Sei sulla pagina 1di 8

L'INDUSTRIALIZZAZIONE EUROPEA

Nel corso del XIX secolo, 1800, l'industria divenne l'attività economica principale a
livello mondiale.
Il decollo industriale avvenne in tempi diversi oltre alla Gran Bretagna (1782-1802),
i primi paesi interessati furono la Francia (1830-60) e il Belgio (1833-60), solo in seguito
seguirono la Germania (1850-73), la Russia (1890-1913) e l'Italia (1896-1907); inoltre,
all'interno di questi Stati solo una parte del territorio fu coinvolta da questo processo,
ossia quelle regioni caratterizzate da condizioni sociali ed economiche simili a quelle
inglesi: la presenza di miniere di carbone e di vie di comunicazione efficienti, nonché
la vicinanza alla Gran Bretagna da cui si esportava la nuova tecnologia.
In Italia l'industrializzazione interessò solamente le regioni settentrionali, mentre
invece le regioni meridionali erano caratterizzate dal processo inverso: la
deindustrializzazione, ossia il decadimento della produzione manifatturiera tradizionale,
senza che se ne sviluppasse una moderna.
La rete ferroviaria ebbe uno sviluppo notevole dal 1840 al 1880: quando passò da
2700 km a più di 100.000. La costruzione delle ferrovie ebbe un ruolo economico
fondamentale, poiché determinò lo sviluppo dell'industria siderurgica, meccanica ed
estrattiva. La ferrovia ridusse tempi e costi di spostamento delle persone e delle merci:
ciò consentì l'allargamento dei mercati in cui produttori potevano vendere le loro merci
e favorì la crescita della domanda dei beni.
Nell’Europa continentale i capitali necessari per il decollo dell’industrializzazione, che
interessava soprattutto l’attività siderurgica ed estrattiva (carbone), richiedeva
ingenti investimenti, che provenivano dalle banche e dalla Borsa.
Le materie prime si trovavano nelle aree interessate al processo industriale (miniere).
La tecnologia (industria meccanica) necessaria per l'industrializzazione dell’Europa
continentale (esclusa la Gran Bretagna) veniva importata dalla Gran Bretagna, così
come inglesi erano i tecnici necessari all'installazione dei macchinari industriali.
Solamente alla fine del 1800 L'Europa continentale fu in grado di produrre
autonomamente una tecnologia alternativa a quella inglese.
La maggior parte della produzione industriale continentale consisteva in beni di
investimento: soprattutto componenti necessari alla costruzione delle ferrovie, che
venivano venduti ad aziende che li acquistavano come investimento per poi vendere
alle persone il servizio del trasporto ferroviario.
La manodopera necessaria nelle industrie era disponibile in abbondanza anche nelle
città dell’Europa continentale, sia a causa della crescita demografica sia per la
meccanizzazione dell'agricoltura, che diminuì l’occupazione in questo settore.
La crescita dei mercati fu il risultato, oltre che dello sviluppo ferroviario, delle politiche
liberiste dei vari stati europei che favorivano il commercio fra stati.

1. Quali furono i primi paesi interessati dal decollo industriale e quali le condizioni
che lo favorirono?
2. Quale fu il settore trainante nell’industrializzazione dell’Europa continentale?
3. Quale rapporto esisteva tra lo sviluppo tecnologico inglese e quello dell’Europa
continentale?
4. Quali fattori resero disponibile abbondante manodopera a basso costo?
LA SOCIETÀ EUROPEA NELL’OTTOCENTO

Nel XIX secolo la popolazione dell’Europa continentale ebbe un notevole incremento


demografico, grazie alla maggiore disponibilità di risorse e al miglioramento delle
condizioni igienico sanitarie, che portarono alla scomparsa delle grandi epidemie.
Questi risultati vennero ottenuti grazie ai progressi nel campo della medicina e agli
sforzi dei governi che si occupano di tutelare la salute pubblica con la costruzione di
acquedotti e reti fognarie; le persone, quindi, curavano maggiormente l’igiene
personale e si cambiavano più spesso abiti e biancheria prodotti industrialmente e
disponibili sul mercato a prezzi più bassi.
L'industrializzazione determinò il rapido sviluppo delle città europee che nel corso
dell'Ottocento videro crescere il numero dei loro abitanti.
Le città offrivano occupazione nelle fabbriche e attiravano sempre più manodopera
dalle campagne: vi si trasferivano intere e numerose famiglie contadine che andavano
ad abitare nelle periferie nei quartieri operai spesso miserabili e malsani.
La borghesia imprenditoriale capitalistica era la classe sociale proprietaria dei
mezzi di produzione, e assumeva un'importanza rilevante dal punto di vista economico
e politico; essa investiva i propri capitali per ottenere un maggiore profitto che gli
consentiva di acquistare nuove macchine, assumere nuovi operai e accrescere le
dimensioni della sua impresa. Questa nuova classe sociale impose i propri valori, basati
sul lavoro e sul denaro, che la precedente classe dominante, l'aristocrazia, considerava
ignobili e adatti solamente a persone appartenenti alle classi inferiori.
Questo nuovo sistema economico, che si differenziava dagli antichi sistemi (schiavistico
e feudale), perché oltre a trarre ricchezza dallo sfruttamento di altre persone la
reinvestiva, venne chiamato capitalismo, perché aveva al centro del processo la
valorizzazione del capitale.
L'altra classe sociale che costituiva la società industriale era il proletariato, cioè coloro
che non possedendo beni economici avevano come unica ricchezza i figli, il cui lavoro
contribuiva al sostentamento della famiglia. I proletari trovavano lavoro come braccianti
agricoli o come operai nelle fabbriche e prestavano il loro lavoro in cambio di un salario,
per questo motivo erano chiamati anche salariati.
Gli operai nelle fabbriche erano accomunati da condizione di sfruttamento, poiché i
salari erano bassissimi, si lavorava fino a sei giorni settimanali per 15 ore al giorno e
l'ambiente di lavoro era malsano e pericoloso. Gli operai si sottomettevano a dure
condizioni di lavoro, poiché a causa della grande disponibilità di manodopera potevano
facilmente essere licenziati. In questo periodo venivano utilizzati per il lavoro in fabbrica
anche i bambini, che venivano pagati di meno rispetto agli adulti; anche le donne erano
pagate meno degli uomini a causa del pregiudizio antifemminile diffuso in tutta la
società europea ottocentesca.

5. Quali fattori favorirono nell’Ottocento la crescita della popolazione e il rapido


sviluppo delle città in Europa?
6. Quali furono le principali novità del sistema capitalistico moderno rispetto ai
sistemi produttivi del passato?
7. Quali erano i principali valori della borghesia ottocentesca?
8. Quali erano le condizioni delle donne operaie nell’Ottocento?
LA NASCITA DEL MOVIMENTO OPERAIO

Le dure condizioni di lavoro degli operai portarono alcuni di essi a reagire e organizzarsi
per migliorare la propria condizione. Il primo movimento operaio si sviluppò in
Inghilterra alla fine del 1700 e passò alla storia con il nome di movimento luddista,
da Ned Ludd, il leggendario operaio che distrusse un telaio meccanico, che sostituiva il
lavoro umano rendendo inutile buona parte della manodopera e incrementando la
disoccupazione.
Tra le prime organizzazioni operaie ci furono:
le cooperative di consumo, quando più soci si univano per acquistare e rivendere, a
prezzi più bassi di quelli praticati sul mercato, beni di consumo come generi alimentari
o abitazioni;
le società di mutuo soccorso, associazioni che assicuravano i soci contro il rischio di
restare senza salario in caso di malattia, infortunio o vecchiaia: i lavoratori versavano
dei contributi che costituivano un fondo amministrato da un consiglio eletto fra gli
iscritti. Queste società spesso erano finanziate da aristocratici o borghesi che avevano
a cuore le sorti dei lavoratori.
Successivamente comparvero organizzazioni che si proponevano l'obiettivo non solo di
aiutare gli operai in difficoltà, ma anche di migliorarne le condizioni di vita; nacquero
così in Inghilterra i primi sindacati. Il primo Congresso dei sindacati inglesi, le Trade
Unions, ebbe luogo nel 1833.
Le associazioni sindacali erano illegali, cioè avversate dai governi: chi trasgrediva i
divieti di associazione o di sciopero poteva perdere il lavoro o addirittura finire in
carcere; dunque, la lotta sindacale era difficile e pericolosa, tuttavia si ottennero
importanti conquiste:
-il diritto di associazione e di sciopero
-la riduzione della giornata lavorativa prima 12 ore e poi a 10
-la regolamentazione e la tutela del lavoro di donne e fanciulli.
Le organizzazioni sindacali ebbero maggiore successo nelle società industriali più
evolute, come la Gran Bretagna, la Francia o il Belgio, ma altrove, come in Germania e
in Italia, queste conquiste giunsero solo alla fine dell'Ottocento e a volte addirittura nel
corso del Novecento.

9. In che cosa consisteva il luddismo? Perché era praticata questa forma di lotta?
10.Perché si può affermare che per molto tempo la lotta sindacale fu difficile e
pericolosa?
11.Quali furono le prime conquiste sindacali nell’Ottocento? Quali furono i primi paesi
in cui i sindacati ottennero dei miglioramenti per le condizioni dei lavoratori?
12.Quali erano gli obiettivi delle società di mutuo soccorso? Chi ne poteva far parte?
Con quali ruoli? Come venivano finanziate le attività della società? Come venivano
prese le decisioni?
IL SOCIALISMO

Anche dal punto di vista politico sorsero dei partiti che proponevano di modificare la
legislazione per garantire i diritti delle classi lavoratrici. In Gran Bretagna uno dei primi
movimenti politici fu il cartismo, poiché nel 1833 presentò al Parlamento una carta
firmata da 250.000 persone che chiedevano il miglioramento delle condizioni di lavoro
e il suffragio universale. Queste proposte non furono accolte, ma al suo seguito
continuarono a svilupparsi movimenti politici operai che elaborarono correnti di pensiero
che furono definite socialiste. I socialisti in generale ritenevano che l'uguaglianza civile
e politica non fosse sufficiente a cambiare la condizione sociale dei più poveri, e che i
principi di libertà e uguaglianza potessero essere realizzati veramente solo
raggiungendo anche l'uguaglianza sociale.
I socialisti utopistici, così chiamati perché non tenevano conto delle tendenze reali
dell’economia, fra cui Charles Furier, Robert Owen e Pierre-Joseph Proudhon,
auspicavano la realizzazione di una società in cui i lavoratori fossero proprietari in modo
collettivo dei mezzi di produzione e potessero gestire in comune le aziende industriali.
La più importante teoria socialista dell’Ottocento venne elaborata dai tedeschi Karl Marx
e Friedrich Engels e fu definita socialismo scientifico, perché partiva da
un’approfondita analisi della società industriale: le loro teorie vennero esposte nel
Manifesto del partito comunista, scritto nel 1848. Alla base delle teorie di Marx ed
Engels stava la lotta di classe, cioè la contrapposizione creata dalla società industriale
fra borghesia e proletariato. Marx giudicava inevitabile il conflitto fra queste due classi
sociali, il quale avrebbe dovuto sfociare nello scoppio della rivoluzione operaia, che
avrebbe portato la classe operaia, che costituiva la maggior parte della società
industriale, a
-conquistare il potere
-abolire la proprietà privata
-trasformare i mezzi di produzione in proprietà collettiva
-realizzare una società senza classi sociali, eliminando lo sfruttamento dell'uomo
sull'uomo.
Parallelamente al socialismo si andava affermando un altro movimento chiamato
anarchismo, basato su alcune teorie elaborate dal russo Michail Bakunin, secondo cui
la libertà dell'individuo era minacciata da tutte le costrizioni esterne, come la chiesa, la
proprietà privata e lo stato, in ogni sua forma, compreso lo stato proletario previsto da
Marx. Secondo Bakunin la rivoluzione doveva essere guidata dalle classi più oppresse e
più sfruttate, quindi non solo operai, ma anche braccianti, contadini poveri, disoccupati
e vagabondi. Le idee anarchiche si diffusero dunque soprattutto in quei paesi dove la
maggior parte dei lavoratori era ancora legata all'agricoltura, come in Spagna e in Italia.
Nel 1864 Marx organizzò a Londra il primo movimento internazionale, che riuniva i
sostenitori socialisti dei vari paesi europei: l'Associazione internazionale dei lavoratori,
chiamata dagli storici Prima internazionale. A questo Congresso aderirono esponenti
di vari partiti politici: socialisti, anarchici e anche democratici, come l'italiano Giuseppe
Mazzini. Purtroppo, all'inizio del 1870, vari conflitti politici, soprattutto quelli fra Marx e
Bakunin, determinarono la fine di questa organizzazione.

13. Quali sono gli aspetti generali della teoria socialista?


14.Riassumi le posizioni di Fourier, Owen e Proudhon e spiega perché per le loro
teorie è stata coniata l’espressione di “socialismo utopistico”.
15.Perché secondo Marx la rivoluzione era inevitabile? Che tipo di società si sarebbe
dovuta realizzare in seguito al processo rivoluzionario?
16.Quali erano le costrizioni esterne che, secondo Bakunin, impedivano la libertà
degli uomini? In che modo si differenziava la visione di rivoluzione di Bakunin
rispetto a quella di Marx?
VERIFICA

Collocare i fenomeni nel tempo


1. Sulla linea del tempo indica, con colori diversi, l’arco di tempo nel quale la prima fase di sviluppo
industriale si verificò in Germania, Belgio, Francia, Italia settentrionale e Gran Bretagna.

Germania
Belgio
Francia
Italia sett.
Gran Bretagna

1782 1830 1840 1850 1860 1870 1880 1890 1910

Stabilire nessi e relazioni


2. Indica se le seguenti affermazioni, relative all’industrializzazione dell’Europa continentale, sono
vere o false.

V F
Il contributo maggiore all’industrializzazione nell’Europa di metà Ottocento fu dato
dallo sviluppo delle ferrovie e dei trasporti.
Nel corso dell’Ottocento i governi europei adottarono politiche economiche liberiste.
Tra le nazioni che negli anni 1830-60 avviarono grandi piani di industrializzazione vi fu
la Spagna.
Mentre in altri stati europei si avviava il processo di industrializzazione, in Italia
meridionale la produzione manifatturiera conobbe un periodo di prosperità.
Un importante fattore trainante dell’industrializzazione di Francia, Germania e Belgio
fu la produzione di energia e di beni di investimento.
I paesi che nell’Ottocento avviarono il processo di industrializzazione beneficiarono
della tecnologia e delle conoscenze già sperimentate in Inghilterra.

Stabilire nessi e relazioni


3. Scegli tra i termini elencati quelli corrispondenti alle definizioni fornite.

Salario – rendita – proletario – liberismo – capitale – beni di consumo – mezzi di produzione –


profitto

a. Insieme di mezzi di produzione investiti in un processo produttivo al fine di realizzare un valore


superiore a quello di partenza
b. Insieme dei fattori (denaro, immobili, macchinari, impianti, terra) necessari per svolgere
un’attività produttiva
c. Remunerazione della forza lavoro impiegata nel processo produttivo
d. Remunerazione di chi ha investito il capitale
e. Chi dispone solo della propria capacità di lavorare

Stabilire nessi e relazioni


4. Seleziona la risposta giusta.

1) I sindacati di mestiere erano:

a. Delle corporazioni simili a quelle del Medioevo


b. Cooperative di lavoratori che facevano lo stesso mestiere
c. Organizzazioni per la difesa dei diritti dei lavoratori
2) Il cartismo fu un movimento che si propose tra le altre cose,

a. Il suffragio universale e il miglioramento delle condizioni dei lavoratori


b. L’estensione ai lavoratori dei principi da secoli affermati nella Magna Charta
c. La redazione di una nuova carta costituzionale

Formulare spiegazioni
5. Definisci i seguenti concetti:

a. Beni di investimento

___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________

b. Borghesia capitalistica

___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________

c. Socialismo

___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________

d. Anarchismo

___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________

e. Prima internazionale

___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
VERIFICA

Collocare i fenomeni nel tempo


1. Sulla linea del tempo indica, con colori diversi, l’arco di tempo nel quale la prima fase di sviluppo
industriale si verificò in Germania, Belgio, Francia, Italia settentrionale e Gran Bretagna.

Germania
Belgio
Francia
Italia sett.
Gran Bretagna

1782 1830 1840 1850 1860 1870 1880 1890 1910

Stabilire nessi e relazioni


2. Indica se le seguenti affermazioni, relative all’industrializzazione dell’Europa continentale, sono
vere o false.

V F
Il contributo maggiore all’industrializzazione nell’Europa di metà Ottocento fu dato x
dallo sviluppo delle ferrovie e dei trasporti.
Nel corso dell’Ottocento i governi europei adottarono politiche economiche liberiste. x
Tra le nazioni che negli anni 1830-60 avviarono grandi piani di industrializzazione vi fu x
la Spagna.
Mentre in altri stati europei si avviava il processo di industrializzazione, in Italia x
meridionale la produzione manifatturiera conobbe un periodo di prosperità.
Un importante fattore trainante dell’industrializzazione di Francia, Germania e Belgio x
fu la produzione di energia e di beni di investimento.
I paesi che nell’Ottocento avviarono il processo di industrializzazione beneficiarono x
della tecnologia e delle conoscenze già sperimentate in Inghilterra.

Stabilire nessi e relazioni


3. Scegli tra i termini elencati quelli corrispondenti alle definizioni fornite.

Salario – rendita – proletario – liberismo – capitale – beni di consumo – mezzi di produzione –


profitto

a. Insieme di mezzi di produzione investiti in un processo produttivo al fine di realizzare un valore


superiore a quello di partenza_MEZZI DI PRODUZIONE
b. Insieme dei fattori (denaro, immobili, macchinari, impianti, terra) necessari per svolgere
un’attività produttiva_CAPITALE
c. Remunerazione della forza lavoro impiegata nel processo produttivo_SALARIO
d. Remunerazione di chi ha investito il capitale_PROFITTO
e. Chi dispone solo della propria capacità di lavorare_PROLETARIO

Stabilire nessi e relazioni


4. Seleziona la risposta giusta.

1) I sindacati di mestiere erano:

a. Delle corporazioni simili a quelle del Medioevo


b. Cooperative di lavoratori che facevano lo stesso mestiere
c. Organizzazioni per la difesa dei diritti dei lavoratori
2) Il cartismo fu un movimento che si propose tra le altre cose,

a. Il suffragio universale e il miglioramento delle condizioni dei lavoratori


b. L’estensione ai lavoratori dei principi da secoli affermati nella Magna Charta
c. La redazione di una nuova carta costituzionale

Formulare spiegazioni
5. Definisci i seguenti concetti:

a. Beni di investimento
componenti necessari alla costruzione delle ferrovie, che venivano venduti ad
aziende che li acquistavano come investimento per poi vendere alle persone il
servizio del trasporto ferroviario

b. Borghesia capitalistica
La classe sociale proprietaria dei mezzi di produzione, che assumeva un'importanza
rilevante dal punto di vista economico e politico; essa investiva i propri capitali per
ottenere un maggiore profitto che gli consentiva di acquistare nuove macchine,
assumere nuovi operai e accrescere le dimensioni della sua impresa. Questa nuova
classe sociale impose i propri valori, basati sul lavoro e sul denaro, che la
precedente classe dominante, l'aristocrazia, considerava ignobili e adatti solamente
a persone appartenenti alle classi inferiori.

c. Socialismo
Teoria che riteneva che l'uguaglianza civile e politica non fosse sufficiente a cambiare
la condizione sociale dei più poveri, e che i principi di libertà e uguaglianza potessero
essere realizzati veramente solo raggiungendo anche l'uguaglianza sociale.

d. Anarchismo
teorie elaborate dal russo Michail Bakunin, secondo cui la libertà dell'individuo era
minacciata da tutte le costrizioni esterne, come la chiesa, la proprietà privata e lo
stato, in ogni sua forma, compreso lo stato proletario

e. Prima internazionale
Nel 1864 Marx organizzò a Londra il primo movimento internazionale, che riuniva i
sostenitori socialisti dei vari paesi europei: l'Associazione internazionale dei
lavoratori, chiamata dagli storici Prima internazionale.

Potrebbero piacerti anche