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Raffaele Morelli

I FIGLI DIFFICILI SONO I FIGLI MIGLIORI

RIZA

Progetto grafico e copertina: Daniela Figliola Redazione: Fiammetta Bonazzi Edizioni Riza S.p.a. Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano Copyright 2006 Edizioni Riza S.p.a. Tutti i diritti riservati. Questo libro protetto da copyright. Nessuna parte di esso pu essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopie, incisione o altrimenti senza il permesso scritto delleditore.

Sommario
Introduzione I nuovi modelli di famiglia Paure e disagi Gli errori da non commettere Figli e talento Giocare per crescere I figli e la scuola Le parole da non dire 7 20 30 42 55 66 77 91

Introduzione

Per parlare dei bambini non si pu prescindere da Ermes, Mercurio, il dio che ha le ali sulle tempie e sui piedi. s materiale, carnale, concreto, come lo sono i piedi che battono la terra, ma la sua natura volatile, inafferrabile, come lintuizione, come le cose dellanima le cose sottili. Se le donne vivono nel regno di Iside, delleterno femminile, se ogni donna senza saperlo cambia il mondo, le sue abitudini, i costumi, perch cos vuole la Dea, per i bambini Ermes la loro sostanza, la loro identit pi profonda, il loro sapore, la loro fragranza, il loro profumo. Come possiamo noi adulti, noi vecchi uomini e donne del mondo, conoscere i bambini, se appartengono a unaltra dimensione, a un altro luogo dellessere, a un altro dio? Gli adulti si riconoscono come tali perch pensano, ragionano, sono maturi: non si bocciano forse i nostri piccoli perch sono immaturi? Facciamogli ripetere lanno, cos maturer, diventer pi responsabile, si far carico dei suoi doveri, cos dicono gli insegnanti ai genitori quando vogliono calare la scure della bocciatura. La verit che noi giudichiamo i bambini con occhi da vecchi, di gente consumata dalla vita, che sa come va finire ripetendo pi o meno le frasi che i nostri geni-

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INTRODUZIONE

tori dicevano a noi, tipo: Vai a letto presto, Studia se no finisci a fare il manovale, oppure: Di questo passo finirai per prendere una brutta strada o ancora: Prima il dovere e poi il piacere, Mangia che devi crescere, Lozio il padre dei vizi Per anni abbiamo insegnato la matematica ai bambini, ignorando che i circuiti cerebrali del ragionamento matematico si attivano solo dopo i 14 anni. Locchio vecchio, che ripete sempre le cose gi dette e gi sentite, quello di Saturno: pesante come sono pesanti i nostri pensieri, i nostri giudizi, i nostri inutili consigli. Come pu Saturno, il dio della Terra, delle leggi inesorabili, dialogare con Ermes, leggero come laria, sottile, impenetrabile, furbo, scaltro, impalpabile, libero, senza vincoli? I genitori non conoscono e non possono conoscere il mondo mercuriale dei bambini e degli adolescenti Forse un buon genitore colui che si arrende a questa impotenza, che comprende che il nostro mondo e quello dei piccoli vivono agli antipodi, che quasi nulla hanno in comune. Lanima e il cervello che lo riveste, che la sua casa, producono energie differenti a seconda delle tante stagioni della vita. Vai a spiegare alla primavera che arriver linverno? La primavera dei nostri figli ragiona con il mondo nuovo che sta partorendo i fiori, i frutti, il verde, la vitalit prorompente. Linverno invece fatto di rami spogli, calati nel freddo, nelle intemperie, nella percezione della fine, nel difendere ci che si conquistato.

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Per i giovani tutto in gioco: non c il tempo che verr, c ladesso. Mai, forse, un proverbio stato pi felice di quello che recita: Si nasce incendiari e si muore pompieri. Come pu chi sta spegnendo il suo fuoco giudicare la fiamma che divampa, i suoi lapilli scintillanti, i rischi che deve correre? Se fosse per noi, gente di Saturno, i figli dovrebbero diventare come noi, percorrere la nostra stessa strada, le nostre stesse tappe: lasilo, le elementari, le medie, il liceo, luniversit e poi un buon lavoro, un buon matrimonio e magari la sera tutti davanti alla TV Solo i Saggi sono veramente mercuriali: giocano ancora a 80 anni come bambini, sono curiosi, osservano, silenziosi, quasi in disparte I veri Saggi non sai mai cosa pensano, sono misteriosi come i bambini. Anzi, i Saggi e i bambini non pensano! Gli antichi sapevano che il cervello la casa di energie misteriose, sconosciute, inafferrabili Di tutte, quella di Ermes lenergia del cambiamento, del rinnovamento, della trasformazione, dellintelligenza scaltra. Un genitore dovrebbe arrendersi allidea che la parola educare deriva da e-ducere, che significa estrarre, tirare fuori. Estrarre ci che c: vale a dire che ogni bambino una pianta speciale, con caratteristiche solo sue: una vera follia pensare di insegnare a tutti le stesse nozioni, gli stessi libri, gli stessi autori, gli stessi compiti Ci piaccia o no, noi figli ormai di Saturno vogliamo insegnare loro quello

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che abbiamo imparato e subto a scuola. A volte penso che il successo di certe trasmissioni centrate sui quiz, diffuse come nessunaltra trasmissione, si basi sul fatto che valutiamo noi stessi dentro la morsa scolastica del premio-punizione. Se sei promosso ti regalo il motorino I bambini, no! Loro sono guidati da Ermes, il loro cervello dentro questa energia sempre nuova, sempre aperta, cosmica, irraggiungibile, pronta a tutto. Ma chi di noi adulti pronto a tutto? Chi vive come nella fiaba? Al piccolo Micky raccontavo che si poteva passare dal buco della serratura del portone di casa. Dai pap, fammi vedere!. Gli facevo chiudere gli occhi, lo prendevo in braccio e furtivamente e in silenzio aprivo il portone passavamo dallaltra parte e magia lincanto era avvenuto! Micky aveva 5 anni e la magia, la fiaba, erano il suo mondo: tutto era possibile. E io mi divertivo, ridevo. Dai pap, rifacciamolo!. Se si sta attenti, quasi mai ridiamo per davvero, se non quando stiamo con i bambini. Il gioco la vera terra dellanima mercuriale E ogni gioco sempre misterioso, fatto di inganni, di tranelli, di bugie, di scaltrezza, di intelligenza, di curiosit. Insomma, chi gioca non sono i bambini, ma il dio Ermes in persona E poich Mercurio il dio dellAria, che passa attraverso le serrature, che usa in ogni circostanza nuovi percorsi, i veri genitori devono farsi, almeno ogni tanto, la domanda fondamentale, che esattamente il contrario di quello che ci stato insegnato dalle generazioni precedenti. E cio: Oggi, io che

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cosa ho imparato da mio figlio?. Difficile apprendere qualcosa se abbiamo in mente i nostri stereotipati modelli educativi, se la nostra preoccupazione quella del buon voto o che si comportino bene, vale a dire che i nostri figli siano stati veramente ben domati I figli di Ermes vengono per spazzare via i vecchi modelli dalle menti di noi genitori Che cosa abbiamo da imparare da loro? Un diverso modo di stare nel mondo, una mentalit creativa che rinnova incessantemente le cose, una sensibilit primaverile, dellaurora, della luce limpida della mente, non offuscata dai pensieri, una capacit di vedere le cose in unaltra prospettiva, un modo di risolvere i problemi che noi adulti non ci aspetteremmo mai, un modo di prendere la vita senza sacrificio, senza dolore, senza lotta, senza affanno, un modo che noi abbiamo completamente dimenticato. Quando c un problema bisogna esporlo bene ai bambini, anche ai pi piccoli: ci daranno risposte inimmaginabili. Sapete che cosa fanno i bambini quando hanno un problema? Non fanno come noi che ci pensiamo su per ore, che ci rimuginiamo senza approdare a nulla. No, i bambini vanno a dormirci su: sanno che Ermes nel sonno porta la soluzione, si affidano alle forze interiori. I bambini sono nellintimo, anche nel chiasso pi ostinato, attenti e silenziosi Sono i figli di Ermes, quel dio sapiente, saggio, impertinente, che seppe sempre restare bambino, perch sapeva che solo nellinfanzia possediamo unenergia creativa, lintelligenza che tutto pu, che tutto

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realizza: ogni magia ogni evoluzione. Mentre noi mandiamo a scuola i bambini perch diventino responsabili e maturi, vale a dire perch non realizzino la loro vera natura mercuriale, che non fatta di sapere nozionistico, di date storiche, di quiz, ci dimentichiamo che ogni bambino sta vivendo il suo momento, unico e magico, la sua unicit, la sua diversit. Ogni fiore matura al suo momento e ci che per uno un nutrimento, per laltro pu essere un veleno. Quanti bambini hanno dovuto subire il pianoforte o leducazione fisica o la danza classica, mentre erano portati per la poesia o il romanzo davventura! Per conoscere i piccoli dobbiamo ragionare con quella irresponsabilit, quellarguzia che solo Ermes possiede. Alcuni anni fa chiesi a Micky, che aveva 9 anni, se mandare a scuola Tommy che aveva solo 5 anni. Pap, non vedi che non ancora maturo?. Me lo disse con un candore che mi convinse immediatamente. Da allora Micky diventato il filosofo di casa I bambini insegnano che le cose si dicono come sono, senza giri di parole, e che loro vivono in unaltra percezione di se stessi, della vita, del cosmo, della gioia e del dolore. La loro lintelligenza del seme Come Ermes che sa fare tutto appena nato, apprendono in un attimo le cose che interessano loro. Bisogna insegnare solo facendoli divertire, come ben sanno i buoni insegnanti. Guardate come in un attimo, senza nessuna lezione, imparano la playstation, Internet, gli sms

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Bugiardi come Ermes Quanto sanno mentire i bambini, quanto sono bravi, convinti e sicuri nel dire le bugie! E che forza hanno, con quale candore raccontano di non essere stati loro a prendere le chiavi dellauto di cui si erano impossessati Fateci caso, i bambini adorano le chiavi, aprire i cofanetti, nascondere le cose, dimenticarsene. Con le chiavi si aprono le porte, si entra in altri mondi, come faceva Ermes. Perch il mio bambino mi mente sempre?. Mi chiedeva Francesca, 30 anni. Perch nega levidenza? Forse non vuole condividere con me la sua esperienza? Forse non sono una brava madre?. I bambini devono mentire: se non lo fanno dobbiamo preoccuparci. Vivono in unaltra dimensione dove non esiste la nostra logica, la nostra cosiddetta evidenza. Per noi le cose sono cos, e basta! Per i nostri piccoli, i mondi del reale sono fatti di immagini e sono infiniti, variegati, multicolori, loro non vivono quella che noi chiamiamo levidenza, che in realt solo la nostra riduzione della realt ai nostri modelli. Le cose sono chiare ed evidenti solo per chi le vuole vedere cos, come facciamo noi adulti. O studi o farai il manovale, come se non sapessimo che l80% degli studi che abbiamo fatto non ci sono serviti a niente E ce li siamo per fortuna dimenticati! Ed ecco la bugia che come dire: Io vivo in un altro mondo, dove le cose non sono come le vedi tu, io non sono come te, sono lintelligenza del seme, dove ogni magia possibile, dove le roc-

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ce parlano e ogni cosa animata, dove gli animali sono capaci di prodigi, dove tutto possibile. Non ridurmi al tuo mondo logico Io, cara mamma, vivo altrove. Non Ermes il dio della bugia e dellinganno, il dio che nega levidenza, che mente appena nato? Ecco cosa Citati racconta a proposito di Ermes e della sua furbizia. Mentre il mondo si copriva di ombre, Ermes rub cinquanta vacche della mandria di Apollo. Le guid attraverso i terreni sabbiosi, i monti, le pianure, le colline, i prati, pieni di trifoglio e di cipero. Poi le rinchiuse in una stalla presso lAlfeo: di nuovo in Arcadia. Mai viaggio era stato cos singolare. Ermes non aveva camminato in linea retta, spingendo le vacche davanti a s, come i pastori: tutto, tra le sue mani, si capovolgeva. Aveva confuso le tracce: ora costringeva le vacche davanti a s, invertendo magicamente le impronte, rovesciando i segni degli zoccoli, quelli anteriori dietro, quelli posteriori davanti: ora le obbligava a camminare allindietro, con la testa rivolta verso di lui. I bambini negano levidenza quando vengono scoperti non per paura della punizione, come pensiamo noi, ma semplicemente perch sono i custodi di Ermes, di unenergia speciale del cervello, irraggiungibile, lontana da noi. Con i nostri pensieri, con la nostra logica, con le nostre parole inutili (Se menti sei un cattivo bambino) noi vogliamo legare i bambini a noi, spesso li trasformiamo in ricettacoli delle nostre angosce, dei nostri abbandoni, delle nostre solitudini.

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Da quando ho un figlio sono sicura che non verr mai pi abbandonata, mi ha scritto Roberta (38 anni). Noi li amiamo con attaccamento, per legarli a noi, per averli sempre affettuosi. Loro no. Loro amano in modo differente, libero, discontinuo: torni a casa la sera e continuano a giocare, non ti degnano di uno sguardo e tu ti preoccupi, ti domandi: Forse non sono un bravo padre. In realt, quando non si curano di te, ti stanno dicendo: Fai parte del mio mondo, posso continuare a giocare. Loro rispetto a noi sono presi, totalmente immersi nelle cose che fanno, nei giochi, nei cartoni della tiv. Se corrono continuamente ad abbracciarti, a baciarti, c qualcosa che non va. Loro, come Ermes, amano senza vincoli, non hanno legami come noi, figli di Saturno. Anzich chiederci se occorre essere autoritari o comprensivi, dolci o rigidi, se dare schiaffi o no, se concedere o non concedere, se bene comperare o no il telefonino, se forse (tanto per ripetere le solite frasi banali) i nostri bambini hanno troppo e per questo sono pi infelici di quelli di una volta, anzich chiederci questo, perch non domandarci se in noi morta limprevedibilit, la fantasia, limmaginazione, e cos siamo per loro solo modelli standard, ripetitivi, nozionistici, banali come i concorrenti dei quiz. Insomma, noi siamo genitori che vogliono essere troppo normali, troppo uguali a tutti gli altri, troppo nella norma e cos progettiamo la vita dei bambini.

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Perch, in ultima analisi, non dallautoritarismo o dalla confusione dei genitori che i figli fuggono; i figli fuggono dal vuoto insopportabile del vivere in una famiglia senza altre fantasie che il fare compere, lavare la macchina e scambiarsi convenevoli (James Hillman, Il codice dellanima, Adelphi edizioni, pag.214). Ogni generazione viene per cambiare il mondo: se non lo fa c da preoccuparsi. Ermes potrebbe adirarsi. Il nuovo nasce da lui, i cambiamenti intelligenti vengono dalla sua sagacia: se il dio viene relegato sullo sfondo, altri dei molto pi violenti e distruttivi potrebbero scendere in campo, il mondo diventerebbe statico con le sue religioni sempre uguali, con le sue tradizioni ormai vecchie e logore, oppure la mente si offuscherebbe, si accecherebbe e la distruttivit prenderebbe il posto principale. Fateci caso: nelle persone violente, nellodio razziale, negli scontri violenti, i grandi assenti sono lironia, il gioco, la leggerezza, la furbizia i volti principali di Ermes. Bisogna guardarli i bambini quando ridono, quando si divertono, quando giocano, ma anche quando sono silenziosi, mentre ci sembra che siano affaccendati nelle loro cose, eppure sono l presenti a tutto ci che accade. I bambini non hanno la coscienza offuscata dai ragionamenti, dai pensieri, sono l nelle cose che fanno e sono aperti a tutto Per questo i vecchi di una volta stavano attenti a parlare quando cerano i bambini intorno. Sapevano che erano curiosi e che, nella loro apparente indifferenza, sentivano tutto.

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I bambini sanno sempre fare la cosa giusta Non possono annoiarsi a lungo: Ermes non glielo permette. Sorpresa, immaginazione, traffici, gioco, bugie: questo il mondo di Ermes e dei bambini, che prepara incessantemente la nascita di nuovi mondi. Per i bambini ogni cosa sempre nuova, tutto una grande sorpresa, come le fiabe che vogliono sentirsi raccontare pi e pi volte. E poi?. Questa la domanda che ti fanno quando racconti loro per lennesima volta la stessa fiaba. I bambini sanno che il mondo muta incessantemente e la fiaba di ieri non pi quella che stiamo raccontando oggi, perch oggi il cervello diverso e immette in ogni cosa una nuova luce. Se i nostri insegnamenti non si basano sulle fiabe, sul gioco e sul divertimento, creeremo bambini insicuri e stressati. Mentre noi siamo l a chiederci se siamo buoni genitori (secondo i parametri che abbiamo imparato e che sono inadatti al tempo presente), a colpevolizzarci per lo schiaffo che non avremmo voluto dare, a chiederci cosa fare, non osserviamo e non assimiliamo il loro essere al di l delle frontiere conosciute della ragione Li mandiamo a scuola per diventare ragionatori, loro che invece sono dotati spontaneamente di fantasia, di immaginazione, di furbizia, di scaltrezza, di giocosit, di ilarit, di divertimento. Lanima cresce solo se si diverte, non obbligandola ai ragionamenti, ai pensieri, non educandola Ermes, appena nato sapeva fare tutto i bambini lo

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stesso: se realizzano le loro aspirazioni sono automaticamente felici e vanno verso il loro destino. E allora potranno andare a letto stanchi, stremati, perch si sono goduti la giornata. I genitori sanno che i bambini possono giocare per davvero sino a quando crollano: Ermes allora interviene e regala loro il sonno per rigenerarli e prepararli ai futuri giochi del giorno dopo. Non diamoci compiti educativi, affidiamoci a Ermes Ermes vive solo nel presente, e allora noi proviamo ogni tanto, quando siamo con loro, a essere l, solo l, senza dirci niente, senza chiederci se siamo stati genitori giusti o sbagliati (in base poi a chiss a quali modelli) e soprattutto senza pensare a come ci siamo comportati con loro nel passato. Ogni volta, a ogni incontro, siamo genitori nuovi e ci che stato stato. Essere l significa non educare, non correggere, non dettare proclami, ma osservare ci che accade. Nientaltro. Ogni modello educativo cerca di ridurre i figli a essere dentro uneguaglianza, una normalit che Ermes detesta. Che cosa vuole il dio che facciamo per i nostri bambini? Due cose: da un lato che troviamo Ermes dentro di noi, dando spazio ad avventure, fantasie, immaginazione, gioco, creativit. Se noi scopriamo Ermes, ringiovaniamo automaticamente, usciamo dalle abitudini e dai ragionamenti comuni. Educheremo senza accorgercene in modo diverso. Dallaltro, vuole che cogliamo le caratteristiche che

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ogni bambino ha, diverse da ogni altro, e che le lasciamo cos come sono Ogni bambino ha i suoi interessi, il suo modo di giocare, i suoi silenzi, la sua scaltrezza, la sua ironia, la sua furbizia, la sua imprevedibilit. Non ostacolarla significa rispettare la nuova pianta che sta fiorendo e che dovr fare i suoi fiori e suoi frutti Questa la sola cosa certa che noi genitori dobbiamo seguire, che pu rappresentarsi nella domanda: Il mio piccolo sta seguendo la sua vera natura?. Se lo vediamo preso dalle cose che fa, coinvolto, se gioca allora siamo sulla strada giusta.

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I nuovi modelli di famiglia


Che la struttura della famiglia stia subendo una profonda metamorfosi un fatto innegabile. Al punto che oggi, quando si parla di famiglia, non si pu pi alludere a un unico modello, ma a una galassia di legami affettivi estremamente diversificati. Le indagini demografiche rivelano infatti che mentre negli anni Trenta in Italia la famiglia (fondata sul matrimonio religioso e di stampo prettamente patriarcale) era composta da una media di 4-5 persone, nel Duemila il numero medio dei componenti sceso a 2,8 persone, il che significa che oggi sempre pi spesso la famiglia non ha figli.

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Non tutto. Oggi accanto alla coppia sposata in chiesa ci sono i conviventi, le famiglie di fatto, che hanno deciso di non formalizzare la loro unione n davanti allo Stato n davanti alla Chiesa, i genitori single, i genitori adottivi; da precedenti separazioni e divorzi si creano nuove unioni e nuovi nuclei familiari, che possono comprendere sotto lo stesso tetto figli nati in famiglie dissolte e bambini che hanno in comune solo il padre o la madre. La famiglia, insomma, si veramente allargata e si trasformata in una sorta di laboratorio sociale allinterno del quale vivono ormai con disinvoltura figli (naturali o adottati), ex mogli, ex mariti, ex amanti, nonni, fratelli, cugini Molti genitori si preoccupano perch temono che, dopo una separazione, o trapiantati nellambito di una famiglia di fatto, i figli possano andare in crisi e sentirsi diversi rispetto ai bambini nati allinterno di una famiglia normale: invece, questapparente confusione pu non rappresentare un problema se il figlio, bambino o adolescente che sia, riesce comunque a trovare nella famiglia alternativa dei centri affettivi di riferimento. Non dimentichiamo che i bambini sono dotati di enormi capacit di adattamento e proprio come Mercurio, il dio della comunicazione, della flessibilit e dellimprovvisazione, sono in grado di accogliere e affrontare con serenit anche le situazioni che agli occhi degli adulti appaiono pi disordinate e disagevoli. Lessenziale che, qualunque sia il modello familiare, i figli sentano lamore e la presenza dei genitori,

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senza bisogno che questi ultimi diano loro delle spiegazioni, per esempio sul fatto di essersi separati e risposati, di non volersi sposare ecc.: pi un genitore d delle motivazioni ai ragazzi, pi rischia di inaridire la loro visione magica della vita. Questo s che un bene che, una volta distrutto, difficilissimo da ricostituire. Se il figlio cresce con la nonna e la madre single soffre di sensi di colpa Sono rimasta incinta a 22 anni e, visto che il padre del bambino scomparso nel nulla, mia madre si fatta carico delleducazione di mio figlio Ruggero. Mi sono ritrovata mamma single, e tutto filato liscio finch mia madre si trasferita in unaltra citt, lontana dal mio posto di lavoro, e per motivi pratici si portata con s il nipote. Io non potevo oppormi a questa soluzione, mi sono organizzata per andarlo a trovare almeno ogni 15 giorni, ma adesso che Ruggero sta crescendo sento che sempre pi distante da me. Da parecchi mesi soffro di attacchi di panico e convivo con pesantissimi sensi di colpa: temo che il bambino porter per sempre i segni della mia scelta. Giovanna, 26 anni

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ara Giovanna, non devi rammaricarti per il fatto di non aver dato a tuo figlio una famiglia rego-

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lare e per essere una mamma single. Quello che conta che tu faccia sentire a tuo figlio il tuo amore e la tua presenza: parlo soprattutto della qualit del rapporto che ti lega a tuo figlio, non della quantit. Se vivi e lavori lontano, evidente che non puoi frequentarlo tutti i giorni, e questo importante che tu glielo spieghi in modo chiaro, chiedendo anche a tua madre di rassicurarlo in questo senso. Il mondo pieno di genitori che parcheggiano i figli 6 giorni su 7 da nonni, tate e baby sitter, e spesso non vanno a riprenderseli nemmeno la sera: perch dovresti sentirti in colpa tu? Certo: ancora oggi le persone non sposate, sole e con figli sono considerate meno affidabili di quelle che hanno una famiglia tradizionale, ma questo modello comincia a essere un po usurato. Sai cosa ti dico? Che la famiglia-nido cos come labbiamo sempre intesa noi, spesso non sana: i figli di oggi sono iperprotetti, sempre meno autonomi, insicuri In certe famiglie molte ormai si resta in casa con mamma e pap fino a trentanni, e poi una volta usciti si ancora dipendenti dai genitori sul piano economico e organizzativo. Devi essere serena, Giovanna: la felicit di tuo figlio non dipende dalla famiglia, dal luogo in cui nato, dal fatto che non abbia un padre, ma dal fatto che voi due continuiate a essere in comunicazione daffetti, anche se a distanza. La cosa che puoi fare chiedere a tua madre di aiutarti nel dire a tuo figlio che tu ci sei, che sei la sua mamma anche se sei lontana per motivi di lavoro. E poi, pensaci bene: in tutte le leggende e in moltissimi

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miti, leroe un orfano o un bambino solo, uno che come Ulisse si lasciato la famiglia alle spalle Chi riuscirebbe a compiere imprese mitiche restando al calduccio del nido familiare? Spiegare non serve, lamore invece indispensabile Sono un padre di 37 anni e ho due figli, di 5 e 2 anni. Purtroppo con mia moglie abbiamo deciso di separarci perch il nostro rapporto non reggeva pi e nessuno di noi due aveva voglia di sacrificarsi per tenere in piedi una farsa. I bimbi sono affidati alla mamma e io me ne andr da casa. Adesso sono divorato dai sensi di colpa nei confronti dei miei piccoli: a volte mi colpevolizzo per il fatto di averli messi al mondo per poi trascinarli in questa sofferenza Per, mi dico anche che cos non poteva andare avanti e che, tutto sommato, ho fatto una scelta ponderata per quel che riguarda la mia situazione di coppia. Il mio problema questo: cosa posso fare per non farli sentire traditi e abbandonati dal loro pap?. Luca, 37 anni

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acrificarsi e restare insieme solo per il bene dei figli, come accadeva un tempo in molte famiglie, non ha alcun senso. Eppure ancora oggi si vedono coppie che si sforzano di stare insieme per i figli,

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ma che in realt hanno paura di separarsi, perch ci costringerebbe i partner a rimettersi in gioco. Tu, Luca, hai fatto una scelta consapevole e non devi rimpiangere di non esserti sacrificato. Cosa vuol dire sacrificarsi? Non esistere, tradire la nostra Natura, recitare di stare bene accanto a persone che non sopportiamo pi? Ognuno di noi ha invece un compito: trovare la tranquillit interiore, rispettarla, realizzarla. Sappi che chi si sacrifica e racconta agli altri i propri sacrifici, quasi con orgoglio, in realt cova rancore e malessere e non di aiuto per nessuno, tanto meno per i figli. Ricordati che i tuoi figli non hanno bisogno di spiegazioni, non sono autorizzati a sapere come mai tu e tua moglie avete scelto di separarvi n possono pretendere di vivere in quel modello di famiglia perfetta, con entrambi mamma e pap presenti, che la societ e il nostro pregiudizio propongono come il migliore possibile. Semmai, necessario che tu faccia sentire la tua presenza con visite, telefonate, viaggi e vacanze insieme Se, nonostante la separazione, si riesce a mantenere un minimo darmonia tra gli ex coniugi, che tuttavia non smettono di essere genitori, i bambini supereranno con facilit anche la separazione. In casi come questi, sono pi gli adulti e non i piccoli a farsi problemi. meglio la chiarezza che un dramma continuo Dopo 7 anni di matrimonio senza tenerezza n collaborazione sul piano dellorganizzazione

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quotidiana, ho finalmente deciso di separarmi. Ho subito capito che mia figlia, 5 anni, stava soffrendo molto per luscita di mio marito dalla famiglia ed diventata molto aggressiva nei miei confronti, alternando giornate di musi a veri e propri scoppi di rabbia. Da qualche tempo noto anche che si fa la pip addosso durante il giorno, proprio come quando era pi piccola. Io stessa ho fatto molta fatica a chiedere la separazione, ma adesso sono preoccupata per mia figlia e per le sue possibili, future reazioni. Una mamma, 35 anni

elle separazioni i bambini sono spesso pi attenti e perspicaci degli adulti. E se sono adeguatamente compresi e sostenuti con la giusta dose di affetto e di presenza, non vi nulla da temere: possono rimettersi subito in piedi e continuare a crescere senza problemi. Lessenziale che, il padre o la madre, non li costringano a diventare adulti, chiedendo loro di schierarsi dalla parte delluno o dellaltra: ecco perch la bambina ha ripreso a farsi la pip addosso, perch vuole che i genitori le siano vicini e la coccolino, proprio come quando era piccola fondamentale amare i figli anche se non si sta pi insieme: in questo modo, un figlio pu staccarsi dallidea di famiglia che ha in mente e provare affetto per mamma e pap anche se separati, accogliere i nuovi partner dei genitori ed eventualmente i nuovi

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IN RIBASSO LA FAMIGLIA TRADIZIONALE


Il matrimonio in chiesa o in comune ha sempre meno attrattiva fra i giovani italiani. La conferma arriva dallIstat, che segnala che in dieci anni (i dati disponibili sono relativi al decennio 1994-2003) la percentuale delle unioni libere addirittura raddoppiata. Sebbene la famiglia nucleare resti il modello prevalente (22 milioni le famiglie nel totale), ci sono diversi tipi di famiglie alternative: si tratta di single, di genitori soli non vedovi, di coppie di fatto, per un totale di 5 milioni di nuclei familiari non convenzionali che rappresentano il 23% del totale.

fratelli e sorelle che nascono dalle nuove unioni. Solo cos i bambini e i ragazzi potranno imparare a essere flessibili, a cambiare senza sforzo, a trasformarsi, anche a sopportare meglio i disagi della vita. La separazione diventa un trauma solo se noi genitori la descriviamo ai figli come se fosse una tragedia o un fallimento, o se ci ostiniamo a fare finta che non sia nemmeno avvenuta. A questa mamma che mi scrive, dico anche che non si deve solo concentrare sulla figlia, ma deve pensare anche a se stessa: questo il presupposto perch possa stare accanto alla bambina in modo concreto e consapevole.

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La famiglia allargata mi spaventa Ho incontrato un uomo splendido dopo tanti anni di solitudine. Lui divorziato e mi ha proposto di convivere, ma mi frena il fatto che lui abbia gi due figli ancora piccoli. I bambini, che gi frequento e con i quali ho un rapporto molto sereno, sono affidati alla mamma, ma ogni settimana verrebbero da noi. Io amo molto il mio uomo, ma la prospettiva di doverlo dividere con i suoi figli e far loro da mamma mi d molta insicurezza. Clara, 32 anni

gnuno di noi ha una propria forza interiore, tanto pi realizzata quanto pi in sintonia con la propria natura, tanto pi contrastata quanto pi dobbiamo spingere la forza verso direzioni non nostre. Quello che ti devi chiedere, cara Clara, se questidea della famiglia allargata, accanto alluomo che ami ma anche con figli non tuoi, ti sta portando verso la tua direzione. chiaro che se segui la tua vera strada, non ci saranno tentennamenti. Ma spesso le insicurezze sono la spia che segnala che stiamo aderendo a vie che non corrispondono a ci che siamo nellintimo. Prova a pensare a ci che questa scelta di vita pu mettere in gioco: a volte, confrontarsi con linsicurezza salutare, sia per incontrare la trasgressione da certezze e convenzioni sia per accogliere il mistero, il cambiamento. Il cambiamento ti pu rendere insicura, ma spesso un passaggio fondamentale per trasformarti.

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IN PILLOLE

ANCHE

UN GENITORE SINGLE

PU DARE AI SUOI FIGLI TUTTO LAFFETTO E IL SUPPORTO DI CUI NECESSITANO PER CRESCERE

GENITORI SEPARATI

NON DEVONO SPIEGARE AI FIGLI LE RAGIONI DELLA LORO SCELTA, MA DEVONO IMPEGNARSI PER GARANTIRE LORO PRESENZA E AMORE

LA

FAMIGLIA

CON PARTNER SEPARATI NON UNA FAMIGLIA DI SERIE

LA

FAMIGLIA ALLARGATA

PU ESSERE UNOCCASIONE PER CRESCERE

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Paure e disagi
I genitori cominciano a nutrire paure per i figli gi quando iniziano a formarsi nel grembo materno: in questa fase di vita che molte madri e molti padri si domandano se il bimbo sta bene, se sar normale, se superer serenamente il trauma del parto, se non avr complicazioni dopo la nascita... E spesso peccano di zelo moltiplicando gli esami diagnostici e i consulti medici, nellintento di avere sempre pi certezze. Ma, come dimostrano le pi aggiornate ricerche di medicina prenatale, tutte le ansie vissute dalla madre, i suoi cambi dumore, le sue tensioni, gli stati di stress vengono direttamente recepiti dal feto, che li

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PAURE E DISAGI

metabolizza come disagi disturbevoli. Quando i figli sono piccoli, alle paure dei genitori (Sta crescendo bene?, Come vivr le prime esperienze traumatiche?, Rischia di farsi male?), si aggiungono i timori dei bambini: come quello del buio o della solitudine, il terrore della morte o dellabbandono. Il genitore pauroso, che si sente minacciato da tutto, vede il figlio che cresce come un soggetto che va necessariamente protetto: ogni evento un brutto voto, una caduta in bicicletta, un pianto improvviso lo manda in tilt. E il peggio che il genitore apprensivo scambia i suoi timori per affetto, li scarica sul figlio e gli chiede di rassicurarlo continuamente su quello che fa, di dargli delle conferme. Innescando cos un deleterio circolo vizioso in cui lansia degli adulti genera lansia dei bambini. I messaggi che il genitore pauroso veicola sui propri figli nascondono in realt una dose massiccia di aggressivit, che mira a ribadire che taluni comportamenti del figlio sono causa di angoscia per lui. Con quale risultato? O il figlio si ribella, oppure si sente in colpa, diventando ancor pi dipendente, insicuro e a sua volta timoroso del mondo. Eppure, il nodo della paura si pu sciogliere lavorando insieme, genitori e figli: basta intervenire solo quando serve, smettere di farsi domande e di dare giudizi e, soprattutto, cercare di costruire insieme ai nostri piccoli uno scambio relazionale solido e nel contempo flessibile, capace di reggere ai numerosi e veloci cambiamenti che costellano il percorso della crescita.

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Sapr essere una buona madre? Sono al nono mese di una gravidanza difficile, che mi ha costretto a continui controlli ed esami diagnostici a volte invasivi. Il mio bimbo sano, per fortuna. Ora mancano pochi giorni al parto e sta diventando sempre pi grande la paura di non essere allaltezza del mio futuro ruolo materno. Sapr crescere mio figlio? Sar in grado di relazionarmi con lui? Ho letto tanti articoli e manuali su questo tema, ma mi sento confusa e temo di non riuscire a essere una buona mamma. Emma, 35 anni

ara Emma, tutte le domande che ci poniamo sul futuro sono sempre innaturali. E a maggior ragione, innaturali e ingiustificati sono i dubbi che riguardano i bambini che non sono ancora nati. Se ci pensi bene, la gravidanza che si sta compiendo dentro di te avviene a tua insaputa e al di l di tutte le domande che ti poni, al di l delle interferenze mediche e dei tuoi pensieri preoccupati. Una cellula fecondata dentro di te sta creando un organismo vivente che diventer una persona, che gi una persona, e questo senza che tu faccia nulla, in modo semplice, senza alcun tipo di sforzo. Anche leducazione dei figli dovrebbe essere cos, naturale e spontanea: non ci sono scuole o corsi per prepararsi a diventare madri, e quindi non c da farsi domande sulle proprie capacit di essere genitori, sulle

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cose da dire o da non dire. Lunica cosa saggia che puoi fare ora spegnere le domande che occupano la tua mente, e anche dopo il parto il rapporto con tuo figlio sar semplice e naturale, proprio come lo adesso. La mia bambina solitaria e parla poco: sar depressa? Greta ha 5 anni e non mi sembra nemmeno daverla. Ha un faccino serio, sempre silenziosa, le devo tirar fuori le parole con le pinze Fa cos anche quando gioca con le sue amichette, che adesso hanno iniziato a prenderla in giro e la chiamano la muta. Il pediatra mi ha detto che probabilmente una forma leggera di depressione e che dovrei rivolgermi a uno psicoterapeuta, ma cos piccola possibile?. Luciana, 40 anni

egli ultimi anni si parla sempre pi spesso di depressione infantile: vengono sbrigativamente incasellati sotto questetichetta i piccoli come la tua Greta, che stanno spesso in disparte, che parlano poco, che non dimostrano interesse per ci che li circonda e non reagiscono agli stimoli. Questi sono i sintomi che possono allarmare genitori e medici, ma mi sembra azzardato equiparare un calo di vitalit infantile con la cupa atmosfera della depressione tipica degli

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adulti. Nella stragrande maggioranza dei casi, da pochi incontri con lo psicoterapeuta infantile emerge che il bambino esprime con la sua apatia una reazione alle atmosfere che vive in famiglia. Il suo sintomo, quindi, parla di noi genitori, perch una cosa scientificamente provata: in un ambiente gioioso nessun bambino diventa depresso. Questo significa che anche tu, cara Luciana, dovresti farti un minimo di esame di coscienza. Tu sei una donna felice o sei una donna triste? I genitori tristi non sono tutti uguali: ci sono quelli perfezionisti, che pretendono sempre il massimo da se stessi e dai loro figli; ci sono quelli noiosi e abitudinari, quelli che vogliono la casa sempre pulita e in ordine, quelli che desiderano che i figli crescano in fretta e non hanno mai tempo per giocare con loro Allora, prima di patologizzare il disagio di tua figlia, mettiti in gioco tu, insieme a tuo marito: non siate drammatici, non dimostratevi ansiosi o preoccupati, cercate la tenerezza con la bambina e soprattutto fra di voi, come coppia, perch se Greta avverte che in casa non circola leros, intimamente ne soffrir. In molti casi i bambini guariscono quando noi genitori smettiamo di essere troppo seri e ritroviamo la nostra parte bambina. Coinvolgendo anche loro nella nostra felicit. Quando lascio mio figlio allasilo, lui disperato e mi spezza il cuore Ogni mattina, quando porto Michele allasilo nido, si consuma una piccola tragedia: appena lo

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metto nelle braccia delleducatrice, lui inizia a singhiozzare, si abbraccia a me, mi tira i capelli, scalcia Ha solo un anno e mezzo, e mi gi capitato di doverlo tornare a riprendere pi volte perch si metteva in un angolo e faceva lo sciopero della fame. Purtroppo non posso curarlo personalmente perch lavoro, ma vederlo cos tutte le mattine mi addolora, mi preoccupa e mi crea unansia che ormai non mi abbandona pi. Teresa, 33 anni edi, cara Teresa, quando una mamma o un pap vogliono sapere se il figlio ha un buon rapporto con loro, osservano come si comporta quando lo lasciano (per esempio allasilo o da una baby sitter) e quando lo tornano a riprendere: se il bambino non fa tante storie, se dispensa un sorriso sfuggente e poi riprende a giocare, significa che ha un buon rapporto con i genitori perch lo lasciano pienamente godere del suo mondo, pur dandogli la fiducia che lo fa sentire al sicuro. Se invece il bambino ti abbraccia e ti tiene stretta e non ti vuol pi lasciar andare, significa che tu gli fai sentire la dipendenza, lattaccamento: vuol dire che lui nel suo piccolo mondo non sta cos bene e, per sentirsi felice, ha bisogno della tua presenza costante. Prova allora a chiederti quali sono le sensazioni che comunichi a tuo figlio: tu sei una donna appagata? Sei contenta del tuo lavoro? E la tua vita di coppia,

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come va? Ricorda che ogni bambino ha il diritto di avere accanto a s una madre che si vuole bene, che vive pienamente la sua vita, che coltiva le sue relazioni, i suoi interessi, non una donna ossessionata dallidea di essere mamma e dalle preoccupazioni che questo ruolo le pu dare Tu gli hai mai parlato dellasilo prima di portarlo la prima volta? Gli hai fatto in qualche modo capire che non si tratta di un ripiego n di un castigo, ma di unoccasione gioiosa? Tu, infatti, scrivi che purtroppo non puoi curare Michele a casa, e lui evidentemente percepisce la tua sofferenza. Osserva di pi tuo figlio: guarda come si muove, che cosa pensa, che cosa prova, e ti renderai conto di come la sua vita si trasforma a ogni istante e come tu stessa puoi imparare da lui, semplicemente standogli vicino. Solo allora potrai scoprire che lunica regola che conta cercare la tua felicit, e quella del tuo bambino seguir naturalmente. Mio figlio ha paura del mondo e non capisco perch Improvvisamente il mio bambino Paolo, 16 anni, si rifiuta di uscire di casa e ha anche smesso di studiare. Non capisco che cosa stia succedendo: io sono sempre stata per lui una madre presente, ho cercato di risolvergli tutti i problemi, di difenderlo dalle gelosie dei compagni, di scegliere per lui le amicizie pi adatte, di fargli praticare degli sport,

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di mandarlo allestero a studiare le lingue Adesso come se lui avesse paura del mondo. Come posso aiutarlo?. Silvana, 47 anni

l problema che tu per tuo figlio hai fatto troppo e, nellintento di evitargli ogni tipo di delusione e di problema, in realt gli hai impedito di crescere. Tu lo hai difeso dai compagni tu gli hai selezionato le amicizie tu hai deciso i suoi viaggi tu, tu, sempre tu, la mamma Ma lui? Dov finito il suo diritto di scegliere se fare o non fare qualcosa? In quali occasioni ha potuto temprare la sua capacit di affrontare frustrazioni e difficolt, visto che tu gli hai parato tutti i colpi? E poi, perch chiami ancora bambino un ragazzo di 16 anni? Spesso i figli fanno fatica a realizzarsi perch percepiscono troppa protezione da parte dei genitori, cos non incontrano mai la vita. naturale che adesso Paolo abbia paura del mondo, perch capisce che negli anni non ha potuto costruire gli strumenti per affrontarlo, visto che ceri sempre tu a farlo per lui. Non comunque troppo tardi, a patto che tu sia disposta a uscire subito dalla sua vita e a dedicarti a te stessa, alla tua coppia, ai tuoi interessi. Se smetti di essere troppo presente e troppo accogliente, vedrai che lui inizier a camminare sulle proprie gambe.

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Piange ogni notte quando gli spengo la luce Nella nuova casa dove ci siamo trasferiti Jacopo, il nostro bimbo di un anno, ha finalmente la sua cameretta. Prima dormiva nel suo lettino nella nostra stanza, dove tenevamo accesa unabat-jour. Ma ora che da solo, quando viene lora di andare a letto una tragedia: non vuole che si spenga la luce, ed capace di rimanere sveglio tutta la notte o di insinuarsi piangendo nel lettone. Come mai i bambini hanno cos paura del buio?. Silvia, 27 anni

bambini, per natura, non hanno paura del buio. Siamo noi genitori che mettiamo in testa ai nostri figli questidea delloscurit come qualcosa di temibile, di negativo; siamo noi che li convinciamo che le tenebre siano il regno dei lupi mannari, delluomo nero e dei babau Ci sono tante mamme e tanti pap che addirittura usano il buio per castigare i loro piccoli e li minacciano: Se fai il cattivo, ti mando di l e spengo la luce. Ecco, questo il modo pi sbagliato per creare un rapporto sereno tra il bambino e loscurit, uno stato naturale e indispensabile per i piccoli come per gli adulti per rigenerare le energie del cervello, che nel buio germogliano e mettono radici proprio come fa un seme sepolto nella terra. Nel buio e nel silenzio si frantumano i pensieri e le parole della giornata, vengono meno le ansie, si cancellano le im-

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magini dei volti, dei luoghi, degli oggetti. Nel buio si dissolvono le identificazioni e poco alla volta si raggiunge quello che il pensiero cinese chiama Wu-Wei, il Nulla allinterno del quale si libera lintelligenza embrionaria che in grado di trasformare il mondo. Basta chiudere gli occhi e il buio si crea immediatamente dentro di noi. Non a caso, in tutte le Tradizioni le cerimonie religiose si svolgevano al buio, oppure erano solo parzialmente rischiarate da luci deboli, come il chiarore della luna o delle candele. Allo stesso modo, anche i grandi indovini del passato erano spesso ciechi, e lo sai perch? Perch solo quando viene meno la luce e si entra nelloscurit possibile perdere ogni traccia di ci che siamo e crediamo di essere. Non hai mai pensato che tuo figlio ha gi vissuto per nove mesi nel buio completo del tuo utero, la silenziosa notte acquatica dei taoisti dove si realizza la gestazione? Perch adesso dovrebbe averne paura? E per quale motivo tu lo hai abituato a dormire con la luce accesa, mentre normalmente noi riposiamo nelloscurit? Nella sua nuova cameretta Jacopo sta vivendo un duplice distacco: da voi genitori, che per un anno avete dormito accanto a lui, e dalla luce, che ha artificialmente rischiarato le sue notti. Ora, allimprovviso, si trova abbandonato nel buio e ha come la sensazione di perdersi: sta a voi rendere meno brusco questo suo passaggio standogli accanto mentre si addormenta, raccontandogli ogni sera una favola diversa e lasciando accesa accanto al lettino una lucina, sempre pi piccola, ogni notte meno luminosa. Finch il buio non diventer per lui una dimensione accogliente, magica e amica.
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PAURE E DISAGI

IN PILLOLE

GI

DURANTE LA VITA

INTRAUTERINA IL FETO CAPTA LE ANSIE DELLA MADRE E LA SUA PAURA DI NON ESSERE ALLALTEZZA DEL NUOVO RUOLO

I BAMBINI APPARENTEMENTE DEPRESSI SONO IL FRUTTO


TRISTI E INFELICI

DI GENITORI

UN

FIGLIO CHE STA BENE

CON SE STESSO NON HA PAURA DELLABBANDONO

GENITORI RISCHIANO DI TRASCORRERE

TROPPO TEMPO CON I FIGLI: COS, POCO ALLA VOLTA I BAMBINI DIVENTANO DEI PICCOLI TIRANNI ATTORNO AI QUALI RUOTA LA VITA DELLA FAMIGLIA E DELLA COPPIA

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PAURE E DISAGI

IN PILLOLE

PER

DIVENTARE ADULTI, I FIGLI DENTRO DI S

DEVONO PRIMA O POI

UCCIDERE
I GENITORI

SE

UN GENITORE RISOLVE

TUTTI I PROBLEMI DEI FIGLI, DIVENTERANNO FRAGILI E POCO AUTONOMI

BAMBINI HANNO PAURA DEL BUIO PERCH I

GENITORI NON GLIELO FANNO AMARE

BAMBINI POSSONO

IMPARARE A STARSENE DA SOLI SENZA BISOGNO DELLA PRESENZA DEI GENITORI

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Gli errori da non commettere


Devo metterlo in castigo se troppo vivace?, Lo premio se si comporta bene?, Lo lascio uscire di sera con gli amici?, Devo ascoltare le sue confidenze? I bambini e i ragazzi sono come spugne che assorbono per intero le atmosfere che si respirano in famiglia: ansie, tensioni, aspettative, ma anche i tentennamenti dei genitori, il loro senso di inadeguatezza, la tendenza a concedere tutto o, allinverso, lostinazione nel volere che i figli crescano in un certo modo. Il pericolo che, giorno dopo giorno, i figli vengano invasi dalla realt, senza per essere in grado di

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GLI ERRORI

filtrarla e di metabolizzarla attraverso gli strumenti tipici delladulto. Non solo. Tutti gli stimoli che si vivono in famiglia con il tempo possono condizionare i ragazzi, allontanandoli progressivamente dal compito fondamentale di ogni individuo in fase evolutiva: essere come un seme che ha come unica finalit quella di germogliare e portare a maturazione il proprio frutto. Non quello dei genitori. Ecco perch importante riconoscere gli errori che si commettono con i figli, spesso inconsciamente e del tutto in buona fede, spinti dalla convinzione di volerli migliorare, di proteggerli, di forgiarli fino a farli assomigliare a noi, magari di trasformarli negli strumenti della nostra mancata realizzazione personale o di utilizzarli per riempire i vuoti della nostra esistenza. quindi necessario fare chiarezza su come e perch si sbaglia, per arrivare a comprendere qual lunica funzione dei genitori: aiutare i figli a liberare la forza creativa dellUniverso di cui i giovani sono portatori. Cosa tanto pi difficile per una generazione di padri e di madri abituati a lavorare, a correre, a bruciare ogni giorno tappe pi ambiziose, avendo sempre meno tempo per linteriorit, per il silenzio, per losservazione. Non si tratta di diventare genitori infallibili: si tratta piuttosto di tornare a osservare e ad ascoltare i nostri bambini con la mente libera da pregiudizi, avendo sempre ben chiaro nella mente che un figlio, anche se stato generato da noi, non ci appartiene.

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GLI ERRORI

Vorrei migliorare mia figlia, ma non ci riesco Sono profondamente delusa da come mia figlia Angela sta crescendo, nonostante il fatto che io mi dedichi totalmente a lei da quando nata. A 15 anni suonati, Angela si comporta ancora come una bambina piccola, si sente sempre perdente e dice che tutto il mondo ce lha con lei. Le piace solo dormire, guardare per ore e ore la tiv. Anche a scuola il rendimento pessimo. Mi serve qualche buon consiglio per aiutarla a migliorare: sarebbe il mio pi grande successo. Enza, 49 anni

ara Enza, prima di tutto non commettere lerrore di dedicare tutta la tua esistenza ad Angela: cos facendo, rischi solo di opprimerla e soprattutto perderesti di vista la tua serenit, che una variabile indipendente dalle scelte di tua figlia e con la quale puoi veramente aiutarla a tirare fuori quello che ha dentro. Finch noi adulti pensiamo di poter migliorare gli altri figli compresi ci stiamo rifugiando in un alibi. nel mare in tempesta dentro di noi che dobbiamo trovare lo spazio tranquillo. Spesso i figli reagiscono a questi uragani emotivi oziando, diventando passivi e dormendo, proprio per aiutare se stessi a smettere di correre continuamente. Perch a te d fastidio questa passivit? Probabilmente perch non la ac-

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cetti dentro di te e ti sforzi di correre intorno come una farfalla impazzita. Lascia che tua figlia scopra da sola i suoi ritmi: il cervello dei giovani cos tramortito dai nostri modelli maturi che lunica via che hanno per difendersi quella di non parlarci pi, di non comunicare pi con noi e sinceramente devo dirti che fanno bene. La verit che noi genitori non abbiamo nulla da insegnare ai figli: qual secondo te il modello che Angela dovrebbe seguire per migliorare? Forse il tuo, quello di suo padre? E tu saresti fiera di averla rinchiusa in una prigione? La vita di tutti i giorni cambia, muta, e quello che tu teorizzi per Angela pura illusione. Non ripetere gli errori dei tuoi genitori A me e ai miei 4 fratelli mia madre ha fatto passare una vita dinferno. Non mai stata attenta a noi, non le importava di come andavamo a scuola, ci dava le botte, ci minacciava, ci metteva in castigo. Un giorno mia madre mi ha detto che stata cos cattiva con i suoi figli perch anche sua madre lo era stata con lei, e dunque trovava giusto che anche noi patissimo quanto lei aveva dovuto sopportare da mia nonna allo scopo di farci diventare pi forti. Come pu fare un ragionamento simile? Io con i miei figli sono lesatto opposto, anzi: forse sono troppo permissiva e gli concedo davvero tutto!. Loredana, 39 anni

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on ha nessun senso far subire ai nostri figli le stesse pene che hanno contaminato la nostra fanciullezza e la nostra adolescenza, invocando il fatto che nel nostro passato si era creata una catena punitiva del tipo: Il bisnonno picchiava il nonno, il nonno ha picchiato il pap, il pap picchia me e domani io picchier mio figlio.... Il problema che noi genitori spesso siamo ossessionati dalla convinzione che, se abbiamo patito una sofferenza che per ci ha fortificati, il medesimo strumento andr utilizzato per svezzare i nostri ragazzi. Ma chi lo dice che siamo al mondo per stare male? Chi pu provare che i patimenti sono educativi? Lo scopo della vita la felicit, il piacere, non la sofferenza. Un buon genitore non deve avere in testa nessun modello educativo, deve solo fare (o non fare) ci che necessario per far germogliare il seme nascosto dentro suo figlio. Tu, cara Loredana, non devi essere permissiva con i tuoi ragazzi per ripicca verso tua madre, che stata troppo dura con te: la cosa migliore che puoi fare non interferire con il loro modo di essere e, soprattutto, non sforzarti per plasmarli o modificarli. stato Sigmund Freud ad affermare che: qualsiasi atteggiamento adotti con i figli, comunque sbagli. Appunto. Con i figli impara anche a diventare unosservatrice silenziosa e serena, e non farti travolgere dallansia di non essere allaltezza Le sculacciate fanno bene ai bambini? Mi capita a volte di perdere la pazienza e di sculacciare di santa ragione mio figlio, che ha solo un

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anno e mezzo. Lo faccio perch con i suoi capricci mi esaspera sul serio, ma poi mi sento tremendamente in colpa, mi vedo come una madre violenta e mi chiedo: ma con queste botte gli avr insegnato qualcosa?. Luana, 32 anni edi Luana, se ti colpevolizzi per la sculacciata che hai dato al tuo bimbo, fatalmente tornerai a picchiarlo. Infatti, pi ti fissi su quel pensiero e pi ricadrai nel comportamento che, come genitore, ti disturba. Dovresti invece avere la forza di fermarti e di sentire dentro di te il disagio che il tuo gesto ti ha provocato, di cedere al dolore per aver fatto tutto sommato una cosa perfettamente inutile. Un bambino cos piccolo difficilmente riesce a controllarsi, tu invece potresti farcela. Ben sapendo che picchiare un bambino non serve a nulla se non a far sfogare laggressivit delladulto. Con questo, ti dico anche che ogni tanto, quando i figli ci esasperano davvero con i loro inutili capricci, anche una sculacciata pu essere salutare: in questi casi lintervento del genitore di tipo contenitivo, serve cio ad arginare un comportamento che non sta portando il bambino da nessuna parte. Uno schiaffo, una sculacciata dati al momento giusto, sono un modo per esprimere un no tassativo, per definire una regola. E ogni figlio ha bisogno di regole, pur nel rispetto della sua persona.

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Sono un genitore pieno di dubbi, vorrei essere pi sicuro di me stesso Ho due figlie di 16 e 10 anni. La maggiore ha sempre fatto di testa sua, ha scelto da sola la scuola, presto entrer nel mondo del lavoro: ormai sta in piedi con le sue gambe. La seguo da lontano, le dispenso i miei consigli solo se me li chiede, ma mia moglie mi accusa di essere troppo permissivo e allora ho paura di perderla Cos, con laltra figlia sono andato nella direzione opposta: la tengo sempre sotto controllo, la assillo con mille raccomandazioni. Per sento che questo un atteggiamento estremo, forse una reazione a quanto ho fatto in passato. Confesso di avere molti dubbi. Sandro, 43 anni

padri che nel nome della libert lasciano che i figli facciano la loro strada meritano un applauso. Per questo, caro Sandro, non devi dare ascolto alle lamentele di chi ci vorrebbe pi di polso, perch spesso queste critiche arrivano proprio da chi nella vita ha sbagliato tutto e invidia chi riesce a vivere nel solco della libert. inoltre molto positivo il fatto che tu, come padre, abbia dei dubbi: anche se hai scelto una certa strada per la prima figlia (e questa modalit si rivelata giusta per lei), ora ti fai delle domande rispetto alla seconda. Ci sono pochi genitori (e poche persone) disposti anche a rinnegare una scelta fatta in passato per met-

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tere in discussione la propria mentalit. La cosa fondamentale che tu non ti trasformi in un genitore severo e ansioso solo perch in unaltra situazione ti sei comportato in maniera diametralmente opposta. I tuoi dubbi sono quindi una benedizione: ti aiuteranno a comportarti con la tua seconda figlia in maniera spontanea e originale, nel pieno rispetto della sua natura e del suo talento. Ho dato tutto ai miei figli e loro non mi dicono mai grazie Mi sono consacrata anima e corpo alla mia famiglia: per i miei figli ho rinunciato a lavorare, a viaggiare, a dedicarmi ai miei hobbies. Per loro ho anche speso un sacco di denari che avrei potuto tenere per me. Con quale risultato? Che, ora che sono cresciuti e hanno la loro vita, li sento se va bene una volta al mese! Se penso a tutti i sacrifici che ho fatto per i miei figli, mi sento amareggiata e tradita. Luisa, una mamma dimenticata

essuno dei tuoi figli ti ha mai chiesto di annullarti nel ruolo di madre e di moglie, di rinunciare ai tuoi interessi o di spendere per loro tutti i tuoi soldi. Evidentemente tu, Luisa, hai fatto tutto questo perch ti aspettavi qualcosa in cambio, e adesso attribuisci a loro la responsabilit delle tue scelte. Per

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questo adesso sei infelice: perch non ti senti adeguatamente ripagata. Il tuo sbaglio tutto qui: nel tuo voler credere che nella vita pi si d e pi si merita di ricevere. Invece, la riconoscenza che pretendi dai tuoi ragazzi oggi cresciuti e inseriti in una loro vita autonoma non un atto dovuto da parte loro n, tanto meno, un qualcosa che dovrebbe scaturire automaticamente nel rapporto tra madre e figli. Ricorda che, molto spesso, una madre fa per i propri figli degli atti gratuiti, senza cio pretendere nulla in cambio. La vera generosit, cara Luisa, consiste nel fare senza aspettative, nel fare solo perch ci piace e ci fa stare bene. Altrimenti chi d si sente in credito, e chi riceve si sente sempre dipendente. Non sar forse che, con la tua ansia di dare per ricevere qualcosa in cambio, tu come madre vuoi mantenere per sempre una posizione di supremazia e di controllo nei confronti dei figli? Non pensi che adesso vi potreste frequentare su un piano pi paritario e adulto? Quello che hai fatto per loro nel passato appartiene a un tempo che non c pi: non tuo diritto rinfacciarlo oggi solo per rimetterti al centro della loro attenzione. La mia bambina mi considera la sua migliore amica Con Elettra, la mia bambina di 12 anni, ho sempre avuto un rapporto sereno e paritario, al punto che lei oggi si confida spesso con me, mi chiama per nome e mi dice che sono la sua migliore ami-

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GLI ERRORI

ca. Chi ci vede dallesterno dice che siamo una coppia modello: in effetti, non litighiamo mai ed Elettra sembra gi una donnina! Per mi chiedo: giusto che lei mi percepisca come amica e non come madre? Dovrei diventare pi autoritaria con lei? Se mi comporto cos, mia figlia rischia di crescere male?. Giuliana, 40 anni

ara Giuliana, i genitori di oggi spesso non sono pronti a gestire lostilit dei figli, e allora tentano di prevenirla diventando amici. In questo modo si trasformano in complici, lasciano la massima libert ai figli, a volte si vestono persino nello stesso modo, vivono le stesse esperienze su un piano che anagrafe a parte sembra di assoluta parit. E invece tra genitori e figli non pu e non deve esserci amicizia: ognuno deve svolgere il proprio ruolo, senza lasciarsi andare n al permissivismo n alleccessiva severit. Se impediamo ai nostri figli di vivere lo scontro generazionale e non consentiamo loro di combattere il modello che noi adulti incarniamo, rischiamo che non siano in grado di crescere in maniera autonoma. Il fatto che fra te e tua figlia non ci siano conflitti, che lei non ti chiami mamma, che ti tratti come confidente, non sono dei segnali positivi. Ricordati che tu, Giuliana, sei sua madre e non la sua amichetta del cuore, e il tuo compito quello di fornire a tua figlia

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GLI ERRORI

delle regole. Un genitore che non sa dare delle regole comunica ansia e costringe i figli a crescere troppo in fretta: non a caso tu scrivi che Elettra sembra gi una donnina Non va bene! Lascia che si goda linfanzia in mezzo ai coetanei, che giochi e che scambi con loro le sue confidenze. Tu, tieniti il pi possibile in disparte. E chiedile di chiamarti mamma.

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GLI ERRORI

IN PILLOLE

FIGLI NON HANNO BISOGNO

DI MIGLIORARE N DI ESSERE MIGLIORATI

I I

FIGLI HANNO IL DIRITTO

DI SBAGLIARE FIGLI NON VOGLIONO ESSERE

CONTINUAMENTE RIPRESI E CRITICATI DAI GENITORI

NELLEDUCAZIONE ANZI,

DEI FIGLI

LECITO AVERE DEI DUBBI. SONO ANCHE I DUBBI DEGLI ADULTI CHE LI AIUTANO A CRESCERE

GENITORI NON POSSONO

PRETENDERE LA GRATITUDINE DEI FIGLI

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GLI ERRORI

IN PILLOLE

FAR I

CRESCERE DEI FIGLI

NON SIGNIFICA ASSILLARLI FIGLI HANNO BISOGNO DI LIBERT,

NON DI LICENZA

FIGLI VANNO PUNITI SOLO

QUANDO CON IL LORO COMPORTAMENTO SI METTONO IN SITUAZIONI DI PERICOLO

FIGLI NON SI EDUCANO IN BASE

A DEI MODELLI DEL PASSATO, MA SEGUENDO LA LORO NATURA

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Figli e talento
A volte sembra che i rapporti con i figli diventino improvvisamente difficili, faticosi, come se a un certo punto noi adulti e loro ragazzi non ci comprendessimo pi. Sono situazioni di conflitto che si possono manifestare a tutte le et, sia quando i bambini sono ancora piccoli sia quando si entra nel territorio accidentato delladolescenza. Quando si chiudono in loro stessi, quando contestano tutto e tutti, quando non ammettono le critiche, quando diventano indolenti o aggressivi, quando non vogliono andare a scuola, i nostri figli ci stanno combattendo per trovare il loro spazio interno, senza il quale diventerebbero la no-

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FIGLI E TALENTO

stra fotocopia, la nostra caricatura. I figli devono imboccare la strada del loro talento, anche contro di noi. Ogni albero, infatti, deve portare a maturazione i suoi frutti: bisogna quindi sapere che il melograno fa un frutto diverso dallalbicocca ed impossibile che avvenga altrimenti. La domanda da farsi come genitori dunque questa: Che pianta questo bambino?. La pianta che ogni bambino si vede dal fatto che ha degli interessi tutti suoi, ha una sua specificit, un modo di essere, una personalit che ha solo lui. Come scrive Carl Gustav Jung nel saggio La psiche infantile: Un grosso talento o addirittura quel dono del Danai che il genio sono fattori determinanti nel destino di una persona Il genio si far valere contro ogni ostacolo, perch proprio della natura superare ogni limite e costrizione. Il compito dei genitori dunque quello di essere promotori e non censori o detrattori della natura che intimamente appartiene ai loro figli. Perch il talento, presto o tardi, viene a galla e inizia a fluire. Un buon genitore non si oppone a questo fluire, sa rispettare il talento e vigila su di esso con la massima attenzione e senza interferenze, consapevole che ciascuno di noi suo figlio compreso una forma unica e irripetibile. il Talento dellUniverso. Non giusto che i figli seguano per forza le orme dei genitori Ho 20 anni e sono stanca di dover sempre chinare il capo davanti ai miei genitori solo perch sono

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FIGLI E TALENTO

pi vecchi di me e dicono di avere molta pi esperienza. Ho sempre fatto tutto quello che volevano loro, anche iscrivermi a giurisprudenza (mio padre notaio), ma una facolt della quale non mi importa nulla Un mese fa il mio fidanzato mi ha detto che dovevo smettere luniversit e fare quello che veramente sentivo vicino a me: la maestra dasilo. come se mi fossi liberata di un peso enorme! Adesso sto studiando per il concorso e sento che ce la far. Mi dispiace solo che i miei genitori si ostinino a criticarmi, dicendo che sto sbagliando tutto. Valentina, 20 anni

pponendosi al tuo desiderio di diventare maestra dasilo, per lungo tempo i tuoi genitori ti hanno impedito di far germogliare il seme del tuo talento. Ma, come tu stessa potrai notare, questa tua attitudine alla fine venuta con forza allo scoperto, nonostante gli ostacoli e le difficolt. Lo dice in maniera perfetta il poeta Gibran nel suo libro Il profeta: I figli non sono vostri figli. Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi, e non vi appartengono. Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri, poich essi hanno i loro pensieri Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccati lontano. Non addolorarti, cara Valentina, se i tuoi genitori ti stanno criticando. Tuo padre e tua madre, adesso che stai seguendo la tua vera strada, avrebbero il solo compito

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FIGLI E TALENTO

IL TALENTO SCRITTO NEL NOSTRO CERVELLO


Nel nostro cervello esiste una sorta di mappa del talento, diversa per ogni persona. come una traccia colorata che rappresenta lessenza di ciascuno di noi, e la sua esistenza era gi nota nelle culture antiche. I moderni studi neurofisiologici hanno confermato che larea del talento dovrebbe corrispondere alla zona del cervello antico, cio larea limbica (detta anche zona solare), dove si accende la scintilla della creativit. Non a caso, spesso si dice di aver avuto unidea luminosa, alludendo con questespressione alla luce cerebrale che ci indica il cammino da seguire lungo la via del benessere e della realizzazione di noi stessi.

di offrirti il loro affetto e la loro tenerezza. Cos anche tu, finalmente sicura del loro appoggio, potrai finalmente portare a maturazione il tuo frutto. Sono convinto che, poco alla volta, anche loro lo capiranno. Il talento discontinuo e imprevedibile Ai miei tempi mi stato insegnato da genitori e maestri a fare una cosa alla volta, e possibilmente di farla bene, di farla fino in fondo. Adesso vedo

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I figli difficili sono i figli migliori

FIGLI E TALENTO

che i miei figli, che hanno 10 e 13 anni, fanno cinquanta cose in una volta sola, anche quando giocano, e la maggior parte le lasciano a met, sono discontinui. Io mi sforzo di correggerli, ma loro fanno finta di non sentirmi. Vittorio, 50 anni

bambini e i ragazzi di oggi sono profondamente diversi da coloro che sono stati giovani 40 o 50 anni fa. I bambini che nascono oggi portano dentro di s lesperienza delle precedenti generazioni, ed per questo che sono pi veloci, pi attivi, pi attratti dalle nuove tecnologie, pi capaci di fare tante cose in una volta sola. Le nuove generazioni hanno sete di esperienze, tante, diverse, anche di esperienze interrotte: per questo lasciano i libri a met, non finiscono la partita a scacchi, spengono allimprovviso il videogame per andare in cucina a mangiarsi un gelato Perch il talento, caro Vittorio, non abita nel flusso regolare, ma nella discontinuit. Se i tuoi figli avvertono il bisogno di assaggiare la vita gustandone tanti bocconi presi qua e l, lasciali fare. Ricorda che assurdo pensare che un bambino sia un essere vuoto che chiede di essere riempito da noi, dalle nostre storie, dagli insegnamenti che abbiamo ricevuto: il bambino gi un individuo completo, e nei suoi capricci, nelle sue disobbedienze, nelle sue ribellioni, cerca solo di proteggere il suo mondo e con esso il seme speciale che porta con s.

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FIGLI E TALENTO

I BAMBINI DI OGGI SONO SUPERTECNOLOGICI


Playstation, computer e videogiochi costituiscono oggi i passatempi prediletti da bambini e ragazzi di 7 e 12 anni. Lo conferma il Sesto Rapporto Nazionale sulla Condizione dellInfanzia e dellAdolescenza curato da Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro. Dallindagine risulta che playstation, videogiochi e passatempi elettronici raccolgono il 66,3% delle preferenze fra i maschi e il 21% da parte delle femmine, con un dato di preferenza globale del 43%; in ribasso, invece, i giocattoli tradizionali come le bambole (amate solo dal 23,4% delle bambine) e i soldatini (che raccolgono un misero 4,9% di preferenze maschili), mentre trenini e automobiline piacciono a uno sparuto 3,3%.

Dunque, non devi fare niente per correggere i tuoi bambini, ma limitati a osservarli: far bene a loro e anche a te. Questo bambino tutto sua nonna Appena ha visto mio figlio Diego in ospedale, mia madre ha esclamato che assomigliava tutto a lei. A me e a mio marito ha dato molto fastidio,

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FIGLI E TALENTO

sembrava quasi che mia madre si volesse impadronire di nostro figlio, come se fosse una sua propriet In genere i bambini assomigliano ai genitori, non ai nonni, non vero?. Anna, 24 anni

a lettere come questa di Anna possiamo comprendere come sia ancora molto radicata nella nostra cultura lidea che i figli siano lemanazione, la costola dei genitori. Ed molto spiacevole dover constatare, ogni volta che nasce un bambino, che i parenti fanno a gara per accaparrarsene la somiglianza. Per il modo di pensare comune, che vede nellattaccamento e nel possesso la forma pi concreta dellamore, sono concetti che sembrano del tutto normali. E invece no: quando ci dicono che assomigliamo ai nostri genitori o ai nostri nonni, quando portiamo avanti bene o male lazienda di famiglia, o quando per reazione ne sfuggiamo per non esserne assorbiti, stiamo guardando dalla parte sbagliata. Ognuno di noi ha un suo corpo, un suo viso, e ha un suo talento che non appartiene a nessun altro e tanto meno si pu ricevere come imprinting ereditario dai genitori. Del resto anche tu, cara Anna, fai come tua madre, e rivendichi il diritto davere un figlio che assomigli solo a te e a tuo marito. Ma non hai mai pensato che tuo figlio non ti appartiene, una persona a s? Lascia che tua madre dica quello che vuole, ma tu,

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FIGLI E TALENTO

rispetto a tuo figlio, sii il pi possibile neutra e non percepirlo mai come una tua fotocopia. Francesca scrive con le lettere al contrario Alla met dellanno scolastico, Francesca, che frequenta la prima elementare, ha iniziato a scrivere con le lettere capovolte: le t alla rovescia, le h girate dallaltra parte Le insegnanti mi hanno convocato durgenza e mi hanno suggerito di far vedere la bambina da una logopedista e un neuropsichiatria infantile. Ma proprio il caso?. Ernesta, 37 anni ccade a moltissimi bambini, soprattutto quando iniziano a confrontarsi per la prima volta con la scrittura, di avere unapparente difficolt a eseguire correttamente i segni grafici. Questo comportamento, dovuto allinesperienza, ma anche a una certa tendenza a trattare lalfabeto come se fosse un giocattolo con il quale divertirsi, getta nello sconforto gli insegnanti, mentre invece dovrebbe incuriosirli nei confronti del bambino. Ecco allora gli inviti minatori a consultare gli specialisti, ecco i compiti gravosi imposti al piccolo per imparare che si deve scrivere in un certo modo Eppure la scuola dovrebbe essere il luogo in cui si manifestano le diversit, non la via per rendere i comporta-

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FIGLI E TALENTO

menti tutti uguali, appiattiti, omologati. Non si pu dire al bambino a ogni pi sospinto che cosa deve fare: sta scrivendo e fa le lettere alla rovescia? Vinciamo la tentazione di prendergli la matita dalle mani e di raddrizzare le lettere al suo posto, lasciandolo libero di esprimersi come vuole. Non importa se la sua scrittura non sar perfetta: limportante che sia davvero la sua. E non puniamolo, non spaventiamolo se gli altri bambini scrivono in un altro modo: poco alla volta, sperimentando, provando e riprovando, arriver a comprendere quello che gli insegnanti gli chiedono, pur conservando dentro di s il tesoro di una visione capovolta e magica della vita.

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FIGLI E TALENTO

IN PILLOLE

FIGLI NON DEVONO PER FORZA

FARE LO STESSO MESTIERE DEI GENITORI N AVERE LE LORO MEDESIME ATTITUDINI

OGNI

BAMBINO UNA PIANTA

E DEVE PORTARE A MATURAZIONE IL SUO FRUTTO

UN

FIGLIO HA IL SUO TALENTO

ED GIUSTO CHE I GENITORI LO AIUTINO A FARLO GERMOGLIARE

OGNI IL IL

FIGLIO UNICO E NON

APPARTIENE AI GENITORI TALENTO DISCONTINUO E

NON SEGUE NESSUNA REGOLA TALENTO IMPREVEDIBILE

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FIGLI E TALENTO

IN PILLOLE

UN

BAMBINO NON UN GUSCIO VUOTO

DA RIEMPIRE CON NOZIONI E INSEGNAMENTI

OGNI

BIMBO CHE NASCE

NON ASSOMIGLIA A NESSUNO SE NON A SE STESSO

CERTI

ERRORI DEI BAMBINI

RIVELANO UNA CAPACIT DI LEGGERE LA REALT IN MODO SPECIALE: NON OBBLIGHIAMOLI A CORREGGERLI

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Giocare per crescere


Giocare non solo una prerogativa infantile, ma anche una fondamentale attivit umana a tutte le et. Come ha ben sottolineato lo storico olandese Johan Huizinga nel suo saggio Homo ludens, il gioco una prerogativa naturale delluomo e fa parte della sua essenza profonda. Gli antropologi hanno pi volte messo in evidenza limportanza dei giochi sacri e rituali che caratterizzavano le culture antiche: alcuni autori parlano addirittura di un istinto ludico che sarebbe alla base delle cerimonie religiose, della danza e del canto. Per questo ogni bambino che crescendo ripercorre le tappe della storia del mon-

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GIOCARE PER CRESCERE

do, sente fortissimo il richiamo del gioco, che diventa fin dai primi mesi di vita la sua attivit principale e il suo irrinunciabile strumento esplorativo dellUniverso. Come si devono comportare i genitori quando vedono giocare i loro figli? Quando un bambino gioca, non deve essere disturbato, raccomanda lo psicoanalista James Hillman, che nel suo libro Il codice dellanima insiste sullimportanza di lasciare ai bambini i loro spazi privati di gioco, proprio perch attraverso lattivit ludica che iniziano a portare allo scoperto il loro daimon, il talento, la natura unica e originale che li contraddistingue. I pi recenti studi di neurofisiologia confermano infatti che, nel gioco, vengono attivate pi aree cerebrali: le attivit psichiche si coinvolgono allunisono e stimolano contemporaneamente memoria, affettivit, emozioni, intelligenza, gli elementi che suonano lo spartito della creativit. Per questo fondamentale che un bambino dedichi la maggior parte della sua giornata al gioco (si dice infatti che il gioco il lavoro dei pi piccoli): non importa se gioca da solo o in compagnia di adulti o coetanei, lessenziale che la sua mente e il suo corpo siano intensamente coinvolti nellattivit ludica, perch giocando acquisisce elasticit e accende contemporaneamente tutta lattivit cerebrale. Un bambino che ha giocato molto diventer un adulto creativo, dotato di una mente libera dagli schemi e dai pregiudizi, capace di trovare soluzioni innovative a ogni tipo di problema: insomma, un individuo in grado di maneggiare con disinvoltura la realt e di trarre piacere dalla vita di tutti i giorni.

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GIOCARE PER CRESCERE

Tanti giocattoli non fanno la felicit Quando lo confronto con gli altri bambini, mi sembra sempre che il mio piccolo Tommaso, 4 anni, abbia pochi giocattoli. Per ho anche notato che lui si diverte di pi con gli oggetti quotidiani: una pentola, un giornale, un gomitolo di lana, un sasso Che cosa significa? Forse dovrei spronarlo a giocare con le macchinine o i pupazzi?. Carlo, 35 anni ttraverso il gioco il bambino si impadronisce della realt: giocare significa fare in modo spontaneo, personale, sperimentare oggetti, animali e persone, studiare cause ed effetti, imparare a conoscere le proprie emozioni. I giochi cambiano rapidamente nei primi anni di vita. Secondo lo psicologo svizzero Piaget, i primi giochi sono di tipo percettivo motorio, e sono quelli nei quali il bimbo impara ad afferrare, dondolare, gettare; non richiedono attivit di pensiero ma solo un piacere legato al movimento e alla percezione sensoriale. Basta osservare un bambino piccolo, di et compresa tra 6 mesi e un anno, quando viene messo a confronto con un qualunque oggetto, non necessariamente un giocattolo: prima lo tocca con attenzione, poi lo manipola, e infine lo porta con piacere alla bocca, che a quellet il suo fondamentale strumento di conoscenza. Molte ricerche hanno dimostrato che soprattutto quando i bambini sono piccoli sono i materiali grezzi e neutri a dare

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GIOCARE PER CRESCERE

origine ai giochi pi fantasiosi. Pi i bambini vengono stimolati con oggetti neutri e pi svilupperanno le loro doti creative. Proprio come accaduto al giovane Mercurio, che si invent la cetra tendendo una pelle di bue e sette corde su un guscio di tartaruga. Mio figlio si chiude in camera e parla con un amico immaginario Da qualche tempo mio figlio Andrea, 7 anni, si apparta nella sua cameretta e mette sulla porta un cartello con scritto non disturbare. Si barrica l dentro e non ne esce anche per 2-3 ore Una volta con mio marito abbiamo origliato per capire che cosa stesse facendo e abbiamo capito che Andrea gioca non da solo, ma con un amico immaginario, che lui chiama Jo. Con noi non ne ha mai parlato, ma noi abbiamo capito che esiste. Ci pare strano, perch Andrea un bimbo che ha un sacco di amici Potrebbe significare che ha desiderio di un fratellino?. I genitori di Andrea

uando i bambini giocano, la loro mente diventa elastica e consente loro di vestire i ruoli di pi personaggi, spesso contemporaneamente: ecco perch i bambini sono ora Batman, ora Cappuccetto Rosso, ecco perch si travestono, usano maschere e nomi di fantasia. Ecco perch i piccoli trovano nor-

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GIOCARE PER CRESCERE

malissimo correre, saltare, ridere o parlare insieme a un amico invisibile. Il fatto che Andrea si sia creato un compagno di giochi immaginario assolutamente normale e direi decisamente salutare per la sua crescita. Non rileva il fatto che lui abbia tanti amici o che desideri un fratello (se lo desiderasse, alla sua et ve lo avrebbe gi comunicato): il suo amico Jo lo strumento che lo stacca dalla realt, che lo porta in un mondo magico e parallelo da quello quotidiano allinterno del quale la finzione diventa realt. Lamico immaginario il classico gioco simbolico che aiuta il bambino a sviluppare limmaginazione e rendere la sua mente sempre pi trasversale. Fateci caso: il verbo inglese to play indica sia il giocare che il recitare, e di fatto ogni gioco infantile ha una componente di azione e una di finzione, proprio come accade quando si recita su un palco. Se un giorno Andrea vi parler di Jo, accogliete in modo serio le sue confidenze e non ridicolizzatelo. E soprattutto, non disturbatelo mentre gioca con lui: nei segreti dei bambini gli adulti non hanno alcun diritto di interferire. Il mio bimbo gioca troppo, mi sembra quasi drogato Dalla mattina appena sveglio fino alla sera tardi, il mio bambino di 5 anni non smette un attimo di giocare, di correre, di andare dappertutto Io mi chiedo come faccia a trovare tutta quellenergia e,

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GIOCARE PER CRESCERE

in certi momenti, mi sembra quasi un piccolo drogato di gioco! Ho provato a distoglierlo dai suoi passatempi, ma lui reagisce quasi con aggressivit, come se gli togliessi il cibo A me sembra che stia sprecando il tempo: cosa far quando comincer ad andare a scuola?. Stefania, 29 anni

pesso noi genitori siamo portati a pensare, in base a una filosofia secondo la quale nella vita devono prevalere solo produttivit e profitto, che il gioco sia qualcosa di trascurabile, di inutile. In realt, giocare consente ai nostri bambini di sviluppare (e a noi adulti di conservare) lo stupore nei confronti della realt delle cose, e quindi la capacit di essere felici. Quando un bambino gioca lo fa totalmente, in un coinvolgimento ininterrotto. Ogni azione che compie sacra, e a essa si dedica completamente, senza riserve. Perch tuo figlio ti sembra quasi drogato di gioco? Semplice. Perch il gioco trasforma la sua realt di tutti i giorni in unaltra realt tutta da scoprire. Inoltre, il gioco ha uno spazio esclusivo, materiale o immaginario, come larea delimitata dai cuscini disposti in cerchio sul letto o tracciata con il gessetto sullasfalto, ma anche il perimetro di unastronave immaginaria o di un castello incantato che il bambino vede con gli occhi della fantasia.

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GIOCARE PER CRESCERE

Ma il gioco ha anche un suo tempo, diverso da quello reale: mentre gioca, il bambino sente che il tempo si dilata, ed per questo che il divertimento finisce sempre troppo presto. Di fatto, giocando il bambino galleggia nel Senza Tempo o, se si vuole, in un presente infinito che lo slega dai ricordi del passato e dalle proiezioni del futuro: in questo flusso continuo di Presente, il piccolo accende limmaginazione che lo porta a stimolare pi circuiti nervosi e a riattivare quelli esclusi, rigenerando nel profondo il cervello. Ecco perch di giocare un bambino non ne ha mai abbastanza. E il compito dei genitori solo quello di lasciarlo fare, in modo tale che arrivi alla fine della giornata stremato e felice. Mentre gioca, la mia bambina si tocca: glielo devo impedire? Ho una bambina di 2 anni e mezzo che da qualche mese sta tenendo un comportamento molto imbarazzante: allimprovviso si toglie le mutandine e si tocca le parti intime, come se fossero un giocattolo. Lo fa davanti a me con assoluta disinvoltura quando le cambio il pannolino (le piace molto farsi vedere quando fa la pip), ma a volte lo fa anche in pubblico. Non so come comportarmi: devo impedirglielo e la devo punire, la lascio fare o le spiego in modo semplice perch non deve toccarsi?. Myriam, 32 anni

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GIOCARE PER CRESCERE

na delle caratteristiche ricorrenti nel nostro tipo di educazione quella di frenare il pi possibile la manifestazione di emozioni, anche se positive, come la gioia, il riso e il piacere che possono derivare dallentrare in contatto con il nostro corpo. Quando i bambini giocano con il loro corpo e con le parti intime in particolare, segno che sono sani. Siamo noi adulti che vediamo lautoerotismo come qualcosa di sporco, qualcosa che va vietato non appena si manifesta, soprattutto se questo accade in et infantile. Eppure nel Paradiso, come dice la Bibbia, gli uomini sono nudi e non si vergognano luno dellaltro. E il paradiso non altro che la fantasia collettiva dellinfanzia di ciascuno di noi. Tua figlia, cara Myriam, non sta facendo nulla di peccaminoso, anzi: lo stesso Jung che nel saggio La psiche infantile sottolinea come nella sessualit della prima infanzia si nascondano le avvisaglie della futura attivit sessuale, ma anche il germe di pi elevate funzioni spirituali. Del resto, a che scopo nato luomo se non per trarre piacere dalla sua esistenza, dalle esperienze anche fisiche che prova? E come mai nelle culture antiche le celebrazioni religiose erano spesso accompagnate da riti orgiastici? Se impedisci a tua figlia di esplorare il suo corpo e di esserne appagata, la conseguenza sar che lenergia bloccata nella sua spontanea tendenza a manifestarsi si accumuli e crei con il tempo delle tensioni psicofisiche notevoli, convincendo la bambina che esistono parti di s che sono impure, sporche,

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GIOCARE PER CRESCERE

parti delle quali avere vergogna. Se tua figlia, ancora cos piccola, si esibisce in pubblico, non drammatizzare e non castigarla. Non serve nemmeno che tu la mandi in confusione con inutili spiegazioni: che cosa le vuoi dire, a 2 anni e mezzo?

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GIOCARE PER CRESCERE

IN PILLOLE

GIOCATTOLI CHE DIAMO AI NOSTRI FIGLI

NON DEVONO ESSERE GI

PRONTI:

STIMOLIAMO LA LORO INVENTIVA CON OGGETTI QUOTIDIANI E MATERIALI GREZZI

IL

GIOCO FA ENTRARE IL

BAMBINO IN UN MONDO PARALLELO DOVE TEMPO E SPAZIO SONO MOLTO DIVERSI DA QUELLI REALI

GLI

AMICI IMMAGINARI ACCENDONO

LA CREATIVIT DEI BAMBINI

PRIMA

DI ENTRARE NELLA

CAMERETTA DI UN BAMBINO, BISOGNA SEMPRE BUSSARE

RISPETTIAMO
IN SILENZIO

I NOSTRI FIGLI

MENTRE GIOCANO

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GIOCARE PER CRESCERE

IN PILLOLE

NESSUN

BAMBINO GIOCA TROPPO

ATTRAVERSO

IL GIOCO

I BAMBINI CONSUMANO FINO IN FONDO LENERGIA E, IL GIORNO DOPO, SONO DI NUOVO CARICHI DI VITALIT

SE

UN BAMBINO SI TOCCA

NON DEVE ESSERE PUNITO: LAUTOEROTISMO UNA VIA NATURALE AL PIACERE E PREDISPONE ALLA COSTRUZIONE DI UNA SANA SESSUALIT IN ET ADULTA

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I figli e la scuola
Scuola maestra di vita? Forse sarebbe meglio parlare di una scuola maestra di talento: quello che dovrebbe avvenire in ogni classe una lenta e delicata costruzione dellidentit che, dalla scuola dellobbligo ai gradi pi alti degli studi, condurr ogni bambino a trovare la sua strada, a far affiorare la sua unicit. Purtroppo la scuola contemporanea vuole bambini tutti uguali, che imparino tutti le stesse materie utilizzando gli stessi metodi e nel medesimo tempo. Ma ogni bambino ha la sua specificit, e noi dobbiamo mandare a scuola i nostri figli per sviluppare i loro

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I FIGLI E LA SCUOLA

talenti: se li atrofizzano saranno perduti per sempre. Una scuola che non valorizza i talenti dei bambini e dei ragazzi una scuola che non serve. Per questo bisogna eliminare i voti, perch se i bambini pensano che a scuola li giudichiamo per i voti, non sentono che li stiamo valutando per loriginalit della loro anima. Quanto pi adulti e insegnanti parlano della scuola come sacrificio, tanto pi nel bimbo prender forma lidea di un mondo troppo impegnativo, che genera solo noia e sofferenza. E quanto pi la scuola diventa il simbolo dello spazio del dovere, tanto pi sorgeranno nei ragazzi paure e ansie da prestazione, stati danimo che non permetteranno loro di vivere le esperienze nella loro totalit, impedendo che le possano considerare come fonte di benessere. A tale proposito, vale la pena di citare alcune osservazioni dello psicanalista James Hillman contenute nella sua Lettera agli Insegnanti italiani*: La psiche si ribella contro il vero imparare che una societ guidata dalleconomia insiste nel ritenere di primaria importanza. Devi ricevere uneducazione, avere uneducazione, perch allora sarai pi vendibile, servendo leconomia e alzando il Pil Leducazione come merce, come un investimento di capitale che serve alla competizione del libero mercato. La scuola vera non niente di tutto questo, e non a caso oggi sono sempre pi numerosi i bambini che manifestano disagi allidea di dover frequentare classi e lezioni. Come mai la loro psiche e il loro corpo si ribellano? Alcuni bambini non si adattano alla

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I FIGLI E LA SCUOLA

competizione, al dover imparare le regole rigide della scuola, ed la loro fortuna, perch significa che c qualcosa in loro che non vuole realizzarsi nella norma e nello standard. Questi non sono bambini difficili, ma bambini speciali, perch mentre li obblighiamo a diventare bravi scolari, loro stanno sviluppando un talento che persegue altri fini. Si fa venire il mal di pancia pur di non andare a scuola Luca, 8 anni, frequenta la terza elementare, studia pianoforte, nuota e gioca a calcio. Da circa un mese, la mattina appena sveglio inizia a fare la sua solita sceneggiata: si rotola per terra e dice che ha dolori fortissimi alla pancia. Il pediatra lo ha gi visitato molte volte e mi ha assicurato che il bambino sta bene. A Luca non piace per niente andare a scuola, ma io non posso continuare a fargli certificati e non posso fingere di credere che sia vero Prima o poi dovr crescere e affrontare le sue responsabilit!. Milena, 35 anni

i sei mai chiesta, Milena, quali sono le cause profonde del mal di pancia di tuo figlio? E hai mai pensato che spesso anche noi adulti diciamo che, quando qualcosa non ci piace, ci fa venire il mal di pancia? Luca uno dei tanti bambini che soffre di

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I FIGLI E LA SCUOLA

A SCUOLA AUMENTANO I DISAGI PSICOSOMATICI


Secondo le statistiche compilate ogni anno dai pediatri, oggi sono in vertiginoso aumento i disturbi psicosomatici che riguardano bimbi e adolescenti in et scolare, e cio fra i 6 e i 14 anni: dolori addominali intensi, mal di testa pomeridiano e/o serale, sudorazione improvvisa, nausea e vomito, insonnia, dolori articolari, sono sintomi presenti in buona parte della settimana, per poi scomparire nel weekend. Il che conferma che proprio un certo modo costrittivo e soffocante di vivere aule e lezioni a creare un profondo disagio.

stress scolastico, proprio perch la scuola doggi non un ambiente accogliente n formativo, ma un luogo competitivo in cui si vale solo in funzione del voto, non del talento. La scuola dovrebbe ispirarsi di pi al gioco, perch i bambini imparano giocando e non sentendosi in prigione e sotto osservazione: a forza di mandare gi tensioni, si fanno venire il mal di pancia. Pensa per esempio alleccesso di insegnanti fin dalle elementari: non pi uno ma due, tre, quattro, con competenze e ruoli diversi Inoltre, i bambini sono travolti da una mole sconsiderata di compiti, che riducono il tempo libero per giocare. Se Luca teme la scuola e si

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I FIGLI E LA SCUOLA

fa venire il mal di pancia, cerca di interpretare le sue ansie, ma non ingigantire questa sua pretesa sofferenza: chiedigli piuttosto di descriverla per aiutarlo a superarla, magari parlandone anche con i suoi compagni, in modo tale che una volta in classe lui si senta accolto e parte di un gruppo. Ricorda che i suoi presunti dolori non sono scuse, ma espressioni di un conflitto intenso: cerca di comprenderne le cause psicologiche e domandati se forse anche tu non hai caricato il tuo bambino di troppe attivit. I compiti delle vacanze non hanno nessun senso appena finita la scuola e mia figlia, che ha frequentato la quarta elementare, tornata a casa con un diario strapieno di compiti delle vacanze. Non so nemmeno se avr il tempo di svolgerli tutti, visto che questestate faremo un lungo viaggio. Ma, dico io, le vacanze non sarebbero fatte per riposare?. Marco, 39 anni

ai ragione, Marco. Sembra che la scuola voglia blindare i bambini anche durante lestate, obbligandoli a ripassare e tenere a mente le nozioni che hanno appreso durante lanno scolastico. Invece, durante i mesi estivi fondamentale che i bambini siano lasciati liberi di riappropriarsi totalmente del

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I FIGLI E LA SCUOLA

loro tempo libero e di gestirlo a loro piacimento, senza vivere nellassillo di dover ancora studiare. Tenere il cervello compresso non di nessuna utilit: un cervello tenuto troppo sotto pressione alla fine dimentica, non trattiene. Visto che purtroppo, per, la scuola i compiti delle vacanze li esige, subito dopo il termine delle lezioni lascia a tua figlia almeno 20 giorni di libert assoluta. Via i quaderni, via i libri e la cartella: solo giochi, passeggiate, nuotate Dopo le fatiche scolastiche, la sua testa e il suo corpo hanno bisogno di svuotarsi, di rilassarsi e di distendersi senza pensare almeno per un po a nessuna forma di dovere. E poi, quando sar venuta lora di rimettersi al lavoro, spiega alla tua bambina che i compiti delle vacanze sono solo una piccola goccia di studio in mezzo a tante ore di gioco, e che vanno svolti in maniera regolare, affinch non si trasformino in un mostro invincibile quando ormai si avvicina linizio delle lezioni. infine fondamentale che sia la bambina (e non la mamma o il pap) a fare da sola i compiti: gli eventuali errori di svolgimento saranno poi verificati insieme agli insegnanti. I giudizi scolastici standard sono generici e penalizzanti La pagella di mio figlio tutta al limite della sufficienza, eppure a 9 anni lui mi sembra un bambino curioso, attento e dotato di una buona intelligenza. Certo, anche molto vivace, a volte un po

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I FIGLI E LA SCUOLA

turbolento, ma questo non significa che sia mediocre o stupido. Vedo che le maestre scrivono che Non ha pienamente raggiunto gli obiettivi: che cosa vuol dire? Di quali obiettivi parlano?. Ugo, 45 anni

ome ha osservato lo studioso di pedagogia Howard Gardiner: Limparare devessere molteplice perch lintelligenza molteplice. Limparare e linsegnare devono seguire una variet di pensieri: una dimensione non va bene a tutto. Sono parole vere: pretendere di educare in nome delluniformit non di nessuna utilit, e a maggior ragione non hanno senso i giudizi sintetici, i voti e quelle frasi relative al raggiungimento degli obiettivi. Ogni bambino diverso, ha talenti diversi e come unico obiettivo ha quello di far germogliare la sua identit con tempi e modalit che possono essere anche molto differenti dagli standard scolastici. Vorrei citarti il caso del celebre scrittore Truman Capote, il tipico bambino difficile che disturbava compagni e insegnanti e prendeva brutti voti. A un certo punto, alle medie, incontr Miss Wood, che lo prese in simpatia e con la quale condivideva molti interessi letterari, anche al di fuori della scuola. Tra insegnante e alunno non esisteva un rapporto di supremazia ma di empatia, di confidenza e di colloquio. Cos, poco alla volta, il comportamento del giovane Capote e il suo rendimento scolastico cambiarono radicalmente.

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James Hillman dice che: C un modo di valutare indipendente dagli esami. Linsegnante vede con locchio del cuore, ma noi non crediamo pi in questa specie di visione. vero: oggi si insegna nel nome degli standard e degli obiettivi ministeriali. Per questo, per esempio, sbagliato forzare i bambini allo studio della matematica, dicendo che serve per sviluppare il cervello. Infatti, scientificamente dimostrato che fino a 14 anni il cervello non dispone delle aree che servono per la matematica. Se costringiamo un bambino a studiare matematica in prima elementare, compiamo su di lui una violenza terrificante. Lo stesso vale per la mania scolastica di far studiare a memoria poesie dellOttocento o opere come I Promessi Sposi: sono testi scritti in altri tempi e con un altro linguaggio, e sono stati destinati a gente di quel tempo che capiva quel linguaggio. Il fatto di continuare a offrire ai ragazzi nozioni cos superate, e poi di valutarli in base alla loro capacit di incamerarle, una vera tortura per lanima. La scuola deve puntare allinnovazione e allinsegnamento di cose pratiche, perch il cervello pratico, non teorico. I nostri ragazzi, figli dellera tecnologica, sono capaci di navigare in Internet e, contemporaneamente, di parlare al cellulare e di ascoltare un CD: perch dovrebbero meritarsi un giudizio scadente per il solo fatto di non saper ripetere a mente, come pappagalli, linizio della Divina Commedia?

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Mio figlio iperattivo: gli devo dare degli psicofarmaci? Mio figlio Ivan, 6 anni e mezzo, non sta mai fermo un minuto. Si sveglia prestissimo la mattina, fa colazione in fretta, corre continuamente per la casa come un disperato, fa quattro giochi contemporaneamente Se lo porto fuori, mi sfugge di mano e va dove vuole, non mi ascolta se lo richiamo e anche a scuola (frequenta una scuola privata molto tradizionale) si comporta cos, deconcentrato: disturba la classe e sta anche diventando aggressivo con i suoi compagni. Le insegnanti mi hanno convocato durgenza e mi hanno detto di valutare lopportunit di un trattamento con psicofarmaci, ma io ho paura: Ivan sempre stato un bambino vivace, ma da quando ha iniziato la scuola peggiorato. Sabrina, 38 anni

a Sindrome da Carenza di Attenzione e Iperattivit (Attention Deficit Hyperactivity Disorder o ADHD) un disturbo che porta i bambini a essere distratti, ipercinetici, vivacissimi e irrequieti, incapaci di sottostare a regole o divieti. Le statistiche ci dicono che questa forma di malessere in continuo aumento: in Italia ne soffrirebbe dall1 al 5% dei bambini in et scolare, mentre negli Stati Uniti pare che i ragazzi iperattivi siano ben oltre 3 milioni.

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I FIGLI E LA SCUOLA

Il tuo piccolo Ivan il Terribile, evidentemente, con lingresso nel mondo della scuola si sentito come in gabbia: forse, in questo momento, la sua creativit viene incanalata verso ambiti che non lo interessano, allinterno di un contesto che gli tarpa le ali. Per questo si ribella, diventa aggressivo e insofferente Allora, prova tu a porti delle domande non su Ivan, ma su te stessa, sulla scuola molto tradizionale che lui sta frequentando: sei sicura di stimolare interessi che corrispondono alla sua vera natura? Sei certa che tu e le maestre lo stiate aiutando a far germogliare il seme che in lui o forse, con la sua carica aggressiva, il bambino vi sta comunicando che vorrebbe andare per unaltra strada? Preferiresti che Ivan fosse spento e apatico o non vuoi piuttosto iniziare a comprendere che cosa si nasconde dietro la sua vivacit, anche se ti sembra un po esasperata? Usare gli psicofarmaci con i bambini, come ti stato suggerito, altamente pericoloso perch si rischia di minacciare un equilibrio delicatissimo e di zittire artificialmente delle energie che invece devono potersi esprimere. I farmaci sono una scorciatoia controproducente che copre il sintomo, ma non consente alleventuale disagio di venire allo scoperto. Prova per esempio a proporre a tuo figlio di sfogarsi nello sport: il calcio, la corsa, la bici Incoraggialo a incontrare compagni e amichetti che hanno i suoi stessi interessi Vedrai che la sua vivacit poco alla volta trover da sola il canale giusto nel quale scorrere.

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I figli difficili sono i figli migliori

I FIGLI E LA SCUOLA

La distrazione dei bambini insegna agli adulti cosa vuol dire imparare Le maestre mi dicono che mia figlia Lucia, che ha 8 anni, distratta durante le lezioni. In classe spesso si addormenta, guarda fuori dalla finestra, gioca con le matite, disegna mentre in corso una spiegazione Eppure il suo rendimento buono, si trova bene con i compagni, non disturba nessuno. Ma allora, perch le insegnanti mi hanno segnalato questo suo comportamento? Forse perch, se fosse pi attenta, potrebbe rendere di pi?. Alice67

a quello che racconti, tua figlia sembra una bambina libera e spontanea, capace di assentarsi dalla realt ma, nel contempo, di ricavare dal presente tutto quello che le serve: un buon rapporto con maestre e compagni, un buon rendimento scolastico, ma anche la curiosit per quello che trova nel mondo intorno a lei, fuori dalla finestra, al di l delle mura scolastiche. Tua figlia, in realt, non distratta, ma semplicemente immersa nel presente. In realt, Lucia attenta non solo a quello che sta accadendo in classe, ma coglie stimoli in modo pi ampio, come se il suo cervello si dilatasse. Devi essere contenta, e non preoccupata, di quello che ti hanno comunicato le insegnanti: Lucia una bambina che ancora capace di stupirsi e conosce il significato della leggerezza, del-

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I FIGLI E LA SCUOLA

la creativit, e forse di questo le maestre non si sono rese conto. Gli insegnanti dovrebbero sapere che lincanto e la distrazione sono una delle basi fondamentali dellapprendimento: del resto, oggi la neurologia a confermare che se il livello dattenzione fosse continuo, il cervello si esaurirebbe in poco tempo e non potrebbe pi elaborare nessun dato.

* La Lettera scritta agli insegnanti italiani da J. Hillman fa parte di una iniziativa del Convegno mondiale sullistruzione, organizzato a Milano dalla Fondazione Liberal nel maggio 2003.

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I FIGLI E LA SCUOLA

IN PILLOLE

DISTURBI PSICOSOMATICI

DEI BAMBINI HANNO SPESSO ORIGINE DA UN CATTIVO RAPPORTO CON LA SCUOLA, FONTE DI STRESS E DI CONTINUA COMPETIZIONE

NON

GIUSTO CARICARE I RAGAZZI

CON TROPPI COMPITI DELLE VACANZE: DURANTE LESTATE IL CERVELLO HA BISOGNO DI RIGENERARSI

UNA

SCUOLA BASATA

SUI VOTI E SUI GIUDIZI STANDARD NON AIUTA A FAR GERMOGLIARE IL TALENTO DEI BAMBINI

UN

BAMBINO NON SI VALUTA

DALLA CAPACIT DI RIPETERE LE TABELLINE O DI IMPARARE A MEMORIA UNA POESIA

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I FIGLI E LA SCUOLA

IN PILLOLE

IL

MODO DINSEGNARE

DOVREBBE ESSERE DIFFERENZIATO PERCH DIFFERENTI SONO LE INTELLIGENZE DEI BAMBINI

BAMBINI SONO IPERATTIVI

PERCH NON SOPPORTANO LE COSTRIZIONI SCOLASTICHE

BAMBINI VIVACI E DISATTENTI NON

SI CURANO CON GLI PSICOFARMACI

ANCHE

LO STUPORE E LA

DISTRAZIONE SONO STRUMENTI PREZIOSI PER IMPARARE

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I figli difficili sono i figli migliori

Le parole da non dire


PICCOLO DIZIONARIO DELLE FRASI A RISCHIO

Nel nostro vocabolario di genitori ricorrono frasi o parole che dovremmo evitare di dire ai nostri figli perch possono avere degli effetti estremamente negativi, costringendoli a deviare dal loro modo di essere, dai loro bisogni e desideri personali. Ecco una piccola selezione delle espressioni pi frequenti e pi dannose.

amo crifici che abbi Con tutti i sa fatto per te!

e fossimo amici Vorrei tanto ch rivincita: Tu sei la mia n quello che io no devi fare tutto fare sono riuscito a

ia o il figlio/la figl Non sei propri o che mi aspettav a madre Sei uguale a tu (a tuo padre)

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LE PAROLE DA NON DIRE

i sono poi delle vere e proprie minacce che, anche se sono pronunciate in modo ironico, risultano estremamente condizionanti sulla psiche dei giovanissimi. Del tipo:

Preferire i che non fossi n ato/a

Io ti ho fatto, io ti disfo!

olte altre espressioni racchiudono invece un ricatto camuffato. Sono frasi pericolose perch pongono il bambino in una situazione di finta possibilit di scelta: molto meglio un no tassativo che possa essere interpretato nel giusto modo, ossia come divieto e disaccordo chiaro.

testa tua, Sei vuoi fai pure di sono daccordo ma sappi che io non mentarti Poi non venire a la da me

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LE PAROLE DA NON DIRE

i sono poi le parole dellansia e del sospetto, quelle continue e inutili raccomandazioni che con il tempo scatenano una perdita dautonomia e spingono i giovani a mentire:

Non tornare a casa troppo tard i, lo sai che mi pr eoccupo Hai mangiato abbastanza? Ha i messo il cappotto pesant e? I tuoi amici sono ragazzi a posto? ... Lo so, c qual cosa che non m i dici

ltre frasi nascondono addirittura una forma subdola di competizione fra genitori e figli:

me le sono Io le mie cose . sudore e fatica conquistate con te esci, tocca a Adesso, se ci ri sere? Ricorda Chi credi di es padre e tua madre/tuo che sono sempr

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LE PAROLE DA NON DIRE

i sono anche delle espressioni verbali decisamente umilianti che tolgono al bambino la giusta autostima, facendolo sentire incapace, inadeguato e sempre pi dipendente dallautorit genitoriale. Oltre a riempire la comunicazione di astio e insofferenza.
capire po piccolo per Sei ancora trop o che non Te lavevo dett to ci saresti riusci puoi fare di pi Ricordati che che dici Non sai quello

infine, c la fatidica frase che pone i figli davanti a un imbarazzante obbligo di schierarsi:

Vuoi pi bene alla mamma o al pap?

La regola da seguire in questo caso una sola: evitiamo di imporre ai nostri figli scelte inutili che potrebbero solo metterli in crisi, senza peraltro fornire ai genitori informazioni utili per conoscerli meglio.

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I figli difficili sono i figli migliori Allegato a Riza psicosomatica - Ottobre 2006 n 308 Direttore responsabile: Raffaele Morelli Rivista mensile - Autorizzazione del Tribunale di Milano n 190 del 19 aprile 1980 ISSN 0394-9982 Finito di stampare nel mese di settembre 2006 per conto delle Edizioni Riza S.p.a. da Rotolito Lombarda 20063 Cernusco s/N (Mi)