Sei sulla pagina 1di 3

Il 

cannibalismo è la predazione intraspecifica, ovvero la pratica del mangiare organismi appartenenti


alla propria specie.[1][2] In zoologia si verifica quando individui di una specie animale aggrediscono e
divorano altri membri della stessa specie a causa, generalmente, di condizioni ambientali sfavorevoli
anche se, in alcune specie, è normale consuetudine.[2] Relativamente alla specie umana,
in antropologia si parla di antropofagia (dal greco ἄνθρωπος, "uomo" e φαγω "mangio") che indica
invece quando un organismo carnivoro si nutre, preferenzialmente o meno, di esseri umani[3] (si tratta
prevalentemente di grandi predatori al più alto livello trofico della catena alimentare); in senso generale
antropofagia è comunemente sinonimo di cannibalismo umano[4][3][5] ed è una pratica ancora diffusa
presso alcune società[2][6].

Indice

 1Cannibalismo animale
o 1.1Il cannibalismo intrauterino
o 1.2Effetti biologici del cannibalismo
 2Antropofagia
o 2.1Uso del termine
o 2.2Tipologie
 2.2.1Cannibalismo rituale
 2.2.2Cannibalismo nel paleolitico
 2.2.3Nativi Anasazi
 2.2.4Amerindi in Brasile
 2.2.5Aborigeni australiani
 2.2.6Melanesiani
 2.2.7Africa
 2.2.8Nel Sudest Asiatico tra i Khmer Rossi e in Birmania
o 2.3Carestia
 2.3.1Nella Bibbia
 2.3.2Isola di Pasqua e Mangareva
 2.3.3In Russia
o 2.4Sopravvivenza
 2.4.1I cannibali della prima crociata
o 2.5Criminalità o psicopatologia
 3Nella cultura di massa
o 3.1Nella letteratura
o 3.2Cinema e televisione
o 3.3Senso figurato
 4Note
 5Bibliografia
 6Voci correlate
 7Altri progetti
 8Collegamenti esterni

Cannibalismo animale[modifica | modifica wikitesto]


In zoologia il cannibalismo si verifica quando individui di una specie animale si cibano di membri della
stessa specie a causa, generalmente, di condizioni ambientali sfavorevoli come la sovrappopolazione o
la cattività oppure, come accade in molte specie, può essere una normale consuetudine per limitare la
densità di popolazione e quindi aumentare le probabilità di sopravvivenza per i sopravvissuti che hanno
così a disposizione maggiori quantità di cibo; questo si verifica ad esempio tra gli insetti, come nel caso
delle termiti o delle formiche, e nei pesci, come nel caso dei guppy, che divorano la prole in eccesso, o
anche nei vertebrati, in particolar modo nel caso di leoni, iene e macachi.[2]
Esempi:
 I protozoi, in particolare i ciliati, (ad esempio Oxytricha bifaria), in caso di colture massive
sviluppano forme giganti cannibali, per un complesso aspetto di miglioramento della competizione
intra ed inter specifica, che avvantaggia un predatore di dimensioni maggiori.
 Le api, le quali, in caso di scarsità o di cattiva qualità del nettare, si nutrono nell'alveare delle larve
più giovani di tre giorni; ciò consente alle operaie di utilizzare le proteine così recuperate per
completare lo sviluppo della covata più vecchia, limitando nel contempo la domanda di nettare e lo
sviluppo numerico dell'alveare.
 I rettili marini preistorici Mosasauri non di rado si nutrivano di Mosasauri più piccoli.

Esemplare femmina di mantide religiosa intenta a mangiare il proprio partner dopo essersi appena accoppiata con
lui: questa è una pratica molto comune tra le mantidi religiose femmine.

La mantide religiosa divora il proprio compagno durante l'accoppiamento, anche qui per far fronte alla
maggiore domanda di proteine derivante dalla deposizione delle uova. Alcuni altri insetti hanno
sviluppato un sistema di difesa dal cannibalismo della femmina consistente nel portarle una piccola
preda da divorare durante l'accoppiamento, in modo da aver il tempo di fuggire.

 Alcuni ragni, tra cui la conosciuta vedova nera, hanno comportamenti simili.

 Alcuni scorpioni, tra cui Euscorpius flavicaudis, praticano il cannibalismo in caso di


sovrappopolazione.
 Volatili da cortile, quali le galline, frequentemente arrivano a beccare parti sanguinanti per ferite
accidentali di conspecifici fino a causarne il prolasso dei visceri e a cibarsene, provocando la morte
della vittima.
 Molti mammiferi, i criceti per esempio, divorano i propri cuccioli nati imperfetti.
 Il leone divora la precedente cucciolata della femmina, così da eliminare il patrimonio genetico del
precedente maschio e replicare il proprio; alla morte dei cuccioli, la femmina ridiventa nuovamente
fertile e può procreare una nuova cucciolata con il nuovo maschio dominante.
Il cannibalismo intrauterino[modifica | modifica wikitesto]

Serpente femmina che, per fame, ha evidentemente divorato l'uovo del proprio piccolo, come classico esempio
di ovofagia

Il cannibalismo intrauterino si verifica in specie carnivore che generano più embrioni alla fecondazione,


ma solo uno o due arrivano alla nascita. L'individuo o gli individui più grandi o più forti utilizzano i fratelli
meno sviluppati come fonte di nutrimento.[7] Si ha adelfofagia quando il feto dominante si nutre degli
altri embrioni e ov

Potrebbero piacerti anche