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Citologia 14 - Potenziale di membrana

Il potenziale di membrana è la differenza di potenziale elettrico tra il versante


intracitoplasmatico (interno) della membrana e quello extracitoplasmatico (esterno).
Normalmente questo potenziale si aggira attorno a -70mV. Questo potenziale non è sempre
costante ed in alcune cellule (es. nervose, muscolari etc.) può aumentare rapidamente per
poi riabbassarsi. La varizione di breve durata della differenza di potenziale della membrana
è chiamata ​potenziale di azione.

0. Fase di riposo​: La cellula ha un potenziale di membrana a riposo pari a circa -70mV


(pu`o variare da -60 a -90 mV in base al tipo di cellula ed il tessuto) per questo motivo si
definisce “polarizzata”
In queste condizioni si ha una diversa concentrazione di ioni tra l’interno e l’esterno della
cellula, c’è una maggiore concentrazione di Cl- (ione Cloro) all’esterno della membrana che
compensa le cariche negative degli anioni proteici (P-) presenti nel versante
intracitoplasmatico.
Le principali cariche positive sono invece Na+ (ione sodio) e K+ (ione potassio). La pompa
responsabile della creazione del gradiente chimico prende il nome di pompa Na+/K+.
La continua azione della pompa sodio-potassio porta nella cellula 2 K+ ogni 3 Na+ pompati
fuori.
Per differenza di gradiente chimico, gli ioni Na+ hanno una tendenza ad entrare all’interno
della cellula mentre gli ioni K+ hanno una tendenza ad uscire da essa. La membrana
cellulare è per definizione impermeabile al sodio e al
potassio, però nonostante ciò una piccola quantità di
ioni K+ escono dalla cellula per diffusione facilitata
grazie a dei canali ionici specifici per K+1 .
Mediante il rilascio di ioni K+, l’ambiente intracellulare
diventa negativo, rispetto invece all’ambiente
extracellulare che acquisendo cariche positive diventa
a sua volta positivo.
Ovviamente non esce tutto il potassio che rimane
comunque più concentrato all’interno della cellula. I
-70mV a riposo rappresentano proprio il potenziale
elettrico che equilibra il gradiente chimico che
altrimenti spingerebbe fuori ancora altro potassio.

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Il passaggio del Na+ è 50-100 volte più lento
Stimoli depolarizzanti:
L’equilibrio elettrochimico può essere perso in seguito a stimoli meccanici o termici, dal
legame di una particolare sostanza ad un recettore o dalla attivazione di alcune proteine
chinasi (in grado di fosforilare altre proteine). Questi stimoli agiscono mediante due tipi di
canali:
● canali K+​: chiudendosi impediscono la
fuoriuscita di cariche positive (K+), causando quindi
una minore negatività dell’ambiente interno rispetto a
quello esterno;
● canali Na+​: tramite l’apertura di questi canali
entrano cariche positive (Na+) secondo gradiente sia
chimico (c’è più sodio fuori che dentro) che elettrico
(l’esterno della cellula è positivo mentre l’interno è
negativo).
Se questo stimolo è abbastanza intenso (apre o
chiude molti canali) da ridurre la differenza di
potenziale della membrana a -55mV si innescano una
serie di eventi che portano alla depolarizzazione
completa della membrana. Se questo stimolo invece è
debole e verrà ignorato. Questa è detta ​legge del tutto
o nulla.

1. Fase di depolarizzazione​: Quando il potenziale


della membrana sale a -55mV (meno negativo rispetto
ai -70mV del potenziale di riposo) si aprono i canali del
sodio controllati dal voltaggio. Gli ioni Na+ entrano
all’interno della cellula per la forte differenza di
concentrazione. Si spostano talmente tanti ioni Na+
all’interno che il potenziale della membrana non solo
viene dissipato ma addirittura invertito (ora ci sono più
cariche positive all’interno della cellula che all’esterno).
Il potenziale sale fino ad un massimo di +35mV,
dopodichè i canali del sodio controllati da voltaggio si
inattivano.
I canali del sodio possono trovarsi in tre stati:
● Chiuso: quando il potenziale di membrana è <
-55mV (interno rispetto all’esterno). Gli ioni Na+ non possono passare in questo
stato. Uno stimolo depolarizzante (che porta ad un aumento delle cariche positive
all’interno della cellula) è in grado di portarlo nella sua conformazione aperta e di
scatenare quindi la depolarizzazione della cellula
● Aperto: quando il potenziale di membrana è tra -55mV e +35mV. In questo stato il
canale lascia passare gli ioni Na+
● Inattivo: quando il potenziale di membrana è > +35mV. Il canale non lascia passare il
sodio ma, a differenza dello stato “chiuso”, uno stimolo depolarizzante non è in grado
di far aprire il canale. Per questo motivo è impossibile la sovrapposizione di due onde
di depolarizzazione ma è necessario che si ripolarizzi la membrana prima che parta
una seconda.

In questa fase quindi i canali del sodio sono chiusi e non è possibile riaprirli con un ulteriore
stimolo. La cellula si trova quindi in uno stato definito di r​ efrattarietà assoluta

2. Fase di ripolarizzazione: ​Durante la


depolarizzazione si so sono aperti anche dei canali
del potassio2. Questi canali sono però molto lenti e si
aprono con un certo ritardo rispetto a quelli del sodio.
Questi canali permettono una fuoriuscita di potassio
molto maggiore di quella consentita dai pochi canali
presenti durante la fase di riposo.
La cellula perde quindi le cariche positive degli ioni K+
ripristinando il suo potenziale di -70mV (ma non il suo
equilibrio chimico normale).

3. Fase di iperpolarizzazione​: A causa del fatto che i


canali del potassio non si richiudono tutti
contemporaneamente alcuni di essi continuano a far uscire ioni K+ anche dopo il ripristino
del potenziale di -70 mV, raggiungendo un potenziale ancora più negativo fino al valore
limite di -93 mV. Questa ulteriore polarizzazione della membrana (oltre i -70 mV) è detta
“fase di iperpolarizzazione”. In questa fase il potenziale è più basso di quello di riposo ed
uno stimolo per avviare una nuova depolarizzazione durante questa fase (raggiungendo i
-55mV) dovrà essere molto più intenso di quello normalmente sufficiente per raggiungere la
soglia dei -55mV. Per questo motivo questa fase è definita ​refrattarietà relativa.
In realtà, la fase di iperpolarizzazione si arresta attorno ai -80 mV per l’intervento (già in
questa fase) della pompa Na+/K+.

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Questi canali sono chiusi a potenziale <-40mV e si aprono quando il potenziale è >-40mV. A differenza
dei canali del sodio controllati da voltaggio, questi canali non si inattivano.
4. Fase di ripristino​: A questo punto, benché l’equilibrio elettrico sia stato ristabilito, la
cellula non è in una condizione di equilibrio chimico in quanto si ritrova con una maggiore
concentrazione citoplasmatica di ioni Na+ ed una minore concentrazione di ioni K+. In
queste condizioni la cellula non è stabile e si rende, pertanto, necessario ristabilire il
precedente equilibrio chimico. Questa funzione è svolta dalla pompa Na+/K+ la quale, con
meccanismo di trasporto attivo, riporta il K+ all’interno e l’Na+ all’esterno della cellula,
ristabilendanche l’originario equilibrio chimico e riportando il potenziale di membrana ai
classici -70 mV.

È inoltre importante sottolineare che il potenziale di azione descritto è relativo ai neuroni e


alle fibrocellule muscolari scheletriche. In altre cellule, come ad nell’esempio le cellule
muscolari del cuore, il meccanismo avviene in maniera leggermente diversa sfruttando
anche l`ingresso dello ione Ca2+ (Calcio) durante la fase di depolarizzazione. Questo
permette ai miocardiociti di mantenere per più tempo (200-300 ms) lo stato di
depolarizzazione in cui le pompe del sodio sono refrattarie a nuovi impulsi (essendo
inattivate dal potenziale positivo, qualsiasi nuovo stimolo non può avviare una nuova
depolarizzazione quando la cellula è già depolarizzata). Questo meccanismo è utile a
garantire una corretta ed efficace contrazione del cuore.

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