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ANGELI AZZURRI

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Gruppo Volontari del Garda via E. Fermi -
25087 - Sal (Bs) Emergenze Tel. 0365 43633
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uscita 2011
6 LAKE EMERGENCY
29/30 APRI LE
1 MAGGI O 2011
I L TERREMOTO
EVENTO NATURALE
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STATI STI CHE
2006-2010
SI CUREZZA SUL LAVORO
pri ma part e
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I NOSTRI SERVIZI
PROTEZIONE CIVILE VIAGGI PROGRAMMATI ASS. SPORTIVA CANOTTAGGIO
ANTINCENDIO SERVIZIO SANITARIO 118
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E SOCCORSO S.R.S.
STAZIONE METEO
ASSISTENZA E SOCCORSO
LAGO
TELESOCCORSO
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MANIFESTAZIONI
I VOLONTARI
NELLE SCUOLE
RECUPERO SUB SQUADRA RADIOMATORI
RIFORNIMENTI IDRICI
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Si certica che il n 17/1999 in data 14/05/1999 nellapposito registro tenuto alla cancelleria di questo tribunale risulta iscritto il periodico
trimestrale a caratteretecnico-professionale.IL PROPRIETARIO ED EDITORE: GRUPPO VOLONTARI
DEL GARDA con sede in Sal (Bs) via Enrico Fermi.0365 43633
DIRETTORE RESPONSABILE: Rodella Gianfranco, nato a Sal il 26.04.51 ed ivi residente in via Bezzecca, 8
GRUPPO VOLONTARI DEL GARDA Sede; via Enrico Fermi localit CUNETTONE DI SALO EMERGENZE 0365 43633 FAX 0365 520954 -
www.volontaridelgarda.it Redazione Angeli Azzurri: e mail: ufciostampavolontaridelgarda@gmail.com
5 L akes E mergency
pag. 4
La s icurezza sul L avoro
pag.9
Il terremoto evento naturale che testimonia la dinamicit della terra (seconda parte)
pag 16
Statistiche i nterventi Volontari d el G arda
pag. 23
Vi s i t a di A SWANI BARXTON e NYONGESA JANET
pag.24
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6 Lakes Emergency
29,30 Aprile 01 Maggio 2011
A cura di Barbara e Stefano
Formazione, confronto, condivisione e divertimento.queste le parole chiave dellincontro annuale con Lakes Emer-
gency, giunto alla sua sesta edizione.
Un appuntamento che ha richiamato a Sal equipaggi provenienti dalla Lombardia, dalla Liguria e dalla Toscana, a testimo-
nianza delleffcienza e della tempestivit operative proprie dei servizi di soccorso extra-ospedaliero legati al volontariato.
Intenso week-end di simulazioni articolate in sei scenari nella giornata di Sabato (agricoltori travolti da un trattore a Cu-
nettone, automobile precipitata in una scarpata a Puegnago d/G, sparatoria alla Baia del Vento, infante coinvolto in un inci-
dente stradale, operaio travolto da un motociclista a Manerba d/G e divertente prova dabilit tecnica per gli autisti sempre
a Manerba d/G) ed in una spettacolare la Maxi-Emergenza nella mattinata della Domenica ( Crollo allinterno di una cava
a Soprazocco coinvolgente trentaquattro persone) che ha visto lintervento di dieci ambulanze, tre squadre antincendio,
due unit cinofle, tre squadre di Soccorso tecnico in ambiente impervio ed il rapido allestimento di un ospedale da campo
gestito dal Dottor Raffaele Frau.
I volontari dellAssociazione Ponte Caffaro hanno dimostrato la miglior capacit di reazione nelle diverse situazioni de-
mergenza compresa quella di guida, al seguito i volontari di Pronto Emergenza Volontari in Odolo che hanno di poco
preceduto i volontari di Tignale Soccorso; un plauso particolare allequipaggio della Croce Verde di Prato, composto da
soccorritori giovanissimi.
La classifca fnale a visto:
1 Volontari Ambulanza Ponte Caffaro
2 Pronto Emergenza Volontari in Odolo Volontari Ambulanza Ponte Caffaro
3 Tignale Soccorso A
4 Tignale Soccorso B
5 Croce Verde Lissonese
6 Croce Blu Brescia
6 Pubblica Assistenza LAvvenire Prato A
6 Pubblica Assistenza LAvvenire Prato B
Gli ottimi risultati raggiunti in ognuna delle edizioni di questa manifestazione sono la conseguenza del lavoro di squadra
di circa cinquanta Volontari del Garda o Angeli Azzurri che dir si voglia.sempre pronti a rimboccarsi le maniche, che si
tratti di una Festa o di una Calamit, sempre con la stessa incessante passione che da anni ci contraddistingue.
Ringraziamo il Consiglio Direttivo, tutti i Volontari, truccatori, cavie e simpatizzanti che hanno partecipato a vario titolo
alla riuscita della manifestazione.Un particolare ringraziamento alle Amministrazioni Comunali per aver concesso gli spazi
interessati dagli scenari e alla ditta Ferrandi per la concessione della cava.
Un ar r i ve de rc i al l anno pros s i mo.
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La sicurezza sul luogo di lavoro linsieme di misure di prevenzione e protezione che devono essere adottate dal datore di
lavoro, dai suoi collaboratori (i dirigenti e i preposti), medico competente e dai lavoratori stessi.
Le misure di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori hanno il fne di migliorare le condizioni di lavoro, ridurre la
possibilit di infortuni ai dipendenti dellazienda, agli altri lavoratori, ai collaboratori esterni ed a quanto si trovano, anche
occasionalmente, allinterno dellAzienda. Misure di igiene e tutela della salute devono essere adottate al fne di proteggere
il lavoratore, da possibili danni alla salute come infortuni sul lavoro e malattie professionali, nonch la popolazione gene-
rale e lambiente.
La sicurezza sul lavoro nel 2011 non pu essere un opzione che viene data ai lavoratori ma deve essere una certezza per
tutti coloro che quando escono di casa per andare al lavoro si aspettano di tornarci sani e salvi per rivedere e stare con la
famiglia.
Ecco perch si deciso di pubblicare una serie di articoli che si spera abbiano lo scopo di dare sia ai lavoratori che ai datori
di lavoro spunti di rifessione o argomenti di approfondimento.
Innanzi tutto pubblichiamo i dati degli infortuni occorsi in Italia anni di confronto 2008-2009 (fonti INAIL).
Buona parte della normativa di sicurezza sul la- voro si rif al D.LGS.
81/08 o Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro.
Il Decreto Legislativo 81/08 composto da 306 articoli e 51 allegati ed ha come obiettivo prima-
rio il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e
dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un
unico testo normativo attraverso un provvedimento di uniformit alla tutela del lavoro su tutto il
territorio nazionale.
Con lentrata in vigore del d.lgs.81/08 stata sostituita/abrogata buona parte della normativa in merito alla sicurezza sul
lavoro ed in particolare:
il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547;
il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164;
il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, fatta eccezione per larticolo 64;
il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;
il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493;
il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494;
il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187;
LA SI CUREZZA SUL LAVORO
A cura di marco
(prima parte)
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larticolo 36-bis, commi 1 e 2 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con mo-
difcazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
gli articoli: 2, 3, 5, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 123;
ogni altra disposizione legislativa e regolamentare nella materia disciplinata dal decreto
legislativo medesimo incompatibili con lo stesso
la lettera c) del terzo comma dellarticolo 3, della legge 22 luglio 1961, n. 628; gli articoli
42 e 43 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320;
il decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio 2003, n. 222.
Oltre che ad abrogare parte della normativa in materia di sicurezza sul lavoro il decreto introduce
particolari innovazioni tra le quali:
lapplicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza verso tutti i lavoratori senza alcun distinguo di tipo in-
cludendo i lavoratori autonomi;
rafforzamento dei rappresentanti dei lavoratori territoriali operanti su base territoriale o di comparto se non sono presenti
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in azienda
fnanziamento di azioni private e pubbliche in particolare su piccole e medie imprese, tra le quali linserimento nei pro-
grammi scolastici e universitari della materia della salute e sicurezza sul lavoro;
nuovo sistema delle sanzioni con una pene fno allarresto da sei a diciotto mesi per il datore di lavoro che non abbia ef-
fettuato la valutazione dei rischi su attivit con elevata pericolosit.
Particolare attenzione deve essere posta alle defnizioni che il Decreto da nellarticolo 2 e sono:
a) lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge unattivit lavorativa nellambito
dellorganizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fne di apprendere un
mestiere, unarte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore cos defnito equipara-
to: il socio lavoratore di cooperativa o di societ, anche di fatto, che presta la sua attivit per conto delle societ e dellente
stesso; lassociato in partecipazione di cui allarticolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto benefciario delle inizia-
tive di tirocini formativi e di orien- tamento di cui allarticolo 18 della legge 24 giugno
1997, n. 196, e di cui a specifche disposizioni delle leggi regionali promosse al fne di
realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali
mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; lallievo degli istituti di istruzione
ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia
uso di laboratori, attrezzature di la- voro in genere, agenti chimici, fsici e biologici, ivi
comprese le apparecchiature forni- te di videoterminali limitatamente ai periodi in cui
lallievo sia effettivamente applica- to alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i
volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il lavoratore
di cui al decreto legislativo 1 di- cembre 1997, n. 468, e successive modifcazioni;
b) datore di lavoro: il sogget- to titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o,
comunque, il soggetto che, secondo il tipo e lassetto dellorganizzazione nel cui ambito
il lavoratore presta la propria attivi- t, ha la responsabilit dellorganizzazione stessa o
dellunit produttiva in quanto eser- cita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche
amministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, per datore di lavoro si intende il dirigente al qu spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifca
dirigenziale, nei soli casi in cui questultimo sia preposto ad un uffcio avente autonomia gestionale, individuato dallorgano
di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dellubicazione e dellambito funzionale degli uffci nei quali viene
svolta lattivit, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione
non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con lorgano di vertice medesimo;
c) azienda: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato;
d) dirigente: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla na-
tura dellincarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando lattivit lavorativa e vigilando su di essa;
e) preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati
alla natura dellincarico conferitogli, sovrintende alla attivit lavorativa e garantisce lattuazione delle direttive ricevute,
controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;
f) responsabile del servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle capacit e dei requisiti professionali
di cui allarticolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione
dai rischi;
g) addetto al servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle capacit e dei requisiti professionali di cui
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allarticolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l);
h) medico competente: medico in possesso di uno dei titoli e dei
requisiti formativi e professionali di cui allarticolo 38, che collabo-
ra, secondo quanto previsto allarticolo 29, comma 1, con il datore
di lavoro ai fni della valutazione dei rischi ed nominato dallo stes-
so per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti
di cui al presente decreto;
i) rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: persona elet-
ta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli
aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro;
l) servizio di prevenzione e protezione dai rischi: insieme del-
le persone, sistemi e mezzi esterni o interni allazienda fnalizzati
allattivit di prevenzione e protezione dai rischi professionali per
i lavoratori;
m) sorveglianza sanitaria: insieme degli atti medici, fnalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori,
in relazione allambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalit di svolgimento dellattivit lavorativa;
n) prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarit del lavoro, lespe-
rienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dellintegrit
dellambiente esterno;
o) salute: stato di completo benessere fsico, mentale e sociale, non consistente solo in unassenza di malattia o dinfer-
mit;
p) sistema di promozione della salute e sicurezza: complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la parteci-
pazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento fnalizzati a migliorare le condizioni di salute e
sicurezza dei lavoratori;
q) valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori pre-
senti nellambito dellorganizzazione in cui essi prestano la propria attivit, fnalizzata ad individuare le adeguate misure di
prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli
di salute e sicurezza;
r) pericolo: propriet o qualit intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni;
s) rischio: probabilit di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad
un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione;
t) unit produttiva: stabilimento o struttura fnalizzati alla produzione di beni o allerogazione di servizi, dotati di auto-
nomia fnanziaria e tecnico funzionale;
u) norma tecnica: specifca tecnica, approvata e pubblicata da unorganizzazione internazionale, da un organismo euro-
peo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria;
v) buone prassi: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecni-
ca, adottate volontariamente e fnalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei
rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle regioni, dallIstituto superiore per la preven-
zione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), dallIstituto nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)
e dagli organismi paritetici di cui allarticolo 51, validate dalla Commissione consultiva permanente di cui allarticolo 6,
previa istruttoria tecnica dellISPESL, che provvede a assicurarne la pi ampia diffusione;
z) linee guida: atti di indirizzo e coordinamento per lapplicazione della normativa in materia di salute e sicurezza pre-
disposti dai ministeri, dalle regioni, dallISPESL e dallINAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
aa) formazione: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di preven-
zione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza
dei rispettivi compiti in azienda e alla identifcazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi;
bb) informazione: complesso delle attivit dirette a fornire conoscenze utili alla identifcazione, alla riduzione e alla
gestione dei rischi in ambiente di lavoro;
cc) addestramento: complesso delle attivit dirette a fare apprendere ai lavoratori luso corretto di attrezzature, macchi-
ne, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro;
dd) modello di organizzazione e di gestione: modello organizzativo e gestionale per la defnizione e lattuazione di
una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dellarticolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno
2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, commessi con viola-
zione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro;
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ee) organismi paritetici: organismi costituiti a iniziativa di una o pi associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro
comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attivit for-
mative e lelaborazione e la raccolta di buone prassi a fni prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla
sicurezza sul lavoro; la lassistenza alle imprese fnalizzata allattuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attivit o
funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento;
ff) responsabilit sociale delle imprese: integrazione volontaria delle preoccu-
pazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attivit com-
merciali e nei loro rapporti con le parti interessate.
Per una maggior comprensione di chi fa cosa sono di seguito approfonditi i compiti
e funzioni dei principali soggetti che intercorrono alla gestione della sicurezza sul
lavoro in particolare :
DATORE DI LAVORO
Spetta lorganizzazione del sistema di gestione permanente della sicurezza con lob-
biettivo della riduzione dei fattori di rischio esistenti.
Gli obblighi non delegabili dal datore di lavoro sono:
a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento di
valutazione del rischio;
b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
Gli obblighi del datore di lavoro sono:
a) nomina del medico competente.
b) designare preventivamente i lavoratori incari-
cati dellattuazione delle misure di prevenzione
incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei
luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e imme-
diato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dellemergenza;
c) nellaffdare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacit e delle condizioni degli
stessi in
rapporto alla loro salute e alla sicurezza;
d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il
responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove pre-
sente;
e) prendere le misure appropriate affnch soltanto i lavoratori che hanno ricevuto ade-
guate istruzioni e specifco addestramento accedano alle zone che li espongono ad un
rischio grave e specifco;
f) richiedere losservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonch delle
disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei disposi-
tivi di protezione individuali messi a loro disposizione;
g) richiedere al medico competente losservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto;
h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affnch i lavoratori,
in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
i) informare il pi presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le
disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37;
m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori
di riprendere la loro attivit in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
n) consentire ai lavoratori di verifcare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza,
lapplicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;
o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per lespletamento
della sua funzione, copia del documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), nonch consentire al medesimo rappre-
sentante di accedere ai dati di cui alla lettera r);
p) elaborare il documento di cui allarticolo 26, comma 3, e, su richiesta di questi e per
lespletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare
rischi per la salute della popolazione o deteriorare lambiente esterno verifcando periodicamente la
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perdurante assenza di rischio;
r) comunicare allINAIL, o allIPSEMA, in relazione alle rispet-
tive competenze, a fni statistici e
informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino
unassenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello delle-
vento e, a fni assicurativi, le informazioni relative agli infortuni
sul lavoro che comportino unassenza dal lavoro superiore a tre
giorni;
s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle
ipotesi di cui allarticolo 50;
t) adottare le misure necessarie ai fni della prevenzione incendi e
dellevacuazione dei luoghi di
lavoro, nonch per il caso di pericolo grave e immediato, secondo
le disposizioni di cui allarticolo 43. Tali misure devono essere
adeguate alla natura dellattivit, alle dimensioni dellazienda o
dellunit produttiva, e al numero delle persone presenti;
u) nellambito dello svolgimento di attivit in regime di appalto e
di subappalto, munire i lavoratori di
apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografa, con-
tenente le generalit del lavoratore e lindicazione del datore di
lavoro;
v) nelle unit produttive con pi di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica di cui allarticolo 35;
z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fni della
salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;
aa) comunicare annualmente allINAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
bb) vigilare affnch i lavoratori per i quali vige lobbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti
alla mansione lavorativa specifca senza il prescritto giudizio di idoneit.
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTE-
ZIONE
Al servizio di prevenzione spetta il compito di:
- individuare i fattori di rischio
- effettuare la valutazione dei rischi
- individuare ed elaborare le misure e procedure di sicurezza
- elaborare le misure di prevenzione e protezione
- preparare i programmi di informazione e formazione
- fornire ai lavoratori le informazioni inerenti i: rischi per la sicurezza e per la salute connessi alle attivit dellazienda
in generale; le misure e le attivit di protezione e prevenzione adottate; i rischi specifci cui ogni lavoratore esposto,
le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; i pericoli connessi alluso delle sostanze e dei prepa-
rati pericolosi; le procedure riguardanti il pronto soccorso, la lotta antincendio e levacuazione dei lavoratori.
Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione partecipa alla riunione periodica.
MEDICO COMPETENTE
Spetta il compito di:
- collaborare con il datore di lavoro per la tutela della salute effettua gli accertamenti sanitari nei casi
previsti dalla normativa vigente per mezzo di accertamenti preventivi e periodici esprime i giudizi di
idoneit per iscritto, informando sia il datore di lavoro che il lavoratore
- istituire e aggiorna la cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza
sanitaria
- fornire ai lavoratori informazioni sul signifcato degli accertamenti sanitari e sui risultati degli stessi
- fornire ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in occasione delle riunioni periodiche, i ri-
sultati anonimi collettivi degli accertamenti sanitari
- visitare gli ambienti di lavoro insieme con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione
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- collabora alla predisposizione del pronto soccorso
collabora alla attivit di formazione e informazione.
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI
Il rappresentante per la sicurezza:
- accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
- consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazio-
ne, realizzazione e verifca della prevenzione nellazienda ovvero
nellunit produttiva;
- consultato sulla designazione degli addetti al servizio di preven-
zione, allattivit di prevenzione incendi, al pronto soccorso, alla
evacuazione dei lavoratori;
- consultato in merito allorganizzazione della formazione;
- riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla
valutazione dei rischi ed alle misure di prevenzione relative, non-
ch quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, allorganizzazione ed agli ambienti
di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
- riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
- riceve una formazione adeguata, tramite un corso di formazione;
- promuove lelaborazione, lindividuazione e lattuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e linte-
grit fsica dei lavoratori;
- formula osservazioni in occasione di visite e verifche effettuate dalle autorit competenti;
- partecipa alla riunione periodica ;
- fa proposte in merito allattivit di prevenzione;
- avverte il responsabile dellazienda dei rischi individuati nel corso della sua attivit;
- pu fare ricorso alle autorit competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adotta
te dal datore di lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante
il lavoro.
Il rappresentante per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dellincarico senza perdita di retri-
buzione, nonch dei mezzi necessari per lesercizio delle funzioni e delle facolt riconosciutegli.
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza viene eletto o designato, secondo le situazioni, tra i
dipendenti o le rappresentanze sindacali dei lavoratori.
Esprime un parere circa la valutazione dei rischi, le misure di tutela, i programmi di formazione dei lavoratori, partecipa
alle riunioni periodiche, pu visitare tutti i luoghi di lavoro.
Attraverso la sua persona, i lavoratori intervengono attivamente e non solo per controllare il rispetto della normativa di
sicurezza, ma anche per avanzare proposte e suggerimenti.
Il RLS oltre ad una formazione particolare, svolge i suoi compiti durante lorario di lavoro e non
pu subire pregiudizio personale a causa dellattivit connessa al ruolo.
LAVORATORI
tutti sono lavoratori e attraverso il loro coinvolgimento partecipano allobbiettivo di sicurezza e tutela della salute. Il D.Lgs.
81/08 pone la partecipazione dei lavoratori alla gestione della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro come elemento
fondamentale.
I lavoratori contribuiscono insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai
preposti alladempimento di tutti gli obblighi imposti dallautorit com-
petente verifcano, per mezzo del proprio rappresentante per la sicu-
rezza, lapplicazione delle misure di sicurezza e di tutela della salute, i
lavoratori ora sono un ruolo attivo allinterno della sicurezza sul lavoro
e come tali hanno anche degli obblighi che sono:
Prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre
persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue
azioni o omissioni,
conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal
datore di lavoro.
I lavoratori in particolare devono:
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a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, alladempimento degli obblighi previsti a tutela
della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fni della prote-
zione collettiva ed individuale;
c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonch i
dispositivi di sicurezza;
d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le defcienze dei mezzi e dei dispositivi di
cui alle lettere c) e d), nonch qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi diret-
tamente, in caso di urgenza, nellambito delle proprie competenze e possibilit e fatto salvo lobbligo di cui alla lettera f)
per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza;
f) non rimuovere o modifcare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono com-
promettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente.
I lavoratori di aziende che svolgono attivit in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di ricono-
scimento, corredata di fotografa, contenente le generalit del lavoratore e lindicazione del datore di lavoro. Tale obbligo
grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attivit nel medesimo luogo di lavoro, i
quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto.
In caso di inosservanza di queste disposizioni sono previste sanzioni amministrative e penali riportate allart. 59 Sanzioni
per i lavoratori del D.Lgs. 81/08 che recita:
1. I lavoratori sono puniti:
a) con larresto fno a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro per la violazione dellarticolo 20, comma 2, lett. b), c),
d), e), f), g), h) e i);
b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dellarticolo 20 comma 3; la stessa sanzione
si applica ai lavoratori autonomi di cui alla medesima disposizione.
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
E Latto fnale e conclusivo che spetta al Datore di Lavoro e che coinvolge e interessa tutti i soggetti.
Il datore di lavoro elabora un documento denominato Documento della Sicurezza che contiene:
una relazione sulla valutazione dei rischi nella quale sono specifcati i criteri adottati
per la valutazione stessa;
lindividuazione delle misure di prevenzione e protezione per la salute e la sicurezza
dei lavoratori tenendo presenti in particolare le misure generali prescritte dal decreto e in
particolare:
eliminazione dei rischi
riduzione dei rischi alla fonte
sostituzione di ci che pericoloso con ci che non pericoloso
rispetto dei principi ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle
attrezzature e nella defnizio ne dei metodi di lavoro e di produzione
priorit delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione indivi-
duali
controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei rischi specifci
misure igieniche
misure di protezione collettiva e individuale
misure di emergenza da attuare in caso di pronto soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione e di pericolo grave
e immediato - uso dei segnali di avvertimento e sicurezza
regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine e impianti
informazione, formazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori
Il datore di lavoro deve inoltre elaborare il programma temporale di attuazione delle misure ritenute
opportune per garantire il miglioramento del livello della sicurezza.
Nella prossima uscita ci dedicheremo alla segnaletica di sicurezza.
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.
I L TERREMOTO EVENTO NATURALE CHE
TESTI MONI ANO LA DI AMI CI T DELLA TERRA
A cura di Piero Fiaccavento
(seconda parte)
Levento sismico nelle rocce pu essere spiegata nelle seguenti fgure
dove, in alto una lama dacciaio, che sottoposta ad una forza di
traslazione si fette fno ad arrivare alla rottura con liberazione di una
energia vibratoria che si propaga in tutte le direzioni, mentre, in basso,
imponendo sempre la forza ad una massa di roccia che, lentamente
comincia a deformarsi (o meglio incurvarsi) sottoponendosi a forze di
grande intensit che possono accumulare energia per millenni o per
pochi secondi.
Quando la forza e tale da portare a rottura la roccia, essa si frattura
in due blocchi, la zona deformata si assesta in una nuova posizione
di equilibrio e lenergia accumulata si libera in una vibrazione
volumetrica in tutte le direzioni con emanazione di onde sismiche.
a) Onde sismiche
Le onde (P ) dette longitudinali perch fanno oscillare le particelle di
roccia che attraversano parallelamente allo loro direzione di propagazione,
le rocce si comprimono e si dilatano continuamente.
Questo tipo di onde viaggia sia nei solidi sia nei liquidi
Le onde (S) o secondarie viaggiano pi lemtamente delle onde (P).
Loscillazione delle particelle di roccia che attraversano avviene
trasversalmente rispetto alla loro direzione di propagazione e sono pi
distruttive facendo oscillare gli edifci.
Le onde (S) a differenza delle onde (P) non causano variazioni di
volume al loro passaggio attraverso i solidi, ma non vengono assorbite
dei liquidi .
Per questo motivo, come evidenziato nel modello del passaggio delle
onde allinterno della terra, si capito la presenza di un nucleo esterno
liquido.
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Le onde Lave fanno vibrare il terreno sul piano orizzontale.
Il movimento delle particelle attraversate da queste onde trasversale ed
orizzontale rispetto alla propagazione delle onde.
Loscillazione degli edifci pi accentuata di quella provocata dalle onde
(S)
Le onde Rayleigh sono simili a quelle provocate da un sasso lanciato in uno
stagno; cio fanno vibrare il terreno secondo orbite ellittiche e retrograde
rispetto alla propagazione dellonda.
b) Calcolo delle onde (P) e (S)
Le onde P (primarie) hanno la velocit determinata dallequazione:
con
Le onde (S) secondarie hanno la velocit determinata dallequazione :
Le Vs determinano le velocit sismiche delle onde di taglio e vengono utilizzate sia nella sismica attiva e passiva per la
determinazione della velocit stratigrafca dei vari sedimenti e del substrato roccioso interessati dai piani di fondazione
delle strutture edilizie.
c) strumentazioni sismiche gli strumenti fssi che
registrano gli eventi sismici sono principalmente
di tre tipi
Sismografo strumento che viene utilizzato per
registrare i fenomeni sismici
Sismometro effettua la sola misura ma non
registra
Accelerometro strumento che misura
laccelerazione del suolo.
Il sismografo (a) registra i movimenti orizzontali,
il ( b) quelli verticali.
Il funzionamento di questi strumenti si basa sul
principio di inerzia della massa sospesa, che
resta ferma mentre il supporto si muove solidale
con il terreno al quale ancorato
Il sismometro utilizzato presso le stazioni sismometriche della rete nazionale (INGV) come ad esempio quella installata a
Cima Rest nel comune di Magasa in Valvestino e, sul Monte San Bartolomeo nel Comune di Sal sono caratterizzate da
sensori che misurano le velocit sismiche e le trasmettono, in tempo reale alla sala operativa INGV di Roma e di Milano.
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Stazione sismometrica di cima Rest nel Comune di Magasa
Stazione sismometrica e accellerometrica di San Bartolomeo nel Comune di Sal
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Trasmissione dei dati sismici via satellite, in tempo reale, alla sala operativa di Roma
Nelle stazioni sismometriche sono anche inserite le antenne dei GPS
che misurano lo spostamento delle crosta terrestre durante levento
sismico
Con queste sofsticate strumentazioni non solo si viene a conoscenza
dellevolversi dellevento, ma si possono determinare le coordinate
epicentrali e la profondit ipocentrale del sisma.
Dalla raccolta contemporanea dei dati sismici da tutte o da una parte
le stazioni sismometriche si possono trarre importanti informazioni
generali sullandamento dellevento e che permettono poi di analizzare
le situazioni locali di amplifcazione e/o di liquefazione dei diversi siti
in funzione delle caratteristiche litologiche e geomeccaniche dei vari
afforamenti rocciosi e depositi sedimentari.
Inoltre, dalla presenza di falde acquifere sotterranee, di corsi
dacqua, di aree lacustri e/o marine si possono riscontrare
fenomeni di liquefazione, erosione delle coste o presenza di
onde anomale quale sesse o tsunami
Stesso discorso vale per lacquisizione dei dati
accelerometrici del suolo.
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d) sismogrammi e loro lettura
Il sismogramma un grafco, risultato della registrazione fatta da un sismografo, che pu rappresentare lo spostamento, la
velocit o laccelerazione del suolo in funzione del tempo
In un sismogramma si possono defnire le onde P S L - R
Dalla lettura dei sismogrammi si pu defnire la magnitudo di un
sisma.
La Magnitudo misura della potenza di un terremoto allorigine
ipocentro che viene calcolata a partire dallampiezza del segnale
dalla durata della vibrazione (tempo) e dalla distanza dalla stazione.
La magnitudo un valore logaritmico che venne defnito
originariamente da Richter nel 1935.
Lequazione per la Magnitudo Locale e:
M
L
= log
10
A(mm) + (fattore correttivo per la distanza)
Dove A e lampiezza, in millimetri, misurata direttamente dalla
registrazione.
Richter defn che un terremoto ha magnitudo pari a 3 quando
un evento registrato a 100 km di distanza con un sismometro di
tipo Wood - Anderson con periodo proprio di 0.7 secondi e 2800
ingrandimenti da luogo ad una ampiezza massima di 1 millimetro.
Notate che il valore della magnitudo dipende dal logaritmo in
base 10 dellampiezza. Quindi un incremento di una unit di
magnitudo (ad es. da 4.6 a 5.6) corrisponde ad un incremento
dellampiezza sul sismogramma di 10 volte ed a circa un aumento
di 30 volte dellenergia rilasciata. Analizzando la successione dei
sismogrammi si possono ottenere diverse informazioni utili, in
caso di emergenza, come defnire il numero di sismi che possono
ripetersi dopo levento principale e stabilire statisticamente il tempo
intercorso tra quello principale e quelli successivi in modo da poter
calcolare un tempo di evacuazione dagli edifci post sisma, tenere
informati i soccorritori levoluzione degli eventi tellurici durante
gli interventi di emergenza e quindi anche evitare di far avvicinare
la popolazione a strutture che possono essere sottoposte a stress
sismico.
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e) Calcolo distanza ipocentrale e delle coordinate epicentrali di un terremoto.
Analizzando il sismogramma di una stazione sismica, pi vicina al punto focale di emanazione dellenergia si pu determinare
la distanza ipocentrale di un sisma intorno alla stazione secondo la formula:
dove:
D = distanza ipocentrale
VP e VS sono le velocit di propagazione delle onde P ed S, TP
e TS sono i tempi di arrivo.
Grafcamente se si analizzano, come minimo, i sismogrammi di tre stazioni differenti dallintervallo tra le onde S e P e
possono ricavare le distanze del sisma dalle tre stazioni.
Quindi, tenendo presente che da ogni stazione si pu ricavare una distanza sismica nel suo intorno cio un cerchio, lepicentro
del sisma caratterizzato dallincontro in un punto di tre cerchi.
INGV
determinazione dellepicentro del terremoto di Sal da
stazioni lontane
Area interessata dal sisma del 24 11 2004
( )
P S
S P
S P
T T
V V
V V
D

=
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A seconda della profondit dellipocentro si
distinguono:
Terremoti superfciali, profondit da 0 a 70 km.
Terremoti medi, profondit da 70 a 300 km.
Terremoti profondi oltre i 300 km.
La profondit focale pu raggiungere i 700 km.
Se lipocentro meno profondo maggiori sono
gli effetti del terremoto in superfcie
f) determinazione della distanza e della profondit
ipocentrale del punto focale.
La distanza ipocentrale di un sisma su un piano di faglia misurata dalla stazione sismica e la
profondit ipoventrale vengono determinati anche con le seguenti fgure trigonometriche.
Fine seconda parte
NOTA.
Nel prossimo numero si parler di scale sismiche e loro rapporto la soglia di criticit sismica e fenomeni di
amplicazione sismica locale e di liquefazione in base alle situazioni litologiche dei suoli.
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STATI STI CHE I NTERVENTI ANNI 2006 - 2010
GRUPPO VOLONTARI DEL GARDA
A cura di marco
anno 2006 anno 2007 anno 2008 anno 2009 anno 2010
Tipologia Sanit n. interventi n. interventi n. interventi n. interventi n. interventi
118 1858 1626 1588 2275 3102
Dialisi 928 128 161 156 124
Visite 751 519 572 785 786
Ricoveri 99 81 147 186 201
Dimissioni 229 288 322 412 597
Manifestazioni 198 193 160 173 202
Trasferimenti 484 391 527 672 582
Esercitazioni 3 0 3 1 0
Servizi interni 200 118 134 438 639
Altro 0 18 46 0 0
Annull./Mix int 0 0 0 9 4
Totale 4750 3362 3660 5107 6237
Gruppo Volontari del Garda statistiche interventi sanit anni 2006 - 2010
4750
3362
3660
5107
6237
0
1000
2000
3000
4000
5000
6000
7000
anno 2006 anno 2007 anno 2008 anno 2009 anno 2010
Interventi negli anni comparto sanitario Gruppo Volontari del Garda
anno 2006 anno 2008 anno 2009 anno 2010
Tipologia Mezzi n. interventi n. interventi n. interventi n. interventi
Varie 154 215 183 98
Sommozzatori 83 98 161 197
Esercitazione 45 42 18 33
Incendio 49 17 37 46
Incidente stradale 52 21 6 58
Manifestazioni 81 103 83 93
Pulizia sede stradale 65 50 31 39
SRS 23 45 30 41
Rifornimento idrico 129 75 176 142
Servizio interno 520 542 549 639
Visita 0 347 421 458
Trasferimento 0 147 390 443
Telesoccorso 0 14 56 18
Dimissione 0 74 99 39
Dialisi 0 532 482 373
Ricovero 0 72 101 25
Allagamento 0 0 0 51
Bonifica insetti 0 0 0 45
Totale 1201 2394 2823 2838
Gruppo Volontari del Garda statistiche interventi mezzi anni 2006 - 2010
1201
2394
2823 2838
0
500
1000
1500
2000
2500
3000
anno 2006 anno 2008 anno 2009 anno 2010
Interventi negli anni mezzi Gruppo Volontari del Garda
Si pubblicano le statistiche degli anni che vanno dal 2006 al
2010 inerenti gli interventi ed i mezzi coinvolti nellattivit
quotidiana del Gruppo Volontari del Garda a testimonianza
dellimpegno e della dedizione che il gruppo a profuso in 28
anni di incessante donarsi al prossimo.
Il gruppo attivo 24 ore su 24 365 giorni allanno si meritato
il rispetto ed il riconoscimento di numerose persone, associa-
zioni ed enti pubblici.
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Vi si t a di A SWANI BARXTON e NYONGESA
JANET al Gruppo di Prot ezi one Ci vi l e Vol ont ari
del Garda
A cura di Piero Fiaccavento
Hanno fatto visita alla sede del Nostro gruppo Swani Barxton dirigente scolastico Kenyota e NYONGESA JANET, fsio-
terapista di Nairobi.
La visita che faceva parte di un ciclo di incontri che con altre associazioni locali ha avuto lo scopo di un intersambio cul-
turale fra altre realt ed ha dato ai Nostri ospiti la possibilit di far conoscere il Gruppo Volontari del Garda.
Lesperienza con i popoli africani, nonostante le varie problematiche che sincontrano, senzaaltro positiva in quanto
permette, anche a noi europei di poter crescere in una maturazione di vita permettendoci cos di capire altre realt e poter
affrontare le reali problematiche insieme al fne daffrontare un futuro migliore nella convivenza pacifca tra i popoli.
Ringraziando il Direttivo dei Volontari del Garda ed in particolar modo il Dott Frau per la disponibilit e la spiegazione
dettagliata dellorganizzazione del Gruppo Nazionale di Protezione Civile Volontari del Garda sperando di continuare
un interscambio culturale di amicizia e di idee per le emergenze tra i Volontari del Garda e le organizzazioni umanitarie e
governative del Kenya.