers svolgono anche funzionalit di controllo degli accessi per determinare quando permettere alle entit la creazione e la terminazione delle chiamate (ci in base a messaggi H.225.0 basati su criteri quali la subnet IP, luso della banda corrente o richiesta, o in base ad altri criteri). In conclusione i Gatekeeper forniscono una gestione centralizzata per lautenticazione, il routing, la registrazione delle chiamate e la gestione della banda.

Multipoint Control Unit (MCU)


LMCU lentit preposta a fornire servizi per le multi-conferenze. In genere costituita da un controller multipunto e da un processore. Il controller provvede alle funzionalit di controllo per supportare conferenze tra tre o pi entit finali. Il processore riceve dati multimediali (audio, video) dai partecipanti alla multiconferenza, li elabora e li invia agli stessi. LMCU pu essere un dispositivo stand-alone o pu essere integrato in un gateway, gatekeeper o in un terminale.

Lo sviluppo delle reti in un sistema H.323


Prima di mostrare lo sviluppo tipico delle reti in un sistema H.323, importante dare velocemente uno sguardo ai protocolli coinvolti nella comunicazione H.323 come mostrato in figura 4. Figura 4. I protocolli in un sistema H.323

Il Protocollo di Trasporto Real-Time (RTP) e il Protocollo di Controllo Real-Time (RTCP) sono protocolli sfruttati per la trasmissione dati su di un canale non affidabile mediante luso di pacchetti UDP (User Datagram Protocol). I suddetti protocolli sono alla base del trasferimento multimediale (RTP) e sono indispensabili per le informazioni di stato che si scambiano le entit H.323 coinvolte nella trasmissione (RTCP) per la verifica dellavvenuta consegna dei pacchetti. TECNONET S.p.A.

Il controllo del flusso delle chiamate H.245 avviene tramite un protocollo che trasmette attraverso un canale affidabile utilizzando pacchetti TCP (Transport Control Protocol) per assicurare il controllo dei messaggi endto-end tra due entit H.323. Questo protocollo , inoltre, usato per lo scambio delle capabilities nelle normali comunicazioni multimediali, nelle multi-conferenze e per lapertura e chiusura dei canali di trasmissione. Il protocollo H.225.0 un protocollo composto dai protocolli di segnalazione RAS e Q.931. Il protocollo RAS sfruttato per la trasmissione attraverso un canale non affidabile dei messaggi per la registrazione e lammissione delle entit H.323, oppure per la richiesta di banda necessaria e dei messaggi di stato tra due entit H.323. Il protocollo Q.931 utilizzato in un sistema H.323 un sottoinsieme dei comandi Q.931, definiti per il controllo del flusso delle chiamate per la trasmissione ISDN, ed adottato per instaurare e terminare le comunicazioni. Altri protocolli per la codifica/decodifica audio (G.711, G.723.1, ) e video (H.261/H.263) vengono adoperati per la compressione e decompressione degli stream multimediali. Dopo aver dato un accenno ai protocolli coinvolti nella comunicazione H.323, vediamo quello che potrebbe essere uno sviluppo tipico di una rete dati in un sistema H.323, come mostrato nella seguente figura.

Figura 5. Una tipica rete in un sistema H.323 La rete include diverse reti locali, laccesso ad Internet ed alla normale rete pubblica telefonica PSTN.

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Gli standard per la codifica vocale

Introduzione
Tutti i sistemi per il trasporto dei pacchetti vocali seguono un modello comune, come mostrato in figura 6.

PBX

Agente Vocale

Rete Dati per Pacchetti Vocali


Agente Vocale Agente Vocale Agente Vocale

Figura 6. Il modello dei sistemi per il trasporto dei pacchetti vocali La rete di trasporto per pacchetti vocali, che pu essere basata su IP, Frame Relay o ATM, costituisce la tradizionale nuvola. Ai bordi di tale rete ci sono dispositivi o componenti che possono essere chiamati agenti vocali. Lo scopo di questo dispositivo di trasformare linformazione vocale dalla forma telefonica tradizionale in una forma adatta alla trasmissione in pacchetti. La rete successivamente si occupa di trasportare i pacchetti dati ad un agente vocale che opera la trasformazione inversa per il destinatario. Da questo tipo di modello scaturiscono due tipi di problematiche, riguardanti il networking dei pacchetti vocali, che devono essere analizzate per verificare che i servizi per il trasporto della voce a pacchetti soddisfino le necessit degli utenti: il primo problema la codifica della voce, ossia come linformazione vocale trasformata in pacchetti e viceversa, scopo di questo capitolo; il secondo problema la segnalazione associata allidentificazione di chi il chiamante sta provando a contattare e dove situato nella rete, problema gi analizzato nel capitolo precedente.

La codifica della voce


La naturale voce umana, ed in effetti tutto ci che ascoltiamo, in forma analogica, come i primi sistemi di telefonia. I segnali analogici sono spesso descritti semplicemente attraverso onde sinusoidali, ma la voce e altri segnali contengono molte frequenze ed hanno strutture molto complesse. Mentre luomo ben equipaggiato per le comunicazioni analogiche, la trasmissione analogica si rivela poco efficiente. Quando i segnali analogici diventano deboli a causa di vari fattori quali distanza e rumori indotti, problematico separare la struttura complessa del segnale analogico dalla struttura del rumore. Amplificando il segnale analogico si amplifica conseguentemente anche il rumore, e quindi le connessioni analogiche diventano troppo rumorose per essere sfruttate adeguatamente. I segnali digitali, costituiti solo dagli stati bit-uno e bit-zero, risultano pi facilmente separabili dal rumore e, perci, possono essere amplificati senza pericolo di peggiorarne la qualit. Questo ha portato, soprattutto per ci che concerne i

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vantaggi sulle lunghe distanze, i sistemi di comunicazione mondiale a convergere verso il formato di trasmissione digitale chiamato PCM (Pulse Code Modulation). La modulazione PCM converte la voce in forma digitale campionando il segnale vocale 8000 volte al secondo e convertendo ogni campione in un codice. La scelta del campionamento effettuato 8000 volte al secondo (125 microsecondi tra un campionamento e laltro) consiste nel fatto che la soglia di comprensione umana risiede al di sotto del valore di frequenza di 4000 Hz (4 kHz). Campionare la voce ogni 125 s sufficiente per individuare frequenze sotto i 4 kHz. Dopo aver campionato la voce, i campioni vengono convertiti in forma digitale, mediante un codice che rappresenta lampiezza dellonda del segnale analogico nel momento in cui il campione stato ricavato. La codifica PCM (che quella standard nel mondo della telefonia) utilizza 8 bit per il codice e, quindi, occupa 64000 bps di banda per chiamata. Un altro standard per la codifica digitale del segnale analogico la cosiddetta ADPCM (Adaptive Differential PCM), con la quale la voce codificata con 4 bit occupando solo 32000 bps. LADPCM sfruttata spesso per le connessioni a lunga distanza. Durante una comunicazione telefonica ci sono centinaia di brevi periodi di silenzio, durante i quali, cio, non c conversazione. Questi costituiscono, perci, uno spreco di banda e di denaro. Con le connessioni telefoniche standard non c alternativa a tale spreco. Unalternativa costituita, invece, dalla rete di trasporto della voce a pacchetti. Le applicazioni vocali sfruttano pacchetti dati che sono generati solo quando c effettivamente voce da trasportare. Leliminazione dello spreco di banda durante i periodi di silenzio potrebbe ridurre leffettiva banda richiesta per il trasporto della voce di un terzo o anche pi.

Gli standard per la codifica vocale


Una serie di standard per la codifica vocale sono stati definiti dallITU, lassociazione internazionale della telefonia. Tali standard includono le codifiche PCM e ADPCM, a 64 e 32 kbps, discusse nel paragrafo precedente e si dividono essenzialmente in due classi. Una prima classe di standard sono quelli definiti a campionamento fisso, che appartengono alla famiglia G.711. Questi utilizzano la metodologia degli 8000 campioni al secondo per la codifica vocale vista in precedenza. Per cui, per ogni campione, la voce viene codificata rispetto allampiezza del segnale vocale in quel momento. Il risultato del campionamento una rappresentazione con andamento sinusoidale del segnale vocale originale. I campioni possono essere successivamente sfruttati per ricostruire lanalogo segnale vocale da parte dellutente finale. I problemi del metodo a campionamento sono legati al fatto che, per ridurre la banda utilizzata per il trasporto del segnale vocale digitale, necessario codificare il segnale vocale analogico in un numero di bit minore. Usando 8 bit per un campione si ha la possibilit di riconoscere 256 livelli differenti di ampiezza del segnale vocale. Per ridurre la banda a 32 kbps, si sfruttano soltanto 4 bit per la codifica (avendo di conseguenza 64 valori di ampiezza) e il valore di ogni bit rappresenta il cambio dal valore precedente (il termine differential nella codifica ADPCM significa proprio questo). La codifica ADPCM pu essere effettuata occupando 16 kbps di banda usando solo 2 bit per la codifica (rappresentando, quindi, 4 valori differenti di ampiezza), ma ogni volta che si utilizza un numero inferiore di valori di ampiezza del segnale vocale analogico per creare il corrispettivo segnale in forma digitale, la qualit della voce che si riceve degrada. Un secondo insieme di standard fornisce una migliore compressione della voce e, di conseguenza, una migliore qualit. Questi standard prevedono la codifica della voce mediante lutilizzo di un algoritmo speciale (detto Linear Predictive Code o LPC) che in grado di simulare i processi linguistici utilizzati dalluomo. Questa caratteristica porta la codifica LPC ad essere molto pi efficiente senza sacrificare la qualit della voce. La maggior parte dei dispositivi LPC hanno come input i 64 kbps della codifica PCM discussa precedentemente per due ragioni: Questo tipo di codifica costituisce loutput standard dei PBX digitali e degli switch telefonici; I chip che effettuano la codifica PCM sono poco costosi grazie al loro vasto uso nelle reti telefoniche. Entrambe le codifiche, PCM/ADPCM e LPC, dellinformazione vocale sono state standardizzate dallITU e rappresentate nelle raccomandazioni della serie G, le pi popolari delle quali sono le seguenti: G.711, che descrive le tecniche di codifica vocale PCM a 64 kbps. Loutput di tale codifica nella forma corretta per la distribuzione della voce digitale nella rete telefonica pubblica o attraverso i PBX; G.726, che si riferisce alla codifica ADPCM a 40, 32, 24 e 16 kbps. Loutput relativo pu anche essere scambiato tra reti con voce a pacchetti e reti pubbliche o con PBX, purch questultimi abbiano la capacit di intendere la codifica ADPCM;

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G.728, che definisce la compressione vocale con la tecnica Code Excited Linear Predictive o CELP che richiede solo 16 kbps di banda. La voce codificata con la tecnica CELP deve essere, a sua volta, ricodificata nel formato della telefonia pubblica; G.729, che descrive una migliore versione della codifica CELP permettendo di codificare la voce in stream di 8 kbps. Questo standard si divide, a sua volta, in due forme che forniscono entrambe la stessa qualit sonora che si pu avere con la codifica ADPCM a 32 kbps; G.723.1, che descrive una rappresentazione codificata che pu essere utilizzata per comprimere la voce o un altro componente audio di vari servizi multimediali ad un basso bit rate come parte della famiglia degli standard H.324.

La qualit della compressione


La compressione della voce, sebbene necessaria, non uno standard. Questo perch la compressione pu solo approssimare il segnale sinusoidale analogico. Anche se lapprossimazione pu essere ottima per alcuni standard, come il G.729, altri standard ne soffrono le conseguenze, in modo particolare se la voce prima codificata in forma digitale, registrata in analogico, e poi ricodificata ancora in digitale. Questo accadde nella pratica ed detto tandem coding e dovrebbe essere evitato per qualsiasi sistema di compressione. La qualit della voce in una strategia di compressione stata analizzata con alcuni studi sfruttando la pi comune unit di misura detta MOS (Mean Opinion Score). Sulla scala MOS, dove il valore pi basso zero e quello pi alto cinque, lo standard PCM riporta una qualit di circa 4,4; la codifica ADPCM G.726 ha una qualit di 4,2 per la versione a 32 kbps. La codifica CELP G.728 raggiunge una valore qualitativo di 4,2, come anche la G.729. Come mostra la seguente tabella 1, i modelli di compressione moderni di tipo linear-predictive spesso denotano una migliore qualit di codifica rispetto ai vecchi modelli basati sul campionamento.

Metodo di compressione PCM (G.711) 32k ADPCM (G.726) 16k LD-CELP (G.728) 8k CS-ACELP (G.729) 8k CS-ACELP (G.729a) 6.3k MPMLG (G.723.1) 5.3k ACELP (g.723.1)

Valore MOS 4,4 4,2 4,2 4,2 4,2 3,9 3,5

Ritardo (msec) 0,75 1 3-5 10 10 30 30

Tabella 1. La qualit della compressione vocale standard

Il ritardo
Un altro fattore, quale il ritardo, pu avere un grande impatto sulla compressione vocale. Questultima, quando trasportata su una rete a pacchetti, induce del ritardo (come mostrato nella tabella 1 precedente). Il ritardo associato con la codifica/decodifica vocale pu essere tanto alto quanto quello che si ha tra due campioni nella codifica CS-ACELP, pari a 25 ms (un ritardo iniziale di 5 msec per il parsing dei pacchetti pi 20 msec per due frame da 10 byte). Questo ritardo, di per s, non influenza la qualit della voce, anche se pu indurre la necessit di una cancellazione delleco in maniera tale da non creare uno sgradevole trillo o un effetto di riverbero. La maggior parte dei dispositivi per la compressione vocale per reti a pacchetti include una qualche forma di cancellazione delleco. Nella rete di trasporto a pacchetti ci sono, per, altri dispositivi che potrebbero accrescere il ritardo di base, dovuto alla normale codifica vocale, in modo da interferire con la comprensibilit della voce.

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Ci sono due sorgenti di ritardo in entrambe le reti, quella vocale telefonica tradizionale e quella a pacchetti. In particolare, si tratta del ritardo di propagazione e del ritardo di elaborazione. Il primo causato dalla limitazione della velocit della luce nelle reti in fibra ottica o a microonde oppure degli elettroni nelle reti a doppino. Il secondo si riferisce al trattamento della voce da parte dei dispositivi lungo il percorso che i pacchetti intraprendono per raggiungere il destinatario. Il ritardo di propagazione si aggira intorno ai 70 ms ed , quindi, raramente percettibile e non costituisce mai un reale problema. Il ritardo di elaborazione, invece, pu avere un forte impatto sulla trasmissione vocale. Ipotizzando che ogni frame sia inviata alla propria velocit nativa (1544 o 2048 Mbps), le frame richiedono 125 ms per essere assemblate in uno switch e per raggiungere la successiva destinazione. Questo ritardo si accumula durante lelaborazione delle frame lungo la rete di trasporto vocale a pacchetti; il ritardo totale di elaborazione pu cos crescere fino a 20 o pi ms su link intercontinentali. Quando poi associato al ritardo di propagazione, allora si pu creare un ritardo che si avvicina ai 100 ms, che risulta percettibile alla maggior parte degli ascoltatori sebbene non eccessivamente sgradevole. Il ritardo di elaborazione costituisce il vero aspetto che differenzia le reti di trasporto vocale a pacchetti da quelle tradizionali. I ritardi di elaborazione nelle reti dati possono essere considerevoli, in particolare quando le reti diventano congestionate ed inoltre quando i pacchetti devono essere accodati per la trasmissione su linee particolarmente lente o occupate. Ci si pu osservare su Internet dove il ritardo end-to-end su link internazionali si avvicina al secondo. In questi casi, la qualit della conversazione pu essere assicurata solo strutturandola in modalit uni-direzionale (parla solo il chiamante o il chiamato, alternativamente) per assicurarsi che non si sovrappongano i due interlocutori nei periodi di silenzio dovuti allalto ritardo. La ragione per la quale il ritardo nelle reti dati pu essere un problema per la qualit della voce data dal fatto che la voce ha una caratteristica temporizzazione. Le sillabe sono emesse con determinati piccoli intervalli tra una e laltra e questi intervalli devono essere tenuti costanti, come succede nelle reti vocali tradizionali. Nelle reti dati, invece, la variazione del ritardo, che pu essere causata da congestioni o elaborazioni, pu far decadere la qualit della voce. Quindi, il ritardo viene considerato in termini assoluti (interferisce con i ritmi di domanda e risposta di una conversazione) e di variazione dello stesso che possono creare pause inaspettate tra unespressione e laltra che vanno a disturbare lintelleggibilit della conversazione. Questo secondo problema quello pi annoso per le reti vocali a pacchetti. Per eliminare la variazione di ritardo in una rete con ritardi, di congestione e di elaborazione, variabili, si usano tecniche di buffering. Le applicazioni vocali misurano il ritardo medio in una rete e bufferizzano allinterno del dispositivo di destinazione tanti dati di voce compressa tali da eguagliare la variazione di ritardo medio. Ci assicura che i pacchetti vocali siano rilasciati per essere convertiti in voce reale con un tasso costante, a differenza della variazione di ritardo della rete. Le tecniche di buffering causano, comunque, un ritardo in termini assoluti pi grande e le reti con una variazione di ritardo significativa avranno cos un ritardo totale tanto elevato, da essere percettibile da coloro che effettuano la conversazione. Quando sono utilizzate tali tecniche di buffering per controllare la variazione del ritardo, spesso necessario dotare ogni pacchetto vocale di unetichetta temporale per assicurarsi che siano rilasciati con la stessa temporizzazione. Nelle reti di trasporto vocali basate sul protocollo IP, ad esempio, tale etichetta temporale fornita dal protocollo RTP (Real Time Protocol). Tutto ci che nelle reti influenza il ritardo influenza anche la qualit della voce, e ci critico nella fase di progettazione delle reti di trasporto vocale a pacchetti. Ad esempio, nelle applicazioni vocali a pacchetti in genere meglio rischiare una perdita o una corruzione dei pacchetti vocali piuttosto che introdurre una strategia di correzione degli errori che aumenterebbe la variazione del ritardo. Questo il motivo per il quale i protocolli sfruttati in tali reti non sono quasi mai provvisti di una qualsiasi forma di correzione degli errori. In conclusione, la codifica della voce a pacchetti migliora leconomia di una rete in due aspetti: riduzione della banda utilizzata dal traffico vocale tramite tecniche di compressione; eliminazione di periodi di silenzio.

Affinch questi fattori portino dei vantaggi, la rete deve essere in grado di supportare i pacchetti di traffico per bande limitate, ed anche interagire con altri tipi di traffico dati nei periodi di silenzio delle chiamate vocali, al fine di recuperare la banda inutilizzata che produce il trasporto di voce a pacchetti. Queste capacit sono assicurate con modalit differenti dipendentemente dal tipo di rete di trasporto adottata (reti a commutazione di circuito dedicate, reti ATM con bit-rate variabile o costante, reti frame-relay, ecc.).

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Apparati di comunicazione: i router della serie 3600 cisco


In conseguenza dellaumento della necessit di banda disponibile e del supporto ad applicazioni avanzate, la soluzione fornita fino ad oggi, costituita da numerosi dispositivi dedicati alla singola applicazione, bench adeguata alle esigenze attuali, diventa difficile da gestire e si dimostra particolarmente costosa in virt delle necessarie evoluzioni future. Dei dispositivi specializzati, quindi, offrono meno possibilit despansione e la soluzione relativa allutilizzo di molteplici apparati necessita un aggiornamento sempre pi pesante per continuare a tenere il passo della domanda attuale di servizi sempre pi innovativi. Lalternativa a tale soluzione il consolidarsi di servizi integrati in un singolo dispositivo multiservizi, come gli apparati di routing Cisco della serie 3600 che in riferimento allarchitettura standard di un sistema H.323 (figura 5 pagina 11) ha svolto, nel caso oggetto della sperimentazione, funzionalit di gateway con implementazione di tecniche di compressione. Una soluzione di questo tipo sarebbe molto pi facile da configurare e gestire (anche se, allo stesso tempo, deve essere completamente affidabile). Deve dimostrare la capacit di elaborare diverse attivit con prestazioni elevate mantenendo, contemporaneamente, unestrema flessibilit in tema di connettivit, banda e servizi associati alle reti locali, come il supporto ad applicazioni multimediali e per la sicurezza. Tutto ci a costi pi bassi rispetto agli attuali. Gli utenti doggi e quelli futuri sfruttano tecniche ed applicazioni sempre pi sofisticate che richiedono accesso remoto tramite linea telefonica, servizi di routing tra LAN per applicazioni multimediali in rete, il normale traffico dati e il consolidamento dei multiservizi per tecnologie future come le linee xDSL, la voce, il video e i dati integrati nelle reti. Fino ad oggi gli amministratori di reti e sistemi avrebbero dovuto avere a disposizione almeno tre dispositivi per fronteggiare tutte le esigenze appena descritte. La serie dei Cisco 3600 integra al suo interno tutte queste capacit in una singola piattaforma, come mostrato in figura 7.

Figura 7. I servizi integrati nei dispositivi della serie Cisco 3600 Per le prove descritte nel paragrafo dintroduzione sono stati utilizzati sia in Italia sia in Brasile dei router della serie 3600 Cisco che possiedono, come accennato, oltre alle caratteristiche tipiche dei router, le funzioni di supporto per il trasporto di voce su IP. Essi, cio, hanno la possibilit di poter inserire negli slot posti nella parte posteriore (come mostrato nella figura 9) dei moduli che prevedono la connessione sia dapparati telefonici sia di veri e propri centralini PABX.

Figura 8. Vista frontale di un router 3640

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Figura 9. Vista posteriore di un router 3640

Vi , inoltre, la possibilit di poter configurare i parametri che riguardano la qualit del servizio in maniera tale da poter riservare parte della banda trasmissiva per il VOIP. Dovendo, per, le nostre prove riguardare la comunicazione attraverso Internet e quindi attraverso i pi disparati apparati, ovviamente non configurabili, abbiamo proceduto lasciando i parametri dei protocolli per la qualit del servizio non configurati sui due router Cisco 3640.

Fase 1: prove tra apparati interni alla sede TIM


Prima di partire con le prove di VOIP con il Brasile abbiamo verificato la qualit delle comunicazioni telefoniche sfruttando due punti duscita su Internet interni alla TIM come mostrato nella seguente figura:

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194.243.137.1

Router Interbusiness

Router Interbusiness

200.2.2.2 200.2.2.1

POTS 8 194.243.137.10 BRANCH 3640 POTS 7

Firewall io
194.243.137.166

POTS 301 POTS 9 POTS 302 POTS 202 POTS 201 POTS 10

Router
CENTRAL 3640

LAN TIM 10.1.1.0

194.243.137.131

Figura 10. Schema della prova interna TIM di Voice Over IP

E possibile osservare la presenza dei due router 3640 (Branch e Central) connessi in due punti diversi della rete TIM. Provando ad effettuare delle prove di connessione attraverso lapplicativo traceroute, abbiamo osservato che il tempo di raggiungibilit di un router dallaltro era nellordine di qualche decina di ms e che il numero di router attraversati era pari a 5. A seguito, perci, di un tentativo di instaurare una comunicazione telefonica tra i numeri 302 e 202, collegando ai router citati due telefoni, nelle apposite porte dei moduli inseriti negli slot, abbiamo verificato che le differenze rispetto ad una telefonata effettuata attraverso la normale rete telefonica (PSTN) erano pressoch nulle. Per inciso, questo significa che teoricamente sulla rete TIMnet interna aziendale, dove si osserva un ritardo medio tra due qualsiasi router di qualche decina di ms ed un numero attraversato di router pari circa a 5, si potrebbe provare a trasportare (con lulteriore possibilit di riservare banda al trasporto della voce) una parte o la gran parte delle comunicazioni telefoniche che oggi si trasmettono, invece, sulla classica rete telefonica, abbattendone chiaramente i costi.

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Fase 2: prove tra apparati in italia e in brasile


Prima di effettuare le prove telefoniche con il Brasile, sono state realizzati dei test per valutare i tempi dattraversamento tra i router ITA e BRA che sono stati approntati in Italia e Brasile come mostrato nella figura 11.
- Il Router ITA punta a Roter BRA mediante il suo indirizzo pubblico 200.223.63.80 - Il Router BRA punta a Router ITA mediante il suo indirizzo pubblico 194.243.137.10 194.243.137.1

Router Interbusiness

CDN 2Mb/s Indirizzo pubblico per VOIP

194.243.137.10 Indirizzo pubblico per VOIP Router ITA 3640


1/1/1 1/1/0
1/0/0

LAN TIM

Router Brasile
194.243.137.10 POTS 10 POTS 9
1/1/0
1/0/0

/ 1/ 0 1

POTS 8
1/1/1

POTS 7

POTS 302

Router BRA 3640

/1 1/0

POTS 301 POTS 201 10.1.1.0 POTS 202

Firewall
200.223.63.81

TIMNet

Indirizzo privato tradotto dal Firewall per il servizio http

WWW Server

Indirizzo privato tradotto dal Firewall per il servizio smtp

E-Mail Server

Figura 11. Schema della prova tra Italia e Brasile di Voice Over IP Nei seguenti grafici sono riportati i dati ricavati dalle prove eseguite con dei traceroute verso il router BRA in diverse ore del giorno:

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Giorno

Ora 10,00 11,00 12,00 14,00 15,00 16,00 17,00 18,00 19,00

Hop 15 15 17 17 17 15 15 15 15

Tempi

11/01/99

824 msec 792 msec 796 msec 896 msec 856 msec 804 msec 936 msec 1240 msec 1256 msec 1288 msec 952 msec 888 msec 992 msec 1032 msec 872 msec 1012 msec 1112 msec 916 msec 1396 msec 1540 msec 1468 msec 988 msec 1148 msec 1452 msec 972 msec 1300 msec * Media

Media (msec) 804 852 1144 1042 965 1013 1468 1196 1136 1068

Traceroute BRA giorno 11/01/99


1600 1400 1200 Tempo di 1000 risposta in 800 msec 600 400 200 0 10.00 11.00 12.00 14.00 15.00 16.00 17.00 18.00 19.00 Ora locale in Italia 1144 804 852 1468 1042 965 1013 1196 1136

Giorno

Ora 10,00 11,00 12,00 14,00 15,00 16,00 17,00 18,00 19,00

Hop 14 14 14 14 14 14 16 16 16

Tempi

12/01/99

1180 msec 1024 msec 1160 msec 1992 msec 1792 msec 1104 msec 1032 msec 1392 msec 1436 msec 900 msec 1204 msec 1284 msec 1792 msec 1532 msec 1752 msec 852 msec 836 msec 820 msec 1320 msec * 1380 msec 1224 msec 1016 msec 1156 msec 1056 msec 1268 msec 812 msec Media

Media (msec) 1121 1629 1287 1129 1692 836 1350 1132 1045 1246

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Traceroute BRA giorno 12/01/99


1800 1692 1629 1600 1350 1400 1287 1129 1132 1045 Tempo di 1200 1121 1000 risposta in 836 800 msec 600 400 200 0
10.00 11.00 12.00 14.00 15.00 16.00 17.00 18.00 19.00

Ora locale in Italia

Giorno

Ora 10,00 11,00 12,00 14,00 15,00 16,00 17,00 18,00 19,00

Hop 16 14 16 16 16 16 14 14 14

Tempi

13/01/99

832 msec 772 msec 884 msec 868 msec 828 msec 828 msec 1392 msec 1120 msec 1116 msec 1592 msec 1844 msec 1560 msec 1384 msec 1616 msec * 968 msec 1304 msec 1208 msec 1276 msec 1260 msec 1248 msec 992 msec 1000 msec 1356 msec 904 msec * 924 msec Media

Media (msec) 829 841 1209 1665 1500 1160 1261 1116 914 1166

Traceroute BRA giorno 13/01/99


1800 1600 1400 Tempo di 1200 1000 risposta in 800 msec 600 400 200 0 1665 1500 1209 829 841 1160 1261 1116 914

10.00

11.00

12.00

14.00

15.00

16.00

17.00

18.00

Ora locale in Italia

19.00

Giorno 14/01/99

Ora 10,00

Hop 14

Tempi 984 msec 1128 msec *


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Media (msec) 1056

11,00 12,00 14,00 15,00 16,00 17,00 18,00

16 16 16 14 16 16 14

1688 msec 1600 msec 1468 msec 936 msec 996 msec 1040 msec 1276 msec * 1768 msec 1420 msec 1620 msec 1100 msec 1112 msec 1136 msec 1000 msec 1028 msec 1204 msec 1000 msec * 1264 msec Media

1585 966 1158 1602 1116 1077 1132 1210

Traceroute BRA giorno 14/01/99


1800 1602 1585 1600 1400 1158 1116 1077 1132 Tempo di 1200 1056 966 1000 risposta in 800 msec 600 400 200 0
10.00 11.00 12.00 14.00 15.00 16.00 17.00 18.00

Ora locale in Italia

Analizzando i dati sopra esposti si pu facilmente notare che i pacchetti TCP/IP che viaggiano tra lItalia ed il Brasile impiegano mediamente, nel percorrere tale tratta, un tempo di poco superiore ai 1000 ms (tale valore comprende la somma dei tempi dandata e ritorno del pacchetto IP verso il router BRA). Considerato che, affinch la comunicazione tra chiamante e chiamato risulti sufficientemente nitida ed apprezzabile, stato fissato il tempo massimo di ritardo per ogni pacchetto VOIP in 500 ms, si deduce che la qualit della telefonata dovrebbe essere al limite della comprensibilit e comunque subire interruzioni dovute alla perdita di alcuni pacchetti IP.

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Analisi del traffico dati VOIP

Raccolta dati
Dopo aver effettuato lanalisi della connettivit IP tra la rete italiana e quella brasiliana, si passati ad eseguire le chiamate telefoniche come riscontro finale delle conseguenze ipotizzate dovute allintenso traffico su Internet. Perch lanalisi dei dati potesse essere pi capillare e veritiera abbiamo interposto tra il router ITA e laccesso ad Internet una probe Ethernet. Questultimo un dispositivo in grado di rendersi trasparente al traffico dati che lo attraversa e, nello stesso tempo, di fare una copia dello stesso in base a diversi filtri che si possono impostare da unapposita console grafica. La configurazione di detta probe stata, quindi, eseguita in modo tale da poter catturare il traffico che si scambiavano i due apparati coinvolti nella trasmissione di Voice Over IP (che come si pu vedere nella figura 11 sono i router con IP 194.243.137.10 e 200.223.63.80). I dati raccolti sono stati analizzati su una workstation HP Unix tramite il software di management NetMetrix di Hp Open View.

Caratteristiche della comunicazione telefonica: la sessione H.323


Scopo del seguente paragrafo descrivere la successione degli eventi che si verificano quando si effettua una comunicazione telefonica attraverso apparati che implementano la voce su dati. Gli end-point VoIP (router Cisco) utilizzano come protocollo di sessione lo standard H.323 (come descritto nel capitolo 2). In particolare realizzata una connessione TCP iniziale, normalmente fatta in porta 1720, per la negoziazione della parte H.225 (Q.931) della sessione H.323. Ci si pu vedere nella seguente decodifica di una pacchetto TCP, per una connessione telefonica dallItalia verso il Brasile, catturato dalla probe come descritto nel paragrafo precedente. Pacchetto TCP per sessione H.225 per il binding del segnale 1 64 0.000 00107BD025C1 Cisco8D33BE TCP Seq=2154513312 <mss 556> t11002 -> t1720 Flags=....S.

Packet number = 1 Arrival time = Feb 08 1999 12:05:12.628 Length After Slicing = 64 Original Length = 64 Packet CRC Code = D12D492A ------------ ETHER Header -----------ETHER: Destination: Cisco_8D:33:BE (0:0:c:8d:33:be) ETHER: Source: 0:10:7b:d0:25:c1 ETHER: Protocol: IP ------------ IP Header -----------IP: Version = 4 IP: Header length = 20 IP: Type of service = 0 IP: 000. .... Precedence = Routine(0) IP: ...0 .... Delay = Normal (0) IP: .... 0... Throughput = Normal (0) IP: .... .0.. Reliability = Normal (0) IP: Packet length = 44 IP: Id = 0 IP: Fragmentation Info = 0x0000 IP: .0.. .... .... .... Don't Fragment Bit = FALSE IP: ..0. .... .... .... More Fragments Bit = FALSE IP: ...0 0000 0000 0000 Fragment offset = 0 IP: Time to live = 255 IP: Protocol = TCP (6) IP: Header checksum = 679E TECNONET S.p.A.

IP: Source address = 194.243.137.10 IP: Destination address = 200.223.63.80 ------------ TCP Header -----------TCP: Source port = 11002 TCP: Destination port = 1720 TCP: Sequence number = 2154513312 TCP: Ack number = 0 TCP: Data offset = 24 TCP: Flags = 0x02 TCP: ..0. .... URGENT Flag = FALSE TCP: ...0 .... ACK Flag = FALSE TCP: .... 0... PUSH Flag = FALSE TCP: .... .0.. RST Flag = FALSE TCP: .... ..1. SYN Flag = TRUE TCP: .... ...0 FIN Flag = FALSE TCP: Window = 4128 TCP: Checksum = 41A3 TCP: Urgent pointer = 00000000 TCP: Options = (mss 556) Nella stessa fase H.225 lunita chiamata ritorna allunita chiamante la porta TCP che sar utilizzata nella fase successiva (H.245) della sessione H.323, per lo scambio delle capabilities, come si pu notare dalla seguente decodifica di un altro pacchetto TCP.

Pacchetto TCP per sessione H.245 di scambio delle capabilities 6 64 0.007 00107BD025C1 Cisco8D33BE TCP Seq=2156642921 <mss 556> t11003 -> t11162 Flags=....S.

Packet number = 6 Arrival time = Feb 08 1999 12:05:14.760 Length After Slicing = 64 Original Length = 64 Packet CRC Code = 0A95060D ------------ ETHER Header -----------ETHER: Destination: Cisco_8D:33:BE (0:0:c:8d:33:be) ETHER: Source: 0:10:7b:d0:25:c1 ETHER: Protocol: IP ------------ IP Header -----------IP: Version = 4 IP: Header length = 20 IP: Type of service = 0 IP: 000. .... Precedence = Routine(0) IP: ...0 .... Delay = Normal (0) IP: .... 0... Throughput = Normal (0) IP: .... .0.. Reliability = Normal (0) IP: Packet length = 44 IP: Id = 0 IP: Fragmentation Info = 0x0000 IP: .0.. .... .... .... Don't Fragment Bit = FALSE IP: ..0. .... .... .... More Fragments Bit = FALSE IP: ...0 0000 0000 0000 Fragment offset = 0 IP: Time to live = 255 IP: Protocol = TCP (6) IP: Header checksum = 679E IP: Source address = 194.243.137.10 IP: Destination address = 200.223.63.80 TECNONET S.p.A.

------------ TCP Header -----------TCP: Source port = 11003 TCP: Destination port = 11162 TCP: Sequence number = 2156642921 TCP: Ack number = 0 TCP: Data offset = 24 TCP: Flags = 0x02 TCP: ..0. .... URGENT Flag = FALSE TCP: ...0 .... ACK Flag = FALSE TCP: .... 0... PUSH Flag = FALSE TCP: .... .0.. RST Flag = FALSE TCP: .... ..1. SYN Flag = TRUE TCP: .... ...0 FIN Flag = FALSE TCP: Window = 4128 TCP: Checksum = 9DD6 TCP: Urgent pointer = 00000000 TCP: Options = (mss 556) Durante la fase H.245, le due unita si scambiano anche le porte RTP e RTCP, utilizzate per la realizzazione della sessione voice vera e propria. Le porte RTP utilizzate secondo lo standard sono comprese fra 16384 e 16384 pi 4 volte il numero di canali (porte voce) disponibili sul dispositivo chiamante. Di seguito si possono osservare i parametri appena descritti allinterno del pacchetto UDP di trasmissione voce tenuto conto che si avevano a disposizione 8 canali voce. Pacchetto UDP per scambio dati di Voice Over IP 45 78 0.011 00107BD025C1 Cisco8D33BE RTP Payload=G.729

Packet number = 45 Arrival time = Feb 08 1999 12:05:20.781 Length After Slicing = 78 Original Length = 78 Packet CRC Code = A014D42C ------------ ETHER Header -----------ETHER: Destination: Cisco_8D:33:BE (0:0:c:8d:33:be) ETHER: Source: 0:10:7b:d0:25:c1 ETHER: Protocol: IP ------------ IP Header -----------IP: Version = 4 IP: Header length = 20 IP: Type of service = 0 IP: 000. .... Precedence = Routine(0) IP: ...0 .... Delay = Normal (0) IP: .... 0... Throughput = Normal (0) IP: .... .0.. Reliability = Normal (0) IP: Packet length = 60 IP: Id = 19b IP: Fragmentation Info = 0x0000 IP: .0.. .... .... .... Don't Fragment Bit = FALSE IP: ..0. .... .... .... More Fragments Bit = FALSE IP: ...0 0000 0000 0000 Fragment offset = 0 IP: Time to live = 254 IP: Protocol = UDP (17) IP: Header checksum = 66E8 IP: Source address = 194.243.137.10 IP: Destination address = 200.223.63.80 ------------ UDP Header -----------UDP: Source port = 16410 UDP: Destination port = 16396 TECNONET S.p.A.

UDP: Length = 40 UDP: Checksum = 0 ------------ RTP Header -----------RTP: Version = 2 RTP: P Bit = 0 (Padding Does Not Exist) RTP: X Bit = 0 (No Extension Header Follows) RTP: CSRC Count = 0 RTP: Marker Bit = 0 RTP: Payload Type = G.729 (18) RTP: Sequence Number = 0x20F5 RTP: Time Stamp = 0xEB3363F0 RTP: Synchronization Source Identifier = 0x1E3F890A Dopo aver completato le fasi H.225 e H.245, le sessioni audio utilizzano stream RTP/UDP/IP. Ci significa che da questo punto in poi lapplicazione real time costituita dalla voce stessa incapsulata, al livello 4 OSI, in pacchetti UDP, ossia pacchetti non orientati alla connessione e per questo senza acknowledgement, la cui verifica di trasporto non realizzata al livello 4 ma allo stesso livello applicativo (ossia dalluomo che si accerta dellavvenuta trasmissione del proprio messaggio). Le tre fasi appena descritte sono riassunte nella seguente figura, dove sono mostrate le service port al livello 4 utilizzate nella particolare comunicazione telefonica cui appartengono i tre pacchetti mostrati in precedenza. Figura 12. Schema relativo alla sessione H.323 di Voice Over IP
ITALIA Roma BRASILE Bahia

Cisco 3640 Cisco 3640

Sessione H.323 - Voice Over IP L4 port 11002 Binding Fase H.225 1720 L4 port

11003 Capabilities Fase H.245 11162

16410 VOIP Data Traffic 16396

N. Memeo

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