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ITALIANO DI CLASSE
percorso resistente di lingua italiana per migranti (e non solo)

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INDICE PER TAG
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UNITÀ 8 #fast food


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UNITÀ 9 #diritti dei lavoratori


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UNITÀ 10 #diritti dei lavoratori


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UNITÀ 13 #cultura
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UNITÀ 15 #scuola
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#Italia
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UNITÀ 16 #libertà
#ghetto
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UNITÀ 17 #libertà
#ghetto
#muro
#Palestina
UNITÀ 18 #libertà
#lotta
#territorio
#No Tav
#consumo
#Italia

UNITÀ 19 #libertà
#repressione
#violenza
#Palestina

UNITÀ 20 #migranti
#libertà
#viaggio
#frontiere
#documenti
#Italia

UNITÀ 21 #repressione
#violenza
#libertà
#pace
#mondo
1

Scuola, l'ultima rivoluzione:


così si studierà solo su ebook
Stop alla carta e gli istituti daranno in prestito i tablet. L'obiettivo: far risparmiare.

di SALVO INTRAVAIA

Filosofia e geometria, matematica e storia:


tra un anno, in classe si studierà solo sugli
ebook. La scuola italiana si prepara
all'ennesima (= un'altra) rivoluzione: il libro di
testo digitale. Questa novità arriva dal
decreto-legge in vigore (= valido) da due
settimane, che spiega nel dettaglio (= per
bene, in ogni punto) come cambierà la
didattica (= il modo di insegnare) nel
prossimo anno scolastico.

L'obiettivo: far risparmiare le famiglie sull'acquisto dei libri di testo. Infatti in Italia i libri di
testo sono costosissimi, come dicono da sempre i genitori e le associazioni dei
consumatori. Ma l'obiettivo è anche creare una didattica su misura (= fatta apposta) per i
“nativi digitali”, cioè quei giovani che arrivano alle scuole medie già bravissimi con pc e
tablet. Il cartaceo (= i libri su carta) non sarà abbandonato del tutto, ma non ci saranno
tutti quei contenuti extra (= argomenti in più) che rendono da sempre i testi ancora più
voluminosi (= grossi) e costosissimi.

Quindi, dal prossimo anno le scuole superiori dovranno adottare (= prendere) libri di testo
completamente digitali. Al centro della riforma c'è il tablet. Ma anche qui i problemi non
mancano. Infatti, la digitalizzazione delle scuole, tra lavagne multimediali e pc, lascia
ancora molto a desiderare. Inoltre, l'acquisto del tablet sarà a carico delle famiglie. Ma la
spesa complessiva per il tablet e i testi non potrà superare il tetto (= il massimo) previsto
(= deciso) dalla legge per i soli libri. In più, per aiutare le famiglie meno abbienti (= più
povere), la legge prevede che chi non potrà permettersi l'acquisto del tablet, lo chiederà
in prestito alla scuola, e la scuola sarà obbligata a fornirlo.

[Tratto e semplificato da Repubblica, 03 novembre 2012]

1
LEGGI L'ARTICOLO E RISPONDI ALLE DOMANDE
1. Di quale novità parla questo articolo? dell'uso di libri di testo più economici
dell'uso di libri di testo digitali
dell'uso di libri di testo cartacei

2. Chi ha deciso questa novità? i professori


gli studenti
il governo

3. Secondo questo articolo, perchè hanno preso questa decisione? (Scegli tutte le risposte che vuoi)
perchè i libri digitali costano meno
perchè i libri digitali sono più leggeri
perchè i libri digitali sono gratis
perchè i libri digitali sono in due lingue
perchè i libri digitali piacciono di più ai ragazzi
perchè i libri digitali piacciono di più ai professori
perchè tutti a casa hanno il computer
perchè i libri digitali sono più colorati

4. Chi deve comprare i tablet? …...........................................................................................................

5. Se una famiglia non ha i soldi per comprare il tablet, come fa? …...................................................
…............................................................................................................................................................

6. Nel testo ci sono alcune espressioni e modi di dire un po' difficili. Cerca nel testo le espressioni
che hanno lo stesso significato di quelle scritte qui sotto:
• le famiglie dovranno acquistare i tablet
…................................................................................................................................................
• il punto più importante di questo cambiamento
…................................................................................................................................................
• ancora le scuole non sono pronte per utilizzare i libri digitali
…................................................................................................................................................
• ecco un grande cambiamento per la scuola italiana
…................................................................................................................................................

2
ROLE PLAY
Tu e i tuoi compagni dovete partecipare ad una assemblea scolastica con i professori e il preside per
decidere se adottare i libri digitali oppure se tenere i libri cartacei nella vostra scuola.
Voi dovete dire la vostra opinione. Solo uno di voi può parlare (decidete voi chi), però dovete essere
tutti d'accordo e dovete sapere bene cosa dire.
Dividetevi in due (o più) gruppi e sorteggiate (= scegliete a caso) quale gruppo è a favore dei libri
digitali e quale è a favore dei libri cartacei. Discutete fra di voi e stilate (= scrivete) almeno 5 punti
a favore dei libri digitali o dei libri cartacei.
Poi preparate il discorso che il vostro portavoce (= la persona che parla a nome di tutti) dovrà
leggere.
GRUPPO DIGITALE

Noi siamo a favore dell'adozione dei libri digitali perchè...

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3
GRUPPO CARTACEO

Noi siamo a favore del mantenimento dei libri cartacei perchè...

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Ora presentate la vostra opinione ai professori, al preside e ai compagni.

4
Se avete ascoltato bene il discorso del portavoce del gruppo che ha l'opinione contraria alla vostra,

adesso potete scrivere i punti a favore dell'altra opinione.

GRUPPO DIGITALE

L'altro gruppo è a favore dei libri cartacei perchè secondo loro i libri cartacei....
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5
GRUPPO CARTACEO

L'altro gruppo è a favore dei libri digitali perchè secondo loro i libri digitali ....
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Ci sono dei punti che i compagni dell'altro gruppo non hanno detto e che secondo te, invece, sono

importanti? Se ci sono, scrivili qui sotto:

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6
PROBLEMI!!!

PRIMO PROBLEMA

Il primo problema è che, su questo argomento, non decidono il preside, i professori, gli studenti o i

genitori. Decide il governo. Però il preside, i professori, gli studenti, i genitori, possono far sentire

al governo la loro voce, ad esempio attraverso una lettera aperta, cioè una lettera che è pubblicata

dai giornali o su internet.

Ora hai le idee chiare e sai se, secondo te, è meglio mantenere i libri cartacei o adottare quelli

digitali. Scrivi una lettera aperta al Ministro dell'Istruzione: spiega chi sei, perchè scrivi ed esponi

(= spiega) la tua opinione.

Al signor/signora Ministro dell'Istruzione del Governo della Repubblica Italiana.

Gentile Ministro/Ministra,

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SECONDO PROBLEMA

Ma siamo sicuri che il vero problema dei libri di scuola sia se sono digitali o cartacei?

Forse il problema dei libri di scuola non è se sono di carta o su computer....

Quali potrebbero essere i veri problemi dei libri che usate a scuola? Discuti con il tuo gruppo e

scrivete le vostre idee qui sotto. Poi esponetele (= spiegate queste idee) al professore e all'altro

gruppo.

Forse i veri problemi dei libri di scuola sono:

1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

Discutete tutti insieme: quali veri problemi sono emersi (= sono venuti fuori)?

Potete trovare delle soluzioni a questi problemi? In gruppo, provate a scriverle qui sotto.

Problema Soluzione

8
Note

Scopo delle attività è far emergere, a partire da una realtà prossima agli studenti, da un lato il fatto

che le decisioni relative alla scuola (ma anche ad altri aspetti della vita delle persone) vengono prese

da persone ed istituzioni lontane, appunto, da chi vive la scuola, dall'altro evidenziare come questa

non sia una situazione immodificabile, ma come sia possibile agire sulle istituzioni allo scopo di

rivendicare la necessità che tali decisioni vengano dibattute e prese dai diretti interessati. Un'azione

può essere, per esempio, la lettera aperta.

Inoltre, le attività vogliono portare a riflettere su come spesso il dibattito consentito verta su aspetti

superficiali dei problemi, e su come le categorie precostituite stesse utilizzate per dibattere

possano/debbano essere messe in discussione. In questo caso, per esempio, il dibattito sui libri

cartacei o digitali potrebbe distogliere l'attenzione da problemi più rilevanti, come il fatto che i libri

di testo sono difficili da comprendere, o che molte famiglie non possono permettersi di acquistarli.

Queste domande possono portare a riflessioni sulle difficoltà linguistiche che gli studenti possono

incontrare quando studiano, sulle modalità di studio su cui questi testi si basano (lo studio

mnemonico per esempio); si potrebbe mettere in discussione la necessità stessa di utilizzare libri di

testo preconfezionati, interrogandosi per esempio su come essi siano realizzati seguendo e

proponendo determinate linee di pensiero (nello specifico, quella del capitalismo globale), quindi

analizzarne i contenuti; e anche avviare discussioni più ampie sulle modalità e finalità stesse della

scuola come istituzione, e ancora sul concetto di “povertà” e su ciò che determina tale “povertà”. La

parte “Secondo problema” mira proprio a far emergere questi quesiti a partire dagli studenti stessi.

Il fine, dunque, al di là delle abilità “tecniche” specifiche (comprendere un articolo di giornale,

scrivere una lettera formale, riferire idee proprie e di altri,...), è imparare a individuare le idee

preconfezionate che ci vengono spesso fornite come cornice del dibattito o come soluzione dei

problemi e rielaborarle criticamente.

9
2
LA “POVERTÀ”

LE FAMIGLIE POVERE IN ITALIA

Qui http://www.istat.it/it/archivio/95778 (e nel documento dell'Istat che segue) ci sono i dati sulle

famiglie povere in Italia. Leggi il documento e completa la tabella.

Famiglie in situazione di povertà relativa

Famiglie in situazione di povertà assoluta

Persone in situazione di povertà relativa

Persone in situazione di povertà assoluta

Dal 2011 al 2012, le persone in povertà relativa Si, sono aumentate


e assoluta sono aumentate?
No, sono diminuite
Una famiglia di due persone è in situazione di povertà relativa se può contare su meno di
….................. euro al mese

Se in una famiglia ci sono più di tre figli, è più


facile essere in situazione di povertà assoluta. V F

La povertà è aumentata soprattutto per le


famiglie di … professori
operai
imprenditori

Secondo questo documento, la povertà è mancanza di cibo


soldi
lavoro
libertà
Secondo te, che cosa è la povertà? A coppie o in gruppo, scrivete un piccolo elenco.

Secondo noi, la povertà è/essere poveri vuol dire:


-

1
Guarda queste foto. Che cosa vedi? Descrivi ogni foto in modo completo

(Da http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSx5QBYUSb2N3boZq88S9z4WjLgv_Us3baeQg3GK44wUg4KNb42aA)

(Da http://www.theprisma.co.uk/2011/01/17/squatting-under-the-cover-of-occupation/ )

2
3

(Da http://www.nytimes.com/2011/10/05/world/europe/britain-plans-to-tighten-anti-squatter-laws.html?pagewanted=all&_r=0 )

http://comune-info.net/2013/07/nazioni-unite-contadine/

3
5

http://www.qnm.it/attualita/fotogallery/ragazzi-ricchi-su-instagram_9211.html

http://mamme.letteradonna.it/24361/obesita-infantile-10-mosse-per-combatterla/

http://www.lavocedelmezzogiorno.it/chi_salvera_il_mondo.html

4
In coppia oppure in gruppo, guardate ancora le foto.

Secondo voi, chi è più “povero”? Perchè? Da che cosa lo capite? Numerate le foto dal più

“povero” al meno “povero”.

Per decidere se le persone nelle foto sono “povere” oppure no, che cosa avete guardato?

vestiti

aspetto fisico

ambiente

cibo

altro (cosa?) …....................................

Ora spiegate ( orale + scritto) perchè avete scelto questo ordine.

….....................................................................................................................................................................................

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Confrontate le vostre idee e il vostro ordine con gli altri gruppi o le altre coppie.

Avete scelto lo stesso ordine oppure no?

Avete scelto gli stessi elementi oppure no?

5
LEGGETE QUESTO TESTO CHE PARLA DELLA POVERTÀ .

“BREVE DISCORSO SULLA POVERTÀ” di Mahjid Rahnema

Se vogliamo discutere seriamente di povertà, dobbiamo per prima cosa stabilire se tutti

diamo lo stesso significato a questa parola. Per prima cosa, dobbiamo porci (= farci)

queste domande: esiste una sola forma di povertà o esistono molte forme di povertà,

ognuna totalmente diversa dalle altre? E' giusto dire che la povertà è una vergogna, un

flagello (= un disastro, come una malattia)? E' sempre giusto dire che bisogna sradicare (=

cancellare, eliminare) la povertà?

Secondo gli economisti (= le persone che studiano l'economia) e molti politici, la povertà è

soprattutto un problema di basso reddito: le persone povere sono le persone che vivono

con meno di due dollari americani al giorno. Quindi, gli economisti dicono che il 56% della

popolazione mondiale è povera: 1,2 miliardi di persone vive con meno di un dollaro

americano al giorno e 2,8 miliardi di persone vivono con meno di due dollari al giorno. È la

prima volta nella storia che un numero così grande di persone è chiamato "povero"

soltanto perché il suo reddito giornaliero (= al giorno) non supera uno standard universale

(= una quantità valida per tutti). E' anche un po' strano utilizzare la valuta (= il denaro, i

soldi) della più ricca potenza economica del mondo, cioè gli Stati Uniti d'America, per

misurare la povertà! Così, tutti noi dimentichiamo che la stragrande (= più grande)

maggioranza della popolazione mondiale riesce a soddisfare i propri bisogni vitali (=

quello che ci serve per vivere) senza utilizzare il denaro, come succedeva anche nel

passato.

Nella storia, la povertà è stata anche uno stile di vita (= un modo di vivere) che ha protetto

i poveri dalla miseria, dal morire di fame; forse dovremmo rispettare la povertà e

rigenerare (= creare ancora, creare di nuovo) la povertà!

In passato, di solito i poveri erano persone che vivevano con poche cose e che

6
condividevano (= dividevano) con gli altri tutto quello che la loro piccola economia

produceva, secondo antiche tradizioni. Esistevano anche poche persone ricche e potenti,

ma gli altri possedevano (= avevano) quello che bastava per vivere; in periodi più difficili, i

poveri spesso trovavano i mezzi per sopravvivere (= vivere anche se in modo più difficile,

meno sicuro) e riuscivano a condividere quello che avevano con gli altri.

Dopo, quando l'economia è diventata una “economia di mercato” e quando molte persone

hanno cominciato a lasciare il loro territorio e andare a vivere nelle città (questo si chiama

“urbanizzazione”), allora lo sguardo sui poveri è cambiato: i poveri sono diventati una

classe inferiore (= un gruppo a un livello più basso) di esseri umani perché non

possedevano il denaro e le proprietà, cioè i simboli del potere e della ricchezza.

Quando parliamo di povertà, parliamo sempre di qualcosa che manca, di mancanza o di

bisogni insoddisfatti (= che non riusciamo a soddisfare). Il problema è che non esiste un

essere umano totalmente libero da una mancanza, materiale o psicologica.

Anche se diciamo che essere poveri significa non avere i beni necessari alla vita (= le cose

che servono per vivere), c'è un problema: cosa è necessario? Per chi? Per quale tipo di vita?

E chi decide cosa è necessario?

Tutti possono sentirsi poveri quando la televisione stabilisce i bisogni vitali e porta tutte le

persone a desiderare le stesse cose!

Fino alla Rivoluzione Industriale (a metà del 1800), le persone potevano vivere

dignitosamente (= bene, con quello che basta per stare bene) con le poche cose

disponibili. Era un modo di vivere basato sulla convivialità (= stare insieme agli altri), sulla

condivisione (= dividere le cose con gli altri) e sull'aiuto reciproco (= aiutarsi l'un l'altro),

sul rispetto delle altre persone e dell'ambiente naturale. Secondo me, questo era un tipo di

povertà; io chiamo questo tipo di povertà “povertà vernacolare”, cioè povertà delle società

tradizionali.

Ma ci sono altri due tipi di povertà: la povertà volontaria e la povertà modernizzata.

7
La povertà volontaria è quando alcuni uomini e donne volontariamente scelgono di essere

poveri per liberarsi dai loro bisogni materiali, imposti (= decisi) dalle regole del mercato.

Invece, la povertà modernizzata è una nuova forma di povertà nata dopo la Rivoluzione

Industriale. In questo nuovo tipo di povertà, una persona ha dei bisogni, ma questi bisogni

non sono veri, sono creati da un tipo di economia che ha bisogno di avere un numero

sempre più grande di consumatori (= persone che comprano, che consumano). E' una

economia che crea bisogni finti, ma che non può e non vuole dare a tutti la possibilità di

soddisfare questi nuovi bisogni. Così, gli economisti e i politici dicono che l'unica soluzione

per questi nuovi poveri è accettare le regole di questa nuova economia e sperare di

ricevere quello che basta per sopravvivere.

Abbiamo mostrato che è molto difficile dare una sola definizione di povertà. Allora, forse

dobbiamo smettere di definire la povertà, dobbiamo parlare di tante povertà e soprattutto

dobbiamo cercare di capire che cosa pensano e che cosa vogliono le persone che “vivono

con due dollari al giorno”.

Molte persone che vivono con uno o due dollari al giorno non vogliono avere più soldi, ma

vogliono mantenere il loro ambiente sociale conviviale e l'economia che permette di vivere

in modo dignitoso (= bene, né troppo ricco né troppo povero).

E' vero che a volte è indispensabile (= necessario) dare a queste persone un po' di soldi in

più per vivere, ma questo succede soprattutto a quelle persone che non possono più

vivere nel loro ambiente ma devono vivere nelle grandi città. I poveri sanno benissimo che

la soluzione ai loro problemi non è nell'elemosina (= regalo di soldi) da parte dei paesi

ricchi. I poveri sanno che la soluzione è ricostruire quel sistema di piccola economia che

permetteva a tutti di vivere.

I loro problemi non si risolvono aumentando il loro reddito giornaliero. Loro sanno

benissimo che il problema è questa forma di economia di mercato che produce tanta

ricchezza materiale (= di cose, di oggetti), ma anche tanta povertà.

Infatti, la povertà di oggi non deriva da un modo di vivere povero, ma deriva dall'economia

8
moderna iper-produttiva (= che produce troppo). Ecco perchè questa economia moderna

non potrà mai salvare i poveri dalla loro povertà.

Facciamo finta che l'economia sia una torta.

Gli economisti e i politici dicono che, se la popolazione aumenta, bisogna aumentare la

misura della torta, creare una super-torta. Questo significa aumentare l'economia di libero

mercato. Ma il problema è che questo tipo di economia ha creato una super-torta, ma ha

tolto ai poveri la possibilità di preparare la loro torta e il loro pane.

Tutti i movimenti di protesta e di resistenza popolare dicono bene quello che i poveri

vogliono: sostituire la super-torta con tante torte più piccole, preparate per chi che ne ha

bisogno, secondo la sua idea di misura e di contenuto. Questo significa che non vogliono

una grande economia di mercato, progettata dalle multinazionali (= le grandi imprese che

vendono in tutto il mondo) del mercato mondiale e dai governi. Loro vogliono tanti piccoli

sistemi economici creati dalle persone in base ai loro bisogni, al loro modo di vivere e ai

loro desideri.
(Tratto e liberamente modificato e semplificato da http://www.aadp.it/index.php?

option=com_content&view=article&id=42:breve-discorso-sulla-povertmajid-

rahnema&catid=76:disuguaglianze&Itemid=64 )

Nel testo vedi dei rettangoli bianchi. Inserisci questi titoli nel rettangolo giusto.
• Tre tipi di povertà

• Una torta o tante torte?

• La soluzione dei poveri alla povertà

• La povertà nel passato

• Cosa manca? Cosa serve?

• Una povertà o tante povertà?

• Meno di due dollari al giorno

9
Scegli vero o falso
1. Secondo Mahjid Rahnema, è molto semplice definire la povertà. V F

2. Secondo lui, ci sono diversi tipi di povertà. V F

3. Secondo lui, per migliorare le condizioni di vita dei poveri bisogna dare loro più soldi.

V F

4. Secondo lui, l'economia di mercato ha tolto ai poveri la possibilità di produrre quello che

serve per vivere. V F

5. Secondo lui, l'economia di mercato rende i poveri più ricchi. V F

6. Secondo lui, l'economia di mercato crea bisogni finti. V F

7. Secondo lui, i poveri possono vivere meglio se ricostruiscono un sistema di piccola

economia e di condivisione. V F

Alla fine del testo, si parla di torte. L'autore usa questa immagine per parlare di sistemi

economici:
possiamo avere una super-torta
uguale per tutti, cioè un sistema
economico di libero mercato
globale

oppure
(Foto tratta da http://www.ogigia.com/category/chefs/page/16/ )

possiamo avere tante piccole


torte diverse, cioè tanti piccoli
sistemi economici diversi,
fatti dalle persone e adatti ai
loro bisogni

(Foto tratta da http://www.danielebogiatto.it/aix-en-provence-piena-di-fontane-e-pasticcini/ )

Secondo l'autore che cosa è meglio per la vita delle persone?


un grande economia di mercato
tante piccole economie fatte dalla gente

10
E secondo te? Perchè?
…............................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................

Leggi e completa con le parole scritte sotto.


La torta rappresenta l'____________ di economia.

La super-torta rappresenta una economia _______________, una economia di mercato, fatta

dai governi e dalle __________________ multinazionali. Loro fanno la torta (cioè l'economia)

come vogliono, poi ________________ a chi darne un pezzo, a chi darne un pezzo grande e a

chi uno piccolo. Se qualcuno ha un _______________ grandissimo e qualcuno non ha neanche

un pezzo, per loro non è un problema.

Invece le ________________ torte rappresentano tante piccole economie create dalle

______________. Le torte (cioè le economie) sono diverse perchè in ogni posto le persone

hanno ________________ diversi e bisogni diversi. Così, le persone creano la loro torta (cioè la

loro economia); le torte vanno tutte bene, basta solo che ogni persona possa avere il suo

pezzo e non morire di ___________ .

Mahjid Rahnema scrive che i poveri sanno che per loro è meglio l'idea delle piccole torte,

non quella della super-torta.


persone - fame - grande - idea - piccole - imprese - desideri - decidono - pezzo

11
Guardate ancora le foto e il vostro “ordine di povertà”. Adesso avete

cambiato idea? Tenete lo stesso ordine che avete dato prima o volete cambiare qualcosa?

Perchè? (rispondete orale + scritto)

….....................................................................................................................................................................................

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….....................................................................................................................................................................................

Pensate ancora che gli elementi che avete scelto per stabilire la “povertà” (vestiti, aspetto

fisico, ecc...) vadano bene? (rispondete orale + scritto)

….....................................................................................................................................................................................

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….....................................................................................................................................................................................

12
Note
Scopo delle attività, a parte sviluppare abilità “tecniche” specifiche (desumere dati da un

documento ufficiale, descrivere un'immagine, spiegare le proprie opinioni oralmente e per

iscritto, comprendere un testo di commento), è riflettere sui preconcetti che derivano

dall'uso acritico di determinate parole, nello specifico “povero, povertà”, che veicolano

determinati concetti e visioni del mondo: per esempio, che la “povertà” sia quantificabile

solo in termini di reddito, e non per esempio in termini di possesso dei mezzi di

produzione. Le foto sono utili in questo: presumibilmente gli studenti tenderanno a

definire come “povere” le persone nelle figure 1, 2, forse 4 e 7, poiché sono quelli che

possiedono meno beni di consumo. Riflettendo invece sulla possibilità di produrre

autonomamente ciò di cui si ha bisogno i giudizi possono cambiare. Ugualmente,

probabilmente considereranno “ricchi” i due bambini; sarà interessante allora riflettere sul

fatto che negli Usa, per esempio, molti di coloro che si nutrono di fast-food sono tra i più

indigenti (vedi Unità successiva). La foto del ragazzo in discoteca potrà poi essere usata per

riflettere sul consumismo, sul divertimento e sui “divertimentifici”. La foto n. 2., invece, che

mostra un signore squatter, potrà essere usata per accennare al problema reddito-casa e

occupazioni di immobili (vedi Unità successive)

Il testo di Rahnema (che condivido in parte) offre la possibilità di avvicinarsi a tematiche

“economiche” (il mercato, i bisogni, gli aiuti internazionali...) in modo critico rispetto a ciò

che si legge abitualmente nei libri di testo o sui giornali, e soprattutto di affrontare questi

temi dal punto di vista delle persone e dei popoli e non di un astratto “mercato”.

13
25/07/13 La povertà in Italia
Statistiche per

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Poverty in Italy

La povertà in Italia
Ascolta

Nel 2012, il 12,7% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 3 milioni 232 mila) e il 6,8% lo è in termini assoluti
(1 milione 725 mila). Le persone in povertà relativa sono il 15,8% della popolazione (9 milioni 563 mila), quelle in povertà
assoluta l'8% (4 milioni 814 mila).

Tra il 2011 e il 2012 aumenta sia l'incidenza di povertà relativa (dall'11,1% al 12,7%) sia quella di povertà assoluta (dal
5,2% al 6,8%), in tutte e tre le ripartizioni territoriali.

La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 990,88 euro, circa 20 euro in meno di quella del
2011 (-2%).

L'incidenza di povertà assoluta aumenta tra le famiglie con tre (dal 4,7% al 6,6%), quattro (dal 5,2% all'8,3%) e cinque o più
componenti (dal 12,3% al 17,2%); tra le famiglie composte da coppie con tre o più figli, quelle in povertà assoluta passano
dal 10,4% al 16,2%; se si tratta di tre figli minori, dal 10,9% si raggiunge il 17,1%.

Aumenti della povertà assoluta vengono registrati anche nelle famiglie di monogenitori (dal 5,8% al 9,1%) e in quelle con
membri aggregati (dal 10,4% al 13,3%).

Oltre che tra le famiglie di operai (dal 7,5% al 9,4%) e di lavoratori in proprio (dal 4,2% al 6%), la povertà assoluta aumenta
tra gli impiegati e i dirigenti (dall'1,3% al 2,6%) e tra le famiglie dove i redditi da lavoro si associano a redditi da pensione
(dal 3,6% al 5,3%).

tag:
consumi, disagio, disuguaglianza, povertà, povertà relativa e assoluta, reddito, spesa, statistica report
argomento:
Condizioni economiche delle famiglie
tipo di documento:
Comunicato stampa

Periodo di riferimento
Anno 2012
Pubblicato
mercoledì 17 luglio 2013

Testo integrale
(pdf 627 KB)

Contatti

Povertà e deprivazione
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3

GUARDA QUESTE FOTO E DESCRIVI QUELLO CHE VEDI!

]immagine tratta da http://www.marcosimoneonline.it/nuovo-supermercato-a-marco-simone.html ]

[immagine tratta da http://win.cailanzo.it/peru.htm ]

1
[immagine tratta da http://www.riverflash.it/wordpress/?p=4106 ]

[immagine tratta da http://www.sanmarinosite.com/shopping/atlante.html ]

2
[immagine tratta da http://www.lecconotizie.com/attualita/mercatini-a-lecco-ecco-il-calendario-del-2013-103009/ ]

3
DOVE COMPRI LE COSE? CHE COSA COMPRI?
COMPILA QUESTO QUESTIONARIO!

1. Di solito, compri la verdura e la frutta


al supermercato
al mercato
da un contadino
non compro frutta e verdura perchè ho il mio orto
non compro frutta e verdura perchè non ne mangio
in un negozio

2. Di solito, che frutta e verdura compri?


quella che mi piace
quella che costa poco
quella che si mantiene di più
quella di stagione
quella che mangiavo nel mio paese
non compro frutta e verdura

3. Quante volte mangi la carne in una settimana?


tutti i giorni
molte volte alla settimana Che tipi di carne mangi?
poche volte alla settimana tutta quella che mi piace
non mangio carne quella che costa meno
quella permessa dalla mia religione
Perchè non mangi carne? quella di animali allevati in modo
perchè non mi piace naturale
perchè costa troppo
perchè non è sana
perchè non è giusto uccidere animali

4. Di solito, mangi molti cibi già pronti e confezionati?


no, non li mangio mai
no, ne mangio pochissimi Quali cibi confezionati
si, tutti i giorni mangi?
solo quando devo mangiare da solo patatine
solo per merenda, non per pranzo o cena biscotti
solo quando ho poco tempo per cucinare caramelle
pasta pronta
pizze congelate
snack di cioccolata
4
altro ….......................
5. A casa tua, chi cucina?
dipende, a volte io, a volte gli altri familiari
mia madre
mio padre
mio fratello/ mia sorella
sempre io
nessuno, mangiamo sempre fuori casa

6. Bevi spesso bevande gassate?


si, tutti i giorni quando ho sete
si, tutti i giorni ma solo mentre mangio
si, tutti i giorni a scuola
no, mai o quasi mai
solo in occasioni particolari (compleanni, feste,...)
altro …................

7. Per comprare altre cose (non cibo), quante volte compri in questi posti?

mai poche volte molte volte spesso


centro commerciale
negozi in centro
mercato
mercatini dell'usato
negozi in periferia
internet
…......

8. Che cosa compri?

mai/quasi mai poche volte molte volte spesso


vestiti
libri
cd / musica su internet
dvd

5
giochi
strumenti tecnologici
(cellulari, computer,
lettori mp3..)
accessori di
abbigliamento (anelli,
orologi, occhiali, borse..)
scarpe
prodotti di bellezza
(creme, trucchi,...)
…..

9. Secondo te, è meglio


comprare molte cose che costano poco
Perché? comprare poche cose che costano molto
…......................... comprare molte cose, non importa quanto costano
........................... comprare poche cose, non importa quanto costano
........................... comprare prodotti di aziende che rispettano i diritti dei lavoratori
........................... comprare prodotti che non derivano da animali
…......................... comprare prodotti fatti in Italia
...........................
comprare prodotti fatti vicino a dove abiti
...........................
comprare prodotti fatti nel mio paese d'origine

9. Produci qualcosa da solo? no, niente


si, frutta e verdura dal mio orto
Perchè? si, vestiti
….................................................. si, alcuni prodotti di bellezza (creme,..)
…..................................................
si, borse/accessori
…..................................................
si, marmellate/succhi/conserve
altro ….........

10. Conosci qualcuno che produce qualcosa da solo? Si No

Ora confronta le tue risposte con quelle dei compagni e discutete insieme sulle
differenze/somiglianze.

6
Usa anche le risposte del questionario per scrivere un testo che
risponda a queste domande.
Che cibi consumi di solito? Dove li acquisti più spesso? Perchè li acquisti in
questi posti e non in altri?
Compri spesso anche altri oggetti? Cosa? Dove li compri più spesso?
Frequenti mercatini dell'usato o di scambio? Perchè? Che cosa pensi del fatto
di comprare o scambiare oggetti usati?
Ci sono oggetti (cibo ma anche altre cose) che produci da solo o con i tuoi
genitori o amici (e che quindi non compri)? Che cosa? Che cosa pensi dell'auto-
produzione (cioè produrre qualcosa da solo, senza comprarlo)?

…..................................................................................................................................................

.....................................................................................................................................................

.....................................................................................................................................................

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…..................................................................................................................................................

.....................................................................................................................................................

.....................................................................................................................................................

.....................................................................................................................................................

7
Note

L'argomento e le attività proposte si collegano alla Unità precedente e a quella

successiva nella riflessione sulle modalità di consumo e produzione di beni; a partire

dalle foto si può infatti discutere sui diversi luoghi del consumo (centri commerciali vs

mercato di quartiere, per esempio) e sulla consapevolezza circa i luoghi e i modi in cui

vengono prodotti cibi e oggetti (riflessione che sarà poi riproposta successivamente

parlando delle fabbriche in Bangladesh).

Il questionario, a parte esemplificare una tipologia di testo, dunque di compito, che

spesso ci si trova ad affrontare per esempio compilando documenti, fa emergere

l'elemento dell'autoproduzione e del vegetarianismo/veganismo su cui si può discutere

oralmente.

8
4

HO BISOGNO DI …
DESCRIVETE (ORALE + SCRITTO) LE

FOTO: CHE COSA C'È? LE PERSONE CHE

COSA FANNO? DOVE?

ANCHE TU HAI QUESTE COSE? ANCHE

TU FAI QUESTE COSE? RACCONTA.

[immagine tratta da http://www.milanopost.info/wp-content/uploads/2012/09/casa-.jpg]

[Immagine tratta da http://www.visittrentino.it/image/casa-miro-esterno-vista-castello.jpg?id=2f5665cd-9026-427e-a854-


be47974d2aff&modified=20130502231504333]

1
[immagine tratta da http://cdn2.stbm.it/pianetadonna/gallery/foto_gallery/moda/i-dvd-dinner/film-al-cinema-con-amici.jpeg?-3600]

[immagine tratta da http://livesicilia.it/wp-content/uploads/2012/08/biblioteca.jpg]

[immagine tratta da http://www.yourself.it/wp-content/uploads/2013/06/dieta-haub-calorie-cibo-spazzatura.jpg]

2
[immagine tratta da http://cdn.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/12/jogging-al-parco.jpg]

[immagine tratta da http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2012/11/07/798458/images/1463419-gym.jpg]

3
[immagine tratta da http://www.repubblica.it/2005/j/gallerie/gente/macchiparis/esterne141638271403163913_big.jpg]

[immagine tratta da http://jeanmarie7brn.files.wordpress.com/2010/03/backpackers.jpg]

[immagine tratta da http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/12/17/818155/images/1474442-lavagna.jpg]

4
GUARDATE ANCORA LE FOTO: SECONDO VOI, DI CHE COSA AVETE BISOGNO

PER VIVERE??

Confrontate le vostre scelte con i compagni: avete scelto le stesse foto?

FORSE ALCUNI DI VOI HANNO PENSATO CHE ALCUNE COSE SERVONO DI PIU',

ALTRE COSE SERVONO DI MENO.

Per esempio, gli economisti dicono che...


Non tutti i bisogni hanno la stessa importanza per la nostra vita. Ci sono diversi tipi di bisogni :
- BISOGNI PRIMARI : sono i più importanti. Senza queste cose non possiamo vivere.

- BISOGNI SECONDARI : sono importanti, ma possiamo vivere anche senza, cioè non sono
bisogni essenziali per vivere.

- BISOGNI DI LUSSO : sono bisogni superflui, cioè non necessari. Infatti possiamo vivere bene
anche senza soddisfare questi bisogni.

1. Che cosa pensate di questa divisione? Secondo voi è vera?

2. Guardate ancora le foto. Ci sono immagini di bisogni essenziali e immagini di bisogni

superflui, secondo voi? Spiegate (orale + scritto) le vostre scelte.

************* *************** ***************


In gruppo, rispondete a queste domande (orale + scritto)
- Secondo voi, i bisogni cambiano con il tempo o rimangono sempre uguali? Per esempio,

i bisogni di una persona che viveva nel 1950 e quelli di chi vive ai nostri tempi sono

uguali o no? Spiegate la vostra idea, anche con degli esempi!

- Secondo voi, se le persone abitano in posti diversi hanno bisogni diversi? Spiegate la

vostra idea, anche con degli esempi!

- Secondo voi, persone di età diverse hanno bisogni diversi? Spiegate la vostra idea,

anche con degli esempi!

Scegliete un compagno che parla a nome del gruppo per spiegare agli altri gruppi il

vostro pensiero!

5
Note

Questa unità si ricollega alle precedenti nell'affrontare il tema dei bisogni, dunque dei

consumi. Le immagini si prestano ad essere descritte, ma soprattutto a far emergere

riflessioni su ciò di cui abbiamo o pensiamo di avere bisogno per vivere. A seconda

delle età e delle visioni del mondo le percezioni dei bisogni saranno diverse;

interessante può essere, per esempio, vedere se le immagini raffiguranti il viaggio o il

cinema vengono individuate come bisogni, e se sì di che tipo, essenziali o superflui. Le

risposte possono portare ad interrogarsi se, ad esempio, la triade mangiare-lavorare-

dormire sia sufficiente per vivere una vita non solo dignitosa ma soprattutto

soddisfacente, o se sia necessario anche rispondere a bisogni più profondi di

conoscenza, cultura, relazione, ecc... Questo può portare anche ad interrogarsi sui

bisogni indotti (quali sono, da chi e perchè sono indotti), sull'idea di “tutto per tutti” e

di gratuità e accessibilità della cultura (chi l'ha detto, per esempio, che solo “chi ha i

soldi” può frequentare cinema e teatri?).

6
5

INTERNAZIONALE
DA SAPERE

Qual è il prezzo del “made in Bangladesh”?


16 maggio 2013 16.21

Una fabbrica del


complesso del Rana
Plaza a Savar, fuori
Dhaka, Bangladesh, 9
maggio 2013. (Andrew
Biraj,
Reuters/Contrasto)

I diritti dei lavoratori e la sicurezza


Il 24 aprile 2013 1.127 persone sono morte nel crollo dello stabilimento tessile Rana Plaza a
Savar, fuori Dhaka, la capitale del Bangladesh. È stato il più grave incidente nella storia di
questo settore industriale.

Ma gli operai in Bangladesh in che condizioni lavorano? Le aziende occidentali quali


responsabilità hanno?

Secondo la Banca mondiale, nel 2010 il Bangladesh è stato il paese in cui gli operai
guadagnavano di meno al mondo. Lo stipendio medio di un operaio bangladese equivale a
meno di 30 euro al mese, anche se alcuni stabilimenti industriali pagano qualcosa di più
per attirare manodopera.
Da una ricerca fatta da War on want, un’organizzazione no profit del Regno Unito, gli
operai sono maltrattati dai datori di lavoro. In genere, le operaie incinte sono costrette a
lavorare fino all’ultima settimana prima del parto; spesso perdono il posto dopo la nascita
del figlio, e la metà delle volte non ottengono i cento giorni di maternità previsti dalla
legge.
I sindacati, che potrebbero avere un ruolo importante nella riforma del lavoro nel paese,

1
non sono visti di buon occhio o non sono abbastanza forti per ottenere condizioni di lavoro
migliori e misure di sicurezza migliori.
L’edificio di otto piani del Rana Plaza era stato costruito senza rispettare le norme di
sicurezza. L'edificio ospitava cinque fabbriche di vestiti che impiegavano almeno tremila
persone. I piani dell'edificio dovevano sorreggere un peso sei volte superiore a quello
previsto; nei giorni prima del crollo, erano apparse enormi crepe sui muri. Nonostante
questo, gli operai sono stati costretti a continuare a lavorare.

Di chi è la colpa?
L’industria dell’abbigliamento in Bangladesh vale 18 miliardi di dollari. Nel 2010 le
fabbriche di vestiti nel paese erano cinquemila; solo la Cina ne aveva di più.
Quasi tutti i vestiti prodotti in Bangladesh sono esportati: il settore dell’abbigliamento
rappresenta il 75 per cento delle esportazioni nazionali. Molte aziende che producono i loro
capi di abbigliamento in Bangladesh sono europee o statunitensi.

Per Scott Nova, dell’associazione statunitense Worker’s rights consortium, per rendere gli
stabilimenti in Bangladesh più sicuri (cioè con uscite di sicurezza e antincendio, luci di
emergenza, impianti elettrici a norma) basterebbe spendere tre miliardi di dollari. Cioè
solo 8 centesimi per ogni capo d’abbigliamento prodotto! Questo vuol dire che le grandi
aziende dovrebbero rinunciare solo allo 0,4 per cento dei ricavi totali. E chi compra una
maglietta dovrebbe pagare solo un paio di centesimi in più.
Nei giorni scorsi il governo del Bangladesh ha annunciato che collaborerà con
l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo - l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa
di promuovere la giustizia sociale e i diritti del lavoro), per definire regole per migliorare il
lavoro degli operai. Ma questo servirà davvero?
Alcune aziende europee, per esempio H&M, Benetton e Inditex (proprietario di Zara)
hanno firmato un accordo per garantire condizioni di lavoro e di salario migliori nelle
fabbriche che producono per loro. Secondo questo accordo, le aziende si impegnano a
permettere ispezioni indipendenti sulla sicurezza e a rendere pubblici i risultati, a pagare
per mettere in sicurezza le fabbriche, a collaborare con i sindacati e i lavoratori per
migliorare le condizioni di lavoro. Soprattutto, alcune aziende si impegnano a non lavorare
con fornitori che non rispettano gli standard di sicurezza e i diritti sul lavoro. Sarà vero?

(Anna Franchin)
Tratto, semplificato e modificato da http://www.internazionale.it/news/da-sapere/2013/05/16/qual-e-il-prezzo-del-made-in-bangladesh/

2
RISPONDI ALLE DOMANDE

1. Che cosa è successo in questa fabbrica? ha preso fuoco


il tetto è crollato
è crollata

2. Dove era questa fabbrica? ….............................................................................................................

3. La fabbrica quanti piani aveva? sei


cinque
tremila
otto

4. Quanti operai lavoravano lì? ….........................................................................................................

5. Prima del 24 aprile, c'erano stati dei problemi di sicurezza? …........................................................

6. La fabbrica che cosa produceva? televisioni


saponi
vestiti
computer

7. Quante fabbriche di questo tipo ci sono in Bangladesh? …...............................................................

8. Queste fabbriche vendono i loro prodotti in Bangladesh o all'estero? …..........................................

9. Quanto prende un operaio del Bangladesh al mese? ….....................................................................

10. Le donne hanno dei problemi a lavorare in queste fabbriche? Quali? …........................................

…............................................................................................................................................................

11. I sindacati riescono a migliorare le condizioni di lavoro degli operai?

12. Quanto costerebbe migliorare la sicurezza in queste fabbriche? ….................................................

…............................................................................................................................................................

13. Perchè l'articolo parla anche delle aziende europee e statunitensi? …............................................

…............................................................................................................................................................

................................................................................................................................................................

................................................................................................................................................................

3
CHE COSA VUOL DIRE?
Qui sotto ci sono alcune parole e alcune frasi. Cerca nel testo le parole e le frasi che hanno lo
stesso significato!

periodo di riposo dopo controlli


aver avuto un figlio …................................. …..................................

vendita all'estero spaccature nel muro


….................................. …..................................

lasciar perdere, non industria che produce


volere ….................................. tessuti …..................................

trattati male vestiti


….................................. …..................................

azienda che produce associazione che fa


per un'altra azienda ….................................. attività non per …..................................
guadagnare
far venire voglia agli secondo le regole
operai di lavorare in ….................................. …..................................
una precisa azienda
tenere su essere considerati bene
…................................. …..................................

PRODUZIONE ORALE + SCRITTA (PER ADULTI)

1. Hai mai lavorato in una fabbrica o per una azienda dove c'erano problemi con la sicurezza o con i
diritti dei lavoratori? Oppure, conosci qualcuno che ha lavorato in posti così? Racconta!

*********************

2. Il padrone della fabbrica dove lavori non rispetta l'orario di lavoro: tu e i tuoi colleghi dovete
sempre fare lo straordinario, anche quando non volete o siete molto stanchi. Che cosa fate?
A gruppi, pensate a che cosa potete fare se avete questo problema.

Possiamo:
-

-
4
Scegliete una persona del vostro gruppo che espone (= dice) agli altri le vostre idee.
Ogni gruppo espone la sua idea.
Scrivete tutte le idee alla lavagna o su un foglio.

Ogni idea ha dei vantaggi (= cose positive) e degli svantaggi (= cose negative). Dite o scrivete i
vantaggi e gli svantaggi di ogni idea.

Quale idea ti sembra l'idea migliore? Perchè?

*************************

3. Avete deciso di scrivere al Sindacato per raccontare quello che succede.


In coppia con un compagno o una compagna, scrivete una lettera. Scrivete quali sono i problemi,
spiegate bene cosa succede e quando, e chiedete un appuntamento con il Sindacato.

Cesena, …./ …../ ….......

All'attenzione del sig. Fabbri, Sindacato USB/Cobas/CGIL/CISL/UIL/.......

Oggetto: mancato rispetto dell'orario di lavoro da parte dell'azienda SuperFinal

Gentilissimo sig. Fabbri,

siamo due operai/operaie dell'azienda SuperFinal. Le scriviamo perchè …........................................

…...........................................................................................................................................................

...............................................................................................................................................................

...............................................................................................................................................................

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5
PRODUZIONE ORALE + SCRITTA (PER ADULTI E RAGAZZI/E)

1. Hai mai lavorato, in Italia o in un altro paese? In questo momento lavori?


Se hai già lavorato o stai lavorando, racconta le tue esperienze di lavoro: dove hai lavorato, cosa
facevi nel tuo lavoro, con chi lavoravi, quale era il tuo orario di lavoro, quale era il tuo stipendio,
quali erano i lati positivi e negativi del lavoro.
Se non hai mai lavorato, racconta che lavoro ti piacerebbe fare, perchè, e come dovrebbe essere la
tua giornata di lavoro secondo te.

*****************************

2. In molti posti nel mondo, molte persone lavorano come i lavoratori descritti nell'articolo:
lavorano molte ore, non hanno pause, non ci sono sistemi di sicurezza. Conosci qualcuno che lavora
o ha lavorato in queste condizioni? Che cosa ne pensi?

*****************************

3. Tu e i tuoi compagni sapete che, in una fabbrica vicino a casa vostra, i lavoratori sono costretti a
lavorare per molte ore senza pause. Avete deciso di protestare. Che cosa fate?
A gruppi, pensate ad alcune azioni che potete fare per aiutare questi lavoratori.

Possiamo:

Scegliete una persona del vostro gruppo che espone (= dice) agli altri le vostre idee.
Ogni gruppo espone la sua idea.
Scrivete tutte le idee alla lavagna o su un foglio.
Ogni idea ha dei vantaggi (= cose positive) e degli svantaggi (= cose negative). Dite o scrivete i
vantaggi e gli svantaggi di ogni idea.

Quale idea ti sembra l'idea migliore? Perchè?

6
******************************

4. Avete deciso di organizzare una manifestazione davanti alla fabbrica. Tu e il tuo gruppo dovete
preparare dei manifesti con delle immagini (disegni o foto) e degli slogan (= frasi non lunghissime
su un problema) e dei volantini da distribuire. Cosa scrivete? Quali immagini mettete?

IDEE PER MANIFESTI E VOLANTINI

7
Note
In questa unità e in quella successiva si parla di produzione dei beni di consumo e lavoro: dove e
soprattutto come vengono prodotti gli oggetti che abitualmente usiamo o compriamo? Chi guadagna
e soprattutto chi perde dalla loro produzione e commercializzazione? Una volta consapevoli della
situazione, cosa possiamo fare?
Volutamente, non ho inserito l'argomento del “consumo solidale” per due motivi: primo, perchè è
diventato anch'esso un marchio i cui prodotti si trovano commercializzati, paradossalmente, anche
presso grandi catene che pensano in questo modo di ripulirsi la faccia mentre si dedicano
parallelamente ad attività antisindacali o di sfruttamento dei lavoratori; secondo, perchè focalizzarsi
su questo tipo di consumo sposta i termini del discorso dalla necessaria lotta collettiva politica e
sindacale a forme edulcorate e poco significative di “altroconsumo” individuale che, se non inserito
in dinamiche “di classe”, si rivela non solo poco efficace ma addirittura favorevole allo stesso
sistema di sfruttamento globale e a chi da esso trae vantaggio.
Dal punto di vista della lingua, sono presenti attività per esercitare la scrittura di lettere formali, il
racconto di esperienze lavorative, la creazione di manifesti e volantini.

8
6
I BRAND OCCIDENTALI E LA STRAGE DI DHAKA
Comune-info|26 novembre 2012 |0 commenti

Nuovo incendio in Bangladesh. Oltre cento operai morti.


Chi sono i responsabili? I grandi marchi dell'abbigliamento.

Nei giorni scorsi, in una fabbrica di vestiti a


Dhaka, in Bangladesh, è scoppiato un
incendio dove sono morti più di cento operai
tessili. I lavoratori stavano producendo
indumenti per brand internazionali del tessile
quando la loro fabbrica, la Tazreen Fashions,
è andata a fuoco. Secondo il sito internet
dell'azienda, la Tazreen produceva per una
moltitudine di noti marchi, tra cui C&A, Carrefour, KIK e Walmart.
La Clean Clothes Campaign (Ccc – “Campagna Vestiti Puliti”), insieme ai sindacati e alle
organizzazioni impegnate per i diritti dei lavoratori in Bangladesh e in tutto il mondo, è
convinta che i marchi internazionali abbiano colpe: non hanno controllato in modo
sufficiente la sicurezza della fabbrica, anche se c'erano già stati incendi in passato.
Molti lavoratori hanno trovato la morte mentre cercavano di scappare dal palazzo a sei
piani; altri non sono riusciti a scappare e sono arsi vivi.
Il bilancio delle vittime continua a salire mentre i soccorritori cercano di entrare tra le
macerie della fabbrica distrutta. Un vigile del fuoco presente sul luogo ha riferito che non
c’era nessuna uscita antincendio all’esterno dell’edificio. E' probabile che il fuoco sia
partito da un corto circuito elettrico. La causa dell’80% di tutti gli incendi industriali in
Bangladesh è dovuto a circuiti elettrici difettosi.
«Molti brand sanno che molte fabbriche in cui scelgono di produrre sono delle trappole
mortali. A loro non interessa se in queste fabbriche non ci sono misure di sicurezza
adeguate. Ecco perchè, secondo noi, anche loro sono colpevoli della morte di questi
lavoratori» ha detto Ineke Zeldenrust della Clean Clothes Campaign. La Ccc chiede
un’inchiesta indipendente e trasparente sulle cause dell’incendio, per individuare le azioni
necessarie a prevenire simili tragedie in futuro.
Dice Deborah Lucchetti di Abiti puliti, la Ccc italiana: «Si tratta di un modello industriale
che produce profitti per i grandi gruppi internazionali a discapito dei lavoratori, che sono

1
impiegati senza diritti nelle fabbriche per l’export. Secondo noi occorre rimuovere le cause
che stanno alla base di tragedie come questa».
Secondo la Ccc, i sindacati e le organizzazioni per i diritti dei lavoratori, è necessario:
condurre ispezioni obbligatorie, indipendenti e trasparenti degli edifici in cui si riforniscono i
marchi internazionali; verificare e migliorare tutte le norme di sicurezza che esistono;
impegnarsi a pagare prezzi adeguati per coprire i costi; collaborare con i sindacati per
organizzare corsi di formazione per i lavoratori su salute e sicurezza.
I datori di lavoro e il governo bengalese devono assumersi la loro responsabilità.
Il governo deve indagare immediatamente sulle cause dell’incendio e perseguire i
responsabili (anche indiretti) della morte di queste donne e uomini. Inoltre, il governo deve
investire in un programma di ispezioni in tutto il Paese per verificare se gli edifici utilizzati
come fabbriche rispettano gli standard di sicurezza. Tutti gli imprenditori in Bangladesh
devono immediatamente controllare le procedure di sicurezza nelle loro fabbriche, devono
controllare le strutture e gli impianti elettrici. Soprattutto, gli imprenditori devono
collaborare con i sindacati per migliorare le condizioni di lavoro degli operai e garantire
sicurezza sul lavoro e salari giusti.

[Tratto e semplificato da http://comune-info.net/2012/11/i-brand-occidentali-e-la-strage-di-dhaka/ ]

RISPONDI ALLE DOMANDE

1. Completa la tabella
Cosa è successo?
Dove (paese e città)?
Come si chiama la fabbrica? Che cosa produce?
Quando?
Ci sono stati morti o feriti?

2. Nella fabbrica c'erano misure di sicurezza? …..................................................................................

3. Quale è stata l'origine del fuoco? …..................................................................................................


…............................................................................................................................................................

4. E' la prima volta che questo succede nelle fabbriche del Bangladesh?..............................................
…............................................................................................................................................................

2
5. L'azienda Tazreen vende direttamente i vestiti oppure produce i vestiti per altre aziende?
…............................................................................................................................................................

6. Abbina la parola con la definizione o il sinonimo giusto. [Un consiglio: trovare il significato di
una parola è più facile se rileggi tutto l'articolo e cerchi di intuire il significato della parola leggendo
la frase.]

1 brand capi di abbigliamento, vestiti


2 strage non fare succedere in futuro
3 tessile quello che rimane di un edificio
distrutto
4 indumenti spendere soldi per migliorare qualcosa
5 arsi luogo da cui non si può uscire
6 bilancio che non funzionano bene
7 soccorritori trovare il colpevole e portarlo in
tribunale
8 macerie a svantaggio
9 prevenire bruciati
10 difettosi controlli molto seri
11 trappole conto
12 ispezioni dell'abbigliamento e dei tessuti
13 perseguire disastro in cui muoiono molte persone
o animali
14 a discapito marca
15 investire persone che aiutano chi è in pericolo

7. Secondo le organizzazioni internazionali e sindacati, che cosa deve fare il governo del
Bangladesh? Che cosa devono fare gli imprenditori? ….......................................................................
…............................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................

3
Nell'articolo c'è scritto: “Molti brand sanno che molte fabbriche in cui scelgono di produrre sono
delle trappole mortali. A loro non interessa se in queste fabbriche non ci sono misure di sicurezza
adeguate. Ecco perchè, secondo noi, anche loro sono colpevoli della morte di questi lavoratori” e
“Si tratta di un modello industriale che produce profitti per i grandi gruppi internazionali a discapito
dei lavoratori, che sono impiegati senza diritti nelle fabbriche per l’export.”
In queste fabbriche, infatti, gli operai lavorano senza misure di sicurezza, senza diritti e ricevono
salari bassi. Loro lavorano per imprese che producono oggetti per altre grandi imprese
internazionali, che così guadagnano molti soldi. Quindi, secondo le organizzazioni internazionali,
anche le grandi imprese internazionali sono colpevoli della morte di questi lavoratori. Tu che cosa
ne pensi? (orale + scritto - scrivi almeno 100 parole)
…............................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
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4
7
DIMMI COME MANGI, TI DIRÒ DOVE ABITI
Attualmente gli Stati Uniti hanno il tasso di obesità più alto di qualsiasi nazione al mondo. Più della
metà degli adulti americani e circa un quarto di tutti i bambini americani sono obesi o in
sovrappeso. Le _____________ sono aumentate negli ultimi decenni, man mano che il consumo dei
fast food aumentava. Secondo James O. Hill, dell'Università del Colorado, “abbiamo la
____________ di bambini più grassi che mai.”

La letteratura medica definisce una persona obesa se ha un indice di massa corporea (Body Mass
Index, BMI) pari o superiore a 30; questa misura considera sia il peso che l'altezza. Per esempio,
una donna alta 1 metro e 65 con un peso di 60 chili ha un BMI pari a 22, che è normale. Se aumenta
di 22 chili, il BMI diventa 30, quindi è considerata obesa. Oggi circa 44 milioni di _________
americani sono obesi.

L'attuale crescita dell'obesità dipende da numerose cause, ma non dipende dalla genetica.
Il problema è che è cambiato il modo di mangiare e di vivere.
È logico: quando la gente mangia di più e si muove di meno, ingrassa. La popolazione negli Stati
Uniti è diventata sempre più sedentaria: va al lavoro in auto invece che a piedi, fa pochi lavori
manuali, usa l'auto per andare ovunque, gioca con i videogame e sta davanti al computer invece di
fare moto.

Ma non dipende solo da quanto una persona mangia, dipende anche da che cosa mangia.
Infatti, la crescita dell'industria del fast food ha messo a disposizione di tutti un'abbondanza di
_______ poco costosi e ad alto contenuto di grassi. Si tratta di pasti sempre più economici e sempre
più grandi. Infatti, i prezzi dei prodotti sono diventati così bassi che l'industria del fast food ha
potuto aumentare le porzioni senza ridurre i suoi profitti, quindi può vendere porzioni sempre più
grandi (i Menù Extra-Large) a basso prezzo, attirando più clienti con le grandi _____________.
Questo vale per gli hamburger, per le patatine, ma anche per le bevande gassate.

L'obesità aumenta non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. Infatti, mangiando come gli
americani, le gente di tutto il mondo comincia ad assomigliare agli americani anche fisicamente. In
Giappone, per esempio, una volta le persone __________ erano molto rare. Questo perchè la dieta
tradizionale, fatta di riso, pesce, verdure, soia, era una delle più sane del mondo. Adesso, però, i
giapponesi stanno abbandonando questo modo di mangiare a favore del cibo dei fast food.

1
Risultato: il tasso di obesità nei bambini giapponesi è raddoppiato.

I giornali e i politici ci spingono a vedere l'obesità come l' ___________ di una persona di
controllarsi: “Sei obeso perchè mangi troppo, o mangi le cose sbagliate, o non fai abbastanza sport.
E' colpa tua!”. In questo modo, le cause dell'obesità sembrano individuali, cioè legate alla singola
persona: sei obeso perchè non sei capace di scegliere bene. Dunque, anche le soluzioni sono
individuali: combattiamo l'obesità con la palestra, il cibo sano, la dieta.
Però, la qualità del cibo che mangiamo non dipende solo da noi: è influenzata dal nostro lavoro, dal
tempo che impieghiamo per andare al lavoro, ma anche dal __________ in cui abitiamo. Infatti,
molte persone mangiano male perchè non hanno una alternativa.

Per esempio, una cosa che può sembrare strana è che negli Stati Uniti la maggior parte delle persone
obese è povera! Ma come?? Come fa una persona a essere obesa se è __________ e non ha i soldi
per comprare da mangiare?? Inoltre, ci sono più obesi fra i ragazzi afroamericani che fra i ragazzi
bianchi. Perchè?
Negli Stati Uniti, i supermercati non aprono dappertutto, ma aprono soprattutto dove ci sono
persone che possono spendere, cioè nei quartieri ricchi. Nei quartieri ricchi abitano soprattutto
bianchi. Quindi, gli abitanti dei quartieri ad alto e medio reddito hanno più accesso a supermercati
dove si può trovare _________ fresca e verdura fresca. Nei quartieri a basso reddito, invece, dove
abitano molti afroamericani e latinos (= persone che vengono dall'America Latina), è più facile
trovare solo piccoli negozi indipendenti. Ma attenzione: non si tratta dei piccoli negozi come nelle
nostre città italiane, dove si può comprare frutta locale e verdura fresca! Negli Stati Uniti i piccoli
negozi hanno corsie piene di cibo in scatola, confezioni di dolci e biscotti pieni di _________ e
conservanti, non vendono frutta e verdura ma sono pieni di bevande alcoliche o gassate. In questi
quartieri, poi, ci sono tantissimi fast food a pochi metri di distanza l'uno dall'altro. Qui, con meno di
cinque dollari, e senza nessuna fatica, puoi riempirti la pancia di cibo di bassa qualità. Oppure ci
sono i distributori di benzina che vendono anche patatine, biscotti e bibite.
Questa difficoltà a nutrirsi in modo sano causa molte malattie. Infatti, le persone che vivono in
questi quartieri hanno più ___________ di essere malate di diabete (= malattia causata da troppi
zuccheri) o di malattie cardiovascolari (= di cuore).
Inoltre, visto che in questi quartieri ci sono meno supermercati e negozi, far arrivare i prodotti da
vendere costa di più, quindi il cibo costa di più: i ________ sono in media più alti del 10% rispetto
ai quartieri ricchi pieni di supermercati.

2
Nei quartieri poveri, quindi, le persone mangiano male, spendono di più, si ammalano di più e,
invece di rinsecchirsi (= dimagrire), ingrassano sempre di più. Gli adolescenti poveri, infatti, hanno
il doppio delle possibilità di essere obesi rispetto agli adolescenti più ricchi; questo vale anche per le
donne.
Molti ricercatori, quindi, pensano che l'obesità sia una conseguenza della povertà. Infatti, se hai
pochi soldi per fare la spesa, comprerai prodotti che costano di meno e riempiono di più la pancia.

Quindi, non è vero che l'obesità deriva sempre dalla scelta di mangiare troppo: spesso deriva dalla
mancanza di scelta: infatti, molte persone dei quartieri più poveri non possono _____________ tra
mangiare una mela o una cioccolata piena di zuccheri, tra un'insalata o le patatine fritte, perchè nei
negozi le mele e l'insalata non ci sono! A Chicago, per esempio, più di mezzo milione di persone
vive in quartieri senza luoghi dove comprare frutta e verdura fresca ma pieni di fast food. Quartieri
come questi si chiamano in inglese “food desert”, cioè posti dove è impossibile trovare cibo sano
senza avere la macchina. Queste persone potrebbero andare in un supermercato più lontano. È vero,
il problema è che molte persone che vivono in questi quartieri non possono permettersi la macchina
perchè non hanno abbastanza soldi per pagare benzina, assicurazione, ecc...

Decidere di mangiare un cibo sano o un cibo grasso, quindi, non è sempre una scelta __________.
Di conseguenza, non basta parlare di fare diete o di fare sport: bisogna anche permettere a tutti di
poter comprare cibo sano.

[Liberamente tratto, modificato e semplificato da A. Coppola, Apocalypse Town, E. Schlosser, Fast food nation,
R. Patel, I padroni del cibo]

INSERISCI QUESTE PAROLE NELLO SPAZIO GIUSTO!

scegliere – dimensioni - probabilità - prezzi – frutta - obese –

personale - grassi - quartiere – povera - percentuali – adulti -

incapacità – generazione - pasti

3
SCRIVI SE LA FRASE È VERA O FALSA.

1. Il testo parla del problema della fame nel mondo.

2. Il testo parla del problema delle diete negli Stati Uniti.

3. Il testo parla del problema dell'obesità legato alla cattiva alimentazione.

4. Secondo il testo, se una persona è obesa è solo colpa sua.

5. Secondo il testo, solo chi vive in quartieri dove ci sono molti supermercati ha più possibilità di
ingrassare.

6. Secondo il testo, i poveri si ammalano di più per problemi legati all'alimentazione.

7. I food desert sono posti in cui non si trova niente da mangiare


posti in cui non ci sono ristoranti o fast food
posti in cui non c'è la possibilità di comprare cibo sano

NEL TESTO C'È UN VERBO AL CONDIZIONALE: QUALE?? ________________________

4
QUALI IMMAGINI POSSIAMO USARE PER ILLUSTRARE QUESTO TESTO?
SCEGLI LE IMMAGINI CHE SECONDO TE VANNO BENE E SPIEGA PERCHE'
(ORALE + SCRITTO)

[immagine tratta da http://grist.files.wordpress.com/2011/02/store-food-desert-junk-food-beth-hoffman-616.jpg]

[immagine tratta da http://farm7.static.flickr.com/6136/5974559044_48bd334fd4.jpg]

[immagine tratta da http://www.constructionweekonline.com/pictures/desert_1.gif]

5
[immagine tratta da http://www.my-basket.it/wp-content/uploads/2013/05/Hakeem-650x330.jpg]

[immagine tratta da http://www.uisp.it/vallesusa/files/principale/CORSI E ATTIVITA/ginnastica-dolce.jpg]

[immagine tratta da http://images1.wikia.nocookie.net/__cb20090624074128/paesaggioix/it/images/7/75/Linea_parco_parco_giochi.jpg]

[immagine tratta da http://static.pourfemme.it/pfmamma/fotogallery/625X0/10909/bambini-obesi-malattia.jpg]

6
SECONDO GLI AUTORI DI QUESTO TESTO (scegli le risposte giuste):
una persona può sempre scegliere cosa mangiare.
essere obesi dipende da noi stessi ma anche dal posto in cui viviamo.
è impossibile che le persone povere siano obese.
negli Usa l'obesità colpisce soprattutto i poveri, gli afroamericani e i latinos.
i fast food offrono cibo sano.
i fast food offrono cibo economico.
nei fast food le porzioni più grandi (per esempio i Menu Extra Large) costano poco di più di
quelle piccole.
ci sono quartieri negli Usa dove è impossibile comprare frutta e verdura.
nei food desert abitano soprattutto persone ricche.
nei quartieri poveri ci sono molti supermercati, così la gente compra molto, mangia molto e
ingrassa.
spesso i prodotti più grassi sono quelli che costano di meno e riempiono di più, e questo è un
problema per la salute.
chi non può mangiare cibi sani si ammala di più.
ridurre l'obesità è semplice: basta fare dieta e sport.
fare dieta e sport spesso non basta per diminuire l'obesità, bisogna cambiare i luoghi in cui le
persone vivono.
se le persone sono obese, il governo non ha nessuna colpa.

ADESSO RIASSUMI LA TESI (CIOÈ IL PENSIERO) DEGLI AUTORI DI QUESTO


TESTO. DEVI USARE QUESTE PAROLE ALMENO UNA VOLTA:
food desert – dieta – responsabilità – sano – scegliere – quartiere – povero – comprare –
supermercato – fast food
…............................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
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…............................................................................................................................................................

E TU CHE COSA PENSI DEL PROBLEMA DELL'OBESITÀ? SEI D'ACCORDO CON


QUELLO CHE É SCRITTO NEL TESTO OPPURE NO? PERCHÉ? SECONDO TE,
MANGIARE TROPPO O MANGIARE MALE É SEMPRE COLPA DELLA SINGOLA
PERSONA, OPPURE A VOLTE NO? (orale + scritto – scrivi almeno 200 parole)
…............................................................................................................................................................
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Note
Ancora consumo, questa volta di cibo. E ancora scelte individuali vs scelte collettive. Mentre i
media di regime ci parlano di diete, attività sportive, creme di bellezza, dunque di approcci
individuali al tema della salute (per non parlare degli stereotipi di bellezza/salute), può essere utile
spostare la riflessione dal piano individuale a quello collettivo: siamo sicuri che la “decisione” di
cibarsi in un certo modo, di fare o non fare sport, sia una scelta, e non sia invece determinata dalle
caratteristiche della città o del quartiere in cui viviamo e del sistema dei trasporti, dalle regole della
produzione e distribuzione del cibo dettate dal capitale globale, dal reddito che porta a mangiare
determinati cibi (quelli che “riempiono di più” vs quelli più sani), da lavori che erodono tempi di
convivialità e spingono a consumare cibi pronti? Le riflessioni che si aprono sono molteplici, fino a
ragionare su esempi positivi di riuso degli spazi urbani, orti autogestiti, palestre popolari...

9
8
NEW YORK, LAVORATORI DI MCDONALD'S IN SCIOPERO!
In sciopero i dipendenti dei fast-food.
Anche a Manhattan le paghe sono solo di 7 euro l'ora.
10 dicembre 2012

Dopo gli scioperi nella catena di supermercati WalMart, tutti i fast-food di New York (McDonald's,
Burger King, Taco Bell e tanti altri) _________________ in agitazione. “Abbiamo paura delle
ritorsioni”, dicono i lavoratori, “ma con sette dollari l`ora non portiamo cibo sulle nostre tavole!”.

Dopo la lunga serie di scioperi ai supermercati Walmart, il lavoratori di fast food di tutta New
York______________________ alla giornata di scioperi con decine di iniziative in tutta la città. È il
debutto del «Fast Food Organizing Committee», una organizzazione che chiede migliori condizioni
di lavoro e la fine delle rappresaglie antisindacali. Infatti, sono frequenti le minacce di
licenziamento e le ritorsioni contro chi si organizza in sindacato. La rete non include solo lavoratori
di McDonald`s ma anche di Burger King, Pizza Hut, Taco Bell, KFC, Wendy`s, Domino`s e Papa
John`s.
L`obiettivo è coinvolgere tutti i 50000 lavoratori che lavorano nel settore a New York. «Vogliamo
decine di negozi in tutta la città bloccati dagli scioperi in contemporanea» dice il sindacalista
Jonathan Westin.
Pagami di più!
«Buongiorno! Oggi sono in sciopero!», grida Darryl Young su un affollato marciapiede di

1
Manhattan. Sono le sette del mattino e i lavoratori di McDonald`s _______________________
sulla Madison Avenue. «Vuoi sapere perché sciopero? Sette dollari e venticinque». Young lavora da
due anni presso McDonald, ma guadagna solo 7,25 dollari l'ora, il salario minimo dello Stato di
New York. «Non riesco a mantenere le mie due figlie», spiega. «Molti miei colleghi sono supportati
dall'assistenza sociale. Devono chiedere aiuti per la casa e buoni-pasto per i figli, mentre la società
per cui lavoriamo fa miliardi di profitto». Due mesi fa ________________________
all'organizzazione e _____________________ i colleghi nel sindacato. Tra i lavoratori circola una
petizione che chiede 15 dollari l`ora e il diritto di organizzarsi in sindacato senza subire ritorsioni.
E' anche quello che chiedono i dipendenti della catena di supermercati Walmart.
Molti immigrati latinoamericani impiegati nei negozi non parlano inglese. Diego Delgado, un
immigrato colombiano, non sa l'inglese e parla attraverso un interprete. Formalmente è un manager
del negozio, ma questo significa solo che non ha un orario fisso. Dopo tre anni da McDonald`s,
guadagna solo 8 dollari e mezzo all'ora.

Young ci confessa di sentirsi «un po` nervoso» a scioperare oggi. Ma ______________ il coraggio
perchè ___________________ che «porto avanti la mia lotta già ogni giorno, quando mi sveglio la
mattina e vado verso un lavoro che non voglio fare». In seguito all`attività sindacale, l'azienda
____________________ alcuni lavoratori. E si temono nuove ritorsioni dopo lo sciopero di oggi.
Irania Sanchez fa parte del gruppo «Make the Road». È un`immigrata latinoamericana, anche lei
non parla inglese e ha bisogno di un interprete. ____________________ alla manifestazione per
sentirsi più vicina al ricordo di suo fratello. «Lavorava da McDonald`s», racconta. «Le domande di
lavoro aumentavano sempre, così lui doveva svolgere sempre nuovi compiti per non essere
licenziato. Non importava a nessuno se lui aveva sempre lavorato bene». Alla fine
___________________ di cancro e l'impresa lo ________________________ .

I manifestanti ____________________ di convergere in Times Square. «Vogliamo coinvolgere più


lavoratori possibile», dicono gli organizzatori. «Tutti abbiamo paura, ma dobbiamo farlo perchè con
sette dollari l`ora non riusciamo a portare il cibo sulle nostre tavole».
Intanto la rete sindacale _______________________ : adesso partecipano anche i lavoratori degli
autolavaggi e dei piccoli supermercati.

[Tratto e semplificato da "New York, i lavoratori di McDonald`s in sciopero", Labornotes.org terrelibere.org, 10 dicembre 2012,
http://www.terrelibere.org/4592-new-york-i-lavoratori-di-mcdonalds-in-sciopero ]

2
Inserisci questi verbi nel posto giusto!

ha trovato - ha sospeso - ha pensato - hanno partecipato - ha licenziato - hanno deciso


- sono entrati - ha coinvolto - è venuta - si è allargata - ha aderito - si sono radunati -
si è ammalato

Rispondi alle domande


1. Questi lavoratori di quale paese sono? …..........................................................................................
2. Loro che cosa vogliono? Perchè? …..................................................................................................
…............................................................................................................................................................

Nel testo ci sono alcune parole un po' difficili. Secondo te che cosa vogliono dire?
Prova a rileggere il testo e scegli quale può essere il sinonimo (= parola con lo
stesso significato) giusto.
catena di supermercati = gruppo di supermercati parte di un supermercato

agitazione = calma movimento

ritorsioni = aiuti vendette

debutto = inizio fine

rappresaglie = vendette consigli

include = comprende rimane

in contemporanea = ai nostri giorni nello stesso tempo

affollato = vuoto pieno

supportati = aiutati impiegati

profitto = spese guadagni

petizione = richiesta diploma

convergere = riunirsi sedersi

3
Completa la tabella!
PASSATO PROSSIMO (ieri) PRESENTE (oggi)
oppure
PASSATO REMOTO (ieri)
lui ha trovato lui trova (presente) – lui trovò (passato remoto)
lui ha sospeso
lui ha pensato
loro hanno partecipato
lei ha licenziato
loro hanno deciso
loro sono entrati
lui ha coinvolto
lei è venuta
lei si è allargata
lui ha aderito
loro si sono radunati
lui si è ammalato

L'articolo che hai letto è del dicembre 2012. Secondo te, dopo due
anni, cosa è successo? Lo sciopero è continuato o si è fermato? I lavoratori sono
riusciti ad ottenere un aumento del loro salario oppure no? Secondo te, durante gli
scioperi ci sono state persone ferite, uccise o arrestate dalla polizia? (orale + scritto –
scrivi almeno 80 parole)
Secondo me, …......................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................

4
L'articolo qui sotto parla sempre degli scioperi dei lavoratori dei fast food ma è più
recente (= nuovo): è di settembre 2014.
Prova a leggerlo. Non devi capire tutte le parole, devi solo capire abbastanza per
rispondere a queste domande:
1. I lavoratori hanno scioperato ancora dal 2012 a oggi? si no
2. In quali città adesso i lavoratori dei fast food adesso prendono 15 dollari all'ora?
….....................................................................................................................................
3. I lavoratori sono riusciti a cambiare la legge dello Stato sul salario minimo?
si no

Fast strike negli Stati Uniti.


Si sciopera per la seconda volta, dopo maggio
Martedì, 02 Settembre 2014 16:58 - Redazione Contropiano

Per giovedi prossimo, 4 settembre, è stato


convocato un nuovo sciopero dei lavoratori dei
fast food statunitensi. L'obiettivo dichiarato è
l'aumento a 15 dollari all'ora del salario minimo.
Gli organizzatori hanno annunciato che i
lavoratori in agitazione in un centinaio di città
statunitensi hanno intenzione di dar vita a una
"disobbedienza civile non violenta" per
richiamare l'attenzione sulle loro richieste.
A luglio, la riunione ampia dalla commissione
nazionale dei lavoratori dei fast-food con il voto di
1.300 persone, aveva deciso di passare alla disobbedienza civile per far crescere
l'attenzione e la pressione sulle aziende come i colossi McDonald's e Burger King.
"Invocano la storia dei diritti civili per perorare la loro causa: il lavoro va pagato 15 dollari
all'ora e le aziende devono riconoscere il sindacato" ha detto al New York Times Mary Kay
Henry, la presidente del Service Employees International Union, il sindacato dei lavoratori
delle catene commerciali e dei servizi (oggi il maggior gruppo di lavoratori negli Usa).
"Giovedi, siamo pronti farci arrestare per dimostrare il nostro impegno nella lotta per i 15
dollari" ha dichiarato Terrence Wise, un dipendente del Burger King a Kansas City.
Mary Kay Henry ha sottolineato come la mobilitazione abbia già spinto la città di Seattle ad
adottare il salario minimo di $ 15 e che anche San Francisco sta considerando una mossa
simile. La campagna ha contribuito anche a convincere il distretto di Los Angeles a firmare
un contratto per i 20mila lavoratori delle caffetterie, i custodi e altri addetti ai servizi che
vedrà aumentare la loro paga, ora spesso a 8 o 9 dollari l'ora, a 15 dollari entro il 2016.
Le aziende di fast-food e gli operatori in franchising hanno più volte dichiarato che la paga
di 15 dollari all'ora è irrealistica e spazzerebbe via i profitti di molti ristoranti. Molti datori di
lavoro hanno minimizzato la portata dello sciopero, affermando che solo un piccolo gruppo
di lavoratori ha partecipato alla precedente protesta, con un impatto molto basso

5
sull'attività. La raccontano molto diversamente i lavoratori, secondo cui la protesta di
maggio ha investito i fast food di almeno 150 città, molti dei quali sono stati costretti a
chiudere per alcune ore. A maggio la protesta dei lavoratori dei fast food coinvolse anche
una trentina di altri paesi in tutto il mondo. Sono ormai due anni che i lavoratori statunitensi
stanno lottando per avere un salario di almeno 15 dollari all'ora, mentre il salario minimo
federale continua ad essere fissato a 7,25 dollari l'ora, e così viene applicato dalla maggior
parte delle catene commerciali.
[Tratto da http://contropiano.org/articoli/item/26082]

Leggi anche l'articolo qui sotto. Anche qui non devi capire tutto, devi solo capire
abbastanza per rispondere a queste domande:
1. La polizia ha ucciso qualcuno? si no Quante persone? …........................
2. La polizia ha arrestato qualcuno? si no Quante persone? …........................
3. In quali città è successo? …........................................................................................
….....................................................................................................................................

Usa. Oltre 100 arresti per lo sciopero nei fast-food


Venerdì, 05 Settembre 2014 06:58 - Redazione Contropiano

È salito ad oltre 100 il numero dei manifestanti arrestati negli Stati Uniti nel corso dello
sciopero nazionale dei lavoratori dei fast food. Sciopero indetto per chiedere l'aumento del
salario minimo a 15 dollari l'ora (quasi 12 euro).
Alla ventina di persone fermate a New York per aver bloccato Times Square, si
aggiungono almeno 42 arresti a Detroit e 23 a Chicago, vicino alla quale si trova il
quartiere generale di McDonald's. Si registrano una decina di fermi anche a Las Vegas e
manifestanti finiti in manette a Los Angeles, Indianapolis, San Diego e Little Rock.

6
Gli arresti sono stati per lo più compiuti per interruzione della circolazione stradale, un
"reato" che la dice lunga sugli spazi democratici negli Stati Uniti.
[Tratto da http://contropiano.org/articoli/item/26133]

Secondo te, questi lavoratori hanno ragione a scioperare? Perchè? La polizia ha


arrestato alcuni di questi lavoratori che facevano sciopero: secondo te è giusto? Perchè? (orale +
scritto – scrivi almeno 150 parole)
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7
Note
Parliamo di fast food, in collegamento con il tema cibo/salute affrontato nell'unità precedente, ma
soprattutto di lavoro, diritti, lotte dei lavoratori appunto come modalità collettive e conflittuali di
trasformazione della realtà esistente (in opposizione al ripiegarsi su se stessi), riprendendo dunque
argomenti affrontati parlando della produzione di abbigliamento e anticipando l'unità successiva,
che tratta anch'essa una lotta sindacale quantomai attuale. Questa unità dà inizio dunque ad una
serie di unità che trattano di esempi di modalità di lotta realmente attuate: la resistenza e l'azione
diretta per il cambiamento sono possibili! Compare anche il tema della repressione che verrà ripreso
più avanti.
Dal punto di vista didattico, è presente un'attività nuova: la lettura e comprensione di un testo
autentico, non semplificato, in cui attuare la tecnica dello scanning (lettura veloce per reperire il
senso generale del testo e alcune informazioni di base).

8
9
I
TAL
IA:
LAVORAT
ORII
NSC
IOPE
RO!

Guarda questo video: http://www.youtube.com/watch?v=wRW50SA39V8

Ora rispondi alle domande:

1. Questi lavoratori protestano contro una azienda: quale? …..............................................................

2. Loro in quale città stanno facendo la manifestazione? ….................................................................

3. Come si chiama il loro sindacato? ….................................................................................................

4. Questi lavoratori stanno facendo sciopero perchè all'interno di questa azienda ci sono diversi
problemi (almeno 4). Quali?
1. …................................................................................................................................................
....................................................................................................................................................
2. …................................................................................................................................................
....................................................................................................................................................
3. …................................................................................................................................................
....................................................................................................................................................
4. …................................................................................................................................................
....................................................................................................................................................

Nelle interviste loro dicono queste parole. Che cosa significano? In coppia/gruppo provate a
spiegarle!
- contratto collettivo nazionale: ….........................................................................................................
…............................................................................................................................................................
- straordinario: …...................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
- delegato sindacale: …..........................................................................................................................
…............................................................................................................................................................

1
E tu hai mai fatto sciopero? Se sì, racconta! (dove, quando, perchè, cosa è successo durante lo
sciopero, cosa avete ottenuto) (orale + scritto)
Se non hai mai fatto sciopero, perchè non l'hai mai fatto? Secondo te, è utile fare sciopero o no? In
quale caso faresti sciopero? (orale + scritto)
…............................................................................................................................................................
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Laureati, precari e al nero
Pubblicato da Roberto Ciccarelli il 21 marzo 2013 alle 07:39

L'Italia è ultima in Europa per percentuale di laureati. Dopo la laurea, solo un laureato su tre
ha trovato lavoro entro un anno. E chi lavora è sempre più precario. Di chi è la
responsabilità? Dell’università o delle imprese che non assumono personale qualificato?

A un anno dalla laurea lavora solo un laureato su tre. E chi lavora è sempre più precario o spesso
viene pagato in nero. La disoccupazione tra i laureati tra il 2010 e il 2011 è aumentata del 4%,
passando dal 19 al 23%.

Dieci anni fa tutti dicevano che per trovare un buon lavoro bisognava avere la laurea e il Master.
Poi, però, hanno detto che ci sono troppi laureati, che nessuno vuole più fare i lavori manuali.
Hanno detto che la laurea non serve per trovare un lavoro stabile e con uno stipendio buono.

Le aziende dicono che è colpa della scuola. Dicono che la scuola non sa trasmettere i valori del
mondo del lavoro. Ma non dice quali valori: forse sono quelli di accontentarsi dei salari ridotti?

In realtà, il problema non è che ci sono troppi laureati. Infatti in Italia oggi solo il 26-27% delle
persone tra i 30 e i 35 anni sono laureate. Insieme alla Romania, l’Italia è il paese con meno
laureati d’Europa.

Il problema non sono neanche la scuola o l'università: il problema è che le imprese piccole e medie
non assumono più, e soprattutto non hanno interesse a assumere personale qualificato.

Adesso i laureati che lavorano guadagnano poco più di mille euro. Gli ingegneri guadagnano di più
(1.748 euro al mese), gli insegnanti sono i più poveri (1.122 euro). I laureati non guadagnano
abbastanza, e non guadagnano in maniera duratura. Quindi non versano sempre i contributi,
perciò in cambio, non riceveranno una pensione, un sussidio di disoccupazione, un reddito di
base.

[Tratto e semplificato da http://www.roars.it/online/figli-della-bolla-formativa-laureati-precari-e-al-nero/ ]

1
RISPONDI ALLE DOMANDE

1. L'articolo parla degli studenti che non sanno quale università scegliere
dei lavoratori che perdono il lavoro
dei laureati che non trovano lavoro

2. Una persona è “laureata” quando …..................................................................................................

3. In Italia, quante persone tra i 30 e i 35 anni sono laureate? Secondo l'articolo, è un numero alto o
basso? …................................................................................................................................................

4. Alla fine degli studi, quanti laureati trovano lavoro? un laureato su 10


un laureato su 3
3 laureati su 10

5. Quelli che trovano lavoro, trovano lavori stabili


lavori ben pagati
lavori non fissi

6. Tra i laureati, la disoccupazione è cresciuta o è diminuita dal 2010 al 2011? …...............................

7. Quale è lo stipendio medio di un laureato? Chi guadagna di più? Chi guadagna di meno?
…............................................................................................................................................................

8. Quali problemi avranno queste persone in futuro? …........................................................................


…............................................................................................................................................................

9. Secondo l'articolo, la colpa di questa situazione è


delle imprese, perchè non danno lavoro ai laureati
della scuola, perchè non permette di imparare un lavoro

Sei d'accordo con l'opinione di questo giornalista? Secondo te, se un laureato non trova lavoro, di

chi è la colpa? (orale + scritto – scrivi almeno 80 parole)

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2
Descrivi quello che vedi in queste foto (chi sono queste persone, cosa stanno facendo, perchè).

Sei d'accordo con le parole scritte oppure no? (orale + scritto)

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Nell'articolo si parla anche della scuola. Scrivi 5 elementi positivi della scuola e 5 elementi negativi.

Elementi positivi Elementi negativi

La scuola a che cosa serve? In coppia/gruppo pensate a questa domanda, poi riportate (= raccontate,

dite) la vostra opinione ai compagni. Discutete insieme.

Poi scrivete la vostra opinione (almeno 100 parole)

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4
• Per ragazzi/e: Alla fine della scuola superiore, gli studenti scelgono se continuare gli studi

all'università oppure cercare un lavoro. Molti studenti scelgono di frequentare l'università e,

intanto, di lavorare. A te cosa piacerebbe fare? Per quali motivi tu sceglieresti di frequentare

l'università? E invece, perchè sceglieresti di cercare subito lavoro? Secondo te, quali

difficoltà avresti in un caso o nell'altro? [scrivi almeno 150 parole]

• Per ragazzi/e e adulti: Il tuo fratello minore non sa se iscriversi all'università oppure cercare

subito un lavoro. Scrivi a tuo fratello due e-mail:

- nella prima e-mail, gli consigli di frequentare l'università e gli spieghi perchè. [scrivi

almeno 90 parole]

- nella seconda e-mail, gli consigli di cercare subito un lavoro e gli spieghi perchè. [scrivi

almeno 90 parole]

5
Note

Parliamo sempre di lavoro: dopo i diritti dei lavoratori nelle fabbriche, nei fast food e nella

logistica, arriviamo ai temi della precarietà e di un sistema scolastico che non solo non è più in

grado di permettere mobilità sociale, bensì che sforna più che in passato precarietà e lavoro

malpagato, completamente asservito alle esigenze delle imprese che cercano lavoratori usa-e-getta,

sempre disponibili e formati quanto basta per compiti o poco qualificati o iperspecializzati.

Questo può servire come spunto anche per riflettere sulle caratteristiche intrinseche al sistema

educativo di massa a cui siamo abituati, creato per fornire manodopera al capitale, sulle ingerenze

del privato nel sistema di istruzione pubblico, su vantaggi e svantaggi di costosi (in termini di

denaro ma anche di tempo-vita) percorsi iper-specializzanti che non garantiscono occupazione e

reddito.

6
11

Le sigarette della prof Déspina


Mauro Faroldi|17 novembre 2012 |

Dalla Grecia, la storia di Déspina, docente universitaria impoverita, alle prese con
condomini solidali, doposcuola popolari, banche del tempo spontanee, utili per scambiare
qualche sigaretta con lezioni di inglese. Nella “crisi”, si diffondono comportamenti solidali e
piccole reti di condivisione, poco visibili ma molto importanti!

Déspina abita a Kypséli, un quartiere di Atene non lontano dal centro. Si è sviluppato
come quartiere abitato da impiegati e piccoli commercianti. Le sue strade sono strette, non
certo pulite, invase da macchine mal parcheggiate e così fittamente disposte che spesso
per un pedone è difficile trovare un varco per attraversare la strada. Palazzi costruiti
recentemente si alternano a costruzioni degli anni ’60. All’epoca, quando Atene iniziava il
suo sviluppo frenetico, erano costruzioni ambite; oggi sono abitate solo da anziani
pensionati e da migranti.

Déspina sta in un palazzo moderno; è una donna colta e gentile e da trent’anni insegna
inglese al Tefaa, la facoltà universitaria di educazione fisica. Ha vissuto in Inghilterra per
parecchi anni: il suo inglese è perfetto! Inoltre, per passione ha imparato il turco e ha
tradotto in greco alcuni romanzi di un amico conosciuto a Izmir.
La crisi l’ha messa in ginocchio. Il suo stipendio è stato ridotto del 40 per cento, la sua
tredicesima e la sua quattordicesima sono state soppresse, e andrà in pensione a
sessantasette anni con un assegno inferiore ai mille euro che riceve adesso per il suo
lavoro. Mille euro sono pochi, ma comunque molti rispetto al salario base, che è stato
abbassato per legge a 22 euro al giorno.

Déspina ha imparato a non lamentarsi di questa situazione. E’ solidale e comprende chi


scende in piazza a protestare, ma è del parere che sia necessario fare anche qualcosa di

1
immediato. Nel quartiere, spontaneamente, è nata una rete di solidarietà sociale. Ognuno
dà quello che può dare, e riceve sempre qualcosa in cambio.
Déspina dà lezioni d’inglese ai figli del signor Níkos, il proprietario di un negozietto che è
all’angolo della strada e dove si può trovare di tutto. Lo fa in cambio delle sigarette: non
potrebbe mai rinunciare al tabacco! Due volte la settimana Déspina va anche al «Ritrovo
della Solidarietà». Insegna al doposcuola per figli dei disoccupati e contribuisce a
raccogliere cibo, vestiti e fondi per chi è rimasto senza lavoro e rischia di rimanere per
strada perché non è in più grado di pagarsi l’affitto. Lo fa molto volentieri e vorrebbe
andarci di più ma proprio non può, e di questo si sente in colpa. In fondo si sente una
«privilegiata»…

I suoi rapporti con i vicini di casa sono cambiati, e sembra di essere tornati a tanti anni fa,
quando le porte del condominio erano aperte e si andava a vedere la televisione in casa
dei fortunati che la possedevano. Ogni mese, nello scantinato a pian terreno dove di solito
si tengono le riunioni di condominio, tutti si ritrovano e ognuno porta qualcosa che non gli
è utile e cerca di scambiarla con qualche oggetto di un vicino di casa. Nella “crisi”, la gente
dà più importanza alle cose, consuma meno e pensa di più.

(Tratto e modificato da http://comune-info.net/2012/11/le-sigarette-della-professoressa-despina/ )

Nel testo ci sono alcuni rettangoli bianchi. Inserisci in ogni rettangolo il titolo giusto! Attento, ci sono
tre titoli in più!!
• Non si piange, ci si organizza!
• Tutti insieme per salvare gli animali del mare!
• Una donna come tante
• Le proteste degli studenti
• Aprono nuovi negozi!
• Un quartiere come tanti
• Nella “crisi”, non tutto e' negativo!

Come è cambiata la vita di Déspina a causa della “crisi”?


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Che cosa ha scelto di fare per combattere questi problemi?


vendere i suoi gioielli
affittare la sua casa
scambiare la sua casa con una casa in un altro quartiere
protestare in piazza
scambiare oggetti o servizi con altri oggetti o servizi
chiudersi in casa

2
aiutare altre persone che, come lei, sono in difficoltà
trasferirsi nello scantinato
combattere i problemi insieme agli altri

Quindi, quali attività specifiche fa?


….........................................................................................................................................................
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Qui sotto ci sono alcune parole (si chiamano “aggettivi”) che possono servire per descrivere
Déspina e il quartiere dove vive. Sai che cosa vogliono dire?
In coppia con un compagno, abbina l'aggettivo con la definizione corretta!
un luogo in cui ci sono molte persone
una persona che non ha paura di rischiare
una persona che non ha più voglia di lottare
una persona che pensa agli altri
qualcosa che può provocare danni
una persona che non lascia soli gli altri nel momento del bisogno
una persona che sa inventare nuove cose
una cosa rotta o rovinata, oppure una persona così triste che non
riesce più a vivere
una persona che pensa solo a se stessa
una persona che ha molta energia
una persona che non ha mai voglia di fare niente
una persona che non ha fiducia nel futuro
una persona che ha paura, oppure qualcosa che fa paura
una persona che sa aspettare
un luogo dove c'è poco spazio
qualcuno con cui si ride e sta bene, oppure qualcosa che fa ridere e
stare bene
una cosa realizzata poco tempo fa
una cosa larga
una persona di età avanzata

ampio – coraggioso – pigro – energico – pericoloso – recente – affollato


– distrutto – rassegnato – altruista – paziente – pessimista – anziano
– solidale – pauroso – stretto – innovativo – divertente - egoista

3
Qui sotto trovate alcuni aggettivi. In coppia o in gruppo, scegliete quelli che potete usare per
descrivere:
1. il quartiere in cui Déspina vive
2. il carattere di Déspina
(Attenzione: sono tutti al maschile)

verde
coraggioso energico pericoloso
ampio giovane pigro recente
distrutto
vecchio
affollato
rassegnato
vivo
paziente generoso
povero altruista
pessimista
tranquillo
nuovo anziano
colorato triste
solidale
innovativo divertente
pauroso stretto
grigio
ricco egoista

Perchè avete scelto alcune parole ed altre no? Da quali frasi del testo avete capito quali parole
scegliere? Sottolineate ogni aggettivo che avete scelto con un colore diverso, poi sottolineate con
lo stesso colore le frasi nel testo che vi hanno aiutato a scegliere!

4
Nel testo ci sono alcune parole o espressioni sottolineate. In questa tabella ci sono dei sinonimi.
Inserisci nella tabella la parola del testo vicino al suo sinonimo.

desiderate
insegnante
troppo piene
che sa molte cose
eliminate
in situazione di difficoltà
impegnata in
soldi
spazio, buco
che sta meglio degli altri
gruppi in cui le persone dividono
con gli altri quello che hanno
diventata più povera
cantina
nate da sole
molto rapido
messe una attaccata all'altra

5
In questi ultimi anni di “crisi”, la vita di molti di noi è peggiorata: è più difficile trovare lavoro, è più
difficile avere un buono stipendio (spesso è difficile avere anche un cattivo stipendio!), è più difficile
poter avere una casa, fare una visita medica, ecc.... Nella tua vita è cambiato qualcosa? Racconta!
Secondo te, quali sono le cause di questa “crisi”? (orale + scritto)
….........................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................
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.............................................................................................................................................................
….........................................................................................................................................................

Hai letto che la prof. Déspina cerca in diversi modi di reagire alle difficoltà. Cosa pensi dei metodi
che ha scelto? Secondo te, è possibile cambiare la realtà in cui viviamo? (orale + scritto)
….........................................................................................................................................................
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.............................................................................................................................................................

6
Tutti noi possiamo fare diverse cose per cambiare la realtà in cui viviamo. Scegli tra queste idee
cosa è più utile o meno utile secondo te.

per niente utile un po' utile molto utile


fare sciopero
votare alle elezioni
riciclare i rifiuti
non usare mezzi di trasporto inquinanti
scambiare cose usate con un amico
scambiare cose usate in un mercatino
dell'usato
comprare solo prodotti biologici
organizzare/partecipare a incontri pubblici su
argomenti di attualità
organizzare/partecipare a manifestazioni
pubbliche
fare graffiti (= scritte sui muri)
comprare solo prodotti fatti da lavoratori ben
pagati
fare volontariato per il Comune
guardare la tv
scrivere/distribuire volantini sui problemi dei
lavoratori ecc...
fare musica
scrivere
iscriversi a un sindacato
boicottare (= non comprare i prodotti di) una
impresa che non rispetta i lavoratori
leggere/studiare

Spiega il perchè della tua scelta e discuti con i compagni.


Ti vengono in mente altre cose che si possono fare? Cosa? (orale + scritto)
….........................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................
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.............................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................

7
Note
In questa come nelle quattro unità seguenti sono presentate modalità di costruzione di
spazi, tempi e strumenti di resistenza e lotta: lo scopo è mostrare come, attraverso la
riappropriazione di spazi abitativi, di luoghi e modalità di interazione anche culturale, la
ricostituzione di reti di solidarietà nella lotta, in opposizione alle dinamiche assistenziali e
elemosinanti, sia possibile creare percorsi di vita, produzione e consumo altri rispetto a
quelli con cui il sistema vuole addomesticarci. Le attività proposte mirano dunque a far
emergere opinioni circa questi esempi di lotta quotidiana.
Lo scopo è anche riflettere sulla modalità individuale vs collettiva dell'agire quotidiano.
Questo è il senso, per esempio, della tabella qui sopra sulle “azioni utili”: acquistare
prodotti biologici, magari commercializzati da una multinazionale, in un supermercato ha
valenza ben diversa dal fare parte, che so, di un collettivo di autoproduzione. Nel
momento in cui il capitale globale cerca di appropriarsi delle tematiche del solidale, del
biologico, della produzione di prossimità, si tratta di riflessioni niente affatto scontate.

8
12

Una palestra di democrazia ribelle


Bartolo Mancuso|19 novembre 2012 |1 Commento

In pochi mesi un gruppo di cittadini romani, soprattutto precari, ha occupato e recuperato


uno spazio pubblico abbandonato nel quartiere San Giovanni per restituirlo alla città. Si
chiama “Scup”, cioè «Sport e cultura popolare»: dentro c'è una palestra, ma anche
un’osteria, una biblioteca, una scuola popolare, corsi di lingua, uno spazio bimbi, uno
sportello di consulenza psicologica, una web radio e, dal 2 dicembre, anche un mercato di
economia solidale e popolare.

Siamo a Scup, il centro di sport e cultura


popolare nato dall’occupazione di un
edificio pubblico a San Giovanni, a pochi
metri dall’ingresso della tangenziale, in
via Nola 5.
Si tratta di uno spazio che era di proprietà
del Ministero dei Trasporti. L'edificio è
stato venduto ad un’azienda finta.
Era il 12 maggio. A sei mesi di distanza,
qui è sorta una palestra, un’osteria, una
biblioteca, una scuola popolare, corsi di
lingua, uno spazio bimbi, uno sportello di consulto psicologico, una web radio e a
breve un mercato popolare. Tanti progetti diversi, uniti da un'idea: produrre servizi
sportivi e culturali a prezzi popolari e dare nuovi spazi al quartiere.
Chi ha preso la decisione di occupare uno spazio abbandonato nel centro di Roma?
Sono gli emarginati al tempo della austerity: persone qualificate e titolate, istruttori
sportivi e operatori dello sport, della cultura e della comunicazione, ma anche
psicologi, cuochi, idraulici, muratori. Persone che parlano le lingue, che conoscono i
segreti dei computer.
Non sono ragazzini: l’età media a Scup è sopra i trent’anni. Sono persone che, anni
fa, in un paese normale, avrebbero avuto un lavoro importante, avrebbero dimostrato
il loro valore.
Ora, in una Europa dove sei solo un costo, l’occupazione diventa un'azione di
emancipazione sociale.
A Roma ci sono altri spazi occupati, per esempio il Cinema Palazzo e il Teatro Valle
Occupato.
La pratica dell’occupazione di spazi sociali diventa sempre più importante e si allarga
a tutte le persone interessate ai temi della cultura popolare, dello sport popolare.
Si tratta di liberare, moltiplicare e redistribuire tutta quella ricchezza umana ma anche
economica bloccata, non utilizzata. Si tratta di strappare gli spazi abbandonati dallo

1
Stato o dai privati, che vogliono usarli solo per guadagnare. Lo scopo è trasformare
questi spazi in beni comuni, luoghi di benessere per tutti.

[Tratto e semplificato da http://comune-info.net/2012/11/una-palestra-di-democrazia-ribelle/ ]

RISPONDI ALLE DOMANDE

1. Che cosa significa “Scup”? Dove si trova? …...................................................................................


…............................................................................................................................................................

2. Che cosa c'è a Scup? una palestra


un cinema
una biblioteca
un supermercato
una scuola
un negozio di computer
una radio online
uno studio medico
un servizio psicologico
una banca

3. Chi sono le persone che hanno creato Scup? Quanti anni hanno? Che lavori fanno? Lavorano in
modo stabile o in modo precario?..........................................................................................................
…............................................................................................................................................................

4. Questo edificio prima che cosa era? …..............................................................................................


…............................................................................................................................................................

5. Queste persone hanno occupato questo edificio. Che cosa significa secondo te? ….........................
…............................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................

2
6. Perchè queste persone hanno occupato questo edificio?
perchè non sapevano cosa fare
perchè era un edificio vuoto e inutilizzato
perchè vogliono comprarlo e poi venderlo
perchè vogliono un posto solo per loro
per abitarci
per creare un posto dove la gente sta insieme in modo libero

Secondo queste persone, questi spazi inutilizzati devono essere usati dalle persone
per creare posti dove tutti possono stare insieme e fare delle attività insieme in modo gratuito. Che
cosa pensi di questa idea? Nella tua città ci sono spazi occupati per questi motivi? (orale + scritto -
scrivi almeno 100 parole)
…............................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
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................................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................

3
Nel testo ci sono alcune parole sottolineate in giallo. Usa queste parole per completare il cruciverba!

Orizzontali
5. aiuto, consiglio
6. parola inglese che significa "austerità", cioè misure economiche che portano sacrifici per la popolazione
e tagli ai servizi pubblici
7. liberazione di se stessi
8. distribuire in un altro modo

Verticali
1. persone che la società non vuole, che esclude
2. luogo in cui si mangiano cibi buoni ma poveri e poco costosi
3. persone che non hanno un lavoro stabile
4. persone che hanno titoli universitari

4
13
OCCUPIAMO LA CULTURA!

Guarda questo video e rispondi alle domande.


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=p2DnYUoe5do

1. Che cosa hanno fatto queste persone?


hanno comprato un teatro
sono andate a uno spettacolo teatrale
hanno occupato un teatro

2. Dove è successo? A Milano


A Roma
A Firenze

3. Quando? …............................................

4. Come si chiama questo teatro? …..................................................

5. Quando è stato costruito questo teatro? 6 anni fa


60 anni fa
30 anni fa
300 anni fa
600 anni fa

6. In Italia, ci sono altri teatri o luoghi culturali occupati? Quali? Dove?


….................................................................................................................................
....................................................................................................................................
....................................................................................................................................
....................................................................................................................................

1
Guarda un'altra volta il video e rispondi a queste domande.

7. Queste persone si presentano. Ascolta e completa!


“Siamo________________ e lavoratori dello spettacolo, cinema, ____________,
_______________, artisti, tecnici, operatori, ______________, _________________ e
intermittenti.”

8. Un ragazzo dice che sono “esasperati”. Che cosa significa?


che sono annoiati
che non hanno una casa
che non possono più sopportare una situazione
che non vogliono più lavorare

9. Che cosa significa secondo te “intermittenti”?


che non lavorano
che hanno un lavoro fisso
che hanno un lavoro precario

********* ********* *********

I BENI COMUNI
Nel video si parla di “beni comuni”. Nel sito internet del Teatro Valle Occupato
c'è questa definizione di “beni comuni”:

“I beni comuni sono una pratica (= azione) politica, una forma dell’agire (= fare)
collettivo (= di tutti insieme, di un gruppo).
La politica dei beni comuni diffonde (= allarga, rende più largo) il potere, invece di
concentrare il potere nelle mani di poche persone.
I beni comuni si conquistano, non sono mai dati. I beni comuni esistono quando un

2
insieme rilevante (= numeroso) di persone se ne riappropria (= li riprende)
fisicamente, se ne prende cura e li restituisce alla collettività (= a tutte le persone).
“Comune” è diverso da “pubblico”. “Pubblico” fa pensare allo Stato, al governo. I beni
comuni invece non si amministrano dall’alto, si autogovernano (= si governano da
soli). Questo perchè il controllo dello Stato e delle amministrazioni non genera (=
dà) democrazia reale e partecipazione delle persone.
I beni comuni non sono una zona neutra né pacificata (= dove c'è pace sociale).
Sono veri e propri campi di conflitto (= di lotta sociale): conquistare e autogovernare
beni comuni – dalla cultura all'educazione, dall’acqua al paesaggio, al Teatro Valle
come in Val di Susa – è una risposta ai governi che svendono (= buttano via,
regalano) il patrimonio (= la ricchezza) artistico e paesaggistico.
I beni comuni non sono riconosciuti come categoria giuridica nel nostro paese, però
i nostri punti di riferimento sono l’articolo 43 e l’articolo 9 della Costituzione.
[Tratto e semplificato da http://www.teatrovalleoccupato.it/category/beni-comuni]

Scegli vero o falso.


1. Dire “beni comuni” e “beni pubblici” è la stessa cosa. V F
2. Una persona da sola può creare un “bene comune”. V F
3. I beni comuni si governano da soli, grazie alle persone, non sono governati dallo Stato.
V F
4. I beni comuni sono spazi e momenti dove le persone lottano per la propria idea di
futuro. V F
5. La Costituzione italiana riconosce i “beni comuni”. V F

Secondo questo testo, i beni comuni che caratteristiche hanno? Scegli (più di
una risposta)!
servono per guadagnare
sono collettivi
sono liberi dallo Stato
sono comandati dallo Stato
sono autogovernati
sono regalati dallo Stato alle persone
si basano sulle idee di vera democrazia e partecipazione

3
si basano sull'idea di gratuità
le persone, in gruppo, devono conquistarli da soli, nessuno te li regala
sono luoghi privati
sono luoghi in cui non si fa politica

Nel testo è scritto che i beni comuni sono “campi di conflitto”, cioè luoghi in cui si fa lotta
politica. Di solito la parola “conflitto” (e anche la parola “lotta) è usata in modo negativo.
Secondo te, qui è usata in modo positivo o negativo? …...................................................

E tu? Racconta/scrivi le tue esperienze e le tue idee! (orale +


scritto)
1. Sei mai andato a teatro? Quando? Dove? Che spettacoli hai visto? Ti è piaciuto?
Racconta!
Oppure, se non sei mai andato a teatro:
Perchè non ci sei mai andato? Ti piacerebbe andarci? Nel tuo tempo libero, quali posti
frequenti? Perchè?

2. Che cosa pensi dell'occupazione del Teatro Valle e di altri luoghi di cultura in Italia e nel
mondo? Secondo te, perchè questi artisti hanno occupato questo teatro? Secondo te, è un
fatto positivo o negativo?

4
Che cosa è successo poi al Teatro Valle? Leggi questo articolo. Non importa
capire tutte le parole, devi solo capire quanto basta per rispondere a questo
vero/falso:

1. Gli artisti sono ancora dentro al Teatro. V F


2. La polizia è arrivata e ha buttato tutti fuori. V F
3. Gli artisti hanno deciso di andare via dal Teatro per sempre. V F
4. Gli artisti hanno deciso di andare via dal Teatro per il momento. V F
5. Gli artisti hanno deciso di creare una specie di associazione per gestire il Teatro. V F
6. Il Comune di Roma trasformerà il Teatro in un hotel. V F
7. Il teatro ha preso fuoco. V F
8. Il Teatro è rimasto senza luce per 3 ore. V F
9. L'occupazione del Teatro Valle è durata 3 anni. V F
10. Il Comune di Roma chiuderà il Teatro Valle per sempre. V F

La metamorfosi del teatro Valle


di Roberto Ciccarelli
12 / 8 / 2014

Dopo tre anni è finita l'occupazione. Il 2 settembre primo incontro con il Teatro di
Roma sulla convenzione. Il racconto delle ultime ore di un inedito "auto-
sgombero". Ieri tutto è iniziato con una rappresaglia: l’Acea taglia la luce e mette
in pericolo il teatro.

Ore nove. Al teatro Valle auto-sgomberato domenica notte l’Acea interrompe


l’erogazione di corrente. Il più antico teatro della capitale resta al buio. Non
funzionano più gli allarmi anticendio. La corrente è stata ripristinata solo dopo tre
ore.

Lo Stato si è ripreso il suo «bene» dopo tre anni.

Gli occupanti hanno deciso di auto-sgomberare il Teatro per dare «vita a una nuova

5
fase costituente» di un’esperienza che dovrebbe portare la fondazione «teatro Valle
bene comune» (5600 soci per un capitale sociale complessivo di 250 mila euro) a
siglare una «convenzione» con il teatro di Roma. Per Giovanna Marinelli, assessore
alla cultura di Roma Capitale, questo sarà possibile solo le gli occupanti lasceranno
il teatro affinché il Comune di Roma riprenda possesso della struttura ed esegua i
lavori di messa a norma.

Gli ex occupanti hanno chiarito le altre richieste: «Vogliamo diventare custodi di


questo luogo».

Dopo gli ultimatum (“uscite il 31 luglio, poi il 10 agosto, oppure vi sgomberiamo”),


dopo il taglio della luce, il 2 settembre ci sarà il primo appuntamento con il direttore
del Teatro di Roma per scrivere la convenzione della nuova fondazione.

[Tratto e semplificato da http://www.globalproject.info/it/in_movimento/la-metamorfosi-del-teatro-

valle/17647 – tratto da Il Manifesto]

6
14
I FIGLI DI SAN BASILIO TORNANO A OCCUPARE:
RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ!
Posted on 11 aprile 2013 by bpm in Iniziative/mobilitAzioni,News e approfondimenti

Il 6 aprile 2013 centinaia di persone che fanno parte dei movimenti per il diritto
all’abitare hanno occupato una decina di palazzi vuoti a Roma.

In via Tiburtina 1070, all’altezza di San Basilio, 250 persone sono entrate in un
residence di proprietà dell’immobiliare I.C.M.C. Spa, finito di costruire più di due
anni fa, arredato in ogni stanza ma mai utilizzato.

Lo stabile è costruito sull’area di Gianni – un grosso proprietario terriero. Sembra


che su questo terreno ci sia una ipoteca della Banca Popolare di Milano.

Ipoteca: se il proprietario di un edificio deve pagare soldi a


un creditore (per esempio a una banca) ma non ha
abbastanza denaro, può usare l'edificio come garanzia per il
pagamento. In questo caso, mette l'edificio in ipoteca: è
ancora suo, ma non può più venderlo per un certo numero di
anni. Se non riesce a pagare, l'edificio diventa di proprietà
del creditore.

Il residence è costruito a ridosso di tralicci dell’alta tensione, per questo motivo


non avrebbe le autorizzazioni necessarie.

(Foto: http://www.indtech.it/?arg=62 )

Molti degli attuali abitanti, prevalentemente giovani coppie con uno o più figli,
provengono da San Basilio. Vivono in sovraffollamento in casa con i genitori,
arrivati nel quartiere con le occupazioni degli anni ottanta. Altri hanno subito lo
sfratto e a volte anche violenza fisica da parte dei proprietari. A qualcuno è stata
pignorata la casa dopo aver perso il lavoro.

Pignorare: quando una persona non può più


pagare il mutuo della casa alla banca, la banca
prende la sua casa.
[Tratto e semplificato da http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/?p=674]

1
RISPONDI ALLE DOMANDE

1. Completa la tabella

Cosa è successo?

Dove?

Quando?

Chi è stato?

2. L'edificio occupato è di proprietà dello Stato


è di proprietà di una impresa privata

3. L'edificio rispetta le leggi sulle costruzioni? Perchè? …...................................................................


…............................................................................................................................................................

4. Le persone che hanno occupato queste case hanno storie diverse. Possiamo dividere le persone
che hanno occupato questo edificio in 3 gruppi:

1. quelli che …............................................................................................................................


2. quelli che …............................................................................................................................
3. quelli che …............................................................................................................................

5. Cerca nel testo le parole che hanno lo stesso significato di quelle scritte qui sotto:

vicino, attaccato
soprattutto
che si occupa di edifici
quando troppe persone stanno
nello stesso posto
dalle parti di
di adesso
che servono
con i mobili
essere buttato fuori casa

2
GUARDA IL VIDEO E RISPONDI ALLE DOMANDE.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=TotkMM0-Vmc#at=75

1. Cosa vogliono queste persone? vivere da ricchi


vivere in modo dignitoso
vivere senza lavorare

2. Che cosa è successo al secondo uomo che parla? (scegli 3 risposte)


non poteva più pagare il mutuo
è stato in cassa integrazione
ha avuto lo sfratto
prende pochi soldi di pensione
ha perso i soldi al gioco
dormiva per strada

3. La signora con il ragazzino quanto prende al mese? ….......................


quanto pagava di affitto? ….....................
per quanti mesi non ha pagato l'affitto? ….......................

4. La ragazza con la maglia rosa quanto pagava di mutuo? …..................................


Chi ha perso il lavoro, lei o suo marito? …...........................................................
Adesso quanti soldi vuole la banca? ….................................................................

5. I genitori di questi ragazzi e ragazze sono d'accordo con questa occupazione?


si no
6. Racconta con le tue parole il video (chi c'è, dove sono, cosa hanno fatto, perchè,....).
(orale + scritto - scrivi almeno 80 parole)

3
Il testo che hai letto e il video che hai guardato parlano di occupazioni di edifici a scopo abitativo,
cioè per abitarci. Avevi mai sentito parlare di questo argomento? Conosci qualcuno che abita in una
casa occupata? Che cosa pensi di quello che hanno fatto queste persone? [orale + scritto - scrivi
almeno 200 parole]
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................

4
15
Il caso: "Troppi stranieri in classe", e ritirano i figli
LUNEDÌ 09 SETTEMBRE 2013 10:12

In una scuola elementare di Costa Volpino,


due terzi degli iscritti erano figli di immigrati.
I genitori italiani sono fuggiti. Ora ci sarà
una prima elementare “ghetto”.

9 settembre 2013 – Ricominciano le scuole


e tornano i casi delle “classi ghetto”, cioè
classi composte quasi solo o
esclusivamente da figli di immigrati.
L’ultimo caso si è verificato in una scuola elementare di Costa Volpino, un comune
di diecimila persone in provincia di Bergamo.
L’istituto ha solo una prima classe, alla quale quest’anno risultavano iscritti ventuno
bambini, quattordici dei quali figli di immigrati. Sono per la maggior parte di origine
marocchina, poi ci sono albanesi e rumeni.
Il fatto che tra i banchi sedessero culture di tutto il mondo non è stato però
interpretato come una ricchezza dai genitori italiani. Uno ad uno hanno ritirato i loro
figli dalla scuola, prima chiedendo al dirigente Umberto Volpi (che non ha
commentato il fatto) di trovare loro un posto in altri istituti, poi muovendosi da soli.
“Ormai tutti sanno che il miglior clima educativo è nelle classi dove si incontrano
realtà diverse”, commenta Elena Carnevali. Tuttavia, “questo clima educativo
richiede la 'personalizzazione della didattica', un obiettivo difficile da raggiungere
con sempre meno docenti e sempre meno risorse.”
(Tratto e semplificato da http://www.stranieriinitalia.it/attualita-il_caso._troppi_stranieri_in_classe_e_ritirano_i_figli_17691.html )

1
Scegli la risposta giusta!!

Il testo parla di
un problema che si è verificato in una scuola elementare, dove c'era una classe composta da
molti alunni figli di migranti. I genitori italiani hanno preferito scegliere per i loro figli
un'altra classe, così hanno formato una classe solo di italiani.

un problema che si è verificato in una scuola dove c'erano troppi alunni, così il dirigente ha
formato due classi, una solo di italiani, l'altra solo di migranti.

un problema che si è verificato in una scuola elementare, dove c'era una classe composta da
molti alunni figli di migranti. Questo ai genitori dei bambini italiani non piaceva, così
hanno scelto un'altra scuola.

un problema che si è verificato in una scuola dove non c'erano abbastanza alunni, così non
sono riusciti a formare una classe e i genitori hanno dovuto spostare i loro figli.

Dove è questa scuola (città, regione)? …...............................................................................................

Di che classe si tratta? ….......................................................................................................................

Quanti alunni erano iscritti? Di questi, quanti non erano figli di italiani? …........................................
…............................................................................................................................................................

IN COPPIA/GRUPPO
In coppia o in piccoli gruppi, rispondete a queste domande (orale + scritto). Poi scegliete il
vostro portavoce (= la persone che parla) ed esponete (= dite) le vostre idee ai compagni.

1. Il testo parla di “classe-ghetto”. Secondo voi, che cosa significa questa espressione? (orale +
scritto)
…............................................................................................................................................................

2
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................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................

2. Nel testo è scritto che i genitori italiani non hanno capito che queste classi con bambini di tante
culture diverse sono una ricchezza per tutti, cioè sono positive. Voi cosa ne pensate? Secondo voi, è
una cosa positiva oppure no? E' una ricchezza o un problema? Ci sono lati positivi e lati negativi di
queste classi con studenti con tante origini diverse? (orale + scritto)
…............................................................................................................................................................
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3. Il testo parla di “personalizzazione della didattica”. La parola “didattica” significa “modo di


insegnare qualcosa”; la parola “personalizzazione” deriva dalla parola “persona”. Secondo voi,
l'espressione “personalizzazione della didattica” significa che:
tutti gli studenti devono studiare le stesse cose nello stesso modo
gli studenti bravi devono studiare di meno
gli studenti migranti devono studiare solo cose diverse
gli studenti migranti devono studiare in classi separate
ogni studente deve studiare cose diverse, dipende dalle sue capacità in quel momento
l'insegnante deve preoccuparsi solo degli studenti bravi
Voi che cosa pensate di questa “personalizzazione della didattica”? Spiegate la vostra opinione.
(orale + scritto)
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3
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................................................................................................................................................................
4. Nel testo si dice anche che la scuola italiana ha sempre meno insegnanti e risorse, cioè soldi.
Secondo voi, è vero? Secondo voi, che cosa funziona e che cosa non funziona nella scuola italiana?
(orale + scritto)
…............................................................................................................................................................
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................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................

Secondo voi, di che cosa c'è bisogno nella scuola italiana? Scegliete e spiegate la vostra scelta!
Provate anche a dire che cosa è più importante e che cosa è meno importante secondo voi!
più insegnanti
scuole più grandi
scuole più piccole
più spazi per fare sport
meno materie da studiare
più computer
meno studenti in ogni classe
meno ore di lezione al giorno
lezione anche al pomeriggio
lezioni di arte/musica/teatro
più bidelli
più tempo per fare l'intervallo
più bagni
un tablet per ogni studente
più studenti per ogni classe
più insegnanti che aiutano chi ha difficoltà
un rapporto diverso fra insegnanti e studenti
più libertà per gli studenti (di fare cosa?)

4
essere vestiti tutti uguali
avere insegnanti più giovani
avere anche insegnanti non italiani
studiare anche la propria lingua
….............

be
nve
nut
ine
lGHE
TTO!
Nel testo si parla di “ghetto”.
Questa è una definizione della parola “ghetto”. Leggi e completa con le parole scritte sotto!
Il ghetto è un' __________ dove persone di una determinata __________ etnica, o
unite da una determinata cultura o _________, vivono in ____________ in una
condizione di reclusione (= mancanza di libertà) più o meno stretta, a causa di una
loro ____________ oppure costrette da altri. In realtà il termine (= la parola) nasce
per indicare un ____________ della città dove anticamente (= nel passato) gli ebrei
erano confinati, e dentro cui erano ____________ durante la notte.
religione - quartiere - origine - rinchiusi - area - gruppo – scelta
Tratto e seplificato da Wikipedia

Nel mondo ci sono stati molti tipi di ghetto.


I più famosi sono i ghetti in cui erano chiuse le persone di religione ebraica.

I GHETTI EBRAICI
In alcuni casi, il ghetto era un quartiere ebraico con una popolazione relativamente
benestante (ad esempio il ghetto ebraico di Venezia). In altri casi i ghetti
significavano impoverimento (ad esempio quello di Roma).
Gli ebrei non potevano acquisire terreni al di fuori del ghetto, e spesso nemmeno
dentro al ghetto. In ogni caso, dovevano vivere confinati all'interno dei ghetti.
Quindi, durante i periodi di crescita della popolazione, le case si riempivano di
persone e dovevano essere rialzate sempre di più. I ghetti avevano quindi case alte
e affollate e strade strette e buie. Ma la cosa più terribile era che il recinto del ghetto
era chiuso da una o più porte. Queste porte venivano chiuse al calar del sole e
venivano riaperte solo all'alba. Durante le ore buie, gli ebrei non potevano per
nessuna ragione allontanarsi dal ghetto. Spesso i residenti necessitavano di un visto
per poter uscire dai limiti del ghetto anche durante il giorno.
.
5
Venezia, Campo del
Ghetto Nuovo

Foto tratta da http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/burvGalleryDettaglio.aspx?id=1144

Quali erano le caratteristiche dei ghetti ebraici?


spaziosi
stretti
pieni
luminosi
aperti
poveri
scuri

Le persone potevano uscire e entrare liberamente? si no

Perchè le case erano molto alte?


…............................................................................................................................................
................................................................................................................................................

6
Nel testo ci sono alcune parole difficili. Trova nel testo i sinonimi di queste parole! (Le
parole sono in fila: le prime sono all'inizio del testo, le ultime sono alla fine del testo)

senza problemi economici, ricco


povertà
acquistare, comprare
chiusi dentro
piene di persone
muro
tramonto, quando il sole scende
quando il sole nasce
scure
andare via, andare lontano
persone che abitano in un posto
avere bisogno

7
TANTI MURI, TANTI GHETTI
L'idea del ghetto è collegata alla presenza di un muro: un muro che divide
e che toglie la libertà. Anche adesso, nel mondo, ci sono tanti muri.
Guarda le foto e prova ad abbinare a ogni foto la didascalia (= descrizione) giusta! Non
è necessario capire tutte le parole, devi solo capire il senso generale.

8
9
10
A Ceuta e Melilla, in Marocco, c'è un muro di filo spinato, fatto per impedire ai migranti
africani di raggiungere l'Europa. Il muro è stato finanziato nel 1999 dalla Comunità
1 Europea, che ha dato 30 milioni di euro. Cavi sul terreno, illuminazione, telecamere:
questa barriera, creata per dividere queste due città spagnole dal Marocco, ha causato
almeno 4mila morti.

Al confine tra Usa e Messico, hanno costruito una barriera alta da due a quattro metri e
lunga 3140 km, con torri di guardia, sensori per la visione notturna, filo spinato. Nata nel
1994, questa barriera attraversa la frontiera da Tijuana a San Diego ed ha lo scopo di

2 impedire ai messicani di varcare il confine con gli Usa. Il risultato è che chi vuole
attraversare il confine è costretto ad attraversare 80 km di deserto e zone disabitate.
Secondo i dati ufficiali, dal 1998 al 2004 lungo il confine tra Usa e Messico sono morte
1.954 persone.

E' forse il muro più famoso del mondo: il muro di Berlino, costruito nella notte tra il 12 e il
13 agosto 1961, che ha diviso in due parti la città di Berlino per 28 anni, fino al 9
novembre 1989. Il muro costò 400 milioni di marchi tedeschi, era lungo 167,8 chilometri,
3
alto 3,60 metri e aveva 302 torrette di sorveglianza. Era controllato da 11.500 soldati di
frontiera, 500 civili e 992 cani. 137 persone sono morte mentre cercavano di scavalcare
questo muro e scappare dalla Germania Est alla Germania Ovest.

4 Il governo greco vuole erigere un muro al confine con la Turchia per impedire ai migranti
asiatici di raggiungere l'Europa.

Dal 1953 esiste una linea che divide un popolo che ha le stesse origini, la stessa lingua e

5 le stesse tradizioni: il confine tra Corea del Nord e Corea del Sud. Il confine è sorvegliato
24 ore su 24 dai militari di entrambi i paesi, con torrette di guardia, muri, filo spinato.

Le Peace Lines, in Irlanda del Nord, sono i muri che separano i cattolici dai protestanti. Il
primo muro è stato costruito nel 1969 a Belfast per dividere i cattolici di Falls Road dai
7
protestanti di Shankill Roads dopo gli scontri e gli incendi nella parte Ovest della città.
L'ultimo muro è stato costruito a settembre 2011.

11
Nell'unico punto di confine tra India e Pakistan, nel villaggio di Wagah, ci sono un grande

8 cancello e un muro lungo migliaia di km. Ogni sera, il cancello viene chiuso e separa amici
e familiari che vivono nelle due parti diverse.

Il muro dell'apartheid in Cisgiordania, lungo più di 700 km, costruito dal governo di Israele.
Secondo l'organizzazione internazionale Amnesty International, il muro viola (= va contro)
9 il diritto internazionale, perchè separa i contadini palestinesi dalle loro terre agricole. La
Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato che questo muro è illegale, che deve essere
rimosso (= eliminato) e che i palestinesi devono essere risarciti (= ricevere denaro per i
danni provocati alla loro vita). Lo Stato di Israele, però, non l'ha buttato giù.

[Tratto e semplificato da http://frontierenews.it/2012/11/le-nuove-berlino-dieci-muri-che-non-intendono-crollare/ tranne per il


muro di Berlino. Per il muro in Cisgiordania: http://www.infopal.it/amnesty-international-il-muro-di-separazione-in-cisgiordania-
viola-il-diritto-internazionale/ ]
[Foto tratte da:http://www.meltingpot.org/U-S-A-Messico-la-frontiera-di-acciaio.html#.VD5IJfl_u3k,
http://frontierenews.it/2012/11/le-nuove-berlino-dieci-muri-che-non-intendono-crolla, http://ilmanifesto.info/il-muro-del-
mediterraneo/ ]

12
Note
Torniamo in questa unità a parlare di scuola per affrontare l'argomento razzismo e discriminazione,
in particolare istituzionali, che culminano nell'idea del ghetto come strumento di divisione e
nell'idea della sicurezza propagandata come necessità e utilizzata per creare un noi vs loro tanto
caro all'ideologia populista. Questo può servire per riflettere sulla convenienza, per la classe
padronale, di creare divisioni fra i lavoratori, i disoccupati, gli sfruttati, necessarie per disattivare la
conflittualità sociale e, soprattutto, far perdere di vista le reali cause e i reali colpevoli della
mancanza di prospettive di vita dignitosa.
Come già avvenuto nell'unità 1, alcune attività mirano a far guardare al di là delle posizioni indicate
dal dibattito consentito (per esempio, se gli studenti migranti siano o meno una “ricchezza” per la
scuola) per individuare gli aspetti più profondi del problema (per esempio, non è forse
contraddittorio parlare di “integrazione” e poi eliminare tutte le risorse per promuoverla? Allo Stato
interessa davvero promuovere questa “integrazione”? E in cosa gli studenti dovrebbero
“integrarsi”? Quali sono i reali problemi del sistema educativo?).
Parlando di ghetti, questa unità ci apre anche alle successive, che trattano del ghetto più grande del
mondo, la Palestina, esempio di lotta resistente ma anche di repressione violenta. E parlare di
repressione significa parlare di violenza poliziesca (unità 21) e, per quel che riguarda l'Italia, del
luogo in cui il potere oppressivo e repressivo dello Stato è più evidente, la Val di Susa (unità 18).

13
16
LA PALESTINA E I 101 PERMESSI ISRAELIANI
friday, 13 january 2012 08:55 emma mancini (alternative information center)

Centouno differenti permessi per regolare e ostacolare (= rendere difficile) la libertà di


movimento dei palestinesi residenti (= che abitano) in Cisgiordania. Sono i permessi
emessi (= dati) dall'Amministrazione Civile israeliana, che è l'autorità che ha il potere di
permettere o non permettere il movimento all’interno dei Territori Occupati e verso Israele.

Il Muro che divide Betlemme da Gerusalemme (Foto: Gustav Winters, AIC)

Il governo di Israele ha il potere di regolare la vita quotidiana di oltre due milioni di


palestinesi.
Permessi di lavoro, permessi medici, permessi religiosi, permessi per lavorare la propria
terra. Permessi per partecipare ad un matrimonio, permessi per andare ad un funerale e
permessi per prendere parte ad un processo. Permessi per entrare con l’ambulanza nella
“seam zone” (la zona tra il confine ufficiale della Linea Verde e il percorso del Muro di
Separazione – vedi mappa), permessi per costruire una casa nella propria terra.
Centouno diversi documenti. Un sistema lento e inefficiente (= che non funziona bene). Un
sistema gestito dall'Amministrazione Civile, una autorità creata nel 1981 per amministrare
la vita civile nei Territori occupati militarmente (= con l'esercito) dallo Stato di Israele.
Israele giustifica questo sistema dei permessi, dicendo che è necessario per garantire la
sicurezza dei cittadini israeliani. Molte organizzazioni internazionali, invece, parlano di

1
apartheid (= divisione basata sul razzismo) nei confronti della popolazione palestinese.

Ecco i tipi di permessi più comuni e le storie di uomini e donne palestinesi costretti a
convivere con un sistema creato per rendere impossibile la loro vita.

PERMESSI DI LAVORO
E' l'11 maggio 2011: 2410 persone sono passate stamattina al checkpoint di Betlemme in
due ore e tre quarti, dalle 3.55 alle 6.40.
checkpoint: posto dove bisogna fermarsi
per mostrare i propri documenti ai
soldati

Ogni giorno circa 2500 persone si recano in Israele a lavorare, e ogni giorno impiegano
almeno due ore per attraversare il Muro dell’apartheid che separa Betlemme da
Gerusalemme.
Il checkpoint apre alle 4, ma già dalle 2 di notte ci sono centinaia di persone in attesa,
soprattutto coloro che lavorano in luoghi lontani come Tel Aviv ed Haifa.
Noi arriviamo al checkpoint alle 4.45, quando è ancora buio. Già da lontano sentiamo le
urla degli uomini, urla che provengono dalla gabbia in cui vengono quotidianamente (=
ogni giorno) chiusi i palestinesi. Sono soprattutto persone che lavoravano in Israele già
prima della costruzione del Muro di Separazione e che hanno mantenuto il loro permesso
di lavoro. Si tratta di permessi della durata di pochi mesi e validi solo dalle 5 alle 19; ogni
ingresso o uscita dopo questi orari è vietato, sennò c'è il ritiro permanente (= per sempre)
del permesso.

Lavoratori palestinesi al checkpoint


300 di Betlemme, all'alba, in attesa
di raggiungere il posto di lavoro in
Israele (Foto: Emma Mancini, AIC)

2
PERMESSI DI PREGHIERA Ramadan: nella religione musulmana, è
il periodo di digiuno (non si mangia e
E' il 5 agosto 2011, primo venerdì di Ramadan. non si beve durante il giorno)

I soldati hanno aggiunto delle nuove barriere lungo il tragitto del checkpoint che divide
Betlemme da Gerusalemme. Due fila di mura in cemento separano gli uomini dalle donne.
All’ingresso, un cartello ricorda che possono andare a pregare nella Moschea di Al-Aqsa (il
terzo luogo sacro dell’Islam) solo gli uomini sopra i 50 anni, le donne sopra i 45 e chi ha
ottenuto un permesso d’ingresso permanente in Israele.
Un uomo sulla quarantina scoppia in lacrime in faccia ai poliziotti palestinesi. “Voglio solo
pregare ad Al-Aqsa, voglio solo poter pregare liberamente”, dice. Niente da fare.

PERMESSI PER LAVORARE LA TERRA


Dopo la costruzione del Muro di Separazione, moltissime terre agricole di proprietà
palestinese sono rimaste “intrappolate” dall'altra parte della barriera di cemento e filo
spinato.

In alcuni casi, le autorità israeliane hanno confiscato (= preso) le terre perchè i proprietari
palestinesi ormai non potevano più raggiungerle. In altri casi, i contadini palestinesi
possono raggiungere le loro terre solo se hanno un permesso.
Con questo permesso, il contadino palestinese che è proprietario di un appezzamento (=
pezzo) di terra tra il Muro e la Linea Verde può lavorare la sua terra. Però, prima deve
attraversare ogni giorno i checkpoint controllati dall’esercito israeliano. In alcuni casi, come
nel villaggio di Falamya, è possibile attraversare dalle 5 del mattino alle 5 del pomeriggio.
In altri casi, l’apertura è molto limitata: dalle 5.30 alle 6.30, dalle 12 alle 13 e dalle 15 alle
16. Si entra e si esce solo in questi orari.
Si tratta di permessi temporanei, della durata variabile: durano a volte 3 mesi, a volte 6
mesi, altre volte un anno. Per ottenere questo permesso, il proprietario palestinese della
terra “intrappolata” deve presentare all’Amministrazione Civile la carta d’identità, il
documento di proprietà della terra e un certificato che dimostra che la terra si trova al di là
del Muro di Separazione.
Ogni uomo e ogni donna palestinese superiore ai 10 anni di età deve richiedere questo

3
permesso se vuole raggiungere le sue terre. Però, chi è stato arrestato dall'esercito
israeliano non potrà ottenere questo permesso. Secondo i gruppi per i diritti umani, ogni
anno circa 700 minori palestinesi vengono arrestati e portati davanti ai tribunali israeliani.
Questo significa che queste persone, quando saranno grandi, avranno ancora più difficoltà
a lavorare le loro terre dall’altra parte del Muro di Separazione.

PERMESSI MEDICI
I principali servizi medici specialistici sono concentrati (= sono quasi tutti) a Gerusalemme
Est, tuttavia la maggior parte della popolazione palestinese non riesce a raggiungerli.
Queste restrizioni (= limiti) di accesso a Gerusalemme sono iniziate prima della
costruzione del Muro di Separazione. Già a partire dal 1993, tutti i palestinesi che non
avevano la cittadinanza israeliana o la residenza a Gerusalemme Est erano obbligati a
chiedere un permesso speciale per accedere alla città. Questo valeva anche per i
permessi sanitari. Spesso i permessi non venivano concessi (= dati) agli uomini di età
compresa tra i 15 e i 30 anni, “per motivi di sicurezza”. Chi riusciva ad ottenere il
permesso poteva stare a Gerusalemme per un periodo molto limitato di tempo, e spesso i
familiari non avevano il permesso di accompagnarlo.
La situazione è peggiorata a partire dal 2007, dopo la costruzione del Muro intorno a
Gerusalemme. Adesso è molto più difficile entrare a Gerusalemme, quindi poter avere
cure mediche. Solo poche persone ottengono il permesso, spesso dopo lunghissime file ai
checkpoint. Secondo i dati della Società della Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS), nel
2009 ci sono stati 440 casi di ritardo o di blocco delle ambulanze presso i checkpoint dei
Territori Palestinesi Occupati
A volte questi ritardi sono fatali (= mortali). Campo profughi: posto dove devono
stare le persone costrette a lasciare la
propria terra

Come è successo alla nonna di Bilal, un giovane palestinese del campo profughi di Aida a
Betlemme; la sua casa è rimasta intrappolata nella “seam zone”, tra il Muro e la Linea
Verde. Né in Cisgiordania né in Israele.
Due anni fa la nonna di Bilal è stata colpita da un attacco di cuore. Quando ha detto di
sentirsi male, la famiglia ha chiamato un’ambulanza israeliana. Gli israeliani hanno
risposto che non erano autorizzati ad entrare in quell’area e hanno detto di contattare (=
chiamare) i servizi di emergenza palestinesi, al di là del Muro di Separazione.
“L’ambulanza palestinese ha dovuto attendere al checkpoint mentre noi provavamo ad
ottenere un permesso per farla passare. Durante quella lunga attesa, circa tre o quattro

4
ore, le condizioni di mia nonna sono peggiorate”, ricorda Bilal. Ma l'ambulanza non poteva
ancora passare. Così Bilal e la sua famiglia hanno legato la nonna alla schiena di un asino
e hanno attraversato così il checkpoint per raggiungere un'ambulanza. “È morta in
ambulanza, mentre andavamo in ospedale”.

[Tratto e semplificato da www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/11-aic-projects/3361-la-palestina-e-i-centouno-permessi-israeliani]

[Mappa tratta da http://www.ecn.org/filiarmonici/muro_israele.html]

RISPONDI ALLE DOMANDE

1. Il testo parla dei vari tipi di permessi che i palestinesi devono avere per spostarsi
che gli israeliani devono avere per spostarsi

2. Quanti tipi di permessi ci sono? 18


4
101
440
3. Chi rilascia (= dà) questi permessi? …...............................................................................................

4. Questo sistema di permessi a che cosa serve? …...............................................................................


…............................................................................................................................................................

5
5. Il testo indica diversi tipi di permessi. Quali? …...............................................................................
…............................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................

6. Le persone che lavorano più lontano, a che ora devono arrivare al checkpoint? …..........................

7. Il permesso di lavoro è valido da che ora a che ora? Che cosa succede se un lavoratore palestinese
torna dopo quell'orario? ….....................................................................................................................
…............................................................................................................................................................

8. Chi può andare a pregare nella moschea di Al-Aqsa? …...................................................................


…............................................................................................................................................................
9. Nel testo è scritto che molti palestinesi devono chiedere un permesso per lavorare il proprio
campo di terra. Perchè? ….....................................................................................................................
…............................................................................................................................................................

10. Chi deve chiedere il permesso per lavorare la terra? tutti


solo gli uomini
tutte le persone maggiorenni
tutte le persone che hanno più di 10 anni
solo i bambini

11. Quali documenti bisogna portare per avere questo permesso? …....................................................
…............................................................................................................................................................
…............................................................................................................................................................

12. Questo permesso è senza scadenza? Si No


13. Con questo permesso, un contadino palestinese può andare nel suo campo quando vuole?
Si No

6
14. Chi non può avere questo permesso? …..........................................................................................
…............................................................................................................................................................

15. Da quando è necessario chiedere un permesso per motivi medici? 1993


2007
2013
2009

16. Che cosa è successo alla nonna di Bilal? …....................................................................................


…............................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................

7
17
sabato 22 giugno 2013
T
URA:
VIE
TAT
OPAS
SEGGI
ARE
di S. Comizzoli

Siamo nel villaggio di Tura, Stato di Palestina.

Gli ____________ ci hanno invitati nel loro villaggio. Qui, il muro separa le _____________ di

tabacco dai suoi proprietari, i palestinesi.

Stavamo passeggiando insieme a molti bambini, stavamo facendo delle ___________ con loro,

quando sono arrivati i ______________ israeliani. Con le armi. Hanno fermato la nostra

passeggiata, hanno detto che non potevamo stare lì. “Perchè?”, abbiamo chiesto. “E' ________

militare”, hanno risposto. "Strano", abbiamo ribattuto, "vediamo coltivazioni di cibo, è cibo

militare? Oh, no, non è cibo, è tabacco... forse è tabacco militare..."

“GO BACK!” E' stata l'unica cosa che hanno risposto....

Siamo dovuti tornare indietro, su quella strada in mezzo alla _____________ palestinese.

I militari israeliani presidiano un muro. Quel muro non è legale, non è per difesa, quel muro ha

diviso un ____________ in due, ha chiuso le persone in una ____________ . E' una prigione a

cielo aperto, ma è sempre una prigione, e anche lì dentro i ________________ non sono liberi.

[Foto samantha comizzoli]

I militari israeliani stanno occupando una terra con le _______ . Il governo israeliano ha costruito

un muro. Gli altri Stati non protestano. Perchè?

[Tratto e semplificato da http://samanthacomizzoli.blogspot.it/2013/06/tura-vietato-passeggiare.html]

1
Inserisci nell'articolo queste parole:

soldati - abitanti – palestinesi - campagna – villaggio – prigione – armi –

foto – piantagioni – zona

Rispondi alle domande

1. In quale Stato è il villaggio di Tura? …............................................................................................

2. Gli abitanti di questo villaggio sono palestinesi

israeliani

inglesi

3. Che cosa c'è di particolare in questo villaggio? Chi ha costruito questa cosa?

…..............................…..........................................................................................................................

4. Questa cosa a che cosa serve? ….......................................................................................................

5. Oltre agli abitanti, chi c'è anche nel villaggio? Cosa fa? …...............................................................

…............................................................................................................................................................

6. Il testo dice che gli abitanti sono in una prigione. Cosa vuol dire?

che hanno fatto qualcosa di male e la polizia li ha arrestati

che non sono liberi perchè hanno fatto qualcosa di male

che non possono muoversi liberamente sulle loro terre

7. Secondo te, perchè gli altri Stati non protestano per questa situazione?

…............................................................................................................................................................

................................................................................................................................................................

2
Immagina.....

E' mattina e ti svegli per andare a scuola/al lavoro. Ti vesti, fai colazione, ti prepari ed esci di casa

per andare alla fermata dell'autobus. Arrivi alla fine dalla strada e, invece della fermata

dell'autobus, vedi un gigantesco muro grigio!! “Che cavolo è?!”, pensi. Non ci sono porte, non ci

sono buchi per passare. All'angolo della strada vedi un soldato. Gli dici che devi passare, devi

prendere l'autobus per andare a scuola/al lavoro. Lui ti dice che non si può. Allora tu … ...

[continua la storia; scrivi almeno 80 parole].

3
18
LOTTIAMO PER LA NOSTRA TERRA !

Guardate questo video : http://www.youtube.com/watch?v=QTFOY6kqPpU#t=311

In coppia, provate a scegliere la risposta giusta.

1. Il video è ambientato in Italia


in Francia
in Europa

2. Il video parla di persone che non vogliono la costruzione di una strada


non vogliono la costruzione di una ferrovia
vogliono la costruzione di nuove case
vogliono chiudere una fabbrica che inquina

3. Nel video ci sono molte bandiere con la scritta “No TAV”. Secondo voi, TAV significa
Treno Alto Valore
Troppe Automobili Veloci
Treno Alta Velocità
Treno Attesa Varia

[Immagine tratta da http://www.infoaut.org/index.php/blog/no-tavabenicomuni/item/451-13-febbraio-no-tav-in-alto-la-bandiera]

1
Guardate questo altro video: http://www.youtube.com/watch?v=22PFLFWglBs
In coppia, rispondete alle domande.

1. Cosa significa TAV? …......................................................................................................................

2. Lo Stato vuole costruire quest'opera in Valle di Susa. Secondo voi, dov'è? Segnate sulla cartina.

[Immagine tratta da http://it.freepik.com/vettori-gratuito/mappa-italia-con-bandiera-vettoriali-gratis_382892.htm]

3. Questa opera a cosa dovrebbe servire? collegare Svizzera e Italia


collegare Italia e Marocco
collegare Italia e Francia
collegare Italia e Austria

4. Questa opera dovrebbe servire per trasportare persone o merci (= cose)? …....................................

5. La signora e molte altre persone sono contrarie perchè questa opera:


distrugge la loro città
distrugge campi coltivati
c'è già una ferrovia in quel percorso

2
attraversa montagne dove ci sono sostanze pericolose
dà lavoro solo agli operai francesi
serve troppo tempo per costruirla
è inutile e costosa per l'economia italiana
è meglio costruire nuove strade
prosciuga (= fa asciugare) sorgenti e fiumi

6. I contadini possono andare liberamente nelle loro terre? si no

3
Guardate queste foto di diversi mezzi di trasporto. Secondo voi, quali sono i lati
positivi e i lati negativi di ogni mezzo di trasporto? In gruppo, completate la
tabella sotto. Pensate non solo alla bellezza, ma anche al prezzo, al consumo di
benzina, all'inquinamento.....

[immagine tratta da http://ideegreen.it/wp-content/uploads/2011/12/bollo-auto.jpeg]

[immagine tratta da http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/03/auto-usata.jpg]

[immagine tratta da http://ilquotidianoinclasse.ilsole24ore.com/wp-content/uploads/2013/03/684325278787088989e6637e93d61a90.jpg]

4
[immagine tratta da http://megainfo.altervista.org/wp-content/uploads/2011/02/Treno-più-veloce-del-mondo-456x308.jpg]

[immagine tratta da http://cdn.blogosfere.it/risparmioemutui/images/bonus-pendolare.jpg]

5
[immagine tratta da http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2009/08/phantom-300x255.jpg]

[sotto: immagine tratta da http://www.motoprovider.com/immagini/Honda_CBR_1000_RR_moto_.jpg]

[immagine tratta da http://www.trapaninostra.it/sagre/mietitura/009_gli_asini_carichi_ritornano_all_aia.jpg]

6
Lati positivi Lati negativi
Automobile di lusso

Automobile usata

Aereo

Bicicletta

Treno veloce

Treno

Motorino/scooter

Moto

Asino

7
Rispondete alle domande (orale + scritto)

Quali mezzi di trasporto sono migliori per la salute? Quali sono peggiori?

Quali mezzi di trasporto sono migliori per l'ambiente? Quali sono i peggiori?

Quali mezzi di trasporto sono più economici da usare? Quali costano di più?

8
19
COME UN GIORNALISTA....
Siamo nel villaggio di Kuffr Qaddum, a 13 km di distanza da Nablus (Nabulus), in
Palestina.

[mappa tratta da http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f5/Israel_and_occupied_territories_map.png]

In questo villaggio è stato girato questo video: http://www.youtube.com/watch?v=qXu0CY7It9I

Il video mostra l'esercito israeliano che lancia gas lacrimogeni (quei fumi bianchi che volano nel
cielo).

Tu sei un giornalista, lavori per una radio on-line e ti trovi lì proprio in quel momento. Devi
scrivere la cronaca della giornata, cioè devi raccontare in modo preciso quello che è successo.

1
Guarda il video 3 volte.
Non importa se non capisci quello che le persone dicono.
Prendi appunti su quello che vedi. Se vuoi, segui questi punti:
- che giorno è (nel video è scritto)? è mattina/pomeriggio/notte? è caldo o freddo?
- come è l'ambiente? (cosa vedi? ci sono case/fiumi, montagne, strade,....? è un ambiente ricco,
povero...?come sono le case,...?)
- che cosa sta succedendo? (cosa fanno le persone? come sono vestite? cosa succede?)
Prendi appunti su tutto quello che vedi, anche i dettagli!

SPAZIO PER GLI APPUNTI

Adesso usa questi appunti per preparare un discorso! (orale o scritto)

2
20

GUARDA IL VIDEO CHE TROVI QUI: http://www.youtube.com/watch?v=qvBsu5Lh1kM

MENTRE GUARDI IL VIDEO, A QUALI PAROLE PENSI? SCEGLI LE PAROLE CHE


VUOI.

fuoco felice
aereo paura
freddo montagna polizia
malato
onde vacanza vestiti
prigione
acqua
incidente guerra sport

casa mangiare
solo
veloce
musica
vicino pioggia

******** ********* ********

IN GRUPPO, PROVATE A RISPONDERE A QUESTE DOMANDE (orale + scritto):

1. Secondo voi, dove è ambientato questo video (in Italia o in un altro paese? In quale città?)?

2. Secondo voi, quando è ambientato (molto tempo fa o poco tempo fa? in quale periodo
dell'anno?)?

2. Che cosa c'è? Che cosa succede?

3. Secondo voi, che cosa è successo prima?

Scrivete le vostre idee qui sotto.


…............................................................................................................................................................
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…............................................................................................................................................................
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................................................................................................................................................................

1
…............................................................................................................................................................
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04 ottobre 2013

Lampedusa, i morti recuperati sono 111.


All'alba sono riprese le ricerche dei dispersi

LAMPEDUSA - Sono riprese all'alba le ricerche dei dispersi del tragico sbarco di ieri a Lampedusa.
Mezzi e squadre di sommozzatori sono al lavoro nel punto in cui il barcone è naufragato. Un
centinaio di morti dovrebbero trovarsi sotto lo scafo. Il bilancio delle vittime recuperate non è 127 ,
come riferito ieri dalla polizia, ma 111, tra cui 4 bambini e 49 donne.
Oggi è giorno di lutto nazionale.

L'orrore è iniziato verso le 5 del mattino, dopo che due barconi con oltre 460 persone erano già stati
soccorsi e portati a riva dalla guardia costiera. Nessuno sapeva che un altro barcone stava arrivando.
I migranti dell'ultimo barcone volevano segnalare la propria posizione e hanno incendiato una
coperta, ma le fiamme si sono propagate (= sono arrivate) subito sul ponte dove c'erano almeno 300
persone, forse 500 persone. Ed è stato subito l'inferno. Il fuoco ha avvolto subito il barcone da dove
centinaia di somali ed eritrei guardavano la costa vicinissima dell'isola e immaginavano già di
toccare terra. Quando le fiamme si sono propagate, i migranti presi dal panico (= paura) si sono

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gettati in acqua. Alcuni sono annegati subito, altri sono riusciti a rimanere a galla fino all'arrivo dei
soccorsi: prima è arrivata una barca con otto italiani, dopo sono arrivate le motovedette della
guardia costiera e altri pescherecci. Le persone salvate sono 155, tra cui sei donne e due bambini.
Due donne incinte sono state trasportate a Palermo. Tre migranti, invece, sono stati ricoverati
all'ospedale di Lampedusa.
Sul fondo del mare i sommozzatori stanno lavorando per cercare di recuperare le altre vittime: ci
sono ancora decine di corpi imprigionati nello scafo affondato a 47 metri sotto il mare.

Dal molo, ambulanze con la sirena accesa precedute dalle macchine dei carabinieri hanno portato i
corpi nell'enorme hangar dell'aeroporto. Lì sono state portate le 111 vittime finora recuperate,
chiuse in sacchi neri e blu. Entrando nell'hangar, a sinistra, i primi cadaveri coperti sono quelli dei
quattro bambini, anche loro sono chiusi nei grandi sacchi di plastica.
Sopra ogni sacco è attaccato un numero che servirà alla polizia per dare un nome ai migranti
deceduti. I poliziotti hanno fotografato i volti di tutte le persone morte. I sacchi sono disposti a file
doppie e seguono il perimetro dell'hangar. Chi entra ed esce da questo luogo parla di ''sensazione
indescrivibile''. Dolore e rabbia.

Dal governatore siciliano un appello al Parlamento per cambiare le norme sull'immigrazione:


''Bisogna cambiare questa legge sull'immigrazione che porta a morire migliaia di persone, che ha
trasformato il Mar Mediterraneo in un mare di morte”.

Questa tragedia porta anche alcune domande: come è possibile che nessuno abbia visto i barconi
con i radar, in una zona di mare molto controllata? Inoltre, i superstiti dicono che prima hanno visto
passare tre pescherecci, ma nessuno si è fermato.
[Tratto e semplificato da
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/10/04/news/lampedusa_i_morti_recuperati_sono_111_riprese_all_alba_le_ricerche_dei_dispersi-
67854018/]

Lampedusa è un'isola italiana in


mezzo al Mare Mediterraneo.

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LEGGI LE FRASI E METTI IN ORDINE.
CHE COSA È SUCCESSO IL 3 OTTOBRE A LAMPEDUSA?

___ I migranti si sono buttati in acqua.

___ La guardia costiera è arrivata.

___ Le persone morte sono chiuse in sacchi neri e blu.

___ La polizia ha fotografato le facce delle persone morte.

___ La guardia costiera ha soccorso due barconi con 460 persone.

___ I migranti hanno dato fuoco a una coperta.

___ I sommozzatori hanno ripescato 111 cadaveri.

___ L'ambulanza ha portato due donne incinte a Palermo.

___ Molte persone sono morte subito, altre persone sono riuscite a sopravvivere in acqua.

___ Il fuoco ha iniziato a bruciare tutta la barca.

___ Le ambulanze hanno portato i cadaveri nell'hangar dell'aeroporto.

___ La polizia ha attaccato dei numeri ai sacchi.

___ I sommozzatori lavorano ancora per cercare altri corpi.

___ Solo 155 persone si sono salvate.

___ E' arrivata una barca con otto italiani.

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RISPONDI ALLE DOMANDE
1. Le persone sulla barca di quale nazionalità erano? ….......................................................................

2. Secondo te, perchè loro volevano venire in Italia? …........................................................................


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3. Nel testo ci sono 6 nomi di mezzi di trasporto: quali sono?


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4. Trova nel testo i sinonimi di queste parole.


• posto dove sono parcheggiati gli aerei fermi: ….......................................................................
• persone che vanno sott'acqua per cercare qualcosa o qualcuno: …...........................................
• buttarsi: …..................................................................................................................................
• morti: ….....................................................................................................................................
• persone che non si trovano più: ….............................................................................................
• dare fuoco: ….............................................................................................................................
• morire in acqua perchè non si può respirare: ….........................................................................
• la polizia che controlla il mare: ….............................................................................................
• riuscire a stare sopra l'acqua senza andare sotto: …...................................................................
• il momento quando nasce il sole: …..........................................................................................

5. Secondo te, perchè sono venute con quella barca pericolosa? Potevano venire in un altro modo?
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IL GIORNO DOPO, SU FACEBOOK MOLTI HANNO SCRITTO IL LORO PENSIERO SU
QUESTO FATTO. QUI SOTTO CI SONO ALCUNI COMMENTI.
IN COPPIA CON UN COMPAGNO, DECIDETE CON CHI SIETE D'ACCORDO E CON
CHI NON SIETE D'ACCORDO, E SPIEGATE PERCHE'.

E' colpa della polizia e


Io non metterei mai
della guardia costiera. Di
sicuro hanno visto la barca i miei figli su una
con i radar, perchè non barca così! Questi
sono andati subito? genitori sono pazzi!
La colpa è dei pescatori,
perchè non hanno aiutato
subito queste persone!
E' colpa di quelli che hanno
incendiato la coperta! Perchè
l'hanno fatto?? Non sapevano
che era pericoloso??
E' colpa loro. Perchè vengono
qua in Italia su quelle barche
con così tante persone?
Dovrebbero venire in aereo o
in nave!! La colpa è delle leggi, che
non permettono a tutti di
avere i documenti e i visti per
venire in Italia in modo
sicuro!

Potevano pensarci prima! E' colpa loro: perchè si


Perchè vengono in Italia? sono buttati in mare
Lo sanno che il lavoro se non sapevano
non c'è, devono stare nel nuotare??
loro paese!!

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CONOSCI QUALCUNO CHE E' VENUTO IN ITALIA CON UNA BARCA COME
QUESTA? SE LO CONOSCI, RACCONTA!
SE NON LO CONOSCI, PENSA: TU VERRESTI IN ITALIA CON UNA BARCA COSI'?
PERCHE'? SPIEGA!
(orale + scritto – scrivi almeno 100 parole)
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SECONDO TE, C'E' UN MODO PER EVITARE TUTTE QUESTE MORTI? (orale + scritto
– scrivi almeno 50 parole)
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Note
Lo scopo di queste attività è impostare un discorso sulle migrazioni diverso rispetto a quello
abitualmente veicolato dai media mainstream e diverso anche rispetto al pensiero propagandato dai
vari enti e gruppi filogovernativi che si occupano di migrazione. Raramente, infatti, si centra la
causa delle varie morti in mare, delle condizioni penose dei viaggi dei migranti, della “accoglienza”
vergognosa loro riservata, ovvero l'impossibilità a muoversi liberamente per il mondo, con quella
stessa libertà accordata ai capitali e alle merci ma negata alle persone. Questo è il fine delle attività
di produzione; qui si apre tutta la riflessione sulle frontiere, sul concetto di stato-nazione, fino ad
arrivare all'imposizione del monolinguismo nella lingua dominante a scapito delle lingue delle
minoranze e dei migranti stessi.

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GUARDA QUESTE FOTO: CHE COSA VEDI? DESCRIVI!
(orale + scritto – per ogni foto scrivi almeno 40 parole)

[Immagine tratta da http://www.notav.info/post/la-storia-non-insegna-per-i-no-tav-carcere-duro/]

[Immagine tratta da http://www.inventati.org/cortocircuito/2014/04/15/non-sono-due-personaggi-di-una-soap-ma-due-


militanti-che-hanno-subito-violenza-dalla-polizia/]

[Immagine tratta da http://osservatoriorepressione.blogspot.it/2013/02/la-violenza-delle-uova-e-la- furia-del.html]

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[Immagine tratta da http://ilmegafonoquotidiano.it/news/bolzaneto-litalia-%C3%A8-il-paese-della-tortura]

[Immagine tratta da http://www.signalfire.org/?paged=42]

[Immagine tratta da http://www.infoaut.org/images/stories/valeria/foto_0000000420140821145254.jpg]

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[Immagine tratta da www.militant-blog.org]

[Immagine tratta da www.militant-blog.org]

[immagine tratta da http://static.nanopress.it/nano2013/fotogallery/625X0/58759/polizia-spara-proiettili-di-gomma.jpg]

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1. Quando si parla di violenza, spesso le persone hanno opinioni diverse.
Leggi queste frasi, scrivi se sei d'accordo oppure no e spiega perchè.

• E' giusto che la polizia sia violenta, perchè deve difendere lo Stato.
Sono d'accordo/non sono d'accordo perchè ….......................................................................................
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• La violenza è sempre sbagliata.
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• Se un poliziotto riceve un ordine deve ubbidire, quindi non ha colpe.
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• A volte la violenza è giustificata, per esempio se devo difendere la mia famiglia da un
pericolo.
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• La polizia che spara e un ragazzo che tira un sasso sono violenti nello stesso modo.
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• Nel mondo non è possibile cambiare le cose senza usare la violenza.
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• La violenza più grande è quella che i governi usano contro il popolo.
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• Se io rubo qualcosa al supermercato e la guardia mi spara, ha ragione lei.
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• L'unico modo per avere il rispetto degli altri è usare la violenza.
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2. Spesso la polizia si comporta in modo violento. Hai mai sentito notizie sulla violenza della
polizia in Italia o in altri paesi? Tu hai mai fatto esperienza della violenza della polizia? (orale
+ scritto)
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Note
Il tema della repressione si accompagna a quello della “violenza”: cosa è violenza? Un poliziotto
che manganella durante uno sciopero è giustificato dagli ordini ricevuti? Le azioni “violente” di
resistenza dell'oppresso sono giustificate dai soprusi dell'oppressore? Si tratta di temi verso i quali i
sistemi di potere sono molto attenti e in merito a cui attivano grandi sforzi di propaganda.
L'esempio più eclatante è la Palestina, dove un razzo artigianale sparato dalla resistenza palestinese,
che se uccide è perchè cade in testa a qualcuno, è messo sullo stesso piano del dispiegamento di
forze di uno degli eserciti più potenti e attrezzati del mondo; lo stesso discorso viene impostato per
delegittimare, isolare e reprimere ogni lotta popolare che preveda l'azione diretta come strumento di
resistenza e liberazione. La pace è senz'altro un valore a cui l'umanità dovrebbe tendere, ma
inneggiare alla “pace” prescindendo dalla valutazione delle forze in gioco, mettendo sullo stesso
piano oppresso e oppressore, non è forse funzionale alla repressione delle lotte popolari?

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