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ANATOMIA UMANA

Teoria Cellulare
L’Unità fondamentale del nostro corpo è la cellula. Insieme di cellule compongono i tessuti che
comodo organi e apparati

Tre principi

- ogni essere umano formato da cellule

- ogni cellula deriva da una pre esistente

- ogni cellula è autonoma e indipendente

Cellula non è stata scoperta in un momento unico ma in diversi anni con diversi studi, grazie ad
esempio ad autopsie. Studio iniziale della cellula di Hooke dal 1665, con lo studio dell’interno
della quercia da sughero e trovando una struttura alveolare.

Successivamente Haller ha studiato le bre presenti nella foglia.

Si è visto che questa unità fondamentale svolge compiti importantissimi come funzioni
metaboliche e biochimiche all’interno di un organismo sia vegetale che animale.

Cellule -> Tessuti -> Organi -> Apparati -> Corpo Umano

Microscopia
Inizialmente si è usato il microscopio ottico, poi quello a trasmissione e successivamente quello a
scansione per poter trovare tutti i microrganuli

Anatomia microscopica-apparati
Locomotore -> tessuto connettivo

Nervoso

Cardiovascolare -> tessuto connettivo liquido

Respiratorio -> simbolo ossigeno e co2 con ambiente

Digerente

Genitale -> garantisce la continuità della vita

La cellula ha una forma in base al compito che deve svolgere e all’importanza di esso

Esempio nella pelle hanno funzione di rivestimento e quindi si mettono una sopra l’altra per
svolgere il loro compito di rivestire

Unica cellula con un agello è lo spermatozoo che deve muoversi per andare nell’ovocita

Cellula

- Delimitata dalla membrana cellulare semipermeabile

- Il compartimento cellulare interno alla membrana è chiamato citoplasma

- Il citoplasma si divide da un parte liquida chiamato citosol e una solida composta da organuli

- Nel citosol abbiamo i mitocondri. Producono energia (ATP)

- Gli Organuli possono essere o chiusi da una membrana (mitocondri, nucleo) oppure liberi

- Nel nucleo è presente il DNA

- Dal DNA abbiamo la trascrizione in RNA messaggiero che si lega ai ribosomi e poi abbiamo la
traduzione in proteine

- Reticolo Endoplasmatico, in prossimità del nucleo. Può essere liscio o Ruvido

- Apparato di Golgi

- Lisosomi. Fungono da sentinella della cellula

- Centrioli

- Rinosomi. non hanno membrana. Al loro interno avviene la traduzione

- Proteine del citoscheletro. non membranose. de niscono forma cellula e dei binari per
raggiungere la membrana plasmatica

- Ciglia

Citologia. Scienza che studia la cellula

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Membrana Plasmatica. Protezione, isolamento dall’ambiente, comunicazione, connessione

Separa una cellula dall’altra e dall’interno della cellula. È semipermeabile, consente il passaggio
selettivo di materiali. È spessa dai 6 ai 10 nanometri. Struttura altamente resistente

Formata da un doppio strato fosfolipidico con testa idro la e coda idrofoba.

Ci sono solo due molecole che entrano liberamente in qualsiasi tipo di cellula cioè ossigeno e
anidride carbonica grazie al meccanismo di di usione semplice regolato dalla legge Fick. Invece
le altre sostanza passano tramite di usione facilitata con l’utilizzo di proteine. Sulla parte esterna
della membrana troviamo le glicoproteine e glicolipidi, recettori che comunicano con l’esterno

Possiamo avere proteine di due tipi

Canale -> trasportano molecole

Trasportatrici -> possono cambiare conformazione

I linfociti funzionano da recettori e legano i vari virus e batteri per poi agire e rispondere allo
stimolo

La membrana è legata al citosol con connessione proteine-citoplasma. Se manca si rompe la


cellula

Permeabilità. Una membrana può essere

Permeabile

Semipermeabile

Impermeabile

La membrana plasmatica è semipermeabile in base alle dimensioni, carica, forma e solubilità

Abbiamo due tipi di passaggi tramite membrana

Trasporti attivi -> utilizzo atp

Trasporti passivi -> senza utilizzo di atp

Trasporti passivi
Senza utilizzo di ATP

Dipendenti dal gradiente di concentrazione. Da una soluzione più concentrata a una meno
concentrata

1) Di usione (Movimento di soluti). Secondo gradiente di concentrazione passano anidride


carbonica e ossigeno

2) Osmosi. Di usione facilitata di molecole di acqua attraverso la membrana

3) Di usione facilitata.

- Isotonica. L’acqua rimane ferma grazie alla giusta quantità di sali

- Ipertonica. L’acqua esce dalla cellula e la cellula si raggrinzisce

- Ipotonica. L’acqua entra nella cellula

Molecola ATP
Fonte di energia delle cellule prodotta nei mitocondri grazie a processi biochimici

Corrisponde a tutto il peso del nostro corpo

Viene utilizzata per muovere i muscoli, aiutate gli enzimi, scaldare il nostro corpo

Base del funzionamento cellulare

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Trasporti attivi
Utilizzo di ATP

Contro gradiente di concentrazione

1) Pompe Ioniche. Proteine che fanno passare gli ioni. Pompa sodio-potassio.

Due ioni potassio entrano nella cellula, tre ioni sodio vengono spinti fuori, quindi contro gradiente.
Si genera un gradiente elettrico per di erenza di carica tra interno ed esterno, che è base
dell’impulso nervoso

- Concentrazione ATP illimitata

- 40% del consumo energetico

Permette di generare il Potenziale di riposo nei due estremi della cellula

L’ambiente extra della cellula diventa carico positivamente, mentre intracellulare diventa negativo

Dopo essere passato l’impulso, gli ioni sodio rientrano nella cellula e non necessitano più di
dispendio energetico, ma secondo gradiente di concentrazione. Il neurone torna al suo potenziale
iniziale solo dopo l’impulso

Di erenza di Potenziale tra interno ed esterno

Enzima

Proteina fondamentale che accelera le reazioni chimiche

Proteine

- Strutturali. Danno forma e sostegno

- Contrattili. Presiedono alla contrazione muscolare

- Trasporto

- Enzimi.

- Anticorpi. Proteine della difesa

Reticolo endoplasmatico
Sistema di tubuli e vescicole che occupa la maggior parte del citoplasma. In base alla presenza di
ribosomi può essere

- Liscio.

- Rugoso

Le funzioni sono

- sintesi proteine

- Sintesi carboidrati e lipidi

- Immagazzinamento (ioni)

- Trasporto

Mitocondri

Sono organuli membranosi all’interno dei quali avviene la respirazione cellulare. All’interno del
mitocondrio ci sono delle proteine per la produzione di ATP

Contiene anche materiale genetico -> DNA mitocondriale

Il numero dei mitocondri varia in base alla necessità energetica della cellula

Nucleo

Contiene le info per la sintesi di circa 100.000 proteine

Ci sono cellule multinucleiche mentre altre non lo hanno

È il centro di controllo dell’attività cellulare

All’interno del nucleo c’è la cromatina dove troviamo il DNA (46 cromosomi)

22 cromosomi del padre + 22 della madre + una copia di cromosomi sessuali XX o YX

Apparato di Golgi

Costituito da cisterne, è vicino a Nico e al reticolo

Modi ca le proteine destinate verso i lisosomi oppure le proteine segrete che devono essere
buttata fuori dalla cellula

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Lisosomi

Organuli membranosi con funzione digestiva dei componenti macromolecolari cellulari da


eliminare. Contengono grandi quantità di enzimi idrolitici, detti idrolasi acide. La condizione
ottimale del loro lavoro deve essere PH 5. Funzione di difesa contro le malattie

Divisione cellulare. Mitosi


Una cellula grazie alla mitosi deriva da quella precedente.

Metodi -> consente di generare una cellula glia partendo dalla madre. La fase in cui la cellula
non si divide si chiama interfase. Nel mentre o è tranquilla oppure si prepara. Quando la cellula
duplica il DNA entra nella fase di mitosi vera e propria composta da 4 fasi. Ci sono delle proteine
che compongono il fuso mitotico, il quale sposta i cromosomi fratelli verso i poli opposti della
cellula. Nella metafase i cromosomi si dispongono al centro. Le bre del fuso si ancorano ai
cromatidi fratelli. Nella anafase vengono spinti verso i poli. Nella telofase, i cromosomi fratelli sono
sui poli, si formano due nuclei e successivamente alla generazione del solco, abbiamo la
generazione della cellula glia

Tessuti. Insieme di cellule specializzate con la stesa funzione che compongono gli organi

La scienza che studia i tessuti è l’istologia

4 tipi di tessuti

1) epiteliale. Tessuto della pelle e anche degli organi, riveste internamente ed esternamente.
Stato più interno derma, più esterno epidermide. Epidermide composta da cellule di stato
basale che poi a formare lo tratto di rivestimento. È un tessuto non vascolarizzato. Può essere
semplice, formato da un solo strato, complesso formati da più strati

2) connettivo. Tessuto che connette qualcosa ad un’altra. Garantisce la connessione tra gli
organi. Può essere uido, di sostegno, proprio. Il sangue è tessuto connettivo, liquido.
Comprende una parte cellulare, brosa e una uida. Le Funzioni sono connessione,
protezione. Può essere anche cartilagineo.

Sangue. Funzione principale di trasportare ossigeno e anidride carbonica (globuli rossi),


protezione (globuli bianchi) e coagulazione delle ferite (piastrine)

3) muscolare. Costituito da cellule eccitabili con un potenziale di membrana di circa 70 mv. Può
essere scheletrico, cardiaco e liscio. Le cellule del tessuto scheletrico sono le bre cellulari,
lunghe con delle striature dovute all’organizzazione delle due proteine contrattili, actina e
miosina. Grazie a queste proteine abbiamo l’accorciamento del muscolo. Queste cellule sono
multinucleiche con elevati mitocondri e reticolo endoplasmatico rugoso.
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Il Muscolo Scheletrico non è autonomo, ha funzione di sostegno e mentre lavora produce
calore per mantenere temperatura corporea. Composto da bre striate, che rispecchiano
l’organizzazione di actina e miosina. Le cellule possono avere più di un nucleo
Il Muscolo Cardiaco è autonomo, ha un solo nucleo, è corto e striato. È connesso grazie ai
dischi intercalari che fungono da cerniere. Permettono alle cellule del cuore di essere
connesse dal punto di vista meccanico, elettrico, chimico. Grazie al battito del cuore, il quale
si auto contrae, viene prodotta una pressione che spinge il sangue verso gli organi. Se siamo
sotto sforzo il battito viene velocizzato, se siamo tranquilli viene rallentato
Il Muscolo Liscio non ha striature, ha cellule corte fusiforme ed ha un solo nucleo. Ha
funzione di spostare cibo, urine e secreti ed è un muscolo involontario. Lo troviamo anche
nelle vie respiratorie.

4) nervoso. Caratteristica principale è l’eccitabilità. Le cellule controllano il funzionamento del


nostro corpo. Le cellule sono i neuroni, che non hanno capacita di rigenerarsi. Il sistema
nervoso è autonomo, funziona indipendentemente dal nostro volere. Le cellule che danno
sostegno e nutrimento ai neuroni sono le gliali

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Piani di sezione.

Si possono trecciare tre tipi di piani

- traversale. Permette di suddividere il nostro corpo in zona superiore e zona inferiore. La zona
superiore verso il cranio viene detta craniale, se invece è verso il basso viene detto caudale

- sagittale. Permette di dividere il nostro corpo a destra e sinistra. L’asse perfettamente in mezzo
che divide viene detto asse mediale. Più si va verso l’esterno viene chiamato distale, più si
avvicina all’asse viene detto mediale

- frontale. Permette di dividere il nostro corpo anteriore e posteriore. La parte anteriore viene
detta ventrale, la parte posteriore viene detto dorsale

Cavità corporee
Sono delimitate dalle ossa. Si suddividono in due tipi

- Ventrali. Toracica, addominale, pelvica

- Dorsali. Cranica, vertebrale (contiene il midollo spinale)

Cavità toracica

Forma la cavita pleurica (due, comprendono i polmoni) e la cavita pericardica (uno, cuore).

Tutto ciò che scorre nel torace e non comprende cuore e polmoni appartiene al mediastino

Cavità addominale-pelvica
Contiene vescica, organi riproduttivi, ghiandole e organi digestivi. Gli organi della cavita
addominale sono avvolti dal peritoneo

Membrane sierose (pleura, pericardio, peritoneo)

Membrane che separano gli organi formati da due strati, composti da uno viscerale e uno
parietale, con in mezzo uno spazio in cui viene rilasciato un liquido che serve per evitare l’attrito.
Garantiscono uidità

Liquido peritoneo. Costituito da due membrane (viscerale e parietale) viene rilasciato tra lo strato
viscerale e parietale

Nelle cartilagini abbiamo lo stesso funzionamento col liquido sinoviale, che evita l’attrito

Cuore

Organo principale dell’appartamento circolatorio. È una pompa che garze alle contrazioni batte
10mila volte al giorno. In un anno pompa 7,5 milioni di litri di sangue. 5-30 litri al minuto

Pompa il sangue in un circolo chiuso. Tutto il sangue parte del cuore e tutto arriva al cuore.

Vascolarizzazione

Dal cuore partono l’aorta, l’arteria polmonare, l’arteria coronaria

Al cuore arrivano le vene polmonari, la vena cava inferiore e la vena cava superiore

Abbiamo due circolazioni

- sistemica. Nella parte sinistra del cuore, parte l’aorta che porta il sangue ricco di ossigeno agli
organi in tutto il corpo, liberandolo. Qui, abbiamo lo scambio e diventa vena, la quale torna
nella parte destra del cuore ricca di CO2 che arriva dal metabolismo delle cellule. Lo spessore
del ventricolo sinistro è maggiore rispetto a quello destro perché si ha più pressione.

- polmonare. Nella parte destra del cuore, l’arteria polmonare porta il sangue lontano dal cuore
liberando CO2 e accumulando ossigeno. Qui diventa vena e torna nella parte sinistra del cuore
piena di ossigeno. La vena cava inferiore raccoglie sangue dagli arti inferiori mentre quella
superiore dagli arti superiore. Da ogni polmone partono 2 vene.

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All’arrivo destra arriva il sangue ricco di Co2. Da qui il sangue passa al ventricolo destro e viene
convogliato nella circolazione polmonare e pompato nel tronco polmonare, diviso in un vaso che
va nel polmone destro e uno che va nel sinistro. A livello polmonare La Co2 viene eliminata
attraverso l’espirazione mentre L’ossigenazione del sangue avviene tramite inspirazione. Qui torna
al cuore e si butta nell’atrio sinistro per poi andare nel ventricolo sinistro e riniziare la circolazione
sistemica.

Entrambe le circolazioni partono e tornano al cuore.

Di erenze
- Circolazione sistemica. Arterie portano il sangue lontano dal cuore ricco di ossigeno. Le vene
portano sangue al cuore ricco di anidride carbonica. Circolazione più grande, con più
pressione. Parete cardiaca ventricolo sinistro bella spessa

- Circolazione polmonare. Arterie portano il sangue lontano dal cuore ma ricco di anidride
carbonica. Le vene portano sangue al cuore ricco di ossigeno. Circolazione più piccola, con
minor pressione

Il cuore si trova posteriormente allo sterno, nella parte più anteriore del torace, dentro la cavità
pericardica ed è lungo circa 12,5. La parte in cui è inserito tra i due polmoni, si chiama mediastino
(spazio virtuale). Si trova leggermente postato verso sinistra e può essere diviso in:

- apice. Punta del cuore, spostata a sinistra. Tra 4 e 5 spazio intercostale

- base. Entrano ed escono i grandi vasi

Pesa circa 300 grammi e consuma il 10% di ossigeno

Abbiamo 4 margini.

Superiore (atrio destro e sinistro, grandi vasi), Sinistro (ventricolo sinistro, dal 2 al 5 spazio
intercostale), Inferiore (poggia sul diaframma, ventricolo destro), Margine destro (atrio destro)

Rapporti
All’interno del mediastino

Posteriormente al cuore abbiamo trachea, esofago e colonna vertebrale

Lateralmente abbiamo i polmoni

Anteriormente abbiamo sterno e coste

Inferiormente abbiamo il diaframma

Vascolarizzazione arteriosa
- Aorta

- Arteria Polmonare

- Coronarie. Nutrono il cuore

Vascolarizzazione venosa
- Vena cava superiore e inferiore (sistemica)

- Vena polmonare (polmonare)

Linfonodi

Sentinelle del nostro corpo. Piccoli organi a fagiolo ricchi di linfociti che controllano che il corpo
non sia invaso da agenti patogeni. Si trovano lungo il corso delle coronarie

Organizzazione parete cardiaca


- pericardio. Esternamente

- epicardio. Membrana viscerale

- miocardio. Miocardioci, Fibre cardiache. Miocardio Atriale e ventricolare, diverso per le


contrazioni. Atri e ventricoli divisi dalle valvole

- endocardio. Tessuto connettivo interno che forma le valvole cardiache, le quali separano le
camere cardiache

Dal punto di vista esterno, sul cuore è presente del grasso composto da solchi che dividono gli
altri dai ventricoli, e ventricoli tra loro. Il setto inter atriale separa gli atri, il solco coronario separa
altrio dal ventricolo, il setto inter ventricolare separa i ventricoli

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Interno del cuore
Parte destra del cuore

- Atrio destro. Arriva la vena cava inferiore e superiore. Muscoli pettinati che ricoprono la
camera cardiaca e foro ovale che collega i due atri quando il bimbo è nella pancia, che poi
diventa fossa ovale una volta nato. Diviso dal sinistro con un foro che non deve essere troppo
aperto se no crea scompenso.

Successivamente, tramite la valvola tricuspide il sangue passa al ventricolo destro. A livello della
valvole troviamo le corde tendinee che ancorano la membrana alle pareti. La Valvola è formata da
tessuto connettivo (proteine elastiche)

- Ventricolo destro. Poggia sul diaframma. Valvola tricuspide, muscoli papillari, trabecole
carnee, valvola semilunare polmonare. Quest’ultima è la valvola in cui il sangue passa per
andare nel tronco polmonare, aperta grazie ai miocardioiciti. Spessore minore rispetto al
ventricolo sinistro perché la distanza che il sangue deve percorrere è minore

Parte sinistra del cuore

- Atrio sinistro. Riceve il sangue da 2 vene polmonari per ciascun polmone. Muscoli pettinati,
Valvola bicuspide. Quest’ultima si apre permettendo il passaggio dell’atrio al ventricolo
sinistro. Quando la pressione del ventricolo è maggiore dell’atrio, si chiude per evitare il re usso
di sangue.

- Ventricolo sinistro. Valvola semilunare aortica, si apre successivamente alla chiusura valvola
bicuspide. Permette il passaggio del sangue all’aorta, che porta il sangue ricco di ossigeno in
tutto il corpo. Subito dopo alla valvola troviamo i seni aortici, dai quali si dipartono le arterie
coronarie che portano nutrimento al cuore. I vasi che garantiscono questo sono i vasi coronarici

Gli atri si contraggono simultaneamente e i ventricoli si contraggono simultaneamente. La valvola


tricuspide si apre dopo la pressione dell’atrio, mentre la valvola semilunare polmonare si are dopo
la pressione del ventricolo

Vasi per il nutrimento del cuore

Le arterie coronarie destra e sinistra generano una tta vascolarizzazione a livello del miocardio
perché il cuore non può riposarsi. È importante che il usso di sangue sia garantito

Queste due arterie si dipartono direttamente dalla base del l’aorta.

Quella di destra scorre nel setto inter ventricolare, producendo vari rami più piccoli diretti
all’attimo destro e diretti a vascolarizzare il ventricolo destro e no all’apice. Posteriormente
produce il ramo inter ventricolare dell’arteria coronaria di destra, che scende no all’apice.

Quella di sinistra scorre sul margine superiore del cuore, producendo dei vasi che vanno verso
l’atrio sinistro, un ramo inter ventricolare anteriore che va verso l’apice e posteriormente genera il
ramo ventricolare posteriore, che fa da margine per il ventricolo sinistro.

Entrambe circondano il cuore come una corona

I miocardiociti del sangue però producono CO2 di scarto, quindi, intorno al cuore ci sono delle
vene che raccolgono il sangue de ossigenato e lo portano atrio destro, parallelamente alle arterie.

Nella porzione posteriore abbiamo la vena cardiaca media, la quale riceve tutti i vasi venosi dal
ventricolo destro e dall’apice, che si butta poi in una vena più grande. Anteriormente invece
troviamo la vena cardiaca magna, che si butta poi nella vena più grande, il seno coronario

- Vena cardiaca anteriore. Magna. Drena e raccoglie il sangue arterioso dai due ventricoli.
Raccoglie anche il sangue venoso dell’atrio sinistro

- Vena cardiaca posteriore. Media. Riceve i vasi venosi dal ventricolo destro e dall’apice

Entrambe con uiscono nel seno coronario, il quale nisce nell’atrio destro con sangue venoso
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Se le coronarie non funzionano e sono occluse, provoca un mal funzionamento delle cellule del
cuore causando infarti. Se una parte del cuore muore, la ritmicità del cuore viene meno. Se muore
una parte di ventricolo, il pezzo rimanente deve compensare la parte morta e quindi si possono
veri care danni e aritmie. Il paziente viene sottoposto a un’ecogra a e per liberare dall’occlusione
si usa il catetere. Questo si inserisce partendo dalla vena femorale dalla gamba, che sale lungo
tutto il percorso venoso, arriva al cuore tramite le vene cave o l’aorta e da qua arriva ai seni aortici
ed entra nelle coronarie. Il catere ha un palloncino che pompa aria e porta alla ridilatazione del
vaso. È presente anche una parte metallica che si attacca alle pareti del vaso tenendolo dilatato in
modo tale da poter togliere il catetere e tenere solo il palloncino. Prima questo intervento viene
fatto, meno rischi ci sono di danno

L’infarto può essere

- Non trasmurale. Non interessa tutta la parete cardiaca. A livello atriale

- Trasmurale. Interessa tutta la parete cardiaca (più grave). A livello ventricolare

Il cuore è autoritmico ed è costituito da varie tipi di cellule che generano un impulso elettrico che
determina le contrazioni, e viene propagato in tutte le sue cellule -> Sistema di conduzione del
cuore
Queste cellule sono collocate nel polo superiore dell’atrio destro e nel nodo del seno atriale.
L’impulso si propaga attraverso le super ci atriali raggiungendo il nodo atrio ventricolare in 50ms.
Qui si veri ca un piccolo ritardo di 100ms, perché così che tutte le cellule si contraggono e si
depolarizzano. Da li viaggia lungo il fascio atrio ventricolare che scorre nel setto intra ventricolare
anteriore raggiungendo l’apice, 175ms. Qui attraverso a delle bre risale e si propaga grazie alle
cellule, contraendo, dopo gli atri, anche i ventricoli. Con la contrazione dei ventricoli si apre la
valvola semilunare polmonare destra e a sinistra la valvola semilunare aortica

Ciclo cardiaco

0 ms. comincia la sisistole atriale. Contrazione. Il sangue viene spinto nel ventricolo

Fase 1. Impulso in ritardo di 100 ms perché tutti al contrazione atriale deve veri carsi

Fase 2.

- Sistole ventricolare (1). Determina la chiusura delle valvole atrioventricolari per impedire il
re usso di sangue

- Sistole ventricolare (2). L’aumento di pressione ventricolare aumenta, aprendo le valvole


semilunari

Fase 3.

- Diastole ventricolare (1). Rilassamento.

- Diastole ventricolare (2) 800 ms. Gli atri si riempiono senza bisogno di contrazioni grazie alle
vene.

Cuore 70/80 battiti al minuto

Quando il cuore batte con maggiori di 70/80 battiti al minuto in condizioni di riposo -> tachicardia

(Determinata o dall’iperdepolarizzazione delle cellule del seno atriale oppure dagli ormoni che
regolano il battito esempio ormoni tiroidei)

Quando il cuore batte con minore di 50 battiti -> brachicardia

Pace macker. Strumento per accelerare o diminuire la frequenza cardiaca, impiantato nello strato
sottocutaneo. Tramite impulsi magnetici controlla e regola le cellule del seno atriale

Elettrocardiogramma. Esame che permette di valutare le condizioni del cuore. Genera delle curve
su un foglio suddiviso in quadrati secondo il ciclo cardiaco. Tre tipi di curve

- onda P. Impulso negli atri

- complesso QRS. Propagazione impulso nei ventricoli

- onda T. Rilassamento nale

I battiti del cuore si dividono in

1) Frequenza. Battiti nel minuto

2) Ritmo cardiaco. Cadenza battiti. Può essere

- regolare, ritmo sinusale

- irregolare, aritmia

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Extrasistole. Il cuore fa dei battiti in più per pompare il sangue, c’è quindi qualcosa che non va

- extrasistole atriale. La pompa funziona ancora

- extrasistole ventricolare. La pompa cardiaca non funziona più. Molto più grave

Il sistema nervoso centrale può intervenire andare ad accelerare o decollare il battito. Nel cervello
abbiamo due centri che regolano il battito.

- cardioacceleratore. Rilascia adrenalina o noradrealina, le quali agiscono sul pacemaker


accelerando il battito

- cardioinibitore. Rilascia acetilcolina, la quale agisce sulle cellule del pacemacker rallentando il
battito

Battiti cardiaci sono dipendenti dal sistema nervoso perché può rilevare cambiamenti alla
pressione del sangue, grazie alla presenza in alcuni punti speci ci (aorta o carotidi) sono presenti i
barocettori, che fanno da sensori e monitorano la pressione sanguigna.

Pressione del sangue generata dai ventricoli. Per riportare la pressione a livelli normali bisogna o
diminuire la frequenza, oppure variare il diametro dei vasi

Formazione placca aterosclerotica nel vaso. Si accumulano i globuli rossi formando una
coagulazione che prende il nome di trombo. Il continuo usso di sangue che continua a battere su
questa placca a un certo punto stacca il coagulo. I globuli rossi si smuovono e questo coagulo
può formarsi da un’altra parte

APPARATO CIRCOLATORIO

Arterie e vene hanno strutture bene de nite, a tonache, che garantisce all’arteria e vene di
modi carsi e sostenere pressione sanguigna

Dal punto di vista dei tessuti, presentano tre tonache.

- La più interna è l’intima dotata di endotelio

- Poi abbiamo la media, più spessa nelle arterie che nelle vene per di erenza di pressione
maggiore e composta da muscolo liscio. La tonaca muscolare, composta da muscolo liscio,
presente nelle arterie è più spessa di quella delle vene. Fibre con un solo nucleo centrale, non
sono controllate dalla volontà ma dal sistema nervoso autonomo che a seconda delle
necessità, agisce

- Più esterna, la aventizia, composta da bre collagene ed elastiche. Nelle vene è più spessa
perché la vena è più deformabile

DIFFERENZE ARTERIE E VENE

Diametro lume. Più stretto nelle arterie perchè le vene sono più elastiche e deformabili.

Spessore generale della parete. Più spesso nelle arterie perché hanno una spessa tonaca
muscolare

Morfologia sezione trasversale. Arteria circolare anche in assenza di sangue. Vene deformabili

Tonaca più spessa. Nelle arterie tonaca media. Nelle vene tonaca avventizia

Fibre elastiche e collageniche. Più o meno stessa quantità

Valvole. Nelle arterie non sono presenti, mentre nella maggioranza delle vene ci sono

Pressione del sangue. Più alta nelle arterie che nelle vene

Flusso del sangue. Le arterie portano il sangue lontano da cuore. Le vene organo il sangue verso
il cuore

Livelli di ossigeno. Arterie sistemiche -> sangue ricco di ossigeno, Arterie polmonari -> sangue
povero di ossigeno, Vene sistemiche -> sangue povero di ossigeno, Vene polmonari -> sangue
ricco di ossigeno

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Distribuzione arterie e vene
Si parte dalle due piu grandi arterie -> Aorta e arteria polmonare.

Sono Arterie elastiche che possono avere un diametro del lume pari 2,5 cm, sono composte da
tutte e tre le tonache. Da queste due si formano delle arterie sempre più piccole che producono
dei vasi collaterali. Dalla arteria polmonare si formano due arterie che vanno verso i polmoni.
Dall’aorta si dipartono le arterie di distribuzione che portano il sangue verso tutti gli organi,
formando poi le arteiole con una struttura completamente diversa perché perdono la tonaca
avventizia. Rimane la tonaca muscolare liscia e l’endotelio della tonaca intima. Il diametro è
sempre più piccolo.

Dalle arteriole si formano i capillari, che mantengono solo la tonaca intima perché qui avvengono
gli scambi tra ossigeno e anidride carbonica, quindi le pareti devo essere ridotte il più possibile
per far si che questi trasporti avvengano per di usione.

Il sangue poi deve tornare al cuore e qui abbiamo il processo contrario. Dai piu piccoli ai piu
grandi. Dai capillari venosi si formano le venule, con tonaca intima e tonaca avventizia. Attraverso
la contrazione dei muscoli circostanti, si ha il movimento del sangue garantito anche senza la
tonaca intima. Da qui si formano vene di mediocalibro, che fuoriescono dagli organi, con
all’interno muscolatura lisca. Successivamente si formano le vene di grande calibro.

- vena cava superiore

- vena cava inferiore -> entrambe giungono al cuore

A livello periferico troviamo lo scambio di ossigeno, co2, e sostanze nutritive a livello dei capillari

Capillari

Privi di tonaca avventizia e muscolare. Ha solo la componente dell’ endotelio.

A livello periferico abbiamo due tipi di capillari

- continui. Le cellule endoteliali sono collegate tra loro attraverso giunzioni specializzate. La
di usione attraverso la cellula e il capillare avviene per di usione

- nestrati. Presentano pori e nestature, per facilitare il passaggio di sostanze nutritive. A livello
del fegato e a livello polmonare

Letto capillare. Regione a livello periferico nei singoli organi, dove all’arrivo di un’arteriola, questa
produce i capillari, che man mano che scambiano ossigeno con cO2, da capillari arteriosi
diventano capillari venosi

Pompa muscolare scheletrica

Nelle vene la pressione è più bassa che nelle arterie, quindi da sola non sarebbe in grado di
optare il sangue verso il cuore, quindi sono presenti delle valvole che chiudono e
compartimentalizzano il percorso del sangue, vincendo cosi la forza di gravità. L’azione delle
valvole è aiutata dai muscoli circostanti quindi si forma la pompa muscolare scheletrica che
favorisce il mantenimento del usso venoso.

Si veri cano le varici quando queste valvole non funzionano più

(Principalmente negli arti inferiori)

La capacità delle vene di deformarsi fa in modo che ci sia il 60/70% di sangue nel sistema
venoso, mentre il 30/40 % nel sistema arterioso.

Sistema venoso -> riserva di sangue

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CIRCOLAZIONE SISTEMICA E POLMONARE

Circolazione sistemica
Ventricolo sinistro

(Valvola semilunare aortica)

Aorta

Arterie sistemiche -> verso gli organi

Scambio dei gas e nutrienti

Vene sistemiche

Vena cava superiore e Vena cava inferiore

Atrio destro

(Valvola atrioventricolare destra)

Ventricolo destro

(Valvola semilunare polmonare)

Arteria polmonare -> Circolazione polmonare


Scambio di gas nei polmoni (attraverso il tronco polmonare)

Vene polmonari
Atrio sinistro

(Valvola atrioventricolare sinistra)

Ventricolo sinistro

Attraverso il sistema circolatorio arterie, vene, capillari si garantisce il rifornimento di sangue e


vengono prese le sostanze di scarto e la cO2 che vengono metabolizzate nel fegato e nei reni

Vasi arteriosi nella circolazione sistemica


Vasi che trasportano ossigeno

Aorta. Fuoriesce dal ventricolo di sinistra. Aorta ascendente che va verso l’alto. Appena si
diparte, troviamo il seno aortico, da cui si dipartono l’arteria coronaria destra e sinistra, che
vanno a favorire il nutrimento al cuore.

Dall’arco aortico si dipartono tre arterie principali

- troncobracheocefalico. Superiore a destra. Da qua si dipartrtono l’arteria carotide di destra e


l’arteria succlavia destra

- Arteria carotide di sinistra. Superiore al centro.

- Arteria succlavia di sinistra. Superiore a sinistra


Successivamente l’arco aortico scende verso il basso e prende il nome di aorta discendente.

Il percorso dell’aorta no al diaframma si chiama aorta toracica. Quando entra nell’addome


prende il nome di aorta addominale o alla vertebra lombare L4L5 dove poi si divide in due rami.

- arteria iliaca di destra. Inferiore

- arteria iliaca di sinistra. Inferiore

Cervello
Le arterie carotidi salgono entrambe verso il cervello. A livello della laringe entrambe si dividono in
- carotide interna. continua verso l’alto ed entra el cervello attraverso un foro

- carotide esterna. Vascolarizza la faringe, mascella, mandibola, viso, cavità nasali)

Al cervello arrivano anche le arterie vertebrali. Una a destra e una sinistra che derivano dalla
divisione delle succlavie.

Il cervello deve ricevere più sangue possibile

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Aorta toracica
Dall’aorta toracica si dipartono dei rami collaterali che vascolarizzano le strutture del torace.

- Arteria pericardica. Finisce nel pericardio

- Arterie intercostali. Scorrono tra gli spazi intercostali

- Arterie bronchiali (destra e sinistra). Finiscono nei polmoni

- Arterie mediastiniche. Vascolarizzano il mediastino

Toracica -> Addominale

Aorta addominale
Dall’aorta addominale si partono tre aorte importanti che vascolarizzano le strutture dell’addome.

- Troncoceliaco. Da qui si originano le arterie che vascolarizzano stomaco, milza e fegato. Arteria
gastrica, arteria splenica e arteria epatica

- Mesenterica superiore. Parte 3cm sotto il troncoceliaco. Partono dei rami che vascolarizzano
intestino tenue, pancreas, prime parti del crasso e porzioni di reni

- Mesenterica inferiore.parte 2/4cm sotto. Vascolarizza le strutture contenute nella pelvi e nel
bacino

Dall’aorta addominale partono anche le arterie renali (destra e sinistra) e le arterie gonadiche
(destra e sinistra) che vanno verso le gonadi

A livello di L4L5 l’arteria addominale si divide nelle due arterie Iliache (sinistra e destra) verso gli
arti inferiori

Arti superiori (arterie)


Dall’arto aortico si dipartono le tre arterie importanti.

La succlavia sinistra parte direttamente dall’arco aortico, quella di destra è una continuazione del
troncobracheocefalico. Entrambe salgono superiormente passano dietro la clavicola ed entrano
nell’ascella, prendendo il nome di arterie ascellari. Attraversano l’omero e livello della sua testa
diventano arterie brachiali. Scendono lungo il braccio e all’altezza del gomito si suddividono in
arteria radiale e arteria ulnare (radio e ulna), no al polso.

Arti inferiori (arterie)


Le arterie iliache quando passano l’inguine diventano arterie femorali. Scendono lunga la coscia,
attraversando il femore e a livello della cavita poplitea del ginocchio, prendono il nome di arterie
popliteee i suddividono in arteria tibiale e ateria peroneale (tibia e perone)

Circolazione venosa
Le principali vene corrono in parallelo alle arterie con lo stesso nome. La grande di erenza tra i
due sistemi è che nel sistema venoso, a livello degli arti sia inferiori che superiori si trovano delle
importanti vene più super ciali.

Abbiamo vene profonde e super ciali sia perché il sistema venoso fa da riserva di sangue sia
perché quelle super ciali controllano la termoregolazione, scambiando calore con l’ambiente
esterno.

Collo
Le vene che drenano il sangue che arriva dal cavità cranica sia dalle porzioni più super ciali del
cranio, alla formazione delle succlavie, partecipano due vene che scendono nel collo.

- Vena giugulare interna. Come la carotide interna, scende direttamente dal cranio, portando
sangue deossigenato proveniente dal cervello

- Vena giugulare esterna. Deriva dalle varie vene che si formano dalle cavità più super ciali.

Scendono parallele ed entrambe si buttano nella vena succlavia, parallela all’ arteria succlavia. La
vena succlavia di destra si unisce poi alla vena succlavia di sinistra formando la grande vena cava
superiore, la quale coin uisce nell’atrio destro

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Arti superiori (vene)
Le vene profonde hanno stesso corso e stesso nome delle arterie.

Dal polso si originano due vene profonde importanti

- Vena ulnare
- Vena radiale
All’altezza del gomito si uniscono formando la vena brachiale, che sale lungo il braccio
diventando poi vena ascellare ed in ne vena succlavia, che poi unendosi all’altra succlavia
formano la vena cava superiore.

Nell’arto superiore ci sono anche due vene super ciali


- Vena basilica. Si origina a livello del polso. Risale il braccio nella parte mediale e si butta poi
nella vena ascellare

- Vena cefalica. Si origina dal polso ma scorre lateralmente. Percorre un percorso più breve e
attraverso un ramo intermedio si butta nella basilica. Il ramo prende il nome di cubitale
mediana, zona in cui viene svolto il prelievo del sangue.

Arti inferiori (vene)


A livello della cavità addominale, venendo in su, le vene femorali dopo che aver passato l’inguine
diventano vene iliache (destra e sinistra), le quali a livello di L5 si uniscono e formano la vena cava
inferiore. Questa sale parallelamente all’aorta addominale e riceve tutte le vene degli organi della
cavità addominale.
Invece la mesenterica superiore e la mesenterica inferiore, prima di con uire nella vena cava
inferiore, formano la vena porta che con uisce nel fegato.

Anche negli arti inferiori abbiamo vene super ciali e vene profonde.

Le vene profonde seguono lo stesso decorso delle arterie. A partire dalla caviglia abbiamo la
vena tibiale e la vena peroneale, le quali si uniscono e formano la vena poplitea, per poi diventare
vena femorale. Passato poi l’inguine, prende il nome di vena iliaca.

Le vene super ciali ne abbiamo due importanti.

- Vena grande safena. Vena più lunga del coro umano. Si origina nella caviglia e scorre
medialmente lungo il polpaccio, la gamba e la coscia per poi buttarsi nella vena femorale
profonda a livello dell’inguine

- Vena piccola safena. Percorre un percorso più breve, laterale. Sale sul margine laterale della
gamba. A livello della cavità poplitea si butta nella vena femorale profonda

A livello delle vene super ciali degli arti inferiori possono svilupparsi le varici

La vena mesenterica inferiore, che drena il sangue proveniente dal colon, la vena mesenterica
superiore, che drena il sangue proveniente dall’ intestino tenue e la vena splenica, che arriva dal
pancreas, non si buttano direttamente nella vena cava inferiore ma con uiscono nella vena porta,
la quale entra nel fegato.

Questo avviene perché il fegato si occupa di controllare a livello metabolico la concentrazione di


sangue, eliminando anche le sostanze che possono essere dannose per l’organismo. Una volta
essere stato controllato dal fegato, il sangue attraverso la vena epatica fuoriesce dal lobo
superiore del fegato e si butta in vena cava inferiore.

La vena epatica drena il sangue proveniente dall’assorbimento intestinale

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SANGUE
Tessuto connettivo liquido. Attraverso la circolazione connette tutto il corpo.

Ha diverse funzioni

- Trasporto. gas, nutrimento, sostanze di scarto, ormoni, enzimi, ioni, acido lattico, proteine
dell’immunità

- Regola il pH del copro

- Regola temperata corporea

- Coagulazione. Piastrine

Un campione di sangue contiene dal 40 al 60% di plasma (parte liquida) e dal 7 al 54% di parte
corpuscolata

Parte corpuscolata

formata da tre tipi di cellule.

- Globuli rossi. 99.9% funzione di trasporto di gas, ossigeno e cO2. Privi di nucleo e mitocondri

- Piastrine. In caso di emorragia formano il tappo di coagulo

- Globuli bianchi. Inviano risposte contro gli agenti patogeni. 4 tipi

Parte liquida. Plasma

Composto da

- Acqua (92%). In cui sono disciolte molecole organiche ed inorganiche

- Proteine(7%). Prodotte dal fegato, molto importanti. La più abbondante è l’albumina, che funge
da trasporto e regola la pressione osmotica. Il brinogeno forma il tappo di coagulazione.
Anticorpi hanno funzione immunitaria

- Altri soluti (1%)

Se il fegato viene danneggiato saranno prodotte anche minor quantità di queste proteine

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APPARATO RESPIRATORIO

Costituito da due sistemi importanti

- vie di conduzione

- aree di scambio organi della conduzioni

La funzione principale è il trasporto dell’aria dall’esterno verso i polmoni, all’interno dei quali ci
sono gli alveoli, in cui l’ossigeno passa al sangue. Mentre viene eliminata l’anidride carbonica, che
ripercorre lo stesso percorso al contrario e viene buttata verso l’esterno.

I sistemi di conduzione si organizzano in

- vie aeree superiori

- vie aree inferiori

Si dividono a livello della laringe

Funzioni.

- fornire una vasta area di scambio. Fino a 140 mq

- muovere l’aria da e verso le super ci di scambio

- comunicazione. La vibrazione delle corde vocali permette di emettere suono

- fornire sensazione olfattive. La mucosa olfattiva contiene cellule in grado di captare odori
esterni

- regolare la temperatura corporea. Insieme al sangue e muscoli

- proteggere da microorganismi e polveri. Ci sono dei sistemi che non permettono il passaggio

- controllare pH del sangue

- controllare pressione del sangue. Nelle pareti dei capillari è presente un enzima che converte
una molecola (angiotensina 1) in un’altra (angiotensina 2) che controlla la pressione.

Ci sono delle cellule in grado di percepire la pressione sanguigna e se notano un abbassamento,


producono la renina che nei reni si converte in angiotensina 1 e si lega all’albumina, viaggia nel
sangue e arriva nei polmoni. Nei polmoni, grazie ad un enzima, si trasforma in Angiotensina 2
(vaso costruttore che porta aumento pressione sanguigna).

Epitelio respiratorio
L’Epitelio respiratorio permette la difesa da polveri e microorganismi.

- Pseudostrati cato. Le cellule sono disposte a strati, una sull’altra

- Composto da ciglia. Dalle membrane superiori si dipartono le ciglia che si muovono e


trattengono particelle di grandi dimensioni. Attraverso un movimento dal basso verso l’alto,
impediscono alle macroparticelle di scendere verso vie aeree inferiori.

- Ghiandole mucose. Producono muco, liquido appiccicoso che viene rilasciato sulle ciglia in
modo che siano appiccicose. Il muco si attacca anche cellule di grande dimensioni come i
batteri. In caso di infezione delle cellule dell’epitelio respiratorio, queste cellule per rispondere
producono molto più muco in modo da appiccicare più agenti patogeni possibili

Man mano che si entra nei polmoni questo epitelio cambia, diminuiscono le ciglia e anche le
ghiandole muscose, perché nelle super ci più piccole di scambio non servono. Serve solo una
parete sottile

Al di sotto dell’epitelio, presente una lamina propria perché il tessuto epiteliale non è
vascolarizzato.

All’interno di questa lamina ci sono diversi vasi

Importante che l’aria che arriva ai polmoni sia pulita, alla temperatura corporea (37 gradi) e alla
giusta umidità. L’epitelio è in grado di modi care questi fattori.

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Vie aree superiori
Cavità nasali
Si consiglia di respirare dal naso, in modo che ci sia sempre un controllo di quello che viene
respirato. L’aria entra dalle narici. Subito dietro troviamo una struttura, il vestibolo nasale.
All’interno di questa struttura abbiamo strutture di prima difesa, le vibrisse, peli che hanno
funzione di trattenere piccole e grandi particelle. Successivamente si entra nella cavità nasale,
costituita da un pavimento, il palato duro che separa la cavita nasale da quella orale. Man mano
che si va avanti diventa molle e forma l’ugola, che separa la cavità nasale dalla faringe.

Il tetto delle cavità nasali è determinato dall’osso frontale, che continua anteriormente con l’osso
nasale e alla punta del naso diventa cartilagineo.

All’interno delle cavità nasali troviamo i cornetti nasali

- superiore

- medio

- inferiore

Sono sentierini che si aprono nelle pareti laterali delle cavità nasali generando un vortice di aria
che serve a portare aria alla giusta umidità e temperatura.

Alla ne dei cornetti nasali, a livello della ne del palato duro, inizia la faringe

Faringe

Importante anche nell’apparato digerente, si organizza no a livello della laringe. Può essere
divisa in tre porzioni

- rinofaringe. Delimitata dal palato molle e dall’osso temporale. Nella rinofaringe troviamo la
tonsilla faringea, un ammasso di linfociti, cellule dell’immunità che si attivano in caso che
nell’aria sono presenti organismi patogeni.

- orofaringe. Rappresenta la parte comune al digerente. Epitelio diverso, pavimentoso. Funzione


di coinvogliare il cibo verso l’esofago. Formata dall’epiglottide, che serve per chiudere le vie
respiratorie quando deglutiamo

- laringofaringe. Ultima porzione prima che l’aria entra nella trachea

Trachea davanti all’esofago. L’aria passa anche nell’esofago ma la maggior patte nella laringe

Laringe

Composta da 9 cartilagini, di cui 3 impari e 6 pari.

- La cartilagine più importante è quella tiroidea (impari) che poggia sulla tiroide e avvolge a
scudo la parte anteriore. Questo scudo da forma al pomo d’adamo. Posteriormente è
incompleta

- La seconda cartilagine importante é cricoide (impari) che chiude completamente la laringe

- La terza cartilagine importante è l’epiglottide (impari), con una forma a calza scarpa, ancorata
lateralmente alla tiroidea. È una delle più importanti perché chiude la laringe per evitare lo
strozzamento. Durante questo processo intervengono i muscoli lisci involontari

La parte inferiore della laringe è formata da anelli cartilaginei che però non la chiudono
completamente, per far si che possa espandersi nel momento dei passaggi del bolo all’interno
dell’esofago.

A livello dell’apertura della laringe troviamo due cartilagini particolari, le corde vocali, pieghe che
vibrano al passaggio dell’aria creando il suono

Sono presenti anche vari legamenti e sono di due tipi.

- intrinseci. Connettono le cartilagini più vicine per dare struttura

- estrinseci. Connettono la laringe con le strutture vicine


(cricoide -> trachea) (tiroidea -> osso iode)

Fonazione. Varia in base a dei fattori

- corde vocali chiuse = onde sonore

- spessore

- lunghezza

- tensione

- pubertà. Cambiamenti della voce

- ampli cata dalle strutture superiori. Faringe, cavità nasale e orale

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Trachea
Presenta cartilagini che la rivestono anteriormente. Posteriormente non è rivestita.

Si trova nel mediastino.

- Anteriormente abbiamo l’aorta e la vena cava superiore.

- Posteriormente abbiamo l’esofago. Posteriormente la trachea non è rinchiusa perché c’è


l’esofago, che a di erenza della trachea, è importante che modi chi le sue dimensioni. Quando
il cibo non passa, le pareti interne sono collassate e lessato è chiuso. Quando passa il cibo, le
pareti si deformano grazie alla contrazione dei muscoli vicini e spingono il bolo a proseguire.

- Lateralmente la tiroide.

Inizia a livello di C6, e termina a livello di T5/T6. È lunga circa 12 cm con diametro tra 15/18 mm.

La vascolarizzazione arteriosa è de nita dalle arterie bronchiali mentre quella venosa dalle vene
tiroidee.

La trachea è composta da tessuto cartilagineo (porzione esterna), connettivo, muscolare (liscio),


mucoso.

Quando si contrae il muscolo della trachea, con l’azione dell’adrenalina, gli anelli cartilaginei si
espandono incrementando così il diametro per mandare più aria e ossigeno ai polmoni.

Quando si rilassa il muscolo della trachea, con l’azione dell’ acetilcolina, si ha una riduzione del
diametro della trachea.

La trachea può essere suddivisa in

- tratto cervicale

- tratto toracico

Successivamente troviamo la carena, punto in cui la trachea si biforca nei due bronchi, che
entrano nei polmoni a livello dell’ileo polmonare

- Bronco principale destro. Più breve e verticale

- Bronco principale sinistro.

Polmoni

Si trovano nella gabbia toracica, lateralmente, a destra e sinistra.

Superiormente e anteriormente abbiamo la gabbia toracica, inferiormente il diaframma. Delimitano


una zona centrale chiamata mediastino.

- La vascolarizzazione arteriosa è de nita dalle arterie polmonari e bronchiali

- La vascolarizzazione venosa dalle vene polmonari e bronchiali

- Il nutrimento lo prendono dalle coronarie

I linfonodi che controllano la linfa proveniente dai polmoni sono i linfonodi mediastinici, collocati
nel mediastino

L’epitelio dei polmoni è cilindrico pseudostrati cato e cambia a mano a mano che si entra.
Internamente scompaiono le componenti cartilaginei, la componente cigliare e le ghiandole
mucose perché all’interno, perché la funzione principale è quella di scambio ossigeno/cO2 e deve
essere più sottile possibile.

Ogni polmone pesa circa 650 grammi. Il diametro del polmone destro è maggiore alla base
rispetto al sinistro, perché a sinistra c’è il cuore. Polmone destro più alto del sinistro perché sotto
c’è il fegato che lo spinge.

Polmone destro
Si suddivide in tre lobi grazie a due scissure

- scissura superiore. lobo superiore/lobo medio

- scissura obliqua. Separa lobo inferiorie dagli altri

Polmone sinistro
Si suddivide in due lobi grazie ad una scissura obliqua

- lobo superiore

- lobo inferiore.

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Suddivisione interna
Le Scissure sono fondamentali perchè i bronchi seguono la suddivisione dei lobi.

In entrambi i polmoni abbiamo l’ileo polmonare, il quale accoglie l’entrata e l’uscita dei vasi
(sanguigni e linfatici), dei bronchi e dei nervi.

Ogni lobo si suddivide in compartimenti sempre più piccoli, che accompagnano il decorso di
bronchi, vasi e nervi.

Il bronco quando entra nel polmone si suddivide in bronchi lobare (3 nel destro e 2 nel sinistro) e
ciascuno di questi si suddivide in diramazioni.

Le diramazioni bronchiali, dei vasi e dei nervi seguono la suddivisione data dai setti all’interno di
ciascun lobo, i quali lo suddividono in compartimenti più piccoli chiamati lobuli

Appena i bronchi principali passano l’ileo polmonare, diventano bronchi intrapolmonari, con gli
anelli cartilaginei che circondano tutto il bronco.

Ciascun bronco successivamente i suddivide in bronchi lobari, che sono 1 per ogni lobo.

- Polmone destro. 3 bronchi lobari

- Polmone sinistro. 2 bronchi lobari

Ciascun bronco lobare si suddivide in bronchi segmentali. Gli anelli cartilaginei vengono sostituiti
da placche che poi, man mano che il bronco diminuisce di diametro, scompaiono

- Polmone destro. 10 bronchi segmentali

- Polmone sinistro 8/9 bronchi segmentali.

Dai bronchi segmentali si formano i piccoli bronchi e poi i bronchioli (privi di ciglia di muco e di
placche)

Per ogni bronchiali si formano 6500 bronchiali terminali, costituiti solo da muscolatura liscia.
In ne arriviamo nel bronchiolo respiratorio, il quale si butta nei sacchi alveolari, punto in cui
avviene lo scambio tra ossigeno e cO2.

Ciascun polmone contiene circa 150 milioni di alveoli

Sacchi alveolari -> contengono alveoli

Ciascun alveolo è circondato da un ramo dell’arteria polmonare e un ramo della vena polmonare.
L’arteria porta sangue ricco di cO2 che viene eliminata e successivamente diventa vena, piena di
ossigeno

All’interno degli alveoli troviamo tre tipi di cellule

- pneumociti di I tipo. Formano gli alveoli, fanno parte della membrana epiteliale traverso cui
di ondono i gas

- pneumociti di II tipo. Meno numerose. Producono il liquido surfactante, rilasciato sulla


super cie interna dell’alveolo per evitare il collasso delle pareti

- macrofagi. Ultima linea di difesa

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Muscoli di respirazione

Il principale muscolo della respirazione è il diaframma. Con la respirazione si innalza, con


l’espirazione torna nella sua posizione originaria.

La respirazione si può dividere

- A riposo. Se non siamo sotto sforzo la respirazione è controllata dal diaframma, il quale regola
contrazione ed espansione.
Abbiamo una fase di inspirazione, attiva, quando il diaframma si contrae e le coste muovono la
gabba toracica, ed una fase di espirazione, passiva, in cui il diaframma si rilassa e torna nella
sua posizione originaria

- Forzata. Sotto sforzo intervengono i muscoli per far si che si gon ancora di più la gabbia
toracica, l’addome e il diaframma, accelerando la respirazione

In fase attiva, di ispirazione forzata, i muscoli che agiscono sono gli intercostali esterni, il dentato
anteriore, il piccolo pectorale, lo sternomastroideo, muscoli scalini del collo

In fase passiva di espirazione forzata, ì muscolo che agiscono sono gli intercostali interni, i
muscoli addominali, muscolo trasverso del torace

Centri respiratori
Ci sono dei centri posizionati nell’encefalo, in grado di aumentare o ridurre la frequenza dei respiri,
controllandola.

Questi inviano delle bre stimolanti che agiscono sul diaframma e sugli intercostali esterni
aumentando o diminuendo la respirazione

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APPARATO DIGERENTE

Tubo muscolare che parte dalla cavità orale, passa nella faringe, poi esofago, stomaco, intestino
(tenue e crasso) e nisce nel retto.

Ha la funzione di trasportatore tutto quello che ingeriamo nei diversi organi per poter essere
digeriamo o assorbito

Costituito da organi cavi che formano dei condotti e hanno la capacita di portare il cibo a tutte le
strutture deputate all’assorbimento e digestione. Quando siamo in perfetta salute non ci
accorgiamo della digestione perché avviene in modo autonomo, questo avviene da dopo la
deglutizione. Nel momento in cui abbiamo qualche problema (nausea, vomito, diarrea…) bisogna
cercare di risolverlo più veloce possibile

Ghiandole accessorie

Per aiutare il processo di assorbimento e digestione sono presenti diverse ghiandole accessorie.
Nella cavità orale abbiamo i denti che abitano nella masticazione del cibo, che aiuta alla
formazione del bolo.

Le ghiandole salivari sono soggette alla produzione della saliva, in cui son presenti gli enzimi per
la digestione.

Sono presenti anche altre ghiandole che producono sostanze per la digestione e sono

- il fegato. Secerne la bile

- il pancreas. Produce ormoni dell’insulina

Funzioni sistema digerente

- Ingestione. Capacità di inserire cibo e liquidi

- Trattamento meccanico. Il cibo viene tritato grazie ai denti e creano il bolo grazie alla saliva e
alla lingua che lo modella.

- Digestione. Demolizione chimica del cibo. Le macromolecole vengono demoliti in molecole più
semplici. A data agli enzimi gastrici che fungono anche da demolitori di acidi grassi

- Secrezione. Le ghiandole accessorie rilasciano i secreti nel tubo digerente, fondamentali per le
funzione di digestione e assorbimento.
- Assorbimento. Dopo che vengono formate molecole più semplici, queste vengono assorbite
nell’intestino.

- Escrezione. Tutto quello che non viene assorbito, viene eliminato

- Difesa. La mucosa protegge dai patogeni ed abrasioni

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Epitelio dell’apparato digerente

L’ Epitelio del sistema digerente è di diversi tipi a seconda della regione in cui ci si trova. Da più
complesso diventa sottile. L’epitelio rispecchia la funzione dell’organo. Esempi

- Nella bocca, cavità orale, faringe ed esofago -> funzione di trasporto -> epitelio che deve
resistere agli insulti meccanici ed abrasioni -> epitelio robusto, pavimentoso composto

- Nell’intestino -> funzione principale di assorbimento -> epitelio non deve essere spesso perché
le varie sostanze devono essere in grado di di ondere rapidamente -> epitelio semplice

L’ Organizzazione dell’epitelio rimane sempre la stessa

- Mucosa

- Sottomucosa con i vasi e i nervi

- Tonaca muscolare. Importante per spingere il cibo lungo il tubo digerente con le contrazioni

Abbiamo due tipi di strati muscolari.

1) Fibre circolari. Interne

2) Fibre longitudinali. Esterne

Questa doppia presenza aumenta la possibilità di contrazione e di sviluppare forza per spingere il
materiale digerito lungo il tubo

- Membrana esterna.

Cavità orale, faringe, esofago -> Tonaca avventizia

Cavità addominale -> Peritoneo -> Membrana sierosa composta da

1) Peritoneo parietale. Membrana esterna

2) Peritoneo viscerale. Membrana interna.

Tra le due si delimita uno spazio nel quale viene rilasciato il liquido peritoniale, il quale favorisce i
movimenti riducendo gli attriti

Tonaca Musclare

Quando nel tubo digerente non passa cibo, le pareti collassano e sono chiuse

Quando nel tubo passa cibo è fondamentale la presenza della tonaca muscolare (liscia) perchè
la contrazione genera due tipi di movimenti.

- Peristalsi. Es. esofago. Contrazione della tonaca muscolare per spingere il cibo verso lo
stomaco. Favorisce l’unidirezione

Fase 1
Contrazione della muscolatura circolare dietro al bolo

Fase 2
Contrazione muscolatura longitudinale davanti al bolo

Fase 3

La contrazione della muscolatura circolare spinge il bolo in avanti

- Segmentazione. Strato circolare e longitudinale si contraggono simultaneamente generando


un modo vorticoso, il quale fa in modo che il materiale digerito sia in contatto con la mucosa
dell’organo.
Es. intestino. Il moto vorticoso favorisce il più possibile il contatto del materiale con la
super cie di assorbimento. Favorisce il mescolamento

Al di sotto del diaframma, gli organi che sono avvolti dal peritoneo ne prendono un rapporto un
po’ diverso. O vengono avvolti completamente oppure solo anteriormente.

A seconda del tipo di rivestimento si suddividono in

- organi intraperitoneali. Avvolti completamente

- organi retroperitoneali. Avvolti solo anteriormente

Peritoneo importante anche perché stabilizza la posizione degli organi che avvolge

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Organi intraperitoniali -> Stomaco e Fegato

Il fegato è legato al diaframma grazie al legamento falciforme ed è legato allo stomaco grazie al
piccolo omento.

Questi legamenti sono specializzazioni del peritoneo e servono a stabilizzare gli organi nella loro
posizione

Dallo stomaco parte il grande omento, altra specializzazione del peritoneo, che scende lungo il
percorso dell’addome e copre anteriormente le anse dell’intestino.

Nel grande omento si ha anche l’accumulo di lipidi, che fa da riserva energetica.

Organi retroperitoneali -> Reni, Ureteri, Aorta addominale

Gli altri organi presenti nella cavità addominali sono tutti retroperitoneali, quindi sono avvolti solo
anteriormente

Organi retroperitoneali secondari -> Pancreas, Duodeno, Colon

Durante lo sviluppo embrionale sono avvolti completamente da peritoneo. Dalla nascita in poi
diventano retroperitoneali

Bocca. Cavità orale


Comunica con l’esterno tramite le labbra. Subito dietro troviamo il vestibolo e successivamente le
strutture delle gengive e cavità orale.

L’epitelio è pavimentoso composto, che resiste agli insulti meccanici e abrasioni.

Attraverso l’azione combinata dei denti della saliva e della lingua, si ha una prima fase di
trattamento meccanico in cui il cibo viene ridotto in poltiglia e si trasforma in bolo che poi viene
deglutito ed entra in faringe.

Il tetto è rappresentato dal palato duro, che prosegue come palato molle e forma l’ugola.

La lingua è un muscolo molto grande i cui movimenti sono fondamentali per il mescolamento del
cibo, grazie al suo movimento il cibo viene spinto verso i denti e insieme alla saliva permette la
formazione della poltiglia.

Nella saliva sono presenti degli enzimi in grado di degradare alcune macromolecole .

A contatto con l’ugola abbiamo la tonsilla palatina, ammasso di tessuto linfoide che contiene
cellule dell’immunità di difesa.

Le pareti della cavità orale sono costituite dalle guance che sono aiutate dai muscoli buccinatori.

A livello della cavità orale sboccano i condotti delle tre paia di ghiandole salivari, le quali hanno
funzione di produrre saliva

- ghiandole parotidi

- ghiandole sottolinguali

- ghiandole sottomandibolari

Nel loro insieme producono un litro e mezzo di saliva al giorno

Saliva

- 99% acqua

- 1% anticorpi. immunoglobuline, amilasi (demolisce alcuni carboidrati in molecole di glucosio o


saccarosio), isozima (azione di difesa)

È considerata agente disinfettante ed ha anche funzione digestiva

Deglutizione

Meccanismo importante della discesa del bolo verso lo stomaco. Risultato del bilanciamento
sottile tra muscolatura volontaria ed involontaria.

Si suddivise in tre fasi

- Buccale. Controllata dalla volontà

- Faringea. Controllata dal sistema nervoso autonomo

- Esofagea. Controllata dal sistema nervoso autonomo

Fase Buccale.

Il cibo viene internalizzato a livello della cavità orale, viene trattato meccanicamente, subisce una
digestione chimica ai carboidrati e si forma il bolo alimentare. Quando noi decidiamo di deglutire
si ha un innalzamento della lingua che spinge il bolo sulla parete posteriore, l’ugula, la quale
chiude momentaneamente la rinofaringe. Successivamente nel momento in cui il bolo viene
spinto e comincia la discesa verso l’orofaringe, inizia la fase faringea

Fase Faringea.

La muscolatura della faringe in maniera involontaria si contrae, si innalza determinando il


movimento dell’ epiglottide. L’epigottide chiude il passaggio sulla laringe impedendo al bolo di
passarci.

Il bolo viene spinto e passa attraverso lo s ntere esofageo superiore ed entra nell’esofago

Fase Esofagea.

Grazie alla peristalsi, contrazione dell’esofago, il bolo scende lungo l’esofago no allo stomaco

Esofago

Condotto lungo circa 25cm che si organizza da C6 a T7. Si trova dietro alla trachea d è
lievemente spostato a sinistra rispetto alla linea mediana.

All’interno troviamo epitelio pavimentoso composto, costituito da una mucosa e una sottomucosa
con vasi e nervi.

È vascolarizzato dalle arterie esofagee (ramo dell’aorta toracica) ed è composto da una spessa
tonaca muscolare con solita organizzazione. Più esternamente abbiamo una tonaca avventizia
composta da tessuto connettivo e bre elastiche che facilitano la deformazione dell’esofago

Zone dell’addome

Divisione in 9 quadranti.

Due line verticali parallele no al legamento inguinale

Due linee orizzontali parallele, una sopra l’ombelico e l’altra sotto l’ombelico

- Quadrante centrale. Regione ombelicale. Comprende arte di stomaco, pancreas, intestino


tenue

- Quadranti ai lati del centrale.


Regione lombare destra. Colon ascendente

Regione lombare sinistra. Colon discendente

- Quadrante sopra al centrale. Regione epigastrica (da ne sterno). Stomaco

- Quadranti laterali superiori.


Regione ipocondriaca destra. Fegato, Parte di cistifellea, essura colica destra (curva del colon)

Regione ipocondriaca di sinistra. Parte di stomaco, essura colica sinistra

- Quadrante sotto al centrale. Regione ipogastrica. Colon sigmoideo (crasso), retto

- Quadranti laterali inferiori

Regione iliaca destra. Appendice

Regione iliaca sinistra. Colon discendente e colon sigmoideo

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Stomaco
Grazie alla peristalsi il bolo arriva allo stomaco

Si trova nella regione epigastrica

- Anteriormente. Diaframma, parete addominale e parte del fegato

- Posteriormente. Diaframma, milza, pancreas, troncoceliaco, reni

- Margine destro. Caratterizzato da una piccola curvatura dove troviamo un legamento che è una
specializzazione del peritoneo, il piccolo omento (stomaco-fegato) -> lunga 10 cm

- Margine sinistro. Caratterizzato da una grande curvatura dove troviamo il grande omento,
caratterizzato dalla presenza di ammasso di tessuto adiposo -> lunga 40 cm

Lo stomaco è un organo con ampia capacità dilatativa. A seconda se è ricco o privo di cibo,
prende rapporti spaziali

Stomaco vascolarizzato (arterie)

- Arteria gastrica. Vascolarizza la piccola curvatura

- Arteria che deriva dall’arteria epatica

- Arteria che deriva dall’arteria splenica. Vascolarizza la grande curvatura

Stomaco vascolarizzato (vene)

- Vene gastriche -> Vena porta

All’interno dello stomaco troviamo principalmente linfonodi gastrici

L’epitelio dello stomaco è composto mucoso, connettivo e musclolare.

Stomaco suddiviso in 4 porzioni

- Cardias. Punto in cui sbocca l’esofago. Si trova dietro al cuore

- Fondo.

- Corpo dello stomaco. Zona della grande curvatura

- Piloro. Punto di connessione tra stomaco e intestino

Dall’interno verso l’esterno la tonaca muscolare che avvolge lo stomaco è enorme. Questo perché
avvengono parallelamente la peristalsi e segmentazione che consentono la contrazione

- Peristalsi. Il cibo deve attraversare lo stomaco no al piloro

- Segmentazione. Il materiale all’interno dello stomaco viene mescolato per entrare in contatto
con enzimi gastrici, i quali digeriscono le macromolecole

Internamente l’epitelio semplice presenta numerose pieghe che consentono alla struttura interna
di dilatarsi e aumentare la propria capacità.

Organizzazione interna

La super cie dello stomaco è caratterizzato da una serie di buchi che delimitano delle fossette, le
fosse gastriche, con all’interno delle piccole caverne che scendono nell’epeitelio.

Dall’esterno all’interno delle fosse gastriche troviamo diversi tipi di cellule che riproducono
sostanze fondamentali per la digestione chimica.

- Cellule mucose. Più esterne. Funzione di produrre muco che deve contrastare l’e etto acido
delle sostanze prodotte dalle altre cellule

- Cellule parietali. Secernono acido cloridrico che abbassa il pH

- Cellule principali. Secernono il pepsinogeno, il quale suo percorso incontra l’HCL e diventa
pepsina, che rompe i legami delle proteine in aminoacidi. Queste cellule producono anche lipasi
gastrica, che rompe gli acidi grassi

- Cellule enterocroma ni. Alla base delle fossette. Producono l’ormone gastrina, importante
perché viene rilasciato per primo. Quando si ha fame, si genera un ri esso che agisce su
queste cellule che producono gastrica. Questa sale lungo la fossetta e determina l’attivazione
delle cellule parietali e principali.

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Il cibo dopo che viene digerito chimicamente dagli enzimi, il bolo cambia nome e diventa chimo.

Quello che esce dallo stomaco, esendoci pH basso, è un prodotto altamente acido.

Successivamente nell’intestino invece troviamo un pH neutro e nella sua parte iniziale, duodeno,
troviamo del muco che serve a riportare il pH ad un valore neutro

Il chimo, attraverso lo s ntere epilorico, passa nel duodeno che è la prima porzione dell’intestino
tenue

Intestino

Diviso in

- Intestino tenue. Anse avvolte completamente da peritoneo

- Intestino crasso. Avvolto solo anteriormente da peritoneo. Composto da colon ascendente,


discendente, traverso, sigmoideo e intestino retto.

Intestino tenue

6m -> si divide in tre parti

- Duodeno. Collegamento con lo stomaco. Lungo circa 25cm. Il chimo viene riportato a pH
neutro. Nel duodeno si riversano due secreti ghiandolari prodotti da fegato (bile) e pancreas
(succhi digestivi). Porzione più corta ma con più diametro.

- Digiuno. 2,5m. Seconda porzione. Organizzato in anse piegate l’una sull’altra, che vengono
mantenute nella loro pozione grazie al peritoneo

- Ileo. 3,5m. Organizzato in anse ripiegate e tenute insieme dal peritoneo, nei quali si veri ca
ancora l’assorbimento. Man mano che si avvicina al crasso ci sarà sempre meno da assorbire e
ci sarà da eliminare quello che è rimasto in fondo all’ileo

Anteriormente. Anse ricoperte dalla parete addominale e peritoeno (grande omento)

Posteriormente. Organi retroperitoneali, pancreas, reni

Superiormente. Intestino crasso

Inferiormente. Retto, vescica, utero

È ancorato posteriormente alla cavità addominale

Vascolarizzazione arteriosa. Arteria mesenterica superiore

Vascolarizzazione venosa. Vena mesenterica superiore -> Vena porta

Linfonodi sparsi per difendere da agenti patogeni

Il tessuto è composto da

- Mucosa

- Sottomucosa

- Muscolare. Fenomeni di segmentazione

- Sierosa. Più esterna

L’Epitelio dell’intestino tenue si solleva in specializzazioni chiamate billi intestinali, con la


funzione di aumentare la super cie assorbente perchè se fosse completamente appiattita avrebbe
un’area più piccola

Billo intestinale. Formato da epitelio semplice, con una sottomucosa e una tonaca muscolare che
permette la segmentazione

Nel duodeno abbiamo minori billi che nelle altre due parti perché ci sono le ghiandole
sottomucose che producono il muco per tamponare il pH.

Nel digiuno le ghiandole spariscono e i billi aumentano per favorire l’assorbimento.

Nell’ileo cominciano a diminuire perché poi quello che resta va eliminato e la presenza dei noduli
linfatici nella sottomucosa, fondamentali per difenderci dai batteri presenti nel crasso.

A seconda di dove ci troviamo abbiamo un epitelio diverso

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Intestino crasso.

1.5m di lunghezza e più largo dell’intestino tenue

Dall’ileo, il materiale non assorbito passa attraverso la valvola ileocecale nella prima porzione del
crasso.

- Ceco. Prima parte del crasso, attaccato alla pendice vendiforme, tessuto linfoide in grado di
esercitare una reazione di difesa contro i batteri che potrebbero migrare verso il tenue

- Colon ascendete. Sale nella porzione destra del corpo no alla fessura colica destra (sotto al
fegato)

- Colon trasverso. Attraverso la parte addominale da destra a sinistra no alla fessura colica
sinistra

- Colon discendete. Scende nella porzione sinistra producendo poi una S chiamata colon
sigmoideo che termina nel retto

Funzioni principali

- assorbimento di acqua

- assorbimento di elettroliti

- assorbimento vitamine

- escrezione del materiale di scarto nel retto

L’ultima porzione dell’intestino crasso è il retto

Retto

Rappresenta l’accumulo di materiale fetale. Quando si ha questo accumulo, ha inizio il ri esso


della defecazione.

Le feci entrano del retto grazie alla muscolatura involontaria.

È formato da due s nteri

- Anale Interno. Composto da muscolatura liscia, involontaria

- Anale Esterno. Circondato da muscolo scheletrico volontario. In seguito alla pressione


intraaddominale data dall’accumulo di materiale fetale, si determina la contrazione dello s ntere
esterno e questo permette il rilassamento del retto e la fuoriuscita delle feci

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Le ghiandole associate al tubo digerente sono le ghiandole salivari, importanti nella prima fase
dell’ingestione.

Le altre due importantissime sono il fegato e il pancreas

Ghiandole salivari
Importanti non solo per la formazione di saliva, ma anche perchè al loro interno è presente
l’enzima amilasi salivare, in grado di e ettuare la prima digestione dei carboidrati

Fegato

Organo pieno, il più grande del corpo umano. Ghiandola esocrina che occupa quasi tutto
l’addome superiore. Lunghezza di 20 cm altezza 12 profondità 12. Pesa circa 1,5 kg

- Superiormente e lateralmente circondato dal diaframma

- Inferiormente dallo stomaco.

- Posteriormente. Rene e surrene di destra, duodeno, colon

Occupa la regione epigastrica e la regione dell’ipocordrio di destra

- Vascolarizzazione arterie. Arteria epatica. (Ramo del troncoceliaco)

- Vascolarizzazione vene. Vena epatica e Vena porta (deriva dalla congiunzione delle
mesenteriche, gastrica e pancreatiche). Dopo che il sangue viene controllato dal fegato esce da
queste vene epatiche.

Una delle funzioni del fegato è quella del controllo metabolico del sangue. Le sue cellule sono gli
epatociti, i quali monitorano tutto il sangue

Linfonodi. Super ciali e profondi

Il 25% del sangue che riceve arriva dall’arteria epatica, il 75% dalla vena porta

Il fegato è collegato al diaframma superiormente tramite il legamento falciforme, specializzazione


del peritoneo.

È collegato allo stomaco grazie al piccolo omento

Il fegato si divide in 4 lobi

Anteriormente. Grandi lobi

- Destro. Più grande

- Sinistro.

Divisi dal legamento falciforme

Posteriormente. Piccoli lobi

- Caudato. Superiormente. Tra la vena cava inferiore e il lobo sinistro

- Quadrato. Inferiormente. Tra la cistifellea e il lobo sinistro

Nel fegato arrivano una grande quantità di vasi, i quali si dividono in tantissimi capillari che qui
prendono il nome di sinusoidi epatici. Sono capillari nestrati, in modo che favoriscono
maggiormente la di usione, quindi scambio continuo tra capillari ed epatociti.

Cistifellea. Organo cavo posto posteriormente al fegato con il compito di accumulare

la bile -> liquido prodotto dagli epatociti che serve ad emulsionare i grassi digeriti.

La bile può andare direttamente in duodeno, oppure accumularsi all’interno della cistifellea

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Ogni lobo del fegato si divide in 100.000 lobuli.

Un singolo lobulo ha la forma di un esagono. Dal centro si dipartono, come dei raggi, delle lamelle
contenenti gli epatociti. Tra un raggio e l’altro scorrono i sinusoidi epatici, che scorrono tra le
lamelle, per fare in modo che il sangue entri in contatto con più cellule possibili.

A ogni vertice dell’ esagono si organizza la triade portale -> giungono un ramo della vena porta,
uno dell’arteria epatica e si diparte un piccolo dotto biliare, punto in cui viene concentrata la bile
prodotta dagli epatociti.

Dalla triade portale, questi condotti biliari formano condotti sempre più grandi, che poi formano
due dotti biliari

- uno che fuoriesce dal lobo di destra

- uno che fuoriesce esce dal lobo di sinistra

Il dotto di destra e il dotto di sinistra poi si uniscono a formare un dotto comune, il usale può
andare direttamente nel duodeno oppure proseguire nel dotto cistico, che porta la bile nella
cistifellea a seconda delle necessità

A livello del duodeno troviamo la papilla duodenale, punto in cui convergono il dotto che arriva
dal fegato e il dotto che arriva dal pancreas

Funzioni digestive e metaboliche più importanti

- Sintesi e secrezione della bile. Maggiormente correlata al sistema digerente

- Controllo metabolico del sangue

- Sintesi e rilascio del colesterolo. Molecola trasportatrice di grasso

- Inattivazione delle tossine

- Accumulo di riserva di ferro

Altre funzioni

- Sintesi proteine plasmatiche

- Fagocitosi

- Inattivazione dei farmaci

Pancreas

Organo più piccolo del fegato. 90g. Alto 4cm, lungo 20cm

Si suddivide in tre porzioni

- Testa. Poggia sulla curva del duodeno

- Corvo. Proiettato verso sinistra

- Coda. A contatto con la milza

- Anteriormente. Stomaco

- Lateralmente. Duodeno (testa), Milza (coda), Rene sinistro (coda)

Vascolarizzazione arterie. Arterie pancreatiche (epatica, linea le, mesenterica superiore)

Vascolarizzazione vene. Vene pancreatiche -> formano la vena porta

Linfonodi. Pancreatico-duodenali

Tessuti.

Il pancreas è una ghiandola al 99% esocrina, cioè che la secrezione viene rilasciata nelle
vicinanze. In questo caso nel duodeno.

Ma per l’1/2% è anche una ghiandola endocrina, cioè che la secrezione viene rilasciata lontana.
Sparse nel tessuto, si trovano delle cellule particolari raggruppate nelle isole di Langerhans, che
producono tre ormoni importanti per il metabolismo del glucosio

- cellule beta. Producono insulina. Ormone ipoglicerizzante -> Riduce la contrazione di glucosio
del sangue

- cellule alfa. Producono glucagone. Ormone iperglicerizzante -> Promuove l’aumento del
glucosio del sangue

- cellule delta. Producono somatostatina. Funzione di inibizione sulla produzione di insulina e


glucagone

APPARATO UROPROIETICO
Composto dai due reni e dalle vie che conducono l’urina all’esterno

- Reni. (2) Producono urina

- Ureteri. (2) Dai reni trasportano urina verso la vescica

- Vescica. Funge da serbatoio, è muscolo membranoso cavo che contiene urina prima che
nisca nell’uretra

- Uretra. Conduce l’urina all’esterno

Funzioni principali.

- Disintossicazione in cooperazione del fegato ed eliminazione dei metaboliti

- Escrezione

I reni ltrano il sangue e tolgono da esso tutte le molecole che possono essere considerate non
idonee insieme ai prodotti di scarto che derivano dal metabolismo cellulare e producono urina.

L’urina, attraverso gli ureteri, viene coinvogliata verso la vescica, organo muscolare cavo che la
raccoglie temporaneamente prima di essere portata verso l’uretra, che la conduce all’esterno.

Altre funzioni

- Regolazione pressione arteriosa. L’angiotensina 1 viene prodotta e rilasciata nel sangue dai reni
e va nei polmoni, dove è presente l’enzima convertitore di angiotensina 1, che la trasforma in
angiotensina 2 -> Ormone importante che regola la pressione sanguigna.
Controlla il sangue anche grazie a delle cellule di controllo dei globuli rossi, che producono l’
eritropoietina, la quale favorisce l’aumento della produzione dei globuli rossi.

- Regolazione volemia. Controlla il volume di sangue

- Conservazione elementi nutritivi

Reni
Organi retroperitoneali nella cavità addominale che si trovano tra T12 e L3, pesano 130-150g,
larghi 6 c e profondi 3 cm

Rene destro.

- Superiormente. Fegato, colon

- Anteriormente. Duodeno

Entrambi surmontati dalle ghiandole surrenali (destra e sinistra)

Rene sinistro.

- Superiormente. Stomaco

- Lateralmente. Milza, colon

- Anteriormente. Pancreas

Vascolarizzazione arterie. Arterie renali

Vascolarizzazione vene. Vene renali -> si buttano direttamente in vena cava inferiore

Linfonodi. Lombari

Tessuti.

Corticale. Regione più esterna

Midollare. Regione più interna

Ricevono il 20% della girata cardiaca

Il rene di sinistra è compreso tra la milza e lo stomaco. Tra questi tre c’è uno spesso strato di
tessuto adiposo, il quale funge da protezione e difesa

Stessa cosa nel destro.

La faccia mediale dei reni è composta dall’ileorenale, struttura da dove entrano i vasi sanguigni, i
nervi e i vasi linfatici.

Attraverso questo entra l’arteria renale e fuoriesce la vena renale

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Il rene di destra è più vicino alla vena cava inferiore rispetto al sinistro, quindi la vena renale di
destra è circa 1/2cm mentre quello di sinistra può arrivare a 10cm

Dall’ileo del rene fuoriescono anche i due ureteri, che scendono paralleli lungo l’addome, superno
le ossa pelviche e si dirigono in vescica.

Il tessuto del rene si suddivide in due pozioni.

- Corticale. Più esterna

- Midollare. Più interna, a con all’interno strutture a forma piramidale.


Queste piramidi renali hanno la base verso la corticale e il vertice che si apre verso i canali
renali. Questi portano l’urina nei bacinetti renali, la portano no alla pelvi renale che viene
coinvogliata negli ureteri.

Percorso del sangue -> Molto preciso

Quando l’arteria entra nell’ileo subisce una serie di rami cazioni, che portano alla formazione di
capillari, che vanno a inserirsi dentro alle piramidi renale no a raggiungere la corticale più
esterna. A livello della corticale formano dei vasi sempre più piccoli. Le strutture che formano
questi condotti sono i nefroni, cioè strutture presenti tra la corticale e la midollare dove avviene il
processo di ltrazione del sangue. Successivamente i capillari fuoriescono dai neufroni, si
congiungono tra di loro, e formano poi la vena renale.

Nefrone. Condotto muscolare che arriva dalle suddivisioni più piccole delle arteriole, che arriva a
formare l’urina de nitiva che sarà poi portata nella pelvi renale e poi negli ureteri.

Composto da diverse porzioni.

- capsula di Bowman. Prima parte. Una specie di sfera che accoglie la diramazione più piccola
del capillare renale. Quando l’arteriola entra, forma un gomitolo di capillari e dentro questa
capsula avviene la vera e propria ltrazione del sangue. Le uniche che non vengono ltrate
sono le proteine insieme alle cellule. Il gomitolo di capillari che si forma al suo interno è avvolto
da delle cellule specializzate, che consentono la ltrazione del sangue -> Podociti. Le cellule
che controllano la pressione sanguigna si trovano tra l’arteriola che entra e quella che esce
dalla capsula

Il ltrato poi passa nelle altre porzioni. In queste porzioni di nefrone si ha il riassorbimento
selettivo di acqua, soluti, elementi nutritivi e ioni che sono passati nel ltrato precedente.

- tubulo contorto prossimale. Vengono riassorbiti acqua, ioni e nutrimenti organici migrati dalle
arteriole
- ansa di Henle. Caratterizzato da un tratto ascendente e uno discendente. Riassorbimento di
acqua, ioni sodio e cloro
- tubulo contorto distale. A seconda delle necessità si ha un assorbimento di acqua, sodio,
sotto controllo di alcuni ormoni che aumentano o diminuiscono l’assorbimento
In ne si ha la formazione del liquido da eliminare che è l’urina de nitiva, la quale migra e nisce
nella pelvi renale e poi negli ureteri

Ureteri

Condotti lunghi 25,30 cm che partono dall’ileo del rene e sono composti da epitelio semplice e da
una spessa tonaca muscolare, che deve creare delle onde peristaltiche in grado di spingere l’urina
verso l’uscita. Ogni mezzo minuto la tonaca muscolare subisce contrazioni peristaltiche, che
spingono l’urina no alla vescica.

Importante che gli ureteri entrino in obliquo perché quando la vescica si contrae per eliminare
l’urina, è importante che questa vada verso l’uretra e non che torni indietro

Vescica

- Maschile. Anteriormente delimitata dalla sinfasi pubica e posteriormente dal retto. Pene

- Femminile. Delimitata anteriormente dalla sinfasi pubica, ma superiormente si trova l’utero.


Quando è in gravidanza l’utero preme sulla vescica. Vagina

Il muscolo che permette la contrazione della vescica è il muscolo detrusore della vescica (liscio,
involontario) il quale permette il rilassamento dello s ntere interno.

Prima che l’urina venga eliminata però, è necessaria la contrazione dello s ntere esterno (muscolo
scheletrico, volontario)

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Trigono vescicale. Regione di vescica compresa tra lo sbocco dell’uretere e l’uretra. Le pareti
della vescica sono ripide per fare in modo che l’urina nisca nell’uretra.

Uretra
- Femminile. Lunga 3-5 cm. Sbocca direttamente all’esterno

- Maschile. Lunga 18-20 cm. Si suddivide in tre parti.

Prostatica. Al di sotto della prostata

Membranosa

Penina. Lungo il pene

Le donne sono maggiormente soggette alle cistiti perché hanno un percorso più breve

Quando a un uomo scappa ma non riesce a farla, potrebbe avere un problema nella parte
prostatica

APPARATO GENITALE

Apparato genitale maschile e femminile hanno caratteristiche comuni


- Presenza delle gonadi -> organi che riducono i gameti
Uomo. Testicoli -> Spermatozoi

Donna. Ovaie -> Ovociti

- Vie genitali. Servono a accumulare, mantenere e trasportare i gameti verso la sede di


fecondazione

Nell’uomo più lunghe che nella donna

Di erenze
Uomo
- Produce 500 milioni di spermatozoi al giorno

- Due gonadi -> vie genitali -> epididimo -> uretra

- Ormone predominante prodotto dalle gonadi maschili che garantisce l’espressione dei caratteri
sessuali secondari sono gli endrogeni (testosterone)

Donna

- La donna durante i ciclo produce un solo ovocita

- Due gonadi -> tube uterine -> utero -> vagina

- Ormone predominante prodotto dalle gonadi maschili che garantisce l’espressione dei caratteri
sessuali secondari sono gli estrogeni

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APPARATO GENITALE MASCHILE
Testicoli

Nascono e si sviluppano nell’addome. Sono raccolti fuori da corpo umano, nello scroto, in modo
che ci sia una temperatura inferiore di un grado ai 37 corporei.

Pesano 10/15 grammi. Sono circondati dal peritoneo.

Il sesso del bambino è possibile determinarlo dopo circa tre mesi dalla fecondazione, in base
all’uscita dei testicoli dalla cavità addominale, i quali, grazie agli steroidi ormonali, migrano nella
sede de nitiva

Intorno al settimo mese di gravidanza si veri ca l’accrescimento di un cordone.

Gubernaculum testis. Cordone che si attacca al margine inferiore del testicolo e dal settimo
mese trascina i testicoli lungo la cavità addominale, in cavità pelvica e attraverso il passaggio nel
canale inguinale passano e arrivano nello scroto.

Lo sviluppo di questo cordone è spinta dagli ormoni.

Il passaggio dei testicoli a livello dell’inguine crea deformazioni a livello muscolare, rendendolo
meno resistente.

Durante la loro discesa, al loro interno si sviluppano i precursori degli spermatozoi, gli
spermatogoni
Nel periodo dell’infanzia non si ha produzione di testosterone e quindi questi spermatogoni si
bloccano.

Quando scendono i testicoli si portano dietro tutte le strutture che gli garantiscono sopravvivenza

- arteria testicolare. Deriva dall’aorta addominale

- vena testicolare. Drena il sangue del testicolo

- Vasi linfatici e nervi

- dotto deferente

Queste strutture compongono il funicolo spermatico

Il testicolo è ricoperto da due tonache

- Più esterna. Albuginea

- Più interna. Vaginale

Ci sono due muscoli che partecipano alla contrazione dei testicoli

- Muscolo cremastere. (Liscio). Quando si contrae, allontana o avvicina i testicoli al corpo per
questione di preservazione della temperatura. Quando fa caldo è rilassato, quando fa freddo si
contra e fa avvicinare i testicoli

- Muscolo dartos. Muscolo che determina le pieghe tipiche dolo scroto

Rapporti vescica

Anteriormente. Vescichette seminali -> vescica

Superiormente. Prostata -> vescica

Posteriormente. Vescichette seminali e prostata -> retto

Inferiormente. Prostata -> pavimento pelvico

Vascolarizzazione arterie.

Arterie testicolari -> Vascolarizzano testicoli ed epididimo

Vascolarizzazione vene. 2 vene testicolari

- destra. Si butta in vena cava inferiore

- sinistra. Si butta nella vena renale sinistra

Linfonodi.

Iliaci -> a livello inguinale

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Interno di un testicolo

Porzione più esterna della camera scrotale formata da cute. Al di sotto c’è il muscolo dartos, poi il
muscolo cremastere e successivamente troviamo le due tonache che rivestono il testicolo.

Il tessuto del testicolo, grazie alla tonaca vaginale, è diviso in tanti lobuli con all’interno i
tubuli seminiferi -> posto in cui avviene la produzione degli spermatozoi

Ogni lobulo ne contiene 800. Da ognuno di questi si formano dei condotti sempre più grandi che
portano gli spermatozoi maturi verso l’epididemo.

Tubulo smeinifero -> al centro è presente una cavità centrale in cui entrano gli spermatozoi e man
mano maturano. Gli spermatogoni, dalla pubertà in poi, si dividono in due cellule glie.

Una cellula più matura che diventa uno spermatozoo, l’altra uguale allo spermatogone madre ->
Divisione asimmetrica

Cellula più matura -> spermatocita primario. Si divide per meiosi, diventando uno spermatide.

Successivamente inizia il processo di spermiogenesi, che lo porta alla maturazione in


spematozoo.

Il processo di maturazione in spermatozoo viene garantito da delle cellule importante dentro al


tubulo seminifero.

Le prime cellule che troviamo tra un tubulo seminifero e l’altro sono

le cellule interseziali -> producono gli endrogeni (testosterone), che viaggiano nei vasi
determinando lo sviluppo corporeo.

Le altre cellule che partecipano e danno supporto sono

le cellule del sertuli -> danno supporto alla spermiogenesi. Contenute all’interno del tubulo

Spermiogenesi -> porta alla formazione da spermatida a spermatozoo maturo

Spermatozoo maturo

- testa -> all’interno c’è il nucleo

- collo

- corpo -> composto da tantissimi mitocondri che rappresentano energia per la cellula per
mantenere il agello in movimento. Movimento a cavatappi in modo da muovere in avanti lo
spermatozoo

Non ha riserve di energia e sostanze nutritive. Sono tutte derivanti dai testicoli e tutte le strutture
che fanno parte dell’apparato genitale maschile

I condotti che si formano dai tubuli niscono nell’ epididimo.

Vie genitali maschili

Epididimo -> Dotto deferente -> Uretra

Epididimo -> Prima parte via genitale maschile, formato da tantissimi condotti annodati

- Controllo e regolazione del liquido seminale.

- Riciclaggio spermatozoi danneggiati

- Favorisce la maturazione funzionale. Il agello diventa mobile quando passa nell’ epididimo

Successivamente i condotti si slegano formando il dotto deferente, che si contrae secondo


peristalsi.

Sotto alla vescica il dotto deferente curva, si porta nella parte posteriore, si collega con quello
dell’altro testicolo e conferisce nell’uretra prostatica

La depolarizzazione dello spermatozoo avviene solo quando entra nell’apparato genitale


femminile

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Organi accessori

- producono liquidi fondamentali per il nutrimento e mantenimento degli spermatozoi

- Producono segnali chimici per dare spinta al agello

- producono soluzioni tampone per ridurre l’acidità

Vescichette seminali

Ghiandole lunghe 15cm che producono un liquido che costituisce circa il 60% dell’apporto del
liquido seminale

Sboccano nell’uretra prostatica

Prostata

Organo muscolare cavo con al su interno dalle 30 alle 50 ghiandole tuboalveolari. Produce un
liquido che contribuisce al 30% col liquido seminale.

Produce la plasmina seminale -> antibatterico naturale

Ghiandola bulburetrale

Due ghiandole piccole che si trovano ai due lati dell’uretra membanosa.

Rappresentano il 10% del liquido seminale e producono sostanze che neutralizzano l’acidità

Liquido seminale

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APPARATO GENITALE FEMMINILE

Vie genitali
Tube -> collegano l’ovaio all’utero

Utero -> organo che accoglie l’embrione e gli da nutrimento

Vagina

Ovaie
Alla nascita nelle ovaie sono contenute 2 milioni di ovociti primari ma dopo il menarca ne
rimangono 500mila e solo 500 diventano secondari, cioè ovulati.

Le ovaie pesano circa 6-8 g.

La loro funzione principale è quella di produrre i gameti.

Gli ormoni che vengono prodotti sono gli estrogeni

Le strutture principali dell’apparato (ovaie, tube, utero) sono contenute nel legamento largo
dell’utero.

Il legamento sospensore dell’ovaio si occupa di ssare l’ovaio alla parete addominale


posteriore. È vascolarizzato delle arterie e dalla vena ovarica.

Il legamento mesovario lega l’ovaio con l’utero

Il tessuto ovarico (interno) è formato da

- una parte esterna, corticale -> pruduzione di ovociti

- una parte interna, midollare -> avviene la manutenzione degli ovociti.

Sono composte dalle cellule follicolari che circondano l’ovocita in maturazione e ne danno
supporto. Alla nascita no alla pubertà i follicoli sono sotto forma di follicoli primorbiali. Con la
pubertà inizia la produzione di estrogeni in cui intervengono altri ormoni. Dai follicoli premorbiali si
passa ai primari, che formano alcuni follicoli secondari, da cui si forma un solo follicolo terziario
che viene poi ovulato. Il processo di maturazione da follicoli premorbiali a terziario dura circa 14
giorni.

La maturazione dell’ovocita è sotto controllo ormonale

- estrogeni. Forniscono nutrimento

- FSH. Prodotto dall’ippotalamo. Determina a maturazione dei follicoli

Ciclo mestruale
Giorno 0. Giorno in cui iniziano le mestruazioni. Il follicolo principale sotto l’ormone FSH (prodotto
dall’ipo si) agisce sull’epitelio, favorendo l’azione dei folllicoli che producono gli estrogeni che
inducono allo sfaldamento dell’epitelio dell’utero in caso di gravidanza. Se non si sfalda
l’endometrio viene prodotto sangue, ossia il prodotto del ciclo mestruale

Giorno 7-14. Termina la fase mestruale e il sanguinante. Comincia la rigenerazione


dell’endometrio guidata dagli estrogeni

Dopo il giorno 14. Espulsione ovocita terziario. Diminuzione FSH. Interviene l’ormone LH,
prodotto dall’ipo si e sia ha il picco degli estrogeni. Questo determina l’uscita dell’ovocita
dall’ovaio.

Si passa alla fase secretiva e l’endometrio si inspessisce con ghiandole vascolarizzate che
servono al nutrimento dell’embrione.

Le cellule follicolari diventano corpo luteo e secernono l’ormone progesterone, il quale favorisce
l’inspessimento dell’endometrio e la secrezione

L’ovulazione è il periodo più fertile e se il corpo luteo non viene fecondato, degenera e muore.

Fino al 21esimo giorno

Dal giorno 28. L’utero si riprepara per la mestruazione

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Utero

Organo ampiamente distensibile e fortemente vascolarizzato

Costituito internamente da epitelio funzionale -> l’endometrio. Questo permette la formazione


della placenta dopo che l’embrione si impianta. Ogni mese va incontro a sfaldamento e si rigenera
no alla menopausa

Esternamente formato da una tonaca muscolare spessa. miometrio -> serve per le contrazioni
uterine durante il parto.

Tuba uterina
Ha un epitelio cilindrico semplice con ciglia che ostacolano gli spermatozoi. Queste ciglia
garantiscono il movimento dell’ovocita lungo le tube

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SISTEMA ENDOCRINO

Mette insieme tutti gli apparati perché comprende le ghiandole che producono gli ormoni che
hanno un e etto sistemico su tutti gli organi

Ormoni. Proteine piccole che innescano alcune reazioni nel corpo

- Derivati amminoacidi. Molecole piccole -> Adrenalina. Prodotta dalle ghiandole surrenali

- Ormoni peptidici. Macromolecole -> prodotte dall’ipo si

- Ormoni steroidei. Ormoni prodotti dalle gonadi

Ghiandole endocrine -> secernono ormoni che hanno azioni a distanza dall’organo in cui
vengono prodotti

Ghiandole esocrine -> secernono ormoni molto vicini all’organo in cui vengono prodotti

Le Ghiandole endocrine più importanti sono situati nel sistema nervoso centrale il quale collabora
col sistema endocrino

Cervello -> Ipotalamo e ipo si -> sistema nervoso centrale

Collo -> Tiroide

Cuore -> produce ormoni che aiutano la rigenerazione cardiaca

Rene

Pancreas -> produce insulina e glucagone

Gonadi

Ipotalamo e ipo si
Si trovano nel mesencefalo e sono collegate tra loro tramite l’ infundibolo. Sono importanti
perché producono più di 12 tipi diversi di ormoni

Ipotalamo

-> produce ADH e ossitocina che passano nella neuroipo si (porzione posteriore dell’ipo si) e
vanno ad agire a distanza.

-> Secerne altri ormoni che vanno a regolare l’attività dell’adenipo si (parte anteriore dell’ipo si).

-> Si dipartono bre nervose che vanno ad agire sulle ghiandole surrenali che riducono adrenalina
e noradrenalina

Ipo si

Poggia su un osso del cranio -> sfenoide (sella turcica)

Si divide in

- adenipo si (parte anteriore) -> secerne 9 ormoni. È controllata dall’ ipotalamo

- neuroip si (parte posteriore) -> passano ADH e ossitocina

ormoni prodotti dall’adenoipo si

- TSH. Ormone tiroide stimolante. Entra nel torrente circolatorio e agisce sulla tiroide inducendola
a produrre ormoni tiroidei

- GH. Ormone della crescita. Agisce prima a livello del fegato e successivamente negli organi
dell’apparato muscolo scheletrico

- FSH. Ormone follicolo stimolante. Nella donna agisce sull’ovaio favorendo la maturazione
dell’ovocita. Nell’uomo agisce sul testicolo favorendo l’attivazione delle cellule che producono
testosterone

- LH. Ormone femminile. Interviene nella fase di ovulazione nel ciclo mestruale

- PRL. Prolattina. Stimola la produzione di latte della ghiandola mammaria femminile

- ACTH. Interviene sulla ghiandola surrenale che induce le ghiandole a produrre ormoni

ormoni prodotti dalla neuroipo si

- ADH. Agisce sui reni

- Ossitocina. Favorisce il parto nella donna. Nell’uomo favorisce il passaggio del liquido seminale
da testicolo a uretra e agisce sulle contrazione peristaltiche della prostata

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Ipotalamo ed ipo si sono correlati anche dal punto di vista vascolare -> Sistema portale
ipo sario. Determina il controllo dell’ ipotalamo sull’ipo si

Tiroide

Si trova nel collo, è una ghiandola fortemente vascolarizzata tra la laringe e la trachea.

I margini laterali sono ancorati alla cartilagine tiroidea della laringe

È facilmente palpabile

È formata da due lobi, sinistro e destro, collegati tra loro tramite l’ixmo
Ogni lobo è diviso in piccoli lobuli, punti in cui vengono postati gli ormoni tiroidei

Lobuli tiroidei -> contengono cellule, i tiroiciti, con strutture contenenti un ammasso di liquido
viscoso -> gli ormoni della tiroide

I tiroiciti agiscono sotto controllo del TSH, il quale favorisce la produzione di Tirioglobulina, che
insieme allo iodo, favoriscono la produzione di T3 e T4 -> veri e propri ormoni tiroidei.

Gli ormoni tiroidei come funzione principale hanno l’incremento del metabolismo e del consumo
di ossigeno.

I soggetti che presentano una disfunzione tiroidea rientrano in due categorie.

- soggetti ipertiroidei. Elevata produzione di ormoni tiroidei. Metabolismo molto veloce

- soggetti ipotiroidei. Bassa produzione di ormoni tiroidei. Basso metabolismo e consumo di


ossigeno

T3 e T4 vengono rilasciati nel sangue

Regolano anche la temperatura corporea

Tiroide vascolarizzata dall’arterie Tiroidee superiore e inferiore

Tiroide drenata delle vene tiroidee

Nella porzione posteriore della tiroide si trova l’esofago quindi non è chiusa completamente.

Sono presenti anche ghiandole, le paratiroidi, che hanno funzione di produrre un ormone
importante nella regolazione del metabolismo dello ione calcio, il paratormone (PTH), il quale ha
funzione ipercalcemizzante -> agisce quindi sulle ossa e sui reni aumentando gli ioni calcio

Ghiandole surrenali
Localizzate sul polo superiore di ogni rene

- Ghiandola surrenale destra. Circondata dal fegato

- Ghiandola surrenale sinistra. Stomaco e milza

Vascolarizzate dalle arterie surrenali

Sono circondate da una capsula brosa esterna che delimita un tessuto materno diviso in due
porzioni

- corticale. Più esterna

- midollare. Più interna

Corticale. Si suddivide in tre porzioni.

- zona glorumerale. Vengono prodotti gli ormoni mineralcorticoidi -> Bersaglio. Reni

- zona fascicolata. Più spessa. Produce il cortisolo -> partecipa al metabolismo del glucosio

- Zona reticolare. Produce una minima quantità di androgeni

Midollare -> Produce l’adealina e la noradrenalina

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Pancreas (APPARATO DIGERENTE)
Formato 99% da strutture esocrine.

Formato 1% da strutture endocrine -> isole di Langherans

Isole di Langherans

- cellule beta. Producono insulina. Ormone ipoglicerizzante -> Riduce la contrazione di glucosio
del sangue

- cellule alfa. Producono glucagone. Ormone iperglicerizzante -> Promuove l’aumento del
glucosio del sangue

- cellule delta. Producono somatostatina. Funzione di inibizione sulla produzione di insulina e


glucagone

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