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FITOTERAPIA: PRECAUZIONI D'USO DELLE PIANTE OFFICINALI INTERFERENZE TRA LE PIANTE OFFICINALI, INTERAZIONI TRA PIANTE E FARMACI, CONTROINDICAZIONI

IN PRESENZA DI ALCUNE PATOLOGIE - QUINTA PARTE: LINO, PSILLIO, ISPAGHUL, MELISSA, MENTA
Proseguiamo l'esame delle piante officinali, in relazione alle precauzioni sul loro uso. Queste devono essere tenute sempre in considerazione: nonostante la fitoterapia sia considerata da alcuni innocua, vi sono invece diversi casi in cui necessaria una certa cautela nel suo utilizzo, specialmente in alcuni periodi della vita, come la prima infanzia, la gravidanza, l'allattamento, o in relazione a determinate patologie, e all'uso concomitante di farmaci. Questo mese prenderemo in considerazione il Lino, lo Psillio, l'Hispaghul, la Melissa, la Menta. Lino (Linum usitatissimum) Psillio (Plantago psyllium) Ispaghul (Plantago ovata) Discutiamo di queste tre piante officinali mettendole in relazione fra loro, poich l'utilizzo molto simile, come simili sono le propriet attribuite ai loro semi, che costituiscono la droga, ovvero la parte di pianta contenente i principi attivi. Il Lino conosciuto da tempi antichissimi, poich era utilizzato gi in epoca preistorica per le sue fibre, che costituiscono un ottimo filato, dal quale si ricava un tessuto molto pregiato, ancora oggi apprezzatissimo. Gi anticamente erano utilizzati anche i semi, sia a scopo curativo che a scopo alimentare; essi infatti hanno un buon contenuto calorico e oggi sappiamo che sono ricchi di acidi grassi essenziali, sostanze indispensabili per la fisiologia e il benessere del corpo umano. A scopo curativo erano utilizzati gi dagli antichi medici che seguivano la dottrina di Ippocrate, per i disturbi intestinali e per la tosse, sia per uso esterno che per uso interno. Per uso esterno penso che molti avranno utilizzato, su consiglio della nonna, o ne avranno sentito raccontare, i cataplasmi di semi di Lino in caso di tosse e catarro bronchiale, oppure di foruncolosi, o ascessi, che sono fatti "maturare" con i cataplasmi, accelerandone la guarigione. Per uso interno i semi di Lino sono utilizzati anche oggi per risolvere la stitichezza in modo delicato, specie nelle persone con l'intestino irritato, talvolta per abuso di lassativi drastici, o nei casi di colon irritabile, o quando vi siano ragadi o emorroidi. I semi di Lino infatti, come anche quelli di Psillio e di Ispaghul, sono ricchi di mucillagini, che agiscono da lassativo meccanico. E' facile rendersi conto di questo: basta mettere un cucchiaio di semi di una qualunque di queste tre piante in un bicchiere di acqua, lasciarli macerare per qualche ora, e si vede che essi si rigonfiano formando una sostanza mucillaginosa che li avvolge. La mucillagine che si forma con l'acqua, se ingeriamo i semi macerati, agisce da lubrificante e da lassativo meccanico, perch idrata e aumenta la massa fecale; ci provoca uno stimolo fisiologico di distensione delle pareti intestinali, che rispondono aumentando la contrazione armonica (peristalsi), che favorisce il procedere del contenuto intestinale e lo svuotamento. Questo stimolo molto delicato, a differenza di quello prodotto dalle piante lassative antrachinoniche, pi drastiche e irritanti, e quindi non provoca assuefazione. Perci, quando la funzione intestinale carente, oltre a migliorare l'apporto di fibre alimentari fornite dalla verdura, dalla frutta, dai cereali integrali, e ad incrementare l'apporto di liquidi nella giornata, pu essere consigliabile un trattamento sintomatico

con i semi di queste piante, adoperandole naturalmente con la necessaria quantit di acqua, per evitare di ottenere l'effetto opposto. Se c' un'irritazione intestinale sempre bene utilizzare i semi solo dopo la loro macerazione in acqua per alcune ore; diversamente possibile ingerirli tal quali, ad esempio con lo yogurt, bevendo subito dopo un paio di bicchieri di acqua. Le mucillagini prodotte dalla macerazione svolgono anche una funzione emolliente a addolcente sulle mucose intestinali che, se sono infiammate, traggono beneficio dall'azione lenitiva delle mucillagini, sia del Lino che dello Psillio e dell'Ispaghul (cos come della Malva, che non esaminiamo in questo contesto, poich non presenta controindicazioni di sorta). Sembrerebbe quindi che queste piante officinali possano essere utilizzate sempre e comunque: invece vi sono casi in cui il loro uso sconsigliato, se non addirittura vietato. Quando infatti vi il sospetto di un'occlusione intestinale, o vi sono dolori addominali la cui causa non sia nota, l'uso dei semi di Lino o delle altre piante in oggetto assolutamente controindicato, per evitare eventuali complicazioni. Bisogna anche tenere presente che le mucillagini, se assunte contemporaneamente a farmaci o ad integratori minerali o vitaminici, possono ridurne l'assorbimento; quindi bene aspettare almeno un'ora dopo la loro assunzione prima di ingerire i semi mucillaginosi, rispettando i dosaggi, che non devono essere mai eccessivi, per evitare squilibri idrici e salini. Talvolta, all'inizio del trattamento, si possono verificare gonfiori addominali, che scompaiono col proseguire dell'assunzione, specie se si ingeriscono adeguate quantit di acqua. Melissa (Melissa officinalis) La Melissa conosciuta anche con il nome di Citronella, Cedronella o anche Erba Limona, per il gradevole profumo di limone che emana quando fresca, profumo che perde con l'essiccazione. Come molte piante, conosciuta e utilizzata fin dall'antichit per le sue proprietsedative, antispasmodiche, digestive, carminative, che ne fanno un valido rimedio, confermato anche dai moderni studi, contro l'ansia, specialmente in caso di nevrosi gastrica, che si manifesta con disturbi di origine psicosomatica a carico dello stomaco e dell'intestino. La Melissa utile anche nei disturbi del sonno, sia degli adulti che dei bambini, quando necessaria un'azione rilassante generale, con difficolt di addormentamento. La sua azione tranquillizzante pu essere utilizzata anche durante le diete dimagranti, specie nei soggetti a tendenza bulimica originata da turbe nervose, e in quelle forme di ansia con somatizzazione a livello gastrico, come gastriti nervose. La Melissa riduce infatti la produzione di succo gastrico, mentre aumenta la secrezione di mucina, che ha una funzione protettiva nei confronti della mucosa gastrica. E' un valido aiuto contro dispepsia, nausea, flatulenza, vomito gravidico, per le sue propriet eupeptiche, aromatiche, stomachiche, spasmolitiche e carminative, e anche perch favorisce la produzione della bile da parte del fegato. L'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia pu essere utilizzata anche in caso di lievi coliche intestinali, o nella dismenorrea. L'azione sedativa della Melissa utile anche in caso di tachicardia (battito del cuore accelerato) che non abbia cause patologiche, poich esercita un'azione leggermente ipotensiva e bradicardizzante (rallenta il battito cardiaco). Il dosaggio della Melissa deve essere valutato e personalizzato, poich un dosaggio troppo elevato potrebbe manifestare un effetto-paradosso con ansia e agitazione, specie se si utilizza l'olio essenziale (che va usato con cautela, come tutti gli oli

essenziali). La Melissa controindicata quando vi siano disturbi tiroidei, specie in caso di ipotiroidismo che potrebbe essere accentuato, o in caso di terapia con ormoni tiroidei, per una possibile interferenza con essi. L'olio essenziale di Melissa sconsigliato, per precauzione, nei soggetti affetti da glaucoma: in alcuni studi su animali ha provocato un aumento della pressione endoculare, quindi, finch non ci saranno altri studi in merito, bene evitare di utilizzarlo in presenza di questa patologia oculare. Menta (Mentha piperita) La Menta piperita una pianta erbacea perenne; si riproduce facilmente per via vegetativa tramite gli stoloni, poich raramente produce semi. La parte interessante dal punto di vista dei principi attivi la parte aerea, cio le foglie e le sommit fiorite, che contengono diversi oli essenziali, fra i quali il pi noto il mentolo, che conferiscono a questa pianta il profumo caratteristico, il sapore e soprattutto le propriet officinali. La sinergia del fitocomplesso conferisce alla Menta propriet rilassanti sulla muscolatura liscia, principalmente a livello di stomaco e intestino: infatti da sempre conosciuta e utilizzata come rimedio per i disturbi dell'apparato gastrointestinale, per le sue propriet antispasmodiche, carminative, coleretiche, eupeptiche e stomachiche. La Menta ha anche un'azione tonificante e corroborante sul sistema nervoso centrale, che ne fa anche un buon tonico e stimolante contro l'affaticamento fisico. La Menta piperita quindi utilizzata in caso di atonia digestiva, specie se associata ad altre piante dalle propriet simili, come la Melissa o il Finocchio. E' utile anche per combattere la nausea causata dalla cattiva digestione, specie se dipendente dall'alterata motilit delle vie di escrezione della bile (discinesie biliari), oppure quella causata dalla gravidanza. L'olio essenziale di Menta piperita utilizzato anche come antinfiammatorio delle vie aeree superiori; infatti possibile adoperarlo per suffumigi in caso di raffreddore e sinusite, ed essendo anche un buon antisettico bronchiale pu risultare utile in caso di tosse. Applicato localmente sulla pelle, produce una sensazione di freddo, determinando un'azione anestetica che pu essere sfruttata in quelle affezioni della pelle che causano prurito o bruciore, sotto forma di talco mentolato, oppure di linimenti o unguenti emollienti. Le controindicazioni della Menta riguardano la sua capacit di rilassare il cardias (sfintere che separa lo stomaco dall'esofago), per cui la Menta piperita sconsigliata in caso di ernia iatale, poich favorisce le eruttazioni; controindicata anche in presenza di ulcera gastro-duodenale, perch stimola la secrezione gastrica; inoltre la sua azione coleretica ne sconsiglia l'uso in caso di calcoli biliari, che potrebbero essere mobilizzati provocando una colica. L'uso prolungato pu provocare insonnia per l'azione stimolante sul sistema nervoso centrale, per cui da evitare l'uso come aromatizzante nelle tisane contro l'insonnia. L'uso di prodotti al mentolo deve essere evitato in et pediatrica, poich pu provocare spasmi della glottide, con blocco del respiro nei casi pi gravi.

Come e perch consumare i semi e lolio di lino.


Sono sempre pi numerosi gli studi e le osservazioni che mettono in luce i benefici legati al consumo dei semi di lino, fonte eccezionale di lignani, potenti anticancerogeni e di acido alfa-linolenico, un acido grasso essenziale della famiglia degli omega-3 di cui la dieta delluomo moderno sempre pi povera. Pi esattamente, in tutti i paesi industrializzati oggi si assiste a uno squilibrio tra gli acidi grassi omega-6, assunti generalmente in quantit eccessive, e gli omega-3, sempre meno presenti. Uno squilibrio che interessa spesso anche chi segue una dieta vegetariana o vegan.

Il ruolo degli acidi grassi essenziali Per comprendere limportanza dei semi di lino nellalimentazione necessario ricordare che mentre gli omega 6, cui appartengono gli acidi grassi pi comuni hanno la capacit di aumentare la pressione sanguigna, le reazioni infiammatorie, laggregazione piastrinica, la trombogenesi, il vasospasmo, le reazioni allergiche e la proliferazione cellulare, gli omega-3 svolgono azioni opposte e competono con gli omega-6 per gli enzimi coinvolti nella loro desaturazione. Pertanto il consumo eccessivo di cibi ricchi in acidi grassi omega-6 pu compromettere la capacit dellorganismo di utilizzare al meglio lacido alfalinolenico, con effetti negativi per lo stato di salute. Sono numerose le ricerche che evidenziano come i livelli di acidi grassi essenziali e lequilibrio tra essi giochino un ruolo fondamentale non solo nella crescita e nello sviluppo,ma anche nella prevenzione e nel trattamento di numerose patologie, come quelle coronariche, ipertensione, diabete mellito di tipo II, artrite e altri disordini immunitari ed infiammatori, e di diverse forme di cancro. Per questo motivo, gli studiosi utilizzano il rapporto tra acidi grassi omega-6 e omega-3 (omega-6:omega3), per valutare lequilibrio tra gli acidi grassi essenziali nella dieta. Rapporto che in genere attestato tra 14:1 e 20:1, contro un rapporto raccomandato che dobrebbe essere compreso tra 5:1 e 10:1. Le fonti principali Mentre lassunzione di acidi grassi omega-6 praticamente assicurata da qualsiasi tipo di dieta non eccessivamente squilibrata, gli omega-3 non sono altrettanto abbondanti nella dieta delluomo odierno, soprattutto quando non si consumano abitualmente pesci o alghe marine. Secondo il medico Brenda Davis dellassociazione di dietisti Vegetarian Nutrition Dietetic Group, che conta pi di 1700 membri in tutto il mondo, per garantire unassunzione equilibrata di acidi grassi essenziali nelle diete vegetariane dunque necessario seguire alcuni suggerimenti: >> Limitare lassunzione di grassi saturi e idrogenati. Gli acidi grassi idrogenati derivano primariamente da oli vegetali idrogenati che hanno la capacit di interferire con la conversione dellacido alfa-linolenico in DHA, oltre a aumentare il rischio di patologie degenerative. I grassi idrogenati sono abbondanti in merendine, margarine idrogenate, cibi elaborati che contengono oli vegetali idrogenati e parzialmente idrogenati (crackers, biscotti, torte, pasticcini, cibi economici surgelati, snack) e cibi da fast food (gli oli idrogenati sono usati per friggere in profondit). Nelle diete vegetariane le fonti primarie di grassi saturi sono i latticini e le uova, mentre le diete vegane contengono basse quantit di grassi saturi a meno che non vi sia un forte consumo di oli tropicali. >> Consumare grassimonoinsaturi come grassi principali nella propria alimentazione. I grassi monoinsaturi dovrebbero rappresentare la maggior parte dei grassi nella dieta, dato che hanno dimostrato di avere un effetto neutro o positivo per la salute. Inoltre incrementare i grassi monoinsaturi nella dieta aiuta a limitare lassunzione di grassi saturi, grassi idrogenati ed omega-6. Lolio doliva (77% di grassi monoinsaturi) e/o lolio di canola (58% di grassi monoinsaturi) sono gli oli da preferire. Avocado, olive, nocciole, pistacchi,mandorle, noci macadamia, noccioline e pecan sono pure ottime fonti di grassi monoinsaturi. Questi cibi forniscono anche vitamine, minerali, sostanze fitochimiche e fibre e, se usati con moderazione, sono un ottimo complemento nelle diete vegetariane. >> Limitare lassunzione di oli vegetali ricchi di omega-6. Ridurre al minimo luso di oli ricchi in omega6 (olio di semi dimais, di girasole, di cartamo, di cotone) il modo pi facile per mantenere lacido linoleico a livelli accettabili. Margarine e maionese che sono fatti con questi oli dovrebbero essere assunti in quantit limitata. Lolio di soia e di noci sono anchessi ricchi di omega-6, ma il loro contenuto di omega-6 parzialmente compensato da un buon contenuto di omega-3. >> Includere una fonte di acidi grassi omega-3 nella dieta quotidiana. Per ottenere quantit sufficienti di omega-3 in una dieta vegetariana devono essere inserite nellalimentazione di tutti i giorni delle buone fonti vegetali di questo nutriente. Se consideriamo un fabbisogno calorico giornaliero di 2000 Kcal, di cui il 5% fornito da acidi grassi poliinsaturi con un rapporto tra omega-6 e omega-3 pari a 4:1, una persona necessiterebbe di 8,9 g di omega-6 e 2,2 g di omega-3. Tali quantitativi sono assicurati senza difficolt dal consumo di alimenti a base di grano integrale e di soia. Pi difficile per i vegetariani assicurarsi 2,2 g di acidi grassi omega-3 se non ricorrendo alla fonte pi ricca di acido alfa-linolenico: lolio di lino (57% omega-3, 15% omega-6). Purtroppo si tratta di un olio altamente insaturo e pertanto viene facilmente danneggiato dalla luce, dal calore e dallaria. Per questo motivo deve essere conservato in frigorifero e consumato entro 8 settimane dallapertura della confezione.

Lolio non usato entro quella data dovrebbe essere congelato. In questo modo pu durare fino ad un anno; mentre lolio di lino rancido ha un odore sgradevole e deve essere eliminato. Lolio di lino non deve mai essere esposto al calore diretto e quindi non deve essere usato per cucinare. bene utilizzarlo come condimento per insalate o cereali, minestre, salse, patate, verdure. Di pi lunga durata sono i semi di lino, protetti da un duro rivestimento esterno che si possono conservare per molti mesi nella dispensa, ma proprio grazie a questo duro rivestimento e alla piccola dimensione, quando vengono ingeriti arrivano per lo pi intatti nel sistema digerente, pertanto per utilizzare al meglio le loro propriet nutrizionali necessario frantumarli. Una volta che i semi di lino sono stati macinati essi irrancidiscono rapidamente e devono essere conservati in frigorifero o nel congelatore. I semi triturati si possono utilizzare per arricchire insalate, cereali e pietanze di tutti i tipi, ma senza esagerare perch assorbono acqua per 5 o 6 volte il loro peso e quindi importante bere molti liquidi. Inoltre, i semi crudi, ma non lolio, contengono dei glucosidi cianogeni che sono convertiti nellorganismo in tiocianati. Queste sostanze possono interferire con lutilizzo di Iodio da parte della tiroide e aumentare il rischio di gozzo. Pertanto si consiglia di limitarne il consumo a 3-4 cucchiai al giorno. Il calore inattiva i glucosidi cianogeni e pertanto ci sono meno problemi quando i semi sono consumati cotti.
Il Lino (Linum usitatissimum) appartiene alla famiglia delle Linacee e puo' raggiungere un'altezza massima di circa un metro. Ha dei bellissimi fiorellini azzurri con dei petali ovali. I semi di colore rosso marrone si utilizzano nella cura di svariati disturbi. Essi contengono elevate quantit di acidi grassi polinsaturi (indispensabili per la salute del nostro organismo, dell'apparato circolatorio, nervoso, della pelle e del sistema immunitario), mucillagini, proteine, minerali, vitamine B1, B2, E e piccole quantit di acido cianidrico. Tali quantit non sono da ritenersi pericolose se viene opportunamente assunto in dosi normali. I semi di Lino sono utilissimi se non necessari nella nostra alimentazione. L'ideale sarebbe utilizzare quotidianamente l'olio spremuto a freddo nei condimenti di tutti i giorni (circa 1-2 cucchiai al giorno), cio' garantisce in maniera piu' che sufficiente l'apporto quotidiano di acidi grassi polinsaturi, che, in alternativa, il nostro organismo, non puo' produrre da solo. Inoltre, regolarizza i processi intestinali ed utilissimo in caso di affezioni dell'apparato gastroenterico (non devono pero' essere assunti in caso di occlusione intestinale e appendicite). Tuttavia, le proprieta' dei semi ancora piu' versatile, infatti possono essere utilizzati anche per le affezioni dell'apparato respiratorio, per il catarro, raucedine, tosse e tracheiti. Inoltre, impacchi e fasciature si utilizzano in caso di reumatismi, slogature, ecchimosi e foruncolosi. Ecco alcuni rimedi pratici: Bevenda ai semi di Lino Lasciate macerare per circa venti minuti 4-5 cucchiai di semi di lino in un litro di acqua fredda, quindi filtrate il tutto. All'occorrenza bevetene un bicchiere intiepidendo la bevanda. La bevanda puo' essere utilizzata in caso di disturbi gastrointestinali, stitichezza (meglio se bevuto la mattina appena alzati), oppure per integrare gli acidi grassi polinsaturi. Impacco per reumatismi e indigestione Prendete un sacchettino di stoffa (meglio se cotone morbido) e riempitelo con 50g o piu' a seconda della zona da trattare, di semi di Lino precedentemente tritati finemente e ponetelo nella vaporiera per 15 minuti. Dopodiche' applicate il sacchettino nella zona colpita avvolto da una stoffa morbida e coperto da una copertina calda. Lasciate agire per circa venti minuti.

Accorgimenti pratici nell'uso dei semi di lino e dell'olio di semi di lino.


L'olio ottenuto dai semi di lino altamente insaturo e pertanto viene facilmente danneggiato dalla luce, dal calore e dall'aria. L'olio di semi di lino pu essere acquistato nel reparto prodotti refrigerati dei negozi di prodotti naturali. confezionato in bottiglie di plastica nera o vetro scuro per proteggerlo dalla luce. L'olio deve essere mantenuto nel frigorifero e si conserva fresco fino a 8 settimane dopo l'apertura. Bisogna controllare la data di scadenza: l'olio non usato entro quella data dovrebbe essere congelato. Normalmente dura per un anno o pi nel freezer. L'olio di lino rancido ha un odore sgradevole e deve essere eliminato.

TABELLA 1
Fonti vegetali di acidi grassi della famiglia degli Omega-3

Esso non deve mai essere esposto al calore diretto e quindi non deve essere usato per cucinare. ben utilizzarlo come base per il condimento dell'insalata o come un saporito condimento per la pasta, patate, riso, verdure (quello aromatizzato con aglio o peperoncino un'ottima scelta). Pu anche essere aggiunto a cereali caldi, minestre, salse, condimenti o frullati. Si pu mescolare l'olio di lino con del burro o con margarina non idrogenata per ottenere una salsa da spalmare ricca di omega3. L'olio pu anche essere usato come integratore (1 o 2 cucchiai al giorno o in forma di pillola per quelli che non ne amano il gusto).

CIBI (per porzione) Olii: Olio di lino, 1 cucchiaio Olio di canola, 1 cucchiaio Olio di noce, 1 cucchiaio Olio di soia, 1 cucchiaio Noci e Semi: Semi di lino, macinati, 2 cucchiai Noci (inglesi), 2 cucchiai Verdura, frutta e legumi Semi di soia, cotti, 1 tazza Tofu, compatto, tazza Tofu, medio, tazza Latte di soia, 1 tazza Bacche, tazza Piselli, tazza Legumi, tazza

Omega3(g) 6.6 1.6 1.4 1.0

Omega6(g) 1.6 3.2 7.6 7.0

3.2 1.0

0.8 5.4

1.1 0.7 0.4 0.4 0.2 0.2 0.05

7.8 5.0 2.9 2.9 0.2 0.2 0.05

I semi di lino integri sono protetti Vegetali a foglia verde da un duro rivestimento esterno e (broccoli, cavolo, insalata, etc) 1 tazza se crudi o tazza se 0.1 0.03 durano per molti mesi nella cotti. dispensa. Sfortunatamente, dato che essi sono molto piccoli, Cereali generalmente arrivano intatti nel Germe d'avena, 2 cucchiai 0.2 1.6 sistema digerente, da cui escono Germe di grano, 2 cucchiai 0.1 0.8 pure intatti. Per aumentare la fa presente digeribilit dei semi di lino si pu NdT: Siecc., non va che l'indicazione di grandezze quali "cucchiaino", "cucchiaio", "tazza" considerata in modo approssimativo, ma rappresenta quantit semplicemente frantumarli con un precise, descritte nelle tabelle di conversione. frullatore od un macinacaff. Essi possono essere acquistati nei negozi di prodotti naturali e in molti grossi negozi di prodotti alimentari. Una volta che i semi di lino sono stati macinati essi irrancidiscono alla svelta e devono essere conservati in frigorifero o nel congelatore. I semi triturati possono essere sparsi sulle insalate o sui cereali. Le fibre solubili nel seme rendono la parte liquida delle minestre molto densa se vi rimangono immersi troppo a lungo. I semi di lino macinati possono essere anche un ottimo sostituto delle uova. Un cucchiaio di lino macinato mischiato a tre cucchiai di liquido sostituiscono un uovo nella cottura al forno. Questo sistema funziona particolarmente bene nei dolcetti, plumcake, biscotti e torte.

Avvertenze nell'uso dei semi di lino


I semi di lino assorbono acqua per 5 o 6 volte il loro peso e quindi importante bere molti liquidi quando si consumino i semi macinati.

I semi crudi, ma non l'olio, contengono dei glucosidi cianogeni che sono convertiti nell'organismo in tiocianati. Queste sostanze chimiche possono interferire con l'utilizzo di Iodio da parte della tiroide e aumentare il rischio di gozzo (specialmente se lo Iodio nella dieta scarso). Si consiglia di limitare il consumo di semi di lino crudi a 3-4 cucchiai al giorno. Il calore inattiva i glucosidi cianogeni e pertanto ci sono meno problemi quando i semi sono usati nella cottura al forno. Il Mahatma Gandhi una volta disse "Ovunque i semi di lino divengano un cibo comune tra la gente, l ci sar una salute migliore". Sebbene questa affermazione fosse basata sulla semplice osservazione, i dati scientifici avrebbero suggerito che c'era ben pi che un seme di verit nelle sue parole. I semi di lino sono una fonte eccezionale di lignani, potenti anticancerogeni e costituiscono la pi ricca fonte conosciuta di un acido grasso essenziale della famiglia degli omega-3, l'acido alfa-linolenico. Generalmente si ritiene che i Nordamericani (e tutti gli abitanti dei paesi industrializzati, NdT) non abbiano bisogno di preoccuparsi di assumere abbastanza grassi di qualunque tipo, ma come la ricerca sembra rivelare, esiste un grosso errore in questa convinzione. Non tutti i grassi sono dannosi per la salute. Alcuni sono protettivi e due in particolare sono indispensabili per la vita (e vengono denominati essenziali, NdT). Essi sono i due acidi grassi essenziali (EFA): l'acido linoleico (omega-6) e l'acido alfalinolenico (omega-3). I cambiamenti nella nostra alimentazione fin dalla rivoluzione industriale hanno messo in pericolo sia la quantit che l'equilibrio di questi nutrienti. Le nostre abitudini dietetiche attuali forniscono quantit eccessive di acidi grassi omega-6 rispetto alle quantit di omega-3 [1, 2]. Questo squilibrio di acidi grassi essenziali riguarda i vegetariani almeno quanto gli onnivori. Inoltre, la tendenza verso l'adozione di diete vegetariane a bassissimo contenuto di grassi (10% o meno delle calorie totali derivanti dai grassi) potrebbe compromettere ulteriormente l'assunzione di acidi grassi essenziali.
I Semi di Lino, piu' che l'Olio di Lino, presentano un importante propriet benefica, sembrano essere in grado di tenere sotto controllo il Colesterolo, come risulta da diversi studi. Si sa ormai da tempo che i Semi di Lino sono di aiuto al cuore e alle arterie perch contengono grandi quantit diacidi grassi omega-3, fibre, lignani (composti che aiutano la digestione) e acido alfa-linoleico, benefico appunto per il cuore. Tuttavia, gli studi sugli effetti dei semi di lino sul colesterolo hanno finora prodotto risultati contrastanti. Il Dr. Xu Lin, della Chinese Academy of Sciences a Shanghai, e i suoi colleghi hanno deciso di passare in rassegna 28 precedenti ricerche che hanno coinvolto piu' di 1.500 uomini e donne per chiarire l'effetto dei semi di lino sui livelli di colesterolo nel sangue. Il consumo medio, nelle persone sotto test, stato di circa un cucchiaio di semi di lino o di olio di lino al giorno. L'equipe cinese ha cosi' appurato, come si legge sull'American Journal of Clinical Nutrition,

che i Semi di Lino Interi si collegano in effetti con una riduzione del Colesterolo Totale e del Colesterolo Ldl ("cattivo"), soprattutto nelle donne e nei soggetti che all'inizio dello studio avevano il colesterolo molto alto. L'equipe di Lin ha notato un abbassamento del colesterolo totale e Ldl anche in chi assumeva supplementi di lignani di seme di lino, ma nessun beneficio in chi prendeva supplementi di olio di semi di lino. I ricercatori concludono che sono i semi di lino interi, non l'olio, ad apportare i maggiori vantaggi per la salute, almeno per quanto riguarda il colesterolo. I trigliceridi, invece, non subivano variazioni ne' con l'assunzione di semi di lino ne' con il consumo di olio dello stesso seme.